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Miasma colpisce Red Hat: 33 pacchetti npm avvelenati per rubare credenziali cloud e segreti CI/CD
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/miasma…


Miasma colpisce Red Hat: 33 pacchetti npm avvelenati per rubare credenziali cloud e segreti CI/CD


Trentatré pacchetti npm appartenenti al namespace ufficiale @redhat-cloud-services di Red Hat sono stati compromessi in quello che i ricercatori hanno battezzato la campagna Miasma — una variante evoluta del worm Shai-Hulud già visto colpire l’ecosistema npm. L’attacco ha già contaminato 309 repository GitHub e si è dimostrato capace di sottrarre credenziali di sviluppatori, segreti CI/CD, chiavi SSH e token cloud in modo silenzioso e automatizzato.

Contesto: il worm Shai-Hulud e la famiglia Miasma


Shai-Hulud è emerso come uno dei più sofisticati worm per l’ecosistema npm: combina esecuzione automatica al momento dell’installazione, furto di credenziali multi-target ed esfiltrazione crittografata. La campagna Miasma ne eredita interamente il modus operandi, con alcune innovazioni tecniche — in particolare l’abuso dell’infrastruttura di GitHub e dei servizi Anthropic per staging e fallback di esfiltrazione.

Secondo i ricercatori di Socket, che hanno identificato la campagna, l’attore avrebbe compromesso l’account GitHub di un dipendente Red Hat per pubblicare versioni avvelenate di pacchetti legittimi già ampiamente usati nella toolchain interna di Red Hat Cloud Services. Red Hat ha confermato la rimozione dei pacchetti, precisando che l’impatto era limitato agli strumenti di sviluppo interni — ma la contaminazione di 309 repository GitHub suggerisce una diffusione ben più ampia.

Catena di infezione: dall’npm install alla sottrazione silenziosa


Il meccanismo di innesco è elegante nella sua semplicità: il file package.json dei pacchetti compromessi contiene un hook "preinstall": "node index.js", il che significa che il payload malevolo viene eseguito automaticamente prima che l’installazione del pacchetto si completi — prima ancora che lo sviluppatore possa rendersi conto di cosa sta succedendo.

Il loader di primo stadio utilizza una serie di tecniche di offuscamento: array di char-code, trasformazioni ROT-style e blob cifrati con AES-128-GCM. Una volta deoffuscato, il codice decifra e deposita il payload principale in /tmp/p*.js, lo esegue attraverso Bun (runtime JavaScript ad alte prestazioni) — scaricando silenziosamente Bun da GitHub se non è presente sul sistema.

Il malware esegue quindi una raccolta sistematica di credenziali sensibili, includendo:

  • Segreti GitHub Actions e token npm (~/.npmrc)
  • Credenziali cloud AWS (~/.aws/credentials), GCP, Azure
  • Materiale Kubernetes e HashiCorp Vault
  • Chiavi SSH private (~/.ssh/id_rsa, ~/.ssh/id_ed25519)
  • Credenziali Git (~/.git-credentials, ~/.netrc)
  • Token GitHub CLI via gh auth token

I dati sottratti vengono codificati in Base64, cifrati e inviati via HTTPS POST a un endpoint di esfiltrazione. In caso di fallimento, il malware utilizza un meccanismo di fallback basato su commit GitHub, scrivendo file results–.json in un repository controllato dall’attore — una tecnica dead-drop che sfrutta l’infrastruttura legittima di GitHub per eludere il filtraggio del traffico di rete.

Dettagli tecnici distintivi


Tra gli elementi più caratteristici dell’attacco:

  • Anti-analisi per sistemi russi: il malware verifica la locale di sistema e modifica il comportamento su macchine con lingua russa, suggerendo un attore non russo o comunque attento a evitare incidenti diplomatici.
  • Esfiltrazione verso api.anthropic.com: il traffico di esfiltrazione è mascherato come chiamata alle API Anthropic sulla porta 443, rendendo il traffico praticamente indistinguibile da quello legittimo in ambienti che usano LLM.
  • Commit marker univoco: il codice include la stringa IfYouInvalidateThisTokenItWillNukeTheComputerOfTheOwner e il messaggio di commit Miasma: The Spreading Blight, probabilmente un segno di sfida agli analisti.
  • Tentativo di escalation su CI runner: il malware tenta esecuzione privilegiata via sudo su runner CI, espandendo l’accesso sugli ambienti di build.


Indicatori di compromissione (IoC)

# Pacchetti npm compromessi
@redhat-cloud-services/chrome (v2.3.1 e altre versioni)
@redhat-cloud-services/* (oltre 30 pacchetti nel namespace)

# Artefatti su filesystem
/tmp/p*.js                        # payload principale
/tmp/tmp.0987654321.lock          # file di lock del daemon
b.zip, bun, bun.exe               # runtime scaricato

# File di esfiltrazione fallback
results–.json
results/results–.json

# Endpoint di rete
api.anthropic[.]com:443/v1/api    # esfiltrazione mascherata
api.github[.]com/graphql          # fallback dead-drop
github[.]com/oven-sh/bun/releases/download/bun-v1.3.13/  # staging Bun

# Hash SHA-256
88896d478986d453f5da79b311de39d9b4b1bea95c21af1d8ef181b0f4e52fe9
21b6409a7b84446310daca5409ad6112ac60a1e4bef97736e53fff5f63bfdef4

Attribuzione e collegamento a TeamPCP


L’attribuzione rimane incerta. La disponibilità pubblica del tooling Shai-Hulud ha abbassato la soglia d’ingresso per più attori, rendendo difficile l’attribuzione univoca. I ricercatori notano tuttavia sovrapposizioni tattiche con il gruppo TeamPCP, già collegato ad attività su BreachForums, e con la campagna Mini Shai-Hulud documentata separatamente nello stesso periodo. La scelta di Red Hat come target — un vendor open-source con un ecosistema di sviluppatori ampio e credenziali cloud spesso ad alto privilegio — suggerisce un interesse specifico per l’accesso alle pipeline DevOps enterprise.

Cosa devono fare i difensori


Per i team di sicurezza che gestiscono ambienti con dipendenze npm, le azioni prioritarie sono:

  • Audit immediato di tutti i pacchetti @redhat-cloud-services/* installati nell’ultimo mese, verificando gli hash contro le versioni ufficiali ripristinate.
  • Rotazione preventiva di tutte le credenziali accessibili dagli ambienti di build: npm tokens, chiavi SSH, credenziali AWS/GCP/Azure, segreti GitHub Actions.
  • Blocco dei lifecycle hook npm in ambienti CI/CD tramite la configurazione ignore-scripts=true in .npmrc — questa misura da sola avrebbe impedito l’esecuzione automatica del payload.
  • Monitoraggio anomalo del traffico verso api.anthropic.com e api.github.com da processi node/bun inattesi.
  • Revisione degli hook preinstall in tutti i pacchetti npm di terze parti nel registro privato aziendale.

La campagna Miasma rappresenta un salto qualitativo nell’ingegneria degli attacchi supply chain npm: non si limita a iniettare payload semplici, ma costruisce un’intera infrastruttura di persistenza, esfiltrazione ridondante e anti-analisi che rende difficile sia il rilevamento che la remediation completa.


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In Albania, il governo di Edi Rama ha aperto la strada a un maxi resort di lusso legato a Jared Kushner, genero di Trump, tra Sazan, Zvërnec e la Laguna di Narta: aree di enorme valore ambientale, paesaggistico e collettivo.

Il progetto viene raccontato come “sviluppo”, ma troppo spesso questa parola serve a coprire la stessa vecchia logica: privatizzare beni comuni, recintare territori, consegnare pezzi di costa a chi ha capitale e relazioni politiche.

Non è progresso se una spiaggia diventa accessibile solo a chi può pagare. Non è modernizzazione se aree protette vengono distrutte per gli interessi di pochi. Non è Europa se mancano trasparenza, partecipazione e rispetto dello Stato di diritto.

Lo vediamo anche in Italia con le concessioni balneari: per anni il mare, che dovrebbe essere un bene pubblico, è stato trattato come una rendita privata da difendere contro regole, concorrenza e trasparenza.

Per questo Volt è al fianco di chi protesta in Albania. Perché il Mediterraneo non è una vetrina immobiliare per miliardari. È ambiente, accesso pubblico, comunità, futuro.

Occhi puntati sull’Albania.

#Albania #JaredKushner #BeniComuni #SpiaggePubbliche #Ambiente #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Sanders vuole che lo Stato possieda il 50% delle aziende di intelligenza artificiale


Sul New York Times il senatore indipendente del Vermont propone di prelevare quote di OpenAI, Anthropic e xAI per dare a ogni americano una partecipazione diretta nel settore dell'IA.

Il senatore indipendente del Vermont Bernie Sanders ha proposto in un editoriale pubblicato sul New York Times di tassare con un'aliquota una tantum del 50 per cento le maggiori aziende dell'intelligenza artificiale e di usare quel gettito, pagato in azioni, per creare un fondo sovrano statunitense che garantisca a ogni americano una partecipazione diretta nel settore. "L'intelligenza artificiale è costruita su una risorsa pubblica molto più preziosa del petrolio: la conoscenza, la creatività e il lavoro accumulati dell'umanità", ha scritto Sanders.

La legge che Sanders intende presentare nelle prossime settimane si chiama American A.I. Sovereign Wealth Fund Act. La tassa non colpirebbe i profitti di OpenAI, Anthropic, xAI e delle altre grandi società del settore ma verrebbe versata sotto forma di quote azionarie. "Il quesito non è se l'IA cambierà il mondo. Lo farà. Il quesito è: chi possiederà e controllerà quel futuro? Chi ne trarrà beneficio e chi sarà danneggiato?", scrive il senatore.
Il fondo sovrano sull'IA di Sanders — FocusAmerica

Intelligenza artificiale · La proposta di Sanders

Sanders vuole tassare l'IA al 50% e farsi pagare in azioni


Il senatore progressista del Vermont propone un fondo sovrano che renda ogni americano comproprietario delle grandi aziende di intelligenza artificiale. Non con il denaro delle tasse, ma con le loro quote azionarie.

Editoriale di Bernie Sanders · The New York Times American A.I. Sovereign Wealth Fund Act


0%
Una tantum

Non un prelievo sui profitti: l'aliquota sulle maggiori aziende di IA si pagherebbe in azioni.

Lo Stato entrerebbe così nel capitale di OpenAI, Anthropic e xAI, con diritto di voto e un seggio in ogni Consiglio di Amministrazione.

Esplora la proposta
1 Proposta 2 Meccanismo 3 Modelli 4 Posizioni

Il meccanismo in breve

Una tassa che si paga cedendo quote dell'azienda


Sanders presenterà nelle prossime settimane al Senato l'American A.I. Sovereign Wealth Fund Act. L'aliquota una tantum proposta non colpirebbe i profitti: si verserebbe infatti in azioni, che confluirebbero in un fondo pubblico.

50%
Aliquota una tantum sulle maggiori aziende dell'IA

In azioni
Pagata in quote azionarie, non sui ricavi

Voto + seggio
Rappresentanza paritaria nel CdA di ciascuna azienda

3 colossi
OpenAI, Anthropic e xAI tra le società coinvolte

«L'intelligenza artificiale è costruita su una risorsa pubblica molto più preziosa del petrolio: la conoscenza, la creatività e il lavoro accumulati dell'umanità.»

Bernie Sanders

Dalla tassa al cittadino

Come la ricchezza dell'IA arriverebbe agli americani secondo la proposta di Sanders


Quattro passaggi, dalla tassazione versata in azioni fino ai servizi pubblici per tutti.

1
La tassa in azioni
Le grandi aziende di IA versano un'aliquota una tantum del 50% sotto forma di quote azionarie, non di denaro.

2
Il fondo sovrano
Le quote confluiranno in un fondo pubblico, che otterrà diritto di voto e un seggio nei Consigli di Amministrazione.

3
I proventi diretti
I primi proventi del fondo finanzierebbero assegni che verranno versati direttamente agli americani.

4
I servizi per tutti
Con la crescita del fondo in futuro verranno finanziati sanità, istruzione e casa per «ogni uomo, donna e bambino» del Paese.

I precedenti nel resto del mondo

Decine di Paesi già redistribuiscono in questo modo la ricchezza


I fondi sovrani esistenti nascono quasi sempre dal petrolio. La differenza è che quello immaginato da Sanders nascerebbe invece dall'IA.

2.000 mld $

Norvegia
Tra i più grandi al mondo, oggi valutato oltre duemila miliardi di dollari.
Petrolio

50 anni

Alaska
Creato mezzo secolo fa, distribuisce da decenni un dividendo annuo a tutti i residenti.
Petrolio

Ordine
esecutivo

Stati Uniti
Trump ha già firmato l'atto per istituire un fondo sovrano americano.
Da definire

Fondo
sull'IA

La proposta Sanders
Alimentato non dal petrolio, ma dalle azioni delle aziende di intelligenza artificiale.
Azioni IA

Una convergenza inattesa

Non solo Sanders: anche le big tech vogliono un fondo sovrano


L'idea di una partecipazione pubblica alla ricchezza dell'IA è condivisa, in forme diverse, anche da chi quella ricchezza la produce.

BS

Bernie Sanders
Senatore progressista, Vermont

Tassa del 50% versata in azioni e fondo sovrano con diritto di voto e seggi nei CdA. I proventi del fondo finanzieranno prima assegni diretti, poi in futuro sanità, istruzione e case per i cittadini americani.

