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Questo articolo di @brunosaetta è uno dei contributi più complessi e articolati mai pubblicati sul rapporto tra manipolazione, disinformazione e infosfera.
Un'ottima occasione per ricordarsi di sostenere #valigiablu
valigiablu.it/manipolazione-so…

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È domenica e @guerredirete lotta insieme a noi!
In questo numero:
- Guerra in #Ucraina, infrastrutture critiche nel mirino
- La censura in #Iran: #Tor, #Signal e gli altri
- #VPN scappano dall’ #India
- #TikTok, e come è diventata questione di Stati
- Tutto su #Ethereum
- #RomHack e la scena delle conferenze di security in Italia
- e altro
guerredirete.substack.com/p/gu…

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Piattaforme di social media federate: il TechDispatch 1/2022 del #GarantePrivacy europeo


Il 26 luglio 2022, l'Unità Tecnologia e Privacy dell'EDPS ha pubblicato la sua prima edizione TechDispatch dell'anno 2022 sul tema Fediverso e Piattaforme Social Media Federate. Dalla sua creazione nel 2019, ogni edizione di TechDispatch mira a fornire un

Il 26 luglio 2022, l’Unità Tecnologia e Privacy dell’EDPS ha pubblicato la sua prima edizione TechDispatch dell’anno 2022 sul tema Fediverso e Piattaforme Social Media Federate. Dalla sua fondazione nel 2019, ogni edizione di TechDispatch mira a fornire una descrizione fattuale di una tecnologia emergente, nonché un’analisi del suo impatto sulla protezione dei dati e sulla privacy delle persone.

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in reply to Piero Bosio

@Piero Bosio esatto, il @EDPS ha richiamato un punto importantissimo e aggiungerei un'altra cosa: gli utenti devono essere sempre più consapevoli che in tutto l'ecosistema del fediverso, coesistono istanze e soprattutto software che non garantiscono pienamente la tutela della riservatezza così come è pensata all'interno dello stesso software e della singola istanza. Puoi utilizzare software molto attenti al livello di privacy o istanze ben gestite, ma quando di relazioni con altre istanze o altri software, devi sapere che quelle tutele possono venire meno.
Naturalmente, Come in ogni caso, è la consapevolezza dell'utilizzatore a fare la differenza; Ma il problema resta: se alcuni software del fediverso sono privacy by default le relazioni tra utenti di diversi software e di diverse istanze non lo sono e non possono esserlo
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È stata pubblicata la newsletter di Settembre del #GarantePrivacy europeo!
Scopri di più sui pareri del #EDPS su #Frontex, #CloudAct, sul dossier sull'Intelligenza Artificiale e sul #Fediverso; e altro ancora!

edps.europa.eu/press-publicati…

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#RomHack: un Hacker Camp da ricordare. Il post di Sally sull'evento curato da @cybersaiyanIT


Quattro giorni e quasi nessuna foto scattata. Mi sono dimenticata. O forse mi sembrava un atto un po’ sacrilego, un gesto da turisti e non da protagonisti. Ci si sentiva così, al RomHack Camp: non c’era tempo per nulla che non fosse radicalmente esserci, presenti. Così alla fine sono dovuta andare a elemosinare immagini scattate da altri, perché il desiderio di avere un interruttore di ricordi era troppo intenso, dopo, quando tutto era finito.

(segue)

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Volere non è potere. È ora di piantarla col mantra che tutto dipende dalla nostra volontà.


Una retorica pericolosa e fuorviante, che ci impedisce di riconoscere i nostri limiti e di comprendere che possiamo controllare solo una piccola parte della nostra vita. Prima o dopo, tutti dobbiamo fare i conti con l’imponderabilità di eventi che cambiano i nostri piani, costringendoci a pesanti rinunce e lasciandoci addosso un senso di fallimento.

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in reply to recarlo2

La differenza sta tutta nei soldi. Con i soldi puoi vivere nel lusso, puoi avere quello che vuoi e (forse) chi vuoi. Puoi avere i migliori avvocati, i medici migliori... Mentre chi non li ha, non può, nemmeno impegnandosi, ad avere acqua corrente e potabile.

Mi piace dire che senza acqua non c'è vita. Ma senza soldi non hai l'acqua.

Forse un po' estremo o superficiale il mio pensiero... Non lo nego

Questa voce è stata modificata (3 anni fa)
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We've just published a new blog post that includes the presentation we did for the italian privacyweek (recorded again in english)
🔥 blog post -> bonfirenetworks.org/posts/bonf…
📹 presentation on loom -> loom.com/share/ccc0425af2934d0…
in reply to Informa Pirata

Vabbe questo è deresponsabilizzarsi delle cose.

Qui c'è un fatto chiaro i primi a non dover usare queste piattaforme private di marketing sono gli enti pubblici e chi fa attività pubblica durante un ruolo pubblico.

Già facendo questo si declassano tutti gli inutili servizi di marketing, poi li chiami col nome loro, cioè: servizi privati di marketing e non "social media". Quando li abbiamo livellati andiamo a cercare i danni e le azioni che compiono queste piattaforme e i loro algoritmi.

Ma così è illazionistico... Tra l'altro dovresti avere accesso al codice per valutarlo e non accadrà mai. Se c'è stata una crisi sociale, dare la colpa a facebook significa deresponsabilizzare la politica e l'opinione pubblica.

Io sono contro faccialibro ma ste cacce alle streghe inattualizzabili rendono solo le streghe più forti perché le fanno sembrare vittime di un complotto.

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"Trovo che parlare di “Libertà di espressione al tempo dei social media” senza far intervenire un amministratore stanza o uno sviluppatore dei software del #fediverso, sia (oltre che un'occasione persa) anche una dimostrazione di limitatezza dell'orizzonte.."

twitter.com/informapirata/stat…

cc @GustavinoBevilacqua

in reply to informapirata ⁂

Questo convegno su social e libertà di espressione si svolge a Torino a quattro passi da uno dei collettivi che per primi hanno lavorato attivamente a una proposta Social diversa e basata su #mastodon. Ma tra gli esperti di social ci sono solo Facebook e TikTok

nexa.polito.it/libert-espressi…

@GustavinoBevilacqua @filippodb @gubi

in reply to informapirata ⁂

ehm il convegno mi pare sia a Firenze, a sto punto che invitassero quelli di Luoghicomuni.Social

Scherzi a parte e IMHO trovo molto irritante questa abitudine su twitter di tirare per la giacchetta persone/associazioni accusandole di qualcosa.

in reply to filippodb ⁂

Hai ragione sul fatto che è a Firenze, ma mi ero confuso Considerando che tra gli organizzatori c'era il nexa. Trovo invece utile rimarcare sempre Le carenze dei convegni. Così come quando ci sono parterre totalmente o quasi totalmente maschili è giusto rompere le palle per affermare il principio per cui la diversità è fondamentale

@GustavinoBevilacqua @gubi

in reply to filippodb ⁂

se non sbaglio qualche anno fa ci furono a Milano un paio di progetti accademici di ricerca sul fediverso. Poi c'è il progetto dell'istanza dell'università di Padova. Sarebbe bastato ricordarli e invitare NEXA a proporre nell'intervento queste realtà accademiche che con tutto il rispetto sarebbero state più adatte:

air.unimi.it/handle/2434/62938…

unimi.primo.exlibrisgroup.com/…

mastodon.math.unipd.it/about

informapirata ⁂ reshared this.

in reply to Jun Bird

Quest'anno c'è stata l'Università di Calabria con una ricerca su Mastodon:

ojs.aaai.org/index.php/ICWSM/a…

"We used the data provided by (La Cava et al. 2021),
which is claimed as the most complete and up-to-date net-
work dataset of Mastodon. This dataset contains more than
1.3M unique users and about 17M unique links between
users. Also, according to (La Cava and Tagarelli 2022), it
covers about 78% of the Mastodon user base to date...

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Oggi al cinema Aquila si parla di Julian #Assange

Questo il link per la diretta streaming!

facebook.com/groups/4997244215…

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👀 Breaking News 👀

+++ Violenta protesta dell'associazione Nipotini d'Italia contro l'emittente Boing: "La nostra serie TV preferita viene trasmessa ogni volta in ritardo. Chiediamo al nuovo governo di fare in modo che Il Trenino Thomas arrivi in orario!" +++

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⚠️⚠️⚠️ Aggiornate #element! ⚠️⚠️⚠️

poliverso.org/display/0477a01e…

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informapirata ⁂

tranquilli, perché con l'aggiornamento del 23 settembre state a posto.

Queste sono le versioni sicure

Element Web/Desktop 1.11.8 or later

Element Android 1.5.1 or later

Element iOS 1.9.7 or later

element.io/blog/important-secu…

alduin reshared this.

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Denis #Jaromil Roio: “È necessario demilitarizzare la #cybersecurity

Per @jaromil , ricercatore e fondatore direttore della fondazione #Dyne bisogna cominciare eliminando la dialettica conflittuale, ispirandosi alla consapevolezza. Altrimenti "saremo condannati a vivere in guerra con le macchine, con gli altri e in fin dei conti anche con noi stessi"

Di Alessia #Valentini su #Cybersecurity360

cybersecurity360.it/outlook/de…

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Ieri la coalizione di Destra ha vinto le elezioni e formerà un governo. Sappiamo che la maggior parte di voi oggi è arrabbiata, delusa, spaventata per il proprio domani.


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☠️Ieri la coalizione di Destra ha vinto le elezioni e formerà un governo. Sappiamo che la maggior parte di voi oggi è arrabbiata, delusa, spaventata per il proprio domani.

🪢Il cambiamento non arriverà da queste istituzioni paralizzate. Votare può essere utile, ma non basta. Serve attivarsi ed essere coinvolti in prima persona.

💪Come TWC facciamo parte di una nuova generazione di organizzazioni che hanno un altro modo di fare le cose. Vogliamo creare cambiamento che non richieda di dipendere da queste istituzioni, oggi in mano a persone che probabilmente vorrebbero vedere sparire qualsiasi diritto sindacale. Non ci si può fidare.

🧱Dare potere ai tech worker significa costruirci da soli e da sole gli strumenti per tutelarci, per tutelare gli altri e per trasformare il mondo.

😡Focalizzatevi su ciò che sentite in questo momento. Volete dare ad un sistema politico al collasso il diritto di farvi sentire così? Là fuori c’è un futuro da ricostruire. Organizziamoci.

twc-italia.org/contribute

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informapirata ⁂

non proprio: il taglio dei parlamentari è stato voluto da UNA forza politica ed è stato accettato con (una più o meno ma sempre generalizzata e) compiaciuta sudditanza da tutte le altre.

Quanto alla legge elettorale, PD e M5S avrebbero potuto cambiarla durante il loro governo, ma non l'hanno fatto.

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informapirata ⁂

sì, i 5 stelle durante il governo draghi non solo non hanno mai toccato palla, ma sono stati visibilmente osteggiati, attaccati e ridicolizzato dal governo. Lo sono stati così tanto che le reazioni scomposte e fintamente sorprese su Conte che ha staccato la spina potevano esistere solo all'interno di una stampa prezzolata e falsa.

