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[PROPOSTA] Linee guida per una mobilitazione comune: salviamo la crittografia

Ciao a tutti! Vorrei lanciare sul tavolo una proposta di strategia collettiva per i prossimi mesi. Ci aspetta un autunno decisivo per il destino della nostra privacy e sicurezza digitale in Europa, con due scadenze cruciali che rischiano di passare sotto silenzio: SETTEMBRE 2026 (Fronte Chat Contr...

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La Casa Bianca sospende l'addetto al teleprompter che scommetteva sui discorsi di Trump


Gabriel Perez ha vinto più di 100.000 dollari su Kalshi puntando sulle parole che il presidente avrebbe detto nei discorsi che conosceva in anticipo. Il caso è al vaglio del regolatore federale

La Casa Bianca ha sospeso senza stipendio l'addetto al teleprompter di Donald Trump, accusato di aver sfruttato la conoscenza anticipata dei discorsi del presidente per vincere più di 100.000 dollari in scommesse online. ABC News ha rivelato giovedì che Gabriel Perez, il tecnico che dal 2016 gestisce lo schermo da cui il presidente legge i suoi interventi, faceva puntate sulla piattaforma Kalshi, un mercato di predizione dove gli utenti possono scommettere anche sulle parole e sulle frasi che verranno pronunciate nei discorsi pubblici.

Secondo Kalshi, Perez scommetteva su parole comuni destinate a comparire negli interventi di Trump, come nomi di paesi e termini economici. Le puntate hanno riguardato anche i grandi discorsi, tra cui quello sullo stato dell'Unione che il presidente ha tenuto a inizio anno davanti al Congresso. Le scommesse passavano dal mercato "Mentions", la sezione della piattaforma dedicata proprio alle parole dei discorsi pubblici.

I sistemi di sorveglianza della società hanno segnalato le operazioni a marzo: Kalshi ha congelato i fondi sul conto di Perez e ha trasmesso il caso alla Commodity Futures Trading Commission (CFTC), l'agenzia federale che regola i derivati finanziari e i mercati di predizione. "Il team di sorveglianza di Kalshi ha subito segnalato, indagato e trasmesso queste operazioni", ha detto Robert DeNault, responsabile legale della piattaforma. Le regole di Kalshi vietano le scommesse basate su informazioni ottenute grazie al proprio lavoro e da poco la società chiede agli utenti di dichiarare per chi lavorano.

Secondo il New York Times, Perez sta trattando con i regolatori federali un accordo per chiudere le accuse e finora ha collaborato.

Karoline Leavitt, la portavoce della Casa Bianca, ha detto che il presidente considera la vicenda "una vergogna". "Questa persona non sarà più qui", ha aggiunto in conferenza stampa, spiegando che la decisione è stata presa dallo stesso Trump. Alla domanda se altri dipendenti della Casa Bianca siano sospettati di usare informazioni riservate sui mercati di predizione, Leavitt ha risposto: "Non che io sappia".

I sospetti di scommesse con informazioni riservate sui mercati di predizione si sono moltiplicati negli ultimi mesi. Ad aprile tre candidati sono stati scoperti a puntare sulle proprie corse elettorali. A giugno le autorità federali hanno aperto un'indagine sull'ex deputato George Santos per una scommessa sulla sua presenza al discorso sullo stato dell'Unione. A marzo la Casa Bianca aveva avvertito il personale di non usare informazioni riservate su queste piattaforme, poche settimane prima che i procuratori federali accusassero un soldato delle forze speciali dell'esercito di aver sfruttato informazioni classificate per scommettere su Polymarket, il principale concorrente di Kalshi, sulla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro.

I mercati di predizione permettono di scommettere su eventi di ogni tipo, dalle elezioni statali alle partite dei Mondiali di calcio. Il settore, dominato da Kalshi e Polymarket, muove decine di miliardi di dollari all'anno ed è regolato a livello federale dalla CFTC, a differenza del resto del gioco d'azzardo americano, controllato dai singoli stati. Queste piattaforme, vietate in Francia e in altri paesi europei, hanno sollevato dubbi sulla compatibilità con le leggi statali sul gioco e sulla possibilità che vengano manipolate da chi dispone di informazioni riservate: nei mesi scorsi diversi conti avevano guadagnato circa 1,2 milioni di dollari puntando sulla data di avvio delle operazioni militari americane contro l'Iran poche ore prima dei primi attacchi.

L'attenzione per i guadagni legati alla presidenza riguarda anche Trump: nelle sue ultime dichiarazioni patrimoniali il presidente ha riportato ricavi per 1,2 miliardi di dollari nel 2025 dai suoi affari in criptovalute, mentre gli investitori perdevano denaro su mercati che Trump ha cercato di proteggere da una regolamentazione più severa. Più di 500 milioni sono arrivati dalla vendita di nuovi prodotti digitali della sua società World Liberty Financial e oltre 600 milioni dalle meme coin con la sua faccia vendute da CIC Digital: sia i token sia le monete hanno poi perso gran parte del loro valore. Giovedì la sua azienda di media ha annunciato che farà pagare l'accesso prioritario ai post pubblicati su Truth Social, compresi quelli del presidente che possono muovere i mercati finanziari.

Proprio giovedì sera, la notte tra giovedì e venerdì in Italia, Trump era atteso in prima serata televisiva con un discorso su sicurezza elettorale e macchine per il voto. Su Kalshi gli utenti scommettevano che avrebbe pronunciato più di tre volte espressioni come "Save America Act", "fraud" e "Iran".


Due milioni di dollari a Trump dal gruppo coreano colpito dai dazi americani


Base Group, principale investitore di una società sudcoreana dell'alluminio che contesta i dazi imposti dal Dipartimento del Commercio su alcune esportazioni verso gli Stati Uniti, ha versato lo scorso anno 2 milioni di dollari alla holding di Donald Trump. Il pagamento è emerso per la prima volta dalla dichiarazione patrimoniale annuale del presidente, pubblicata alla fine di giugno.

Il documento offre una spiegazione piuttosto vaga: la somma sarebbe collegata a una "lettera d'intenti" e rappresenterebbe una "commissione di sviluppo non rimborsabile". Interpellate dal New York Times, la società e la famiglia Trump hanno riferito che il versamento riguarda un progetto golfistico non ancora annunciato.

Conflitti d’interesse · Gli affari esteri del presidente

Coinvolto in un contenzioso sui dazi americani, un gruppo coreano ha versato 2 milioni alla holding di Trump

Il versamento di Base Group — principale investitore di Korea Aluminium, società dell’alluminio sotto indagine del Dipartimento del Commercio — compare nella dichiarazione patrimoniale del presidente. La Trump Organization lo attribuisce a un progetto golfistico non ancora annunciato e nega ogni legame con il contenzioso.

Grafica di FocusAmerica 15 luglio 2026

La cifra al centro del caso
0
Dollari

versati nel 2025 alla holding di Donald Trump, indicati nella dichiarazione patrimoniale come una «commissione di sviluppo non rimborsabile» legata a una «lettera d’intenti».

Base Group nega di aver violato le norme commerciali statunitensi. La Trump Organization definisce «pura finzione» ogni legame tra il pagamento e i dazi.

Il rapporto

Quasi dieci anni per avvicinare la famiglia Trump


Prima del versamento, una lunga rete di relazioni commerciali.

Da anni
Base Group distribuisce in esclusiva in Corea del Sud i vini a marchio Trump.

Lo scorso febbraio
Eric Trump ospite nella sede di Base Group a Seul: al centro dell’incontro, come aumentare gli scambi commerciali tra Corea e Stati Uniti.

2025
Il pagamento da 2 milioni di dollari alla holding del presidente.

La proporzione

Due milioni sono una frazione minima degli incassi del presidente


Nel 2025 la holding di Trump ha dichiarato entrate per oltre 2,24 miliardi di dollari. Il pagamento coreano ne è appena una scheggia.

Redditi dichiarati nel 2025 2,24 mld $

Criptovalute 1,4 mld Altri redditi 715 mln Attività estere 125 mln
Dentro le attività estere

Attività estere in 13 Paesi 125 mln $

Regno Unito, India, Qatar, Arabia Saudita, Romania, Turchia, Vietnam, Emirati… 2 mln
Base Group

Il pagamento vale meno di un millesimo dei redditi dichiarati dal presidente nel 2025. Una somma modesta per la holding; per Korea Aluminium, in gioco c’è un dazio che potrebbe salire al 105%.

Il contenzioso

Il dazio su Korea Aluminium potrebbe quasi quadruplicare


Una vicenda che parte da Washington nel 2022 e non è ancora chiusa. Apri ogni tappa per i dettagli.

Le posizioni delle parti

Fonte New York Times; dichiarazione patrimoniale del presidente (U.S. Office of Government Ethics), luglio 2026. Valori dichiarati, non profitti, arrotondati. Il New York Times non ha trovato prove di interventi del presidente o della famiglia a favore delle due società.

Un rapporto coltivato da quasi dieci anni


Base Group cerca da quasi un decennio di consolidare i rapporti con la famiglia Trump. La società distribuisce in esclusiva in Corea del Sud i vini a marchio Trump e, più recentemente, ha ospitato Eric Trump nella propria sede centrale a Seul. Durante l'incontro, avvenuto a febbraio, si è discusso di come incrementare gli scambi commerciali tra Corea del Sud e Stati Uniti, secondo quanto riferito da un dirigente del gruppo.

Queste iniziative coincidono con le difficoltà di Korea Aluminium, società collegata a Base Group, che ha ridotto le esportazioni verso gli Stati Uniti dopo che il Dipartimento del Commercio ha stabilito che alcune aziende sudcoreane hanno aggirato i dazi sull'alluminio prodotto in Cina. Il New York Times non ha trovato prove che Trump o un membro della sua famiglia siano intervenuti presso funzionari americani in favore delle due società. Base Group, da parte sua, nega di aver violato le norme commerciali statunitensi.

Alan Garten, responsabile legale della Trump Organization, ha assicurato al quotidiano che il pagamento non ha alcun legame con il contenzioso commerciale. "Operiamo da decenni nel golf, nell'ospitalità e nel settore immobiliare e abbiamo concluso transazioni con innumerevoli aziende in tutto il mondo", ha dichiarato. "Qualsiasi insinuazione secondo cui questa operazione sarebbe stata motivata da ragioni diverse da legittime considerazioni commerciali è pura finzione".

Gli affari esteri della holding del presidente


Il caso si inserisce in un quadro senza precedenti nella storia americana moderna. Trump conserva interessi economici personali in quasi trenta iniziative imprenditoriali all'estero. Prima del suo primo mandato, lui e la famiglia si erano impegnati a non sottoscrivere nuovi accordi internazionali durante la presidenza. Una promessa che però è stata abbandonata all'inizio del secondo mandato.

I 2 milioni versati da Base Group rappresentano soltanto una piccola parte degli almeno 125 milioni di dollari incassati nel 2025 dalla holding del presidente attraverso attività in tredici Paesi, tra cui Regno Unito, India, Qatar, Arabia Saudita, Romania, Turchia, Vietnam ed Emirati Arabi Uniti. Una somma comunque modesta rispetto ad altre fonti di reddito: nello stesso anno, gli affari nel settore delle criptovalute avrebbero fruttato al presidente 1,4 miliardi di dollari.

Storici ed ex funzionari interpellati dal New York Times sottolineano che rapporti finanziari diretti di questa portata tra un presidente e soggetti stranieri non hanno precedenti. George W. Bush vendette la propria quota nella squadra di baseball dei Texas Rangers mentre valutava la candidatura alla Casa Bianca; Ronald Reagan liquidò le proprie partecipazioni azionarie; Calvin Coolidge non volle neppure acquistare una casa. "Non ho mai visto nulla di simile", ha dichiarato Peter J. Wallison, già consigliere della Casa Bianca e funzionario del Dipartimento del Tesoro durante l'Amministrazione Reagan. "Crea conflitti di interesse e rende difficile per un presidente decidere, oppure rischia di condizionarne le scelte".

Il dazio potrebbe salire al 105%


Il contenzioso risale almeno al 2022, quando il Dipartimento del Commercio dell'Amministrazione Biden avviò un'indagine sulle aziende sudcoreane sospettate di aiutare i produttori cinesi ad aggirare i dazi sull'alluminio. Nel 2023 l'indagine concluse che Pechino cercava di eludere le misure antidumping facendo transitare i propri prodotti attraverso società coreane. Due anni dopo furono introdotti dazi specifici su alcune importazioni provenienti da fornitori sudcoreani, tra cui proprio la Korea Aluminium, le cui vendite negli Stati Uniti ne hanno risentito.

Il mese scorso il Dipartimento del Commercio ha comunicato di aver ricevuto da un'associazione americana del settore una richiesta di estensione dei dazi, senza fare alcun riferimento ai rapporti con il presidente. Nei giorni scorsi l'agenzia ha inoltre adottato una decisione preliminare che porterebbe al 105% l'aliquota sulle esportazioni di Korea Aluminium, quasi quattro volte il livello attuale. La decisione definitiva però non è ancora stata presa.

La Casa Bianca respinge ogni sospetto. "Non esistono conflitti di interesse", ha dichiarato al New York Times il portavoce Kush Desai. Emily Davis, portavoce dell'International Trade Administration del Dipartimento del Commercio, ha definito questi procedimenti "quasi giudiziari e apolitici", escludendo qualsiasi interferenza politica.


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Russia e Cina hanno un piano segreto per neutralizzare Starlink


Un'inchiesta di The Insider, Der Spiegel e Le Monde mostra una cooperazione militare tra Mosca e Pechino molto più profonda di quanto dichiarato: dalla guerra ai satelliti di Elon Musk alla difesa antimissile.

Russia e Cina hanno studiato insieme un piano per neutralizzare Starlink, la rete di internet satellitare di Elon Musk, e stanno collaborando nel settore militare molto più di quanto ammettano pubblicamente. A rivelarlo sono documenti riservati sottratti a forum militari sino-russi mai resi pubblici, al centro di un'inchiesta condotta da The Insider, Der Spiegel e Le Monde.

I materiali comprendono quattro presentazioni mostrate nel novembre 2023 al Terzo Forum sino-russo per la cooperazione tecnico-militare di Canton, un appuntamento bilaterale ricorrente ma mai pubblicizzato, così come un protocollo firmato a Mosca nel giugno dello stesso anno. I documenti coprono in totale 5 ambiti: armi spaziali e distruzione di satelliti, difesa aerea e antimissile integrata, droni "a sciame", nuovi veicoli corazzati e aviazione militare.

