Il repubblicano Mike Rogers è avanti di quattro punti sul democratico Abdul El-Sayed nella corsa al Senato in Michigan, uno degli Stati da cui passa il tentativo dei democratici di riprendersi la maggioranza a novembre. Un sondaggio di Fox News lo dà al 51% contro il 47% di El-Sayed, un margine che rientra nell'errore statistico della rilevazione, pari a tre punti percentuali.
Il vantaggio di Rogers nasce dalla compattezza del campo repubblicano. Lo sostiene il 96% degli elettori del partito, con il 99% tra chi si riconosce nel movimento MAGA e l'89% tra gli altri.
Sondaggio Fox News · Michigan
Rogers è avanti di quattro punti, ma il Michigan resta in bilico
Il repubblicano Mike Rogers ottiene il 51% e il democratico Abdul El-Sayed il 47% nella corsa al Senato. La distanza rientra nel margine di errore, e nella stessa rilevazione i democratici vincono la corsa per il governatore.
Grafica di FocusAmerica.14 agosto 2026
Se si votasse oggi per il Senato
Abdul El-Sayed
47%
Indecisi
2%
Mike Rogers
51%
Democratico
Repubblicano
50% – pareggio
La fascia chiara indica il margine di errore, pari a 3 punti. Il confine tra i due candidati cade dentro quella fascia: con quattro punti di distanza, il vantaggio di Rogers non è statisticamente sicuro.
Lo stesso giorno, la stessa scheda
Due corse, due vincitori diversi
Gli elettori del Michigan votano a novembre per il Senato e per il governatore. Il sondaggio dà il seggio ai repubblicani e lo Stato ai democratici.
Senato Rogers +4
47%
51%
El-Sayed (D)Rogers (R)
Governatore Benson +5
52%
47%
Benson (D)James (R)
Chi vota due partiti diversi
Sceglie Rogers al Senato e la democratica Benson come governatrice
14%
Sceglie El-Sayed al Senato e il repubblicano James come governatore
5%
Quote sul totale degli elettori di ciascun candidato al Senato. Scala 0–20%.
Da dove nasce il vantaggio
I repubblicani sono compatti, i democratici no
El-Sayed ha vinto le primarie una settimana prima del sondaggio, dopo una campagna molto combattuta, e il suo campo non si è ancora ricompattato.
Quanti votano Rogers
Tutti gli elettori repubblicani
96%
Chi si riconosce nel movimento MAGA
99%
Repubblicani fuori dal movimento MAGA
89%
Quanti votano El-Sayed
Tutti gli elettori democratici
91%
Chi sostiene i Democratic Socialists of America
98%
Democratici estranei alla sinistra socialista e indipendenti
69%
Nella corsa per il governatore, lo stesso gruppo di elettori sceglie la democratica Jocelyn Benson all’81%. La differenza di dodici punti misura quanto El-Sayed deve ancora recuperare dentro il suo campo.
Che cosa muove il voto
Chi pensa all’immigrazione vota Rogers, chi pensa alla sanità vota El-Sayed
Per ogni tema il grafico mostra di quanti punti è avanti il candidato preferito da chi mette quel tema al primo posto.
◄ El-Sayed avantiRogers avanti ►
Inflazione38% degli elettori +10
Quattro elettori su dieci dicono di stare perdendo terreno dal punto di vista economico: tra loro El-Sayed è avanti di 24 punti.
Immigrazione e confini14% degli elettori +82
È il divario più ampio di tutto il sondaggio: chi mette l’immigrazione al primo posto sceglie Rogers quasi in blocco.
Sanità14% degli elettori +47
La sanità è il terreno migliore per El-Sayed, ma pesa quanto l’immigrazione: la indica come priorità un elettore su sette.
Divisioni politiche11% degli elettori +5
Chi indica le divisioni politiche come primo problema si divide quasi a metà, con un vantaggio minimo per El-Sayed.
Tocca un tema per leggere il dettaglio.
Un tema che divide l’elettorato
Gli Stati Uniti devono continuare a dare aiuti militari al governo israeliano?
44%
55%
FavorevoliContrari
Chi è favorevole sceglie Rogers con 45 punti di margine; chi è contrario preferisce El-Sayed di 29.
La scommessa democratica
El-Sayed è indietro, ma i democratici sono più mobilitati
Il vantaggio dei democratici sui repubblicani, in punti percentuali.