La possibilità di cambiare la ce l'hanno avuta durante il governo Conte bis

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Molto interessante l'attacco social scatenato contro la #Cina per far credere che il presidente cinese sia stato posto agli arresti domiciliari.
Già solo il fatto che se ne parli sui social cinesi può essere considerato un successo!

#XiJinping #golpe
msn.com/en-in/news/world/xi-ji…

Elezioni politiche 2022: hackerare le elezioni


È importante conoscere quali possono essere i modi per hackerare le elezioni, così come è importante sapere in che modo massimizzare il peso del proprio voto. E in che modo protestare al seggio!

Come saprà chi ci segue sui nostri social, a proposito di queste elezioni abbiamo preso posizione solo in due occasioni: la presentazione della Lista Referendum e Democrazia, una delle più interessanti iniziative di denuncia dell’attuale legge elettorale che pone impedimenti immensi a qualsiasi forza politica non già presente in Parlamento e che addirittura impedisce le coalizioni tra forze che...

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È importante conoscere quali possono essere i modi per hackerare le elezioni, così come è importante sapere in che modo massimizzare il peso del proprio voto. E in che modo protestare al seggio!

informapirata.it/2022/09/24/el…

Il rapporto delle Nazioni Unite avverte del genocidio in stile Ruanda in Etiopia


L’Africa e il mondo stanno assistendo a un genocidio nella regione del Tigray in Etiopia simile a quello in Ruanda nel 1994, hanno avvertito gli…

L’Africa e il mondo stanno assistendo a un genocidio nella regione del Tigray in Etiopia simile a quello in Ruanda nel 1994, hanno avvertito gli investigatori delle Nazioni Unite e gli osservatori locali e regionali.

I gruppi affermano che le forze di difesa nazionale etiopi (ENDF), le forze di difesa dell’Eritrea (EDF) e le milizie alleate (fano) da un lato e le forze del Tigrino hanno separatamente commesso atrocità contro i civili che violano i diritti umani internazionali, le popolazioni del diritto umanitario e penale, con i tigriani che sopportano il peso degli attacchi.

Un rapporto della Commissione internazionale degli esperti sui diritti umani delle Nazioni Unite sull’Etiopia, pubblicato giovedì all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, rivela che sono state commesse violazioni dei diritti da quando sono scoppiati i combattimenti nel Tigray nel novembre 2020.


Report Nazioni Unite: Etiopia, report ONU sui crimini di guerra e violazione dei diritti umani in Tigray


“Il rapporto conclude che ci sono ragionevoli motivi per ritenere che dal 3 novembre 2020 in Etiopia siano state commesse violazioni, come esecuzioni extragiudiziali, stupri, violenze sessuali e fame della popolazione civile come metodo di guerra”, afferma il rapporto.

“La Commissione trova ragionevoli motivi per ritenere che, in diversi casi, queste violazioni equivalgano a crimini di guerra e crimini contro l’umanità”.


Il continuo blocco della regione del Tigray da parte dell’ENDF, che ha bloccato l’accesso a servizi essenziali come cibo, assistenza sanitaria, telefono, banche e assistenza umanitaria limitata, e il bombardamento di terreni agricoli hanno lasciato più di 20 milioni di persone bisognose di assistenza e protezione, hanno detto gli inquirenti.

La commissione delle Nazioni Unite era convinta che il blocco fosse deliberato e che la negazione di cibo e assistenza sanitaria alla popolazione del Tigray viola il divieto di utilizzare la fame dei civili come metodo di guerra, nonché l’obbligo di ciascuna parte in conflitto consentire e facilitare la consegna di aiuti umanitari imparziali.

Betty Murungi, presidente delle Nazioni Unite della Commissione etiope, descrive la crisi umanitaria nel Tigray come “scioccante, sia in termini di portata che di durata”.

“La diffusa negazione e ostruzione dell’accesso ai servizi di base, al cibo, all’assistenza sanitaria e all’assistenza umanitaria sta avendo un impatto devastante sulla popolazione civile e abbiamo ragionevoli motivi per ritenere che rappresenti un crimine contro l’umanità”, ha affermato.

Nel tentativo di scoprire cosa sta succedendo nel Tigray, una regione chiusa ai media locali e internazionali dall’inizio della guerra, Nation.Africa giovedì ha ospitato una discussione su Twitter Space con ricercatori, attivisti per i diritti umani, media ed esperti di sicurezza sul sfide che l’Etiopia deve affrontare.

Dato che la guerra è ripresa il 24 agosto dopo cinque mesi di tregua umanitaria, la maggior parte degli oratori ha convenuto che il mondo non conosce l’esatta sofferenza del popolo del Tigray.

“Quello che il mondo sta ascoltando è fondamentalmente dal lato del governo, che espone solo ciò che crede li favorisca. Non si sa molto della guerra nel Tigray”, ha affermato Basha Desta, un attivista per i diritti umani del Tigray.


Milizie locali


“Per due anni, il popolo ha vissuto un’intensa guerra condotta contro di loro dal governo federale, dall’esercito eritreo e dalle milizie locali di Amhara. Il popolo del Tigray sta combattendo per difendere se stesso e la propria sopravvivenza, a cui ha diritto”.

Secondo Meaza Gebremedhin, ricercatrice e sostenitrice indipendente dei diritti umani, il governo federale sotto il primo ministro Ahmed Abiy ha inizialmente consentito ai giornalisti internazionali di entrare nel Tigray, per poi cacciarli fuori dopo aver denunciato diffuse violazioni dei diritti umani.

“Il governo ha intimidito i media locali e internazionali insistendo sul fatto che la regione del Tigray è una zona di guerra e non possono garantire la loro sicurezza. Quello a cui stiamo assistendo è un genocidio intenzionale, in cui l’Eritreo si è unito al governo federale nel tentativo di sterminare il popolo del Tigray”.

Ha aggiunto: “Ora vogliono invadere tutte le parti del Tigray e stanno usando i droni per attaccare persino ospedali e asili nido oltre al discorso di odio che si sta diffondendo contro la gente del Tigray, comprese le stazioni televisive nazionali”.


Approfondimento: Etiopia, ennesimo attacco aereo dopo report ONU che denuncia il governo di crimini contro l’umanità in Tigray.


Ha sostenuto che il governo ha utilizzato la tregua umanitaria di cinque mesi per riorganizzarsi.
Mentre quelli del Tigray, come il signor Desta, insistono sul fatto che il Tigray People’s Liberation Front (TPLF) è un partito politico che non ha capacità militari, quelli che sostengono il governo federale hanno sostenuto che il TPLF è un’organizzazione criminale che ha innescato la guerra attaccando l’ENDF nel comando settentrionale il 4 novembre 2020.

“Definire TPLF un’organizzazione criminale e vile non equivale a incitamento all’odio, perché TPLF non è il popolo del Tigray, che sono le nostre sorelle e fratelli”, ha affermato MIMI, un cittadino etiope.

L’Eritrea è rientrata in guerra dopo essersi presumibilmente ritirata l’anno scorso, ma gli esperti affermano che le sue forze non hanno mai effettivamente lasciato la regione del Tigray.


Approfondimento: Etiopia, coinvolgimento dell’Eritrea nel nuovo fronte di guerra in Tigray


Ci sono domande sui reali interessi di Asmara nella guerra civile etiope. Alcuni analisti ritengono che il presidente eritreo Isaias Afwerki stia approfittando della situazione per vendicarsi del suo acerrimo nemico, il TPLF, che lo ha frustrato durante i due anni di guerra con l’Etiopia tra il 1998 e il 2000 sulla città di confine di Badme.

Quando il dottor Abiy ha fatto pace con l’Eritrea dopo essere salito al potere nel 2018, molti dei Tigrini hanno visto questo come un segnale inquietante, ha affermato William Davidson, ricercatore senior sull’Etiopia per l’International Crisis Group.

“Il presidente Afwerki ha visto questa come una buona opportunità per [prendersi] vendetta contro il TPLF. Quello che stiamo vedendo è che il nazionalismo del Tigray non può coesistere con il nazionalismo eritreo. Molti nel Tigray vedono l’Eritrea come la vera minaccia e il potere dietro il dottor Abiy”, ha detto.

La presenza delle truppe eritree in Etiopia serve solo a complicare le cose e ad infiammare una situazione già tragica, ha dichiarato Mike Hammer, inviato speciale degli Stati Uniti per il Corno d’Africa, in un briefing sui media digitali il 20 settembre.


Approfondimento: Briefing online dell’inviato speciale degli USA Mike Hammer per il Corno d’Africa [Trascrizione]


Nonostante la pubblicazione del rapporto della Commissione delle Nazioni Unite, ha affermato Davidson, il governo etiope è molto resistente a qualsiasi indagine o processo giudiziario, dato che il governo ha attuato un regime di assedio e ha usato la fame come arma.

“Non ci sarà alcuna forma di cooperazione, anche se il governo ha dichiarato di aver detto che coopererà con indagini indipendenti”, ha affermato.


“Stiamo assistendo a parole su cui si basa il concetto di responsabilità, che si estende anche all’amministrazione regionale del Tigray, anch’essa accusata dalla commissione di aver commesso atrocità. L’unica speranza è che l’agenzia delle Nazioni Unite torni con l’intenzione di trovare qualcuno da incolpare”.

Il dottor Abiy ha istituito una task force interministeriale per indagare sulle accuse di crimini contro l’umanità.

Ha anche istituito una Commissione di dialogo nazionale per risolvere la “differenza di opinioni e disaccordi tra vari leader politici e di opinione, e anche segmenti della società in Etiopia sulle questioni nazionali più fondamentali … attraverso un dialogo pubblico inclusivo e ampio che genera consenso nazionale” .

Tuttavia, gli investigatori delle Nazioni Unite e i relatori del forum Nation Twitter Space hanno concordato sul fatto che i passi compiuti dall’amministrazione di Addis Abeba sembrano essere semplici “esercitazioni di pubbliche relazioni”, con la squadra delle Nazioni Unite che non regge nella loro composizione e nell’esecuzione dei loro mandati.

Sulla commissione interministeriale, gli inquirenti hanno affermato: “La Commissione non è stata in grado di corroborare il numero di interviste, procedimenti giudiziari, processi e condanne; né che siano in corso le misure di riparazione nei confronti delle vittime.

“Il progetto di nuova politica di giustizia di transizione, sebbene un’iniziativa potenzialmente importante, non è pubblico né è stato condiviso con la Commissione. La Commissione non è stata inoltre in grado di confermare che sia in corso la formazione degli investigatori o del personale militare”.

Il team ha riscontrato che il processo di giustizia di transizione, che dovrebbe essere trasparente e aperto al pubblico, è opaco.

Nel suo rapporto, la Commissione ha affermato: “L’IMTF non ha incluso informazioni critiche sulla trasparenza nella presentazione del suo lavoro, come informazioni sulle etnie e sui generi degli intervistati o delle persone condannate; le modalità con cui ottiene informazioni preliminari sugli eventi in Tigray; e come sta ottenendo informazioni dalle vittime e dai testimoni che hanno lasciato il Paese”.

