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San Francisco boccia la tassa sui dirigenti con stipendi più alti


La Proposition D non raggiunge il 47% dei sì. Era sostenuta dai sindacati per finanziare i servizi, osteggiata da sindaco e leader tech

Gli elettori di San Francisco hanno bocciato la Proposition D, una misura che avrebbe aumentato e ampliato la tassa sulle retribuzioni dei dirigenti con stipendi molto più alti di quelli dei loro dipendenti. La proposta, sostenuta dai sindacati, aveva raccolto meno del 45% dei voti, contro circa il 55% di contrari dopo l'ultimo aggiornamento dei risultati.

Referendum locale · San Francisco · 2 giugno 2026
San Francisco boccia la tassa sui CEO strapagati (Prop. D)
La "Overpaid CEO Tax" sostenuta dai sindacati è verso la bocciatura: i contrari avanti di circa dieci punti. Scrutinio ancora in corso.

Esito del voto%

No
Contrari · in vantaggio

~55%


Favorevoli

~45%

41,79%affluenza
~2/3 scrutinato · dato parziale

Maggioranza semplice richiesta per l'approvazione. Percentuali su scrutinio parziale aggiornato all'8 giugno 2026; conteggio dei voti assoluti non ancora consolidato. Elaborazione di Focus America su dati del Dipartimento Elettorale di San Francisco.

La Proposition D era nota come "Overpaid C.E.O. Tax", la tassa sui dirigenti strapagati. Il voto di San Francisco, città considerata una delle più progressiste degli Stati Uniti, era atteso come un indicatore del sentimento dei residenti verso l'ondata di ricchezza portata dal boom dell'intelligenza artificiale che sta trasformando la città. Il dibattito rispecchia quello in corso in tutta la California su una proposta di tassa sui miliardari che dovrebbe essere sottoposta agli elettori dello Stato a novembre.

San Francisco applica già dal 2020 una tassa che penalizza le aziende con un forte divario salariale tra dirigenti e dipendenti. L'imposta attuale si applica alle società con più di mille dipendenti e un fatturato annuo superiore a un miliardo di dollari, i cui dirigenti guadagnano più di cento volte la retribuzione mediana dei loro dipendenti a San Francisco.

La Proposition D avrebbe modificato il meccanismo di calcolo confrontando gli stipendi dei dirigenti con la retribuzione mediana dell'intera forza lavoro aziendale a livello globale, non solo quella dei dipendenti di San Francisco, dove i salari sono significativamente più alti. La proposta avrebbe anche introdotto aliquote progressive più elevate, con un supplemento compreso tra lo 0,1% e lo 0,6% sull'imposta sulle entrate lorde della città.

Un'analisi dell'ufficio del controllore cittadino ha stimato che la Proposition D avrebbe aumentato le entrate annuali della municipalità tra 250 e 300 milioni di dollari, ma che avrebbe probabilmente provocato la perdita di circa 940 posti di lavoro in città. I sostenitori della misura, tra cui il consiglio dei supervisori, i sindacati e la deputata Nancy Pelosi, sostenevano che quei fondi avrebbero potuto compensare i tagli federali a Medicaid.

L'opposizione alla Proposition D ha speso oltre sei milioni di dollari in spot televisivi e altre forme di pubblicità. Sergey Brin, cofondatore di Google, e Tony Xu, cofondatore di DoorDash, hanno contribuito ciascuno con centinaia di migliaia di dollari per sconfiggere la misura. Tra i principali donatori c'èvano anche Michael Moritz, fondatore di Crankstart, e Chris Larsen, presidente di Ripple.

When the worst happens, nurses are there. That’s why nurses are teaming up with firefighters, teachers, and working people across our city to Pass Prop D! ✅

Join us this Saturday to help spread the word: t.co/o6p7TZIM8H pic.twitter.com/6qM2aMffOW
— Yes on D! Protect Care Not Corporate Greed (@CareNotGreed) March 12, 2026


Il sindaco Daniel Lurie e il senatore statale Scott Wiener si sono opposti alla proposta, sostenendo che avrebbe spinto le aziende fuori da San Francisco e rallentato la ripresa economica post-pandemica della città. "San Francisco è già una delle città più care del Paese per vivere e fare business. Aumenti fiscali estremi e imprevedibili rischiano di allontanare i datori di lavoro proprio mentre stiamo cercando di riportare posti di lavoro, lavoratori e passanti nel centro", ha detto il supervisore Matt Dorsey nella guida ufficiale agli elettori.

Un'altra misura concorrente, la Proposition C, anch'essa non è stata approvata. Era stata promossa dalla Camera di Commercio di San Francisco e avrebbe alzato la soglia di esenzione dall'imposta sulle entrate da cinque a sette milioni e mezzo di dollari, riducendo al contempo l'impatto della tassa sui dirigenti. Il suo scopo dichiarato era impedire l'approvazione della Proposition D.

Il voto su queste misure fiscali arriva in un momento di evidente spostamento politico di San Francisco verso il centro. Nel 2022 la città ha rimosso il procuratore distrettuale progressista e ha revocato il mandato a tre membri del consiglio scolastico che si erano concentrati su iniziative di giustizia sociale mentre le scuole erano chiuse durante la pandemia. Nel 2024 gli elettori hanno eletto Lurie, un democratico moderato che si era impegnato a concentrarsi sulla qualità della vita.

La sconfitta della Proposition D non chiude il dibattito sulla tassazione della ricchezza tecnologica in California. Una proposta di tassa sui miliardari dovrebbe qualificarsi per il ballot di novembre a livello statale, e il tema di come distribuire i profitti dell'industria dell'intelligenza artificiale resterà al centro della politica della Bay Area.

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In Mecklenburg-Vorpommern hat sich das LKA kommerzielle Handy-Standortdaten beschafft. In mehreren Bundesländern will sich die Polizei nicht zu Databroker-Deals äußern. Nach Recherchen von uns und dem Bayerischen Rundfunk verlangen Abgeordnete jetzt Transparenz.

#DatabrokerFiles

netzpolitik.org/2026/databroke…

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In mindestens acht Bundesländern macht die Opposition Druck auf die Landesregierung und fordert Aufklärung über mögliche Databroker-Deals mit der Polizei. 🔥

Anlass sind unsere Recherchen zu den #DatabrokerFiles mit @br_data

👉 Berlin: „Rechtsstaat darf sich keine Abkürzungen kaufen“
👉 NRW: Regulierung „bislang völlig unzureichend“
👉 Bayern: „Mauern lässt nichts Gutes ahnen“
👉 M‑V: „Erwarten vom Innenminister Aufklärung“

1/2

netzpolitik.org/2026/databroke…

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🇦🇹 #CRIF hat von fast allen in Österreich Name, Geburtsdatum und Adresse gesammelt, um „Bonitätsscores“ zu berechnen. Dabei gibt es bei 90% keine Finanzdaten. Wir haben nun eine Unterlassungsklage eingebracht und starten eine #Sammelklage auf Schadenersatz. ⚖️

👉 Mach risikofrei mit: crif.noyb.eu

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Vuoi un passaporto che dica anche chi siamo come cittadini e cittadine europee? ⭐🇪🇺

Oggi ogni Stato dell’Unione Europea ha il proprio passaporto, con colori e dettagli diversi. Eppure l’identità europea è parte concreta della nostra cittadinanza, dei nostri diritti, della nostra libertà di vivere, studiare, lavorare e viaggiare in tutta l’Unione.

Con una nuova Iniziativa dei cittadini europei, potremmo avere una scelta in più: un passaporto con copertina blu e stelle dorate, su base volontaria, per chi vuole rendere visibile anche la propria cittadinanza europea.

Non per sostituire le identità nazionali, ma per affiancarle con un simbolo comune, chiaro e riconoscibile. 🇪🇺

Se l’iniziativa raccoglierà 1.000.000 di firme in almeno 7 Stati membri entro un anno, la Commissione europea dovrà esaminarla e rispondere.

Firma anche tu l’Iniziativa dei cittadini europei “EU Stars On My Passport” al link in bio oppure su star-pass.eu 💜

#PassaportoEuropeo #CittadinanzaEuropea #IdentitàEuropea #UnioneEuropea #EUStarsOnMyPassport #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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in reply to Volt Italia

Dov'è il link, di quale bio si tratta? Siamo pigri, nessuno si metterà a digitare il nome di un sito web in un'altra scheda.

Non solo vorrei una versione ufficiale della mia copertina di plastica blu del centro visitatori del Parlamento europeo, ma mi piacerebbe anche vedere alcuni dei governi nazionali ipocriti che cercano di tirarsela fuori di dosso quando la respingono.

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L'Ucraina non sta perdendo e la Russia non sa come vincere


Una rete di droni, radar e IA ha reso il fronte una zona invalicabile larga trenta chilometri. La Russia perde più territorio di quanto ne conquisti e non sa come vincere.

La guerra in Ucraina è cambiata e non per un accordo diplomatico o per l'intervento di una potenza straniera. A trasformare il conflitto è stata una rete di droni, sensori acustici, radar e intelligenza artificiale che centinaia di aziende tecnologiche ucraine aggiornano ogni giorno con i dati ricevuti direttamente dai soldati al fronte. L'analista della difesa Andriy Zagorodnyuk la chiama "consapevolezza situazionale interconnessa" (networked situational awareness), e come scrive Anne Applebaum sull'Atlantic, è il motivo per cui la percezione internazionale del conflitto sta cambiando radicalmente.

Fino a poco tempo fa la narrazione dominante in Europa e negli Stati Uniti ricalcava la propaganda russa: l'Ucraina, in inferiorità numerica e di armamenti, prima o poi avrebbe perso. Aiutare Kyiv serviva solo a rimandare il disastro. Quando nel 2025 l'amministrazione Trump ha interrotto gli aiuti militari e finanziari, a Washington qualcuno si aspettava, e forse voleva, che la fine arrivasse in fretta.

Gli europei hanno invece fornito denaro e la società ucraina ha prodotto la "consapevolezza situazionale interconnessa". Il risultato: dall'inizio della primavera, cioè dall'avvio dell'offensiva annuale russa, la Russia ha perso più territorio in Ucraina di quanto ne abbia conquistato. La linea del fronte non è più una linea: è una zona proibita larga una trentina di chilometri, completamente visibile ai droni. Qualunque camion, carro armato o soldato russo che cerchi di avanzare viene individuato all'istante e colpito. Poiché i comandanti russi continuano ad attaccare lo stesso, gli ucraini uccidono o feriscono decine di migliaia di soldati nemici ogni mese, forse fino a 30mila. L'obiettivo è rimuovere più russi dal campo di battaglia di quanti se ne possano reclutare per rimpiazzarli, e secondo Applebaum potrebbero essere vicini a riuscirci.

Guerra in Ucraina · L'analisi

Il fronte non è più una linea


Una rete fatta di droni, sensori e intelligenza artificiale ha trasformato il fronte in una fascia larga una trentina di km, dove nulla riesce più a muoversi. Dall'inizio dell'offensiva di primavera la Russia ha perso più terreno di quanto ne abbia conquistato.

Anne Applebaum · The Atlantic Concetto di A. Zagorodnyuk: «consapevolezza situazionale interconnessa»

Come è cambiato il campo di battaglia

Retrovie russe Retrovie ucraine

≈30 km

La profondità della fascia interamente coperta dai droni. Un tempo il fronte era una linea fissa su una mappa; oggi è una terra di nessuno che ogni mezzo russo in avanzata attraversa allo scoperto.

Esplora l'analisi
1Il fronte 2La rete 3Gli attacchi 4Lo scenario

Il ribaltamento

Chi prova ad avanzare viene visto e colpito all'istante


Camion, carri armati e fanteria russa vengono individuati appena entrano nella fascia. I comandanti continuano a ordinare assalti, e le perdite si accumulano mese dopo mese.

Fino a 0
Soldati russi uccisi o feriti ogni mese, secondo le stime riportate da Applebaum.

≈30 km
La larghezza della fascia interamente sorvegliata e battuta dai droni.

Bilancio negativo
Dall'avvio dell'offensiva di primavera la Russia ha perso più terreno di quanto ne ha conquistato.

L'obiettivo ucraino è semplice: togliere dal campo più soldati russi di quanti Mosca riesca ad arruolarne per rimpiazzare le perdite. Secondo Applebaum, quel punto di non ritorno potrebbe essere vicino.

Consapevolezza situazionale interconnessa

Centinaia di aziende aggiornano il sistema ogni giorno con i dati del fronte


Droni, sensori acustici, radar e intelligenza artificiale formano un'unica rete che vede in tempo reale l'intero campo di battaglia. I soldati inviano i dati, le aziende migliorano gli algoritmi e rimandano al fronte informazioni più precise per attacchi sempre più micidiali.

Droni
Sorvegliano e colpiscono ogni movimento nella fascia.

Sensori acustici
Riconoscono i mezzi dal rumore, anche di notte.

Radar
Tracciano bersagli a distanza in ogni condizione.

Intelligenza artificiale
Fonde i dati e indica i bersagli in tempo reale.

Dati dal fronte → Software aggiornato → Strumenti migliori al fronte

Il punto debole
Per fermare i missili balistici Kyiv dipende ancora dai Patriot americani.

Nei primi tre giorni del conflitto tra Stati Uniti e Iran sono stati usati più missili Patriot che in tutta la guerra tra Russia e Ucraina dal 2022.

Volodymyr Zelensky

La pressione sulla Russia

I droni a lungo raggio colpiscono raffinerie e infastrutture di logistica lontano dal fronte


Esaurita anche la difesa aerea russa, i droni ucraini raggiungono con regolarità le infrastrutture petrolifere e le retrovie russe nei territori occupati.

Capacità di raffinazione russa ridotta −20% (almeno)

Gittata dei nuovi droni sulle retrovie ≈160 km

Quasi tutte
Le principali raffinerie della Russia centrale sono ora ferme o a regime ridotto.

Crimea
Carenze di carburante e rifornimenti difficili nei territori occupati.

Il segnale · 1
La parata militare annuale accorciata per paura dei droni ucraini.

Il segnale · 2
Raffineria colpita all'apertura del forum economico di San Pietroburgo.

Scenario futuro

Una fascia di droni che si trasforma in vero e proprio confine, come tra le due Coree


Se la tecnologia continuerà a migliorare, la zona potrebbe allargarsi a 50-60 km: una vera e propria terra di nessuno pattugliata dai droni, di fatto una zona demilitarizzata.

Oggi ≈30 km

Proiezione 50-60 km

2022
Inizio dell'invasione russa su vasta scala.

2025
L'Amministrazione Trump sospende gli aiuti all'Ucraina; gli europei subentrano con i finanziamenti.

Primavera
Con il fallimento dell'offensiva annuale russa, il fronte comincia a ribaltarsi.

Questa settimana
Zelensky propone a Putin un cessate il fuoco immediato. Mosca respinge l'idea.

Non sarebbe una vittoria netta per l'Ucraina. Ma per Putin si tratterebbe indubbiamente di una sconfitta strategica: l'obiettivo di cancellare l'Ucraina dalla mappa non si realizzerà mai.

Fonte Anne Applebaum, «The Atlantic», con le analisi di Andriy Zagorodnyuk e Kyrylo Budanov. Le stime sulle perdite e sulla capacità di raffinazione hanno valore indicativo.