OA

OpenAI
Sviluppatore di ChatGPT

Ha proposto un «fondo di ricchezza pubblica» che dia a ogni cittadino, anche a chi non investe direttamente nei mercati, una partecipazione alla crescita trainata dall'IA.

AN

Anthropic
Dario Amodei, Amministratore Delegato

Ha caldeggiato la creazione di «fondi sovrani nazionali con quote nell'IA».

EM

Elon Musk
Fondatore di xAI

Indica in un «reddito universale», distribuito tramite assegni federali, il modo migliore per affrontare la disoccupazione che verrà causata dall'IA.

DT

Donald Trump
Presidente degli Stati Uniti

Ha firmato un ordine esecutivo per istituire un fondo sovrano americano, pur con finalità e fonti diverse da quelle proposte da Sanders.

Fonte Editoriale di Bernie Sanders, The New York Times. Elaborazione FocusAmerica.

Per Sanders l'intelligenza artificiale non è stata "creata dal nulla" e si fonda sul lavoro creativo di milioni di persone. "L'IA è costruita sulla nostra intelligenza collettiva: i nostri libri, le nostre canzoni, le opere d'arte, il giornalismo, il codice informatico, la ricerca scientifica, i video, le conversazioni, le immagini e le idee che attraversano generazioni", scrive. Lo stesso amministratore delegato di OpenAI Sam Altman, ricorda il senatore, ha riconosciuto che i modelli di IA sono stati addestrati sulla nostra "esperienza, conoscenza collettiva" e sugli "insegnamenti dell'umanità". Per Sanders "gli oligarchi tecnologici hanno dato in pasto questa conoscenza ai loro modelli di IA senza permesso, senza riconoscimento, senza compenso" e di fatto "hanno rubato" il lavoro di scrittori, artisti, musicisti, giornalisti, insegnanti, scienziati e cittadini comuni.

Il fondo sovrano darebbe al pubblico un ruolo diretto nel determinare il futuro della tecnologia: il governo federale avrebbe "il potere, attraverso le proprie quote di voto e una rappresentanza paritaria nel consiglio di amministrazione di ogni azienda, di bloccare le decisioni che danneggiano i cittadini e di spingere per politiche che li aiutino". Inoltre garantirebbe che le "migliaia di miliardi di dollari potenzialmente generati dall'IA" servano "a migliorare la vita di tutti noi e non semplicemente a rendere ancora più ricche le persone più ricche del mondo".

La stessa idea è stata avanzata anche da alcune delle principali aziende del settore. OpenAI ha proposto un "fondo di ricchezza pubblica che dia a ogni cittadino, compresi quelli che non investono nei mercati finanziari, una partecipazione nella crescita economica trainata dall'IA". Anthropic, guidata da Dario Amodei, ha caldeggiato la creazione di "fondi sovrani nazionali con quote nell'IA". Anche Elon Musk, fondatore di xAI, ha scritto che "un reddito alto universale attraverso assegni emessi dal governo federale è il modo migliore per affrontare la disoccupazione causata dall'IA".

Decine di fondi sovrani sono attivi nel mondo per fare in modo che i cittadini beneficino della ricchezza nazionale. La Norvegia ne ha uno tra i più grandi, finanziato con i proventi del petrolio e oggi valutato oltre 2 mila miliardi di dollari. L'Alaska ha creato cinquant'anni fa un proprio fondo sovrano a partire dalle entrate petrolifere statali, che da decenni distribuisce un dividendo annuo a tutti i residenti. Anche il presidente Donald Trump, ricorda il senatore, ha firmato un ordine esecutivo per istituire un fondo sovrano americano.

Il gettito iniziale del fondo, scrive Sanders, dovrebbe servire a pagare assegni diretti agli americani. Man mano che il fondo crescerà, i proventi dovrebbero garantire "a ogni uomo, donna e bambino del nostro paese un livello di vita decente e dignitoso, compresi sanità, istruzione e casa". Il senatore ammette che dare al governo una partecipazione rilevante in un'azienda è "complicato" e rinvia i dettagli, dalle priorità di spesa ai meccanismi di attuazione, al testo della legge che presenterà nelle prossime settimane.

"Quando una risorsa pubblica genera ricchezza, il pubblico deve avere una parte di quella ricchezza", conclude Sanders. "Il futuro dell'IA e il destino dell'umanità non devono essere decisi a porte chiuse nella Silicon Valley. Non devono essere dettati dai miliardari che cercano di massimizzare il proprio potere e il proprio profitto. Devono essere decisi dai lavoratori, dai genitori, dagli insegnanti, dagli artisti, dagli scienziati, dalle comunità e dal popolo americano".

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)

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Der Bundesrat will die geplante #Vorratsdatenspeicherung und weitere neue Datenspeicherungsvorschriften ganz erheblich ausweiten. Er fordert auch, dass Länderpolizeien und Geheimdienste der Länder mehr Befugnisse zum Datenabruf bekommen netzpolitik.org/2026/massenueb…
in reply to netzpolitik.org

Der BRat-Ausschuss-Empfehlungen entlarven (imo) die eigentliche Zwecke der Gesetzesinitiative:
Vor allem die Union will die anlasslose Massenüberwachung um ihrer selbst halber. Sie SOLL einschüchtern! Vorratsdaten-Abfragen und weitergehende Schnüffel-Anordnungen will man allen Ländern inkl. deren Geheimdiensten "zur Gefahrenabwehr" ermöglichen. Kontrolle davon? Findet sich nicht im Entwurf. ¯\_(ツ)_/¯

#Massenüberwachung #VDS #Vorratsdatenspeicherung #uberwachung #Datenschutz

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Smettete di parlare di #IA a scuola senza guardare ai dati seri.

Ho messo nero su bianco (molto velocemente) cosa dicono davvero gli studi su apprendimento, cheating, carico di lavoro e rischi cognitivi: meno hype, più numeri, più didattica.

Se vi serve una griglia di domande “cattive” per smontare la fuffa nei progetti IA di istituto, il post è per voi.

noblogo.org/brozu/smettete-di-…

@scuola @scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe #scuola

Questa voce è stata modificata (4 mesi fa)
in reply to brozu ▪️

onestamente, non darei la IA agli insegnanti italiani. E' gente che non ha ancora assimilato il registro elettronico e durante la pandemia faticava ad usare strumenti di teledidattica.

Figuriamoci se possono immaginarsi un uso didattico della IA. Poi chiaramente, "uno studio americano dice che".

Ma c'e' sempre uno studio americano che dice qualcosa.

Scuola - Gruppo Forum reshared this.

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It is not (artificial?) intelligence. It is - and used to be - statistics, whose only idea is the social Darwinism principle according to which the success recorded through a metric enforced by someone in power implies also scientific soundness.


Jefferson Pooley @jpooley is dead on: use LLMs just perpetuates and amplifies existing inequities in scholarship:

"The Matthew effect in AI summary"
blogs.lse.ac.uk/impactofsocial…


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Il y a un an, nous organisions avec l'Observatoire des libertés et du numérique un colloque sur les 10 ans de l'état d'urgence. Les vidéos de cette journée sont désormais en ligne et à retrouver sur notre Peertube !

- La matinée consacrée au renseignement : video.lqdn.fr/w/kGqhpEPZVGs1QM…

- L'après-midi sur la répression administrative : video.lqdn.fr/w/f3F1vftnUiz3dV…

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L'Iran ha già riaperto gran parte delle basi missilistiche colpite da Usa e Israele


Un'analisi della CNN basata sulle immagini satellitari mostra che Teheran ha già ripristinato molti accessi ai tunnel sotterranei e dispone ancora di circa mille missili operativi. Trump, intanto, continua a fornire versioni contraddittorie sulla sorte dell'esercito iraniano.

L'Iran ha riaperto 50 dei 69 ingressi dei tunnel colpiti dagli Stati Uniti e da Israele in 18 basi missilistiche sotterranee durante la recente guerra durata circa un mese. Secondo un'analisi della CNN basata sulle immagini satellitari, Teheran conserva inoltre un arsenale di circa mille missili nascosti in profondità e ha già recuperato gran parte delle infrastrutture danneggiate. Uno degli obiettivi centrali del conflitto, distruggere o almeno paralizzare la capacità missilistica iraniana, appare, quindi, ben lontano dall'essere stato raggiunto.

Medio Oriente · Capacità missilistica iraniana

Bastano i bulldozer: l'Iran ha già riaperto i tunnel dove sono nascosti i suoi missili


A guerra finita, Teheran ha rimesso in funzione 50 dei 69 ingressi colpiti alle sue 18 basi missilistiche sotterranee. Uno degli obiettivi principali del conflitto — paralizzare l'arsenale iraniano — resta lontano.

Analisi CNN su immagini satellitari 18 basi sotterranee monitorate


0%
Ingressi riaperti

Dei 69 ingressi distrutti dagli attacchi Usa-Israele, 50 sono già stati riaperti. Per farlo sono bastati normali mezzi da cantiere.

~1.000
Missili ancora nascosti

18
Basi sotterranee colpite

20+
Anni per costruirle

Esplora in dettaglio
1 Ricostruzione 2 Paradosso 3 Parole vs fatti 4 Lo stallo

La velocità del ripristino

Per riaprire i tunnel sono bastate banali ruspe e camion


Le immagini satellitari mostrano un ripristino più rapido del previsto: gli accessi distrutti sono stati riaperti rimuovendo le macerie, riempiendo i crateri e, in due basi, persino riasfaltando le strade bombardate.

4/5
Accessi già riaperti alla base di Dezful
12 maggio

10+
Mezzi da cantiere su un solo ingresso a Khomeyn
15 aprile

2
Basi con le strade bombardate già riasfaltate
Immagini satellitari

Riavviata
La produzione di droni, secondo l'intelligence Usa
Lanciamissili in sostituzione

Secondo un funzionario statunitense citato dalla CNN, gli iraniani hanno superato tutte le previsioni temporali fissate dall'intelligence per la ricostruzione delle proprie Forze Armate. Funzionario statunitense alla CNN

L'asimmetria del conflitto

Armi sofisticate per colpire, mezzi comuni per riparare i danni


Distruggere quelle infrastrutture ha richiesto armamenti avanzati e costosi. Rimetterle in funzione è stato, al contrario, semplice ed economico.

Per colpire i tunnel
Alta tecnologia, alto costo

  • Armi guidate di precisione
  • Ordigni anti-bunker
  • Settimane di attacchi mirati


Per riaprirli
Bassa tecnologia, basso costo

  • Ruspe
  • Pale meccaniche
  • Camion per rimuovere le macerie


100+ m
Alcuni siti si trovano sotto centinaia di metri di roccia: una profondità che li rende molto difficili da distruggere con attacchi convenzionali.

Per provocare questo tipo di danni servono armi molto sofisticate e costose, mentre la ricostruzione è a bassissima tecnologia: bastano i bulldozer. Teheran si preparava a questo tipo di guerra da oltre vent'anni. Timur Kadyshev, Università di Amburgo, alla CNN

Le dichiarazioni alla prova dei fatti

Cosa è stato detto sull'Iran, e cosa mostrano i dati


Per mesi l'Amministrazione Trump ha dichiarato distrutta la capacità militare iraniana. Le immagini satellitari e l'intelligence raccontano tutta un'altra storia.

Pete Hegseth · Segretario alla Difesa
All'Iran restano pochi lanciamissili da dissotterrare e non ha più un'industria militare.

L'intelligence statunitense rileva che la produzione di droni è ripartita e che i lanciamissili sono già in fase di sostituzione.

Donald Trump · marzo, su Truth Social
Tra gli obiettivi: degradare completamente la capacità missilistica iraniana.

50 dei 69 ingressi riaperti e circa 1.000 missili ancora nascosti in profondità e pronti all'uso.

Donald Trump · intervista a Fox News
L'esercito iraniano «lo abbiamo lasciato intatto»… e poco dopo: «L'Iran non ha più un esercito».

Due affermazioni che si contraddicono nella stessa intervista, senza alcun riferimento a corpi esterni come i Guardiani della Rivoluzione.

A oltre tre mesi dall'inizio

Sul terreno e al tavolo negoziale, nessuna svolta


Washington non è riuscita a riaprire con la forza lo Stretto di Hormuz e il negoziato sul nucleare resta bloccato. Trump valuta una proroga della tregua.

Stretto di Hormuz
Transito energetico quasi fermo
Chiuso

Negoziato sul nucleare
Intesa data per definita, ma non firmata
In stallo

Cessate il fuoco
In vigore da oltre sette settimane
Proroga in arrivo

Benzina negli Usa
+1 dollaro al gallone da inizio guerra
In lieve calo

I termini dell'intesa sul tavolo

Richiesta Washington
Riapertura immediata di Hormuz e ripresa dei colloqui sul programma nucleare.

Richiesta Teheran
Alleggerimento delle sanzioni e sblocco dei fondi iraniani congelati in Occidente.

Fonti Elaborazione FocusAmerica su dati CNN (analisi di immagini satellitari), James Martin Center for Nonproliferation Studies e intelligence statunitense · giugno 2026.

