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Phantom Deal Fraud Uses Fake M&A Secrecy to Push a €626,000 Wire Transfer
#CyberSecurity
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A Popular WordPress Backup Plugin’s Flaw Puts 5 Million Sites One Restore Away From Takeover
#CyberSecurity
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Superare la soglia di 1,5 °C non significa che la lotta al cambiamento climatico sia persa, ma che ogni decimo di grado evitato conta più che mai.
Secondo l’ultimo rapporto UNEP, un superamento temporaneo dell’obiettivo di Parigi è ormai quasi inevitabile: anche nello scenario migliore si toccheranno circa 1,8 °C prima di tornare a scendere. Il 2024 è stato il primo anno solare sopra 1,5 °C, anche se l’obiettivo di Parigi riguarda il riscaldamento medio di lungo periodo.
La priorità ora è chiara: contenere il picco massimo, ridurre la durata del superamento e riportare poi le temperature verso il basso. Più rimandiamo, più crescono danni, costi e rischi irreversibili.
Per Volt serve un’Europa unita e capace di agire: neutralità climatica entro il 2040, sistema energetico decarbonizzato, uscita dai combustibili fossili, più investimenti nelle tecnologie pulite e una transizione equa che tuteli le persone più vulnerabili.
Il tempo dei rinvii è finito.

#CambiamentoClimatico #CrisiClimatica #AccordoDiParigi #TransizioneEnergetica #NeutralitàClimatica #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Rogue ScreenConnect Clients Turn Remote Support Sessions Into a Worm-Like Infection Chain
#CyberSecurity
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Anche un orologio rotto resta appeso al muro per anni: è stabile e due volte al giorno segna pure l’ora giusta.
Per il resto non serve a nulla.
Meloni oggi festeggia la durata del suo Governo: e fa anche bene, perché sui risultati c’è ben poco da celebrare.
E qualcuno ci spiega perché il Governo più longevo della Repubblica è lo stesso che vuole cambiare la legge elettorale "per garantire stabilità"?
O forse vuole solo adattare le regole elettorali ai sondaggi del momento?

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Das Familienministerium arbeitet nach eigenen Angaben an einer nationalen Regelung für Altersgrenzen im Netz. Über ein Social-Media-Verbot könnte sie weit hinausgehen.

Damit missachtet Familienministerin Karin Prien (CDU) die Empfehlungen ihres eigenen Expert*innen-Gremiums.
Und des Deutsches Ethikrats.
Und von mehr als 400 Forscher*innen aus 29 Ländern.

netzpolitik.org/2026/mehr-als-…

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Das Familienministerium arbeitet nach eigenen Angaben an einer nationalen Regelung für Altersgrenzen im Netz. Über ein Social-Media-Verbot könnte sie weit hinausgehen. Damit missachtet Familienministerin Karin Prien (CDU) die Empfehlungen ihres eigenen Expert*innen-Gremiums.

netzpolitik.org/2026/mehr-als-…

in reply to netzpolitik.org

Kindersicherung fürs Internet

Zitat:
"Zur möglichen Ausweitung der Altersschranken über soziale Medien hinaus schreibt eine Sprecherin des Ministeriums auf Anfrage von netzpolitik.org etwas wolkig, man prüfe „intensiv, welche Angebote von einer nationalen Übergangslösung umfasst sein sollten“. Und: Für „nachweislich kindgerechte Angebote ist eine Ausnahme geplant.“
Das wäre sehr empfehlenswert für Mitarbeiter der Berliner Verwaltung gewesen...
An den Kindern lag´s nicht.

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Im Streit zwischen einem Milliardenkonzern und der Stadt Datteln um die Austattung von Schulen mit Tablets hat nun das Oberlandesgericht entschieden. Einfach iPads ausschreiben geht so nicht.

netzpolitik.org/2026/schultabl…

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☕ CYBERBRIEFING MATTUTINO — Venerdì 4 settembre 2026

👉 Leggi tutti gli aggiornamenti delle ultime 24 ore:
ilpuntocyber.rfeed.it/article.…

#newsletter #cybersecurity
@informatica

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La Casa Bianca lancia un gioco online dove si catturano gli immigrati


Cinque videogiochi retrò sul sito ufficiale promuovono l'agenda del presidente: Tom Homan cattura migranti in una versione di Snake, un Tetris alza il muro col Messico. Critiche da democratici e ONG

Sul sito ufficiale della Casa Bianca da giovedì 3 settembre si può giocare a espellere immigrati. La nuova sezione si chiama Arcade e contiene cinque videogiochi in grafica a bassa risoluzione, ispirati ai classici delle sale giochi e dei primi telefoni cellulari, ognuno dedicato a un pezzo dell'agenda del presidente. "Costruisci il muro. Espelli. Riempi un Trump Account", ha scritto la Casa Bianca sui social per annunciare il lancio.

Il gioco più discusso si chiama Rio Run ed è una versione di Snake, il gioco del serpente che si allunga a ogni boccone, reso celebre dai primi cellulari. Il giocatore guida un personaggio con le fattezze di Tom Homan, il principale consigliere del presidente sull'immigrazione, e lo muove su una griglia che raffigura il Rio Grande, il fiume al confine con il Messico, per catturare le figure che hanno attraversato la frontiera. Dietro a Homan si forma una fila sempre più lunga di personaggi in tuta arancione, come i detenuti, destinati all'espulsione.

Build the Wall riprende invece Tetris: i pezzi da incastrare sono segmenti del muro al confine con il Messico, uno dei progetti simbolo del presidente. L'obiettivo dichiarato nel titolo è "proteggere il confine dall'orda in arrivo".

Gli altri tre giochi coprono il resto del programma dell'amministrazione. In Supply Line, che ricorda il vecchio gioco da bar Tapper, il cibo scorre su una catena di montaggio e il giocatore deve scartare gli alimenti che non rispettano gli standard per le mense scolastiche di Make America Healthy Again, "rendere l'America di nuovo sana", il programma del segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. che punta a ridurre cibi ultra-processati e additivi e a eliminare i coloranti sintetici derivati dal petrolio. In Flappy Bill, sul modello di Flappy Bird, un'aquila porta in volo una legge attraverso il National Mall di Washington evitando gli ostacoli. In Trump Savings Tycoon si raccolgono con una rete i soldi e i lingotti d'oro che volano davanti al Washington Monument per "riempire i Trump Accounts dei vostri figli". Sotto i cinque titoli una sezione "Coming Soon" ne annuncia un sesto: "Una nuova avventura vi aspetta". I giochi sono gratuiti e accessibili dalla pagina whitehouse.gov/arcade.

I Trump Accounts sono i conti di risparmio per minori creati dall'amministrazione. Il governo federale versa 1.000 dollari iniziali a ogni bambino nato tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2028. Aprire un conto è gratuito per ogni cittadino americano con meno di 18 anni. Familiari e amici possono aggiungere fino a 5.000 dollari l'anno e il denaro è investito in fondi che replicano gli indici della Borsa americana. Secondo la Casa Bianca, al 6 luglio, pochi giorni dopo l'avvio del programma, erano già stati richiesti più di sei milioni di conti.

La Casa Bianca ha annunciato l'Arcade sui social con una serie di animazioni che parodiano le schermate di avvio di Xbox, PlayStation e Nintendo. In una il logo della Sega si trasforma in "MAGA", la sigla dello slogan del presidente. Il video promozionale era stato mostrato in anteprima a Fox News. Un funzionario della Casa Bianca ha difeso l'iniziativa dicendo che l'amministrazione è concentrata nel trovare modi nuovi per raccontare "i molti successi del presidente in un modo che parli a ogni americano". Il presidente, ha aggiunto, "continua a collezionare vittoria dopo vittoria" mentre i suoi oppositori "difendono il loro record di aumenti delle tasse e di sostegno ai clandestini criminali". Il progetto serve a "marcare ulteriormente il contrasto tra una cultura del divertimento e della vittoria e la cupa visione socialista che i democratici hanno per l'America".

Jessica González, deputata democratica alla Camera del Texas, ha scritto su X che "la Casa Bianca di Trump ha letteralmente costruito dei videogiochi su un sito governativo prima di fare qualsiasi cosa per risolvere la crisi del costo della vita in America". Il prezzo mediano di una casa negli Stati Uniti è intorno ai 430.000 dollari, i generi alimentari costano circa il 30% in più rispetto al 2020 e la benzina resta circa il 45% sopra la media di quell'anno, nonostante il calo dai picchi recenti.

"Mi fa stare male. Hanno giocato con la vita delle persone per anni e adesso fanno un videogioco delle loro azioni", ha dichiarato all'AFP Amerika García Grewal, codirettrice della Frontera Federation, una ONG del Texas. Sul gioco del muro ha aggiunto che "chi ha concepito questo gioco ha perso di vista che cosa significhi essere umani e interessarsi agli altri".

La comunicazione della Casa Bianca si ispira apertamente al trolling dei social, cioè pubblicare contenuti provocatori per suscitare reazioni indignate, nella speranza che diventino virali. Il dipartimento per la Sicurezza interna (DHS), il ministero da cui dipendono controlli alle frontiere ed espulsioni, ha diffuso di recente un video con musica di sottofondo che mostra l'espulsione di immigrati haitiani in catene, dopo che Washington ha cancellato lo status che permetteva loro di restare legalmente nel Paese. Gli oppositori del presidente lo hanno giudicato degradante e razzista.

Le espulsioni di massa sono una delle poche politiche che procede secondo i piani del presidente, che ha fatto dell'applicazione delle leggi sull'immigrazione il centro del secondo mandato, con rimpatri di massa, più centri di detenzione, la costruzione del muro e la stretta sull'asilo. Il DHS afferma di aver arrestato in agosto un numero record di quasi 51.000 immigrati irregolari, mentre gli attraversamenti della frontiera sono ai minimi storici. La Border Patrol, la polizia di frontiera, ha registrato a luglio 9.295 fermi lungo il confine sud-occidentale, il 6% in meno rispetto a giugno. A due mesi dalle elezioni di metà mandato di novembre, gli americani giudicano invece severamente il bilancio del presidente sull'economia e sulla politica estera.


Carne, grano e diesel: negli Stati Uniti torna l'allarme caro-spesa


Il grano e il mais hanno toccato questa settimana i prezzi più alti degli ultimi tre anni, dopo che le contemporanee guerre in Iran e in Ucraina hanno fatto rincarare il diesel necessario per far funzionare le mietitrici e trasportare i prodotti dai fornitori ai supermercati. Finora il caro-spesa negli Stati Uniti aveva colpito soprattutto alcune voci già costose, come carne bovina, caffè e cioccolato. Secondo un'analisi di Axios, però, le pressioni si stanno accumulando lungo l'intera filiera e la prossima ondata di rincari rischia di essere più pesante e più estesa.

Il conflitto con l'Iran ha sconvolto anche il mercato dei fertilizzanti, perché una quota rilevante della produzione mondiale transitava prima della guerra attraverso lo Stretto di Hormuz. Il maltempo ha ulteriormente ridotto le rese del mais, mentre la guerra tra Russia e Ucraina ha ridotto le esportazioni di grano. Gli effetti congiunti di questa situazione si stanno propagando lungo tutta la filiera: il grano è alla base di numerosi prodotti alimentari, mentre il mais è il principale mangime per gli animali. Il rincaro dei due cereali finisce quindi per riflettersi anche sui prezzi di carne, latticini e uova. E gli agricoltori non necessariamente ne beneficiano, perché devono sostenere a loro volta costi più elevati. Il presidente della National Corn Growers Association, l'associazione dei coltivatori di mais, ha detto ad Axios che quest'anno neppure la sua azienda riuscirà a chiudere in utile.

Eppure i rincari già in corso sono consistenti. Il caffè costa il 10,3% in più rispetto a un anno fa, i pomodori il 12,8%, gli arrosti di manzo il 13,5% e le mele l'11,1%. Nell'ultimo sondaggio Economist/YouGov, circa tre quarti degli intervistati affermano inoltre che i prezzi alimentari nella loro zona stanno continuando a salire. Gli analisti di J.P. Morgan, in un rapporto molto citato pubblicato a metà agosto, prevedono che l'inflazione alimentare globale possa raggiungere il 5% nella prima metà del 2027, quasi il doppio rispetto alla prima metà del 2026, perché gli effetti sui raccolti tendono a seguire i picchi delle temperature oceaniche con un ritardo compreso tra 6 e 12 mesi.

Stati Uniti · Caro-spesa

La prossima ondata di rincari sulla spesa americana parte dai campi

Le guerre in Iran e in Ucraina hanno fatto rincarare diesel e fertilizzanti, il maltempo ha ridotto le rese del mais: grano e mais sono ai prezzi più alti degli ultimi tre anni. Trump prova a raffreddare il costo della carne, ma la sua mossa copre il 2% dell’offerta interna.

Grafica di FocusAmerica 30 agosto 2026

Inflazione alimentare globale, proiezione J.P. Morgan

1° semestre 2026
2,8%

1° semestre 2027
5%

Il livello stimato per l’anno in corso
Quasi il doppio nel giro di un anno

Nel rapporto «Food Security is National Security» gli analisti della banca attribuiscono l’accelerazione a due fattori che si sommano: i fertilizzanti bloccati dalla guerra con l’Iran e un El Niño di forte intensità.

1
L’urto a monte

Tre shock arrivano insieme sui campi americani


Tocca ogni voce per aprire il dettaglio.

Grano e mais hanno toccato i prezzi più alti degli ultimi tre anni.

Il grano è alla base di gran parte dei prodotti alimentari, il mais è il principale mangime per gli animali: il rincaro si scarica quindi anche su carne, latticini e uova.

2
Allo scaffale

Quanto sono saliti i prezzi in un anno


Variazione dei prezzi al consumo negli Stati Uniti. Tocca una voce per isolarla.

0%15%

Sondaggio Economist/YouGov

Tre americani su quattro dicono che i prezzi alimentari nella loro zona stanno continuando a salire.

3
La risposta politica

Trump apre alla carne estera e gli allevatori insorgono


Ogni quadratino vale l’1% dell’offerta interna di carne bovina.

2%
Le 300.000 tonnellate di carne macinata importate senza dazio valgono circa il 2% dell’offerta interna.

Secondo le stime del Dipartimento dell’Agricoltura equivalgono a poco più di quaranta giorni di consumo nazionale di macinato.

90 giorni
Durata dell’esenzione dai dazi, a partire dal 1° settembre.

−25%
Lo sconto sui prezzi di mercato promesso dagli esportatori esteri.

86,2 mln
I capi di bestiame al 1° gennaio: il numero più basso da 75 anni.

«I prezzi della carne sono troppo alti per una ragione semplice: le nostre mandrie sono troppo piccole».

Tom Cotton, su X. Nell’ultima settimana almeno 13 senatori repubblicani hanno contestato pubblicamente la decisione, e quattro associazioni di allevatori hanno scritto alla Casa Bianca per esprimere «profonda preoccupazione».

4
Il conto che deve ancora arrivare

Il clima colpisce i raccolti con mesi di ritardo


La catena che porta dal meteo allo scontrino.

Punto di partenza
Picco delle temperature oceaniche

Dopo 6-12 mesi
Rese dei raccolti in calo

Primo semestre 2027
Prezzi al consumo in salita

È il motivo per cui J.P. Morgan colloca il picco dei rincari nella prima metà del 2027.

Nemmeno gli agricoltori ne stanno traendo vantaggio, perché devono sostenere a loro volta costi più alti. Il presidente dell’associazione dei coltivatori di mais ha detto ad Axios che quest’anno neppure la sua azienda chiuderà in utile.

Fonte Elaborazione FocusAmerica su Axios, NPR e CNN; sondaggio Economist/YouGov; J.P. Morgan, «Food Security is National Security: A Compounding Storm»; dati del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti. Aggiornamento: 30 agosto 2026.

Trump abbassa i dazi sulla carne, gli allevatori insorgono


Sulla carne il presidente Donald Trump ha cercato di giocare d'anticipo, ma la mossa gli si sta ritorcendo contro. Venerdì 21 agosto ha annunciato la sospensione temporanea di alcuni dazi sulla carne bovina e un accordo, dai contorni ancora vaghi, in base al quale 300mila tonnellate di carne macinata importata dall'estero saranno vendute "il 25% sotto i prezzi di mercato attuali". Il provvedimento è diventato ufficiale mercoledì: l'esenzione durerà 90 giorni a partire dal 1° settembre e le 300mila tonnellate corrispondono a circa il 2% dell'offerta interna. L'obiettivo è anche politico: il costo della vita è uno dei temi sui quali Trump e il Partito Repubblicano sono maggiormente in difficoltà in vista delle elezioni di metà mandato, e aumentare l'offerta di carne è uno dei modi più rapidi per cercare di alleggerire la spesa dei consumatori.

Gli economisti interpellati da NPR ritengono però che l'effetto sui prezzi al dettaglio sarà modesto, perché il problema è strutturale. Dopo anni di siccità, il numero di capi di bestiame negli Stati Uniti, 86,2 milioni al 1° gennaio, è il più basso degli ultimi 75 anni, e il ritorno di un parassita carnivoro ha aggravato la situazione. L'annuncio ha comunque fatto scendere le quotazioni del bestiame, proprio ciò che gli allevatori temevano. I vertici di quattro associazioni del settore hanno scritto al presidente una lettera nella quale esprimono "profonda preoccupazione" per un piano che, a loro giudizio, svaluta il bestiame di loro proprietà e rischia di ostacolare la ricostituzione delle mandrie. Gli stessi allevatori avevano invece accolto favorevolmente i dazi del "Liberation Day" dell'anno scorso, che li proteggevano dalle importazioni a basso costo.

Le critiche si sono estese anche al Partito Repubblicano: nell’ultima settimana almeno 13 senatori hanno contestato pubblicamente la decisione. “I prezzi della carne sono troppo alti per una ragione semplice: le nostre mandrie sono troppo piccole”, ha scritto su X il senatore Tom Cotton, spiegando di aver già invitato il presidente a non procedere con quella che ha definito “un’azione sconsiderata” e di avergli chiesto di riconsiderarla. John Barrasso ha parlato invece di un mercato truccato contro i produttori americani, che "vogliono semplicemente un mercato equo". La Casa Bianca non ha specificato da quali Paesi esteri arriverà la carne e la Segretaria all'Agricoltura Brooke Rollins ha dichiarato ai giornalisti di non essere "parte di questo negoziato".

