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Rifondazione: Entra in vigore il Patto migrazione asilo. Remigrazione in doppiopetto made in UE home.rifondazione.eu/2026/06/1… #Immigrazione

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Mein Text „Die Rückkehr zur Registrierung“ (netzpolitik.org/2026/datenaust…) zur Geschichte und Gegenwart des Datenaustauschs über Menschen mit psychischen Erkrankungen wurde von der Vorjury für den Alternativen Medienpreis 2026 in der Kategorie „Geschichte“ nominiert (alternativer-medienpreis.de/no…). Ich freue mich, dass es die Recherche in die engere Auswahl geschafft hat! ✨
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Il 9 maggio abbiamo portato l’Unione Europea nelle città, nelle piazze, tra le persone.
Ora quella stessa energia arriva a Bratislava, all’Assemblea Generale di Volt Europa, per eleggere il nuovo Consiglio direttivo europeo.
Perché l’Europa Federale non può più aspettare: va costruita, pezzo per pezzo, anche con una leadership all’altezza in Volt Europa.

Da Bologna, Modena, Parma, Milano, Torino, dal Lago Trasimeno fino al cuore dell’Europa centrale: Bratislava, Volt Italia sta arrivando! ⚡️

#UnioneEuropea #Bratislava #EuropaUnita #PoliticaEuropea #DemocraziaEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Belfast, il Labour accusa Musk di alimentare le violenze anti immigrati: "E' in malafede"


Roghi e proteste anti-immigrazione dopo l'accoltellamento che ha ferito gravemente un uomo. Il partito al governo nel Regno Unito accusa il proprietario di X di aver rilanciato gli appelli alle proteste di piazza da parte dell'estrema destra.

Il Labour Party, il partito al governo nel Regno Unito, accusa Elon Musk di aver alimentato le tensioni dopo le violenze esplose a Belfast in seguito a un accoltellamento che ha ridotto un uomo in gravi condizioni. Per tutta la notte delle proteste il miliardario ha rilanciato sulla sua piattaforma X messaggi e appelli a scendere in piazza in risposta all'aggressione.

Le autorità hanno incriminato per tentato omicidio un uomo di origine sudanese di 30 anni, titolare di un permesso di soggiorno nel Regno Unito valido fino al 2028. L'uomo è comparso ieri davanti al Belfast Magistrates' Court, che ne ha disposto la custodia cautelare. La sera di martedì i disordini hanno travolto la città: manifestanti anti-immigrazione hanno dato fuoco a veicoli e proprietà, costringendo alcune persone a fuggire dalle proprie case.

Le accuse del Labour a Musk


La presidente del Labour, Anna Turley, ha dichiarato a Times Radio che le piattaforme online stanno "giocando un ruolo nell'alimentare" i disordini e ha indicato Musk come uno degli "attori in malafede" che stanno fomentando apertamente le tensioni. "Spesso si trovano a molte, molte miglia di distanza. Per loro è facile fomentare queste situazioni", ha detto.

"Ma lui non vive nelle comunità dove vediamo questo tipo di attività. Non è lui a rischiare. A rischiare sono le madri, le famiglie e le persone che vivono in quelle case a Belfast e nelle strade della Gran Bretagna".


Musk ha condiviso su X elenchi di luoghi dove si stavano svolgendo le proteste violente, pubblicati anche dall'attivista di estrema destra Tommy Robinson, e ha rilanciato un post del leader di Restore Britain, Rupert Lowe, che recitava: "Milioni di persone devono andarsene", accompagnato da un fotogramma del video dell'accoltellamento. Robinson, il cui vero nome è Stephen Yaxley-Lennon, ha pubblicato ripetutamente messaggi sui disordini: "Le attività straniere vengono distrutte a Belfast", ha scritto, mentre le case sospettate di ospitare richiedenti asilo "vengono devastate dai residenti arrabbiati".

"Staccatevi dalle tastiere"


La ministra della Giustizia dell'Irlanda del Nord, Naomi Long, ha invitato gli agitatori presenti sui social a "staccarsi dalle tastiere". Parlando al programma Today di BBC Radio 4, Long ha puntato il dito su quelle persone che "fino a ieri avrebbero faticato a trovare Belfast su una mappa geografica" accusandole di "strumentalizzare la paura autentica" provocata dall'accoltellamento.

"Se cacci le persone dalle loro case solo per il colore della loro pelle, non puoi chiamarlo in nessun altro modo che razzismo".


A destare allarme è stata anche la circolazione di messaggi minacciosi su WhatsApp. Uno di questi, diffuso durante la notte, invitava gli uomini maggiorenni a "vestirsi di scuro ed essere pronti a combattere o a farsi arrestare". Turley ha condannato tutto questo senza esitazioni: "Quel tipo di messaggio è più che irresponsabile, è pericoloso".

A seguito delle devastazioni seguite alle proteste, anche il leader dei liberaldemocratici all'opposizione, Ed Davey, ha denunciato su X gli algoritmi che amplificano i contenuti estremisti:

"Troppo spesso vediamo estremisti sfruttare la rabbia e il dolore delle persone per diffondere odio e violenza, con l'aiuto di algoritmi divisivi sui social media. Tutto questo deve finire".

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Die EU-Institutionen verhandeln zentrale Aspekte der Chatkontrolle. Rat und Parlament streiten, ob Internet-Dienste alle Nutzer freiwillig scannen dürfen oder verdächtige Nutzer verpflichtend scannen müssen. Wir veröffentlichen eingestufte Verhandlungsdokumente. netzpolitik.org/2026/interne-d…
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Die EU-Institutionen verhandeln zentrale Aspekte der Chatkontrolle. Rat und Parlament streiten, ob Internet-Dienste alle Nutzer freiwillig scannen dürfen oder verdächtige Nutzer verpflichtend scannen müssen. Wir veröffentlichen eingestufte Verhandlungsdokumente. netzpolitik.org/2026/interne-d…
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Trump nomina Jay Clayton a capo dell'intelligence dopo le critiche su Pulte


Il procuratore federale di Manhattan ed ex presidente della SEC sostituirà Tulsi Gabbard, ma la nomina non sblocca il rinnovo di un programma di sorveglianza in scadenza venerdì.

Il presidente Donald Trump ha annunciato giovedì 11 giugno che nominerà Jay Clayton come nuovo direttore dell'intelligence nazionale, la carica che coordina i diciotto servizi segreti degli Stati Uniti, tra cui la CIA e la NSA, l'agenzia che si occupa di sorveglianza elettronica. La scelta arriva dopo oltre una settimana di polemiche sulla decisione di affidare lo stesso incarico, in via temporanea, a Bill Pulte, un alto funzionario federale del settore immobiliare senza alcuna esperienza nei servizi segreti.

Clayton è il procuratore federale per il distretto sud di New York, l'ufficio che comprende Manhattan ed è considerato uno dei più potenti del sistema giudiziario americano. Durante il primo mandato di Trump è stato presidente della Securities and Exchange Commission, l'autorità che vigila sui mercati finanziari, dove si era costruito una reputazione di moderato vicino al mondo delle imprese. Ha 59 anni e prima di entrare nell'amministrazione era socio dello studio legale Sullivan & Cromwell, specializzato in fusioni societarie. La sua biografia ufficiale non registra alcun trascorso nell'intelligence né una particolare esperienza di sicurezza nazionale, un requisito previsto dalla legge che ha istituito la carica di direttore dopo gli attentati dell'11 settembre 2001.

Per assumere l'incarico Clayton dovrà essere confermato dal Senato. La commissione per l'intelligence ha già fissato l'audizione di conferma per il 17 giugno, un calendario rapido che potrebbe portarlo presto al via libera. Sulla sua piattaforma Truth Social, Trump ha invitato i senatori a confermarlo il prima possibile, scrivendo che poche persone nel mondo legale sono rispettate quanto Clayton.

Trump ha scelto di affidare la guida provvisoria dell'agenzia proprio a Pulte, che dal 19 giugno prenderà il posto di Tulsi Gabbard, in uscita dall'incarico. Pulte mantiene la direzione della Federal Housing Finance Agency, l'ente federale che vigila sul credito immobiliare, e la presidenza dei gruppi che garantiscono i mutui Fannie Mae e Freddie Mac. Non ha esperienza nei servizi segreti e nell'ultimo anno si è fatto conoscere come un fedelissimo schierato contro gli avversari del presidente. Le critiche al suo nome sono arrivate sia dai democratici sia dai repubblicani, che lo giudicano inadatto a coordinare l'intelligence del paese.

L'appuntamento più urgente che la vicenda ha bloccato è il rinnovo della sezione 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act, una delle norme di sorveglianza più potenti a disposizione del governo, che scade venerdì. La sezione 702 permette ai servizi americani di chiedere alle compagnie di telecomunicazioni, senza un'autorizzazione del giudice, i messaggi, le email e i dati dei cellulari di stranieri che si ritiene si trovino all'estero, per poi conservarli in un enorme archivio. Giovedì la Camera dei rappresentanti ha respinto con 198 voti contro 218 una proroga di tre settimane e i suoi membri hanno lasciato Washington fino al 23 giugno.

I democratici hanno rifiutato di fornire i voti necessari al rinnovo finché Trump non ritirerà Pulte dall'incarico temporaneo. Al Senato i repubblicani hanno una maggioranza di 53 seggi contro 47 e per superare la soglia dei 60 voti richiesti dalla legge servono almeno sette democratici. "Pulte deve andarsene. Non può ricoprire il ruolo di direttore dell'intelligence. La nostra sicurezza nazionale è troppo importante", ha detto il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer.

Mark Warner, il principale esponente democratico nella commissione per l'intelligence del Senato, ha definito Clayton "un servitore pubblico capace", ma ha chiesto una garanzia esplicita che Pulte non sia a capo dell'agenzia nemmeno nella fase di passaggio. In alternativa, ha detto, dovrebbe restare al suo posto Gabbard oppure assumere l'interim il vice direttore principale già confermato dal Senato. Warner ha anche contestato i tempi della scelta, fatta solo dopo che la Camera aveva lasciato la capitale, e ha definito Pulte "una minaccia per la sicurezza nazionale".

Pulte ha già usato il suo attuale incarico per colpire avversari politici del presidente: si è servito di dati riservati sui mutui per avviare indagini per frode contro la procuratrice generale di New York Letitia James, il senatore Adam Schiff e altri, accuse che non hanno mai portato a incriminazioni. I democratici temono che possa fare lo stesso con le informazioni dei servizi segreti e usare il nuovo ruolo per alimentare la tesi, mai dimostrata, secondo cui Trump avrebbe perso le elezioni del 2020 a causa di brogli. Il presidente ha intanto chiesto a Pulte di avviare subito un taglio del personale dell'ufficio: quando si è insediato per il secondo mandato, nel gennaio 2025, l'agenzia contava circa 1.800 dipendenti, poi ridotti di quasi il 30 per cento da Gabbard.

A raccomandare Clayton è stato il direttore della CIA John Ratcliffe, come riferito da Reuters, dopo che il presidente gli aveva chiesto chi dovesse sostituire Gabbard. Sempre Reuters aveva rivelato nel novembre 2024 che Clayton, nei colloqui per entrare nell'amministrazione, aveva manifestato l'interesse a dirigere proprio la CIA. La sua nomina a procuratore di Manhattan non era mai stata confermata dal Senato: nell'aprile 2025 Schumer ne aveva bloccato il via libera sfruttando una prerogativa riservata ai senatori dello stato interessato. Trump lo aveva allora nominato in via provvisoria.

Come procuratore di Manhattan, Clayton ha seguito alcuni dei processi penali più importanti del paese: dal caso contro l'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, catturato a gennaio dai militari americani e accusato di traffico di droga, alle accuse contro il comandante di una milizia sostenuta dall'Iran per aver pianificato attacchi contro obiettivi ebraici negli Stati Uniti, tra cui una sinagoga di New York. La sua procura ha anche gestito gran parte della revisione dei documenti sul caso del finanziere Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali.

Da quando ha assunto l'incarico, nell'aprile 2025, Clayton ha tenuto un profilo basso ma ha più volte giocato a golf e frequentato il presidente, anche nella residenza di Mar-a-Lago in Florida, come ricostruito dal New York Times. Nelle ultime settimane ha preso pubblicamente le parti di Trump sui presunti brogli elettorali: in un'intervista alla CNBC ha detto che gli Stati Uniti stanno facendo un pessimo lavoro sull'integrità del voto e che gli americani "hanno ragione a porsi domande", pur precisando di non sostenere che ci siano stati brogli. Era già stato criticato negli ambienti giudiziari per non aver protestato contro il licenziamento di Maurene Comey, una stimata magistrata del suo ufficio e figlia dell'ex direttore dell'FBI James Comey.

Tra i repubblicani la nomina è stata accolta con favore. Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha detto che Clayton ha "un'ottima reputazione" e proverà a farlo confermare il più rapidamente possibile, pur ammettendo di non essere stato avvertito in anticipo dalla Casa Bianca. Anche diversi democratici potrebbero sostenere una conferma veloce, se servisse a togliere Pulte dall'incarico temporaneo. Ma con i parlamentari ormai fuori dalla capitale, il rinnovo del programma di sorveglianza resta in stallo.

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La rassegna stampa di venerdì 12 giugno 2026


Trump annuncia l'intesa con l'Iran ma Teheran frena, Jay Clayton scelto come capo dell'intelligence, SpaceX raccoglie 75 miliardi nella più grande IPO della storia e la Corte suprema blocca l'esecuzione con il gas azoto in Alabama

Questa è la rassegna stampa di venerdì 12 giugno 2026

Trump annuncia un'intesa di pace con l'Iran, ma Teheran frena


Donald Trump ha annunciato di aver raggiunto un memorandum d'intesa con l'Iran che prevede l'estensione del cessate il fuoco per 60 giorni, la riapertura dello Stretto di Hormuz e l'avvio di un negoziato sul programma nucleare, con un alleggerimento delle sanzioni legato al rispetto degli impegni. Il presidente ha parlato di una "grande risoluzione" e prevede una cerimonia di firma a Ginevra nei prossimi giorni, mediata da Qatar e Pakistan, ma il ministero degli Esteri iraniano ha replicato che Teheran "non ha ancora preso una decisione finale" e l'accordo deve ancora ottenere il via libera della guida suprema Mojtaba Khamenei.

Fonti: Axios, New York Times, Semafor

Jay Clayton nominato direttore della National Intelligence


Il presidente ha indicato Jay Clayton, attualmente procuratore federale del distretto Sud di New York ed ex presidente della Securities and Exchange Commission, come prossimo direttore della National Intelligence, dopo le polemiche generate dalla precedente ipotesi di affidare l'incarico all'imprenditore Bill Pulte. La nomina arriva in un momento delicato per l'intelligence statunitense, mentre al Congresso resta aperto lo scontro sul rinnovo della legge sulla sorveglianza estera FISA 702 e i democratici chiedono garanzie che Pulte non assuma comunque la guida ad interim dell'agenzia.

Fonti: New York Times, ABC News, The Guardian

SpaceX raccoglie 75 miliardi di dollari nella più grande IPO della storia


L'azienda spaziale di Elon Musk ha fissato il prezzo dell'offerta pubblica iniziale a 135 dollari per azione, raccogliendo 75 miliardi di dollari e portando la valutazione complessiva a circa 1.770 miliardi di dollari, la più grande quotazione in borsa di sempre. L'operazione potrebbe rendere Musk il primo individuo al mondo a superare i mille miliardi di dollari di patrimonio, anche se diversi analisti hanno sollevato dubbi sulla sostenibilità di una valutazione così elevata e sull'assenza di investitori cinesi nel collocamento.

