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Il senatore Graham chiede nuovi attacchi americani contro l'Iran


Il repubblicano della South Carolina invita Trump a colpire le infrastrutture energetiche iraniane mentre lo Stretto di Hormuz resta chiuso e il prezzo della benzina negli Stati Uniti sale del 51%.

Il senatore repubblicano Lindsey Graham ha chiesto al presidente Donald Trump di intensificare l'azione militare contro l'Iran, sostenendo che le trattative diplomatiche sono in stallo e che lo status quo sta rafforzando Teheran. Le dichiarazioni sono arrivate domenica durante un'intervista al programma "Meet the Press" della NBC, in un momento di tregua fragile e negoziati bloccati tra Washington e la Repubblica Islamica.

"Penso che abbiamo colpito un muro per quanto riguarda i negoziati", ha detto il senatore della South Carolina, storicamente tra i più ostili a Teheran nel Congresso americano. Graham ha indicato un obiettivo preciso per una nuova escalation militare: le infrastrutture energetiche iraniane. "L'infrastruttura energetica è il loro ventre molle. Se si torna a combattere, metterei l'energia in cima alla lista", ha dichiarato alla NBC. Quando la conduttrice Kristen Welker gli ha chiesto se stesse davvero invocando attacchi contro centrali e impianti energetici iraniani, Graham ha confermato senza esitazioni: "Sì, sto chiedendo di colpire questo regime. Se fai sempre la stessa cosa, ottieni sempre lo stesso risultato. Colpiteli di più. Forse faranno un accordo se li colpite abbastanza".

La proposta del senatore si allinea a minacce già formulate dallo stesso Trump nei mesi scorsi. A marzo il presidente aveva fissato un ultimatum di 48 ore all'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz, attraverso cui passa normalmente quasi il 20 per cento del petrolio mondiale, minacciando in caso contrario di distruggere "varie CENTRALI ELETTRICHE, A PARTIRE DALLA PIÙ GRANDE". Il presidente ha inoltre minacciato di colpire pozzi petroliferi e impianti di desalinizzazione iraniani, strutture che trasformano l'acqua salata in acqua potabile e sono essenziali per la sopravvivenza nella regione. Attacchi deliberati contro questi obiettivi civili potrebbero configurarsi come crimini di guerra secondo il diritto internazionale, come ricorda Politico, e anche l'Iran ha minacciato a sua volta di prendere di mira infrastrutture civili, con alcuni Paesi vicini già colpiti.

La chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz, passaggio marittimo cruciale per le petroliere, ha fatto impennare i prezzi globali del greggio. Negli Stati Uniti il prezzo medio della benzina senza piombo è salito del 51 per cento da quando Washington ha lanciato la prima azione militare contro l'Iran oltre due mesi fa. Graham ha legato esplicitamente la questione economica all'azione militare: "I prezzi della benzina scenderanno quando metterete l'Iran in una scatola", ha detto a Welker.

Il senatore ha respinto le preoccupazioni sulle ricadute politiche del conflitto. La scorsa settimana Trump aveva dichiarato di non considerare "nemmeno un po'" la situazione finanziaria degli americani nei negoziati con l'Iran, alimentando timori nel Partito Repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato. Graham ha minimizzato: "Vale la pena perdere il mio posto. Se dovessi rinunciare al mio lavoro per assicurarmi che l'Iran non avrà mai un'arma nucleare, lo farei". Una posizione simile a quella espressa dal presidente in un'intervista con Bret Baier di Fox News, in cui ha ammesso che le sue azioni avrebbero "rovinato" i numeri dei sondaggi per i repubblicani in corsa per la rielezione. "Ho detto ai miei: odio farvi questo, ma vi rovinerò i numeri per un po', perché dobbiamo fermare la storia dell'arma nucleare con l'Iran, perché sono pazzi", ha riferito Trump a Fox News.

I negoziati con Teheran restano bloccati. Venerdì il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che i leader della Repubblica Islamica "non hanno fiducia" nei negoziatori americani. Le sue parole sono arrivate lo stesso giorno in cui Trump è rientrato negli Stati Uniti da un viaggio in Cina, dove ha incontrato il presidente Xi Jinping in un vertice di più giorni. Il presidente americano ha detto a Fox News di non aver chiesto "aiuto" ai leader cinesi sulla questione iraniana: "Xi è d'accordo con me che vuole vedere la fine. Vorrebbe vedere la fine. Vorrebbe aiutare. Se vuole aiutare, va benissimo, ma non abbiamo bisogno di aiuto. E sai qual è il problema con l'aiuto: quando qualcuno ti aiuta, vuole sempre qualcosa in cambio".

Graham ha riassunto la propria analisi sostenendo che non ci sono segnali di un cambiamento nella leadership iraniana. "Non c'è nulla che suggerisca che le persone al comando ora siano diverse in termini di obiettivi del regime: terrorizzare il mondo, distruggere Israele, venirci addosso", ha detto alla NBC. Il senatore ha chiuso l'intervista con un giudizio sull'operato del presidente e un invito a proseguire: "Quello che il presidente Trump ha fatto è stato straordinario dal punto di vista militare, ma ci sono più obiettivi da colpire e ci sono cose che possiamo fare per ferire l'Iran".

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Trump avverte l'Iran: "Il tempo stringe, accettate l'accordo o sarete colpiti molto più duramente"


Il presidente americano riunirà domani il Consiglio di Sicurezza Nazionale per discutere le nuove opzioni militari. Intanto il Brent supera di nuovo i 110 dollari e 76 Paesi hanno introdotto misure d'emergenza per far fronte al caro petrolio.

Donald Trump ha avvertito ieri l'Iran che il tempo per un accordo sta finendo. Se Teheran non presenterà una proposta migliore, gli Stati Uniti colpiranno il Paese "molto più duramente di prima". Lo ha detto il presidente americano in una telefonata ad Axios, mentre la guerra continua a tenere chiuso lo Stretto di Hormuz e spinge al rialzo i prezzi del petrolio. "Vogliamo raggiungere un accordo. Non sono ancora dove vogliamo che siano. Dovranno arrivarci, altrimenti saranno colpiti duramente, e non è quello che vogliono", ha detto Trump. Poi ha aggiunto: "Il tempo stringe. Devono muoversi in fretta, o non resterà più nulla". Il presidente non ha però indicato una scadenza precisa per il negoziato.

A tal fine, domani Trump riunirà nella Situation Room il suo team di sicurezza nazionale per discutere le opzioni militari, secondo quanto riferito ad Axios da due funzionari statunitensi. Già sabato, al rientro dalla Cina, il presidente aveva incontrato i suoi consiglieri nel suo golf club in Virginia proprio per parlare dell'Iran. Erano presenti il vicepresidente JD Vance, l'inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff, il Segretario di Stato Marco Rubio e il direttore della Central Intelligence Agency, John Ratcliffe. Ieri Trump ha sentito al telefono anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
L'ultimatum di Trump all'Iran — FocusAmerica

Guerra Usa-Iran · Nuovi scenari

L'ultimatum di Trump: "il tempo stringe"


Mentre lo Stretto di Hormuz resta chiuso, il presidente americano si riunisce nella Situation Room con il suo team di sicurezza nazionale e minaccia un attacco "molto più duro". Il Brent torna sopra i 111 dollari, tra riserve OCSE sempre più in dimunizione e recessione globale che torna "sul tavolo".

FocusAmerica Fonti: Axios, FT, AAA, IEA, JPMorgan

La dichiarazione
Il tempo stringe. Devono muoversi in fretta, o non resterà più nulla.
Donald Trump — telefonata ad Axios, sull'Iran

Esplora il dettaglio
1 Ultimatum 2 Mercati 3 Attori 4 Cronologia

La riunione decisiva

Domani nella Situation Room. Sul tavolo, le nuove opzioni militari


Secondo Axios, Trump riunirà il team di sicurezza nazionale per discutere come colpire l'Iran "molto più duramente di prima". Già sabato si è tenuto l'incontro preparatorio nel golf club in Virginia.

Riunione decisiva
Domani
Situation Room sull'Iran. Sul tavolo le nuove opzioni militari.

Incontro preparatorio
Sabato
Briefing con i consiglieri più stretti nel golf club in Virginia, al rientro dalla Cina.

Scadenza ufficiale
Non indicata
Il presidente non ha fissato una deadline pubblica per il negoziato con Teheran.

Chi siede al tavolo decisivo

JD Vance
Vicepresidente

Steve Witkoff
Inviato speciale Casa Bianca

Marco Rubio
Segretario di Stato

John Ratcliffe
Direttore CIA

Lettura

Trump alza i toni, ma evita di fissare una scadenza pubblica. La doppia traccia, pressione militare e negoziato, resta la cornice della strategia americana. Sullo sfondo, anche una telefonata con Benjamin Netanyahu per pianificare i prossimi passi.

Lo shock energetico

Il prezzo del petrolio torna a salire, le scorte continuano a scendere


Lo Stretto di Hormuz resta chiuso. I trader rilasciano le riserve strategiche, ma il deficit globale tra consumi e produzione resta ampio.

Brent — ieri sera, ora americana

111$/barile
▲ oltre +2% in giornata

111$

150$

180$

Oggi
111$
Mercati

Scenario
"escalation"
150$
M. Stanley

Stima
peggiore
180$
Aberdeen

Sopra i 150 dollari al barile: scenario di "escalation" con carenze fisiche, interruzioni nelle catene di fornitura e recessione in arrivo (Morgan Stanley).

4$/gallone
Prezzo medio benzina USA, superato per la prima volta dall'inizio del conflitto (dati AAA).

+30%
Aumento del prezzo della benzina USA da fine febbraio, inizio del conflitto.

~380 mln
Barili in meno nelle riserve globali da inizio guerra (escluse scorte nel Golfo).

>2 mln/g
Barili di greggio d'emergenza immessi nel sistema oggi. Molti rilasci terminano entro luglio.

Misure d'emergenza contro il caro petrolio
Numero di Paesi che hanno introdotto misure per proteggere la propria economia dal caro greggio.

+21Paesi in poche settimane
Dati IEAcitati dal Financial Times

Fine marzo 55 Paesi

Oggi 76 Paesi

Fine marzo
Oggi

In poche settimane il numero di Paesi con misure d'emergenza è cresciuto del 38%.

Il deficit di petrolio · marzo-giugno 2026
Consumi globali ben oltre la produzione. Per colmare il divario, i governi hanno deciso di rilasciare le proprie riserve strategiche.

6mln di barili al giorno
Deficit IEA8-9 nelle stime alte

Consumi globali ~106 mln/g

Produzione ~100 mln/g

Domanda
Offerta
Deficit IEA

Valori indicativi in milioni di barili al giorno. Scorte OCSE verso lo "stress operativo" a inizio giugno, secondo le valutazioni di JPMorgan.

L'allarme

Senza una fine del conflitto e una riapertura dello Stretto di Hormuz nelle prossime settimane, una recessione mondiale potrebbe essere sul tavolo, avverte il Commissario europeo Tzitzikostas. "Stiamo vivendo a credito", aggiunge l'economista Paul Diggle (Aberdeen).

La mappa della diplomazia

Mediatori al lavoro, mentre i droni tornano sui cieli degli Emirati


Pakistan e Qatar tengono aperto il canale del negoziato. Intanto la guerra torna negli Emirati: tre droni sorvolano Barakah, uno colpisce la centrale nucleare senza causare perdite radioattive.

Stati Uniti
Trump alza la pressione

Escalation

"Vogliamo raggiungere un accordo. Non sono ancora dove vogliamo che siano. Dovranno arrivarci, altrimenti saranno colpiti duramente". Domani è prevista una riunione nella Situation Room, ma già sabato si è tenuto in Virginia un briefing preliminare con Vance, Witkoff, Rubio e Ratcliffe.

Iran
Parte negoziale

Sotto pressione

Nel weekend riceve a Teheran il Ministro dell'Interno pakistano per colloqui con i vertici iraniani. Intanto Trump avverte: "Il tempo stringe. Devono muoversi in fretta, o non resterà più nulla".

Pakistan
Mediatore ufficiale

Mediatore

Il Ministro dell'Interno si è recato a Teheran tra sabato e domenica per colloqui con i vertici iraniani. Il Pakistan svolge il ruolo di mediatore ufficiale tra Stati Uniti e Iran.

Qatar
Canale parallelo

Mediatore

Il premier Mohammed bin Abdulrahman Al Thani ha avuto colloqui telefonici con l'omologo pakistano e con il Ministro degli Esteri iraniano. Doha è coinvolta nella mediazione insieme a Islamabad.

Emirati Arabi
Drone colpisce Barakah

Attaccati

Domenica notte un drone ha colpito la centrale nucleare di Barakah, danneggiando un generatore esterno al perimetro interno. Nessuna conseguenza radioattiva. In tutto, 3 droni sono entrati nello spazio aereo emiratino "dal confine occidentale", forse dallo Yemen. Il consigliere Anwar Gargash parla di "pericolosa escalation" e indica Teheran come responsabile.

Israele
Telefonata con Trump

Alleato

Trump ha sentito al telefono ieri il primo ministro Benjamin Netanyahu, in vista del Consiglio di Sicurezza Nazionale americano convocato per domani.

Le 48 ore

Come è arrivato l'ultimatum


Dalla riunione in Virginia all'attacco di Barakah, fino al nuovo ultimatum di Trump.

Sabato — Virginia
Briefing nel golf club al rientro dalla Cina

Trump incontra i suoi consiglieri più stretti per discutere l'Iran. Presenti Vance, Witkoff, Rubio e Ratcliffe.

Weekend — Teheran
Il Ministro pakistano vola a Teheran

Tra sabato e domenica colloqui con i vertici iraniani. Telefonata anche tra il premier del Qatar e il Ministro degli Esteri iraniano.

Domenica notte — Barakah
Drone colpisce la centrale nucleare emiratina

3 droni entrati nello spazio aereo emiratino dal confine occidentale. Uno danneggia un generatore esterno. 2 intercettati. Nessuna conseguenza radioattiva.

Ieri — Washington
Telefonata Trump-Netanyahu

Il presidente americano sente il primo ministro israeliano in vista della riunione di domani nella Situation Room.

Ieri sera — Telefonata ad Axios
"Il tempo stringe. Saranno colpiti duramente"

Trump lancia un nuovo ultimatum a Teheran: senza una proposta migliore, gli Usa colpiranno "molto più duramente di prima". Nessuna scadenza pubblica fissata.

Ieri sera — Mercati
Brent oltre i 111 dollari al barile

Il greggio sale di oltre il 2% in giornata. Negli Usa la benzina ha superato i 4 dollari al gallone, +30% dall'inizio del conflitto (AAA).

Domani — Situation Room
Riunione potenzialmente decisiva sulle opzioni militari

Trump riunisce il suo team di sicurezza nazionale a Washington per discutere come colpire l'Iran in caso di fallimento del negoziato.

Fonti Axios, Financial Times, Associated Press, AAA, International Energy Agency, JPMorgan, Morgan Stanley. Dichiarazioni di Donald Trump da telefonata ad Axios.

La mediazione e l'attacco negli Emirati


Sul piano diplomatico, il Ministro dell'Interno pakistano si è recato a Teheran tra sabato e domenica per colloqui con i vertici iraniani. Il Pakistan svolge il ruolo di mediatore ufficiale tra Stati Uniti e Iran. Anche il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, a sua volta coinvolto nella mediazione, ha avuto colloqui telefonici con il suo omologo pakistano e con il ministro degli Esteri iraniano.

La tensione resta però alta nel Golfo. Domenica notte un drone di origine sconosciuta ha colpito la centrale nucleare di Barakah, negli Emirati Arabi Uniti, danneggiando "un generatore elettrico all'esterno del perimetro interno", secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa emiratino. Il velivolo era uno dei tre droni entrati nello spazio aereo del Paese "dalla direzione del confine occidentale", forse partito dallo Yemen. Gli altri due sono stati intercettati.

Il Ministero degli Esteri emiratino ha precisato che l'episodio non ha avuto conseguenze sui livelli di sicurezza radiologica. Pur senza accusare direttamente l'Iran, il consigliere diplomatico Anwar Gargash ha indicato Teheran come possibile responsabile. Su X ha parlato di "una pericolosa escalation" condotta "direttamente dall'attore principale o tramite uno dei suoi proxy".

Petrolio, scorte e rischio recessione


La tensione nel Golfo si riflette anche sui mercati. Il Brent è salito di oltre il 2 per cento, superando i 111 dollari al barile poco prima delle 21.30 di ieri, ora americana. Secondo i dati della International Energy Agency citati dal Financial Times, 76 Paesi hanno già introdotto misure d'emergenza per proteggere le proprie economie dal caro petrolio. A fine marzo erano 55. Paul Diggle, capo economista del fondo Aberdeen, ha detto al Financial Times che il suo team sta valutando uno scenario in cui il Brent possa arrivare fino a 180 dollari al barile, con una nuova fiammata dell'inflazione e recessioni in diversi Paesi europei e asiatici. Non è ancora lo scenario di riferimento, ha precisato, ma "stiamo vivendo a credito".

I numeri confermano la pressione sul mercato. Tra marzo e giugno, secondo la International Energy Agency, i consumi globali di petrolio supereranno la produzione di circa 6 milioni di barili al giorno. Alcuni analisti stimano un divario ancora più ampio, tra 8 e 9 milioni di barili al giorno. Per colmare il deficit, i trader hanno ridotto gli stoccaggi a terra e in mare, mentre i governi hanno iniziato a rilasciare le riserve strategiche. Oggi oltre 2 milioni di barili al giorno di greggio d'emergenza verranno immessi nel sistema, ma molti di questi rilasci termineranno entro luglio. Dall'inizio della guerra le riserve globali sono diminuite di quasi 380 milioni di barili, senza contare le scorte bloccate nel Golfo.

JPMorgan stima che le scorte dei Paesi OCSE potrebbero raggiungere "livelli di stress operativo" già all'inizio di giugno. Sulla stessa linea il Commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, che durante una conferenza del Financial Times ad Atene ha avvertito: senza una fine del conflitto e una riapertura dello Stretto di Hormuz nelle prossime settimane, "una recessione mondiale potrebbe essere sul tavolo". Anche gli analisti di Morgan Stanley parlano di uno scenario di "escalation" in cui il greggio potrebbe superare i 150 dollari al barile, provocando "carenze fisiche, interruzioni nelle catene di fornitura ed esiti recessivi". Intanto, negli Stati Uniti il prezzo medio della benzina ha superato i 4 dollari al gallone, con un aumento di circa il 30% dall'inizio del conflitto a fine febbraio, secondo i dati di AAA.

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Roseto degli Abruzzi non è solo mare e turismo.

Francesco Luciani, assessore comunale di Roseto degli Abruzzi per Volt, ospite di Fuori dal Comune su TRSP, ribadisce che il turismo conta, ma da solo non basta a costruire futuro, lavoro e benessere.

Una città viva ha bisogno di servizi, imprese, industria, manifattura, cultura, competenze e opportunità vere per chi vuole restare, tornare o investire sul territorio.

Roseto può essere un’eccezione positiva in Abruzzo: una città capace di attrarre giovani, famiglie ed energie nuove. Ma proprio per questo serve una visione più ambiziosa, che non si accontenti di vendere il paesaggio e aspettare la stagione estiva.

Roseto degli Abruzzi può essere molto più di una bella destinazione turistica: può essere una città in cui vivere bene, lavorare, produrre e costruire opportunità.

Una città vera, non una cartolina!

#RosetoDegliAbruzzi #Abruzzo #Turismo #Lavoro #SviluppoLocale #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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CVE-2025-14177: Malicious JPEG Files Expose PHP Heap Memory — Critical Flaws in getimagesize() and iptcembed() Patched
#CyberSecurity
securebulletin.com/cve-2025-14…
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First Public macOS Kernel Exploit on Apple M5 Bypasses Hardware Memory Protection — Developed in Just Five Days With AI Assistance
#CyberSecurity
securebulletin.com/first-publi…
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📅 Gli eventi della settimana

2° Meeting nazionale TWC Italia

🕒 13 giugno, 00:00 - 14 giugno, 00:00
📍 Casale Falchetti, Roma, Lazio
🔗 mobilizon.it/events/1f53f993-b…


2° Meeting nazionale TWC Italia
Inizia: Sabato Giugno 13, 2026 @ 12:00 AM GMT+02:00 (Europe/Rome)
Finisce: Domenica Giugno 14, 2026 @ 12:00 AM GMT+02:00 (Europe/Rome)

Incontriamoci. Confrontiamoci. Organizziamoci.

🌍 LSA100Celle - Roma

📍13 e 14 giugno ci vediamo a #Roma per il secondo Meeting nazionale di Tech Workers Coalition Italia. Un'occasione per discutere delle criticità del settore tech italiano e globale e mettere in rete le pratiche di mobilitazione.Un grande log out nazionale per costruire l'alternativa possibile nei nostri luoghi di lavoro. Non lasciamoci deformare dalla tecnologia.

Sostieni il meeting su OpenCollective e segui tutti gli aggiornamenti sul programma sul nostro sito.


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Hallo re:publica! Heute um 18:45 Uhr stellen @rebeccacie und ich euch die neuesten Recherchen von @netzpolitik_feed und @br_data zum Handel mit Daten aus der Werbeindustrie vor.

Es gefährdete Journalist:innen und Teenager, um den digitalen Omnibus der EU und um das Zusammenwachsen von Überwachungskapitlaismus und Überwachungsstaat.

Stage 4. Kommt vorbei, wird gruselig!

@republica #rp26

re-publica.com/de/session/wir-…

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Grafana Labs Security Breach: Hackers Steal GitHub Token, Download Private Codebase, and Demand Ransom
#CyberSecurity
securebulletin.com/grafana-lab…
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Pwn2Own Berlin 2026 Day 2: Exchange, Windows 11, and AI Coding Tools Fall to Zero-Days — $908,750 in Total Prizes
#CyberSecurity
securebulletin.com/pwn2own-ber…
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Migliaia di fedeli al National Mall per il raduno di preghiera voluto da Trump


Il presidente, il vicepresidente Vance e diversi membri del governo hanno partecipato a "Rededicate 250", evento finanziato con milioni di dollari pubblici che ha legato esplicitamente lo Stato alla fede cristiana.

Migliaia di persone hanno trasformato un tratto del National Mall di Washington in una funzione religiosa di stile evangelico, in un evento sostenuto dal presidente Donald Trump e finanziato con milioni di dollari dei contribuenti. La manifestazione, intitolata "Rededicate 250: A National Jubilee of Prayer, Praise & Thanksgiving", si è svolta domenica 17 maggio ed è durata otto ore. Sul palco si sono alternati alti funzionari del governo e leader religiosi che hanno descritto gli Stati Uniti come una nazione fondata per essere esplicitamente cristiana e in pericolo se la popolazione si allontana da quella fede.

L'iniziativa rientra nelle celebrazioni per i 250 anni dell'indipendenza americana, che culmineranno il 4 luglio 2026. È stata organizzata da Freedom 250, una partnership pubblico-privata sostenuta dalla Casa Bianca. I democratici al Congresso hanno messo in discussione la struttura e le finanze dell'organizzazione no profit, considerandola un modo per aggirare una commissione separata istituita dieci anni fa dal Congresso per preparare gli eventi del semiquincentenario.

250 years. One nation. And an incredible day of prayer, praise, and rededication.

Thank you to everyone who joined us in person and in spirit. Together, we lifted up this country in prayer and gave thanks for 250 years of God’s faithfulness. pic.twitter.com/Jlhvc6xxRs
— Freedom 250 (@Freedom250) May 18, 2026


Trump, che non è noto per citare la Bibbia, ha letto in un videomessaggio registrato nello Studio Ovale un passaggio dal secondo libro delle Cronache, in cui Dio promette di guarire gli antichi israeliti se accetteranno di pregare e umiliarsi davanti a lui. Si tratta dello stesso filmato già utilizzato il mese scorso durante una maratona di lettura biblica. Il versetto è spesso citato da chi sostiene che gli Stati Uniti siano stati fondati come nazione cristiana.

Il segretario di Stato Marco Rubio, intervenuto in video, ha affermato che le civiltà precedenti al cristianesimo vedevano la storia come una "ruota che non porta da nessuna parte" e che la fede cristiana è sempre stata "l'anima della nazione". Il vicepresidente JD Vance ha definito l'America "una nazione di preghiera" da sempre, citando il proclama del Ringraziamento di George Washington del 1789. Vance ha anche citato il defunto attivista conservatore Charlie Kirk, sostenendo che ogni legge riflette una morale e che né la legge né la morale nascono nel vuoto, ma derivano dalla religione.

Il direttore dell'intelligence nazionale Tulsi Gabbard ha invitato gli americani a umiliarsi davanti a Dio, mentre il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha raccontato l'episodio di George Washington in preghiera a Valley Forge nell'inverno del 1777, esortando i presenti a pregare in ginocchio rivolgendosi a "nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo". Il presidente della Camera Mike Johnson, repubblicano della Louisiana, ha tenuto un lungo discorso in presenza, parlando di una nuova era di sfide e di "ideologie sinistre che seminano confusione e discordia". Johnson ha denunciato presunti attacchi alla storia americana, ai suoi eroi e all'identità morale e spirituale del paese.

Il senatore Tim Scott, repubblicano del South Carolina e tra i principali alleati di Trump al Congresso, ha chiesto al pubblico quanti amassero Gesù e ha affermato che i diritti degli americani non provengono dal governo ma da Dio. Scott ha sostenuto che il movimento per i diritti civili degli anni Sessanta fu trainato dalla chiesa e dalla preghiera, citando Martin Luther King Jr. come predicatore prima ancora che come leader politico.

Quasi tutti i religiosi e i leader di fede saliti sul palco erano protestanti evangelici di orientamento politico conservatore. Hanno parlato i figli di noti pastori evangelici come Billy Graham, Jerry Falwell e Pat Robertson, evocando una precedente generazione della destra religiosa. Tra i volti più popolari ci sono stati la podcaster Sadie Robertson Huff, 28 anni, nipote della star di "Duck Dynasty" Phil Robertson, e Jonathan Roumie, protagonista della serie televisiva "The Chosen" dedicata a Gesù. Cissie Graham Lynch, figlia di Franklin Graham e nipote di Billy Graham, ha sostenuto che l'America ha oggi un bisogno particolare di Dio. Tra i partecipanti c'era anche Alveda King, nipote di Martin Luther King Jr., che ha respinto in un'intervista a Fox News l'idea di una rigida separazione tra Chiesa e Stato.

Il rabbino ortodosso Meir Soloveichik è stato l'unico leader religioso non cristiano in programma. Ha aperto il suo intervento parlando di Irving Berlin, l'ebreo nato in Russia che fuggì dalle persecuzioni religiose negli Stati Uniti, dove compose "God Bless America". Soloveichik ha definito l'antisemitismo "del tutto antiamericano", un riferimento ai dibattiti che dividono la destra. Il rabbino fa parte della Religious Liberty Commission dell'amministrazione Trump insieme alla responsabile dell'ufficio per la fede della Casa Bianca Paula White-Cain, all'evangelista Franklin Graham, al cardinale Timothy Dolan e al vescovo Robert Barron, anche loro presenti nel programma.

Fino al secondo mandato di Trump era praticamente inedito nei tempi moderni che funzionari del governo statunitense legassero pubblicamente la nazione a uno specifico insieme di credenze religiose. I membri del gabinetto di Trump hanno cambiato questa consuetudine. Lo storico Matthew Sutton, autore del recente "Chosen Land: How Christianity Made America and Americans Remade Christianity", ha dichiarato al Washington Post che l'uso delle Scritture da parte di Trump è stato "Trump al suo meglio e più blasfemo", spiegando che il presidente ha preso un versetto caro agli evangelici proponendosi come il re al posto di Salomone e i suoi progetti al posto del tempio ebraico, con l'avvertimento che sfidare il re significa sfidare Dio.

Diversi storici della religione americana e critici dell'amministrazione hanno osservato che l'evento dipinge una storia delle origini molto più complessa e diversificata di quella raccontata sul palco, ricordando che i padri fondatori scelsero di tenere la religione a distanza dal governo nella Costituzione. Il reverendo Adam Russell Taylor, ministro battista a capo dell'organizzazione cristiana progressista Sojourners, ha espresso preoccupazione per il fatto che a essere rededicata sia in realtà la nazione a una parte molto ristretta e ideologica della fede cristiana, in contrasto con l'impegno fondamentale del paese per la libertà religiosa. Il rabbino Jonah Dov Pesner, direttore del Religious Action Center of Reform Judaism, ha sottolineato la diversità religiosa dell'America delle origini, che comprendeva ebrei, musulmani e popolazioni indigene.

Fuori dal recinto dell'evento si sono radunati piccoli gruppi di manifestanti con cartelli contrari alla fusione tra Chiesa e Stato. La Freedom From Religion Foundation, che promuove una rigida separazione, e l'organizzazione cristiana Faithful America hanno organizzato una controprogrammazione, esibendo vicino al Mall un grande pallone a forma di vitello d'oro con sembianze di Trump, in un riferimento biblico all'idolatria. Giovedì sera l'Interfaith Alliance ha proiettato slogan di protesta su una parete esterna della National Gallery of Art, tra cui "Democrazia non teocrazia" e "La separazione tra Chiesa e Stato fa bene a entrambe".

Lo stile di culto carismatico, evangelico e non confessionale ha riflesso la fluidità del cristianesimo americano come forza culturale e politica. Molti partecipanti hanno descritto la propria fede più come una contrapposizione tra bene e male che come l'adesione a una specifica denominazione cristiana, e alcuni combinano il cristianesimo con altri elementi, come la spiritualità nativa americana o l'astrologia.

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Il Pentagono cancella l'invio di 4.000 soldati in Polonia


Hegseth annulla all'improvviso la rotazione della 2ª Brigata corazzata, già in parte arrivata in territorio polacco. Trump promette altri tagli alle truppe in Europa per ritorsione contro gli alleati.

Il Pentagono ha cancellato senza preavviso il dispiegamento di oltre 4.000 soldati americani in Polonia, parte di una più ampia riduzione delle forze statunitensi in Europa decisa dall'amministrazione Trump. La decisione del segretario alla Difesa Pete Hegseth ha colto di sorpresa Varsavia, il Congresso americano e gli stessi vertici militari, in alcuni casi informati a poche ore dalla partenza dei reparti.

I militari coinvolti appartengono alla seconda Brigata corazzata della prima Divisione di cavalleria, di stanza a Fort Hood in Texas. Erano in procinto di iniziare una missione di nove mesi per dissuadere la Russia da nuove aggressioni in Europa. Parte dei soldati e dell'equipaggiamento, tra cui carri armati Abrams e veicoli da combattimento Bradley, era già giunta in Polonia quando è arrivato l'ordine di rientro. Le navi cargo hanno dovuto essere riorganizzate, i voli ricalcolati, i mezzi sottoposti a pulizia profonda per evitare contaminazioni al rientro negli Stati Uniti. Alcuni soldati ancora in territorio americano sono stati fermati poco prima dell'imbarco.

Lo scoop è stato anticipato dall'Army Times. Funzionari del Pentagono hanno poi confermato che la cancellazione arriva dopo un memorandum firmato da Hegseth che ordina al comando dei capi di stato maggiore congiunti di rimuovere una brigata da combattimento dall'Europa. La scelta dell'unità è stata lasciata ai vertici militari. Lo stesso provvedimento ha cancellato anche l'invio in Germania di un battaglione addestrato all'uso di razzi e missili a lungo raggio. Il piano per quest'ultimo reparto era stato annunciato dalla Nato nel 2024 e prevedeva missili con gittata significativamente superiore a quelli attualmente schierati sul continente.

Le cancellazioni rispondono a un ordine presidenziale emanato all'inizio di maggio per ridurre di circa 5.000 unità le truppe americane in Europa. Due settimane prima il Pentagono aveva annunciato il ritiro di 5.000 soldati dalla Germania, con redistribuzione tra Stati Uniti e altre basi all'estero. Quella decisione era arrivata dopo che il cancelliere tedesco Friedrich Merz aveva detto che l'Iran aveva "umiliato" gli Stati Uniti e aveva messo in dubbio la strategia americana nel conflitto in corso. Trump aveva reagito con rabbia e ha poi promesso tagli "molto più consistenti" dei 5.000 inizialmente annunciati, minacciando di ritirare truppe anche da Italia e Spagna, paesi che il presidente accusa di non aver sostenuto la guerra contro l'Iran. Una brigata era già stata ritirata dalla Romania lo scorso anno senza essere sostituita.

Con questi tagli, il livello delle forze americane in Europa tornerebbe a quello del 2022, prima dell'invasione russa dell'Ucraina, quando l'amministrazione Biden aveva incrementato la presenza militare sul continente. Attualmente ci sono circa 80.000 soldati statunitensi in Europa. La Germania ospita il secondo maggiore contingente americano al mondo dopo il Giappone, con oltre 30.000 unità, e secondo i funzionari della Difesa rappresenta uno snodo cruciale per le operazioni in Medio Oriente, Europa e Africa, inclusi gli ospedali militari che hanno accolto i feriti gravi evacuati dal fronte iraniano.

In Polonia stazionano circa 7.400 militari americani, di cui solo 300 in modo permanente. Gli altri ruotano periodicamente. Le strutture stabili comprendono la base di supporto navale a Redzikowo, che ospita un sistema antimissile balistico, il quartier generale del quinto Corpo d'armata a Poznań e una guarnigione di supporto logistico. Il governo polacco aveva sperato di essere risparmiato dai tagli: Varsavia è il paese Nato che spende di più in difesa in rapporto al Pil, con il 4,7% nel 2025, percentuale che supera anche quella degli Stati Uniti. Lo stesso Hegseth ha definito la Polonia un "alleato modello". A settembre, durante la visita alla Casa Bianca del presidente conservatore polacco Karol Nawrocki, Trump aveva detto che non intendeva ritirare truppe e che se la Polonia lo avesse chiesto ne avrebbe inviate di più.

Il ministro della Difesa polacco Wladyslaw Kosiniak-Kamysz ha minimizzato sui social, sostenendo che la decisione "non riguarda la Polonia" ma è collegata al precedente annuncio sulla riduzione delle forze in Europa. Il primo ministro Donald Tusk ha riferito di aver ricevuto "rassicurazioni" che la scelta è di natura logistica e non incide sulla deterrenza. Il vice ministro della Difesa Paweł Zalewski ha dichiarato a TVN24 che gli americani non intendono ridurre sistematicamente la presenza in Polonia. Toni più critici sono arrivati dall'opposizione: Krzysztof Bosak, leader del partito di estrema destra Confederazione, ha parlato di "caos interno e perdita di credibilità del nostro più importante alleato".

La gestione della comunicazione ha generato confusione anche all'interno dell'apparato militare polacco. Secondo una ricostruzione di tre fonti vicine al capo di stato maggiore polacco, generale Wiesław Kukuła, pubblicata da Onet attraverso il network Axel Springer, gli americani avevano inviato la notifica già lunedì o martedì tramite un sistema di comunicazione classificato dedicato ai rapporti con gli alleati. Il messaggio sarebbe rimasto bloccato nella posta riservata del generale Kukuła, che per legge è l'unico autorizzato a leggere la corrispondenza classificata. Solo mercoledì, dopo che la notizia era già emersa sui media americani, il capo di stato maggiore ha informato i comandi. Le fonti descrivono il testo americano come "un messaggio di una sola frase" inviato per canali militari di routine, senza spiegazioni. Il colonnello Marek Pietrzak, portavoce dello stato maggiore polacco, ha però smentito che la comunicazione sia arrivata lunedì.

Il generale in pensione Mieczysław Cieniuch, capo di stato maggiore dal 2010 al 2013, ha dichiarato a Onet che un'informazione di questa portata avrebbe dovuto essere classificata come urgente e trasmessa immediatamente al ministro della Difesa, data la sua valenza politica oltre che militare. Una delle fonti ha aggiunto che la presenza militare americana in Polonia subirà comunque una riduzione, contraddicendo le rassicurazioni date in pubblico dal comandante delle forze statunitensi in Europa.

Al Congresso le critiche sono arrivate da entrambi gli schieramenti. Il deputato repubblicano Don Bacon del Nebraska, dopo aver parlato con esponenti polacchi, ha definito la decisione "deprecabile" e "un imbarazzo per il nostro paese". Il presidente della Commissione Forze armate della Camera, il repubblicano Mike Rogers dell'Alabama, ha lamentato la mancata consultazione del Congresso, prevista per legge. La senatrice democratica Jeanne Shaheen, membro della Commissione Forze armate del Senato, ha definito la scelta "davvero preoccupante" e ha sostenuto che sottrarre una brigata corazzata a un alleato chiave europeo incoraggerà Vladimir Putin nella guerra in Ucraina, ora al quinto anno. La legge sulla difesa approvata quest'anno impone al Pentagono di presentare piani dettagliati se la presenza americana in Europa scende sotto le 76.000 unità per più di 45 giorni.

Durante un'audizione al Congresso, il segretario dell'Esercito Daniel Driscoll e il generale Christopher LaNeve, capo di stato maggiore facente funzione, hanno riferito che le discussioni sulla cancellazione erano in corso da due settimane ma la decisione definitiva era stata presa pochi giorni prima. LaNeve, incalzato da Bacon, si è rifiutato di entrare nel merito politico della scelta. Il portavoce del Pentagono Joel Valdez ha respinto la ricostruzione di una decisione presa all'ultimo momento, parlando di "un processo completo e a più livelli". Un funzionario della Nato ha confermato che l'alleanza è consapevole degli aggiustamenti americani ma ha precisato che le cancellazioni non incidono sui piani di deterrenza e difesa, anche grazie all'aumentata presenza di Canada e Germania sul fianco orientale.

Ben Hodges, ex comandante dell'esercito americano in Europa, ha dichiarato all'Associated Press che la decisione "rafforza la percezione che gli Stati Uniti agiscano senza consultare gli alleati", danneggiando la coesione dell'alleanza e, nel lungo periodo, la fiducia dei partner nell'industria della difesa americana. Oana Lungescu, ex portavoce della Nato e oggi senior fellow al Royal United Services Institute, ha detto a Politico che le "decisioni disordinate e non coordinate dell'amministrazione Trump" rischiano di alienare gli alleati europei e di incoraggiare Putin. "Non ha senso che gli Stati Uniti puniscano la Polonia, che è un modello di investimento nella difesa e ampiamente favorevole alle politiche americane", ha aggiunto.

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La rassegna stampa di lunedì 18 maggio 2026


Trump affronta costi petroliferi e tensioni commerciali con la Cina mentre l'Iran costringe il Qatar a paralizzare le esportazioni di gas. Il Presidente pianifica un eliporto alla Casa Bianca

Questa è la rassegna stampa di lunedì 18 maggio 2026

La guerra in Iran colpisce gli americani con una bolletta energetica da 40 miliardi


Il conflitto in Iran ha provocato un aumento dei costi del carburante negli Stati Uniti pari a 40 miliardi di dollari, una cifra che supera il costo per riparare i ponti del paese o per rinnovare il sistema di controllo del traffico aereo. L'interruzione storica del petrolio, alimentata dallo stallo in corso nello Stretto di Hormuz, sta approfondendo le divisioni economiche negli USA e gettando un'ombra sulle fortune politiche del Presidente Trump.

Fonti: Financial Times, Semafor

La Casa Bianca annuncia accordi commerciali con la Cina dopo il vertice


Dopo il recente viaggio del Presidente Trump in Cina, la Casa Bianca ha annunciato che la Cina acquisterà almeno 17 miliardi di dollari in prodotti agricoli americani all'anno. I due paesi hanno inoltre concordato l'istituzione di un "consiglio commerciale" e misure per promuovere la "stabilità" nel mezzo dello scontro economico, anche se i dettagli specifici degli accordi rimangono ancora poco chiari.

Fonti: The Hill, Financial Times, Semafor

Trump pianifica l'installazione di un eliporto alla Casa Bianca


Il Presidente Trump sta discutendo piani per installare un eliporto alla Casa Bianca per prevenire che i nuovi potenti elicotteri Marine One danneggino il prato sud. Il progetto rappresenta l'ultimo piano di ristrutturazione della Casa Bianca da parte dell'amministrazione Trump.

Fonti: Wall Street Journal

Quasi la metà degli americani ansiosa per le finanze nonostante la gestione economica di Trump


Un nuovo sondaggio CBS News/YouGov rivela che il 44% degli americani considera la propria situazione finanziaria ed economica personale come "abbastanza cattiva" o "molto cattiva", manifestando frustrazioni con l'economia sotto il Presidente Trump. Il dato evidenzia il malcontento persistente nonostante le politiche economiche dell'amministrazione.

Fonti: The Hill

Greene prevede una "rivoluzione politica" se truppe USA saranno inviate in Iran


L'ex rappresentante Marjorie Taylor Greene ha previsto una "rivoluzione politica in America" se verranno inviate truppe americane via terra in Iran. Greene, ex alleata di Trump che ora ha avuto scontri con lui su multiple questioni, ha espresso forti preoccupazioni per un potenziale coinvolgimento militare diretto nel conflitto iraniano.

Fonti: The Hill

La guerra in Iran paralizza il Qatar, una delle nazioni più ricche al mondo


Gli attacchi iraniani e l'interruzione del transito marittimo hanno paralizzato le esportazioni vitali di gas del Qatar, bloccando le trasformazioni economiche destinate ad ancorare la crescita del paese. La situazione ha un impatto diretto sugli Stati Uniti come principale partner commerciale e di sicurezza del Qatar nella regione.

Fonti: New York Times

Un senatore repubblicano che votò per condannare Trump perde le primarie


Il senatore Bill Cassidy (R-La.) ha perso la corsa nelle primarie repubblicane della Louisiana nel nuovo sistema di primarie chiuse, dopo anni di disaccordo con il Presidente Trump seguito al suo voto per condannarlo per gli eventi del 6 gennaio 2021. L'ex senatore Mitt Romney ha descritto la sconfitta di Cassidy come "una perdita per il paese".

Fonti: Semafor, The Hill

Taiwan sottolinea l'importanza del supporto USA per gli accordi sulle armi


Dopo che il Presidente Trump ha lasciato intendere che le vendite di armi a Taiwan potrebbero figurare nei negoziati con la Cina, i funzionari taiwanesi hanno enfatizzato l'importanza strategica della loro isola e la necessità di continuare il supporto americano. La questione rappresenta un punto cruciale nelle relazioni USA-Cina e nella sicurezza del Pacifico.

Fonti: New York Times, Semafor

I gruppi della difesa chiedono un rinvio del divieto sui magneti cinesi


I contrattori militari stanno chiedendo più tempo per conformarsi al divieto sui magneti di terre rare cinesi, una proibizione che è stata in preparazione per anni e ora è a pochi mesi dall'entrata in vigore. La questione evidenzia le sfide dell'industria della difesa americana nel ridurre la dipendenza dalle forniture cinesi per componenti critici.

Fonti: Financial Times

Due jet militari si scontrano in volo durante uno spettacolo aereo in Idaho


Quattro membri dell'equipaggio sono al sicuro dopo che due jet della marina EA-18G Growler si sono scontrati e schiantati al suolo durante uno spettacolo aereo alla base aerea di Mountain Home nell'Idaho occidentale. L'incidente ha causato il blocco della base e tutti i membri dell'equipaggio sono riusciti a eiettarsi prima dello schianto.

Fonti: New York Times, The Guardian

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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La popolarità di Trump è ora più del doppio negativa rispetto al primo mandato! (17 maggio)


Non si arresta la caduta dell'approvazione di Trump che precipita ulteriormente nel burrone, scendendo sotto al 40% e toccando il -20 di net rating, senza che si intraveda il benché minimo segnale di una possibile risalita.

Come ogni domenica, facciamo un resoconto sulla approvazione del presidente Trump, con i cambiamenti occorsi negli ultimi sette giorni.

Come ormai da diverso tempo a questa parte, prosegue il periodo horror per Trump, con la popolarità che continua a subire ingenti perdite dall'inizio della guerra in Iran.

La situazione per il tycoon è estremamente drammatica, ed è difficile trovare dei dati così negativi nella storia recente della politica americana.

Il net rating ha ormai raggiunto la cifra record di -20, con il tasso di approvazione che resta abbastanza stabilmente sotto al 40% (con punte molto negative) e la disapprovazione non lontana dal 60%.

Sono numeri terrificanti, che non erano mai stati toccati nemmeno nei momenti peggiori del primo mandato e fino a dieci punti inferiori rispetto a prima della guerra in Iran.

Per il tycoon sarà difficile rialzarsi da questa situazione: soprattutto qualora dovesse riprendere la guerra o dovessero perdurare il caos e la paralisi della situazione, i numeri potrebbero scivolare ulteriormente verso il basso.

Il dato è peggiore di quattro punti rispetto alla media di Joe Biden nel maggio 2022; questo significa che l’approvazione di Trump è la peggiore di qualunque presidente fino al giorno d’oggi dopo sedici mesi di presidenza, e la distanza col suo predecessore si è notevolmente ampliata. Arriva addirittura a oltre undici punti, invece, la distanza con il suo primo mandato.

Il net rating (la differenza tra tasso di approvazione e tasso di disapprovazione) rimane saldamente in territorio negativo sia per la media di RealClearPolitics (RCP), sia per quella del Silver Bulletin, sia per la nostra di Focus America.

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Tutte le medie registrano una discesa di circa un punto rispetto a sette giorni fa, con Focus America e Silver che toccano il -20, mentre RCP si mantiene qualche punto più alta.

Come già accennato, dopo più di sedici mesi alla Casa Bianca, il gradimento di questo secondo mandato si colloca sotto rispetto ai primi sedici mesi del suo primo mandato e di Biden.

Sondaggi
L’approvazione di Trump e degli altri presidenti
Approvazione netta (approva − disapprova), per giorni dall’insediamento

Presidente
Trump II

Grafici Recap numerico

Facendo un paragone con il passato, grazie ai dati di Focus America, si nota come il dato di apprezzamento di Trump dopo 481 giorni di presidenza (-20 secondo la nostra media) sia il più basso tra tutti i presidenti USA dal secondo dopoguerra in avanti nello stesso periodo, indietro come detto anche rispetto al suo primo mandato, in cui era ben più del doppio, a -8,7.

Anche Joe Biden, comunque, con il suo -16,1 non brillava particolarmente dopo sedici mesi di presidenza.

Sul nostro sito trovate i grafici con il confronto con tutti i primi mandati degli altri presidenti, con una frequenza di aggiornamento pari a 8 volte al giorno.

Il tasso di approvazione di Trump oscilla tra il 38% e il 40%, mentre il tasso di disapprovazione si aggira intorno al 57%-59%.

Nelle prossime settimane monitoreremo l’evoluzione di questa situazione, per cogliere se ci saranno ulteriori ripercussioni sui numeri con gli sviluppi della tregua con l’Iran.

Di seguito pubblichiamo una selezione delle rilevazioni dei migliori istituti rilasciate nel corso dell'ultima settimana. Di fianco alla casa sondaggistica scriviamo due numeri percentuali: il primo è il tasso di approvazione, il secondo quello di disapprovazione.

Ricordiamo che, stante la chiusura del sito FiveThirtyEight, abbiamo deciso di utilizzare i numeri del Silver Bulletin, il nuovo sito di Nate Silver, fondatore di 538.

Sondaggi
Gli ultimi sondaggi sulla popolarità di Trump
6 rilevazioni di 6 istituti — 17 maggio 2026

Sondaggi Metodo

Ordina per:Data fineNet Approval

Legenda campioni

RV

Registered Voters · 1 sondaggio
Elettori registrati al voto

A

Adults · 5 sondaggi
Tutti gli adulti americani — campione più ampio

Affidabilità
RVA

Elaborazione di Focus America su dati dei sondaggi pubblici · Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2026

Il sito Silver Bulletin (che fa una propria media aggiustata di tutti i sondaggi, dandone un peso maggiore o minore in base al bias storico e al rating delle firme che li svolgono) segna una media generale di 38,5% (-0,3) - 58,3% (+0,5). In totale un net approval arrotondato di -19,8 (-0,8).

Il sito RealClearPolitics, invece, che fa una selezione solo di alcuni sondaggi in base all'affidabilità di chi li esegue, segnala una media totale migliore: 40,1% (-0,4) - 56,9% (+0,6). In totale un rating di -16,8 (-1).

La media calcolata da noi di Focus America, invece, è di 38,5% (-0,5) - 58,5% (+1,1), con in totale un rating di -20 (-1,6). La metodologia utilizzata è specificata direttamente nella pagina del nostro sito dedicata ai sondaggi sulla popolarità di Trump.

Tracker
L’approvazione di Trump: tre medie a confronto
Andamento giornaliero dall’insediamento

Seleziona fonte
Confronto Silver Bulletin RCP FocusAmerica

Silver Bulletin

RealClearPolitics

FocusAmerica

Clicca qui per vedere i dati aggiornati in tempo reale della popolarità di Trump

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Francesca Romana D'Antuono, copresidente di Volt Europa, sui fatti di Modena: solidarietà alle persone ferite e alle famiglie coinvolte.

Davanti al dolore non serve lo sciacallaggio della destra: serve rispetto, giustizia e senso di responsabilità.

#Modena #SciacallaggioPolitico #Destra #FrancescaRomanaDAntuono #PoliticaItaliana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Opposition to the Mass. House’s Child Censorship Bill Grows


The fight against the Mass. House’s censorship bill continues to gain attention. WBUR and NBC Boston have reported on it. The Boston City Council unanimously voted to urge Gov. Healey, the Massachusetts legislature and the Congressional delegation to oppose the Kids Online Safety Act and other bills that would impose age verification systems, censor children and undermine our privacy.

The Massachusetts Senate still hasn’t taken up H. 5366. Contact your Mass. senator and urge them to vote it down. We listed the reasons we oppose this bill.

We joined a letter with more than 50 organizations opposing this bill. Thanks to Fight for the Future for all their efforts in organizing opposition to this bill. Fight for the Future also released a working draft of a model bill they are offering as an alternative to the House bill. We will review it at our next member meeting tonight at 8pm. If you cannot attend, email us your thoughts at info@masspirates.org.


masspirates.org/blog/2026/05/1…

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Alcune red flag non si possono ignorare 🚩🚩🚩

#RedFlag #AppuntamentoCancellato #PoliticaItaliana #DirittiCivili #GreenDeal #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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I Repubblicani del Midwest chiedono aiuto a Vance


I leader del partito puntano sul vicepresidente per mobilitare gli elettori di Trump in Stati chiave come Ohio, Michigan e Wisconsin, in vista di un voto reso difficile dalla guerra in Iran e dal caro vita.

I repubblicani degli Stati del Midwest stanno chiedendo al vicepresidente JD Vance di moltiplicare le visite nei loro territori in vista delle elezioni di metà mandato, nella convinzione che la sua presenza sia decisiva per portare alle urne l'elettorato di Donald Trump. La richiesta arriva in una fase difficile per il partito, alle prese con una guerra in Iran impopolare e con la crescente preoccupazione degli americani per il costo della vita. A riportare la notizia è Politico.

Vance "sarà sicuramente in Michigan diverse volte in questo ciclo elettorale", ha dichiarato a Politico Jim Runestad, presidente del partito repubblicano del Michigan, spiegando che lo staff del vicepresidente lo ha contattato per valutare "tutte le diverse opzioni possibili per una sua visita". Lo stesso Runestad ha definito "assolutamente vitale" la presenza di Trump e Vance nello Stato.

La posta in gioco è alta. I repubblicani difendono maggioranze risicate alla Camera e al Senato, e una manciata di sfide chiave nel Midwest determinerà chi controllerà il Congresso negli ultimi due anni del mandato presidenziale. Gli stessi Stati saranno poi campi di battaglia decisivi per le presidenziali del 2028. Trump ha già visitato l'Iowa e il Michigan a gennaio, l'Ohio e il Kentucky a marzo, l'Arizona ad aprile, ma i suoi spostamenti interni sono diminuiti dopo l'autorizzazione degli attacchi americani contro l'Iran, che ha mandato in tilt il mercato dell'energia. Vance invece ha intensificato le tappe, toccando Iowa, Georgia, Ohio, Wisconsin, North Carolina, Maine e Minnesota, con una visita prevista in Missouri.

L'interesse dei dirigenti locali per Vance si manifesta mentre alcuni nel partito vedono le sue possibilità di ottenere l'appoggio di Trump per la corsa del 2028 minacciate dalla concorrenza del segretario di Stato Marco Rubio. Il presidente non ha ancora indicato il suo erede e per Vance costruire rapporti solidi nel Midwest sarebbe utile in entrambi gli scenari.

Dennis Lennox, stratega repubblicano del Michigan, ha spiegato a Politico la logica della scommessa sul vicepresidente. "I repubblicani hanno bisogno di Vance e di ogni altra carta possibile per far andare a votare gli elettori di Trump", ha detto, sottolineando che in Michigan "questa è un'altra elezione di affluenza. Non c'è persuasione. