I prezzi al consumo negli Stati Uniti hanno accelerato ad agosto, rafforzando le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nella riunione della prossima settimana. L'indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato dello 0,4% rispetto a luglio, al netto dei fattori stagionali, e del 3,4% su base annua, lo stesso ritmo registrato il mese precedente. Lo ha comunicato oggi il Bureau of Labor Statistics, l'ufficio statistico del Dipartimento del Lavoro. Entrambi i dati erano in linea con le attese degli economisti.
L'indice core, che esclude le componenti più volatili, ovvero alimentari ed energia, è salito dello 0,3% in un mese, un decimo di punto oltre le previsioni, e del 2,4% su base annua. A luglio i due valori erano stati rispettivamente dello 0,2% e del 2,5%, mentre l'indice generale era cresciuto appena dello 0,1% su base mensile. A spingere il CPI è stato soprattutto l'aumento del costo dell'energia, nel contesto della guerra avviata a fine febbraio da Stati Uniti e Israele contro l'Iran ed ancora in corso.
La benzina è rincarata del 3,9% in un solo mese e, da sola, ha contribuito a oltre un terzo dell’aumento complessivo dei prezzi. Nel complesso, l’indice dell’energia è salito del 2,1% rispetto a luglio e del 16,3% su base annua, trainato soprattutto dai carburanti: ad agosto la benzina costava il 27,4% in più rispetto allo stesso mese del 2025. I prezzi degli alimentari sono aumentati dello 0,1% su base mensile e del 2,7% rispetto a un anno prima. All’interno di questa categoria, i prodotti acquistati per il consumo domestico sono invece rimasti invariati rispetto a luglio.
Nuove pressioni sono emerse anche in alcune componenti dell’inflazione di fondo. I costi legati all’abitazione sono cresciuti dello 0,3%, dopo due mesi di progressivo rallentamento che avevano portato l’aumento mensile allo 0,1% in luglio. I servizi di trasporto sono rincarati dello 0,5%, mentre i biglietti aerei sono aumentati del 2,7%. In rialzo anche i prezzi delle auto usate (+0,4%) e di quelle nuove (+0,3%).
Sono invece diminuiti i prezzi delle cure mediche (-0,2%) e delle assicurazioni auto (-0,8%). Alcune di queste voci entrano anche nel calcolo dell’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), la misura dell’inflazione alla quale la Federal Reserve attribuisce maggiore importanza nelle proprie decisioni di politica monetaria.
Inflazione USA
L'energia rilancia i prezzi: +3,4% in un anno, e la Fed prepara il primo rialzo dal 2023
Ad agosto l'indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,4% in un mese: la benzina, da sola, spiega oltre un terzo dell'aumento. I mercati danno ormai intorno al 90% la probabilità di un rialzo di un quarto di punto alla riunione del 15 e 16 settembre.
Grafica di FocusAmerica 11 settembre 2026
Variazione dei prezzi rispetto ad agosto 2025
Tutti i prezzi
3,4%
contro
Inflazione di fondo
2,4%
Stesso ritmo di luglio. L'energia costa il 16,3% in più di un anno fa.
Senza alimentari ed energia. A luglio era al 2,5%, ma la spinta mensile è tornata a crescere.
Da dove viene lo 0,4% di agosto
Contributi all'aumento mensile, secondo il BLS
Benzinaoltre un terzo
Tutto il restoabitazione, aerei, auto, alimentari
+3,9%
benzina in un mese
+27,4%
benzina in un anno
+0,3%
costo dell'abitazione, dopo lo 0,1% di luglio
Sette mesi di guerra
Da marzo è il prezzo dell'energia a dettare il ritmo dei prezzi
Variazione mensile destagionalizzata, febbraio–agosto 2026. Tocca una serie per cambiare grafico.
Tutti i prezziTotale Energia Di fondo
Tutti i prezzi: feb +0,3; mar +0,9; apr +0,6; mag +0,5; giu -0,4; lug +0,1; ago +0,4. Energia: feb +0,6; mar +10,9; apr +3,8; mag +3,9; giu -5,7; lug -1,5; ago +2,1. Di fondo: feb +0,2; mar +0,2; apr +0,4; mag +0,2; giu 0,0; lug +0,2; ago +0,3.
