AWS Sets a Multi-Year Countdown to Kill Off Email-Based Certificate Validation
#CyberSecurity
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Werbefirmen und Zeitungsverlagen war Apples Tracking-Schutz für iPhones schon lange ein Dorn im Auge. Nun hat das Kartellamt entschieden, dass der Konzern das System deutlich anpassen muss. Für Nutzer:innen bedeutet das wohl längere und kompliziertere Einwilligungs-Abfragen. Das Wort "Tracking" dürfen diese nicht mehr enthalten - weil es zu abschreckend sein könnte.
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Energy giant Shell has activated its incident response process after the Cl0p extortion syndicate listed the company on its dark-web leak site, claiming to have stolen roughly 89GB of engineering documents and internal project files.dark6 (Secure Bulletin)
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Researchers found that macOS's Screen Sharing service kept its file-transfer helpers running as root even when a session was authenticated with nothing more than a shared VNC password. Apple has already shipped a fix in macOS Tahoe 26.dark6 (Secure Bulletin)
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Microsoft is moving to make passkeys the default sign-in method across Entra ID while permanently retiring native SMS and voice-based multi-factor authentication by February 2027.dark6 (Secure Bulletin)
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L'ex senatrice dell'Arizona Kyrsten Sinema ha ammesso in una deposizione giurata di avere avuto una relazione con un uomo della sua scorta, allora sposato, mentre era ancora in carica. La testimonianza è finita negli atti di una causa civile depositati davanti a un tribunale federale, che l'ex moglie della guardia del corpo ha intentato contro di lei.
Sinema era stata eletta come democratica, poi era passata al gruppo degli indipendenti e ha lasciato il seggio all'inizio del 2025. A citarla in giudizio è Heather Ammel, l'ex moglie di Matthew Ammel, l'uomo che faceva parte della sua sicurezza: la accusa di avere fatto finire il suo matrimonio, durato 14 anni. I due coniugi si sono separati il primo novembre del 2024, poche settimane dopo l'ultimo incontro riferito da Sinema. Il divorzio è diventato definitivo nel marzo di quest'anno.
La causa è stata presentata in un tribunale del North Carolina, che ha una legge sull'alienation of affection (la sottrazione d'affetto). È uno strumento che non esiste nell'ordinamento italiano: permette al coniuge tradito di chiedere i danni non al marito o alla moglie, ma alla terza persona ritenuta responsabile della rottura del matrimonio.
Gli avvocati di Sinema hanno spostato il caso davanti alla giustizia federale e lì hanno chiesto che venisse archiviato, sostenendo che la relazione con Ammel si è svolta fuori dal North Carolina e che il giudice federale non ha giurisdizione personale su di lei. Il 19 agosto è fissata l'udienza in cui verranno esaminate le prove.
Sinema, che non è sposata, ha raccontato nella deposizione del 31 luglio, raccolta in uno studio legale di Raleigh, che il primo rapporto con Ammel risale alla fine di maggio del 2024, intorno al Memorial Day (la festa dei caduti che negli Stati Uniti cade l'ultimo lunedì del mese). I due si trovavano in una casa affittata a Napa, in California, insieme ad alcuni amici della senatrice e a un altro membro della scorta.
A giugno Sinema e Ammel erano a New York per un matrimonio. Avevano stanze d'albergo separate, ma sono stati "intimi" in quella di lei, ha detto la senatrice nella deposizione. A metà luglio, dopo un volo notturno dalla costa ovest, sono stati insieme nell'appartamento di Sinema a Washington. A metà agosto sono andati ad Aspen, in Colorado, per un viaggio di raccolta fondi. La relazione è proseguita fino all'ottobre del 2024, quando i due si sono visti nella casa dell'allora senatrice a Phoenix.
Un altro incontro a Washington, alla fine di settembre, Sinema ha detto di non riuscire a ricordarlo, mentre Ammel lo ha confermato nella propria deposizione. L'ex senatrice ha riconosciuto di sapere, per tutto il periodo, che l'uomo era sposato e aveva tre figli.
Tra i messaggi finiti negli atti ce n'è uno in cui Sinema scriveva ad Ammel: "Metto la mia mano sul tuo cuore. Ci vediamo presto. Mi manchi". Durante la deposizione un avvocato le ha chiesto se capiva che una moglie, leggendo un messaggio del genere indirizzato al marito, potesse preoccuparsi di chi glielo stesse mandando. Sinema ha risposto di sì. Negli atti è visibile anche la schermata di un secondo messaggio dell'allora senatrice, ritrovato sul telefono di Ammel, in cui gli scriveva di svegliarsi la notte cercando le sue braccia.
Kyrsten Sinema testified to sex with her married security guard at locations across the U.S., now facing an alienation of affection suit in NC.James Cirrone (Fox News)
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La semaine dernière, le Conseil constitutionnel a censuré la loi qui voulait interdire aux mineur·es de moins de 15 ans d'accéder aux réseaux sociaux. C'est une très bonne nouvelle, mais la mesure va faire son retour très bientôt. On vous a beaucoup parlé de cette loi ces derniers mois, alors voici ce qu'il faut retenir de la décision du Conseil constitutionnel. ⬇️
laquadrature.net/2026/07/22/le…
Le Parlement vote l’interdiction des réseaux sociaux aux jeunes de moins de 15 ansLa Quadrature du Net
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Votée en juillet, cette loi voulait interdire aux moins de 15 ans d'accéder à tout réseau social. Une notion tellement large que les réseaux sociaux du fédivers (instances Mastodon ou Peertube par exemple) auraient aussi été concernés. C'est précisément cette largesse que le Conseil constitutionnel a sanctionné : il estime qu'interdire aux jeunes l'accès à tout réseau social, entendu de manière très large, porte une atteinte disproportionnée à la liberté d'expression.
conseil-constitutionnel.fr/dec…
Loi visant à protéger les mineurs des risques auxquels les expose l’utilisation des réseaux sociauxConseil constitutionnel
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Una tantum reshared this.
Pas content, Macron a déjà annoncé qu'il demandait au gouvernement de revenir avec une nouvelle loi interdisant les réseaux sociaux aux jeunes. Une annonce qui ne sera sans doute pas suivie d'effet, tant le calendrier parlementaire français est bouché d'ici aux élections présidentielles de 2027.
Mais c'est par l'Union européenne que cette mesure pourrait revenir. La Commission européenne planche toujours sur une loi européenne pour instaurer une interdiction des réseaux sociaux aux jeunes.
Aujourd’hui, plus personne ne hausse les épaules de façon crédible quand on parle d’un retour des fascismes. À La Quadrature du Net, nous parlons « d’autoritarisme » depuis longtemps.La Quadrature du Net
abracadacab reshared this.
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Nei due mesi successivi alla firma del Memorandum d'Intesa da parte di Donald Trump, il 17 giugno nella reggia di Versailles, la dirigenza iraniana ha principalmente lavorato per allargare la guerra, non per porne fine. È quanto hanno raccontato al Wall Street Journal funzionari iraniani e arabi. A Teheran l'accordo è stato interpretato come un espediente di Washington e Israele per allentare la pressione sull'economia mondiale e guadagnare tempo in vista di un attacco più vasto. Per questo motivo, anziché puntare sul negoziato, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei avrebbe trascorso l'estate preparando l'apparato di sicurezza a un confronto prolungato, che l'Iran potrebbe perfino decidere di aprire per primo. L'obiettivo dichiarato è infliggere danni sufficienti a impedire che si ripetano i bombardamenti subiti durante la guerra dei dodici giorni dello scorso anno e nel conflitto tuttora in corso.
Il Memorandum di Islamabad, che prende il nome dalla mediazione pakistana, prevedeva una serie di concessioni a favore di Teheran: deroghe alle sanzioni per consentire all'Iran di tornare a vendere petrolio, l'accesso a miliardi di dollari congelati e la prospettiva di un fondo da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione. Trump lo aveva firmato di persona a Versailles, mentre il presidente iraniano Masoud Pezeshkian lo aveva sottoscritto elettronicamente da Teheran. In cambio, l'Iran avrebbe dovuto riaprire al traffico mercantile lo Stretto di Hormuz e negoziare in buona fede sul proprio programma nucleare.
I 60 giorni concessi alle parti per raggiungere un'intesa definitiva scadono oggi e le delegazioni hanno comunicato ai mediatori l'intenzione di voler prorogare il termine, senza però accordarsi sulla durata dell'estensione. Nel frattempo, già all'inizio di luglio, i Pasdaran hanno ripreso ad aprire il fuoco contro le navi scortate dalla Marina statunitense, cogliendo di sorpresa la Casa Bianca. "Sono persone molto pericolose, sono malate", ha reagito Trump a margine del vertice NATO di Ankara, dove ha dichiarato conclusa la tregua e definito i dirigenti iraniani "feccia".
Iran – Stati Uniti
Il 17 giugno, a Versailles, Donald Trump ha firmato con l’Iran il Memorandum di Islamabad: due mesi per chiudere un accordo definitivo. Il termine scade oggi senza intesa. Secondo il Wall Street Journal, Teheran ha passato la tregua a riorganizzare i comandi militari, a rifornire le milizie alleate e a riprendere gli attacchi alle navi.
Grafica di FocusAmerica 17 agosto 2026
Transiti commerciali nello Stretto di Hormuz
In una settimana il traffico si è fermato
Fine settimana 8-9 agostoUna settimana prima della scadenza
navi
Sabato 15 agostoDopo gli attacchi alle petroliere
navi
Domenica 16 agosto
navi
Ogni sagoma rappresenta una nave commerciale rilevata dai sistemi di tracciamento.
Prima della guerra cominciata il 28 febbraio, lo Stretto vedeva passare oltre 130 navi al giorno: da qui transitava un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto scambiati nel mondo.
Transiti commerciali rilevati nello Stretto di Hormuz: 31 nel fine settimana dell’8-9 agosto, 5 sabato 15 agosto, nessuno domenica 16 agosto. Prima della guerra ne passavano oltre 130 al giorno.
Il patto I 60 giorni La mappa
Che cosa prevedeva il memorandum
Il testo firmato il 17 giugno contiene quattordici punti. Questi sono gli impegni che le due parti avrebbero dovuto trasformare in un accordo definitivo entro oggi.
WashingtonChe cosa otteneva l’Iran
300Miliardi di dollari
Un piano decennale di ricostruzione e sviluppo economico, che Washington si è impegnata a costruire insieme ai partner della regione.
Mai avviato
100Miliardi congelati, stima
Fondi e beni iraniani bloccati all’estero, da restituire via via che il negoziato avanzava.
Non sbloccati
Sanzioni e blocco navale
Deroghe immediate sull’esportazione di petrolio, prodotti petrolchimici e derivati, e la revoca del blocco navale statunitense imposto il 13 aprile.
Applicate solo in parte
TeheranChe cosa doveva dare in cambio
60Giorni di passaggio libero
Lo Stretto di Hormuz riaperto subito e senza pedaggio per tutta la durata del negoziato.
Traffico di nuovo fermo
60%Uranio da diluire
Le scorte arricchite al 60 per cento dovevano essere diluite sul posto, sotto la supervisione dell’AIEA.
Verifica sospesa
Accordo definitivo
Un’intesa sul nucleare da negoziare in buona fede entro il 17 agosto, con la revoca progressiva di tutte le sanzioni.
Nessun negoziato aperto
Il conto alla rovescia finisce oggi. Le delegazioni hanno chiesto ai mediatori di prorogare il termine, ma non si sono accordate nemmeno sulla durata della proroga.
Dalla firma alla scadenza
Tocca una data per leggere che cosa è successo.
17 giugno · firma17 agosto · scadenza
Sessanta giorni per trasformare il memorandum in un accordo. Sono finiti tutti, e le tacche segnano che cosa è successo nel frattempo.
17 giugnoTrump firma il memorandum a VersaillesIl presidente statunitense sottoscrive il Memorandum di Islamabad durante la cena per il G7 alla reggia di Versailles; il presidente iraniano Masoud Pezeshkian firma da Teheran. Lo Stretto di Hormuz riapre e gli Stati Uniti revocano il blocco navale imposto il 13 aprile.
Inizio luglioI Pasdaran tornano a sparare sulle naviLe Guardie della Rivoluzione riaprono il fuoco contro i mercantili scortati dalla Marina statunitense. La Casa Bianca viene colta di sorpresa: al vertice NATO di Ankara Trump dichiara conclusa la tregua.
20 luglioSi apre il secondo fronte, sul Mar RossoGli Houthi dichiarano lo Stretto di Bab al-Mandeb chiuso alle navi saudite, la rotta con cui Riad aggira il Golfo Persico. Nelle stesse ore i droni delle milizie irachene colpiscono le infrastrutture petrolifere del regno e Aramco ferma l’impianto di Abqaiq.
Luglio“Abbiamo sfruttato appieno il cessate il fuoco”Lo ammette all’agenzia Tasnim il portavoce dei Pasdaran, il generale Hossein Mohebbi: durante la tregua l’Iran ha accelerato la produzione di missili e ne ha migliorato la precisione. Gli ufficiali iraniani intanto addestrano le milizie alleate in Iraq, Yemen e Libano.
Inizio agostoIl Consiglio per la Sicurezza blocca l’intesa con l’OmanI diplomatici iraniani avevano concordato con Mascate rotte sorvegliate e una riapertura graduale dello Stretto. L’accordo salta all’ultimo per il veto del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, l’organo che rappresenta l’ala più dura del regime.
10 agostoKhamenei consegna i comandi ai falchiLa Guida Suprema Mojtaba Khamenei nomina sei alti ufficiali. I decreti chiedono esplicitamente di prepararsi a “potenti operazioni offensive contro il nemico” e di ampliare la rete di controspionaggio interno.
14 agostoColpite tre navi degli EmiratiAbu Dhabi denuncia l’attacco a tre navi della compagnia petrolifera Adnoc mentre attraversavano lo Stretto. Da quel momento il traffico commerciale si ferma quasi del tutto.
17 agostoScadono i 60 giorni, senza accordoOggiLe delegazioni chiedono ai mediatori una proroga del termine, ma non trovano un’intesa nemmeno sulla durata dell’estensione. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ricorda che il memorandum sanciva la fine della guerra, non un cessate il fuoco.
I due stretti
Riad aggira il Golfo Persico spostando il greggio via oleodotto fino al Mar Rosso. Da luglio anche quella rotta è sotto tiro. Tocca un numero sulla mappa, o una voce dell’elenco, per il dettaglio.
IranArabia SauditaYemen1Stretto di Hormuz2Golfo dell’Oman3Abqaiq4Isola di Bubiyan5Bab al-Mandeb6Giordania
Oleodotto Est-Ovest Rotta saudita verso il Mar Rosso Luoghi degli attacchi, toccabili
1Stretto di HormuzCinque transiti commerciali sabato, nessuno domenica. Prima della guerra ne passavano oltre 130 al giorno.2Golfo dell’OmanIl 14 agosto gli Emirati denunciano l’attacco a tre navi dell’Adnoc in transito verso lo Stretto.3Abqaiq, Arabia SauditaI droni delle milizie sciite irachene colpiscono le infrastrutture petrolifere: Aramco ferma l’impianto.4Isola di Bubiyan, KuwaitAll’inizio di maggio le forze di sicurezza arrestano quattro militari dei Pasdaran sbarcati da un peschereccio. Altri due riescono a fuggire.5Stretto di Bab al-MandebDal 20 luglio gli Houthi lo dichiarano chiuso alle navi saudite. Nel fine settimana i tracciamenti hanno contato 49 passaggi, contro i 55 della settimana prima, ma nessun carico petrolifero saudita.6GiordaniaDurante una pausa dei combattimenti l’Iran lancia una salva di missili balistici, due settimane dopo l’attacco in cui erano morti tre militari statunitensi.
Chi comanda adesso
Il 10 agosto la Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha nominato sei alti ufficiali. Nelle quattro poltrone che contano di più sono arrivati i veterani della guerra contro l’Iraq e della repressione interna.
Ahmad Vahidi
Comandante in capo dei Pasdaran
Guidava di fatto le Guardie della Rivoluzione da marzo. La nomina formale gli affida il compito di condurre “potenti operazioni offensive contro il nemico”.
Ali Abdollahi
Capo di stato maggiore delle forze armate
Veterano dei Pasdaran e sostenitore degli attacchi contro i Paesi arabi che ospitano basi statunitensi. Deve completare l’integrazione dello stato maggiore nel comando di guerra Khatam al-Anbiya.
Mohsen Rezaei
Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale
Comandò le Guardie Rivoluzionarie nella guerra contro l’Iraq. Nel Consiglio rappresenta direttamente la Guida Suprema: è l’organo che ha fatto saltare l’intesa con l’Oman.
Hossein Taeb
Comandante dei Basij
Diresse la repressione delle proteste del 2009. Ora deve trasformare la milizia volontaria in una rete di informatori di quartiere, dopo che l’intelligence israeliana ha dimostrato di essersi infiltrata in profondità nel Paese.