+15
sull’interesse per la campagna elettorale
+11
sulla motivazione ad andare a votare
+7
sulla certezza di votare a novembre
Il peso che i due candidati si portano dietro
Considera troppo estreme le posizioni di El-Sayed
54%
Giudica Rogers troppo vicino a Donald Trump
51%
Fonte
Sondaggio Fox News realizzato dal 6 al 10 agosto 2026 da Beacon Research e Shaw & Company Research su un campione di 1.006 elettori registrati del Michigan. Il margine di errore è di 3 punti percentuali sull’intero campione e più alto sui singoli sottogruppi.
El-Sayed ha vinto le primarie democratiche dopo una campagna molto combattuta solo una settimana prima della rilevazione e il suo campo non si è ancora ricompattato del tutto. Lo vota il 91% dei democratici e il 98% di chi sostiene i Democratic Socialists of America, l'organizzazione della sinistra socialista americana, ma la quota scende al 69% tra i democratici estranei a quel mondo e gli indipendenti. Tra gli indipendenti, un sottogruppo ristretto del campione, è leggermente avanti Rogers.
La coalizione di El-Sayed è fatta di elettori di sinistra, elettori neri, residenti delle città e donne laureate. Rogers è più forte tra i conservatori, i cristiani evangelici bianchi, gli elettori delle zone rurali e gli uomini bianchi senza laurea. Gli uomini preferiscono Rogers di 11 punti (55% contro 44%), mentre le donne si dividono quasi a metà, con il 49% a El-Sayed e il 48% a Rogers.
El-Sayed va peggio di Kamala Harris nel 2024 tra gli elettori neri, le donne e i residenti dei sobborghi, mentre Rogers resta sotto i livelli del presidente Donald Trump tra gli elettori sotto i 30 anni e gli indipendenti. Il confronto arriva dalla rilevazione sull'elettorato del Michigan realizzata da Fox News nel 2024. Trump ha vinto lo Stato nel 2016 e nel 2024, entrambe le volte con meno di due punti di margine, mentre Joe Biden lo aveva conquistato nel 2020 con quasi tre punti.
El-Sayed è avanti tra gli elettori più coinvolti: ha 11 punti di vantaggio tra chi si dice estremamente interessato all'elezione, 7 punti tra chi si dice estremamente motivato e 4 punti tra chi dà per certo il proprio voto. I democratici superano i repubblicani di 15 punti sull'interesse per la campagna, di 11 sulla motivazione a votare e di 7 sulla certezza di andare alle urne. Circa tre quarti dei sostenitori di ciascun candidato escludono di cambiare idea e circa due terzi dicono che il loro voto è soprattutto a favore del proprio candidato, non contro l'avversario.
Più della metà dell'elettorato considera troppo estreme le posizioni di El-Sayed (54%) e giudica Rogers troppo vicino a Trump (51%). Il timore attraversa entrambi gli schieramenti: i democratici preoccupati dall'estremismo del loro candidato (30%) sono il doppio dei repubblicani preoccupati dai legami di Rogers con il presidente (14%). Tra gli indipendenti prevale il secondo dubbio, 58% contro 48%.
"L'energia è a sinistra in Michigan, come in tutto il paese, e questo dovrebbe aiutare l'affluenza", ha detto il sondaggista repubblicano Daron Shaw, che realizza i sondaggi di Fox News insieme al democratico Chris Anderson. "Ma il percorso con cui El-Sayed è arrivato alla candidatura ha messo in luce le fratture del partito. Deve rassicurare una platea ampia di democratici del Michigan, compresi i Reagan Democrats, gli elettori ebrei e quelli neri, sul fatto che servirà i loro interessi invece di perseguire un'agenda estremista". I Reagan Democrats sono gli elettori operai di tradizione democratica passati ai repubblicani negli anni Ottanta.
Trump ha un saldo di gradimento negativo di 19 punti nello Stato, con il 40% di giudizi favorevoli e il 59% di contrari. Anche i due candidati al Senato sono sotto zero, con El-Sayed a -13 e Rogers a -6. Lo stesso vale per i partiti: i repubblicani sono a -12, i democratici a -13. Il movimento MAGA è giudicato con più favore rispetto ai Democratic Socialists of America, 40% contro 30%, ma raccoglie anche più ostilità netta: il 45% ne ha un'opinione fortemente negativa, contro il 37% dei socialisti.
L'inflazione è il primo tema della campagna, indicata dal 38% degli elettori. Quattro su dieci dicono di stare perdendo terreno dal punto di vista economico. Seguono l'immigrazione e la sanità, entrambe al 14%, poi le divisioni politiche all'11%.