Documenti riservati

Mosca e Pechino progettano insieme la guerra del futuro, a partire da Starlink


Presentazioni segrete e un protocollo firmato rivelano quanto la cooperazione militare tra Russia e Cina sia più profonda di quanto i due Paesi ammettano.

Grafica di FocusAmerica 9 luglio 2026

秘密 · СЕКРЕТНО · riservato Canton · nov 2023

5
Gli ambiti della cooperazione militare segretasecondo i documenti del forum sino-russo di Canton

1Armi spaziali e anti‑satellite
2Difesa aerea e antimissile
3Droni “a sciame”
4Veicoli corazzati
5Aviazione militare

Le prove: 4 presentazioni mostrate al forum di Canton nel novembre 2023 e un protocollo firmato a Mosca nel giugno dello stesso anno.

I tre pilastri dell’intesa
1Starlink 2Lo scudo 3Il baratto

Il piano in tre fasi per neutralizzare la rete di Musk


Per Pechino, Starlink non è un servizio commerciale ma un’infrastruttura militare: la sua architettura distribuita, senza un nodo centrale, richiede una strategia a escalation crescente.

1

Fase uno

Pressione legale e diplomatica
Azioni internazionali per frenare l’espansione della costellazione satellitare.

2

Fase due

Occupazione di frequenze e disturbo
Sottrarre a Starlink le frequenze e le orbite necessarie alla crescita, bloccando il segnale in aree selezionate con interferenze elettromagnetiche.

3

Fase tre

Distruzione fisica della rete
Prima malware diffuso attraverso i terminali degli utenti, poi armi a basso costo per abbattere i satelliti più in fretta di quanto SpaceX riesca a sostituirli.

Già in campo
Secondo l’intelligence NATO, un dispositivo russo sarebbe già in grado di disturbare i ricevitori Starlink a terra entro un raggio di circa 16 km.

Uno scudo congiunto contro i missili ipersonici americani


Il protocollo firmato a Mosca il 5 giugno 2023 con Rosoboronexport, Almaz‑Antey e NPO Almaz fissa obiettivi che superano l’S‑500 “Prometheus”, il sistema russo più avanzato.

0 km
Gittata massima dei missili balistici da intercettare

0 g
Accelerazione laterale dei bersagli da colpire

0 km
Quota massima d’ingaggio dei missili ipersonici

Possibile entrata in servizio
~ 2030

2023 · firma del protocollo2030

Perché conta
“Questo è il sancta sanctorum, qualcosa che né la Russia né l’Unione Sovietica hanno mai voluto condividere” — Pavel Luzin, Saratoga Foundation.

Esperienza di guerra russa in cambio di tecnologia cinese


Alla base dell’intesa c’è uno scambio: i dati raccolti da Mosca sul campo di battaglia contro l’industria e i componenti di Pechino.

Mosca offre
L’esperienza maturata al fronte

  • Dati di combattimento sull’uso dei droni raccolti in Ucraina
  • Know‑how operativo su guerra elettronica e tattiche reali


Pechino offre
La potenza industriale e tecnologica

  • 160 tipi di droni prodotti, ma quasi mai testati in combattimento
  • Semiconduttori e componenti: moduli IA, sensori, batterie, memorie


Il risultato sul campo
Il drone russo V2U vola già in Ucraina con moduli di intelligenza artificiale, sensori, batterie e memorie cinesi. E secondo l’UE, la Cina ha addestrato centinaia di soldati russi.

Fonte: inchiesta di The Insider, Der Spiegel e Le Monde
Elaborazione FocusAmerica su dati The Insider

Il dossier dedicato a Starlink porta la firma della China Aerospace Science and Technology Corporation, il principale appaltatore spaziale statale cinese. La rete satellitare di Musk viene descritta non come un semplice servizio commerciale, ma come un'infrastruttura militare: un sistema di navigazione alternativo quando il GPS viene disturbato e una piattaforma di sorveglianza ad alta precisione. La sua forza, secondo gli autori del documento, risiede nell'architettura distribuita, priva di un nodo centrale: disturbare una stazione di terra o abbattere un singolo satellite non basta a fermarla.

Per superare questo ostacolo, i ricercatori cinesi propongono quindi una strategia in 3 fasi. La prima prevede pressioni legali e diplomatiche per limitare l'espansione della costellazione. La seconda punta a occupare frequenze e orbite necessarie alla crescita di Starlink, affiancando a questa mossa un sistema di disturbo elettromagnetico capace di bloccare il segnale in aree selezionate. La terza contempla la distruzione fisica della rete: prima attraverso attacchi informatici per diffondere malware nei terminali, poi con armi a basso costo in grado di eliminare i satelliti più rapidamente di quanto SpaceX riesca a sostituirli.

Il patto su difesa antimissile e armi ipersoniche


Alcuni segnali indicano che quei piani siano già in fase avanzata di implementazioni. Pubblicazioni legate all'Esercito Popolare di Liberazione cinese hanno parlato più volte di scenari basati su armi laser e missili anti-satellite. Per quanto riguarda la Russia invece, i servizi di intelligence della NATO stanno seguendo con attenzione un progetto che prevederebbe il rilascio di nuvole di piccoli proiettili per lacerare i pannelli solari dei satelliti, mentre un dispositivo russo sarebbe già in grado di disturbare i ricevitori Starlink a terra entro un raggio di circa 16 km.

Il cuore della cooperazione tra i due Paesi, però, è un altro. Il 5 giugno 2023 una delegazione militare cinese guidata dal colonnello Tong Xiaofeng, alto funzionario della Commissione Militare Centrale cinese, ha firmato a Mosca con i produttori russi Rosoboronexport, Almaz-Antey e NPO Almaz un protocollo per sviluppare insieme un sistema di difesa aerea e antimissile capace di intercettare missili ipersonici americani.

Il documento fissa obiettivi molto ambiziosi: intercettare missili balistici a medio raggio fino a 4.000 km, colpire bersagli capaci di accelerazioni laterali fino a 25 g e ingaggiare missili ipersonici a quote fino a 40 km. Si tratta di soglie che supererebbero qualsiasi sistema anti missile oggi in dotazione all'esercito russo, compreso il più avanzato di tutti, l'S-500 "Prometheus". "Questo è il sancta sanctorum, qualcosa che né la Russia né l'Unione Sovietica hanno mai voluto condividere", ha dichiarato a The Insider l'esperto militare Pavel Luzin, della Saratoga Foundation. Secondo Justin Bronk, del Royal United Services Institute di Londra, il sistema antimissile congiunto russo-cinese potrebbe entrare in servizio intorno al 2030.

Insomma, la neutralità rivendicata da Pechino appare ormai sempre più difficile da sostenere. "Ufficialmente il messaggio è: non siamo coinvolti, aiutiamo entrambe le parti. Ma di fatto non c'è più alcuna neutralità", ha dichiarato Alexander Gabuev, del Carnegie Russia Eurasia Center. E senza i semiconduttori cinesi, ha aggiunto il ricercatore di Harvard Dmitry Gorenburg, "la Russia non sarebbe stata in grado di sostenere la propria industria della difesa negli ultimi quattro anni".

Il baratto tra esperienza russa e tecnologia cinese


I documenti mettono a nudo anche il baratto che c'è alla base dell'intesa tra i due Paesi: l'esperienza russa maturata sul campo in cambio della tecnologia cinese. Una presentazione dell'Accademia delle Scienze Militari cinese propone di formalizzare lo scambio di know how sui droni. Pechino ne produce 160 tipi, ma le ha impiegate raramente in combattimento; Mosca, al contrario, dispone di una grande quantità di dati raccolti al fronte sull'uso dei propri droni. I risultati si vedono già in Ucraina, dove il drone russo V2U funziona con moduli di intelligenza artificiale, sensori, batterie e memorie cinesi, secondo documenti dell'intelligence militare ucraina del 2025.

Il rapporto si sta rovesciando anche nell'aviazione. Una presentazione della AVIC afferma che la Cina ha ormai "la capacità e la volontà di contribuire allo sviluppo della tecnologia aeronautica russa". "La cosa più interessante di queste slide è che sono i cinesi a cercare l'aiuto della Russia, mentre di solito accade il contrario", ha commentato a The Insider un ex ufficiale dell'Aeronautica americana.

Il sostegno cinese alla guerra russa, secondo l'inchiesta, va ben oltre. Esperti cinesi avrebbero consigliato Mosca sulla costruzione di una fabbrica di droni kamikaze e contribuito successivamente a creare una rete capace di riportare online i soldati russi al fronte dopo che, all'inizio del 2026, Starlink aveva tagliato il servizio agli utenti non registrati in territorio ucraino. A metà giugno, l'Alta Rappresentante della Politica Estera dell'Unione Europea Kaja Kallas ha dichiarato che Bruxelles ha ottenuto informazioni verificate sull'addestramento di centinaia di soldati russi da parte cinese.

Musk, intanto, da parte sua elogia da tempo il governo di Pechino e non ha fatto mistero neppure di riferirsi alla isola autonoma di Taiwan come "parte integrante" della Cina. Musk non ha neppure mai lasciato intendere di sapere che lo stesso governo avrebbe cospirato con la Russia per distruggere uno dei suoi asset più preziosi. Interpellata dai media al centro dello scoop, SpaceX non ha voluto commentare.

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I Dem del Maine hanno otto giorni per trovare lo sfidante di Susan Collins


Dopo il ritiro di Graham Platner, accusato di stupro, 601 delegati sceglieranno il 25 luglio a Bangor il nuovo candidato al Senato. Nel primo dibattito i candidati hanno attaccato solo Susan Collins

I democratici del Maine hanno otto giorni per trovare il candidato che sfiderà a novembre la senatrice repubblicana Susan Collins. Il 25 luglio a Bangor 601 delegati del partito sceglieranno il sostituto di Graham Platner, il vincitore delle primarie di giugno, che si è ritirato la settimana scorsa dopo che Politico ha rivelato l'accusa di stupro di una sua ex compagna. Platner nega l'accusa.

La corsa è tra le più importanti delle elezioni di metà mandato: Collins, in Senato da cinque mandati, è l'unica senatrice repubblicana che quest'anno cerca la rielezione in uno stato vinto da Kamala Harris nel 2024 e il suo seggio è considerato decisivo da entrambi i partiti per il controllo del Senato.

Dodici candidati hanno presentato la candidatura entro la scadenza di mercoledì. Tra loro ci sono tre sconfitti delle primarie per governatore di giugno: la segretaria di Stato del Maine Shenna Bellows, che Collins aveva già battuto nel 2014, l'ex presidente del Senato statale Troy Jackson e Nirav Shah, ex responsabile della sanità pubblica dello stato. In corsa ci sono anche Jordan Wood, ex collaboratore del Congresso arrivato terzo nelle primarie del secondo distretto, Dan Kleban, cofondatore del birrificio Maine Beer Company, e David Costello, terzo nelle primarie per il Senato vinte da Platner.

Entro lunedì i candidati devono raccogliere 500 firme di elettori democratici registrati, di cui almeno 50 in ciascuna di otto contee diverse. Nel fine settimana i democratici si riuniranno in ognuna delle 16 contee dello stato per eleggere 500 dei 601 delegati alla convention, mentre gli altri 101 sono membri di diritto del comitato statale del partito. Più di 5.500 persone si sono già registrate per partecipare alle riunioni o candidarsi come delegate. I delegati non saranno vincolati a un candidato e per la nomination servirà superare il 50%, probabilmente dopo più turni di voto.

Le campagne di Bellows, Jackson e Shah hanno riattivato le reti di volontari delle corse per governatore per portare i propri sostenitori alle riunioni di contea, mentre Wood invita i democratici a partecipare senza costruire una propria lista di delegati, chiedendo un processo trasparente. Paige Loud, un'assistente sociale che aveva corso nelle primarie del secondo distretto, si è invece ritirata per protesta, accusando i candidati più ricchi di comprarsi i delegati e di riempire le sale di persone già impegnate con un candidato.

Giovedì sera i candidati si sono affrontati nel primo dibattito televisivo, divisi in due gruppi per via del numero. I toni sono stati civili, senza attacchi reciproci: il bersaglio comune è stata Collins, criticata per i suoi voti sulla Corte Suprema e per la lunga permanenza a Washington. Le differenze politiche tra i principali candidati sono minime e tutti si presentano come progressisti e oppositori del presidente Trump.

La prima domanda rivolta a tutti è stata quale fosse la migliore idea di Platner da portare avanti. Jackson ha scelto il "Medicare for All", la proposta di un sistema sanitario pubblico universale; Shah l'abolizione dell'ICE, l'agenzia federale per l'immigrazione; Wood la definizione di genocidio per la guerra di Israele a Gaza; Bellows la lotta alla corruzione di Washington. Platner aveva vinto le primarie con il 72% dei voti e la sua campagna contava più di 15.000 volontari. Nel corso della serata i candidati hanno alzato i toni contro l'ICE dopo il caso dell'uomo ucciso lunedì a Biddeford da un agente dell'agenzia.

Bellows ha accusato Collins di non fare abbastanza per fermare Trump sulla guerra in Iran e i moderatori le hanno ricordato che la senatrice ha votato una risoluzione per limitare i poteri di guerra del presidente. "Una settimana fa ero in vacanza", si è giustificata Bellows, che come Jackson e Shah fino a poche settimane fa correva per la carica di governatore e non si stava preparando a una campagna contro Collins.

Il 23 luglio, due giorni prima della convention, i candidati torneranno a confrontarsi in un dibattito organizzato dalla CNN insieme al quotidiano locale Bangor Daily News. Durerà due ore a partire dalle 20 ora della costa est (le 2 di notte in Italia), con le domande dei conduttori Jake Tapper e Dana Bash e del responsabile politico del giornale Michael Shepherd, davanti a un pubblico che comprenderà anche alcuni dei delegati.