Fonte Elaborazione su Wall Street Journal (17 agosto 2026), dati di tracciamento navale Kpler rilanciati da Reuters, testo del Memorandum di Islamabad diffuso dalla Casa Bianca, CNN e agenzia Tasnim per le nomine militari e le dichiarazioni dei Pasdaran. Base cartografica: Natural Earth. Ritratti: Wikimedia Commons.
La riorganizzazione dell'apparato di sicurezza iraniano, annunciata una settimana fa, ha collocato nei ruoli chiave gli uomini scelti per condurre la guerra. Ahmad Vahidi, che guidava ufficiosamente i Pasdaran da marzo, è stato confermato al comando con l'incarico esplicito di condurre "potenti operazioni offensive contro il nemico". Il generale Ali Abdollahi, veterano del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e sostenitore degli attacchi contro i Paesi arabi che ospitano basi statunitensi, ha assunto il comando unificato dei Pasdaran e dell'esercito regolare.
Mohsen Rezaei, che guidò le Guardie Rivoluzionarie durante la guerra contro l'Iraq negli anni Ottanta, è diventato segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, nel quale rappresenta direttamente la Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Hossein Taeb, che nel 2009 ha diretto la violenta repressione delle proteste contro la rielezione di Ahmadinejad alla presidenza, è invece tornato al vertice delle milizie paramilitari Basij con il compito di trasformare la milizia volontaria in una rete di informatori di quartiere. Le due guerre hanno infatti mostrato quanto profondamente l'intelligence israeliana fosse riuscita a penetrare nel Paese.
"L'elevazione di Vahidi è coerente con una leadership che prepara l'apparato di sicurezza a un confronto prolungato, non a un ritorno alla normale politica di pace", ha dichiarato al Wall Street Journal Saeid Golkar, studioso dell'apparato di sicurezza iraniano all'Università del Tennessee a Chattanooga.
Mentre i diplomatici negoziavano, i Pasdaran hanno approfittato della relativa calma garantita dal Memorandum per addestrare le milizie alleate, inviando consiglieri in Iraq, Yemen e Libano. Secondo informazioni raccolte dai servizi di intelligence di diversi Paesi arabi, anche attraverso comunicazioni intercettate, ufficiali iraniani sono stati mandati nelle aree controllate dagli Houthi per pianificare uno scontro più duro con l'Arabia Saudita, coordinandosi anche con le milizie paramilitari sciite irachene. Sulle alture che dominano il Mar Rosso sono stati schierati missili, armi navali e lanciatori di droni. Agli yemeniti sono state consegnate anche liste di obiettivi comprendenti porti e impianti energetici sauditi.
Il 20 luglio gli Houthi hanno dichiarato lo Stretto di Bab al-Mandeb chiuso alle navi saudite, mettendo così in difficoltà una delle rotte utilizzate da Riad per aggirare la morsa iraniana sul Golfo Persico. Contemporaneamente, le milizie irachene hanno colpito con i droni le infrastrutture petrolifere del regno, costringendo Aramco a fermare l'impianto di Abqaiq. "Abbiamo sfruttato appieno il periodo di cessate il fuoco", ha ammesso a luglio il portavoce dei Pasdaran, il generale Hossein Mohebbi, all'agenzia Tasnim. "Abbiamo potenziato le nostre capacità, accelerato il ritmo di produzione dei missili e migliorato la precisione".
Per gli Stati Uniti, la nuova escalation ha già avuto conseguenze pesanti. Durante una pausa dei combattimenti, l'Iran ha lanciato una salva di missili balistici contro la Giordania, due settimane dopo un altro attacco nello stesso Paese nel quale erano stati uccisi tre militari statunitensi. Negli ultimi 15 giorni Teheran ha inoltre colpito sei navi degli Emirati dirette verso Hormuz. I funzionari del Golfo osservano con crescente allarme che i missili iraniani riescono a superare le difese statunitensi e a colpire con sempre maggiore precisione obiettivi in Kuwait e Bahrein. I Pasdaran hanno già avvertito i Paesi arabi che sono pronti a distruggere i loro impianti energetici se gli Stati Uniti dovessero strutture analoghe in Iran, ed hanno già consegnato alle loro controparti liste dettagliate di singoli bersagli.
Le opzioni allo studio comprendono attacchi preventivi, il sabotaggio dei cavi internet sottomarini nel Golfo Persico, la destabilizzazione politica dei Paesi dove sono presenti consistenti comunità sciite, come Kuwait e Bahrein, e perfino operazioni di terra in territorio kuwaitiano. A Kuwait City la minaccia viene presa sul serio: all'inizio di maggio le forze di sicurezza hanno arrestato quattro militari dei Pasdaran sbarcati da un peschereccio noleggiato sull'isola di Bubiyan, separata dall'Iran soltanto da una sottile striscia di territorio iracheno. Altri due uomini sono riusciti a fuggire.
L'intesa raggiunta all'inizio di agosto dai diplomatici iraniani con l'Oman, che prevedeva rotte sorvegliate e una riapertura graduale dello Stretto di Hormuz, sarebbe stata bloccata all'ultimo motivo proprio dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, che rappresenta l'ala più dura del regime. I Pasdaran hanno quindi ripreso ad attaccare le navi mercantili, con pesanti conseguenze sul traffico: nel fine settimana appena trascorso hanno attraversato lo Stretto solo 5 navi commerciali sabato e nessuna la domenica, contro le 31 del fine settimana precedente.
Con il negoziato in stallo, a Trump è rimasto solo di sperare che prima o poi le sanzioni e il blocco navale inducano Teheran a cedere. L'apparato militare e l'economia dell'Iran hanno subito danni gravissimi e il presidente Pezeshkian, una delle colombe del regime, continua ad avvertire che, senza un accordo che consenta la revoca delle sanzioni, il sistema economico del Paese rischia di crollare. Come abbiamo citato in precedenza, però, la ricostruzione delle infrastrutture e il ripristino degli accessi alle basi missilistiche stanno procedendo più rapidamente del previsto. Una ripresa che sembra quindi allontanare l'esito auspicato dalla Casa Bianca: costringere Teheran a negoziare facendo leva solo sulla pressione militare ed economica.
Anche Mehdi Mohammadi, consigliere del capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf, ha definito lo stallo attuale "la calma prima della tempesta". Tra i fattori che potrebbero alimentare una nuova escalation, ha scritto, vi sarebbe un "progetto generazionale di vendetta di sangue" per l'uccisione di Ali Khamenei, padre dell'attuale Guida Suprema, rimasto ucciso il 28 febbraio durante i primi raid della guerra.
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kinda chic to votare Volt alle prossime elezioni 💜✨
#Politica #Europa #Innovazione #TransizioneEcologica #Futuro #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Vannacci è davvero l’“uomo contro il sistema”?
Dietro la retorica dell’outsider, l’articolo ricostruisce una rete fatta di ex militari, associazioni, fondazioni, think tank, tesseramenti e finanziamenti.
E pone una domanda molto semplice: chi organizza e finanzia davvero la macchina politica costruita attorno al Generale?
Perché forse la storia più interessante non è ciò che Vannacci urla davanti alle telecamere.
È quello che succede dietro le telecamere.
Una ricostruzione lunga, controversa e piena di elementi da verificare. Ma proprio per questo vale la pena leggerla fino in fondo.
👉 CHI È DAVVERO VANNACCI?
antonellas.substack.com/p/chi-…
Una ricerca nelle anomalie che nessuno ha notato — e cosa rivelano su come funziona davvero il potere in EuropaAntonella Silipigni (AntonellaNEWS)
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Il senatore democratico della Georgia Jon Ossoff ha attaccato il presidente Donald Trump per il rapporto con la sua assistente esecutiva Natalie Harp, 35 anni, durante un comizio tenuto domenica a Midtown, il quartiere centrale di Atlanta. Davanti a più di mille sostenitori il senatore, 39 anni, ha contrapposto i marinai della portaerei USS Abraham Lincoln, rimasta in mare da quasi nove mesi, a un presidente che secondo lui non vuole fare il proprio lavoro.
"Mentre i marinai della Lincoln combattono la sua guerra, mentre prosciuga senza risultati le nostre munizioni e le nostre riserve di petrolio, il presidente dorme durante le riunioni. Gioca a golf e compra e vende azioni. Vedete, non vuole fare il suo lavoro", ha detto Ossoff. "Vuole costruire la sua sala da ballo e viaggiare con Natalie sul loro palazzo volante apparentemente indifeso regalato dall'emiro del Qatar."
Trump ha viaggiato con Harp proprio domenica sull'aereo presidenziale donato dal Qatar, per tornare a Washington dal suo circolo di golf in New Jersey dove aveva passato il fine settimana. Nel discorso Ossoff ha accusato il presidente di trascinare una nazione in guerra con la menzogna, di trattare i cittadini come sciocchi e chi serve il paese come pedine.
Harp è diventata una presenza quasi costante accanto al presidente, che ha 80 anni. La giornalista del New York Times Maggie Haberman l'ha descritta come il suo ciuccio umano: "È una specie di ciuccio, se vogliamo dirla così, la sua coperta di Linus", ha detto domenica al giornalista Jacob Soboroff. Il fratello di Harp, Preston, ha definito "molto malsano" il legame della sorella con il presidente.
All'inizio del secondo mandato Trump aveva preso a dire al suo staff che Harp "era l'unica che lo amava quanto sua moglie e i suoi figli", si legge in "Regime Change", il libro scritto da Haberman insieme al collega del New York Times Jonathan Swan. "Voi ve ne andrete tutti a fare soldi", diceva secondo il libro, "lei non mi lascerà mai." Harp gli lasciava biglietti elogiativi negli spazi personali, in uno dei quali aveva scritto "sei tutto ciò che conta per me".
Senator Jon Ossoff slams Trump:“He doesn’t want to do the job. He wants to build his ballroom and travel with Natalie on their apparently defenseless flying palace gifted by the Emir of Qatar.” pic.twitter.com/SS5I66WQIo
— Republicans against Trump (@RpsAgainstTrump) August 17, 2026
Nel libro Harp è soprannominata anche stampante umana, perché stampa di continuo per il presidente articoli favorevoli, post sui social e altro materiale lusinghiero. Porta sempre con sé una stampante portatile e un computer per fornirgli informazioni su richiesta.
La vicinanza tra i due è emersa anche la settimana scorsa, quando si è saputo che Harp era tra i pochi collaboratori saliti con Trump su un aereo militare per lasciare la Turchia, dopo che il presidente era uscito di nascosto dall'Air Force One dentro un camion del catering per una minaccia di assassinio iraniana al vertice NATO. Il segretario di Stato Marco Rubio e il consigliere della Casa Bianca Stephen Miller erano rimasti sull'aereo presidenziale usato come esca, mentre con il presidente erano saliti anche il vice capo di gabinetto Dan Scavino e Walt Nauta, responsabile delle operazioni dello Studio Ovale, come ha riportato il Washington Post. Alcuni membri dello staff della Casa Bianca non sapevano che Trump non fosse a bordo dell'aereo su cui erano rimasti.
Ossoff ha dedicato gran parte del comizio al costo della vita. "Costa più che mai riempire il frigorifero, alimentare la casa, farsi una tazza di caffè, comprare il materiale scolastico per i figli o un trattore per la fattoria", ha detto. "Ci era stato promesso che il lavoro duro avrebbe portato ricchezza e avanzamento, ma per troppi il tapis roulant diventa più veloce e più ripido. I georgiani lavorano di più e più a lungo, ma le bollette continuano a salire." Ha poi detto di voler togliere i soldi delle aziende dalla politica, indicando nella corruzione la ragione per cui nulla funziona per le persone comuni.
Il senatore corre per un secondo mandato contro il deputato repubblicano Mike Collins. Il voto anticipato in Georgia comincia tra otto settimane e al giorno delle elezioni mancano meno di 80 giorni. "La Georgia merita di meglio", ha detto Ossoff. "Meglio di un burattino di Trump come Mike Collins, che è a favore della guerra, dei dazi e dei tagli alla vostra sanità. E l'America merita di meglio di Donald Trump."
Ossoff ha accusato Collins di essere un razzista, di essere sotto indagine federale per l'uso illecito di denaro pubblico e di essere circondato da neonazisti e nazionalisti bianchi, oltre ad avere votato per la guerra e per tagliare la sanità. Lo ha anche descritto come un candidato che al podio trema e poi scappa, alla guida di una campagna che sta crollando.
A un evento elettorale a Savannah la settimana scorsa un uomo aveva chiesto a Collins se avrebbe sostenuto una proposta avanzata dall'amministrazione Trump a maggio, un fondo per risarcire chi è stato danneggiato ingiustamente dal governo federale. Molti democratici sostengono che quel fondo potrebbe servire a risarcire i condannati per l'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. Un portavoce della campagna di Collins ha respinto la ricostruzione di Ossoff, spiegando che il deputato vuole che le agenzie federali rispondano degli abusi di potere ma non sostiene un fondo senza limiti né pagamenti automatici a carico dei contribuenti per chi è stato perseguito per il 6 gennaio.
Ossoff ha detto che l'ostilità di Trump verso la contea di Fulton, che comprende Atlanta, ha la stessa origine di quella verso Filadelfia e Detroit: "È perché il fatto che gli elettori neri siano stati determinanti per la sua sconfitta lo offende ancora più della sconfitta stessa." Ha poi detto che gli americani non sono un'etnia ma un popolo unito da convinzioni condivise. Ha definito assurda la situazione in cui i grandi imprenditori tecnologici scavano bunker e avvertono che l'intelligenza artificiale che stanno addestrando potrebbe portare a disoccupazione di massa o all'estinzione dell'uomo, mentre il Congresso discute di sale da ballo e di sport giovanili.
"So che molti di voi sono qui oggi perché non sopportate quello che è stato fatto al nostro paese", aveva detto Ossoff aprendo il comizio. Il senatore ha presentato la sua corsa come un progetto che va oltre i confini di partito, rivolto a chi cerca equilibrio, competenza e servizio pubblico di qualità, "una campagna di persone perbene che amano il nostro stato e il nostro paese e si prendono cura gli uni degli altri".
U.S. Sen. Jon Ossoff rallied a large crowd of supporters in Midtown Atlanta on Sunday afternoon, with his campaign focused on economic relief and unity as Election Day sits less than 80 days away.Tara Jabour (FOX 5 Atlanta)
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Anche sulle sanzioni alla Russia, Meloni contro Meloni.
Nel 2014 chiedeva di revocarle perché danneggiavano l’Italia. Oggi, giustamente, sostiene le sanzioni contro Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina.
Il problema è passare gli anni dicendo e facendo tutto e il contrario di tutto, a seconda di dove ci si trova e di cosa conviene in quel momento.
E tu, te lo ricordi?
Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa.
#GiorgiaMeloni #Russia #Ucraina #Sanzioni #PoliticaItaliana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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☕ CYBERBRIEFING — Lunedì 17 agosto 2026
👉 Leggi tutti gli aggiornamenti delle ultime 24 ore:
ilpuntocyber.rfeed.it/article.…
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☕ CYBERBRIEFING — Lunedì 17 agosto 2026 Il tuo riassunto quotidiano di cybersecurity da leggere con il caffè. IN PRIMO PIANO Patch Tuesday di agosto: Microsoft corregge 421 falle, tre zero-day e uno è…Il Punto Cyber
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Il presidente Donald Trump ha ordinato al Pentagono, il ministero della Difesa americano, di ridurre le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, alleata degli Stati Uniti da più di settant'anni. Ha spiegato la decisione con il suo "ottimo rapporto" con il leader nordcoreano Kim Jong-un e l'ha annunciata domenica 16 agosto sul suo social network Truth Social, poche ore prima dell'inizio delle manovre.
Le esercitazioni, ha scritto Trump, "non sono soltanto costose, con gran parte di questi costi pagati dagli Stati Uniti d'America (come al solito!)", ma "inviano un segnale del tutto inappropriato e ostile" a un paese che "per tutto il tempo in cui Donald J. Trump è stato presidente si è mostrato non minaccioso e rispettoso". Il presidente ha parlato di sé in terza persona.
"Dato che è troppo tardi per annullarle, ho dato istruzione al segretario alla guerra, Pete Hegseth, di ridurre in modo sostanziale le esercitazioni militari congiunte", ha scritto Trump riferendosi al capo del Pentagono. Nello stesso messaggio ha collegato la scelta al rifiuto di Seul di partecipare alla guerra americana contro l'Iran: ha raccontato di aver chiesto al presidente sudcoreano se volesse unirsi agli Stati Uniti nella "denuclearizzazione della Repubblica islamica dell'Iran" e di essersi sentito rispondere "No grazie!", premettendo che la questione "in qualche modo non c'entra (?)".
Il ministero della Difesa sudcoreano ha fatto sapere che le manovre annuali sono cominciate lunedì come previsto. Si chiamano Ulchi Freedom Shield, durano undici giorni e coinvolgono 18.000 soldati sudcoreani insieme a una parte dei 28.500 militari americani di stanza nel paese. Le due forze armate si addestrano insieme dal 1955, due anni dopo l'armistizio che nel 1953 ha posto fine alla guerra di Corea.