Per riaprire le gallerie sono bastati mezzi semplici: ruspe, pale meccaniche e camion usati per rimuovere macerie, riempire crateri e ripristinare le strade. Per settimane gli attacchi americani e israeliani avevano limitato l'accesso ai siti sotterranei, distruggendo gli ingressi e bloccando i percorsi verso le rampe di lancio. Le immagini satellitari ora disponibili mostrano però un veloce ripristino di queste infrastrutture. Alla base missilistica di Dezful, quattro dei cinque accessi risultavano già riaperti il 12 maggio. In un altro sito, vicino a Khomeyn, un'immagine del 15 aprile mostrava almeno dieci mezzi da cantiere impegnati a liberare un solo ingresso. In due basi, l'Iran ha persino riasfaltato le strade bombardate.

I lavori si sono accelerati dopo il cessate il fuoco, entrato in vigore oltre sette settimane fa. Sam Lair, ricercatore del James Martin Center for Nonproliferation Studies, ha spiegato alla CNN che, in caso di ripresa delle ostilità, l'Iran potrebbe "continuare a lanciare missili finché disporrà di lanciarazzi e equipaggiamenti, anche se la produzione si è fermata". La rete di basi sotterranee, costruita da Teheran nell'arco di oltre vent'anni, offre infatti una protezione notevole: alcuni siti si trovano sotto centinaia di metri di roccia, una profondità che rende molto difficile distruggerli con attacchi convenzionali.

Una ricostruzione semplice contro armi costose


Il paradosso, secondo gli esperti, è che colpire quelle infrastrutture ha richiesto armi sofisticate e costose, mentre riparare i danni è stato relativamente semplice. Timur Kadyshev, ricercatore dell'Institute for Peace Research and Security Policy dell'Università di Amburgo, ha spiegato alla CNN che "servono armi molto sofisticate e molto costose per provocare questo tipo di danni, mentre la ricostruzione è a bassissima tecnologia: bastano i bulldozer". Teheran, ha aggiunto, "si preparava a questo tipo di guerra da più di vent'anni".

Anche le valutazioni dell'intelligence americana vanno nella stessa direzione. Secondo i loro rapporti, l'Iran ha già ripreso a ricostruire capacità militari chiave, ha riavviato la produzione di droni e sta sostituendo lanciarazzi e impianti di produzione. "Gli iraniani hanno superato tutte le previsioni temporali fissate dall'intelligence per la ricostruzione delle proprie Forze Armate", ha riferito alla CNN un funzionario statunitense.

Il quadro contraddice in pieno le dichiarazioni fatte per mesi da Trump e dai suoi collaboratori. A marzo, su Truth Social, il presidente aveva indicato tra i cinque "obiettivi" del conflitto quello di "degradare completamente la capacità missilistica iraniana, distruggendo i lanciamissili e tutto ciò che li riguarda". Dopo il cessate il fuoco, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva sostenuto che all'Iran fossero rimasti solo pochi lanciamissili e missili da dissotterrare, "senza alcuna possibilità di sostituirli", concludendo: "Non hanno più un'industria militare".

Le contraddizioni di Trump


A complicare ulteriormente il quadro sono arrivate le parole dello stesso Trump. In un'intervista andata in onda sabato su Fox News, condotta dalla nuora Lara Trump, il presidente ha prima sostenuto che la marina e l'aviazione iraniane erano "completamente sparite", poi però ha cambiato tono sull'esercito: "Il loro esercito lo abbiamo in un certo senso lasciato stare, perché pensiamo che sia in qualche modo moderato. Lo abbiamo lasciato intatto. La gente si sorprenderebbe a sentirlo". Secondo Trump, risparmiare le Forze Armate iraniane servirebbe a evitare il caos visto in Iraq e Siria dopo il crollo delle strutture statali.

Pochi istanti dopo, però, si è contraddetto nella stessa intervista: "L'Iran è in una pessima posizione. Non ha più un esercito, solo belle parole e le fake news della nostra stampa che le ripetono". Alcuni esperti e sostenitori del presidente hanno interpretato l'incongruenza come una gaffe, ipotizzando che Trump intendesse riferirsi ai Guardiani della Rivoluzione, il corpo militare iraniano noto con la sigla IRGC. Ma nelle sue parole non compare alcun riferimento a quel Corpo, come ha osservato su X il deputato democratico della California Ted Lieu.

Hormuz resta chiuso e il negoziato è in stallo


Intanto, a oltre tre mesi dall'inizio del conflitto, gli Stati Uniti restano bloccati anche sul piano diplomatico. Washington non è riuscita a riaprire con la forza lo Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il traffico energetico mondiale, dove il transito resta quasi fermo. Trump sta ora valutando un'offerta dei mediatori per prorogare di altri 60 giorni un cessate il fuoco sempre più fragile.

Un accordo per estendere la tregua era stato dato per definito già giovedì scorso, in attesa solo del via libera del presidente, ma non è ancora stato firmato. Secondo i funzionari statunitensi, l'intesa prevederebbe la riapertura immediata dello Stretto e la ripresa dei colloqui sul programma nucleare iraniano. Teheran chiede in cambio un alleggerimento delle sanzioni e lo sblocco dei fondi congelati nei sistemi finanziari occidentali. Non è chiaro se il ritardo dipenda dalla riluttanza di Trump a irritare gli alleati più falchi, contrari a concessioni verso l'Iran, oppure dal fatto che i negoziatori stiano ancora limando il testo. Il vicepresidente JD Vance aveva detto giovedì ai giornalisti che alcuni punti dell'accordo erano ancora da definire.

Una buona notizia per Trump, però, c'è già: negli Stati Uniti i prezzi della benzina stanno lentamente scendendo, soprattutto grazie all'ottimismo sull'andamento dei negoziati. La media nazionale, tuttavia, era già aumentata di oltre un dollaro al gallone all'inizio della guerra e, secondo gli esperti, una parte di quei rincari potrebbe durare ancora per mesi.

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@Nico_Piro@mastodon.uno Vietato criticare #Israele; vietato criticare la #guerra in generale. Avviene a un giornalista noto, per intimidire gli ignoti: nicopiro.substack.com/p/2-giug…
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OrionBelt©

@Otttoz vero assolutamente! ci vorrebbe anche in un mondo più empatico,che si sfanculassero in massa sti social(...)mente basati su algoritmi di profilazione
a scopo di lucro e per me anche irrispettosi della costruzione del nostro paese che però già da un po e inchinato a 90° nei confronti di.... poi c'è il detto"si dice il peccato e non il peccatore"ma qui non funziona così--->😁😁😆: google , meta,microsoft,amazon,x &co...)
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Gli Stati Uniti valutano di schierare aerei a capacità nucleare nell'est Europa


Secondo il Financial Times, Washington intende discutere il dispiegamento di aerei a doppia capacità (nucleare e convenzionale) in altri Stati europei. L'interesse arriva soprattutto da Polonia e Paesi baltici, in prima linea contro una possibile aggressione russa all'Europa.

Gli Stati Uniti stanno discutendo la possibilità di schierare in nuovi Paesi europei della NATO aerei in grado di trasportare armi nucleari. Lo rivela il Financial Times, che cita tre fonti a conoscenza dei colloqui. Si tratta dei cosiddetti Dual-Capable Aircraft, o DCA, ovvero velivoli a doppia capacità, utilizzabili sia per missioni convenzionali sia per il trasporto di ordigni nucleari. Oggi sono presenti in sei Paesi dell'Alleanza: Belgio, Regno Unito, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia.

In questi territori opera il programma di condivisione nucleare della NATO, il cosiddetto nuclear sharing: Washington vi dispiega aerei e bombe nucleari, mantenendone però la custodia, la protezione e il controllo. L'obiettivo sarebbe rassicurare gli alleati europei del fatto che, anche se gli Stati Uniti riducessero il proprio impegno militare convenzionale, le garanzie nucleari resterebbero intatte. In altre parole, Washington vuole mostrare che il suo ombrello nucleare resta credibile mentre Donald Trump chiede agli europei di sostenere una quota maggiore della difesa convenzionale.

Il Sottosegretario alla Difesa con delega alle politiche, Elbridge Colby, aveva già dichiarato pubblicamente in passato che gli Stati Uniti continueranno a mettere il proprio arsenale nucleare al servizio della difesa degli alleati della NATO, anche mentre i Paesi europei assumeranno sempre di più un ruolo più centrale nelle forze convenzionali.

La pressione sul fianco orientale della NATO


A spingere per un'estensione del dispositivo di protezione nucleare è soprattutto il fianco orientale dell'Alleanza Atlantica. Secondo le fonti citate dal Financial Times, l'interesse arriva in particolare dalla Polonia e da alcuni Paesi baltici, cioè dagli alleati più esposti ad una eventuale aggressione militare russa contro l'Europa.

A rafforzare queste richieste sono stati l'invasione russa dell'Ucraina e le ripetute dichiarazioni di Vladimir Putin sul potenziale nucleare di Mosca. La Polonia ha più volte in passato detta di essere pronta a ospitare armi nucleari americane sotto l'egida della NATO. L'ex presidente Andrzej Duda aveva già chiesto a Washington di schierare i DCA sul territorio polacco. Nel 2026 Varsavia ha inoltre aderito per la prima volta a un'iniziativa francese che studia la possibilità di trasferire temporaneamente in Paesi alleati alcuni elementi della deterrenza nucleare di Parigi.

Un'eventuale espansione dell'ombrello nucleare statunitense verso questi Paesi toccherebbe però un punto estremamente sensibile per Mosca. L'Atto Fondativo sulle relazioni tra Russia e NATO, firmato nel lontano 1997, stabilisce infatti che l'Alleanza Atlantica non ha "intenzioni, piani o motivi" per dispiegare armi nucleari sul territorio dei nuovi Paesi membri. La Polonia rientra proprio in questa categoria, essendo entrata nella NATO nel 1999, dopo il crollo dell'Unione Sovietica e del Patto di Varsavia.

Per ora le discussioni restano comunque confinate ai canali interni dell'Alleanza e un accordo potrebbe non arrivare a breve. La Casa Bianca, il Pentagono e la NATO non hanno voluto commentare le indiscrezioni. L'ipotesi arriva in una fase già delicata del controllo degli armamenti: tra il 4 e il 5 febbraio 2026 è scaduto il New START, l'ultimo trattato bilaterale che imponeva un tetto agli arsenali nucleari strategici di Stati Uniti e Russia. Al momento non è in vista un rinnovo, né un nuovo accordo di controllo delle armi tra le due principali potenze nucleari.

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Attackers Exploit Docker and Kubernetes Misconfigurations to Escape Containers and Seize Host Control
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Critical Supply Chain Attack: 31 Red Hat Cloud Services npm Packages Backdoored to Steal Cloud and Dev Credentials
#CyberSecurity
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SmartApeSG Campaign Exploits ClickFix Fake Verification Pages to Deliver NetSupport RAT
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OverlayPhantom Android Banking Trojan Targets 180+ Apps Across 10 Countries
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Oggi la Repubblica compie 80 anni.
80 anni di donne, diritti e libertà.
Viva l’Italia, viva la Repubblica.

Buona Festa della Repubblica a tutte e a tutti.

Video di Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa.

#FestaDellaRepubblica #2Giugno #RepubblicaItaliana #Democrazia #DirittiDelleDonne #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Building Sustainable Products Without Building a Surveillance Infrastructure


@politics
europeanpirates.eu/building-su…

The European Pirate Party has submitted its response to the European Commission’s consultation on the Digital Product Passport Registry. What is the

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Trump sospende il fondo da 1,8 miliardi per i suoi alleati dopo la rivolta dei repubblicani


L'amministrazione congela il fondo da 1,8 miliardi dopo l'opposizione del Congresso e due decisioni dei tribunali. I senatori repubblicani chiedono garanzie pubbliche sulla cancellazione.

L'amministrazione Trump ha sospeso il fondo da 1,8 miliardi di dollari destinato a risarcire le presunte vittime della "weaponization" del governo, dopo la dura opposizione dei senatori repubblicani e due decisioni di tribunali federali che ne hanno bloccato l'avvio. Tre fonti vicine al dossier hanno riferito a Reuters che la decisione è stata presa lunedì, anche se il presidente non l'ha ancora annunciata pubblicamente.

Il fondo nasce dall'accordo che ha chiuso la causa da 10 miliardi di dollari intentata dal presidente contro l'Internal Revenue Service per la diffusione, nel 2019, dei suoi dati fiscali al New York Times. In cambio della rinuncia alla causa, il dipartimento di Giustizia ha istituito un fondo di 1,776 miliardi per indennizzare chi avesse dichiarato di essere stato bersaglio di indagini o azioni legali "politicamente motivate". Una commissione apposita avrebbe dovuto esaminare le richieste fino al 2028. Trump e i suoi alleati sostengono da tempo che le forze dell'ordine, durante l'amministrazione Biden, abbiano colpito ingiustamente i conservatori.

A scatenare la rivolta è stata la possibilità che del fondo potessero beneficiare anche alcuni dei rivoltosi che il 6 gennaio 2021 assaltarono il Campidoglio per impedire la certificazione della sconfitta elettorale del presidente. Diversi senatori repubblicani hanno parlato apertamente di "slush fund", un fondo opaco a vantaggio degli alleati politici. Per ottenere la sospensione del meccanismo, hanno bloccato un pacchetto da 72 miliardi di dollari destinato a finanziare ICE e Border Patrol, una priorità della Casa Bianca sull'immigrazione.