La carne diventa anche una bandiera politica


La carne è diventata nel frattempo anche un simbolo politico. Il Wall Street Journal racconta la trasformazione di Steak 'n Shake, catena di hamburger dell'Indiana con circa 400 locali, che dal 2025 ha abbracciato il patriottismo trumpiano e il movimento Make America Healthy Again del Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr.: enormi bandiere americane, patatine fritte nel grasso di manzo anziché nell'olio vegetale, Coca-Cola con zucchero di canna, carne di bovini allevati al pascolo, pagamenti in bitcoin e patatine gratis per chi arriva in Tesla.

L'azienda ha inoltre nominato "chief MAHA officer" Michael Boes, ex funzionario dell'Amministrazione Trump. In questo modo, le vendite a parità di locali sono cresciute del 13,8% nel trimestre concluso a giugno, ma sono aumentati anche i costi degli ingredienti e la catena ha ritoccato i prezzi verso l'alto.


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Witkoff e Kushner attesi a Kyiv e Mosca per rilanciare i negoziati sull'Ucraina


Zelensky annuncia la doppia missione degli inviati di Trump. Putin vede ancora margini per un'intesa, ma Kyiv resta diffidente sulle vere intenzioni del Cremlino.

Gli inviati di Donald Trump visiteranno Kyiv e Mosca nei prossimi giorni. Lo ha annunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al termine di una riunione con la squadra che segue i negoziati con gli Stati Uniti. "Ci sono date preliminari. Contiamo di vedere qui, a Kyiv, i rappresentanti del presidente americano. Abbiamo ricevuto la loro conferma: avranno un incontro a Mosca e uno a Kyiv", ha detto il presidente ucraino, aggiungendo che "è importante che l'America continui a essere attiva".

A muoversi saranno Steve Witkoff, inviato speciale di Trump, e Jared Kushner, genero del presidente e suo emissario. Zelensky non ha fornito altri dettagli e Washington, per ora, non ha annunciato pubblicamente il viaggio. Per entrambi sarebbe la prima visita in Ucraina, mentre Witkoff ha già compiuto otto missioni a Mosca. Una visita a Kyiv precedentemente ipotizzata per il 24 agosto, giorno dell'Indipendenza ucraina, non si era concretizzata.

Il 20 agosto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva definito Witkoff e Kushner "sempre ospiti graditi a Mosca", precisando però che non c'erano informazioni certe e che nessuna data era stata riservata per la visita. A fine luglio il Segretario di Stato Marco Rubio aveva detto a Fox News che nelle settimane successive sarebbero proseguiti gli sforzi per far ripartire i colloqui diretti tra Russia e Ucraina, ricordando che entrambe le parti hanno le proprie linee rosse.

Putin apre uno spiraglio, Kyiv resta diffidente


Alla sessione plenaria del Forum Economico Orientale di Vladivostok, il presidente russo Vladimir Putin ha detto che esistono ancora possibilità di arrivare a una soluzione negoziale: "Siamo grati a tutti quelli che cercano di dare un contributo. C'è una possibilità? A mio avviso sì". Ha però ribadito che il conflitto deve essere risolto dai Paesi direttamente coinvolti, Russia e Ucraina, mentre altri Stati, tra cui Stati Uniti e Cina, possono sostenere il processo. Ha inoltre sostenuto che gli attacchi ucraini in profondità nel territorio russo rendono più difficile un'intesa.

A Kyiv la fiducia nelle intenzioni del Cremlino resta però molto bassa. Il capo di staff dell'ufficio presidenziale ucraino, Kyrylo Budanov, aveva detto di sperare nella ripresa dei negoziati diretti a settembre, con la partecipazione americana: "Non possiamo farne a meno". Il suo vice Pavlo Palisa ha però riferito che la leadership politica russa ha incaricato i militari di preparare scenari per un'offensiva nel nord dell'Ucraina, in direzione di Kyiv e Chernihiv, pur senza che l'intelligence abbia individuato nuovi raggruppamenti di forze pronti all'attacco.

Il Cremlino, dal canto suo, continua a chiedere la cessione dell'intera regione di Donetsk, che la Russia non è riuscita a conquistare completamente. Il 28 agosto Peskov aveva descritto i negoziati come in una "profonda pausa".

L'ultimo incontro diretto tra le delegazioni russa e ucraina risale a metà febbraio a Ginevra, in un formato trilaterale con gli Stati Uniti. Da allora i contatti sono proseguiti attraverso altri canali. Nei giorni scorsi, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha incontrato il Ministro delle Finanze russo Anton Siluanov al G20 di Asheville, mentre il direttore della CIA John Ratcliffe aveva proposto un vertice a tre tra Trump, Putin e Zelensky durante un suo viaggio a sorpresa a Mosca.


Il direttore della CIA ha proposto un vertice a tre tra Trump, Putin e Zelensky


Il direttore della CIA John Ratcliffe ha proposto un incontro a tre tra il presidente statunitense Donald Trump, il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il suo viaggio riservato compiuto martedì a Mosca, nel tentativo di rilanciare gli sforzi per porre fine alla guerra. Lo ha rivelato Axios, citando due fonti informate. È la prima volta che Ratcliffe interviene personalmente nei difficili negoziati in corso per un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina. La missione serviva anche a capire se i vertici dell'intelligence russa potessero contribuire a convincere Putin a riprendere i negoziati mediati dagli Stati Uniti.

A Mosca Ratcliffe ha incontrato i suoi omologhi Sergey Naryshkin, direttore dell'SVR, il servizio di intelligence estera russo, e Alexander Bortnikov, direttore dell'FSB, il servizio di sicurezza interno. Secondo il New York Times, ha consegnato a Bortnikov "una valutazione cupa" dell'andamento della guerra e ha esortato la Russia a raggiungere un accordo prima che la sua situazione peggiori. Le fonti di Axios aggiungono che Ratcliffe è uscito dall'incontro convinto che Bortnikov sia un interlocutore costruttivo, in grado di contribuire alla ripresa degli sforzi diplomatici.

Trump ha definito la visita "ordinaria amministrazione" e ha precisato che non aveva lo scopo di mettere in guardia Mosca da un eventuale attacco russo contro il territorio dei Paesi della NATO. CNN e CBS News, citando persone informate sui colloqui, sostengono però che Ratcliffe abbia effettivamente trasmesso quell'avvertimento. Naryshkin ha confermato pubblicamente l'incontro, definendolo "parte regolare del lavoro". La CIA non ha commentato.

La proposta di un vertice a tre e lo scetticismo di Kyiv


Venerdì funzionari americani hanno informato Zelensky dei colloqui di Mosca e della proposta di un vertice trilaterale, un'ipotesi che l'Amministrazione Trump aveva già avanzato in passato. Zelensky si era detto disponibile, mentre Putin l'aveva respinta categoricamente. Il presidente ucraino ha ringraziato gli Stati Uniti per "il tono della conversazione con la Russia" e ha affermato che l'Amministrazione Trump "sta portando avanti una visione realistica di ciò che va fatto e ottenuto".

Kyiv resta però molto scettica sulle reali intenzioni di Putin. Pavlo Palisa, vice capo di gabinetto dell’ufficio di Zelensky, ha detto venerdì ai giornalisti che il presidente russo avrebbe ordinato ai suoi vertici militari di preparare diversi scenari operativi per una nuova offensiva nel nord dell’Ucraina, con le regioni di Kyiv e Chernihiv tra le possibili direttrici principali. Palisa ha tuttavia precisato che, al momento, non si osservano segnali della formazione di una forza d’attacco destinata a operare in quella zona.

I negoziati mediati da Washington sono però fermi da metà febbraio, ovvero da quando è iniziata la guerra con l'Iran, e da allora gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner hanno tenuto colloqui separati con le delegazioni russa e ucraina, ottenendo ben pochi progressi. Kyrylo Budanov, capo di gabinetto dell'ufficio di Zelensky, ha detto giovedì ai media locali che i colloqui diretti tra Russia e Ucraina potrebbero riprendere a settembre.


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Hi folks! Here's a new pin with some essential links & some FYI to repost: the trilogue for chatcontrol 2.0 will either be on September 27 or 29. Still, keep up with the pressure & educate others about why privacy is important aswell as to why chatcontrol won't keep us safe.

fightforthefuture.org

badinternetbills.com

fightchatcontrol.eu

bsky.app/profile/gutsmonroe130…

peertube.european-pirates.eu/v…

discord.com/invite/e7FYdYnMkS

commission.europa.eu/get-invol…

www.stopkillingtheinternet.com

exitchatcontrol.org/

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in reply to CascaCasca95

Hallöle allerseits, hier sind zwei Artikel zur #Chatkontrolle zum Lesen & Verteilen.
Denkt dran: nutzt jetzt die Zeit um eure Mails für September anzupassen sowie zu versenden und (wenn ihr euch konform fühlt) anzurufen!

netzpolitik.org/2026/eu-verord…

withoutcensorship.com/chat-con…

in reply to CascaCasca95

Folgende Links die relevant sind: @evangreer (auf BlSky über: @evangreer.bsky.social) hat Bedenken bezüglich dem "Meta Settlement" (was berechtigt ist) & laut Netzpolitik kritisiert ein Jura Professor Instant Messengerdienste Überwachungen durch die Polizei.

bsky.app/profile/evangreer.bsk…

netzpolitik.org/2026/messenger…

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La rassegna stampa di venerdì 4 settembre 2026


La Corte suprema del Missouri boccia la mappa elettorale dei repubblicani mentre l'Amministrazione porta alla Corte suprema la stretta sul voto per corrispondenza; Fox licenzia Maria Bartiromo, gli Stati Uniti indagano su un raid in Iran e i mutui toccano il massimo annuale

Questa è la rassegna stampa di venerdì 4 settembre 2026

La Corte suprema del Missouri boccia la mappa elettorale voluta da Trump


La Corte suprema del Missouri ha bloccato all'unanimità la nuova mappa dei collegi congressuali disegnata dai repubblicani per guadagnare un seggio alla Camera, vietandone l'uso nelle elezioni di novembre e rimettendo la decisione agli elettori. È una rara battuta d'arresto per il partito nella battaglia nazionale sui collegi; il presidente Trump ha attaccato la sentenza e il procuratore generale dello Stato ha annunciato ricorso.

Fonti: The Guardian, The New York Times, Bloomberg

L'Amministrazione chiede alla Corte suprema il via libera ai limiti sul voto per corrispondenza


L'Amministrazione Trump ha chiesto alla Corte suprema di consentire nuove regole del servizio postale sul voto per corrispondenza in vista delle elezioni di medio termine, dopo che un giudice le aveva bloccate. È il secondo appello sul tema: questa volta i giudici sono chiamati a stabilire se i piani violino la Costituzione.

Fonti: NPR, The Hill, The Wall Street Journal

Trump nomina Adam Telle segretario ad interim dell'Esercito


Il presidente Trump ha nominato Adam Telle segretario ad interim dell'Esercito dopo le dimissioni di Dan Driscoll. L'uscita di Driscoll è arrivata al culmine di mesi di tensioni con il segretario alla Difesa Pete Hegseth, in particolare sulla rimozione dei vertici militari. Telle era finora assistente segretario dell'Esercito per le opere civili.

Fonti: The New York Times, The Wall Street Journal, The Guardian

Fox News licenzia Maria Bartiromo


Fox News ha licenziato la conduttrice Maria Bartiromo dopo dodici anni e mezzo di collaborazione. Secondo una persona informata, l'allontanamento sarebbe legato alla condivisione di comunicazioni interne di Fox Business con la Casa Bianca. La partenza inattesa di una delle firme più note della rete ha alimentato interrogativi su un possibile approdo nell'Amministrazione.

Fonti: The New York Times, Axios

Gli Stati Uniti indagano su un raid che avrebbe colpito un matrimonio in Iran


Il comando militare statunitense (CENTCOM) ha aperto un'indagine interna su un raid che avrebbe centrato un'abitazione durante un matrimonio nell'Iran meridionale, uccidendo cinque persone e ferendone decine secondo la Mezzaluna Rossa iraniana. Il vicepresidente JD Vance si è detto "estremamente scettico" sui resoconti e ha rifiutato di definire "guerra" il conflitto con Teheran, in corso da sei mesi.

Fonti: Axios, The Guardian, The Hill

Un giudice federale blocca la nuova stretta di Trump sulla cittadinanza per nascita


Un giudice federale ha temporaneamente bloccato l'ultimo tentativo del presidente Trump di limitare la cittadinanza per nascita, il principio secondo cui chi nasce sul suolo statunitense ottiene la cittadinanza. La decisione arriva circa un mese dopo un nuovo ordine esecutivo, che seguiva la sentenza di giugno con cui la Corte suprema aveva già giudicato incostituzionale il provvedimento precedente.

Fonti: The Guardian

Un agente dell'ICE incriminato per aver mentito su una sparatoria a Minneapolis


I procuratori federali hanno incriminato un agente dell'ICE con l'accusa di aver reso false dichiarazioni sulle circostanze della sparatoria contro un immigrato venezuelano a Minneapolis. L'episodio, avvenuto all'inizio dell'anno durante l'intensificarsi delle operazioni di controllo dell'immigrazione, aveva contribuito a innescare le proteste in Minnesota.

Fonti: The Wall Street Journal, Financial Times, The Guardian

Morta a 92 anni Gloria Steinem, icona del femminismo americano


È morta a 92 anni Gloria Steinem, figura simbolo del movimento femminista statunitense e protagonista per decenni delle battaglie per i diritti delle donne. Personalità della politica e dello spettacolo, da Hillary Clinton a Meghan Markle, le hanno reso omaggio; la sua fondazione ha annunciato che la casa di New York diventerà uno spazio permanente per l'attivismo.

Fonti: The New York Times

Al via i lavori per l'arco monumentale voluto da Trump a Washington


L'Amministrazione ha annunciato che i lavori di scavo per il grande arco alto circa 76 metri voluto dal presidente Trump a Washington cominceranno nelle prossime due settimane, benché l'approvazione finale del progetto sia ancora pendente. L'opera, tra il Lincoln Memorial e il cimitero di Arlington, è oggetto di un ricorso e di critiche per dimensioni e collocazione.

Fonti: Bloomberg, The Wall Street Journal, The Guardian

I tassi sui mutui salgono al 6,71%, massimo da oltre un anno


Il tasso fisso sui mutui a trent'anni è salito al 6,71%, il livello più alto in oltre un anno secondo i dati di Freddie Mac, in rialzo dal 6,66% della settimana precedente. L'aumento riduce il potere d'acquisto dei potenziali acquirenti di case in un mercato immobiliare già sotto pressione.

Fonti: The Hill, The New York Times

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Trump firma altri nove accordi sulla riduzione dei prezzi dei farmaci


Le intese estendono il regime della "nazione più favorita" a 26 aziende e, secondo la Casa Bianca, coprono ormai l'89% del mercato dei farmaci di marca. Restano però seri dubbi sugli effetti reali sui prezzi.

L'Amministrazione Trump ha annunciato lunedì nove nuovi accordi sui prezzi dei farmaci con case farmaceutiche di medie dimensioni, nonostante i timori di una parte dell'industria farmaceutica per l'impatto che le concessioni potrebbero avere sui conti delle aziende più piccole. Le intese estendono il regime della "nazione più favorita", ovvero il meccanismo con cui la Casa Bianca punta ad allineare i prezzi statunitensi a quelli più bassi praticati all'estero. Sommando i 17 accordi già conclusi con i grandi produttori, le aziende aderenti salgono così a 26.

I nove nuovi accordi riguardano Alcon, Astellas Pharma, BeOne Medicines, BridgeBio, CSL, Kyowa Kirin, Sun Pharma, Teva Pharmaceuticals e UCB. Come nelle intese precedenti, le aziende hanno accettato di applicare sconti a Medicaid, il programma sanitario pubblico rivolto alle persone a basso reddito, e si sono impegnate a lanciare i futuri farmaci negli Stati Uniti a prezzi allineati a quelli praticati all'estero. In cambio, contano di evitare i dazi e i nuovi modelli di prezzo allo studio per Medicare, il programma sanitario pubblico rivolto soprattutto agli anziani.

Nel complesso, il gruppo si è impegnato anche a investire almeno 19,6 miliardi di dollari nel breve periodo nella produzione di questi farmaci negli Stati Uniti, mentre alcune aziende doneranno i propri principi attivi a una riserva strategica del governo. Con le nuove intese, secondo l'Amministrazione Trump, l'89% del mercato dei farmaci di marca è ora coperto da accordi di questo tipo.

Le critiche e i dubbi sui risultati


I critici sostengono però che manchino ancora risultati concreti. Public Citizen, organizzazione per la tutela dei consumatori, osserva che non ci sono prove che le aziende abbiano rispettato l'impegno ad abbassare i prezzi di lancio negli Stati Uniti fino ai livelli praticati all'estero. I testi delle intese, inoltre, non sono mai stati resi pubblici, tanto che l'organizzazione ha fatto causa per ottenerli.

"I nuovi accordi sono una distrazione dal piano fallito dell'Amministrazione per portare i prezzi americani ai livelli pagati negli altri Paesi ricchi", ha detto Peter Maybarduk, direttore del programma Access to Medicines di Public Citizen. "Trump coccola Big Pharma e tiene alti i prezzi dei farmaci per gli americani".

Negli Stati Uniti, intanto, i prezzi dei farmaci da prescrizione stanno registrando il calo più forte da generazioni. L'Amministrazione Trump sta cercando in tutti i modi di attribuirsene il merito, ma gli esperti di politiche sanitarie riconducono gran parte della discesa alle dinamiche di mercato e alle negoziazioni sui prezzi condotte da Medicare.

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EDRi esprime solidarietà ad Autistici/Inventati dopo la designazione di "organizzazione terroristica" da parte del governo statunitense.

