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Seedworm (MuddyWater) APT Abuses Signed Security Binaries in Global Espionage Campaign Across 9 Countries
#CyberSecurity
securebulletin.com/seedworm-mu…
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NightSpire Ransomware Exploits RDP and Remote Admin Tools to Hit 64 Organizations in 33 Countries
#CyberSecurity
securebulletin.com/nightspire-…
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#chegiornoé - #28maggio

Durante una manifestazione #antifascista, in Piazza della Loggia a #Brescia scoppia una #bomba che provoca la morte di 8 persone e ne ferisce 102.

E' uno degli #attentati di matrice #neofascista più gravi degli #AnniDiPiombo.

Questo saggio sulla rivista #IRLH ricostruisce la storia dei processi celebrati per questa #strage .

Leggi l'articolo in #OpenAccess : riviste.unimi.it/index.php/irl…

@cultura

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Maturità 2026: quando escono i nomi dei commissari e dove trovare i Presidenti

@scuola

corriereuniv.it/maturita-2026-…

Con la Maturità 2026 ormai alle porte una delle domande più frequenti tra gli studenti riguarda la composizione delle commissioni d’esame. In particolare, tutti vogliono

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oggi, 28 maggio, a bologna, mambo: giuseppe chiari, partiture per un museo


La S.V. è invitata all’inaugurazione della mostra
You are invited to the opening of the exhibition

Giuseppe Chiari 1926-2026. Partitura per un museo
a cura di / curated by Lorenzo Balbi e / and Mario Chiari

giovedì 28 maggio 2026 | ore 18
Thursday 28th May 2026 | 6 pm

MAMbo_GiuseppeChiari
cliccare per ingrandire

alle ore 19.00 il pianista olandese Reinier van Houdt eseguirà Intervalli (1950 – 1956) di Giuseppe Chiari.
At 7.00 pm, Dutch pianist Reinier van Houdt will perform Intervalli (1950–1956) by Giuseppe Chiari.

Il concerto è realizzato in collaborazione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale e con Fondazione Bonotto
The concert is organised in collaboration with AngelicA | Centro di Ricerca Musicale and Fondazione Bonotto

La mostra sarà aperta / The exhibition will be open
29 maggio / May – 27 settembre / September 2026

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Minzoni 14 | 40121 Bologna
www.museibologna.it/mambo

#AngelicA #AngelicACentroDiRicercaMusicale #art #arte #FondazioneBonotto #GiuseppeChiari #Intervalli #LorenzoBalbi #MAMbo #MAMboMuseoDArteModernaDiBologna #MarioChiari #MuseoDArteModernaDiBologna #ReinierVanHoudt

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unarchive expanded: “requiem”, di jonas mekas e “(re)constructing the domestic”, di estibaliz sádaba murguía

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[/td][/tr][/table][/td][/tr][/table][/td][/tr][/table]

[table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td]UNARCHIVE // EXPANDED
Requiem di Jonas Mekas e (Re)Constructing the Domestic di Estibaliz Sádaba Murguía: cinema espanso, installazioni e pratiche contemporanee del riuso d’archivio tra memoria, corpo e visioni immersive

ROMA – Vicolo Moroni (Trastevere)

Sabato 30 maggio 2026

Ore 18:00

CHIESA DI SANTA DOROTEA / Terrazze della Chiesa

Presentazione del libro

Jonas Mekas. Scrapbook degli anni 60. Scritti 1954 2010 di Jonas Mekas tradotto

da Tiziana Lo Porto e Giuseppe Lucchesini e introdotto da Pier Giovanni Adamo (2026)

Presentano Sebastian Mekas e Pier Giovanni Adamo

Ore 19:30

Requiem

Jonas Mekas USA 2019 84’

Con il sostegno del programma Cultura Lituana in Italia 2025–2026 realizzato

dall’Istituto di Cultura Lituano e dall’Ambasciata della Repubblica di Lituania

nella Repubblica Italiana.

Dal 26 al 31 maggio 2026

CASA BORELLI / 16:00-22:00

(Re)Constructing the Domestic

Installazione di Estibaliz Sádaba Murguía

Spagna / 2026 / 10’ (loop)

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[table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td]

[/td][/tr][/table][/td][/tr][/table][/td][/tr][/table]

[table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td]Tra le sezioni più immersive e site-specific di UnArchive Found Footage Fest, torna UnArchive // Expanded, il programma dedicato alle forme di cinema espanso e alle installazioni che ridefiniscono il rapporto tra immagini, spazio e spettatore.
Nel suggestivo scenario di Vicolo Moroni, tra la Chiesa di Santa Dorotea e Casa Borelli, il festival propone due opere che attraversano memoria, archivio e corpo, aprendo un dialogo tra linguaggi cinematografici, arti visive e dimensione performativa.

Sabato 30 maggio alle ore 19:30 presso la Chiesa di Santa Dorotea sarà presentato Requiem di Jonas Mekas, figura centrale del cinema d’avanguardia internazionale. Ispirata al Requiem di Giuseppe Verdi e realizzata nel 2019 poco prima della scomparsa del regista, l’opera è una meditazione poetica sulla morte, la memoria e la transitorietà dell’esistenza. Attraverso il suo linguaggio diaristico e sperimentale, Mekas costruisce un intenso flusso di immagini che intreccia perdita, spiritualità e celebrazione della vita, consegnando al pubblico uno degli ultimi e più intimi lavori della sua ricerca artistica.

La proiezione sarà accompagnata dalla presentazione del volume Scrapbook degli anni ’60. Scritti 1954-2010 di Jonas Mekas, tradotto da Tiziana Lo Porto e Giuseppe Lucchesini e introdotto da Pier Giovanni Adamo (Quodlibet, 2026). Il volume è una raccolta fondamentale per comprendere il percorso artistico e teorico di Mekas. Curato dallo stesso autore come un vero e proprio “album di ritagli”, il libro riunisce testi editi e inediti composti tra il 1954 e il 2010: pagine diaristiche, interventi critici, conversazioni, recensioni e riflessioni che restituiscono il cuore pulsante della New York underground degli anni Sessanta. Attraverso incontri e dialoghi con figure come Andy Warhol, Allen Ginsberg, Stan Brakhage, Maya Deren, Yōko Ono, Nam June Paik, Susan Sontag e Pier Paolo Pasolini, il volume ripercorre l’impegno di Mekas nella costruzione di un’idea radicale e libera di cinema e avanguardia.

L’evento è realizzato con il sostegno del programma Cultura Lituana in Italia 2025–2026, promosso dall’Istituto di Cultura Lituano e dall’Ambasciata della Repubblica di Lituania nella Repubblica Italiana.

All’evento sarà inoltre presente Sebastian Mekas, figlio del regista.

Dal 26 al 31 maggio, negli spazi di Casa Borelli, sarà invece visibile l’installazione (Re)Constructing the Domestic dell’artista basca Estibaliz Sádaba Murguía. L’opera nasce dall’incontro tra filmati domestici d’archivio e azioni performative realizzate da donne all’interno dello spazio cucina, trasformando il corpo femminile in un dispositivo espressivo capace di sovvertire le rappresentazioni tradizionali del domestico.

Attraverso un collage di immagini e gesti irriverenti, l’installazione riflette sui ruoli di genere e sulle forme di segregazione ancora presenti nella società contemporanea, mettendo in tensione memoria privata e costruzione culturale dello spazio domestico. L’opera prosegue il percorso di ricerca della curatrice Caterina Borelli, che mette a disposizione del festival il suo spazio dedicandolo a installazioni d’arte contemporanea che reinterpretano materiali d’archivio attraverso modalità espositive alternative e immersive.

Con UnArchive // Expanded, il festival amplia ancora una volta i confini del cinema d’archivio, trasformando luoghi urbani e spazi espositivi in territori di attraversamento visivo, memoria condivisa e sperimentazione contemporanea.

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Il duro discorso del presidente di Israele contro la violenza dei coloni

Isaac Herzog ha parlato di «brutalità» che non vanno tollerate, mentre Netanyahu e il suo governo le hanno sempre ignorate o minimizzate

Ma Herzog dove ha vissuto negli ultimi anni? Sembra si sia accorto adesso che in Israele c'è un problema di violenza diffusa...

ilpost.it/2026/05/25/discorso-…

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Quest’estate si celebrano i 10 anni di Nextcloud 🎉

Un cloud libero, europeo, senza lock-in e con app per desktop e smartphone.

Anche la comunità di mastodon.uno mette a disposizione una propria istanza Nextcloud aperta a tutti gli utenti attivi!

📦 Puoi richiedere gratuitamente 20GB di spazio cloud qui:
cloud.mastodon.uno/apps/forms/…

boost benvenuti, aiutaci a diffondere strumenti europei, federati e rispettosi della privacy! ✊

Messaggio rilanciato anche nel gruppo Open Source:
@opensource

Questa voce è stata modificata (4 settimane fa)
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‘aamod’ segnala: “fare un film – iii”, workshop gratuito di cinema documentario per giovani autori

[table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td]AAMOD segnala
FARE UN FILM III: ATTO DI FEDE
Al via il workshop gratuito di cinema documentario promosso da marechiarofilm per autori e autrici tra i 18 e i 35 anni

FARE UN FILM III: ATTO DI FEDE è il progetto formativo ideato e realizzato da marechiarofilm con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE, nell’ambito del programma Per Chi Crea.

Giunto alla sua terza edizione, il progetto si rivolge ad autori e autrici tra i 18 e i 35 anni interessati a sviluppare un cortometraggio documentario originale sul tema dell’“atto di fede”, inteso come tensione umana verso l’ignoto, adesione a un ideale, ricerca di senso o desiderio di trasformazione individuale e collettiva.

Un progetto che si inserisce nel solco delle attività a sostegno della formazione, della sperimentazione audiovisiva e delle nuove generazioni di autori, con particolare attenzione al cinema del reale e alle pratiche narrative capaci di interrogare il presente attraverso lo sguardo documentario.

In un tempo attraversato da profonde incertezze sociali, culturali e politiche, FARE UN FILM III propone infatti una riflessione articolata sul concetto di fede nelle sue molteplici declinazioni: spirituali, civili, politiche, intime e collettive. Un’indagine che attraversa il contemporaneo per interrogare tanto il potenziale trasformativo della fede quanto le sue possibili contraddizioni e derive.

La partecipazione al workshop è gratuita. I sei progetti selezionati avranno accesso a un percorso di tutoraggio artistico e produttivo guidato da professionisti del settore, tra cui Paola Cassano, Antonietta De Lillo, Veronica Flora e Antonio Pezzuto, oltre a ricevere un contributo economico per la realizzazione delle opere.

Nelle precedenti edizioni, il progetto ha rappresentato una concreta occasione di crescita e produzione per numerosi giovani filmmaker: diversi lavori sviluppati all’interno del laboratorio hanno infatti proseguito il proprio percorso nei festival e nei circuiti di diffusione pubblica.

Le candidature dovranno essere inviate entro il 30 maggio 2026.

Tutte le informazioni relative al bando, ai requisiti di partecipazione e alle modalità di candidatura sono disponibili sul sito:

marechiarofilm.it

Per informazioni: filmpartecipato@marechiarofilm.com

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#cultura #arte #archeologia

Per chi non ha paura dei bot abbiamo attivato questo:
@www.stilearte.it

Se volete, seguitelo, lui si popolerà di post man mano che avverranno le pubblicazioni sul sito.
Se lo troverete invadente basterà smettere di seguirlo... 😊😊

🔎 diteci se funziona
🔁 condivisione gradita

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SQL Server 2025 e Azure SQL: vettori, modelli AI nativi e agenti autonomi nel database
#tech
spcnet.it/sql-server-2025-e-az…
@informatica


SQL Server 2025 e Azure SQL: vettori, modelli AI nativi e agenti autonomi nel database


SQL Server 2025: un database nativamente AI


Con il rilascio di SQL Server 2025 (versione 17.x) e i progressivi aggiornamenti di Azure SQL Database, Microsoft ha compiuto un salto qualitativo radicale: non si tratta più di integrare l’intelligenza artificiale come funzionalità accessoria, ma di rendere il database stesso una piattaforma AI di prima classe. Vettori, modelli esterni, agenti autonomi e GitHub Copilot nel gestore dello studio: in questo articolo esploriamo tutto ciò che i professionisti IT devono conoscere.

Tipo di dato VECTOR e ricerca semantica con DiskANN


Il cambiamento più strutturale è l’introduzione del tipo di dato nativo VECTOR, supportato dall’indice DiskANN (Disk-based Approximate Nearest Neighbor), un algoritmo ottimizzato per la ricerca di similarità in grandi dataset ad alta dimensionalità.

Un vettore di embedding è una rappresentazione numerica densa di un contenuto (testo, immagine, documento) in uno spazio ad alta dimensionalità. SQL Server 2025 supporta vettori fino a 1536 dimensioni, compatibili con i modelli di embedding Azure OpenAI come text-embedding-3-large.

-- Creazione tabella con colonna vettoriale
CREATE TABLE Documenti (
    Id INT PRIMARY KEY,
    Testo NVARCHAR(MAX),
    Embedding VECTOR(1536)
);

-- Ricerca di similarità semantica tramite distanza coseno
SELECT TOP 5
    Id,
    Testo,
    VECTOR_DISTANCE('cosine', Embedding, @queryEmbedding) AS Distanza
FROM Documenti
ORDER BY Distanza ASC;

La funzione VECTOR_DISTANCE supporta le metriche cosine, euclidean e dot. In marzo 2026 Microsoft ha annunciato ulteriori ottimizzazioni tramite quantizzazione (riduzione della precisione vettoriale per risparmiare storage e accelerare il calcolo) e iterative filtering, disponibili sia su Azure SQL Hyperscale che su SQL Database in Microsoft Fabric.

CREATE EXTERNAL MODEL: modelli AI come oggetti database


Una delle novità più significative per gli sviluppatori è la possibilità di registrare modelli AI esterni come oggetti database di prima classe, con la stessa dignità di una tabella o di una view.

-- Registrazione di un modello Azure OpenAI come external model
CREATE EXTERNAL MODEL AzureOpenAI_Ada
WITH (
    LOCATION = 'https://mio-endpoint.openai.azure.com/',
    API_KEY = 'secret-key',
    API_TYPE = 'azure_openai',
    DEPLOYMENT = 'text-embedding-ada-002',
    TASK = 'EMBEDDINGS'
);

Una volta registrato, il modello è disponibile per tutte le query T-SQL dell’istanza, con gestione automatica del retry per i fallimenti transitori e supporto per il versioning (A/B testing tra deployment diversi).

La stored procedure sp_invoke_external_rest_endpoint consente invece di chiamare qualsiasi API REST direttamente da T-SQL, incluse OpenAI, Azure OpenAI, Anthropic e anche modelli locali come Ollama:

EXEC sp_invoke_external_rest_endpoint
    @url = 'https://api.openai.com/v1/embeddings',
    @method = 'POST',
    @headers = '{"Authorization": "Bearer sk-xxx", "Content-Type": "application/json"}',
    @payload = '{"input": "testo da vettorializzare", "model": "text-embedding-3-small"}',
    @response = @json OUTPUT;

RAG nativo: addio al database vettoriale separato


Il pattern Retrieval-Augmented Generation (RAG) — recuperare contesto rilevante da una base di conoscenza per arricchire il prompt di un LLM — si implementa ora interamente all’interno di SQL Server, senza bisogno di database vettoriali separati come Pinecone, Milvus o Weaviate.

Il flusso tipico è:

  1. Inserire i documenti nella tabella con colonna VECTOR
  2. Generare gli embedding tramite CREATE EXTERNAL MODEL o sp_invoke_external_rest_endpoint
  3. Archiviare i vettori nella stessa tabella dei dati operativi
  4. Al momento della query, vettorializzare il testo dell’utente e cercare i k documenti più simili con VECTOR_DISTANCE
  5. Passare i documenti recuperati come contesto all’LLM

Questo approccio elimina la complessità della sincronizzazione tra il database relazionale e quello vettoriale, riducendo la latenza e semplificando enormemente la gestione della sicurezza (un solo perimetro di autorizzazione).

Per scenari ibridi, è disponibile anche l’integrazione con Azure AI Search, che combina full-text search tradizionale con ricerca vettoriale semantica.

Agenti AI autonomi e GitHub Copilot in SSMS 22


SQL Server 2025 introduce il concetto di agente AI integrato nel database: un componente che riceve richieste in linguaggio naturale, le traduce in T-SQL, le esegue e ragiona sui risultati per determinare i passi successivi, rispettando il modello di sicurezza e i permessi SQL Server.

Azure SQL Database Hyperscale espone un SQL MCP Server (endpoint Model Context Protocol, ora in public preview), che consente ad agenti AI e Copilot di connettersi al database e ragionare sui dati SQL per applicazioni cloud-native.

GitHub Copilot in SSMS 22 è diventato generalmente disponibile l’11 novembre 2025. Le funzionalità principali:

  • Chat in linguaggio naturale per interrogare il database o costruire query T-SQL
  • Slash command: /doc per la documentazione, /fix per la correzione errori, /explain per la spiegazione di query complesse
  • Database instructions: contesto specifico del database e regole di business memorizzati come extended properties, che Copilot applica automaticamente
  • Autocompletamento contestuale nell’editor query (disponibile dalla versione SSMS 22.2.1, rilasciata il 21 gennaio 2026)


Machine Learning Services e integrazione con i framework AI


SQL Server Machine Learning Services — disponibile sin da SQL Server 2016 con R e poi Python — continua a essere supportata in SQL Server 2025. Permette di eseguire script Python e R in-database, senza spostare i dati fuori da SQL Server, mantenendo il perimetro di sicurezza e riducendo l’overhead di rete.

SQL Server 2025 aggiunge il supporto ai principali framework di orchestrazione AI:

  • LangChain: il pacchetto langchain-sqlserver abilita chatbot con pattern RAG sui dati SQL, con orchestrazione tramite LangChain e UI via Chainlit
  • Semantic Kernel: SDK open source Microsoft per .NET (e altri linguaggi), include un connettore nativo per il vector store di SQL Server, permettendo di costruire agenti e applicazioni RAG che chiamano modelli, strumenti e SQL Server in modo integrato
  • LSTM e architetture ibride: l’integrazione con Long Short-Term Memory offre un framework per agenti che devono mantenere stato contestuale su sequenze di interazioni


Copilot in Azure SQL Database


Microsoft Copilot in Azure SQL Database — in GA dall’11 aprile 2025 — offre esperienze AI-assisted per DBA e sviluppatori:

  • Risposta a domande sulle performance del database in linguaggio naturale
  • Troubleshooting tramite Dynamic Management Views e Query Store
  • Generazione T-SQL da descrizioni plain-text con spiegazione dettagliata delle query
  • Code completion nell’editor query di Fabric e quick actions per fix/explain

Il sistema analizza i metadati del database (nomi tabelle, colonne, struttura) per generare suggerimenti contestuali senza accedere ai dati effettivi.

Requisiti e disponibilità


Le funzionalità core — tipo VECTOR, CREATE EXTERNAL MODEL, sp_invoke_external_rest_endpoint — richiedono:

  • On-premises: SQL Server 2025 (17.x)
  • Azure SQL Database: tier Hyperscale
  • Azure SQL Managed Instance: policy di aggiornamento Always-up-to-date o SQL Server 2025
  • GitHub Copilot in SSMS: SSMS 22 o superiore, account GitHub con Copilot attivo
  • Azure OpenAI: risorsa con modelli di embedding distribuiti (text-embedding-3-large, text-embedding-3-small, text-embedding-ada-002)

In marzo 2026 Microsoft ha aggiunto: Database Hub in Microsoft Fabric (early access), SQL MCP Server per Azure SQL Hyperscale (public preview), e opzioni vCore più ampie (160 e 192) per Hyperscale. È stato anche annunciato un savings plan per database con risparmio fino al 35% rispetto al pay-as-you-go su impegno annuale.

Conclusione


SQL Server 2025 non è un semplice aggiornamento di versione: è il risultato di una strategia pluriennale per trasformare il database relazionale in un motore AI nativo. Per i professionisti IT che già operano nell’ecosistema Microsoft, le implicazioni sono concrete: è possibile implementare ricerca semantica, RAG, agenti autonomi e assistenza AI alle query senza aggiungere infrastrutture esterne, riutilizzando il perimetro di sicurezza e la governance già in essere su SQL Server.

La sfida è ora architetturale: capire dove ha senso spostare logica AI dentro il database e dove invece mantenerla nell’application layer. Ma avere questa scelta — e i tool per implementarla — è già un notevole passo avanti.


Fonte originale: AI features in Microsoft SQL Server 2025 and Azure SQL – 4sysops


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Nimbus Manticore e il backdoor MiniFast: l’Iran usa l’IA per colpire aviazione e oil&gas durante la guerra
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/nimbus…


Nimbus Manticore e il backdoor MiniFast: l’Iran usa l’IA per colpire aviazione e oil&gas durante la guerra


Mentre i cacciabombardieri statunitensi e israeliani colpivano obiettivi nucleari iraniani nel febbraio 2026, dall’altra parte del fronte cibernetico il gruppo Nimbus Manticore — affiliato ai Pasdaran (IRGC) — non rallentava. Accelerava. Tre ondate di attacchi in tre mesi, un nuovo backdoor sviluppato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, tecniche d’infezione mai viste prima: è quanto emerge dall’analisi congiunta pubblicata da Check Point Research e confermata da Palo Alto Networks Unit 42.

Il contesto: cyberoperazioni in tempo di guerra


Il 28 febbraio 2026 gli Stati Uniti e Israele hanno avviato Operation Epic Fury, la campagna militare che ha colpito le infrastrutture nucleari iraniane. Nelle stesse ore, Nimbus Manticore — già noto per campagne contro aviazione, difesa e telecomunicazioni con il malware MiniJunk — ha dimostrato una capacità di adattamento operativo senza precedenti: anzichè fermarsi, il gruppo ha sviluppato e distribuito nuovi strumenti offensivi nel mezzo del conflitto.

Il gruppo (tracciato anche come UNC1549 e Screening Serpens) è stato attivo in almeno cinque paesi — USA, Israele, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Australia — colpendo aziende del settore aerospaziale, petrolifero, software e delle telecomunicazioni. Tra i bersagli identificati da Unit 42 figura anche un’azienda statunitense del settore oil & gas.

Tre ondate di attacchi: febbraio, marzo, aprile 2026


Prima ondata (febbraio 2026) — AppDomain Hijacking + MiniJunk. Prima ancora dello scoppio del conflitto, il gruppo prendeva di mira dipendenti di aziende software e aerospaziali in Arabia Saudita e Australia con false offerte di lavoro. Le vittime venivano indotte a scaricare un archivio ZIP ospitato su OnlyOffice contenente un eseguibile Microsoft legittimo (Setup.exe) e un file di configurazione .config modificato. Questa tecnica — chiamata AppDomain Hijacking — abusa del runtime .NET per far caricare una DLL malevola al posto di una legittima, in modo silenzioso. Il payload finale era una nuova variante di MiniJunk.

Seconda ondata (marzo 2026) — Trojanized Zoom + MiniFast. In piena guerra, Nimbus Manticore ha introdotto un installer Zoom manomesso, probabilmente distribuito tramite false convocazioni a meeting video. Il flusso di infezione è sofisticato: il loader di primo stadio monitora in loop la creazione dello scheduled task legittimo ZoomUpdateTaskUser-<SID> generato dall’installer originale, e quando viene creato lo hijacka, modificandolo per eseguire il secondo stadio. La persistenza si mimetizza perfettamente nel sistema operativo. Il payload finale è il nuovo backdoor MiniFast.

Terza ondata (aprile 2026) — SEO Poisoning + SQL Developer falso. Per la prima volta nel modus operandi del gruppo, nessun spear-phishing: il vettore è la ricerca su motore di ricerca. Nimbus Manticore ha registrato decine di domini satellite che puntano a getsqldeveloper[.]com, un sito clone della pagina di download di Oracle SQL Developer. Grazie a keyword stuffing e link-building artificiale, il dominio malevolo scalava le SERP di Bing e DuckDuckGo. Chiunque cercasse il software legittimo poteva ricevere un installer armato con MiniFast.

MiniFast: il backdoor scritto con l’IA


MiniFast è una DLL PE a 64 bit che espone una singola export (CheckForUpdates) come entry point. La backdoor è progettata per la persistenza a lungo termine e l’esecuzione remota di comandi. Comunica con il C2 via HTTP, impersonando Chrome con un hardcoded User-Agent (Mozilla/5.0 ... Chrome/146.0.0.0) per confondersi col traffico legittimo.

Check Point ha identificato segnali inequivocabili dell’uso di strumenti AI nella fase di sviluppo: gestione degli errori eccessiva anche su chiamate API triviali come GetUserName, naming delle funzioni verboso e descrittivo, messaggi di debug embedded, organizzazione modulare nonostante la semplicità del codice. Queste caratteristiche sono tipiche del codice assistito da LLM e indicano una pipeline che sfrutta l’IA per accelerare i cicli di rilascio malware.

L’architettura di comunicazione con il C2 segue un pattern API-style con scambio JSON. Gli endpoint includono POST /rg per l’handshake iniziale con identificativo vittima, POST /agent/init per la registrazione dell’host, GET /agent/poll?token= per il recupero dei task (con strutture binarie Base64-encoded), POST /agent/result per l’upload dei risultati, PUT /upload/ per l’esfiltrazione file e GET /files/ per il download dal C2.

Il set di comandi implementati copre un ampio spettro: listing directory, esecuzione shell tramite cmd.exe, enumerazione processi, upload/download file, kill process per PID, caricamento dinamico di DLL, creazione archivi ZIP, escalation privilegi con runas, e installazione di persistenza tramite scheduled task denominato WindowsSecurityUpdate. Il polling interval e il jitter sono regolabili da remoto, rendendo il beacon adattivo e difficile da rilevare con euristiche fisse.

Implicazioni geopolitiche


“Le loro ambizioni si estendevano ben oltre lo spionaggio in Medio Oriente,” ha dichiarato Sergey Shykevich di Check Point Research. “Hanno costruito e distribuito un backdoor completamente nuovo nel mezzo del conflitto, mentre le operazioni erano attivamente in corso. E hanno lanciato una terza ondata con un playbook completamente diverso — senza mai fermarsi tra febbraio e aprile.”

La velocità di adattamento di Nimbus Manticore suggerisce che il conflitto cinetico ha funzionato da acceleratore per le operazioni cyber. L’integrazione di AI nella catena di sviluppo malware riduce i tempi dal concept al deploy, rendendo le signature tradizionali basate su hash o pattern statici più rapidamente obsolete. I settori maggiormente a rischio rimangono aviazione, difesa, telecomunicazioni e oil & gas in USA, Europa e Medio Oriente.

Dal punto di vista difensivo, è raccomandabile monitorare il caricamento di DLL non firmate da %AppData% in processi .NET, verificare l’integrità degli scheduled task dopo installazioni software, e filtrare l’accesso a domini registrati di recente che mimano portali di download di software enterprise (SQL Developer, Zoom, Adobe, etc.).

Indicatori di Compromissione (IoC)

# SHA256 — MiniFast, loader e dropper associati
10fd541674adadfbba99b54280f7e59732746faf2b10ce68521866f737f1e46d
eee657ffdb2af8ed6412221e7d5fbf4f5742f2ac2c88f43f12db46af0697de71
781605ce9d4a9869e846f6c9657d71437cb6240ab27ffbc4cd550c0e06996690
2c214494fd0bad31473ca8adce78a4f50847876584571e66aadeae70827ec2dc
f08b17856616d66492a24dced27f788e235f35f42fa7cd10f315000d3a2f4c03
a57ffb819fe8d98ff925c5d7b239598fe302acf5a13193d7a535040a71298fdf
63d0d3c4a7f71bdbca720903d6a99b832089cc093c64d2938e7e001e56c17ab4
74882085db2088356ed7f72f01e0404a0a98cda88ef56fb15ce74c1f36b26d27
bc3b44154518c5794ce639108e7b9c5fecb0c189607a26de1aaed518d890c7ad
ecaf493c320d201d285ef5f61d75744216e47cf1115b4af528f9a78883cc446e
44f4f7aca7f1d9bfdaf7b3736934cbe19f851a707662f8f0b0c49b383e054250
0db36a04d304ad96f9e6f97b531934594cd95a5cea9ff2c9af249201089dc864
# Domini C2 e siti di distribuzione
getsqldeveloper[.]com
business-startup[.]org
business-startup.azurewebsites[.]net
PremierHealthAdvisory[.]com
ramiltonsfinance[.]com
globalitconsultants.azurewebsites[.]net
global-it-consultants.azurewebsites[.]net
nanomatrix.azurewebsites[.]net
licencemanagers.azurewebsites[.]net
peerdistsvcmanagers.azurewebsites[.]net
buisness-centeral-transportation[.]com
# Certificati code-signing abusati
Gray Matter Software S.R.L.
Kirubel Kerie Negeya
# Scheduled task di persistenza creato da MiniFast
WindowsSecurityUpdate

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Consultazione pubblica sul CAD fino al 29/05


@informatica

Il CAD, adottato con decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, è il
testo che riunisce e organizza le norme riguardanti l'informatizzazione
della Pubblica Amministrazione nei rapporti con i cittadini e le
imprese.

L’obiettivo della consultazione è quello di acquisire proposte
finalizzate a valorizzare e rafforzare il patrimonio informativo
pubblico, i processi di digitalizzazione delle Pubbliche
amministrazioni e l’erogazione di servizi in rete ai cittadini e alle
imprese.

Il presente questionario è finalizzato a raccogliere evidenze,
esperienze e valutazioni sulle principali esigenze di semplificazione,
aggiornamento e riassetto del Codice dell’amministrazione digitale
(d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82), in attuazione della legge delega 10
novembre 2025, n. 167, nonché alla luce dell’evoluzione del quadro
europeo, tecnologico e organizzativo. I contributi saranno utilizzati
per valutare obiettivi, ambiti prioritari, condizioni di attuazione e
impatti attesi della riforma.

partecipa.gov.it/processes/Cod…

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Via la parola ‘antifascismo’ dalla Commissione: la Consulta degli studenti di Roma finisce in rissa

@scuola

corriereuniv.it/via-la-parola-…

Pugni, calci e anche qualche sedia. È finita in rissa la seduta plenaria della Consulta provinciale degli studenti di

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Runtime Async in .NET 11 Preview 1: addio alle state machine del compilatore
#tech
spcnet.it/runtime-async-in-net…
@informatica


Runtime Async in .NET 11 Preview 1: addio alle state machine del compilatore


Introduzione


Con il rilascio di .NET 11 Preview 1, Microsoft ha introdotto uno dei cambiamenti architetturali più significativi nella storia dell’async in .NET: il Runtime Async V2. Questo cambiamento sposta la responsabilità della gestione delle operazioni asincrone dal compilatore al runtime stesso, con impatti concreti su debug, profiling, leggibilità degli stack trace e potenzialmente sulle prestazioni.

In questo articolo analizziamo nel dettaglio come funziona il nuovo modello, come differisce dall’approccio attuale basato su state machine, come abilitarlo nei propri progetti e cosa aggiunge .NET 11 Preview 1 oltre al solo Runtime Async.

Il problema: le state machine del compilatore


Chiunque abbia lavorato seriamente con codice asincrono in C# conosce la frustrazione di leggere uno stack trace in produzione e trovarsi sommerso da frame generati dal compilatore. Ogni metodo async viene trasformato dal compilatore in una classe di stato (state machine) che implementa IAsyncStateMachine. Questa trasformazione è efficace, ma introduce livelli di indirezione che offuscano la reale catena di chiamate.

Un semplice stack di tre metodi async produce tipicamente oltre dieci frame nello stack trace live, la maggior parte appartenenti all’infrastruttura del compilatore (AsyncMethodBuilderCore.Start, ecc.). Il risultato è un debug più laborioso e strumenti di profiling che faticano a restituire una visione chiara dell’esecuzione.

Runtime Async V2: come funziona


Con Runtime Async, il compilatore non genera più la state machine. Emette invece un IL semplificato, annotato con [MethodImpl(MethodImplOptions.Async)], e delega al runtime la gestione della sospensione e ripresa dei metodi asincroni. In pratica, è il CLR stesso a tracciare l’esecuzione asincrona, non il codice generato dal compilatore.

Il risultato più visibile è nei live stack trace, ovvero ciò che profiler, debugger e new StackTrace() vedono durante l’esecuzione. Con Runtime Async, i metodi effettivi appaiono direttamente nello stack, senza wrapper di stato.

Confronto diretto degli stack trace


Consideriamo questo codice di esempio:

await OuterAsync();

static async Task OuterAsync()
{
    await Task.CompletedTask;
    await MiddleAsync();
}

static async Task MiddleAsync()
{
    await Task.CompletedTask;
    await InnerAsync();
}

static async Task InnerAsync()
{
    await Task.CompletedTask;
    Console.WriteLine(new StackTrace(fNeedFileInfo: true));
}

Senza Runtime Async — 13 frame, con tutta l’infrastruttura del compilatore visibile:
at Program.<<Main>$>g__InnerAsync|0_2() in Program.cs:line 24
at System.Runtime.CompilerServices.AsyncMethodBuilderCore.Start[TStateMachine](...)
at Program.<<Main>$>g__InnerAsync|0_2()
at Program.<<Main>$>g__MiddleAsync|0_1() in Program.cs:line 14
at System.Runtime.CompilerServices.AsyncMethodBuilderCore.Start[TStateMachine](...)
at Program.<<Main>$>g__MiddleAsync|0_1()
at Program.<<Main>$>g__OuterAsync|0_0() in Program.cs:line 8
...
(13 frame totali)

Con Runtime Async — 5 frame, la reale catena di chiamate:
at Program.<<Main>$>g__InnerAsync|0_2() in Program.cs:line 24
at Program.<<Main>$>g__MiddleAsync|0_1() in Program.cs:line 14
at Program.<<Main>$>g__OuterAsync|0_0() in Program.cs:line 8
at Program.<Main>$(String[] args) in Program.cs:line 3
at Program.<Main>(String[] args)

È importante notare che questo miglioramento riguarda i live stack trace. Gli exception stack trace (catch (Exception ex)) già apparivano in modo pulito grazie all’ExceptionDispatchInfo nelle versioni precedenti.

Miglioramenti al debugging


Con Runtime Async, il debugger può finalmente fare ciò che ci si aspetterebbe da sempre:

  • I breakpoint all’interno di metodi async si associano correttamente, senza essere deviati su codice generato
  • È possibile fare step-through attraverso i boundary degli await senza “saltare” nell’infrastruttura del compilatore
  • La finestra call stack del debugger mostra la catena reale, non i wrapper di stato

Questi miglioramenti avvantaggiano qualsiasi strumento che ispeziona lo stack live: profiler come dotTrace, logging diagnostico, e naturalmente il debugger integrato di Visual Studio e VS Code.

Come abilitare Runtime Async nel proprio progetto


Runtime Async è una feature in anteprima che richiede opt-in esplicito. Aggiungere le seguenti proprietà al file .csproj:

<PropertyGroup>
  <Features>runtime-async=on</Features>
  <EnablePreviewFeatures>true</EnablePreviewFeatures>
</PropertyGroup>

Ovviamente, essendo ancora in anteprima, non è consigliato per ambienti di produzione. È tuttavia un ottimo momento per sperimentarlo su branch di sviluppo e fornire feedback al team .NET.

Requisiti hardware aggiornati


.NET 11 alza il baseline hardware richiesto. Per x86/x64, il minimo passa da x86-64-v1 a x86-64-v2, richiedendo istruzioni aggiuntive come SSE3, SSSE3, SSE4.1, SSE4.2 e POPCNT. Questo rientra nei requisiti già imposti da Windows 11 e copre tutta l’hardware Intel/AMD attualmente supportato ufficialmente (i chip più vecchi sono usciti dal supporto intorno al 2013).

Per Arm64 su Windows, il baseline aggiunge ora il requisito dell’instruction set LSE, richiesto da Windows 11 e da tutti gli Arm64 supportati da Windows 10.

Altre novità di .NET 11 Preview 1

Supporto nativo a Zstandard


Le librerie guadagnano il supporto nativo alla compressione Zstandard tramite la nuova classe ZstandardStream. Zstandard offre rapporti di compressione migliori rispetto a gzip con velocità di decompressione molto elevate — un’aggiunta benvenuta per pipeline di dati e API ad alta frequenza.

BFloat16 per AI e ML


Arriva il tipo BFloat16 (Brain Float 16), un formato floating-point a 16 bit nato per carichi di lavoro di machine learning. È ampiamente usato da librerie AI come TensorFlow e PyTorch, e la sua presenza nativa in .NET facilita l’integrazione con modelli ML senza conversioni intermedie.

Miglioramenti JIT


  • Eliminazione dei bounds check: il JIT elimina ora i controlli ridondanti sul pattern i + cns < len, comune nei loop su array e Span
  • Rimozione di contesti checked ridondanti: quando un valore è già noto essere nel range, i controlli di overflow vengono rimossi
  • Devirtualizzazione in ReadyToRun: le immagini R2R possono ora devirtualizzare chiamate a virtual method generici non condivisi


Miglioramenti VM


Su piattaforme senza JIT (come iOS), l’interface dispatch ora usa un meccanismo di cache con miglioramenti di performance fino a 200x in codice ad alta intensità di interfacce. Guid.NewGuid() su Linux migliora del 12% circa usando la syscall getrandom() con batch caching.

C# 15: prime anticipazioni


.NET 11 Preview 1 include anche le prime feature di C# 15. Tra quelle già disponibili:

  • Collection expression arguments: possibilità di specificare capacità, comparatori o altri parametri del costruttore direttamente nella sintassi delle espressioni di collezione
  • Extended layout support: il compilatore emette TypeAttributes.ExtendedLayout per tipi annotati con ExtendedLayoutAttribute, principalmente per scenari di interop


Conclusione


Il Runtime Async V2 rappresenta un passo importante verso un’esperienza di sviluppo asincrono più trasparente e debuggabile in .NET. Non è ancora pronto per la produzione, ma la direzione è chiara: Microsoft vuole che gli sviluppatori smettano di combattere con stack trace incomprensibili e possano finalmente fare debug dell’async come del codice sincrono.

Con .NET 11 previsto per novembre 2026 come Standard Term Support (STS), c’è ancora tempo per sperimentare e contribuire al processo di feedback prima del rilascio finale.

Fonte: What’s new in the .NET 11 runtime — Microsoft Learn | InfoQ: .NET 11 Preview 1


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GPUStack: cluster GPU self-hosted per inferenza AI con API OpenAI-compatibile
#tech
spcnet.it/gpustack-cluster-gpu…
@informatica


GPUStack: cluster GPU self-hosted per inferenza AI con API OpenAI-compatibile


Avete le GPU. Magari un paio di NVIDIA A100 in un rack, alcune RTX 4090 sotto le scrivanie, o un cluster con hardware misto. Avete la potenza di calcolo. Bene. Adesso, però, viene il problema vero: come gestirla?

Capire quali modelli entrano in quale scheda, come bilanciare il carico tra più macchine, come gestire un nodo che cade alle 2 di notte, e come esporre tutto questo come una API pulita che il team di sviluppo possa effettivamente chiamare — questa è la parte che manda in crisi la maggior parte dei team. Il risultato tipico è una raccolta fragile di script Python e crontab entries che nessuno tocca da anni e che funzionano finché non smettono di funzionare.

GPUStack è stato costruito precisamente per risolvere questo problema.

Cos’è GPUStack?


GPUStack è uno strumento open source (licenza Apache 2.0) per la gestione di cluster GPU destinati all’inferenza AI. Pensatelo come Kubernetes per i vostri workload di inferenza, senza la necessità di passare tre giorni a debuggare un errore di indentazione in un Helm chart.

Al suo nucleo, GPUStack fa tre cose bene:

  • Aggrega le GPU: che l’hardware sia su bare-metal, pod Kubernetes o istanze cloud, GPUStack le vede tutte come un unico pool di compute. Una dashboard, visibilità completa.
  • Orchestrare gli inference engine: GPUStack si integra con vLLM, SGLang e TensorRT-LLM, sceglie il motore giusto per il job, lo configura e ne gestisce il ciclo di vita.
  • Espone i modelli via API OpenAI-compatibile: una volta deployato un modello, il team applicativo ottiene un endpoint REST familiare. Nessuna libreria client custom. Nessun protocollo nuovo da imparare. Solo cambiare il base URL.


Installazione in meno di 5 minuti

Step 1 — Avviare il server di controllo


Vi serve una macchina per il control plane. Non deve nemmeno avere una GPU — un box CPU-only è sufficiente per il ruolo di server:

sudo docker run -d --name gpustack   --restart unless-stopped   -p 80:80   --volume gpustack-data:/var/lib/gpustack   gpustack/gpustack

Aprite il browser, navigate a http://<ip-del-vostro-server> e vedrete la dashboard GPUStack. Al primo accesso impostate le credenziali admin.

Step 2 — Aggiungere i worker GPU


Su ogni nodo worker, assicuratevi di avere installato NVIDIA driver e NVIDIA Container Toolkit, poi eseguite:

sudo docker run -d --name gpustack-worker   --restart unless-stopped   --gpus all   -e GPUSTACK_SERVER_URL=http://<ip-server>   -e GPUSTACK_TOKEN=<vostro-token>   gpustack/gpustack

Il token lo trovate nella dashboard GPUStack. In pochi secondi il worker compare nella vista cluster con modello GPU, capacità VRAM e stato di salute. Tre macchine? Tre comandi. Trenta macchine? Un playbook Ansible.

Nota pratica: la parte più difficile non è eseguire il comando worker, ma installare correttamente driver e toolkit sull’host. Verificate sempre la compatibilità tra versione del driver NVIDIA, versione CUDA e container runtime prima di procedere.

Step 3 — Deploy di un modello


Dalla web UI andate al catalogo modelli. GPUStack supporta il pull da Hugging Face e dall’Ollama Library. Selezionate un modello e cliccate “Deploy”.

Qui il scheduler dimostra il suo valore: legge i metadati del modello, calcola i requisiti di VRAM e compute, e determina quali worker possono gestirlo. Se il modello è troppo grande per una singola GPU, può distribuirlo su più schede (model sharding). Non dovete calcolare manualmente se un modello a 70B parametri entra nel vostro hardware: ci pensa GPUStack.

Step 4 — Chiamare l’API


Una volta che il modello è running, ottenete un endpoint OpenAI-compatibile. Recuperate una API key dalla dashboard e testate:

curl http://<ip-server>/v1/chat/completions   -H "Authorization: Bearer <api-key>"   -H "Content-Type: application/json"   -d '{
    "model": "llama3",
    "messages": [
      {"role": "user", "content": "Spiega la gestione di cluster GPU in un paragrafo."}
    ]
  }'

Se usate già l’OpenAI Python SDK, la migrazione alla vostra infrastruttura è una modifica su una riga:
from openai import OpenAI

client = OpenAI(
    base_url="http://<ip-server>/v1",
    api_key="<api-key>"
)

response = client.chat.completions.create(
    model="llama3",
    messages=[{"role": "user", "content": "Hello from my own GPU cluster!"}]
)
print(response.choices[0].message.content)

Il codice applicativo rimane invariato. La vostra infrastruttura è ora completamente sotto il vostro controllo.

Funzionalità Avanzate

Flessibilità Multi-Backend


GPUStack supporta vLLM, SGLang e TensorRT-LLM out of the box. Nessun motore di inferenza è il migliore per ogni workload:

  • vLLM: eccellente per batch processing ad alto throughput
  • TensorRT-LLM: massimizza le performance sull’hardware NVIDIA
  • SGLang: ideale per la generazione strutturata

GPUStack vi permette di scegliere il motore giusto per ogni deployment, o di lasciare che il scheduler scelga per voi in base al workload.

Monitoraggio Integrato


GPUStack si integra nativamente con Grafana e Prometheus, offrendo dashboard in real-time per utilizzo GPU, consumo VRAM, token throughput e request rate dell’API. Non serve aggiungere uno stack di monitoraggio separato. Quando qualcosa si rompe alle 2 di notte, saprete esattamente quale GPU su quale macchina è il problema.

Recovery automatico dai guasti


Un nodo che cade a causa di un errore PCIe bus o un driver mismatch che si manifesta solo sotto carico pesante tipicamente porta la vostra API di inferenza a restituire 500 finché non intervenite manualmente. GPUStack rileva i nodi non raggiungibili e redistribuisce i workload automaticamente, eliminando la necessità di un intervento manuale d’emergenza.

Quando Usare GPUStack


GPUStack è la scelta giusta se:

  • Avete 2 o più macchine GPU e volete servire LLM o altri modelli AI tramite una API unificata
  • Volete eseguire inferenza sulla vostra hardware invece di pagare per token a un cloud provider — il risparmio sui costi a scala è reale
  • Il vostro team non vuole diventare ingegneri di infrastruttura a tempo pieno solo per tenere i modelli in funzione

Forse non è la scelta giusta se:

  • Avete una singola GPU e volete solo eseguire modelli localmente per uso personale: in quel caso Ollama è più semplice
  • Siete già profondamente integrati in una piattaforma ML custom su Kubernetes con KubeFlow o simili, dove l’overlap potrebbe non valere l’investimento


Il Quadro Generale: l’Inferenza Self-Hosted è di Nuovo Praticabile


Il panorama dell’infrastruttura AI sta cambiando rapidamente. Un anno fa la maggior parte dei team optava automaticamente per API provider per l’inferenza. Oggi, con modelli open-weight sempre più capaci e costi GPU in calo, l’inferenza self-hosted è diventata un’opzione reale — non solo per i grandi player, ma per startup e aziende di medie dimensioni.

Il collo di bottiglia non è più l’hardware. Sono le operations: il codice collante tra “abbiamo le GPU” e “la nostra applicazione può chiamare un modello in modo affidabile”. GPUStack è un tentativo serio di risolvere questo gap, ed è open source sotto licenza Apache 2.0 — ispezionabile, modificabile e deployabile senza vendor lock-in.

Se avete hardware che al momento scalda solo la stanza server, o se siete stanchi di bollette di inferenza cloud che sembrano mutui, vale la pena provare. Il progetto è disponibile su GitHub.

Fonte originale: Self-Hosted Inference Doesn’t Have to Be a Nightmare: How to Use GPUStack — DZone


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Il nuovo post di universita-it: Open Day giugno 2026: date, eventi e consigli per scegliere il corso giusto

Qui il post completo: universita.it/open-day-univers…

@universitaly

Minors and Interactions with Chatbots: Analysis of Risks in the Italian Context

Le notizie dal Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino su @Etica Digitale (Feddit)

This project investigates interactions between Italian minors and AI chatbots, focusing on risks such as grooming, emotional manipulation, self-harm content with the goal of developing concrete recommendations for the protection of young

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Anche con voi i vostri amici si rifiutano di aprire i link giganteschi?

Vorreste una #alternativa #libera che non tracci cosa condividiate?

Da Oggi potete farlo senza alcun problema, grazie a @BoostMediaAPS !

Sto parlando di Shorty: la #app single page che ti risolve tutti i problemi!

Una app interamente #AGPLv3 , #OpenSource , #SoftwareLibero sviluppata da Me e rilasciata per tutta la comunità 😉

Scopri di più nel mio ultimo video!

youtu.be/QCoGEEoyKW4?is=MZMz1n…

@gnulinuxitalia

This project investigates interactions between Italian minors and AI chatbots, focusing on risks such as grooming, emotional manipulation, self-harm content with the goal of developing concrete recommendations for the protection of young users.
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The #US has never made a secret of the fact that #NATO/ #US #militaryBases on #Italy's soil are NOT about *defense*, but rather about projecting #USMilitaryPower on #EU,#MiddleEast,#NorthAfrica,#MediterraneanSea, and yet propagandists tell the public they're about #defense
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Solidarietà alla famiglia dell' #operaio di 30 anni schiacciato da una pressa.
L' inazione della politica e delle istituzioni -al di là della patetiche chiacchiere -è oltre ogni decenza umana: tanto i loro figli non moriranno mai schiacciati da una pressa

ilfattoquotidiano.it/2026/05/2…

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E #USA NON hanno mai fatto mistero che cosa vogliono dall'#Italia: riduzione drastica della #SpesaSociale (sanità,istruzione,ecc.) per far fare balzo alla #SpesaMilitare e alle *missioni militari*,ovvero #guerre.
La destra di governo e ala centrista del #PD completamente complici
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Certo che colpisce: #USA NON hanno mai fatto mistero che #BasiMilitari #NATO/#USA non sono per la *difesa* dell'#Italia, ma per proiettare la potenza degli #USA in #Europa, #NordAfrica, #MedioOriente, #Mediterraneo,ma la propaganda continua a fare lavaggio del cervello
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CVE-2026-5426: zero-day in KnowledgeDeliver LMS sfruttato per distribuire BLUEBEAM e Cobalt Strike BEACON
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/cve-20…


CVE-2026-5426: zero-day in KnowledgeDeliver LMS sfruttato per distribuire BLUEBEAM e Cobalt Strike BEACON


Si parla di:
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Un attore di minacce non ancora attribuito ha sfruttato una vulnerabilità zero-day nel sistema LMS KnowledgeDeliver, sviluppato dalla giapponese Digital Knowledge, per ottenere Remote Code Execution non autenticato e distribuire la web shell in-memory BLUEBEAM. L’indagine di Mandiant rivela un attacco sofisticato a più strati: dalla deserialization di ViewState ASP.NET al social engineering degli utenti finali con un falso plugin di autenticazione che installa Cobalt Strike BEACON, personalizzato per organizzazione. Una vulnerabilità che colpisce sistemi universitari e aziendali in tutto il mondo a causa di una scelta progettuale fatale: chiavi crittografiche condivise tra tutte le installazioni.

La radice del problema: chiavi macchina hardcoded


KnowledgeDeliver è un Learning Management System (LMS) enterprise ampiamente utilizzato in Giappone e in numerosi contesti educativi e corporate internazionali. Come molte applicazioni ASP.NET, utilizza la funzionalità ViewState per preservare lo stato delle pagine web tra una richiesta e l’altra. ViewState è protetto tramite una machineKey: una coppia di chiavi crittografiche (validationKey + decryptionKey) che garantiscono l’autenticità e la riservatezza dei dati serializzati inviati tra client e server.

Il difetto critico di KnowledgeDeliver, ora tracciato come CVE-2026-5426, consiste nell’utilizzo di valori machineKey statici e identici in tutte le installazioni del prodotto. Digital Knowledge distribuiva il software con chiavi hardcoded nel file web.config, anziché generare valori unici per deployment. Il risultato è devastante: chiunque abbia accesso a una singola installazione — anche la propria — può ricavare le chiavi e usarle per forgiare payload ViewState malevoli validi su qualunque altro server che esegue KnowledgeDeliver nel mondo.

La catena di attacco: da ViewState a RCE


L’exploitation della vulnerabilità segue un pattern ben documentato, già osservato in attacchi a Sitecore e in campagne evidenziate da Microsoft riguardanti chiavi macchina esposte. L’attaccante costruisce un payload serializzato contenente istruzioni arbitrarie e lo inserisce nel parametro __VIEWSTATE di una normale richiesta HTTP. Il server ASP.NET, fidandosi della firma crittografica (valida perché l’attaccante conosce la chiave), deserializza il payload e lo esegue con i privilegi del processo IIS (tipicamente Network Service o Application Pool Identity).

L’intera operazione non richiede credenziali, autenticazione pregressa o interazione utente sul lato server. Un singolo POST HTTP con il ViewState artefatto è sufficiente a ottenere esecuzione di codice remoto. Mandiant ha datato la compromissione iniziale alla fine del 2025, suggerendo che l’attore fosse a conoscenza della vulnerabilità mesi prima della disclosure pubblica avvenuta il 24 febbraio 2026.

BLUEBEAM: la web shell fantasma


Una volta ottenuto il foothold iniziale, l’attaccante ha distribuito BLUEBEAM, una web shell .NET nota anche come Godzilla. Ciò che distingue BLUEBEAM dalle web shell tradizionali è la sua natura interamente in-memory: il malware non scrive file su disco ma viene caricato direttamente nel processo worker IIS (w3wp.exe), riducendo drasticamente la superficie di rilevamento per strumenti forensi e antivirus basati sulla scansione del filesystem.

BLUEBEAM comunica con il suo operatore tramite richieste HTTP POST cifrate, mascherandosi come normale traffico web. Attraverso questo canale, l’attaccante può eseguire comandi arbitrari, caricare ulteriori payload, modificare file e mantenere persistenza nell’ambiente compromes. Mandiant ha osservato l’uso del tool di sistema icacls per allargare i permessi sul filesystem, indebolendo ulteriormente i controlli di sicurezza dell’host compromesso.

Il vettore secondario: social engineering sugli utenti finali


L’attacco non si è fermato al server. Con l’accesso a w3wp.exe, l’attaccante ha manomesso i file JavaScript legittimi del portale LMS, iniettando codice malevolo nelle pagine visitate dagli studenti e dai dipendenti. Il codice iniettato mostrava un avviso di sicurezza convincente, informando l’utente della necessità di installare un “plugin di autenticazione” aggiuntivo per continuare ad accedere alla piattaforma. Parallelamente, caricava script da infrastruttura controllata dall’attaccante.

Gli utenti che installano il falso plugin vengono infettati con un Cobalt Strike BEACON, il framework di post-exploitation commerciale più abusato nel panorama delle minacce avanzate. L’elemento che rivela la natura mirata e pianificata dell’operazione è la personalizzazione del payload: il BEACON era cifrato con una chiave derivata dal nome dell’organizzazione vittima, dimostrando che l’attaccante aveva condotto ricognizione preventiva e aveva predisposto un payload ad hoc per ogni target.

Timeline degli eventi


  • Fine 2025: Compromissione iniziale rilevata da Mandiant durante un incident response
  • 24 febbraio 2026: Data limite per le installazioni vulnerabili (le versioni precedenti a questa data con machineKey di default sono esposte)
  • 25 maggio 2026: Pubblicazione dell’advisory Mandiant/Google Cloud e assegnazione CVE-2026-5426


Indicatori di compromissione (IoC)

# BLUEBEAM web shell
SHA-256: 7c1f99dca8e5a7897892f9d224a6495023a2cfd2671697d229d355978c415ed2
File:    LoadLibrary.dll (caricato in-memory da w3wp.exe)
# CVE
CVE-2026-5426 – KnowledgeDeliver ASP.NET machineKey RCE (CVSS: critico)
# Segnali di detection
Windows Application Log - Event ID 1316 (ViewState validation failure/anomalia)
Processo: w3wp.exe che genera child process cmd.exe, powershell.exe, cscript.exe
File JS del portale modificati con tag 
User-Agent anomali nelle richieste POST a pagine .aspx (concatenazione di UA multipli)
Uso di icacls.exe da processi IIS per modifica permessi
# Pattern ViewState malevolo
Parametro __VIEWSTATE con lunghezza anomala (>50KB)
Richieste POST a pagine .aspx che non prevedono ViewState volumioso

Remediation e due righe per i difensori


La mitigazione primaria e indispensabile è la rotazione immediata dei valori machineKey a valori unici e crittograficamente robusti per ogni singola installazione. Le chiavi devono essere generate con un generatore di numeri casuali sicuro (CSPRNG) e non devono mai essere condivise tra ambienti diversi. La configurazione va inserita nel file web.config sotto il tag <system.web><machineKey validationKey="..." decryptionKey="..." />. Oltre alla remediation tecnica, le organizzazioni dovrebbero limitare l'accesso al portale LMS a range IP fidati, condurre threat hunting retrospettivo alla ricerca di sign of compromise elencati sopra, verificare l'integrità dei file JavaScript del portale tramite confronto hash, e investigare eventuali installazioni del presunto "plugin di autenticazione" sulle macchine degli utenti finali. Questo incidente è un promemoria sistematico del rischio insito nelle configurazioni di default condivise: una singola chiave hardcoded può trasformare un'applicazione enterprise globale in una superficie di attacco che compromette simultaneamente organizzazioni altrimenti non correlate.


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Grafana GitHub Breach: TanStack npm Supply Chain Attack Leads to Source Code Theft and Ransom Demand
#CyberSecurity
securebulletin.com/grafana-git…
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Fox Tempest: Microsoft DCU Dismantles Malware-Signing-as-a-Service That Forged Trusted Certificates for Ransomware Groups
#CyberSecurity
securebulletin.com/fox-tempest…
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TeamPCP Poisons Microsoft’s Official Python DurableTask SDK — Multi-Cloud Credential Worm Hits PyPI
#CyberSecurity
securebulletin.com/teampcp-poi…
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Void Botnet Routes Commands Through Ethereum Smart Contracts to Evade Law Enforcement Takedowns
#CyberSecurity
securebulletin.com/void-botnet…
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oggi, 27 maggio, a roma: presentazione dell’edizione aumentata de “l’allegoria”, di francesco muzzioli


francesco muzzioli, l'allegoria, lithosRoma, 27 maggio 2026
Libreria Lithos, via Vigevano 15 – ore 18:30

CECILIA BELLO MINCIACCHI
GIOVANNI FONTANA
FRANCESCA MEDAGLIA
presentano

L’ALLEGORIA
di Francesco Muzzioli
Editrice Lithos
nuova edizione aumentata

L’allegoria è una antichissima procedura di rappresentazione indiretta (secondo la sua etimologia, dice una cosa per dirne un’altra) utilizzata non solo dalla letteratura ma anche dalle arti figurative, e funzionante anche, fin dalle origini nell’antica Grecia, come metodo interpretativo. Dopo una lunga vicenda culturale, il suo legame con le pratiche della retorica ha causato la condanna di fronte al tribunale dell’estetica romantico-idealista. Il suo ritorno in campo, alla metà del Novecento, sarà in grazia della riformulazione fatta da Walter Benjamin non come figura parcellizzata, ma come “modo di espressione” complessivo, alla luce dei caratteri di modernità (frammentarietà, contraddizione, ecc.). In questa storia – che il libro ripercorre passo per passo, testo per testo, con ingordigia enciclopedica – un nodo importante è la contesa con la nozione, simile ma concorrente, del simbolo, nella quale emergono, al di là di tutti gli equivoci terminologici possibili, due diverse concezioni dell’arte e della letteratura: mentre il simbolo incarna precisamente la religione estetica con la pretesa di un rimando intuitivo e di una rivelazione superiore, l’allegoria diventa il segno di una “laicità artistica” intesa come percorso problematico e internamente autocritico di costruzione del senso. Una questione complessa che va riscontrata di volta in volta nel corpo dei singoli testi, come si vede nella sezione conclusiva del libro dedicata all’analisi dei “casi particolari” tratti da diverse aree culturali e linguistiche.
#allegoria #CeciliaBelloMinciacchi #EditriceLithos #FrancescaMedaglia #FrancescoMuzzioli #GiovanniFontana #letteratura #Lithos

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Sub morti, l’Università di Genova riporta sul sito la prof Montefalcone dopo le proteste degli studenti

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L’Università di Genova riporta in homepage la prof Monica Montefalcone, rendendo accessibile nuovamente

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seminiamo arte vi edizione: adolescĕre | 122 artiste per l’aquila capitale della cultura | inaugurazione 10 giugno | one gallery – l’aquila


L’Aquila Capitale della Cultura 2026
MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila

presentano

Seminiamo Arte VI edizione

adolescĕre


a cura di WinMill, in collaborazione con Women Visual Artists Database


Inaugurazione 10 giugno 2026 ore 18.00

One Gallery
Via Roma 67 – L’Aquila

Fino al 25 giugno 2026

Il giorno 10 giugno 2026 alle ore 18.00,il MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila inaugura la manifestazione culturale inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, sostenuta e promossa dal Comune dell’Aquila, Seminiamo Arte VI edizione, con il primo progetto: adolescĕre, a cura di WinMill e in collaborazione con Women Visual Artists Database.

adolescĕreprende ispirazione dal tema dell’adolescenza, un momento di grande cambiamento nella vita di ogni donna: le artiste del Women Visual Artists Database di tutto il mondo sono state invitate a riflettere su questo particolare periodo della propria vita, partendo dal loro vissuto, attingendo alle emozioni, ai ricordi, alle esperienze.

L’adolescenza per una bambina diventa un viaggio repentino nel mondo adulto, che la trasforma fisicamente e psicologicamente senza quasi avere il tempo di esserne consapevole. La grande trasformazione ed energia vitale che questo periodo comporta creano nella vita di una ragazza nuove esperienze, nuove opportunità, tutta una serie di prime volte positive e negative che rimarranno indelebili nella memoria. Le artiste invitate si confrontano con loro stesse, scegliendo dalla propria vita adolescente ma non solo, il tema e l’ispirazione per elaborare delle opere su carta accompagnate da un testo.

L’insieme delle opere propone una panoramica di emozioni e ricordi, di conflitti interiori, testimonianza del rapporto con il proprio corpo che cambia in quello di donna. Una grande toccante storia femminile fatta di immagini e testi, nel quale le persone potranno riconoscere un proprio vissuto e lasciarsi coinvolgere. Il progetto espositivo è concepito per “viaggiare” in diverse città e nazioni, stimolando, talk, performance e interazioni con il pubblico, in particolare con gli/le adolescenti. Al termine dell’esposizione le opere con i relativi testi diventeranno un libro d’artista che sarà donato ad un’istituzione pubblica. Il libro sarà edito anche in forma digitale scaricabile gratuitamente dal sito dell’Associazione Wind Mill no profit.

La Rassegna interdisciplinare Seminiamo Arte nasce nel 2021 in pieno Covid nel post-simico Villaggio di San Lorenzo dove tuttora risiedono – a distanza di ben 17 anni – gli abitanti “sfrattati” dal borgo medievale di Fossa e dove sorge il MuBAq. Affidata sempre alla direzione di Lea Contestabile e Antonio Gasbarrini – con il coinvolgimento di critici e storici dell’arte, istituzioni e associazioni culturali -, la rassegna mantiene, anche per la sua VI edizione, la scommessa vincente su un’arte contemporanea rigeneratrice d’una coscienza civica identitaria. Mediante l’attivazione di iniziative culturali che integrano innovazione, rigenerazione urbana e partecipazione comunitaria, il progetto tende a recuperare spazi ridisegnandoli come luoghi vitali per le comunità, contribuendo in tal modo a migliorare la qualità della vita. Infatti per L’Aquila Capitale della Cultura 2026 Seminiamo Arte si articola in diversi progetti e sezioni – Arte e Natura, Arte e Spiritualità, Arte Pubblica, Arte Relazionale, Residenze d’Artista, Workshop e laboratori, – all’interno di una molteplicità di sedi: dal Giardino rimesso a nuovo del rinascimentale Convento di S. Angelo d’Ocre al trecentesco Monastero di clausura di S. Basilio, all’Orto botanico a ridosso del Convento della Basilica di S. Maria di Collemaggio, da Palazzo Camponeschi e Palazzo Carlo Benedetti al Convento di Santa Caterina, a Palazzo Spaventa, dal Palazzetto dei Nobili e dall’area verde adiacente alla Fontana Luminosa alla One Gallery.

Artiste
Margherita Abbozzo, Debby Akam, Eileen Almares Noy, Antonello Ghezzi, Judith Appleton, Sevim Arslan, Stefania Balestri, Daniela Balsamo, Evelyne Baly, Roberta Barlati, Maddalena Barletta, Shweta Bist, Giusi Bonomo, Erica Briani, Marina Buening, Emanuela Camacci, Myriam Cappelletti, Nani Cardenas, Lucilla Catania, Maria Chiara Cecconi, Fabiola Cenci, Primarosa Cesarini Sforza, Caterina Ciuffetelli, Cinzia Colombo, Lea Contestabile, Karmen Corak, Cristina Corradi Mello, Elisa D’Arienzo, Sabrina Danielli, Guillermina De Gennaro, Petra de Goede, Kristien De Neve, Ysabel Dehais, Connie Dekker, Francesca di Ciaula, Anna Maria Di Terlizzi, Beatrice Donin, Ellen G., Stefania Fabrizi, Maura Falfan, Cristiana Fasano, Laura Fortin, Simona Frillici, Elisabeth Frolet, Haruka Fujita, Gabriella Furlani, Stella Gallas, Benedetta Galli, Antonella Gandini, Clara Garesio, Anita Guerra, Oriana Impei, Rosa Jijon, Lucy Jochamowitz, Fariba Karimi, Maria Korporal, Katerina Kovaleva, Hanako Kumazawa, Giusy Lauriola, Emanuela Lena, Gilda Leoni, Carolina Lombardi, Willy Looyen, Adele Lotito, Roberta Maola, Judith Margolis, Florencia Martinez, Laura Martinez, Cosetta Mastragostino, Emanuela Mastria, Carolina Mazzolari, Camelia Mirescu, Flavia Mitolo, Patrizia Molinari, Daniela Monaci, Enza Monetti, Mahshid Mussavi, Stefanie Oberneder, O.Lala, Elly Nagaoka, Silvia Noferi, Paola Paganelli, Susan Harbage Page, Gianna Parisse, Claudia Peill, Daniela Perego, Marjo Postma, Stefania Puntaroli, Marina Quaranta, Claudia Quintieri, Francesca Ricci, Giulia Ripandelli, Paola Romoli Venturi,Virginia Ryan, Carla Sacco, Lizzy Sainsbury, Lorella Salvagni, Sandford&Gosti, Lucia Sapienza, Monica Sarandrea, Natalia Saurin, Roberta Savelli, Caterina Sbrana, Barbara Schaefer, Simoncini Tangi, Son Hyunsook, Silvia Stucky, Serena Tani, Olga Teksheva, Cinzia Tellarini, Antonia Trevisan, Cetti Tumminia, Daniela Tzvetkova, Ankie Van Dijk, Mara van Wees, Laura VdB Facchini, Margherita Verdi, Maria Irene Vairo, Luisa Valenzano, Ruchika Wason Singh, Tatyana Yang, Virginia Zanetti.

Il MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila nasce con l’obiettivo primario di valorizzare la creatività sin dalla più tenera età mediante la tenuta nella propria sede – ma anche in location esterne – di appositi workshop, la costituzione in progres di una prestigiosa collezione d’arte internazionale e di un Parco scultura e l’organizzazione di mostre.
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27-29 maggio, roma: festival del tempo / short film


FESTIVAL DEL TEMPO – SHORT FILM – 2026
Programma dal 27 al 29 maggio 2026

Studio Campo Boario | Viale del Campo Boario 4a – Roma
Kou Gallery | Via della Barchetta 13 – Roma

Arriva a Roma la settima edizione del FESTIVAL DEL TEMPO 2026, che si svolgerà dal 27 maggio al 30 giugno 2026. Opening 27 maggio 2026 ore 18.00, presso lo Studio Campo Boario.

Promosso dall’Associazione culturale blowart e la direzione artistica di Roberta Melasecca, con il patrocinio della Regione Lazio, di Roma Capitale Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, con la collaborazione del Municipio VII Roma Capitale.

festival del tempo_ 27-29 maggio, roma
cliccare per ingrandire

Il 27 maggio maggio 2026 alle ore 18.00, presso Studio Campo Boario, il Festival del Tempo apre le porte con una serata inaugurale ricca di dialoghi e interviste, con l’Anteprima internazionale del documentario Ensemble di Manuel Cundari e Eugenio Piluso e la mostra Cieli Aperti di Alessandra Di Francesco.

Dal 28 maggio al 6 giugno il Festival entra nel vivo con le proiezioni dei 48 FILM della Selezione Ufficiale, scelti tra le 2582 candidaturepervenute da tutto il mondo tramite la piattaforma internazionale FilmFreeway, nelle diverse categorie – Short Film, Animazione, Film Sperimentale e Videoarte, Video Musicale, Documentario, Documentario lungo.

In ogni serata gli spettatori potranno votare i film in concorso e attribuire, così, insieme alla Giuria tecnica, i premi di Miglior Film per Categoria, Miglior Attore e Miglior Attrice, Migliore Sceneggiatura, Premi della Giuria, che saranno resi noti il 10 giugno 2026 in una serata di gala presso Logical Space.

Il cinema, al Festival del Tempo, non spiega il tempo: lo fa sentire. Lo mette sulla pelle, lo fa pulsare, lo lascia entrare. Ogni opera diventa esperienza viva, presente, in evoluzione e in trasformazione.

Il Festival del Tempo è promosso dall’associazione culturale blowart, con il patrocinio della Regione Lazio, di Roma Capitale_Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, con il patrocinio di Cittadellarte Fondazione Pistoletto ONLUS, con la collaborazione del Municipio VII Roma Capitale, con la collaborazione di Kou Gallery, Studio Campo Boario, Logical Space, AAIE Center for Contemporary Art, Movimento VulnerarTe APS, con la media partnership di VulnerarTe Magazine, Quarta Parete Roma, Talkcity.it, The Parallel Vision, Unfolding Roma. L’immagine guida della settima edizione del Festival del Tempo è Costellazionidi Sara Ciuffetta per il Festival del Tempo 2024.

CARTELLA STAMPA: https://tinyurl.com/y498bm6a
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