Fonti: BBC News, New York Times, Axios

La Corte suprema blocca l'esecuzione dell'Alabama con il gas azoto


La Corte suprema degli Stati Uniti ha bloccato l'esecuzione di Jeffery Lee, condannato a morte in Alabama, impedendo allo Stato di utilizzare il gas azoto come metodo. La decisione, non firmata, salva per ora il detenuto e potrebbe aprire la strada a una battaglia legale più ampia sul nuovo metodo di esecuzione, già al centro di forti critiche per il modo in cui si sono svolti i casi precedenti.

Fonti: New York Times, BBC News, NPR

Una corte d'appello salva il dazio globale del 10% imposto da Trump


Una corte federale d'appello ha stabilito che il dazio globale del 10% introdotto da Trump è probabilmente legittimo e può restare in vigore fino alla sentenza definitiva. Il presidente aveva imposto la nuova misura dopo che la Corte suprema aveva invalidato i precedenti dazi emergenziali per aver ecceduto i suoi poteri, e un tribunale del commercio internazionale aveva bocciato anche il nuovo provvedimento il mese scorso.

Fonti: The Hill

La Camera blocca il rinnovo della legge sulla sorveglianza FISA 702


La Camera dei rappresentanti ha bloccato la proroga della Sezione 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act, considerata dall'intelligence statunitense uno degli strumenti più importanti per la sicurezza nazionale. I democratici hanno legato la propria opposizione alla richiesta di una garanzia formale che Bill Pulte non assuma il ruolo di direttore facente funzioni della National Intelligence, mentre lo speaker repubblicano Mike Johnson ha parlato di una scelta "sconcertante" che mette a rischio le capacità di spionaggio del Paese.

Fonti: The Guardian, The Hill, Wall Street Journal

Il consiglio del Kennedy Center fa appello contro la rimozione del nome di Trump


Il consiglio di amministrazione del Kennedy Center di Washington, interamente nominato dallo stesso Trump, ha deciso di fare appello contro l'ordine del giudice federale Christopher Cooper che imponeva la rimozione del nome del presidente dalla facciata del centro culturale entro venerdì. Il giudice aveva stabilito a maggio che il consiglio aveva "superato i propri limiti statutari" rinominando unilateralmente l'istituzione, mentre il nome era già stato cancellato dal sito e dai canali social del centro.

Fonti: New York Times, The Hill, Axios

L'amministrazione progetta di espellere iraniani e afghani verso l'Africa centrale


L'amministrazione Trump sta lavorando a un nuovo accordo per espellere richiedenti asilo iraniani e altri migranti verso la Repubblica Centrafricana, Paese segnato da una persistente instabilità e violenza, e un piano parallelo prevede l'invio di cittadini afghani nella Repubblica Democratica del Congo. Un gruppo di parlamentari democratici al Congresso ha chiesto al governo di fermare l'operazione sugli afghani, denunciando rischi umanitari e potenziali violazioni del diritto internazionale.

Fonti: Fox News, The Guardian

Trump blocca i fondi federali all'agenzia per i senzatetto di Los Angeles


L'amministrazione Trump ha sospeso i finanziamenti federali alla Los Angeles Homeless Services Authority, citando casi di spese non documentate da parte dell'agenzia che gestisce gli interventi per chi vive per strada nella contea californiana. La sindaca democratica Karen Bass ha avvertito che "ci saranno persone che perderanno la vita" a causa del blocco, in una delle città degli Stati Uniti dove la crisi dei senzatetto è più acuta.

Fonti: New York Times

Il Servizio postale propone di non recapitare le schede negli Stati che non condividono i dati elettorali


Lo United States Postal Service ha presentato una proposta che consentirebbe di bloccare la consegna delle schede per il voto per corrispondenza negli Stati che non comunicheranno al governo federale i propri dati elettorali. La mossa rientra nella più ampia stretta dell'amministrazione Trump sull'amministrazione del voto e potrebbe avere conseguenze rilevanti già a partire dalle elezioni di medio termine di novembre, in particolare negli Stati a guida democratica.

Fonti: New York Times

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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✨ RoguePlanet: il quinto zero-day di Nightmare Eclipse trasforma Microsoft Defender in un vettore di escalation a SYSTEM
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/roguep…

@informatica


RoguePlanet: il quinto zero-day di Nightmare Eclipse trasforma Microsoft Defender in un vettore di escalation a SYSTEM


Ore dopo che Microsoft ha distribuito il Patch Tuesday di giugno 2026 — correggendo tra l’altro due zero-day dello stesso ricercatore — Nightmare Eclipse ha rilasciato pubblicamente RoguePlanet, un nuovo exploit che sfrutta una race condition in Microsoft Defender per elevare i privilegi a SYSTEM su sistemi completamente patchati. Il gesto è l’ultimo atto di una guerra a distanza tra il ricercatore e Redmond su pratiche di divulgazione e bug bounty, e solleva interrogativi scomodi sulla gestione delle vulnerabilità da parte della più grande azienda di software al mondo.

La saga Nightmare Eclipse: cinque zero-day, una disputa irrisolta


RoguePlanet è il quinto exploit zero-day pubblicamente rilasciato da Nightmare Eclipse negli ultimi mesi, dopo BlueHammer, RedSun, GreenPlasma e YellowKey. I precedenti exploit hanno colpito Microsoft Defender, BitLocker e componenti core di Windows; GreenPlasma e YellowKey sono stati corretti proprio nel Patch Tuesday del 9 giugno 2026.

Il ricercatore sostiene che Microsoft abbia sistematicamente rimosso i repository GitHub e GitLab che ospitavano i PoC, costringendolo a creare una piattaforma self-hosted (projectnightcrawler.dev). Microsoft ha risposto nel maggio 2026 con un comunicato del MSRC in cui avvertiva che avrebbe collaborato con le autorità in caso di “attività dannose che causano reale danno ai clienti” — una formulazione che la comunità della sicurezza ha ampiamente interpretato come una velata minaccia legale verso il ricercatore. L’effetto è stato controproducente: la tensione si è intensificata, e RoguePlanet ne è la diretta conseguenza.

Meccanica dell’exploit: dalla RCE alla LPE via Defender


RoguePlanet nasce originariamente come vulnerabilità di Remote Code Execution. L’idea iniziale sfruttava il modo in cui Microsoft Defender gestisce file ospitati su share SMB remoti: un attaccante poteva indurre una vittima ad aprire un file .vhd(x) su un server SMB controllato, ottenendo che Defender sovrascrivesse i propri file — con conseguente RCE.

A metà maggio 2026, Microsoft ha effettuato un hardening silenzioso dell’API mpengine!SysIO*, bloccando gli attacchi basati su junction point. Il ricercatore ha dovuto riscrivere l’exploit da zero, riuscendo a preservare solo la componente di Local Privilege Escalation. Nella forma attuale:

  • L’exploit sfrutta una race condition nella logica di processing interno di Defender.
  • Un utente non privilegiato reindirizza un’operazione su file eseguita da Defender (che gira come SYSTEM) verso codice controllato dall’attaccante.
  • Il risultato è l’apertura di un command prompt con privilegi SYSTEM — la shell più privilegiata su Windows.
  • La percentuale di successo è variabile: il ricercatore riporta “100% su alcune macchine, meno su altre”, essendo una race condition dipendente dal timing.

ThreatLocker ha confermato la riproducibilità dell’exploit su Windows 11 con la patch KB5094126 installata. Il CEO Danny Jenkins ha dichiarato a BleepingComputer: “La nostra analisi iniziale conferma che l’exploit RoguePlanet è valido e funziona come descritto. Le organizzazioni che utilizzano application allowlisting possono prevenire l’esecuzione dell’exploit.”

Sistemi affetti e stato attuale


Al momento della pubblicazione di questo articolo, non esiste una patch ufficiale Microsoft per RoguePlanet. I sistemi vulnerabili includono:

  • Windows 11 (build Official e Canary) con gli aggiornamenti di giugno 2026 installati
  • Windows 10 con gli aggiornamenti di giugno 2026 installati

Non sono stati rilevati casi di sfruttamento attivo in the wild al momento della scrittura. Tuttavia, l’exploit è pubblicamente disponibile su un repository self-hosted, il che abbassa significativamente la barriera per attori motivati.

Il paradosso della divulgazione: quando il vendor diventa il problema


La vicenda Nightmare Eclipse tocca un nervo scoperto dell’ecosistema della sicurezza: cosa succede quando un vendor di dimensioni planetarie risponde ai ricercatori indipendenti con minacce legali anziché con correzioni tempestive e riconoscimento equo?

Il modello di coordinated disclosure — già fragile — mostra le sue crepe: il ricercatore ha seguito le procedure inizialmente, ma la risposta di Microsoft (rimozione dei repository, silenzio sul bug bounty, comunicato quasi legalistico) ha spinto verso la full disclosure non coordinata. Il risultato è una serie di zero-day pubblici su uno dei sistemi operativi più diffusi al mondo, senza patch disponibili.

Va notato che la comunità della sicurezza rimane divisa: alcuni vedono Nightmare Eclipse come un ricercatore che agisce nell’interesse pubblico esponendo pratiche scorrette; altri ritengono che rilasciare exploit senza patch metta in pericolo utenti comuni. La verità è che entrambe le posizioni hanno una base legittima — e che il vero problema risiede nel comportamento di Microsoft.

Indicatori e due righe per i difensori


In assenza di patch, le misure di mitigazione disponibili sono:

  • Application allowlisting: come confermato da ThreatLocker, blocca l’esecuzione del payload. Soluzioni come Windows Defender Application Control (WDAC) o AppLocker possono essere efficaci.
  • Principio del minimo privilegio: l’exploit richiede l’esecuzione di codice come utente locale. Ridurre la superficie d’attacco limitando i diritti degli utenti finali.
  • Monitoraggio dei processi sospetti: alert su processi figlio spawned da MsMpEng.exe (il processo principale di Defender) con privilegi elevati.
  • EDR e XDR: monitorare comportamenti anomali legati a race condition sulle operazioni di file di Defender.


# Processo da monitorare
MsMpEng.exe → cmd.exe / powershell.exe (child process con TOKEN SYSTEM)
# Percorsi sensibili coinvolti
C:\ProgramData\Microsoft\Windows Defender\*
mpengine!SysIO* API calls con reindirizzamento anomalo
# Fonti di intelligence
projectnightcrawler.dev (self-hosted repo Nightmare Eclipse)
CVE: non ancora assegnato al momento della pubblicazione

La storia di RoguePlanet non è semplicemente quella di un exploit: è il sintomo di un ecosistema della vulnerability disclosure sotto pressione, in cui le dinamiche di potere tra vendor e ricercatori indipendenti producono rischi reali per tutti gli utenti Windows. Seguiremo gli sviluppi.

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✨ WhatsApp vs NSO Group: violata l’ingiunzione del tribunale, spearphishing contro gli utenti nonostante il divieto
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/whatsa…

@informatica


WhatsApp vs NSO Group: violata l’ingiunzione del tribunale, spearphishing contro gli utenti nonostante il divieto


WhatsApp ha presentato una richiesta di contempt order al tribunale federale contro NSO Group, accusando la società israeliana di spyware di aver continuato a colpire gli utenti della piattaforma nonostante un’ingiunzione permanente emessa in ottobre che le vietava esplicitamente di farlo. La vicenda riapre il dibattito sul mercato degli spyware commerciali e sull’efficacia degli strumenti legali contro chi li produce.

Il Contesto: sette anni di battaglia legale


La storia tra WhatsApp e NSO Group inizia nell’ottobre 2019, quando la piattaforma di Meta ha citato in giudizio la società israeliana per aver sfruttato una vulnerabilità del servizio per installare il suo spyware Pegasus su circa 1.400 dispositivi di attivisti per i diritti umani, giornalisti e dissidenti in tutto il mondo attraverso attacchi zero-click. Bastava che il bersaglio ricevesse una chiamata WhatsApp — anche senza risponderla — per compromettere il dispositivo.

Il procedimento giudiziario si è concluso con una vittoria storica per WhatsApp: nel maggio 2026 una giuria ha inizialmente assegnato 167 milioni di dollari di danni punitivi, successivamente ridotti a 4,4 milioni dal giudice federale che presiedeva il caso. A ottobre 2025, lo stesso giudice ha emesso un’ingiunzione permanente che vietava a NSO di utilizzare WhatsApp come vettore d’attacco.

NSO aveva risposto all’ingiunzione dichiarando che avrebbe potuto “mettere a rischio l’intera impresa NSO” e “costringere NSO a chiudere i battenti”, mentre il giudice respingeva le sue richieste di sospensione dell’ordine. La società ha presentato appello a novembre 2025, con un procedimento ancora in corso.

Le nuove violazioni: spearphishing in spregio al tribunale


Nonostante l’ingiunzione, WhatsApp ha rilevato nuova attività malevola attribuita a NSO Group dopo che utenti hanno segnalato comportamenti sospetti. Secondo il blog post pubblicato da Meta l’8 giugno 2026, gli attacchi avrebbero usato tecniche di social engineering per indurre gli utenti a cliccare su link malevoli verso siti web esterni fuori da WhatsApp, una metodologia simile alle campagne di 1-click phishing già in precedenza collegate a NSO.

La tecnica rappresenta un’evoluzione rispetto agli attacchi zero-click del 2019: non sfruttando più una vulnerabilità tecnica della piattaforma (impossibile dopo le patch e l’ingiunzione), NSO avrebbe adottato un approccio di spearphishing che richiede l’interazione dell’utente ma aggira il divieto tecnico di sfruttamento diretto dell’app. NSO avrebbe anche creato account e gruppi test su WhatsApp che la piattaforma ha rimosso.

WhatsApp ha condiviso pubblicamente gli indicatori di compromissione associati alle campagne e incoraggia gli utenti a verificare se siano stati bersaglio di metodi di social engineering collegati a NSO su più piattaforme, inclusi SMS ed email.

Le implicazioni: NSO sotto nuova proprietà, stessa operatività


Un elemento di contesto importante: lo scorso anno un gruppo di investitori americani ha acquisito NSO Group con l’ambizione dichiarata di rientrare nel mercato statunitense, da cui la società era stata di fatto esclusa dopo l’inserimento nella Entity List del Dipartimento del Commercio USA nel novembre 2021. L’acquisizione non sembra aver cambiato le pratiche operative della società.

Il mercato degli spyware commerciali continua a operare in una zona grigia normativa: i produttori si definiscono fornitori di strumenti legittimi per forze dell’ordine e intelligence, mentre le evidenze mostrano sistematicamente usi contro giornalisti, attivisti e dissidenti politici. Casi come quello di NSO Group dimostrano che anche quando una corte impone restrizioni operative esplicite, la compliance può essere ignorata.

La richiesta di contempt: cosa succede adesso


Con la richiesta di contempt of court, WhatsApp chiede al tribunale di sanzionare NSO per aver violato l’ingiunzione permanente di ottobre. Se il giudice dovesse riconoscere la violazione, NSO potrebbe essere soggetta a sanzioni finanziarie aggiuntive e a misure coercitive più severe, con potenziale impatto sull’appello ancora pendente.