Il dottor Muliro Nasongo, docente di relazioni internazionali e sicurezza presso l’Università tecnica del Kenya, ha affermato che il continuo conflitto in Etiopia fa presagire male per la stabilità del Corno d’Africa.

Ha osservato che l’Etiopia non è un qualsiasi altro paese africano in quanto ospita le sedi di organismi regionali e continentali, inclusa l’Unione africana.

Se l’Etiopia si disintegra in piccoli stati, ha detto, avrebbe un effetto domino su paesi che sono stati federali come la Somalia.

In secondo luogo, potrebbe esacerbare il problema dei rifugiati nella regione e vedere un aumento di reati transnazionali come il riciclaggio di denaro e il traffico di esseri umani e di droga che alimenta il terrorismo.

“Si sperava che la stabilità in Etiopia e Kenya avrebbe consolidato la Somalia e il Sud Sudan perché Khartoum è già fragile. L’instabilità in Etiopia contribuirà all’estremismo violento che contribuisce al terrorismo”, ha affermato.

La principale preoccupazione del dottor Nasongo è che la regione affronti la questione degli interessi regionali delle potenze globali che cercano risorse in Africa, dato che l’Etiopia è uno degli epicentri.

Dice che gli Stati Uniti, la Cina e i paesi del Medio Oriente hanno una mano in quello che sta succedendo in Etiopia.

“Sebbene potremmo trattare l’Etiopia con i guanti bianchi perché è un importante alleato nella guerra contro il terrorismo, c’è la sfida che la maggior parte dei paesi africani soffre, perché per gli attori globali, lo stato e la stabilità del paese sono più importanti più di ogni altra cosa, quindi altri aspetti come le violazioni dei diritti umani potrebbero essere trascurati”, ha affermato il dottor Nasongo.


FONTE: nation.africa/africa/news/un-r…


tommasin.org/blog/2022-09-24/i…

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“Ecco perché con il Rosatellum il voto non è libero né diretto”: a TPI parla l’avvocato Felice Besostri. L'intervista di Federica Colli Vignarelli su TPI


L'ex senatore dei Ds, Felice Besostri ha coordinato i ricorsi che hanno portato all’abrogazione parziale delle due leggi elettorali precedenti, Porcellum e Italicum. A TPI spiega perché secondo lui anche il Rosatellum contiene principi di incostituzionalità

L'articolo di Federica Colli Vignarelli su TPI continua qui

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Questa ragazza si chiama Lorena e ogni sabato sarà in piazza Verdi a #Como, dalle 16 alle 18 per ricordare, in maniera visuale, la condizione in cui versa il giornalista, hacker ed editore Julian #Assange all'interno della cella della prigione di #Belmarsh (Londra), nella quale è rinchiuso da oltre 3 anni!

#FreeAssange

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"l’habeas mentem, quale presupposto della libertà di autodeterminazione"

L'illuminante definizione del presidente del #GarantePrivacy che ha arricchito l'evento #StateOfPrivacy 2022, culminato nella firma del “Manifesto di Pietrarsa”

key4biz.it/stanzione-garante-p…

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L'istanza #Bonfire è stata appena aggiornata con una nuova versione!


È stato appena aggiornata l'istanza #Bonfire con una nuova versione. Le novità includono:

  • Un'app di coordinamento di base (lista di cose da fare in collaborazione)
  • Un layout e una navigazione aggiornati incluso un commutatore di app

L'app di coordinamento è la prima di molte basate sul vocabolario di Valueflo per la cooperazione economica. Si sta anche anche pianificando di interoperare con i vari progetti #ForgeFederation per usarlo come tracciatore di problemi per i progetti #FOSS.

Breyer on Europol lawsuit: Courts must protect us where politics is hostile to fundamental rights


The European Data Protection Supervisor (EDPS) is going to court over the EU’s attempt to retroactively legalise large amounts of data Europol illegally collected on unsuspected citizens, … https://edps.europa.eu/system/files/2022-09/EDPS-2022-23-EDPS-re

The European Data Protection Supervisor (EDPS) is going to court over the EU’s attempt to retroactively legalise large amounts of data Europol illegally collected on unsuspected citizens, including mobile phone and air traveller data. The EDPS is reacting to the heavily criticised Europol reform, which has given the agency broad powers since June 2022.

Member of the European Parliament Patrick Breyer (Pirate Party), a substitute member of the Europol supervisory body JPSG in the European Parliament, welcomes the decision:

“The data protection commissioner’s action against Europol is important and without alternative. For years, the police authority has illegally collected massive amounts of data on millions of unsuspected individuals, which were transmitted by national authorities. And politicians believe that they can now legitimise this bulk collection mania with the stroke of a pen. The controversial reform has already given Europol far too much control over innocent EU citizens. Now, the deletion of the absurd amount of 4 petabytes of data will need to be ordered by the courts.

It’s true that police cooperation in Europe is of vital importance, but it needs to respect the rule of law. After, due to these vast data pools, millions of innocent citizens risk being wrongfully suspected of a crime just because they were in the wrong place at the wrong time. I am confident that the courts will protect us where politics is acting hostile to fundamental rights.”


patrick-breyer.de/en/breyer-on…

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Lavoro: i partiti in campagna elettorale si sono dimenticati (quasi tutti, ndr) dello smart working
Di Alfredo #Ferrante su #ValigiaBlù
valigiablu.it/smart-working-el…

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Briefing online dell’inviato speciale degli USA Mike Hammer per il Corno d’Africa [Trascrizione]


U.S DIPARTIMENTO DI STATO – 20 settembre 2022 Briefing online speciale L’ambasciatore Mike Hammer Inviato speciale degli Stati Uniti per il Corno d’Africa 20 settembre…

youtube.com/embed/hUmJyv46PI8?…

U.S DIPARTIMENTO DI STATO – 20 settembre 2022

Briefing online speciale

L’ambasciatore Mike Hammer

Inviato speciale degli Stati Uniti per il Corno d’Africa

20 settembre 2022

Hub dei media regionali dell’Africa

MODERATORE: Buon pomeriggio a tutti dall’Africa Regional Media Hub del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Vorrei dare il benvenuto ai nostri partecipanti da tutto il continente e ringraziare tutti voi per aver preso parte a questa discussione. Oggi siamo molto lieti di essere raggiunti dall’inviato speciale degli Stati Uniti per il Corno d’Africa, Mike Hammer. L’inviato speciale Hammer discuterà del suo recente viaggio nella regione a sostegno degli sforzi dell’Unione africana per avviare colloqui volti a porre fine al conflitto nell’Etiopia settentrionale. Si unisce a noi da New York City.

Inizieremo la telefonata di oggi con il commento di apertura dell’inviato speciale Hammer, quindi passeremo alle tue domande. Cercheremo di raggiungerne il maggior numero possibile durante il tempo che abbiamo.

Come promemoria, il briefing di oggi è registrato e, con ciò, lo consegnerò all’inviato speciale Hammer. Penso che tu sia muto.

AMBASCIATORE HAMMER: Grazie. Spero che ora tu possa sentirmi. Un piccolo difetto tecnico. Grazie mille, Tiffany, per aver organizzato questa chiamata al centro multimediale e grazie a tutti per aver partecipato, qui negli Stati Uniti, in tutto il continente o ovunque voi siate. Spero che nel corso del mio mandato avrò la possibilità di incontrare alcuni di voi se non tutti di persona. Il lavoro che svolgete come giornalisti è fondamentale e importante non solo per il continente ma per la democrazia in generale, e apprezzo molto il vostro interesse.

Come accennato da Tiffany, parlerò del mio recente viaggio, ma volevo solo iniziare, poiché questa è la mia prima opportunità per impegnarmi con tutti voi, per notare che la politica degli Stati Uniti nei confronti del continente e dell’Unione africana è stata definita molto chiaramente dal presidente Biden nel suo video al vertice dell’UA nel febbraio del 2021, dove ha affermato molto chiaramente che gli Stati Uniti vogliono collaborare ed essere di sostegno all’Unione africana, ai nostri partner africani, poiché si cercano soluzioni africane per affrontare l’Africa i problemi.

Probabilmente avete letto con grande interesse la recente Strategia di sicurezza nazionale per l’Africa, pubblicata ad agosto. E quindi il mio lavoro come inviato speciale è quello di rafforzare ciò nelle attività in cui gli Stati Uniti sono coinvolti nel Corno d’Africa.

Come forse saprai, questo recente viaggio è il mio terzo viaggio nella regione da quando ho iniziato come inviato speciale. Sono stato in grado di andare a giugno in Etiopia, e poi ho viaggiato in – beh, in Egitto, in Etiopia e negli Emirati Arabi Uniti, e ho anche avuto alcuni impegni sudanesi su GERD nel mio secondo viaggio in luglio-agosto, e poi sono appena tornato da un viaggio iniziato il 5 settembre e terminato lo scorso venerdì 16.

Quest’ultimo viaggio è stato molto incentrato sul tentativo di convincere le parti, l’autorità regionale del Tigrano e il governo dell’Etiopia, a smettere di combattere e ad accettare e partecipare a un processo di colloqui di pace guidato dall’UA, come è nostra ferma convinzione – e uno che è stato affermato dalle parti – che non esiste una soluzione militare al conflitto. Il popolo etiope ha già sofferto troppo ed è di fondamentale importanza che le parti partecipino, ancora una volta, a un solido processo guidato dall’Africa. Potrebbero esserci domande su come sta prendendo forma, ma il mio impegno diplomatico si è concentrato principalmente sul tentativo di vedere cosa potremmo fare per portare avanti gli sforzi guidati dall’Unione africana.

E in particolare, mentre ero ad Addis, ho avuto l’opportunità di impegnarmi con i livelli più alti del governo etiope, di ascoltare le loro problematiche, di provare a lavorare con il governo in termini di come potremmo portare avanti i colloqui di pace ; e allo stesso modo è stato in grado di impegnarsi con i rappresentanti dell’Autorità regionale del Tigray per cercare, ancora una volta, di sollecitare la cessazione delle ostilità e certamente di avviare immediatamente i colloqui di pace.

Abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con l’Alto rappresentante Obasanjo insieme al mio collega, il nostro abile e talentuoso ambasciatore presso l’Unione africana Jessye Lapenn, in più occasioni. Abbiamo anche parlato con il presidente Faki e il suo team e abbiamo avuto l’opportunità di coinvolgere anche le mie controparti delle Nazioni Unite, l’SRSG Hanna Tetteh, nonché l’inviata speciale dell’UE Annette Weber. Insieme alla mia collega, l’incaricata d’affari ad Addis, Tracey Jacobson, abbiamo anche fatto un giro di impegni molto soddisfacente, ancora una volta, incentrati sul tentativo di portare avanti un processo di pace che possa produrre il tipo di pace duratura che tutti gli etiopi desiderano .