Il Pentagono è stato colto di sorpresa dall'annuncio, come ha riferito il New York Times citando un alto ufficiale americano. La settimana scorsa un responsabile del comando congiunto tra Stati Uniti e Corea del Sud aveva spiegato ai giornalisti che le manovre avrebbero simulato il combattimento contro le truppe nordcoreane, che hanno acquisito esperienza combattendo per la Russia in Ucraina. Non è chiaro in che modo il Pentagono ridurrà la propria partecipazione a esercitazioni già cominciate.
"I soldati nordcoreani sono stati schierati e hanno combattuto in Ucraina e hanno riportato in Corea del Nord quello che hanno imparato", ha detto in una conferenza stampa il colonnello Ryan Donald, responsabile della comunicazione del comando congiunto. "Questo cambia le capacità della Corea del Nord e il nostro addestramento tiene conto di quella minaccia". Le manovre prevedono operazioni congiunte in scenari complessi, tra cui un'esercitazione a fuoco vivo per verificare la capacità di colpire con precisione, l'attraversamento di un corso d'acqua e la distribuzione di equipaggiamenti già posizionati sul territorio. I due paesi le hanno descritte come "di natura difensiva" e costruite su "minacce realistiche, comprese le lezioni apprese dai conflitti recenti".
Il senatore democratico Mark Kelly, ex pilota della Marina, ha criticato la decisione poche ore dopo l'annuncio, scrivendo sui social che "svuotare queste esercitazioni congiunte è miope ed è un errore". A maggio Hegseth aveva elogiato la Corea del Sud durante un incontro al Pentagono, citando il suo "impegno ad aumentare la spesa per la difesa" e la sua "leadership nell'assumersi la responsabilità primaria per la sicurezza della penisola coreana". Era, aveva aggiunto il segretario, un esempio di condivisione degli oneri dell'alleanza che tutti i partner degli Stati Uniti avrebbero fatto bene a seguire.
Il ministero degli Esteri nordcoreano aveva definito venerdì le manovre "una prova generale per una guerra di aggressione", promettendo di rispondere "a un nuovo livello di minaccia con un nuovo livello di deterrenza". Mercoledì la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico verso le acque al largo della sua costa orientale, sei giorni dopo un missile a corto raggio: sono stati i primi test balistici da fine giugno, in violazione dei divieti delle Nazioni Unite.
"Il Giappone sarà certamente preoccupato", ha dichiarato a Bloomberg Adam Farrar, ex responsabile per la Corea del Consiglio per la sicurezza nazionale, l'organismo che coordina la politica estera e di difesa alla Casa Bianca, sotto Trump e sotto Joe Biden. "Se questa scelta è stata determinata dall'Iran, anche loro sono a rischio, vista la loro indisponibilità a farsi coinvolgere". Una decisione dell'ultimo minuto di questo tipo, ha aggiunto, solleverà interrogativi sull'impegno americano verso gli alleati asiatici e potrebbe indebolire la deterrenza. Anche l'Australia ha un trattato di sicurezza con Washington e ha scelto di restare fuori dal conflitto con l'Iran.
La USS George Washington, unica portaerei americana nell'area dell'Asia-Pacifico, è stata intanto dirottata verso il Medio Oriente. Gli Stati Uniti tengono di norma almeno una portaerei nella regione per scoraggiare la Cina e la Corea del Nord, ma stanno esaurendo le armi più importanti e hanno spostato risorse militari dall'Asia al Medio Oriente.
Trump e la sua amministrazione hanno già attaccato i paesi della NATO per il sostegno che a loro giudizio non hanno dato alla guerra contro l'Iran, cominciata il 28 febbraio con i bombardamenti americani e israeliani. Il presidente si è lamentato più volte del rifiuto degli alleati europei di mettere a disposizione i propri aeroporti militari per gli attacchi. L'annuncio su Seul è arrivato pochi giorni dopo che la Corea del Sud aveva fatto sapere che i colloqui con Washington sui progetti di investimento strategico erano ancora in corso, in un momento in cui l'amministrazione americana spinge per accelerarli.
Dopo l'incontro con Kim a Singapore nel 2018 Trump aveva già definito le manovre "provocatorie" e aveva detto ai giornalisti: "Fermeremo i giochi di guerra, il che ci farà risparmiare un'enorme quantità di denaro, a meno che e finché non vedremo che i futuri negoziati non stanno andando come dovrebbero". Il presidente ha incontrato il leader nordcoreano tre volte durante il primo mandato, l'ultima nel 2019. Da quando è tornato alla Casa Bianca ha detto più volte di voler riprendere quei colloqui.
La trattativa si era interrotta nel 2019 senza alcun accordo sul programma nucleare nordcoreano. Da allora Pyongyang ha ampliato il suo arsenale atomico e missilistico e secondo gli esperti Kim ritiene che un arsenale più grande aumenti le possibilità di strappare concessioni agli Stati Uniti in futuri negoziati. "Questa volta la logica è meno chiara. Con il sostegno russo Kim è in una posizione più forte e finora ha mostrato poco interesse a un dialogo", ha detto Farrar, che oggi lavora per Bloomberg Economics.
Nel settembre 2025 il leader nordcoreano ha detto di conservare "bei ricordi personali" di Trump e ha lasciato intendere che potrebbe tornare al tavolo se gli Stati Uniti abbandonassero la loro "ossessione delirante per la denuclearizzazione" della Corea del Nord. Sabato il presidente ha pubblicato una foto che lo ritrae accanto a Kim nella zona demilitarizzata tra le due Coree nel giugno 2019, scrivendo che i due vanno molto d'accordo "nonostante l'aria poco amichevole in questa particolare foto". Nel 2017 i rapporti tra i due erano molto diversi: Kim aveva definito Trump un "vecchio rimbambito mentalmente squilibrato" dopo che il presidente, in un discorso alle Nazioni Unite, aveva minacciato di "distruggere totalmente" la Corea del Nord se gli Stati Uniti avessero dovuto difendere se stessi o i propri alleati.
Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung, in carica da giugno 2025, ha offerto a Pyongyang colloqui senza condizioni preliminari senza ricevere risposta. Sabato, nel discorso per la festa della Liberazione, ha chiesto di nuovo il dialogo e ha promesso passi per ridurre le tensioni militari e costruire una convivenza pacifica nella penisola, dicendo che il suo paese farà la propria parte da "pacificatore".
La Corea del Nord ha un ruolo sempre più attivo nei conflitti internazionali, a partire dal sostegno militare alla Russia in Ucraina. Domenica i media statali di Pyongyang hanno riferito che Kim si è detto "fiero" del rapporto con Mosca in una lettera inviata al presidente russo Vladimir Putin.
Un rapporto del Pentagono documenta muffa, amianto, crolli e infrastrutture degradate nelle basi USA in Giappone. Intanto la GAO contesta miliardi di risparmi rivendicati dal DOGE su contratti in realtà mai cancellati.Redazione (Focus America)
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Immer mehr Asylbewerber*innen müssen zum Bezahlen spezielle, stark funktionsbeschränkte Karten benutzen. Wir haben eine Betroffene bei einem Einkauf begleitet. Ihr Beispiel zeigt, wie kompliziert und oft demütigend das Leben mit diesen Karten ist.Martin Schwarzbeck (netzpolitik.org)
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Bezahlkarten für Geflüchtete: „Hoffentlich geht diesmal alles gut“
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@nullbockgeneration Muharhar. Welches LLM ist das denn? Grok?
ksta.de/politik/nrw-politik/nr… @netzpolitik_feed
Paul ist nach dem Anschlag von Solingen unter Druck geraten. Im Interview spricht sie über das neue Sicherheitspaket und welche Maßnahmen bei jungen Gefährdern nötig sind.Gerhard Voogt (Kölner Stadt-Anzeiger)
Questa è la rassegna stampa di lunedì 17 agosto 2026
Il presidente Donald Trump ha detto di aver ordinato al segretario alla Difesa Pete Hegseth di "ridurre sostanzialmente" le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, definendole costose e dal messaggio "ostile" verso Pyongyang. Trump ha citato il suo "ottimo rapporto" con il leader nordcoreano Kim Jong-un e la mancata collaborazione di Seul nella crisi con l'Iran. La decisione arriva mentre gli Stati Uniti restano temporaneamente senza una portaerei nel Pacifico.
Fonti: The Wall Street Journal, Financial Times, Axios
Jared Kushner, genero e consigliere di Trump, ha avuto un raro incontro diretto con i vertici di Hamas in Egitto per spingere il gruppo verso il disarmo e la smilitarizzazione di Gaza. Secondo una fonte l'incontro di 90 minuti è stato "molto produttivo": Hamas ha ribadito l'impegno a disarmare e a cedere il governo dell'enclave a un'amministrazione tecnocratica palestinese. Kushner dovrebbe recarsi lunedì in Israele per incontrare il primo ministro Benjamin Netanyahu.
Fonti: The New York Times, Axios, NPR
Washington e Teheran hanno superato il termine fissato per raggiungere un'intesa ampia destinata a porre fine al conflitto, e le posizioni restano lontane. Trump aveva sostenuto che il cessate il fuoco concordato a giugno avrebbe portato a limiti sul programma nucleare iraniano. Sul terreno, il Libano ha vissuto la sua giornata più sanguinosa da mesi con i raid israeliani, mentre gli Stati Uniti preparano nuove sanzioni contro l'Iran.
Fonti: The New York Times, Bloomberg, The Hill
Il ministro della Giustizia Todd Blanche ha rifiutato di impegnarsi a garantire che il Dipartimento agisca sempre in modo indipendente dalla Casa Bianca, dicendo che terrà conto delle opinioni di Trump sui singoli procedimenti. Blanche ha però negato che il presidente gli chieda di perseguire persone specifiche. Le dichiarazioni alimentano le preoccupazioni sulla politicizzazione della giustizia dopo le richieste pubbliche di Trump di incriminare i suoi avversari.
L'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Comando centrale statunitense, ha riconosciuto le difficoltà del lungo dispiegamento della portaerei Uss Abraham Lincoln nel Medio Oriente, durato quasi nove mesi, pur sostenendo che i problemi di salute mentale a bordo sono inferiori rispetto ad altre navi. La reazione di Trump ai racconti sulle condizioni dell'equipaggio ha suscitato critiche, tra cui quelle del governatore del Maryland Wes Moore.
Fonti: The New York Times, The Hill, Bloomberg
Il dibattito interno al Partito democratico si accende dopo una serie di vittorie di candidati socialisti e progressisti alle primarie. Il leader della minoranza alla Camera Hakeem Jeffries e il senatore John Fetterman hanno preso le distanze dall'agenda dei Democratic Socialists of America, con Fetterman che parla di "follia". Intanto la deputata Alexandria Ocasio-Cortez rivede alcune sue vecchie posizioni della stagione più radicale in vista di una possibile corsa alla Casa Bianca nel 2028.
Fonti: The Hill, The Hill, Axios
Giorni di piogge intense hanno provocato inondazioni record in Indiana, con il fiume White che ha superato un primato vecchio di 110 anni. Alcune zone dello Stato hanno ricevuto oltre 28 centimetri di pioggia in tre giorni, costringendo molte persone ad abbandonare le case e a farsi soccorrere con i gommoni. Il bilancio è di almeno sei-otto morti e le autorità temono nuove esondazioni anche nei sobborghi di Indianapolis.
Fonti: The New York Times, NPR, The Wall Street Journal
Con la fiera statale dell'Iowa in pieno svolgimento, i repubblicani si trovano in una posizione inconsueta: indietro rispetto ai democratici in una corsa di primo piano e in difficoltà in diverse altre. Il malcontento economico nelle aree rurali, tradizionalmente favorevoli a Trump, offre ai democratici segnali di speranza in uno Stato storicamente repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato.
Fonti: The Wall Street Journal
Il senatore repubblicano Bill Cassidy, medico di formazione, ha definito basato su affermazioni "folli e stupide" l'ordine esecutivo con cui Trump intende modificare il calendario delle vaccinazioni infantili. Cassidy ha collegato la vicenda al calo dei consensi del presidente nei sondaggi. Le sue parole segnalano il malessere di una parte del Partito repubblicano verso le scelte dell'Amministrazione in materia sanitaria.
Fonti: The Hill
L'azienda Flock Safety è al centro di una crescente contestazione da parte di comunità e associazioni per le libertà civili, preoccupate per la sua rete di lettori di targhe basati sull'intelligenza artificiale. Di fronte a una serie di cause per violazione della privacy e alla cancellazione di alcuni contratti, l'azienda ha annunciato modifiche alle proprie politiche sulla conservazione dei dati nel tentativo di placare i timori sulla sorveglianza di massa.
Fonti: The Hill
Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.
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Contos #9 – Chia, barchino travolge una ragazza.
A Su Giudeu una ragazza è stata gravemente ferita da un barchino con a bordo un gruppo di migranti arrivato dall’Algeria. Ora naturalmente ci spiegheranno che la colpa è dell’immigrazione incontrollata. E qui nasce un piccolo problema. Giorgia Meloni governa l’Italia da quasi quattro anni. Matteo Salvini è vicepresidente del Consiglio. La destra governa ilhttps://sucontu.wordpress.com/2026/08/16/contos-9-chia-barchino-travolge-una-ragazza/
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Il 19 ottobre gli elettori dell'Alberta, la provincia petrolifera e profondamente conservatrice del Canada occidentale, decideranno se avviare il processo legale che potrebbe portare a un referendum sulla secessione dal paese. Il movimento separatista locale, a lungo liquidato come marginale, è oggi al centro di uno dei dibattiti più delicati della politica canadese e ha trovato un punto di riferimento inatteso nel presidente americano Donald Trump. Lo racconta un reportage di Politico da Mirror, un piccolo centro dell'Alberta dove il 1° luglio, giorno della festa nazionale canadese, centinaia di persone si sono radunate per una celebrazione alternativa chiamata "Albertans' Day".
La festa si è tenuta al Whistle Stop Cafe, un locale diventato noto per aver sfidato le restrizioni durante la pandemia e che l'ex premier della provincia Jason Kenney definisce il "ground zero" del separatismo albertano. C'erano musica dal vivo, un mercato contadino e hamburger alla griglia, ma nessuna bandiera con la foglia d'acero. I partecipanti si avvolgevano nella bandiera dell'Alberta, sventolavano striscioni con la scritta "we're done" ("abbiamo chiuso") e indossavano cappellini "Trump 2024" o MAGA, sigla qui reinterpretata come "Make Alberta Great Again" ("rendere di nuovo grande l'Alberta"). Un attivista locale, diventato una piccola celebrità per i suoi cartelli da giardino separatisti, dice di averne consegnati più di 12.000 in tutta la provincia. Mentre il resto del Canada celebrava la nascita del paese, i presenti immaginavano di lasciarlo.
Il voto di ottobre, indetto dalla premier dell'Alberta Danielle Smith, non deciderà direttamente la secessione, ma stabilirà se avviare il percorso legale verso un eventuale referendum sull'indipendenza. Secondo i sondaggi circa il 30 per cento degli albertani vuole lasciare il Canada. Per i federalisti il rischio principale non è quindi una vittoria dei separatisti, ma l'astensione. Se chi vuole restare dà la vittoria per scontata e non va a votare, una base separatista molto motivata potrebbe ottenere un risultato sorprendentemente alto, dando nuova legittimità al movimento e allontanando gli investimenti privati dalla provincia. "Possiamo tutti pensare che il peggio non accadrà. Possiamo mettere cartelli in giardino e scrivere poesie sull'unità canadese. Ma onestamente, se la gente non si presenterà alle urne il 19 ottobre, potremmo perdere questo referendum", ha detto Eleanor Olszewski, ministra del governo federale eletta in Alberta.
Il risentimento dell'Alberta verso il governo federale di Ottawa è antico, ma l'ingrediente che ha accelerato la spinta separatista è nuovo: Trump e il deterioramento dei rapporti tra Stati Uniti e Canada. I separatisti sono furiosi per gli attriti tra il primo ministro canadese Mark Carney e il presidente americano e molti considerano la presidenza Trump l'occasione che rende possibile l'indipendenza, con gli Stati Uniti pronti a comprare il petrolio e il gas della provincia in caso di distacco. Molti rivendicano anche una parentela culturale con gli americani e condividono ritagli di giornale falsi secondo cui i primi coloni arrivati dagli Stati Uniti avrebbero plasmato la cultura di frontiera dell'Alberta, mentre le province orientali sarebbero più legate alle tradizioni europee. C'è perfino chi guarda con favore all'idea, rilanciata più volte da Trump, di fare del Canada il 51° stato americano.
Uno dei gruppi principali, l'Alberta Prosperity Project, sta cercando di ottenere un prestito da 500 miliardi di dollari canadesi dal governo degli Stati Uniti per finanziare un'uscita "senza scosse" dal Canada. "Questo non è il movimento indipendentista di vostro nonno", ha detto a Politico Jeffrey Rath, co-fondatore del gruppo e attivista separatista di lunga data che ha cercato di farsi ascoltare dall'amministrazione Trump. Rath sostiene di aver chiesto presentazioni al Dipartimento del Tesoro e a grandi banche come JP Morgan Chase e Goldman Sachs per preparare un piano di fattibilità dell'indipendenza. Non è chiaro però se questi colloqui ci siano mai stati.