I russi non riescono a spostare la linea del fronte, ma possono ancora usare droni e missili per uccidere civili e distruggere infrastrutture nelle città ucraine, come hanno fatto di nuovo questa settimana. L'appetito di Putin per questo tipo di attacchi sta aumentando, perché non ha altro modo pratico per danneggiare l'Ucraina. Sa anche che gli ucraini non hanno abbastanza difese aeree per fermare i missili balistici, anche se ora possono intercettare la maggior parte dei droni. L'Ucraina dipende ancora molto dagli equipaggiamenti americani, soprattutto i Patriot. Secondo Zelensky, nei primi tre giorni del conflitto tra Stati Uniti e Iran sono stati usati più missili Patriot che in tutta la guerra tra Russia e Ucraina dal 2022.

Anche la Russia sta esaurendo la sua difesa aerea. Questo ha permesso ai droni ucraini a lungo raggio di colpire con maggiore regolarità le infrastrutture petrolifere russe, producendo esplosioni spettacolari e riducendo la capacità di raffinazione di almeno il 20 per cento. Quasi tutte le principali raffinerie della Russia centrale hanno fermato o ridotto la produzione e alcune sono state colpite più di una volta.

Con la stessa regolarità, una nuova generazione di droni ucraini con una gittata di circa 160 chilometri sta colpendo depositi di armi, centri logistici e catene di approvvigionamento molto dietro la linea del fronte, nei territori occupati. Questi attacchi sono meno spettacolari di quelli in profondità in Russia, ma hanno già creato carenze di carburante nella penisola di Crimea e stanno rendendo difficile per i russi rifornire le truppe che combattono nell'est e nel sud.

Da quattro anni il Cremlino ripete al pubblico russo che la guerra sta andando bene, che l'Ucraina non è un vero Paese, che la vittoria è certa. Ma è difficile conciliare questa narrazione con il panico che ha preso Mosca il mese scorso, quando la parata militare annuale è stata accorciata per paura che venisse interrotta da droni ucraini. Ed è difficile conciliarla con le spettacolari colonne di fumo nero che si alzavano mercoledì mattina, dopo che droni ucraini avevano colpito una raffineria locale il giorno di apertura del forum economico annuale di San Pietroburgo.

Kyrill Budanov, ex capo dell'intelligence della difesa e ora capo dell'ufficio del presidente ucraino, ha detto ad Applebaum che ci sono molte prove che i russi stiano finalmente affrontando la falsità della propaganda di Stato: "Non riescono a capire perché devono continuare a combattere e perché ora vengono colpiti, visto che gli hanno detto che avrebbero vinto e che l'Ucraina non è niente".

Di recente sono trapelate delle slide dall'ufficio di Sergei Kiryienko, ex primo ministro russo e ora alto funzionario dell'amministrazione Putin. Descrivono un piano per vendere la fine della guerra al Paese: dichiarare vittoria, descrivere l'esercito russo come "il più pronto al combattimento del mondo", presentare piccoli guadagni territoriali come un enorme successo e sostenere che l'Europa ha subito un colpo economico da cui non si riprenderà e che l'Ucraina presto cadrà a pezzi. Budanov crede che la decisione del Cremlino di bloccare Telegram, la piattaforma social più usata in Russia, sia stata una mossa preventiva per preparare questo cambio di narrativa, "così che quando arriverà il momento, ci sia solo una posizione ufficiale e nient'altro".

Budanov continua a credere che i negoziati avviati dall'amministrazione Trump possano produrre un cessate il fuoco lungo l'attuale linea del fronte entro quest'anno. Giovedì Zelensky ha scritto una lettera direttamente a Putin proponendo un cessate il fuoco immediato accompagnato da negoziati faccia a faccia tra i due leader. Putin ha respinto pubblicamente l'idea, dicendo di non vedere "alcun motivo" per un incontro.

Anche senza negoziati, Russia e Ucraina potrebbero stare andando verso un nuovo status quo. La zona del fronte dove colpiscono i droni ora è larga una trentina di chilometri, ma se la tecnologia continua a migliorare potrebbe presto arrivare a cinquanta o sessanta. A quel punto la linea del fronte diventerebbe non solo una terra di nessuno, ma una zona demilitarizzata di fatto, simile a quella che separa la Corea del Nord dalla Corea del Sud, pattugliata e mantenuta dai droni. Poi potrebbe diventare un confine, temporaneo e non riconosciuto da nessuna delle due parti, ma pur sempre un confine: impossibile da spostare, difficile da attraversare. Non sarebbe una vittoria netta per l'Ucraina, ma sarebbe una sconfitta importante per Putin, il cui obiettivo centrale, la distruzione dell'Ucraina e la sua cancellazione dalla mappa, non si realizzerebbe mai.

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⚖️🇦🇹 "Heute bringen die Datenschützer von Noyb die erste #Klage gegen die Kreditauskunftei #CRIF ein. […] Der Vorwurf: Die Kreditauskünfte von CRIF seien oft nicht aussagekräftig, können jedoch für die Betroffenen zu erheblichen wirtschaftlichen Nachteilen führen."

derstandard.at/story/300000032…

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WSL Container: i contenitori Linux nativi su Windows senza Docker Desktop
#tech
spcnet.it/wsl-container-i-cont…
@informatica


WSL Container: i contenitori Linux nativi su Windows senza Docker Desktop


Al Microsoft Build 2026, Microsoft ha annunciato WSL Container, una nuova funzionalità integrata nel Windows Subsystem for Linux (WSL) che consente di eseguire container Linux OCI-compatibili direttamente su Windows, senza la necessità di installare Docker Desktop o altri strumenti di terze parti.

Si tratta di un cambiamento significativo per sviluppatori e amministratori di sistema che lavorano in ambienti misti Windows/Linux, e che fino ad oggi dovevano fare affidamento su Docker Desktop (a pagamento per le organizzazioni sopra una certa dimensione) o su soluzioni alternative più complesse.

Perché WSL Container cambia le regole del gioco


Eseguire container Linux su Windows è da sempre un’operazione che richiede un livello di indirezione: Docker Desktop, ad esempio, avvia una macchina virtuale Linux in background e su di essa esegue i container. Questo approccio funziona bene, ma porta con sé costi di licenza, overhead di configurazione e una gestione centralizzata separata dalla piattaforma Windows stessa.

WSL Container integra questo meccanismo direttamente nel sistema operativo, eliminando la dipendenza da software di terze parti. Il risultato è una pipeline di sviluppo e operativa più snella, completamente gestibile tramite strumenti nativi Windows.

Come funziona tecnicamente


WSL Container esegue i container OCI all’interno di una macchina virtuale Hyper-V dedicata, separata dalle distribuzioni Linux WSL 2 tradizionali. La comunicazione tra il processo Windows e la VM avviene tramite Hyper-V socket, un canale a bassa latenza ottimizzato per la comunicazione host-guest in ambienti virtualizzati.

La configurazione predefinita della VM prevede:

  • 2 vCPU
  • 2.000 MB di RAM
  • 32 GB di disco virtuale ad espansione dinamica

Questi parametri sono personalizzabili tramite l’SDK C# esposto dal pacchetto NuGet ufficiale.

Il CLI: wslc.exe


Il nuovo strumento da riga di comando wslc.exe sarà distribuito con il prossimo aggiornamento stabile di WSL. Microsoft ha scelto deliberatamente una sintassi analoga a Docker, così chi già conosce Docker non deve imparare nulla di nuovo:

# Avvia un container interattivo e rimuovilo all'uscita
wslc run --rm -it ubuntu:latest bash -c "echo Ciao da WSL Container!"

# Elenca le immagini disponibili localmente
wslc image ls

# Avvia un web server nginx in background, esponendo la porta 8080
wslc run -it --rm -d -p 8080:80 --name webserver nginx

# Elenca i container in esecuzione
wslc container ps

# Ferma il container
wslc container stop webserver

# Accesso a registry privati
wslc registry login registry.example.com
wslc registry logout registry.example.com

La portabilità dei comandi rispetto a Docker è intenzionale: permette di adottare WSL Container senza riscrivere script o pipeline esistenti.

Modalità di rete supportate


WSL Container supporta tre modalità di rete a livello di VM:

  • none: nessuna connettività di rete
  • NAT: il traffico della VM viene tradotto attraverso la rete dell’host Windows
  • virtio-proxy: interfaccia di rete paravirtualizzata, con traffico più diretto e minore overhead

A livello di singolo container, si può scegliere tra bridge, host, none oppure condividere il namespace di rete di un altro container. Il publish delle porte, al momento, inoltro solo connessioni TCP su localhost.

API per sviluppatori Windows


Per chi sviluppa applicazioni Windows, WSL Container espone un’API programmatica via NuGet che include:

  • Una libreria C nativa (wslcsdk.dll)
  • Una proiezione WinRT (la moderna superficie API di Windows)
  • Bindings C# per integrazione .NET

Tramite l’API è possibile: scaricare immagini, creare e avviare container, gestire stdin/stdout, pubblicare porte, montare volumi e abilitare il pass-through GPU. Microsoft cita come scenari d’uso principali i workload AI locali, le pipeline di test e l’elaborazione basata su Linux, anche se i dettagli tecnici specifici sono ancora limitati data la fase di preview.

Controllo enterprise con Group Policy


Per gli ambienti aziendali, WSL Container introduce un’impostazione di Group Policy chiamata WSLContainerRegistryAllowlist. Questa policy limita i registry da cui gli utenti possono scaricare immagini: se un utente tenta di fare pull da un registry non in lista, l’operazione fallisce con l’errore WSLC_E_REGISTRY_BLOCKED_BY_POLICY.

La policy viene applicata a livello di servizio e vale sia per il CLI, sia per l’API, sia per eventuali plugin. Non è aggirabile chiamando l’SDK direttamente. Si tratta di un controllo importante per le organizzazioni che devono garantire la provenienza delle immagini container usate dai team di sviluppo.

Stato attuale e limitazioni


Come chiarito dalla documentazione Microsoft Learn, WSL Container è ancora in sviluppo attivo al momento della scrittura di questo articolo (giugno 2026). Non è ancora disponibile in una release stabile di WSL. Per seguire l’avanzamento del progetto, Microsoft rimanda al repository open-source microsoft/wsl su GitHub.

Tra le informazioni non ancora pubblicate: la versione minima di Windows richiesta, le specifiche di compatibilità hardware, e la roadmap per la disponibilità generale (GA).

Perché è rilevante per sistemisti e DevOps


L’integrazione nativa dei container Linux in Windows apre scenari interessanti:

  • Riduzione dei costi di licenza: nessun Docker Desktop a pagamento per le organizzazioni grandi
  • Gestione centralizzata via Group Policy: controllo degli allowlist di registry già nei tool di amministrazione esistenti
  • Pipeline CI/CD semplificate: possibilità di eseguire container Linux in ambienti Windows senza dipendenze esterne
  • Workload AI locali: esecuzione di modelli o pipeline ML su macchine Windows di sviluppo con pass-through GPU

Vale la pena monitorare l’evoluzione di questa funzionalità, specialmente per i team che lavorano su Windows e hanno bisogno di compatibilità con l’ecosistema container Linux.


Fonte: 4sysops – WSL container: Linux containers built into Windows | Microsoft Build 2026


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Nove primarie da seguire tra South Carolina, Maine e Nevada


Si vota in South Carolina, Maine e Nevada per governatore, Senato e Camera. Un test per l'influenza di Trump, la nomination di Platner tra le polemiche e la sfida a Lombardo in Nevada.

Oggi, martedì 9 giugno, si vota in South Carolina, Maine e Nevada per le primarie che decideranno i candidati di novembre per governatore, Senato e Camera dei deputati. I seggi chiudono alle 19:00 ora della costa orientale (l'una di notte in Italia) in South Carolina, alle 20:00 (le due) in Maine e alle 22:00 (le quattro) in Nevada.

In South Carolina la corsa repubblicana per governatore è la più affollata del ciclo. Cinque candidati sono tutti racchiusi in un intervallo tra il 13 e il 19 per cento nei sondaggi, rendendo quasi certo un ballottaggio il 23 giugno. La vicegovernatrice Pamela Evette ha ricevuto l'endorsement del presidente il 29 maggio, ma la sua efficacia è tutta da verificare: secondo un sondaggio Trafalgar condotto subito dopo l'annuncio, Evette sarebbe salita al 26 per cento, mentre gli altri quattro contendenti restano tra il 15 e il 17. Un altro sondaggio del Tyson Group dà invece Evette e il procuratore generale Alan Wilson appaiati poco sotto il 20 per cento.

La deputata Nancy Mace, che nel 2024 aveva ottenuto l'appoggio di Trump per la rielezione alla Camera nonostante avesse criticato l'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, ha reagito all'endorsement a Evette dicendo che la scelta del presidente non sarebbe stata "presa bene" dagli elettori repubblicani della base. Il deputato Ralph Norman, uno dei conservatori più radicali alla Camera, nel 2024 aveva invece sostenuto Nikki Haley contro Trump nelle primarie presidenziali. L'outsider è Rom Reddy, un imprenditore milionario che si finanzia da solo la campagna e che è passato da circa il 5 per cento iniziale a contendere le prime posizioni puntando sul messaggio dell'estraneo alla politica.

Anche la primaria repubblicana per il Senato in South Carolina merita attenzione. Lindsey Graham, senatore da quattro mandati e fedelissimo del presidente, deve vedersela con l'imprenditore Mark Lynch, che ha definito Graham "un traditore" per le sue posizioni in politica estera e sull'immigrazione. Lynch ha raccolto 5,9 milioni di dollari, in gran parte autofinanziati, contro i 20,9 milioni di Graham, che gode anche di altri 10 milioni di spesa da gruppi esterni. Un sondaggio del Citadel di fine maggio dà Graham al 46 per cento e Lynch al 36, mentre altre rilevazioni precedenti di InsiderAdvantage e Trafalgar lo vedevano sopra il 50. Se nessuno supera la maggioranza assoluta, si andrà al ballottaggio anche qui.

Nel primo distretto congressuale della South Carolina, lasciato libero da Mace, undici repubblicani si contendono la nomination in un seggio che Trump ha vinto con 13 punti di scarto nel 2024. Il medico Sam McCown ha il maggior sostegno finanziario, con 1,6 milioni raccolti e altri 690mila dollari di spesa esterna da gruppi vicini al Club for Growth, ma deve fare i conti con l'ex tenente colonnello dell'Aeronautica Alex Pelbath, il deputato statale Mark Smith e tre consiglieri di contea. Un sondaggio commissionato dalla campagna della consigliera Jenny Costa Honeycutt la dà in testa al 20 per cento contro il 16 di Smith. Tra i democratici, la favorita è Nancy Lacore, ex capo della Riserva della Marina rimossa dal segretario alla Difesa Pete Hegseth.

La notizia più importante della serata arriva però dal Maine, dove il democratico Graham Platner è il candidato designato per sfidare la senatrice repubblicana Susan Collins in quella che è la migliore opportunità per i democratici di strappare un seggio: Collins è l'unica senatrice repubblicana di uno stato perso da Trump nel 2024. Platner però arriva al voto sommerso dalle polemiche: prima una serie di commenti controversi pubblicati su Reddit tra il 2009 e il 2021, poi la rivelazione di messaggi sessualmente espliciti a donne che non erano sua moglie e, nei giorni scorsi, la ricostruzione di comportamenti problematici in alcune relazioni passate.