Il caso stabilisce un precedente rilevante per l’intero settore dello spyware commerciale: per la prima volta un’azienda tecnologica è riuscita a ottenere non solo una vittoria risarcitoria ma un’ingiunzione permanente di portata operativa contro un vendor di sorveglianza. La risposta del tribunale alla presunta violazione di quell’ingiunzione determinerà se tali strumenti legali abbiano effettiva capacità deterrente.

Indicatori e raccomandazioni


WhatsApp ha pubblicato indicatori di minaccia collegati alle campagne di NSO. Chi ritiene di poter essere un bersaglio ad alto rischio — giornalisti, attivisti, operatori umanitari, funzionari governativi — dovrebbe:

  • Verificare i propri dispositivi con strumenti come Mobile Verification Toolkit (MVT) di Amnesty International, che analizza artefatti forensi associati a Pegasus
  • Trattare con massima sospetto qualsiasi link ricevuto su WhatsApp che rimandi a siti esterni, soprattutto da contatti non verificati o messaggi non attesi
  • Controllare i propri account WhatsApp per rilevare accessi da dispositivi o sessioni non riconosciute
  • Monitorare i threat indicators pubblicati da WhatsApp/Meta per verificare la presenza di domini o IP associati alle campagne negli access log dei propri sistemi

Il caso NSO-WhatsApp non è solo una vicenda legale tra due aziende: è uno dei fronti principali della battaglia globale per definire i limiti dell’industria dello spyware commerciale e la responsabilità legale dei suoi protagonisti.


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L'influenza culturale di Trump sta cedendo


Dai fischi al Madison Square Garden agli artisti che si ritirano dai concerti per il 250esimo, passando per podcasters delusi e atleti imbarazzati: l'influenza culturale di Trump si sta indebolendo

I tifosi dei New York Knicks hanno sommerso di fischi il presidente Trump quando è apparso sul maxischermo del Madison Square Garden durante Gara Tre delle finali NBA. "È ridicolo che sia venuto a questa partita", ha detto l'analista ESPN Stephen A. Smith, lamentando i controlli di sicurezza rafforzati e le lunghe code che la presenza presidenziale ha creato attorno allo stadio. New York è una roccaforte democratica e un'accoglienza ostile era prevedibile, ma l'episodio è il sintomo di un fenomeno più ampio: secondo il Wall Street Journal, l'influenza culturale del presidente mostra segni di cedimento su più fronti.

Il momento di massimo splendore culturale di Trump era arrivato attorno al suo secondo insediamento. La star country Carrie Underwood aveva cantato alla cerimonia, dopo che il rapper Snoop Dogg si era esibito a una delle feste inaugurali. Podcaster e influencer che lo avevano spinto verso la Casa Bianca lo osannavano senza riserve, mentre atleti professionisti festeggiavano le giocate con la "Trump shuffle", un balletto mimico diventato virale.

Ora diversi artisti si sono ritirati da una serie di concerti per il 250esimo anniversario degli Stati Uniti organizzata da Freedom 250, un gruppo vicino al presidente, per preoccupazioni legate ai suoi legami politici. La presa di Trump sul John F. Kennedy Center for the Performing Arts ha incontrato un ostacolo: il mese scorso un giudice ha ordinato di rimuovere il suo nome dal centro e ha bloccato il piano di chiuderlo per ristrutturazione. Il presidente ha fatto un passo indietro, dicendo che avrebbe lasciato il centro al Congresso.

Dopo la defezione degli artisti, Trump ha deciso di fare da headliner all'evento di apertura, cancellando il resto della lineup. Su Truth Social ha scritto di essere "l'uomo che attira un pubblico molto più grande di Elvis ai suoi tempi d'oro e lo fa senza una chitarra".

I sondaggi registrano un calo di popolarità del presidente e crescono le preoccupazioni per la sua gestione dell'economia. Diversi podcaster di peso che lo avevano sostenuto con entusiasmo hanno preso le distanze per la guerra in Iran e per il modo in cui l'amministrazione ha gestito i documenti su Epstein, tra le altre questioni.

"Non riesco a immaginare di andare là fuori a cantare 'Easy like Sunday morning' praticamente a un raduno MAGA quando vedo quello che sta succedendo", ha detto al Wall Street Journal Brent Carter, co-cantante principale del gruppo funk e soul Commodores. La band aveva firmato per esibirsi alla serie di concerti di Freedom 250 e si è ritirata dopo aver visto le reazioni negative online.

Secondo alcuni osservatori, il problema per Trump è che l'appeal controculturale che il movimento MAGA offriva un tempo è più difficile da sfruttare dalla Casa Bianca, dove il presidente è al centro del sistema contro cui aveva promesso di ribellarsi. "La cultura è anti-establishment e lui si sta comportando come se facesse parte dell'establishment", ha detto al Wall Street Journal Rachel Janfaza, fondatrice di The Up and Up, un'azienda di ricerca apartitica focalizzata sulla Generazione Z.

La Casa Bianca ha respinto l'idea che il presidente abbia perso forza culturale. È il marchio democratico, ha detto il portavoce Davis Ingle, a essere "nella toilette perché sono deboli, woke e mettono sempre gli americani per ultimi". Una portavoce di Freedom 250, Danielle Alvarez, ha liquidato le critiche secondo cui la fiera sarebbe diventata troppo politica, insistendo sul fatto che si tratta di una celebrazione dell'eccezionalismo americano: "Non si è mai trattato di artisti o celebrità".

Altri indicano nelle fratture della coalizione trumpiana la causa del raffreddamento dell'aria di festa, specie sugli interventi militari all'estero. Raquel Debono è diventata famosa negli ambienti repubblicani per i suoi cocktail party per single di destra nell'East Village di Manhattan. Aveva coniato lo slogan "Make America Hot Again" per un gruppo di conservatori giovani, attraenti e alla moda. La lista delle cose che Debono voleva dal secondo mandato di Trump includeva più espulsioni di immigrati clandestini e "essere al sicuro nella metropolitana". Quello che sente di avere ottenuto è una nuova guerra in Medio Oriente: "Mi chiedo solo, che diavolo, perché siamo in guerra?".

Una chat di gruppo che tiene con altre giovani conservatrici si è animata di recente. "Una delle ragazze scrive: 'Voi pensate di essere America First o MAGA?'", ha detto, "e ci sto pensando molto". Tra le domande che si pone: "Posso ancora ascoltare Megyn Kelly?". La popolare podcaster aveva fatto campagna per Trump per poi rompere con lui sulla guerra in Iran. Debono, che continua a sostenere il presidente, dice che il movimento MAGA non è più divertente come una volta: "Sono tutti impazziti".

Sui campi da football, le dimostrazioni di orgoglio MAGA non ricevono più la stessa accoglienza di un tempo. La scorsa stagione almeno sei giocatori della NFL avevano eseguito la "Trump dance" dopo un touchdown, spingendo la lega a dichiarare di non avere "nessun problema" con quella danza politica. Ma quei balletti, dice l'analista sportiva del conservatore Daily Wire Lynden Blake, sono arrivati quando il presidente "non aveva ancora dovuto prendere grandi decisioni che dessero fastidio alla gente". Blake non crede che Trump abbia perso la cultura sportiva, ma nella NFL l'abbraccio del presidente sta generando nuove resistenze.

Il quarterback dei New York Giants Jaxson Dart si è trovato al centro di una bufera culturale dopo essere apparso sul palco con Trump nel nord dello stato di New York il mese scorso. Un compagno di squadra lo ha attaccato online e lo spogliatoio dei Giants avrebbe discusso la questione internamente per calmare le tensioni.

Il commissioner della NBA Adam Silver ha difeso la presenza presidenziale alla partita dei Knicks durante la trasmissione prepartita di ESPN, ricordando che prima della politica Trump era "un genuino tifoso dei Knicks" che si vedeva spesso a bordo campo negli anni passati. Silver ha riconosciuto il "disagio" delle misure di sicurezza aggiuntive per i tifosi, ma ha notato che lo stadio era pieno ben prima della palla a due. "È il benvenuto qui", ha detto Silver riferendosi a Trump, invitato dal proprietario dei Knicks e donatore repubblicano James Dolan. "Ciò che rende lo sport così speciale, specie quando ci sono così tante cose che dividono le persone, è che è qualcosa che abbiamo in comune e dovremmo cercare quelle cose che abbiamo in comune e costruire su quelle".

Trump ha ancora diversi eventi nel suo calendario estivo, a partire da un incontro di Ultimate Fighting Championship sul prato sud della Casa Bianca per il suo ottantesimo compleanno, domenica. Ha anche organizzato una gara di IndyCar del Freedom 250 Grand Prix per le strade del centro di Washington. E nonostante i fischi, a Madison Square Garden il presidente ha raggiunto un primato storico: secondo la lega è il primo presidente in carica ad assistere alle finali NBA.

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La Reaganomics portò una crescita che oggi possiamo solo sognare


L'economista che ispirò i tagli alle tasse di Reagan e Thatcher difende la sua ricetta sull'Economist: i benefici non andarono solo ai ricchi e la crescita arrivò al 4 per cento l'anno

I tagli alle tasse di Ronald Reagan e Margaret Thatcher produssero negli anni Ottanta una crescita economica che le grandi economie di oggi possono solo sognare. È la tesi che l'economista americano Arthur Laffer sostiene in un intervento pubblicato sull'Economist, in cui difende la cosiddetta Reaganomics dall'accusa più frequente, quella di aver favorito solo i più ricchi: i benefici, scrive, "non sono semplicemente gocciolati verso il basso: sono sgorgati a fiotti".

Si tratta di un articolo di opinione e Laffer non è un osservatore neutrale. È stato capo economista dell'Office of Management and Budget, l'ufficio della Casa Bianca che prepara il bilancio federale, e ha fatto parte del comitato di consulenza economica di Reagan dal 1981 al 1989. Soprattutto, è l'inventore della "curva di Laffer", la teoria che racconta di aver disegnato su un tovagliolo da cocktail nel 1974: l'idea è che tagliare le aliquote possa ripagarsi da solo, perché stimola la crescita e fa emergere redditi prima schermati dal fisco, abbastanza da aumentare le entrate dello Stato. Fu la stessa Thatcher, inizialmente scettica sui tagli immediati, a soprannominare quella ricetta "Lafferismo". L'articolo è quindi la rivendicazione, da parte del suo principale ideologo, della stagione economica fatta di tasse più basse, meno regole e moneta più solida.

L'argomento parte dalle aliquote massime sui redditi. Quando Reagan entrò alla Casa Bianca nel 1981, l'aliquota più alta negli Stati Uniti era al 70 per cento; quando uscì nel 1989 era al 28. In Gran Bretagna Thatcher la portò dall'83 per cento del 1979 al 40 del 1990. Per Laffer questi cali furono "a dir poco incredibili": la quota di reddito marginale che un contribuente ricco poteva tenersi dopo le tasse passò negli Stati Uniti dal 30 al 72 per cento, un aumento del 140 per cento. "Negli anni Ottanta furono rimosse le catene che tenevano a bada la prosperità", scrive.

Il termine di paragone è il decennio precedente, segnato dalla stagflazione, cioè la combinazione di economia ferma e prezzi in forte aumento che seguì l'abbandono del sistema di Bretton Woods, il quale ancorava le monete all'oro. Nel decennio fino al 1982 i prezzi al dettaglio britannici crebbero in media del 14 per cento l'anno, mentre la crescita reale si fermava all'1,6 per cento e la disoccupazione era al 5,3 per cento. "Labour isn't working", cioè il Labour non funziona, ma anche il lavoro non funziona, recitava lo slogan della campagna che portò Thatcher al potere. Una situazione simile, scrive Laffer, riguardava anche gli Stati Uniti.

Secondo Laffer i tagli cambiarono i comportamenti di imprese e lavoratori. Con aliquote al 70-80 per cento prosperavano le grandi aziende capaci di gestire le deduzioni fiscali e di pagare i dipendenti con benefit esenti da imposte e note spese, mentre "l'imprenditorialità era una rarità". Con le aliquote più basse i dipendenti migliori chiesero stipendi in contanti, accumularono capitale e lasciarono le grandi aziende per fondarne di proprie, mentre le imprese esistenti si riorganizzarono e le startup "si moltiplicarono come conigli". "La crescita esplose e l'inflazione si smaterializzò", scrive: tra il 1982 e il 1988 il Pil britannico crebbe in media del 4 per cento l'anno, l'inflazione si dimezzò al 4 per cento e l'America "fece altrettanto bene". La tesi dei critici, secondo cui i tagli ai più ricchi avrebbero prodotto al massimo un effetto "trickle-down", cioè uno sgocciolamento di benefici dall'alto verso il basso, era per lui "infondata": una crescita del 4 per cento è "un'onda travolgente".

Tra il 1980 e il 2000 negli Stati Uniti furono creati circa 40 milioni di posti di lavoro, un aumento di oltre il 40 per cento, scrive Laffer. L'indice di Borsa Dow Jones si moltiplicò per circa quindici volte tra il 1982 e il 2000 e la diffusione di massa dell'investimento in azioni fece crescere la ricchezza delle famiglie. Il reddito mediano delle famiglie salì del 12 per cento durante il boom di Reagan e del 15 durante quello di Bill Clinton, con una frenata solo nei primi anni Novanta, quando il presidente George H.W. Bush alzò le aliquote massime. In Gran Bretagna i salari settimanali mediani aumentarono del 26 per cento durante il governo Thatcher e gli adulti che possedevano azioni passarono da 3 a 11 milioni.

Laffer riconosce anche gli errori dei due leader. Nel primo mandato Thatcher tagliò le tasse pagate da pochissimi, portando l'aliquota massima al 60 per cento, ma alzò l'Iva pagata da tutti, con il risultato di un aumento netto della pressione fiscale e di una crescita "inesistente" nei primi due anni e mezzo. Reagan scelse invece di diluire il suo primo taglio in tre fasi tra il 1981 e il 1983 e nel frattempo l'economia soffrì: la recessione del 1981-82 fu "giustamente considerata la peggiore dalla Depressione". Solo a metà degli anni Ottanta, quando entrambi tagliarono le tasse senza più esitazioni, le due economie iniziarono a correre.

La prova decisiva, per Laffer, è che i successori di partiti rivali confermarono quelle politiche: "l'imitazione è la più sincera forma di adulazione" e il democratico Clinton e il laburista Tony Blair non riportarono mai le aliquote massime ai livelli precedenti, che negli anni Novanta non superarono il 40 per cento. La crescita forte continuò, con una media del 3,9 per cento l'anno negli Stati Uniti tra il 1993 e il 2000 e del 3,3 per cento in Gran Bretagna nello stesso periodo. Numeri, conclude, "lontani anni luce" da quelli miseri di cui le grandi economie devono accontentarsi oggi.

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@Politica interna, europea e internazionale
È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Il magazine, disponibile già da ora nella versione digitale sulla nostra App, e da domani, venerdì 12 giugno, in tutte le edicole, propone ogni due settimane inchieste e approfondimenti sugli affari e il potere in

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Il Financial Times rivela che Francia, Germania e altri governi valutano di rimettere mano al SEAE, il servizio diplomatico dell’Unione Europea nato 15 anni fa: tra le ipotesi ci sarebbero anche la riduzione dei poteri dell’Alta rappresentante Kaja Kallas e la redistribuzione del budget annuale da circa 1 miliardo di euro tra Commissione e governi nazionali.

La diagnosi ha una sua logica: troppi veti, troppa lentezza, troppa frammentazione su dossier che non ammettono esitazioni, dall’Ucraina ai rapporti con Cina e Stati Uniti d'America.

Ma la risposta non può essere tornare indietro.