Bernie Sanders, che aveva spinto l'ascesa di Platner, ha detto a Semafor che si tratta di "un momento senza precedenti" e che è meglio che i cittadini del Maine decidano da soli, senza influenze esterne. Anche il leader dei democratici al Senato Chuck Schumer e il comitato del partito per le campagne al Senato restano neutrali, così come la senatrice Elizabeth Warren, che a marzo aveva appoggiato Platner. Le uniche critiche arrivano dai senatori dell'Illinois Dick Durbin e Tammy Duckworth, che rimproverano a Shah la gestione di un'epidemia mortale di legionella quando lavorava nello stato. Collins ha detto a Semafor che non sapere contro chi correrà "è certamente una situazione insolita".


Anche l'uomo ucciso dall'ICE in Maine non era l'obiettivo degli agenti


Per la seconda volta in sei giorni un agente dell'ICE, l'agenzia federale americana che si occupa dei controlli sull'immigrazione e delle espulsioni, ha ucciso un uomo alla guida della sua auto che non era l'obiettivo dell'operazione in corso. Joan Sebastian Guerrero, un colombiano di 26 anni, è stato colpito lunedì 13 luglio verso le 7 del mattino (le 13 in Italia) a Biddeford, una città costiera di circa 22mila abitanti nel Maine, nel nord-est degli Stati Uniti. Il 7 luglio a Houston, in Texas, era stato ucciso in circostanze simili Lorenzo Salgado Araujo, un messicano di 52 anni.

Il dipartimento della sicurezza interna, il ministero da cui dipende l'ICE, ha diffuso la sua versione solo dodici ore dopo i fatti. Gli agenti stavano sorvegliando l'ultimo indirizzo conosciuto di un immigrato irregolare destinatario di un ordine definitivo di espulsione, un uomo è uscito dalla casa in auto e gli agenti hanno tentato di fermarlo. A quel punto, secondo il comunicato, "il veicolo ha tentato di fuggire" e un agente, "temendo per la sicurezza pubblica", ha aperto il fuoco. Il conducente è stato colpito ed è morto per le ferite. Il comunicato non spiega perché l'uomo rappresentasse un pericolo per la sicurezza pubblica. In una comunicazione separata inviata ad alcuni membri del Congresso il dipartimento ha usato parole più nette, sostenendo che il conducente aveva usato il veicolo come un'arma contro le forze dell'ordine.

La comunicazione ufficiale è stata contraddittoria. Il senatore del Maine Angus King, un indipendente, ha riferito che il segretario alla sicurezza interna Markwayne Mullin gli aveva detto in un primo momento che l'uomo ucciso era destinatario di un mandato d'arresto e di un ordine di espulsione. Poche ore dopo Mullin lo ha richiamato per correggersi: Guerrero non era l'obiettivo dell'operazione. Secondo la Maine Immigrants' Rights Coalition, un'organizzazione per i diritti degli immigrati in contatto con la famiglia, Guerrero aveva un permesso di lavoro e un numero di previdenza sociale, un dato che le autorità federali non hanno confermato. Faceva il fattorino, era sposato e aveva una figlia piccola. L'ambasciata della Colombia sta assistendo la famiglia e ha chiesto chiarimenti al dipartimento sulle circostanze della morte.

Nessun video completo dei fatti è finora emerso e nessuno degli agenti indossava una telecamera, nonostante l'amministrazione si fosse impegnata a estenderne l'uso. I testimoni avevano descritto un'auto bianca speronata dai veicoli degli agenti e il conducente estratto dall'abitacolo mentre perdeva sangue dalla testa. L'inchiesta è affidata all'ispettore generale del dipartimento, il suo organo di controllo interno, insieme all'FBI. Anche il procuratore generale del Maine ha aperto un'indagine. L'agente che ha sparato è stato sospeso in attesa dei risultati.

Il caso ricalca quello di Houston. Gli agenti cercavano altre due persone e avevano scambiato il furgone di Salgado Araujo per quello dell'obiettivo. Secondo la versione ufficiale l'uomo aveva tentato la fuga e usato il mezzo contro gli agenti, ma i familiari che viaggiavano con lui la smentiscono e anche in quel caso non c'erano telecamere in funzione. Il procuratore della contea di Harris ha emesso una ventina di mandati di comparizione per raccogliere prove e testimonianze, lamentando che il governo federale non condivide le prove con i suoi investigatori. Il Senato del Messico ha condannato la morte di 17 cittadini messicani legata all'azione delle autorità americane dell'immigrazione durante il secondo mandato del presidente, chiedendo indagini approfondite su ogni caso.

La governatrice del Maine, la democratica Janet Mills, ha scritto che la correzione di Mullin "rende questa tragedia ancora più inquietante e rivoltante" e che mette in luce "il modo sconsiderato e disordinato in cui vengono condotte le operazioni di controllo dell'immigrazione nel Maine e in tutto il paese". Centinaia di persone hanno manifestato per le strade di Biddeford, anche davanti agli uffici della senatrice repubblicana Susan Collins, che ha chiesto un'indagine "completa e imparziale". Per King la sparatoria è il risultato della quota di 2.000 arresti al giorno imposta agli agenti dalla Casa Bianca: "È un modo terribile di dare istruzioni alle forze dell'ordine", ha detto alla CNN.

Guerrero è l'undicesima persona uccisa dagli agenti federali dell'immigrazione dal ritorno del presidente alla Casa Bianca, nel gennaio 2025, e la quinta colpita mentre era alla guida. Secondo un conteggio del New York Times, dall'anno scorso gli agenti federali hanno sparato contro più di 20 persone, in diversi casi con ricostruzioni ufficiali poi smentite dai video, mentre gli arresti giornalieri di immigrati sono raddoppiati nell'ultima settimana di giugno e continuano a crescere. Seth Stoughton, ex agente di polizia e professore di diritto all'Università della South Carolina, aveva spiegato a Mother Jones che da decenni le polizie americane addestrano gli agenti a non mettersi davanti a un veicolo in movimento e a non sparare ai conducenti, perché colpire chi guida non ferma l'auto: la trasforma "da missile guidato in missile senza guida".

Mullin è arrivato alla guida del dipartimento quest'anno, dopo la rimozione di Kristi Noem, criticata per la gestione delle operazioni in Minnesota, dove a gennaio gli agenti federali hanno ucciso due cittadini americani, Renee Good e Alex Pretti. Le loro morti, riprese in video e diffuse sui social, avevano innescato grandi proteste a Minneapolis e contribuito a rendere impopolare la politica anti-immigrazione del presidente. Anche nel Maine un'operazione su larga scala era iniziata a gennaio con centinaia di arresti: si chiamava "Operation Catch of the Day", un riferimento all'industria della pesca dello Stato, e da allora i residenti di Biddeford riferiscono una presenza frequente degli agenti nella zona.


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CISA Sounds Alarm as Attackers Exploit Critical FortiSandbox Command Injection Flaws
#CyberSecurity
securebulletin.com/cisa-sounds…
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Un governo che parla di disagio giovanile ma risponde soprattutto ampliando gli strumenti di polizia è un governo che ha un’idea completamente sballata di società.

Il 14 luglio 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo Ddl Sicurezza che prevede l’estensione del fermo preventivo anche ai minorenni durante specifiche operazioni nei luoghi molto affollati. È una scelta politica: spostare ancora il baricentro dalla prevenzione al controllo.

Chi commette reati deve risponderne. Ma prevenire non significa guardare a ogni adolescente come a un potenziale pericolo: in Italia il disagio giovanile si intreccia con povertà educativa, carenza di opportunità, disuguaglianze territoriali e difficoltà di accesso ai servizi.

Il rischio è che le risposte più repressive pesino soprattutto su chi è già più esposto alla marginalità e al pregiudizio.

Lo Stato non dovrebbe scegliere tra sicurezza e diritti: dovrebbe investire in scuole, servizi sociali, salute mentale e spazi di aggregazione, perché la prevenzione interviene prima che il disagio diventi violenza.

Vogliamo sicurezza anche noi. Ma non trasformando il disagio sociale in una questione di ordine pubblico.

#DdlSicurezza #DisagioGiovanile #Diritti #Giovani #Sicurezza #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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in reply to Volt Italia

Su questo non concordo con voi.
Provate a trovarvi accerchiati da una gang di latinos o di maranza che vogliono solo pestarvi e derubarvi, poi ditemi se non è il caso di intervenire preventivamente.
Non sto parlando per "ipotesi", ma per fatti reali accaduti.
Mio figlio stesso, 13 anni, è stato accerchiato da un gruppo di maranza che gli ha chiesto il pizzo per poter riempire la borraccia alla fontana pubblica, in pieno centro, 100 metri dalla sede del Comune di Monza.
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SonicWall SMA1000 Zero-Days Under Active Attack: Perfect-10 Flaw Chained for Root Access
#CyberSecurity
securebulletin.com/sonicwall-s…
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✨ OkoBot: il framework che si inietta in Ledger Live e Trezor Suite per rubare le seed phrase
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/okobot…

@informatica


OkoBot: il framework che si inietta in Ledger Live e Trezor Suite per rubare le seed phrase


Immaginate di collegare il vostro Ledger o Trezor per una transazione di routine, digitare il PIN, e vedere comparire sullo schermo del wallet una richiesta di “recovery” della seed phrase — identica, pixel per pixel, a quella che l’app mostrerebbe in caso di reale malfunzionamento. Solo che non è l’app a parlare: è OkoBot, un framework modulare scoperto dal team GReAT di Kaspersky, che si inietta direttamente nel processo Electron di Ledger Live e Trezor Suite per mostrare pagine di phishing hard-coded e rubare la frase di recupero da dentro l’applicazione legittima.

Un framework, non un semplice trojan


Attivo almeno da aprile 2025 e ancora operativo, OkoBot non è un singolo malware ma un’infrastruttura modulare che conta oltre venti payload e impianti diversi, orchestrati tramite un tunnel SSH verso un server controllato dagli attaccanti. Tra le funzioni disponibili: raccolta di file locali, esecuzione di comandi remoti, download di estensioni browser arbitrarie, furto di wallet crypto, keylogging, registrazione video della finestra attiva e, ovviamente, furto di seed phrase. Kaspersky rileva i vari componenti con firme distinte — Trojan-Downloader.Win32.TookPS, Trojan.Win64.BypassUAC, Trojan-Banker.Script.Agent.gen, Backdoor.Win32.TeviRat, Trojan-PSW.Win64.Stealer, Trojan-Spy.Win64.Keylogger — segno che si tratta di un ecosistema criminale maturo e in continua evoluzione, non di un singolo eseguibile.

La catena di infezione: da TookPS al tunnel SSH


Tutto parte da TookPS, un downloader PowerShell che i ricercatori Kaspersky avevano già documentato in campagne precedenti mascherato da software popolare (UltraViewer, AutoCAD, Ableton). TookPS installa un client SSH sulla macchina della vittima, apre una connessione verso un server controllato dagli attaccanti e inoltra la porta del demone SSH locale. Dopo un intervallo di attesa, un bot SSH automatizzato si collega alla porta inoltrata, raccoglie informazioni di base sul sistema — nome utente, antivirus installato, indirizzo IP, versione del sistema operativo — e in base al profilo della vittima decide quali dei venti moduli successivi distribuire. È una catena a quattro stadi pensata per essere modulare e selettiva: non tutte le vittime ricevono lo stesso payload, riducendo il rumore e la superficie di rilevamento generica.

SeedHunter e OkoSpyware: il cuore del furto


Il modulo più insidioso per chi possiede crypto è SeedHunter. Monitora costantemente i processi attivi in cerca di Trezor Suite, Ledger Wallet o Ledger Live; quando li trova, si inietta nel processo e aggancia (“hook”) le funzioni interne Electron dell’applicazione. Alla connessione di un wallet hardware Trezor o Ledger, SeedHunter attiva le funzioni agganciate per mostrare una pagina di phishing hard-coded per il “recupero” della seed phrase — con un layout diverso e specifico per ciascun tipo di wallet, per massimizzare la credibilità. La vittima crede di interagire con la propria app di sempre; in realtà sta digitando le 12 o 24 parole della propria frase di recupero direttamente nelle mani degli attaccanti.

Accanto a SeedHunter opera OkoSpyware, un modulo più recente che cattura keystroke e stream video della finestra dell’applicazione target — utile sia per rubare credenziali digitate manualmente sia per raccogliere materiale di intelligence sulla vittima (abitudini, saldi, altre app finanziarie in uso).

I vettori: ClickFix e repository GitHub trojanizzati


L’infezione iniziale avviene per due strade parallele. La prima è un classico attacco ClickFix: la vittima trova un sito o un annuncio che simula un errore di sistema e la invita a “risolverlo” copiando e incollando un comando in una finestra di esecuzione (di solito PowerShell aperto tramite il prompt “Esegui” di Windows) — un pattern di social engineering che sta esplodendo in popolarità perché elude molti controlli antivirus basati su file, dato che non c’è alcun eseguibile scaricato in un primo momento.

La seconda strada è più insidiosa per un pubblico tecnico: repository GitHub che spacciano software legittimo. In un caso documentato da Kaspersky, un repository pubblicizzato come “SQL Server Management Studio” distribuiva in realtà una copia ricompilata di Audacity, il noto editor audio open source, con un impianto malevolo incorporato in una delle sue librerie. Il repository è rimasto attivo da fine marzo 2025 a giugno, tempo sufficiente per infettare sviluppatori e power user che scaricano software direttamente da GitHub confidando (a torto) nella reputazione della piattaforma come garanzia di autenticità del codice.

I numeri della campagna


Ad oggi OkoBot ha colpito centinaia di vittime in oltre 25 paesi, con la concentrazione più alta in Brasile, Vietnam, Canada, Messico e Turchia — una geografia coerente con altre campagne di crimeware finanziario che privilegiano mercati con adozione crypto retail elevata e risposta delle forze dell’ordine relativamente più lenta rispetto a USA ed Europa occidentale. La campagna, secondo Kaspersky, è tuttora attiva al momento della pubblicazione della ricerca.

Due righe per i difensori


  • Diffidare sistematicamente da qualsiasi istruzione che chieda di copiare e incollare comandi in PowerShell o nel prompt “Esegui” per “risolvere un errore”: è la firma comportamentale di ClickFix, indipendentemente dal sito che la propone.
  • Scaricare software critico (wallet manager, tool di sviluppo) esclusivamente dai domini ufficiali dei vendor, verificando hash e firme digitali dei pacchetti anche quando la fonte sembra GitHub o un repository con molte stelle.
  • Trattare qualunque richiesta di inserimento della seed phrase come un evento anomalo per definizione: né Ledger né Trezor la richiedono mai via software per operazioni di routine. La seed phrase va scritta solo su supporto fisico, mai digitata su un computer connesso.
  • Monitorare, lato endpoint, connessioni SSH in uscita non autorizzate e port-forwarding anomali verso IP esterni, dato che l’intera catena OkoBot dipende da un tunnel SSH stabilito dal downloader iniziale.
  • Applicare application allow-listing sugli endpoint che gestiscono wallet crypto, impedendo l’iniezione di codice in processi Electron non firmati o modificati rispetto al binario ufficiale.