Platner vincerà quasi certamente la nomination, perché la governatrice Janet Mills, che pure resta sulla scheda, ha sospeso la campagna ad aprile e non l'ha più riattivata. L'altro candidato, David Costello, non ha risorse per impensierirlo. La domanda è con quale margine: una vittoria risicata sarebbe un segnale di debolezza nella base democratica. Mills ha ricordato agli elettori di essere ancora in corsa, ma senza spendere un dollaro né fare comizi.

La primaria democratica per governatore del Maine sarà quasi certamente decisa dal voto a scelta classificata, il sistema in cui gli elettori ordinano i candidati per preferenza e i meno votati vengono eliminati progressivamente ridistribuendo i loro voti fino a quando qualcuno raggiunge la maggioranza. I principali contendenti sono l'ex speaker della Camera statale Hanna Pingree, l'ex presidente del Senato statale Troy Jackson e l'ex direttore del Centro per il controllo delle malattie del Maine Nirav Shah. Shah è in testa nella maggior parte dei sondaggi, ma Pingree, Jackson e la segretaria di Stato Shenna Bellows hanno stretto un'alleanza invitando i rispettivi elettori a piazzare gli altri due al secondo e terzo posto. Un sondaggio SurveyUSA che ha simulato l'intero processo di voto a scelta classificata ha trovato che Pingree batterebbe Shah al turno finale, in una corsa molto stretta. Negli ultimi giorni Shah e Jackson si sono attaccati a vicenda con spot negativi su aborto e donatori, e a beneficiare dell'usura tra i due potrebbe essere proprio Pingree.

Tra i repubblicani del Maine il favorito per la nomination a governatore è l'avvocato Bobby Charles, allineato alla linea del presidente. Charles vuole abolire l'imposta statale sul reddito e ha preso di mira una deputata statale di origine somala, distinguendosi così dagli altri candidati più moderati come l'ex leader della maggioranza al Senato statale Garrett Mason e l'imprenditore sanitario Jonathan Bush, esponente dell'omonima famiglia. Sia Mason sia Bush non si sono impegnati a sostenere Charles in caso di vittoria alle primarie.

Nel secondo distretto del Maine, un seggio che Trump ha vinto di 9 punti e che il democratico moderato Jared Golden lascia libero, quattro democratici si contendono il diritto di sfidare l'ex governatore repubblicano Paul LePage. Il favorito è il senatore statale Joe Baldacci, che ha l'appoggio del comitato nazionale per le elezioni alla Camera e ha attirato circa 900mila dollari di spesa esterna a suo favore da un super PAC democratico. Un altro super PAC di matrice repubblicana ha speso circa 500mila dollari per sconfiggerlo, segno che anche gli avversari lo considerano il candidato più forte. In un sondaggio che ha simulato il voto a scelta classificata, Baldacci ha battuto l'ex dirigente di End Citizens United Jordan Wood con il 56 per cento dei voti al turno finale.

In Nevada la corsa per governatore opporrà a novembre il repubblicano in carica Joe Lombardo, che non ha opposizione interna, al vincitore della primaria democratica tra il procuratore generale Aaron Ford e la commissaria della contea di Washoe Alexis Hill. Ford, appoggiato dall'intera delegazione democratica del Nevada al Congresso e dall'ex vicepresidente Kamala Harris, ha raccolto molto più denaro di Hill e ha concentrato i suoi attacchi direttamente su Lombardo, accusando lui e il presidente di essere responsabili delle difficoltà economiche dei cittadini del Nevada.

La corsa repubblicana più interessante del Nevada è nel secondo distretto congressuale, un seggio che Trump ha vinto di 14 punti e che il deputato Mark Amodei lascia dopo quattro mandati. Tredici repubblicani sono in lizza, ma due sono emersi dal gruppo: l'ex tenente colonnello dell'Aeronautica David Flippo, che ha l'endorsement di Trump, e l'ex senatore statale James Settelmeyer, appoggiato da Amodei e da Lombardo. Flippo non vive nemmeno nel distretto e aveva iniziato la campagna nel quarto distretto prima di spostarsi quando si è liberato il seggio di Amodei. Ha raccolto 1,8 milioni di dollari, di cui 1,3 autofinanziati, più altri 685mila di spesa esterna soprattutto dal braccio elettorale del Club for Growth. Settelmeyer ha raccolto 363mila dollari e ha ricevuto circa 500mila di spesa esterna da un super PAC che ha preso di mira i candidati vicini al Freedom Caucus.

Nel terzo distretto del Nevada, il seggio più competitivo dello stato, la deputata democratica Susie Lee ha vinto di meno di tre punti nel 2024 mentre Trump prevaleva di un punto sullo stesso territorio. Lee deve superare una primaria contro il medico James Lally, che ha investito un milione di dollari del suo patrimonio ma non ha appoggi nel partito. Tra i repubblicani, il favorito è il compositore di videogiochi Marty O'Donnell, anche lui con l'endorsement di Trump e 3 milioni di dollari autofinanziati. Deve battere l'ex ambasciatore in Islanda Jeffrey Gunter, che nel 2024 arrivò secondo alle primarie repubblicane per il Senato con il 15 per cento, e il neurochirurgo Aury Nagy.

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Heute hat @noybeu eine #Unterlassungsklage gegen #CRIF eingebracht, weil die Kreditauskunftei persönliche Daten von fast allen Menschen in Österreich sammelt und zu ca 90% der Leute "Scores" vergibt die nur auf Anschrift, Alter und Geschlecht basieren.
Gleichzeitig starten wir eine #Sammelklage auf Schadenersatz wo jeder risikofrei mitmachen kann! Mehr Infos auf crif.noyb.eu
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Bastian’s Night #480 June, 11th


Every Thursday of the week, Bastian’s Night is broadcast from 21:30 CEST/DST.

Bastian’s Night is a live talk show in German with lots of music, a weekly round-up of news from around the world, and a glimpse into the host’s crazy week in the pirate movement.


If you want to read more about @BastianBB: –> This way


piratesonair.net/bastians-nigh…

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Trump fischiato all'NBA Finals al Madison Square Garden


Fischi durante l'inno nazionale a New York, caos logistico per la sicurezza e reazioni politiche. I Knicks perdono Game 3

Il presidente è stato fischiato a gran voce dai tifosi presenti alla Madison Square Garden di New York durante l'inno nazionale, prima della terza partita delle Finals NBA tra i Knicks e i San Antonio Spurs. Trump è il primo presidente in carica a assistere a una partita delle Finals nella storia della lega.

Le contestazioni sono iniziate nel momento in cui il presidente è apparso sugli schermi giganti dell'arena mentre rendeva il saluto militare. I cori di "U-S-A! U-S-A!" che accompagnavano il cantante Avery Wilson si sono trasformati in fischi, interrottisi solo quando sugli schermi è apparsa la bandiera americana. I tifosi hanno invece applaudito quando sono stati mostrati i giocatori dei Knicks.

President Trump is in attendance for Game 3 in New York.

He's the first sitting U.S. President to attend an NBA Finals game. pic.twitter.com/sHdRNArzUu
— ESPN (@espn) June 9, 2026


La serata dei playoff dei Knicks, la prima alle Finals dal 1999, si è trasformata in un caos logistico per l'intera Midtown Manhattan. L'annuncio della presenza del presidente ha costretto i tifosi a presentarsi con almeno due ore di anticipo per sottoporsi a controlli simili a quelli aeroportuali della Transportation Security Administration. Non era consentito introdurre borse di alcun tipo. Le auto nell'area sono state rimorchiate in massa. Le feste organizzate per seguire la partita all'esterno dell'arena sono state cancellate o spostate. Il Secret Service ha allestito un perimetro di sicurezza di diversi isolati attorno alla Garden e alla stazione Penn, nel cuore di uno dei distretti più trafficati della città per pendolari e uffici.

Le immagini riprese circa due ore prima dell'inizio della partita mostravano i tifosi bloccati per isolati interi. La stampa accreditata, che normalmente ha accesso agli spogliatoi per intervistare giocatori e allenatori, è stata esclusa dalle interviste pre-partita.

Il senatore Charles Schumer, democratico di New York, ha detto al Senato che "stasera dovrebbe essere solo una questione di partita, giocatori e tifosi. Ma Donald Trump vuole rendere la serata su di sé, come fa sempre. La Midtown deve chiudere. I bar vicino alla Garden subiranno un duro colpo in quella che dovrebbe essere la loro serata più redditizia dell'anno."

Il deputato Hakeem Jeffries, democratico newyorchese, ha accusato il presidente di essersi autoinvitato alla festa. "Non mi è chiaro che Donald Trump sia un grande tifoso dei Knicks", ha detto durante una conferenza stampa. "Sta solo cercando di mettersi al centro dell'attenzione."

Anche il giocatore degli Spurs De'Aaron Fox ha espresso perplessità sulla scelta del presidente. "La sua presenza crea disagi a tutti", ha detto. "Ci hanno controllati come alla TSA. È un po' scomodo per chi deve giocare."

I biglietti per la partita avevano prezzi astronomici: il prezzo minimo per entrare era superiore all'affitto medio mensile di New York, con un costo da oltre 5.000 dollari. I posti migliori erano quotati decine di migliaia di dollari. Il sindaco Zohran Mamdani ha detto di aver pagato circa 1.000 dollari per un biglietto in piedi direttamente dalla Madison Square Garden.

I Knicks hanno perso la partita 115-111, interrompendo una striscia di 13 vittorie consecutive nei playoff. Trump ha seguito la partita dalla tribuna del proprietario dei Knicks James Dolan, insieme alla nipote Kai, al consigliere Boris Epshteyn e ai segretari al gabinetto Lee Zeldin, Sean Duffy e Doug Burgum, circondato da vetri antiproiettile allestiti per l'occasione.

Il presidente è arrivato a Manhattan in elicottero dal New Jersey, atterrando vicino a Wall Street. Il corteo presidenziale ha attraversato la città fino all'arena, incontrando lungo il percorso alcuni gesti di dissenso e cartelli con scritte come "Trump must go" e "Nobody wants you here."

Trump ha detto ai giornalisti dopo la partita che i fischi erano "per lo più cori" e che l'atmosfera era "molto entusiasta."

Il presidente ha un rapporto complicato con la NBA che si estende per decenni. Da magnate immobiliare e personaggio televisivo newyorchese, Trump era un frequentatore abituale della "celebrity row" della Garden, dove le star siedono in prima fila. Ha assistito ad almeno una partita delle Finals del 1994 tra i Knicks e gli Houston Rockets ed era presente al Draft NBA del 2003 alla Garden, quando LeBron James fu scelto come primo assoluto dai Cleveland Cavaliers.

Nessun campione NBA ha visitato la Casa Bianca durante i due mandati di Trump. Nel 2017, Stephen Curry dei Golden State Warriors disse che avrebbe votato "no" a un'eventuale invito dopo la vittoria del titolo. Trump rispose sui social media che "l'invito è ritirato." James, allora ai Cavaliers, lo definì "u bum" sui social media. Lo stesso anno, l'allenatore degli Spurs Gregg Popovich definì Trump "un codardo senza anima" dopo che il presidente aveva affermato che Obama e altri presidenti "non facevano telefonate" alle famiglie dei soldati caduti.

Durante la ripresa della stagione 2020 nella "bubble" di Disney World, la maggior parte dei giocatori si inginocchiò prima dell'inno per protestare contro la violenza della polizia. Trump definì il gesto "vergognoso" in un'intervista a Fox News e scrisse sui social media che "la gente è stanca di guardare la politica della NBA." James rispose che "la pallacanestro non è triste di perdere il suo seguito."

La presenza del presidente a eventi sportivi di massa crea sempre problemi logistici. Alle finali maschili degli US Open tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, migliaia di tifosi persero l'inizio della partita a causa delle lunghe code ai controlli di sicurezza. Le forze dell'ordine federali hanno rafforzato la protezione del presidente dopo tre incidenti negli ultimi due anni: una sparatoria a un comizio a Butler, in Pennsylvania, nel 2024; la scoperta di un uomo armato di fucile mentre il presidente giocava a golf a West Palm Beach, in Florida, lo stesso anno; e una sparatoria alla cena della White House Correspondents' Association.

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📢 noyb hat heute eine Unterlassungsklage gegen CRIF eingebracht und startet seine erste große DSGVO-Sammelklage! Hier kannst du mitmachen: crif.noyb.eu

📃CRIF sammelt die Daten fast aller Erwachsenen in Österreich – und nutzt diese Daten, um die Menschen mit einem Score zu bewerten. Für 90% der Betroffenen basiert dieser Score allerdings vor allem auf Adresse, Geschlecht und Alter.

Mehr Infos zum Fall: noyb.eu/de/secret-scoring-join…

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La rassegna stampa di martedì 9 giugno 2026


Israele e Iran tornano sull'orlo della guerra mentre Trump frena Netanyahu. A Los Angeles la progressista Raman batte lo sfidante di Trump, che rilancia accuse di brogli in California. OpenAI deposita la richiesta di IPO, un giudice annulla la tassa H-1B da centomila dollari

Questa è la rassegna stampa di martedì 9 giugno 2026

Israele e Iran tornano sull'orlo della guerra, Trump prende le distanze da Netanyahu


Israele ha colpito un obiettivo di Hezbollah a Beirut e poi diversi siti in Iran, scatenando una raffica di missili iraniani su Tel Aviv prima che il Presidente Donald Trump intervenisse al telefono con Benjamin Netanyahu per fermare la scalata. Secondo fonti americane e israeliane il Presidente avrebbe detto al primo ministro che se Israele tornerà alla guerra con Teheran potrebbe ritrovarsi a combattere da solo, mentre l'Iran ha segnalato disponibilità a sospendere gli attacchi. La crisi mette in luce la crescente divergenza fra Washington e Gerusalemme sulla gestione del conflitto.

Fonti: Axios, NYT, BBC

A Los Angeles avanza la progressista Raman, Trump rilancia accuse di brogli in California


Alle primarie per il sindaco di Los Angeles la consigliera comunale progressista Nithya Raman ha superato il candidato sostenuto da Trump Spencer Pratt e affronterà a novembre la sindaca uscente Karen Bass, anche lei democratica. Il Presidente e lo speaker della Camera Mike Johnson hanno reagito accusando senza prove la California di gestire elezioni irregolari, riproponendo argomenti già usati nel 2020. In parallelo il democratico Xavier Becerra e il repubblicano Steve Hilton accedono al ballottaggio per il governatore.

Fonti: NYT, The Hill, WSJ

OpenAI deposita in via confidenziale la richiesta per la quotazione in borsa


OpenAI ha depositato in via confidenziale la documentazione per quotarsi in borsa, una settimana dopo l'analogo passaggio della rivale Anthropic. La società che ha sviluppato ChatGPT punta a raccogliere decine di miliardi di dollari in quella che si annuncia come una delle offerte pubbliche più attese del decennio. La corsa di OpenAI, Anthropic e SpaceX verso Wall Street rappresenta un primo banco di prova della tenuta del boom di investimenti nell'intelligenza artificiale.