Il gruppo ha compiuto tre viaggi a Washington e Rath afferma di aver incontrato funzionari "di livello molto alto" che avrebbero portato le sue informazioni fino alla Casa Bianca. Un portavoce del Dipartimento di Stato ha risposto che il dipartimento "incontra regolarmente un'ampia gamma di rappresentanti" e che non prevede incontri futuri. Il voto, ha aggiunto citando l'ambasciatore americano in Canada Pete Hoekstra, è una decisione che spetta agli albertani.
A gennaio il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha definito l'Alberta un "partner naturale per gli Stati Uniti", citando le sue "grandi risorse". "La gente ne parla. La gente vuole la sovranità. Vuole quello che hanno gli Stati Uniti", ha detto al podcaster conservatore Jack Posobiec, con un cenno esplicito al movimento separatista.
Bessent parlava pochi giorni dopo che Carney aveva sostenuto al forum di Davos che le medie potenze devono costruire nuove coalizioni dopo la "rottura" dell'ordine globale alimentata da Trump. L'episodio ha fatto infuriare i separatisti filoamericani, come l'uso da parte di Carney dell'espressione "nuovo ordine mondiale" durante un viaggio in Cina a gennaio per firmare accordi su energia e commercio, una frase che è benzina per chi teme la nascita di un governo globale. Attraverso gruppi Facebook e video su YouTube nel movimento si sono diffuse teorie secondo cui Carney starebbe portando il Canada verso il comunismo e contro gli Stati Uniti.
Al raduno di Mirror le conversazioni passavano dall'accusa a Carney di non essere stato eletto democraticamente alla convinzione che la pandemia sia stata orchestrata dalle élite globali, fino all'idea che il divieto federale sulle armi d'assalto serva a impedire ai canadesi di ribellarsi al governo. Alcuni partecipanti difendono perfino i dazi imposti da Trump sulle merci canadesi, visti come uno strumento per fermare la deriva del paese.
Kenney fa risalire l'alienazione dell'Ovest canadese alla creazione della provincia nel 1905, quando a suo dire Ottawa trattava l'Alberta più come una colonia che come un partner alla pari. Il governo federale ritardò tra l'altro il passaggio alla provincia del controllo sulle risorse naturali. Il movimento separatista moderno prese poi forma negli anni Ottanta con il National Energy Program del primo ministro liberale Pierre Elliott Trudeau, che alzò le tasse sulle compagnie e sulle esportazioni petrolifere spostando una parte maggiore dei profitti dall'Alberta a Ottawa. Il programma, molto impopolare, fu smantellato cinque anni dopo, ma gli albertani non lo hanno dimenticato. Quando nel 2015 divenne primo ministro il figlio, Justin Trudeau, il suo governo introdusse politiche ambientali che secondo l'industria petrolifera resero più difficile e costoso costruire oleodotti, aumentare la produzione e attrarre investimenti.
Per l'ex deputato conservatore Damien Kurek uno dei momenti decisivi della rabbia albertana arrivò nel 2021, quando il presidente americano Joe Biden cancellò l'oleodotto Keystone XL nel suo primo giorno alla Casa Bianca, revocandone il permesso di attraversamento del confine. Nel collegio di Kurek, che comprendeva Hardisty, il più grande snodo di oleodotti del Canada, i meccanici avevano meno camion da riparare, i ristoranti servivano meno pasti, i motel restavano vuoti e le giovani famiglie rinviavano l'acquisto di una casa. Ma ciò che molti albertani ricordano di più non è la decisione di Biden: è la convinzione che Ottawa, allora guidata da Justin Trudeau, non abbia combattuto per fermarla. Kurek invita comunque a non liquidare i separatisti come traditori. I politici, dice, dovrebbero piuttosto chiedersi perché così tanti albertani si sentono abbandonati dalla federazione.
Molti nella provincia ritengono inoltre che il loro voto pesi meno di quello dell'Ontario e del Quebec, le province popolose dove si decidono le elezioni federali. Dopo aver eletto per anni deputati conservatori vedendo comunque nascere governi liberali, alcuni hanno concluso che le urne federali abbiano poco effetto sulle sorti dell'Alberta. La frustrazione è aggravata dal programma di perequazione (equalization) previsto dalla Costituzione canadese, che redistribuisce entrate fiscali federali alle province meno ricche. L'Alberta, tra le più ricche del paese grazie al petrolio, non ne ha mai beneficiato, mentre Ottawa raccoglie dagli albertani più tasse di quante ne spenda nella provincia. Ne esce rafforzata la convinzione, vecchia di decenni, che l'Alberta finanzi il resto del Canada ricevendo troppo poco in cambio.
Carney, che è cresciuto proprio in Alberta, ha avvertito la provincia che rischia una propria Brexit e allo stesso tempo ha cercato di rispondere alle sue richieste concrete. Lo scorso novembre ha firmato un accordo con il governo provinciale per lavorare a un nuovo oleodotto. Poco dopo, a porte chiuse, ha sorpreso i deputati del suo partito aprendo un discorso proprio dal tema del separatismo. L'intesa, ha spiegato, non era solo un successo economico, ma una necessità strategica per tenere insieme il paese. "Era emozionato. Si sarebbe sentito cadere uno spillo", ha raccontato a Politico un deputato liberale presente.
Da allora il governo ha smantellato diverse politiche ambientali dell'era Trudeau, nonostante le proteste di una parte dei deputati liberali. L'ex ministro dell'ambiente Steven Guilbeault ha annunciato l'addio alla politica accusando il partito di "fare marcia indietro" sul clima. Il mese scorso l'esecutivo ha detto che la partnership per l'oleodotto verso la costa occidentale varrà 35 miliardi di dollari canadesi. A luglio Carney è andato tre volte nella provincia, due delle quali accanto alla premier Smith. Entrambi presentano il patto come la prova che il Canada funziona ancora per tutti i suoi cittadini, anche se molti separatisti rispondono che arriva con dieci anni di ritardo. "In Canada siamo più forti quando siamo uniti, quando ci prendiamo cura gli uni degli altri e ci assicuriamo che nessun bambino, nessuna famiglia, nessuno venga lasciato indietro", ha detto Carney a gennaio in un discorso ai canadesi e al suo governo.
Al raduno di Mirror, intanto, un venditore proponeva coltelli, storditori elettrici, pale tattiche, visori notturni e scudi protettivi, invitando gli albertani a difendersi da soli. Nel parcheggio c'erano pickup e SUV modificati per sembrare auto dello sceriffo con adesivi "Republic of Alberta", mentre alcuni partecipanti mostravano magliette artigianali con insulti a Carney. I federalisti, racconta Kenney, sono allarmati dal fatto che vicini, amici, familiari e a volte perfino coniugi siano "disposti a tradire il loro paese". Per l'ex premier il separatismo è diventato la causa in cui confluisce ogni battaglia del mondo conservatore: "È un ombrello perfetto per ogni ossessione, paranoia e ansia della destra".
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L'11 agosto 2025 Donald Trump ha annunciato un dispiegamento straordinario di forze federali a Washington per combattere la criminalità, promettendo di rendere la capitale "sicura e bella". Un anno dopo, i militari sono ancora lì e la missione è stata prorogata fino a gennaio 2029, cioè oltre le prossime elezioni presidenziali. Al 4 agosto risultavano schierati più di 4.600 uomini della Guardia Nazionale provenienti dal distretto e da ventiquattro tra Stati e territori, ai quali si aggiungono un numero imprecisato di agenti federali, impegnati in operazioni meno visibili. Una parte del contingente dovrebbe essere ritirata verso la fine dell'estate.
Il prolungamento della missione costerà circa 1,4 miliardi di dollari, secondo la stima trasmessa dal Dipartimento della Difesa al Congresso, calcolata però su una presenza media di 2.500 militari fino al 2029, ovvero quasi la metà di quelli attualmente in servizio. Piccoli gruppi di uomini armati sono ormai diventati parte del paesaggio urbano: hanno partecipato a operazioni di arresto, ma pattugliano anche zone turistiche e quartieri dove i reati violenti sono rari, dal Tidal Basin durante la fioritura dei ciliegi fino a Georgetown. Sono intervenuti in emergenze sanitarie, hanno spalato la neve e collaborato a operazioni di decoro urbano, attività apprezzate anche da una parte dei residenti.
Washington · Un anno di Guardia Nazionale
Trump ha annunciato l’emergenza criminalità l’11 agosto 2025. La missione, nata come temporanea, arriva ora fino al gennaio 2029: attraversa le elezioni di midterm, supera le presidenziali e costa 1,4 miliardi di dollari.
Grafica di FocusAmerica 12 agosto 2026
La missione al 4 agosto 2026
Militari schierati
Costo della proroga
4.600
1,4 mld
uomini della Guardia Nazionale nella capitale, arrivati dal distretto e da 24 tra Stati e territori
di dollari fino al gennaio 2029, secondo la stima che il Pentagono ha mandato al Congresso
Un’emergenza lunga 1.258 giorni
Oggi
Un anno già trascorsoAltri 2 anni e 5 mesi davanti
11 ago 2025
Trump annuncia l’emergenza criminalità e schiera la Guardia Nazionale
3 nov 2026
Elezioni di midterm: si vota con i militari nelle strade
7 nov 2028
Elezioni presidenziali
20 gen 2029
Fine annunciata della missione, salvo decisione contraria del presidente
01Il conto
Il Dipartimento della Difesa ha calcolato la spesa degli anni fiscali 2027-2029 ipotizzando una presenza media di 2.500 militari. Al 4 agosto ne risultavano schierati quasi il doppio.
2.500 la media su cui è calcolata la spesa 2.100 gli uomini in più presenti oggi
Ogni quadrato vale 100 militari. Una parte del contingente dovrebbe rientrare verso la fine dell’estate.
Ogni giorno un militare costa quasi il 60% in più di un agente di polizia
Guardia Nazionale 607 $
Agente della polizia metropolitana 384 $
Costo giornaliero per persona, secondo i calcoli del Niskanen Center. I militari sono armati e possono fermare una persona, ma non hanno il potere di arrestarla.
02Il merito conteso
La polizia metropolitana registra un calo generale rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo studio del Niskanen Center attribuisce alla Guardia Nazionale solo una parte di quel calo, e sempre nella stessa categoria di reati.
97
66
omicidi dal 1° gennaio al 7 agosto 2025
nello stesso periodo del 2026
Gli omicidi sono scesi del 32% in un anno.
−20%
la criminalità complessiva registrata dalla polizia, fino al 7 agosto
13.000
gli arresti che la procura federale attribuisce all’operazione
Che cosa lo studio attribuisce davvero alla Guardia Nazionale
Reati d’occasione: furti, effrazioni nelle auto, pacchi rubati −24%
Reati violenti: omicidi, aggressioni, rapine 0
nessun effetto misurabile
La curva scendeva già prima dell’arrivo delle truppe. I reati calano a Washington dal 2023, dopo anni di lavoro della polizia locale. I militari pattugliano soprattutto le zone turistiche e i nodi dei trasporti, dove avvengono i furti, non i quartieri poveri dove si concentrano gli omicidi.
03La geografia giudiziaria
Apri una città per leggere che cosa hanno deciso i tribunali.
Washington Chicago Portland Los Angeles
Missione in corso Fermata dai giudici o ritirata
Washington In corso + Oltre 4.600 militari, missione prorogata al 2029
Il ricorso del procuratore generale del distretto, Brian Schwalb, ha vinto in primo grado, ma la corte d’appello ha lasciato proseguire il dispiegamento. La causa è ancora pendente.
Chicago Bloccata + Corte Suprema, 6 voti contro 3
Nel dicembre 2025 la Corte ha lasciato in vigore il blocco: il governo non ha indicato una norma che autorizzi l’esercito a far rispettare le leggi in Illinois. Contrari tre giudici: Alito, Gorsuch e Thomas.
Portland Illegittima + Un giudice federale dell’Oregon
La giudice Karin Immergut, nominata da Trump, ha stabilito che il presidente non aveva una base legale per mobilitare la Guardia Nazionale in Oregon: le proteste erano rientrate da mesi.
Los Angeles Ritirata + Dispiegamento finito dopo il blocco di un giudice
Alla fine del 2025 Trump ha annunciato di rinunciare, almeno per il momento, ai dispiegamenti a Chicago, Los Angeles e Portland.
04La ragione
Il distretto federale è stato istituito dal Congresso: sulla polizia e sulla Guardia Nazionale locale il presidente ha poteri che negli Stati non possiede, a partire dal comando diretto e dalla nomina del comandante.
700.000+
residenti che pagano le tasse federali
0
rappresentanti con diritto di voto al Congresso
1973
l’anno dell’Home Rule Act
L’Home Rule Act lascia ai residenti il voto per il sindaco e per il consiglio comunale. Il Congresso però controlla il bilancio della città, può riesaminare ogni legge approvata e convocare gli amministratori locali per chiedere conto del loro operato.
Fonte Elaborazione FocusAmerica su dati Associated Press (4 e 10 agosto 2026), Metropolitan Police Department, Dipartimento della Difesa, Niskanen Center e Corte Suprema degli Stati Uniti. Contorni geografici: US Atlas. I dati sui militari sono aggiornati al 4 agosto 2026, quelli sulla criminalità al 7 agosto 2026.
La Casa Bianca rivendica i risultati dell'operazione. "Il presidente Trump ha trasformato Washington da città in preda al crimine a rifugio sicuro e bello per i residenti e per i visitatori", ha dichiarato la portavoce Abigail Jackson. La procura federale del distretto attribuisce all'operazione più di 13.000 arresti. I dati della polizia metropolitana indicano, fino al 7 agosto, un calo della criminalità complessiva del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025, con gli omicidi diminuiti del 32%, da 97 a 66. La curva, tuttavia, aveva già cominciato a scendere prima dell'arrivo delle truppe, anche grazie a politiche locali introdotte negli anni precedenti.
Uno studio attribuisce al dispiegamento una riduzione aggiuntiva di circa il 24%, concentrata quasi interamente nei reati contro il patrimonio e nei crimini d'occasione, ma nessuna ricerca ha finora dimostrato un legame tra la presenza dei militari e il calo dei reati violenti. "C'è una profonda ironia nel fatto che ci troviamo nella capitale del mondo libero e il nostro presidente la tratti come uno stato di polizia", ha detto Scott Michelman, direttore legale dell'ACLU del Distretto di Columbia. "I residenti di Washington convivono con la Guardia Nazionale nei loro quartieri da circa un anno, senza che ci sia mai stata una vera emergenza né alcuna ragione perché siano qui."
Il ricorso contro il dispiegamento nella capitale, presentato dal procuratore generale del distretto Brian Schwalb, è ancora pendente. Nelle altre città, invece, l'Amministrazione ha subito una serie di sconfitte giudiziarie: nel dicembre 2025 la Corte Suprema ha lasciato in vigore, con 6 voti contro 3, il blocco all'invio dei militari a Chicago, un giudice federale dell'Oregon ha dichiarato illegittima la mobilitazione delle truppe a Portland e Trump ha infine annunciato di rinunciare, almeno per il momento, ai dispiegamenti a Chicago, Los Angeles e Portland.
Washington rappresenta però un caso diverso: essendo un distretto federale istituito dal Congresso, il presidente esercita sulla polizia e sulla Guardia Nazionale locale poteri che negli Stati non possiede, compreso quello di comandare direttamente la Guardia e nominarne il comandante. Il Home Rule Act del 1973 consente ai residenti di eleggere il sindaco e il consiglio comunale, ma il Congresso mantiene il controllo sul bilancio cittadino, può riesaminare ogni legge approvata e convocare gli amministratori locali per chiedere conto del loro operato. Il delegato della città alla Camera, inoltre, non ha diritto di voto.
Il dispiegamento della Guardia Nazionale ha pesato anche sulle primarie democratiche di giugno, che hanno premiato i candidati più netti nella difesa dell'autonomia e della trasformazione di Washington in uno Stato. Janeese Lewis George, socialista democratica, è la favorita per la carica di sindaca in una città a larghissima maggioranza democratica, e Trump ha già minacciato di porre Washington sotto controllo federale se lei dovesse vincere.
Robert White Jr., anche lui favorevole alla statualità del distretto, ha vinto le primarie per il "seggio" al Congresso e punta a costruire "un esercito di residenti" e alleati da mobilitare nei collegi più competitivi, per contribuire alla sconfitta dei deputati ostili all'autonomia del Distretto di Columbia e sostenere quelli favorevoli. È la stessa strategia adottata nel 1972 dall'ex delegato Walter Fauntroy contro un deputato della South Carolina che si opponeva da tempo all'autonomia della città: "Non l'ha usata molte volte, ma ha fatto capire alla gente che era meglio lasciare in pace Washington", ha detto White all'Associated Press.
La sindaca uscente Muriel Bowser ha scelto invece una linea più prudente, evitando gli attacchi personali rivolti a Trump da altri esponenti democratici, nel tentativo di non irritare il presidente e di non mettere a rischio quel poco di autonomia che resta al Distretto. Il suo ufficio ha ribadito che la sicurezza dei cittadini rimane la priorità e che la difesa dell'auto governo resta "la nostra stella polare". In un video fissato sul suo profilo X, Bowser ricorda che la città conta più di 700.000 contribuenti americani che servono nell'esercito, aprono imprese e crescono figli senza avere una rappresentanza con diritto di voto al Congresso né il controllo della propria Guardia Nazionale.