El-Sayed resta competitivo grazie a chi mette al primo posto l'inflazione, dove è avanti di 10 punti, la sanità (+47) e le divisioni politiche (+5). Chi dà la priorità all'immigrazione sceglie invece Rogers con un margine di 82 punti. Chi si dice in difficoltà economica preferisce El-Sayed di 24 punti.
Il 55% degli elettori del Michigan si oppone alla prosecuzione degli aiuti militari americani al governo israeliano, mentre il 44% è favorevole. Il tema divide il voto in modo netto, perché chi è favorevole sceglie Rogers con 45 punti di margine, mentre chi è contrario preferisce El-Sayed di 29.
Nella corsa per il governatore la democratica Jocelyn Benson è avanti sul repubblicano John James di cinque punti, 52% contro 47%, anche in questo caso entro il margine di errore. La governatrice uscente Gretchen Whitmer non può ricandidarsi per il limite dei due mandati. Benson raccoglie più consensi di El-Sayed tra i democratici estranei alla sinistra socialista e tra gli indipendenti: 81% contro il 69% del candidato al Senato.
Il voto disgiunto, cioè la scelta di candidati di partiti diversi nelle due corse, pesa soprattutto a destra: il 14% di chi vota Rogers al Senato sceglie Benson come governatrice, mentre solo il 5% degli elettori di El-Sayed vota James. Benson ha un saldo di gradimento positivo di 7 punti (49% di giudizi favorevoli e 42% di contrari), James negativo di 3 punti (41% contro 44%). Circa un sostenitore di Benson su cinque e uno di James su quattro dicono di poter ancora cambiare idea.
Il sondaggio è stato realizzato tra il 6 e il 10 agosto su un campione di 1.006 elettori registrati del Michigan, estratti dagli elenchi elettorali dello Stato, sotto la direzione congiunta di Beacon Research, vicina ai democratici, e Shaw & Company Research, vicina ai repubblicani. Le interviste sono state raccolte al telefono, su rete fissa e su cellulare, oppure online dopo l'invio di un messaggio. Il margine di errore è di tre punti percentuali sull'intero campione e più alto sui singoli sottogruppi.
Abdul El-Sayed trails Mike Rogers 47%-51% in the Wolverine State Senate race, but Democrats show higher enthusiasm and engagement ahead of the fall.
Victoria Balara (Fox News)
I Dem puntano a otto seggi repubblicani per riprendersi il Senato
I democratici puntano a strappare ai repubblicani 8 seggi al Senato nelle elezioni di metà mandato di novembre, quelle che a metà del mandato presidenziale rinnovano il Congresso. Sono due in più rispetto a quelli su cui il partito era concentrato finora. Chuck Schumer, leader dei democratici al Senato, ha aggiunto Kansas e Mississippi alla lista delle corse che considera contendibili, mentre per ribaltare la maggioranza servono 4 seggi in più di quelli che i democratici hanno oggi.
In Kansas il pastore Adam Hamilton ha vinto le primarie democratiche e a novembre sfiderà il senatore repubblicano Roger Marshall: nelle primarie sono gli elettori, non i dirigenti dei partiti, a scegliere chi correrà per ciascuno schieramento. Schumer lo ha descritto a Semafor come un "moderato" e ha detto che ha 40 chiese nello Stato e che ogni domenica 100.000 persone ascoltano un suo sermone. "Sono un sacco di persone", ha aggiunto.
In Mississippi il democratico Scott Colom sfida la senatrice Cindy Hyde-Smith in una corsa che Schumer considera ancora improbabile ma non impossibile. Ha detto che Hyde-Smith è "estremamente debole" e che Colom è un "procuratore duro che ha vinto le elezioni in un distretto difficile".
Midterm 2026
La mappa del Senato si allarga
Chuck Schumer porta a otto i seggi repubblicani che i democratici considerano contendibili a novembre, con le new entry Kansas e Mississippi. I repubblicani rispondono a loro volta con quattro obiettivi: gli Stati in bilico sono almeno dodici.
Grafica di FocusAmerica
Il punto di partenza
47 dem 53 rep
Oggi i democratici hanno 47 seggi, in blu. Vincendo i 4 seggi evidenziati al centro arriverebbero a 51 e conquisterebbero la maggioranza.