Indicatori di compromissione

# Firme di rilevamento Kaspersky associate alla campagna OkoBot
Trojan-Downloader.Win32.TookPS.*
Trojan.Win64.BypassUAC.*
Trojan-Banker.Script.Agent.gen
Trojan.Win32.Dllhijack.*
Backdoor.Win32.TeviRat.*
Trojan-PSW.Win64.Stealer.*
Trojan-Spy.Win64.Keylogger.*
Trojan-Spy.Win64.Agent.*
Trojan.Win64.Agent.*
# Comportamenti da monitorare (EDR/SOC)
- Esecuzione PowerShell innescata da clipboard / dialogo "Esegui" (pattern ClickFix)
- Installazione non richiesta di client SSH (es. OpenSSH) seguita da
  port-forwarding verso host esterno sconosciuto
- Iniezione di codice in processi Ledger Live / Trezor Suite (Electron)
- Hook di funzioni Electron in processi di wallet manager
- Traffico SSH persistente in uscita su porte non standard verso
  infrastruttura non aziendale
# Vettori di distribuzione noti
- Repository GitHub che spacciano software legittimo (es. build
  trojanizzate di Audacity presentate come "SQL Server Management Studio")
- Siti/annunci ClickFix che simulano errori di sistema o CAPTCHA falliti
Fonte tecnica completa e IoC estesi: Securelist (Kaspersky GReAT)

Il caso OkoBot conferma una tendenza che i team di threat intelligence osservano da tempo: i criminali informatici stanno spostando lo sforzo ingegneristico dal furto di credenziali generiche all’attacco mirato ai flussi applicativi di prodotti di sicurezza specifici — in questo caso i wallet hardware, pensati proprio per essere “air-gapped” e immuni al malware sul computer host. Iniettarsi nell’app companion anziché nel dispositivo fisico è un modo elegante per aggirare quella barriera senza doverla rompere davvero.

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✨ GoSerpent: la backdoor Go che spia governi e diplomazie del Sud-Est asiatico
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/goserp…

@informatica


GoSerpent: la backdoor Go che spia governi e diplomazie del Sud-Est asiatico


Un backdoor scritto in Go, un catalogo di tool integrati con precisione chirurgica e un bersaglio che non lascia dubbi sulle intenzioni: enti governativi e diplomatici del Sud-Est asiatico. Il gruppo GReAT di Kaspersky ha appena pubblicato l’analisi di una campagna di cyberspionaggio che si distingue non tanto per la novità delle tecniche, quanto per la disciplina operativa con cui sono state orchestrate: raccolta dati silenziosa per settimane, poi un secondo strumento, mesi dopo, che arriva a prelevare esattamente ciò che il primo aveva già impacchettato e nascosto.

Una campagna che dura da anni, ma si è affinata nel 2026


Il ricercatore Noushin Shabab di Kaspersky racconta di aver individuato, a febbraio 2026, un insieme di attività malevole in corso almeno dalla fine del 2025 contro enti governativi e diplomatici del Sud-Est asiatico. Al centro dell’operazione c’è GoSerpent, un RAT scritto in Go con capacità di proxying, in circolazione — in versioni via via più semplici — almeno dal 2021. È la firma di un attore che non si limita a colpire e sparire, ma torna, aggiorna il proprio arsenale e lo integra in una catena di attacco sempre più coerente.

Il dettaglio più interessante non è il singolo malware, ma l’architettura in due fasi con cui il gruppo ha condotto l’operazione più recente. Nella prima fase, tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026, gli attaccanti hanno usato GoSerpent per distribuire strumenti di raccolta dati e furto di credenziali, lasciandoli lavorare in silenzio per settimane. Solo a maggio 2026 sono tornati con un secondo set di strumenti — Stowaway e la coppia TmcLoader/TmcPayload — dedicato esclusivamente all’esfiltrazione di ciò che era stato accumulato nei mesi precedenti.

Come funziona GoSerpent


GoSerpent riceve argomenti a riga di comando cifrati e codificati in base64, contenenti l’indirizzo del server C2 e una password di comunicazione. La decifratura avviene in AES-CBC con IV fisso, mentre le comunicazioni verso il C2 sono protette con ChaCha20, usando come chiave l’hash SHA256 della password stessa. Il backdoor supporta un set di comandi identificati da codici esadecimali (ad esempio 9BA8 per avviare un proxy SOCKS5, 6BA5 per aprire una shell remota, 7BA6/8BA7 per upload e download di file) e può incatenare più nodi compromessi in una catena di proxy, mascherando l’origine reale del traffico.

Accanto a GoSerpent, gli analisti hanno trovato McMx, una variante più semplice dello stesso strumento — probabilmente compilata da un repository GitHub diverso — che riceve i parametri da file di testo in chiaro invece che da argomenti cifrati. La configurazione viene generata tramite file batch manipolati con comandi echo, una tecnica rudimentale ma efficace per evitare di lasciare tracce dirette nei parametri di esecuzione.

Raccolta dati e furto di credenziali


Il vero motore della raccolta dati è ThumbcacheService, una DLL malevola registrata come servizio Windows. Usa una XOR a singolo byte (0x13) per offuscare le stringhe e crea un database, thumbcache_605a.db, nella cartella C:\Users\Public\, dove archivia documenti con estensione .doc, .docx, .pdf, .xls e .xlsx — compresi quelli cancellati e ancora presenti nel Cestino. I file raccolti vengono compressi con 7-Zip, protetti da una password fissa e limitati a 20MB per archivio, evidentemente per restare sotto la soglia di allerta di eventuali sistemi di monitoraggio del traffico.

In parallelo, GoSerpent distribuisce Mimikatz per il dump della memoria LSASS e QuarksDumpLocalHash per l’estrazione degli hash delle password locali dalla SAM, garantendo agli attaccanti le credenziali necessarie per il passaggio successivo: l’esfiltrazione via share di rete.

La seconda fase: Stowaway e TmcLoader


A maggio 2026 il gruppo è tornato con Stowaway, un tool di proxy e accesso remoto basato su un framework open source personalizzato, capace di tunneling SSH, proxy SOCKS5, reverse tunneling e comunicazioni su TCP, HTTP o WebSocket cifrate con AES-256-GCM o TLS. Stowaway consegna alla macchina compromessa due file: TmcLoader, con un payload incorporato, e un file di configurazione cifrato.

TmcLoader è un loader in C++ registrato come servizio Windows che decifra ed esegue TmcPayload direttamente nello spazio di memoria del processo svchost.exe, per persistenza e occultamento. Usa risoluzione dinamica delle API tramite XOR circolare combinata con Base64 per nascondere i nomi delle funzioni chiamate. TmcPayload, una volta attivo, cerca il file di configurazione in C:\Users\Public\Libraries\, legge le credenziali di rete cifrate al suo interno e trasferisce — via share condivisa — esattamente il database thumbcache_605a.db creato da ThumbcacheService mesi prima. È questa integrazione a orario differito, tra raccolta ed esfiltrazione, il tratto distintivo dell’intera operazione.

Infrastruttura e possibile attribuzione


Gli operatori si appoggiano a provider di hosting legittimi, tra cui Alibaba Cloud e UCLOUD HK, per il proprio C2 — una scelta che complica il rilevamento basato su reputazione IP. Curiosamente, sia GoSerpent sia Stowaway usano nomi di dominio legittimi come “chiavi segrete” operative: www.microsoft.com e www.spacex.com per il primo, github.code per il secondo — un dettaglio che suggerisce una metodologia operativa standardizzata all’interno del gruppo.

Kaspersky non attribuisce con certezza la campagna, ma segnala somiglianze nel targeting, nelle capacità tecniche e nella metodologia operativa con TetrisPhantom, un threat actor già noto per operazioni contro entità governative nella regione. Il collegamento resta da confermare con ulteriori indagini.

Due righe per i difensori


Per i team di sicurezza di enti governativi e diplomatici, GoSerpent è un promemoria di quanto sia difficile distinguere la raccolta silenziosa dall’esfiltrazione quando i due momenti sono separati da settimane o mesi. Alcune raccomandazioni pratiche:

  • Monitorare la creazione di file .db anomali in C:\Users\Public\ e sottocartelle, specialmente se seguiti da compressione 7-Zip con password.
  • Allertare su servizi Windows di nuova registrazione con nomi che imitano processi di sistema (es. varianti di “lsass.exe” o “updates.exe”).
  • Monitorare l’injection di codice nello spazio di memoria di svchost.exe e l’uso non autorizzato di condivisioni di rete per trasferimenti di dati verso host esterni.
  • Bloccare o ispezionare traffico SOCKS5 non autorizzato originato da endpoint interni.
  • Cercare l’uso di Mimikatz e QuarksDumpLocalHash nei log EDR, anche in assenza di alert di esecuzione diretta.


Indicatori di compromissione

File hashes (formato originale Kaspersky)
GoSerpent: EBFFD5A76AAA690BCDB922F82E0BACC, 5DC506FF7BB72735444FB3703A6BEE6D8
McMx: D6E86BF8A90E9B632ADD5FA495F97FBC
ThumbcacheService: CB6C4C70A3B171FA3404B8E1A338211, 664E9D1950E42BC98486DFD9919463D1C
Stowaway: CBBB6D483737EA3566726E51752DFF40, 7F223EE0716CE2AD56F55D3744419449, 19F8BEFCB035F52BF70094E6B4F5779A, 846EF7C1C7323849B2A778C5E4CDA162
TmcLoader: D08A059E8B815E3B891505BC8777FC28, 93A1569D5D5AB2C4761FEDF84F83709E
C2 IP addresses:
152.32.160[.]239
8.220.194[.]108
8.220.214[.]132
8.220.209[.]155
8.220.193[.]189
101.36.104[.]87
144.48.6[.]46
103.138.13[.]30
47.80.22[.]58
152.32.222[.]113
43.106.30[.]226
File/servizi correlati:
C:\Users\Public\thumbcache_605a.db
C:\Users\Public\Libraries\{BBF061R2-BE25-4F6D-8B2D-1A6A39C3FSA2}.db

Fonte primaria: Kaspersky GReAT — Securelist.

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🎙️ Kristian Bygnes, one of noyb's former legal trainees, takes a look back at his time in Vienna.

💼 Interested in a traineeship? Learn more via noyb.eu/en/traineeship

#privacy #law #dataprotection #europe #opportunity #trainee #eu #throwback

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I figli di Trump puntano sulla difesa e incassano miliardi in contratti dal Pentagono


Secondo un'analisi del Washington Post, le società finanziate da Donald Trump Jr. ed Eric Trump hanno ricevuto almeno 3,2 miliardi di dollari in commesse federali, oltre a opzioni per altri 3,1 miliardi.

Donald Trump Jr. ed Eric Trump hanno costruito un portafoglio di investimenti nelle startup della tecnologia militare, beneficiando indirettamente delle nuove priorità di spesa del Pentagono. È quanto emerge da un'analisi del Washington Post, condotta incrociando le banche dati federali degli appalti con i registri del venture capital.

I fondi legati ai due figli di Trump hanno investito in oltre una decina di aziende del settore, nella maggior parte dei casi dopo la rielezione del padre. Da allora, queste società hanno ricevuto almeno 3,2 miliardi di dollari in commesse dirette dal governo federale, ai quali si aggiungono opzioni per futuri contratti del valore di 3,1 miliardi. Alcune sono inoltre entrate negli elenchi ristretti dei fornitori pre qualificati, ottenendo così l'accesso a gare riservate per un valore complessivo di quasi 200 miliardi di dollari.

Affari di famiglia · Pentagono

I figli di Trump investono nelle aziende che il Pentagono finanzia

Donald Trump Jr. ed Eric Trump hanno investito in 15 aziende della tecnologia militare, nella maggior parte dei casi dopo la rielezione del padre. Da allora quelle società hanno ottenuto miliardi in commesse federali, ricostruisce il Washington Post.

Grafica di FocusAmerica 14 luglio 2026

Quanto hanno ricevuto dal governo le aziende partecipate dai fratelli Trump

0,0mld $

In commesse dirette dal governo federale alle 15 aziende, dopo gli investimenti dei due fratelli

+3,1 mld $
In opzioni per contratti futuri già assegnate

~200 mld $
Il valore delle gare riservate a cui alcune hanno accesso come fornitori pre‑qualificati

Il Washington Post ha incrociato le banche dati federali degli appalti con i registri del venture capital: la maggior parte degli investimenti è arrivata dopo la rielezione del padre.

SpaceX e Anduril valgono da sole il 97% delle commesse dirette. Escluse le due, le altre 13 startup hanno comunque raccolto quasi 1,8 miliardi di dollari in impegni federali a lungo termine.

La rete

Due fondi, un portafoglio di 15 aziende


Gli investimenti dei due fratelli passano principalmente da due società.

Donald Trump Jr.
1789 Capital

Fondo con sede a Palm Beach che si richiama a un “capitalismo patriottico”. Ha investito in 11 delle 15 aziende, tra cui SpaceX di Elon Musk e il produttore di armamenti Anduril.

Eric Trump
American Ventures

Divisione della banca d’investimento Dominari Holdings, che ha sede nella Trump Tower di New York.

Aziende partecipate da 1789 Capital11 su 15

Ogni quadrato è una delle 15 aziende individuate dal Washington Post.

I casi

Appalti, prestiti e rally in Borsa: i tre casi più discussi


Che cosa è successo ad alcune aziende dopo l’ingresso dei Trump, secondo il Washington Post.

Hadrian
Fabbriche automatizzate

900 mln $
Appalto della Marina

Costruisce stabilimenti automatizzati per i settori aerospaziale e militare. Ha ottenuto di recente dalla Marina un appalto da 900 milioni di dollari.