"L'unica cosa che può risolvere questo problema, ottenere i fondi per l'immigrazione e far rispettare la legge è che il presidente cancelli il fondo sulla weaponization", ha detto ai giornalisti Chuck Grassley, presidente della commissione Giustizia, chiedendo una dichiarazione pubblica sull'eliminazione del meccanismo. Il senatore della Louisiana John Kennedy ha paragonato il pacchetto sull'immigrazione bloccato a "un braccio rotto con l'osso che fuoriesce".

Il leader della maggioranza al Senato John Thune ha confermato di aver parlato con la Casa Bianca durante il fine settimana e ha detto che la soluzione migliore sarebbe "che l'amministrazione decidesse di chiuderlo da sola". Thune ha anche aggiunto che i 70 miliardi per l'immigrazione passerebbero più facilmente se dal pacchetto fosse tolto il finanziamento richiesto da Trump per costruire una sala da ballo alla Casa Bianca. L'ex vicepresidente Mike Pence domenica ha definito la proposta "profondamente offensiva", aggiungendosi alla schiera di repubblicani di alto profilo contrari al fondo. Lunedì lo speaker della Camera Mike Johnson ha tenuto un lungo incontro alla Casa Bianca proprio sulla questione.

I parlamentari repubblicani hanno presentato "un ultimatum" durante le trattative con la Casa Bianca, ha riferito una fonte interna. Trump, secondo la stessa fonte, "non è entusiasta" ma capisce che questa è l'unica strada percorribile "per ora", precisando che nulla è definitivo finché non sarà il presidente in persona ad annunciarlo. Due fonti hanno cercato di prendere le distanze dalla Casa Bianca, sostenendo che il fondo sarebbe stato un'idea del dipartimento di Giustizia e in particolare del procuratore generale facente funzioni Todd Blanche. Un funzionario del dipartimento ha precisato che Blanche non era nelle trattative per l'accordo, ma il suo vicedirettore Trent McCotter e gli avvocati dell'Office of Legal Counsel sì.

Todd Blanche guida il dipartimento ad interim dall'aprile scorso e cerca la nomina definitiva: la vicenda del fondo è il principale ostacolo sulla sua strada. Dal suo insediamento ha lavorato rapidamente per perseguire i nemici percepiti dal presidente. Il dipartimento ha ottenuto incriminazioni penali contro l'ex direttore dell'FBI James Comey, ha intensificato le indagini sull'ex direttore della CIA John Brennan e ha rimosso dal proprio sito i comunicati stampa sui procedimenti contro chi assaltò il Campidoglio. In un teso incontro tra senatori repubblicani e Blanche dopo l'annuncio del fondo, i parlamentari avevano alzato la voce sull'opportunità politica del meccanismo. "Non è tornato con nessuna risposta", ha riferito una fonte della Casa Bianca.

Venerdì due giudici federali hanno bloccato temporaneamente il fondo. La giudice distrettuale Leonie Brinkema, nominata dall'ex presidente Bill Clinton, ha emesso un'ordinanza di sospensione ad Alexandria, in Virginia, ritenendola necessaria per garantire che nessun fondo pubblico venga "irreversibilmente erogato". Un'udienza è fissata per il 12 giugno. Una seconda giudice, Kathleen Williams, che in Florida segue la causa originaria di Trump contro l'IRS, ha ordinato ai suoi avvocati di rispondere entro la stessa data alle "gravi accuse" sollevate dai critici, secondo i quali la causa sarebbe stata abbandonata per evitare lo scrutinio di un accordo illegittimo.

Le cause contro il fondo sono almeno quattro. Quella che ha portato all'ingiunzione in Virginia è stata depositata dalle organizzazioni legali Democracy Forward e Common Cause per conto di due attori inconsueti: un ex procuratore federale che aveva seguito i casi del 6 gennaio, licenziato dal dipartimento di Giustizia, e un professore universitario californiano già assolto dall'accusa di aver aggredito agenti federali. I querelanti sostengono che l'amministrazione abbia orchestrato un "accordo collusivo" per aggirare la Appropriations Clause della Costituzione, costruendo un sistema di distribuzione finanziaria senza il consenso del Congresso.

Il dipartimento di Giustizia ha dichiarato di essere in "forte disaccordo" con la decisione, ma ha precisato che rispetterà l'ordine del tribunale. Skye Perryman, presidente di Democracy Forward, ha detto che la fine dell'accordo "sarebbe una grande vittoria per gli americani", aggiungendo però che l'associazione non intende ritirare immediatamente la causa: "Finché l'amministrazione non abbandonerà del tutto lo schema, e finché non sarà fuori discussione che non si ripeterà, continueremo a contestarlo in tribunale".

Democratici e alcuni repubblicani vogliono garanzie che il meccanismo non torni sotto altre forme. Il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer ha annunciato su X una proposta di legge per vietare il fondo e impedire a qualsiasi presidente di replicarlo in futuro. L'accordo originale tra Trump e l'IRS conteneva inoltre una clausola che vieta all'agenzia di aprire verifiche fiscali sui redditi del presidente, dei suoi familiari e delle sue società dichiarati prima del 18 maggio. Non è chiaro se la sospensione del fondo avrà conseguenze su questa parte dell'intesa.

La rivolta repubblicana è considerata una rara prova di indipendenza dei parlamentari del partito, soprattutto dopo l'endorsement del presidente per il procuratore generale del Texas Ken Paxton contro il senatore in carica John Cornyn, in vista di una elezione di midterm cruciale. Il dietrofront sul fondo si somma ad altri rovesci recenti, dalla sconfitta in tribunale sui piani per riorganizzare il John F. Kennedy Center for the Performing Arts alle difficoltà nel chiudere la guerra in Iran.

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Building Sustainable Products Without Building a Surveillance Infrastructure


The European Pirate Party has submitted its response to the European Commission’s consultation on the Digital Product Passport Registry.

What is the Digital Product Passport Registry?


The EU Digital Product Passport is a central European database that acts as a secure hub and verification portal for product compliance data.

Rather than storing complete lifecycle data directly, the Registry acts as a decentralized index. It holds unique product identifiers linked to corresponding “digital twins” hosted by decentralized corporate servers or service providers. This setup allows EU customs authorities, market regulators, and consumers to immediately scan a physical data carrier (like a QR code or NFC chip) to query the central Registry and dynamically retrieve authenticated, up-to-date compliance and sustainability metrics.

Key Rollout Timeline


  • July 19, 2026: The EU Digital Product Passport (DPP) rollout begins with the launch of the infrastructure. The central DPP Registry will serve as a prerequisite for compliance, with a focus on complex assets and industrial equipment.
  • February 18, 2027: Mandatory digital passports roll out for large EV and industrial batteries.
  • Late 2027 and Beyond: Other high-impact sectors, such as textiles, toys, construction materials, and electronics, will come under the mandate’s purview.

As a digital tool, the DPP registry will contain a product’s information throughout its lifecycle to enable and enhance its traceability and transparency of sustainability performance. The core idea is to ensure regulatory compliance. Providing impetus to the EU’s innovation drive while furnishing consumers with the requisite product knowledge to support sustainable choices are among the other motives behind the EU’s implementation of the Digital Product Passport Registry.

European Pirates support these goals and recognize the system’s potential to strengthen the circular economy.

However, the proposed Registry goes far beyond a simple product database. It introduces a centralized system for identity verification, logging, access management, and data governance that will affect businesses, public authorities, and potentially millions of users across Europe.

The European Pirates have submitted it’s response to the European Commission’s consultation call on the Digital Product Passport (DPP) Registry. Our response to the European Commission is based on our firm belief that Europe should not have to choose between environmental goals and basic freedoms.

In our submission, we highlight several concerns:

  • Long-Term Logging and Monitoring Risks

The Registry would keep detailed logs of user activity for years. Without clear rules for protection, access, and deletion, these logs could become a means of monitoring behavior rather than ensuring accountability.

  • Market Access Linked to Digital Identity Infrastructure

Joining the Registry primarily relies on eIDAS-based verification, which could make it harder for small businesses and non-EU participants to participate. Digital identity systems could end up acting as gatekeepers and creating barriers to free-market access.

  • Lack of Transparency and Public Oversight

Even though the Registry is publicly funded, it gives the public few chances to review or question it. Citizens, researchers, and civil society groups should be able to access basic information and take part in decisions about how the system develops.

  • Open Infrastructure and Accountability

The draft does not require open-source software, independent security audits, or transparent governance of the Registry’s semantic repository. Public digital infrastructure should remain auditable, interoperable, and free from unnecessary proprietary dependencies.

Our Recommendations


Supported by extensive research, keen observation, and technical analysis, European Pirates call on the Commission to strengthen data protection safeguards, limit unnecessary retention of personal data, introduce stronger procedural protections for affected operators, ensure meaningful transparency, and require open, independently auditable digital infrastructure.

The Digital Product Passport can help build a more sustainable economy. But sustainability and digital rights must go hand in hand, not at the expense of one another.

Click here to read and download our full consultation submission:

PPEU_DPP_Registry_Consultation_Response_May2026Download


europeanpirates.eu/building-su…

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Der Meta-Konzern hat mit seinem KI-Support eine deftige Sicherheitslücke aufgemacht. So konnten Angreifer fremde Instagram-Accounts übernehmen, ohne Zugriff auf die originale Mailadresse des Accounts zu haben.

netzpolitik.org/2026/peinliche…

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I comunisti italiani, la Costituente e la Costituzione home.rifondazione.eu/2026/06/0… #Approfondimenti

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Lo scandalo dei messaggi sessuali travolge il candidato democratico in Maine


Graham Platner, candidato progressista sostenuto da Sanders, ammette di aver mandato messaggi sessuali ad altre donne. La corsa per togliere il seggio a Susan Collins ora è in bilico.

Il Maine è diventato il centro della scena politica americana per uno scandalo che rischia di compromettere le possibilità dei democratici di riconquistare la maggioranza al Senato alle elezioni di metà mandato di novembre. Il candidato democratico Graham Platner ha ammesso di aver scambiato messaggi a sfondo sessuale con diverse donne dopo essersi sposato nel 2023, in una vicenda rivelata sabato 30 maggio dal Wall Street Journal e dal New York Times.

Platner è un personaggio insolito per la politica americana. Ha 41 anni, fa l'ostricoltore in una piccola comunità costiera del Maine ed è un ex marine con quattro turni di servizio in zona di combattimento tra Iraq e Afghanistan. Prima di candidarsi non aveva ricoperto incarichi politici significativi: il suo unico ruolo pubblico è stato quello di responsabile del porto di Sullivan, un paese di circa 1.300 abitanti. Ha lanciato la sua campagna ad agosto del 2025 con un video diventato virale, presentandosi come candidato anti-establishment a favore della sanità universale, dell'aumento del salario minimo e dei sindacati. Si è guadagnato il sostegno di senatori progressisti come Bernie Sanders ed Elizabeth Warren ed è stato accompagnato dallo stesso stratega politico che aveva lavorato con il senatore John Fetterman e con il futuro sindaco di New York Zohran Mamdani.

La sua corsa in Maine è cruciale per i democratici. Il partito deve mantenere tutti i seggi che già controlla e conquistarne almeno quattro tra quelli in mano ai repubblicani per ottenere la maggioranza al Senato. Il Maine è l'unico stato vinto da Kamala Harris nel 2024 chiaramente in bilico. La senatrice uscente è Susan Collins, repubblicana moderata in carica da cinque mandati che ha dimostrato negli anni di saper attrarre anche elettori democratici.

Lo scandalo è esploso quando una ex collaboratrice della campagna, Genevieve McDonald, già direttrice della parte politica della campagna di Platner fino a ottobre 2025, ha detto al New York Times che la moglie del candidato, Amy Gertner, le aveva confidato l'esistenza di messaggi espliciti scambiati dal marito con altre donne. Secondo McDonald i messaggi sarebbero stati indirizzati a una decina di donne; un'altra fonte interna alla campagna parla di sei donne. Gertner aveva chiesto ai collaboratori di verificare se la cosa potesse diventare un problema elettorale, durante il lavoro di ricerca delle vulnerabilità del candidato. La campagna di Platner ha confermato a Politico che gli scambi sono avvenuti, contestando solo il numero esatto delle donne coinvolte.

Platner ha definito gli articoli "una pratica giornalistica deplorevole" e ha accusato i media di concentrarsi sui pettegolezzi invece che sui temi reali, come la chiusura degli asili, gli stipendi bassi di insegnanti e infermieri e il fatto che le persone lavorino più a lungo guadagnando meno. In una dichiarazione ha riconosciuto di aver causato sofferenza alla moglie: "Amy e io abbiamo affrontato qualcosa di duro, per colpa mia. Abbiamo fatto il lavoro necessario, e le sono grato ogni ora di ogni giorno". Gertner ha pubblicato un video sui social in cui difende il marito, racconta che la coppia è andata in terapia e accusa l'ex amica McDonald di aver tradito la sua fiducia diffondendo "pettegolezzi maliziosi".

Non è il primo scandalo che colpisce Platner. A ottobre 2025 erano emersi vecchi post su Reddit poi cancellati, in cui aveva fatto commenti razzisti, omofobi e contro le donne, aveva giustificato la violenza per ottenere cambiamenti sociali e si era definito "comunista". Si era poi scoperto che aveva un tatuaggio sul petto, fatto in stato di ubriachezza in Croazia nel 2007, che ricordava il Totenkopf, il teschio simbolo delle SS naziste. Platner ha sostenuto di non conoscerne il significato e ha fatto coprire il tatuaggio a ottobre. Ha attribuito i post su Reddit al periodo in cui soffriva di disturbo da stress post-traumatico dopo le sue missioni militari, sostenendo di essere cambiato. In quei mesi alcuni collaboratori si erano dimessi e la dirigenza del partito democratico, compreso il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer, era andata a cercare la governatrice del Maine Janet Mills per convincerla a sfidarlo nelle primarie.