Rendere la diplomazia europea più efficace non può voler dire smontarla pezzo per pezzo e riportarla nelle mani dei governi nazionali. Significa piuttosto darle più strumenti, più mandato, più legittimità democratica.

Serve un vero Ministro degli Esteri europeo, non ventisette ministri che si coordinerebbero pure peggio di quanto facciano ora.

Chi vuole un’Unione Europea capace di contare nel mondo non può accettare questa retromarcia.

Riformare sì. Tornare ai governi nazionali no.

#UnioneEuropea #PoliticaEstera #SEAE #KajaKallas #DiplomaziaEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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I Dem non sono più interessati a limitare le armi


Dopo gli ultimi episodi di violenza politica i democratici non rilanciano le proposte sulle armi: pesano l'opposizione repubblicana e il timore dello scontro prima del voto di metà mandato.

I parlamentari democratici hanno smesso di considerare il controllo delle armi una loro priorità, nonostante l'aumento della violenza politica negli Stati Uniti. Dopo il terzo apparente tentativo di assassinio contro il presidente Donald Trump alla fine di aprile e l'uccisione dell'attivista di destra Charlie Kirk a settembre, hanno condannato l'escalation di violenza ma non hanno chiesto di portare avanti alcuna delle loro proposte sulle armi. Lo riferisce il sito di informazione NOTUS, che ha raccolto le testimonianze di diversi parlamentari.

Legislare sulle armi al Congresso è diventato quasi impossibile e i due partiti si sono trincerati nelle rispettive posizioni. I repubblicani continuano a mobilitare il loro elettorato contro qualsiasi restrizione, mentre i democratici sostengono che servano interventi contro la violenza ma mostrano poca voglia di affrontare uno scontro così politicizzato a ridosso delle elezioni di metà mandato.

Nel 2022 il Congresso aveva approvato un'ampia riforma bipartisan sulla sicurezza delle armi, il Bipartisan Safer Communities Act. La legge ha rafforzato i controlli sui precedenti per chi ha meno di 21 anni, ha vietato l'acquisto di armi alle persone condannate per violenza domestica e ha finanziato gli Stati che applicano le cosiddette leggi red flag, che consentono di togliere le armi a chi è ritenuto pericoloso, oltre a programmi per la salute mentale degli studenti.

Il senatore Chris Murphy, del Connecticut, guidò quelle trattative dopo una serie di stragi, tra cui quella in una scuola elementare di Uvalde, in Texas, dove furono uccisi 19 bambini e due adulti. "La triste realtà di questo tema è che non ne parliamo se non in presenza di una sparatoria di massa", ha detto Murphy a NOTUS.

Il deputato Maxwell Frost, della Florida, ex direttore nazionale dell'organizzazione per il controllo delle armi March For Our Lives, ha sostenuto che i democratici non dovrebbero aspettare di tornare in maggioranza per agire. "Si parla molto di toni, e credo che sia una parte del problema, ma la quantità di violenza politica negli Stati Uniti non è paragonabile a quella di altri Paesi. Dovremmo parlare anche degli strumenti della violenza politica", ha dichiarato. Il senatore Mark Kelly, dell'Arizona, la cui moglie, l'ex deputata Gabby Giffords, fu colpita alla testa in un attentato e oggi guida un'organizzazione contro la violenza armata, ha insistito sul legame tra violenza politica e abuso delle armi.

Aneesa McMillan, responsabile della comunicazione dell'organizzazione di Giffords, ha spiegato a NOTUS che il gruppo lavora soprattutto nei parlamenti statali, mentre a livello federale il dibattito si è arenato. Vorrebbe vedere i senatori democratici tornare a occuparsi del tema al Congresso, proprio mentre il partito si interroga su come rispondere alla violenza politica. Il senatore Chris Van Hollen, del Maryland, ha aggiunto che le comunità americane convivono ogni giorno con la minaccia della violenza armata.

Alcuni esponenti del partito stanno assumendo posizioni più morbide sul possesso di armi, soprattutto negli Stati e nei collegi rurali. Graham Platner, favorito per la nomination democratica al Senato nel Maine, veterano militare e possessore di armi, si è detto contrario al divieto delle armi d'assalto come gli AR-15. Joe Baldacci, senatore statale del Maine e favorito nelle primarie per sostituire il deputato Jared Golden, si è opposto alle leggi red flag, mentre la deputata statale del Colorado Shannon Bird ha votato contro una proposta per vietare le armi d'assalto.

Il cambiamento avviene mentre la struttura delle lobby delle armi si sta trasformando. La National Rifle Association attraversa un calo storico degli iscritti e gravi difficoltà finanziarie. Gruppi come Gun Owners of America e la National Shooting Sports Foundation, associazione di categoria dell'industria delle armi, stanno rafforzando la loro presenza a Washington.

Larry Keane, vicepresidente della National Shooting Sports Foundation, ha detto a NOTUS che il modo in cui i democratici hanno pubblicizzato la legge del 2022 ha allontanato i repubblicani da qualsiasi collaborazione futura. "Le mosse del senatore Murphy e dell'amministrazione Biden, che hanno enfatizzato il Bipartisan Safer Communities Act, hanno lasciato l'amaro in bocca a molti repubblicani", ha affermato. Il senatore John Cornyn, del Texas, che aveva contribuito a guidare quell'iniziativa bipartisan, ha perso la corsa per la rielezione in una primaria anche a causa delle critiche per il suo ruolo nel negoziato.

La maggior parte dei democratici interpellati continua a sostenere misure come le leggi red flag e un divieto federale delle armi d'assalto, ma ammette che non sono più una priorità nel clima politico attuale. "Conosciamo le realtà politiche", ha detto il senatore Dick Durbin, dell'Illinois, numero due dei democratici al Senato. Il deputato Mike Thompson, della California, che ha guidato gli sforzi del partito alla Camera, ha osservato che i repubblicani sono allineati alla NRA e che per questo è molto difficile procedere. La senatrice Tammy Duckworth, dell'Illinois, è stata ancora più netta: con un Congresso paralizzato, ha detto, un divieto delle armi d'assalto non passerà mai.

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Vor 20 Jahren hat der Bund das Informationsfreiheitsgesetz eingeführt, heute steht das Auskunftsrecht unter Druck. Doch Sicherheit dürfe nicht gegen demokratische Teilhabe ausgespielt werden, sagt die Bundesbeauftragte für Datenschutz und Informationsfreiheit. Sie fordert ein Transparenzgesetz.

netzpolitik.org/2026/20-jahre-…

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📺 "Fast jeder Österreicher wird im Hintergrund still und heimlich von einem Kreditinstitut bewertet. Ein Salzburger Datenschützer geht dagegen vor."

Zum TV-Beitrag 👉 servustv.com/de/page/AA8X0YD9W…

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Trump ai giornalisti: "Adoro l'inflazione", mentre la guerra con l'Iran si allarga


Così il presidente ha commentato l'aumento dei prezzi al consumo salito al 4,2%, il massimo da tre anni. Trump lega il dato alla guerra contro Teheran, proprio mentre gli Stati Uniti preparano la terza notte consecutiva di raid. I democratici: "grazie dello spot".

"Adoro l'inflazione". Donald Trump ha risposto così ai giornalisti che ieri, nello Studio Ovale, gli chiedevano se fosse preoccupato per l'indice dei prezzi al consumo, salito al 4,2% su base annua, il livello più alto degli ultimi 3 anni. Il presidente americano ha collegato il dato alla guerra contro l'Iran e ha previsto che l'inflazione "scenderà di botto" appena il conflitto sarà finito.

"Sapete cosa adoro davvero? Adoro l'inflazione. Sapete perché? Perché appena questa guerra sarà finita, ora posso dirlo, sappiate che stiamo portando via milioni di barili di petrolio. Nessuno lo sa. Sapete chi non lo sapeva? L'Iran, fino a questo momento".

Reporter: Are you concerned, Mr. President, about the latest inflation number which came out this morning?

Trump: No, I love it. I love the inflation. pic.twitter.com/vktX6C9lbk
— Acyn (@Acyn) June 10, 2026


Le sue parole rischiano però di pesare sui repubblicani, preoccupati che il malcontento per il carovita possa compromettere le loro fragili maggioranze in entrambe le camere del Congresso alle elezioni di novembre. I democratici hanno rilanciato subito il video. "La gente non può permettersi di sfamare le proprie famiglie. Per lui la vostra fatica è una barzelletta", ha scritto su X il governatore dell'Illinois JB Pritzker. Lo stratega democratico Jon Cooper ha commentato che ormai "gli spot elettorali si scrivono da soli".

Guerra Usa-Iran · Inflazione e Trump

«Adoro l'inflazione»: la guerra all'Iran fa correre i prezzi, Trump festeggia


A maggio i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono saliti del 4,2% su base annua, il massimo da 3 anni. Quasi tutto l'aumento viene dall'energia, rincarata con il conflitto in Iran. Il presidente liquida senza mezzi termini il dato e rivendica il petrolio «sottratto» all'Iran — ma il suo stesso Segretario all'Energia lo smentisce.

Bureau of Labor Statistics · maggio 2026 Dichiarazioni del 10 giugno, Studio Ovale

Inflazione USA
0,0%

vs

Senza l'energia
0,0%

Indice dei prezzi al consumo, maggio 2026 su maggio 2025. Sopra il 4% per la prima volta dal 2023
Inflazione core, esclusi energia e alimentari: in linea con le attese

L'energia da sola spiega oltre il 60% dell'aumento complessivo dei prezzi

Esplora i dati
1 I prezzi 2 Le frasi 3 La guerra 4 Le ricadute

Mese per mese

È l'energia a trascinare i prezzi, a partire dal primo mese di guerra


Variazione mensile dell'indice dei prezzi al consumo americano: l'energia corre molto più veloce dell'indice generale dei prezzi a partire da marzo, il primo mese pieno di conflitto.

Marzo · primo mese pieno di guerra

Energia

+10,9%

Tutti i prezzi

+0,9%

Aprile

Energia

+3,8%

Tutti i prezzi

+0,6%

Maggio

Energia

+3,9%

Tutti i prezzi

+0,5%

Energia — benzina, elettricità, gas
Indice generale — tutti i beni e servizi

Lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso alle petroliere da fine febbraio. Tolti energia e alimentari, l'inflazione core resta al 2,9%: il carovita americano è, quasi per intero, il prezzo della guerra.

Dichiarazioni e verifiche

Cosa ha detto Trump nello Studio Ovale, e cosa risulta davvero


Le affermazioni del presidente del 10 giugno, messe a confronto con i fact check di Reuters e con i dati di mercato.

Stiamo portando via milioni di barili di petrolio all'Iran. Nessuno lo sa.
Donald Trump · 10 giugno
Verifica
Il Segretario all'Energia Chris Wright, in audizione al Congresso, afferma di non saperne nulla. I militari Usa hanno scortato petroliere attraverso Hormuz: un'operazione già nota, a cui Trump probabilmente si riferiva secondo un funzionario militare.

Il greggio è sceso a 85 dollari al barile.
Donald Trump · 10 giugno
Verifica
Lo stesso giorno il Brent chiudeva a circa 93 dollari, in rialzo dell'1,8% proprio per i nuovi raid. Subito dopo l'inizio della guerra era arrivato a toccare i 117 dollari a marzo.

Abbiamo distrutto 22 navi iraniane in piena notte, senza luci, perché non hanno radar.
Donald Trump · 10 giugno
Verifica
L'episodio non ha conferme indipendenti: l'operazione rivendicata dal presidente non è stata documentata né dettagliata ufficialmente.

Appena la guerra sarà finita, l'inflazione scenderà di botto.
Donald Trump · 10 giugno
Contesto
Plausibile in parte: l'energia spiega oltre il 60% dell'aumento. Ma intanto il risparmio delle famiglie americane è al minimo dal 2022 e i rincari hanno già eroso gran parte degli aumenti salariali.

L'escalation

Tre notti consecutive di raid, e la minaccia contro Kharg


Mentre Trump parla di inflazione, il conflitto si allarga: dal cessate il fuoco di aprile, ormai svuotato di significato, alle prime vittime civili del blocco navale.

Fine febbraio
Scoppia la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Lo Stretto di Hormuz viene di fatto chiuso alle petroliere: i prezzi dell'energia schizzano alle stelle.

Aprile
Viene raggiunto un accordo di cessate il fuoco. Per Teheran i nuovi raid americani lo hanno ormai reso «privo di significato».

9-10 giugno
Due notti consecutive di raid Usa: esplosioni a Qeshm, Bandar Abbas, Minab e Sirik. L'Iran risponde colpendo basi americane in Kuwait e Bahrein e dichiara Hormuz chiuso a ogni imbarcazione (gli Usa smentiscono).

Oggi
Trump minaccia di prendere il controllo dell'isola di Kharg, principale snodo dell'export petrolifero iraniano, e «il controllo totale» dei mercati di petrolio e gas dell'Iran.

Oggi
L'India annuncia la morte di tre marinai in un attacco americano a una petroliera: si tratta delle prime vittime accertate tra gli equipaggi civili del blocco navale.

Sui due lati dell'Atlantico

La guerra inizia a presentare il conto: all'Europa con l'aumento dei tassi, a Trump con le midterm


Oggi la BCE ha alzato i tassi di 25 punti base, il primo rialzo dal 2023, per frenare l'inflazione alimentata dal caro energia. Negli Stati Uniti, intanto, il carovita diventa la principale arma elettorale dei democratici in vista del voto di novembre.

Le ricadute in Europa · La stretta BCE

+25
Punti base: primo rialzo BCE dal 2023

2,25%
Nuovo tasso sui depositi

3,2%
Inflazione eurozona a maggio, ben sopra l'obiettivo del 2%

Le ricadute negli Stati Uniti
La gente non può permettersi di sfamare le proprie famiglie. Per lui la vostra fatica è una barzelletta. JB Pritzker · Governatore dell'Illinois (D)

A novembre si vota per il Congresso e i repubblicani difendono maggioranze sempre più fragili in entrambe le camere. Per i democratici la frase di Trump è già materiale da campagna elettorale: «Gli spot elettorali — dice lo stratega Jon Cooper — ormai si scrivono da soli».

Fonti Bureau of Labor Statistics (CPI maggio 2026), Reuters, CNBC, CNN, Banca Centrale Europea. Dichiarazioni di Donald Trump del 10 giugno 2026, Studio Ovale. Aggiornato all'11 giugno 2026.

La smentita del Segretario all'Energia


Nelle stesse dichiarazioni, Trump ha rivendicato anche la distruzione di 22 navi iraniane "in piena notte, senza luci, perché non hanno radar". Ha poi sostenuto che gli Stati Uniti stanno sottraendo di nascosto milioni di barili di petrolio all'Iran e che proprio per questo il prezzo del greggio sarebbe sceso a 85 dollari al barile.

Non è però chiaro che cosa intendesse il presidente con il petrolio "sottratto". Come riporta Reuters, il Segretario all'Energia Chris Wright ha dichiarato durante un'audizione al Congresso di non sapere nulla di milioni di barili portati via all'Iran. Ha spiegato tuttavia che i militari americani hanno scortato alcune petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz e che il traffico petrolifero tra Iran e Oman è cresciuto "in modo molto significativo" nell'ultima settimana. Un funzionario militare ha poi confermato che Trump si riferiva probabilmente proprio a questa operazione, già nota.