Dovrei essere chiaro che la politica degli Stati Uniti, come probabilmente saprai, è che gli Stati Uniti sono impegnati per l’unità, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Etiopia e che i nostri unici obiettivi sono cercare la pace e fornire assistenza umanitaria a tutti gli etiopi in bisogno, compresi coloro che soffrono di una grave siccità. E quindi lo facciamo in uno spirito di collaborazione e amicizia e cercando di affrontare alcune questioni molto difficili e complesse, ma rimaniamo piuttosto preoccupati per il fatto che i combattimenti siano in corso e infatti questa settimana qui alle Nazioni Unite, insieme al mio collega, l’Assistente Segretario Molly Phee, anch’essa a Nairobi per l’inaugurazione del presidente Ruto, sta lavorando con una serie di altri partner, partner internazionali, per, ancora una volta, esortare le parti a dialogare. Non c’è altra via praticabile da seguire.

E state certi che gli Stati Uniti sono impegnati diplomaticamente ai massimi livelli, a più livelli e con molti dei miei colleghi del Dipartimento di Stato, per provare a vedere come lavorare di concerto con l’Unione Africana e, ancora, coloro che sono interessati a perseguire la pace nel Corno, come possiamo avanzare su queste questioni.

Quindi lasciatemi fermare qui perché so che ci sono una moltitudine di domande, che sarò felice di occupare per il tempo che abbiamo, e se non le risolviamo tutte in questa occasione confido che ci saranno altre opportunità per noi di scambio su questi temi di grande importanza nella speranza che, ancora una volta, siamo in grado di avviare un processo che produca dividendi per il popolo etiope, che metta fine a circostanze orribili e sofferenze in modo che tutti gli etiopi può godere di un futuro migliore. Grazie mille.

MODERATORE: Grazie, inviato speciale Hammer. Inizieremo ora la parte di domande e risposte della chiamata di oggi. Vi chiediamo di limitarvi a una domanda relativa al tema del briefing di oggi: il recente viaggio dell’inviato speciale nella regione a sostegno degli sforzi dell’Unione africana per avviare colloqui volti a porre fine al conflitto nel nord dell’Etiopia. Il briefing è molto completo. A titolo di cortesia per i tuoi colleghi giornalisti, per favore mantieni le tue domande succinte.

La nostra prima domanda è stata avanzata in anticipo da Tsedale Lemma dell’Addis Standard , che chiede: “Quale leva diplomatica è rimasta agli Stati Uniti per portare i due belligeranti ai colloqui – per colloqui sulla risoluzione pacifica della guerra che non hanno schierato nel passato?”

AMBASCIATORE HAMMER: Bene, grazie mille, Tsedale. Apprezzo la tua domanda. Non è tanto una questione di leva che gli Stati Uniti portano. Penso che ciò che abbiamo visto, date le nostre relazioni storiche e la nostra partnership strategica con l’Etiopia, ci sia praticamente un’ottima comprensione del fatto che possiamo essere un intermediario onesto, che possiamo aiutare le parti a unirsi in un ruolo di supporto dell’Unione africana. Potresti aver visto che il presidente Obasanjo il 4 agosto, dopo un incontro, ha chiarito che il processo guidato dall’UA sarebbe stato accompagnato da altri partner, partner internazionali, compresi gli Stati Uniti. Ha menzionato l’UE; ha menzionato l’IGAD e l’ONU.

Quindi penso che ciò che è importante qui è che le parti riconoscano che gli Stati Uniti stanno cercando di servire i loro migliori interessi, i migliori interessi dell’Etiopia, che è, ancora una volta, avviare un processo che consenta loro attraverso il dialogo di risolvere problemi eccezionali e complessi e questioni politiche difficili; che i combattimenti non produrranno la vittoria per nessuna delle due parti e che, quindi, l’obiettivo deve essere quello di fermare i combattimenti, garantire la fornitura di assistenza umanitaria, guardare al ripristino dei servizi e poi, ovviamente, vedere come quei duri le questioni politiche che solo gli etiopi possono decidere vengono affrontate attraverso il dialogo.

MODERATORE: Grazie mille. La nostra prossima domanda andrà in diretta a Nick Schifrin della PBS negli Stati Uniti. Operatore, puoi aprire la linea?

AMBASCIATORE HAMMER: Ciao, Nick.

DOMANDA: Ehi, Mike. Come stai? Grazie mille per averlo fatto. Bello vederti. Grazie. Grazie a tutti.

AMBASCIATORE HAMMER: Bello per… beh, bello vederti virtualmente, immagino. Speriamo di incontrarci da qualche parte.

DOMANDA: Assolutamente.

AMBASCIATORE HAMMER: Sei qui a New York?

DOMANDA: Sì, sì, sarò sveglio entro domani, quindi ti mando un messaggio. Lo apprezzo.

AMBASCIATORE HAMMER: Suona bene.

DOMANDA: Quindi, come sapete, gli eritrei – scusate, i tigrini hanno annunciato oggi che l’Eritrea ha lanciato quello che i tigrini chiamano un assalto o mobilitazione su vasta scala. È qualcosa che stai vedendo, uno? E due, di cosa è un segno? Cosa stai, cosa temi che accada dopo e qual è il tuo messaggio ad Addis se, davvero, gli eritrei sono di nuovo in movimento? Grazie.

AMBASCIATORE HAMMER: Grazie mille, Nick. Sì, abbiamo seguito i movimenti delle truppe eritree attraverso il confine. Sono estremamente preoccupanti e lo condanniamo. Tutti gli attori stranieri esterni dovrebbero rispettare l’integrità territoriale dell’Etiopia ed evitare di alimentare il conflitto. Non potremmo essere più chiari. L’abbiamo detto più volte. Incoraggeremo coloro che potrebbero essere in grado di comunicare direttamente con Asmara che questo è di estrema preoccupazione e deve cessare. Non ho intenzione di sporgermi in avanti in termini di altre misure che potremmo essere in grado di intraprendere, ma in realtà questo è un conflitto di cui hanno sofferto molto gli etiopi, i tigrini, gli afari, gli amhariani. E la presenza di truppe eritree in Etiopia serve solo a complicare le cose e ad infiammare una situazione già tragica.

MODERATORE: Grazie. La nostra prossima domanda andrà a Giulia Paravicini di Reuters in Etiopia. Puoi aprire la linea, per favore? Sono 6-1-1-5-2-5 – 5-2-1-5. La tua linea è aperta.

DOMANDA: Mi senti adesso?

AMBASCIATORE HAMMER: Sì, posso.

DOMANDA: Ciao, Mike. Ciao, ambasciatore. Come stai?

AMBASCIATORE HAMMER: Bene, bene. Grazie per aver chiamato.

DOMANDA: Quindi ho una domanda, che è se lei può confermare che i colloqui tra le parti hanno avuto luogo a Gibuti e, in caso affermativo, cosa è stato ottenuto? E come ha chiesto il collega prima di me, chiaramente è in corso un’offensiva, quindi pensi davvero che le parti negoziali o almeno il governo etiope ei suoi alleati siano ancora interessati ai colloqui di pace?

AMBASCIATORE HAMMER: Rispondo prima alla seconda parte. Abbiamo visto dopo che l’autorità regionale del Tigray ha pubblicato una lettera, una dichiarazione sull’11 settembre, che è stato anche il nuovo anno dell’Etiopia, che sono pronti ad avviare colloqui e in effetti si sono offerti di rispettare una cessazione delle ostilità reciprocamente accettabile. Successivamente, abbiamo visto dichiarazioni del governo etiope ripetere e ribadire la loro precedente posizione secondo cui sono pronti ad andare ai colloqui ovunque e in qualsiasi momento. E prendiamo entrambi in parola, nel senso che sono impegnati a cercare di trovare una soluzione pacifica. Naturalmente, la continua escalation della violenza è estremamente preoccupante e li esortiamo a smettere di combattere e ad avviare i colloqui.

Per quanto riguarda la tua prima domanda, apprezzo l’interesse. Come probabilmente capirete, gli Stati Uniti sono molto attivamente coinvolti diplomaticamente nel tentativo di portare le parti ai colloqui e non sarò nella posizione di condividere ogni elemento dei nostri sforzi. Ma state tranquilli, stiamo facendo quello che stiamo facendo nella piena aspettativa che le parti vogliano trovare una via da seguire per arrivare al dialogo e ai nostri sforzi, in particolare nel periodo in cui sono stato lì ad Addis Abeba e continueremo questa settimana , sta collaborando con l’Unione africana che sta prendendo decisioni sul modo migliore per avviare questo processo di pace. C’è l’Alto Rappresentante Obasanjo; Capisco che altri mediatori potrebbero essere coinvolti per rafforzare lo sforzo. Come ho già detto, stanno cercando di avere partner internazionali come gli Stati Uniti per accompagnare questo sforzo.

E quindi avremo altri incontri qui a New York, che spero saranno produttivi, anche con l’Unione africana e altri, per vedere come possiamo proporre attraverso l’UA un processo di pace fattibile e solido che dia fiducia alle parti e ciò consentirà loro di sedersi dall’altra parte del tavolo e di elaborare alcune delle loro differenze politiche.

Ma ancora una volta, il coinvolgimento di attori stranieri serve solo ad esacerbare la crisi e portare a crescenti sofferenze per gli etiopi. Quindi li invitiamo a smettere.

MODERATORE: Grazie. La nostra prossima domanda è in diretta da AFP, Nick Perry in Kenya, credo. Potresti aprire la linea, per favore? La tua linea è aperta.

DOMANDA: Ciao, Mike. Riesci a sentirmi?

AMBASCIATORE HAMMER: Sì, possiamo. Ciao, Nick.

DOMANDA: Ciao. Sì, ciao, ambasciatore. Grazie mille per il briefing di oggi. Volevo dare un seguito in generale, hai incontrato il più alto livello di governo, ma anche funzionari del Tigray e attori internazionali, l’AU. Che senso ha l’ottimismo sul fatto che questi discorsi si stiano effettivamente avvicinando alla realizzazione? C’è stata molta retorica sulla speranza che – o sull’incoraggiare gli eritrei a ritirarsi e chiedere la cessazione delle ostilità, ma come hanno sottolineato i miei colleghi, in realtà si sta solo andando nella direzione opposta. Puoi darci un’idea di quanto è probabile che i negoziati avranno effettivamente successo? C’è la convinzione che entrambe le parti siano sinceramente impegnate in un processo di pace? Grazie.

AMBASCIATORE HAMMER: Sì, grazie mille, Nick. Apprezzo la domanda. È positivo in quanto alla fine della giornata è difficile determinare quale sia il vero intento delle parti, ma possiamo – dobbiamo prenderli in parola quando dicono che sono impegnati a cercare di trovare una soluzione pacifica a questo. E anche noi siamo realisti. Tutto ciò che possiamo fare in quanto gli Stati Uniti stanno lavorando con i nostri partner internazionali, con l’Unione africana, per fornire loro un veicolo per essere in grado di affrontare questi problemi. Le due parti si conoscono molto bene.