Tra i democratici le reazioni al nuovo scandalo sono divise. Sanders, primo sostenitore di Platner, ha invitato il paese a concentrarsi "sui problemi delle famiglie lavoratrici" più che sul matrimonio del candidato, sostenendo che la moglie sta lavorando per salvare il rapporto. Il senatore del Connecticut Chris Murphy lo ha difeso su CBS ricordando i suoi anni in guerra. Il deputato della California Ro Khanna ha confermato che parteciperà a un evento di campagna con Platner la settimana prossima. Più cauti il senatore del New Jersey Cory Booker, che ad ABC ha detto di avere "preoccupazioni" sull'effetto della vicenda sulle midterm, e il senatore della California Adam Schiff, che ha preferito aspettare ulteriori informazioni prima di esprimersi.

I sondaggi pubblicati prima dello scandalo davano Platner in vantaggio su Collins di sette-nove punti. I mercati di previsione, dove gli utenti scommettono sull'esito delle elezioni e sono considerati un indicatore in tempo reale delle aspettative, hanno reagito con cautela. Su Kalshi la probabilità che Platner vinca la nomination democratica è scesa dal 97,8% al 95,4% nell'arco di un fine settimana, mentre su Polymarket è passata dal 69% al 64%. Più significativo lo spostamento sulla possibilità che i democratici conquistino il seggio: dal 63,2% al 59,9% su Kalshi. Gli scommettitori restano dunque convinti che Platner vincerà le primarie del 9 giugno, ma sono meno sicuri che possa battere Collins a novembre.
Il caso Platner — FocusAmerica

Senato 2026 · Il caso Platner

Maine, lo scandalo che pesa su una corsa decisiva per il Senato


Graham Platner — ostricoltore ed ex marine — è avanti fino a nove punti contro Susan Collins nei sondaggi. Ma una settimana dalle primarie, la rivelazione di messaggi a sfondo sessuale ha reso più cauti i democratici sulle sue prospettive: non sulle primarie del 9 giugno, ma sulla sfida di novembre.

FocusAmerica · Sondaggi UNH e Pan Atlantic · Mercati Kalshi e Polymarket, dati al 1° giugno 2026

Sondaggi pre-scandalo
+9

vs

Mercati, dopo lo scandalo
59,9%

Vantaggio di Platner su Collins (UNH, 21-25 maggio)

Probabilità che i democratici conquistino il seggio (Kalshi)

I mercati restano quasi certi della vittoria alle primarie — 95,4% — ma più cauti sullo scontro di novembre contro la Collins.

Esplora i dettagli
1I mercati 2Il candidato 3La posta 4Cronologia

Come hanno reagito i mercati di scommesse

Lo scandalo sposta poco le previsioni sulle primarie, di più quelle sulla sfida di novembre


Dal 30 maggio al 1° giugno le probabilità implicite nei mercati di previsione si sono mosse, ma senza un crollo. Scala da 0 a 100%.

Platner vince le primarieKalshi · nomination del 9 giugno
−2,4pt

97,8% → 95,4% Quasi certa

Platner vince le primariePolymarket · stesso esito, mercato diverso
−5,0pt

69% → 64% Favorito

I democratici conquistano il seggioKalshi · sfida contro Collins a novembre
−3,3pt

63,2% → 59,9% In bilico

025%50%75%100%

30 maggio · giorno della rivelazione
1° giugno · dopo il fine settimana

La lettura

Gli scommettitori restano convinti che Platner vincerà le primarie di settimana prossima. Il dubbio principale riguarda novembre: lo scandalo ha intaccato la fiducia sulla vittoria contro Collins, ma non ha ribaltato le previsioni. I democratici, scrivono gli analisti, restano favoriti — solo che la via per la vittoria è un po' più stretta.

Chi è Graham Platner

Un ostricoltore ed ex marine che non ha mai avuto precedenti incarichi politici


Si è candidato ad agosto 2025 come outsider progressista, dichiarandosi a favore della sanità universale, di un salario minimo più alto e pro sindacati. In nove giorni ha raccolto un milione di dollari di donazioni.

41
Anni

4
Turni di combattimento in Iraq e Afghanistan

1 mln $
Raccolti nei primi nove giorni di campagna

33 $
Donazione media; 98% sotto i 100 dollari

1.300
Abitanti di Sullivan, dove era responsabile del porto

+66
Punti di vantaggio nelle primarie democratiche

Endorsement Ha ottenuto il sostegno di senatori progressisti come Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, e dallo stratega delle campagne elettorali vincenti di Fetterman e Mamdani.

Le primarie del 9 giugno — sondaggio UNH (21-25 maggio)

Graham Platner

76%

Janet Mills (ritirata)

10%

Altri e indecisi

14%

Perché il Maine conta così tanto

Uno delle poche strade credibili dei democratici per ottenere la maggioranza al Senato


Il Maine è l'unico Stato vinto da Kamala Harris nel 2024 davvero in bilico. Per ribaltare la maggioranza al Senato, i democratici devono strappare quattro seggi ai repubblicani senza perderne nessuno.

+7
Punti: margine di Harris in Maine nel 2024

4
Seggi da strappare ai repubblicani per la maggioranza

53-47
La attuale maggioranza repubblicana al Senato

5
I mandati di Collins, senatrice del Maine dal 1997

125 mln $
Spazi pubblicitari già prenotati, superando il precedente record del 2020

9 giu
Data delle primarie; il 3 novembre le elezioni generali

Il nodo

Il calendario lascia poco tempo per riposizionarsi. Ogni giornata spesa a discutere della vita privata di Platner è una giornata in cui i democratici non attaccano Susan Collins.

Dieci mesi di campagna elettorale

Tocca un evento per i dettagli

Agosto 2025
Platner lancia la sua candidatura

Un video diventato virale lo presenta come candidato anti-establishment. In nove giorni raccoglie un milione di dollari, con una donazione media di 33 dollari.

Ottobre 2025
Appaiono vecchi post su Reddit e il tatuaggio

Emergono commenti offensivi poi cancellati e un tatuaggio che ricorda un simbolo delle SS, fatto in Croazia nel 2007. Platner chiede scusa e lo fa coprire; alcuni suoi collaboratori si dimettono.

30 aprile 2026
Mills sospende la sua candidatura

La governatrice del Maine, sostenuta dalla leadership del partito, si ferma dopo essere stata distanziata di oltre 20 punti nei sondaggi. Platner diventa il candidato democratico al Senato in Maine di fatto.

21-25 maggio
L'ultimo sondaggio: Platner +9 su Collins

Il Pine Tree State Poll della University of New Hampshire dà Platner al 51% e Collins al 42%. È l'ultima rilevazione prima del nuovo scandalo.

30 maggio
WSJ e NYT rivelano i messaggi sessualmente espliciti

Platner avrebbe scambiato messaggi a sfondo sessuale con diverse donne dopo il suo matrimonio del 2023. La campagna elettorale di Platner conferma l'esistenza dei messaggi a Politico, contestando però il numero esatto delle donne coinvolte.

1° giugno
I mercati delle scommesse si muovono, le reazioni si dividono

Nei mercati delle scommesse calano le probabilità di vittoria di Platner alle elezioni di novembre, ma Platner resta nettamente favorito per la vittoria alle primarie. Tra i democratici, Sanders e Murphy lo difendono; Booker invece esprime "preoccupazioni".

9 giugno
Primarie democratiche

Sette giorni dopo l'esplosione dello scandalo. Il voto anticipato è già in corso e il nome di Mills resta formalmente sulla scheda nonostante il suo ritiro.

3 novembre
Le elezioni generali contro Collins

Lo scontro che può decidere il controllo del Senato. Collins corre per il sesto mandato dopo quasi trent'anni in carica come senatrice.

Fonti Wall Street Journal, New York Times, Politico, University of New Hampshire Survey Center, Pan Atlantic Research, Kalshi, Polymarket · Elaborazione FocusAmerica · 2 giugno 2026

Lo scandalo ha rilanciato sulla scena Mills, 78 anni, che aveva sospeso la sua campagna per le primarie alla fine di aprile dopo essere stata distanziata di oltre venti punti nei sondaggi. Mills era stata sostenuta dalla leadership del partito ma era stata costretta a ritirarsi di fronte alla raccolta fondi e all'entusiasmo generato dal rivale progressista. Lunedì la governatrice ha rilasciato un'intervista al Portland Press Herald, il principale quotidiano del Maine, in cui ha precisato di non essersi mai ritirata formalmente: "La gente ha l'impressione che mi sia ritirata o tirata indietro, ma ho semplicemente sospeso la campagna attiva. Sono ancora sulla scheda". Il suo nome resta tra le opzioni di voto perché non ha presentato la documentazione per annullare le preferenze. Mills non ha mai sostenuto pubblicamente Platner dopo il proprio passo indietro.

Il calendario lascia poco tempo per riposizionarsi. Le primarie democratiche del Maine si tengono il 9 giugno, sette giorni dopo l'esplosione dello scandalo. Le elezioni generali sono fissate per novembre. Per i democratici la partita in Maine è uno dei pochi sentieri credibili verso il controllo del Senato e ogni giornata persa a discutere della vita privata di Platner è una giornata in cui non si attacca Collins.

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Ottant’anni dopo il 2 giugno 1946, la Festa della Repubblica non si riduce ad una celebrazione formale per noi.
Quel voto, il primo a suffragio universale nella storia italiana, aprì la strada alla Costituzione e a un’idea precisa di democrazia: libertà, uguaglianza, partecipazione, giustizia sociale.
Oggi quella promessa va difesa dove viene messa alla prova: nei diritti negati, nelle disuguaglianze che crescono, nella crisi climatica, nella sicurezza comune, nella fragilità delle democrazie europee.
Per Volt, essere fedeli alla Repubblica significa guardare oltre lo Stato-nazione.
Non per cancellare la storia italiana, ma per darle futuro: costruendo un’Unione Europea più democratica, più sociale, più solidale e finalmente federale.
Dalla Repubblica italiana ad una Repubblica federale europea: libera, antifascista, capace di proteggere le persone e di agire nel mondo.
Buona Festa della Repubblica! 🇮🇹💜🇪🇺

#FestadellaRepubblica #2Giugno #RepubblicaItaliana #Costituzione #RepubblicaEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Scoop: In mindestens zwei Bundesländern hat sich die Polizei Daten von Databrokern beschafft, wie unsere Recherchen mit @br_data erstmals zeigen. Mit solchen Daten könnten sich Handys metergenau orten lassen.

Damit beteiligen sich deutsche Behörden im Namen der Sicherheit an einem Geschäft, das selbst Europas Sicherheit bedroht. Fachleute halten das für illegal, eine Datenschutzbehörde hat sich bereits eingeschaltet.

#DatabrokerFiles

mit @roofjoke

netzpolitik.org/2026/daten-sch…

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Le primarie di oggi mettono in palio il futuro del Congresso


Sei Stati al voto in una giornata cruciale per le elezioni di metà mandato del 2026, dal sistema unico della California alle soglie del 35% di Iowa e South Dakota.

Sei Stati al voto oggi, 2 giugno, in quella che è la giornata più affollata della stagione delle primarie americane del 2026. Si scelgono i candidati per quattro governatorati, un seggio chiave al Senato e per decine di seggi alla Camera dei rappresentanti che decideranno il controllo del Congresso a novembre. Votano California, Iowa, Montana, New Jersey, New Mexico e South Dakota. Le urne chiudono alle 20 sulla costa orientale, le 2 di notte in Italia, in New Jersey e nella parte centrale del South Dakota, e fino alle 23 in California, le 5 del mattino di mercoledì in Italia.

La gara più seguita è quella per il governatorato della California, dove il democratico Gavin Newsom non può ricandidarsi per un terzo mandato. Per capire cosa succederà serve spiegare il sistema elettorale californiano, che è diverso da quello di quasi tutti gli altri Stati. La California usa il cosiddetto "top-two primary": tutti i candidati, di qualunque partito, corrono insieme su un'unica scheda e tutti gli elettori possono votare senza dover essere iscritti a un partito. I due più votati, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, passano al ballottaggio del 3 novembre. Non si può vincere direttamente a giugno, nemmeno prendendo la maggioranza assoluta e in California non sono ammessi voti scritti a mano sulla scheda generale.

Questo sistema può produrre risultati paradossali. Per mesi i democratici hanno temuto il cosiddetto "lockout": con tanti candidati democratici sulla scheda, il voto progressista rischiava di frammentarsi al punto da consegnare entrambi i posti del ballottaggio ai due principali repubblicani, garantendo così la vittoria di un governatore conservatore in uno degli Stati più democratici del Paese. La situazione è cambiata in aprile, quando il presidente Donald Trump ha sostenuto pubblicamente l'ex conduttore di Fox News Steve Hilton, consolidando l'elettorato repubblicano e mettendo in difficoltà l'altro principale candidato del partito, lo sceriffo della contea di Riverside Chad Bianco. Poco dopo il deputato democratico Eric Swalwell, che era uno dei favoriti, ha lasciato la corsa dopo una serie di accuse di molestie sessuali e si è dimesso dal Congresso.