La guerra si allarga


Oggi comunque Trump è tornato a parlare dell'Iran, annunciando su Truth Social che gli Stati Uniti colpiranno il Paese "molto duramente" anche nella giornata odierna, per la terza notte consecutiva. Il presidente ha minacciato anche di prendere il controllo dell'isola di Kharg, principale snodo dell'export petrolifero iraniano, promettendo di assumere "il controllo totale dei loro mercati di petrolio e gas", come già avvenuto in Venezuela.

L'ultimo raid notturno è durato circa quattro ore, con esplosioni segnalate a Qeshm, vicino allo Stretto di Hormuz, e nelle città meridionali di Bandar Abbas, Minab e Sirik, secondo i media iraniani. Teheran ha risposto con due ondate di attacchi contro basi americane in Kuwait e Bahrein e ha dichiarato chiuso lo Stretto di Hormuz a ogni tipo di imbarcazione, circostanza smentita dai militari statunitensi. Per il Ministero degli Esteri iraniano, i nuovi raid hanno reso "privo di significato" il cessate il fuoco raggiunto in aprile.

Intanto il governo indiano ha annunciato la morte di tre marinai indiani in un attacco americano contro una petroliera: sono le prime vittime accertate tra gli equipaggi civili nel blocco navale imposto per privare l'Iran dei ricavi petroliferi. La guerra pesa anche sull'Europa: la Banca Centrale Europea ha alzato oggi i tassi di interesse di 25 punti base, il primo rialzo dal 2023, proprio per rispondere all'inflazione alimentata dal conflitto.

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Dall’11 giugno l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia sarà durata più della Prima guerra mondiale.

Una guerra voluta da Putin e pagata da milioni di persone comuni: chi combatte al fronte, chi vive sotto le bombe, chi subisce le conseguenze del conflitto.

Per questo l’Unione Europea deve unirsi subito: difesa comune, diplomazia europea e autonomia energetica, per essere un attore di pace credibile.

Video di Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa.

#Ucraina #StopPutin #DifesaEuropea #UnioneEuropea #PaceGiusta #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Critical npm Supply Chain Attack: Malicious ‘dbmux’ Package Gives Hackers Full System Control
#CyberSecurity
securebulletin.com/critical-np…
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Operation TaxShadow: Fileless Malware Campaign Uses Fake Tax Emails to Evade Detection on Windows
#CyberSecurity
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Docker Desktop 4.77.0: export dei log, estensioni sicure con digest pinning e nuovi comandi docker pass
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Docker Desktop 4.77.0: export dei log, estensioni sicure con digest pinning e nuovi comandi docker pass


Docker ha rilasciato Docker Desktop 4.77.0 l’8 giugno 2026, portando funzionalità attese da chi lavora quotidianamente con container in ambienti di sviluppo su Windows, Mac e Linux. Il punto di forza di questa release è il miglioramento della gestione dei log, la sicurezza nella distribuzione delle estensioni Marketplace e nuovi comandi per la gestione sicura dei segreti con docker pass.

Novità principali

Export dei log dalla Logs view


È ora possibile esportare i dati di log direttamente dalla Logs view di Docker Desktop. Fino a questa release, visualizzare e copiare manualmente i log di un container era l’unica opzione nell’interfaccia grafica; ora è possibile esportarli in modo strutturato, utile per condividere output di debug o alimentare strumenti di analisi esterni.

Insieme all’export, è stato aggiunto un toggle per la sensibilità alle maiuscole nella barra di ricerca dei log: la ricerca è case-insensitive per default, ma può essere commutata in case-sensitive per trovare identificatori o messaggi di errore specifici.

Estensioni Marketplace installate tramite digest OCI fisso


Un miglioramento significativo per la sicurezza della supply chain: le estensioni del Marketplace di Docker Desktop vengono ora installate e aggiornate usando il digest del manifest OCI (hash crittografico SHA256), invece del tag. Questo protegge contro attacchi di tipo tag mutation, in cui un’immagine pubblicata con un determinato tag viene successivamente sostituita con una versione malevola dopo la pubblicazione.

Il principio è lo stesso già consigliato in produzione per i Dockerfile:

# Più sicuro: riferimento per digest immutabile
FROM mcr.microsoft.com/dotnet/aspnet@sha256:a1b2c3d4...

# Meno sicuro: il tag può cambiare dopo la pubblicazione
FROM mcr.microsoft.com/dotnet/aspnet:10.0

Nuovi comandi docker pass


docker pass è lo strumento di Docker Desktop per la gestione dei segreti. Con questa release riceve due nuovi comandi:

  • docker pass run — inietta i segreti salvati come variabili d’ambiente in comandi eseguiti sull’host, eliminando la necessità di esporre segreti permanentemente nella shell
  • docker pass plugins — permette la gestione dinamica dei plugin di docker pass

Esempio d’uso:

# Senza docker pass: segreto esposto nella shell
export DATABASE_URL="postgres://utente:password@host/db"
./myapp

# Con docker pass run: segreto iniettato solo durante l'esecuzione
docker pass run -- ./myapp

Supporto OAuth per MCP server in Gordon


Gordon, l’assistente AI integrato in Docker Desktop, riceve i pulsanti Authenticate e Cancel per i flussi OAuth dei server MCP. I team che usano MCP server con autenticazione OAuth possono ora completare o rifiutare il flusso direttamente dalla chat bubble di Gordon.

Componenti aggiornati


  • Docker Engine v29.5.3
  • containerd v2.2.4
  • Docker Buildx v0.34.1
  • Docker Offload v0.6.3
  • Docker Agent v1.70.0
  • Docker MCP gateway v0.42.2
  • docker pass v0.1.2
  • DHI CLI (dhictl) v0.0.4


Bug fix rilevanti


  • Windows/WSL: risolto un blocco su “Starting the Docker Engine…” dopo una registrazione WSL fallita che lasciava un VHDX orfano su disco
  • Windows Containers mode: risolto un hang allo shutdown che causava uscite lente o incomplete
  • ECI (Enhanced Container Isolation): corretta una regressione per cui docker cp con ECI abilitato impostava erroneamente la proprietà dei file a nobody:nogroup
  • Shutdown: corretto il codice di uscita 150 su shutdown via SIGINT/SIGTERM, che generava falsi segnali di errore nei sistemi di supervisione


Come aggiornare


Docker Desktop si aggiorna automaticamente nella maggior parte delle configurazioni. Per aggiornare manualmente:

# Linux (.deb)
sudo apt-get update && sudo apt-get install --only-upgrade docker-desktop

In alternativa, usate Docker menu → Check for Updates oppure scaricate direttamente dalla pagina delle release notes ufficiali.

Fonte: Docker Desktop Release Notes — docs.docker.com


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ServiceNow Confirms Unauthorized Access Vulnerability Exposing Enterprise Customer Data
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Ottimizzare TLS e HTTPS su Nginx: ridurre TTFB e latenza
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Ottimizzare TLS e HTTPS su Nginx: ridurre TTFB e latenza


TLS su Nginx: perché il tuning fa la differenza su HTTPS


Quando si parla di prestazioni web, l’ottimizzazione del TLS è spesso trascurata in favore di interventi più vistosi come la cache applicativa o l’indicizzazione del database. Eppure, su un server Nginx esposto in HTTPS, ogni handshake TLS non ottimizzato aggiunge latenza misurabile a ogni connessione nuova. Questa guida raccoglie le configurazioni che un sistemista esperto dovrebbe avere presenti per tenere basso il TTFB (Time To First Byte) e ridurre l’overhead delle connessioni sicure.

Una premessa importante: il tuning TLS non salva un’applicazione lenta. Se la generazione della pagina richiede 800ms, ottimizzare il TLS porterà al massimo qualche decina di millisecondi in meno. Il vero valore di queste configurazioni emerge su backend già veloci, dove l’overhead del protocollo diventa la variabile dominante.

TLS 1.2 o TLS 1.3: quale usare?


Dal 30 giugno 2018 il PCI Security Standards Council richiede la disabilitazione di SSL 3.0, TLS 1.0 e TLS 1.1. Ad oggi, la configurazione raccomandata è supportare esclusivamente TLS 1.2 e TLS 1.3:

ssl_protocols TLSv1.2 TLSv1.3;

TLS 1.3 è decisamente preferibile: riduce il numero di round-trip necessari per il handshake (da 2 a 1) e rimuove algoritmi di cifratura obsoleti. Se il target è esclusivamente moderno (browser aggiornati, client API recenti), si può anche forzare solo TLS 1.3:
ssl_protocols TLSv1.3;

Tuttavia, TLS 1.2 rimane necessario per compatibilità con client enterprise, dispositivi embedded e alcune librerie legacy. Per la maggior parte dei server in produzione, supportare entrambi è la scelta più pragmatica.

Abilitare HTTP/2 e HTTP/3 (QUIC)


HTTP/2 è diventato lo standard de facto e Nginx lo supporta nativamente. Dalla versione 1.25.1, la direttiva è cambiata: non va più in listen ma come direttiva separata nel blocco server:

listen 443 ssl;
http2 on;

Per chi vuole spingersi a HTTP/3 con QUIC (disponibile nei pacchetti Nginx mainline compilati con BoringSSL o quic-go), la configurazione si estende così:
server {
    listen 443 ssl;
    listen [::]:443 ssl;
    listen 443 quic reuseport;
    listen [::]:443 quic reuseport;

    http2 on;

    ssl_certificate     /path/to/your/certificate.pem;
    ssl_certificate_key /path/to/your/key.pem;

    # Comunica al client il supporto HTTP/3
    add_header Alt-Svc 'h3=":443"; ma=86400';
}

Per verificare quale protocollo viene negoziato dal lato command-line:
# Verifica HTTP/2
curl --http2 -I https://tuo-dominio.com/

# Verifica HTTP/3
curl --http3 -I https://tuo-dominio.com/

Session cache e session tickets: differenze chiave


La session cache lato server permette di riutilizzare i parametri crittografici di una sessione TLS precedente, evitando il full handshake per connessioni successive dello stesso client. In Nginx si configura così:

ssl_session_cache shared:SSL:10m;  # ~40.000 sessioni per MB
ssl_session_timeout 1d;

I session tickets sono un meccanismo alternativo: invece di conservare lo stato sul server, il server cifra i parametri della sessione e li invia al client, che li ripresenta alla connessione successiva. Questo elimina lo stato server-side ma introduce rischi se la chiave di cifratura dei ticket viene compromessa (forward secrecy ridotta). La raccomandazione per ambienti ad alta sicurezza è disabilitarli:
ssl_session_tickets off;

Nella pratica, su infrastrutture con bilanciamento del carico senza sticky sessions, i ticket sono spesso l’unico modo per ottenere session resumption tra istanze diverse. Valutare caso per caso.

OCSP Stapling: eliminare la latenza di validazione del certificato


Senza OCSP Stapling, ogni nuovo client deve contattare la CA (Certificate Authority) per verificare che il certificato non sia stato revocato. Questo aggiunge una richiesta di rete esterna al percorso critico dell’handshake. Con lo stapling, è Nginx stesso a interrogare periodicamente la CA e a includere la risposta firmata direttamente nell’handshake TLS:

ssl_stapling on;
ssl_stapling_verify on;
ssl_trusted_certificate /path/to/full_chain.pem;
resolver 8.8.8.8 8.8.4.4 valid=300s;
resolver_timeout 5s;

Il parametro ssl_trusted_certificate deve puntare alla catena completa (root CA inclusa), non solo al certificato del server. Il resolver è necessario perché Nginx deve risolvere l’hostname della CA tramite DNS.

Ridurre ssl_buffer_size


Il valore predefinito di ssl_buffer_size in Nginx è 16KB, dimensionato per throughput massimo. Questo significa però che il primo byte del payload arriva al client solo dopo che il primo chunk da 16KB è stato riempito e cifrato. Per siti dove il TTFB è critico (landing page, API), ridurre il buffer abbassa la latenza percepita:

ssl_buffer_size 4k;

Sul throughput per file di grandi dimensioni (video, download) questo valore è subottimale; per contenuto testuale e API è quasi sempre vantaggioso.

Configurazione completa raccomandata


Di seguito la configurazione consolidata che integra tutti i punti trattati, da inserire nel blocco http o nel blocco server di Nginx:

http2 on;
ssl_protocols TLSv1.2 TLSv1.3;
ssl_prefer_server_ciphers off;
ssl_ciphers 'ECDHE-ECDSA-AES128-GCM-SHA256:ECDHE-RSA-AES128-GCM-SHA256:ECDHE-ECDSA-AES256-GCM-SHA384:ECDHE-RSA-AES256-GCM-SHA384:ECDHE-ECDSA-CHACHA20-POLY1305:ECDHE-RSA-CHACHA20-POLY1305';
ssl_session_cache shared:SSL:10m;
ssl_session_timeout 1d;
ssl_session_tickets off;
ssl_buffer_size 4k;
ssl_stapling on;
ssl_stapling_verify on;
ssl_trusted_certificate /path/to/full_chain.pem;
resolver 8.8.8.8 8.8.4.4 valid=300s;
resolver_timeout 5s;

Dopo ogni modifica, verificare la sintassi e ricaricare:
nginx -t
nginx -s reload

HSTS: forzare HTTPS a livello di browser


HTTP Strict Transport Security istruisce i browser a non tentare mai connessioni HTTP plain verso il dominio, riducendo anche la superficie d’attacco da downgrade. L’intestazione si aggiunge così:

add_header Strict-Transport-Security "max-age=63072000; includeSubDomains; preload" always;

Il valore max-age è in secondi: 63072000 corrisponde a due anni, il minimo richiesto per l’inserimento nel preload list di Chrome. Prima di abilitare includeSubDomains, verificare che tutti i sottodomini siano effettivamente raggiungibili in HTTPS.

Conclusione


Il tuning TLS su Nginx non è un’operazione una tantum ma una configurazione che vale la pena standardizzare nei propri template di deployment. HTTP/2 abilitato, session cache attiva, OCSP Stapling e buffer ridotto sono quattro interventi a costo zero che si traducono in un’esperienza più reattiva per l’utente finale e in una postura di sicurezza più moderna. Per ambienti con requisiti di latenza estrema o traffico prevalentemente mobile, HTTP/3 con QUIC rappresenta il passo successivo logico, anche se richiede una build di Nginx con supporto esplicito.

Fonte originale: Nginx tuning tips: HTTPS/TLS – Turbocharge TTFB/Latency – linuxblog.io


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Windows CTFMON Zero-Day CVE-2026-45586 Lets Low-Privilege Users Escalate to SYSTEM
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Union Types in C# 15: insiemi chiusi di tipi con pattern matching esaustivo
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Union Types in C# 15: insiemi chiusi di tipi con pattern matching esaustivo


Le union types sono finalmente arrivate in C#. Disponibili in anteprima a partire da .NET 11 Preview 2, C# 15 introduce la parola chiave union che consente di dichiarare un tipo che può contenere esattamente uno tra un insieme fisso di tipi, con conversioni implicite e pattern matching esaustivo garantito dal compilatore.

È una delle funzionalità più richieste dalla community da anni, e capire come funziona — e soprattutto perché è stata progettata in questo modo — fa la differenza tra usarla correttamente o incappare negli stessi antipattern che esistevano prima.

Il problema che le union types risolvono


Prima di C# 15, quando un metodo doveva restituire uno tra diversi tipi possibili, le opzioni disponibili erano tutte imperfette:

  • object: nessun vincolo sui tipi effettivamente memorizzati; il chiamante doveva gestire logica difensiva per valori inattesi.
  • Interfacce marcatore o classi base astratte: più sicure, ma non “chiuse” — chiunque poteva implementare l’interfaccia o derivare dalla classe base, quindi il compilatore non poteva mai considerare l’insieme completo dei tipi possibili.
  • Librerie di terze parti come OneOf: funzionali, ma senza supporto diretto del compilatore per l’esaustività.