Fonti: NYT, Axios, BBC

Il Pentagono inserisce Alibaba, Baidu e BYD nella lista nera delle aziende cinesi


Il Dipartimento della difesa ha ampliato l'elenco delle aziende cinesi considerate a supporto dell'esercito di Pechino, aggiungendo i colossi tecnologici Alibaba e Baidu, il produttore di veicoli elettrici BYD e una delle principali società di biotecnologie del Paese. L'inserimento limita le loro operazioni negli Stati Uniti e segnala la volontà dell'Amministrazione di alzare ulteriormente la pressione sul fronte tecnologico. La lista viene aggiornata ogni anno e identifica i soggetti ritenuti un rischio per la sicurezza nazionale americana.

Fonti: WSJ, Semafor

Un giudice federale annulla la tassa Trump da 100mila dollari sui visti H-1B


Un giudice federale ha annullato integralmente la decisione dell'Amministrazione Trump che imponeva una tassa di centomila dollari per ogni nuova domanda di visto H-1B, lo strumento più usato dalle aziende tecnologiche per assumere professionisti stranieri qualificati. La misura, introdotta a settembre, aveva provocato forti reazioni nella Silicon Valley e dubbi sulla sua compatibilità con la legge. La sentenza è una nuova battuta d'arresto giudiziaria per la stretta sull'immigrazione legale voluta dalla Casa Bianca.

Fonti: NYT, WSJ

Trump nomina Todd Blanche procuratore generale


Il Presidente Trump ha formalmente proposto al Senato la nomina a procuratore generale di Todd Blanche, suo ex avvocato personale che ricopriva l'incarico ad interim dopo la rimozione di Pam Bondi. La conferma si annuncia controversa, perché Blanche ha mostrato di essere disposto a eseguire le richieste più radicali del Presidente alla guida del Dipartimento di giustizia. La scelta rafforza il controllo della Casa Bianca sui vertici della magistratura federale.

Fonti: NYT, The Hill

Apple presenta il nuovo Siri basato sull'intelligenza artificiale all'ultima WWDC di Cook


Alla sua conferenza annuale per gli sviluppatori Apple ha presentato una versione profondamente rinnovata di Siri basata sull'intelligenza artificiale, mentre Tim Cook ha celebrato la sua ultima WWDC da amministratore delegato. La società ha annunciato anche nuove funzioni di sicurezza per i minori in risposta alla diffusione delle applicazioni che generano immagini di nudo, ma molte delle novità erano già state mostrate negli anni precedenti e poi rinviate. Le azioni Apple hanno chiuso in calo per la cautela degli investitori sulla strategia di intelligenza artificiale del gruppo.

Fonti: NPR, BBC, NYT

Il rinnovo della legge sulla sorveglianza estera si arena sulla nomina di Pulte all'intelligence


Il rinnovo della Sezione 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act, principale strumento di sorveglianza estera dell'intelligence americana, rischia di saltare a pochi giorni dalla scadenza. Il leader della maggioranza al Senato John Thune sta cercando di convincere i senatori repubblicani contrari alla recente nomina di Bill Pulte ad interim a capo dell'intelligence nazionale. Il leader della minoranza alla Camera Hakeem Jeffries ha annunciato che i democratici non voteranno il rinnovo fino alla rimozione di Pulte.

Fonti: The Hill, The Hill

L'Amministrazione spinge sulla verifica della cittadinanza degli elettori e Trump chiede di rimuovere la parlamentare del Senato


Il Dipartimento della sicurezza interna ha approvato un piano per consentire agli stati di verificare la cittadinanza degli elettori attraverso le banche dati federali sull'immigrazione e per monitorare il flusso dei voti per corrispondenza alla ricerca di possibili frodi. In parallelo il Presidente Trump ha chiesto al leader della maggioranza al Senato John Thune di licenziare la parlamentare Elizabeth MacDonough per aprire la strada al SAVE America Act, che imporrebbe la prova della cittadinanza per registrarsi al voto. Le iniziative segnano un'ulteriore stretta sulla riforma del sistema elettorale.

Fonti: Fox News, The Hill

La governatrice del New Jersey Sherrill denuncia un tour limitato del centro Ice di Delaney Hall


La governatrice del New Jersey Mikie Sherrill ha denunciato di aver ricevuto soltanto un tour rigidamente controllato e limitato del centro federale di trattenimento per immigrati Delaney Hall a Newark, dopo settimane in cui le era stato negato l'accesso. La democratica ha riferito di non aver potuto parlare con i detenuti né verificarne le condizioni reali, in una struttura più volte al centro di proteste e contestazioni. Il caso si inserisce nel più ampio scontro tra i governatori democratici e l'Amministrazione sulla gestione delle espulsioni.

Fonti: NYT, The Hill

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Hackers Can Hijack Claude Code MCP Traffic to Steal OAuth Tokens — No Patch Coming
#CyberSecurity
securebulletin.com/hackers-can…
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Critical HuggingFace Transformers Flaw CVE-2026-4372 Enables Silent RCE — 232 Million Installs at Risk
#CyberSecurity
securebulletin.com/critical-hu…
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CISA Warns: SolarWinds Serv-U CVE-2026-28318 Actively Exploited — Zero-Auth DoS Attack Hits File Transfer Platform
#CyberSecurity
securebulletin.com/cisa-warns-…
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Miasma Worm: il supply chain attack che ha colpito 73 repository Microsoft su GitHub
#tech
spcnet.it/miasma-worm-il-suppl…
@informatica


Miasma Worm: il supply chain attack che ha colpito 73 repository Microsoft su GitHub


Una campagna di attacco alla supply chain ha compromesso 73 repository Microsoft su GitHub, colpendo organizzazioni di alto profilo come Azure, Azure-Samples, Microsoft e MicrosoftDocs. Il responsabile è un worm auto-replicante denominato Miasma, variante del malware Mini Shai-Hulud rilasciato pubblicamente dal gruppo TeamPCP a metà maggio 2026.

L’incidente ha costretto GitHub a disabilitare l’accesso ai repository compromessi, tra cui alcuni di assoluta centralità nell’ecosistema Microsoft open source, come Azure/azure-functions-host e l’intera famiglia dei Durable Task SDK.

La catena di compromissione: dai pacchetti PyPI ai repository GitHub


Miasma non è una minaccia nuova: il worm ha già colpito in precedenza. Il mese prima di questo incidente, il pacchetto PyPI durabletask era stato infettato da TeamPCP per consegnare un information stealer su sistemi Linux. Il fatto che, un mese dopo, l’intero ecosistema Durable Task su GitHub sia stato compromesso — incluse le implementazioni .NET, Go, Java, JavaScript, MSSQL e Protobuf — non è una coincidenza.

Come ha osservato il ricercatore di sicurezza Paul McCarty (alias 6mile): “Quando il repository al centro dell’attacco del mese scorso diventa l’epicentro del takedown di questo mese, non è una coincidenza — è la stessa ferita che si riapre. Chi deteneva quelle credenziali a maggio non le ha probabilmente mai perso del tutto.”

Come funziona Miasma: sfruttare la fiducia, non le vulnerabilità


Quello che rende Miasma particolarmente pericoloso è il suo meccanismo di propagazione: il worm non sfrutta vulnerabilità tecniche nei registri npm o in GitHub. Sfrutta invece il modello di fiducia su cui si reggono questi ecosistemi.

Come sintetizza FalconFeeds.io: “Il genio del worm sta nel fatto che opera interamente attraverso canali legittimi. Non sfrutta una vulnerabilità in npm o GitHub. Sfrutta il modello di fiducia su cui queste piattaforme sono costruite: l’assunzione che se un pacchetto è firmato con una chiave valida e pubblicato da un maintainer autenticato, sia sicuro. Miasma compromette la chiave e il maintainer, poi agisce esattamente come farebbe un publisher legittimo.”

Da un punto di vista dei sistemi di difesa convenzionali, ogni evento di pubblicazione malevolo è indistinguibile da un aggiornamento ordinario.

Il vettore di attacco: gli agenti AI come trigger


Uno degli aspetti più innovativi — e preoccupanti — di Miasma è il suo vettore di detonazione. Secondo l’analisi di SafeDep, il worm ha piantato un payload runner da 4,3 MB nei repository infetti, configurato per attivarsi automaticamente attraverso cinque strumenti di sviluppo:

  • Claude Code
  • Gemini CLI
  • Cursor
  • VS Code
  • Lo script npm test

In pratica: uno sviluppatore clona un repository infetto, lo apre nel suo agente AI preferito, e il payload si esegue automaticamente. Nessun click, nessuna interazione esplicita richiesta.

Questo segna un’evoluzione significativa nel panorama degli attacchi supply chain: gli agenti AI, progettati per eseguire codice in autonomia, diventano inconsapevolmente vettori di esecuzione per payload malevoli.

I repository Microsoft colpiti


Tra i repository compromessi e disabilitati da GitHub figurano:

  • Azure/azure-functions-host
  • Azure/durabletask
  • durabletask-dotnet
  • durabletask-go
  • durabletask-js
  • durabletask-mssql
  • azure-search-openai-demo-purviewdatasecurity
  • llm-fine-tuning
  • windows-driver-docs
  • Connectors-NET-SDK, Connectors-NET-LSP

Oltre ai repository Microsoft, Miasma ha saltato completamente il registro npm in alcuni casi, compromettendo direttamente il repository GitHub icflorescu/mantine-datatable e quattro repository correlati (mantine-contextmenu, next-server-actions-parallel, mantine-datatable-v6, mantine-contextmenu-v6).

Come difendersi dagli attacchi supply chain di questa generazione


La natura di Miasma — operare all’interno dei canali legittimi — rende i controlli tradizionali insufficienti. Ecco le misure pratiche che i team di sviluppo e i sistemisti dovrebbero adottare:

1. Lockfile e hash verification


Usare sempre lockfile (package-lock.json, poetry.lock, go.sum) e verificare gli hash dei pacchetti. Non fare mai npm install o pip install senza version pinning stretto su ambienti di produzione e CI.

2. Controllo delle permission degli agenti AI


Configurare gli agenti AI (VS Code, Cursor, Claude Code, Gemini CLI) in modo che non eseguano script automaticamente alla clonazione di un repository. Molti agenti hanno modalità di esecuzione permissiva abilitata di default: è necessario revisionare le impostazioni.

3. Ambienti sandbox per il codice sconosciuto


Prima di aprire repository esterni in un agente AI, eseguire un’ispezione manuale dei file package.json, pyproject.toml, script di lifecycle, e configurazioni degli agenti (.cursor/, .claude/, .vscode/). Meglio ancora: usare ambienti sandbox isolati (container, VM) per il primo accesso a codice di terze parti.

4. Monitoraggio delle dipendenze con tool come OpenSourceMalware e SafeDep


Strumenti come OpenSourceMalware e SafeDep monitorano attivamente l’ecosistema npm, PyPI e GitHub per rilevare comportamenti anomali nei pacchetti. Integrare questi feed nei processi di revisione delle dipendenze.

5. Principio del minimo privilegio per le credenziali di repository


La ricompaprsa delle stesse credenziali a distanza di un mese dimostra che il reset delle credenziali post-incidente spesso non è completo. Implementare credenziali rotate automaticamente, short-lived token (es. GitHub OIDC token in CI), e auditing degli accessi ai repository.

Il quadro più ampio: la minaccia ai modelli di sviluppo moderni


L’attacco Miasma evidenzia una tensione strutturale nell’ecosistema software moderno: la velocità e l’apertura che rendono l’open source produttivo sono le stesse caratteristiche che lo rendono vulnerabile a questa classe di attacchi. I worm supply chain che operano “dentro le regole” sono una categoria di minaccia che crescerà, soprattutto con la diffusione degli agenti AI come strumenti di sviluppo quotidiani.

Per i team di sviluppo e i sistemisti, il messaggio è chiaro: i controlli di sicurezza devono evolvere oltre la verifica dell’autenticità formale dei pacchetti, verso un’analisi comportamentale dei contenuti e una gestione più granulare delle permission degli strumenti di sviluppo.


Fonte: 4sysops – Miasma worm compromises 73 Microsoft GitHub repositories | The Hacker News – Miasma Worm Hits 73 Microsoft GitHub Repositories


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Microsoft Warns: Claude Code GitHub Action Exploitable via Prompt Injection to Leak CI/CD Secrets
#CyberSecurity
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VS Code 1.124: cronologia chat per sessione, multi-chat e regex flag per i folding marker
#tech
spcnet.it/vs-code-1-124-cronol…
@informatica


VS Code 1.124: cronologia chat per sessione, multi-chat e regex flag per i folding marker


Visual Studio Code 1.124 è disponibile dal 4 giugno 2026 e porta con sé miglioramenti significativi alla finestra Agenti, novità sul controllo dei folding marker e altri raffinamenti per il workflow di sviluppo. Ecco una panoramica tecnica delle novità più rilevanti.

Finestra Agenti: storico chat contestuale per sessione


Fino alla versione precedente, la navigazione cronologica dei prompt nella finestra Agenti (tasto ↑ / ↓ nell’input della chat) includeva prompt provenienti da sessioni diverse. Questo comportamento poteva far trapelare contesti di lavoro non pertinenti all’attività corrente.

Con VS Code 1.124, la cronologia dei prompt è ora limitata alla sessione corrente. Navigare la cronologia con i tasti freccia restituisce solo i comandi digitati nella stessa sessione attiva, evitando contaminazioni di contesto tra task distinti. Un miglioramento apparentemente piccolo, ma apprezzabile nei workflow che prevedono sessioni parallele o rapide rotazioni di contesto.

Multi-chat e invio in background


La versione 1.124 introduce il supporto multi-chat per le sessioni locali: è ora possibile tenere aperte più conversazioni indipendenti nella finestra Agenti senza dover gestire tutto in un’unica thread lineare.

Altrettanto utile è il nuovo invio in background (background send). Con Alt+Invio oppure Alt+clic sul pulsante Send, si avvia una sessione agente senza che il focus venga spostato su di essa. Il vantaggio pratico: si può lanciare un’attività lunga e iniziare immediatamente a comporre il messaggio successivo nella sessione successiva, senza interruzioni del flusso.

Navigazione da tastiera e chiusura massiva delle sessioni


La griglia delle sessioni nella finestra Agenti ora supporta la navigazione da tastiera:

  • Ctrl+1 – Ctrl+9 (oppure Cmd+1 – Cmd+9 su macOS) per portare il focus sulla sessione nella posizione corrispondente.
  • Ctrl+K Ctrl+W (Cmd+K Cmd+W su Mac) per chiudere tutte le sessioni attive in una sola operazione.

Chi lavora con più agenti in esecuzione simultanea troverà queste scorciatoie particolarmente utili per tenere sotto controllo lo spazio di lavoro senza dover ricorrere al mouse.

Regex flags per i folding marker


Un aggiornamento più tecnico riguarda la configurazione dei folding marker nei file di definizione del linguaggio (language-configuration.json). In precedenza, i pattern di apertura e chiusura dei blocchi di codice piegabili accettavano solo stringhe regex semplici.

Con VS Code 1.124, i pattern supportano ora un formato a oggetto che permette di specificare flag aggiuntivi, come la corrispondenza case-insensitive:

{
  "folding": {
    "markers": {
      "start": { "pattern": "#region", "flags": "i" },
      "end":   { "pattern": "#endregion", "flags": "i" }
    }
  }
}

Questo permette ai maintainer di estensioni linguistiche di definire regole di folding più granulari e flessibili, utili ad esempio per linguaggi che non rispettano convenzioni di case uniformi.