Cosa sale, cosa scende
Ad agosto rincarano carburanti e voli, calano cure mediche e assicurazioni
Variazione rispetto a luglio, dati destagionalizzati. Tocca una voce per vedere l'andamento in un anno.
Benzina +3,9%; biglietti aerei +2,7%; servizi di trasporto +0,5%; auto usate +0,4%; abitazione +0,3%; auto nuove +0,3%; alimentari +0,1%; elettricità −0,2%; cure mediche −0,2%; assicurazioni auto −0,8%; gas di rete −1,1%.
Il centro della scala è zero: a destra i rincari, a sinistra i ribassi.
+10,1%
Fuori scala: il gasolio da riscaldamento. In un solo mese è rincarato del 10,1% e costa il 52% in più di un anno fa: è la voce che più di ogni altra racconta il prezzo della guerra con l'Iran.
La prossima mossa
Il 15 e 16 settembre la Fed decide: il mercato si aspetta un rialzo
3,25%
3,50%
3,75%
4,00%
Oggi: 3,50–3,75%
+25 pb
90%
probabilità di un rialzo di un quarto di punto nei futures sui fed funds
dic. 2025
da quando i tassi sono fermi
lug. 2023
l'ultimo rialzo deciso dalla Fed
Fonte Bureau of Labor Statistics, Consumer Price Index, agosto 2026 (comunicato dell'11 settembre; variazioni mensili destagionalizzate, annue non destagionalizzate). Federal Reserve per il tasso obiettivo. Probabilità di rialzo implicita nei futures sui fed funds dopo la pubblicazione del dato.
La Fed si avvicina alla decisione sui tassi
Quello di agosto è l'ultimo grande dato sull'inflazione prima della riunione del Federal Open Market Committee, l'organo della Fed che decide la politica monetaria, in programma il 15 e 16 settembre. Dopo la pubblicazione del CPI, gli operatori hanno aumentato le scommesse su un rialzo di un quarto di punto: la probabilità implicita nei futures sui fed funds è salita nettamente, arrivando intorno al 90% in alcune rilevazioni successive al dato.
Il tasso obiettivo sui fed funds, che influenza il costo del credito nell'economia statunitense, è fermo in una forchetta compresa tra il 3,5% e il 3,75% dallo scorso dicembre. Un aumento sarebbe il primo dal luglio 2023.
Il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, ha promesso di riportare l'inflazione all'obiettivo del 2%. Il 28 agosto, al simposio annuale della Federal Reserve Bank di Kansas City a Jackson Hole, in Wyoming, aveva affermato che la Banca Centrale deve essere sicura che l'inflazione di fondo si stia avvicinando all'obiettivo "in modo chiaro e a una velocità sufficiente". "Altrimenti, abbiamo del lavoro da fare", aveva aggiunto.
Le sue parole erano state interpretate come un'apertura a un possibile rialzo. A luglio il FOMC aveva lasciato i tassi invariati con 9 voti contro 3. I tre dissenzienti chiedevano già allora un aumento di un quarto di punto. Nelle settimane successive, tuttavia, diversi esponenti della Banca Centrale avevano invitato alla prudenza.
Il governatore Christopher Waller aveva detto il 3 settembre, durante un evento organizzato da Reuters a Washington, che la sua decisione sarebbe stata fortemente influenzata dai dati sull'inflazione di agosto. Si era dichiarato disposto a lasciare i tassi invariati solo se i progressi verso il 2% fossero proseguiti, ma pronto a valutare un rialzo se i nuovi dati avessero invece mostrato che il miglioramento era stato soltanto temporaneo. Prima della pubblicazione del dato odierno, il comitato appariva quindi profondamente diviso, al punto che per alcuni osservatori la decisione avrebbe potuto dipendere da pochi decimi di punto nei dati sui prezzi.