8
seggi oggi repubblicani nel mirino dei democratici
4
seggi oggi democratici nel mirino dei repubblicani
Il vento spinge a favore dei democratici: secondo Schumer, l’approvazione di Trump è scesa al 34-35 per cento ed è bassa anche negli Stati in bilico.
La mappa delle sfide
I colori indicano chi deve difendere oggi il seggio. Gli Stati con il bordo scuro sono quelli contesi: scegline uno per avere maggiori dettagli sulla sfida di novembre.
Scegli lo Stato14 corse contese
Nel mirino dem (seggio rep) Nel mirino rep (seggio dem) Jolly New entry Altre corse 2026 Nessuna elezione
Fonte: Semafor, intervista a Chuck Schumer (agosto 2026). Abbinamenti delle sfide verificati su AP e NBC News. Le primarie ancora da disputare: Minnesota l’11 agosto, Alaska il 18 agosto, New Hampshire l’8 settembre.
Gli 8 seggi repubblicani nel mirino dei democratici sono in Alaska, Maine, North Carolina, Ohio, Texas, Iowa, Kansas e Mississippi. "Si costruisce così una maggioranza, allargando la mappa. E vorrei costruire una maggioranza che non valga solo per il 2026 ma anche per gli anni successivi", ha detto Schumer in un'intervista di giovedì. "Cerchiamo sempre di allargare la mappa con candidati adatti ai loro Stati."
Tim Scott, presidente del National Republican Senatorial Committee (il comitato che organizza e finanzia le campagne dei repubblicani per il Senato), ha detto questa settimana che il suo partito ha 4 occasioni di conquista, in Michigan, Georgia, New Hampshire e Minnesota. Sommando le due liste, gli Stati contesi sono almeno 12 e il numero può ancora crescere.
Schumer non ha commentato il Montana, dove nessun senatore uscente si ricandida e la corsa può diventare più competitiva se gli avversari del repubblicano Kurt Alme si coalizzano attorno a un solo nome. In Nebraska l'indipendente Dan Osborn prova di nuovo a interrompere la serie di vittorie repubblicane.
Il primo motivo di una mappa così larga è il reclutamento dei candidati. Schumer ha convinto a candidarsi Mary Peltola in Alaska, Sherrod Brown in Ohio e Roy Cooper in North Carolina, tre candidature che ha spinto personalmente.
Il secondo motivo è il clima politico. I numeri dell'approvazione del presidente sono bassi negli Stati in bilico e molto negativi a livello nazionale, mentre la guerra in Iran è diventata "un caos totale" per le persone comuni, ha detto Schumer. Sperava di vedere l'approvazione di Trump "sotto il 40" e ora è al 34 o 35 per cento. "Una parte l'ha fatta Trump da solo. Ma una parte l'abbiamo fatta noi", ha detto. "Mi sento davvero bene sulla riconquista del Senato."
Schumer si aspetta ancora una possibile onda democratica a novembre e attribuisce al suo partito il merito di aver messo in difficoltà il presidente. I democratici hanno portato lo scontro fino allo shutdown (il blocco delle attività federali che scatta quando manca l'accordo sul bilancio) su due temi: l'applicazione delle leggi sull'immigrazione e il costo dell'assistenza sanitaria.
La prossima settimana i democratici hanno un'altra primaria importante in Minnesota, dove si sfidano la vicegovernatrice Peggy Flanagan e la deputata Angie Craig. Schumer ha detto di non avere preferenze tra le due.
Il suo percorso verso il ruolo di leader della maggioranza si è complicato con la sconfitta di due candidati che aveva scelto, alle primarie in Maine e in Michigan. Su Abdul El-Sayed, che ha vinto la primaria democratica per il Senato in Michigan, Schumer ha detto che "ha fatto una gran campagna" e che "Trump è messo davvero male".
I repubblicani leggono quelle due sconfitte come una buona notizia per loro. "Abdul El-Sayed migliora la nostra capacità di tenere il Senato. Penso che Troy Jackson in Maine migliori le nostre possibilità", ha detto Scott a Semafor. "C'è un sacco di gente interessante, affascinante e folle che sembra determinata a farci vincere."
Clicca qui per vedere il nostro modello aggiornato di previsione per le midterm
La proiezione di Focus America sulle elezioni di metà mandato del 2026. Sondaggi, medie e proiezioni aggiornate ogni giorno. Si vota il 3 novembre.
Lorenzo Ruffino (Focus America)
dmaccari
in reply to Volt Italia • • •