Un caso tipico è il risultato di un’operazione che può restituire un valore di successo oppure un errore: si potrebbe usare object, un’eccezione, oppure un tipo result wrapper. Nessuna di queste opzioni è soddisfacente perché manca la garanzia statale che tutti i casi siano gestiti.

Le union types risolvono questi problemi dichiarando un insieme chiuso di “case types”: non devono essere correlati tra loro, nessun altro tipo può essere aggiunto, e il compilatore garantisce che le espressioni switch che gestiscono la union siano esaustive — senza aver bisogno di un ramo _ o default.

Sintassi di base


La dichiarazione è minimalista:

public record class Cat(string Name);
public record class Dog(string Name);
public record class Bird(string Name);

public union Pet(Cat, Dog, Bird);

Una sola riga dichiara Pet come un nuovo tipo le cui variabili possono contenere un Cat, un Dog o un Bird. Il compilatore fornisce conversioni implicite da ciascun case type:
Pet pet = new Dog("Rex");
Console.WriteLine(pet.Value); // Dog { Name = Rex }

Pet pet2 = new Cat("Whiskers");
Console.WriteLine(pet2.Value); // Cat { Name = Whiskers }

Il compilatore emette un errore se si cerca di assegnare un tipo che non fa parte dei case types. Questa è la garanzia fondamentale: l’insieme è veramente chiuso a livello di compilazione.

Pattern matching esaustivo


Quando si usa un’istanza di un tipo union non nulla, il compilatore conosce l’insieme completo dei case types, quindi un’espressione switch che li copre tutti è esaustiva — senza bisogno del _ finale:

string name = pet switch
{
    Dog d => d.Name,
    Cat c => c.Name,
    Bird b => b.Name,
};

Questo è il vantaggio principale: se in futuro si aggiunge un quarto case type a Pet, ogni espressione switch che non lo gestisce produce un avviso del compilatore. I casi mancanti vengono rilevati in fase di compilazione, non a runtime.

I pattern si applicano alla proprietà Value della union, non alla union struct stessa. Questo “unwrapping” è automatico — si scrive Dog d e il compilatore verifica Value internamente. Le eccezioni sono var e _, che si applicano al valore della union stessa.

Per gestire il valore di default (null):

Pet pet = default;

var description = pet switch
{
    Dog d => d.Name,
    Cat c => c.Name,
    Bird b => b.Name,
    null => "nessun animale",
};
// description è "nessun animale"

Union con corpo e metodi helper


È possibile aggiungere membri helper alla union tramite un corpo, proprio come per qualsiasi altra dichiarazione di tipo. Un esempio pratico è OneOrMore<T>, utile per API che accettano sia un singolo elemento che una collezione:

public union OneOrMore<T>(T, IEnumerable<T>)
{
    public IEnumerable<T> AsEnumerable() => Value switch
    {
        T single => [single],
        IEnumerable<T> multiple => multiple,
        null => []
    };
}

I chiamanti passano la forma che preferiscono, e AsEnumerable() normalizza il risultato:
OneOrMore<string> tags = "dotnet";
OneOrMore<string> moreTags = new[] { "csharp", "unions", "preview" };

foreach (var tag in tags.AsEnumerable())
    Console.Write($"[{tag}] ");
// [dotnet]

foreach (var tag in moreTags.AsEnumerable())
    Console.Write($"[{tag}] ");
// [csharp] [unions] [preview]

Si noti che AsEnumerable gestisce esplicitamente il caso null: lo stato null predefinito della proprietà Value è maybe-null, quindi il compilatore richiede la gestione di questo caso per garantire la correttezza.

Compatibilità con librerie esistenti e scenari avanzati


Per le librerie che già forniscono tipi union-like con proprie strategie di storage (come quelle basate su OneOf), C# 15 prevede un meccanismo di compatibilità: qualsiasi classe o struct con l’attributo [System.Runtime.CompilerServices.Union] viene riconosciuta come tipo union dal compilatore, purché segua il pattern base — costruttori pubblici a parametro singolo e proprietà Value pubblica.

Per scenari ad alte prestazioni dove i case types includono tipi valore, le librerie possono implementare il pattern di accesso non-boxing aggiungendo una proprietà HasValue e metodi TryGetValue. Il tipo union generato dal compilatore usa object? internamente e quindi fa boxing dei tipi valore — per hot path critici conviene valutare i custom union types.

Come provare le union types oggi


Le union types sono disponibili a partire da .NET 11 Preview 2. I passaggi per iniziare sono:

  1. Installare il .NET 11 Preview SDK
  2. Creare o aggiornare un progetto che punta a net11.0
  3. Impostare <LangVersion>preview</LangVersion> nel file di progetto

Poiché UnionAttribute e IUnion non sono ancora inclusi nel runtime nel Preview 2, vanno dichiarati manualmente nel progetto:

namespace System.Runtime.CompilerServices
{
    [AttributeUsage(AttributeTargets.Class | AttributeTargets.Struct,
        AllowMultiple = false)]
    public sealed class UnionAttribute : Attribute;

    public interface IUnion
    {
        object? Value { get; }
    }
}

Una volta aggiunti questi tipi, si possono dichiarare e usare normalmente le union types. Il supporto IDE in Visual Studio sarà disponibile nella prossima build Insiders; il C# DevKit Insiders lo include già.

Il quadro più ampio: la roadmap dell’esaustività


Le union types fanno parte di una strategia più ampia del team C# per portare la verifica dell’esaustività direttamente nel compilatore. Le proposte correlate attualmente in discussione sono:

  • Closed hierarchies: il modificatore closed su una classe impedisce la dichiarazione di classi derivate al di fuori dell’assembly di definizione, consentendo al compilatore di considerare esaustive le espressioni switch sulla gerarchia.
  • Closed enums: un closed enum impedisce la creazione di valori diversi dai membri dichiarati, risolvendo il problema dei valori enum “numerici” inattesi.

Insieme, questi tre meccanismi danno a C# un percorso completo verso la verifica statica dell’esaustività: union types per insiemi chiusi di tipi, closed hierarchies per gerarchie sigillate, closed enums per insiemi fissi di valori.

Conclusione


Le union types in C# 15 non sono un semplice porting delle discriminated union di F#: sono state progettate come aggiunta nativa all’ecosistema C#, composte da tipi esistenti, integrate con il sistema di pattern matching già consolidato, e compatibili con le librerie union-like già diffuse. La garanzia di esaustività del compilatore è il beneficio più concreto: i casi mancanti diventano avvisi a tempo di compilazione, non bug a runtime.

La feature è in preview e il team accetta feedback attivamente su GitHub. Vale la pena esplorarla ora per contribuire alla forma definitiva della feature, prevista per la release di novembre 2026 con .NET 11.

Fonte: Explore union types in C# 15 – .NET Blog


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✨ OP-512: il nuovo cluster cinese di cyberspionaggio che sfida il rilevamento con web shell crittograficamente uniche
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OP-512: il nuovo cluster cinese di cyberspionaggio che sfida il rilevamento con web shell crittograficamente uniche


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Un server IIS abbandonato con .NET Framework obsoleto da un decennio, settantacinque giorni di paziente ricognizione e poi un’offensiva fulminea: questo è il modus operandi di OP-512, un nuovo cluster di cyberspionaggio di presunta origine cinese scoperto da ReliaQuest grazie alla propria piattaforma di AI agentiva. La scoperta aggiunge un quarto attore al già affollato panorama degli APT cinesi che prendono di mira i server IIS aziendali, ma con un livello di sofisticazione che supera significativamente i gruppi precedentemente documentati.

La scoperta: quando l’AI vede ciò che l’analista non riesce a collegare


Il 5 giugno 2026, ReliaQuest ha pubblicato un’analisi dettagliata di un’intrusione rilevata nell’ambiente di un cliente. L’elemento distintivo non è stato solo l’attacco in sé, ma il modo in cui è stato scoperto: la piattaforma GreyMatter Agentic AI ha correlato automaticamente decine di eventi apparentemente scollegati — creazione di web shell, query DNS anomale, caricamento riflessivo di assembly .NET, esecuzione di comandi da processi del web server — ricostruendo in pochi minuti l’intera catena d’attacco che un analista umano avrebbe impiegato ore o giorni a ricostituire manualmente.

Il cluster, denominato “OP-512”, è stato attribuito con moderata-alta confidenza alla Cina, sulla base di indicatori tattici, tecnici e procedurali (TTP) che si sovrappongono parzialmente ad altri gruppi noti come CL-STA-0048, GhostRedirector e DragonRank. Tuttavia, OP-512 presenta caratteristiche uniche che ne fanno un’entità distinta: un framework di web shell costruito su misura, con crittografia per-deployment, che rende inefficace qualsiasi rilevamento basato su firme.

Il bersaglio: infrastruttura legacy come porta d’ingresso


Il server compromesso eseguiva Windows Server 2016 con .NET Framework 4.0, una versione priva di aggiornamenti di sicurezza dal 2016. I server IIS in zona demilitarizzata (DMZ) rappresentano un bersaglio prediletto per gli operatori di cyberspionaggio: si trovano al confine tra la rete esposta a Internet e la rete interna, ricevono meno monitoraggio rispetto all’infrastruttura core e fungono da pivot point ideale per muoversi lateralmente.

La telemetria EDR mostrava attività sospetta sullo stesso host già 75 giorni prima dell’attacco principale, con query DNS verso il dominio ashx.lhlsjcb[.]com. Questa prima fase — probabilmente ricognizione e test delle capacità di accesso — è tipica degli cluster di spionaggio state-sponsored, che non hanno fretta e possono permettersi di aspettare il momento più opportuno.

La fase offensiva: pochi minuti per stabilire il controllo


Quando OP-512 ha deciso di agire, ha operato con velocità e metodo. In un arco temporale di pochi minuti, il processo worker di IIS (w3wp.exe) ha scritto nella directory di upload dell’applicazione tre web shell, ciascuna con una funzione specifica:

  • File manager .aspx con canale C2 self-reporting: alla prima visita, la shell codifica il proprio URL in esadecimale e lo trasmette come query DNS verso il dominio controllato dagli attaccanti (hcgos[.]com, con pattern a.<hex>.c.hcgos[.]com). Se la query DNS fallisce, attiva un canale di fallback HTTP verso un server C2 separato. Il server di fallback è stato collegato da ricercatori indipendenti a infrastrutture Meterpreter.
  • Due command handler .ashx con autenticazione crittografica: ciascuno gated da autenticazione RSA+RC4 con chiavi diverse tra i due handler. Il processo di esecuzione segue quattro fasi sequenziali: decodifica Base64 del corpo della richiesta HTTP, decifratura RC4 del payload, verifica della firma RSA contro la chiave pubblica embedded, esecuzione del comando solo se la verifica ha successo.

L’elemento più sofisticato è la generazione crittograficamente unica per ogni deployment: un builder automatizzato produce istanze dal medesimo template, randomizzando i nomi di variabili e metodi e iniettando variabili morte e commenti spazzatura. Il risultato sono file che eseguono la stessa operazione ma producono hash completamente diversi, rendendo inutile il rilevamento basato su firme.

Privilege Escalation: la suite “Potato” caricata direttamente in memoria


Con le web shell operative, OP-512 ha caricato direttamente nella memoria del processo w3wp.exe quattro toolkit di post-exploitation, senza scrivere nulla su disco:

  • BadPotato, SweetPotato, EfsPotato: la “Potato Suite”, una raccolta documentata di exploit Windows che abusano di servizi integrati per elevare i privilegi da un account di servizio limitato a SYSTEM. La presenza di questi strumenti in OP-512 aggiunge un dato di attribuzione, poiché compaiono anche in CL-STA-0048 e GhostRedirector.
  • GhostKit: un toolkit non documentato pubblicamente, probabilmente un’etichetta vendor-specifica della telemetria EDR piuttosto che un tool consolidato.

I comandi di verifica post-escalation (whoami e whoami /priv) sono stati eseguiti come stringhe base64-encoded — una codifica identica carattere per carattere a quella documentata nel compromesso ArcGIS di Flax Typhoon, suggerendo tooling o playbook condivisi nell’ecosistema degli APT cinesi.

Il problema del loop: quando la prevenzione non basta


Un aspetto particolarmente istruttivo dell’incidente è ciò che è accaduto dopo l’intervento dell’endpoint protection: il sistema ha terminato il processo malevolo, ma IIS riavvia automaticamente i worker process dopo un crash o una terminazione forzata. Il risultato è stato un loop in cui la protezione si attivava ripetutamente mentre l’attività malevola continuava. Bloccare un processo senza isolare l’host crea esattamente questa finestra di vulnerabilità che gli attaccanti sfruttano intenzionalmente.

Un ulteriore problema per i responder è la persistenza delle DLL compilate da ASP.NET: quando le web shell vengono eseguite per la prima volta, il runtime .NET le compila in librerie DLL e le salva in una directory temporanea. Queste DLL sopravvivono alla cancellazione dei file originali e possono essere riattivate. La risposta all’incidente deve quindi includere la pulizia delle directory di compilazione temporanea di ASP.NET.

Timestomping: nascondersi nel passato


OP-512 implementa una tecnica di timestomping automatizzato particolarmente raffinata: le web shell analizzano ogni file e sottodirectory circostante, calcolano il timestamp mediano di ultima modifica e sovrascrivono i propri timestamp di creazione e modifica per allinearsi. Una web shell scritta nel 2026 tra file del 2022 sembrerebbe vecchia di anni. La funzione accetta anche un timestamp esplicito come input, permettendo all’operatore di retrodatare un file a uno specifico evento o finestra di patch.

OP-512 nel panorama degli APT cinesi su IIS


ReliaQuest posiziona OP-512 come quarto cluster cinese documentato nell’ultimo anno a colpire server IIS, ma con caratteristiche che lo distinguono dagli altri tre:

  • CL-STA-0048 (l’overlap più significativo): usa query DNS con subdomain esadecimali per esfiltrare dati — OP-512 usa lo stesso encoding ma per segnalare la propria posizione, non per esfiltrare. Dipende da tool commodity come PlugX e Cobalt Strike, diversamente dal framework custom di OP-512.
  • GhostRedirector e DragonRank: motivati da frodi SEO, non da spionaggio. Usano alcune delle stesse tecniche di privilege escalation ma con obiettivi completamente diversi.


IOC e Indicatori comportamentali


ReliaQuest enfatizza che gli IOC specifici di questa intrusione non saranno necessariamente presenti nelle future operazioni OP-512, data la natura generata proceduralmente del framework. I rilevamenti comportamentali sono la strada maestra:

# IOC specifici dell'intrusione
Dominio C2 primario:     ashx.lhlsjcb[.]com (attività precedente, ~75 giorni prima)
Dominio C2 secondario:   hcgos[.]com
Pattern DNS:             a.<hex>.c.hcgos[.]com
Server Meterpreter C2:   43.160.202[.]246:8053
Connessione outbound:    140.206.161[.]227:443
Source IP interazione:   124.156.129[.]151 (User-Agent: python-requests/2.33.0)

# Pattern comportamentali da monitorare
- w3wp.exe che genera query DNS con subdomain esadecimali lunghi
- Caricamento riflessivo di componenti crittografici in w3wp.exe
- Creazione di DLL in directory temporanee ASP.NET fuori dai cicli di deployment
- Risposte HTTP cifrate da endpoint .ashx che dovrebbero restituire contenuto standard

Due righe per i difensori


Per i team di sicurezza che gestiscono ambienti con server IIS legacy, le priorità immediate sono: ritirare o isolare i server con .NET Framework end-of-life esposti a Internet; disabilitare l’esecuzione di script nelle directory di upload via handler IIS per estensioni .aspx, .ashx, .asp e .asmx; monitorare le directory di compilazione temporanea ASP.NET per creazione di DLL fuori dai cicli di deployment normali; e — fondamentalmente — non chiudere un incidente senza aver identificato e rimediato la vulnerabilità di accesso iniziale. OP-512 dimostra che gli operatori di spionaggio contano esattamente su questa superficialità per tornare dopo che l’allerta è rientrata.