Come aggiornare


L’aggiornamento a VS Code 1.124 avviene automaticamente per chi ha attivato gli aggiornamenti automatici. In alternativa, è possibile aggiornare manualmente tramite Aiuto → Controlla aggiornamenti oppure scaricando l’installer dal sito ufficiale.

Per chi usa VS Code Insiders, le stesse funzionalità erano già disponibili nelle build di maggio-giugno 2026 con la possibilità di testarle in anticipo.

Considerazioni finali


VS Code 1.124 non è una release rivoluzionaria, ma dimostra come Microsoft stia raffinando sistematicamente l’esperienza degli agenti AI integrati nell’editor. La contestualizzazione della cronologia chat, il supporto multi-sessione e le scorciatoie di navigazione sono dettagli che, sommati, riducono il friction quotidiano per chi lavora intensamente con GitHub Copilot o altri agenti AI nel proprio workflow.

Il miglioramento ai folding marker è invece un regalo apprezzato per chi sviluppa o mantiene estensioni per linguaggi personalizzati o poco comuni.


Fonte: VS Code 1.124 Release Notes · 4sysops


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Instagram Logic Bug Exposed Unredacted Emails and Phone Numbers for Any Account — Including Mark Zuckerberg’s
#CyberSecurity
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EDRChoker: New Red Team Tool Silences Cloud-Connected EDR Agents by Choking Network With Windows QoS
#CyberSecurity
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PHP-FPM: perché usare pm static per le massime prestazioni in produzione
#tech
spcnet.it/php-fpm-perche-usare…
@informatica


PHP-FPM: perché usare pm static per le massime prestazioni in produzione


Chi amministra server Linux con stack LEMP o LAMP sa bene che le prestazioni di PHP-FPM dipendono in larga misura dalla corretta configurazione del process manager (PM). L’impostazione predefinita pm = dynamic va bene per molti scenari, ma su server ad alto traffico con memoria disponibile può diventare un collo di bottiglia. Vediamo perché pm = static è spesso la scelta migliore per la produzione.

Le tre modalità di PHP-FPM process manager


PHP-FPM offre tre strategie per gestire i processi worker:

pm = dynamic


Il numero di processi varia dinamicamente in base ai parametri:

pm = dynamic
pm.max_children = 50
pm.start_servers = 5
pm.min_spare_servers = 5
pm.max_spare_servers = 35

PHP-FPM mantiene un pool variabile: avvia un certo numero di processi al boot, ne crea di nuovi sotto carico e termina quelli in eccesso in fase di inattività. È la modalità più flessibile ma anche quella con più overhead gestionale.

pm = ondemand

pm = ondemand
pm.max_children = 50
pm.process_idle_timeout = 10s

I processi vengono creati solo quando arrivano le richieste e terminati dopo un timeout di inattività. Ideale quando la memoria è scarsa o si gestiscono molti pool con traffico basso (tipicamente hosting condiviso con cPanel). Il limite è che su server con traffico intermittente ma costante, i processi vengono continuamente creati e distrutti, aggiungendo latenza esattamente nei momenti di picco.

pm = static

pm = static
pm.max_children = 100
pm.max_requests = 1000

Il numero di processi è fisso: pm.max_children worker vengono avviati al boot e restano sempre in memoria, pronti a rispondere. Non c’è overhead di creazione/terminazione dei processi.

L’analogia con il CPU governor


La scelta tra le tre modalità rispecchia esattamente quella del governor CPUFreq su Linux:

  • ondemand (CPU): scala la frequenza in base al carico, poi scende — stessa logica di pm ondemand
  • conservative (CPU): simile ma più graduale — analogo a pm dynamic
  • performance (CPU): massima frequenza sempre — equivalente a pm static

Su un server di produzione dedicato con carico consistente, proprio come si imposta il governor a performance, ha senso impostare PHP-FPM a static: si sacrifica un po’ di memoria per azzerare la latenza di spawn dei processi.

Quando usare pm static


pm = static è la scelta giusta quando:

  • Il server ha memoria abbondante rispetto al traffico atteso
  • Il carico è costante o con picchi frequenti (non siti dormenti)
  • Si gestisce un singolo pool PHP-FPM per applicazione
  • Si vuole la latenza minima possibile per ogni richiesta

Con i worker già in memoria, un picco di traffico improvviso viene assorbito senza dover attendere lo spawn di nuovi processi — che su sistemi sotto carico può richiedere decine di millisecondi.

Calcolare il valore corretto di pm.max_children


Impostare pm.max_children a caso è il classico errore. Troppo alto esaurisce la RAM, troppo basso crea code di attesa. Ecco come calcolarlo con dati reali.

Step 1: misurare la dimensione media di un worker

ps --no-headers -o rss -C php-fpm | awk '{ sum += $1; n++ } END { print sum/n/1024 " MB" }'

Questo comando mostra la dimensione media in MB del Resident Set Size (RSS) di ogni processo php-fpm in esecuzione. Eseguirlo sotto carico reale, non a server scarico.

Step 2: applicare la formula

pm.max_children = memoria_allocabile_MB / dimensione_media_worker_MB

Esempio concreto: se il worker medio pesa 60 MB e si possono allocare 6 GB a PHP-FPM:
pm.max_children = 6144 / 60 ≈ 100

Importante: non assegnare tutta la RAM disponibile a PHP-FPM. Lasciare sempre headroom per il kernel, Nginx/Apache, il database (MySQL/PostgreSQL) e la cache del filesystem. Una regola empirica è non superare il 60-70% della RAM totale per PHP-FPM su un server LEMP monolitico.

Step 3: impostare pm.max_requests

pm.max_requests = 1000

Con pm = static, i processi non vengono mai riavviati automaticamente per inattività. pm.max_requests definisce dopo quante richieste un worker viene riavviato — utile per prevenire memory leak in applicazioni PHP non perfette. Un valore alto (1000+) riduce l’overhead mantenendo una certa protezione. Solo se si ha certezza assoluta di assenza di leak si può usare pm.max_requests = 0.

Monitoraggio dei processi PHP-FPM


Per verificare il comportamento in produzione:

# Vedere tutti i processi PHP-FPM con CPU e memoria
top -bn1 | grep php-fpm

# Contare i worker attivi vs idle (richiede pm.status_path abilitato)
curl http://localhost/fpm-status

# Dimensione totale RSS usata da PHP-FPM
ps --no-headers -o rss -C php-fpm | awk '{ sum += $1 } END { print sum/1024 " MB totali" }'

Abilitare il status page di PHP-FPM nel pool configuration è fondamentale per il monitoring:
; in /etc/php/8.x/fpm/pool.d/www.conf
pm.status_path = /fpm-status

Quando ondemand e dynamic restano la scelta giusta


Non tutto è nero o bianco. pm ondemand e pm dynamic restano preferibili in questi scenari:

  • Hosting condiviso con 100+ pool: con tanti siti a traffico basso, tenere worker statici per ogni pool divorberebbe la RAM. cPanel stessa usa ondemand come default per questo motivo.
  • Server con memoria limitata: se la RAM è il collo di bottiglia, meglio sacrificare un po’ di latenza che andare in swap.
  • Ambienti containerizzati con autoscaling orizzontale: in un setup Kubernetes dove i pod scalano orizzontalmente, ha più senso un pm ondemand con confini ben definiti per container, lasciando che l’orchestratore gestisca il scaling.


Esempio di configurazione ottimale per server ad alto traffico

[www]
user = www-data
group = www-data

listen = /run/php/php8.3-fpm.sock
listen.owner = www-data
listen.group = www-data

pm = static
pm.max_children = 80
pm.max_requests = 2000

pm.status_path = /fpm-status

request_terminate_timeout = 60s
request_slowlog_timeout = 10s
slowlog = /var/log/php/fpm-slow.log

php_admin_value[error_log] = /var/log/php/fpm-error.log
php_admin_flag[log_errors] = on
php_admin_value[memory_limit] = 256M

Conclusione


Su server dedicati ad alto traffico con memoria disponibile, pm = static è quasi sempre la configurazione vincente. Elimina l’overhead del process manager, garantisce latenza costante e rende il comportamento del sistema prevedibile sotto carico. La chiave è misurare prima di configurare: il valore di pm.max_children deve essere basato sulla dimensione reale dei worker in produzione, non su stime.

Per ambienti multi-pool o con memoria limitata, ondemand rimane una scelta sensata. Ma per il classico server LEMP di produzione con una singola applicazione, passare a pm static è spesso uno dei miglioramenti più semplici e impattanti che si possano fare.


Fonte originale: PHP-FPM tuning: Using ‘pm static’ for max performance — LinuxBlog.io


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OpenAI Launches ChatGPT Lockdown Mode to Block Prompt Injection Data Exfiltration
#CyberSecurity
securebulletin.com/openai-laun…
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NuGet Package Pruning in .NET 10: dipendenze più pulite e meno falsi positivi di vulnerabilità
#tech
spcnet.it/nuget-package-prunin…
@informatica


NuGet Package Pruning in .NET 10: dipendenze più pulite e meno falsi positivi di vulnerabilità


Se hai mai eseguito dotnet list package --vulnerable su un progetto .NET, probabilmente hai visto avvisi per pacchetti transitivi che non hai mai installato esplicitamente — come System.Text.Json o System.Formats.Asn1. In molti casi, questi pacchetti sono già forniti in una versione più recente dal runtime .NET, e gli avvisi sono falsi positivi. Con .NET 10, NuGet risolve questo problema in modo elegante: il package pruning.

Il problema: dipendenze transitorie fantasma


Molte librerie su NuGet.org hanno come target netstandard2.0 per massima compatibilità, e portano con sé dipendenze da pacchetti come System.Memory, System.Text.Json o System.IO.Pipelines — pacchetti che nel frattempo sono diventati parte delle .NET Runtime Libraries.

Il risultato pratico: un progetto .NET 10 che dipende da una di queste librerie si trova a risolvere durante il restore System.Text.Json 8.0.0 come dipendenza transitiva, anche se il runtime .NET 10 già include una versione più recente. Quando viene pubblicata una CVE contro quella versione, i vulnerability scanner la segnalano — anche se la tua applicazione non la usa affatto.

Questo genera tre problemi concreti:

  • Falsi positivi nelle vulnerability scan: avvisi per pacchetti già coperti dal runtime
  • Grafi di restore più grandi: più pacchetti da risolvere e scaricare
  • Riferimenti obsoleti: entry vecchie nel dependency graph che non rispecchiano cosa usa davvero l’app


Come funziona il Package Pruning


Il package pruning rimuove dal grafo di dipendenze NuGet i pacchetti già forniti dalle .NET Runtime Libraries al momento del restore. Il .NET SDK include una lista dei pacchetti forniti da ciascun target framework, con la versione massima disponibile. Se una dipendenza transitiva rientra in quel range, NuGet la elimina.

Ad esempio, net10.0 include System.Text.Json 10.x: una dipendenza transitiva su System.Text.Json 9.0.0 verrebbe pruned; una su System.Text.Json 11.0.0 no (perché il runtime non copre quella versione).

Prima del pruning

Sample.csproj : warning NU1903: Package 'System.Formats.Asn1' 6.0.0 has a
known high severity vulnerability

Project 'Sample' has the following package references
   [net10.0]:
   Top-level Package              Resolved
   > Microsoft.Extensions.AI      10.0.1
   > NuGet.Protocol               6.9.1

   Transitive Package                                     Resolved
   > System.Diagnostics.DiagnosticSource                  10.0.0
   > System.Formats.Asn1                                  6.0.0   ← VULNERABILE
   > System.Text.Json                                     10.0.0
   > System.Threading.Channels                            10.0.0
   ...

Dopo il pruning

Project 'Sample' has the following package references
   [net10.0]:
   Top-level Package              Resolved
   > Microsoft.Extensions.AI      10.0.1
   > NuGet.Protocol               6.9.1

   Transitive Package                                     Resolved
   > Microsoft.Extensions.AI.Abstractions                 10.0.1
   > Newtonsoft.Json                                      13.0.3
   > NuGet.Common                                         6.9.1
   ...
   (System.Formats.Asn1, System.Text.Json, System.Threading.Channels rimossi)

System.Formats.Asn1, System.Text.Json e System.Threading.Channels non compaiono più come dipendenze transitorie perché sono ridondanti su net10.0. L’avviso di vulnerabilità scompare.

Le novità in .NET 10


Il package pruning era disponibile come opt-in dal .NET SDK 9.0.200. Con .NET 10 diventa il comportamento predefinito per i progetti che hanno come target net10.0 o versioni successive.

In parallelo, NuGetAuditMode ora vale all per default, estendendo l’audit alle dipendenze transitorie. Pruning e audit lavorano insieme: il pruning rimuove i pacchetti ridondanti, l’audit si concentra sulle dipendenze che la tua app usa davvero.

I risultati misurati dal team NuGet:

  • 70% di report di vulnerabilità transitorie in meno rispetto ai default precedenti
  • Fino al 50% di riduzione del tempo di restore a livello di singolo progetto
  • Tasso di successo del restore misurabilmente più alto


Gestione dei PackageReference diretti


Se hai un riferimento diretto a un pacchetto che rientra nel range del pruning, NuGet non lo rimuove automaticamente dal tuo .csproj, ma lo “privatizza” aggiungendo implicitamente PrivateAssets='all' e IncludeAssets='none'. Quando un riferimento diretto può essere rimosso completamente, NuGet emette il warning NU1510:

<!-- Prima: riferimento diretto ridondante -->
<PackageReference Include="System.Text.Json" Version="10.0.0" />

<!-- NuGet emetterà NU1510: puoi rimuovere questo riferimento -->

Come attivare manualmente (per progetti precedenti)


Per progetti che non usano ancora i default di .NET 10, è possibile attivare pruning e audit esplicitamente:

<PropertyGroup>
  <NuGetAuditMode>all</NuGetAuditMode>
  <RestoreEnablePackagePruning>true</RestoreEnablePackagePruning>
</PropertyGroup>

In un progetto multi-target, se almeno un target framework è net10.0 o successivo, il pruning si applica a tutti i target framework del progetto.

Impatto su pipeline CI/CD e security scanning


Per i team che usano tool come OWASP Dependency-Check, Snyk, GitHub Dependabot o dotnet-outdated, il package pruning riduce significativamente il rumore nei report. I vulnerability report post-pruning riflettono le dipendenze reali dell’applicazione, rendendo le decisioni di remediation più precise e il triage più veloce.

Il comando per verificare lo stato attuale del tuo progetto:

dotnet list package --include-transitive --vulnerable

Con .NET 10 e pruning attivo, l’output dovrebbe essere significativamente più corto rispetto a .NET 8/9 con gli stessi package di primo livello.

Conclusione


Il package pruning in .NET 10 è uno di quei miglioramenti silenziosi che hanno un impatto concreto quotidiano: meno rumore nei report di sicurezza, restore più veloci, e un dependency graph che rispecchia davvero cosa usa la tua applicazione. Se stai ancora su .NET 9, vale la pena attivarlo subito con le due property nella sezione precedente.