Vulcan Elements
Magneti in terre rare

620 mln $
Prestito del Pentagono

A fine 2025 ha ricevuto dal Pentagono un prestito da 620 milioni di dollari, superando nella procedura altre società che attendevano ancora il finanziamento.

Unusual Machines
Droni

≈×2
Il titolo in una seduta

Alla vigilia

Un giorno dopo

Le azioni hanno quasi raddoppiato il valore in una sola seduta dopo l’ingresso di Trump Jr. come investitore e consulente, pochi giorni dopo la vittoria elettorale del padre.

Le barre dei due importi sono in scala tra loro. Per Unusual Machines, il confronto mostra il valore del titolo prima e dopo l’annuncio.

Il contraddittorio

Le aziende negano favoritismi, gli esperti sollevano dubbi


Le società interpellate sostengono di avere vinto le commesse attraverso i rigorosi processi di selezione del Pentagono. E alcuni numeri sostengono la loro versione.

Avevano già rapporti con il governo prima degli investimenti10 su 15

Avevano contratti già durante l’Amministrazione Biden8 su 15

La difesa

“Non esistono conflitti di interesse”, dichiara la Casa Bianca. E per il Pentagono “nessuna azienda riceve un trattamento preferenziale”.

Anna Kelly, portavoce della Casa Bianca; Joel Valdez, portavoce del Pentagono

I dubbi

“È del tutto ragionevole dubitare delle motivazioni quando la famiglia Trump ne ricava un beneficio economico”.

Kathleen Clark, docente di diritto alla Washington University

Ad alimentare i dubbi è lo stesso Trump Jr., che ha raccontato di avere contribuito alla strategia di comunicazione del Dipartimento della Difesa e di avere affiancato il Segretario Pete Hegseth in alcune decisioni sul personale, pur non ricoprendo alcun incarico di governo.

Fonte Elaborazione FocusAmerica su analisi del Washington Post, condotta incrociando le banche dati federali degli appalti con i registri del venture capital (PitchBook). Dati pubblicati il 13 luglio 2026.

Da SpaceX ai droni: la rete di investimenti dei Trump


Gli investimenti fanno capo principalmente a due società. Trump Jr. è socio di 1789 Capital, fondo con sede a Palm Beach che si richiama a un "capitalismo patriottico" e che ha investito in 11 delle 15 aziende individuate dal Washington Post, tra cui SpaceX di Elon Musk e il produttore di armamenti Anduril. Eric Trump opera invece attraverso American Ventures, divisione della banca d'investimento Dominari Holdings, con sede nella Trump Tower di New York.

Tra i casi esaminati figura Hadrian, azienda specializzata nella costruzione di fabbriche automatizzate per i settori aerospaziale e militare, che ha recentemente ottenuto dalla Marina un appalto da 900 milioni di dollari. Vulcan Elements, startup produttrice di magneti in terre rare, ha ricevuto alla fine del 2025 un prestito da 620 milioni di dollari dal Pentagono, superando nella procedura altre società che attendevano ancora il finanziamento. Unusual Machines, produttrice di droni, ha invece visto quasi raddoppiare il valore delle proprie azioni in una sola seduta dopo l'ingresso di Trump Jr. come investitore e consulente, pochi giorni dopo la vittoria elettorale del padre.

Le aziende negano favoritismi, gli esperti sollevano dubbi


Le società interpellate dal Washington Post sostengono di avere ottenuto le commesse attraverso i rigorosi processi di selezione del Pentagono, senza alcun intervento della famiglia presidenziale. 10 delle 15 aziende avevano già rapporti con il governo prima degli investimenti dei figli di Trump e 8 avevano ricevuto contratti già durante l'Amministrazione Biden. Anche la Casa Bianca respinge ogni accusa: "Non esistono conflitti di interesse", ha dichiarato la portavoce Anna Kelly. Il portavoce del Pentagono Joel Valdez ha assicurato, da parte sua, che "nessuna azienda riceve un trattamento preferenziale".

Gli esperti di etica pubblica restano però scettici. "Anche se non acquistare droni dalla Cina è nell'interesse pubblico, è del tutto ragionevole dubitare delle motivazioni quando la famiglia Trump ne ricava un beneficio economico", ha dichiarato Kathleen Clark, docente di diritto alla Washington University. Secondo Clark, i due figli di Trump dovrebbero rinunciare a operazioni di questo tipo, soprattutto alla luce dell'indebolimento dei controlli anticorruzione durante il secondo mandato di Trump.

Ad alimentare i dubbi sono anche le parole dello stesso Trump Jr., che durante una conferenza ha affermato di avere contribuito a definire la strategia di comunicazione del Dipartimento della Difesa e ha raccontato nel suo podcast di avere affiancato il Segretario Pete Hegseth in alcune decisioni sul personale.

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«Non faccio il ragioniere», dice Vannacci, incalzato da una giornalista di La7.

Prima propone la “remigrazione”, poi, quando si tratta di spiegare come dovrebbe funzionare davvero, alza le mani e ammette di non saper fare i conti.

Tutta fuffa, Vannacci. Fuffa.

E tu, te lo ricordi?

🎥 Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa.

#Vannacci #Remigrazione #Immigrazione #PoliticaItaliana #Propaganda #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Ihre Forderung nach #Alterskontrollen für alle stützt Ursula von der Leyen (CDU) auf einen Expert*innen-Bericht. Ich habe mir den dahingehend genau angeschaut und erhebliche Mängel festgestellt.

Auf Anfrage verteidigt der Co-Vorsitzende Jörg Fegert den Bericht als „wissenschaftsbasiert“. Er gibt an, dass die EU-Kommission ihn und seine Co-Vorsitzende „auch inhaltlich unterstützt“ habe.

Lest hier meine Analyse für @netzpolitik_feed

netzpolitik.org/2026/bericht-m…

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Im Namen des Jugendschutzes sollen alle im Netz ihr Alter nachweisen, das will EU-Kommissionspräsidentin Ursula von der Leyen (CDU). Die Forderung stützt sie auf einen Expert*innen-Bericht, der bei #Alterskontrollen erhebliche Mängel aufweist, analysiert @sebmeineck

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in reply to netzpolitik.org

Wenn man schon seit Beginn des Internets schon im Netz aktiv ist und nun plötzlich das Alter nachweisen soll?
Was ist mit alten Plattformen wie z.B. Usenet, First Class Server, etc. die immer noch existieren, dort per Design nicht möglich?
Nicht falsch verstehen, Jugendschutz ist sehr wichtig, das scheint nun in Hornberger Schießen aus zu arten.
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Lawsuit fights Ellison-Trump corruption’s harm to news outlets


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Dear Friend of Press Freedom:

Paramount’s merger with Warner Bros. Discovery would shortchange shareholders to reward company insiders willing to trade editorial independence for favoritism from the Trump administration. A new lawsuit backed by Freedom of the Press Foundation (FPF) is fighting to stop it. Plus: subpoenas to journalists, censorship of medical journals, and DOGE secrecy.

FPF backs lawsuit to stop Ellison-Trump corruption from tanking news outlets


A new shareholder’s derivative lawsuit against officers and directors of Paramount Skydance Corp. brought by attorneys from FPF and the Public Integrity Project seeks to halt Paramount’s acquisition of Warner Bros. Discovery.

The complaint, brought on behalf of a shareholder against Paramount higher-ups including CEO David Ellison, seeks to prevent Paramount insiders from profiting at shareholders’ expense through breaches of their fiduciary duties to the company by trading editorial independence for favoritism from the Trump administration. Delaware litigator Mary S. Thomas is also on the case.

The complaint points to the well-documented unlawful payments and editorial concessions that surrounded Ellison’s Skydance’s acquisition of Paramount last year, as well as reported promises from Ellison and his centibillionaire father Larry to similarly overhaul CNN.


The Ellisons’ real endgame for Paramount


All that being said, the Ellisons can’t be blowing this many billions just to kiss up to an unpopular lame duck president for a couple years.

FPF Chief of Advocacy Seth Stern wrote for MS NOW that the real agenda may be to enrich Larry’s Oracle — which aspires to run a dystopian global surveillance network — by shaping narratives that scare Americans into giving up their rights. President Donald Trump’s corruption provides them with an opening to buy the influence they need in order to do that.


Trump subpoenas NYT for reporting his bribe plane is unsafe


The Trump administration subpoenaed New York Times journalists over reporting that the new Air Force One, which was gifted to the president by Qatar and retrofit at a cost of hundreds of millions of taxpayer dollars, was deemed unsafe to fly Trump and those who travel with him — including reporters — back from the NATO summit in Turkey.

We said in a statement that “when the government claims it needs to investigate journalists to protect national security, it really means its own reputational security. This is as clear an example as you can get.”

We’re also encouraging senators to vote against Trump’s nominee for director of national intelligence, Jay Clayton — the prosecutor whose office issued the subpoenas and who refused to answer questions about it at his recent confirmation hearing. You can too: Use our action center to write to members of the Senate Intelligence Committee today.


Censorship of medical journals infects journalism too


Secretary of Health and Human Services Robert F. Kennedy Jr. seems better suited to be the subject of medical research than its arbiter. He’s not an editor or peer reviewer, and he’s definitely (and thankfully) not a judge. So why is he issuing veiled threats to scientific publications that journalists often cite in their reporting?

FPF’s Stern wrote about how Kennedy’s unlawful crackdown on medical literature — and similar tactics from others in the administration — severs journalists from their source materials, much like Kennedy once severed a roadkill raccoon from his manhood.


What happened to DOGE’s records?


The Department of Government Efficiency has quietly ended its formal mission, leaving behind the most transformative restructuring of the federal government in a generation — and little public accounting of its actions.

Our Daniel Ellsberg Chair on Government Secrecy Lauren Harper explained that while DOGE was supposed to produce a public audit to improve accountability, it instead leaves Americans with no clear explanation of what it accomplished and how much it saved, if anything.


What we’re reading


Hegseth announces joint taskforce with DOJ to target and prosecute press leaks

The Guardian
This has nothing to do with national security; it’s about shielding officials from embarrassment and accountability.


Private matters

Columbia Journalism Review
Catherine Herridge, an independent journalist, is standing up for the First Amendment even as she’s being fined $800 a day for refusing to reveal her source. Corporate media outlets should take note.


Judge allows news site to publish school lockdown video but sets limits

The New York Times
“Judge McCloskey was right to narrow his order against New Brunswick Today, but it’s outrageous that he’s extended it to purport to apply to any member of the press who wants to publish or write about this video,” said FPF Senior Advocacy Adviser Caitlin Vogus.


Journalist’s devices seized at U.S. border following Iran reporting

Defending Rights & Dissent
This has no place in a country that claims to protect freedom of the press. If this journalist was targeted because of his reporting or viewpoint, it’s an even more outrageous assault on the First Amendment.


Why big tech wants age verification

The Majority Report
FPF’s Vogus explained how age verification laws undermine everyone’s privacy, risk journalists’ confidential sources, and fail to keep kids safe.


New RSF report: National security as a weapon against journalism

Reporters Without Borders
Until Congress reforms the Espionage Act, it will remain a loaded gun pointed at whistleblowers and the press, as this new report highlights.

Flyer for July 22 online event on presidential memo NSPM-7 with Daniel Boguslaw, Chip Gibbons, and Faiza Patel


freedom.press/issues/lawsuit-f…

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Nel 2026 l’Unione Europea metterà a disposizione fino a 45 miliardi di euro di sostegno all’Ucraina. Di questi, 28,3 miliardi serviranno a rafforzarne le capacità industriali della difesa, anche attraverso droni e sistemi di sicurezza.

Per Volt è un passo concreto nella direzione che chiediamo da anni: costruire una vera Difesa Comune Europea, capace di unire risorse, competenze e innovazione, ridurre la frammentazione tra gli Stati e rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa.

Ma una difesa davvero europea deve essere anche democratica e trasparente: servono fondi tracciabili, regole chiare e un controllo pubblico forte, con un ruolo centrale del Parlamento europeo nelle scelte strategiche!

Perché la sicurezza dell’Europa non si costruisce con 27 politiche separate, ma imparando a investire, decidere e agire insieme.

💬 Cosa ne pensi? Scrivicelo nei commenti.
👉🏻 Sostieni Volt con il 2×1000: nella dichiarazione dei redditi indica il codice Y59!

#DifesaEuropea #Ucraina #SicurezzaEuropea #Geopolitica #DifesaComune #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Rifondazione: “A Genova contro il G8 avevamo ragione e quel movimento parla ancora al presente” home.rifondazione.eu/2026/07/1… #ComunicatiStampa #Liguria

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Talk the Plank! Returns Tonight w/ Jacob Anders


July 17

Talk the Plank! returns tonight at 9pmCT with Special Guest Jacob Anders!

Anders, a historian, author, digital ethics researcher, and community advocate from Tullahoma, TN, is a candidate for Tennessee’s 4th Congressional District, running on a “Humanity First” campaign.

His priorities include universal healthcare, a $1,000 monthly Universal Basic Income, strong climate action, protecting workers and families, ending endless wars, codifying abortion rights, and digital/data rights reforms.

Jacob, in addition to being a guest tonight, will join the United States Pirate Party during our July 26th Pirate National Committee meeting where we will decide whether or not to endorse.

Tune in tonight to get a sneak peek at Jacob Anders campaign and get a first look at the USPP’s next potential endorsement.


uspirates.org/talk-the-plank-r…

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Berlin und Bund legen vor, Brandenburg zieht nach. Auch hier plant die Regierung, Informationsfreiheitsrechte zu schwächen. Wieder sollen Sicherheitsbedenken die Intransparenz rechtfertigen. #IFG #AIG

netzpolitik.org/2026/schutz-kr…

#ifg #aig

Meloni sul caso Roggero: “Mi aggredisci, mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto”


@Politica interna, europea e internazionale
Anche Giorgia Meloni interviene sul caso Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo uomo dopo un assalto al suo negozio il 28 aprile 2021. La presidente del Consiglio, infatti, ha

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Trump appoggia il fondatore di MyPillow come governatore del Minnesota


Il presidente ha definito l'imprenditore "uno dei più grandi e laboriosi patrioti d'America". Nei sondaggi per le elezioni di novembre la democratica Amy Klobuchar è avanti di 17 punti su di lui

Donald Trump ha annunciato mercoledì il suo sostegno a Mike Lindell nella corsa a governatore del Minnesota. In un post sul suo social network Truth Social, il presidente ha definito il fondatore dell'azienda di cuscini MyPillow "uno dei più grandi e laboriosi patrioti d'America" e ha scritto che ha "sacrificato" più di quasi chiunque altro "combattendo per il nostro paese, soprattutto quando si tratta di integrità elettorale", un riPostsferimento agli anni passati da Lindell a diffondere teorie screditate sui presunti brogli delle presidenziali del 2020. "Mike sarà spettacolare! Ama davvero il Minnesota, come me, e vuole riportarlo fuori dall'oblio e dall'imbarazzo. Può farcela!", ha aggiunto Trump, che lo ha chiamato "l'uomo dei cuscini".