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✨ Supply chain attack su npm: 11 pacchetti malevoli con C2 blockchain colpiscono 2,7 milioni di download crypto
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Supply chain attack su npm: 11 pacchetti malevoli con C2 blockchain colpiscono 2,7 milioni di download crypto


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Undici pacchetti npm malevoli, un singolo package con oltre 2,7 milioni di download, un’infrastruttura di comando e controllo ancorata alla blockchain Ethereum: questa è la mappa di una campagna di supply chain attack che i ricercatori di Cyfirma hanno identificato e documentato nel dettaglio, prendendo di mira sviluppatori blockchain, progetti Web3 e operatori di wallet crypto.

La trappola nel registro npm


Il registro npm — il più grande ecosistema di pacchetti JavaScript con oltre due milioni di moduli disponibili — si conferma ancora una volta un bersaglio privilegiato per gli attori malevoli. Questa campagna ha sfruttato una combinazione di tecniche consolidate e innovazioni notevoli, a partire dal typosquatting: i pacchetti malevoli mimicavano fedelmente nomi di librerie legittime e ampiamente utilizzate nell’ecosistema blockchain, come ethers.js, le SDK di Moralis, le utility Coinbase e i tool di sviluppo Stellar.

Il pacchetto più distribuito, moralis-sdk, ha raggiunto la cifra di 2,7 milioni di download prima della rimozione — un numero che rende l’entità potenziale della compromissione difficile da quantificare con precisione. Gli altri dieci pacchetti identificati includono ethers-jss, coinbase-wallet-utils, Ganach (typosquatting di Ganache), Solidty (typosquatting di Solidity), Stelar-sdk, oltre a hardhat-deploy-utils, web3-deploy-helper, defi-sdk-core, ethers-compat ed ethereum-dev-utils.

Meccanismo di esecuzione: lifecycle hooks come vettore d’attacco


Il vettore di infezione primario si basa sull’abuso degli script di ciclo di vita npm (postinstall e preinstall). Quando uno sviluppatore esegue npm install, il codice malevolo viene attivato automaticamente, senza alcuna interazione ulteriore. Questo approccio è particolarmente insidioso perché sfrutta funzionalità native del gestore di pacchetti, difficili da bloccare senza compromettere la funzionalità legittima.

Il pacchetto moralis-sdk fungeva da downloader multi-stadio: recuperava payload aggiuntivi da servizi di hosting remoto come Pastefy e GitHub, realizzando un’architettura di distribuzione del malware altamente resiliente. I pacchetti coinbase-wallet-utils e ethers-jss erano invece dedicati principalmente alle fasi di ricognizione ed esfiltrazione, con focus specifico sul furto di wallet crypto.

Blockchain come infrastruttura C2: l’innovazione più significativa


L’elemento tecnico più rilevante della campagna è l’utilizzo della blockchain Ethereum come meccanismo di command and control. Gli attori malevoli hanno impiegato smart contract Ethereum e transazioni on-chain sia per il recupero della configurazione dell’infrastruttura sia per l’esfiltrazione di credenziali. Questo approccio rende il C2 estremamente difficile da bloccare: non esistono domini da eliminare, non esistono IP da inserire in blacklist, e le transazioni on-chain sono immutabili e pseudoanonime.

Gli indirizzi Ethereum identificati nella campagna come target per la configurazione e l’esfiltrazione includono 0xa1b40044EBc2794f207D45143Bd82a1B86156c6b, 0x52221c293a21D8CA7AFD01Ac6bFAC7175D590A84 e 0xCBbecC5E5Eb88582e6305cF6ab688f03e02Ce16f.

Tipologia di dati rubati


L’obiettivo principale era la raccolta di segreti ad alto valore economico e operativo dagli ambienti di sviluppo compromessi. Il malware prendeva di mira: chiavi private di wallet crypto e frasi mnemoniche (seed phrase), chiavi SSH, credenziali cloud (AWS, Azure, GCP), token di autenticazione API (NPM_TOKEN, GITHUB_TOKEN), chiavi di servizi blockchain come Infura e Alchemy, oltre a file di configurazione di ambienti di sviluppo specifici come secrets.json, hardhat.config.js e foundry.toml.

Mappatura MITRE ATT&CK


La campagna copre un ampio spettro di tecniche MITRE, tra cui T1195.002 (Supply Chain Compromise), T1204.002 (Malicious File Execution), T1036.005 (Masquerading), T1552 (Unsecured Credentials), T1528 (Steal Application Access Token) e T1583.006 (Acquire Infrastructure via Web Services).

Indicatori di Compromissione (IoC)

# Pacchetti npm malevoli
moralis-sdk, ethers-jss, coinbase-wallet-utils
Ganach, Solidty, Stelar-sdk
hardhat-deploy-utils, web3-deploy-helper, defi-sdk-core, ethers-compat, ethereum-dev-utils

# Hash SHA256
d94a2444268b339dfda2615f7800322fb318e0a484414bb17016cfcd5eb07c44
6585ca0d3e26c20ced638f46f4a89eea924d411b8753d3fcf434663593c7cf0b
17bad5ae5b2ac262f5f18854853869840245c344105aa38c7f550ef51d2e5f26

# Hash SHA1
53b91117db931d3acbbfd15aa8400bb6691e023d
63154cd9c79f9d14eb9be6c4efc2a778d31646ec
74d3d5ab6d0fa4c6a5860598231728a6a893ecf7

# URL infrastruttura
pastefy.app/RhPBKGli/raw
http://193.233.201.21:3001

# Indirizzi Ethereum (C2 on-chain)
0xa1b40044EBc2794f207D45143Bd82a1B86156c6b
0x52221c293a21D8CA7AFD01Ac6bFAC7175D590A84
0xCBbecC5E5Eb88582e6305cF6ab688f03e02Ce16f

Due righe per i difensori


Questa campagna evidenzia come i supply chain attack sul registro npm stiano diventando sempre più sofisticati. I difensori e i team di sicurezza DevOps dovrebbero implementare: verifica sistematica dell’integrità dei pacchetti prima dell’installazione; utilizzo di strumenti come npm audit e analizzatori comportamentali di pacchetti (Socket.dev, Snyk, Phylum); monitoraggio delle connessioni di rete generate durante npm install in ambienti di build CI/CD isolati; blocco preventivo dei lifecycle hook di terze parti nelle pipeline di produzione; audit periodico delle dipendenze con specifico focus su pacchetti con nomi simili a librerie popolari. L’uso della blockchain come infrastruttura C2 rappresenta una frontiera che richiede approcci di difesa diversi dal tradizionale blocco DNS/IP: è necessario monitorare le chiamate RPC verso nodi Ethereum non autorizzati nelle reti aziendali.

La ricerca completa di Cyfirma è disponibile su: cyfirma.com


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✨ Il worm Miasma disabilita 73 repository Microsoft su GitHub in 105 secondi: supply chain attack prende di mira gli AI coding agent
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/il-wor…

@informatica


Il worm Miasma disabilita 73 repository Microsoft su GitHub in 105 secondi: supply chain attack prende di mira gli AI coding agent


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Il 5 giugno 2026, il worm Miasma — variante della famiglia Shai-Hulud attribuita al gruppo TeamPCP — ha raggiunto le organizzazioni GitHub di Microsoft. In 105 secondi, il sistema automatico di enforcement di GitHub ha disabilitato 73 repository tra Azure, Azure-Samples, microsoft e MicrosoftDocs. L’attacco introduce un cambio di paradigma nei supply chain attack: il trigger non è più l’installazione di un pacchetto, ma l’apertura di una cartella nel proprio editor o AI coding agent.

La catena di infezione: dal PyPI al repository injection


Per comprendere l’incidente del 5 giugno è necessario risalire al 19 maggio 2026, quando la stessa campagna Miasma aveva compromesso il pacchetto PyPI durabletask di Microsoft. In quell’occasione, un attaccante aveva caricato tre versioni malevole del pacchetto in una finestra di 35 minuti, usando un token di publishing compromesso, bypassando completamente la pipeline CI/CD. Il payload — un file rope.pyz da 28KB — rubava credenziali da AWS, Azure, GCP, Kubernetes e oltre 90 configurazioni di developer tool.

Il 5 giugno, lo stesso account contributor compromesso è stato usato per iniettare un commit direttamente nel repository GitHub Azure/durabletask. Il commit (5f456b8) riportava il messaggio “Switched DataConverter to OrchestrationContext [skip ci]” — ma non modificava alcun file sorgente. Aggiungeva invece 5 file di configurazione, con un timestamp retrodatato al 2020 per eludere il rilevamento, e il flag [skip ci] per sopprimere l’esecuzione della pipeline.

Quattro vettori, un payload: come Miasma abusa degli AI coding agent


L’attacco è notevole per la sua copertura trasversale degli strumenti di sviluppo più diffusi. I cinque file iniettati puntano tutti allo stesso payload (.github/setup.js, un file JavaScript da 4,6 MB altamente offuscato), attivandolo con meccanismi diversi:

  • .claude/settings.json: hook SessionStart per Claude Code — esegue il payload all’avvio di qualsiasi sessione Claude nel repository.
  • .gemini/settings.json: hook identico per Gemini CLI.
  • .cursor/rules/setup.mdc: prompt injection per Cursor AI — istruisce l’agente a eseguire il payload spacciandolo per “inizializzazione obbligatoria del progetto”. Il flag alwaysApply: true garantisce l’attivazione indipendentemente dal file su cui si sta lavorando.
  • .vscode/tasks.json: task con runOptions.runOn: "folderOpen" — eseguito automaticamente da VS Code all’apertura della cartella, senza alcun coinvolgimento di AI agent.

Il punto critico: clonare il repository è sicuro, aprirlo nell’editor non lo è. Questo inverte l’assunzione di sicurezza su cui si basano la maggior parte dei workflow di sviluppo.

73 repository in 105 secondi: l’automazione di GitHub come ultima linea di difesa


Ore dopo il commit malevolo, il sistema automatico di abuse detection di GitHub ha disabilitato 73 repository in due ondate distinte, separate da un gap di 56 secondi:

  • Wave 1 (16:00:50 → 16:01:28 UTC): 39 repository in 38 secondi
  • Wave 2 (16:02:24 → 16:02:35 UTC): 34 repository in 11 secondi

Tutti i repository restituiscono HTTP 403 con "reason": "tos". Tra quelli colpiti figurano repository critici come azure-functions-host, azure-functions-core-tools, l’intera famiglia dei worker (.NET, Node.js, Python, Java, PowerShell, Go) e — con conseguenze immediate — Azure/functions-action, la GitHub Action ufficiale per il deployment di Azure Functions.

La disabilitazione di functions-action ha rotto immediatamente ogni pipeline CI/CD che referenziava Azure/functions-action@v1. Un thread su Microsoft Learn ha raccolto oltre 20 segnalazioni di pipeline bloccate in poche ore. Microsoft ha inizialmente classificato l’evento come “violazione delle policy GitHub”, salvo poi ricaratterizzarlo come “internal management issue under investigation”.

Attributione: TeamPCP e il nexus Shai-Hulud/Miasma


L’incidente si inserisce nella campagna più ampia del gruppo TeamPCP, attivo da almeno la primavera 2026. Il payload del 19 maggio conteneva un C2 secondario (t.m-kosche[.]com) già noto come infrastruttura TeamPCP. Il gruppo ha una storia di attacchi supply chain di ampia portata: TanStack (42 pacchetti npm, CVE-2026-45321, CVSS 9.6), Mistral AI, l’ecosistema @[url=https://stream.antv.abyaya.la/video-channels/antv]antv[/url] (639 versioni su 323 pacchetti npm), @redhat-cloud-services (32 pacchetti), LiteLLM, Telnyx e Checkmarx.

Miasma è valutata come una variante evoluta del worm Mini Shai-Hulud: Wave 1 (giugno 1) usava hook preinstall npm; Wave 2 (giugno 3) ha introdotto la tecnica Phantom Gyp — file binding.gyp malevoli che eludono le difese supply chain tradizionali; Wave 3 (giugno 5) ha abbandonato il package manager del tutto, puntando direttamente al repository e all’editor.

Indicatori di compromissione

# Domini C2
check.git-service[.]com      # C2 primario payload maggio
t.m-kosche[.]com             # Infrastruttura TeamPCP (C2 secondario)

# Hash commit malevolo
5f456b8  (Azure/durabletask, 2026-06-05)

# File sospetti da cercare nei repository
.claude/settings.json        # Hook SessionStart
.gemini/settings.json        # Hook SessionStart
.cursor/rules/setup.mdc      # Prompt injection alwaysApply
.vscode/tasks.json           # runOn: folderOpen
.github/setup.js             # Payload principale (4.6 MB offuscato)

Due righe per i difensori


Chi ha clonato repository Azure/microsoft dopo il 2 giugno 2026 e li ha aperti in un editor deve considerare il sistema compromesso e ruotare immediatamente tutte le credenziali accessibili: GitHub token, npm token, AWS keys, Azure service principal, GCP service account, SSH key, Kubernetes secrets, Docker config, variabili d’ambiente e shell history.

Per prevenire incidenti analoghi: ispezionare i repository clonati per i file sopra elencati prima di aprirli; pinnare le GitHub Actions a commit SHA specifici invece di tag mutabili; abilitare branch protection con revisione obbligatoria dei PR; usare PyPI Trusted Publishing (OIDC) al posto di token long-lived; monitorare le connessioni outbound dai runner CI/CD verso domini sconosciuti.

L’attacco Miasma su Microsoft rappresenta un salto qualitativo nella minaccia supply chain: non bastano più le difese sul package manager se gli attaccanti possono iniettare hook direttamente nell’editor dello sviluppatore. La superficie d’attacco si è spostata dall’installazione all’apertura — e le difese devono adeguarsi di conseguenza.


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Il Pentagono cambia le religioni riconosciute e scatena le proteste dei mormoni


Hegseth ha ridotto da 211 a 31 le confessioni riconosciute per i cappellani militari. Dopo le proteste dei mormoni la lista è stata corretta, ma restano escluse alcune chiese protestanti liberali

Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha ridotto da 211 a 31 il numero delle confessioni religiose riconosciute ufficialmente per l'assegnazione dei cappellani militari, i religiosi che assistono spiritualmente i membri delle forze armate. La decisione, voluta dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, ha provocato una serie di proteste, a partire da quelle dei mormoni, e ha costretto il Pentagono a rivedere la lista, creando però nuove esclusioni, come ricostruisce il New York Magazine.