Nel vuoto lasciato da Swalwell, i due principali contendenti democratici sono ora Xavier Becerra, ex procuratore generale della California, e Tom Steyer, miliardario e candidato presidenziale democratico del 2020. Secondo la media dei sondaggi di Decision Desk HQ, Hilton e Becerra sono testa a testa intorno al 23-24 per cento, Steyer è terzo al 19 per cento e Bianco quarto all'11 per cento. Steyer ha speso o prenotato pubblicità per 201 milioni di dollari, quasi tutti di tasca propria, e si presenta come un "traditore di classe" di sinistra, ma il denaro non gli ha garantito l'accesso al ballottaggio. Becerra, se eletto, sarebbe il primo governatore latino della California dell'era moderna: l'unico precedente è Romualdo Pacheco, che resse l'incarico per dieci mesi nel 1875 senza però essere mai stato eletto direttamente.

C'è un altro elemento da tenere a mente leggendo i risultati nei prossimi giorni. La California vota in larga parte per posta e i voti vengono certificati ufficialmente solo un mese dopo il voto. I dati sulle schede già restituite mostrano che molti democratici hanno aspettato l'ultimo momento per votare, quindi i conteggi delle prossime ore mostreranno un "miraggio rosso": i primi voti scrutinati saranno sproporzionatamente repubblicani, mentre Becerra e Steyer guadagneranno terreno man mano che il conteggio prosegue. Mercoledì mattina, in molti casi, non sapremo ancora chi ha conquistato il secondo posto.

Sempre in California, Los Angeles elegge il sindaco. La sindaca uscente Karen Bass, democratica, è impopolare dopo la gestione degli incendi del gennaio 2025, ma resta favorita per il ballottaggio. Secondo la media dei sondaggi è al 26 per cento, seguita dal repubblicano Spencer Pratt, ex personaggio di un reality, al 18 per cento, e dalla consigliera comunale democratica Nithya Raman al 16 per cento. La candidatura di Pratt è nata proprio dagli incendi, che avevano distrutto la sua casa, ed è stata spinta da una serie di spot virali generati con l'intelligenza artificiale. Paradossalmente, gli alleati di Bass stanno spendendo per attaccare Pratt come "troppo conservatore": l'obiettivo reale è consolidare il voto repubblicano su di lui per escludere Raman dal ballottaggio, perché nella Los Angeles democratica un repubblicano non ha alcuna possibilità a novembre.

La California vota anche in alcuni seggi cruciali per il controllo della Camera, sulla nuova mappa congressuale ridisegnata dai democratici lo scorso novembre in risposta al gerrymandering repubblicano del Texas. Nel 22esimo distretto, in Central Valley, i democratici hanno reso la circoscrizione più favorevole nella speranza di battere il repubblicano David Valadao, ma sono divisi tra la deputata statale Jasmeet Bains, sostenuta dal Democratic Congressional Campaign Committee, e il professore Randy Villegas, sostenuto da Bernie Sanders e dalla sinistra del partito. Nel 48esimo, lasciato libero dal repubblicano Darrell Issa, tre democratici si contendono il diritto di sfidare il supervisor di San Diego Jim Desmond. Nell'11esimo, il seggio di San Francisco lasciato libero dall'ex speaker Nancy Pelosi, il senatore statale Scott Wiener è il favorito, mentre la supervisor Connie Chan, sostenuta da Pelosi, si gioca il secondo posto con l'ex capo di gabinetto di Alexandria Ocasio-Cortez, Saikat Chakrabarti. Nel 40esimo, ridisegnato a vantaggio dei democratici, due deputati repubblicani uscenti, Young Kim e Ken Calvert, si sfidano per un unico spazio repubblicano nel ballottaggio.

In Iowa, dove vige il sistema tradizionale di primarie separate per partito, la sfida principale è quella democratica per il Senato. La repubblicana Joni Ernst si ritira e per i democratici corrono il deputato statale Josh Turek, paralimpico dell'oro nel basket in carrozzina e moderato sostenuto da Chuck Schumer, e il senatore statale Zach Wahls, più progressista e critico della leadership nazionale. Turek è sostenuto da quasi dieci milioni di dollari di spese esterne del super PAC VoteVets. I sondaggi recenti lo danno avanti, ma sono tutti commissionati dalla sua campagna o da VoteVets stesso. Chi vince affronterà a novembre la deputata repubblicana Ashley Hinson, favorita nella primaria del suo partito.

Anche per il governatorato dell'Iowa la primaria repubblicana è incerta. Il deputato Randy Feenstra era considerato il favorito, ma un sondaggio di JMC Analytics ha mostrato l'imprenditore e agricoltore Zach Lahn in vantaggio di tre punti, 27 a 24. Trump ha sostenuto Feenstra subito dopo. C'è però una complicazione: in Iowa, come in South Dakota, per vincere la primaria serve almeno il 35 per cento dei voti. Se nessuno raggiunge quella soglia, il candidato non viene scelto con un ballottaggio popolare ma da una convenzione di partito statale, che si terrebbe il 13 giugno e dove i delegati, scelti in caucus a cui pochissimi hanno prestato attenzione, potrebbero favorire un candidato più a destra di Feenstra. La candidata democratica per il governatorato, l'auditor statale Rob Sand, è già designata senza opposizione.

In South Dakota, la primaria repubblicana per il governatorato potrebbe portare al primo ballottaggio nella storia dello Stato da quando, nel 1985, è stata introdotta la regola del 35 per cento. Quattro candidati competitivi si contendono il primo posto: il governatore in carica Larry Rhoden, succeduto a Kristi Noem dopo la sua nomina al gabinetto di Trump, il deputato Dusty Johnson, lo speaker della camera bassa statale Jon Hansen e l'imprenditore Tony Doeden. I sondaggi di Emerson College e Meeting Street Insights li danno tutti tra il 15 e il 25 per cento. Se nessuno arriverà al 35 per cento, i primi due andranno al ballottaggio il 28 luglio. Un memo trapelato dai consulenti di Rhoden a metà maggio sosteneva che il governatore potrebbe battere Johnson in un eventuale ballottaggio attirando i populisti antisistema che oggi sostengono Doeden.

In New Mexico, dove la governatrice democratica Michelle Lujan Grisham non può ricandidarsi, la primaria democratica è di fatto la corsa decisiva, perché lo Stato vota in maggioranza per il partito. Si sfidano l'ex ministra degli Interni Deb Haaland e il procuratore distrettuale della contea di Bernalillo Sam Bregman. Haaland è in netto vantaggio: ha raccolto 12 milioni di dollari contro i 4,1 di Bregman e i sondaggi di aprile la davano avanti di oltre venti punti. Se vincesse anche a novembre, sarebbe la prima donna nativa americana eletta governatrice negli Stati Uniti.

In Montana, l'evento principale è la corsa per il primo distretto, lasciato libero dal repubblicano Ryan Zinke. È un seggio che Trump ha vinto di dodici punti nel 2024, ma i democratici sperano che un'elezione di metà mandato favorevole possa renderlo competitivo: nel 2024 il senatore democratico Jon Tester lo ha vinto di poco pur perdendo lo Stato. Per i democratici i favoriti sono lo smokejumper Sam Forstag e l'ex candidato governatore Ryan Busse, entrambi con circa 700.000 dollari raccolti. I repubblicani dovrebbero scegliere il conduttore radiofonico conservatore Aaron Flint, sostenuto da Trump.

In New Jersey, la corsa più importante è quella per la primaria democratica del settimo distretto, dove i democratici cercano un candidato per sfidare il repubblicano Tom Kean Jr., assente dal Congresso da quasi tre mesi per un problema di salute non specificato. La favorita è Rebecca Bennett, ex pilota di elicotteri della Marina, che secondo l'unico sondaggio indipendente è al 36 per cento. I suoi avversari democratici, tutti vicini al 20 per cento, hanno largamente autofinanziato le loro campagne, mentre un super PAC oscuro collegato ai repubblicani, Real Change PAC, ha speso 650.000 dollari per attaccare proprio Bennett. Nel dodicesimo distretto, sicuro per i democratici, tredici candidati si contendono il seggio della deputata uscente Bonnie Watson Coleman: il favorito è il chirurgo plastico Adam Hamawy, ex medico militare progressista, accompagnato però da polemiche legate ai suoi legami passati con un'associazione medica in Bosnia successivamente collegata ad Al-Qaida.

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Die Werbeindustrie hat den größten Überwachungsapparat der Geschichte geschaffen. Unsere neue Recherche zeigt: Auch deutsche Polizeibehörden bedienen sich daran und unterlaufen dabei den Rechtsstaat. So schafft man Unsicherheit im Namen der Sicherheit. Ein Kommentar.

netzpolitik.org/2026/online-we…

in reply to netzpolitik.org

Naja, wenn's erst mal da ist, dann kann man's ja auch nutzen, oder?

Die Werbeindustrie insgesamt wurde zu lange an der langen der Leine geführt und alle Unkenrufe hinsichtlich des Überwachungspotenzials wurden jahrelang geflissentlich von der Politik ignoriert, da in der Werbung extrem viel Geld drin steckt, also z.B. Spenden für Parteien.

Und leider hat auch die DSGVO nicht genug getan, um diesem Moloch Herr zu werden, ihn in die Schranken zu weisen.

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In mindestens zwei Bundesländern hat sich die Polizei Daten aus der Werbe-Industrie beschafft, wie Recherchen von netzpolitik.org und BR erstmals zeigen. Mit solchen Daten könnten sich Handys metergenau orten lassen. Fachleute halten das für illegal.

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Trump al telefono con Netanyahu sul Libano: "Sei un fottuto pazzo"


Lo scoop di Axios. Il presidente americano avrebbe attaccato il primo ministro israeliano per le operazioni in Libano che rischiavano di far saltare i negoziati con l'Iran.

Il presidente Donald Trump avrebbe attaccato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una telefonata di lunedì 1° giugno carica di insulti per l'escalation militare israeliana in Libano. Lo scrive in uno scoop la testata Axios, che ha sentito due funzionari americani e una terza fonte informata sulla telefonata. Trump avrebbe definito "pazzo" il primo ministro israeliano lo avrebbe accusato di ingratitudine e gli avrebbe imposto di rinunciare ai piani di bombardare Beirut.

Secondo uno dei funzionari sentiti da Axios, Trump avrebbe detto al premier israeliano: "Sei un fottuto pazzo. Saresti in galera se non fosse per me. Ti sto salvando il culo. Adesso ti odiano tutti. Tutti odiano Israele per questo". Una seconda fonte informata sulla telefonata ha riferito che Trump era "incazzato" e a un certo punto ha urlato a Netanyahu: "Ma che cazzo stai facendo?". Il presidente avrebbe inoltre rivendicato di avere contribuito a tenere Netanyahu fuori dal carcere, un riferimento al sostegno offerto durante il processo per corruzione al primo ministro israeliano.

Poche ore prima della telefonata l'Iran aveva minacciato di abbandonare i negoziati con gli Stati Uniti proprio in reazione alle operazioni israeliane in Libano. La rabbia di Trump, secondo le fonti di Axios, era guidata proprio dal fatto che la decisione di Netanyahu di intensificare la campagna in Libano rischiava di far implodere le trattative con Teheran. Il memorandum d'intesa in discussione tra Stati Uniti e Iran prevede infatti la fine dei combattimenti in Libano.

Trump avrebbe spiegato a Netanyahu che procedere con i bombardamenti sulla capitale libanese avrebbe ulteriormente isolato Israele sulla scena internazionale, secondo uno dei funzionari americani. Il presidente sapeva che Hezbollah aveva sparato contro Israele e che lo stato ebraico aveva bisogno di difendersi, ma negli ultimi giorni aveva concluso che la risposta del governo israeliano era sproporzionata. Un altro funzionario ha detto ad Axios che Trump era preoccupato per l'alto numero di vittime civili libanesi e contrario al fatto che l'esercito israeliano abbattesse interi edifici per eliminare un singolo comandante di Hezbollah.

Alla fine della telefonata Israele ha cancellato il bombardamento dei bersagli di Hezbollah a Beirut, ha riferito ad Axios un funzionario israeliano. Secondo uno dei funzionari americani, è stata "una delle peggiori telefonate di Trump con Netanyahu" da quando il presidente è tornato in carica. Una seconda fonte ha sostenuto che Trump abbia "schiacciato" il premier israeliano e che Netanyahu si sia limitato a rispondere "Ok, ok, fai in modo che tutto sia risolto".

Subito dopo la telefonata Trump ha pubblicato su Truth Social che i colloqui con l'Iran "continuano, a ritmo serrato". Netanyahu ha diffuso una propria nota in cui ha sostenuto di avere detto a Trump che Israele attaccherà obiettivi a Beirut se Hezbollah non smetterà di colpire il territorio israeliano e che nel frattempo proseguirà le operazioni nel sud del Libano. "La nostra posizione resta invariata", ha scritto il primo ministro. L'ufficio di Netanyahu non ha risposto alla richiesta di commento di Axios.

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La rassegna stampa di martedì 2 giugno 2026


L'Amministrazione abbandona il fondo da 1,8 miliardi per i propri alleati dopo lo stop di un giudice, Teheran sospende i negoziati con Washington per l'offensiva israeliana in Libano e la California vota le primarie

Questa è la rassegna stampa di martedì 2 giugno 2026

Trump abbandona il fondo "anti-weaponization" da 1,8 miliardi


Il Dipartimento di Giustizia ha sospeso il fondo da 1,8 miliardi di dollari destinato a risarcire i sostenitori del presidente colpiti da indagini federali, dopo l'ordine di un giudice in Florida e una crescente pressione interna al Partito Repubblicano. La Casa Bianca ha lasciato intendere che il programma, contestato anche dal leader della maggioranza al Senato John Thune e da diversi parlamentari del GOP, verrà definitivamente archiviato.