La primaria repubblicana si terrà l'11 agosto e nello stato è già possibile votare in anticipo. L'appoggio arriva alla vigilia del discorso alla nazione che Trump terrà giovedì in prima serata e che, secondo il presidente, sarà dedicato alla sicurezza elettorale. Lindell, diventato famoso in tutto il paese con gli spot televisivi dei suoi cuscini, è da anni uno dei sostenitori più accesi di Trump e ne ha rilanciato le false affermazioni secondo cui la sconfitta del 2020 contro Joe Biden fu frutto di brogli. Ringraziando il presidente sui social, Lindell ha risposto con lo slogan "Rendiamo di nuovo grande il Minnesota".

Alla primaria partecipano anche la presidente della Camera statale Lisa Demuth, l'imprenditore Kendall Qualls, che a maggio ha ottenuto l'appoggio ufficiale del Partito Repubblicano del Minnesota, il candidato governatore del 2022 Scott Jensen e la deputata statale Peggy Bennett. Nessuno dei rivali ha criticato la scelta del presidente: Qualls ha detto in un video ai sostenitori che Trump "è esattamente ciò di cui il nostro paese aveva bisogno nell'ultimo decennio", aggiungendo però che "questa corsa non si vincerà con gli appoggi nazionali. La decideranno i conservatori del Minnesota".

Nei sondaggi per le elezioni generali Lindell è il più debole tra i repubblicani. Una rilevazione realizzata a giugno per il quotidiano Star Tribune e altri media locali dà la senatrice democratica Amy Klobuchar avanti 53% a 36% nel confronto diretto con lui, con l'11% di indecisi: contro nessun altro candidato repubblicano la senatrice ottiene un margine così ampio. Klobuchar è avanti anche su Qualls (48% a 37%) e su Demuth (48% a 40%) ed è la favorita nel campo democratico, dove è in corsa da gennaio.

Il seggio è vacante perché il governatore democratico Tim Walz, candidato alla vicepresidenza nel 2024, ha rinunciato a un terzo mandato; nel 2022 aveva battuto Jensen di 7,7 punti. Trump ha attaccato più volte il governatore uscente definendolo incompetente e ha accusato la sua amministrazione di aver permesso frodi diffuse nella spesa federale per l'assistenza all'infanzia, usando una retorica razzista contro la comunità di immigrati somali dello stato, indicata come origine delle presunte frodi. Sulla gestione statale di quei programmi sono in corso indagini.

Sulla candidatura pesa anche una questione di residenza: Lindell è nato in Minnesota e lì ha costruito MyPillow, ma per diversi anni è stato registrato per votare in Texas e in un atto giudiziario dell'anno scorso si è definito "un cittadino del Texas". Da allora ha detto ai giornalisti di aver ristabilito la residenza in Minnesota e di poter rispettare la legge statale, che impone ai candidati governatore di vivere nello stato per almeno un anno prima delle elezioni generali.

La campagna ha anche pochi soldi: secondo i registri statali sul finanziamento elettorale, dal lancio della candidatura a dicembre Lindell ha raccolto poco più di un milione di dollari e a fine maggio aveva circa 12.000 dollari in cassa, mentre lui sostiene di aver già raccolto circa 3 milioni. Parlando mercoledì con il Minnesota Reformer, Lindell ha detto che con l'appoggio di Trump "i soldi affluiranno da tutto il paese". Il sito ha anche rivelato che non ha pagato circa 48.000 dollari di imposte sulla proprietà per la sua casa da 2,5 milioni di dollari a Tonka Bay: "L'anno scorso non avevo i soldi", ha ammesso, aggiungendo che il ritardo comporta solo interessi e una penalità.

Nella stessa intervista Lindell ha ripetuto di credere che Trump abbia vinto in Minnesota nel 2020, pur ammettendo di non poterlo dire "al 100% in un senso o nell'altro". In realtà il presidente ha perso lo stato in tutte e tre le sue candidature: di 1,5 punti contro Hillary Clinton nel 2016, di 7 contro Biden nel 2020 e di 4 contro Kamala Harris nel 2024. Da governatore, ha detto, vorrebbe eliminare l'imposta statale sul reddito o quella sulle vendite, compensando con una tassa più alta sugli acquisti online.

A novembre si vota per il governatore in 36 stati: oggi 26 stati hanno un governatore repubblicano e 24 uno democratico. Il partito del presidente considera il Minnesota una delle occasioni migliori per strappare uno stato agli avversari, nonostante la debole popolarità di Trump e il malcontento degli elettori per l'economia. Klobuchar ha aperto la campagna parlando della stretta migratoria dell'amministrazione, durante la quale gli agenti federali hanno ucciso due residenti del Minnesota, dell'assassinio di una leader del parlamento statale e di una sparatoria in una scuola che ha ucciso diversi bambini, tutti fatti avvenuti nell'ultimo anno. La senatrice ha promesso "una revisione da cima a fondo del nostro governo statale" per individuare "sprechi, frodi e abusi" e ha preso le distanze da Walz, dicendo di non amare lo status quo e di volere un cambiamento.

Il bilancio di Trump nelle primarie repubblicane per governatore è finora misto. In Georgia il suo candidato, il vicegovernatore Burt Jones, ha perso contro Rick Jackson, un miliardario della sanità che ha speso più di 100 milioni di dollari, in gran parte suoi, per conquistare la candidatura; in Iowa il deputato Randy Feenstra è stato battuto dall'imprenditore Zach Lahn. Dopo quelle sconfitte, al ballottaggio della primaria in South Carolina il presidente ha appoggiato entrambi i candidati, il procuratore generale Alan Wilson e la vicegovernatrice Pamela Evette, dopo aver inizialmente sostenuto solo quest'ultima; ha vinto Wilson. Anche in altre corse Trump è rimasto concentrato sul 2020: in Georgia ha appoggiato per il Senato il deputato Mike Collins ricordando che il rivale, l'ex allenatore di football Derek Dooley, aveva riconosciuto la legittimità dell'elezione di Biden. Le elezioni generali in Minnesota si terranno il 3 novembre.


Trump terrà giovedì un discorso alla nazione sulle elezioni del 2020


Donald Trump terrà giovedì un discorso televisivo alla nazione alle 21, ora della costa est degli Stati Uniti (le 3 del mattino di venerdì in Italia). Il presidente lo ha scritto lunedì sul suo social network Truth Social senza indicare l'argomento, ma un funzionario dell'amministrazione ha detto a Reuters che il discorso riguarderà l'intelligence appena declassificata sulle indagini relative alle elezioni americane e quelle che la Casa Bianca considera falle delle macchine per il voto, in grado in teoria di permettere intrusioni informatiche straniere. La notizia era stata anticipata dall'emittente televisiva MS Now.

Il riferimento è al voto del 2020, che Trump sostiene da anni di aver perso per colpa di brogli di massa a favore di Joe Biden. Nessuna prova è mai emersa: tribunali, ricontrolli delle schede e il Dipartimento di Giustizia del suo primo mandato non hanno trovato frodi, mentre l'agenzia federale per la sicurezza informatica definì quel voto "il più sicuro della storia americana".

Un consigliere del presidente ha descritto ad Axios il discorso come un "potpourri" che comprenderà le elezioni, un aggiornamento sull'Iran e qualsiasi altro tema Trump ritenga importante. Finora Trump ha tenuto pochi interventi in prima serata dalla Casa Bianca e vuole farne di più, ha spiegato il consigliere, perché questi discorsi "danno un senso di importanza" a quello che dice. Il presidente vuole anche rilanciare il SAVE America Act, una legge ferma al Congresso che introdurrebbe requisiti rigidi di identificazione per votare. Per fare pressione aveva detto al Congresso che non avrebbe firmato la legge bipartisan sulla casa se prima non fosse passata la sua stretta sul voto: il testo è entrato in vigore nei giorni scorsi senza la firma presidenziale.

L'annuncio è arrivato poche ore dopo che Trump aveva detto che avrebbe reimposto il blocco navale contro l'Iran, insieme a un pedaggio del 20% su tutte le navi in transito nello Stretto di Hormuz. La situazione con Teheran "cambia di minuto in minuto, ma è una cosa che vuole affrontare", ha detto il consigliere ad Axios. L'ultimo grande discorso televisivo del presidente risale al primo aprile, quando difese per la prima volta in modo completo la guerra contro l'Iran, iniziata più di un mese prima con la campagna militare condotta insieme a Israele. Il conflitto ha fatto salire il prezzo del petrolio e scendere i consensi di Trump.

Da oltre un anno l'amministrazione cerca di aumentare la supervisione federale sull'organizzazione delle elezioni e di cambiare il modo in cui gli americani votano, un tentativo che secondo gli esperti legali toglierebbe potere agli stati in violazione della Costituzione. Con il controllo repubblicano del Congresso in gioco alle elezioni di metà mandato di novembre, democratici ed esperti di sicurezza elettorale temono che l'amministrazione voglia interferire. Presentando il 2020 come illegittimo, dicono diversi esperti, Trump prepara il terreno per contestare eventuali sconfitte repubblicane e per indebolire i democratici se riconquisteranno il Congresso.

Un'analisi forense consegnata l'anno scorso da Mojave Research, una società esterna ingaggiata da Tulsi Gabbard quando era direttrice dell'intelligence nazionale, la carica che coordina le agenzie di spionaggio americane, ha trovato difetti in alcune macchine per il voto sequestrate a Porto Rico, ma nessuna prova di manomissioni. Secondo Reuters, prima di lasciare l'incarico a giugno Gabbard ha prodotto anche un rapporto che descrive vulnerabilità significative delle macchine e propone rimedi come l'aggiornamento del software: la Casa Bianca ne ha però rinviato la pubblicazione. Al suo posto Trump ha nominato ad interim Bill Pulte, il direttore dell'agenzia federale che regola i mutui, e lo ha autorizzato a declassificare i documenti legati al voto del 2020.

La Casa Bianca ha anche creato di recente una task force per riesaminare alcuni aspetti dell'elezione del 2020, a cui lavora il giornalista John Solomon, ex collaboratore di Fox News. Solomon ha chiesto accesso ai file di un'analisi che dissentiva dalla valutazione diffusa nel 2021 dall'intelligence americana, secondo cui nessun attore straniero aveva tentato o era riuscito ad alterare "alcun aspetto tecnico" del voto del 2020. Quel documento, preparato dal National Intelligence Council, il principale organo di analisi dell'intelligence, insieme a CIA, FBI, NSA e altre agenzie, concludeva che il presidente russo Vladimir Putin aveva autorizzato operazioni di influenza per favorire Trump e per minare la fiducia nel processo elettorale, che la Cina aveva preso in considerazione un intervento senza poi attuarlo e che l'Iran aveva condotto una campagna di influenza contro la candidatura di Trump.

I funzionari elettorali si dicono fiduciosi che le macchine siano adeguatamente sicure e ricordano che non è mai emersa alcuna prova di intrusioni straniere che abbiano cambiato i risultati delle elezioni passate.


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L'FBI valuta l'IA per verificare le firme sulle schede elettorali sequestrate in Georgia


L'agenzia ha discusso l'impiego dell'intelligenza artificiale per confrontare le firme su circa 150.000 schede elettorali sequestrate a Fulton County relative alle elezioni 2020. Gli esperti mettono in dubbio l'affidabilità del metodo.

L'FBI sta valutando la possibilità di ricorrere all'intelligenza artificiale per verificare l'autenticità delle firme su decine di migliaia di buste contenenti le schede elettorali per corrispondenza sequestrate a Fulton County, in Georgia. Lo rivela ProPublica, che ha esaminato comunicazioni interne dell'agenzia e raccolto la testimonianza di uno specialista tecnico del Bureau coinvolto nel progetto. È l'ultimo capitolo della nuova e senza precedenti indagine voluta dall'Amministrazione Trump sulle elezioni presidenziali del 2020.

Il presidente sostiene da anni, senza prove, che la vittoria gli sia stata sottratta e ha più volte puntato il dito contro la Georgia, dove fu sconfitto da Joe Biden per appena 11.779 voti. A gennaio l'FBI ha perquisito gli uffici elettorali di Fulton County, roccaforte democratica dello Stato, sequestrando centinaia di scatoloni di materiale: circa 700, secondo ProPublica. Tra i documenti figurano le buste relative a circa 150.000 schede postali, 116.000 delle quali contenevano voti per Biden.

Centinaia di analisti mobilitati


Il ricorso all'IA per il confronto delle firme era ancora allo studio alla fine di giugno, ma non è chiaro se il progetto sia stato successivamente avviato. Secondo un memorandum interno esaminato dalla testata, il Bureau ha intanto assegnato all'indagine su Fulton County 260 analisti provenienti dagli uffici territoriali di tutto il Paese. MS Now ha riferito che due di loro sarebbero stati licenziati dopo essersi rifiutati di partecipare. Tra i compiti assegnati figura anche il confronto di un elenco di 175.000 elettori con una banca dati commerciale, per verificare, tra le altre cose, se siano ancora in vita.

Il progetto prevede di confrontare le firme sulle buste con quelle presenti su altri documenti elettorali, come i moduli di registrazione al voto. Dalle comunicazioni interne emerge però che ogni firma verrebbe comparata con un solo campione esterno: una base troppo limitata che, secondo gli esperti, aumenta sensibilmente il rischio di segnalare false discrepanze. Gli specialisti certificati e i sistemi bancari più affidabili utilizzano normalmente diversi campioni di confronto.

Lo specialista tecnico dell'FBI ha spiegato che, disponendo di una quantità sufficiente di dati, l'analisi potrebbe risultare "abbastanza accurata". L'esito dipenderebbe però dalla soglia scelta per individuare le possibili frodi: "Spetta a chi costruisce il sistema stabilire le linee guida". Il Bureau avrebbe preso in considerazione anche prodotti commerciali sviluppati da società come OpenAI e Anthropic.