"Warsh e altri hanno segnalato che i tassi possono restare fermi solo se l'inflazione si sta fermando, e il rapporto di agosto non l'ha confermato", ha commentato Kathy Bostjancic, capo economista del gruppo assicurativo Nationwide, in dichiarazioni riportate da CNBC. Secondo Bostjancic, il nuovo aumento di petrolio, benzina e gasolio alimenta inoltre il timore che i rincari dell'energia si trasmettano ad altri beni e servizi e finiscano per incidere sulle aspettative di inflazione. Anche Nationwide prevede ora un rialzo di un quarto di punto nella riunione della prossima settimana.
Energia e costo della vita pesano anche sulle elezioni
Le pressioni sui prezzi dell'energia sono ulteriormente aumentate a settembre con la nuova escalation del conflitto in Medio Oriente. Giovedì il greggio statunitense ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio, dopo un rialzo di circa il 20% dall'inizio del mese. Oggi il prezzo medio nazionale del gasolio ha raggiunto il record di 6,05 dollari al gallone, equivalente a circa 3,8 litri, secondo l'associazione automobilistica AAA. Rispetto a un anno fa, l'aumento supera il 60%.
A meno di due mesi dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre, il ritorno delle pressioni inflazionistiche rischia, ovviamente, di complicare il tentativo dell'Amministrazione Trump di convincere gli elettori che il costo della vita sta migliorando. Lo stesso presidente ha di recente riconosciuto che difficilmente i prezzi del petrolio scenderanno in modo significativo prima del voto.
Il petrolio risale oltre i 100 dollari al barile, torna l'allarme sui tassi Usa
Il prezzo del petrolio americano ha superato ieri i 100 dollari al barile, portandosi ai livelli più alti da quasi quattro mesi. Il West Texas Intermediate (WTI), riferimento per il greggio statunitense, ha chiuso in rialzo del 6,7% a 102,48 dollari al barile, la chiusura più alta dal 19 maggio. Il Brent, riferimento internazionale, è salito del 6,3% a 107,63 dollari. Dall'inizio di settembre il greggio ha guadagnato oltre il 18%, proprio mentre il mercato si prepara alla possibilità di una guerra prolungata in Medio Oriente.
Dopo un agosto relativamente più calmo, dall'inizio di questo mese lo scontro tra Washington e Teheran si è nuovamente intensificato. L'Iran ha tentato più volte di colpire navi da guerra americane e, da sabato, le forze statunitensi hanno distrutto per rappresaglia almeno 8 petroliere iraniane. Gli Houthi, alleati di Teheran nello Yemen, hanno intanto attaccato diversi impianti energetici e altri obiettivi in Arabia Saudita, ferendo oltre 70 civili. L'escalation ha alimentato i timori di un ulteriore allargamento del conflitto.
Mercoledì il presidente Donald Trump ha detto ai giornalisti che i prezzi del petrolio e della benzina scenderanno dopo le elezioni di metà mandato e che la guerra finirà "immediatamente dopo" il voto. Trump ha accusato l'Iran di voler influenzare le elezioni per ottenere a Washington "un bel gruppo di persone deboli", disposto a lasciarlo in pace e a consentirgli di mantenere il programma nucleare.
Petrolio e titoli di Stato
Il petrolio americano è tornato sopra i 100 dollari
Giovedì il West Texas Intermediate ha chiuso a 102,48 dollari al barile, il livello più alto dal 19 maggio. La nuova escalation tra Stati Uniti e Iran fa salire anche la benzina, il diesel e i rendimenti dei titoli di Stato americani.
Grafica di FocusAmericaAggiornato all'11 settembre 2026
Prezzo del greggio, in dollari al barile
WTI Brent
2026 Dalla guerra Settembre
WTI, chiusura del 10 settembre 2026
102,48dollari
al barile
+79%rispetto al 31 dicembre 2025
+53%rispetto al 27 febbraio, vigilia della guerra
Il WTI è partito da 57,26 dollari il 31 dicembre 2025, ha toccato il massimo di 114,58 dollari il 7 aprile, è sceso a 69,60 dollari il 6 luglio ed è risalito a 102,48 dollari il 10 settembre. Il Brent è passato da 61,35 a 107,63 dollari.