Extending the deployment into 2029 will cost about $1.4 billion, according to a Defense Department estimateGary Fields (The Independent)
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Il nostro partito – a partire dal suo segretario Maurizio Acerbo – ha aderito all’appello pubblicato sul quotidiano L’Avvenire, a firma del Professor Eugenio Mazzarella, con cui si propone l’assegnazione del premio Nobel per la pace alle bambine ed a…administrator (Rifondazione Comunista – Sinistra Europea)
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Come ogni domenica, facciamo un resoconto sulla approvazione del presidente Trump, con i cambiamenti occorsi negli ultimi sette giorni.
Questa settimana estiva non ha evidenziato grandi smottamenti: dopo aver toccato il livello di net rating più basso del mandato e in mezzo a tanti piccoli balzelli, la popolarità si è leggermente rialzata assestandosi su un livello comunque critico, tra i tanti bassi e i pochi alti registrati dall’inizio del conflitto in Iran.
Il periodo ferragostano non è particolarmente ricco di rilevazioni: il tasso di approvazione rimane inferiore al 40% in tutte le medie, mentre la disapprovazione si assesta un po’ sotto al 60%.
I numeri sono peggiorati notevolmente dall’inizio della guerra in Iran, e non si intravedono spiragli positivi considerando lo stallo nelle trattative di pace.
Situazione al limite per il tycoon, che resta dietro a Joe Biden nella classifica dei presidenti più impopolari a questo punto del mandato.
Il dato attuale, infatti, è peggiore rispetto alla già catastrofica media di Joe Biden nell’agosto 2022; questo significa che l’approvazione di Trump è la peggiore di sempre dopo quasi diciannove mesi di presidenza. È di circa undici punti, invece, la distanza con il suo primo mandato.
Il net rating (la differenza tra tasso di approvazione e tasso di disapprovazione) rimane saldamente in territorio negativo sia per la media di RealClearPolitics (RCP), sia per quella del Silver Bulletin, sia per la nostra di Focus America.
Questa settimana le medie tendono a riallinearsi, con un modesto aggiustamento verso l’alto per Focus America e una lieve diminuzione per Silver e RCP.
Come già accennato, dopo quasi diciannove mesi alla Casa Bianca, il gradimento di questo secondo mandato si colloca al di sotto rispetto ai primi diciannove mesi del suo primo mandato e a quello di Biden.
Sondaggi
L’approvazione di Trump e degli altri presidenti
Approvazione netta (approva − disapprova), per giorni dall’insediamento
Presidente
Trump II
Grafici Recap numerico
Facendo un paragone con il passato, grazie ai dati di Focus America, si nota come il dato di apprezzamento di Trump dopo 572 giorni di presidenza (-20,7 secondo la nostra media) sia il più basso tra tutti i presidenti USA dal secondo dopoguerra in avanti nello stesso periodo, peggiore di Biden che con il suo -19,5 attraversava comunque un periodo di grande sofferenza.
Risulta molto indietro, come detto, anche rispetto al suo primo mandato, in cui era più del doppio più popolare, a -9,5.
Sul nostro sito trovate i grafici con il confronto con tutti i primi mandati degli altri presidenti, con una frequenza di aggiornamento pari a 8 volte al giorno.
Il tasso di approvazione di Trump oscilla tra il 37% e il 39%, mentre il tasso di disapprovazione si aggira intorno al 58%.
Nelle prossime settimane monitoreremo l’evoluzione di questa situazione, per cogliere se ci saranno miglioramenti o ulteriori ripercussioni sui numeri, considerando la scadenza di domani dei negoziati con Teheran.
Di seguito pubblichiamo una infografica con una selezione delle rilevazioni dei migliori istituti rilasciate nel corso dell'ultima settimana. Per ogni casa sondaggistica sono presenti due numeri percentuali: il primo è il tasso di approvazione, il secondo quello di disapprovazione.
Ricordiamo che, stante la chiusura del sito FiveThirtyEight, abbiamo deciso di utilizzare i numeri del Silver Bulletin, il nuovo sito di Nate Silver, fondatore di 538.
Sondaggi
Gli ultimi sondaggi sulla popolarità di Trump
5 rilevazioni di 5 istituti — 16 agosto 2026
Sondaggi Metodo
Ordina per:Data fineNet Approval
Legenda campioni
LV
Likely Voters · 1 sondaggio
Elettori probabili — campione più ristretto e affidabile
RV
Registered Voters · 1 sondaggio
Elettori registrati al voto
A
Adults · 3 sondaggi
Tutti gli adulti americani — campione più ampio
Affidabilità
LVRVA
Elaborazione di Focus America su dati dei sondaggi pubblici · Ultimo aggiornamento: 16 agosto 2026
Il sito Silver Bulletin (che fa una propria media aggiustata di tutti i sondaggi, dandone un peso maggiore o minore in base al bias storico e al rating delle firme che li svolgono) segna una media generale di 38,1% (-0,4) - 58% (-0,3). In totale un net approval arrotondato di -19,9 (-0,1).
Il sito RealClearPolitics, invece, che fa una selezione solo di alcuni sondaggi in base all'affidabilità di chi li esegue, segnala una media totale migliore: 39,1% (-0,2) - 58,4% (-). In totale un net rating di -19,3 (-0,2).
La media calcolata da noi di Focus America, invece, è di 37,3% (-0,2) - 58% (-1,1), con un net rating complessivo di -20,7 (+0,9). La metodologia utilizzata è specificata direttamente nella pagina del nostro sito dedicata ai sondaggi sulla popolarità di Trump.
Tracker
L’approvazione di Trump: tre medie a confronto
Andamento giornaliero dall’insediamento
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Confronto Silver Bulletin RCP FocusAmerica
Silver Bulletin
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Clicca qui per vedere i dati aggiornati in tempo reale della popolarità di Trump
Silver Bulletin approval ratings for President Trump — and all presidents since Truman.Nate Silver (Silver Bulletin)
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Sulla scrivania di Harry Truman alla Casa Bianca c'era un cartello con la scritta "The buck stops here" (traducibile come "La responsabilità finale ricade su di me"). È una delle frasi più celebri della storia presidenziale americana e il presidente Donald Trump la applica quasi sempre al contrario: comanda su tutto, ma quando qualcosa va male la colpa è di qualcun altro.
L'economia debole e l'inflazione ancora alta sono responsabilità di Joe Biden, sostiene, anche se il predecessore democratico ha lasciato l'incarico da più di 18 mesi e anche se Trump aveva promesso un'inversione di rotta immediata. Il restauro finito male del Reflecting Pool, la grande vasca davanti al Lincoln Memorial a Washington, sarebbe colpa dei vandali, anche se l'ufficio della procuratrice che ha nominato lui ha detto che i danni erano dovuti a lavori fatti male. La guerra con l'Iran, sempre più impopolare, che tiene alto il prezzo del petrolio e basso il suo indice di gradimento, sarebbe il rimedio all'inerzia di quasi 50 anni di presidenti troppo timidi con le ambizioni nucleari di Teheran.
Tutti i presidenti moderni scaricano in qualche misura le responsabilità sugli altri, di solito su chi li ha preceduti o sul Congresso. Trump ha portato l'abitudine a un livello nuovo e ne ha fatto una strategia politica: è al comando di tutto e non è responsabile di niente quando le cose vanno storte. "Prendersi la responsabilità come caratteristica della leadership presidenziale, o di qualsiasi leadership, è assolutamente vero", ha detto all'Associated Press Nicole Anslover, professoressa di storia alla Florida Atlantic University e autrice di un libro su Truman e l'inizio della guerra fredda.
A novembre si vota per le elezioni di metà mandato e i repubblicani provano a mantenere il controllo del Congresso. Il rifiuto di accettare le critiche a volte porta Trump a negare che i problemi esistano e lascia i candidati repubblicani nelle corse più incerte senza argomenti da offrire a chi è preoccupato.
La Casa Bianca risponde che il presidente sta correggendo problemi che si trascinano da tempo, invece di ignorarli. Trump sta "giustamente affrontando i fallimenti dei suoi predecessori, mentre agisce per ottenere grandi vittorie per il popolo americano", ha detto la portavoce Taylor Rogers, che ha indicato una serie di politiche su cui i repubblicani possono fare campagna: i tagli alle tasse, il tentativo di abbassare il prezzo dei farmaci, la stretta sull'immigrazione e sul confine con il Messico, l'aumento della produzione interna di energia e l'andamento della borsa.
La frase sulla scrivania di Truman viene da "pass the buck" (scaricare la responsabilità su altri). Secondo la biblioteca presidenziale di Truman l'espressione risale ai tempi della frontiera, quando nel poker i giocatori si passavano un coltello con il manico in corno di cervo per indicare a chi toccava distribuire le carte. "Il presidente, chiunque sia, deve decidere", disse Truman nel discorso di addio del 1953. "Non può scaricare la responsabilità su nessuno. Nessun altro può decidere al posto suo. È il suo lavoro."
Trump un tempo diceva la stessa cosa. Nel 2013 sosteneva che nel gestire un'azienda "qualunque cosa accada, sei tu il responsabile. Se non accade, sei tu il responsabile". Accettando la nomination presidenziale nel 2016 disse: "Nessuno conosce il sistema meglio di me, ed è per questo che io da solo posso sistemarlo".
"La responsabilità è di tutti", disse invece nel 2019, durante il lungo shutdown, il blocco delle attività federali per mancanza di fondi. Nel 2020, lo stesso giorno in cui dichiarò l'emergenza nazionale per la pandemia di coronavirus, disse: "Non mi assumo alcuna responsabilità" per la mancanza di test.
Truman si assunse la piena responsabilità del lancio delle bombe atomiche sul Giappone, anche se era stato informato dell'esistenza di quelle armi solo alla morte del suo predecessore Franklin Delano Roosevelt, ha ricordato Anslover. John Fitzgerald Kennedy vide crescere il proprio consenso dopo aver ammesso di essere responsabile del fallimento dello sbarco nella Baia dei Porci a Cuba. Ronald Reagan si scusò per il proprio eventuale coinvolgimento nello scandalo Iran-Contra, pur dicendo di non essere sicuro di avere colpe: "La responsabilità si ferma qui, con me", disse allora.
Nella sua ultima conferenza stampa, all'inizio del 2009, George W. Bush elencò una serie di errori commessi, tra cui il non aver trovato armi di distruzione di massa in Iraq. Il suo successore Barack Obama disse "ho fatto un casino" dopo che Tom Daschle, il suo candidato alla guida della sanità, aveva ritirato la candidatura per delle tasse arretrate non pagate. I presidenti precedenti a Trump "di solito si assumono davvero la responsabilità", ha detto Anslover.
Trump ha ammesso in una recente intervista a Punchbowl News, sito che si occupa di Congresso, che gli elettori sono arrabbiati, ma ha aggiunto che non ce l'hanno con lui, bensì con i repubblicani del Congresso. Ritiene che il partito possa mantenere le maggioranze dopo novembre e ha chiarito che, se i repubblicani perdessero, non sarebbe colpa sua. Aveva detto una cosa simile prima delle elezioni di metà mandato del 2018, quando anticipò che non avrebbe accettato la responsabilità di un'eventuale sconfitta alla Camera. Il partito perse la Camera.
Il consenso di Trump sull'economia, un tempo considerato tra i suoi punti di forza, è sceso dal 40% del marzo 2025 al 32% di luglio, secondo i sondaggi dell'Associated Press-NORC Center for Public Affairs Research. Circa 6 americani adulti su 10 dicono che le politiche economiche del presidente hanno peggiorato le condizioni dell'economia, secondo il Pew Research Center.
"Il pubblico si aspetta certamente che il presidente si preoccupi e si concentri sul rendere la vita meno cara", ha detto il sondaggista repubblicano Frank Luntz. È un tema che per gli elettori pesa più che nel 2024.
Trump indica invece Biden, sotto il quale l'inflazione toccò il 9,1% nel 2022, il livello più alto in 40 anni, mentre la pandemia scuoteva ancora l'economia mondiale, per poi scendere al 2,7% a novembre 2024. Il mese scorso, spinta dalla guerra con l'Iran, è rallentata al 3,4%. "Quando siamo arrivati abbiamo ereditato una catastrofe totale", ha detto Trump a un recente comizio, per poi aggiungere: "Ho ereditato quei prezzi alti, giusto perché sia chiaro".
Andrew Bates, stratega democratico ed ex portavoce della Casa Bianca di Biden, ha ricordato che Trump non parla più della promessa elettorale di mettere fine all'inflazione dal primo giorno di mandato. "Può darsi che non si ricordi di aver fatto quelle promesse, ma gli elettori in bilico se lo ricordano benissimo", ha detto Bates.
Il presidente ha definito la guerra con l'Iran "una piccola escursione" o "una deviazione". Per ridimensionarne la durata cita spesso il Vietnam e l'Afghanistan, durati anni, anche se il conflitto iraniano, che all'inizio disse sarebbe finito in quattro o cinque settimane, si trascina al sesto mese senza una fine chiara all'orizzonte.
Sul Reflecting Pool Trump ha spostato la colpa sul passato, sostenendo falsamente che Biden e Obama avrebbero speso "centinaia di milioni di dollari" senza riuscire a sistemarlo. La sua difesa principale però resta il vandalismo. Finora almeno quattro procedimenti per danneggiamento, compreso il più noto, quello contro un canoista olimpico, sono stati archiviati per mancanza di prove.
Dopo più di 11 anni in politica Trump ha dimostrato di non temere la violazione delle norme di comportamento presidenziale e molti dei suoi sostenitori più fedeli non sembrano infastiditi, ha detto Anslover. Per una parte degli americani, secondo lei, è cambiato il modo di vedere la presidenza, mentre altri si sentono legittimati a dire che hanno le loro priorità e che i fatti non sono tra queste.
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Il presidente Donald Trump vuole applicare sigilli presidenziali di colore oro sulla facciata esterna della nuova sala da ballo della Casa Bianca. Le decorazioni compaiono nelle immagini di progetto che l'Amministrazione ha reso pubbliche venerdì, allegandole a una richiesta d'urgenza alla Corte Suprema per poter andare avanti con i lavori.
Nelle immagini un grande Sigillo degli Stati Uniti dorato campeggia dentro il timpano dell'edificio, la parte triangolare che sormonta il colonnato. Un secondo emblema dorato, più piccolo, è collocato accanto alle finestre ad arco. Gli interni sono coperti di rifiniture in oro, con applique, lanterne sospese e pavimenti in marmo giallo.
I piani che la Casa Bianca aveva presentato per la sala da ballo non contenevano i sigilli dorati né le altre dorature sulla facciata. Il progetto era stato approvato all'inizio dell'anno da due agenzie federali che il presidente ha riempito di suoi fedelissimi. La prima è la Commission of Fine Arts, l'organismo che valuta l'aspetto delle opere architettoniche nella capitale; la seconda è la National Capital Planning Commission, che si occupa della pianificazione urbanistica di Washington. Il regolamento della Commission of Fine Arts prevede che le modifiche a un progetto già approvato siano sottoposte a un nuovo esame.
Dettagli decorativi come i sigilli di solito non richiedono una seconda approvazione se i commissari hanno già dato il via libera al progetto complessivo, ha detto al Washington Post Bryan Clark Green, storico dell'architettura e membro della National Capital Planning Commission dal 2022 al 2025, quando Trump lo ha licenziato. La commissione guarda soprattutto alla posizione, alle dimensioni e all'ingombro di un edificio, decisioni che arrivano prima nel processo di sviluppo del progetto.
Le due commissioni hanno dato il via libera alla sala da ballo sulla base dei soli concetti preliminari, senza aspettare di esaminare il progetto definitivo. Ex funzionari hanno definito la scelta senza precedenti e in contrasto con i requisiti fissati dalle agenzie stesse. "Ci sono sempre stati due esami", uno del concetto preliminare e uno del piano finale, ha detto l'architetto Bruce Redman Becker, nominato nella Commission of Fine Arts da Joe Biden e rimosso da Trump l'anno scorso. Non è chiaro quanto le commissioni siano disposte a opporsi alle nuove dorature, dato che tutti i loro membri sono stati scelti dal presidente.
La Casa Bianca ha rivendicato il progetto senza rispondere alle domande sul perché i sigilli dorati siano stati aggiunti e se la modifica imponga nuove verifiche federali. "Il presidente Trump continua a realizzare ristrutturazioni necessarie e attese da tempo per abbellire la Casa del Popolo, mentre celebriamo il 250esimo anniversario dell'indipendenza della nostra grande nazione", ha dichiarato il portavoce Davis Ingle. "Grazie al costruttore in capo, la Casa Bianca sarà adeguatamente glorificata e resterà in ottime condizioni per le generazioni a venire".