Questi problemi sono difficili ma non dovrebbero richiedere la guerra. E continuerò a provare. È mio mandato farlo dal Segretario di Stato, dalla Casa Bianca, fare tutto il possibile nel nostro arsenale diplomatico per cercare di renderlo possibile. E penso sia quello che state vedendo: impegno a tutti i livelli, come ho detto, con la nostra sottosegretaria Molly Phee in regione per l’inaugurazione di Ruto, ora di nuovo qui; ieri abbiamo avuto una serie di incontri qui a New York; abbiamo un programma completo. E quindi no, nessuno di noi ha una sfera di cristallo ed è molto difficile da prevedere. Ma quello che posso riposare – vi assicuro è che stiamo lavorando intensamente su questo tema non solo con le parti, ma in coordinamento con un certo numero di nostri stretti partner e alleati, sia nel continente, nella regione, sia in Europa.

E quindi penso che tu abbia visto molte dichiarazioni di altri governi che esortavano allo stesso modo. Penso che ci sia un coro di appelli per l’avvio di colloqui di pace e speriamo che le parti prendano decisioni coraggiose per fermare i combattimenti sul campo di battaglia e sedersi dall’altra parte del tavolo per il bene di tutti gli etiopi. E penso che più sentono che c’è supporto internazionale per un solido processo che può aiutare a portare quella pace, più è probabile che si spera che abbandonino qualsiasi pensiero di continuare a perseguire i loro obiettivi attraverso mezzi militari.

MODERATORE: Grazie. La nostra prossima domanda andrà in diretta a Mohammed Tewekel di Al Jazeera. Puoi aprire la linea, per favore?

DOMANDA: Una domanda.

MODERATORE: Jazeera. È l’ultimo. Grazie, la tua linea è aperta. Può riattivare l’audio, signor Tawakal?

DOMANDA: Pronto? (Impercettibile), parlerò a nome del signor Tewekel dell’ufficio di Al Jazeera.

AMBASCIATORE HAMMER: Va bene, possiamo sentirti.

DOMANDA: Ambasciatore, (non udibile).

DOMANDA: Salve, ambasciatore. Grazie per questo, per averci permesso di partecipare a questa conferenza stampa. La nostra domanda è la seguente. Il primo è, qual è la soluzione – qual è la soluzione degli Stati Uniti alla crisi che sta attraversando in Etiopia? E la nostra seconda domanda è: qual è il coordinamento tra gli Stati Uniti e l’UA quando si arriva a risolvere questa guerra? E in terzo luogo, perché l’attenzione su questa guerra da parte della comunità internazionale è maggiore rispetto a quando ci sono altre crisi in corso in Africa?

AMBASCIATORE HAMMER: Grazie mille per la domanda. Solo per la cronaca, quando Al Jazeera fa reportage, dovrebbero assicurarsi di ottenerlo accuratamente. Hanno dato al mio predecessore, David Satterfield, molta aria in termini di continuare questi sforzi. Amo David, ma è in pensione, quindi ora sono io. Sono solo – in ogni caso, questo è solo un vantaggio per assicurarsi che la segnalazione sia fattuale e accurata, soprattutto quando è facile da verificare.

In termini di – penso che la tua domanda sia fuori luogo in termini di quale sia la soluzione degli Stati Uniti. La soluzione deve venire dagli etiopi. È il loro paese. Tutto ciò che possiamo fare come Stati Uniti è incoraggiarli a lavorare per risolvere diplomaticamente queste difficili differenze attraverso il dialogo, ed è quello che stiamo facendo. Vediamo il grande potenziale dell’Etiopia, un’Etiopia in cui tutti gli etiopi possono prosperare. E questo è il tipo di partnership strategica che avevamo con l’Etiopia prima che questo conflitto iniziasse nel novembre del 2020.

E quindi, se i partiti sono in grado di prendere la dura decisione di fermare le ostilità, di avviare un dialogo, allora saranno in una posizione migliore per porre fine alle sofferenze del loro popolo e quindi cercare di fare progressi, come accade nella maggior parte delle democrazie, attraverso il dialogo e con mezzi pacifici.

In secondo luogo, per quanto riguarda il coordinamento tra USA e UA, non potrebbe essere più stretto – ancora una volta, grazie all’ottimo lavoro del nostro ambasciatore presso l’Unione africana Jessye Lapenn, abbiamo avuto più incontri con alti dirigenti dell’Unione africana. Abbiamo un dialogo continuo. In effetti, mentre venivo qui, stavo ricevendo una chiamata da qualcuno dell’UA. Non ho potuto rispondere alla sua chiamata perché dovevo occuparmi di questa faccenda di questa importante conferenza stampa, ma appena tutto sarà finito lo richiamerò. E penso che ci sia un grande spirito di partenariato – partenariato che il presidente Biden ha offerto al suo ingresso in carica e un partenariato che intendiamo cercare di fornire a sostegno dell’Unione africana. E quindi c’è un’ottima comunicazione, un’ottima comprensione di ciò che stiamo cercando di fare, ed è solo attraverso il nostro lavoro collettivo che abbiamo la possibilità che le parti si impegnino e, si spera, portino la pace, che è nel loro migliore interesse. Devono rendersi conto che con la pace arriva la prosperità. I combattimenti porteranno solo miseria.

MODERATORE: Grazie. Vorrei leggere una domanda che è stata presentata in anticipo da Mohamed Maher del quotidiano Al-Masry Alyum in Egitto. Chiede: “Ambasciatore Hammer, hai visitato gli Emirati Arabi Uniti. In che modo gli Emirati Arabi Uniti possono aiutare a stabilizzare il Corno d’Africa?”

AMBASCIATORE HAMMER: Grazie per la tua domanda, Mohamed. E sì, ho visitato gli Emirati Arabi Uniti e in effetti ho consultazioni con altri governi mediorientali. È davvero importante che lavoriamo tutti insieme, ancora una volta, per incoraggiare le parti a vedere che la pace e la stabilità possono portare sviluppo economico e condizioni migliori per gli etiopi e per i popoli del Corno. E apprezziamo molto le nostre discussioni con i nostri amici e partner degli Emirati. Portano il loro punto di vista e comprendono la regione estremamente bene, ed è solo grazie a noi che lavoriamo tutti insieme, sperando di portare le nostre prospettive nell’aiutare le parti a capire come risolvere al meglio le loro divergenze ai colloqui di pace, che allora potremmo avere successo .

Ma ho molto apprezzato i loro impegni, ovvero gli Emirati, i sauditi e altri che sono interessati a vedere che la pace metta radici in Etiopia. E ovviamente, come ho già detto, parte del mio mandato consiste anche nel cercare di incoraggiare le parti a raggiungere un accordo GERD che serva gli interessi di tutti e tre i paesi: Etiopia, Sudan ed Egitto. E ancora, un tale accordo sarebbe anche qualcosa che porterebbe stabilità alla regione e sarebbe importante in termini di opportunità per maggiori investimenti economici e sviluppo, che, ancora una volta, serve tutti e tre i paesi.

MODERATORE: Grazie. Prenderemo una domanda dal vivo da Zayid al-Harari (ph), che credo sia con Al Araby TV in Etiopia. Operatore, può aprire la linea, per favore? Sì, ecco qua. Puoi parlare ora.

DOMANDA: (In arabo.)

MODERATORE: Mi scusi, signor al-Harari, se desidera porre una domanda in arabo, purtroppo possiamo ospitare solo traduzioni scritte. Quindi, per favore, scrivi la domanda in arabo nelle domande e risposte e la leggeremo ad alta voce. Grazie mille.

Successivamente andremo da Peter Fabricius dal Sud Africa. Operatore, può aprire la linea, per favore?

DOMANDA: Ciao. Grazie, Tiffany. Grazie, ambasciatore Hammer. Volevo farle una domanda che ho sentito da un esperto etiope su questo argomento che i Tigrini non sono molto contenti del signor Obasanjo come mediatore poiché lo considerano troppo vicino agli etiopi. Mi chiedevo se potevi affrontare quel problema, quella domanda. È vero ed è – voglio dire vero, perché è il sentimento dei Tigray e, in tal caso, c’è una soluzione a questo?

E se posso anche chiederti, quale vedi come la causa di questa nuova esplosione di guerra dopo nove mesi circa di relativa calma e pace? Grazie.

AMBASCIATORE HAMMER: Sì, grazie mille, Peter. Davvero, per le opinioni del Tigrino sul processo guidato dall’UA e le personalità coinvolte, devo davvero rimandare a loro per esprimersi. So che si sono espressi pubblicamente in precedenza. Vorrei sottolineare la loro dichiarazione dell’11 settembre che chiarisce che sono pronti ad andare a colloqui sotto l’UA, e lo accogliamo con favore. Ancora una volta, penso: so che entrambe le parti vogliono garantire un processo di pace solido e credibile, ed è ciò che gli Stati Uniti stanno lavorando per sostenere mentre l’UA mette insieme come questi colloqui potrebbero andare avanti.

Sul perché del più recente scoppio delle ostilità, ancora una volta, penso che le parti rimangano in una situazione di stallo, risolvibile solo attraverso colloqui, e purtroppo le ostilità sono riprese. Ora, quando ho visitato Mekele insieme ad altri colleghi il 2 agosto, le autorità tigriane erano molto chiare sul fatto che si stavano preparando per potenziali ostilità se non ci fosse stato un ripristino dei servizi poiché stavano sostenendo che i tigrini stavano soffrendo gravemente. Voglio dire, non sono solo i Tigrani; infatti, anche gli Afar e gli Amhara sono privi di servizi.

E quindi questo, ancora una volta, sta andando alle questioni fondamentali che devono essere affrontate, e ciò che ho apprezzato dal governo etiope è che ha riconosciuto la propria responsabilità nel cercare di fornire servizi a tutti gli etiopi. Ma per farlo è necessario un ambiente favorevole. Hai bisogno di un ambiente di sicurezza favorevole. E il modo migliore per arrivarci è, ovviamente, concordare una cessazione delle ostilità per elaborare le modalità di ripristino dei servizi, e ciò dovrebbe essere fatto in breve tempo ed è quello che abbiamo sollecitato.

Ancora una volta, non posso dirlo abbastanza: non esiste una soluzione militare a questo conflitto, e prima entrambe le parti lo riconosceranno, prima saremo su una strada migliore verso la pace.

MODERATORE: La nostra prossima domanda va in diretta ad Ashenafi Endale da The Reporter in Etiopia. Operatore, apra la sua linea, per favore.

DOMANDA: Ciao, mi senti?

AMBASCIATORE HAMMER: Non molto bene. Potresti per favore parlare?

DOMANDA: Va bene. Salve, ambasciatore. Mi senti ora?

AMBASCIATORE HAMMER: Un po’ meglio, sì.

DOMANDA: Va bene. Grazie mille. Quindi ho solo una domanda. Gli Stati Uniti stanno valutando di riprendere i disegni di legge delle sanzioni preparati in precedenza alla luce del perdurare del conflitto e (non udibile) le due parti non si sono presentate al tavolo dei negoziati?