Fonte: NuGet Package Pruning: Cleaner Dependencies and Actionable Vulnerability Reports — .NET Blog


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✨ Polyfill.io torna attivo nel 2026: pop-up di login sospetti colpiscono Toshiba, Muji e Samsung
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/polyfi…

@informatica


Polyfill.io torna attivo nel 2026: pop-up di login sospetti colpiscono Toshiba, Muji e Samsung


Il dominio polyfill[.]io — protagonista di uno dei più clamorosi supply chain attack del 2024 — è tornato attivo a fine maggio 2026 con un nuovo vettore: risposte HTTP 401 che inducono i browser a mostrare finestre di autenticazione false agli utenti di siti che non avevano ancora rimosso il vecchio script. Tra le vittime più note: Toshiba, Muji, Zojirushi e Samsung Smart TV.

Il contesto: l’incidente polyfill.io del 2024


Polyfill è una libreria JavaScript che permette ai siti web di supportare funzionalità moderne su browser legacy, fornendo uno strato di compatibilità lato client. Per anni, milioni di siti hanno caricato questa libreria dal CDN ospitato su polyfill[.]io — un dominio che tuttavia non era mai stato di proprietà del creatore del progetto open source, Andrew Betts.

Nel febbraio 2024, il dominio polyfill[.]io fu acquistato da un’entità cinese (Funnull), che lo utilizzò per iniettare codice malevolo negli script distribuiti dal CDN, colpendo oltre 100.000 siti. Betts reagì subito consigliando a tutti gli amministratori di rimuovere il servizio dai propri siti e rilancò il progetto originale sotto nuovi domini (polyfill.com, poi polyfill.top). Le autorità e diversi CDN provider bloccarono l’accesso a polyfill[.]io, fermando i redirect malevoli.

Maggio 2026: il dominio risponde di nuovo — con HTTP 401


Il problema del 2026 ha un meccanismo diverso ma altrettanto insidioso. Secondo il ricercatore di sicurezza Pasquale Pillitteri, a partire da fine maggio 2026 il dominio polyfill[.]io ha ricominciato a rispondere alle richieste, questa volta restituendo codici HTTP 401 (Unauthorized). Quando un browser carica una risorsa da un dominio esterno e riceve una risposta 401, interpreta questo come una richiesta di autenticazione e mostra automaticamente una finestra di dialogo per inserire username e password.

Tutti i siti che negli ultimi due anni non avevano completato la pulizia del codice — rimuovendo ogni riferimento a polyfill[.]io — si sono trovati improvvisamente a presentare ai propri utenti delle finestre di login che sembravano provenire dal sito legittimo, ma erano in realtà generate da una risorsa esterna non controllata dall’azienda.

Le organizzazioni colpite


Il colosso tecnologico Toshiba ha pubblicato un avviso urgente ai propri utenti il 2 giugno 2026, chiedendo di annullare qualsiasi finestra di autenticazione insolita apparsa sul sito e di non inserire credenziali. Il gigante del retail Muji ha emesso un comunicato simile, dichiarando di non aver rilevato accessi non autorizzati o fughe di dati, ma invitando comunque alla prudenza chi avesse eventualmente inserito le proprie credenziali. Anche Zojirushi (elettrodomestici), FiNC Technologies (app di salute), Ishiyaku Publishers e Hobonichi (editore e brand lifestyle) hanno segnalato lo stesso problema. Pillitteri ha riportato che il fenomeno si è manifestato anche sui televisori Samsung Smart TV l’1 giugno 2026.

Analisi tecnica: il meccanismo dell’HTTP 401 browser prompt


Il comportamento è standard nelle specifiche HTTP: quando una risorsa (script, immagine, iframe) risponde con 401, il browser mostra automaticamente una finestra di autenticazione nativa (WWW-Authenticate challenge). L’aspetto visivo di questa finestra è quello di un dialog box del browser — non una pagina web — il che può dare all’utente l’impressione di una richiesta legittima proveniente dal sito che sta visitando. Se l’utente inserisce le credenziali, queste vengono inviate in chiaro (o con Basic Auth) al server che ha emesso la challenge — in questo caso polyfill[.]io.

Al momento della pubblicazione dell’articolo originale di BleepingComputer (5 giugno 2026), non erano emerse prove concrete che le credenziali eventualmente inserite dagli utenti fossero state effettivamente raccolte. Toshiba e Muji hanno dichiarato di aver rimosso il riferimento a polyfill[.]io e di aver sospeso il servizio. Tuttavia, il rischio per gli utenti che abbiano inserito credenziali prima della chiusura rimane reale, e il cambio password immediato è fortemente consigliato.

Cosa devono fare gli amministratori di siti web


La lezione principale di questo incidente è chiara: le dipendenze da CDN esterni non controllati rappresentano un rischio persistente anche dopo che un incidente di sicurezza è stato apparentemente risolto. Gli amministratori devono verificare immediatamente che nessuna pagina del proprio sito contenga riferimenti a polyfill[.]io — incluse pagine secondarie, template legacy e componenti di terze parti. Gli strumenti di Content Security Policy (CSP) e Subresource Integrity (SRI) possono prevenire questo tipo di attacco bloccando il caricamento di risorse da domini non autorizzati o con hash diverso da quello atteso. Qualsiasi CDN di terze parti dovrebbe essere monitorato per variazioni nel comportamento delle risorse caricate.

Indicatori

## Dominio da bloccare
polyfill.io
cdn.polyfill.io

## Pattern da cercare nel codice sorgente
src="https://polyfill.io/
src='https://polyfill.io/
src="//polyfill.io/


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✨ Luna Moth incassa 20 milioni di dollari da Weil Gotshal & Manges: il gruppo entra fisicamente negli uffici per rubare dati
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/luna-m…

@informatica


Luna Moth incassa 20 milioni di dollari da Weil Gotshal & Manges: il gruppo entra fisicamente negli uffici per rubare dati


Weil, Gotshal & Manges — una delle law firm più influenti al mondo, con un portafoglio clienti che include le maggiori transazioni M&A e contenziosi corporate degli Stati Uniti — ha corrisposto tra 18 e 20 milioni di dollari al gruppo di estorsione noto come Luna Moth, Silent Ransom Group o UNC3753. Il pagamento è avvenuto nell’arco di tre giorni dalla richiesta. Contemporaneamente, l’FBI ha emesso un alert FLASH — il secondo in dodici mesi su questo attore, il primo a livello FLASH — documentando un’escalation tattica senza precedenti: il gruppo ora invia operativi fisici negli uffici delle vittime.

Chi è Luna Moth / Silent Ransom Group


Luna Moth è attiva dal 2022 e affonda le proprie radici nelle operazioni BazarCall, un’infrastruttura di phishing telefonico che fino alla primavera di quell’anno aveva fornito accesso iniziale alle operazioni ransomware di Ryuk e Conti. Dopo il collasso di Conti (aprile 2022), il nucleo operativo si è separato dando vita al Silent Ransom Group, che ha abbandonato il modello tradizionale di ransomware con cifratura dei sistemi in favore di pura estorsione via data theft.

Il modello economico è cinico ma efficace: non cifrare i sistemi delle vittime significa non bloccare l’operatività aziendale (il che riduce la pressione a chiamare le forze dell’ordine) e concentrarsi sulla minaccia più cogente per le law firm — la pubblicazione di documenti riservati dei clienti. Secondo la società di sicurezza Halcyon, tra il 2025 e l’inizio del 2026 si contano oltre 200 incidenti ransomware/estorsione ai danni di studi legali, con il SRG protagonista indiscusso della verticalizzazione su questo settore.

Il caso Weil Gotshal: cronologia e dettagli


Secondo il reporting esclusivo di The Insurer, Luna Moth ha ottenuto accesso a un numero non specificato di documenti riservati dei clienti di Weil, Gotshal & Manges e li ha caricati su un’infrastruttura cloud esterna senza autorizzazione. La richiesta di riscatto — definita “suppression payment” — ammonta a una cifra tra 18 e 20 milioni di dollari. Il pagamento sarebbe stato effettuato entro tre giorni dalla richiesta.

Weil ha confermato l’incidente in una dichiarazione ufficiale, specificando che “un attore malintenzionato ha caricato senza autorizzazione un numero limitato di documenti clienti su una risorsa cloud esterna”. La firma ha aggiunto che i forensic specialist ingaggiati non hanno trovato prove di penetrazione nella rete interna e che non è stata rilevata attività non autorizzata nei monitoraggi successivi. La società ha notificato i clienti i cui dati sono stati coinvolti e ha comunicato di aver allertato le forze dell’ordine. Il pagamento del riscatto non è stato confermato da Weil.

L’impatto reputazionale è comunque significativo: una law firm che gestisce transazioni miliardarie e contenziosi sensibili è per definizione un target ad altissimo valore per chi punta alla pubblicazione di informazioni riservate. Secondo EclecticIQ, il SRG ha già pubblicato dati di oltre 38 studi legali sul proprio leak site, con un totale di incidenti che supera i 100.

L’escalation tattica: dal vishing all’infiltrazione fisica


L’elemento più allarmante documentato dall’alert FLASH dell’FBI (numero FLASH-20260526-01) è l’evoluzione della kill chain del SRG, che si è articolata in tre generazioni tattiche distinte.

Fase 1 (2022-2024) — Callback phishing: invio massivo di email che impersonano servizi di subscription con un numero telefonico da chiamare per “risolvere il problema”. L’operatore al telefono — che finge di essere il supporto del servizio — convince la vittima a installare un tool di remote monitoring and management (RMM) da un sito fake dell’helpdesk. Non ci sono link o allegati malevoli nell’email, il che consente di bypassare la stragrande maggioranza dei filtri enterprise.

Fase 2 (primavera 2025-inizio 2026) — IT impersonation via cold call: invece di aspettare che la vittima chiami, il SRG inizia a contattare direttamente i dipendenti spacciandosi per l’IT interno dell’azienda target. Il pretesto standard è una “manutenzione di routine” o una risposta a un presunto attacco phishing ricevuto. La richiesta è la stessa: concedere l’accesso a una sessione desktop remota. Il livello di preparazione degli operatori è elevato: registrano domain typosquatted che impersonano i portali IT delle law firm target, personalizzano il social engineering in base all’organigramma aziendale.

Fase 3 (primavera 2026) — Infiltrazione fisica: questa è la novità documentata dall’FBI nel FLASH alert. Quando i tentativi di accesso remoto falliscono, il SRG invia un operativo fisicamente presso la sede della vittima. L’attore si presenta come tecnico IT e dichiara di dover “clonare il disco” o “creare un backup” per far fronte a potenziali impatti del phishing ricevuto. Una volta ottenuto l’accesso fisico alla macchina, inserisce un dispositivo di storage per estrarre i dati direttamente.

TTP e strumenti tecnici


Una volta ottenuto l’accesso remoto o fisico, la metodologia del SRG è caratterizzata da minima privilege escalation e rapido pivot verso l’esfiltrazione. Gli strumenti principali documentati dall’FBI sono WinSCP (Windows Secure Copy) e versioni nascoste o rinominate di rclone per la sincronizzazione cloud. Il gruppo usa le credenziali carpite per accedere a repository documentali, drive condivisi e cartelle clienti. Il leak site è attivo e viene aggiornato regolarmente come strumento di pressione nelle negoziazioni.

Le richieste di riscatto variano significativamente in base alla dimensione dell’organizzazione target: secondo EclecticIQ i range storici vanno da 1 a 8 milioni di dollari. Il caso Weil Gotshal — con 18-20 milioni — rappresenta un massimo storico documentato per questa famiglia, coerente con il profilo ultra-premium della law firm target.

Perché le law firm sono il target ideale


Le law firm concentrano un livello di riservatezza dei dati che pochi altri settori possono eguagliare: memorie difensive in contenziosi attivi, documenti M&A pre-annuncio, segreti industriali, comunicazioni privilegiate attorney-client, strategie fiscali. La minaccia di pubblicazione crea pressioni sia sulla firma sia sui clienti rappresentati — un effetto moltiplicatore che rende la negoziazione più probabile rispetto ad altri settori. Alcuni dei clienti più importanti di Weil includono aziende Fortune 500, fondi private equity e istituzioni finanziarie: la pubblicazione di loro documenti strategici avrebbe conseguenze che vanno ben oltre il danno reputazionale della firma.

Due righe per i difensori


  • Verifica out-of-band dell’identità: qualsiasi richiesta di accesso remoto da presunto personale IT deve essere verificata tramite canale separato (non il numero fornito dal chiamante). Istituire procedure di autenticazione per gli interventi tecnici da remoto.
  • Politiche di accesso fisico: nessun tecnico esterno deve poter connettere dispositivi USB o storage alle macchine aziendali senza autorizzazione documentata e supervisione. Badge visitatori con registrazione obbligatoria.
  • Allowlist degli strumenti RMM: bloccare l’installazione di RMM tool non approvati (AnyDesk, ConnectWise, TeamViewer e simili) tramite application control.
  • DLP e monitoraggio esfiltrazione: alert su uso anomalo di WinSCP o rclone, trasferimenti bulk verso storage cloud esterni, accessi insoliti a repository documentali fuori orario.
  • Formazione specifica sul vishing: simulazioni di callback phishing e IT impersonation per tutti i dipendenti, con enfasi sul non fornire mai accesso remoto a chiamanti inbound non verificati.
  • MFA resistente al phishing: FIDO2/hardware token per tutti gli accessi ai sistemi documentali.

Fonti: The Insurer, BleepingComputer, FBI FLASH-20260526-01, EclecticIQ, Dark Reading


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In Alabama un ex Navy SEAL insidia il candidato di Trump per il Senato


Barry Moore ha l'appoggio del presidente ed è arrivato primo alle primarie, ma Jared Hudson lo tallona. I sondaggi sono contraddittori e il ballottaggio del 16 giugno è apertissimo.

Il 19 maggio Barry Moore, deputato repubblicano dell'Alabama al terzo mandato, è arrivato primo nelle primarie per il seggio al Senato lasciato libero da Tommy Tuberville, che si candida a governatore. Con il 39,2% dei voti, Moore ha staccato nettamente il resto del campo. Ma il dato più significativo è un altro: il 61% degli elettori repubblicani ha votato contro di lui. Al ballottaggio del 16 giugno lo sfiderà Jared Hudson, ex Navy SEAL senza alcuna esperienza politica, che con il 25,6% ha superato per un soffio il procuratore generale dello Stato Steve Marshall.

Moore ha tutto ciò che serve per vincere una primaria repubblicana in Alabama. Ha l'endorsement del presidente Trump, del vicepresidente JD Vance e del leader della maggioranza al Senato John Thune. È stato tra i primi politici in assoluto ad appoggiare Trump nel 2015. Siede nel Freedom Caucus, il gruppo dei deputati più conservatori del Congresso. La sua campagna è ben finanziata e ha ricevuto il sostegno di super PAC come il Fairshake, legato al settore delle criptovalute, e Club for Growth.

Ex cecchino dei Navy SEAL, Jared Hudson dopo il servizio militare è diventato vicesceriffo, vigile del fuoco e imprenditore locale. Oggi dirige una nonprofit, la Covenant Rescue Group, che addestra le forze dell'ordine locali a stanare i trafficanti di esseri umani. Si presenta come un cristiano conservatore e come un fedelissimo di Trump. "Sono il candidato al ballottaggio per il Senato più improbabile probabilmente nella storia delle elezioni per il Senato", ha detto a Politico.