Una corte d'appello federale ha ordinato questo mese all'Amministrazione di fermare il cantiere entro il 21 agosto, dando ragione a un'associazione per la tutela dei beni storici. Secondo l'associazione il presidente ha ecceduto i suoi poteri costruendo con donazioni private un ampliamento di 90.000 piedi quadrati, circa 8.400 metri quadrati, senza l'approvazione del Congresso.
I funzionari della Casa Bianca hanno detto ai giudici della Corte Suprema che l'opera è completa al 65% e che è troppo tardi per fermarla. La consegna è prevista per agosto 2028 e qualsiasi ritardo, ha scritto nel ricorso il funzionario Joshua Fisher, metterebbe a rischio "tutto quello che abbiamo fatto finora".
La sala da ballo dovrebbe costare circa 600 milioni di dollari, di cui grosso modo la metà a carico dei contribuenti, secondo un'inchiesta del Washington Post. È il triplo della stima iniziale di 200 milioni annunciata dalla Casa Bianca, che aveva assicurato che i soldi sarebbero arrivati tutti da donatori privati.
Sotto la sala da ballo l'Amministrazione sta realizzando un complesso di sicurezza progettato per resistere a "bombe, razzi, missili, perfino esplosioni nucleari", ha scritto Fisher. Le dimensioni della parte sotterranea restano poco chiare: il piano ufficiale della National Capital Planning Commission indica circa 22.000 piedi quadrati, poco più di 2.000 metri quadrati, mentre Trump ha detto che il complesso scende per sei piani. Il progetto prevede anche un porto per i droni sul tetto, dove le immagini mostrano militari in divisa attorno a una fila di velivoli senza pilota.
James Hoban, l'architetto che progettò la Casa Bianca, cercò la semplicità per far capire che l'edificio sarebbe stato la Casa del Popolo e non la residenza di un re. Non mise oro all'esterno della villa e la tradizione fu rispettata anche quando vennero costruite l'Ala Est e l'Ala Ovest. Trump ha invece scelto uno stile di colonne più elaborato. L'interno dorato assomiglia alla sala da ballo che ha fatto ristrutturare nella sua residenza di Mar-a-Lago in Florida, ispirata secondo le sue parole alla reggia di Versailles.
I funzionari nominati da Trump nelle commissioni che hanno esaminato e approvato i piani avevano detto che era importante che l'ampliamento fosse coerente sul piano stilistico con la residenza originale. "Apprezzo molto l'uniformità e la coerenza tra la residenza presidenziale e il linguaggio architettonico neoclassico che questo progetto porta avanti", ha detto Paul Ingrassia, alto funzionario della General Services Administration, l'agenzia che gestisce gli immobili del governo federale, alla riunione di marzo della National Capital Planning Commission.
Trump ha già aggiunto decorazioni dorate alla Casa Bianca, soprattutto nello Studio Ovale. Ha poi approvato altri abbellimenti, tra cui un eliporto largo circa 30 metri che sarà circondato dal sigillo presidenziale.
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I sondaggi finali delle primarie democratiche per il governatore del Wisconsin davano Francesca Hong avanti di 22 punti su David Crowley, che cinque giorni dopo ha vinto per mezzo punto, 39,8% a 39,3%. G. Elliott Morris ha rianalizzato i dati grezzi di uno degli istituti che erano sul campo e ha trovato tre cause dell'errore, quasi tutte correggibili.
L'istituto è State Navigate, una organizzazione non profit che nelle elezioni per governatore di Virginia e New Jersey del 2025 era stata la più precisa di tutte. Morris aveva costruito per loro il programma di ponderazione dei sondaggi e in cambio ha ottenuto i dati grezzi da analizzare pubblicamente, senza mostrare i risultati all'istituto prima di pubblicarli. A fine luglio la loro rilevazione dava Hong al 44% e Crowley al 15%. In quella di agosto, con le interviste chiuse il 6, Hong era ancora al 44% e Crowley al 22%. Un errore di 22 punti sul margine non è normale nemmeno per una primaria, dove l'errore medio di un sondaggio per il Senato o per il governatore è di circa 13 punti.
Il problema non sta nel trattamento dei dati. Rifacendo i conti sui file grezzi con gli stessi parametri usati dall'istituto, Morris riproduce quasi esattamente i numeri pubblicati. L'errore sta in quello a cui il sondaggio è stato ponderato. Ogni sondaggio corregge il campione raccolto per farlo somigliare all'elettorato che i ricercatori si aspettano alle urne: se tra gli intervistati ci sono troppi giovani, il loro peso viene ridotto. Se però il modello di elettorato è sbagliato, la correzione allontana il risultato dalla realtà invece di avvicinarlo.
L'anagrafe elettorale del Wisconsin, il registro pubblico che negli Stati Uniti tiene traccia di chi è iscritto a votare e a quali elezioni ha partecipato, descrive un elettorato delle primarie composto per il 52-53% da persone dai 65 anni in su e per il 2-3% da under 30. Il campione di luglio era per il 36% di over 65 e per il 17% di under 30, cioè metà anziano e otto volte più giovane dell'elettorato che voleva misurare.
Chaz Nuttycombe, direttore di State Navigate, ha spiegato a Morris di avere costruito i parametri partendo dall'anagrafe, calcolando etnia, istruzione, area geografica, età, genere e tipo di iscrizione di chi aveva votato alle primarie precedenti in Wisconsin. Poi ha corretto quei valori sulla base delle primarie più recenti del 2025 e del 2026. La correzione ha alzato la quota di giovani, portandola al 9% di 18-29enni nel sondaggio contro il 2% dell'anagrafe. I pesi hanno quindi cambiato pochissimo il campione, perché gli intervistati somigliavano già ai parametri scelti.
Gli altri istituti hanno lavorato in due fasi: prima hanno reso il campione rappresentativo di tutti gli elettori registrati del Wisconsin, poi hanno lasciato che fossero gli intervistati a dire se sarebbero andati a votare alle primarie democratiche, a quelle repubblicane o a nessuna delle due. La precisione dipendeva così dal fatto che chi si autoselezionava fosse rappresentativo di chi poi vota davvero. Gli elettori che hanno risposto erano troppo giovani e troppo di sinistra.
Ripesando le due rilevazioni sull'anagrafe elettorale, per partito, età, etnia, sesso e istruzione, l'errore sul margine di agosto scende da 24 punti a circa 14. Nei numeri pubblicati da State Navigate il 17% degli intervistati si definiva socialista democratico e un altro 43% progressista, molto progressista o estremamente progressista. Anche dopo aver riportato età, etnia, sesso, istruzione e partito ai valori dell'anagrafe, il campione restava composto per il 38% da elettori che si dicono "molto liberal". Fissando quella quota al 25% registrato nelle primarie del 2016 dai sondaggi all'uscita dai seggi, l'errore sul margine crolla. Aggiungendo ai parametri anche il reddito si scende a circa 3 punti.
Nessuna fonte ufficiale dice però quanti elettori "molto liberal" ci siano davvero in uno Stato, ed è il motivo per cui i sondaggisti evitano di ponderare per ideologia: senza un dato di riferimento la scelta resta arbitraria e rischia di sembrare un modo per aggiustare il risultato. Morris propone di pubblicare più stime alternative, ciascuna con un'ipotesi diversa sulla composizione ideologica dell'elettorato.
La rimonta di Crowley è la seconda causa dell'errore e riguarda quello che è successo dopo la chiusura delle interviste. La rilevazione di agosto ha reintervistato 633 delle persone già sentite a luglio, riconoscendole una per una grazie a un codice dell'anagrafe elettorale. Tra loro il vantaggio di Hong è sceso di circa 7 punti in dieci giorni, da 33,6 a 27,1, quando mancavano ancora cinque giorni al voto. Morris stima che Crowley guadagnasse circa due terzi di punto al giorno nelle ultime settimane e che la corsa si sia spostata di 6-10 punti in suo favore dopo l'uscita degli ultimi sondaggi.
Mandela Barnes si è ritirato tra le due rilevazioni e i suoi elettori sono andati per il 25% a Crowley e per il 19% a Hong, con un altro 14% a Kelda Roys. Gli indecisi che nel frattempo avevano scelto si sono divisi per il 40% su Crowley, per il 40% su altri candidati e solo per il 20% su Hong. Il 6 agosto quasi la metà di loro era ancora senza una preferenza, con la parte moderata dell'elettorato che si è compattata soltanto nel giorno del voto. Distribuendo gli indecisi del sondaggio di agosto secondo gli stessi flussi, la corsa diventa un pareggio: Hong 34,4 e Crowley 34,3, contro un margine reale di mezzo punto.
La terza causa è chi ai sondaggi non risponde. Forzando la rilevazione di agosto a riprodurre il risultato vero, la composizione del campione cambia poco, con gli over 65 che salgono dal 43% al 46% e chi si definisce "molto liberal" che scende dal 41% al 36%. La distorsione non stava quindi nel mix demografico ma dentro ogni gruppo, perché anche gli elettori anziani e moderati che hanno risposto erano più favorevoli a Hong di quelli che sono andati davvero a votare. Tra i 1.284 intervistati di luglio il 51,2% dei sostenitori di Hong ha risposto anche alla seconda intervista, esattamente come il 51,2% di quelli di Crowley.
Applicando un metodo statistico pubblicato nel 2019 sul Journal of the Royal Statistical Society da Rebecca Andridge, Brady West e Rod Little, che simula come cambierebbero i risultati se la scelta di rispondere dipendesse in parte dal voto stesso, Morris stima che la mancata risposta abbia gonfiato Hong di 0-5 punti, circa un decimo dello scarto tra sondaggi e urne. Il resto è la somma di parametri sbagliati e movimento tardivo.
L'anagrafe del Wisconsin è piena di dati mancanti o sbagliati e l'età è la variabile più problematica. Nel documento metodologico State Navigate ha scritto che "molti elettori del Wisconsin hanno come anno di nascita il 1800 e noi non crediamo nei vampiri". Si tratta in genere di iscritti recenti e molto giovani. Circa la metà di quelli intervistati con quell'anno di nascita ha detto di avere tra i 18 e i 29 anni. Rifacendo i calcoli con ipotesi via via più aggressive su quanti di questi elettori siano davvero giovani, il vantaggio finale di Hong passa da 2,4 punti a 8,4 punti man mano che sale la quota di under 30, perché i giovani che hanno risposto a quel sondaggio erano quasi tutti suoi elettori.
Morris lascia quattro indicazioni ai sondaggisti: ponderare i sondaggi sulle primarie usando i dati dell'anagrafe su chi alle primarie ha votato davvero, restare sul campo fino all'ultimo fine settimana, verificare quanto i risultati cambiano al variare delle ipotesi sull'ideologia (in Wisconsin valgono circa 11 punti di margine) e trasformare l'analisi della mancata risposta in un controllo di routine prima della pubblicazione. Ripesati con i parametri corretti, quei sondaggi sbagliano più o meno quanto il sondaggio medio di una primaria.
Detailed results of the Marquette Law School Wisconsin Poll-July 8 – 16, 2026Charles Franklin (Marquette Law School Poll)
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Alla Versiliana, a Marina di Pietrasanta, Matteo Salvini parla già di tornare ad avere “buoni rapporti” con la Russia.
Ma la guerra non è finita. L’Ucraina continua a essere bombardata. Gli ucraini continuano a essere ammazzati.
E iniziare già a promettere la normalizzazione significa mandare a Mosca un messaggio terrificante: invadi pure un Paese, occupane il territorio, colpisci abbastanza a lungo e prima o poi qualcuno in Europa chiederà di tornare agli stessi affari di prima.
Un invito a nozze per una potenza neoimperialista come la Russia di Putin.
E il problema non è solo Salvini. Putin ha davanti un’Europa ancora spezzata in 27 politiche estere, 27 interessi nazionali, 27 governi da dividere, alcuni dei quali governati dalla stessa destra simile alla Lega, pronta a scendere a patti con Putin per un presunto interesse nazionale che quasi sempre sembra più un interesse russo.
Volt vuole rovesciare questo schema: politica estera europea, fine dei veti, decisioni a maggioranza, difesa comune e sostegno all’Ucraina.
Parlare con la Russia, un giorno, sarà inevitabile.
Premiarla per un’aggressione no.
#Ucraina #Russia #Putin #Salvini #PaceGiusta #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono diminuite dello 0,6% a luglio, il risultato peggiore da oltre un anno e molto distante dal +0,1% previsto dagli analisti. La flessione non dipende soltanto dalle componenti tradizionalmente più volatili: escludendo stazioni di servizio e concessionarie, infatti, le vendite sono comunque arretrate dello 0,3%. Il settore delle auto e dei ricambi ha perso l'1,8%, quello dei carburanti lo 0,9% e i negozi di elettronica ed elettrodomestici lo 0,5%. Alcuni comparti hanno però continuato a crescere: l'abbigliamento ha registrato un aumento dell'1,9%, i prodotti per la salute e la cura della persona dello 0,7% e la ristorazione dello 0,5%. Rispetto a un anno prima, le vendite restano comunque più alte del 5%.
A indebolire il dato ha contribuito anche il calendario. Amazon ha anticipato il Prime Day rispetto all'anno scorso, concentrando a giugno gli acquisti promozionali che in precedenza erano stati effettuati a luglio: questo spiega una parte consistente del calo del 2,2% delle vendite online. Un effetto analogo è arrivato dal Mondiale di calcio, disputato quasi interamente a giugno, che ha anticipato una quota della spesa legata all'evento e ha fatto apparire luglio più debole di quanto non fosse realmente.
Consumi USA · Luglio 2026
Le vendite al dettaglio sono scese dello 0,6%, il calo più forte da maggio 2025. Non è solo un effetto delle voci più volatili: anche l’aggregato che entra nel calcolo del PIL si è ridotto, e la fiducia dei consumatori è tornata a scendere.
Grafica di FocusAmerica 15 agosto 2026
Vendite al dettaglio, variazione su giugno
−0,6%
Il calo più forte da maggio 2025
In valore assoluto le vendite si sono fermate a 763,6 miliardi di dollari, il 5,0% in più di un anno fa.
Quello che gli analisti si aspettavano, e quello che è successo
Vendite al dettagliototale del settore
Gruppo di controlloentra nel calcolo del PIL
0
+0,1%
−0,6%
+0,3%
−0,4%
Atteso
Reale
Atteso
Reale
In entrambi i casi lo scarto fra la previsione e il dato reale è di 0,7 punti percentuali. Le stime di maggio e giugno sono state riviste al ribasso.
Il dettaglio
Variazione delle vendite a luglio rispetto a giugno, per tipo di esercizio. Tocca il cerchietto accanto ad alcune voci per leggere la nota.
0
La fiducia
Indice dell’Università del Michigan, rilevazione preliminare di agosto. Gli analisti si aspettavano 54,5.
Luglio
55,2
Agosto
51
Dato definitivo
Stima preliminare
L’indice ha perso l’8% in un mese, dopo due mesi di risalita
A peggiorare non è il giudizio sulle finanze personali, calato solo di poco, ma la fiducia nell’economia in generale. Le attese sull’inflazione restano invece ferme: 4,3% a dodici mesi, 3,3% a cinque anni.
Su 100 americani, quanti si aspettano che nei prossimi dodici mesi il proprio reddito cresca più dei prezzi
Dicembre 2024 18
Agosto 2026 8
In venti mesi si sono più che dimezzati. È la quota di americani ormai rassegnata a vedere il proprio reddito crescere meno del costo della vita.
Vendite a luglio, variazione su giugno. In calo: vendite online −2,2%; auto e ricambi −1,8%; benzina −0,9%; elettronica ed elettrodomestici −0,5%; alimentari −0,1%. In crescita: materiali edili e giardinaggio +0,3%; grandi magazzini +0,3%; ristorazione e bar +0,5%; salute e cura della persona +0,7%; abbigliamento +1,9%.
Fiducia dei consumatori. Aspettative sull’economia: −11% nel breve periodo e −17% nel lungo, in un mese. Fiducia degli elettori repubblicani: −19% rispetto ai livelli precedenti alla guerra con l’Iran. Su 100 americani, 8 si aspettano che il proprio reddito cresca più dei prezzi: erano 18 nel dicembre 2024.
Fonte U.S. Census Bureau, Advance Monthly Retail Trade Survey (14 agosto 2026); Università del Michigan, Surveys of Consumers, rilevazione preliminare di agosto 2026. Le previsioni sono il consenso degli analisti rilevato da FactSet.
Anche al netto di questi fattori, però, il quadro rimane fiacco. Il cosiddetto gruppo di controllo delle vendite al dettaglio, l'aggregato utilizzato per stimare i consumi nel calcolo del PIL, è diminuito dello 0,4%, mentre gli analisti prevedevano un aumento dello 0,3%. Nel secondo trimestre la spesa delle famiglie aveva fornito 2,1 punti percentuali alla crescita del PIL, compensando il contributo negativo del resto dell'economia. Se anche questo motore rallenta, restano pochi altri fattori capaci di sostenere l'espansione.
"Il debole rapporto sulle vendite al dettaglio di luglio mostra che i consumatori si sono presi una pausa dopo l'esuberante ondata di spesa della prima metà dell'anno", ha scritto Kathy Bostjancic, capo economista di Nationwide. "La contrazione della spesa nel gruppo di controllo, unita alle revisioni al ribasso dei due mesi precedenti, indica che all'inizio del terzo trimestre i consumi reali hanno meno slancio di quanto si pensasse", ha aggiunto.