Il governo degli Stati Uniti ha designato l'organizzazione non profit italiana Autistici/Inventati come "Specially Designated Global Terrorist" (organizzazione terroristica globale appositamente designata) per aver fornito infrastrutture digitali a presunti "militanti violenti di estrema sinistra". Questo attacco ad A/I rappresenta anche un attacco alle infrastrutture internet indipendenti, ai diritti fondamentali di molteplici collettività, alla sicurezza delle comunicazioni, all'organizzazione democratica antiautoritaria e all'integrità democratica dell'UE.

edri.org/our-work/edri-solidar…

@Privacy Pride

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L'FBI sta indagando su una massiccia violazione dei dati che si sta verificando in tempo reale: 153 milioni di patenti USA disponibili tramite Nexus, il nome del nuovo servizio di furto di identità.

La tempistica delle nuove scansioni disponibili —in genere entro un giorno, se non ore, da quando vengono presentate a società di noleggio o ad altri— probabilmente significa che Nexus ha accesso quasi in tempo reale ai dati che fluiscono attraverso il servizio di scansione di terze parti utilizzato da queste aziende. Il blog KrebsOnSecurity ha affermato che nell'arco di 24 ore il numero di patenti di guida elencate come disponibili è aumentato di quasi 400.000 unità. Questo è un altro segnale che la violazione è in corso e che nuove carte diventano disponibili subito dopo essere state raccolte.

arstechnica.com/security/2026/…

@Informatica (Italy e non Italy)

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Carne, grano e diesel: negli Stati Uniti torna l'allarme caro-spesa


Grano, mais, diesel e fertilizzanti spingono i prezzi verso l'alto. Trump prova a frenare il costo della carne, ma si scontra con gli allevatori.

Il grano e il mais hanno toccato questa settimana i prezzi più alti degli ultimi tre anni, dopo che le contemporanee guerre in Iran e in Ucraina hanno fatto rincarare il diesel necessario per far funzionare le mietitrici e trasportare i prodotti dai fornitori ai supermercati. Finora il caro-spesa negli Stati Uniti aveva colpito soprattutto alcune voci già costose, come carne bovina, caffè e cioccolato. Secondo un'analisi di Axios, però, le pressioni si stanno accumulando lungo l'intera filiera e la prossima ondata di rincari rischia di essere più pesante e più estesa.

Il conflitto con l'Iran ha sconvolto anche il mercato dei fertilizzanti, perché una quota rilevante della produzione mondiale transitava prima della guerra attraverso lo Stretto di Hormuz. Il maltempo ha ulteriormente ridotto le rese del mais, mentre la guerra tra Russia e Ucraina ha ridotto le esportazioni di grano. Gli effetti congiunti di questa situazione si stanno propagando lungo tutta la filiera: il grano è alla base di numerosi prodotti alimentari, mentre il mais è il principale mangime per gli animali. Il rincaro dei due cereali finisce quindi per riflettersi anche sui prezzi di carne, latticini e uova. E gli agricoltori non necessariamente ne beneficiano, perché devono sostenere a loro volta costi più elevati. Il presidente della National Corn Growers Association, l'associazione dei coltivatori di mais, ha detto ad Axios che quest'anno neppure la sua azienda riuscirà a chiudere in utile.

Eppure i rincari già in corso sono consistenti. Il caffè costa il 10,3% in più rispetto a un anno fa, i pomodori il 12,8%, gli arrosti di manzo il 13,5% e le mele l'11,1%. Nell'ultimo sondaggio Economist/YouGov, circa tre quarti degli intervistati affermano inoltre che i prezzi alimentari nella loro zona stanno continuando a salire. Gli analisti di J.P. Morgan, in un rapporto molto citato pubblicato a metà agosto, prevedono che l'inflazione alimentare globale possa raggiungere il 5% nella prima metà del 2027, quasi il doppio rispetto alla prima metà del 2026, perché gli effetti sui raccolti tendono a seguire i picchi delle temperature oceaniche con un ritardo compreso tra 6 e 12 mesi.

Stati Uniti · Caro-spesa

La prossima ondata di rincari sulla spesa americana parte dai campi

Le guerre in Iran e in Ucraina hanno fatto rincarare diesel e fertilizzanti, il maltempo ha ridotto le rese del mais: grano e mais sono ai prezzi più alti degli ultimi tre anni. Trump prova a raffreddare il costo della carne, ma la sua mossa copre il 2% dell’offerta interna.

Grafica di FocusAmerica 30 agosto 2026

Inflazione alimentare globale, proiezione J.P. Morgan

1° semestre 2026
2,8%

1° semestre 2027
5%

Il livello stimato per l’anno in corso
Quasi il doppio nel giro di un anno

Nel rapporto «Food Security is National Security» gli analisti della banca attribuiscono l’accelerazione a due fattori che si sommano: i fertilizzanti bloccati dalla guerra con l’Iran e un El Niño di forte intensità.

1
L’urto a monte

Tre shock arrivano insieme sui campi americani


Tocca ogni voce per aprire il dettaglio.

Grano e mais hanno toccato i prezzi più alti degli ultimi tre anni.

Il grano è alla base di gran parte dei prodotti alimentari, il mais è il principale mangime per gli animali: il rincaro si scarica quindi anche su carne, latticini e uova.

2
Allo scaffale

Quanto sono saliti i prezzi in un anno


Variazione dei prezzi al consumo negli Stati Uniti. Tocca una voce per isolarla.

0%15%

Sondaggio Economist/YouGov

Tre americani su quattro dicono che i prezzi alimentari nella loro zona stanno continuando a salire.

3
La risposta politica

Trump apre alla carne estera e gli allevatori insorgono


Ogni quadratino vale l’1% dell’offerta interna di carne bovina.

2%
Le 300.000 tonnellate di carne macinata importate senza dazio valgono circa il 2% dell’offerta interna.

Secondo le stime del Dipartimento dell’Agricoltura equivalgono a poco più di quaranta giorni di consumo nazionale di macinato.

90 giorni
Durata dell’esenzione dai dazi, a partire dal 1° settembre.

−25%
Lo sconto sui prezzi di mercato promesso dagli esportatori esteri.

86,2 mln
I capi di bestiame al 1° gennaio: il numero più basso da 75 anni.

«I prezzi della carne sono troppo alti per una ragione semplice: le nostre mandrie sono troppo piccole».

Tom Cotton, su X. Nell’ultima settimana almeno 13 senatori repubblicani hanno contestato pubblicamente la decisione, e quattro associazioni di allevatori hanno scritto alla Casa Bianca per esprimere «profonda preoccupazione».

4
Il conto che deve ancora arrivare

Il clima colpisce i raccolti con mesi di ritardo


La catena che porta dal meteo allo scontrino.

Punto di partenza
Picco delle temperature oceaniche

Dopo 6-12 mesi
Rese dei raccolti in calo

Primo semestre 2027
Prezzi al consumo in salita

È il motivo per cui J.P. Morgan colloca il picco dei rincari nella prima metà del 2027.

Nemmeno gli agricoltori ne stanno traendo vantaggio, perché devono sostenere a loro volta costi più alti. Il presidente dell’associazione dei coltivatori di mais ha detto ad Axios che quest’anno neppure la sua azienda chiuderà in utile.

Fonte Elaborazione FocusAmerica su Axios, NPR e CNN; sondaggio Economist/YouGov; J.P. Morgan, «Food Security is National Security: A Compounding Storm»; dati del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti. Aggiornamento: 30 agosto 2026.

Trump abbassa i dazi sulla carne, gli allevatori insorgono


Sulla carne il presidente Donald Trump ha cercato di giocare d'anticipo, ma la mossa gli si sta ritorcendo contro. Venerdì 21 agosto ha annunciato la sospensione temporanea di alcuni dazi sulla carne bovina e un accordo, dai contorni ancora vaghi, in base al quale 300mila tonnellate di carne macinata importata dall'estero saranno vendute "il 25% sotto i prezzi di mercato attuali". Il provvedimento è diventato ufficiale mercoledì: l'esenzione durerà 90 giorni a partire dal 1° settembre e le 300mila tonnellate corrispondono a circa il 2% dell'offerta interna. L'obiettivo è anche politico: il costo della vita è uno dei temi sui quali Trump e il Partito Repubblicano sono maggiormente in difficoltà in vista delle elezioni di metà mandato, e aumentare l'offerta di carne è uno dei modi più rapidi per cercare di alleggerire la spesa dei consumatori.

Gli economisti interpellati da NPR ritengono però che l'effetto sui prezzi al dettaglio sarà modesto, perché il problema è strutturale. Dopo anni di siccità, il numero di capi di bestiame negli Stati Uniti, 86,2 milioni al 1° gennaio, è il più basso degli ultimi 75 anni, e il ritorno di un parassita carnivoro ha aggravato la situazione. L'annuncio ha comunque fatto scendere le quotazioni del bestiame, proprio ciò che gli allevatori temevano. I vertici di quattro associazioni del settore hanno scritto al presidente una lettera nella quale esprimono "profonda preoccupazione" per un piano che, a loro giudizio, svaluta il bestiame di loro proprietà e rischia di ostacolare la ricostituzione delle mandrie. Gli stessi allevatori avevano invece accolto favorevolmente i dazi del "Liberation Day" dell'anno scorso, che li proteggevano dalle importazioni a basso costo.

Le critiche si sono estese anche al Partito Repubblicano: nell’ultima settimana almeno 13 senatori hanno contestato pubblicamente la decisione. “I prezzi della carne sono troppo alti per una ragione semplice: le nostre mandrie sono troppo piccole”, ha scritto su X il senatore Tom Cotton, spiegando di aver già invitato il presidente a non procedere con quella che ha definito “un’azione sconsiderata” e di avergli chiesto di riconsiderarla. John Barrasso ha parlato invece di un mercato truccato contro i produttori americani, che "vogliono semplicemente un mercato equo". La Casa Bianca non ha specificato da quali Paesi esteri arriverà la carne e la Segretaria all'Agricoltura Brooke Rollins ha dichiarato ai giornalisti di non essere "parte di questo negoziato".

La carne diventa anche una bandiera politica


La carne è diventata nel frattempo anche un simbolo politico. Il Wall Street Journal racconta la trasformazione di Steak 'n Shake, catena di hamburger dell'Indiana con circa 400 locali, che dal 2025 ha abbracciato il patriottismo trumpiano e il movimento Make America Healthy Again del Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr.: enormi bandiere americane, patatine fritte nel grasso di manzo anziché nell'olio vegetale, Coca-Cola con zucchero di canna, carne di bovini allevati al pascolo, pagamenti in bitcoin e patatine gratis per chi arriva in Tesla.

L'azienda ha inoltre nominato "chief MAHA officer" Michael Boes, ex funzionario dell'Amministrazione Trump. In questo modo, le vendite a parità di locali sono cresciute del 13,8% nel trimestre concluso a giugno, ma sono aumentati anche i costi degli ingredienti e la catena ha ritoccato i prezzi verso l'alto.

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Disenshittificare il nostro paese: come difendersi da Trump, guadagnare miliardi di dollari e costruire una nuova, globale, buona rete Internet. L'intervento di Cory Doctorow al Digital Government Leaders Summit del 2026 di Ottawa

Non abbiamo alcuna speranza di controllare ciò che fanno le Big Tech, ma c'è una cosa su cui abbiamo il controllo totale e assoluto: ciò che facciamo. Non dobbiamo permettere alle aziende americane di ricorrere ai nostri tribunali per chiudere le nostre aziende quando screditano i loro prodotti difettosi. Le nostre leggi sono sotto il controllo totale e definitivo del nostro paese. Se abroghiamo il recepimento del DMCA statunitense e legalizzeremo il jailbreak, libereremo i nostri tecnologi e imprenditori, e faremo a meno di quei prodotti americani scadenti.

doctorow.medium.com/https-plur…

@Pirati Europei

in reply to Andre123

@Andre123 come dice lo stesso @Cory Doctorow

Everyone in the world is waking up to this. In the EU, they’ve just created a new “Tech Sovereignty, Security and Democracy” czar, and they’re busily funding the “Eurostack,” a set of open, auditable replacements for US tech silos that can run on EU-based data-centres.

But they’re about to hit a wall. Because it doesn’t matter how great those Eurostack services are. If you can’t scrape, virtualize and jailbreak US Big Tech apps, so that you can exfiltrate your data, logs, file histories and permissions, no government ministry or large company can do that work by hand. It will challenge many households, who have entrusted US tech’s walled gardens with their financial data, family photos, groupchats, family calendars, and other structures that are not easily ported without cooperation from the tech giants. They are not going to cooperate with a mass exodus from their services. They will do everything they can to impede it.

Building the Eurostack without legalizing circumvention is like building housing for East Germans in West Berlin. It doesn’t matter how cool those apartments are, they’re gonna sit empty until you tear down the wall.

in reply to Informa Pirata

@pluralistic @andre123

I closed my MS and Google accounts this year, after having signed up with a new account on German mailbox.org. It was not difficult to get my data out and move it. Of course I agree that US tech will try to lock in their users - they have about 50 years experience of doing just that - but if alternatives are provided, then people will start diffusing out.

in reply to Jesper Frickmann

I believe that the biggest hurdles right now are:

1. Buying new hardware w/o US tech giants baked in. It is still hard to buy a laptop with Linux preloaded or a phone w/o Apple or Google preloaded.

2. Ease of integration and setup. With Google, Apple or MS, you normally login once, and then everything (mostly) "just works". With my mailbox.org account, I had to setup email, CalDAV, CardDAV, and WebDAV for the cloud drive, separately.

3. The network effect. I have ordered a Jolla 2026 phone, but only because I have a work issued iPhone that I can use to Facetime my parents. They are in their mid 80s, my mother has dementia, but they know how to use an iPad or iPhone to Facetime and iMessage. I would never drag them through a search for alternative communication apps! Also, none of my real-life friends and relatives have left Facebook yet, even though I have encouraged them to try Friendica.

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Allarme del servizio postale sul piano di Trump per limitare il voto


Un funzionario delle Poste americane denuncia lo sviluppo "segreto e affrettato" del portale federale per le schede elettorali, nonostante il blocco di un giudice.

Un funzionario del servizio postale statunitense (USPS) ha accusato l'agenzia di star portando avanti in modo "segreto e affrettato" l'attuazione dell'ordine esecutivo di Donald Trump sul voto per posta, nonostante i limiti imposti da un'ordinanza giudiziaria. La denuncia, pubblicata martedì dall'ufficio del senatore democratico del Connecticut Richard Blumenthal, sostiene che un'attuazione "rischiosa e improvvisata" possa provocare un "fallimento catastrofico" del sistema del voto per posta alle elezioni di metà mandato di novembre. Nel 2024 questa modalità è stata utilizzata da oltre il 29% degli elettori. Secondo il rapporto, l'agenzia aveva previsto di completare il nuovo sistema digitale entro il 1° settembre.

Il sistema, chiamato Federal Ballot Mail Portal, funzionerebbe come una banca dati degli elettori e verrebbe utilizzato per individuare e respingere le schede considerate non valide. Trump ha già cercato in passato di costruire un registro elettorale nazionale a sostegno delle sue accuse infondate di frodi diffuse. Il funzionario, che ha lavorato al portale, esprime "gravi preoccupazioni" perché il processo di verifica potrebbe portare al rigetto di decine di migliaia di schede appartenenti allo stesso lotto postale se "anche un solo codice a barre su una sola scheda" non venisse letto correttamente. Lo sviluppo "raffazzonato" del sistema, inoltre, aumenterebbe notevolmente il rischio di errori.

"Potenzialmente milioni di elettori americani potrebbero non ricevere in tempo la scheda per votare per posta in questo ciclo elettorale, o non riceverla affatto", si legge nel rapporto, preparato con l'aiuto di Whistleblower Aid, organizzazione che assiste chi denuncia possibili violazioni della legge. "Le Poste hanno progettato un sistema per privare del voto milioni di americani", ha affermato Blumenthal.

La battaglia legale


L'USPS ha confermato in una nota di aver continuato a lavorare al portale durante la battaglia legale, ma sostiene di aver rispettato gli ordini dei tribunali perché non starebbero utilizzando le funzioni del sistema che potrebbero portare all'invalidazione dei voti. In un ricorso depositato martedì hanno spiegato di prepararsi soltanto all'eventualità di dover applicare la nuova regola, qualora i giudici lo consentissero, e hanno chiesto alla Corte d'Appello di sospendere il blocco: North Carolina e Alabama devono infatti iniziare a spedire le schede via posta rispettivamente il 4 e il 9 settembre. L'udienza davanti al Primo Circuito è fissata per giovedì 3 settembre. La Casa Bianca definisce le nuove norme come "misure di buon senso" contro le frodi.

Il blocco è stato disposto il 27 agosto da Indira Talwani, giudice federale del Massachusetts, e scade il 10 settembre. L'ordinanza impedisce all'USPS di imporre agli Stati le parti principali della nuova regola, "nella misura in cui" le rendano obbligatorie, ma non vieta di continuare a sviluppare il portale. È proprio su questa distinzione che l'agenzia fonda la propria difesa. La settimana scorsa, tuttavia, la stessa giudice aveva accertato chel'USPS aveva violato un suo precedente ordine continuando a lavorare al portale, pur senza imporre sanzioni.

La Corte Suprema aveva consentito il 24 agosto all'Amministrazione di procedere con l'ordine esecutivo di Trump, giudicando prematura la causa perché l'attuazione non era ancora iniziata. Tre giorni prima, però, l'USPS avevano pubblicato la regola finale necessaria ad applicarlo. Talwani ha quindi concluso che la situazione fosse cambiata, che il piano sembrasse eccedere il mandato legale dell'agenzia e che modificare le regole a poco più di due mesi dalle elezioni rischiasse di generare caos.

Il rapporto ricostruisce anche il calendario dei lavori. Il portale è stato avviato il 15 giugno e fermato il 25 giugno, dopo il primo ordine di Talwani. Il 29 luglio, quando l'Amministrazione si è rivolta alla Corte Suprema, il progetto sarebbe però "improvvisamente ripreso senza spiegare quale autorità permettesse a USPS di ignorare l'ordinanza". "L'ultima di queste ingiunzioni", si legge nel rapporto, "non è stata revocata fino al 26 agosto 2026, dopo settimane di lavoro sul nuovo sistema informatico per la posta elettorale. È difficile conciliare il lavoro proseguito a ritmo serrato per rendere il portale pronto per le elezioni di metà mandato con il fatto che quelle ingiunzioni fossero ancora in vigore".