I sondaggi sul ballottaggio sono pochi e contraddittori. Un sondaggio commissionato da Club for Growth, fatto pochi giorni prima delle primarie, dava Moore in vantaggio di 17 punti, secondo quanto riportato da 1819 News. Un altro pubblicato ieri lo dà avanti di 8. Ma i sondaggi pagati dal super PAC che sostiene Hudson, Alabama Conservatives PAC, mostrano un testa a testa: l'ultimo, condotto da Remington Research Group su 722 probabili elettori del ballottaggio, vede Hudson al 41% e Moore al 40%, con un margine d'errore di 4 punti, come ha scritto l'Alabama Reporter.

Alabama · Ballottaggio Senato GOP · 16 giugno 2026

Quanto è avanti Barry Moore? Dipende da chi paga il sondaggio


Margine di vantaggio nelle tre rilevazioni note sul ballottaggio repubblicano tra Barry Moore e Jared Hudson.

◀ Vantaggio MOORE testa a testa Vantaggio HUDSON ▶

Il dato chiave: i sondaggi finanziati dai super PAC vicini a Moore (Club for Growth) lo danno avanti di 8–17 punti; l'unica rilevazione pagata dal PAC pro-Hudson registra invece un sostanziale pareggio. Il committente, più del numero, racconta la corsa.
Fonti: 1819 News, Alabama Reporter (Remington Research Group), AL.com. Il sondaggio Remington è stato condotto su 722 probabili elettori del ballottaggio, margine d'errore ±4 punti. Il sondaggio che dà Moore +8 non riporta committente né istituto. FocusAmerica

Moore e Hudson vogliono entrambi approvare il SAVE America Act, la legge che renderebbe più restrittive le regole per le elezioni e il voto. Ma sono divisi su come farlo: Moore vuole eliminare del tutto il filibuster, la regola procedurale del Senato che permette di bloccare una legge se non si raggiungono 60 voti. Hudson propone invece di tornare al "talking filibuster", cioè l'obbligo per i senatori di parlare fisicamente in Aula per ostruire un voto, eliminando la possibilità di bloccare una legge in silenzio. "Eliminate il filibuster e vi garantisco che i democratici daranno lo status di Stato a Washington D.C. e aumenteranno i giudici della Corte Suprema appena torneranno al potere", ha detto Hudson in un video pubblicato su X, secondo quanto riportato da AL.com.

Hudson ha costruito la sua campagna sul territorio. È stato il primo candidato repubblicano a entrare in corsa dopo l'annuncio di Tuberville, e ha investito molto nella presenza fisica. Regina Wagner, docente di scienze politiche all'Università dell'Alabama, ha detto a Politico che la campagna di Hudson "è stata decisamente più visibile. Ho visto spot, cartelloni e manifesti". Secondo i dati della campagna, al giorno delle primarie Hudson era conosciuto solo dal 55% degli elettori, un margine di crescita che potrebbe aiutarlo nel testa a testa contro Moore, che invece è un volto noto.

Moore è in vantaggio tra gli uomini e tra gli elettori che si definiscono "molto conservatori". Hudson è davanti tra le donne conservatrici (43% a 37%), tra i repubblicani "moderatamente conservatori" e tra i moderati, dove arriva al 55% contro il 26% di Moore. Geograficamente, Hudson domina il mercato mediatico di Birmingham, il più grande dello Stato, mentre Moore è più forte nelle aree di Mobile, Huntsville e Montgomery.

La campagna di Moore punta tutto sull'endorsement di Trump. Un sondaggio di Club for Growth mostrava che solo il 31% degli elettori repubblicani sapeva dell'endorsement, come riportato dall'Alabama Daily News, e il super PAC scommette che man mano che questa informazione si diffonderà, il vantaggio di Moore crescerà. Ma l'ultimo sondaggio di Remington mette in dubbio questa tesi: l'84% degli intervistati ha un'opinione favorevole di Trump, ma questo non si traduce automaticamente in un voto per Moore. Giovedì sera il presidente è intervenuto di nuovo, ribadendo il suo endorsement su Truth Social: "Non c'è onore più grande", ha risposto Moore.

Il ballottaggio del 16 giugno sarà preceduto da un dibattito televisivo lunedì sera e potrebbe essere influenzato dall'eventuale endorsement di figure come Tuberville o la senatrice Katie Britt, che per ora non si sono schierati. La corsa dell'Alabama è un test per misurare quanto pesa ancora l'appoggio di Trump in una primaria repubblicana quando lo sfidante ha una biografia personale abbastanza potente da competere.

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ICYMI: Updates from the 2026 Pirate National Conference


ICYMI

The 2026 Pirate National Conference kicked off on June 6th, 2026 and wrapped up the next day. A very special thank you to the Massachusetts Pirate Party, those who flew out to attend, and those who attended online. Without you, this conference would not have been possible, let alone the success it was.

Our election of a new board has also come to a close and the results are in! Your new 2026 Pirate National Committee board:

  • Captain – “Jolly” Mitch Davilo (Inc.)
  • Vice Captain – Blase Henry
  • Quartermaster – Eli McGee
  • Scribe – Lily Boyt
  • Lookout – Joseph Onoroski
  • Beancounter – Joel Lightfoot
  • Swarmcare Manager – Wanda Ward
  • Webadmin – Mars Bale (Inc.)
  • Director of the PR – Rowan Tipping

“Jolly” Mitch returns as Pirate Party Captain. Bestowed the vote of confidence to continue on course, I am honored to have been reelected to the position of Captain. As per my speech from this weekend (one that experienced audio issues and will thus be re-recorded and uploaded separately), my leadership philosophy can be summed up with this quote from G.D.H. Cole:

“In democracy, the leader stands in an essentially different relation to those whom he leads and, instead of substituting his will for theirs, aims at carrying out, not their “real will” as interpreted by him, but their actual will as understood by themselves.”

Blase Henry, Captain of the Arizona Pirate Party and United States Pirate Party Scribe lives up to his once-described-position of “rising star” within the party as he takes on the role of Vice Chair. Blase has quickly put together one of the more successful and active Pirate Party state parties in his short time. The time between Blase’s arrival to the state of the AZPP today is ultimately very brief, making what he has done all the more impressive. Blase’s leadership style is a much welcomed addition to higher leadership of the Pirate National Committee board. Blase fills in the vacancy left by previous VC Ty Clifford, who resigned weeks prior to the conference.

Quartermaster gets taken over by Beancounter Eli McGee. Jumping from auditor to treasurer itself, Eli has shown a commitment to helping the Pirate Party wherever he is needed, and it is the trust he has built that has lead to him taking over from two-term-incumbent Darren McKeeman. Eli’s position as Treasurer sees the position return to a Massachusetts Pirate, which has historically been a position held by a Massachusetts Pirate (not by design, just a funny coincidence).

Scribe has taken over from Blase by YPUSA Co-Captain Lily Boyt. Lily, who has been the heart and soul of building up our YPUSA organization, along with other fellow Young Pirates, has been granted a seat at the table and will provide that same care and attention given to the YPUSA to the PNC. Lily, much like Blase once was described, can be called a rising star within the Pirate Party, and we’re excited to have her aboard.

Lookout! Our Lookout is Joseph Onoroski. Joseph, who ran for 17th Middlesex in 2024, wins after largely promising to be the impartial voice sorting out internal affairs and reaffirming his commitment to stability and fairness within the party. Capt. Emer. Onoroski takes over from Wanda Ward, who speaking of…

Wanda Ward moves on from Lookout onto the role they’ve essentially done for the better part of the last year: Swarmcare Manager. Wanda, who has quickly shown herself to be the one of the most dedicated and committed Pirates around, assisting not only here but heavily with YPUSA, takes over a role that I have long considered one of the most important yet underappreciated roles. Swarmcare Manager is a role I myself held for two years, and I felt that time was invaluable to my feature time spent as Captain. Wanda, the current FLPP Captain and (likely) a future USPP Captain in her own right, will serve the position with the honor and respect it deserves.

Beancounter moves from Eli to Joel Lightfoot, captain of the Maryland Pirate Party. Joel, a small business owner and newer addition to the party, has been granted the role of Eli’s successor and number two guy. Joel has been dedicated to helping the party from the moment he arrived, and we believe this role will help Joel emerge as a true leader on the national stage.

The only other incumbent returning to the board is Webadmin Mars Bale. Thankful to have some positional consistency, Mars returning to his position on the board is a vote of confidence and approval of the work he’s done, and as Captain, I do commend the work he’s done. I believe Mars’s return is a net positive, not just for the party itself, but it strengthens the role of Webadmin and hopefully leaves us in a position of great confidence moving forward, as Webadmin is strengthened through experience.

Our new Director of PR is Illinois Pirate Rowan Tipping, forming Swarmcare Manager and inaugural Captain of Young Pirates USA. Rowan, as dedicated as you’ll ever see someone dedicated to the Pirate Party, fills in the role as a man who loves this party. Not only does the role of PR receive the attentions of a man who cares about the image of the party, but the role is being filled by a man who came in with plenty of idea of how to execute while in said role. Rowan’s being here is a sign that passion for the Pirate Party is still very much a factor in getting elected to the board. Rowan, as much as anyone, loves the Pirate Party. The Pirates should feel lucky to have some who cares as much as Rowan does watching over our image.


Those are the election results! We spent Day One aboard the U.S.S. Constitution before moving onto lunch then the conference portion itself. You can catch all the latest videos, include the conference itself (Here) and my opening speech for the conference (Here).

Election results can be found here: PNC Officer Elections Results. Winners and acceptance takes certain winning candidates out of contention, meaning some candidates may have won multiple races but could only accept one outcome.

The speech given that was largely cut due to audio errors will be re-recorded and uploaded separately.

Day 2 was a camera walk mapping event along the Freedom Trail, followed by lunch and then a split: some went to the Aquarium, and some (well, myself) went to the New England Free Jacks vs Chicago Hounds game.

The Free Jacks dynasty unfortunately did get eliminated from playoff contention, but my Hounds did go undefeated in regular season play.

This, of course, is entirely unrelated to the conference, but I did need to brag. HOUND TOWN BABY! LETS GO HOUNDS.

Thank you all who made 20 Years a Pirate possible. We look forward to serving you this year and we will be working out details for next year as early as our next meeting on June 14th.


uspirates.org/icymi-updates-fr…

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Le aziende straniere abbandonano Cuba mentre l'economia crolla


Mastercard e Visa sospendono le transazioni, le catene alberghiere spagnole lasciano gli hotel e il colosso minerario Sherritt si ritira. L'amministrazione Trump intensifica la pressione sull'Avana.

Mastercard e Visa hanno spseso da sabato le transazioni con carte di credito dei visitatori stranieri a Cuba. Iberostar e Meliá, le due principali catene alberghiere spagnole, hanno rinunciato a gestire rispettivamente 12 e 15 hotel sull'isola. Sherritt International, la società mineraria canadese che per oltre trent'anni è stata uno dei più importanti investitori esteri a Cuba, ha annunciato la sospensione delle attività e il rimpatrio del personale. Diverse compagnie aeree hanno già cancellato i voli per l'isola a causa della carenza di carburante.

"Questo è un punto di svolta. È un colpo importante per un'economia già indebolita", ha dichiarato Ricardo Torres, economista cubano dell'American University di Washington, al Wall Street Journal. Per decenni le imprese straniere avevano accettato i rischi di operare a Cuba, cercando un punto d'appoggio nel turismo e nell'estrazione mineraria nonostante l'embargo americano in vigore da oltre sessant'anni. Erano tra gli ultimi baluardi dell'investimento estero in un'economia dominata dallo Stato comunista e fornivano all'isola valuta forte e competenze imprenditoriali. Ora molte hanno concluso che i rischi superano i benefici, strette tra un collasso economico sempre più profondo e un'amministrazione Trump determinata ad aumentare la pressione sull'Avana.

La partenza di Sherritt è particolarmente significativa. Per oltre tre decenni la società ha estratto decine di migliaia di tonnellate di nichel e cobalto all'anno dalla miniera di Moa, nella parte orientale di Cuba, sostenendo una delle industrie di esportazione più importanti dell'isola. Mark Entwistle, ambasciatore canadese a Cuba negli anni Novanta quando Sherritt si stava affermando sull'isola, ha ricordato al Wall Street Journal che la società ha fatto molto più che gestire una miniera: "Ha di fatto formato un'intera serie di dirigenti cubani su come funzionano le aziende moderne", contribuendo a creare "una classe imprenditoriale embrionale che era molto, molto rivoluzionaria per Cuba all'epoca".

Solo pochi mesi fa Sherritt discuteva progetti di espansione per migliorare la produzione, calata a causa della carenza di carburante e dell'uragano Melissa. "Navigare nell'incertezza non è una novità per Sherritt", aveva dichiarato l'amministratore delegato ad interim Peter Hancock durante una conference call sui risultati di febbraio. Ora la società dice che l'incertezza è diventata insostenibile. Pur non essendo stata formalmente designata come obiettivo dell'ordine esecutivo firmato dal presidente Trump contro l'economia controllata dai militari cubani, Sherritt ha spiegato che la "sola emanazione" di quell'ordine ha creato condizioni che hanno alterato in modo sostanziale la sua capacità di operare. Il direttore finanziario, il revisore esterno e diversi membri del consiglio si sono dimessi. La società ha annunciato lo scioglimento delle joint venture a Cuba, poi ha fatto marcia indietro comunicando di aver firmato un accordo preliminare non vincolante per cedere una quota di controllo a Gillon Capital, un family office legato a Ray Washburne, finanziere repubblicano che ha servito nella prima amministrazione Trump. Le azioni Sherritt hanno perso oltre il 50 per cento.

La ritirata delle aziende arriva mentre Washington intensifica la pressione sul governo comunista cubano. A maggio il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che prende di mira GAESA, il conglomerato controllato dai militari cubani che il segretario di Stato Marco Rubio ha definito "il cuore del sistema comunista cleptocratico di Cuba". Secondo gli Stati Uniti, GAESA controlla almeno il 40 per cento dell'economia cubana, inclusi molti hotel gestiti attraverso partnership con società straniere, proprio come le catene che ora se ne stanno andando o riducono la loro presenza sull'isola.

Anche Moa Nickel, la joint venture tra Sherritt e la società statale cubana del nichel, è stata colpita dalle sanzioni. Washington sostiene che il progetto aiuti a sostenere un governo repressivo. L'ordine esecutivo costringe di fatto gli investitori stranieri a scegliere se continuare a fare affari con entità legate all'esercito cubano o rischiare sanzioni secondarie, cioè sanzioni che colpiscono anche chi fa affari con i soggetti sanzionati. "L'amministrazione Trump è concentrata come un laser sui servizi militari, di intelligence e di sicurezza dello Stato e su qualsiasi rapporto abbiano con aziende straniere. È lì che sta il potere", ha spiegato Ricardo Herrero, direttore esecutivo del Cuba Study Group.

Le misure fanno parte di una campagna più ampia di Washington per ottenere concessioni politiche ed economiche dall'Avana. Il mese scorso i procuratori americani hanno incriminato Raúl Castro, l'anziano ex presidente cubano, per l'abbattimento di aerei civili da parte dell'esercito negli anni Novanta. Giovedì Washington ha imposto sanzioni al presidente in carica Miguel Díaz-Canel, a membri della sua famiglia, al figlio e al nipote di Castro e a diverse entità cubane.