AMBASCIATORE HAMMER: Penso di aver sentito più o meno la tua domanda. State tranquilli, ancora una volta, gli Stati Uniti stanno esaminando una serie di opzioni per incoraggiare le parti ad avviare colloqui di pace. E voglio concentrarmi solo sul positivo che può derivarne. E mentre ovviamente c’è sempre un’opzione di sanzioni disponibile e non esiteremo a sanzionare coloro che meritano di essere sanzionati, in questo momento il nostro – gran parte della nostra attenzione è, ancora una volta, su questi intensi sforzi diplomatici che l’UA sta intraprendendo, che i miei colleghi, i colleghi internazionali si stanno impegnando, che noi come gli Stati Uniti ci stiamo impegnando in una questione, si spera, in breve tempo, ad avviare quei colloqui e arrivare a una cessazione delle ostilità e garantire, ancora una volta, un ambiente favorevole per cercare di risolvere queste questioni pacificamente.

MODERATORE: La prossima domanda è a Fred Harter, in diretta dal Times di Londra ad Addis. Operatore, può aprire la linea, per favore?

DOMANDA: Ciao, mi senti?

AMBASCIATORE HAMMER: Possiamo sentirti, sì, Fred.

DOMANDA: Ottimo. Grazie mille per il briefing, ambasciatore. La mia domanda fa seguito ad alcune delle altre. Lei ha affermato che entrambe le parti hanno espresso una preferenza per un solido processo di pace e che è necessario creare un’atmosfera favorevole per ripristinare i servizi. Mi stavo solo chiedendo se potresti dirci, nelle tue discussioni con entrambe le parti, quali sembrano essere i principali ostacoli in questo momento verso la fine delle ostilità e l’arresto dei combattimenti?

MARTELLO AMBASCIATORE: Sì, grazie, Fred. È una questione di fiducia, fiducia e fiducia. Non c’è fiducia da nessuna delle due parti che ci si possa fidare dell’altra, ed è per questo che possiamo sperare di riunirli sia attraverso gli sforzi guidati dall’UA, attraverso gli sforzi degli Stati Uniti, attraverso gli sforzi degli altri. Lo sono: in pratica le due parti erano una volta una famiglia e le controversie tra le famiglie possono essere molto aspre. Ma devi pensare a tutte le persone che stanno soffrendo, che sono vittime di questo conflitto, e dare la possibilità di costruire fiducia reciproca e fiducia sufficiente che porti a passi graduali da entrambe le parti per garantire, ancora una volta, la fine ai combattimenti e per arrivare a una situazione come quella che abbiamo avuto almeno durante la tregua umanitaria, che è stata significativa nel governo che l’ha offerta e nel TPLF che l’ha rispettata,

E mentre ci sono voluti diversi mesi, era arrivato a un livello decente e il carburante aveva finalmente iniziato a fluire nel Tigray che avrebbe consentito un’ulteriore distribuzione a tutti coloro che ne avevano bisogno, quando, poi, le ostilità sono riprese e abbiamo avuto quello sfortunato incidente del sequestro di 12 camion di carburante – WFP da parte del TPLF. E anche questo deve essere affrontato.

Ma state certi che noi, come Stati Uniti e altri, continueremo i nostri sforzi per cercare di aiutare le parti a costruire un po’ di fiducia, in modo che possano essere fiduciosi che, con il sostegno della comunità internazionale, gli impegni presi saranno impegni rispettati e quello che comincerà – di nuovo, avviaci lungo una strada verso la pace.

MODERATORE: Abbiamo tempo per due domande. Ne faremo uno dal vivo da Samuel Tamene di EBS Television. Operatore, può aprire la linea, per favore? Ha sede in Etiopia. Samuel Tamene, se riesci a riattivare l’audio, sei aperto a parlare.

Ok, penso che mentre lo risolviamo leggerò una domanda che è stata inviata in anticipo dal signor Vincent Léonard di RFI Africa Service in Francia. Sta chiedendo dell’ONU. Chiede: “Per quanto riguarda l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, c’è un’iniziativa degli Stati Uniti sull’Africa? Macron sta facendo pressioni sul Sudafrica per fornire supporto politico e diplomatico alla posizione occidentale sull’Ucraina. Gli Stati Uniti stanno facendo lo stesso?”

AMBASCIATORE HAMMER: Bene, ancora, grazie mille per la tua domanda. Di grande attualità visto che siamo qui a New York per l’ennesimo UNGA. E ieri stavo parlando con il segretario Blinken, e chiaramente – e il presidente Biden ha l’opportunità di parlare al mondo domani, mercoledì, e quindi non voglio anticipare il mio presidente. Ma è molto chiaro che abbiamo reso una priorità lavorare sulla salute globale, il nostro supporto per le esperienze nella Repubblica Democratica del Congo, ma lo vedo in Etiopia e in tutto il continente per aiutare a sviluppare soluzioni mediche e know-how per affrontare alcune malattie enormi. È iniziato con i nostri sforzi con PEPFAR, di cui sono sicuro tutti voi siete a conoscenza, molti decenni, un paio di decenni fa. Ma ora è stato ampliato per affrontare la crisi del COVID e ora stiamo esaminando le possibilità per combattere la malaria.

E quindi è sottostimato ciò che gli Stati Uniti hanno fatto attraverso la generosità del popolo americano in termini di progressi su questioni chiave della salute globale che alla fine salvano vite africane, che salvano vite in tutto il mondo.

In secondo luogo, avete visto gli sforzi di ciò che abbiamo fatto in termini di sicurezza alimentare e continueremo a farlo. È una crisi in corso aggravata dall’invasione russa dell’Ucraina e dalla limitazione delle esportazioni di grano e altre forniture critiche. Siamo incoraggiati dal fatto che ora un po’ di grano stia iniziando a fluire, ma ci rendiamo pienamente conto delle lotte di molti paesi africani che dipendono da questo grano per la loro sicurezza alimentare e che le persone hanno un disperato e disperato bisogno. Il modo migliore per affrontare questo problema è che i russi si fermino, si ritirino e mettano fine alla loro invasione dell’Ucraina.

Continueremo a lavorare su questo. Sono stato molto onorato di sapere di ulteriori 488 milioni di dollari che gli Stati Uniti forniranno all’Etiopia specificamente per aumentare l’assistenza umanitaria e affrontare i soccorsi in caso di siccità. Sapete che le questioni del cambiamento climatico sono primarie per il Presidente Biden, per questa amministrazione, grazie agli sforzi del Segretario Kerry come nostro inviato speciale. C’è la COP27 in arrivo in Egitto. Proprio ieri abbiamo avuto un incontro con il ministro degli Esteri Shoukry in cui questo è stato uno dei principali argomenti di conversazione.

Quindi state certi che abbiamo un’agenda molto ampia. Ciò che gli Stati Uniti fanno nel continente conta. È importante perché salva vite. Aiuta lo sviluppo delle persone. Abbiamo programmi educativi e di scambio straordinari. E che a volte – quelle storie non vengono raccontate così frequentemente perché ci concentriamo su crisi e guerre. Ma sono molto orgoglioso di ciò che fanno gli Stati Uniti e sono molto orgoglioso di cosa: il lavoro che il nostro USAID attraverso Administration Power e i team che abbiamo sul campo per fornire l’assistenza umanitaria tanto necessaria alle persone più bisognose , ai più vulnerabili. Sono orgoglioso del lavoro che svolgiamo per aiutare i rifugiati e come grandi sostenitori del CICR e di altre organizzazioni che si occupano dei più bisognosi.

E quindi penso che questa settimana ci consentirà di sfruttare questi sforzi per cercare di lavorare con altri partner per condividere la generosità del popolo americano e per – e per ottenere il massimo effetto. E ancora, questa è solo un’opportunità per evidenziare che le relazioni con gli Stati Uniti vanno ben oltre i titoli dei giornali del tentativo di – e ovviamente questo interesse – questa disponibilità della stampa si collega direttamente ad esso perché sei preoccupato per questioni di guerra e pace. E allo stesso tempo, continuiamo a fornire assistenza agli etiopi bisognosi in tutto il paese. E ho avuto l’opportunità di parlare con diversi gruppi della diaspora negli Stati Uniti che rappresentano più etnie, che si tratti degli Oromo, degli Amhara, degli Afar, dei Tigrini ovviamente, di quelli della regione della Somalia e di altre regioni,

MODERATORE: Bene, grazie mille, ambasciatore, inviato speciale Hammer. E questo è tutto il tempo che abbiamo oggi. Ci hai dedicato una generosa quantità del tuo tempo. So che ci seguono molti incontri e interviste. Hai avuto brevi parole mentre chiudiamo?

AMBASCIATORE HAMMER: No, ancora una volta, un grido a tutti voi giornalisti in questa telefonata. Secondo la mia esperienza, che sia stato nella Repubblica Democratica del Congo o prestando servizio in altri paesi e ora nel Corno, il lavoro che fai è coraggioso, è importante, è difficile. Apprezzo tutte le tue domande: quelle difficili; Preferisco forse quelli facili. Ma ritenerci responsabili come governo. Ritieni responsabili i governi da cui stai segnalando. Smascherare la corruzione, denunciare le violazioni dei diritti umani e chiedere a chi detiene il potere di renderne conto.

I vostri lavori sono davvero importanti per la democrazia e per le persone che state cercando di informare, e ho il massimo rispetto per i vostri sforzi e, ancora una volta, non vedo l’ora di avere l’opportunità di incontrare alcuni o la maggior parte di voi di persona ad un certo punto. Nel corso della mia carriera ho davvero apprezzato i media e la stampa e la loro importanza in – per una democrazia. La libertà di espressione e la libertà di stampa sono fondamentali. Quindi, anche nei tuoi giorni più difficili, sappi che quello che stai facendo conta. Grazie mille.

MODERATORE: Grazie. E questo conclude il briefing di oggi. Vorrei ringraziare l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Corno d’Africa, Mike Hammer, per averci parlato oggi e ringraziare tutti i nostri giornalisti per aver partecipato. In caso di domande sul briefing di oggi, è possibile contattare l’Africa Regional Media Hub all’indirizzo AFMediaHub@state.gov. Grazie.

AMBASCIATORE HAMMER: E grazie, Tiffany e l’hub. Ricordo il tempo in cui ero assistente segretario per gli affari pubblici e questo stava appena iniziando, ed è fiorente. Quindi, ancora una volta, grazie per l’opportunità di interagire con così tanti giornalisti, e spero che lo rifaremo presto.

MODERATORE: È reciproco. Grazie. Arrivederci.


tommasin.org/blog/2022-09-21/b…

Conservation des données : Pour une Europe où les gens sont « innocents jusqu’à preuve du contraire » 


Dans un arrêt rendu aujourd’hui, la Cour de justice de l’UE a rejeté la législation allemande sur la conservation généralisée et indifférenciée des données relatives au trafic … https://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=265881&a

Dans un arrêt rendu aujourd’hui, la Cour de justice de l’UE a rejeté la législation allemande sur la conservation généralisée et indifférenciée des données relatives au trafic et des données de localisation de l’ensemble de la population. Elle avertit que la conservation en masse peut révéler “les habitudes de la vie quotidienne, les lieux de résidence permanents ou temporaires de résidence, les déplacements quotidiens ou autres, les activités exercées, les relations sociales de ces personnes et les environnements sociaux qu’elles fréquentent”. Toutefois, la Cour ne s’est pas opposée à la conservation en masse rétention massive de données relatives au trafic Internet (adresses IP), qui peuvent être utilisées pour retracer l’activité en ligne. La procédure dite de gel rapide a également été a également été autorisée pour la poursuite de crimes graves.