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Il WTI è il riferimento per il greggio statunitense, il Brent per quello internazionale.
Tra fine giugno e inizio luglio, con le petroliere di nuovo in transito a Hormuz, il WTI era sceso sotto i 70 dollari. Da allora è risalito di circa il 47%, e la corsa ha accelerato con gli attacchi alle petroliere iraniane.
Gli effetti del rialzo
Seduta per sedutaSedute Benzina e dieselPompa Titoli di StatoTreasury
In sette sedute il WTI ha guadagnato quasi il 18%
Prezzo di chiusura di ogni seduta e rialzo rispetto al 31 agosto, quando il WTI valeva 87,03 dollari al barile.
1 settembre: 91,48 dollari (+5,1%). 2 settembre: 91,01 (+4,6%). 3 settembre: 91,30 (+4,9%). 4 settembre: 91,48 (+5,1%). 8 settembre: 93,03 (+6,9%). 9 settembre: 96,05 (+10,4%). 10 settembre: 102,48 (+17,8%).
Dopo il balzo del 1° settembre il greggio era rimasto quasi fermo per tre sedute. Il salto è arrivato dopo gli attacchi americani alle petroliere iraniane, iniziati sabato 5 settembre: +12% in tre sedute, di cui il 6,7% nella sola giornata di giovedì.
Alla pompa sono caduti due record in una settimana
La benzina non era mai costata così tanto nel giorno del Labor Day
Prezzo medio della benzina: 2,98 dollari al gallone prima della guerra, 3,83 al Labor Day del 2012, 4,09 al Labor Day del 2026.
Prezzo medio nazionale, in dollari al gallone. Un gallone equivale a circa 3,8 litri: 4,09 dollari al gallone sono circa 1,08 dollari al litro.
L'11 settembre il diesel ha superato per la prima volta i 6 dollari al gallone
L'11 settembre il diesel è arrivato a 6,06 dollari al gallone di media nazionale: il 14% in più di un mese prima e oltre il 60% in più di un anno prima. Il record precedente al 2026 era di 5,82 dollari, nel 2022.
Media nazionale calcolata da AAA. In California il diesel costa già 7,98 dollari al gallone. Questa settimana il Dipartimento dell'Energia ha alzato nettamente le previsioni sul prezzo del diesel per il 2027.
Secondo le stime della Brown University, dall'inizio della guerra il diesel più caro è già costato ai consumatori americani oltre 46 miliardi di dollari. Circa un quinto della spesa in più si concentra in Texas e California.
Gli investitori vendono i titoli di Stato e il decennale sfiora il 5%
Il rendimento del Treasury decennale è salito di 11 punti base al 4,95%, il livello più alto da ottobre 2023.
Il riacquisto potenziato del Tesoro non ha fermato le vendite
Riacquisto di titoli a lunga scadenza: 5,19 miliardi di dollari su un tetto di 6. L'importo abituale era di 2 miliardi.
Il mercato scommette su un rialzo dei tassi della Fed la prossima settimana
Probabilità di un rialzo dei tassi alla riunione del 15 e 16 settembre: 61% mercoledì, 70% giovedì.
Il petrolio più caro alimenta i timori sull'inflazione: per questo gli investitori vendono titoli di Stato e scommettono che la Fed di Kevin Warsh alzi i tassi già alla riunione del 15 e 16 settembre.
FonteEIA, prezzi spot di WTI (Cushing) e Brent fino al 1° settembre; dal 2 settembre chiusure dei future NYMEX e ICE riportate da CNBC, Rigzone ed EnergyNow. GasBuddy e AAA (carburanti), Brown University (costo del diesel), Dipartimento del Tesoro, Cme FedWatch.
NotaLo spot Brent dell'EIA in primavera ha superato di molto i future: il picco di aprile nel grafico (138,21 dollari) riflette il prezzo fisico del greggio.