L'economia cubana ha cominciato a disfarsi dopo anni di cattiva gestione, corruzione e un insieme ampio di sanzioni americane. La situazione è peggiorata dopo che l'Amministrazione Trump ha imposto un blocco petrolifero in seguito alla cattura, a gennaio, del presidente venezuelano Nicolás Maduro, il cui governo aveva a lungo fornito petrolio a prezzi sussidiati all'Avana. Senza quell'ancora di salvezza, il trasporto pubblico è stato ridotto, gli agricoltori faticano a portare i prodotti al mercato e i residenti sopportano blackout di ore. Il peso cubano è crollato a circa 620 per dollaro sul mercato informale, secondo El Toque, un sito indipendente cubano che monitora il mercato valutario. I cubani hanno protestato battendo pentole e bruciando rifiuti. Centinaia di migliaia di persone hanno lasciato l'isola.

Ora anche molte delle aziende straniere rimaste se ne vanno, creando un vuoto che pochi investitori sembrano disposti a riempire. "Si può parlare di un doppio colpo. È stata una stretta graduale ma costante da parte dell'amministrazione Trump", ha detto Ted Henken, esperto di Cuba al Baruch College.

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Trump chiede a Israele e Iran di fermare gli attacchi dopo la ripresa della guerra


Il presidente americano è intervenuto su Truth Social dopo che Netanyahu ha ignorato la richiesta di non rispondere ai missili iraniani. Teheran ha annunciato la sospensione delle operazioni, ma avvertito di essere pronta a riprendere se Israele continuerà ad attaccare il Libano.

Il presidente statunitense Donald Trump ha chiesto oggi a Israele e Iran di fermare immediatamente gli attacchi, con un messaggio pubblicato su Truth Social. L'appello è arrivato dopo la ripresa della guerra tra i due Paesi, nella più grave escalation dal cessate il fuoco dell'8 aprile. Il conflitto si è riacceso ieri, dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ignorato la richiesta di Trump di non reagire ai missili iraniani lanciati contro Israele. Gli attacchi incrociati tra ieri notte e questa mattina rischiano ora di far saltare i negoziati tra l'Amministrazione americana e l'Iran e di trascinare di nuovo gli Stati Uniti nel conflitto.

Il raid in Libano e la risposta iraniana


La nuova crisi è iniziata a seguito di un raid israeliano in Libano, contro il gruppo militante Hezbollah alleato dell'Iran, nei pressi di Beirut, dove si trova il suo quartier generale. Teheran ha interpretato questo raid come una violazione del cessate il fuoco con Stati Uniti e Israele e ieri notte ha risposto con ondate di missili balistici contro Israele.

In risposta, questa mattina le forze aeree israeliane hanno colpito alcuni sistemi di difesa aerea che l'Iran aveva ricostruito durante la tregua. In seguito hanno attaccato un grande complesso petrolchimico che, secondo l'IDF, produceva materie prime usate per fabbricare armi. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno risposto subito minacciando di colpire infrastrutture energetiche in Israele e nei Paesi del Golfo, se gli attacchi dovessero continuare. Anche i ribelli Houthi dello Yemen sono poi entrati nel conflitto, lanciando due missili contro Israele e minacciando di attaccare le navi israeliane nel Mar Rosso.

Medio Oriente · La nuova escalation Israele-Iran

La guerra che Trump non riesce a fermare


Un raid israeliano in Libano ha riacceso il conflitto tra Israele e Iran, creando la più grave escalation tra i due Paesi dalla tregua dell'8 aprile. Trump ha chiesto due volte a Netanyahu di fermarsi, ma il premier israeliano ha ordinato nuovi raid su Teheran.

FocusAmerica Fonti: Axios, New York Times

La richiesta di Washington

La risposta di Gerusalemme

STOP
vs
RAID

Trump ha chiesto due volte a Netanyahu di fermare gli attacchi

Netanyahu ha ordinato nuovi bombardamenti su obiettivi a Teheran

Tra i due alleati si è aperto uno strappo che rischia di trascinare di nuovo gli Stati Uniti in guerra.

Esplora la crisi
1 Gli eventi 2 Gli attori 3 Lo strappo 4 Gli scenari

Azione e reazione

Come un raid in Libano ha riacceso la guerra


Ogni attacco ne ha innescato un altro. La cronaca di un'escalation a catena, dal primo raid in Libano all'ingresso di nuovi attori nel conflitto.

1

Israele
Lancia un raid in Libano contro Hezbollah, vicino a Beirut, dove il gruppo ha il suo quartier generale.

2

Iran
Considera il raid israliano in Libano una violazione della tregua e risponde con ondate di missili balistici contro Israele.

3

Israele
Colpisce le difese aeree che l'Iran aveva ricostruito durante la tregua e un grande complesso petrolchimico.

4

Iran
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane minacciano in risposta di colpire le infrastrutture energetiche di Israele e dei Paesi del Golfo se gli attacchi proseguono.

5

Houthi · Yemen
Entrano nel conflitto: due missili contro Israele e la minaccia di attaccare le navi israeliane nel Mar Rosso.

6

Iran
Dopo i raid israeliani su Teheran, lancia una nuova ondata di missili, questa volta anche su Tel Aviv.

Israele
Iran
Alleati dell'Iran

Attori in campo

Cinque attori per un fronte che si allarga


Le posizioni delle parti coinvolte, dagli Stati Uniti ai gruppi alleati dell'Iran entrati nel conflitto. Tocca ogni voce per leggere la sua posizione.

Stati Uniti — Trump
Cerca di mediare

Cerca da settimane un'intesa con Teheran e chiede a Israele di fermarsi, per non far saltare i negoziati in corso ed evitare di essere trascinato di nuovo in guerra. La linea di Washington: «questo ciclo deve finire».

Israele — Netanyahu
Belligerante

Riprende i raid contro Iran e Hezbollah, contro la volontà di Trump. Si dice pronto a fermarsi solo se l'Iran non risponderà, ma continua a colpire obiettivi di Hezbollah in Libano.

Iran
Belligerante

Risponde ai raid in Libano con ondate di missili contro Israele e minaccia le infrastrutture energetiche dei Paesi del Golfo. Poi annuncia una sospensione delle operazioni, ma promette «misure più severe e schiaccianti di prima» se Israele continuerà le sue operazioni in Libano.

Hezbollah — Libano
Alleato dell'Iran

È il bersaglio del raid israeliano vicino a Beirut che ha innescato la nuova crisi. Il suo disarmo resta la posta in gioco principale per Netanyahu, che teme di vedersi legate le mani da un'intesa tra Trump e l'Iran.

Houthi — Yemen
Alleato dell'Iran

Entrano nel conflitto lanciando due missili contro Israele e minacciano di attaccare le navi israeliane nel Mar Rosso, allargando potenzialmente lo scontro a una nuova area.

L'alleato che non obbedisce

Perché Netanyahu sfida la Casa Bianca

Un fottuto pazzo.
Così Trump aveva definito Netanyahu in una telefonata carica di insulti la settimana scorsa, come lo stesso presidente ha poi confermato. Il segnale di una frattura che la nuova escalation ha portato allo scoperto.
Il calcolo di Netanyahu

Sondaggi
È indietro alla vigilia di una campagna elettorale che deciderà il suo destino politico.

La base
Vuole mostrare ai suoi elettori di saper tenere testa a Trump, che lo aveva rimproverato.

Il timore
Teme che l'intesa cercata da Trump con l'Iran gli leghi le mani contro Hezbollah.

La posizione di Trump

A Netanyahu è stato detto esplicitamente che questo ciclo deve finire. Gli Stati Uniti non hanno approvato né sostenuto questi raid.
— Un funzionario statunitense, al New York Times

Le prossime mosse

Davanti a Trump ci sono ora due strade, nessuna senza rischi


Per gli analisti, la scelta di Washington sul margine da concedere a Israele apre due scenari opposti — entrambi pericolosi.

Il bivio
La scelta di Trump

Scenario ASe concede spazio a Israele
L'Iran allarga la rappresaglia, coinvolgendo le milizie sciite in Iraq e colpendo le basi americane e i Paesi del Golfo.

Scenario BSe impone lo stop
Rafforza il legame che Teheran cerca da tempo di costruire tra il fronte iraniano e quello libanese.

Le due letture degli analisti

Sembrano forti, ma questo non significa che lo siano: la spavalderia iraniana nasconde i gravi danni subiti.

Eyal Hulata — ex consigliere per la sicurezza nazionale israeliana, Foundation for Defense of Democracies

Non ci sono buone scelte da fare.

Danny Citrinowicz — ex ufficiale dell'intelligence militare israeliana, esperto di Iran

Fonte Ricostruzione FocusAmerica su dichiarazioni e ricostruzioni di Axios e New York Times. Le citazioni sono attribuite alle fonti originali.

Trump prende le distanze da Netanyahu


Subito dopo l'attacco iraniano, Trump ha detto ad Axios che avrebbe chiesto a Netanyahu di non rispondere, per evitare proprio di "far saltare" l'intesa che Washington sta negoziando da settimane con Teheran. Poco dopo ha telefonato al premier israeliano per trasmettergli lo stesso messaggio. Alcune ore più tardi, però, Netanyahu ha ordinato raid aerei contro diversi obiettivi militari in Iran, compresa Teheran. L'Iran ha replicato lanciando altri missili, anche verso Tel Aviv.

Questa mattina Trump ha chiamato nuovamente Netanyahu per chiedergli di fermare i raid aerei, secondo una fonte israeliana. Il premier avrebbe risposto di essere pronto a fermarsi, ma solo se l'Iran non avesse risposto ancora. Una seconda fonte ha però precisato che Israele avrebbe continuato a colpire obiettivi di Hezbollah situati in Libano. Nelle stesse ore, le Forze Armate iraniane hanno annunciato la sospensione delle proprie operazioni, minacciando però "misure più severe e schiaccianti di prima" in caso di nuova "aggressione", compreso in caso di nuove operazioni militari israeliane nel Libano meridionale.

Un funzionario statunitense ha definito "cordiale" la telefonata di ieri tra Trump e Netanyahu, pur ammettendo le resistenze del premier israeliano. "A Netanyahu è stato detto esplicitamente che questo ciclo deve finire. Gli Stati Uniti non hanno approvato né sostenuto questi raid", ha riferito la fonte. Due funzionari americani hanno quindi negato un coinvolgimento militare statunitense negli attacchi in Iran, mentre un funzionario israeliano sostiene che gli Stati Uniti abbiano aiutato quantomeno a intercettare i missili diretti verso Israele.

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha tuttavia accusato gli Stati Uniti di essere direttamente responsabili delle azioni israeliane e ha avvertito che gli sviluppi "non faranno che peggiorare la già caotica situazione del processo diplomatico". Da parte sua, Trump ha sostenuto che, nonostante i nuovi scontri, i negoziati dovrebbero procedere "rapidamente", a meno che non prevalgano "ignoranza o stupidità" da entrambe le parti.

Il calcolo politico di Netanyahu e il rischio per i negoziati


Per Netanyahu, riprendere a combattere può convenire almeno nell'immediato. Il premier intende così mostrare alla sua base elettorale di essere disposto a tenere testa a Trump, che ieri lo aveva rimproverato per i bombardamenti alla periferia di Beirut. Netanyahu si trova indietro nei sondaggi alla vigilia di una campagna elettorale difficile che deciderà il suo destino politico e solo una settimana fa Trump lo aveva umiliato in una telefonata carica di insulti, definendolo "un fottuto pazzo", come lo stesso presidente ha poi confermato.

Il premier teme inoltre che l'intesa cercata in tutti i modi da Trump con l'Iran possa rivelarsi disastrosa per Israele e legargli le mani contro Hezbollah. Tra gli analisti, però, le opinioni divergono. Eyal Hulata, ex consigliere per la sicurezza nazionale israeliana oggi alla Foundation for Defense of Democracies, ritiene che molto dipenderà dalle prossime mosse di Teheran. A suo giudizio, la spavalderia iraniana nasconde i gravi danni subiti. "Sembrano forti, ma questo non significa che lo siano", ha dichiarato al New York Times.

Più pessimista Danny Citrinowicz, ex ufficiale dell'intelligence militare israeliana ed esperto di Iran, secondo cui "non ci sono buone scelte da fare". Se Trump lascerà a Israele margine per intensificare gli attacchi, l'Iran allargherà la rappresaglia coinvolgendo anche le milizie sciite in Iraq ed attaccando le basi militari americane ed i Paesi del Golfo. Se invece imporrà lo stop, finirà per rafforzare il legame che Teheran cerca da tempo di costruire tra il fronte iraniano e quello libanese.

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)

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Niente aumenti in Teradata: hanno speso tutto per l'intelligenza artificiale! 🤡

Per anni, i CEO del settore tecnologico hanno utilizzato l'intelligenza artificiale come scusa per giustificare i licenziamenti. In realtà, però, molti esperti affermano che ciò che sta realmente accadendo è che i dirigenti stanno dirottando risorse finanziarie verso l’intelligenza artificiale a scapito di tutto il resto —compresa la fidelizzazione dei dipendenti.

finance.yahoo.com/sectors/tech…

@lavoro

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Acerbo (Rifondazione): dopo New York arriva Molfetta. Felici per il nostro compagno Manuel Minervini home.rifondazione.eu/2026/06/0… #ComunicatiStampa

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The news is that UK universities believe the are *unable^ to assess their own research "strength" and need to "partner" with a commercial surveillance oligopolist to have some clue.
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Ich habe einen sehr interessanten Menschen kennengelernt, der aus Protest Kaugummis auf Videokameras geklebt hat. Als ich mich näher mit dem Thema beschäftigte, fand ich heraus, dass es in sozialen Bewegungen eine reiche Geschichte von Attacken auf Überwachungskameras gibt. Entstanden ist dieser Text: netzpolitik.org/2026/widerstan…
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The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

I centri per il rimpatrio fuori dall’Unione Europea non sono una soluzione: sono una resa dei nostri valori europei.

Strutture fuori dal territorio dell’Unione Europea dove trasferire chi ha ricevuto un ordine di espulsione, in Stati con cui spesso la persona non ha mai avuto alcun legame.

Meccanismi di controllo indipendente insufficienti. Garanzie non adeguate sui diritti fondamentali.

Nel 2025 solo il 28% dei rimpatri ordinati è stato effettivamente eseguito, è vero; però i centri di rimpatrio fuori dall’Unione Europea non cambieranno questa realtà: la sposteranno altrove, nascondendola dietro accordi bilaterali opachi con governi terzi.

L’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali è stata esplicita: questi centri sarebbero compatibili con il diritto europeo solo se accompagnati da garanzie chiare e robuste; garanzie che, nella posizione votata dal Parlamento europeo il 26 marzo 2026, restano gravemente insufficienti.

Volt chiede un sistema migratorio europeo che sia davvero europeo: equo, umano, capace di trasformare la migrazione in un’opportunità per chi accoglie e per chi è accolto.

Esternalizzare la dignità umana non è una politica: è una vergogna.

#Migrazione #DirittiUmani #UnioneEuropea #Rimpatri #DignitàUmana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Die neue Open-Source-Strategie der EU-Kommission bringt viele Forderungen der Community auf Papier. Rechtlich bindend sind die Maßnahmen allerdings noch nicht. Die anstehende Reform des EU-Vergaberechts könnte das ändern.

netzpolitik.org/2026/neue-toen…

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Rifondazione: nessuna piazza per il razzismo della remigrazione home.rifondazione.eu/2026/06/0… #Immigrazione

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