Anche la fiducia dei consumatori si è deteriorata. Nella rilevazione preliminare di agosto, l'indice dell'Università del Michigan è sceso dell'8%, passando dai 55,2 punti di luglio a 51, contro i 54,5 attesi dagli analisti. L'indicatore tornava così a diminuire dopo due mesi consecutivi di crescita, pur restando al di sopra dei minimi raggiunti in primavera, durante l'impennata dei prezzi della benzina. Il peggioramento non riguarda tanto la valutazione delle finanze personali, diminuita solo marginalmente, quanto le prospettive generali: le aspettative sull'economia sono crollate dell'11% nel breve periodo e del 17% nel lungo. Sono rimaste invece invariate le attese sull'inflazione, al 4,3% per i prossimi dodici mesi e al 3,3% nell'orizzonte di cinque anni.
Il calo più marcato si registra tra gli elettori repubblicani, il cui indice di fiducia è ora inferiore del 19% rispetto ai livelli precedenti alla guerra con l'Iran ed è sceso al punto più basso dalle elezioni del 2024. "Sebbene l'indebolimento registrato all'inizio del mese sia stato diffuso tra i diversi gruppi demografici, le riduzioni più consistenti hanno riguardato i consumatori anziani, quelli a basso reddito e quelli privi di una laurea", ha spiegato Joanne Hsu, responsabile dell'indagine del Michigan. "Sono categorie particolarmente vulnerabili a qualsiasi erosione del potere d'acquisto provocata dall'inflazione." Soltanto l'8% degli americani si aspetta che nei prossimi dodici mesi il proprio reddito cresca più rapidamente dei prezzi, contro il 18% del dicembre 2024.
Il debole rapporto sull'occupazione della scorsa settimana e due dati relativamente contenuti sull'inflazione consentono intanto alla Federal Reserve di attendere prima di valutare un eventuale ulteriore rialzo dei tassi in autunno. Il mercato azionario continua a salire e la disoccupazione rimane bassa: per ora nulla indica ancora un vero arretramento dei consumi. I dati di luglio mostrano sicuramente però che la spinta della prima metà dell'anno si è esaurita e che l'economia continua a dipendere da famiglie ormai sempre più rassegnate a vedere i propri redditi crescere meno del costo della vita.
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APPUNTI DI VIAGGIO DA CUBA CON LET CUBA BREATHE ED IL CONVOY NUESTRA AMERICA PER IL CENTENARIO DI FIDEL CASTRO RUZ. CUBA NO ESTÀ SOLA… Il nostro viaggio di solidarietà con Cuba continua con il convoy.administrator (Rifondazione Comunista – Sinistra Europea)
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Donald Trump ha chiesto agli americani di prepararsi ad altri mesi di carburante caro, mentre l’Iran ribadisce che lo Stretto di Hormuz resterà bloccato finché Washington non riconoscerà la propria sconfitta. "Questo Stretto sarà aperto e chiuso soltanto per ordine dell’Iran e, finché non accetterete la realtà della sconfitta e continuerete a coltivare fantasie, l’Iran farà rispettare il blocco", ha ribadito su X il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi.
La guerra avviata il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele non mostra segnali di conclusione. I negoziati sono fermi e il traffico delle petroliere resta quasi paralizzato. In un’intervista pubblicata sabato dall’emittente iraniana Shahrara News, il Ministro degli Esteri Abbas Araqchi ha spiegato che Teheran non ha ancora deciso se riprendere i colloqui e che la navigazione potrà tornare alla normalità soltanto quando Washington avrà accettato le condizioni iraniane: divieto di transito per le navi statunitensi e israeliane e pagamento di un pedaggio per tutte le altre.
Il 10 agosto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha presentato la tassa come un corrispettivo per i servizi marittimi garantiti dall’Iran. Teheran sta inoltre trattando con l’Oman per definire una nuova rotta. Gli Stati Uniti considerano invece Hormuz una via d’acqua internazionale e respingono qualsiasi pedaggio. Anche l’Organizzazione Marittima Internazionale, l’agenzia delle Nazioni Unite che disciplina il trasporto navale, si è opposta all’imposizione di tasse obbligatorie negli stretti aperti alla navigazione internazionale. L’Oman ha dichiarato di non sostenere una tassa di transito, pur ammettendo la possibilità di compensi per servizi come la sicurezza della navigazione e gli interventi di emergenza. Prima della guerra, attraverso Hormuz passava circa un quinto del petrolio mondiale.
Guerra in Iran · Il prezzo dell’energia
Il blocco di Hormuz ha svuotato le rotte delle petroliere, ha fatto risalire il greggio e ha portato la benzina americana sopra i quattro dollari al gallone. A novembre si vota per il Congresso.
Grafica di FocusAmericaDati aggiornati al 15 agosto 2026
Lo Stretto
Da fine febbraio l’Iran controlla il passaggio e impone le proprie condizioni. Il traffico commerciale è crollato del 91%.
Prima della guerra
130
Agosto 2026
12
navi commerciali al giorno attraverso lo Stretto
Navi che passano oggi Navi che non passano più
Venerdì hanno attraversato lo Stretto due sole navi, nessuna delle quali trasportava greggio. Prima del conflitto i transiti erano oltre 130 al giorno e da Hormuz passava circa un quinto del petrolio mondiale. Qualche imbarcazione può sfuggire ai rilevamenti spegnendo il transponder.
Il greggio
Prezzo di chiusura di venerdì 14 agosto per i due greggi di riferimento e rialzo della settimana.
BrentRiferimento europeo
88,52 $
+6,0% nella settimana
West Texas IntermediateRiferimento statunitense
82,40 $
+5,4% nella settimana
Prezzo al barile, scala da 0 a 100 dollari Livello di sette giorni prima
15
navi attaccate secondo la compagnia petrolifera di Abu Dhabi
1
morto tra gli equipaggi
20
feriti tra gli equipaggi
Venerdì i futures sono saliti di circa un dollaro al barile. Le navi che tentano il passaggio senza l’autorizzazione iraniana rischiano di essere colpite da missili o droni. Gli Emirati Arabi Uniti attribuiscono a Teheran l’attacco di giovedì contro due petroliere di Stato.
La pompa
Il prezzo medio di un gallone di benzina negli Stati Uniti, secondo l’American Automobile Association.
4,08$
al gallone, poco meno di quattro litri
Media nazionale, agosto 2026
Un anno fa
3,16 $
Oggi
4,08 $
+29% in dodici mesi
Il prezzo di un anno fa è ricavato dal +29% indicato dall’AAA. A un comizio di Garden City, nello Stato di New York, Trump ha definito il rincaro un sacrificio accettabile per impedire all’Iran di dotarsi dell’arma nucleare.
L’inflazione
Variazione dell’indice dei prezzi al consumo rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
3,4% Luglio 2026 · inflazione sui dodici mesi
Tocca o passa il puntatore su un mese per leggere il dato.
Dopo il picco di maggio l’inflazione è scesa per due mesi di fila, ma resta di un punto sopra i valori di gennaio e febbraio e lontana dall’obiettivo del 2% della Federal Reserve. A luglio i prezzi della benzina restano il 24,6% sopra quelli di un anno prima.
Il voto
Consensi sull’operato complessivo del presidente e sulla sola gestione dei prezzi, media RealClearPolitics.
39%
Approva l’operato
di Trump
30%
Approva la gestione
dell’inflazione
Il problema più importante del Paese
Quota di intervistati, sondaggio Economist/YouGov
Aumento dei prezzi31%
Lavoro ed economia14%
Il dato su lavoro ed economia è ricavato dai 17 punti di distacco indicati dal sondaggio Economist/YouGov. Il 3 novembre gli americani rinnovano il Congresso: nel 2024 Trump aveva promesso di ridurre i costi dell’energia.
Da mesi Trump e il segretario al Tesoro Scott Bessent assicurano che i prezzi alla pompa crolleranno appena la guerra sarà finita. I negoziati però sono fermi e Teheran non ha ancora deciso se tornare al tavolo. Intanto si è esaurito anche l’effetto dei rimborsi fiscali che aveva permesso a molte famiglie di assorbire il caro carburante.
Fonti: Kpler (traffico marittimo), ICE e NYMEX (prezzi del greggio), Abu Dhabi National Oil Company e WAM (attacchi alle navi), AAA (prezzi della benzina), Bureau of Labor Statistics (inflazione), RealClearPolitics e Economist/YouGov (sondaggi). Dati aggiornati al 15 agosto 2026.
Venerdì soltanto due navi hanno attraversato lo Stretto e nessuna trasportava greggio, secondo la società di tracciamento marittimo Kpler. In agosto la media è scesa a circa 12 imbarcazioni commerciali al giorno, contro le oltre 130 precedenti alla guerra. Alcune potrebbero sfuggire ai rilevamenti spegnendo il transponder, ma il crollo del traffico resta evidente. Le navi che tentano il passaggio senza l’autorizzazione iraniana rischiano di essere colpite da missili o droni.
Gli Emirati Arabi Uniti attribuiscono a Teheran l’attacco compiuto giovedì sera contro due navi della compagnia petrolifera statale Abu Dhabi National Oil Company. Venerdì l’agenzia emiratina WAM ha segnalato un altro attacco, mentre sabato l’organismo britannico che sorveglia il traffico marittimo ha riferito che una portarinfuse era stata colpita allo scafo da un proiettile di origine sconosciuta. L’equipaggio è rimasto illeso. Dall’inizio del conflitto la compagnia emiratina denuncia 15 navi attaccate, un membro dell’equipaggio ucciso e 20 feriti.
Le tensioni hanno riportato in alto il prezzo del petrolio. Venerdì i futures sul greggio sono aumentati di un dollaro al barile: il Brent ha chiuso la settimana con un rialzo del 6%, mentre il West Texas Intermediate è salito del 5,4%. Anche l’Iran, tuttavia, sta pagando un prezzo elevato. Il presidente Masoud Pezeshkian ha attribuito l’aumento dell’inflazione al blocco americano dei porti iraniani e alle sanzioni sulle esportazioni di petrolio. Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha intanto annunciato a Newsmax che la prossima settimana presenterà nuove misure finanziarie contro Teheran.
Venerdì, durante un comizio a Garden City, nello Stato di New York, Trump ha sostenuto che pagare "un pochino di più per la benzina" sia un sacrificio accettabile pur di impedire a "un Paese molto malvagio" di dotarsi dell’arma nucleare, una delle ragioni con cui ha giustificato la guerra. Secondo l’American Automobile Association, un gallone di benzina, pari a poco meno di quattro litri, costa ora in media 4,08 dollari, il 29% in più rispetto a un anno fa.
Il conto politico potrebbe arrivare a novembre, quando gli americani rinnoveranno il Congresso. Trump aveva promesso nel 2024 di ridurre i costi dell’energia, mentre i democratici puntano a trasformare le conseguenze economiche della guerra in uno dei temi centrali della campagna elettorale. Dall’apertura del fronte iraniano, alla fine di febbraio, l’inflazione è tornata sopra il 3% e a luglio è salita al 3,4% annuo.
Secondo la media di RealClearPolitics, il 39% degli americani approva l’operato di Trump, ma sulla gestione dell’inflazione i consensi scendono al 30%. In un sondaggio Economist/YouGov, il 31% degli intervistati indica l’aumento dei prezzi come il problema più importante del Paese, 17 punti in più rispetto a lavoro ed economia, al secondo posto.
La Casa Bianca continua però a difendere il proprio bilancio. Il 5 agosto, a Las Vegas, Trump ha dichiarato: "Abbiamo ereditato la peggiore inflazione della storia del nostro Paese. Abbiamo fatto scendere i prezzi e nessuno riesce a credere a quello che sta succedendo". Durante la presidenza di Joe Biden l’aumento cumulato dei prezzi è stato effettivamente il più alto degli ultimi quarant’anni, ma l’inflazione stava già rallentando al momento del passaggio di consegne e quest’anno ha ripreso ad accelerare. "Sappiamo che l’inflazione e altri problemi stanno creando difficoltà agli americani", ha riconosciuto martedì Peter Navarro, storico consigliere economico di Trump, accusando però i media di raccontare in modo distorto l’azione dell’Amministrazione.
I dati economici restituiscono un quadro contrastante. A luglio l’indice manifatturiero dell’Institute for Supply Management è cresciuto al ritmo più sostenuto da oltre quattro anni, trainato dalla costruzione di infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Gli investimenti delle imprese hanno beneficiato delle agevolazioni contenute nella legge fiscale approvata lo scorso anno, ma i dazi e l’incertezza sulla loro durata hanno frenato assunzioni e investimenti negli altri settori. Negli ultimi due mesi la manifattura ha creato appena 16.000 posti di lavoro, dopo averne persi quasi 100.000 dall’inizio del secondo mandato, mentre le nuove costruzioni industriali restano al di sotto del record del 2024.
La Casa Bianca rivendica inoltre 10.700 miliardi di dollari di investimenti annunciati da aziende come Apple e US Steel e da alleati come Emirati Arabi Uniti e Giappone, anche se molti progetti erano già in preparazione o restano subordinati a diverse condizioni. Nel frattempo Trump sta valutando nuove misure economiche in vista delle elezioni. Larry Kudlow, direttore del Consiglio economico nazionale durante il primo mandato, ha raccontato a Fox Business di aver discusso con lui un taglio della tassazione sulle plusvalenze: "Il presidente è molto interessato".
Da parte sua, Bessent ha respinto l’idea che la crescita favorisca soprattutto i più ricchi, sottolineando che, secondo il Bank of America Institute, i salari delle famiglie a basso reddito sono recentemente cresciuti più rapidamente di quelli delle fasce più abbienti. Altri indicatori offrono però una lettura meno favorevole: le retribuzioni orarie degli operai e degli impiegati senza responsabilità di coordinamento continuano ad aumentare meno dell’inflazione, mentre i guadagni di Borsa si concentrano soprattutto tra chi possiede già grandi patrimoni. Un eventuale taglio delle imposte sulle plusvalenze avvantaggerebbe a sua volta prevalentemente i contribuenti più ricchi.
Resta il fatto che da mesi Trump e Bessent assicurano che i prezzi alla pompa di benzina crolleranno non appena la guerra sarà terminata. Di una soluzione imminente, tuttavia, non c’è alcuna traccia. Nel frattempo si è esaurito anche l’effetto dei rimborsi fiscali che aveva permesso a molte famiglie americane di assorbire il caro carburante senza ridurre le altre spese.
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Il CONSIGLIO COMUNALE DI ………………. PREMESSOchi il premio Nobel per la Pace 2026 sarà assegnato – come ogni anno – in autunno e che quindi eventuali proposte di assegnazione vanno FORMALIZZATE al più prestoTENUTO CONTOdell’ APPELLO – che alleghiamo – pu…administrator (Rifondazione Comunista – Sinistra Europea)
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A 73 anni Sherrod Brown prova a rientrare al Senato degli Stati Uniti due anni dopo aver perso il seggio che aveva tenuto per tre mandati. È uno dei democratici su cui il partito conta di più per le sue speranze di riconquistare il controllo della camera alta a novembre. Il suo avversario è Jon Husted, senatore repubblicano che a quella carica non è mai stato eletto: è stato nominato per occupare il seggio lasciato libero da JD Vance quando è diventato vicepresidente.
Nel 2024 Brown aveva perso con il presidente Trump sulla scheda e l'entusiasmo repubblicano al massimo, mentre l'industria delle criptovalute spendeva cifre enormi per cacciarlo dal Senato. Questa volta il presidente non è candidato ed è impopolare presso larga parte del paese. L'Ohio resta però uno Stato che nell'ultimo decennio si è spostato a destra.
Brown ha raccolto più fondi di qualsiasi altro democratico candidato al Senato, con l'eccezione di James Talarico in Texas e Jon Ossoff in Georgia. Gli analisti elettorali indipendenti classificano la corsa dell'Ohio tra il favore ai repubblicani e il testa a testa (cioè tra una gara che il candidato repubblicano parte favorito per vincere e una in cui nessuno dei due è davanti). I sondaggi indicano che Brown può farcela.
Nei sondaggi, nei focus group e alle urne l'elettorato democratico chiede candidati giovani, estranei alla politica di professione e ostili all'establishment di Washington. Brown è l'esatto contrario: eletto per la prima volta nel 1974, ha passato gran parte degli ultimi trentacinque anni nei corridoi del Congresso. Al tempo stesso è prima di tutto un populista economico e il costo della vita alimenta oggi una spinta a sinistra dentro il partito. Il messaggio che sempre più elettori democratici vogliono sentirsi dire è quello che lui ripete da prima che molti di loro nascessero. Dennis Eckart, ex deputato dell'Ohio e amico di lunga data, ha detto al New York Times che Brown è quello che la maggior parte della gente desidera. "È stato il senatore della cameriera, è stato il senatore dell'operaio", ha detto.