Fonti: New York Times, Financial Times, Wall Street Journal

L'Iran sospende i negoziati con gli Stati Uniti e Trump rimprovera Netanyahu sul Libano


Il governo iraniano ha sospeso le trattative con Washington in segno di protesta per l'offensiva israeliana in Libano, che secondo Teheran viola il cessate il fuoco esistente. In una telefonata accesa, secondo Axios, Trump ha apostrofato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ("siete pazzi, cosa diavolo state facendo") prima di annunciare di aver ottenuto un nuovo impegno tra Israele ed Hezbollah a non attaccarsi a vicenda.

Fonti: Axios, The Hill, Financial Times

La California al voto per le primarie del governatore e del Congresso


I californiani votano nella "jungle primary" per scegliere i candidati alla successione del governatore uscente Gavin Newsom e per primarie congressuali ad alto rischio per diversi deputati democratici di lungo corso, tra cui Mike Thompson, Doris Matsui e Brad Sherman, sfidati da candidati più giovani. Il voto è il primo grande test del sentimento anti-incumbent dentro il Partito Democratico in vista delle elezioni di metà mandato del 2026.

Fonti: New York Times, Axios, ABC News

Il Maine al voto sotto lo scandalo sexting del candidato democratico Platner


Il candidato democratico alle primarie del Senato del Maine, Graham Platner, è travolto dai reportage del Wall Street Journal e del New York Times secondo cui ha inviato messaggi sessualmente espliciti a diverse donne dopo il matrimonio. La governatrice Janet Mills, che si era ritirata dalla corsa, ha ricordato di essere ancora sulla scheda elettorale, mentre i senatori democratici si dicono pronti a sostituire Platner se emergeranno nuove rivelazioni.

Fonti: Semafor, Axios, New York Times

Il Pentagono esclude i giornalisti dal proprio ufficio stampa


Il Dipartimento della Difesa ha revocato l'accesso dei reporter all'ufficio stampa del Pentagono, designandolo come "Sensitive Compartmented Information Facility". È l'ultima di una serie di restrizioni imposte dall'Amministrazione alla stampa militare, contro cui le principali testate americane hanno protestato negli ultimi mesi.

Fonti: The Guardian, The Hill

Una corte d'appello federale: il bando ai militari transgender è incostituzionale


Una corte d'appello federale ha stabilito che la politica del segretario alla Difesa Pete Hegseth, che espelle dalle forze armate i militari transgender già in servizio, viola la Costituzione e si fonda su un pregiudizio ostile. Hegseth ha annunciato che porterà il caso davanti alla Corte Suprema, mentre la decisione lascia in piedi il divieto di nuovi arruolamenti.

Fonti: The Guardian, The Hill

L'Amministrazione finalizza l'obbligo di lavoro per i beneficiari di Medicaid


Una nuova regola definitiva del governo federale impone agli adulti tra i 19 e i 64 anni che ricevono Medicaid di dimostrare di lavorare, di svolgere attività di pubblica utilità o di partecipare a programmi di reinserimento per mantenere il sussidio sanitario. Il provvedimento, che gli stati dovranno applicare, è uno dei pilastri della linea repubblicana sul welfare ed era atteso da mesi.

Fonti: The Hill

Hegseth blocca la promozione di otto ufficiali della Marina


Secondo il Wall Street Journal, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha sospeso la promozione di otto capitani di vascello al grado di contrammiraglio, tra cui due donne e due ufficiali afroamericani, per favorire la nomina di almeno un suo collaboratore già scartato in precedenza. La mossa è un nuovo segnale della stretta politica del Pentagono sui vertici militari di carriera.

Fonti: Wall Street Journal

Alphabet raccoglie 80 miliardi per gli investimenti in intelligenza artificiale


La società madre di Google ha annunciato un piano di emissione di azioni da 80 miliardi di dollari, di cui dieci destinati in collocamento privato a Berkshire Hathaway, per finanziare la corsa nell'intelligenza artificiale. Nelle stesse ore Anthropic ha depositato la documentazione riservata per la quotazione in borsa e Hewlett Packard Enterprise ha guadagnato il 37% in giornata grazie ai forti ordini di server per l'IA.

Fonti: Financial Times, Axios, Semafor

La Florida fa causa a OpenAI e a Sam Altman per i rischi di ChatGPT


Il procuratore generale della Florida ha presentato la prima causa di uno stato americano contro OpenAI e l'amministratore delegato Sam Altman, sostenendo che la società ha commercializzato ChatGPT come strumento sicuro nascondendone i pericoli, in particolare per i minori. L'azione si inserisce in un fronte crescente di iniziative legali contro i chatbot generativi negli Stati Uniti.

Fonti: Financial Times, Semafor, NPR

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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ICYMI: Updates from the 5/31 Meeting


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ICYMI

Arizona – The Arizona t-shirt contest concluded with the winner being the design seen below. The AZPP formed an IT Committee. Arizona also participated in the “A Future Without War” event, tabling and handing out literature.
Winner of the AZPP T-Shirt Design Contest
Committees – Platform committee presented a comprehensive plank for “Markets and Economy,” covering various items such as minimum wage, taxation and a stance on predictive markets. The plank was heavily discussed before ultimately it being voted on to send back to committee on a 4-1-2 vote, with the “Nay” coming from Florida and abstentions from Ohio and Arizona.

The election committee met earlier today to discuss the election process for the upcoming 2026 Pirate National Conference. Former Capt. Liz Gorski has been chosen to conduct the interview process for candidates seeking a board position.

Florida – Florida recent met and ratified recent changes to the bylaws and nominated officer positions.

Maryland – The Maryland Pirate Party launched a new website, which can be found here.

Nevada – Early voting is underway for the Sparks City Council race. Our guy, Hunter Rand, is running for Sparks City Council, Ward 2. Hunter will be speaking during the Pirate National Conference.

Pirate National Conference – We are less than one week away from the 2026 PNC […] Hoist the Colours and Spill the Tea (20 Years a Pirate!). It’s not too late to sign up, you can do that here.

Pride – Two statements are expected later this week; one coming from yours truly, Jolly Mitch, and a second collective letter from our Trans Pirates. There is no timeline for release, only the knowledge the statements will come prior to the conference.


The meeting last night was a long one, but highlights (the whole thing) can be found here. There will be no meeting following the conclusion of the Pirate National Conference; our next meeting will be June 14th.


uspirates.org/icymi-updates-fr…

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Operazione Olanda: smantellata la botnet Asocks da 17 milioni di dispositivi — ma il lavoro non è finito
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/operaz…


Operazione Olanda: smantellata la botnet Asocks da 17 milioni di dispositivi — ma il lavoro non è finito


Le autorità olandesi hanno smantellato una delle botnet più grandi mai documentate in Europa: 17 milioni di dispositivi compromessi in 163 paesi, controllati da oltre 200 server ospitati nei Paesi Bassi. Il servizio in questione era Asocks, una piattaforma di proxy residenziali che vendeva l’accesso alle macchine infette — computer, smartphone, router, dispositivi IoT domestici — ad altri criminali informatici per mascherare traffico malevolo come normale navigazione casalinga. Un caso che illumina il modello di business del proxy-as-a-crime del cybercrime contemporaneo.

L’operazione: polizia e NCSC agiscono di Concerto


L’intervento, eseguito tra il 28 e il 29 maggio 2026, è stato condotto dalla Politie olandese in collaborazione con il National Cyber Security Centre (NCSC). Gli agenti hanno fisicamente sequestrato un sottoinsieme dei server di backend da un provider di hosting nei Paesi Bassi che aveva fornito l’infrastruttura alla piattaforma. Il provider ha quindi proceduto a portare offline l’intera rete botnet una volta appurato il suo utilizzo per finalità criminali.

Secondo la dichiarazione dell’NCSC, la rete aveva silenziosamente compromesso 17 milioni di dispositivi attraverso 163 paesi. La composizione era eterogenea: computer desktop e laptop, tablet, smartphone Android, router domestici, smart home gadget e altri dispositivi IoT. Nessuna categoria di device connessa era immune: se accessibile, diventava un potenziale nodo della rete.

Asocks: il modello di business del proxy residenziale criminale


Il quotidiano locale NL Times ha identificato il servizio come Asocks, una piattaforma commerciale di proxy residenziali. Asocks non era solo uno strumento di hacking — era un servizio con un modello di business strutturato. Il sito pubblicizzava proxy aziendali, residenziali e mobili con abbonamenti mensili compresi tra $5 e $15, con sconti del 5-15% per acquisti bulk da 10 a 100 proxy.

La logica è semplice quanto efficace: se un criminale vuole condurre un attacco, una frode, uno scraping aggressivo o un test di credential stuffing, farlo dal proprio indirizzo IP è pericoloso. Se lo fa dall’IP di un appartamento a Rotterdam o da uno smartphone in Indonesia, il traffico appare come normale attività domestica. I difensori devono distinguere il legittimo dal malevolo in un mare di indirizzi residenziali puliti — un compito enormemente più difficile.

I proxy residenziali hanno usi legittimi: aggirare restrizioni geografiche, privacy personale, test di geolocalizzazione per aziende. Ma l’ecosistema ha un lato oscuro documentato: molti provider, come Asocks, costruiscono le loro reti infettando dispositivi a insaputa dei proprietari. In aprile 2024, il team Satori Threat Intelligence di HUMAN aveva già identificato una campagna denominata PROXYLIB che coinvolgeva dispositivi Android infetti con proxyware di LumiApps e Asocks.

Il problema che persiste: sito online, dispositivi ancora infetti


L’operazione presenta un limite strutturale fondamentale che le autorità stesse non nascondono: il sito web di Asocks è rimasto accessibile dopo il sequestro, e ogni singolo dispositivo compromesso è ancora infetto. Questo è il paradosso intrinseco delle operazioni contro le botnet basate su proxy residenziali: l’infrastruttura centrale è stata neutralizzata, ma i 17 milioni di endpoint infetti sparsi in tutto il mondo rimangono con il malware installato, pronti a essere reintegrati in una nuova rete di comando non appena l’operatore ricostruisca l’infrastruttura o venda l’accesso a un nuovo gestore.

Il caso ricorda operazioni precedenti contro reti analoghe: la disruzione di SocksEscort (marzo 2026), l’intervento contro BADBOX 2.0 che aveva infettato un milione di dispositivi (2025), e lo smantellamento di IPIDea (gennaio 2026) da parte di Google. Il pattern è ricorrente: le autorità colpiscono l’infrastruttura, ma la re-infezione dei dispositivi vulnerabili è questione di tempo se i proprietari non prendono contromisure attive.

Come funziona l’infezione e come difendersi


Come spiegato dall’NCSC, i dispositivi diventano parte di una botnet quando sono accessibili ad attori malevoli. Dopo aver ottenuto l’accesso, gli attaccanti installano malware che permette il controllo remoto del dispositivo, integrandolo nella rete usata per attività criminali. I vettori di infezione più comuni includono: app Android scaricate da store non ufficiali con proxyware nascosto, router domestici con credenziali di default o firmware obsoleto, dispositivi IoT con password di fabbrica mai cambiate, e exploit di vulnerabilità note in dispositivi edge non aggiornati.

L’NCSC raccomanda un insieme di misure difensive di base che, se applicate sistematicamente, riducono drasticamente la superficie di attacco. Per i singoli utenti: mantenere i sistemi operativi aggiornati, installare app solo da fonti attendibili, usare password robuste e uniche per ogni dispositivo, abilitare l’autenticazione a due fattori dove disponibile, cambiare le password predefinite su router e dispositivi IoT, proteggere le reti Wi-Fi con WPA2 o WPA3. Per le organizzazioni: mantenere visibilità sui dispositivi edge come router e firewall, monitorare il traffico in uscita per pattern anomali, segmentare la rete IoT da quella aziendale, e implementare sistemi di rilevamento delle anomalie che identifichino picchi insoliti di traffico uscente.

Il contesto: un’industria del proxy residenziale da regolamentare


L’operazione olandese si inserisce in un dibattito più ampio su come trattare il settore dei proxy residenziali. La linea tra servizi legittimi e infrastruttura criminale è spesso sottile: alcuni provider costruiscono reti con consenso esplicito degli utenti, che vengono compensati per condividere la loro larghezza di banda; altri come Asocks costruiscono le loro reti infettando dispositivi senza alcun consenso. Dal punto di vista del difensore, la distinzione è quasi irrilevante: il traffico malevolo che arriva da un proxy residenziale “consensuale” è indistinguibile da quello che usa un dispositivo compromesso.

Questa operazione è un segnale importante delle forze dell’ordine europee nella direzione di trattare i provider di proxy residenziali costruiti su dispositivi compromessi come infrastruttura criminale diretta, non come semplici facilitatori passivi. La prossimità geografica — i server erano fisicamente nei Paesi Bassi — ha reso possibile l’azione legale che operazioni distribuite globalmente rendono molto più complessa.

Fonti: The Hacker News, BleepingComputer, NL Times, NCSC Olanda — maggio 2026.