Fino a oggi il Pentagono seguiva un approccio molto inclusivo all'assistenza spirituale: se c'era una domanda di cappellani di una certa fede, per quanto piccola o marginale, il dipartimento cercava di soddisfarla. Hegseth ha detto a marzo che questo sistema ha "annacquato" il contenuto teologico dei servizi di cappellania, trasformando i cappellani in una sorta di "terapeuti" che offrono "auto-aiuto" invece di consigli morali fondati sulla parola di Dio. Da qui il taglio drastico delle confessioni riconosciute.

Le proteste più forti contro il cambiamento non sono arrivate da un gruppo escluso dalla lista, ma da uno rimasto dentro. La maggior parte delle 31 voci era composta da denominazioni cristiane indicate con il prefisso "Christian": "Christian - Baptist", "Christian - Catholic", "Christian - Non Denominational" e così via. A una sola fede mancava quel prefisso: la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, cioè i mormoni. "Qualcuno sa dirmi perché la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è stata lasciata fuori dalla lista delle chiese cristiane?", ha scritto su X il senatore repubblicano Mike Lee, che appartiene a quella chiesa.

Molti evangelici conservatori non considerano i mormoni autenticamente cristiani. Tra questi c'è Doug Wilson, il mentore spirituale di Hegseth e fondatore della Communion of Reformed Evangelical Churches, la denominazione ultraconservatrice neocalvinista a cui appartiene il segretario alla Difesa. Come ha ricordato il sito Talking Points Memo, Wilson ha scritto che "il mormonismo non è cristiano" ed è "un falso vangelo". In aprile, sul suo blog, Wilson ha ringraziato un cappellano dell'esercito per la segnalazione su quella che il religioso definiva la "tendenza preoccupante" dell'aumento dei cappellani mormoni, con l'auspicio che Wilson usasse la sua influenza per fare qualcosa contro questa "eresia".

Le critiche hanno spinto il Pentagono a una seconda riclassificazione, arrivata secondo le insinuazioni di Lee anche con una spinta del presidente Trump. La nuova lista ha eliminato tutti i prefissi "Christian" e ha elencato le denominazioni con il loro nome: ora la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni compare tra le 31 fedi riconosciute accanto a cattolici, anglicani ed episcopaliani, Assemblee di Dio e testimoni di Geova.

La correzione ha però creato un altro problema. La nuova lista ha eliminato la categoria "Christian-Other", che raccoglieva le altre chiese cristiane, sostituendola con "Christian (Nondenominational)". Di conseguenza alcune denominazioni importanti non sono più riconosciute: la Christian Church (Disciples of Christ), la United Church of Christ, che comprende gran parte degli eredi dei congregazionalisti, e la Unitarian Universalist Association. Sono tre comunità apertamente liberali e con un peso storico notevole negli Stati Uniti: quattro presidenti americani sono stati unitariani, tre discepoli e due congregazionalisti. I loro fedeli nelle forze armate ora non possono chiedere i servizi di un cappellano della propria confessione.

La revisione della lista non è l'unico modo in cui le convinzioni religiose di Hegseth stanno entrando al Pentagono. Il segretario ha inaugurato funzioni religiose mensili nella sede del dipartimento, una novità senza precedenti. Le funzioni non sono aperte al pubblico e almeno due sono state officiate da ministri della sua stessa denominazione, quella fondata da Wilson.

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Hinter den Kulissen des kommerziellen Fußballs prägen zunehmend Tracking und der Einsatz künstlicher Intelligenz das Spiel – auch bei der diesjährigen Fußball-WM. Die Grundlage dafür liefern Datenarbeiter:innen, deren Beitrag zu den digitalen Wertschöpfungsketten verborgen bleibt.

netzpolitik.org/2026/tracking-…

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🚨 The #AIOmnibus should never have happened.

The file was presented as "technical" simplifications of the arduously negotiated #AIAct, but it delays key protections, weakens transparency and creates a dangerous precedent for the EU's digital rules. It's just another vehicle for the EU's #deregulation agenda serving industry lobbies at the expense of our rights.

🚫 Civil society calls on the EU Parliament and Council to reject the AI Omnibus deal.

Read our analysis ➡️ edri.org/our-work/ai-omnibus-d…

in reply to EDRi

@edri Agreed - and the omnibus debate shows how narrow the AI policy window has become: civil society is fighting just to keep transparency rules, while compensation is not even on the table. The models were trained on the work of millions of Europeans, uncompensated. A revenue levy on AI companies, redistributed GEMA-style to creators, journalists and researchers, would be the logical next file - not deregulation. (Concept, in German: troet.cafe/@ttttt/116572097989…)
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Trump dice "amo l'inflazione" mentre i prezzi salgono


Il presidente ha definito "ottimi" i dati sui prezzi e ha previsto che caleranno alla fine della guerra con l'Iran. I repubblicani temono il contraccolpo alle elezioni di metà mandato di novembre

Donald Trump ha detto di amare l'inflazione. Mercoledì, nello Studio Ovale, un giornalista gli ha chiesto se fosse preoccupato dai nuovi dati sui prezzi al consumo, che a maggio sono saliti del 4,2% su base annua, il ritmo più veloce da tre anni, e se il dato potesse danneggiare i repubblicani alle elezioni di novembre. "No, mi piace, i numeri erano ottimi", ha risposto il presidente. "Sapete cosa amo davvero? Amo l'inflazione". Poi ha ripetuto la sua previsione: i prezzi caleranno non appena finirà la guerra contro l'Iran. "Quando sarà finita, vedrete il petrolio tornare dov'era prima. Scenderà come un sasso".

L'aumento dell'inflazione dipende in gran parte proprio dal conflitto. La chiusura da parte di Teheran dello Stretto di Hormuz, il passaggio tra Iran e Oman da cui transita gran parte del petrolio del Golfo, ha fatto salire i costi di benzina, fertilizzanti e altri beni. Trump ha definito la guerra una deviazione e l'ha sempre presentata come una questione di sicurezza nazionale.

Reporter: Are you concerned, Mr. President, about the latest inflation number which came out this morning?

Trump: No, I love it. I love the inflation. pic.twitter.com/vktX6C9lbk
— Acyn (@Acyn) June 10, 2026


Il presidente ha poi rivelato di aver autorizzato un piano per far transitare in segreto alcune petroliere attraverso lo stretto, proprio per il timore di costi più alti e di un'inflazione crescente. "Per me ne è valsa la pena", ha detto, definendo l'operazione un successo. Ha aggiunto una serie di affermazioni confuse: "Abbiamo portato via milioni di barili di petrolio, milioni di barili ogni notte. Nessuno lo sa. Sapete chi non lo sa? L'Iran, fino a questo momento". Ha parlato anche di 22 navi spostate una notte "a notte fonda, senza luci" e ha concluso: "Ecco perché il petrolio è a 85 dollari al barile". Non è chiaro che cosa intendesse e CNBC ha chiesto chiarimenti alla Casa Bianca e al Dipartimento dell'Energia. Il segretario all'Energia Chris Wright, in un'audizione al Congresso, ha detto di non sapere nulla di milioni di barili portati via dall'Iran e ha spiegato che i militari americani hanno aiutato alcune petroliere ad attraversare lo stretto, dove il traffico è aumentato "in modo molto significativo" nell'ultima settimana, ha riferito l'agenzia Reuters.

Le parole di Trump pesano perché il presidente ha vinto le elezioni del 2024 in gran parte grazie alla promessa di abbassare l'inflazione. Da allora il suo indice di gradimento, anche sulla gestione del costo della vita, è sceso al livello più basso della sua carriera politica. I repubblicani temono che il malcontento dei consumatori costi loro le strette maggioranze in entrambe le camere del Congresso alle elezioni di metà mandato di novembre, perché il costo della vita resta la prima preoccupazione degli elettori.

I democratici hanno subito rilanciato sui social il video delle dichiarazioni. "Il suo disprezzo per voi non conosce limiti", ha scritto su X Chuck Schumer, il capo dei democratici al Senato. Il governatore dell'Illinois JB Pritzker ha aggiunto: "La gente non riesce a sfamare le proprie famiglie. Le vostre difficoltà per lui sono uno scherzo". Non è la prima frase del genere: a maggio Trump aveva detto "non penso alla situazione finanziaria degli americani", spiegando di pensare "a una cosa sola: non possiamo lasciare che l'Iran abbia un'arma nucleare".

Il dato complica anche il lavoro di Kevin Warsh, il nuovo presidente della Federal Reserve, la banca centrale americana, che la prossima settimana guiderà la sua prima riunione di politica monetaria. Gli economisti si aspettano tassi di interesse fermi tra il 3,5% e il 3,75%, ma avvertono che un'inflazione persistente potrebbe costringere la Fed ad alzarli: l'esatto contrario dei tagli che Trump chiede da quando è tornato alla Casa Bianca. Secondo Stephen Brown, capo economista per il Nord America di Capital Economics citato dalla BBC, l'aumento di maggio da solo non basta però a dare argomenti a chi nel comitato della Fed vuole alzare i tassi.

I tentativi di riaprire lo Stretto di Hormuz al traffico delle petroliere sono finora falliti e analisti e dirigenti del settore avvertono che nelle prossime settimane potrebbe arrivare un nuovo shock petrolifero abbastanza forte da scuotere i mercati finanziari. Anche se Trump e Teheran trovassero presto un accordo, servirebbero mesi per rimettere in moto le forniture e le interruzioni dovrebbero durare per tutto il 2026.


L'inflazione americana torna sopra il 4%, è il livello più alto da tre anni


L'inflazione negli Stati Uniti ha superato il 4% per la prima volta in tre anni. A maggio l'indice dei prezzi al consumo è salito del 4,2% su base annua, in accelerazione rispetto al 3,8% di aprile, riferisce il Dipartimento del Lavoro. Su base mensile i prezzi sono cresciuti dello 0,5%, poco meno del mese precedente.

A spingere i prezzi è soprattutto l'energia. Il conflitto tra Stati Uniti e Iran continua a strozzare i flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz e la benzina, rincarata del 40,5% in un anno, è salita di un ulteriore 7% nel solo mese di maggio. È il terzo mese consecutivo in cui la guerra fa salire i prezzi per i consumatori americani. Gli aumenti si vedono anche alla cassa del supermercato. I costi più alti di trasporto e logistica spingono i prezzi alimentari: la carne bovina è aumentata di oltre il 10% in un anno, i pomodori del 32%, la lattuga del 25%. Le tariffe aeree sono cresciute del 26,7%.

L'inflazione core, che esclude cibo ed energia e che gli economisti osservano per capire le pressioni reali sui prezzi, resta più contenuta: è salita del 2,9% su base annua, contro il 2,8% di aprile, e dello 0,2% sul mese, circa la metà del ritmo precedente. Per ora, quindi, i costi energetici non si stanno riversando in massa sul resto dell'economia. Un segnale d'allarme però c'è: l'inflazione dei prezzi del settore dei servizi, che include gli affitti e non dipende né dai dazi né dal petrolio, viaggia stabilmente sopra il 3%.

Il dato pesa sul presidente Donald Trump, che in campagna elettorale aveva promesso di abbassare il costo della vita. La Casa Bianca sostiene che si tratti di una fiammata temporanea dell'inflazione, destinata a rientrare quando finiranno le ostilità, ma una fine al momento non si vede. Gli americani intanto perdono fiducia: il sentiment dei consumatori, secondo l'ultima rilevazione dell'Università del Michigan, ha toccato questa primavera un nuovo minimo storico.

FocusAmerica · Inflazione Stati Uniti

L'inflazione USA torna a correre: +4,2% a maggio


Indice dei prezzi al consumo (CPI), variazione sui 12 mesi. Si tratta del dato più alto da aprile 2023, trainato dallo shock energetico legato al conflitto con l'Iran.


Inflazione generale
(mag 2026, su anno)
▲ da 3,8% (apr)


Inflazione core
(esclusi cibo ed energia)
▲ da 2,8% (apr)


Prezzi dell'energia
(su anno)
▲ da 17,9% (apr)

Andamento 12 mesiAndamento Le componenti (mag 2026)Componenti

Indice generale Core (esclusi cibo ed energia) Core (- cibo, energia)

* Il dato di ottobre 2025 non è mai stato pubblicato a causa dello shutdown del governo federale.

Variazione dei prezzi sui 12 mesi terminati a maggio 2026, per componente. Le barre non rappresentano quote di un totale.

Fonte: Bureau of Labor Statistics (CPI-U, dati non destagionalizzati) Aggiornato al 10 giugno 2026

Il primo esame di Warsh


Il rapporto mette subito alla prova Kevin Warsh, il nuovo presidente della Federal Reserve, che la prossima settimana guiderà la sua prima riunione di politica monetaria da quando ha sostituito Jerome Powell, rimasto nel board come governatore. I mercati si aspettano tassi invariati, ma conteranno i segnali sulle mosse successive. Prima della nomina Warsh si era detto aperto a tagliare i tassi, una posizione che l'inflazione in risalita potrebbe costringerlo ad abbandonare. Alcuni alla Fed spingono già nella direzione opposta: il governatore Christopher Waller ha dichiarato a una conferenza a Francoforte di non poter "più escludere rialzi dei tassi se l'inflazione non rallenta presto".

Il timore degli economisti è che gli americani si convincano che i prezzi alti siano ormai permanenti: una convinzione che tende ad auto avverarsi, perché i lavoratori chiedono aumenti e le imprese ritoccano i listini in anticipo. Le aspettative di inflazione di lungo periodo rilevate dall'Università del Michigan sono infatti già salite al 3,9%, ben oltre i livelli pre-pandemia. Joe Brusuelas, capo economista di RSM, prevede che l'inflazione "continuerà a salire lentamente verso il 4,5%". E secondo Krishna Guha di Evercore ISI sull'economia americana si stanno sovrapponendo "tre distinte ondate inflazionistiche: dai dazi, dal petrolio e ora dagli investimenti in intelligenza artificiale".


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AI Omnibus deal: EU lawmakers should reject a rollback of AI safeguards


On 7 May 2026, EU institutions reached a final deal on the AI Omnibus, a file presented as technical simplification of the Artificial Intelligence Act (AI Act). In practice, the deal delays key protections, weakens transparency and creates a dangerous precedent for the EU digital rulebook. The European Parliament and the Council of the EU should reject it.

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📰 "Noyb macht Ernst im Kampf gegen intransparente Bonitätsbewertungen. Am Dienstag brachten die Datenschützer:innen die erste Unterlassungsklage gegen die Kreditauskunftei #CRIF ein. Noch im zweiten Halbjahr dieses Jahres soll eine #Sammelklage folgen." 🧑‍⚖️

Zur Sammelklage anmelden 👉 crif.noyb.eu
Weiterlesen 👉 salzburg24.at/news/oesterreich…

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Oggi nel nostro Paese il diritto alla Procreazione Medicalmente Assistita funziona così: se sei sposata con un uomo o hai un compagno, puoi accedere al percorso. Se invece sei una donna single o se hai una relazione con un'altra donna, la legge ti esclude. È una discriminazione, perché l'accesso a questa procedura non dipende dalla salute, ma dallo stato civile e dall'orientamento sessuale.

Per cambiare le cose, firma qui:
firmereferendum.giustizia.it/r…

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
in reply to Marco Cappato

posso essere in disaccordo sulla discriminazione sessuale, per quanto riguarda la madre single invece dipende. Nel 2026 troppi bambini nascono in situazioni di disagio economico, anche da coppie. La madre deve guadagnare abbastanza da poter permettere a se stessa e al nascituro una vita degna.

Non si può più andare avanti con "in qualche modo si fa"

Dio non vede e provvede e soprattutto non da da mangiare.