I repubblicani lo descrivono come un uomo del passato, uno che ha già perso una volta e perderà di nuovo perché è troppo a sinistra per il suo Stato. Husted ha definito "patetica" l'operazione. "O è il suo sistema, o è stato un fallimento nel cambiarlo", ha detto al New York Times il senatore, eletto all'assemblea legislativa dell'Ohio nel 2000 e poi segretario di Stato dell'Ohio, la carica che sovrintende alle elezioni, prima di diventare vicegovernatore e di essere nominato al Senato. "Può scegliere quale delle due, ma in un modo o nell'altro è stato un fallimento." Nick Puglia, portavoce del comitato che finanzia le campagne dei repubblicani al Senato, ha detto in una nota che "dopo 32 anni passati a piegare il ginocchio davanti alla sinistra radicale a Washington" Brown "è completamente fuori sintonia con l'Ohio" mentre si batte per aumentare le tasse e dare sussidi pubblici agli immigrati irregolari.
Quest'anno Brown ha deciso di parlare del suo avversario, cosa che di solito non fa. Nei suoi incontri ricorda che Husted ha detto che chi fa fatica non sa come muoversi nel mondo reale e che basterebbe lavorare di più e meglio per guadagnare di più. La frase che giudica più offensiva è quella in cui il senatore repubblicano ha definito "rotta" l'etica del lavoro nel paese. Husted ha risposto che si tratta di "una bugia" e ha detto che Brown "non ha mai lavorato in una fabbrica né fatto un giorno di lavoro manuale in vita sua".
Figlio di un medico e laureato a Yale, Brown è stato eletto deputato all'assemblea dell'Ohio nel 1974, quattro giorni prima di compiere 22 anni. Il giornale della sua città, il Mansfield News Journal, lo descrisse allora come un "liberal" con "il sostegno del sindacato", già attivista per i diritti civili, per l'ambiente e contro la guerra ai tempi del liceo. "Il sistema fa schifo", disse a un cronista.
È stato rieletto nel 1976, nel 1978 e nel 1980. Nel 1982 è diventato segretario di Stato dell'Ohio, è stato riconfermato nel 1986 e ha perso il posto nel 1990. Nel 1992 è entrato alla Camera dei rappresentanti a Washington ed è stato rieletto nel 1994 (l'anno in cui moltissimi democratici persero il seggio) e poi altre cinque volte. Una delle ragioni della sua tenuta è l'opposizione precoce e convinta al NAFTA, l'accordo di libero scambio nordamericano.
Nel libro del 1999 "Congress From the Inside" ha scritto che quell'accordo alimentò rabbia e cinismo tra gli iscritti ai sindacati, che "hanno visto i salari ristagnare, le fabbriche delle loro comunità chiudere e il loro presidente mandare i loro posti di lavoro in Messico". Nel libro del 2004 "Myths of Free Trade: Why American Trade Policy Has Failed" ha preso di mira le élite del paese. "Se i leader delle nostre istituzioni si prendessero il tempo di ascoltare le persone che lavorano con le mani, forse imparerebbero qualcosa sulle ragioni dell'ansia dei lavoratori, sulla disperazione con cui molti guardano al futuro".
I nomi dei suoi due cani riassumono la sua politica: Franklin, come Franklin Delano Roosevelt, e Walter, come Walter Reuther. "Il più grande presidente", ha detto al New York Times, "e il più grande leader sindacale". Per Brown il problema di fondo della politica americana degli ultimi cinquant'anni è che le imprese sono diventate sempre più grandi e forti mentre il lavoro è diventato sempre più piccolo e debole, con lo smantellamento sistematico della Great Society, il programma di riforme sociali di Lyndon Johnson degli anni Sessanta costruito sul New Deal di Roosevelt degli anni Trenta.
La sua vittoria al Senato nel 2018, due anni dopo che il presidente Trump aveva vinto l'Ohio, era stata così improbabile che molti democratici si chiesero se non dovesse candidarsi alla Casa Bianca. Il messaggio non è cambiato da allora. "La storia e la politica sono cicliche", ha detto al New York Times.
In Ohio i democratici hanno una generazione di amministratori giovani: Aftab Pureval, 43 anni, sindaco di Cincinnati, Justin Bibb, 39 anni, sindaco di Cleveland, e Dani Isaacsohn, 37 anni, capogruppo di minoranza alla Camera dello Stato. Quando quest'anno si è aperta la corsa al Senato, nessuno di loro si è fatto avanti. Pureval ha detto al New York Times che da giovane non vorrebbe nessun altro candidato al posto di Brown, perché il costo della vita è il tema di cui si occupa da quando è entrato nella vita pubblica.
Nei suoi comizi Brown ricorda l'ultima cosa importante che ha fatto da senatore, il Social Security Fairness Act, la legge bipartisan che ha contribuito a scrivere per garantire la pensione piena a milioni di dipendenti pubblici. A Steubenville, ex città dell'acciaio sul fiume Ohio a 45 minuti di auto da Pittsburgh, è entrato tra gli applausi nella sede locale del sindacato degli elettricisti. Alle sue spalle c'erano cartelli con scritto "Workers before billionaires", i lavoratori prima dei miliardari, e "Taking on the rigged system", contro il sistema truccato.
"Vedete cosa succede quando le aziende fanno sempre più soldi", ha detto agli iscritti. "I dirigenti sono pagati sempre di più, i profitti sono più grandi, voi lavorate di più, siete più produttivi e i soldi che escono sono più di quelli che entrano." "Ecco perché combattiamo", ha aggiunto. "Ecco perché sono in questa corsa".
Quando si candidò per la prima volta nel 1974, un annuncio elettorale lo presentava come "un cambiamento in meglio". Cinquantadue anni dopo chiede lo stesso genere di cambiamento. Eckart ha ricordato i discorsi che faceva all'assemblea dell'Ohio negli anni Settanta. "Stava reincarnando Roosevelt", ha detto. "Non c'è granché di nuovo".
La sconfitta di John Larson porta a sette il numero dei deputati uscenti battuti alle primarie nel 2026. L’età pesa, ma a decidere sono anche radicamento sul territorio e capacità di incarnare una vera alternativa allo status quo.Redazione (Focus America)
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Avete visto che Instagram ha cambiato il logo? 😍
Peccato che guerre, fame, povertà, crisi climatica siano ancora tutte là fuori.
Quando cominciamo a occuparci anche del mondo che sta andando a pezzi?
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Azure Private Link over IPv6: come raggiungere i servizi PaaS senza più IPv4
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spcnet.it/azure-private-link-o…
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Agent Plugins 1.0: lo standard che rende portabili skill e server MCP tra VS Code, Copilot CLI e SDK
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spcnet.it/agent-plugins-1-0-lo…
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Le primarie democratiche per la Casa Bianca del 2028 cominceranno il 22 gennaio in South Carolina. Lo ha deciso ieri il Democratic National Committee (DNC), l'organo dirigente del Partito Democratico statunitense, riunito ad Austin, in Texas, per il suo meeting estivo. Dopo la South Carolina sarà la volta del Nevada, il 1° febbraio, seguito dal New Hampshire l'8, dal New Mexico il 15, dal Michigan il 22 e dalla Virginia il 29. Tutti e sei gli Stati voteranno prima del Super Tuesday del 7 marzo, la giornata in cui si terranno contemporaneamente le primarie nel maggior numero di Stati.
South Carolina e Nevada si contendevano da mesi il diritto di inaugurare il calendario. I sostenitori di entrambe le candidature presentavano il proprio Stato come il luogo più adatto per mostrare a un Paese scettico un'immagine nuova del partito. La South Carolina ha fatto leva soprattutto sul peso del suo elettorato afroamericano, una componente decisiva della coalizione democratica nazionale e per questo, secondo i suoi dirigenti, meritevole di esprimersi per prima. Nel complesso, la nuova sequenza punta ad assegnare un ruolo maggiore agli elettori neri e latinoamericani nella scelta del candidato alla Casa Bianca.
Primarie democratiche 2028 · Il nuovo calendario
Il Democratic National Committee ha fissato l'ordine dei primi sei Stati: si vota dal 22 gennaio al 29 febbraio 2028, prima del Super Tuesday. L'Iowa resta fuori, il New Hampshire scende al terzo posto.
Grafica di FocusAmerica 15 agosto 2026
Il primo voto
22
gennaio 2028
South Carolina
Per la seconda volta di fila lo Stato apre le primarie del Partito Democratico. Nel 2020 votava per quarto, il 29 febbraio.
6
Stati al voto prima del Super Tuesday
45
giorni dal primo voto al Super Tuesday
3
nuovi ingressi rispetto al 2020
Il calendario
Si comincia di sabato, poi si vota ogni martedì
Dalla South Carolina alla Virginia passano trentotto giorni, e la finestra si chiude nel giorno bisestile. Tocca una data per leggere perché quello Stato è stato scelto.
Giorno di voto Super Tuesday Gennaio e marzo
1. South Carolina, 22 gennaio · 2. Nevada, 1° febbraio · 3. New Hampshire, 8 febbraio · 4. New Mexico, 15 febbraio · 5. Michigan, 22 febbraio · 6. Virginia, 29 febbraio · Super Tuesday, 7 marzo 2028.
Dal 17 gennaio al 12 marzo 2028. Le settimane iniziano di lunedì.
Il confronto
Tre Stati entrano, l'Iowa esce
Nel 2020 la finestra iniziale contava quattro Stati e si apriva il 3 febbraio. Quella del 2028 ne conta sei e comincia dodici giorni prima.
Finestra iniziale 2020
Iowa 3 feb New Hampshire 11 feb Nevada 22 feb South Carolina 29 feb
Finestra iniziale 2028
South Carolina 22 gen Nevada 1° feb New Hampshire 8 feb New Mexico 15 feb Michigan 22 feb Virginia 29 feb
L'Iowa, i cui caucus del 2020 finirono nel caos, resta escluso: nessuno Stato del Midwest apre più il calendario. Il New Hampshire passa dal secondo al terzo posto, ma una legge statale gli impone di votare per primo: lo scontro con il partito nazionale resta aperto.
Chi vive negli Stati che aprono il calendario
Il bacino si allarga, e cambia soprattutto per classe demografica
Quante persone di ciascun gruppo vivono nei sei Stati del 2028, e quante ne vivevano nei quattro del 2020. Dati basati su residenti censiti, non elettori registrati.
Quattro Stati del 2020 Sei Stati del 2028
Persone senza laurea: da 6,3 a 14 milioni. Afroamericani: da 1,8 a 4,6 milioni. Latinoamericani: da 1,8 a 4,2 milioni. Giovani tra 18 e 24 anni: da 1,2 a 2,8 milioni. Veterani e militari: da 0,9 a 2,1 milioni. Asiatici e originari del Pacifico: da 0,5 a 1,4 milioni. Iscritti ai sindacati: da 0,4 a 1,1 milioni. Nativi americani: da 90.000 a 370.000.
Il partito presenta il nuovo calendario come il più diversificato della sua storia e insiste sul peso degli elettori neri e latinoamericani. Ma l'aumento più grande riguarda chi non ha una laurea: sono 7,7 milioni in più rispetto al 2020, il gruppo tra cui i democratici hanno perso più terreno negli ultimi cicli elettorali.
I criteri
Perché il partito ha scelto questi sei Stati
La Commissione Regole e Statuto ha lavorato per mesi su tre parametri dichiarati.
1
Campagne elettorali alla portata anche dei candidati minori
La South Carolina ha uno dei mercati pubblicitari più economici tra gli Stati scelti. In Nevada il mercato televisivo di Reno raggiunge quasi tutti gli elettori che vivono fuori da Las Vegas. South Carolina e New Hampshire sono compatti: spostarsi costa poco.
2
Stati che pesano anche a novembre
Nevada e Michigan sono due Stati in bilico alle presidenziali. New Hampshire, New Mexico, South Carolina e Virginia hanno corse locali combattute e ampie fasce di elettori indecisi.
3
Un elettorato che rappresenta maggiormente il partito
Il DNC vuole che gli elettori neri e latinoamericani, decisivi nella coalizione democratica, si esprimano prima degli altri. La South Carolina ha costruito su questo la propria candidatura a votare per prima.
Chi non rispetta l'ordine rischia sanzioni: gli Stati possono subire multe e perdere delegati, i candidati che fanno campagna fuori sequenza possono essere esclusi dai dibattiti ufficiali del partito.
Fonte Democratic National Committee, delibera del 15 agosto 2026 e comunicato della Commissione Regole e Statuto. I dati sui residenti sono elaborazioni DNC su Census Bureau, Bureau of Labor Statistics e Department of Veterans Affairs. Calendario 2020: Ballotpedia. Grafica: FocusAmerica.
Il partito presenta la nuova prima fase delle primarie come la più diversificata della sua storia. Secondo i dati diffusi dal DNC, nei sei Stati vivono 4,6 milioni di afroamericani, 2,8 milioni in più rispetto a quelli che aprivano il calendario del 2020, e 4,2 milioni di latinoamericani, con un aumento di 2,4 milioni. Cresce anche il numero degli elettori di origine asiatica o provenienti dalle isole del Pacifico, che raggiunge 1,4 milioni, e quello dei nativi americani, pari a 370.000.
L'incremento più consistente riguarda però le persone senza laurea: sono 14 milioni, 7,7 milioni in più rispetto al 2020. Nei sei Stati vivono inoltre 2,8 milioni di giovani tra i 18 e i 24 anni, 1,1 milioni di iscritti ai sindacati e 2,1 milioni tra veterani e militari in servizio. Un altro criterio decisivo è stato il costo della campagna elettorale. Il DNC sostiene che il nuovo calendario consentirà anche ai candidati meno conosciuti o con minori risorse finanziarie di competere nella fase iniziale.
La South Carolina dispone infatti di uno dei mercati pubblicitari meno costosi tra gli Stati selezionati, mentre in Nevada, il mercato televisivo di Reno permette di raggiungere gran parte degli elettori che vivono fuori dall'area di Las Vegas. South Carolina e New Hampshire, infine, sono geograficamente compatti e consentono di limitare le spese per gli spostamenti. Il calendario iniziali comprende anche due Stati chiave potenzialmente decisivi alle presidenziali di novembre, come Nevada e Michigan, mentre in New Hampshire, New Mexico, South Carolina e Virginia sono previste competizioni locali combattute e sono presenti importanti fasce di elettori indecisi.
La scelta conclude un percorso condotto dalla Commissione Regole e Statuto del partito, che ha definito i criteri, raccolto le candidature degli Stati, esaminato le proposte e rivisto il regolamento prima del voto finale, trasmesso in diretta. "Il Comitato ha approvato un calendario che rappresenta davvero il nostro partito e i nostri valori e che ci aiuterà a riconquistare la Casa Bianca nel 2028", ha dichiarato il presidente del DNC, Ken Martin.
Today, at the DNC’s summer meeting in Austin, Texas, the full DNC voted to officially approve the proposed slate of six early states to lead the 2028 presidential nominating calendar, as well as the accompanying rules package.CarmeliJ (Democrats)
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greynerd65
in reply to netzpolitik.org • • •Genau deswegen hab ich die Teile seit Jahren...
Einfach Nein
in reply to netzpolitik.org • • •Jaja, das Kartellamt, jetzt aber mal, was ICH als Verbraucher möchte:
Ich will einfach selbst definieren, welche Daten benutzt werden dürfen. Einmalig, nicht für jede Umfirmierung irgendwelcher Spammer und Scammer. D.h. ich schreibe das auf meine Homepage, advertise.txt oder so.
Der Rest soll illegal sein. Immer. Und natürlich strafbewehrt, nicht Ordnungswidrigkeit. Und immer mit Haftstrafen, denn das sind Finanzakrobaten von Beruf.
Thomas Matern 🇪🇺
in reply to netzpolitik.org • • •diesUndDasMitTassen 🇺🇦
in reply to netzpolitik.org • • •😂 waaas - das Wort Tracking könnte abschreckend sein?! 🥳 Wieso nur.
Das Internet wird immer unanttraktiver. Und die Dienstleistungen darin auch. Mach ich halt was anderes.
Lamb_Borg_Genie
in reply to netzpolitik.org • • •greynerd65
in reply to netzpolitik.org • • •Ist Euch das auch schon aufgefallen?
Zusätzlich zur paywall kommt auf Websites ein Banner von google...
Ist mir vor ca. 4 Wochen das erste Mal aufgefallen.
Hängt das eventuell auch mit dieser "Trackingfreiheit" zusammen?
Ich nutze absolut NICHTS von Google, habt Ihr da vielleicht eine Idee?
Peter König - klar: Antifa 🧩
in reply to netzpolitik.org • • •Für mich wird hier der Teufel mit dem Beelzebub ausgetrieben:
Was Apple als "Dienst an einer exklusiven Kundschaft" vermarktet ist in erster Linie eins: proprietär und intransparent.
Denn über die Loyalität des Konzerns zu seinen Nutzenden kann man religiös streiten - und das Grundproblem übersehen:
In beiden Systemen sind die Nutzer:innen entmündigtes, ohnmächtiges Fußvolk - auch wenn Apple Narrative und Maßnahmen entwickelt hat, damit sich dessen Untertanen besser fühlen.