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Cyber Isnaad Front: l’IRGC sabota un impianto alimentare israeliano con malware GRAT e attacco OT ai compressori CO2
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Cyber Isnaad Front: l’IRGC sabota un impianto alimentare israeliano con malware GRAT e attacco OT ai compressori CO2


Durante una tregua dichiarata, le macchine di un impianto alimentare israeliano hanno cominciato a scaldarsi. Non era un guasto: era sabotaggio pianificato. Il gruppo Cyber Isnaad Front, una persona operativa dell’IRGC iraniano, aveva già compromesso sia la rete IT che i controllori OT industriali, preparandosi a distruggere compressori e cancellare dati con un singolo comando. Il rapporto Profero di maggio 2026 svela un’operazione che ridefinisce la minaccia ibrida IT/OT nel contesto del conflitto Iran-Israele.

La guerra tra le guerre


Il sistema strategico israeliano ha un nome per la competizione a bassa intensità che prosegue nelle pause tra i conflitti dichiarati: la campagna tra le guerre. Il cyber è diventato uno di questi domini. Dopo gli scambi cinetici tra Israele e Iran a metà 2025 e la pausa instabile che ne è seguita, il ritmo delle operazioni cyber non è calato. È aumentato. Gli operatori iraniani trattano un cessate il fuoco non come una pausa, ma come copertura: l’attenzione cala, i difensori abbassano la guardia, e il costo politico di un’intrusione nella rete è di gran lunga inferiore al costo di un missile.

Il primo segnale non fu un alert di sicurezza. Fu una lettura di temperatura anomala. Gli ingegneri di un impianto di produzione alimentare vennero chiamati perché le celle frigorifere si stavano riscaldando. Si aspettavano quello che trovano di solito: un compressore guasto, una valvola che perde, una protezione scattata. Arrivarono pronti a riparare una macchina. Trovarono invece che qualcuno era già stato dentro quella macchina, e l’aveva modificata di proposito.

Chi è Cyber Isnaad Front: una facciata per l’IRGC


Profero attribuisce questa attività a Cyber Isnaad Front, una persona cyber diretta dallo Stato iraniano emersa nel giugno 2025. Il nome, dall’arabo, si traduce come “Fronte di Supporto Cyber”, e la persona si presenta come un collettivo hacktivist arabo indipendente. Non è indipendente, e non è hacktivismo in nessun senso significativo.

Profero valuta con alta confidenza che Cyber Isnaad Front sia gestita da o insieme ad Aria Sepehr Ayandehsazan (ASA), il successore affiliato all’IRGC di Emennet Pasargad — l’entità sanzionata dal Tesoro americano per operazioni di influenza cyber contro le elezioni presidenziali USA del 2020. ASA gestisce un cast rotante di persone contro obiettivi israeliani: quando un marchio viene esposto, gli operatori lo ritirano e ne lanciano uno nuovo. La macchina non cambia. Il gruppo ha rivendicato appaltatori della difesa legati ai principali programmi d’arma israeliani, circa cinque terabyte da un fornitore nazionale di logistica carburante, e accessi che hanno colpito più di 160 clienti di data center telecom. Le rivendicazioni pubbliche sono spesso esagerate — fanno parte del prodotto. Ma gli accessi reali sono documentati.

GRAT: il malware che indossa il badge di Microsoft


Sul lato Windows dell’impianto, i responder di Profero hanno recuperato una famiglia di malware denominata GRAT (Go Remote Access Toolkit). Non sembra gran che: è un singolo eseguibile che lavora duramente per sembrare noioso. Nei campioni analizzati, si è trovato come SpellChecker.exe, Checker.exe.exe e WindowsUpdater.exe, in esecuzione da directory scrivibili dall’utente come C:\Users\[user]\AppData\Roaming\Microsoft\Spelling\. Persiste attraverso un task schedulato denominato “OneDrive Update” che lo riavvia ogni minuto e ad ogni boot, nascosto e al massimo privilegio.

Dietro quell’esterior banale si nasconde un binario singolo che raggruppa undici sottosistemi separati. GRAT può enumerare un host fino al suo stato antivirus e BitLocker, gestire processi, riscrivere il registro, manipolare i servizi Windows, eseguire un server VNC completo con iniezione sintetica di tasti, esfiltrare file verso cloud storage controllato dall’attaccante. Include un modulo di cifratura per il riscatto chiamato “BigBang”. E può cancellare completamente i dischi: con un singolo comando, GRAT sovrascrive il disco fisico e poi distrugge la partition table. Una variante multi-pass usa syscall dirette per un’operazione di zero, random e 0xFF. Un host che riceve quel comando non torna indietro — non resta nulla da cui recuperare.

Il C2 usa un’architettura dual-channel: i comandi arrivano tramite RabbitMQ incapsulato in TLS sulla porta 7878, e i risultati ritornano attraverso un canale Redis plain-text sulla porta 9988, entrambi diretti allo stesso server 84[.]201[.]6[.]131. Ogni parametro di connessione è cifrato AES-256 all’interno del binario, e la chiave ruota con ogni build — firma di un builder: un campione codificato per target, così che craccare uno non compromette gli altri.

L’attacco OT: sabotaggio calcolato ai sistemi di refrigerazione CO2


L’impianto operava due sistemi di refrigerazione industriale, uno vecchio e uno nuovo, entrambi costruiti su CO2 (R-744) come refrigerante. L’attaccante li ha trattati diversamente, e la differenza è istruttiva.

Sul sistema vecchio, l’attaccante ha modificato solo parametri: setpoint, soglie di protezione, limiti di allarme. Pericoloso, ma recuperabile nella stessa serata. Sul sistema nuovo è andato molto più in profondità: ha cancellato e ripristinato l’intera configurazione programmatica del controller — input digitali e analogici mappati ai sensori di temperatura e pressione, output digitali che avviano i compressori, output analogici per valvole motorizzate e ventole, input di fault. Tutto azzerato. Il recupero non era “reimposta un valore”: era re-ingegnerizzare il controller da zero, tracciando ogni cavo nel quadro elettrico contro lo schema, identificandolo nel programma, e ridefinendolo nel controller. Un lavoro di giorni.

La mossa finale ha trasformato una modifica di configurazione in distruzione fisica. Le valvole motorizzate che gestiscono la pressione del gas sono state impostate in modalità manuale e bloccate permanentemente aperte. L’intento era specifico: mantenere il refrigerante in movimento senza nulla per contenerlo. In un sistema CO2, il liquido che raggiunge i compressori causa danni catastrofici — il liquido non è comprimibile. Un pistone che tenta di comprimere una sacca di liquido si rompe. Il CO2 liquido poi, riscaldandosi, aumenta la pressione in modo esponenziale; le valvole di sicurezza si aprono e sfiatano il refrigerante nell’atmosfera, svuotando l’impianto.

Quando gli ingegneri hanno cercato di riavviare il sistema, tre compressori erano stati distrutti. Il recupero ha richiesto diversi giorni: sostituzione di compressori, valvole, filtri, pressostati e altri componenti, poi test di pressione, test di vuoto e ricarica con R-744. Un compressore sostitutivo era ancora in attesa dal produttore all’estero. Nessun malware aveva girato sui controllori OT — l’attaccante aveva bisogno solo di setpoint, modalità delle valvole, e una comprensione profonda della termodinamica del refrigerante. La distruzione era stata eseguita nel linguaggio nativo dell’impianto.

Indicatori di Compromissione (IoC)

## NETWORK INDICATORS
C2 command channel:  84[.]201[.]6[.]131:7878  (RabbitMQ over TLS)
C2 results channel:  84[.]201[.]6[.]131:9988  (Redis plain TCP)
Infrastruttura associata (confidenza minore):
  146[.]103[.]40[.]190
  193[.]29[.]104[.]5
  45[.]82[.]66[.]163
  84[.]201[.]6[.]128 / 84[.]201[.]6[.]129
  85[.]137[.]56[.]9
  85[.]17[.]55[.]232
## FILE HASHES (SHA-256)
Checker.exe.exe:        6f5f427d96656ae51405e6a5e65253759db45ea0a17da2d70f881404a4ed717b
WindowsUpdater.exe:     0ad128e813314e4562489478e6def8c6dfcc251e006d7f55b24273e93d3bc7fb
SpellChecker.exe:       c4909b2d7a7f813b5a3d729fe64535033e716ae89dc39c402a6cb8ccbccaadca
WindowsUpdater.exe(2):  86194eb5c5abcfe763899aaad7eb64894c71e816dd7d27427c8bac4ab280533d
## PERSISTENCE
Scheduled Task:  "OneDrive Update" (ogni minuto + boot)
File paths:
  C:\Users\[user]\AppData\Roaming\Microsoft\Spelling\SpellChecker.exe
  C:\ProgramData\WindowsUpdater.exe
Registry: HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Schedule\TaskCache\Tree\OneDrive Update
## DETECTION
Microsoft detection name:  DoS:Win32/GigaWiper.A!dha
File size:                 10,416,128 bytes (tutti i campioni analizzati)
Topic-exchange prefix:     topicArgs:1562578125

Due righe per i difensori


Lato IT: Cercare task schedulati che eseguono binari non firmati da %APPDATA% o C:\ProgramData, specialmente task con nomi di prodotti Microsoft. Allertarsi su traffico verso 84[.]201[.]6[.]131 e su connessioni AMQPS o Redis verso le porte 7878 e 9988. Il canale Redis risultati è plain TCP: la cattura passiva di traffico RPush con chiavi task:{task_id} conferma un’infezione attiva. Bloccare gli hash indicati e trattare qualsiasi host con rilevamento DoS:Win32/GigaWiper.A!dha come compromesso: isolarlo e conservare un’immagine del disco prima della remediation. Applicare patch a sistemi VPN, edge e SharePoint esposti su Internet, vettori di accesso iniziale abituali per questo attore.

Lato OT: Segmentare le reti di controllo dall’IT. Rimuovere o mediare strettamente l’accesso remoto ai controller centrali, con credenziali univoche, monitorate e recuperabili attraverso un percorso che l’attaccante non possa bloccare. Allarmarsi su modifiche fuori banda a setpoint e modalità operative — non solo sui valori di processo — perché in questo incidente gli allarmi stessi erano stati resintonizzati. Conservare backup offline con controllo di versione dei programmi controller: il recupero da un controller cancellato deve essere un ripristino, non un esercizio di reverse-engineering. E fare drill: un esercizio tabletop che simuli un’intrusione IT-to-OT end-to-end vale più di qualsiasi singolo prodotto.

Fonte primaria: Profero Threat Intelligence — “The War Between Wars” (maggio 2026). La regola YARA completa e il mapping MITRE ATT&CK per ICS sono disponibili nel report originale su profero.io.


Elezioni e Politica 2026 ha ricondiviso questo.

Bildungsministerkonferenz: Medienkompetenz als gesamtgesellschaftliche Aufgabe – aber keine konkreten Maßnahmen, um Kinder in Sachen Social Media in der Schule zu stärken. Laut einem Medienbericht führt das zu Verantwortungsdiffusion netzpolitik.org/2026/digitale-…
in reply to netzpolitik.org

Daß Eltern diesbezüglich auch für Kompetenz und zur Befähigung zum Selbstschutz sorgen finde ich wichtig. Sollte man nicht nur den Schulen überlassen.

Allerdings vermisse ich auf der Content- und Systemseite den Staat, der müsste m. M. zumindest regulatorisch die Plattformanbieter in die Pflicht nehmen, suchtförderliche Algorithmen per Gesetz verhindern und "gefährlichen" Contentschrott entfernen lassen.

#sozialenetzwerke #gafam #internet #altersverifizierung #jugendschutz

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Elezioni e Politica 2026 ha ricondiviso questo.

Die erste Enzyklika von Papst Leo XIV. macht die Soziallehre der Kirche gegenwartsfest – meine Analyse bei katholisch.de

katholisch.de/artikel/68742-wa…

in reply to Felix Neumann

Die Sozialenzyklika von Papst Leo XIV. zeigt sich erstaunlich anschlussfähig zu netzpolitischen Diskursen: Von informationeller Selbstbestimmung bis digitaler Allmende steckt viel drin.

artikel91.eu/2026/05/26/tech-r…

#TeamDatenschutz

in reply to Felix Neumann

Und hier hab ich nochmal was zu den netzpolitischen Aspekten der Enzyklika für @netzpolitik_feed geschrieben.

netzpolitik.org/2026/netzpolit…

Elezioni e Politica 2026 ha ricondiviso questo.

Der Energiehunger der KI-Technologien ist offensichtlich. Ein Bericht von @algorithmwatch zeigt: Es gibt keine glaubwürdige Grundlage für die Aussage, die klimafreundlichen Auswirkungen von Künstlicher Intelligenz würden die schädlichen Folgen der Technologie wieder ausgleichen können netzpolitik.org/2026/ki-klimas…
in reply to netzpolitik.org

"Hallo, ChatGPT, wie kannst du deine klimaschädlichen Wirkungen ausgleichen?"

ChatGPT: "Die 2,5 Mrd. Fragen pro Tag an mich verbrauchen ca. 1 Mio. kWh Strom. Die User sollen nur halb so viel fragen, das spart 500.000 kWh pro Tag. Und für das Training meiner nächsten Version brauchen nur 350.000 US-Haushalte einen Monat lang auf Strom verzichten, am besten abwechseln ausgelost."

[Diese Antwort ist nicht KI-generiert]

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