Cessione dei dati relativi alle sperimentazioni cliniche: profili critici del nuovo decreto


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Il 3 marzo 2022, il decreto del Ministero della Salute recante le “Misure volte a facilitare e sostenere la realizzazione degli studi clinici di medicinali senza scopo di lucro e degli studi osservazionali e a disciplinare la cessione di dati e risultati di sperimentazioni senza scopo di lucro a fini registrativi, ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 14 maggio 2019, n. 52”1, è entrato ufficialmente in vigore. In particolare, lo scopo del Decreto è quello di supportare gli studi clinici di medicinali senza scopo di lucro e di studi osservazionali, nonché – per quanto rileva il lato protezione dei dati personali – la cessione di dati e di risultati di sperimentazione cliniche, senza scopo di lucro a fini registrativi. La portata applicativa del Decreto è specificata all’art. 1 nel quale si fa riferimento alle sperimentazioni cliniche non a fini commerciali o senza scopo di lucro e alle sperimentazioni cliniche a basso livello di intervento e agli studi osservazionali.

Nello specifico, per sperimentazione clinica senza scopo di lucro, si intende la sperimentazione che presenta determinati requisiti quali:

  • l’assenza di una finalità di sviluppo industriale o commerciale di più farmaci o ai fini di sfruttamento economico;
  • la promozione deve provenire da una struttura, un ente, un’istituzione pubblica, una fondazione o un ente morale, di ricerca scientifica senza fini di lucro, un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico o una persona fisica dipendente delle strutture summenzionate o un’impresa sociale;
  • la promozione deve provenire da un soggetto non titolare di un’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale in sperimentazione e che non sia detentore di un interesse economico;
  • la titolarità dei dati e dei risultati relativi alla sperimentazione, così come di ogni decisione inerente alla loro pubblicazione, sia esclusiva del promotore.

Con riguardo alla cessione dei dati di sperimentazione senza finalità di lucro e dei relativi risultati – profilo che, come anticipato, rileva nell’ambito della disciplina sulla protezione dei dati – l’art. 3 del summenzionato decreto prevede che la stessa sia consentita durante la sperimentazione e altresì in seguito alla sua conclusione, a fini registrativi. La cessione deve essere regolata mediante un contratto tra il promotore e il cessionario. Il promotore ha l’obbligo di trasmettere all’AIFA, al Comitato etico competente e ai centri di sperimentazione coinvolti una comunicazione ufficiale con la quale informa dell’avvenuta cessione dei dati e/o dei risultati. Una volta effettuata la cessione, il cessionario subentra a tutti gli effetti nella titolarità del trattamento dei dati personali correlati alla sperimentazione.

Nonostante il decreto dedichi nello specifico una disposizione alla cessione dei dati, i profili relativi alla protezione dei dati non sono del tutto chiari. Com’è noto per aversi cessione dei dati personali, è necessario rispettare le prerogative previste dal Regolamento europeo 679/2016 (“GDPR”). In prima istanza, è dirimente l’individuazione dei soggetti coinvolti nella cessione e la loro relativa qualifica. Nel caso in questione, la cessione dei dati coinvolgerebbe due soggetti qualificati titolari del trattamento, ai sensi dell’art. 4 del GDPR, ossia il cessionario e il promotore. In secondo luogo, la cessione può avvenire previa individuazione di una base giuridica legittimante. Parrebbe, dalla lettura della disposizione dinanzi citata, che l’unico riferimento alla base giuridica potrebbe rinvenirsi nel contratto tra il cessionario e il promotore, e, di conseguenza, sarebbe da individuarsi all’art. 6, par. 1, lett. b) del GDPR. Tuttavia, trattandosi di dati appartenenti a categorie particolari, risulta improbabile che la sola stipula del contratto possa essere sufficiente, tenuto conto altresì del fatto che deve esservi una delle condizioni di cui all’art. 9 del GDPR. L’incertezza relativa alla corretta individuazione della base giuridica si riflette altresì nell’assenza di un riferimento precipuo alle misure di sicurezza da implementare nel caso di cessione di dati e soprattutto di dati relativi alle sperimentazioni cliniche.