La posta in gioco alle elezioni di novembre


Parlamentari democratici, gruppi per i diritti di voto e il sindacato dei lavoratori postali hanno reagito chiedendo lo stop immediato del piano prima delle elezioni, mentre altri hanno invitato gli americani a non lasciarsi scoraggiare dal votare. Alcuni hanno chiesto anche incriminazioni per interferenza elettorale. "Sfidare le ordinanze dei tribunali per interferire nelle elezioni dovrebbe portare al carcere", ha scritto sui social il governatore democratico della California Gavin Newsom, il cui Stato invia una scheda per posta a tutti gli elettori registrati.

Trump ha ripetutamente definito il voto per posta "un imbroglio", "corrotto" e "orribile", anche se quest'anno ha votato per posta in due elezioni, e ha ripetutamente cercato di limitarlo attraverso diversi strumenti procedurali e legislativi. Il risultato è un susseguirsi di sentenze e ricorsi a due mesi dalle elezioni, con conseguenze potenzialmente più rilevanti negli Stati in cui si decide il controllo del Congresso.

In Michigan, dove nel 2022 il 37% dei voti è stato espresso per posta, sono in bilico le elezioni per il Senato e per il governatore, oltre a diversi seggi alla Camera. In California, dove tutti gli elettori registrati ricevono automaticamente una scheda per posta, i democratici puntano invece a conquistare seggi decisivi per ottenere la maggioranza alla Camera. Il rischio è che se le regole volute da Trump entrassero in vigore, votare per posta potrebbe diventare molto più difficile, se non impossibile, per decine di milioni di americani.


Trump punta a restringere il voto per posta prima delle midterm


Votare per posta diventerebbe molto più difficile, se non impossibile, per decine di milioni di americani se il servizio postale dovesse applicare le nuove regole restrittive volute dal presidente Donald Trump. Le misure, ricostruite dal New York Times, prevede che gli Stati carichino le liste degli elettori su un portale federale non ancora operativo e che tutte le schede elettorali passino attraverso i grandi centri di smistamento, gli unici in grado di leggere i nuovi codici a barre. Soprattutto, impedirebbe la consegna delle schede elettori negli Stati che non intendo trasmettere al governo federale i dati dei propri elettori, che l'Amministrazione afferma apertamente di voler utilizzare per individuare eventuali non cittadini iscritti nelle liste.

Giovedì la giudice federale Indira Talwani, a Boston, ha sospeso la regola per 14 giorni e la Casa Bianca ha presentato ricorso. Oltre venti Stati a guida democratica e il District of Columbia hanno fatto causa e annunciato che non intendono adeguarsi. Ma lunedì 24 agosto la Corte Suprema, con una maggioranza di 6 a 3, aveva già respinto un primo ricorso perché la regola non era ancora definitiva. Ora che lo è diventato, è probabile che i giudici siano chiamati a pronunciarsi nuovamente nelle prossime settimane sulla sua costituzionalità. A meno di dieci settimane dal voto, e con il North Carolina che inizierà a spedire le schede per il voto il 4 settembre, non è affatto certo che ci sia il tempo materiale per applicarla.

L'impatto politico: il Michigan è il caso più delicato


Le conseguenze ricadrebbero soprattutto sui democratici, che ricorrono al voto per posta più dei repubblicani: nel 2024 lo ha fatto più di un elettore democratico su tre contro uno su quattro tra i repubblicani, secondo le stime dello States United Democracy Center relative a 32 Stati.

Il Michigan è il caso più significativo. Nel 2022 il 37% dei voti è stato espresso per posta. Quest'anno nello Stato si decidono uno dei seggi al Senato più contesi del Paese, il governatore e quattro collegi in bilico alla Camera. Nel 2024, secondo il MIT Election Data and Science Lab, aveva votato per posta il 60% degli elettori di Kamala Harris contro il 34% di quelli di Trump. Quasi due milioni di elettori del Michigan ricevono inoltre automaticamente la scheda per il voto a ogni elezione. "Non è complicato", ha detto al New York Times Marc Elias, avvocato elettorale vicino ai democratici: "L'Amministrazione sa che i democratici votano per posta più dei repubblicani".

Ma anche gli amministratori elettorali di entrambi i partiti temono il caos. Alan Hays, supervisore repubblicano delle elezioni nella contea di Lake, in Florida, dove Trump ha ottenuto il 62% dei voti, ha paragonato il cambiamento a "cambiare rotta a una portaerei": "Affidare una responsabilità così grande al servizio postale, con i suoi precedenti e con così poco preavviso, è nel migliore dei casi imprudente".

In Arizona, dove alle ultime elezioni di metà mandato circa l'80% degli elettori aveva ricevuto la scheda per votare via posta, il Segretario di Stato democratico Adrian Fontes prevede invece una rivolta soprattutto tra i pensionati repubblicani: "Il voto per posta è stato creato dai repubblicani, promosso dai repubblicani ed è così che gli elettori repubblicani amano votare".

Un'offensiva che va ben oltre il voto per posta


La nuova regolamentazione è il risultato più concreto di un'offensiva molto più ampia, passata in rassegna dalla CNN. Nasce dall'ordine esecutivo di marzo con cui Trump – che non ironicamente il 18 agosto ha votato per posta alle primarie della Florida – ha chiesto al Dipartimento della Sicurezza interna di compilare liste sulla cittadinanza degli elettori Stato per Stato. L'ordine è oggetto di diverse cause e difficilmente potrà essere applicato integralmente entro novembre.

Il Dipartimento, guidato da Markwayne Mullin, ha chiesto agli Stati di consegnare le proprie liste elettorali e ha annunciato di aver individuato migliaia di presunti non cittadini registrati. In Nevada, però, ne ha poi "confermati" soltanto 185 sui 15.903 inizialmente indicati. Nel frattempo, la campagna va avanti con la ridefinizione dei collegi avviata da Trump in Texas e poi estesa ad altri Stati potrebbe fruttare ai repubblicani fino a dieci seggi alla Camera. A questo si aggiungono la sentenza Louisiana v. Callais, con cui la Corte Suprema ha fortemente ridimensionato alcune tutele del Voting Rights Act, e il ridimensionamento dell'agenzia federale per la cybersicurezza che coordina la risposta alle interferenze straniere.

Gli alleati del presidente continuano inoltre ad avanzare ipotesi ancora più estreme: la dichiarazione di un'emergenza nazionale sulle elezioni, il sequestro delle urne o l'invio di agenti dell'ICE ai seggi. Trump non le ha promesse, ma non le ha nemmeno escluse. Alla proposta di dichiarare l'emergenza nazionale, avanzata l'11 agosto dal commentatore Wayne Root, ha risposto: "Sono successe cose più strane, lasciamola così". A gennaio aveva detto al New York Times che nel 2020 "avrebbe dovuto" far sequestrare le urne. Mullin ha invece dichiarato che gli agenti dell'ICE non si recherebbero ai seggi "di propria iniziativa", ma soltanto su richiesta delle autorità locali e comunque "non per motivi di immigrazione". La legge federale vieta a chiunque, comprese le forze dell'ordine, di intimidire gli elettori e proibisce la presenza di "truppe o uomini armati" ai seggi.

"Trump butta lì delle cose. La gente abbocca e questo rende il Paese più nervoso, in un ciclo che si autoalimenta", ha detto alla CNN Ben Ginsberg, avvocato elettorale repubblicano di lunga data, secondo cui "la creazione di un clima di paura è forse un obiettivo in sé". Tammy Patrick, ex funzionaria elettorale della contea di Maricopa e oggi al Bipartisan Policy Center, ricorda invece che "finora i pesi e contrappesi del sistema hanno retto".


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actionnetwork.org/petitions/ki…

Avete presente quella pop-up a cui rispondiamo "no", "rifiuta tutti", "solo necessari", etc. trecentomila volte al giorno?

Con questa petizione Volt Europa cerca di toglierla di mezzo per sempre: tu imposti il browser UNA VOLTA dicendo che non vuoi cookie e lui lo dice OGNI VOLTA al sito su cui arrivi, e il sito fa quello che hai deciso tu, OGNI VOLTA.

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Ted Cruz prepara la corsa per il 2028 e attacca JD Vance


Il senatore del Texas è stato tre volte in Iowa, gira i podcast e cerca collaboratori per la campagna. Sull'Iran dice che Vance ha negoziato "un pessimo accordo"

Ted Cruz sta preparando il terreno per una candidatura alle presidenziali del 2028 e, nel farlo, ha iniziato a prendere le distanze da JD Vance, il vicepresidente considerato il favorito per la nomination repubblicana. Il senatore del Texas è stato tre volte in Iowa nel corso dell'anno, lo Stato che tradizionalmente apre la stagione delle primarie, partecipa a un podcast dopo l'altro e sta girando il paese per promuovere il suo nuovo libro. Secondo il Wall Street Journal, Cruz sta anche sondando in modo riservato diverse persone per capire se sarebbero disponibili a lavorare per la sua campagna del 2028. Una portavoce del senatore non ha voluto commentare.

La corsa per il 2028 non è ancora ufficialmente iniziata e a novembre ci sono le elezioni di metà mandato, che rinnovano tutta la Camera e un terzo del Senato. Vance, che è in testa nei primi sondaggi sui possibili candidati repubblicani, sta facendo campagna per i candidati impegnati nelle sfide più difficili e raccoglie fondi per il partito. Chi gli sta vicino dice che è concentrato sulle midterm e non parla di una campagna presidenziale. Quando gli chiedono se correrà per la nomination, il vicepresidente evita di rispondere. Alcuni non sono nemmeno sicuri che il quarantaduenne, la cui moglie ha appena avuto il quarto figlio, si candidi in un anno che potrebbe essere favorevole ai democratici. Gli strateghi repubblicani si aspettano comunque che, se dovesse decidere di correre, avrebbe alle spalle gran parte della macchina politica costruita da Trump.

Cruz ha detto a MSNOW che il partito non si è ancora compattato attorno a Vance. "Farò certamente parte della discussione", ha aggiunto. Più volte quest'anno ha condannato la crescita dell'antisemitismo a destra, prendendo di mira in particolare i repubblicani che, come Vance, non hanno preso le distanze da Tucker Carlson, il commentatore conservatore che ha ospitato negazionisti dell'Olocausto nel suo podcast. In un podcast pubblicato mercoledì, alla domanda su quanto conti l'appoggio di Trump per il 2028, Cruz ha risposto che "pesa, ma penso che gli elettori prenderanno la loro decisione". Nella stessa occasione ha attaccato il ruolo del vicepresidente nella trattativa con l'Iran: "JD ha negoziato il memorandum d'intesa con l'Iran. È stato un pessimo accordo". Il memorandum doveva mettere fine alla guerra, ma da allora è saltato.

Gli alleati di Vance, in privato, liquidano l'ipotesi di una candidatura di Cruz e sostengono che non sarebbe una minaccia seria per il vicepresidente. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio sono considerati i favoriti del presidente per il 2028 e Trump è solito chiedere a collaboratori e donatori chi vorrebbero vedere in cima al ticket. Rubio si è mostrato deferente e ha detto, in pubblico e in privato, che non sfiderà Vance. Anche Steve Bannon, capo stratega della campagna del 2016, ha commentato la possibile discesa in campo di Cruz con il Wall Street Journal: "Avrà un sacco di soldi, ma purtroppo non è un populista, è un ritorno alle politiche neoconservatrici e neoliberali del vecchio Partito Repubblicano, che è stato sostanzialmente distrutto".

Sabato scorso Cruz ha iniziato la giornata in Iowa incontrando un gruppo di pastori locali in un ristorante della catena Machine Shed, poi ha partecipato al barbecue organizzato da Ashley Hinson, la deputata candidata repubblicana al Senato, come ospite speciale. Ha stretto mani nella zona riservata e in fila per il cibo ed è rimasto nella sala a lungo dopo che il governatore e i senatori dello Stato erano già andati via, mentre i volontari impilavano le sedie, per fare foto e firmare i manifesti di Hinson. Nel discorso alla folla ha rivendicato di aver scritto lui la norma che esenta le mance dalle tasse e di aver spinto per inserire nella legge fiscale approvata l'anno scorso dai repubblicani i conti di investimento per i bambini, i cosiddetti Trump Accounts. Sono gli stessi temi su cui, con ogni probabilità, farà campagna anche Vance.

I repubblicani che corrono in Iowa per il Congresso e per la carica di governatore affrontano alcune delle sfide più difficili degli ultimi anni, in parte per un clima che molti candidati attribuiscono all'amministrazione Trump, tra la guerra con l'Iran che dura da mesi e la disputa commerciale con il Canada. Hinson ha definito una cattiva idea la decisione del presidente di aumentare le importazioni di carne bovina. Un risultato negativo alle midterm potrebbe rendere gli elettori repubblicani più disponibili verso un candidato esterno all'amministrazione, anche se non è detto che quel candidato sia Cruz, che è al terzo mandato al Senato.

Cruz, 55 anni, è arrivato al Congresso nel 2012, sull'onda del movimento Tea Party. Nel 2016 si è candidato alla presidenza e ha vinto i caucus dell'Iowa, le assemblee di partito con cui lo Stato sceglie il suo candidato, resistendo fino a quando la corsa si è ridotta a un duello tra lui e Trump. Trump lo soprannominò "Lyin' Ted", Ted il bugiardo. Da allora i due sono diventati amici e questa settimana il presidente ha promosso il nuovo libro di Cruz su Truth Social.

Vance era stato in Iowa a maggio per fare campagna per il deputato Zach Nunn e aveva incontrato dietro le quinte alcuni esponenti conservatori chiave dello Stato. In quell'occasione si era schierato per la vendita in tutto il paese e per tutto l'anno del carburante E15, una miscela con più etanolo, posizione popolare in uno Stato agricolo come l'Iowa. Cruz ha detto invece che una scelta del genere danneggerebbe le raffinerie, numerose in Texas, e andrebbe legata a una riforma più ampia degli obblighi sui carburanti rinnovabili. Per gli elettori dell'Iowa, abituati a conoscere di persona i candidati, il 2028 sarà la prima volta in dodici anni senza Trump sulla scheda e la rosa di nomi che circola è ampia: oltre a Vance, Rubio e Cruz, si citano il governatore della Florida Ron DeSantis e la governatrice dell'Arkansas Sarah Huckabee Sanders.


Vance rassicura gli ebrei repubblicani su Israele


Il vicepresidente JD Vance ha parlato lunedì 31 agosto a porte chiuse alla Republican Jewish Coalition, l'organizzazione che riunisce donatori e attivisti ebrei del Partito Repubblicano, nel tentativo di rassicurare una delle fette del partito più scettiche sulla sua probabile candidatura alla presidenza nel 2028. Ha difeso l'alleanza con Israele, ha condannato l'antisemitismo e ha preso le distanze dal nazionalista bianco Nick Fuentes. Non ha però detto una parola contro Tucker Carlson, l'ex conduttore di Fox News che è suo amico di lunga data e che negli ultimi anni ha ospitato negazionisti dell'Olocausto e attaccato ripetutamente Israele. Ed è proprio quel silenzio che molti nella sala aspettavano di sentire rompere.

L'incontro si è tenuto al Venetian di Las Vegas, il casinò che fino a poco tempo fa apparteneva a Miriam Adelson, la vedova del magnate Sheldon Adelson e tra i principali finanziatori della campagna del presidente nel 2024 con oltre 100 milioni di dollari. I giornalisti sono stati tenuti un piano sotto la sala. Il New York Times e altre testate hanno però ottenuto audio e video dei circa 40 minuti di conversazione tra Vance e Norm Coleman, ex senatore del Minnesota e presidente dell'organizzazione. Vance non ha risposto a domande dal pubblico, circa mille persone secondo chi era presente.

Prima di accettare l'invito, alcuni intermediari vicini a Vance avevano sondato diversi grandi donatori ebrei per capire che accoglienza avrebbe ricevuto. I dubbi su di lui sono cresciuti negli ultimi mesi, da quando è diventato il volto pubblico dell'accordo di pace con l'Iran firmato a giugno e poi saltato. All'epoca, rispondendo alle critiche arrivate dal governo israeliano, aveva avvertito di non attaccare "l'unico alleato potente che mi è rimasto in tutto il mondo". Pochi giorni dopo, in un'intervista con Joe Rogan, aveva accusato alcuni membri del governo israeliano di manipolare l'opinione pubblica americana per far saltare l'intesa. Sempre a Rogan si era descritto come "il moderato ragionevole" tra il campo pro-Israele e quello anti-Israele, una definizione che per il pubblico della coalizione suona come una presa di distanza.

Davanti alla platea di Las Vegas Vance ha definito il rapporto con Israele "una delle nostre alleanze più importanti nel mondo e certamente la più importante a livello regionale". Ha però anche nominato "gli elefanti nella stanza", cioè il crescente sospetto verso Israele tra gli americani sotto i 40 anni, compresi i giovani conservatori. La sua ricetta è cambiare il modo in cui i repubblicani difendono l'alleanza: non più con gli argomenti "che avevano senso dal punto di vista retorico 30 o 40 anni fa", ma spiegando "l'allineamento concreto di interessi" tra i due paesi. Come esempio ha citato la collaborazione su una tecnologia "estremamente segreta" per lo scudo antimissile nordamericano e la necessità di cambiare l'equazione economica della difesa, perché non ha senso lanciare un intercettore da 5 milioni di dollari contro un razzo da 10.000. Ha anche ammesso che "a volte abbiamo opinioni diverse su certe cose".

Sull'antisemitismo Vance ha spostato la responsabilità sulla sinistra e sull'immigrazione. Ha detto che il fenomeno ha "una connessione molto profonda" con "le politiche woke" e con "un'ossessione per l'identità di gruppo". L'antisemitismo peggiore, ha aggiunto, cresce "quando si permette l'importazione di grandi gruppi di persone che portano le loro rivalità etniche negli Stati Uniti". Ha riconosciuto che esiste anche tra alcuni podcaster, citando "il personaggio Fuentes, che odia davvero gli ebrei e tra l'altro odia davvero anche me e la mia famiglia, quindi siete in buona compagnia", ma ha aggiunto che non è comune tra la maggioranza dei cittadini.