I dubbi sull'affidabilità del metodo


All'interno dell'agenzia cresce il timore che l'indagine possa risentire di pressioni politiche. Alcuni funzionari starebbero cercando di ridimensionare le aspettative, evidenziando i limiti di un'analisi delle firme condotta su una scala così vasta, mentre i vertici continuerebbero a insistere sul progetto. "Sono tutti convinti che, trovino qualcosa oppure no, andranno avanti", ha dichiarato la fonte.

Anche gli esperti del settore esprimono forti dubbi. Linton Mohammed, ex presidente dell'American Society of Questioned Document Examiners, ha ricordato a ProPublica che "le firme cambiano, a differenza del DNA o delle impronte digitali", e si è detto scettico sulla capacità dell'IA di svolgere un esame affidabile.

Studi e inchieste giornalistiche hanno inoltre rilevato che il confronto delle firme porta a respingere in misura sproporzionata le schede degli elettori appartenenti alle minoranze etniche, dei giovani, degli anziani e delle persone con disabilità. Un politologo chiamato come perito in una causa intentata in Ohio nel 2020 stimò che, per ogni scheda illegittima intercettata, ne venissero scartate 32 valide.

Le accuse degli attivisti conservatori sulla presunta mancata verifica delle firme a Fulton County, che hanno contribuito a innescare il sequestro di gennaio, erano peraltro già state esaminate. Sia un osservatore indipendente sia lo States United Democracy Center le avevano in precedenza giudicate infondate.

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Happy world emoji day to all who celebrate!
worldemojiday.com/

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Il caso Roggero smaschera tutta l’ipocrisia securitaria della destra: invoca ogni giorno pene più severe e tolleranza zero, poi trasforma un condannato in una bandiera identitaria e arriva a pretenderne la grazia prima ancora che siano note le motivazioni della sentenza definitiva.

Nemmeno la riforma della legittima difesa voluta e allargata dalla Lega nel 2019 è bastata a giustificare quei fatti. La Cassazione, infatti, ha confermato la condanna: la legittima difesa non può diventare una licenza di uccidere quando il pericolo è ormai cessato.

E ora la maggioranza continua a cavalcare politicamente questa vicenda, pur sapendo che la decisione sulla grazia non le appartiene: Mattarella ha già dovuto ricordare a Nordio che si tratta di una prerogativa esclusiva del Presidente della Repubblica.

Il sospetto è che il copione sia già scritto: intestarsi oggi una battaglia che non compete al governo, per poter domani scaricare sul Quirinale la responsabilità di un eventuale no.

La destra ama la certezza della pena finché riguarda gli altri. Quando invece un condannato diventa utile alla propria narrazione politica, la pena diventa improvvisamente ingiusta e la grazia una battaglia identitaria.

La legge è uguale per tutti. Dovrebbe esserlo anche per la destra.

#MarioRoggero #LegittimaDifesa #Volt #VoltItalia

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Il Pentagono misurerà ogni anno il testosterone dei militari sopra i 30 anni


Hegseth aggiunge il test ai controlli sanitari annuali e offre la terapia sostitutiva a chi ha valori bassi. I medici sconsigliano gli screening di routine e avvertono dei rischi per la fertilità

Ogni militare americano con più di 30 anni farà ogni anno un test del testosterone. Lo ha annunciato il segretario alla Difesa Pete Hegseth in un video pubblicato su X, presentando l'iniziativa come un modo per mantenere le truppe "sul fronte più avanzato della letalità". Chi risulterà avere valori bassi potrà scegliere di sottoporsi alla terapia sostitutiva del testosterone, che reintegra l'ormone con iniezioni, cerotti, gel o impianti sottocutanei.

Il test entrerà a far parte della valutazione sanitaria periodica, l'esame obbligatorio dal 2016 con cui il Pentagono misura le condizioni fisiche, la salute mentale e l'idoneità al dispiegamento dei militari. Sarà obbligatorio dai 30 anni in su, mentre i più giovani potranno chiederlo su base volontaria.

"Investiamo molto in armi, piattaforme ed equipaggiamento, ma il nostro vantaggio tattico più decisivo sarà sempre il singolo combattente", ha detto Hegseth nel video. "Questa iniziativa non riguarda il potenziamento artificiale: riguarda il ripristino e l'ottimizzazione delle capacità naturali". Al video Hegseth ha allegato la scritta "The High-T Department of War", il Dipartimento della Guerra ad alto testosterone: "High-T" è una moda diffusa sui social da influencer che invitano gli uomini a cercare livelli elevati dell'ormone per preservare forza e mascolinità.

La promozione della mascolinità tradizionale è una costante ricorrente dell'amministrazione Trump. A gennaio il segretario alla Salute Robert F. Kennedy ha dichiarato che Mehmet Oz, a capo dell'agenzia federale che gestisce i programmi sanitari pubblici Medicare e Medicaid, aveva esaminato le cartelle cliniche del presidente e vi aveva trovato "i livelli di testosterone più alti che abbia mai visto in una persona sopra i 70 anni". Ad aprile la Food and Drug Administration, l'agenzia federale che regola i farmaci, ha ampliato l'accesso alla terapia sostitutiva dopo decenni in cui ne raccomandava la prescrizione solo agli uomini con problemi medici nella produzione dell'ormone.

Hegseth, ex membro della Guardia Nazionale ed ex conduttore di Fox News, ha già imposto ai militari standard di forma fisica più severi, che richiedono a tutti di superare uno "standard maschile". Lo scorso settembre, in un discorso davanti a centinaia di alti ufficiali a Quantico, in Virginia, ha detto di non voler vedere militari sovrappeso né "generali e ammiragli grassi".

Circa il 5,6% degli uomini tra i 30 e i 79 anni ha una carenza di testosterone, che può causare perdita di massa muscolare, affaticamento, aumento di peso e disfunzioni sessuali ed è associata a diabete, malattie cardiovascolari, osteoporosi e depressione. Il calo dell'ormone con l'età è però considerato un normale segno dell'invecchiamento: dopo i 30-40 anni i livelli scendono di circa l'1% l'anno. La stessa Food and Drug Administration non approva la terapia sostitutiva per gli uomini che non soffrono di ipogonadismo, una condizione medica legata al malfunzionamento degli organi che producono il testosterone.

Le principali società mediche del settore, come la Endocrine Society e l'American Urological Association, sconsigliano gli screening di routine per l'ipogonadismo nella popolazione maschile generale. Helen Bernie, urologa e direttrice della medicina sessuale e riproduttiva maschile alla Indiana University, ha dichiarato a NOTUS che un singolo risultato basso non deve portare direttamente a una diagnosi o a una cura: i livelli vanno misurati due volte al mattino presto e valutati insieme ai sintomi, perché mancanza di sonno, allenamenti intensi, variazioni di peso, malattie e alcuni farmaci possono abbassare temporaneamente il testosterone. "Lo screening dovrebbe aprire la porta a una valutazione medica ponderata, non automaticamente a una prescrizione", ha detto. La terapia inoltre può compromettere la produzione di spermatozoi e la fertilità, soprattutto nei più giovani.

Il Pentagono ha rifiutato di commentare oltre il contenuto del video e non ha risposto alle domande sulle indicazioni della Food and Drug Administration a proposito della terapia sostitutiva.


La fissazione di Trump per la bellezza maschile allarmava i suoi collaboratori


Maggie Haberman, corrispondente del New York Times dalla Casa Bianca e tra le giornaliste che seguono Donald Trump da più tempo, ha detto in un'intervista pubblicata domenica dal podcast "Talk Easy" che il presidente ha "una fissazione e una fascinazione per l'aspetto maschile". La sua predilezione per gli uomini attraenti e per la mascolinità classica è nota da tempo, ma nel primo mandato, ha raccontato la giornalista, aveva allarmato molte persone della sua amministrazione.

Il conduttore Sam Fragoso le ha chiesto direttamente se l'interesse del presidente per l'aspetto degli uomini vada oltre la semplice ammirazione. Fragoso ha ricordato che Trump ha descritto diversi uomini della sua amministrazione come "usciti direttamente dal casting", li ha definiti belli e affascinanti e ha elogiato le doti fisiche del golfista Arnold Palmer. Il conduttore ha poi chiesto con ironia se Trump "celebri il Pride dopo giugno", riferendosi al mese dell'orgoglio LGBT. "Non so se Donald Trump abbia mai celebrato il Pride, punto", ha risposto Haberman. "Ma di certo ha una fissazione e una fascinazione per l'aspetto maschile."

Haberman ha detto che questa attenzione è cresciuta nel secondo mandato. "Era qualcosa che nel primo mandato aveva sorpreso molte persone della sua amministrazione e lui è diventato molto più esplicito. Di certo in campagna elettorale e adesso", ha aggiunto.

Fragoso ha chiesto in particolare dell'apparente infatuazione del presidente per Zohran Mamdani, il sindaco socialista-democratico di New York. Trump lo ha invitato nello Studio Ovale, ma lo ha anche definito "un bastardo comunista duro e puro". "Parla molto anche dell'aspetto delle donne", ha risposto Haberman. "Ma sì, Mamdani è generalmente considerato un uomo giovane e di bell'aspetto e penso che il presidente abbia un tipo su quel fronte".

Haberman ha appena pubblicato "Regime Change: Inside the Imperial Presidency of Donald Trump", scritto con il collega del New York Times Jonathan Swan. Il libro racconta il primo anno del secondo mandato di Trump e le differenze tra l'amministrazione attuale e quella del primo mandato.


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Unwetter kommen mal aus heiterem Himmel, mal kündigen sie sich lange vorher an. In beiden Fällen hilft es, gut gewappnet zu sein. Dank eures Rückenwindes sind wir das.

Vielen, vielen Dank für eure Unterstützung! ❤️

Unser Transparenzbericht für das zweite Quartal 2026:

netzpolitik.org/2026/transpare…

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Giorgia Meloni ha tempo per scherzare, ma molto meno per risolvere i problemi delle persone.

Disoccupazione, caro vita, emergenza abitativa, sanità in difficoltà: eppure continua a tornare sul Superbonus come se fosse ancora la risposta a tutto.

Problemi risolti? Zero. Lo stesso voto che diamo al suo governo.

E tu, te lo ricordi?

🎥 Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa.

#GiorgiaMeloni #CaroVita #Sanità #Superbonus #PoliticaItaliana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Die Bundesregierung verrät nicht, ob deutsche Geheimdienste bei Databrokern Daten aus der Werbeindustrie kaufen. Vieles spricht dafür, doch auch die neue Geheimdienst-Reform soll keine klare Rechtsgrundlage schaffen. Kritiker:innen wie die Bundesdatenschutzbeauftragte haben verfassungsrechtliche Bedenken.

netzpolitik.org/2026/aufruestu…

in reply to netzpolitik.org

Dass die Bundesregierung dazu nichts verrät, darf man wohl als klares Ja werten. Andernfalls hätte sie keine Veranlassung, nichts dazu zu sagen.
Dass sie keine Rechtsgrundlage schafft, ist nicht überraschend, denn damit müsste sie diese Praxis entweder einschränken oder immanent offenlegen.
Und das mit der möglichen Verfassungswidrigkeit stört einen am aller wenigsten: Dobrindt.
Ich finde, wir dürfen ihn inzwischen mit Fug und Recht #Stasiminister nennen. (Ältere erinnern sich)
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Reclaim the Tech 2026 si tiene a Genova e riunisce conoscenze e pratiche per la giustizia digitale, sociale, climatica e di genere.

Inizia oggi, 17 luglio. Leggi il programma completo: reclaimthetech.it/

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Gli Stati Uniti impongono dazi del 25% al Brasile, Lula prepara la ritorsione


Le misure annunciate da Trump entrano in vigore il 22 luglio e colpiscono zucchero, acciaio e macchinari. Brasilia studia contromisure su brevetti, audiovisivo e pagamenti

Gli Stati Uniti hanno annunciato dazi del 25% su gran parte dei prodotti importati dal Brasile, il primo paese colpito dalla nuova strategia commerciale del presidente Donald Trump dopo che a febbraio la Corte Suprema aveva annullato buona parte dei dazi imposti in precedenza. Le misure entreranno in vigore il 22 luglio e il governo brasiliano ha già promesso una dura risposta.

L'annuncio è arrivato dopo le 23 di mercoledì a Washington (le 5 di giovedì mattina in Italia) dall'ufficio del Rappresentante per il commercio degli Stati Uniti (USTR), l'agenzia che gestisce la politica commerciale americana. I dazi si basano sulla Section 301 del Trade Act del 1974, una legge che permette di colpire i paesi accusati di pratiche commerciali sleali al termine di un'indagine formale. Quella sul Brasile era iniziata un anno fa e si è conclusa con l'accusa di aver danneggiato le aziende americane su più fronti.

Tra le pratiche contestate ci sono i dazi preferenziali concessi dal Brasile a Messico e India, le barriere all'ingresso nel mercato dell'etanolo, la scarsa protezione della proprietà intellettuale, la deforestazione illegale che avvantaggerebbe gli agricoltori brasiliani e alcune sentenze della magistratura sull'economia digitale, come l'obbligo per i social network di rimuovere certi contenuti politici. L'indagine ha preso di mira anche Pix, il sistema di pagamenti istantanei gratuito usato da quasi tutti i brasiliani, accusato di svantaggiare le società americane delle carte di credito.

I dazi colpiranno migliaia di prodotti, tra cui zucchero, macchinari agricoli, abbigliamento, macchinari elettrici, carta e acciaio. La lista delle esenzioni è però più ampia del previsto: restano fuori carne bovina, caffè, prodotti energetici, terre rare, aerei civili e componenti aeronautici, farmaci, frutta e noci. Secondo la Camera di commercio americana in Brasile, le esenzioni coprono circa 11 miliardi di dollari di scambi annuali.

Gli Stati Uniti sono in attivo negli scambi commerciali con il Brasile ogni anno dal 2008: nel 2025 il surplus è stato di 14 miliardi di dollari, più del doppio dell'anno precedente, con esportazioni verso il paese sudamericano per oltre 54 miliardi di dollari e importazioni per quasi 40.

