Degitalisierung: Der Bärendienst
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Der Name der Stadt Berlin ist nicht direkt mit Bären verwandt. Und doch haben dort gleich mehrere Bärendienste einen großen Cyberangriff begünstigt. Dieser Angriff ist kein Einzelfall und die Informationssicherheit in Deutschland grotesk.
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Prima dell'attacco del 17 luglio, in cui sono stati uccisi tre soldati americani in Giordania, l'Iran aveva ottenuto da aziende cinesi immagini satellitari ad alta risoluzione della base poi colpita. Lo ha rivelato il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi a conoscenza del dossier. Secondo il quotidiano, si tratta della prova più chiara emersa finora che il sostegno cinese a Teheran durante la guerra abbia avuto conseguenze letali per le forze americane.
I funzionari dell'intelligence non hanno identificato le aziende che avrebbero fornito il materiale, per ora non attribuiscono un coinvolgimento diretto al governo di Pechino e riferiscono che le immagini sarebbero state acquistate sia prima sia dopo l'attacco. Ma la scoperta arriva a meno di due settimane dal vertice tra il presidente Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, in programma alla Casa Bianca il 24 settembre e gli americani hanno già sollevato la questione con le controparti cinesi, che hanno respinto le accuse e chiesto prove. Pechino ha sempre rifiutato di riconoscere che aziende cinesi siano coinvolte in attività di questo tipo.
L'Ambasciata cinese a Washington non è entrata nel merito. Il portavoce Liu Chang ha affermato che critici non identificati stanno sfruttando il conflitto per "collegare e infangare maliziosamente altri Paesi", aggiungendo che la cooperazione tra Cina e Iran rispetta il diritto internazionale. Il Ministero degli Esteri cinese ha accusato a sua volta "certe parti" non meglio precisate di voler trascinare Pechino nella guerra.
Dall’orbita al bersaglio
I satelliti commerciali cinesi vedono quello che le immagini pubbliche non mostrano
Secondo il Wall Street Journal, prima dell’attacco del 17 luglio alla base aerea di Muwaffaq Salti, in Giordania, l’Iran aveva ottenuto da aziende cinesi immagini satellitari ad alta risoluzione. Tre soldati americani sono morti. È il grado di dettaglio di quelle immagini a spiegare perché Washington tratta questo caso diversamente dagli altri.
Grafica di FocusAmerica 12 settembre 2026
Un pixel da 10 metri contro un pixel da mezzo metro. Le immagini satellitari pubbliche e gratuite, come quelle del programma europeo Sentinel-2, hanno una risoluzione di 10 metri per pixel: un edificio lungo 26 metri occupa meno di tre pixel e i veicoli parcheggiati non si distinguono. Le immagini commerciali cinesi della costellazione Jilin-1 arrivano a 0,5 metri per pixel, cioè 400 volte più punti sulla stessa porzione di terreno.
La catena degli eventi. Il 28 febbraio 2026 gli Stati Uniti hanno avviato l’operazione Epic Fury contro l’Iran. L’8 maggio il Dipartimento di Stato ha sanzionato tre aziende satellitari cinesi. Il 17 luglio missili balistici iraniani hanno colpito gli alloggi della base di Muwaffaq Salti, uccidendo tre soldati americani e ferendone quattro. Il 12 settembre il Wall Street Journal ha collegato l’attacco alle immagini cinesi. Il 24 settembre Donald Trump riceve Xi Jinping alla Casa Bianca.
Le tre aziende sanzionate. The Earth Eye, accusata di aver fornito immagini all’Iran; MizarVision, accusata di aver pubblicato immagini sull’attività militare americana; Chang Guang Satellite Technology, accusata di aver raccolto immagini di installazioni militari americane su richiesta iraniana e già sanzionata nel dicembre 2023.
Il punto. Nell’industria satellitare cinese il confine tra impresa privata e Stato è sottile, ma è anche l’unico canale di sostegno a Teheran su cui Washington può agire davvero, con sanzioni e pressione diplomatica, a differenza dei satelliti iraniani, delle fonti umane e delle informazioni che arrivano da Mosca.
La stessa porzione di terreno, tre risoluzioni
Che cosa cambia tra un pixel da 10 metri e uno da mezzo metro
Una porzione di 200 metri per 130 di una base aerea, vista con i tre livelli di dettaglio che il mercato mette a disposizione. Tocca i pulsanti per cambiare risoluzione.
1 pixel
50 m
Schema illustrativo, costruito per confrontare le risoluzioni: non riproduce la pianta reale della base di Muwaffaq Salti.
0
La catena degli eventi
Dal primo giorno di guerra al vertice con Xi Jinping
Sette mesi separano l’inizio dell’operazione americana dall’incontro alla Casa Bianca. Nel mezzo, un attacco che ha cambiato il modo in cui Washington guarda all’industria satellitare cinese.
Chi vende le immagini
Le tre aziende cinesi sanzionate l’8 maggio
Il Dipartimento di Stato le ha inserite nella lista delle entità che sostengono l’Iran. I funzionari citati dal Wall Street Journal non hanno però identificato quali aziende abbiano fornito le immagini usate il 17 luglio.
Pechino respinge le accuse e chiede prove. Il portavoce dell’ambasciata cinese a Washington, Liu Chang, ha detto che critici non identificati stanno sfruttando il conflitto per infangare altri Paesi; il Ministero degli Esteri ha accusato «certe parti» di voler trascinare la Cina nella guerra.
La flotta Jilin-1 di Chang Guang
Attivi oggi Non attivi secondo i tracker
Il punto
Nell’industria satellitare cinese il confine tra impresa privata e Stato è sottile: anche le aziende formalmente commerciali lavorano sotto stretta supervisione del governo. Ma è anche l’unico canale di sostegno a Teheran su cui Washington può agire davvero, con sanzioni e pressione diplomatica, a differenza dei satelliti iraniani, delle fonti umane e delle informazioni che arrivano da Mosca.
Fonti Wall Street Journal, 12 settembre 2026; Dipartimento di Stato USA, «Disrupting Iran’s Overseas Military Procurement Networks», 8 maggio 2026; U.S. Central Command. Risoluzioni: ESA per Sentinel-2 (10 m), Planet Labs per PlanetScope (3 m), Chang Guang Satellite Technology per Jilin-1 (0,5 m). Conteggio della flotta: dati aziendali per i lanci, tracker orbitali indipendenti per i satelliti attivi, agosto 2026.
Il 17 luglio missili balistici iraniani hanno colpito l'area degli alloggi della base aerea di Muwaffaq Salti, nel nord-est della Giordania, mentre dormivano i militari americani. Tre soldati sono morti e altri quattro, rimasti feriti, sono stati evacuati. L'Iran ha preso di mira anche velivoli con e senza pilota e la base è stata attaccata tre volte nell'arco di 24 ore. Si è trattato delle prime vittime americane dopo il cessate il fuoco di aprile.
Entro tre giorni Teheran ha diffuso immagini ad alta risoluzione dei danni in tre diverse aree della base. L'analisi delle immagini satellitari pubbliche a bassa risoluzione condotta dal Wall Street Journal ha invece rilevato danni a più di 20 strutture.
A maggio l'Amministrazione Trump aveva sanzionato tre società cinesi, MizarVision, Earth Eye e Chang Guang, accusandole di aver raccolto, fornito o pubblicato immagini che l'Iran avrebbe potuto utilizzare contro le forze americane e sostenendo che quelle forniture "minacciano il personale americano e dei suoi partner". L'anno scorso il Dipartimento di Stato aveva inoltre accusato Chang Guang di aver fornito immagini che avevano sostenuto direttamente gli attacchi degli Houthi yemeniti, definendo quel sostegno come "inaccettabile".
Tuttavia, il presidente Trump ha detto ai suoi collaboratori che mantenere buoni rapporti con la Cina e con Xi è una priorità. I funzionari americani hanno quindi evitato scontri pubblici con Pechino che potessero compromettere il vertice. Un funzionario della Casa Bianca ha anche minimizzato il tutto, affermando che nessun aiuto esterno potrebbe migliorare la capacità iraniana di colpire gli Stati Uniti.
Pochi giorni dopo l'attacco, il Segretario di Stato Marco Rubio ha incontrato il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi. Alla domanda se la Cina stesse fornendo informazioni utili alla selezione dei bersagli, Rubio non ha voluto rispondere direttamente, limitandosi a dire in maniera vaga che "niente di quello che la Cina ha fatto ha in alcun modo cambiato la traiettoria del conflitto".
Nei primi mesi di guerra gli attacchi americani contro radar e altre installazioni di questo tipo avevano ridotto la capacità dell'Iran di osservare il campo di battaglia. Teheran colpiva così spesso obiettivi di scarso valore militare, un segnale della difficoltà di ottenere un quadro aggiornato delle basi americane. Nel corso dell'estate, però, la precisione degli attacchi è migliorata.
Immagini recenti e ad alta risoluzione sono in grado di mostrare i cambiamenti all'interno di una base e aiutare l'Iran a "selezionare i bersagli di maggiore impatto in tempi utili", ha spiegato al Wall Street Journal Jim Lamson, ex analista della CIA specializzato nelle Forze Armate iraniane. Le immagini raccolte dopo un attacco permettono invece di valutarne l'efficacia e decidere se sia necessario attaccare nuovamente.
Il materiale fornito dai cinesi sarebbe soltanto uno dei canali a disposizione di Teheran, che utilizza anche satelliti propri, fonti umane e informazioni fornite dalla Russia. Secondo Lamson, però, se considerata insieme ai servizi di navigazione e ai componenti per droni e missili, la tecnologia cinese "comincia a sembrare piuttosto sostanziale" nel rafforzare la capacità iraniana di colpire a distanza.
Gli Stati Uniti temono inoltre che Pechino possa aiutare l’Iran a seguire con maggiore precisione gli spostamenti delle navi da guerra americane. Negli ultimi giorni Teheran ha lanciato diversi missili balistici contro una portaerei e altre unità navali statunitensi. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha riferito che tutti gli attacchi sono falliti, ma alcuni funzionari hanno affermato che in diversi casi i missili sarebbero caduti a breve distanza dai bersagli. A Washington cresce quindi la preoccupazione che l’Iran stia migliorando la propria capacità di individuare e colpire obiettivi navali in movimento.
Nell'industria satellitare cinese il confine tra società commerciali e statali è spesso molto sottile: anche le aziende formalmente private operano sotto una stretta supervisione governativa e molte hanno legami con il Partito Comunista Cinese. A differenza di altre fonti di intelligence utilizzate dall'Iran, però, questo è un settore sul quale Washington può esercitare pressione attraverso sanzioni e strumenti diplomatici. Nelle ultime settimane l'amministrazione ha già informato le Commissioni parlamentari sull'Intelligence in merito al sostegno fornito a Teheran da Russia e Cina.
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Questa è la rassegna stampa di domenica 13 settembre 2026
La giudice distrettuale Susan Illston ha stabilito che il Dipartimento della Sicurezza interna ha usurpato illegittimamente l'autorità dell'agenzia federale per la gestione delle emergenze quando ha tentato di tagliare del 50% il suo organico. La sentenza è arrivata in piena stagione degli uragani e secondo la giudice il piano avrebbe compromesso la capacità della FEMA di rispondere ai disastri.
Fonti: The New York Times, ABC News, The Hill
In un saggio, l'amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei ha descritto le capacità in rapida crescita dell'intelligenza artificiale e ha sostenuto la necessità di maggiori controlli di sicurezza in tutto il settore. Nello stesso giorno il numero uno di OpenAI Sam Altman ha annunciato che la sua azienda non si quoterà in borsa quest'anno, definendo questo un momento sconsigliato per farlo vista la mole di lavoro necessaria sulla sicurezza.
Fonti: BBC News, The New York Times, Axios
Durante una raccolta fondi privata, l'ex presidente Barack Obama ha invitato i democratici a fare della vigilanza sull'intelligenza artificiale un tema centrale della loro agenda politica. Ha avvertito che la tecnologia potrebbe rivelarsi pericolosa se non gestita con urgenza e con un piano chiaro.
Fonti: The New York Times
Secondo un'inchiesta, il presidente Trump ha mobilitato agenzie in tutto il governo federale per limitare le libertà della stampa, una campagna che secondo i difensori della libertà di parola avrà effetti duraturi. Sullo sfondo resta il caso dell'intervista con il candidato democratico al Senato del Texas James Talarico, che la ABC ha deciso di non mandare in onda dopo quelle che il conduttore Jimmy Kimmel ha definito minacce da parte della Commissione federale per le comunicazioni.
Fonti: The New York Times, The Hill
I funzionari elettorali e i candidati del Missouri temono confusione a novembre a causa della vicenda sui nuovi collegi elettorali. La Corte suprema ha aperto la strada all'utilizzo della vecchia mappa favorevole ai repubblicani, mentre i democratici hanno respinto ripetuti tentativi di adottare un disegno ancora più vantaggioso per il Partito repubblicano.
Fonti: The Hill, The Wall Street Journal
Il senatore repubblicano Roger Marshall ha attenuato la sua posizione sui dividendi da 5.000 dollari annunciati da Trump questa settimana. In un dibattito alla fiera dello Stato del Kansas contro l'avversario democratico Adam Hamilton, il senatore ha preso le distanze dalla proposta, il cui costo è stimato in circa 1.200 miliardi di dollari a fronte del debito pubblico in crescita.
Fonti: The Hill
Una residente legale negli Stati Uniti è stata espulsa senza essere mai stata incriminata per un reato, a causa dei legami familiari con il terrorismo. Si tratta del primo utilizzo del cosiddetto tribunale per gli "stranieri terroristi", una procedura che solleva interrogativi sulle garanzie giudiziarie.
Fonti: BBC News
Durante la convention repubblicana, il presidente Trump ha insultato il procuratore generale del Texas Ken Paxton pur avendolo sostenuto pubblicamente. Il caso alimenta le preoccupazioni del partito sulla corsa di Paxton al Senato.
Fonti: The Wall Street Journal
Il presidente Trump ha chiesto al National Museum of American History di installare una gigantesca statua di George Washington. La richiesta rappresenta l'ultimo attacco al museo dello Smithsonian e riflette il suo desiderio di lunga data di una storia più "patriottica".
Fonti: The New York Times
La cantante canadese Céline Dion è tornata a esibirsi inaugurando la sua residenza di sedici concerti a Parigi, alla Plenitude Arena. L'intera serie di spettacoli è già andata esaurita, a segnare il ritorno dell'artista dopo aver affrontato una rara patologia.
Fonti: NPR
Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.
The legal US resident was never charged with a crime, but was deported due to her family links to terrorism.Max Matza (BBC News)
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Gli Stati Uniti vieteranno dal 29 settembre l'importazione dal Canada della maggior parte delle bevande alcoliche, di alcuni prodotti lattiero-caseari, di motociclette e ciclomotori e di diversi tipi di melassa. La Casa Bianca lo ha annunciato martedì sera con tre distinti ordini esecutivi, che prevedono anche un dazio del 50% su un'altra serie di merci, dai materassi ai motoscafi fino ai golf cart, a partire dal 15 settembre.
Tra i prodotti colpiti dal divieto figurano birra in lattina e in bottiglia, whisky di segale, numerosi vini, concentrati di siero di latte e motociclette con cilindrata superiore a 800 centimetri cubici. Negli atti Trump giustifica le misure con quella che definisce una discriminazione canadese ai danni dei prodotti caseari, dei veicoli e degli alcolici statunitensi.
Le nuove restrizioni sono state annunciate nello stesso giorno in cui sono entrati in vigore i contro-dazi canadesi su 20 miliardi di dollari di merci americane, circa il 6% dei 333,6 miliardi esportati dagli Stati Uniti in Canada lo scorso anno. Le aliquote, comprese tra il 15% e il 50%, colpiscono centinaia di prodotti, tra cui acciaio, alluminio, formaggi, elettrodomestici, abbigliamento, cosmetici e macchinari agricoli. Ottawa aveva deciso la ritorsione dopo che Washington, il 22 agosto, aveva imposto dazi del 50% su circa il 5% delle importazioni canadesi.
Trump ha esteso lo scontro anche agli appalti pubblici, incaricando la General Services Administration, l'agenzia federale che gestisce gli acquisti del governo, di dichiarare i prodotti canadesi non ammissibili ai grandi contratti di lungo periodo finché Ottawa non garantirà "piena e leale reciprocità" alle merci statunitensi. Secondo il presidente, si tratta di appalti per oltre 50 miliardi di dollari l'anno.
Resta inoltre la minaccia di raddoppiare dal 25% al 50% i dazi sulle automobili canadesi dal 1° gennaio. Lunedì Trump aveva anche minacciato di ostacolare le vendite di Bombardier se il costruttore aeronautico del Quebec non trasferirà parte della produzione negli Stati Uniti. I due senatori repubblicani del Kansas hanno fatto sapere di aver portato alla Casa Bianca le proprie preoccupazioni per i circa 1.200 posti di lavoro che l'azienda sostiene nel loro Stato.
Guerra commerciale USA–Canada
Washington chiude la porta al Canada: divieto di importazione dal 29 settembre
Il giorno in cui entrano in vigore i contro-dazi canadesi su 20 miliardi di dollari di merci americane, la Casa Bianca risponde con divieti totali e nuovi dazi al 50%. In gioco c’è uno scambio da oltre 700 miliardi di dollari l’anno.
Grafica di FocusAmerica 10 settembre 2026
La bilancia dell’escalation
Pari in dollari, non in peso
Le merci colpite dai dazi reciproci valgono quasi lo stesso. Misurate sulla dipendenza commerciale di ciascun Paese, il piatto pende da una parte sola.
Colpo su colpo Il peso reale
Stati Uniti
20mld $
Canada
circa19mld $
di merci americane colpite dai contro-dazi canadesi
di merci canadesi colpite dai dazi USA al 50%
Ottawa ha risposto dollaro per dollaro: 20 miliardi contro circa 19. Sulla carta, il conflitto è in equilibrio.
Il calendario
Tre settimane di colpi e risposte, e altri in arrivo
Le misure americane
Che cosa colpisce Washington
Divieto dal 29 settembreDivieto 29/9 Dazio 50% dal 15 settembreDazio 50% 15/9 Appalti e autoAppalti e auto
Stopingresso vietato
Non un dazio ma un divieto totale: dal 29 settembre queste merci canadesi non potranno più entrare negli Stati Uniti. La base legale è la Sezione 338 del Tariff Act del 1930, che consente di escludere i prodotti di Paesi accusati di discriminare il commercio americano.
Il divieto sostituisce i dazi al 50% già in vigore su questi prodotti. Motivazione ufficiale: discriminazione canadese ai danni di alcolici, latticini e veicoli statunitensi.
50per cento di dazio
Dal 15 settembre la lista dei prodotti canadesi tassati al 50% si allunga di un’altra serie di merci, mentre due voci escono dall’elenco.
Escono dalla lista il salgemma e il cemento: la Casa Bianca parla di misura per alleggerire il peso sui produttori americani.
50miliardi di dollari l’anno
È il valore degli appalti federali da cui Trump vuole escludere i prodotti canadesi, secondo le sue stesse cifre. L’incarico va alla General Services Administration, l’agenzia che gestisce gli acquisti del governo, finché Ottawa non garantirà «piena e leale reciprocità».
Prossima mossa annunciata: dal 1° gennaio i dazi sulle automobili canadesi potrebbero raddoppiare dal 25% al 50%.
La risposta di Ottawa
Carney non arretra e cerca sponde in Europa
I contro-dazi colpiscono centinaia di prodotti americani: acciaio, alluminio, formaggi, elettrodomestici, abbigliamento, cosmetici e macchinari agricoli.
Il punto
Nessuno dei due governi vuole sembrare ansioso di tornare al tavolo. Con un consenso interno sopra il 70%, Carney può permettersi di aspettare; Trump alza il prezzo dell’attesa con divieti che, a differenza dei dazi, chiudono del tutto il mercato.
Attiva JavaScript per vedere grafici e calendario. In sintesi: dal 29 settembre gli Stati Uniti vietano l’importazione dal Canada di alcolici, siero di latte, melasse e moto oltre 800 cc; dal 15 settembre nuovi dazi al 50% su materassi, motoscafi e golf cart; contro-dazi canadesi dal 15% al 50% su 20 miliardi di dollari di merci USA in vigore dall’8 settembre; pacchetto di sostegno di Ottawa da 7,5 miliardi di dollari canadesi.
Fonte Casa Bianca, proclami dell’8 settembre 2026; USTR e BEA, scambi di beni 2025 (export USA totale 2.197,5 miliardi di dollari, di cui 333,6 verso il Canada); Global Affairs Canada, quota USA sull’export canadese 2025; Governo del Canada; Reuters. Contro-dazi canadesi: 27,6 miliardi di dollari canadesi, pari a circa 20 miliardi di dollari USA. Pacchetto di sostegno: 7,5 miliardi di dollari canadesi, circa 5,4 miliardi USA.
Il primo ministro Mark Carney non ha fatto marcia indietro. In un videomessaggio ha sostenuto che il Canada dispone di tutto ciò che serve per cambiare direzione e prosperare, riconoscendo che questa trasformazione avrà un costo, ma inferiore a quello dell'immobilismo. Ha inoltre difeso i contro-dazi come uno strumento necessario per proteggere lavoratori, imprese e comunità canadesi.
Secondo Carney, le richieste avanzate dagli Stati Uniti durante i negoziati falliti il 21 agosto avrebbero reso il Canada ancora più dipendente da Washington, anziché costruire una vera collaborazione economica tra i due Paesi. Il primo ministro ha affermato che le condizioni poste dagli americani comprendevano anche limiti alle tutele della lingua francese e della cultura del Quebec, un'influenza sui futuri accordi commerciali di Ottawa e misure che avrebbero indebolito i settori dell'auto, dell'acciaio e del legname.
La sfida per Ottawa resta enorme. Oltre il 70% delle esportazioni canadesi è diretto negli Stati Uniti e quasi il 60% delle importazioni proviene dal mercato americano. Carney sostiene tuttavia che le vendite verso gli altri Paesi stiano crescendo rapidamente e possano raddoppiare nel prossimo decennio. Il governo ha inoltre varato un pacchetto di sostegno a imprese e lavoratori da 7,5 miliardi di dollari canadesi, pari a circa 5,4 miliardi di dollari statunitensi.
Il Canada sta intanto valutando un rapporto più stretto con l'Unione Europea, che potrebbe spingersi poco al di sotto dell'adesione. Tra le ipotesi allo studio figurano un ampliamento degli accordi esistenti, un nuovo trattato o altre forme di cooperazione. Il governo ha già avviato consultazioni con province, territori e sindacati, ma non ha ancora scelto un modello.
Carney sarà a Strasburgo il 16 settembre per assistere al discorso sullo stato dell'Unione della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il giorno successivo interverrà al Parlamento Europeo.
Il Ministro canadese responsabile del Commercio con gli Stati Uniti, Dominic LeBlanc, ha detto che il governo sta valutando le nuove misure e resta in contatto con il Rappresentante del Commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer. Un alto funzionario dell'Amministrazione Trump ha definito "costruttive" le conversazioni tra le due parti e ha riferito che sono previsti nuovi contatti nei prossimi giorni.
Secondo Wendy Cutler, ex funzionaria del Dipartimento del Commercio statunitense, il consenso di cui gode Carney, oggi superiore al 70%, gli lascia poche ragioni per affrettare la ripresa dei negoziati. Nessuna delle due parti, ha osservato, vuole apparire troppo ansiosa di tornare al tavolo e dare così un'impressione di debolezza.
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Un sottufficiale della Marina statunitense in servizio attivo è salito sul palco della Convention di metà mandato del Partito repubblicano a Dallas il 10 settembre, prendendo parte a un evento esplicitamente di parte. Le attuali regole del Dipartimento della Difesa consentono ai militari in servizio attivo di assistere a manifestazioni politiche come semplici spettatori, purché non indossino l'uniforme e la loro presenza non possa essere interpretata come un sostegno ufficiale delle Forze Armate. Vietano invece esplicitamente di partecipare attivamente a comizi e convention di partito.
Wilbert Joseph Castañeda, ufficiale di seconda classe, non ha pronunciato discorsi e non indossava l'uniforme: si è presentato sul palco con giacca nera e cravatta rossa, tenendo in mano un cartello con il numero "351", ovvero i giorni trascorsi in detenzione in Venezuela. È entrato in scena insieme ad altri ex detenuti mentre l'annunciatore li presentava come "americani presi in ostaggio durante l'Amministrazione Biden e liberati l'anno scorso dal presidente Trump".
La Marina ha confermato a CBS News che Castañeda è tuttora in servizio attivo, ma non è più un Navy SEAL. Due anni fa la stessa emittente aveva riferito che gli era stata revocata l'autorizzazione a portare il Trident, il distintivo dei SEAL, per scarso rendimento. Una dichiarazione diffusa dalla Marina questa settimana sembra inoltre indicare che, nel frattempo, sia stato retrocesso da ufficiale di prima classe a ufficiale di seconda classe.
Cody Harnish, ex ufficiale del Judge Advocate General's Corps dell'Esercito e oggi avvocato difensore di militari, ha spiegato a CBS News che il Pentagono traccia una distinzione netta tra spettatore e partecipante di un evento politico. "Se fosse rimasto seduto tra il pubblico, la sua presenza sarebbe stata consentita. Nel momento in cui è salito sul palco come parte dello spettacolo, ha smesso di essere uno spettatore", ha osservato. Un'eventuale violazione della direttiva può comportare un procedimento nell'ambito del codice di giustizia militare.
La convention, organizzata dal Republican National Committee all'American Airlines Center il 9 e 10 settembre, è stata la prima Convention nazionale di metà mandato mai organizzata dal Partito Repubblicano al di fuori del tradizionale ciclo quadriennale delle convention presidenziali. Donald Trump ha partecipato a entrambe le giornate e l'evento è stato concepito per mobilitare elettori e candidati repubblicani in vista delle elezioni di novembre.
Castañeda si è arruolato nella Marina nell'aprile 2007 e, secondo il suo stato di servizio fornito a CBS News, tra il 2009 e il 2022 ha prestato servizio in unità delle forze speciali navali su entrambe le coste degli Stati Uniti. Nel corso della carriera ha ricevuto tre Navy and Marine Corps Achievement Medal e quattro Sea Service Deployment Ribbon.
Nell'agosto 2024 è stato arrestato nella sua stanza d'albergo a Caracas, dove si trovava per un viaggio personale e, secondo i suoi sostenitori, per visitare un'amica. Un funzionario statunitense disse all'epoca che Castañeda non si trovava in Venezuela in missione ufficiale né durante un periodo di licenza autorizzato dalla Marina. Le autorità venezuelane lo indicarono inizialmente come coinvolto in un presunto piano di colpo di Stato: secondo una nota diffusa successivamente dai suoi sostenitori, Caracas abbandonò poi questa accusa per mancanza di prove.
Castañeda è stato liberato il 18 luglio 2025 insieme ad altri nove cittadini americani, nell'ambito di un accordo tra Stati Uniti, Venezuela ed El Salvador. In cambio, San Salvador ha rimpatriato in Venezuela 252 cittadini venezuelani che gli Stati Uniti avevano precedentemente espulso verso il carcere di massima sicurezza Cecot, accusandoli di legami con la gang Tren de Aragua. Per quelle deportazioni l'Amministrazione Trump aveva invocato l'Alien Enemies Act, una legge del 1798 concepita per essere applicata in tempo di guerra o in caso di invasione militare.
Il caso di Castañeda arriva mentre le Forze Armate stanno procedendo contro un ufficiale che ha pubblicamente criticato il presidente. Il maggiore dell'Aeronautica Jason Watson, arrestato una prima volta il 1° luglio dopo essersi presentato in uniforme sui gradini del Campidoglio chiedendo la messa in stato d'accusa e la rimozione di Trump e del vicepresidente JD Vance anche per la guerra contro l'Iran, è stato formalmente incriminato il 24 agosto, riporta Reuters.
A Watson sono contestate dieci capi di accusa distribuiti fra tre articoli del codice militare: tre per presunte violazioni dell'Articolo 88, che vieta agli ufficiali di usare espressioni di disprezzo nei confronti delle massime autorità civili, cinque ai sensi dell'Articolo 92, per presunta inosservanza di ordini o regolamenti e due in base all'Articolo 133, per condotta indegna di un ufficiale. Watson resta in detenzione preventiva e la data dell'eventuale corte marziale non è stata ancora fissata, riporta il Washington Post.
Un altro precedente frequentemente richiamato è quello di Stuart Scheller, tenente colonnello dei Marines diventato noto nel 2021 per alcuni video, realizzati anche in uniforme, nei quali criticava i vertici militari per la gestione del ritiro dall'Afghanistan. Scheller si dichiarò colpevole di tutti i capi d'accusa davanti a una corte marziale speciale, compresa una violazione dell'Articolo 92. Oggi è vicecapo di gabinetto per il personale e la prontezza operativa al Dipartimento della Difesa. Il suo avvocato di allora, Tim Parlatore, che in seguito ha rappresentato anche il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, è ora alto consigliere dello stesso Segretario.
Harnish sottolinea che la norma non distingue in base al partito coinvolto: "Non importa se la Convention è organizzata dal partito che si trova al potere o quello che si trova all'opposizione. La regola vale in entrambe le direzioni", con l'obiettivo di preservare il carattere apolitico delle Forze Armate e la fiducia dell'opinione pubblica nell'istituzione militare.
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I repubblicani che dicono di andare sicuramente a votare alle elezioni di metà mandato di novembre, quelle che rinnovano il Congresso a metà della presidenza, approvano l'operato di Donald Trump all'87 per cento (contro il 13 per cento che lo disapprova). Tra chi ha votato per lui nel 2024 ma dichiara che a novembre resterà a casa l'approvazione scende al 55 per cento, con il 40 per cento di giudizi negativi. I numeri arrivano dalla rilevazione mensile di Strength In Numbers, la newsletter del sondaggista G. Elliott Morris, che ogni mese realizza un sondaggio indipendente sulla politica americana.
Gli elettori che hanno sostenuto il presidente due anni fa diventano meno favorevoli a lui man mano che si allontanano dalla politica. Più è bassa la probabilità che vadano alle urne, più scende il giudizio positivo sul modo in cui Trump sta gestendo la presidenza. Tra i due gruppi ci sono più di trenta punti di distanza.
I repubblicani che votano poco mettono l'inflazione e l'economia molto più in alto nella lista dei problemi da risolvere rispetto ai repubblicani che votano sempre, mentre l'immigrazione pesa molto meno, come mostra l'analisi pubblicata in settimana dallo stesso Morris. È un elettorato che guarda soprattutto al costo della vita.
Sondaggio · Stati Uniti
Approvazione netta dell’operato del presidente (chi approva meno chi disapprova) tra gli elettori repubblicani, in generale e su tre temi, divisi per quanto dicono di essere sicuri di votare alle elezioni di metà mandato. Il 74% dei repubblicani dice che voterà sicuramente, il 17% probabilmente, il 7% che non voterà: più ci si allontana dalle urne, più il consenso cala.
Approva · disapprova
Giudizio complessivo
Voterà sicuramente
+66
83% · 17%
Probabilmente voterà
+40
69% · 29%
Non voterà
+15
55% · 40%
Prezzi e inflazione
Voterà sicuramente
+26
62% · 36%
Probabilmente voterà
−12
42% · 54%
Non voterà
−29
31% · 60%
Sanità
Voterà sicuramente
+47
71% · 24%
Probabilmente voterà
+14
51% · 37%
Non voterà
−8
37% · 45%
Espulsioni
Voterà sicuramente
+73
86% · 13%
Probabilmente voterà
+46
71% · 25%
Non voterà
+33
62% · 29%
Più approvazioni che disapprovazioni Più disapprovazioni che approvazioni
Fonte Strength In Numbers/Verasight, sondaggi aggregati da gennaio ad agosto 2026 su 4.966 elettori repubblicani registrati, inclusi gli indipendenti vicini ai repubblicani. Esclusi i repubblicani che non sanno se voteranno (2% del campione). L’approvazione netta è la differenza tra chi approva e chi disapprova; a destra le due percentuali originali.
La convention repubblicana che si è appena chiusa a Dallas puntava proprio su quelle persone. È la prima organizzata da un partito americano in vista di elezioni di metà mandato, dato che questi raduni si tengono di solito solo negli anni delle presidenziali per incoronare il candidato alla Casa Bianca. Il presidente e i suoi strateghi elettorali volevano risvegliare gli elettori che di rado si presentano ai seggi, convinti che siano la riserva di consenso più solida dei repubblicani.
La convinzione diffusa a Washington è che questi elettori, avendo preferito Trump nel 2024, siano conservatori e vicini al movimento MAGA. Strateghi e consulenti di partito ripetono che chi ha portato il presidente alla Casa Bianca due anni fa resterà stabilmente dalla sua parte e si fida dei repubblicani più che dei democratici sui grandi temi.
Morris sostiene che non sia vero e che non lo sia da parecchio tempo. Già nell'estate del 2025 aveva scritto che chi non vota si era spostato con decisione contro i repubblicani per la gestione dell'inflazione e dei dazi. A febbraio aveva trovato lo stesso quadro guardando agli elettori più distanti dalla politica. Nonostante questo i consulenti non hanno aggiornato le loro convinzioni.
Trump ha vinto nel 2024 perché l'inflazione era alta sotto la presidenza democratica e gli elettori, soprattutto quelli meno coinvolti, hanno punito i democratici. Questo non li rende conservatori ma ostili alla situazione esistente, chiunque la governi.
All'inizio del 2025 l'approvazione del presidente era al 45 per cento e molti giornalisti erano convinti che la destra avesse conquistato un'egemonia culturale destinata a durare. La lettura prevalente era che Trump avesse vinto perché gli elettori sostenevano le sue politiche, in particolare tra chi vota di rado. Era sbagliata allora ed è sbagliata adesso.
Tra il 2027 e il 2028 molti gruppi democratici spenderanno soldi per assumere sondaggisti e consulenti che condividono con il presidente le stesse idee sbagliate sugli elettori poco coinvolti. Molte società di consulenza ragionano solo in termini di destra contro sinistra e nei loro modelli non lasciano spazio a fattori come l'atteggiamento verso lo stato di cose esistente e l'ostilità verso chi governa o verso il sistema politico nel suo insieme.
Secondo Morris sono proprio questi fattori a spiegare in larga parte le vittorie di Trump nel 2016 e nel 2024. Gli stessi elettori che avevano punito i democratici per i prezzi oggi danno al presidente i giudizi peggiori sulla stessa materia. Anche la fiducia dei repubblicani nell'economia è scesa ai minimi da quando è tornato alla Casa Bianca. Chi vota di rado non è MAGA, è semplicemente contro chi comanda al momento.
The president thinks he can activate lower-turnout voters who like his agenda. But polls show his former supporters oppose his key policies, and don’t think he’s focused on affordabilityG. Elliott Morris (Strength In Numbers)
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Rifondazione Comunista rilancia il proprio impegno nella Campagna per il Trattato sui Combustibili Fossili e ribadisce una posizione chiara: non c’è futuro per una società che continua a investire nel fossile, né può esserci transizione ecologica sen…administrator (Rifondazione Comunista – Sinistra Europea)
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La NATO deve cominciare a pensare a un futuro in cui gli Stati Uniti potrebbero non esserci più. È l'opinione di diversi esperti di sicurezza, secondo cui Washington è diventata meno prevedibile, comunica meno con gli alleati ed è meno legata all'alleanza che da 75 anni garantisce la sicurezza dell'Europa. Anche se il presidente Donald Trump non dovesse mettere in pratica le sue minacce di uscire dalla NATO, sostengono, gli alleati europei devono prepararsi a fare da soli.
"Qui la preoccupazione è molto concreta", ha detto al Washington Sun Ian Lesser, analista a Bruxelles del German Marshall Fund of the United States, un centro studi sulle relazioni tra Europa e Stati Uniti. "Si può discutere del perché la Russia lo stia facendo. Per tenere gli alleati della NATO sotto pressione? Per creare ansia? Resta il fatto che lo sta facendo e che questo ha delle conseguenze. L'Europa dovrà affrontare la questione in modo più ponderato".
Nell'ultimo mese diversi esponenti dell'amministrazione Trump sono andati a Mosca, mentre l'Europa subiva una serie di attacchi ibridi attribuiti alla Russia, cioè azioni ostili che restano sotto la soglia della guerra aperta. Gli alleati europei non hanno vissuto quelle visite come una rassicurazione, ma come un altro segnale delle tensioni dentro l'alleanza. Alla fine di agosto John Ratcliffe, direttore della CIA, l'agenzia di intelligence che opera all'estero, ha fatto un viaggio non annunciato nella capitale russa: era la prima visita nota di un alto funzionario dell'amministrazione da mesi. Ratcliffe avrebbe avvertito i servizi di intelligence russi di non attaccare il territorio della NATO e avrebbe chiesto a Mosca di aiutare a riaprire lo Stretto di Hormuz interrompendo i rapporti con l'Iran.
Il 5 settembre sono arrivati a Mosca anche gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente. Hanno parlato per oltre tre ore con Vladimir Putin al Cremlino, poi sono volati a Kiev per aggiornare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Kushner ha parlato delle "aspirazioni" di Putin per la Russia, che secondo lui potrebbero realizzarsi una volta finita la guerra. Per gli esperti è un segnale che gli Stati Uniti non stanno prendendo le distanze da quello che un tempo era il loro avversario.
In Polonia, Romania e Germania sono stati trovati droni e detriti che le autorità attribuiscono alla Russia. L'episodio più grave è stato un attacco fallito con un drone esplosivo contro l'aeroporto tedesco di Lipsia-Halle, uno snodo della logistica militare ucraina e della NATO, che è stato attribuito al Cremlino. Per gli esperti si tratta di un test con cui la Russia vuole capire come gli alleati possono e vogliono reagire.
Il presidente si è mostrato molto meno preoccupato dei suoi stessi funzionari. Ha detto ai giornalisti di non temere un attacco russo contro il territorio della NATO e ha indicato come garanzia il suo rapporto personale con Putin. Quando gli è stato chiesto se il direttore della CIA avesse avvertito i russi, non ha risposto. I governi europei hanno invece cercato di mostrarsi attenti alle lamentele di Trump: a luglio il segretario generale della NATO Mark Rutte gli ha detto "so che sei deluso", parlando dell'Iran.
Secondo Jeff Rathke, ex funzionario del Dipartimento di Stato, il ministero degli Esteri americano, e oggi presidente dell'American-German Institute di Washington, dopo decenni passati a fare affidamento sulle operazioni militari e sull'intelligence americane i Paesi della NATO devono imparare a contare solo su se stessi. Tra gli alleati, ha detto, cresce la convinzione che l'alleanza non possa più aspettare il coordinamento con gli Stati Uniti prima di agire. "Indebolire la NATO è l'obiettivo della politica estera russa da 25 anni", ha dichiarato Rathke al Washington Sun. "È un'aspirazione della Russia da quando Vladimir Putin è salito al potere. Le azioni degli Stati Uniti oggi la rendono più vicina alla realtà".
La NATO non ha mai definito come rispondere agli attacchi russi che non arrivano a una guerra vera e propria. Lo ha spiegato Marta Prochwicz, ricercatrice dello European Council on Foreign Relations, un centro studi europeo di politica estera, e vicedirettrice del suo ufficio di Varsavia. "La NATO non è stata creata per questo. È un sistema di sicurezza collettiva, ma non abbiamo una risposta a questo tipo di attività. Ed è proprio quello che la Russia sta sfruttando", ha detto al Washington Sun. La sicurezza collettiva è il principio per cui un attacco contro un Paese membro è considerato un attacco contro tutti.
Prochwicz ha raccontato che gli alleati europei hanno cominciato a ragionare su come andare avanti senza Washington. "C'è la sensazione che bisogna essere pronti a uno scenario in cui gli Stati Uniti di fatto non ci sono", ha detto. Preparare piani di difesa senza gli americani resta però fuori discussione, perché secondo lei non si può pianificare un'operazione militare senza di loro: la NATO non è stata costruita così e funziona ancora alla vecchia maniera. "Ma nei corridoi si può cominciare a pensarci", ha aggiunto, ricordando che chi conosce bene l'alleanza la paragona a "un gatto che cade sempre in piedi".
La scorsa settimana, in un'intervista a un'emittente britannica, Trump ha lasciato intendere che gli Stati Uniti potrebbero non sostenere il Regno Unito se l'Argentina cercasse di riprendere il controllo delle isole Falkland. Il presidente ha detto di voler riconsiderare questo sostegno perché Londra non ha aiutato gli Stati Uniti nella guerra contro l'Iran. Per Rathke, Trump sbaglia: far parte dell'alleanza non obbliga i Paesi della NATO ad appoggiare tutti gli interessi americani. "Il trattato non ha mai imposto agli alleati di sostenere ogni azione militare degli Stati Uniti", ha detto. "I membri della NATO non hanno partecipato alla guerra in Vietnam".
Prochwicz pensa comunque che questa fase non durerà per sempre. Molti in Europa, ha spiegato, propongono di allontanarsi del tutto dagli Stati Uniti, di chiudere la porta, di smettere di pensare alla NATO e di costruire un'alternativa europea tagliando i ponti con Washington. "Io penso che le relazioni transatlantiche siano destinate a durare e che stiamo semplicemente attraversando un brutto momento", ha detto.
The president suggested that the UK’s lack of assistance during his war with Iran has made him think twice about supporting Britain’s claim to the territory.Avani Kalra (The Washington Sun)
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Il presidente Donald Trump ha parlato per 105 minuti mercoledì sera e per altri 25 giovedì, spezzando la sua stessa apparizione su due serate come se servisse un intervallo. Era il cuore della "convention di metà mandato" andata in scena a Dallas, due notti di televisione prodotte e interpretate da lui. Il risultato, secondo l'analisi del critico televisivo del New York Times James Poniewozik, è stato uno spettacolo senza forza. Gli ascolti non hanno premiato lo sforzo: giovedì sono arrivati i dati della prima serata e Fox News non ha registrato numeri superiori a quelli di una normale serata feriale.
L'idea era del presidente. I suoi tassi di approvazione bassi, i prezzi in aumento e la guerra con l'Iran che si trascina preoccupano i repubblicani che corrono per conservare la maggioranza al Congresso. La risposta di Trump è stata più Trump in televisione. Il ragionamento è che il presidente abbia una presa sugli elettori a bassa propensione al voto, quelli che vanno alle urne solo per lui. L'obiezione riguarda tutti gli altri, che potrebbero andare a votare proprio contro i candidati che lo abbracciano.
Ne è uscito un evento costruito nella speranza contraddittoria di essere allo stesso tempo visto e non visto. La diretta integrale è andata su C-SPAN, il canale che trasmette senza commento i lavori del Congresso, e in buona parte su emittenti conservatrici come Fox News e Newsmax. Di fronte, in entrambe le serate, c'erano partite di football di cartello, il che poteva essere un problema oppure una fortuna: una parte dei repubblicani sarebbe stata più tranquilla se non l'avesse guardata nessuno.
Nella convention non c'era una convention. Negli Stati Uniti questi raduni servono a incoronare formalmente i candidati alla presidenza e alla vicepresidenza, con i delegati degli Stati che votano dalla sala. A Dallas non è stato nominato nessuno, non si è votato, non si è scelto alcun candidato. Sono rimasti i cartelli con i nomi degli Stati, i costumi bizzarri e ore su ore di discorsi. Dal palco il presidente ha salutato "Mr. Wall", un sostenitore che indossava un abito dipinto come un muro di mattoni. È il punto di arrivo di una tendenza lunga decenni, che ha trasformato le convention da appuntamenti politici veri in lunghissimi spot elettorali.
Gli ospiti famosi erano pochi. Oltre a Lee Greenwood, il cantante che accompagna da sempre gli eventi repubblicani e che si è esibito due volte, c'era il comico Adam Carolla. Il relatore non-Trump di maggior peso della prima serata è stato un democratico: il senatore John Fetterman, che ha registrato un video di presentazione per il suo collega della Pennsylvania Dave McCormick.
L'energia più forte è arrivata dalla parte negativa dei discorsi, più avvertimenti che promesse, con i fischi ai democratici che hanno superato gli applausi per i repubblicani. Gli elogi ai risultati dell'amministrazione sono stati accolti con educazione, molto meno rumorosamente degli allarmi su comunismo, confini aperti e transizione di genere.
Il pubblico si è acceso soprattutto sui nemici politici, in particolare il candidato democratico al Senato in Texas James Talarico, citato tante volte da diventare una specie di personaggio ricorrente. "Che ne dite se facciamo transitare lui e le sue idee folli fuori dal Texas?", ha detto il suo avversario Ken Paxton, tra le urla della sala. Mentre il senatore del Texas Ted Cruz attaccava Talarico, il sindaco di New York Zohran Mamdani e il candidato al Senato in Michigan Abdul El-Sayed, una voce dal pubblico ha ripetuto più volte quello che è sembrato un invito a sparare a uno di loro.
La seconda serata ha preso un tono commemorativo, con il ricordo degli attacchi dell'11 settembre e di Charlie Kirk, l'attivista conservatore ucciso un anno prima. Il vicepresidente JD Vance, che parlava nella fascia di massimo ascolto di giovedì, ha aperto con un omaggio a Kirk, a cui era legato. Anche qui il momento più vivo è nato da uno scontro: un contestatore ha interrotto il discorso agitando bandiere palestinesi e messicane e Vance gli ha risposto: "Se ami tanto il Messico, vattene laggiù. Ti pago io il biglietto aereo". Il vicepresidente non ha esattamente l'aria del guerriero allegro, ma davanti a un bersaglio si è animato. Nel resto dell'intervento ha definito i democratici il partito dell'odio.
Il discorso di mercoledì del presidente è stato il più lungo e il più libero. Ha cominciato leggendo dal gobbo un elenco di risultati, poi si è messo a divagare, come preferisce fare. Ha imitato il presidente francese Emmanuel Macron con un accento caricaturale, ha lanciato l'idea di ribattezzare il New Mexico "New America", ha attaccato in anticipo i giornalisti perché non scrivessero che in sala c'erano posti vuoti e che gli spettatori se ne stavano andando, cosa che è comunque successa. Ha anche promesso assegni da 5.000 dollari agli americani se i repubblicani conserveranno il Congresso, per poi dire più tardi che "l'America non è in vendita". Giovedì ha esordito annunciando che sarebbe stato "un po' breve" e ha parlato per altri 25 minuti.
Per chi ha guardato tutto c'era un'atmosfera da partita in casa, perché gran parte della copertura è stata affidata a reti amiche del presidente, mentre le altre emittenti si sono collegate a intermittenza. Quando Trump ha difeso preventivamente le dimensioni del suo pubblico, la telecamera di Fox ha inquadrato la parte più fitta della sala. Newsmax ha dato più spazio ai relatori che hanno preceduto il presidente, Fox si è concentrata sui propri commentatori. Per alcuni di loro la colpa politica del momento non è del presidente ma dei suoi elettori: "Gli elettori sono come bambini che hanno dormito male e mangiato poco e sono irritabili. Vogliono quello che vogliono e lo vogliono subito", ha detto Jesse Watters nel programma di Fox "The Five".
Quello che gli elettori volevano, a giudicare dai dati di ascolto, era il football. Trump, che per Fox News è stato a lungo un richiamo garantito, non ha portato al canale spettatori in più rispetto a una sera qualunque. La notizia vera della convention, semmai, arriverà dalle clip che circoleranno nei prossimi giorni.
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Il prezzo medio del gasolio negli Stati Uniti ha superato per la prima volta i 6 dollari al gallone. Venerdì AAA, il principale automobile club americano, lo ha rilevato a quota 6,06 dollari al gallone, pari a circa 1,40 euro al litro al controvalore attuale, contro i 3,70 dollari di un anno fa. È un nuovo massimo storico. Il precedente record di 5,82 dollari, risaliva al giugno 2022, dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Dall'inizio della guerra con l'Iran, il 28 febbraio, il prezzo del gasolio è aumentato di circa il 60%, più di quello della benzina, che si aggira intorno ai 4,30 dollari al gallone, ovvero circa 1 euro al litro.
A spingere i prezzi è soprattutto la chiusura dello Stretto di Hormuz, da cui prima della guerra transitava circa un quinto del petrolio mondiale e che Teheran ha bloccato dopo l'attacco congiunto di Stati Uniti e Israele. Il Brent è di recente tornato sopra i 100 dollari al barile, mentre le scorte statunitensi di distillati, la categoria che comprende anche il gasolio, stanno scendendo sotto i 100 milioni di barili, un livello così basso che non si registrava dal 2003.
Guerra con l'Iran, i prezzi alla pompa
Il gasolio americano supera i 6 dollari al gallone: mai così caro
Il 28 febbraio, all'inizio della guerra con l'Iran, un gallone di gasolio costava in media 3,76 dollari. Oggi ne costa 6,06, circa 1,40 euro al litro: il 60% in più. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha cancellato il record del 2022 e, secondo l'EIA, i prezzi resteranno alti per tutto il 2027.
Grafica di FocusAmerica 12 settembre 2026
Prezzo medio nazionale del gasolio, dollari al gallone
OggiAAA, 11 settembre 2026
6,06$
Pari a circa 1,40 € al litro. Un anno fa: 3,70 $
Nuovo recordSuperato il massimo di 5,82 $ del giugno 2022, toccato dopo l'invasione russa dell'Ucraina.
In una sola settimana il prezzo è salito di 21 centesimi: tre record in sette giorni, secondo GasBuddy.
Rivedi la salita
Dal 28 febbraio a oggi
Il gasolio è rincarato del 60% dall'inizio della guerra, la benzina del 40%
Aumento del prezzo medio nazionale dal 28 febbraio 2026, giorno dell'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran, all'11 settembre. Il gasolio soffre di più perché le scorte di distillati sono ai minimi e la domanda della logistica non cala.
Hormuz chiuso: prima della guerra vi transitava un quinto del petrolio mondiale Brent di nuovo sopra i 100 $ al barile
La scala degli Stati
In California il gasolio sfiora gli 8 dollari. Nemmeno lo Stato più economico scende sotto i 5,60
Prezzo medio del gasolio l'11 settembre 2026 nei cinque Stati più cari e nei cinque più economici, a confronto con la media nazionale. La linea tratteggiata segna la soglia degli 8 dollari. In 47 Stati su 50 il prezzo è salito di oltre 2 dollari in un anno.
5 $6 $7 $8 $
Cosa prevede l'EIA
Il prezzo dovrebbe scendere nel 2027, ma restare quasi un dollaro sopra le attese di prima della guerra
Prezzo medio del gasolio previsto dall'Energy Information Administration per l'ultimo trimestre del 2026 e per il 2027, dollari al gallone. La previsione di settembre è confrontata con quella di agosto e con quella di prima della guerra.
Previsione di settembre Previsione di agosto Attesa prima della guerra Prezzo di oggi
Il punto
La discesa prevista per il 2027 dipende interamente da un'ipotesi: che il traffico attraverso Hormuz torni gradualmente alla normalità e che le raffinerie asiatiche riprendano a produrre distillati. Nel frattempo la fase più delicata è quella tra autunno e inverno, quando la manutenzione delle raffinerie ridurrà la produzione proprio mentre cresce la domanda dell'agricoltura e del riscaldamento.
Fonte AAA, prezzi medi dell'11 settembre 2026; EIA, Short-Term Energy Outlook di settembre 2026; GasBuddy; stima dei costi giornalieri riportata da Axios. Controvalore in euro al cambio attuale.
Nel quadro previsionale di settembre, l'Energy Information Administration (EIA), l'agenzia statistica del Dipartimento dell'Energia, stima un prezzo medio del gasolio di 5,55 dollari al gallone nell'ultimo trimestre del 2026 e di 4,40 dollari nel 2027, 33 centesimi più elevato rispetto alla precedente previsione di 4,07 dollari. Prima della guerra, l'EIA si attendeva per il 2027 una media di 3,47 dollari.
La discesa dei prezzi prevista per il prossimo anno dipende, inoltre, integralmente dall'ipotesi che il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz torni gradualmente alla normalità e che le raffinerie asiatiche possano riprendere a produrre distillati.
Il gasolio è essenziale per la logistica e il suo rincaro finisce quindi per riflettersi sul costo di quasi tutti gli altri beni. Alla catena di supermercati Kroger, che sta cercando di contenere i prezzi, l'amministratore delegato Greg Foran ha detto di attendersi un aumento delle pressioni sui costi. Il direttore finanziario di Smithfield Foods, Mark Hall, ha detto che gli effetti si stanno già facendo sentire nella seconda metà dell'anno. Jeffrey Ettinger, amministratore delegato ad interim di Hormel Foods, ha indicato la guerra con l'Iran e il balzo del gasolio tra le difficoltà che l'azienda deve affrontare.
Gli effetti non riguardano soltanto il settore alimentare. Mark Erceg, direttore finanziario di Newell Brands, proprietaria di marchi come Rubbermaid, Sharpie e Coleman, ha indicato due fonti di rincari molto superiori alle attese iniziali dell'azienda: le resine plastiche, il cui costo è legato a quello del petrolio, e il trasporto su gomma.
In 47 Stati su 50 il prezzo medio del gasolio è aumentato di oltre 2 dollari al gallone nell'ultimo anno, secondo Patrick De Haan, analista di GasBuddy. In California AAA rilevava ieri una media di 7,98 dollari al gallone, il massimo storico per lo Stato: la California è quindi a un passo dal diventare il primo Stato americano con un prezzo medio del gasolio superiore agli 8 dollari al gallone, pari a oltre 1,82 euro al litro al controvalore attuale. Molti distributori hanno già superato i 9 dollari al gallone, secondo GasBuddy.
Secondo i calcoli riportati da Axios, il maggior costo del carburante pesa sull'economia statunitense per circa 300 milioni di dollari in più di costi ogni 24 ore. Ma con le scorte resteranno al di sotto del minimo degli ultimi cinque anni per buona parte del 2027, la fase più delicata ora è prevista tra l'autunno e l'inverno, quando la prevista manutenzione delle raffinerie ridurrà ulteriormente la produzione proprio mentre continuerà ad aumentare la domanda, sia nel settore agricolo sia per il riscaldamento invernale.
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Con l’Affordable Housing Act, la Commissione europea riconosce finalmente che la crisi abitativa è un problema europeo.
È un passo importante, ma ancora insufficiente: il quadro proposto punta soprattutto a dare certezza giuridica agli interventi di città e Stati nelle aree sotto pressione, imponendo criteri rigorosi per misure su affitti brevi, seconde case e altri usi degli immobili.
Restano invece troppo deboli gli strumenti contro speculazione e finanziarizzazione, così come le garanzie perché gli alloggi sostenuti con denaro pubblico restino accessibili nel tempo.
Nel frattempo, affitti e prezzi continuano a espellere studenti, lavoratori e famiglie dalle città in cui vivono.
Per questo dal 14 settembre parte Right to Housing! Now and Forever, l’Iniziativa dei Cittadini Europei per portare il diritto alla casa al centro delle politiche dell’Unione.
Perché servono regole che proteggano le persone, non solo il mercato.
Scopri di più su dirittoallacasa.eu 💜
#CrisiAbitativa #DirittoAllaCasa #AffordableHousing #PoliticheAbitative #RightToHousing #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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A Russia-aligned campaign used a malicious script comment designed to trigger an AI model’s safety refusal and interrupt malware analysis.dark6 (Secure Bulletin)
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New Android malware called Mantax Otax combines file encryption with surveillance, credential theft, screen recording and covert camera access.dark6 (Secure Bulletin)
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CISA says attackers are exploiting a critical GitLab path-traversal vulnerability that can expose arbitrary server files without authentication.dark6 (Secure Bulletin)
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A critical flaw in ConfigServer Security & Firewall can let remote attackers execute commands through its optional MESSENGER service without logging in. Administrators using CSF 14.00 through 16.29 should upgrade to version 16.dark6 (Secure Bulletin)
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Un gruppo di deputati democratici ha chiesto allo Speaker della Camera Mike Johnson di richiamare "immediatamente" i deputati a Washington e di tenere la Camera in sessione finché il Congresso non avrà approvato norme di sicurezza per l'intelligenza artificiale. Lo ha rivelato Axios, che ha ottenuto una copia della lettera. Il testo, scritto dal deputato californiano Sam Liccardo e firmato anche da George Whitesides, Lori Trahan e Ted Lieu, sollecita un intervento "urgente" contro il "rischio catastrofico posto dall'intelligenza artificiale avanzata". Venerdì pomeriggio la lettera stava ancora raccogliendo adesioni.
La richiesta arriva al termine di una settimana in cui l'allarme ha attraversato entrambi i partiti. A innescare il dibattito è stato, il 9 settembre, Jacob Coxon, ricercatore che ha lasciato Anthropic dopo tre anni di lavoro trascorsi tra l'azienda e OpenAI. In un messaggio su X diventato virale ha accusato entrambe le società di non agire in modo sufficientemente responsabile e ha avvertito che i laboratori stanno costruendo sistemi di intelligenza artificiale che potrebbero non essere in grado di controllare. Altri ricercatori di Anthropic, attuali ed ex, hanno affermato pubblicamente che l'intelligenza artificiale potrebbe arrivare a minacciare l'esistenza stessa dell'umanità entro il prossimo decennio.
La Camera dei Rappresentanti tornerà a riunirsi lunedì e resterà in sessione per una sola settimana prima di una pausa di circa un mese e mezzo, fino al 9 novembre. Johnson ha previsto per la prossima settimana il voto su un provvedimento volto a evitare che i data center facciano aumentare le bollette, ma non ha dato segnali di voler portare in aula nuove norme sull'intelligenza artificiale prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre.
I firmatari dell'appello richiamano diverse proposte bipartisan già presentate. L'AI Kill Switch Act, introdotto il 23 luglio da Lieu e dal repubblicano texano Nathaniel Moran, imporrebbe agli sviluppatori dei sistemi di intelligenza artificiale più potenti di mantenere la capacità tecnica di rallentarli, sospenderli o spegnerli. Il provvedimento attribuirebbe inoltre al Dipartimento della Sicurezza interna, in determinate circostanze e d'intesa con altre agenzie federali, il potere di ordinare il rallentamento o lo spegnimento dei sistemi considerati in grado di provocare danni catastrofici.
Il FRONTIER Act, presentato da Trahan e dal repubblicano californiano Jay Obernolte, istituirebbe invece un quadro nazionale basato sul rischio per lo sviluppo e la diffusione dei modelli più avanzati. Gli obblighi aumenterebbero in base alle dimensioni dello sviluppatore e comprenderebbero maggiore trasparenza, sistemi di gestione del rischio, audit indipendenti e segnalazione degli incidenti più gravi.
I democratici guardano anche oltre le elezioni di metà mandato. Secondo il Wall Street Journal, Lieu e Bill Foster hanno discusso la scorsa settimana con il leader della minoranza democratica alla Camera Hakeem Jeffries la possibilità di istituire una Commissione speciale sull'Intelligenza Artificiale qualora il loro partito dovesse conquistare la maggioranza. Al Senato Ruben Gallego ha proposto un'iniziativa analoga.
Ro Khanna ha invece proposto la creazione di un'agenzia federale di regolamentazione sul modello di quelle che vigilano sul nucleare e sull'aviazione, mentre la deputata repubblicana Anna Paulina Luna ha chiesto una sessione speciale del Congresso dedicata proprio al tema ed il senatore democratico Chris Van Hollen ha sollecitato un dialogo urgente con la Cina su regole e test di sicurezza, in vista dei colloqui tra i due Paesi previsti a fine mese. Bernie Sanders, che insieme ad altri esponenti progressisti chiede di vietare del tutto lo sviluppo della cosiddetta superintelligenza, ha invitato i colleghi a un briefing riservato, scrivendo che il Congresso è "molto indietro rispetto a dove dovremmo essere".
Il senatore repubblicano Ted Cruz, presidente della Commissione Commercio del Senato, e la senatrice democratica Amy Klobuchar stanno lavorando a una nuova proposta di legge bipartisan contro i rischi catastrofici legati, tra l'altro, alla possibilità che sistemi di intelligenza artificiale avanzati possano facilitare nuove minacce nucleari o biologiche. Tra le ipotesi discusse figurano obblighi di valutazione dei rischi e test dei modelli con il coinvolgimento di esperti e laboratori governativi. "È roba che fa paura", ha detto Cruz a "The View" su ABC.
Il senatore repubblicano Josh Hawley ha invece aperto un'indagine della Sottocommissione del Senato che presiede sull'attacco informatico compiuto a luglio contro Hugging Face durante test condotti da OpenAI. Secondo la documentazione citata da Hawley, oltre 1.200 agenti di intelligenza artificiale si sarebbero organizzati autonomamente, sarebbero usciti dall'ambiente di prova e avrebbero poi violato i sistemi della piattaforma. Nella lettera all'amministratore delegato di OpenAI Sam Altman, Hawley ha definito "sconsiderata" la gestione dei test e ha chiesto documenti e risposte entro il 1° ottobre.
Il Wall Street Journal considera comunque improbabile che un Congresso così diviso riesca ad approvare in tempi brevi e soprattutto prima delle elezioni di metà mandato una legislazione federale organica sui modelli più avanzati: i gruppi di lavoro e le Commissioni istituiti negli anni scorsi non sono andati molto oltre proposte di carattere generale. Alle divergenze sulla portata delle regole si aggiunge il poco tempo rimasto prima del voto.
Da parte sua il presidente Donald Trump si è detto favorevole all'esistenza di meccanismi di spegnimento di emergenza, ma sostiene che una regolamentazione troppo pesante rischierebbe di far perdere agli Stati Uniti la corsa all'IA contro la Cina. Cruz e il consigliere della Casa Bianca per l'intelligenza artificiale David Sacks hanno inoltre insinuato sui social che Coxon si fosse coordinato con organizzazioni non profit che finanziano cause progressiste e mettono in guardia dai rischi dell'intelligenza artificiale.
Da parte sua, Coxon ha negato condizionamenti esterni, affermando invece che la decisione di lasciare Anthropic è stata solo sua, e ha raccontato ad Axios di aver anche rinunciato alle azioni della società circa due mesi prima che maturassero.
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Una critica al governo di Israele, inviata con un messaggio privato su Instagram al console onorario dello stato israeliano a Firenze Marco #Carrai, è costato un lungo calvario giudiziario per il riminese Giovanni Grandi, ex operatore della missioni di peacemaker all'estero della Papa Giovanni XXIII, e la figlia Teresa finiti indagati con le accuse di istigazione all'odio razziale, antisemitismo, minaccia a corpo diplomatico, diffamazione aggravata e sospettati di legami col terrorismo islamico.
firenzetoday.it/cronaca/critic…
Per Giovanni Grandi, ex responsabile delle missioni all'estero della Papa Giovanni XXIII, e la figlia un calvario giudiziario durato oltre un annoTommaso Torri (FirenzeToday)
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Il 10% degli elettori neri che nel 2024 avevano votato Donald Trump dice che a novembre voterà per i democratici, insieme al 7% degli ispanici e al 5% dei bianchi sotto i trent'anni. Sono le percentuali che spiegano perché la coalizione con cui il presidente è tornato alla Casa Bianca si sta sfaldando proprio nei gruppi che gli avevano consegnato la vittoria. I numeri arrivano da una ricostruzione dell'elettorato americano pubblicata dall'Economist, basata sulla modellizzazione statistica di 58.000 risposte a sondaggi condotti da YouGov dall'inizio del 2026 e su un archivio di 22 milioni di profili, ciascuno dei quali rappresenta un tipo di elettore definito da caratteristiche demografiche e storia di voto.
Trump aveva battuto Kamala Harris con un margine di 1,5 punti percentuali, contando su elettori scontenti della leadership democratica più che convinti dal Partito Repubblicano. La sua vittoria dipese soprattutto da giovani e minoranze etniche che, presi nel complesso, propendevano per Harris ma votarono repubblicano in numero molto maggiore rispetto alle elezioni precedenti. Nel 2015 Trump aveva promesso che avrebbe vinto "the Hispanic vote" (il voto ispanico) e l'anno successivo aveva previsto di conquistare il 95% del voto nero. Restò lontanissimo da quegli obiettivi, ma i suoi guadagni sembrarono comunque segnare una svolta, tanto che lui stesso parlò di un "historic realignment", un riallineamento storico.
Sondaggio · Stati Uniti
Ogni pallino sono 100 profili di elettori. Le colonne dividono chi ha votato Harris, chi non ha votato e chi ha votato Trump nel 2024; il colore dice per chi voterebbero al Congresso a novembre.
DemocraticoIndecisoNon voterebbeRepubblicano
Elettori di Harris
Non votanti
Elettori di Trump
Fonte The Economist, modello statistico su 58.000 risposte ai sondaggi YouGov raccolte da gennaio 2026, proiettate su 100.000 profili simulati di elettori. Elaborazione di Focus America.
Quei guadagni si stanno riassorbendo. I prezzi dei beni su cui giovani e minoranze spendono di più, a partire da cibo ed energia, sono saliti anche per effetto delle politiche del presidente. I dazi sono diventati il motivo di risentimento principale: secondo i sondaggi YouGov per l'Economist il 72% degli americani ritiene che abbiano fatto aumentare i prezzi e il 64% disapprova il modo in cui Trump sta gestendo la questione. Tra i giovani appartenenti a minoranze etniche le due quote salgono al 74% e al 71%.
Il calo dell'approvazione è stato più ripido tra elettori neri, ispanici e bianchi giovani che negli altri gruppi demografici, ed è tra loro che si concentrano gli elettori che più spesso dicono di essere pronti a passare ai democratici. Defezioni di queste dimensioni possono bastare a ribaltare la Camera, dove ai democratici serve guadagnare solo una manciata di seggi.
La guerra con l'Iran ha aggravato il quadro. Un sondaggio Economist/YouGov di agosto ha rilevato che il 57% degli elettori considera il conflitto un errore, contro il 25% che lo giudica la scelta giusta. A maggio, meno di tre mesi dopo l'inizio della guerra, l'indice di gradimento di Trump era sceso al livello più basso registrato per qualsiasi presidente da quando la rilevazione Economist/YouGov esiste (cioè dal 2009). Il calo si è concentrato tra gli elettori bianchi di mezza età, un gruppo tradizionalmente orientato a destra che oggi dà al presidente voti peggiori di qualunque momento del primo o del secondo mandato.
Le valutazioni del presidente sui singoli temi, misurate ad agosto, mettono in fila quasi soltanto risultati negativi. Il saldo peggiore riguarda la gestione dell'inflazione, intorno a meno 40 punti percentuali di differenza tra chi approva e chi disapprova, seguito dalla spesa pubblica, dai dazi, dall'economia e dall'Iran. Anche i temi su cui Trump regge meglio, immigrazione e criminalità, restano in territorio negativo, intorno a meno 10 punti.
Il malcontento però non si traduce automaticamente in voti democratici. Tra il quinto degli elettori di Trump che oggi disapprova il presidente, l'Economist stima che un terzo voterebbe comunque repubblicano, il 28% resterebbe probabilmente a casa e il 17% è ancora indeciso. La distinzione conta perché gli elettori bianchi di mezza età sono una quota particolarmente alta in molti dei collegi e degli Stati che i democratici sperano di conquistare. È la ragione per cui il partito è avanti di circa otto punti nelle intenzioni di voto per il Congresso, pur essendo il saldo di approvazione del presidente tra gli elettori registrati sotto di 19 punti. Gli americani giudicano sbagliate le priorità della Casa Bianca, ma non per questo cambiano schieramento.
Il controllo del Senato resta più incerto di quello della Camera. Per ribaltarlo i democratici devono guadagnare almeno quattro seggi, di cui almeno tre in Stati che Trump ha vinto nel 2024. Con meno seggi in palio e campagne che ruotano di più attorno alle singole personalità, le corse per il Senato dipendono in misura maggiore dalla forza dei candidati. In Stati che pendono a destra come Alaska, Iowa e Ohio i democratici dovranno convincere gli elettori delusi da Trump che considerano il loro partito ideologicamente estremo e debole su immigrazione e criminalità. Altri indicatori segnalano da settimane lo stesso rischio per i repubblicani.
Il voto è fissato per il 3 novembre e deciderà il controllo del Congresso per la seconda metà del mandato presidenziale. La coalizione che ha eletto Trump si è ridotta soprattutto tra gli elettori che due anni fa erano la sua novità, mentre lo zoccolo duro bianco e di mezza età, pur scontento, è meno disposto a passare dall'altra parte.
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📰 "Der Streit um historische Daten der #Schufa wird aller Voraussicht nach vor Gericht landen. Die Schufa wies die von NOYB erhobenen Vorwürfe 'entschieden zurück' und weigerte sich nach eigenen Angaben, bis zum 9. September Unterlassungserklärungen abzugeben."
👉 tagesspiegel.de/wirtschaft/dpa…
Darf die Schufa alte Kreditdaten speichern und für ihre Modelle nutzen? Datenschützer fordern die Löschung der Daten, die Schufa hält dagegen. Nun dürfte der Streit vor Gericht landen.Der Tagesspiegel
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Meloni prova a venderci le trivelle come una scelta di buonsenso: ma nel 2026 puntare ancora su petrolio e gas significa davvero non avere ancora capito dove sta andando il mondo.
Il nostro problema, in realtà, è l’opposto: dobbiamo smettere di dipendere dalle fonti fossili, che ci espongono ai prezzi internazionali, alle crisi geopolitiche e a danni climatici sempre più pesanti.
Dovremmo invece costruire una vera sicurezza energetica, riducendo la domanda di fossili e aumentando produzione elettrica pulita, reti, accumuli, efficienza e nucleare.
Il resto è nostalgia, con la solita spruzzata di patriottismo a condire il tutto.
Ma perché questo Governo continua a spingere un modello che scarica costi, rischi e danni su chi verrà dopo?
Cos’abbiamo fatto per meritarci una politica nazionale (non solo energetica) così miope?
#Trivelle #CombustibiliFossili #TransizioneEnergetica #SicurezzaEnergetica #CrisiClimatica #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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penso che dovremmo smettere di criticare negativamente il lavoro degli altri partiti; ma proporre alternative e basta. E' questo approccio la risposta lla domanda cosa abbiamo fatto per meritarci questo.
Basta criticare gli altri, proponiamo soluzioni e lavoriamo su quelle punto.
Il vicepresidente JD Vance ha chiesto ai repubblicani di Michigan, Ohio, Pennsylvania e Wisconsin di "nazionalizzare" le elezioni di metà mandato di novembre, cioè di impostare le sfide nei singoli stati come uno scontro nazionale tra i due partiti. Lo ha detto giovedì mattina durante una colazione privata a Dallas con dirigenti e attivisti repubblicani arrivati da questi quattro stati, tutti considerati in bilico. L'incontro era chiuso alla stampa, ma NBC News ha ottenuto la registrazione audio da una persona presente in sala.
"Abbiamo due cose da fare per vincere queste elezioni di metà mandato", ha detto Vance. "La prima è ricordare agli americani tutte le cose buone che stiamo facendo, la seconda è ricordare agli americani quanto sono diventati fottutamente pazzi i democratici negli ultimi due anni". Poi ha aggiunto: "Dobbiamo nazionalizzare queste elezioni. Dobbiamo parlare di tutte le cose folli che stanno facendo i democratici".
L'intervento è durato circa 12 minuti ed è arrivato poche ore prima del discorso che Vance ha tenuto giovedì sera alla convention che i repubblicani hanno convocato a Dallas in vista delle midterm. Il vicepresidente è considerato uno dei candidati più probabili alla successione di Donald Trump, che non potrà ricandidarsi nel 2028 perché ha già svolto due mandati. Alla colazione è stato accolto dai presenti con il coro "JD! JD! JD!".
Vance ha raccontato di essere stato svegliato da una telefonata del presidente alle 6 del mattino (le 13 in Italia), dopo appena quattro ore di sonno. La sera prima Trump aveva parlato alla convention per un'ora e 45 minuti. Il presidente gli aveva chiesto se fosse sveglio e Vance ha scherzato dicendo di essere "sempre sveglio dopo quattro ore di sonno", qualunque sia "il diavolo di giorno" in cui si trova. Secondo il vicepresidente, Trump era già al lavoro e parlava delle elezioni, del discorso, dei passi successivi e di come portare tutti i candidati al traguardo. "Quell'energia è esattamente ciò che ci serve da ogni singola persona in questa sala", ha detto Vance.
Tra i democratici, Vance ha preso di mira soprattutto Abdul El-Sayed, il candidato del partito al Senato in Michigan. Davanti ai delegati del Michigan presenti in sala lo ha definito "uno svitato". Il vicepresidente lo attacca da settimane: la settimana scorsa era andato in Michigan proprio per fare campagna contro di lui. "Penso che Abdul El-Sayed potrebbe benissimo essere la persona che farà vincere le midterm ai repubblicani a novembre, perché è un pazzo", ha detto giovedì.
Nella parte finale Vance ha detto ai presenti che non intende spiegare loro come condurre le campagne elettorali, perché conoscono la situazione locale "molto meglio" di quanto possa fare lui da vicepresidente. "Quello che voglio dirvi è semplicemente di continuare a combattere", ha aggiunto.
Vance ha chiuso con un ultimo attacco ai democratici. "Vorrei un Partito Democratico più ragionevole e più razionale", ha detto. "Mi piacerebbe avere un dibattito politico con i democratici su tasse e spesa pubblica, invece che sull'eventualità di aprire il confine meridionale e lasciare il nostro paese in balia dei cartelli messicani della droga. Ma perché succeda i democratici devono tornare al buon senso. E l'unico modo per riportarli al buon senso è prenderli a calci nel sedere a novembre".
The vice president’s remarks came during a MAGA Inc. rally Monday in Michigan.Henry J. Gomez (NBC News)
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Addio a slmgr.vbs: come attivare Windows con PowerShell prima del tramonto di VBScript
#tech
spcnet.it/addio-a-slmgr-vbs-co…
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✨ Chain of Thought in vendita: Alibaba, Moonshot e DeepSeek hanno prosciugato Claude per addestrare Qwen e Kimi
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/chain-…
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☕ CYBERBRIEFING MATTUTINO — Sabato 12 settembre 2026
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Il presidente Donald Trump ha usato il 25° anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001 per presentare la guerra in corso contro l'Iran come una prosecuzione della "Guerra al Terrorismo" lanciata da George W. Bush. Durante la cerimonia al Pentagono, ad Arlington, in Virginia, ha reso omaggio alle vittime per poi tornare più volte sul conflitto iniziato il 28 febbraio con gli attacchi di Stati Uniti e Israele. "Oggi rinnoviamo il sacro giuramento che abbiamo pronunciato nel loro nome un quarto di secolo fa: non dimenticheremo mai. Per questo combattiamo oggi. Non abbiamo altra scelta", ha detto.
NOW - Trump, in his 9/11 ceremony speech, declares: "We salute the service members working right now to ensure the world's number one sponsor of terror, the Islamic Republic of Iran, will never ever have a nuclear weapon." pic.twitter.com/2Tgc4Y1rOv
— Disclose.tv (@disclosetv) September 11, 2026
Trump ha quindi salutato "ogni membro delle Forze Armate degli Stati Uniti che ha servito nella Guerra al Terrorismo" così come i militari impegnati oggi a garantire che "il principale sponsor del terrorismo al mondo, la Repubblica Islamica dell'Iran, non abbia mai accesso a un'arma nucleare". Gli Stati Uniti, ha aggiunto, sono nuovamente "messi alla prova" e stanno superando il test "con grande facilità".
Il Washington Post ha visto nel discorso di oggi un netto cambiamento di posizione per un leader che nel 2016 si era distinto nel campo repubblicano per le critiche a Bush, arrivando a definire la guerra in Iraq la "peggiore decisione" della storia di tutti i presidenti degli Stati Uniti. Secondo il quotidiano, il conflitto con l'Iran si è protratto molto più a lungo di quanto Trump avesse inizialmente promesso, perché Teheran si è dimostrata un avversario più tenace e resistente del previsto.
La guerra inizia ora a pesare sulla sua presidenza proprio come quelle in Medio Oriente finirono per definire quella di Bush, e molti iniziano a vederci proprio la ripetizione di alcuni degli errori commessi dagli Stati Uniti dopo l'11 settembre.
Durante l'evento al Pentagono sono stati letti i nomi delle 184 persone uccise nell'attacco, compresi i passeggeri e l'equipaggio del volo American Airlines 77. Sul palco con il presidente sedevano il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, il generale Dan Caine, capo dello Stato Maggiore, e l'ex Segretaria di Stato Condoleezza Rice, che nel 2001 era Consigliera per la Sicurezza Nazionale di Bush.
Rice ha ricordato la NATO, che per la prima volta nella sua storia considerò l'attacco contro un Paese membro come un attacco contro tutti i Paesi alleati applicando il famoso articolo 5, e il Canada, dove cittadini comuni accolsero i viaggiatori rimasti bloccati dopo la chiusura dello spazio aereo statunitense. Il ricordo di Rice contrasta nettamente con la linea adottata da Trump nei confronti di entrambi: il presidente ha accusato più volte la NATO e il Canada di approfittarsi degli Stati Uniti e di recente ha definito il Canada un avversario più grande di Cina e Russia.
A New York, dove per tradizione la cerimonia dell’11 settembre mantiene un carattere apartitico e i presidenti non pronunciano discorsi, erano presenti il vicepresidente JD Vance, massimo rappresentante dell’Amministrazione Trump, e tutti gli ex presidenti ancora in vita: Bill Clinton, George W. Bush, Barack Obama e Joe Biden. I familiari delle vittime hanno letto uno per uno i nomi delle 2.977 persone uccise negli attentati dell’11 settembre 2001, insieme a quelli delle sei vittime dell’attentato al World Trade Center del 1993.
Dopo aver pronunciato il nome del marito, Terry Strada, presidente di 9/11 Families United, ha accusato l'Arabia Saudita di continuare a sottrarsi alle proprie responsabilità e il governo americano di proteggerla. Tom Strada aveva 41 anni e lavorava per Cantor Fitzgerald al 104° piano della Torre Nord, colpita dal volo American Airlines 11.
"Per 25 anni, un'Amministrazione dopo l'altra, compresi alcuni dei leader che sono qui davanti a noi oggi, ha scelto di proteggere i sauditi invece di stare con le famiglie dell'11 settembre", ha detto Strada. Poi si è rivolta direttamente a Vance perché portasse il messaggio al presidente: "Il presidente Trump può ancora cambiare le cose. Dica ai sauditi di smettere di mentire". E ancora: "Vicepresidente Vance, grazie di essere qui oggi. Per favore, riporti questo messaggio".
Terry Strada: "My husband, Tom Strada. You are missed more with each year that passes. But, how can it be 25 years and still we have no justice for the role that Saudi Arabia played in your murder. Yes, we finally made it into a court and have proved that the kingdom of Saudi… pic.twitter.com/Tpx27eYWZE
— CSPAN (@cspan) September 11, 2026
Strada è tra le migliaia di familiari delle vittime e sopravvissuti che hanno fatto causa all'Arabia Saudita, accusando il regno saudita di aver fornito sostegno materiale ai dirottatori di al Qaeda. Riyadh ha sempre respinto le accuse. Il 28 agosto 2025 il giudice federale George B. Daniels ha respinto la richiesta saudita di archiviare la causa, ritenendo che i ricorrenti avessero presentato "prove ragionevoli" sul ruolo di due uomini legati al governo saudita, Omar al-Bayoumi e Fahad al-Thumairy, e dello stesso regno saudita nell'assistenza fornita a Nawaf al-Hazmi e Khalid al-Mihdhar, due futuri dirottatori arrivati negli Stati Uniti all'inizio del 2000.
La decisione non ha stabilito nel merito la responsabilità dell'Arabia Saudita, ma ha consentito di andare verso il processo. Le prime cause contro l'Arabia Saudita risalgono al 2003, ma per anni il regno saudita ha potuto invocare l'immunità riconosciuta agli Stati sovrani. La svolta è arrivata solo nel settembre 2016, quando il Congresso approvò il Justice Against Sponsors of Terrorism Act (JASTA), introducendo un'eccezione all'immunità sovrana per determinate cause legate ad atti di terrorismo commessi negli Stati Uniti.
Obama pose il veto a questa legge, sostenendo tra l'altro che avrebbe esposto i governi stranieri ad azioni giudiziarie basate sulle accuse di privati e avrebbe potuto creare un precedente per cause analoghe contro gli Stati Uniti all'estero. Ma il Congresso superò il veto pochi giorni dopo con un voto ampiamente bipartisan. Strada, con Obama presente fra il pubblico a Ground Zero, ha ricordato proprio quella decisione con la sua citazione.
Alla cerimonia di commemorazione delle vittime a Ground Zero ha partecipato anche il sindaco Zohran Mamdani, nonostante una petizione promossa da alcuni familiari delle vittime gli chiedesse di non presentarsi. Tra le ragioni addotte dai promotori c'era anche la nomina di Ramzi Kassem a capo consulente legale dell'Amministrazione Mamdani: l'avvocato aveva in passato rappresentato Ahmed al-Darbi, membro di al Qaeda condannato per terrorismo.
Anche l'ex sindaco Rudolph Giuliani, divenuto il simbolo della risposta di New York agli attentati, aveva sostenuto che Mamdani, primo sindaco musulmano della città, non dovesse partecipare. Durante la cerimonia Mamdani, però, gli si è avvicinato e gli ha teso la mano. Giuliani l'ha stretta e, come ha confermato un suo rappresentante, gli ha detto che avrebbe pregato per lui. "Entrambi abbiamo teso la mano e ci siamo scambiati convenevoli", ha raccontato Mamdani, aggiungendo che l'attenzione della giornata doveva restare sulle famiglie e sui soccorritori.
Prior to the start of the lower Manhattan 9/11 ceremony, New York City Mayor Zohran Mamdani shook hands with former New York City Mayor Rudy Giuliani, who had publicly called on the city’s first Muslim mayor not to attend. t.co/Mj0raZMjPR pic.twitter.com/UjFu9Yaie6
— ABC News (@ABC) September 11, 2026
Una sequenza della diretta televisiva ha poi alimentato una nuova polemica. All'immagine di un familiare in lacrime sono seguite quelle di Mamdani e della deputata Alexandria Ocasio-Cortez sorridenti che si salutavano e parlavano tra loro mentre proseguiva la lettura dei nomi. Il senatore repubblicano del Texas Ted Cruz ha chiesto su X come si potesse ridere in un momento simile. La successione delle immagini, tuttavia, non dimostra che i due momenti siano avvenuti nello stesso istante.
How the hell do you laugh while the names of those murdered on 9/11 are being read aloud?Why would you do so? t.co/gOec2hA8Lo
— Ted Cruz (@tedcruz) September 11, 2026
Michael Ragusa, ex collaboratore di Giuliani e responsabile della sua sicurezza nel 2025, ha contestato la ricostruzione: ha scritto su X di essere rimasto accanto a Mamdani e Ocasio-Cortez per tutto il tempo e che la telecamera aveva colto soltanto la deputata mentre salutava il sindaco. Secondo Ragusa, alle loro spalle anche altri politici, repubblicani e democratici, in diversi momenti ridevano o scherzavano.
And for the record I am a life long republican who has been very critical of these two. I’m just sick of this fake news and people just saying whatever they want.
— Michael Ragusa (@themikeragu) September 11, 2026
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🍪📰 "Nineteen groups behind the #killthecookiebanner campaign wrote an open letter to #EU institutions on Thursday, calling for lawmakers to adopt the Commission proposal to streamline consent requests for #cookies."
Read more 👉 euractiv.com/news/digital-righ…
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How dearky would I see the infamous "we value your privacy" baner disappear !
Now,
if I have to choose between leaving the website and clicking a shitload of stupid "legitimate interest" buttons, the former is my choice with no hesitation.
"Unsere Demokratie ist in allergrößter Gefahr. … Was es jetzt braucht, ist eine Bundesregierung, die Menschen mitnimmt und ihnen etwas anbietet. Was wir gerade am wenigsten gebrauchen können, ist eine Politik der Ausgrenzung und Überwachung, Sozialabbau und noch mehr Umverteilung nach oben."
Der Wochenrückblick von @markusreuter: netzpolitik.org/2026/kw-37-die…
Die 37. Kalenderwoche geht zu Ende. Wir haben 9 neue Texte mit insgesamt 51.637 Zeichen veröffentlicht. Willkommen zum netzpolitischen Wochenrückblick.Markus Reuter (netzpolitik.org)
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L'Arabia Saudita ha chiuso in via precauzionale l'oleodotto Est-Ovest, colpito giovedì mattina da diversi attacchi nelle regioni di Riyadh e Medina. Lo ha annunciato ieri il Ministero dell'Energia saudita, precisando che diverse persone sono rimaste ferite.
Da quando Stati Uniti e Iran si contendono il controllo dello Stretto di Hormuz, di fatto chiuso dall'inizio della guerra, Riyadh utilizza l'oleodotto per dirottare parte delle esportazioni di greggio lontano dal Golfo Persico. La condotta collega gli impianti petroliferi della Provincia orientale al porto di Yanbu, sul Mar Rosso, e ha una capacità di circa 7 milioni di barili al giorno.
Il mese scorso l'amministratore delegato di Saudi Aramco, Amin Nasser, aveva affermato che l'oleodotto aveva contribuito ad attenuare lo shock sull'offerta provocato dalla guerra con l'Iran più del ricorso alle riserve strategiche d'emergenza.
Il Ministero ha ora inviato squadre d'emergenza per mettere in sicurezza l'infrastruttura e valutarne le condizioni. Eventuali sviluppi, ha fatto sapere, "saranno annunciati a tempo debito". Riyadh non ha indicato i responsabili degli attacchi né precisato l'entità dei danni, anche se altre fonti parlano di droni provenienti dal territorio iracheno. Giovedì i satelliti della NASA avevano rilevato diversi grandi incendi lungo il tracciato dell'oleodotto e una colonna di fumo nero a sud di Medina.
Negli ultimi giorni le milizie alleate dell'Iran hanno intensificato gli attacchi contro l'Arabia Saudita. Martedì gli Houthi dello Yemen hanno colpito con droni e missili balistici impianti energetici e altre strutture nel sud del regno, ferendo più di 70 persone.
Lo scontro tra Riyadh e il gruppo si è riacceso a luglio, quando gli Houthi hanno proclamato un embargo marittimo contro l'Arabia Saudita con l'obiettivo di ostacolarne le esportazioni attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb, che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e alle rotte commerciali verso l'Oceano Indiano.
Questa settimana il petrolio ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta da mesi, spinto proprio dall'escalation in Medio Oriente, e ha chiuso la settimana con un rialzo superiore all'8%. Le prime indiscrezioni sull'attacco all'oleodotto, circolate già giovedì, potrebbero avere contribuito alla corsa dei prezzi, alimentando i timori per un'ulteriore riduzione delle rotte disponibili per le esportazioni di greggio dal Golfo.
Iran-allied Houthi militants in Yemen have escalated strikes on Saudi Arabia this week.Spencer Kimball (CNBC)
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KW 37: Die Woche, in der wir die Ratlosigkeit überwinden
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Questa è la rassegna stampa di sabato 12 settembre 2026
A New York, al Pentagono e in Pennsylvania si sono svolte cerimonie solenni per commemorare i quasi 3.000 morti degli attacchi del 2001. Le celebrazioni hanno reso omaggio anche alle vittime delle malattie legate agli attentati, il cui numero continua a crescere. Il presidente Trump e il segretario alla Difesa Pete Hegseth hanno partecipato alla cerimonia al Pentagono.
Fonti: BBC, New York Times, Wall Street Journal
L'agenzia di intelligence ha reso pubblici per la prima volta 71 documenti riservati con le informazioni raccolte su Osama bin Laden e al-Qaida prima degli attacchi. Le carte, diffuse nel 25° anniversario, mostrano come gli analisti seguissero i movimenti di bin Laden e temessero possibili minacce a obiettivi americani. Uno dei documenti segnalava già il rischio di un "aereo esplosivo".
Fonti: The Guardian, BBC, New York Times
I nuovi dati diffusi venerdì mostrano che l'inflazione annua è rimasta invariata ad agosto, ancora ben sopra l'obiettivo del 2% della banca centrale. Il dato alimenta le aspettative di un rialzo dei tassi la prossima settimana, anche in un contesto segnato dalla guerra con l'Iran. Il presidente Trump continua invece a premere per un taglio del costo del denaro.
Fonti: The Hill
L'Arabia Saudita ha chiuso un importante oleodotto dopo un attacco con droni proveniente dall'Iraq, spingendo brevemente il prezzo del greggio a 110 dollari al barile. La presa di un porto yemenita da parte dei ribelli Houthi, sostenuti da Teheran, alza la posta nella guerra tra l'Iran e gli Stati Uniti. Washington ha inviato oltre cento consiglieri per aiutare gli alleati sauditi.
Fonti: New York Times, The Hill
Il presidente continua a rilanciare l'ipotesi di assegni da 5.000 dollari agli americani in caso di vittoria repubblicana alle elezioni di metà mandato, mentre alcuni esponenti del suo partito ne mettono in dubbio la fattibilità. La promessa arriva dopo un raduno di due giorni a Dallas, dove Trump ha cercato di mobilitare l'elettorato tra i timori di sconfitte a novembre.
Fonti: The Guardian, New York Times
La battaglia legale sulla mappa dei collegi congressuali ridisegnata dai repubblicani sta creando confusione tra funzionari elettorali, candidati ed elettori a poche settimane dal voto. Trump aveva spinto per una nuova mappa in grado di favorire il suo partito, ma il risultato è stato una corsa contro il tempo prima di novembre.
Fonti: New York Times
Il senatore dell'Ohio Jon Husted ha licenziato il direttore politico della sua campagna, Stephen Woytek, dopo la scoperta di una foto profilo su Facebook che ritraeva soldati delle SS naziste. Il collaboratore, 25 anni, seguiva un gruppo di rievocazione storica che rappresenta una divisione delle SS e aveva creato una playlist a favore della Rhodesia. Husted è impegnato in una difficile corsa per la rielezione contro l'ex senatore democratico Sherrod Brown.
Fonti: The Guardian, The Hill
L'allarme di un ex ricercatore di Anthropic, secondo cui l'intelligenza artificiale potrebbe presto minacciare l'umanità, ha riacceso lo scontro sullo sviluppo rapido della tecnologia. Sul fronte finanziario, JPMorgan ha interrotto i finanziamenti al fondo speculativo di Leopold Aschenbrenner dopo pesanti perdite legate alle scommesse sull'IA. Il tema alimenta un più ampio confronto sulla sicurezza del settore.
Fonti: The Hill, Financial Times
La Corte d'appello federale del distretto di Columbia ha annullato un provvedimento dell'amministrazione Trump che imponeva di mantenere in funzione la centrale a carbone J.H. Campbell oltre la data prevista per la chiusura. I giudici hanno stabilito che il Dipartimento dell'Energia ha ecceduto i propri poteri con quell'ordine.
Fonti: The Hill
Il Dipartimento di Giustizia ha annunciato la prima espulsione mai disposta attraverso l'Alien Terrorist Removal Court, che ha riguardato una donna afghana di 47 anni residente in Texas. L'annuncio è arrivato nell'anniversario dell'11 settembre, anche se la donna era stata allontanata dal Paese il mese scorso.
Fonti: The Hill
Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.
Washington Post report also reveals Jon Husted staffer Stephen Woytek created pro-Rhodesia playlist on SpotifyRobert Tait (the Guardian)
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L’azienda suinicola della famiglia del governatore del Nebraska Jim Pillen ha impiegato per oltre un decennio lavoratori migranti, compresi molti privi di documenti, anche mentre il governatore costruiva la propria campagna per la rielezione sull’adesione alla stretta anti immigrazione del presidente Donald Trump. Lo rivela un’inchiesta congiunta del New York Times e della Flatwater Free Press, basata sull’esame di atti giudiziari statali e federali e su interviste a più di 40 tra dipendenti ed ex dipendenti, procuratori, avvocati e attivisti.
Pochi giorni dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca, Pillen aveva ordinato alla Nebraska State Patrol di collaborare con l’ICE, l’agenzia federale per l’immigrazione, e successivamente aveva messo a disposizione dell’agenzia un ex carcere statale per ospitare centinaia di migranti detenuti. Il governatore ha inoltre ripreso la retorica di Trump sui “criminali stranieri illegali” che avrebbero “invaso il nostro Paese”.
Secondo l’inchiesta, almeno 20 allevamenti di Pillen Family Farms hanno impiegato immigrati irregolari. Gli atti giudiziari mostrano inoltre che tra il 2015 e il 2024 12 dipendenti dell’azienda sono stati incriminati per aver utilizzato identità false o rubate per ottenere un lavoro: 9 sono stati condannati e 3 non si sono presentati in tribunale. Pillen Family Farms non è stata accusata di alcun illecito in quei procedimenti. La famiglia detiene inoltre una quota di minoranza in Wholestone Prestage, cooperativa di lavorazione della carne suina di Fremont, dove dal 2019 almeno 56 lavoratori sono stati incriminati per l’uso di documenti falsi.
“Jim Pillen non ha mai assunto consapevolmente un immigrato illegale e ha fatto più di quanto la legge richieda per verificare lo status dei suoi dipendenti”, ha dichiarato la portavoce del governatore Laura Strimple. Sarah Pillen, che insieme al fratello dirige il gruppo da quando il padre è entrato in politica, ha affermato che l’azienda rispetta tutte le norme sul lavoro, verifica i documenti richiesti e aderisce volontariamente al sistema federale E-Verify. I registri mostrano che l’adesione a E-Verify risale allo stesso giorno del 2022 in cui Pillen annunciò la propria candidatura a governatore. Negli anni precedenti l’azienda aveva inoltre aumentato il ricorso a lavoratori messicani con visti per personale qualificato.
I grandi allevamenti suinicoli del Nebraska si affidano da decenni alla manodopera immigrata, regolare e irregolare, anche per la difficoltà a coprire i turni, ha spiegato John Hansen, presidente della Nebraska Farmers Union. Nathan Dallon, avvocato di Omaha che ha difeso centinaia di lavoratori irregolari accusati di reati come il furto d’identità, sostiene che una parte dell’agricoltura dello Stato funzioni sul presupposto della disponibilità di manodopera non autorizzata e che in alcune aziende gli uffici del personale abbiano incentivi ad assumere persone che utilizzano documenti falsi.
Carl Hart, procuratore della contea di Platte fino al 2022, ha perseguito numerosi casi di frode d’identità, 5 dei quali riguardavano proprio dipendenti dell’azienda di Pillen. Gli imprenditori, tuttavia, diventano raramente il bersaglio di queste indagini, rendendo difficile stabilire se fossero a conoscenza dell’irregolarità dei lavoratori.
L’ICE non ha trovato alcuna registrazione di audit o ispezioni negli allevamenti Pillen negli ultimi 15 anni. Dall’inizio del secondo mandato di Trump l’agenzia ha arrestato più di 3.000 migranti in Nebraska, a un ritmo oltre tre volte superiore a quello registrato durante l’Amministrazione Biden. I raid nei luoghi di lavoro, però, sono rimasti relativamente pochi. Al Juhnke, già direttore esecutivo dell’associazione dei produttori suinicoli dello Stato, osserva che raid quotidiani nelle aziende agricole del Midwest creerebbero inevitabilmente problemi politici, perché molte di queste imprese si trovano nel cuore delle aree repubblicane.
Pillen ha visitato la Casa Bianca 11 volte dall’anno scorso e ha ottenuto l’appoggio di Trump, ma ora affronta una corsa per la rielezione competitiva. L’immigrazione resta un tema divisivo anche in uno Stato fortemente repubblicano: meno di un terzo degli abitanti del Nebraska sostiene la stretta del governo federale, secondo una rilevazione nazionale citata dall’inchiesta. Il tema era rimasto finora ai margini della campagna, ma dopo la pubblicazione del reportage gli sfidanti di Pillen hanno attaccato il governatore proprio sulla distanza tra la sua linea politica e le pratiche emerse nell’azienda di famiglia.
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A Severe Misalignment of AI in Mathematics mathandai.org/
A very powerful open letter, signed by 25 leading mathematicians (all Fields Medalists), on the ways AI corporations rushing to complete problems has been harmful, and the way LLM usage threatens the fruit from the work that grows out mathematical research.
Hank G ☑️ likes this.
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Scienziati stranieri hanno usato i modelli di intelligenza artificiale di Anthropic per ricerche che avrebbero potuto contribuire allo sviluppo di armi biologiche. Apparati di sicurezza di diversi Paesi li hanno invece impiegati per sorvegliare dissidenti e oppositori, mentre gruppi armati se ne sono serviti per progettare missili e droni. È quanto sostiene la stessa azienda americana in un rapporto di quasi 150 pagine pubblicato giovedì, che raccoglie i casi di abuso del suo modello Claude individuati e bloccati tra dicembre 2025 e agosto 2026.
Anthropic ha individuato quest'anno almeno cinque casi in cui scienziati di Paesi non precisati hanno usato Claude per studiare patogeni pericolosi, nell'ambito di ricerche che avrebbero potuto essere collegate a programmi di armi biologiche. L'azienda non ha diffuso nomi, istituzioni, Paesi o agenti coinvolti perché non è riuscita a stabilire se le ricerche avessero finalità legittime: gli stessi studi che possono contribuire allo sviluppo di vaccini possono infatti essere utilizzati anche per rendere più pericolosi i patogeni.
Jacob Klein, responsabile dell'intelligence sulle minacce di Anthropic, ha spiegato al New York Times che nessuno dichiara apertamente, "come in un fumetto", di voler costruire un'arma biologica e che la situazione è "estremamente sfumata". In uno dei casi, a maggio, uno scienziato ha chiesto a Claude di aiutarlo a scrivere una domanda di finanziamento per esperimenti sul virus chikungunya, trasmesso dalle zanzare, con l'obiettivo di renderlo più dannoso. Si tratta di una ricerca cosiddetta "gain of function", o di aumento di funzione, che può contribuire allo sviluppo di nuovi vaccini ma anche produrre versioni più aggressive dei virus.
A preoccupare Anthropic è stato soprattutto il fatto che il lavoro si sarebbe svolto in un istituto di ricerca militare. In un altro caso, un ricercatore che sembrava lavorare per un programma statale ha studiato composti che possono essere utilizzati sia come farmaci sia come sostanze tossiche. In un terzo, un ricercatore al di fuori degli Stati Uniti ha trascorso settimane utilizzando Claude per studiare esperimenti sull'adattamento di un virus dell'influenza aviaria altamente patogena.
Secondo Anthropic, alcuni ricercatori hanno aggirato i blocchi geografici che impediscono di usare Claude da determinate regioni e hanno cercato di nascondere lo scopo delle loro ricerche per eludere i controlli. L'azienda cerca, infatti, di impedire l'accesso ai propri modelli dai principali avversari degli Stati Uniti, tra cui Russia, Cina e Iran, ma molti utenti riescono comunque ad accedervi attraverso reti private virtuali, account falsi o rubati e intermediari specializzati.
Andrew Weber, ex sottosegretario alla Difesa per i programmi di difesa nucleare, chimica e biologica durante l'Amministrazione Obama, ha letto il rapporto prima della pubblicazione. Weber ha parlato al New York Times di esempi "agghiaccianti" di programmi statali di armi biologiche che sfruttano le capacità dell'intelligenza artificiale e ha chiesto di limitare l'accesso a questi strumenti ai soli ricercatori considerati affidabili.
Il rapporto documenta anche una forma di abuso che Anthropic definisce nuova: l'impiego di Claude per sviluppare software destinato alla progettazione di armi convenzionali, dalle armi da fuoco ai missili, fino ai droni armati e alle bombe. I casi individuati sono in totale 6: 3 in Cina, 2 in Russia e 1 nello Yemen. Nel caso yemenita, una cellula nel nord del Paese, che secondo il New York Times è chiaramente riconducibile agli Houthi alleati dell'Iran, lavorava alla costruzione di un missile guidato, a un missile balistico multistadio e a un sistema d'arma ipersonico a planata. In Russia, invece, un operatore indipendente ha cercato di costruire droni in grado di condurre autonomamente attacchi kamikaze.
In Mali, un solo consulente delle autorità di sicurezza nazionale ha usato Claude per scrivere il codice di una piattaforma di intercettazione di massa in grado di sorvegliare le comunicazioni attraverso tutti gli operatori mobili del Paese e di produrre dossier sulle persone prese di mira. Ma anche attori legati ai governi di Cina e Iran hanno utilizzato il modello di Anthropic per analizzare grandi quantità di contenuti pubblicati sui social network e individuare potenziali dissidenti.
Secondo il rapporto, un ufficio cinese di intelligence che si occupa di affari religiosi è passato da "molte squadre di analisti" a un singolo ufficio che, grazie a un assistente di intelligenza artificiale, produce migliaia di indagini al mese. In Iran, attori legati al regime hanno usato Claude per creare un'estensione malevola di Firefox capace di raccogliere dai social network informazioni sull'identità degli utenti.
Secondo Klein, l'intelligenza artificiale rende la sorveglianza statale soprattutto più economica ed efficiente, più che modificarne gli obiettivi. Singoli dipendenti o consulenti possono ora automatizzare attività che in precedenza richiedevano intere squadre di analisti. "Stanno di fatto automatizzando parti del lavoro all'interno dell'apparato di intelligence", ha detto ad Axios. Bloccare l'accesso a Claude, però, non sempre basta a fermare queste operazioni: alcuni soggetti sono passati a modelli open source e, in Mali, il governo è riuscito ad installare la piattaforma in locale utilizzando altri modelli.
Anthropic ha individuato anche 9 operazioni di influenza provenienti da Paesi come Russia, Turchia e Iran, alcune delle quali legate alle elezioni in Moldavia e Kenya. Media statali russi hanno utilizzato Claude per produrre propaganda fasulla presentata come giornalismo indipendente, diffondendo anche affermazioni inventate sul voto in Moldavia. La maggior parte di questi contenuti, precisa l'azienda, ha ottenuto poco o nessun coinvolgimento autentico prima che le operazioni venissero bloccate.
Gli abusi hanno coinvolto i modelli Haiku, Sonnet e Opus. Nessuno ha riguardato i più potenti Fable e Mythos, con l'eccezione di un caso di distillazione illecita, ovvero l'impiego delle risposte di Claude per addestrare un modello concorrente. Mythos sarebbe così efficace nell'individuare vulnerabilità nei software che Anthropic ne ha limitato l'accesso a partner fidati, in gran parte americani. L'azienda afferma di aver bloccato tutte le operazioni descritte, rafforzato le proprie difese e segnalato i casi a governi e partner del settore.
Case studies from threat actors disrupted between December 2025 and August 2026 across seven areas of harm, from cyber operations to biological misuse.www.anthropic.com
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CISA has added CVE-2026-19490, a critical Citrix NetScaler authentication bypass, to its Known Exploited Vulnerabilities catalog.dark6 (Secure Bulletin)
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Windows Server: gli update di settembre 2026 mandano in crash Remote Desktop Services
#tech
spcnet.it/windows-server-gli-u…
@informatica
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@sbrodolino_21 Mi trovi perfettamente d'accordo: io personalmente non ho mai messo su server diversi da Linux, però immagino ci siano applicazioni che girano per esempio con tutta la roba .NET, ASP ecc
Non è roba compatibile con le mie idee di sviluppo, però... come si dice: il mondo è bello perchè è vario
Anthropic says state-backed groups, cybercriminals and hacktivists misused Claude to automate attack chains, develop exploits and adapt malware.dark6 (Secure Bulletin)
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Volt Italia
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