Patrick Breyer, membre du Parlement européen (Parti pirate), appelle à ce que la Commission européenne fasse appliquer ce jugement dans toute l’Europe :

« Le jugement d’aujourd’hui confirme que la législation nationale sur la conservation des données en masse dans la plupart des États membres de l’UE est illégale , y compris les tentatives de la justifier par un “état d’urgence permanent” en France et au Danemark, ou par des taux de criminalité régionaux en Belgique. La collecte en masse d’informations sur les communications et les mouvements quotidiens de millions de personnes insoupçonnées constitue une attaque sans précédent contre notre droit à la vie privée et représente la méthode la plus invasive de surveillance de masse dirigée par l’État envers ses propres citoyens. La surveillance de masse est à l’opposé de ce que les valeurs européennes incarnent. La Commission doit maintenant enfin mettre fin à l’impunité et commencer à faire respecter notre droit à la vie privée dans toute l’Europe ! »

Les résultats anecdotiques des politiques de conservation des données sont loin d’être à la hauteur des dommages que l’effet paralysant de cette arme de surveillance inflige à nos sociétés, comme l’a révélé une étude récente. Les lois sur la conservation des données n’ont aucun effet mesurable sur le taux de criminalité ou le taux d’élucidation des crimes dans aucun pays de l’UE. Le taux d’élucidation des affaires de cybercriminalité en Allemagne, par exemple, est de 58,6 % et se situe au-dessus de la moyenne même sans conservation des données IP. Il a même chuté lorsque la législation sur la conservation des données a été adoptée en 2009.

« Je remarque en Europe un phénomène dangereux consistant à ce que les gouvernements nationaux utilisent toutes sortes d’astuces pour maintenir une surveillance de masse illégale, » ajoute Breyer. « Ce faisant, ils ne respectent pas les décisions des plus hautes juridictions. L’État de droit dans l’UE et les droits fondamentaux des citoyens souffrent de l’avidité de surveillance des gouvernements et des services répressifs. La Commission européenne reste les bras croisés. La violation persistante des droits fondamentaux, le contournement de la jurisprudence, les pressions exercées sur les juges et l’ignorance des faits constituent une attaque contre l’État de droit à laquelle nous devons mettre fin. La Commission européenne doit maintenant assumer son rôle et commencer à appliquer les décisions historiques, au lieu de comploter pour rétablir la rétention des données. »

Selon des documents fuités, la Commission européenne propose pourtant à huis clos aux gouvernements de l’UE plusieurs méthodes qui, sur le papier, semblent respecter les exigences des tribunaux mais en fait rétablissent de facto la conservation généralisée. La Commission propose également d’étendre les obligations d’identification et de conservation généralisée aux services de messagerie, de conférence et de courrier électronique sur Internet. Breyer avertit :

« L’arrêt d’aujourd’hui ne décrit que les limites les plus extrêmes de ce qui est légalement possible, et ne doit pas être considéré comme un guide d’instruction. Je mets en garde la Commission européenne, qu’elle n’ignore pas le manque d’efficacité et les effets néfastes sur la société des mesures de conservation généralisée des données, en faisant une nouvelle proposition visant à placer 450 millions de citoyens européens sous une suspicion générale ! Nous devons plutôt nous focaliser sur la conservation rapide et transfrontalière des preuves numériques des suspects (quick freeze). »

Malheureusement, il semble exister actuellement un consensus entre les gouvernements sur la conservation systématique des données IP dans toute l’Europe, ce que les juges de Luxembourg ont cautionné sous une pression considérable. Il ne faut cependant en aucun cas que les internautes fassent l’objet d’une suspicion générale et que l’anonymat en ligne soit aboli ! Les adresses IP sont nos empreintes digitales sur l’internet. Leur collecte en masse compromettrait la prévention de la criminalité à d’autres niveaux (telle que sous la forme de consultations anonymes et de soins psychologiques), l’aide aux victimes par le biais de forums d’entraide anonymes, ainsi que la presse libre, qui dépend d’informateurs anonymes. Par ailleurs, rien ne prouve que la conservation des données IP augmente de manière significative le taux d’élucidation des crimes. En l’absence de conservation des données, l’Allemagne affiche aujourd’hui ici aussi un taux d’élucidation de la cybercriminalité plus élevé que dans les pays où la conservation des données IP est en place.

De plus, la conservation généralisée des données est parfois présentée comme un outil indispensable pour la lutte contre les abus sexuels sur les enfants, alors que si tel est le but, il existe des mesures bien plus efficientes, et des mesures visant à prévenir plutôt que guérir. Au lieu de la conservation des données, il faudrait renforcer les mesures et les projets de prévention, tels que les mesures de protection de l’enfance et les services de conseil et de thérapie anonymes, qui sont aujourd’hui sous-financés. Quant aux images et vidéos accessibles en ligne, la police – elle-aussi sous-financée – doit faire son travail correctement, et donc signaler ces contenus ‘connus’ afin qu’ils soient retirés.”

Auparavant, le groupe de travail allemand sur la conservation des données avait souligné que la conservation des adresses IP était “totalement inadaptée à la protection des enfants”. Mais non seulement ce n’est pas adapté, c’est aussi superflu; une question parlementaire a récemment fait émerger les données du gouvernement allemand indiquant que, sans conservation des données IP, l’Allemagne parvient déjà à retracer 97% des signalements de pornographie enfantine présumée émis par le NCMEC. En 2020, l’Allemagne était en mesure de poursuivre 91,3 % de tous les cas de pornographie infantile sans que cette conservation obligatoire des données IP soit en vigueur.

Les commentaires de Breyer sur les solutions envisagées par la Commission pour faire renaître la conservation des données : patrick-breyer.de/en/breyer-st…

Un ancien juge de la CJUE estime que plusieurs des propositions de la Commission sont en violation de la jurisprudence : patrick-breyer.de/en/comeback-…

L’accord de coalition allemand prévoit que les données de communication ne peuvent être conservées que sur une base ad hoc et sur décision judiciaire. Le projet de loi en Allemagne visant à réformer la législation sur la conservation des données est attendu prochainement.

Un sondage publié en 2022 a révélé que seulement 39 % des personnes interrogées dans l’UE sont favorables à ce que la conservation des données soit appliquée aux personnes non suspectes, tandis que 42 % y sont opposées. Plus d’un tiers des personnes interrogées (34 %) s’abstiendraient de consulter un conseiller conjugal, un psychothérapeute ou une clinique de désintoxication par téléphone, téléphone portable ou courrier électronique si elles savaient que leur contact était enregistré. (Allemagne : 45%, Autriche : 42%, France : 38%, Belgique : 35%, Pays-Bas : 34%, Suède : 33%, République tchèque : 26% et Espagne : 13%)


patrick-breyer.de/en/conservat…

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Elezioni: rigettato il ricorso della Lista Referendum e democrazia con Cappato


A 5 GIORNI DAL VOTO, DOPO 5 ANNI DI INERZIA, IL RICATTO DELLO SPOSTAMENTO DELLE ELEZIONI HA FUNZIONATO

La battaglia di Marco Cappato e Eumans per la firma digitale per le elezioni non si ferma. Lo scaricabarile tra istituzioni farà scattare nuovi ricorsi interni e internazionali

La decisione del Tribunale di Milano si conclude motivando che “il giudice non è stato posto in condizione di verificare la sussistenza del predetto elemento di fatto [la verifica dell’effettiva presenza delle sottoscrizioni digitali raccolte assieme ai certificati] della fattispecie controversa (verifica che non può esimersi dal fare, attesa la contestazione di parte resistente), deve ritenersi l’insussistenza del presupposto della richiesta tutela cautelare, costituito all’apparenza del buon diritto (fumus boni juris).

“Una decisione insensata” dichiara Marco Cappato, leader della lista “perché ci imputa di non avere provato l’esistenza delle firme, attribuendo a noi un dovere – la verifica delle firme – che è notoriamente in capo alla Corte d’Appello e non certo ai presentatori. Anche per questo presenteremo immediato reclamo.

“La decisione arriva a cinque giorni dalle elezioni” ha dichiarato Virginia Fiume, co-presidente di Eumans “ma dopo cinque anni da quando, nel 2017, il Parlamento aveva impegnato – entro 6 mesi!!- il Governo a sperimentare la firma digitale per la presentazione delle liste. Un esperimento mai tentato da nessun Governo ma non per questo scaduto come impegno”.

“Il Governo si era opposto al ricorso d’urgenza della Lista Referendum e Democrazia avanzando l’impossibilità di posticipare il voto in caso di accoglimento del ricorso perché a ridosso della tornata elettorale” ha detto Marco Perduca, responsabile legale della lista ” Ma nessuna risposta era però mai arrivata dal 25 luglio quando abbiamo diffidato formalmente il Governo per ottenere un decreto interpretativo”.

“Nel silenzio assoluto da parte di Governo, Parlamento e Presidente della Repubblica” ha concluso Cappato “il giudice di Milano si è trovato a dover decidere in condizioni di oggettivo ricatto prodotto dall’inerzia istituzionale. Anche per questo la nostra azione non finisce qui. E’ in preparazione un reclamo urgente e ricorsi a giurisdizioni internazionali

listareferendumedemocrazia.it/…

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Data retention ruling: Let’s free Europe from mass surveillance and general suspicion!


In a ruling delivered today, the EU Court of Justice dismissed German legislation on general and indiscriminate retention of call data records and mobile phone location data … https://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=265881&amp

In a ruling delivered today, the EU Court of Justice dismissed German legislation on general and indiscriminate retention of call data records and mobile phone location data of the entire population. It warns that bulk retention may reveal “habits of everyday life, permanent or temporary places of residence, daily or other movements, the activities carried out, the social relationships of those persons and the social environments frequented by them”. However, the Court did not object to the bulk retention of Internet traffic data (IP addresses), which can be used to trace online activity. The so-called quick freeze procedure has also been permitted for the prosecution of serious crimes.

Member of the European Parliament Patrick Breyer (Pirate Party) calls on the EU Commission to enforce the ruling throughout Europe:

Today’s ruling confirms that national bulk data retention legislation in most EU Member States is illegal, including attempts to justify it with a ‘permanent state of emergency’ in France and Denmark, or with regional crime rates in Belgium. The bulk collection of information on the everyday communications and movements of millions of unsuspected people constitutes an unprecedented attack on our right to privacy and is the most invasive method of mass surveillance directed against the state’s own citizens. Mass surveillance is the opposite of what European values embody. The Commission now finally needs to end impunity and start enforcing our right to privacy throughout Europe!

The anecdotal results of data retention policies are nowhere close to the damage the chilling effect of this surveillance weapon inflicts on our societies, as a recent survey found. Data retention laws have no measurable effect on the crime rate or the crime clearance rate in any EU country. Requests for communications data are rarely unsuccessful even in the absence of indiscriminate data retention legislation. The clearance rate for cybercrime in Germany, for example, is at 58.6% and above average even without IP data retention. It fell when data retention legislation was enacted in 2009.