Il governo di Luiz Inácio Lula da Silva ha definito i dazi illegali e senza giustificazione e ha annunciato che invocherà la legge di reciprocità approvata dal Parlamento nel 2025, che autorizza contromisure contro paesi specifici. Giovedì i ministri principali si sono riuniti al palazzo presidenziale per preparare la risposta, che potrebbe comprendere limiti al rimpatrio di dividendi e royalty delle società audiovisive americane e la sospensione della protezione dei brevetti su farmaci e sementi. A Brasilia queste misure sono considerate preferibili a nuovi dazi, perché non rischiano di interrompere le catene di approvvigionamento né di alimentare l'inflazione.

Il Brasile riprenderà anche la disputa avviata l'anno scorso all'Organizzazione mondiale del commercio sui dazi applicati alle trasmissioni elettroniche: una sentenza favorevole rafforzerebbe la base legale delle ritorsioni. I funzionari americani hanno già avvertito che Washington "rivedrà le sue azioni" se il Brasile risponderà, una prospettiva che preoccupa gli esportatori brasiliani: le vendite verso gli Stati Uniti sono calate del 13% nel primo semestre dell'anno, mentre le esportazioni complessive del paese crescevano del 5,1%.

I dazi arrivano in piena campagna elettorale brasiliana: a ottobre Lula cerca la rielezione e il suo principale avversario è Flávio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente di estrema destra Jair Bolsonaro, condannato per il tentativo di rovesciare il voto del 2022. L'anno scorso Trump, alleato di vecchia data della famiglia Bolsonaro, aveva imposto dazi fino al 50% su molti prodotti brasiliani in risposta a quella condanna, salvo poi ritirare quelli su carne bovina, caffè e altri prodotti agricoli per via dell'impatto sui prezzi americani. L'ufficio di Lula ha accusato la famiglia Bolsonaro di aver costruito la narrativa dietro i nuovi dazi, definendo i suoi membri "falsi patrioti" che hanno agito "per obiettivi elettorali".

La settimana scorsa Flávio Bolsonaro si è presentato a un'audizione pubblica dell'USTR a Washington per chiedere la sospensione dei dazi, sostenendo che avrebbero avvantaggiato elettoralmente Lula. I sondaggi gli danno ragione sul primo punto: da un anno le rilevazioni mostrano che i dazi hanno rafforzato la posizione del presidente e più della metà dei brasiliani ne incolpa la famiglia Bolsonaro. Ignorata la richiesta, il senatore ha scaricato la colpa su Lula, rilanciando le parole del segretario di Stato Marco Rubio, secondo cui il presidente brasiliano "non ha negoziato in buona fede" e "da un anno mette il proprio ego davanti a un accordo per il benessere del popolo brasiliano".

L'amministrazione Trump prevede di usare la Section 301 contro decine di altri partner commerciali, dall'India alla Cina, dall'Unione Europea al Giappone e alla Corea del Sud. Il rappresentante per il commercio Jamieson Greer ha detto che i negoziati con Brasilia restano aperti, ma un'altra indagine sui legami con il lavoro forzato nelle catene di fornitura si concluderà il 24 luglio e potrebbe aggiungere un ulteriore 12,5% di dazi, portando il totale al 37,5%. A quel livello il Brasile diventerebbe il secondo paese più colpito dai dazi americani dopo la Cina.

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Il bug che gli sviluppatori di @writefreely non hanno ancora corretto, sta creando diversi problemi

Tutte le istanze #Writefreely sono state colpite da una grave e aggressiva campagna di spam che sfrutta una vulnerabilità nota da tre mesi e non ancora corretta.

Ora che il nostro avviso è giunto a tutti gli admin italiani (stiamo cercando di avvisare gli altri e abbiamo informato anche @iftas ), sentiamo di poter pubblicare questo avviso

@fediverso

poliverso.org/display/0477a01e…


⚠️ ATTENZIONE ⚠️ - Il nostro account ripubblica automaticamente i post di alcuni blog Writefreely. Purtroppo c'è stato un attacco di spam ad alcune istanze Writefreely aperte al pubblico in registrazione aperta e noi abbiamo ripubblicato anche lo spam.

EDIT: nel fratempo abbiamo avvisato alcune delle istanze pubbliche italiane basate su #Writefreely che hanno deciso di sospendere temporaneamente il servizio o la semplice visibilità pubblica, in attesa che venga risolta una grave vulnerabilità segnalata ad aprile e ancora non corretta dagli sviluppatori della piattaforma

Ci scusiamo per il disagio arrecato dal nostro account, ma è stato proprio grazie a questo disagio che siamo riusciti ad allertare gli amministratori delle nostre istanze, dal momento che Writefreely non presenta strumenti di amministrazione che consentano agli admin di monitorare puntualmente le attività degli utenti


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☕ CYBERBRIEFING — Venerdì 17 luglio 2026

👉 Leggi tutti gli aggiornamenti delle ultime 24 ore:
ilpuntocyber.rfeed.it/article.…

#newsletter #cybersecurity
@informatica

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La rassegna stampa di venerdì 17 luglio 2026


Trump accusa la Cina di interferenze nel voto del 2020 e minaccia le licenze delle reti che non l'hanno trasmesso, mentre gli Stati Uniti intensificano gli attacchi all'Iran; cresce la tensione sulle operazioni dell'ICE e Wall Street arretra sui titoli dei chip

Questa è la rassegna stampa di venerdì 17 luglio 2026

Trump accusa la Cina di aver interferito nelle elezioni del 2020


In un discorso in prima serata dalla Casa Bianca, il presidente Trump ha sostenuto che la Cina avrebbe compiuto "la più grande compromissione di dati elettorali della storia", acquisendo illecitamente i file di 220 milioni di elettori, e ha accusato l'intelligence di aver nascosto le informazioni. I documenti declassificati diffusi dall'Amministrazione non confermano però le affermazioni più aggressive del presidente, e le agenzie di sicurezza avevano concluso che Pechino non tentò di alterare l'esito del voto.

Fonti: New York Times, Axios, The Guardian

Trump minaccia le licenze delle emittenti che non hanno trasmesso il discorso


Diverse grandi reti televisive, tra cui ABC, NBC e CNN, hanno scelto di non trasmettere in diretta l'intervento del presidente, una decisione legata alla cautela sulle affermazioni non verificate riguardo al voto del 2020. Trump ha reagito minacciando di revocare le licenze di ABC e NBC, mentre la Federal Communications Commission ha già aperto indagini su alcune emittenti. Solo Fox e in parte CBS hanno interrotto la programmazione per seguire il discorso.

Fonti: Axios, The Hill, The Guardian

Gli Stati Uniti intensificano gli attacchi contro l'Iran per il sesto giorno consecutivo


Le forze americane hanno colpito bersagli sempre più in profondità nel territorio iraniano, mentre Teheran denuncia raid contro le proprie infrastrutture. L'Iran ha minacciato di chiudere lo Stretto di Hormuz e il passaggio verso il Mar Rosso, snodi cruciali per il traffico energetico globale. L'escalation alimenta i timori di un conflitto più ampio nella regione.

Fonti: Financial Times, The Hill, Semafor

La società di Trump venderà ai trader l'accesso prioritario ai post su Truth Social


Trump Media & Technology Group intende offrire a fondi e istituzioni finanziarie un accesso ad altissima velocità ai messaggi degli account più influenti della piattaforma, incluso potenzialmente lo stesso presidente. L'obiettivo dichiarato è consentire ai trader di reagire in millisecondi alle notizie e trarne profitto sui mercati. I critici parlano di "sfacciata corruzione" e di rischi per la sicurezza nazionale.

Fonti: Bloomberg, The Guardian, BBC

Un'epidemia parassitaria collegata all'insalata fornita a Taco Bell


Le autorità sanitarie federali hanno ricondotto un focolaio di ciclosporiasi alla lattuga iceberg prodotta da Taylor Farms e distribuita a Taco Bell, con migliaia di persone colpite in cinque Stati. La catena ha annunciato la rimozione dell'insalata da alcuni punti vendita, mentre la Food and Drug Administration ha avviato un'indagine. L'infezione provoca gravi disturbi gastrointestinali.

Fonti: Wall Street Journal, New York Times, The Guardian

Cresce la tensione sulle operazioni dell'ICE dopo alcune sparatorie mortali


La Casa Bianca ha confermato che gli agenti dell'immigrazione continueranno i controlli stradali nonostante le recenti sparatorie che hanno provocato vittime, tra cui un uomo ucciso a Houston. L'avvocato di un familiare sostiene che la sostanza trovata nell'auto, ritenuta droga dagli investigatori, fosse in realtà sale. Le famiglie delle vittime e diversi funzionari hanno espresso indignazione per l'uso della forza.

Fonti: New York Times, ABC News, NPR

L'Amministrazione limita le carte verdi per chi riceve assistenza pubblica


La Casa Bianca ha ripristinato una norma che nega la carta verde ai migranti che utilizzano programmi di welfare, e il Dipartimento di Stato valuta l'imposizione di cauzioni fino a 100.000 dollari per alcuni richiedenti. In parallelo, l'Amministrazione ha introdotto un tetto alla durata del soggiorno per gli studenti internazionali. Le misure inaspriscono ulteriormente la politica migratoria del presidente.

Fonti: New York Times, BBC, The Hill

Todd Blanche incontra le vittime di Epstein dopo l'ultimatum di un senatore


Il procuratore generale facente funzione Todd Blanche ha incontrato alcune vittime di Jeffrey Epstein dopo che il senatore repubblicano Thom Tillis aveva minacciato di bloccarne la conferma. Il caso del defunto finanziere continua a pesare sulla nomina. Tillis, voto decisivo in commissione, aveva posto l'incontro come condizione per il proprio sostegno.

Fonti: Financial Times, New York Times, The Hill

Le azioni dei chip trascinano al ribasso Wall Street


Gli investitori si sono allontanati dai titoli tecnologici e dei semiconduttori che avevano guidato i rialzi dei mercati quest'anno, provocando una nuova ondata di vendite a Wall Street. Il calo dei produttori di chip e di memoria ha pesato sugli indici globali. Il movimento riflette crescenti timori sulla sostenibilità delle valutazioni del settore.

Fonti: Financial Times, Semafor

Il fumo degli incendi canadesi rende l'aria pericolosa in molte città americane


Il fumo di oltre 800 incendi in Canada ha coperto ampie zone del Midwest e della costa orientale degli Stati Uniti, spingendo le autorità a diramare allerte sulla qualità dell'aria per milioni di persone. Alcune città hanno registrato livelli di inquinamento estremamente elevati. Le condizioni dovrebbero attenuarsi nel fine settimana sulla costa est, ma persistere nell'Alto Midwest.

Fonti: New York Times, BBC

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Missili e droni degli Houthi sul Mar Rosso: l'Iran prepara il blocco di Bab el-Mandeb


Ufficiali dei pasdaran sono in Yemen per coordinare l'operazione, scrive Reuters. L'ordine di attacco scatterebbe se Trump iniziasse a colpire le infrastrutture energetiche iraniane.

Gli Houthi hanno completato i preparativi per attaccare le navi nel Mar Rosso. Il gruppo yemenita alleato dell'Iran ha schierato missili e droni sulle alture che dominano lo stretto di Bab el-Mandeb, passaggio obbligato tra il Golfo di Aden e il Mar Rosso, e attende soltanto l'ordine di aprire il fuoco. Lo scrive Reuters, citando una fonte vicina al movimento. Ufficiali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, i pasdaran, si troverebbero già in Yemen per coordinare l'eventuale blocco dello Stretto.

L'ordine scatterebbe se gli Stati Uniti dessero seguito alla minaccia di Donald Trump di colpire le infrastrutture energetiche iraniane, hanno riferito giovedì all'agenzia tre persone a conoscenza dei preparativi. Secondo due alte fonti iraniane e una fonte regionale, i vertici della Repubblica Islamica hanno discusso la possibilità di chiudere l'accesso al Mar Rosso e hanno trasmesso agli Houthi le indicazioni operative su come procedere.

A rischio l'ultima via d'uscita del petrolio del Golfo


La nuova minaccia si aggiunge alla chiusura dello Stretto di Hormuz e rischia di sbarrare anche la principale rotta alternativa per il petrolio del Golfo. Dopo l'interruzione delle spedizioni attraverso Hormuz, l'Arabia Saudita ha dirottato circa il 70% delle proprie esportazioni di greggio lungo un oleodotto che attraversa il Paese e raggiunge proprio la costa del Mar Rosso. Un conflitto aperto con gli Houthi metterebbe però a rischio anche questa soluzione, ostacolando le spedizioni verso i mercati asiatici, principali destinatari del petrolio saudita. Dal Mar Rosso transita attualmente circa il 7% dell'energia mondiale.

I primi segnali della nuova escalation sono già visibili. Questa settimana gli Houthi hanno lanciato un attacco missilistico contro l'Arabia Saudita, dopo aver accusato lunedì il regno saudita di avere bombardato il loro aeroporto. "Se i combattimenti si intensificassero e si estendessero alle infrastrutture per l'esportazione e alla navigazione nel Mar Rosso, sarebbe a rischio l'unica grande rotta alternativa per l'export petrolifero della regione", ha dichiarato a Reuters Torbjorn Soltvedt, analista principale per il Medio Oriente della società di consulenza sui rischi Verisk Maplecroft.

Il precedente del 2024 e le nuove minacce di Trump


Uno scenario simile si era già verificato nel 2024, quando gli attacchi degli Houthi contro le navi avevano spinto numerose compagnie di navigazione a circumnavigare l'Africa, allungando i tempi di consegna e facendo aumentare i costi di trasporto. I raid statunitensi contro le postazioni del gruppo, avviati alla fine della presidenza di Joe Biden e intensificatisi dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca, avevano successivamente favorito la ripresa del traffico nel bacino. Quattro anni fa gli huthi avevano inoltre colpito direttamente l'Arabia Saudita, prima che tra le parti fosse raggiunta una tregua.

Intanto aumenta anche la pressione americana sull'Iran. Martedì Trump ha ripristinato il blocco navale dei porti iraniani e ha minacciato di bombardare le centrali elettriche del Paese. Secondo il Wall Street Journal, negli ultimi giorni il presidente starebbe valutando anche l'occupazione di alcune isole del Golfo Persico, tra cui l'isola di Kharg, dove si trova il terminal attraverso il quale transita il 90% delle esportazioni iraniane di petrolio e prodotti raffinati.

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