Sul tema, è opportuno citare che l’Autorità garante per la protezione dei dati è intervenuta attraverso la pubblicazione delle “Linee guida per i trattamenti di dati personali nell’ambito delle sperimentazioni cliniche di medicinali”2, le quali, seppur datate e facenti riferimento alla precedente disciplina, rappresentano un’insostituibile guida per comprendere tale trattamento. In particolare, tra gli aspetti da prendere in considerazione, possono elencarsi:

  • l’informativa da rendere nei confronti dei soggetti interessati coinvolti, con la relativa specifica alla cessione dei dati personali;
  • la raccolta del consenso; eventuale trasferimento dei dati all’estero;
  • l’indicazione del periodo di conservazione dei dati e il possibile successivo riuso;
  • la sicurezza e la custodia dei dati, con riguardo all’adozione di misure di sicurezza.

Il Decreto non menziona nessuno degli aspetti sopracitati, ma si limita – giova ribadirlo – a indicare esclusivamente che la cessione possa avvenire e che la stessa si perfeziona tra due soggetti, il promotore e il cessionario, qualificati titolari del trattamento. L’assenza di un’attenzione ai profili in materia di protezione dei dati potrebbe portare, di conseguenza, a delle forti criticità, nonché a dei rischi per i diritti e le libertà dei soggetti interessati coinvolti.

Fabiola Iraci Gambazza

1 gazzettaufficiale.it/eli/id/20…

2 garanteprivacy.it/home/docweb/…

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Giovanni Maria Riccio relatore al workshop “Markets for applied arts, artistic crafts, and design”


Il prossimo 9 giugno, Giovanni Maria Riccio, insieme alla dott.ssa Federica Pezza, presenterà una relazione su “The ‘made in Italy’ case: between the need for social recognition of Italian minor... L'articolo [url=https://www.e-lex.it/it/giovanni-maria-r

Il prossimo 9 giugno, Giovanni Maria Riccio, insieme alla dott.ssa Federica Pezza, presenterà una relazione su “The ‘made in Italy’ case: between the need for social recognition of Italian minor arts and elaboration of alternative instruments of protection” al workshop “Markets for applied arts, artistic crafts, and design” che si terrà presso la Erasmus University di Rotterdam.

Il workshop si inserire in una serie di seminari intitolati “TOOLS FOR THE FUTURE – RESEARCHING ART MARKET PRACTICES FROM PAST TO PRESENT” ospitati da alcune università europee, tra cui la Business School for the Creative Industries – University for the Creative Arts, l’Université Paul Valérie – Montpellier 3 e lo IESA – Institut d’Etudes Supérieures des Arts.

Il programma completo è disponibile qui.

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Presentazione dell’opera “I poteri privati delle piattaforme e le nuove frontiere della privacy”


Lunedì 6 giugno, dalle ore 15:30, presso il Palazzo Spada a Roma, si terrà la presentazione dell’opera I “poteri privati” delle piattaforme e le nuove frontiere della privacy a cura del... L'articolo [url=https://www.e-lex.it/it/presentazione-dellopera-i

Lunedì 6 giugno, dalle ore 15:30, presso il Palazzo Spada a Roma, si terrà la presentazione dell’opera I “poteri privati” delle piattaforme e le nuove frontiere della privacy a cura del prof. Pasquale Stanzione, presidente del Garante per la protezione dei dati personali.

Al volume ha partecipato anche il prof. Giovanni Maria Riccio, autore del saggio “La giurisprudenza su Facebook / Casa Pound e l’esigenza di eteroregolazione del contratto con il social network”.

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Continua la lotta del Garante al telemarketing aggressivo: alcuni recenti provvedimenti


È ormai noto l’impegno profuso dall’Autorità garante per la protezione dei dati personali nel contrasto al telemarketing e teleselling “selvaggio”, per tali intendendosi i contatti telefonici finalizzati, rispettivamente, alla fissazione... L'articolo [u

È ormai noto l’impegno profuso dall’Autorità garante per la protezione dei dati personali nel contrasto al telemarketing e teleselling “selvaggio”, per tali intendendosi i contatti telefonici finalizzati, rispettivamente, alla fissazione di appuntamenti con potenziali clienti in relazione all’acquisto di prodotti o servizi e alla vendita degli stessi o l’acquisto stesso via telefono.

Numerosi sono i provvedimenti adottati dall’Autorità tra la seconda metà del 2021 e la prima del 2022, tesi a sanzionare tutte quelle condotte che – finalizzate a promuovere o vendere illecitamente beni o servizi – si risolvono in un illecito trattamento di dati personali degli utenti.

Diverse sono le sanzioni irrogate (dirette prevalentemente a società nel settore telco ed energy) così come le condotte contestate e punite. Tuttavia occorre dar conto come tali provvedimenti siano accomunati da taluni fil rougeche, in diversa misura, accomunano i diversi provvedimenti di recente adottati dal Garante.

Tra questi merita indubbiamente di essere evidenziata l’effettuazione dei contatti in commento in assenza di una idonea informativa e senza consenso, utilizzando liste non verificate, acquisite sulla base di contratti di cessione dei dati personali sottoscritti con altre società.

Tanto è stato contestato, ad esempio, a Sky Italia S.r.l. e Iren Mercato S.p.a., a cui il Garante ha irrogato sanzioni per oltre 3 milioni di euro. Più ingenti, invece, sono le sanzioni irrogate ad Enel Energia S.p.a., nel determinare le quali l’Autorità ha considerato, inter alia, la circostanza che le violazioni riscontrate si riferiscono a condotte di sistema, quindi radicate nelle procedure societarie, come emerge, tra l’altro, dal numero di ordinanze di cui la società è stata destinataria (si pensi, da ultimo, al provvedimento n. 443 del 16 dicembre 2021).

Proprio nel provvedimento diretto a Sky, per esempio, l’Autorità ha avuto modo di ribadire che, nel rispetto del principio di accountability, è necessario sottoscrivere un formale atto di designazione a responsabile ai sensi dell’art. 28 del Regolamento UE 679/2016 dei fornitori che, a qualsiasi titolo, sono coinvolti nelle campagne promozionali, nonché, soprattutto, vigilare sull’operato degli stessi. In tal senso, i titolari del trattamento dovrebbero verificare che i soggetti contattati abbiano ottenuto l’informativa, rilasciato un idoneo consenso alla ricezione di comunicazioni promozionali e non siano inseriti nelle cosiddette “black list” di contattabilità.

A tale proposito, non sono mancati i provvedimenti rivolti alle società incaricate delle attività di telemarketing, per lo più (se non esclusivamente) società di call center, tristemente note per l’“abitudine” di contattare utenti non presenti nelle liste di contattabilità dei titolari del trattamento (per esempio perché iscritti al Registro pubblico delle opposizioni) e/o per il numero esorbitante di contattati effettuati nei confronti di un medesimo interessato.

A ciò si aggiungano tutte quelle violazioni che traggono origine dal mancato recepimento (e, in molti casi, riscontro) delle richieste degli interessati. A titolo esemplificativo, nel provvedimento n. 126 del 7 aprile 2022, l’Autorità ha sanzionato una società per aver contattato un un interessato che, nel corso di una prima chiamata promozionale, aveva espresso all’operatore la propria opposizione a ricevere ulteriori telefonate.

Infine, merita di essere segnalato che il Garante si è fatto promotore di un codice di condotta che regoli le attività di telemarketing e contrasti il fenomeno delle chiamate promozionali indesiderate.

Dopo alcuni incontri preliminari con le categorie operanti nel settore, il 5 maggio 2022 si è tenuta la prima riunione generale in cui è stato costituito un comitato che avrà il compito di elaborare una prima bozza del codice, tenendo conto, tra l’altro, proprio degli elementi acquisiti in molti anni di attività di accertamento da parte dell’Autorità.

Ariella Fonsi

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Ernesto Belisario relatore al seminario “Tecnologie indomabili, occhiali smart e Metaverso”


Lunedì pomeriggio, nell’ambito dei seminari del Master in Responsabile della protezione dei dati personali Università degli Studi Roma Tre, Ernesto Belisario parteciperà all’incontro Tecnologie indomabili, occhiali smart e Metaverso. Tra gli... L'articol

Lunedì pomeriggio, nell’ambito dei seminari del Master in Responsabile della protezione dei dati personali Università degli Studi Roma Tre, Ernesto Belisario parteciperà all’incontro Tecnologie indomabili, occhiali smart e Metaverso.

Tra gli altri ospiti, Guido Scorza, membro del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali; Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori; Angelo Mazzetti, Responsabile relazioni istituzionali Italia e Grecia, Meta; Francesco Carparelli, Global Privacy Operation Manager – EssilorLuxottica; Eleonora Faina, Direttore Generale, Anitec-Assinform.

Qui ulteriori informazioni per partecipare all’evento.

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Oggi tocca a un social libero di cui non frega nulla a nessuno...
Ma qui non è più solo questione di concorrenza (cc @antitrust_it & @EU_Competition): è questione di democrazia
Domani toccherà al vostro prodotto, alla vostra azienda, al vostro partito...


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Orientamento professionale nelle scuole: che succede quando a farlo è un algoritmo?


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È successo in Liguria, all'interno di un programma di orientamento al lavoro: ma l'utilizzo di intelligenze artificiali predittive solleva ancora dubbi e rischi.

Quanto ami maneggiare il denaro? Ti piace lavorare in luoghi poco puliti? Ed eseguire ordini? Come te la cavi a lavorare sotto pressione? E a lavorare da solo per lunghi periodi di tempo?


Sono alcune delle domande che il software Sorprendo – progettato per aiutare a orientarsi verso il futuro professionale – rivolge a studentesse e studenti a partire dalle scuole primarie, aiutandoli “a prendere, in modo responsabile, decisioni per il loro futuro”.

Nell'articolo di Andrea Daniele #Signorelli su Wired Italia viene dato spazio a diversi soggetti coinvolti nel dibattito: dalle accuse di ROARS, alla difesa da parte della società Pluriversum, alle precisazioni di Diletta Huyskes.

Concluse domenica le Olimpiadi italiane di cybersicurezza, ma le vere protagoniste sono state le studentesse partecipanti alle Cybertrials, programma scolastico di formazione all’hacking etico e all’autodifesa digitale

Imparare la sicurezza informatica, giocando. 150 ragazzi al laboratorio cyber del Cini

Concluse domenica le Olimpiadi italiane di cybersicurezza, ma le vere protagoniste sono state le studentesse partecipanti alle Cybertrials, programma scolastico di formazione all’hacking etico e all’autodifesa digitale

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/ La Repubblica del 30 Maggio 2022

Un vecchio adagio dice: “Vuoi imparare la sicurezza informatica? Allora comincia a giocare”. E così, mentre un pezzo d’Italia stava col fiato sospeso per i minacciati attacchi russi, gli aspiranti hacker italiani si preparavano a difendere il paese, ma per gioco. Sicurezza informatica

Dal 27 al 29 maggio, oltre centocinquanta studenti e studentesse convocati dal Laboratorio Nazionale per la Cybersecurity del Cini si sono ritrovati a Torino al Campus torinese dell’Organizzazione mondiale del lavoro per una tre giorni di eventi e iniziative incentrate sulla cybersicurezza, tutti all’insegna di gare di abilità e giochi a squadre. Cybersicurezza

I giochi, dedicati ai giovani delle scuole medie superiori, implicano la capacità di superare problemi logici e difese informatiche in gare che riguardano il web, la crittografia e i sistemi di comunicazione. Il reclutamento è stato così ampio e l’organizzazione così ramificata che le hanno chiamate OliCyber, le Olimpiadi Italiane di Cybersicurezza, con l’Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza come sponsor della competizione.

Alla fine dei giochi il primo classificato è stato il giovanissimo Tito Sacchi del Liceo Scientifico Statale “T.Taramelli” di Pavia ma sono stati premiati con l’oro anche Carlo Collodel, Simone Petroni, Domingo Dirutigliano e Luigi Loffredo e sono state assegnate anche 10 medaglie d’argento e 25 di bronzo. Alla cerimonia ha preso parte il direttore generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale, Roberto Baldoni, che ha ribadito l’importanza della formazione, al centro anche della Strategia Nazionale di Cybersicurezza presentata nei giorni scorsi. Hacker

L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, parte da lontano e si è protratta per diversi mesi coinvolgendo oltre trecento istituti italiani e più di 1.700 aspiranti hacker etici, i quali hanno avuto la possibilità di formarsi insieme a docenti esperti su temi sempre più centrali sia nella quotidianità che nel mondo del lavoro. Durante tutto il periodo di formazione, i giovani si sono confrontati con sfide pratiche e simulazioni dei reali problemi della sicurezza informatica guidati anche dal TeamItaly, la Nazionale Italiana di Cyberdefender, e da alcuni dei migliori partecipanti alle precedenti edizioni di CyberChallenge.IT, la scuola per hacker etici del Laboratorio nazionale di Cybersecurity. Al centro delle sfide crittografia, reverse engineering, sicurezza in Rete e sicurezza delle infrastrutture.

Le ragazze al centro


Ma stavolta non c’erano solo ragazzi. All’Ilo di Torino c’erano anche 50 ragazze che hanno partecipato per due giorni alle Cybertrials, gare innovative per mettere alla prova softskill di tipo relazionale, diplomatico e linguistico come pure per testare le loro capacità di problem solving all’interno di una “escape room”, uno di quei giochi dove, chiusi in una stanza, puoi uscire solo se risolvi tutti i quiz che trovi al suo interno. Anche loro sono state tutte premiate. Le partecipanti venivano dalla prima edizione di Cybertrials, programma di formazione che ha visto coinvolte le oltre 380 ragazze da 74 istituti diversi nello sfidarsi in un gioco di ruolo masterless realizzato per loro dall’IMT di Lucca.

“L’elevato numero di partecipanti a Cybertrials dimostra quanto anche le ragazze siano interessate ai temi della cybersecurity e possano essere coinvolte, attraverso il gaming, in percorsi di consapevolezza come questo” – ha detto la coordinatrice Cybertrials Sonia Montegiove. “Riteniamo che il gender gap oggi esistente in ICT e nella cybersecurity possa essere ridotto anche grazie a iniziative come queste”.

Infatti gli obbiettivi dell’iniziativa mirano proprio a stimolare l’interesse verso le materie tecnico scientifiche abbattendo le barriere di genere nella materie Stem (Scienza, Tecnologia, Ingengeria e Matematica); formare le ragazze alle conoscenze di base della sicurezza digitale, con attenzione all’etica hacker; far conoscere le crescenti opportunità professionali offerte dai percorsi formativi sulla sicurezza informatica; e infine rafforzare le competenze necessarie ad affrontare i rischi legati all’uso di social network, al trattamento dei dati e alle truffe online.

“Un regalo, la presenza a Torino di tutti questi ragazzi e ragazze” ha detto Paolo Prinetto, direttore del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity che già lavora a nuove iniziative “per favorire la cultura della cybersicurezza”, rivolte anche ai docenti accompagnatori, tra i principali protagonisti di questi eventi.


dicorinto.it/testate/repubblic…



@informapirata @Privacy_Pride @giupardeb @calamarim @Peertubeitalia @AIUCD Dunque trattare il tema della Privacy usando servizi di #Google è come trattare della Libertà di Parola in una sala del Partito Comunista Cinese.

Cosa mai potrà andare storto?

informapirata ⁂ reshared this.

We’re Hiring!


Lo Studio E-Lex è alla ricerca di un/una professionista con almeno 2 anni di esperienza nei settori della protezione dati personali e della contrattualistica. Costituisce titolo preferenziale il conseguimento di... L'articolo [url=https://www.e-lex.it/it

Lo Studio E-Lex è alla ricerca di un/una professionista con almeno 2 anni di esperienza nei settori della protezione dati personali e della contrattualistica.

Costituisce titolo preferenziale il conseguimento di un master in materia di protezione dati personali.

Sono richieste autonomia nella gestione del lavoro e un’ottima conoscenza della lingua inglese.

Le candidature possono essere inviate all’indirizzo posta@e-lex.it allegando il proprio curriculum vitae e specificando nell’oggetto della e-mail “Candidatura ambito privacy”.

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Hacker’s Dictionary. Due idee contrapposte alla base dell'evoluzione di Internet e del Web, quella consumistica e quella proprietaria dei giganti della tecnologia, l'altra comunitaria, autorganizzata dal basso e fondata su interoperabilità e decentralizza

Il metaverso deve essere open source

Hacker’s Dictionary. Due idee contrapposte alla base dell’evoluzione di Internet e del Web, quella consumistica e quella proprietaria dei giganti della tecnologia, l’altra comunitaria, autorganizzata dal basso e fondata su interoperabilità e decentralizzazione

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 26 Maggio 2022

Immaginato dallo scrittore cyberpunk Neal Stephenson nel 1992 come un mondo creato al computer, con la tecnologia odierna il Metaverso può essere due cose: un ambiente grafico, tridimensionale, immersivo, basato sulla realtà virtuale e aumentata dove produrre e consumare, oppure un differente modo di collaborare usando Internet.
La prima opzione, quella su cui le grandi compagnie hanno investito $40 miliardi, somiglia a un gioco di ruolo in cui un nostro doppione digitale interagisce con altri soggetti rappresentati graficamente nello scenario virtuale.

La seconda è quella che già esiste grazie alla Blockchain, alle Dao (organizzazioni autonome decentralizzate) e agli Nft. La blockchain ha disintermediato la compravendita di beni fisici e immateriali, creato nuovi mercati, come quello dell’arte e della musica digitale accessibili come Nft, e organizzazioni distribuite con scopi specifici e una governance collaborativa.
Il Metaverso su cui stanno investendo le grandi piattaforme come Google e Meta è una versione aggiornata di Second Life, il social network dei primi anni 2000 che permetteva di costruire la propria presenza virtuale come si fa oggi nei videogames Minecraft e Fornite ma con l’aggiunta della Wii, una console di videogiochi basata sul movimento del corpo. Con caschi e occhiali per realtà virtuale e interfacce aptiche l’esperienza nel Metaverso retroagisce sul nostro stesso corpo fisico.

In questo mondo ci si incontra, si gioca, si compra e si vende secondo le logiche del capitalismo estrattivo. Nel Metaverso turbocapitalista, evoluzione dei social network come Facebook, infatti, il codice software è proprietario, l’esperienza condizionata dalle regole dettate dal padrone, l’identità legata a software e hardware commerciali e i profili decisi da chi li vende. Il Metaverso turbocapitalista è un mondo chiuso.

Nel secondo caso, invece, tutto parte dal basso e l’interazione dipende dalle regole stabilite dalla comunità. Alla base di questa seconda idea di Metaverso ci sono i diritti di accesso e proprietà detenuti dai partecipanti, l’azione collettiva e il riuso del software in una logica di decentralizzazione. Il Metaverso comunitario è un mondo aperto.
Ricapitolando: un Metaverso aperto è decentralizzato, consente agli utenti di controllare la propria identità, applica i diritti di proprietà, garantisce che il valore prodotto dalle interazioni venga accumulato per gli utenti e non per le piattaforme. Questo Metaverso aperto è trasparente, permissionless (senza autorizzazione) e componibile perché tutti possono creare liberamente al suo interno.

Il Metaverso aperto si compone come i mattoncini lego grazie a due principi: interoperabilità e apertura del codice sorgente che può essere sempre riusato e orchestrato attraverso la proprietà dei token, gli asset nativi delle reti.
Il decentramento è il suo principio generale: non è posseduto o gestito da una singola entità per evitare la deriva competitiva ed estrattiva delle piattaforme centralizzate. Senza la decentralizzazione, la forza dell’innovazione che si sviluppa ai margini, viene ostacolata. I diritti di accesso e di proprietà consentono di trasferire oggetti, esperienze e identità verso altri metaversi nel caso in cui si voglia abbandonare la piattaforma.

Con la crittografia e la blockchain si può fare: creando una identità sovrana che vive in rete e non dipende da fornitori di identità come le Big Tech e i loro servizi centralizzati (il social login o il single sign-on) evitando così raccolte massive di dati finalizzate al marketing politico e commerciale.


dicorinto.it/testate/il-manife…

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Julian Assange e quella strana idea che sia giusto secretare notizie sui crimini di guerra (di Riccardo Noury)


!Politica interna, europea e internazionale

Il tema della cittadinanza onoraria dei Comuni italiani è spesso controverso: lo abbiamo scoperto, ultimamente, a proposito dei dibattiti sul suo conferimento a figure note come Liliana Segre o Patrick Zaki. Chiedono, pretestuosamente, i contrari: “Cosa ha fatto la tale persona per la nostra città?”

Ma a Milano, il 27 maggio, sulla proposta di attribuire la cittadinanza onoraria a Julian Assange, è successo qualcosa di diverso e particolarmente grave.

Continua qui...
⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️
pressenza.com/it/2022/05/julia…

in reply to informapirata ⁂

si probabile, ma voglio pensare che ci sia qualcosa di buono al mondo, per quanto inutile in molte circostanze. Sarebbe troppo triste altrimenti.
E anche se non completamente pertinente:

“When bad men combine, the good must associate; else they will fall, one by one, an unpitied sacrifice in a contemptible struggle.”
- Edmund Burke, Thoughts on the Cause of the Present Discontents

informapirata ⁂ reshared this.

Franc Mac ha ricondiviso questo.

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Dopo che il dominio principale dello strumento anti-censura #privacy oriented TOR è stato bloccato dalle autorità russe lo scorso dicembre, gli attivisti per i diritti digitali sono intervenuti con un'azione legale riuscita. #TorProject.org è ora sbloccato, ma come parte di un nuovo processo legale, i pubblici ministeri stanno riaffermando e ampliando il loro caso e chiedono che #TOR Browser sia bandito ed eliminato da #GooglePlay.
Di Andy #Maxwell su #TorrentFreak
torrentfreak.com/tor-project-u…

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Confindustria, sindacati, partiti: mentre @PossibileIt raccoglie le firme per una legge di iniziativa popolare, ecco chi rema contro il #salariominimo legale
feddit.it/post/4987

Il nuovo post di macfranc è su #feddit/politica

poliverso.org/display/0477a0…
!Politica interna, europea e internazionale

Confindus…

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unkn - Collegamento all'originale

La nostra e la vostra risposta a chi dice che i giovani non vogliono lavorare o che non si risce ad assumere per colpa del Reddito di Cittadinanza.

Una volta per tutte: il lavoro va retribuito correttamente, altrimenti è sfruttamento!

#salariominimo


Confindustria, sindacati, partiti: mentre @PossibileIt raccoglie le firme per una legge di iniziativa popolare, ecco chi rema contro il #salariominimo legale


!Politica interna, europea e internazionale

Confindustria, sindacati, partiti: mentre Possibile raccoglie le firme per una legge di iniziativa popolare, ecco chi rema contro il #salariominimo legale

Se ne parlava già nel 2018, nel famoso contratto di governo fra Movimento 5 Stelle e Lega: «Si ritiene necessaria l’introduzione di una legge sul salario minimo orario», c’era scritto nel capitolo dedicato al Lavoro. E anche l’anno successivo, quando dal gialloverde si passò al giallorosso, il programma di governo stilato dai Cinque Stelle con Pd e LeU si proponeva – al punto 4 – di «individuare una retribuzione giusta (cosiddetto “salario minimo”) garantendo le tutele massime a beneficio dei lavoratori». In entrambi i casi, per motivi diversi, non se n’è poi fatto nulla.

Continua a leggere...
tpi.it/economia/chi-rema-contr…

[share author='Informa Pirata #WeAreAllAssange #PiratesForAssange' profile='https://twitter.com/informapirata' avatar='https://pbs.twimg.com/profile_images/1362822279810449412/luhv2IGn_400x400.jpg' link='https://twitter.com/informapirata/status/1530231972265660417' posted='2022-05-27 16:58:27']Tweetstorm sul #salariominimo
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Chi vuole darsi da fare?

twitter.com/yes_political/stat…

m4cchia reshared this.

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Infine troverete altri spunti di riflessione sia in @OssigenoO2 (in particolare il n. 5) e nel libretto rosso che prende il titolo #salariominimo buff.ly/3GnaHq4 in cui sono spiegate le ragioni di una proposta di legge > firma qui bit.ly/salariominimof…


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Già nel 2018 con l'uscita di Senza più valore, il mio primo titolo x @peoplepubit, ho raccontato lo sfruttamento insito nei nuovi e nei vecchi lavori (buff.ly/2T15Ktp) > oggi potere firmare per una proposta di legge #giustapaga #salariominimo bit.ly/salariominimof…


Oggi l'unica proposta seria per il #salariominimo:
- la sta portando avanti @PossibileIt, un partito che non ha parlamentari
- viene avversata dalla destra, ignorata dal PD e contestata strumentalmente dai sindacati
- non riscuote eco su stampa e TV

Strano, eh...


La nostra e la vostra risposta a chi dice che i giovani non vogliono lavorare o che non si risce ad assumere per colpa del Reddito di Cittadinanza.

Una volta per tutte: il lavoro va retribuito correttamente, altrimenti è sfruttamento!

#salariominimo

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unkn - Collegamento all'originale

Ho firmato per #salariominimo perché voglio un trattamento dignitoso per ogni forma di lavoro. Perché l’Italia non sarà un Paese civile fino a quando chi lavora verrà sfruttato.
Per firmare con lo SPID questo è il link bit.ly/salariominimof… @PossibileIt


[share author='Valentina Mulas' profile='https://twitter.com/valentina_mulas' avatar='https://pbs.twimg.com/profile_images/1479455422704758787/HCHrWABd_400x400.jpg' link='https://twitter.com/valentina_mulas/status/1530133009755676672' posted='2022-05-27 10:25:12']A tutte le forze politiche che FINALMENTE discutono di #salariominimo volevo far presente che non devono fare alcuno sforzo, se non quello di firmare e firmare questa 👇🏻
(il lavoro è già tutto fatto, cosa volete di più?)

twitter.com/EmanuelaAmendo1/st…

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Allora, lo so che vi piacerebbe, ma no, non si può fare una firma in negativo per la proposta di #italiaviva sul #redditodicittadinanza. Però in compenso per riequilibrare l'universo si può firmare per il #salariominimo qui: bit.ly/salariominimof…


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Ci sono partiti che vogliono togliere i diritti che garantiscono la sopravvivenza.
Poi c’è @PossibileIt, che invece raccoglie le firme per il #salariominimo, per garantire a tutte e tutti un lavoro dignitoso.
Firma anche tu, qui ➡️ bit.ly/salariominimof…


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Il #salariominimo è indispensabile per impedire che il lavoro diventi sfruttamento. Quasi tutti i paesi 🇪🇺lo hanno già, e a breve l’UE lo renderà obbligatorio.

Firma la proposta di @PossibileIt, elaborata traendo il meglio dai sistemi già esistenti 👉🏻 bit.ly/salariominimof…


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Questa è l'espressione allegra di quellə che in piazza vi chiedono una firma per il #salariominimo ed anche di tuttə coloro che firmano, perché sappiamo che si tratta di una battaglia per la dignità e i diritti di tuttə. Si firma anche online,bit.ly/salariominimof…. @PossibileIt