In the EU I observe a dangerous cycle in which national governments use all sorts of tricks to keep illegal mass surveillance going. In doing so, they disrespect rulings of the highest courts. The rule of law in the EU and the fundamental rights of citizens suffer from the surveillance greed of governments and law enforcement agencies. The EU Commission is standing idly by. The persistent violation of fundamental rights, circumvention of case-law, pressuring of judges and ignorance of facts is an attack on the rule of law we need to stop. The EU Commission now finally needs to do its job and start enforcing the landmark rulings, instead of plotting to bring back data retention.”

According to leaked documents[5] however the EU Commission behind closed doors is proposing to EU governments several ways of de facto re-establishing bulk retention in a way that, on paper, appears to respect the Courts’ requirements. The Commission also proposes to expand national identification and bulk retention requirements to Internet messaging, conferencing and e-mail services. Breyer warns:

“Today’s judgement describes only the outermost limits of what is legally possible and should not be taken as an instruction manual. I warn the EU Commission not to ignore the lack of effectiveness and the harmful effects of blanket data retention on society by making a new proposal to place 450 million EU citizens under general suspicion! Instead we need to focus on preserving digital traces of suspects quickly and across borders (quick freeze).

Unfortunately, the greatest consensus among governments currently seems to exist on mandating indiscriminate IP data retention throughout Europe, which the judges in Luxembourg green-lighted under massive pressure. Under no circumstances should all internet users be placed under general suspicion and online anonymity be abolished! IP addresses are our digital fingerprints on the internet. Bulk collection would endanger crime prevention in the form of anonymous counselling and pastoral care, victim support through anonymous self-help forums and also the free press, which depends on anonymous informants. Incidentally, there is no evidence that IP data retention significantly increases the crime clearance rate. In the absence of data retention Germany today has a higher cybercrime clearance rate than with IP data retention in place. In EU countries with indiscriminate IP retention policies in place, the crime clearance rate is no higher. The right and overdue way to effectively counter child sexual abuse is to strengthen prevention measures and projects, as well as anonymous counselling and therapy services. It is also completely unacceptable that the police refuses to report known abuse material for removal.“

A parliamentary question had recently revealed that Germany fails to trace only 3% of NCMEC reports of alleged child pornography without general IP data retention. Previously, the German Working Group on Data Retention had stressed that IP retention was “completely unsuitable for protecting children”. In 2020 Germany was able to prosecute 91.3% of all child pornography cases – without mandatory IP data retention being in force.

Breyer’s comments on the options considered by the Commission for resurrecting data retention: patrick-breyer.de/en/breyer-st…

Former ECJ judge finding several of the Commission’s proposals in violation of the case-law: patrick-breyer.de/en/comeback-…

The German coalition agreement provides for communications data to be retained only on an ad hoc basis and with a court order. Draft legislation in Germany to reform data retention legislation is expected soon.

An opinion poll published in 2022 found that only 39% of all respondents in the EU support applying data retention to non-suspects, while 42% oppose it. More than a third of the respondents (34%) would refrain from seeking counselling from a marriage counsellor, a psychotherapist or a rehab clinic by phone, mobile phone or email if they knew that their contact was being recorded. (Germany: 45% Austria: 42%, France: 38%, Belgium: 35%, The Netherlands: 34%, Sweden: 33%, Czech Republic: 26% and Spain: 13%)


patrick-breyer.de/en/data-rete…

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Segnaliamo il sito fatto preparare da Mario #Staderini per informare gli elettori sui candidati del proprio collegio.
Ma non solo: ci sono anche anche un paio di testi da copiare e stampare per chi (sia chi vuole votare, sia chi vuole astenersi) vuole protestare al seggio contro questa legge elettorale e gettare le basi per un unico grande ricorso collettivo contro il #Rosatellum!

#politiche2022 #protesta #elezioni

ilfattoquotidiano.it/2022/09/1…

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#LibertàDiVoto è l'iniziativa di Mario Staderini in favore della #trasparenza su chi si vota davvero nell’uninominale. E su come si può fare ricorso gratis contro il #Rosatellum


Ecco "Libertà di voto" la piattaforma che "smaschera" chi si vota nell'uninominale scegliendo un determinato partito, una 'stortura' del Rosatellum: ecco la campagna del radicale Mario Staderini. Che rilancia anche il ricorso del 2018 (ha passato la prima fase di ammissibilità) alla Cedu. La procedura è semplice: una volta al seggio, ci si registra, si ritira la scheda e si chiede al presidente di seggio di verbalizzare una dichiarazione

Inoltre anche due dichiarazioni prestampate per partecipare all'iniziativa di protesta non violenta.
Una volta al seggio, ci si registra e si chiede al presidente di seggio di verbalizzare una di queste due dichiarazioni:

Chi vuole votare, potrà far verbalizzare al presidente di seggio questa dichiarazione:


“Parteciperò al voto ma denuncio che il sistema elettorale non mi garantisce un voto libero, uguale e che conti davvero, come garantito dall’art. 48 della Costituzione, dall’articolo 3 del primo protocollo della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dal Patto internazionale sui diritti civili e politici”


Per chi non vuole votare nessuno, invece, la dichiarazione dovrà essere la seguente


“Non partecipo al voto in quanto il sistema elettorale non mi garantisce un voto libero, uguale e che conti davvero, come garantito dall’articolo 48 della Costituzione, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dal Patto internazionale sui diritti civili e politici”
Questa voce è stata modificata (3 anni fa)

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Operazione Lista Referendum e Democrazia con Marco Cappato - Il video realizzato da Roberto Mancuso di The Eumans con le motivazioni del ricorso ex art. 700


In questo video di circa 24 minuti Roberto Mancuso di eumans.eu ha provato a sintetizzare le motivazioni politiche e giuridiche dell'operazione "Lista Referendum e Democrazia con Cappato". All'interno sono rinvenibili interventi audio video dell'Avv. Francesca Re e del Professor Giovanni Guzzetta, Ordinario di Diritto Pubblico.
Buona visione
Questa voce è stata modificata (3 anni fa)

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Nella “tempesta perfetta” che ha messo in ginocchio la provincia di Ancona, nelle Marche, causando undici vittime e due dispersi, anche il “malfunzionamento” di un algoritmo. Il violento nubifragio era sì previsto, ma sulla Toscana e in pieno giorno. È...

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in reply to rag. Gustavino Bevilacqua

@Bevilacqua Gustavino e aspetta che arrivi il prossimo terremoto: ti faccio notare che con la frequenza che abbiamo in Italia di terremoti sopra la magnitudo 5, il fatto che non abbiamo terremoti importanti da Amatrice 2016, significa che a breve ci sarà la solita grottesca indignazione per le vittime di uno di quei terremoti che in Giappone fanno morire la gente solo se a qualcuno gli casca il phon nella vasca mentre si fa il bagno

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UN Human Rights Commissioner warns against chat control


UN Human Rights Commissioner Türk advises against EU plans to search all private messages and photos without suspicion using error-prone algorithms (so-called “chat control” or “CSAM scanner” … https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G22/442/29/pdf

UN Human Rights Commissioner Türk advises against EU plans to search all private messages and photos without suspicion using error-prone algorithms (so-called “chat control” or “CSAM scanner” proposal), questioning its compatibility with human rights.[1] In a newly released statement, the Office of the High Commissioner for Human Rights (OHCHR) warns:

“Moreover, in the general scanning of communications, frequent false positives cannot be avoided, even if accuracy rates are high, thereby implicating numerous innocent individuals. Given the possibility of such impacts, indiscriminate surveillance is likely to have a significant chilling effect on free expression and association, with people limiting the ways they communicate and interact with others and engaging in self-censorship.”

Specifically, the Human Rights Commissioner criticises the enisioned message screening on private smartphones (so-called “client-side scanning”) for undermining secure message encryption: “Client-side scanning also opens up new security challenges, making security breaches more likely. The screening process can also be manipulated, making it possible to artificially create false positive or false negative profiles. Even if, for current purposes, client-side screening is narrowly tailored, opening up devices for Government-mandated screening is likely to lead to future attempts to widen the scope of content that is the target of such measures. In particular, where the rule of law is weak and human rights are under threat, the impact of client-side screening could be much broader, for example it could be used to suppress political debate or to target opposition figures, journalists and human rights defenders. “

Overall, the human rights experts conclude, “Without in-depth investigation and analysis, it seems unlikely that such restrictions could be considered proportionate under international human rights law, even
when imposed in pursuit of legitimate aims, given the severity of their possible consequences.” The rulings of the European Court of Justice “support this conclusion”. According to them, automatic analysis is conceivable only in the event of a threat to national security. “The court rejects any other justification.” The case law reveals “an even stronger scepticism towards the screening of content data”. The human rights Commissioner recommends that message searches only be targeted at suspicious individuals.

Pirate Party Member of the European Parliament Patrick Breyer comments:

“The human rights experts speak out what is being hushed up in Brussels: Indiscriminate mass surveillance of our private communications is not only ineffective, but also clearly illegal. But the wolves in child protection fur in Brussels are in such a clear majority that it will take massive protests to save digital privacy of correspondence and digital security on the net. Everyone is needed now!”

The EU Parliament gave the green light for the negotiations to start last week. Rapporteur and chief negotiator will be conservative MEP Javier Zarzalejos, who had already negotiated the controversial Europol reform and is a strong supporter of the proposal. Hilde Vautmans, also a strong supporter, is negotiating for the liberal group, so that a centre-right majority in Parliament supports the plans. For the Greens/European Free Alliance group, Patrick Breyer (Pirate Party) is a clear opponent at the negotiating table.

In the meantime, the Czech Council Presidency has proposed to extend the regulation on chat control to include the removal of search engine search results.

Breyer’s information page on chat control: chatcontrol.eu


patrick-breyer.de/en/un-human-…

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Tutto sui droni, dall’uso in scenari d’emergenza fino al servizio taxi

Il 21 settembre alle ore 11:00, si terrà l’executive webinar organizzato da #Key4biz in collaborazione con l’Università di Trento e moderato da Luigi Garofalo, con Emanuele Angeli di Dronepad Italy, Andrea Berton, del CNR, Giovanni Battista Gallus, Fabrizio Granelli, dell'Università di Trento, Gianluca Stefanini di Vodafone e
Carmela Tripaldi di ENAC

key4biz.it/tutto-sui-droni-dal…

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Un nuovo compromesso sulla legge sull’Intelligenza Artificiale, visionato da EURACTIV venerdì (16 settembre), elabora ulteriormente il concetto di “livello aggiuntivo” che qualificherebbe un’Intelligenza Artificiale come ad alto rischio solo se ha un impatto importante sul processo decisionale. L’AI Act è...
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Twitter e Mudge, l’attacco a Uber, Scuola 4.0 e realtà, #Spyware ed Europa, #Chatcontrol, Giornalisti e online mobs, RomHack e #fediverso (e vengono citati anche i nostri progetti poliverso.org e feddit.it 🤓)
Dove? Ma naturalmente su @guerredirete

guerredirete.substack.com/p/gu…

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