Benzina e diesel ai massimi
La pressione si fa sentire sempre di più anche alla pompa di benzina. Nel fine settimana del Labor Day la media nazionale della benzina era salita attorno a 4,15 dollari al gallone, circa 3,8 litri, un record per questo periodo dell'anno. Da allora la situazione si è ulteriormente aggravata, soprattutto sul fronte del diesel: venerdì la media nazionale ha superato per la prima volta nella storia i 6 dollari al gallone, secondo AAA, raggiungendo 6,06 dollari. Il prezzo è aumentato di circa il 14% in un mese e di oltre il 60% rispetto a un anno fa.
Il rincaro del diesel, carburante essenziale per il trasporto delle merci e per numerosi settori dell'economia, rischia di propagarsi ulteriormente ai prezzi al consumo. I dati sull'inflazione pubblicati giovedì hanno già mostrato forti aumenti dei costi nei trasporti e nei servizi di magazzinaggio. Secondo una stima della Brown University, dall'inizio della guerra il rincaro del diesel è costato ai consumatori statunitensi oltre 46 miliardi di dollari, circa il 20% dei quali concentrato in due Stati: Texas e California.
La Casa Bianca sostiene che i prezzi dei carburanti dovrebbero cominciare a scendere dopo le elezioni di metà mandato, con l'attenuarsi della guerra con l'Iran e il miglioramento dell'offerta di petrolio. Il Dipartimento dell'Energia dell'Amministrazione Trump, però, questa settimana ha rivisto nettamente al rialzo le proprie previsioni sul prezzo del diesel per tutto il 2027, evidenziando il rischio che i rincari durino più a lungo del previsto. Anche le prospettive per il greggio restano tese: Daan Struyven, co-responsabile della ricerca sulle materie prime di Goldman Sachs, ha spiegato alla CNBC che l'escalation aumenta il rischio di vedere il petrolio superare i 120 dollari al barile, soprattutto se gli attacchi contro le navi nella regione continueranno a intensificarsi.
I Treasury sfiorano il 5%
Intanto, le vendite hanno investito anche i titoli di Stato americani. Il rendimento del Treasury decennale, riferimento del mercato obbligazionario statunitense, è salito di 11 punti base al 4,95%, a un passo dalla soglia del 5%. A pesare sono stati un'asta deludente di titoli trentennali per 22 miliardi di dollari, i nuovi dati sull'inflazione alla produzione e l'ulteriore rialzo del petrolio. "Tutti vendono tutto", ha detto a MarketWatch Tom di Galoma, managing director di Mischler Financial Group.
Non è bastato neppure il primo riacquisto potenziato di titoli a lunga scadenza deciso dal Segretario al Tesoro Scott Bessent. Ad agosto Bessent aveva annunciato l'intenzione di almeno raddoppiare queste operazioni, da 2 a 4 miliardi di dollari ciascuna, una mossa con cui l'Amministrazione puntava ad alleviare le tensioni sul mercato dei titoli a lunga scadenza. Giovedì il Tesoro ha ricomprato soltanto 5,2 miliardi di dollari di titoli, dopo che il giorno precedente aveva deluso gli investitori fissando a 6 miliardi il tetto dell'operazione: il mercato si aspettava un intervento più consistente.
I dati sull'inflazione hanno intanto portato a circa il 70%, dal 61% del giorno precedente, la probabilità implicita nei futures che la Federal Reserve guidata dal neo presidente Kevin Warsh possa alzare i tassi nella riunione della prossima settimana, secondo il FedWatch Tool del Cme. Se la Fed decidesse invece di lasciare i tassi invariati, ha avvertito Ed Al-Hussainy, gestore di Columbia Threadneedle, i rendimenti a lungo termine rischierebbero di "disancorarsi" e di muoversi in modo più disordinato.
Al-Hussainy ha aggiunto che Dipartimento del Tesoro e Fed saranno probabilmente sempre più attenti al rischio che le tensioni sul mercato obbligazionario si trasformino in un problema di stabilità finanziaria. Per ora, ha precisato, non ci sono segnali in questo senso, ma la situazione richiede attenzione dopo i forti movimenti registrati anche sulle scadenze più brevi.
Oil prices remain elevated amid worries that escalating tensions in the Middle East could further exacerbate supply disruptions
Spencer Kimball (CNBC)
Katha
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Now,
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