Il passaggio più atteso è arrivato quando Coleman gli ha chiesto come sceglie i podcast a cui partecipare, facendo i nomi di Carlson, Megyn Kelly, Joe Rogan e Nick Fuentes, che a suo dire "hanno dato spazio ad antisemiti". Vance ha riconosciuto che "molte persone in questa sala potrebbero non essere d'accordo con cose che Tucker Carlson, Megyn Kelly o Joe Rogan hanno detto", poi ha spostato il discorso su Rogan e Fuentes, definendoli "due categorie di persone molto, molto diverse". Su Rogan ha detto che scrivere via qualcuno perché ha detto una cosa sgradita è un errore e che "l'approccio migliore è andare lì, parlargli e fare l'argomentazione meglio che si può". Su Fuentes è stato netto: "Ovviamente non vado a parlare con un tipo che ha attaccato mia moglie o che ha detto che Hitler era un brav'uomo". Di Carlson non ha più parlato.

Il legame tra i due è profondo. Carlson ha ospitato regolarmente Vance nel suo programma su Fox News, lo ha sostenuto nella campagna per il Senato in Ohio nel 2022 e nel 2024 ha spinto perché il presidente lo scegliesse come vice. L'ufficio di Vance ha impiegato per un periodo il figlio di Carlson. Negli ultimi mesi Carlson ha rotto con il presidente per la guerra in Iran, ha chiesto la sua rimozione dall'incarico e ha detto che non sosterrà più il Partito Repubblicano. Vance non lo ha mai sconfessato. A dicembre lo aveva definito "un amico" con cui ha "disaccordi" e aveva giudicato "francamente assurda" l'idea che uno con milioni di ascoltatori non abbia posto nel movimento conservatore.

Le reazioni nella sala sono state divise. Ari Fleischer, ex portavoce della Casa Bianca e membro del consiglio della coalizione, ha detto ai giornalisti che Vance "si è davvero aiutato stasera" rispondendo alle domande su "dove sta il suo cuore". Il portavoce dell'organizzazione ha ricordato che Vance ha ricevuto diverse standing ovation. Eric Levine, un altro membro del consiglio e grande donatore, ha invece detto che avrebbe voluto che il vicepresidente "si fosse separato in modo inequivocabile e avesse condannato Tucker per nome", parlando di un'occasione mancata. Il conduttore radiofonico Sid Rosenberg, che la mattina aveva chiesto alla platea di dare una possibilità a Vance, ha scritto su X che il vicepresidente "ha avuto la possibilità di martellare" Carlson e Kelly e ha invece passato il tempo a difendere Rogan, concludendo che è comunque meglio di qualsiasi candidato democratico ma che non ha impressionato "gli ebrei FORTI nella sala". Fuentes, contattato dal New York Times, ha detto che Vance "corteggia l'estrema destra ma non vuole il fardello di esserle associato" e che dovrebbe cominciare "sconfessando il suo migliore amico Tucker Carlson". Carlson ha risposto a Politico con un messaggio in cui accusa l'organizzazione di promuovere e difendere un genocidio.

Il pubblico della coalizione preferisce apertamente altri candidati. Ogni volta che un oratore ha nominato il segretario di Stato Marco Rubio la sala è scoppiata in un applauso e lo stesso è successo per il senatore del Texas Ted Cruz, che non era presente ma che da mesi attacca Carlson chiamandolo "il demagogo più pericoloso" del paese. Un gruppo vicino a Cruz, Front Line Action, è nato ad agosto per combattere l'antisemitismo a destra e ha contribuito a far perdere due candidati alle primarie in Florida. Secondo Levine, in una sfida tra Cruz e Vance quella platea starebbe al 90 per cento con Cruz. Rubio ha però già detto che non si candiderà se lo farà Vance. L'organizzazione aveva invitato anche Rubio e Cruz, che non hanno potuto partecipare. Era la prima volta dal 2019 che un presidente o un vicepresidente in carica interveniva alla conferenza e la prima volta che Vance vi parlava: nel 2022 aveva partecipato da candidato al Senato senza prendere la parola.

Poche ore prima di volare a Las Vegas, Vance era stato in Michigan a fare campagna per Mike Rogers, il candidato repubblicano al Senato che per la coalizione rappresenta la sfida più importante delle midterm. Il suo avversario democratico Abdul El-Sayed, che è musulmano e ha accusato Israele di genocidio a Gaza, è finito nel mirino per la sua prima reazione all'attacco di marzo contro una sinagoga di Detroit, quando disse che "le persone ferite feriscono le persone". Nel mirino è finito anche il suo legame con lo streamer Hasan Piker. Vance lo ha definito "molto, molto malvagio" e davanti alla coalizione ha detto che è uno che giudica le persone buone o cattive in base all'etnia. El-Sayed nei giorni scorsi si è scusato con i democratici ebrei dello Stato per quella frase. Vance ha anche difeso la politica estera del presidente, elogiando l'operazione che ha rovesciato Nicolás Maduro in Venezuela e ha detto che l'amministrazione si aspettava un aumento dei prezzi dell'energia per la guerra in Iran maggiore di quello che c'è stato.

Ron Dermer, ex ambasciatore israeliano a Washington e consigliere di lungo corso di Benjamin Netanyahu, ha elogiato Vance dal palco della conferenza per il ruolo avuto nella guerra dei dodici giorni contro l'Iran del giugno 2025. Ha però anche raccontato un pranzo a Gerusalemme nel 2022 in cui Vance gli aveva fatto "molte domande sul perché questo serva gli interessi americani", una curiosità che a suo dire non lo aveva preoccupato. Gabe Groisman, stratega repubblicano della Florida ed ex membro del consiglio, ha riassunto così lo stato d'animo di molti: c'è la speranza che le posizioni di Vance, anche se più sfumate di quelle del presidente, siano alla fine quelle con cui la comunità ebraica americana si sente a suo agio, ma "non è automatico per lui né per nessun altro". Fleischer ha usato un paragone elettorale: presentarsi davanti alla coalizione è come andare in campagna in New Hampshire, "dopo la terza o la quarta volta ti facciamo sapere come stai andando".


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Carney fa il pieno alle suppletive e sfida Trump su dazi e "Lake America"


I liberali strappano ai conservatori un collegio del Québec e tengono Toronto e Vancouver, dieci giorni dopo la rottura dei negoziati commerciali con Washington. Intanto Apple Maps segue Google e adotta il nome scelto da Trump, MapQuest rifiuta.

I liberali del primo ministro canadese Mark Carney hanno vinto tutte e tre le elezioni suppletive in programma lunedì: a Chicoutimi-Le Fjord, in Québec, a Beaches-East York, a Toronto, e a North Vancouver-Capilano, nella Columbia Britannica. Il risultato arriva nel pieno dello scontro commerciale con Donald Trump e Carney lo ha interpretato come un'approvazione della linea del governo. "In questo momento decisivo per il Canada, gli elettori hanno riposto la loro fiducia nel piano del nostro governo", ha dichiarato in una nota.

A Chicoutimi-Le Fjord il liberale Daniel Gobeil ha conquistato con il 51,3% un collegio detenuto dai conservatori dal 2018. Il Bloc Québécois si è fermato al 32,9%, mentre il partito di Pierre Poilievre è scivolato al terzo posto, passando dal 34% dello scorso anno al 12,5%. "Questi numeri sono davvero brutti" per Poilievre, ha osservato Daniel Béland, politologo della McGill University.

L'economia locale dipende in larga parte dall'alluminio e dai prodotti lattiero-caseari, due settori direttamente coinvolti nella disputa commerciale con gli Stati Uniti. Secondo Nelson Wiseman, professore emerito di scienza politica all'Università di Toronto, Carney gode in Québec di alcuni dei consensi più alti del Paese anche perché le ripetute allusioni di Trump all'annessione del Canada suscitano particolare inquietudine nella provincia francofona. "I quebecchesi hanno più da perdere in uno scenario apocalittico in cui gli Stati Uniti assorbono il Canada e lo status della lingua francese scompare", ha spiegato.

Canada · Stati Uniti

Il Canada vota Carney, gli Stati Uniti ribattezzano il lago per ripicca


I liberali vincono tutte e tre le elezioni suppletive di lunedì, mentre lo scontro con Washington passa dai dazi ai nomi sulle mappe.

Grafica di FocusAmerica

Elezioni suppletive del 31 agosto

3su 3

I collegi vinti dai liberali di Mark Carney: nessun seggio perso e uno strappato ai conservatori in Québec.


La Camera dei Comuni dopo il voto

Il voto

In Québec i conservatori perdono un seggio che tenevano dal 2018


A Chicoutimi-Le Fjord l'economia locale vive di alluminio e prodotti lattiero-caseari: due settori colpiti in pieno dalla disputa commerciale con gli Stati Uniti.

I punti persi dai conservatori di Pierre Poilievre nel collegio in un anno: dal 34% al 12,5%, terzi dietro ai liberali e al Bloc Québécois.

La rottura

Dai negoziati interrotti ai controdazi «dollaro per dollaro»


Il voto arriva dieci giorni dopo la fine delle trattative commerciali con la Casa Bianca.

Il lago conteso

Lo stesso lago, tre nomi diversi a seconda di dove lo guardi


Un ordine esecutivo di Trump rinomina il lago Ontario in «Lake America» per il governo federale statunitense. Google e Apple hanno adeguato le loro mappe. Scegli il Paese per vedere che cosa compare sullo schermo.

Canada Stati Uniti Toronto Rochester Kingston

Carney: il nome viene dalla parola wendat Ontari'io, «il lago è bello, il lago è grande», e precede sia la Confederazione canadese sia la Dichiarazione d'indipendenza americana. Si chiamerà Lago Ontario «allora, ora e sempre».

Fonte: Elections Canada, CBC News, Casa Bianca, Geographic Names Information System. Profilo del lago: Natural Earth (1:10m). Dati aggiornati al 2 settembre 2026.

Attiva JavaScript per visualizzare i grafici. In sintesi: i liberali vincono 3 suppletive su 3 e salgono a 173 seggi su 343; a Chicoutimi-Le Fjord i conservatori scendono dal 34% al 12,5%; dall'8 settembre scattano i controdazi canadesi.

Dazi, "Lake America" e il 51° Stato


Béland ha collegato il risultato anche alla decisione di Mark Carney del 21 agosto di interrompere i negoziati commerciali con la Casa Bianca. Quel giorno le trattative sono fallite, Trump ha imposto dazi del 50% su circa 28 miliardi di dollari canadesi di esportazioni, pari a circa 20 miliardi di dollari statunitensi, e Ottawa ha poi annunciato controdazi "dollaro per dollaro" destinati a entrare in vigore l'8 settembre.

Da allora Trump ha ampliato ulteriormente lo scontro. Ha firmato un ordine esecutivo che, per l'uso del governo federale statunitense, rinomina il lago Ontario in "Lake America" e continua a evocare il Canada come possibile 51° Stato. Lunedì il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha inoltre sostenuto che Ottawa non può rispondere "tit-for-tat a qualcuno 13 volte più grande", riferendosi alle dimensioni delle due economie.

Carney ha reagito accelerando la ricerca di nuovi partner commerciali in Europa e altrove. Quanto al lago Ontario, ha ricordato che il nome deriva dalla parola wendat Ontari'io, traducibile come "il lago è bello, il lago è grande", e precede sia la Confederazione canadese sia la Dichiarazione d'indipendenza americana. Si chiamerà Lago Ontario, ha detto, "allora, ora e sempre".

Negli altri due collegi i liberali hanno mantenuto i seggi. A North Vancouver-Capilano Braeden Caley, ex vice capo di gabinetto di Carney, ha vinto con il 58,6%, mentre a Beaches-East York si è imposto Tanveer Shahnawaz. "Gli Stati Uniti stanno ricevendo un messaggio stasera. Il nostro leader ha il sostegno del popolo canadese", ha dichiarato alla CBC la deputata liberale Hedy Fry. Le tre vittorie portano il gruppo liberale a 173 seggi sui 343 della Camera dei Comuni, contro i 138 dei conservatori. Le elezioni suppletive erano state convocate dopo le dimissioni, nei mesi precedenti, dei parlamentari che rappresentavano i tre collegi.

Apple segue Google, MapQuest rifiuta


Intanto martedì pomeriggio Apple Maps ha cambiato l'etichetta del lago Ontario in "Lake America". Google lo aveva già fatto nel fine settimana e Apple alla fine ha adottato la stessa distinzione geografica: negli Stati Uniti gli utenti vedono "Lake America", sui dispositivi impostati sul Canada continua a comparire "Lake Ontario", mentre nel resto del mondo vengono mostrati entrambi i nomi.

Google ha spiegato di essersi adeguato al Geographic Names Information System (GNIS), il sistema federale statunitense dei nomi geografici, che aveva già recepito la modifica. Apple non ha risposto alle richieste di commento.

La richiesta ad Apple sarebbe arrivata direttamente da Trump la settimana scorsa, secondo quanto raccontato lunedì a Fox Business dal Segretario all'Interno Doug Burgum. L'azienda aveva già seguito la nuova denominazione adottata dall'amministrazione l'anno scorso per il Golfo del Messico, ribattezzato "Golfo d'America", e per il Denali, tornato a essere indicato come Monte McKinley.

Trump non ha però l'autorità di imporre unilateralmente al Canada il nuovo nome di un bacino condiviso tra i due Paesi, e le autorità canadesi hanno già chiarito che continueranno a chiamarlo Lake Ontario. MapQuest, un altro servizio cartografico statunitense, ha invece annunciato che non cambierà il nome. "Chiamatelo come volete, con comodo", ha scritto in un post diventato virale. Da allora la sua app è salita al primo posto tra quelle gratuite nell'App Store statunitense e domenica sera risultava seconda in quello canadese.


Trump scherza su Atlantico e Pacifico: "Ora tutto quello che ci serve è un oceano"


Il presidente ha firmato giovedì 27 agosto un ordine esecutivo che ribattezza il lago Ontario "Lake America" e poi ha scherzato sul fatto che i prossimi a cambiare nome potrebbero essere l'oceano Atlantico e il Pacifico. Le parole sugli oceani non sono accompagnate da nessun provvedimento né da alcuna iniziativa formale.

"Come sapete, abbiamo preso una cosa chiamata Golfo del Messico, l'abbiamo cambiata e ora è abitualmente il Golfo d'America", ha detto ai giornalisti nello Studio Ovale. "Quindi, se ci pensate, abbiamo un golfo e abbiamo un lago. Ora tutto quello che ci serve è un oceano. Forse dovremo cambiare il nome dell'Atlantico e/o del Pacifico. Forse li cambieremo entrambi."

La Casa Bianca non ha risposto alla richiesta di commento sulla battuta. Sul lago Ontario, invece, l'ordine è già operativo. "E infine, lo scopo di tutto questo più di ogni altra cosa è che cambieremo il nome del lago Ontario, con effetto immediato, in Lake America", ha detto il presidente. "Avviene proprio ora, mentre firmo l'ordine." L'amministrazione, ha aggiunto, ha "depositato tutte le carte necessarie, i documenti, tutto il resto" e ha informato le parti interessate.

Il testo incarica il segretario dell'Interno Doug Burgum, il dipartimento che negli Stati Uniti gestisce le terre pubbliche e le risorse naturali federali, di lavorare con il Board on Geographic Names, l'organismo federale che stabilisce i nomi ufficiali dei luoghi. Entro trenta giorni il nuovo nome dovrà essere registrato nel sistema informativo federale dei nomi geografici e ogni riferimento al lago Ontario dovrà sparire. Lo stesso vale per le mappe federali e per tutti i documenti e le comunicazioni delle agenzie. L'ordine non ha invece alcun effetto sul nome usato dal Canada, che si affaccia sul lago insieme allo Stato di New York.

Per giustificare la decisione il documento sostiene che gli Stati Uniti sono il "più grande protettore" del sistema dei Grandi Laghi. "Gli Stati Uniti hanno investito quasi 4 miliardi di dollari nella protezione dell'ecosistema d'acqua dolce dei Grandi Laghi nell'ultimo decennio, mentre il Canada ha investito molto meno in iniziative simili nello stesso periodo", si legge nel testo, che cita anche la flotta di rompighiaccio della guardia costiera americana. L'ordine richiama poi il ruolo storico del lago nel commercio, nell'insediamento, nella difesa e nell'energia. "In riconoscimento di questa fiorente risorsa economica e della sua importanza cruciale per l'economia della nostra nazione e per la sua gente, ordino che il lago sia ufficialmente ribattezzato Lake America", ha scritto il presidente.

"Il Canada ci sta derubando da molto tempo sul commercio", ha detto il presidente parlando nello Studio Ovale. "Vogliono essere trattati come se fossero uno Stato e non possiamo più permettercelo. È una cosa a cui penso da molto tempo." I negoziati commerciali con Ottawa sono saltati nelle scorse settimane e il presidente ha minacciato dazi del 50% su automobili, camion e componenti prodotti in Canada a partire dal 1° gennaio 2027.

Il giorno prima della firma, mercoledì 26 agosto, il presidente aveva anticipato il nuovo nome in un video pubblicato su TikTok. "Faremo un piccolo cambiamento, lo chiameremo in modo diverso dal lago Ontario", ha detto. "Lo chiameremo Lake America. E tutto quello che serve è una buona penna e un po' di intelligenza." Poi ha preso un pennarello, ha cancellato il nome del lago su una mappa e ci ha scritto sopra "Lake America".

Non è la prima volta che il presidente mette il nome del suo paese su una grande massa d'acqua. Nel primo giorno del suo ritorno alla Casa Bianca, a gennaio 2025, aveva firmato l'ordine esecutivo 14172, intitolato "Restoring Names That Honor American Greatness", che impone al governo federale di usare "Golfo d'America" al posto di Golfo del Messico. L'ordine sul lago Ontario richiama esplicitamente quella stessa politica.

Il 9 febbraio 2025 il presidente ha firmato una proclamazione che istituiva il primo "Gulf of America Day", a bordo dell'Air Force One mentre sorvolava il golfo appena ribattezzato ed era diretto al Super Bowl di New Orleans. "Oggi sono molto onorato di riconoscere il 9 febbraio 2025 come il primo Gulf of America Day di sempre", si legge nel testo della proclamazione. Burgum disse allora che il dipartimento dell'Interno aveva dato seguito alle istruzioni contenute nell'ordine esecutivo.

Nel 2025 il presidente ha anche riportato la montagna più alta del paese (che si trova in Alaska) dal nome Denali a quello di McKinley. La denominazione è stata oggetto di polemiche per decenni: Denali rende omaggio alla popolazione nativa dello Stato, McKinley al presidente William McKinley, nato in Ohio. Nel 2015 l'amministrazione di Barack Obama aveva deciso di adottare ufficialmente Denali e l'ordine esecutivo del 2025 ha rovesciato la scelta.

Il governo degli Stati Uniti ha l'autorità di cambiare i nomi dei luoghi sulle mappe nazionali, ma non può obbligare altri paesi o le organizzazioni internazionali ad adottare le nuove denominazioni. La decisione su come chiamare il lago resta quindi anche ai canadesi, che ne condividono le rive.


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Für deine Grundrechte: Die Hütte brennt! Wir gehen rein.

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Acerbo (Prc): scomparsa di Fabio Mussi, una grande perdita per tutta la sinistra home.rifondazione.eu/2026/09/0… #ComunicatiStampa

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JD Vance: "Non mi stupirebbe se l'Anticristo camminasse tra noi"


In un podcast il vicepresidente dice di non escludere la fine dei tempi, ipotizza che gli Ufo siano angeli o demoni, vede un'"energia spirituale oscura" in alcune aziende di intelligenza artificiale e difende l'immagine di Trump in veste divina.

Il vicepresidente JD Vance ha detto che non sarebbe "scioccato se l’Anticristo camminasse tra noi" e ha difeso Donald Trump dalle critiche suscitate da alcune immagini generate con l’intelligenza artificiale che ritraevano il presidente come una figura divina. Le dichiarazioni sono arrivate durante un’intervista con il podcaster cristiano Bryce Crawford, pubblicata all’inizio della settimana, in una conversazione che ha toccato anche le profezie sulla fine dei tempi, gli UFO e quella che Vance considera la dimensione spirituale della Silicon Valley.

"Sono cristiano. Ho visto l’immagine. Mi ha fatto arrabbiare, non lo nego", ha detto Crawford al vicepresidente, chiedendogli cosa ne pensasse. "Non capisco come potesse pensare di essere raffigurato come un medico. Indossava una tunica bianca con una fascia rossa. E questo, da cristiano, mi fa arrabbiare". Vance ha risposto difendendo il presidente: "Donald Trump voleva pubblicare un meme di se stesso come Dio? No. Non voleva deridere o imitare Dio. Semplicemente, non è da lui".

L’immagine era stata pubblicata sull’account Truth Social di Donald Trump il 12 aprile, giorno della Pasqua ortodossa e pochi giorni dopo che il presidente aveva criticato Papa Leone XIV per le sue posizioni sull’azione militare statunitense. Trump vi appariva con una tunica bianca e una fascia rossa, una mano posata su un uomo malato e una luce che si irradiava dall’altra, mentre sullo sfondo comparivano una bandiera americana, aquile e aerei militari.

Il post era rimasto online per circa mezza giornata prima di essere cancellato, dopo le condanne espresse da leader religiosi e da alcuni sostenitori dello stesso presidente. Trump aveva poi sostenuto che l’immagine lo ritraesse come un medico: "L’ho pubblicata e pensavo mi mostrasse come un medico. Aveva a che fare con la Croce Rossa, come operatore della Croce Rossa, che sosteniamo", aveva detto ai giornalisti.

L’Anticristo, gli UFO e la fine dei tempi


Alla domanda sulla fine dei tempi, Vance ha risposto di non sapere se siano vicini. "Ci sono cose nel mondo che mi fanno pensare che non sarei scioccato se l’Anticristo camminasse tra noi, ma cerco di non concentrarmi troppo su questo". Il vicepresidente ha adottato un approccio simile parlando degli oggetti volanti non identificati, precisando di non disporre di informazioni riservate che ne chiariscano la natura. "Non ho un fascicolo che dica: 'Oh, non era un UFO, in realtà era un demone'. Il mio atteggiamento è questo: se sono reali, non è altrettanto plausibile che siano angeli o demoni, anziché extraterrestri?".

Vance ha poi parlato del settore tecnologico, nel quale ha lavorato come investitore prima di entrare in politica. "Ci sono cose che vedi accadere in alcune aziende di intelligenza artificiale e che ti danno davvero la sensazione che ci sia un’energia spirituale oscura, davvero, davvero strana", ha detto. Il vicepresidente ha raccontato, tra l’altro, di un conoscente che utilizza l’intelligenza artificiale come consulente matrimoniale. Crawford ha definito questo impiego "un po’ satanico" e Vance, pur senza usare la stessa espressione, ha concordato sul rischio che l’intelligenza artificiale finisca per sostituire una parte delle relazioni umane.

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Dopo 286 giorni in mare, la USS Abraham Lincoln arriva in Thailandia


Quasi 5.000 marinai tornano a terra dopo oltre nove mesi di missione. Intanto al Congresso crescono le domande sulle condizioni a bordo e sul costo umano del dispiegamento.

Dopo 286 giorni di navigazione, la portaerei USS Abraham Lincoln ha attraccato mercoledì mattina a Laem Chabang, nella Thailandia orientale, con quasi 5.000 marinai a bordo. È la prima vera sosta in porto dall'inizio del dispiegamento, cominciato a novembre con la partenza dalla base di San Diego, e per l'equipaggio rappresenta il primo periodo prolungato a terra dopo più di 9 mesi. I militari sono scesi dalla nave in abiti civili, salutati dalla piccola folla radunata sul molo. Molti trascorreranno la licenza nella vicina Pattaya, località balneare nota soprattutto per la vita notturna.

Diecimila sortite e una lettera di 52 deputati


La Lincoln ha avuto un ruolo di primo piano nei bombardamenti statunitensi contro l'Iran e ha partecipato al blocco dei porti iraniani che il presidente Donald Trump mantiene in piedi tuttora. Secondo Hung Cao, Segretario della Marina facente funzioni, la portaerei ha trascorso più di 200 giorni in zona di combattimento, effettuato oltre 10.000 sortite e sganciato circa 680 tonnellate di ordigni.

La durata eccezionale della missione, insieme alle segnalazioni di carenze di cibo fresco e di problemi di salute mentale a bordo, ha però suscitato preoccupazioni tra le famiglie e al Congresso. Il 14 agosto, 52 deputati hanno scritto a Cao citando le denunce dei familiari sulle condizioni del cibo, sull'igiene e sullo stress psicologico. Al Senato, il democratico Richard Blumenthal ha chiesto chiarimenti sulle condizioni a bordo dopo che Navy Times e Stars and Stripes avevano riferito di episodi in cui alcuni marinai erano finiti in mare.

Marina USA · Guerra con l’Iran
La Lincoln torna in porto dopo 286 giorni: la missione che ha battuto il record moderno della Marina

La portaerei ha lasciato San Diego il 21 novembre 2025 ed è attraccata in Thailandia il 2 settembre. Nel frattempo ha bombardato l’Iran, ha partecipato al blocco dei suoi porti e ha superato il primato di giorni consecutivi in mare. Le famiglie e 52 deputati hanno chiesto conto delle condizioni a bordo.
Grafica di FocusAmerica 3 settembre 2026

Dalla partenza da San Diego all’attracco a Laem Chabang

0giorni in mare
A bordo quasi 5.000 tra marinai e marines. Tocca i numeri sulla striscia per leggere le tappe.

In condizioni normali una portaerei fa una sosta in porto ogni 30–45 giorni. Sulla stessa scala, ecco quante soste la Lincoln avrebbe dovuto fare.

Da 6 a 9 soste attese 1 sosta completa effettuata

121 nov 202521 novParte da San Diego

Il 21 novembre 2025 il gruppo d’attacco del Carrier Strike Group 3 salpa dalla California con destinazione l’Indo-Pacifico. Verrà dirottato verso il Medio Oriente con l’intensificarsi del confronto con l’Iran.

2DicembreSosta breve a Guam

Un passaggio tecnico nella base americana del Pacifico. La Marina non lo conta come vera sosta in porto: da qui in avanti la nave resta in mare senza interruzioni per oltre 200 giorni.

36 lug 20266 lugBatte il record: 207 giorni consecutivi in mare

Il primato moderno per una portaerei americana apparteneva alla USS Dwight D. Eisenhower, rimasta in mare 206 giorni nel 2020 per evitare i contagi da Covid. La Lincoln lo supera mentre è impegnata nei bombardamenti sull’Iran.

4LuglioSosta breve in Oman

Una fermata breve, la sola dopo Guam. Per l’equipaggio non c’è un vero periodo di licenza a terra.

514 ago 202614 ago52 deputati scrivono al segretario della Marina

La lettera a Hung Cao riprende le denunce dei familiari su cibo, igiene e stress psicologico. Lo stesso giorno Cao annuncia il rientro della nave e ne difende il bilancio: 200 giorni in zona di combattimento e oltre 10.000 sortite.

62 set 20262 setAttracca a Laem Chabang, in Thailandia

Prima vera sosta in porto dall’inizio del dispiegamento. I marinai scendono in abiti civili: molti passeranno la licenza a Pattaya, dove le autorità stimano un indotto di circa 3 milioni di dollari.

Il bilancio operativo
Sette giorni su dieci passati in zona di combattimento
Sono le cifre diffuse il 14 agosto dal segretario della Marina facente funzioni Hung Cao, nel giorno in cui ha annunciato il rientro della portaerei.

Combattimento
oltre
0giorni
trascorsi in zona di combattimento

200 giornisu 286

Voli
oltre
0
sortite effettuate dagli aerei imbarcati

Ordigni
circa
0tonnellate
di ordigni sganciati, pari a 1,5 milioni di libbre

Il prezzo a bordo
Le famiglie denunciano, il Pentagono smentisce
La durata eccezionale della missione ha portato il caso al Congresso. Le due versioni sulle condizioni dell’equipaggio restano lontane.

52
deputati hanno scritto al segretario della Marina il 14 agosto, citando le denunce dei familiari. Al Senato il democratico Richard Blumenthal ha chiesto chiarimenti dopo le notizie di marinai finiti in mare.

Le denunce
Familiari dei marinai, Navy Times, Stars and Stripes
Carenze di cibo fresco a bordo
Problemi di igiene e di rifornimenti
Casi di stress psicologico e di salute mentale
Episodi di marinai finiti in mare

La risposta ufficiale
Marina statunitense, Dipartimento della Difesa
Il cibo non è mai venuto a mancare: i menù sono stati adattati quando mancavano i rifornimenti freschi
Un piccolo numero di casi di salute mentale, trattati senza decessi
Per il segretario alla Difesa Pete Hegseth i resoconti sono completamente travisati
Per il contrammiraglio Loughran il risultato del gruppo d’attacco è davvero storico

Fonte Elaborazione FocusAmerica su dati della Marina statunitense (dichiarazioni del segretario facente funzioni Hung Cao, 14 agosto 2026), Wall Street Journal, Navy Times, Stars and Stripes, Reuters e Associated Press. Le soste a Guam e in Oman sono collocate al mese, non al giorno.

La Marina ha riconosciuto le difficoltà legate a dispiegamenti così lunghi, ma ha sostenuto che il cibo non sia mai venuto a mancare e che "un piccolo numero" di casi legati alla salute mentale sia stato trattato senza che si registrassero decessi. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha invece definito quei resoconti "completamente travisati". "Quello che questo gruppo d'attacco ha realizzato è davvero storico", ha dichiarato il contrammiraglio Robert E. Loughran, comandante del Carrier Strike Group 3, di cui la Lincoln fa parte.

Nei giorni scorsi la pagina Facebook ufficiale della nave ha pubblicato le immagini di una grigliata nell'hangar, con i marinai in fila per hamburger e hot dog, insieme a un bilancio delle attività ricreative durante la missione: 1.031 lezioni di fitness e 36 competizioni sportive. La portaerei aveva già fatto tappa a Guam a dicembre e brevemente in Oman a luglio, ma la Marina considera quella in Thailandia la prima sosta completa dall'inizio del dispiegamento. Nello stesso giorno sono arrivati nei vicini porti di Sriracha e Map Ta Phut anche il cacciatorpediniere USS Frank E. Petersen Jr., a sua volta reduce dal Medio Oriente, e l'incrociatore USS Robert Smalls.

A Pattaya, con due strade vietate


A Pattaya autorità e commercianti si sono preparati all'arrivo dei militari statunitensi. Al passaggio degli autobus carichi di marinai, negozianti e lavoratrici dei bar lungo la strada hanno applaudito. La prostituzione in Thailandia è illegale e, nei giorni precedenti, la polizia locale aveva fermato alcune lavoratrici del sesso arrivate da poco in città. Il sindaco Poramet Ngampichet ha detto ai giornalisti che ai militari è stato chiesto di evitare dopo il tramonto due strade note per la presenza della prostituzione.

L'arrivo della Marina statunitense cade nel pieno della bassa stagione turistica, in una zona che risente anche delle difficoltà nei collegamenti e dell'aumento dei prezzi dei biglietti aerei legati al conflitto con l'Iran. Secondo le autorità locali, la visita potrebbe generare circa 3 milioni di dollari per l'economia della città. In condizioni normali, un marinaio può aspettarsi una sosta in porto ogni 30-45 giorni, ha spiegato al Wall Street Journal Todd Wende.

"Credo che la cosa principale che vogliono questi ragazzi sia semplicemente scendere da quella nave, mangiare decentemente e non avere nessuno che comandi su di loro per qualche giorno", ha detto. A bordo, ha aggiunto Wende, l'equipaggio ha dovuto convivere con l'incertezza sulla durata della missione e, nello stesso tempo, mantenere una concentrazione costante in un ambiente sempre più pericoloso: un aereo spostato sul ponte può urtare un ostacolo, una catapulta può essere regolata con una pressione errata e una vedetta stanca può non accorgersi di una minaccia.

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✨ BREEZE COMET: la banda che usa l’IA per svaligiare Pix, STR e Boleto in Brasile
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BREEZE COMET: la banda che usa l’IA per svaligiare Pix, STR e Boleto in Brasile


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Per due anni una banda finanziaria ha bussato metodicamente alle porte del sistema bancario brasiliano, passando dal vishing spicciolo all’accesso diretto ai circuiti di pagamento istantaneo Pix e al sistema di regolamento interbancario STR. Google Threat Intelligence Group e Mandiant hanno battezzato il gruppo BREEZE COMET e ne hanno ricostruito l’intera catena d’attacco in un report pubblicato il 1° settembre 2026: un caso di scuola su come il cybercrime finanziario latinoamericano stia raggiungendo la sofisticazione tecnica degli attori state-sponsored, complice anche l’uso di script generati con l’intelligenza artificiale.

Chi è BREEZE COMET


Tracciato in precedenza come UNC5669, il gruppo è noto anche con i nomi Plump Spider e SHADOW-AETHER-064 a seconda del vendor. Attivo almeno dal 2023, BREEZE COMET è motivato esclusivamente dal profitto e ha colpito banche, società fintech, processori di pagamento, catene retail, borse valori e fornitori di software bancario in Brasile. Gli analisti di Mandiant sottolineano che l’infrastruttura di staging del gruppo è già stata riutilizzata anche contro siti governativi in Nigeria, Paraguay, Ghana e Venezuela, segno di un’espansione operativa che va oltre il mercato brasiliano.

Il bersaglio finale non sono le vittime dirette, ma la Rede do Sistema Financeiro Nacional (RSFN), la rete che collega le istituzioni finanziarie brasiliane al circuito Pix e al Sistema de Transferência de Reservas (STR), oltre al meccanismo di fatturazione Boleto. Per raggiungerlo servono credenziali mTLS specifiche e un accesso profondo alle applicazioni di core banking: non un obiettivo alla portata di un ransomware opportunistico, ma di un’operazione pianificata su mesi.

Dall’ingegneria sociale al server IIS finto


La catena d’attacco documentata da Google segue una progressione precisa. Nella fase iniziale (2024) BREEZE COMET puntava su password spraying contro portali aziendali e vishing: operatori che si spacciavano per il supporto IT telefonavano ai dipendenti, spesso via WhatsApp, convincendoli a installare strumenti RMM legittimi come AnyDesk. In alcuni casi il gruppo ha anche tentato di reclutare direttamente dipendenti bancari come insider.

A metà 2025 le tecniche si sono fatte più mature: compromissione di siti governativi municipali brasiliani minori, usati come infrastruttura di hosting e staging per i payload; inserimento fisico di dispositivi hardware non autorizzati nelle reti di negozi retail per ottenere un punto d’appoggio nella LAN; sfruttamento di installazioni JBoss AS vulnerabili per distribuire web shell. Una volta dentro, gli operatori usano Impacket, ADRecon e ADVipscan eseguiti in memoria via PowerShell per la ricognizione di Active Directory, cercando in modo specifico stringhe come boleto, cnab, remessa e webhook.*pix per individuare rapidamente i sistemi di pagamento.

Per il movimento laterale il gruppo dirotta account di servizio via RDP e sfrutta SMB, ma il vero salto di qualità è nell’arsenale di backdoor proprietarie sviluppate per garantire ridondanza di accesso:

  • COBALTSPIN (Rust) — tunneler leggero che crea un proxy SOCKS5 inverso su WebSocket per bypassare la segmentazione di rete e raggiungere le API finanziarie.
  • LIGHTPAINT (Java) — installa una VPN SoftEther legittima con persistenza, manipolando le regole del firewall di Windows Defender.
  • MILDFROST (Java) — backdoor passiva che comunica via DNS tunneling, usata come canale di riserva.
  • KICKPLATE (Nim) — si maschera da Windows Update Health Tools per garantire persistenza e gestire tunnel SOCKS5.
  • BOATBEAM (Go) — finto server HTTPS su IIS in ascolto sulla porta 443, che si attiva solo in presenza di uno specifico cookie di sessione.
  • XWORM — infostealer commerciale reperibile su forum underground, usato come componente aggiuntiva.

Per l’esfiltrazione di segreti e credenziali, gli operatori si affidano perfino a servizi di appunti pubblici come dontpad.com, mentre negli ambienti cloud compromessi sono stati osservati deployment di pod Kubernetes usati come meccanismo di persistenza aggiuntivo.

Script scritti dall’IA: la firma involontaria


Uno degli elementi più interessanti del report è la prova, secondo Google, che BREEZE COMET utilizzi modelli linguistici di grandi dimensioni per generare gli script di ricognizione, automatizzare la validazione delle credenziali rubate e produrre logiche di pivoting specifiche per ogni vittima. Gli analisti hanno riconosciuto pattern tipici del codice generato da IA: commenti esplicativi eccessivi, strutture “srotolate” senza funzioni o astrazioni, header di esecuzione standardizzati e un’assenza quasi totale delle idiosincrasie tipiche di uno sviluppatore umano. Un dettaglio che, paradossalmente, ha aiutato gli analisti a fare attribuzione, ma che testimonia anche quanto l’IA generativa stia abbassando la barriera d’ingresso per gruppi criminali di fascia media.

Il risultato operativo è impressionante: secondo Google, in alcuni episodi il tempo tra la compromissione iniziale e l’esecuzione delle transazioni fraudolente sulle applicazioni bancarie core è di sole 24-48 ore. In un caso documentato, il gruppo ha eseguito centinaia di transazioni fraudolente sottraendo asset per decine di migliaia di dollari, ripulendo poi log degli eventi e directory create per cancellare le tracce.

Due righe per i difensori


Il caso BREEZE COMET conferma una tendenza che gli analisti di threat intelligence osservano da tempo in America Latina: gruppi nati come fraudster retail opportunistici stanno evolvendo verso la compromissione diretta dei sistemi di core banking, con un livello di ingegneria del malware paragonabile a quello di attori APT. Per le istituzioni finanziarie brasiliane — e, visto il riuso dell’infrastruttura in altri Paesi, potenzialmente per qualsiasi banca dell’America Latina e dell’Africa — le raccomandazioni di Google includono: applicazione rigorosa di whitelisting delle applicazioni (WDAC, Gatekeeper, fapolicyd), autenticazione MFA phishing-resistant su tutti i portali esterni, PowerShell in Constrained Language Mode con Script Block Logging attivo, segmentazione di rete che blocchi SMB e RDP tra segmenti non necessari, controllo NAC 802.1X sulle porte Ethernet fisiche nei negozi retail, e gestione centralizzata dei segreti per eliminare credenziali in chiaro nel codice.

La formazione dei dipendenti resta la prima linea di difesa: il vishing che impersona il supporto IT rimane, ancora oggi, il vettore d’accesso iniziale più efficace per questo genere di operazioni.

Indicatori di compromissione

# Hash malware custom (SHA-256)
3b22605244dbace8f0c07c2c599f88c4b831bb07e9998b869a5da2759d27ceec  COBALTSPIN
2214907e696bad85bde1d90c943ef66e413d7a5c6d7596ced25b74441200439a  REALBREEZE
c0db6ddd6222d02ad7490399d33c61ded0076f0037409dc8498924458646d78a  MILDFROST
6d4012e0dd3b56a3e52857734fa0d582cdf3c56f0e5decc8005c882d1d1c6ceb  BOATBEAM
f139b4ca15feffb7a6633ec1a431c5c604b397576b56b5c863ae8fe4fa14db4f  KICKPLATE
51fdd83b3737add7f3832bd0ad0b56863c0a8f7cf9bcc16fd787d1ae4b403ce6  XWORM
d2aa40cc53b40c6e76ac0677c4a54387b3f27ee94c85d9b2c3a3d66aeef92a66  XWORM
447e3a131e62bd33b1297739a7b959a92358a97f58554469044636a3c4f244e8  XWORM

# Domini governativi brasiliani compromessi (staging/C2)
hxxps://procon[.]go[.]gov[.]br/ComprovantePDF[.]exe
hxxps://cmgovernadorluizrocha[.]ma[.]gov[.]br/Comprovantepdf[.]exe
hxxp://gcm[.]setelagoas[.]mg[.]gov[.]br/files/ti[.]zip
hxxps://minacu[.]go[.]gov[.]br/ComprovantePDF[.]exe
hxxps://conseg[.]ssp[.]go[.]gov[.]br/COAF-POLICIAFEDERAL[.]exe
hxxps://suporte[.]camaratunapolis[.]sc[.]gov[.]br/ti/attvpn[.]zip
hxxps://tisup[.]camaratunapolis[.]sc[.]gov[.]br/SoftEther[.]exe
hxxp://suporte[.]ourinhos[.]sp[.]gov[.]br/files/s[.]zip
hxxps://servicos[.]salto[.]sp[.]gov[.]br/j[.]jar

# Infrastruttura riutilizzata fuori dal Brasile
hxxps://www.mrtb[.]gov[.]ng/apps/attvpn[.]vip   (Nigeria)
hxxp://credeb[.]gov[.]gn/r[.]zip                 (Guinea)
hxxps://sit[.]baer[.]gob[.]ve/r[.]exe            (Venezuela)
hxxps://jmcov[.]gov[.]py/cxv[.]exe               (Paraguay)

# Canale di esfiltrazione
dontpad[.]com

# YARA - REALBREEZE (utility LDAP brute-force)
rule M_Utility_REALBREEZE_2 {
    strings:
        $s1 = "IP/REDE" wide
        $s2 = "SENHA" wide
        $s5 = "get_SamAccountName"
        $s6 = "get_txtHostname"
    condition:
        uint16(0) == 0x5A4D and all of them
}

Fonte primaria: Google Threat Intelligence Group e Mandiant, “Financially Motivated Threat Actor BREEZE COMET Targets Brazil”, 1° settembre 2026.

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✨ Aeza Group: come un consigliere comunale tedesco AfD ha aiutato l’hosting bulletproof russo ad aggirare le sanzioni
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Aeza Group: come un consigliere comunale tedesco AfD ha aiutato l’hosting bulletproof russo ad aggirare le sanzioni


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Aggirare le sanzioni internazionali contro un hosting provider “a prova di proiettile” non richiede necessariamente hacker sofisticati o infrastrutture nascoste in Paesi compiacenti: a volte basta una piccola società registrata a Belgrado, intestata a un consigliere comunale tedesco di provincia. È quanto emerso da un’indagine incrociata tra ricercatori OSINT e le autorità statunitensi, che ha collegato Andreas Maul — esponente locale di Alternative für Deutschland (AfD) nella cittadina di Selm, nel Nordreno-Vestfalia — alla rete di infrastrutture usata da Aeza Group, uno dei bulletproof hoster russi più sanzionati degli ultimi due anni, per continuare a operare dopo le misure restrittive occidentali.

Chi è Aeza Group


Aeza Group è un hosting provider russo che il Dipartimento del Tesoro statunitense, tramite l’Office of Foreign Assets Control (OFAC), ha sanzionato il 1° luglio 2025, descrivendolo come un servizio “bulletproof” che ignora deliberatamente le segnalazioni di abuso e le richieste di blocco delle forze dell’ordine internazionali. Sui suoi server, secondo l’accusa americana, hanno trovato casa componenti infrastrutturali della gang ransomware BianLian, pannelli di gestione dell’infostealer RedLine, l’infrastruttura del malware Meduza e — soprattutto — BlackSprut, un marketplace darknet russo per la vendita di stupefacenti che tra gennaio e settembre 2025 avrebbe processato transazioni per circa 1,85 miliardi di dollari.

Non è tutto: parte dell’infrastruttura di Aeza ha ospitato anche siti collegati a Doppelgänger, la campagna di disinformazione filo-Cremlino che clona le grafiche di testate giornalistiche europee e americane per diffondere narrative pro-Mosca. Un dettaglio che colloca Aeza non solo nell’orbita del cybercrime “puro”, ma anche in quella delle operazioni di influenza sponsorizzate dallo Stato russo. Le sanzioni OFAC del luglio 2025 hanno colpito individualmente anche i vertici della società: il CEO Arsenii Penzev, il direttore generale Yurii Bozoyan, il direttore tecnico Vladimir Gast e il socio Igor Knyazev, ciascuno con quote comprese tra il 33% dell’azionariato. Due mesi prima, ad aprile 2025, Penzev e Bozoyan erano già stati arrestati a Mosca — non per le accuse occidentali, ma con capi d’imputazione russi legati a criminalità organizzata e narcotraffico, in quello che gli osservatori descrivono come un tipico caso di “impunità controllata”: tollerati finché non infastidiscono il sistema, sacrificabili quando serve.

La scappatoia serba


Le sanzioni, per definizione, colpiscono entità nominate: bloccano asset, vietano transazioni, impediscono a chi ha sede negli Stati Uniti di fare affari con i soggetti indicati. Ma un indirizzo IP non porta un’etichetta con scritto “Aeza” — e questo è precisamente il varco che, secondo la ricostruzione OFAC, la società ha sfruttato. Dopo le sanzioni di luglio 2025, un blocco di risorse IP che secondo le autorità americane restava operativamente riconducibile ad Aeza sarebbe stato trasferito, a novembre 2025, a una società con sede a Belgrado: Smart Digital Ideas d.o.o., formalmente attiva nel “commercio all’ingrosso di computer, attrezzature e software” e priva di qualunque menzione pubblica del marchio Aeza.

Il nome dietro la società, secondo i registri camerali serbi, è Andreas Maul: 38 anni, consigliere comunale AfD a Selm dal novembre 2025, con un passato professionale legato al commercio IT. Maul risulta proprietario e amministratore unico di Smart Digital Ideas, che aveva registrato già nell’ottobre 2022 — quindi ben prima delle sanzioni, un dettaglio che rafforza l’ipotesi di una struttura “dormiente” pronta a essere attivata come paravento nel momento del bisogno. Le indagini OSINT hanno inoltre rilevato che la sede di Smart Digital Ideas a Belgrado coincide con quella di un’altra entità, Cipher Operations, fondata nel dicembre 2022 da un cittadino russo, Aleksandr Yenakiyev — che, interpellato dai giornalisti, ha negato qualsiasi legame: “Nessuno dei nomi che avete elencato, a parte Cipher Operations, mi dice nulla.”

L’OFAC ha sanzionato Smart Digital Ideas nel novembre 2025, quasi in contemporanea con l’individuazione del legame con Maul, insieme ad altre entità satellite identificate nella stessa rete. Il pattern — trasferire rapidamente asset IP verso una nuova ragione sociale non ancora nominata, in una giurisdizione terza come la Serbia, formalmente fuori dal perimetro UE — è una tecnica di sanctions evasion sempre più comune tra gli hoster “a prova di proiettile” russi, e ricalca schemi già documentati da Recorded Future nella serie di ricerche “Dark Covenant” sui rapporti tra cybercriminali e apparato statale russo.

Il paradosso geografico


Il dato più scomodo per i regolatori europei è che, mentre Stati Uniti, Regno Unito e Australia hanno sanzionato Aeza e le sue diramazioni, l’Unione Europea non ha ancora adottato misure equivalenti. Questo significa che una società di comodo con sede a Belgrado — capitale di un Paese candidato all’adesione UE ma non ancora vincolato al regime sanzionatorio comunitario sulla stessa infrastruttura — può continuare a operare legalmente sul territorio europeo, offrendo di fatto un corridoio per il traffico che le sanzioni statunitensi intendevano tagliare. Aggiunge un ulteriore strato di ambiguità la circostanza che il beneficiario finale identificato sia un cittadino tedesco, quindi UE, e un politico eletto: un cortocircuito tra il piano geopolitico delle sanzioni e quello, molto più poroso, delle giurisdizioni societarie europee.

Due righe per i difensori


Per i team di sicurezza e compliance, questo caso è un promemoria pratico di quanto sia labile la vita utile di una lista di indicatori “sanzionati”: chi gestisce infrastruttura critica dovrebbe considerare quanto segue.

  • Le liste di blocco basate solo sul nome dell’entità sanzionata invecchiano rapidamente: è preferibile correlare i blocchi IP/ASN con l’intelligence su hosting “a prova di proiettile” aggiornata da fornitori di threat intelligence, non solo con la SDN List OFAC in senso stretto;
  • Verificare periodicamente se gli intervalli di IP già bloccati come “Aeza” sono stati riassegnati a nuovi ASN o LIR, tecnica comune per “ripulire” la reputazione di un blocco di indirizzi;
  • Diffidare di hosting provider di recente costituzione in giurisdizioni terze (Serbia, ma anche altri Paesi extra-UE con regimi di compliance più permissivi) quando condividono infrastruttura, ASN o pattern di registrazione con entità già sanzionate;
  • Per i team investigativi e di threat intelligence, incrociare i dati di corporate registry pubblici (come quelli serbi, consultabili online) resta uno strumento OSINT sottovalutato ma estremamente efficace per smascherare strutture di comodo;
  • Ricordare che dietro l’infrastruttura tecnica di ransomware, infostealer e marketplace darknet si trovano spesso reti di facilitatori legali e finanziari tutt’altro che nascosti — a volte, come in questo caso, persino eletti in un consiglio comunale.

Fonti: OFAC/U.S. Department of the Treasury, BleepingComputer, Balkan Insight, vsquare.org, Recorded Future (“Dark Covenant 3.0”).


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Il volto di Trump sul dollaro, il primo presidente in vita un secolo dopo Coolidge


Le monete da un dollaro con il viso del presidente in carica, destinate ai collezionisti, sono in vendita da mercoledì, 61 dollari ogni 25 pezzi, ma hanno anche corso legale. Democratici e giuristi ne contestano la legittimità.

La Zecca degli Stati Uniti ha iniziato mercoledì a vendere le monete da un dollaro con il volto di Donald Trump, annunciando sui social che sono "in circolazione, quindi controllate gli spiccioli in tasca". I pezzi vengono venduti in rotoli da 25 monete a 61 dollari o in sacchetti da 100 a 154,50 dollari, dunque a un prezzo nettamente superiore al valore nominale. Restano però a tutti gli effetti denaro: sul proprio sito la Zecca precisa che hanno una "finitura da circolazione", pur non essendo mai state immesse materialmente in circolazione, e che "possono comunque essere usate come moneta a corso legale".

Il dollaro con il viso di Trump occupa così una posizione insolita: viene commercializzato come oggetto da collezione, ma mantiene un valore facciale di un dollaro indipendentemente dal prezzo pagato dall'acquirente. Tra i pezzi messi in vendita, la Zecca ha distribuito casualmente 250.000 monete coniate il 4 luglio e contraddistinte da uno speciale marchio commemorativo.

Avere corso legale, spiega Axios, significa che la moneta può essere utilizzata per pagare debiti, tasse e altri oneri pubblici secondo la legge federale. Non significa però che ogni negozio sia obbligato ad accettarla: negli Stati Uniti le imprese private possono in genere decidere autonomamente quali mezzi di pagamento ammettere. Gli americani, del resto, non hanno mai mostrato particolare entusiasmo per le monete da un dollaro. Il dollaro Sacagawea, introdotto all'inizio degli anni Duemila, non riuscì ad affermarsi nonostante una campagna promozionale costata milioni di dollari; nel 2011 il governo smise inoltre di immettere nella normale circolazione la serie dei dollari presidenziali a causa della scarsa domanda.

Il nodo della legalità


Le questioni più delicate riguardano però la legittimità della moneta, perché Trump è il primo presidente vivente da un secolo a comparire su una moneta statunitense. Il Presidential $1 Coin Act del 2005 prevede che nella serie dei dollari presidenziali possano essere raffigurati soltanto presidenti defunti, mentre il Circulating Collectible Coin Redesign Act del 2020 vieta i ritratti di persone viventi sul rovescio delle monete.

Nell'ottobre 2025 il Dipartimento del Tesoro ha però sostenuto che la stessa legge del 2020 consenta, in occasione dei 250 anni degli Stati Uniti, "disegni emblematici del 250° anniversario degli Stati Uniti". Il ritratto di Trump è stato inoltre collocato sul dritto della moneta, non sul rovescio. Le revisioni legali condotte dalla Zecca e dal Dipartimento del Tesoro hanno concluso che il disegno fosse conforme alla legge. A luglio un portavoce del Dipartimento aveva rimandato a un articolo dell'Independent secondo cui la Zecca aveva esaminato la questione per stabilire se la produzione della moneta potesse violare la normativa.

L'iniziativa ha comunque suscitato opposizione politica e contenziosi legali. Nel dicembre scorso i senatori democratici Jeff Merkley e Catherine Cortez Masto hanno presentato una proposta di legge per impedire che presidenti in carica o ancora in vita possano comparire anche su versioni da collezione della valuta statunitense. Il deputato democratico Ritchie Torres ha invece proposto il "TRUMP Act", con l'obiettivo di vietare a un presidente di far comparire la propria immagine sul denaro.

Il precedente di Calvin Coolidge


Un precedente però esiste e risale esattamente a un secolo fa. Nel 1926 Calvin Coolidge, allora presidente in carica, comparve insieme a George Washington su un mezzo dollaro commemorativo realizzato per il 150° anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti. Fu il primo presidente statunitense a essere raffigurato su una moneta durante la propria vita.

La legge che autorizzava quel mezzo dollaro stabiliva espressamente che la moneta avesse corso legale "per il valore facciale". Veniva venduta a un dollaro pur avendo un valore nominale di 50 centesimi. Degli oltre un milione di esemplari coniati ne furono venduti 141.120; la maggior parte dei rimanenti venne successivamente fusa.

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Quindi Martin Luther King avrebbe dovuto smettere di chiedere pieni diritti civili per non “regalare consenso” ai segregazionisti?
Che l’estrema destra cerchi consenso attaccando i pari diritti ce lo aspettiamo, il problema sono i cosiddetti moderati che la rincorrono, arrivando a chiamare quei diritti un “eccesso”.

#DirittiCivili #MatrimonioEgualitario #LGBTQIA #Vannacci #Pride #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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L'ambasciatore americano alla NATO agli alleati: preparatevi come se Putin stesse per attaccare


L'ambasciatore americano alla NATO Matt Whitaker chiede agli alleati di investire e addestrarsi come se Mosca stesse per attaccare. La Russia resta logorata dalla guerra in Ucraina, ma secondo gli esperti potrebbe ricostruire in pochi anni la capacità di minacciare il fianco orientale dell'Alleanza.

Vladimir Putin forse non sta preparando un attacco imminente contro un Paese della NATO, ma gli alleati devono addestrarsi e investire nel settore della difesa come se questa eventualità fosse concreta, così da essere pronti a respingere un'aggressione improvvisa. È il messaggio che l'ambasciatore statunitense presso l'Alleanza Atlantica, Matt Whitaker, ha affidato a un'intervista esclusiva con USA Today condotta nel quartier generale della NATO a Bruxelles.

Gli alleati sono in allerta da quando il Wall Street Journal ha rivelato, il 6 agosto, una valutazione dell'intelligence statunitense secondo cui la Russia potrebbe lanciare un attacco limitato contro un Paese membro dell'Alleanza Atlantica, per esempio un'incursione terrestre o un'offensiva informatica, in una finestra compresa tra l'autunno di quest'anno e il 2029. I Paesi baltici e la Polonia sarebbero gli obiettivi più probabili di questa potenziale azione.

La valutazione contraddice le analisi secondo cui Putin intenderebbe evitare uno scontro militare aperto con la NATO finché resta impegnato nella guerra in Ucraina ed è arrivata mentre a Washington si discute della carenza di armamenti provocata anche dalla guerra condotta dall'Amministrazione Trump contro l'Iran. Whitaker non ha voluto commentare direttamente le informazioni riservate, ma ha insistito sulla necessità di aumentare la spesa per la difesa e la produzione di armi.

"Non si può prevedere cosa farà Vladimir Putin o qualsiasi altro avversario. Si può solo essere preparati, dissuaderlo e fare in modo che quella mossa non valga la pena", ha detto. "Il nostro avversario ha invaso l'Ucraina, quindi dovremmo tutti avere le idee chiare". Da qui l'appello agli alleati: "Dobbiamo prepararci, dobbiamo investire in capacità".

Mosca è in economia di guerra, gli alleati no


Secondo un funzionario europeo sentito da USA Today, gli alleati sono rimasti sorpresi nell'apprendere che Putin potrebbe essere in grado di colpire un Paese della NATO molto prima dei dieci o quindici anni presi come riferimento dall'Alleanza quando aveva fissato i più recenti obiettivi di spesa. L'anno scorso i Paesi membri si sono impegnati a destinare alla difesa il 5% del PIL entro il 2035: almeno il 3,5% per spese militari dirette e il resto per migliorare infrastrutture come strade, ponti e aeroporti.

La Russia, ha aggiunto il funzionario, è logorata dalla guerra ma ragiona su tempi diversi. Putin ha riconvertito l'economia alle esigenze del conflitto e quasi il 40% della spesa federale russa è oggi destinato a difesa e sicurezza. "L'asimmetria tra Russia e NATO è che loro sono in economia di guerra e noi no", ha dichiarato a USA Today Max Bergmann, direttore del programma Europa, Russia ed Eurasia del Center for Strategic and International Studies. "Loro possono produrre mille missili cruise. La nostra capacità di fornire o produrre intercettori per la difesa aerea è semplicemente inadeguata".

Ad alimentare i timori è stata anche la visita non annunciata del direttore della CIA John Ratcliffe a Mosca, martedì della settimana scorsa. Secondo le ricostruzioni, Ratcliffe avrebbe avvertito la Russia di non attaccare il territorio della NATO, sostenuto che Mosca sta perdendo la guerra in Ucraina e invitato il Cremlino a ridurre i legami con l'Iran. Il 27 agosto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha negato qualsiasi piano di attacco, definendo le notizie "senza alcun fondamento nella realtà".

Lo stesso giorno Trump ha detto ai giornalisti nello Studio Ovale che Putin "non attaccherà un territorio della NATO", definendo il viaggio di Ratcliffe "semi-routine" e senza chiarire se il direttore della CIA avesse effettivamente consegnato un messaggio di questo tipo. Il Ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski ha risposto sui social ricordando che Putin aveva assicurato a William Burns, direttore della CIA nell'amministrazione Biden e in visita a Mosca nel novembre 2021, che non avrebbe attaccato l'Ucraina. "Dovremmo accelerare i preparativi di difesa", ha scritto.

I droni e la pressione ibrida sulla NATO


Per molti funzionari europei, la Russia sta già mettendo alla prova l'Alleanza attraverso una serie di operazioni ibride. Il Ministro dell'Interno tedesco Alexander Dobrindt ha detto il 1° settembre che le indagini "hanno stabilito la responsabilità russa" per il tentato attacco all'aeroporto di Lipsia del 4 e 5 agosto, quando un drone con 800 grammi di esplosivo è stato trovato sulla pista accanto a un cargo ucraino An-124. Secondo Dobrindt, l'episodio rientra nello "schema noto delle operazioni ibride russe in Europa". Berlino ha quindi annunciato la chiusura del consolato russo di Bonn come risposta a questo episodio.

Il presidente romeno Nicușor Dan ha attribuito alla Russia un drone navale carico di esplosivo, distrutto il 20 agosto da un caccia F-16 vicino al giacimento di gas Neptun Deep, nel Mar Nero, dopo che Kyiv aveva confermato che il mezzo non era ucraino. Nella notte del 1° settembre l'Estonia ha diffuso allerte pubbliche e fatto decollare i caccia della NATO dopo l'ingresso di droni nel proprio spazio aereo durante un attacco ucraino su larga scala contro la Russia occidentale. Il Ministro degli Esteri Margus Tsahkna ha definito l'episodio "una conseguenza diretta della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina".

"Questi atti di sabotaggio sono piuttosto significativi e sono atti di guerra", ha dichiarato a USA Today Fiona Hill, responsabile per Russia ed Europa nel Consiglio per la Sicurezza Nazionale durante la prima Amministrazione Trump. "La gente continua a dire che non siamo in guerra perché la guerra è cinetica e non ci lanciano missili addosso. Ma è esattamente quello che vuole Putin, perché lascia tutti gli altri indifesi e vulnerabili".

Gli stessi funzionari, tuttavia, non ritengono che Putin voglia trascinare la NATO in un conflitto aperto. L'obiettivo sarebbe piuttosto intimidire i Paesi vicini all'Ucraina per spingerli a ridurre il proprio sostegno a Kyiv. Il presidente finlandese Alexander Stubb ha detto sabato alla Bild, citando informazioni dell'intelligence, che la Russia perde tra 30.000 e 35.000 soldati al mese a fronte di 27.000 nuove reclute e non sarebbe quindi in grado di sostenere contemporaneamente due fronti.

Kurt Volker, inviato speciale per l'Ucraina durante il primo mandato di Trump e in precedenza Ambasciatore degli Stati Uniti presso la NATO sotto George W. Bush, ha indicato a USA Today un possibile orizzonte temporale: "Prendete la fine dei combattimenti in Ucraina e aggiungete da tre a cinque anni. Quella è la vostra linea temporale".

Bergmann non ritiene probabile che Putin attacchi un Paese della NATO con un esercito "malconcio e sanguinante". Se però i combattimenti rallentassero e le forze russe avessero il tempo di riorganizzarsi, Mosca potrebbe in teoria essere in grado di colpire uno Stato baltico già entro il 2028. Avrebbe dalla sua anche una tolleranza alle perdite che Bergmann definisce "insieme nauseante e preoccupante": secondo uno studio del CSIS, più di 1,4 milioni di militari russi sono stati uccisi o feriti tra il febbraio 2022 e il giugno 2026.

Lo stesso Whitaker riconosce che oggi "la Russia è piuttosto occupata con la situazione in Ucraina", dove "le cose non vanno bene", e che anche in caso di una svolta immediata servirebbero anni per riportare l'esercito ai livelli precedenti all'invasione. Michael Kofman, esperto delle forze armate russe al Carnegie Endowment for International Peace, avverte però che Mosca ha ormai integrato nelle proprie forze unità dedicate ai droni, un gran numero di armi di precisione e milioni di droni tattici, strumenti che consentono operazioni limitate ma potenzialmente molto dannose.

La ricostituzione della potenza militare russa, ha spiegato Kofman a USA Today, “non è una questione di se, ma di quando”. Ed è proprio sui tempi di questa ricostituzione che si concentra il messaggio di Whitaker: le perdite subite dalla Russia in Ucraina hanno aperto una finestra temporanea di vantaggio per gli alleati, che devono però dimostrare di saperla sfruttare per rafforzare le proprie difese prima che si richiuda. La carenza di intercettori americani mostra già quanto questa finestra possa essere più stretta del previsto.


Missione segreta della CIA a Mosca: il vero messaggio di Trump a Putin


La missione diplomatica di John Ratcliffe in Russia era talmente riservata che nemmeno alcuni alti funzionari della Casa Bianca ne erano al corrente. Secondo il Wall Street Journal, Donald Trump ha inviato personalmente a Mosca il direttore della CIA, tenendo all'oscuro della missione e del messaggio da consegnare al Cremlino anche collaboratori fidati e vertici militari che normalmente sarebbero stati informati. Ratcliffe è arrivato martedì dalla Lettonia a bordo di un C-17 militare senza insegne e ha incontrato Sergei Naryshkin, direttore dell'intelligence estera russa. Il Cremlino ha precisato che non ha invece visto Vladimir Putin. La notizia del viaggio ha spinto i funzionari europei a cercare rapidamente informazioni sui colloqui.

Due funzionari europei, una volta informati, hanno riferito che Ratcliffe ha ribadito ai suoi interlocutori dell'intelligence russa l'impegno degli Stati Uniti nei confronti dell'Articolo 5 della NATO, in base al quale un attacco contro un Paese membro è considerato un attacco contro tutti. Il Wall Street Journal aveva già riportato che il direttore della CIA aveva avvertito Mosca di non attaccare Paesi dell'Alleanza.

La visita arriva dopo recenti valutazioni dell'intelligence secondo cui la Russia potrebbe mettere alla prova la NATO entro pochi anni. Funzionari europei hanno inoltre avvertito che Mosca avrebbe accumulato droni ucraini in vista di una possibile operazione sotto falsa bandiera contro gli Stati del fianco orientale. Trump, però, ha detto giovedì ai giornalisti di non essere preoccupato: Putin "non attaccherà territorio NATO".

Stati Uniti · Russia · NATO

Trump ha mandato il capo della CIA a Mosca con un messaggio riservato sull’Articolo 5

John Ratcliffe è arrivato a Mosca su un aereo militare senza insegne. Della missione non erano al corrente né alcuni alti funzionari della Casa Bianca né i vertici militari che di solito vengono informati.

Grafica di FocusAmerica 28 agosto 2026

La rotta della missione
Riga Mosca
Paesi NATO Russia e Bielorussia Ucraina e Moldova
Martedì. Un C-17 militare senza insegne decolla dalla Lettonia e porta a Mosca il direttore della CIA. Il viaggio non era stato annunciato.

La missione in tre numeri

1
Sola persona incontrata
Sergei Naryshkin, direttore dell’intelligence estera russa

0
Incontri con Putin
Il Cremlino ha precisato che il presidente russo non lo ha ricevuto

2030
L’anno che l’Europa teme
Quando Mosca potrebbe tornare in grado di attaccare la NATO

1

La missione

Un viaggio costruito per non lasciare tracce


Trump ha tenuto la missione dentro un cerchio ristretto: ne sono rimasti fuori anche i vertici militari che di solito vengono avvisati.

Quando
Martedì, con arrivo dalla Lettonia

Come
A bordo di un C-17 militare senza insegne

Chi ha incontrato
Sergei Naryshkin, direttore dell’intelligence estera russa

Chi non ha visto
Vladimir Putin

Chi lo sapeva
Nemmeno alcuni alti funzionari della Casa Bianca, collaboratori fidati e vertici militari

Chi l’ha saputo dopo
Gli europei, che hanno cercato in fretta informazioni sui colloqui

2

Il messaggio

Che cosa Ratcliffe ha detto ai russi


Quattro punti, consegnati di persona al capo dell’intelligence estera russa.

1

L’Articolo 5 resta in piedi
Gli Stati Uniti continuano a considerare un attacco contro un Paese membro come un attacco contro tutta l’Alleanza.

2

Non attaccate i Paesi della NATO
Un avvertimento che il direttore della CIA aveva già fatto arrivare a Mosca nelle settimane precedenti.

3

Chiudete i rapporti con l’Iran
Niente più legami economici o di sicurezza con Teheran, mentre Washington rafforza le sanzioni contro il regime.

4

E un’apertura sull’Ucraina
I due hanno parlato di una possibile ripresa dei negoziati. Secondo Kyrylo Budanov i colloqui diretti potrebbero ripartire a settembre.

3

Gli inviati

Trump ha già provato con quattro emissari


Prima di Ratcliffe, ogni canale aperto dalla Casa Bianca si è fermato senza risultati.

Steve Witkoff
Inviato speciale, mandato a Mosca più volte

Nessun accordo

Jared Kushner
Il genero del presidente, affiancato a Witkoff

Nessun accordo

Marco Rubio e Keith Kellogg
Il Segretario di Stato e l’allora inviato per l’Ucraina hanno visto entrambe le parti

Nessun accordo

Il vertice in Alaska
Agosto 2025. Per mesi Washington aveva spinto Kyiv a cedere le zone del Donetsk che la Russia non aveva conquistato

Nessun accordo

John Ratcliffe
Agosto 2026. Il canale passa all’intelligence: i contatti consolidati tra CIA e servizi russi, più la vicinanza personale a Trump

In corso

4

L’orizzonte

Quanto tempo separa l’Europa dal prossimo test russo


Le rassicurazioni pubbliche e le valutazioni dell’intelligence raccontano due tempi diversi.

Oggi
La guerra ibrida

Entro pochi anni
Il test dell’Alleanza

2030
L’esercito ricostruito

Droni, attacchi informatici e persino pacchi esplosivi contro i Paesi che sostengono Kyiv. I funzionari europei osservano che questa pressione cresce e che può far scoppiare una crisi molto più ampia senza che nessuno dichiari guerra.

Tre letture dello stesso rischio

“Putin non attaccherà territorio NATO”
Donald Trump, giovedì ai giornalisti: dice di non essere preoccupato

“Il rischio di un’invasione diretta è attualmente basso”
Andris Kulbergs, primo ministro lettone: il livello di minaccia militare per il Paese non è cambiato

“Putin ha una straordinaria tolleranza al rischio”
J.C. Lintzenich, German Marshall Fund: ma difficilmente scommetterà su azioni che possono mettere in pericolo lo Stato russo

Fonte Ricostruzione del Wall Street Journal; dichiarazioni di funzionari europei e statunitensi e del Cremlino; German Marshall Fund. Dati aggiornati al 28 agosto 2026.

Tra Ucraina e Iran, Trump cambia inviato e strategia?


Ratcliffe ha discusso con il suo omologo russo anche della possibile ripresa dei negoziati per porre fine all'invasione russa dell'Ucraina. Poco dopo Kyrylo Budanov, capo dell'ufficio presidenziale ucraino, ha detto che i colloqui diretti tra i due Paesi potrebbero ripartire a settembre. Ma il direttore della CIA avrebbe inoltre chiesto ai russi di non mantenere più legami economici o di sicurezza con l'Iran, mentre l'Amministrazione Trump cerca di intensificare la campagna di sanzioni contro Teheran.

Il presidente sembra comunque aver cambiato il proprio inviato dopo che i precedenti round negoziali, affidati ad altri inviati, non sono riusciti a fermare la guerra. Negli ultimi mesi Mosca ha intensificato gli attacchi contro l'Ucraina, rafforzato il sostegno al regime iraniano e resistito ai tentativi americani di migliorare i rapporti economici. Trump aveva inviato più volte a Mosca l'inviato speciale Steve Witkoff, poi affiancato dal genero Jared Kushner. Anche il Segretario di Stato Marco Rubio e l'ex inviato per l'Ucraina Keith Kellogg avevano incontrato rappresentanti delle due parti.

Il vertice in Alaska dell'agosto 2025, risultato di questi sforzi negoziali, però non aveva prodotto alcun accordo, anche se per mesi l'Amministrazione Trump aveva spinto Kyiv ad accettare la cessione unilaterale di territori orientali della regione di Donetsk nel Donbass che la Russia non aveva conquistato.

Ratcliffe ha già ottenuto in passato risultati nei rapporti con il Cremlino, tra cui la liberazione di ostaggi americani, e combina i tradizionali canali di comunicazione tra la CIA e i servizi russi con la sua vicinanza personale a Trump. Ha costruito il messaggio e lo ha consegnato personalmente perché Mosca comprendesse che gli sforzi per arrivare alla pace non distolgono Trump dagli impegni di sicurezza verso l'Europa, ha spiegato al Journal J.C. Lintzenich, ex alto funzionario dell'intelligence oggi al German Marshall Fund. "Putin ha una straordinaria tolleranza al rischio ed è persino disposto ad alzare il livello dello scontro per costringere l'altra parte a ridurlo, ma difficilmente scommetterà su azioni che potrebbero mettere in pericolo lo Stato russo".

I Paesi baltici rassicurano, ma l'Europa guarda al 2030


I leader del fianco orientale della NATO hanno cercato di ridimensionare i timori di una imminente aggressione russa. "Al momento non c'è motivo di preoccuparsi", ha detto in un video sui social il primo ministro lettone Andris Kulbergs. "Il livello di minaccia militare per la Lettonia non è cambiato. Il rischio di un'invasione diretta è attualmente basso". I funzionari europei osservano però che la Russia continua a condurre una guerra ibrida sempre più intensa contro gli alleati dell'Ucraina, attraverso droni, attacchi informatici e persino pacchi esplosivi: azioni che potrebbero innescare una crisi più ampia.

Secondo valutazioni americane ed europee, il Cremlino sta rivedendo i propri piani per un eventuale attacco militare contro la NATO dopo le enormi perdite subite in Ucraina, la carenza di armamenti e le difficoltà economiche. In Europa molti temono però che entro il 2030 la Russia possa tornare a rappresentare una minaccia convenzionale più seria, una volta ricostituite le proprie forze, mentre i Paesi europei saranno ancora impegnati a rafforzare le rispettive capacità militari, nonostante l'aumento delle spese militari.


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Gloria Steinem portò il femminismo nel cuore della politica e dell’informazione statunitense.
Denunciò sotto copertura lo sfruttamento delle lavoratrici nei Playboy Club, fondò una delle più importanti riviste femministe degli Stati Uniti e contribuì alla nascita del National Women’s Political Caucus.
Lottò per aborto, parità salariale, rappresentanza politica e contro la violenza sulle donne.
Oggi, purtroppo, ci lascia a 92 anni.
Addio, Gloria. 💜

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Can’t believe I’m already going into my third year at the European Parliament!

My priorities are supporting European democracy, defence, and digital affairs.

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🚨 New wave of spyware attacks in Serbia target the student movement, activists, and opposition parties 🚨

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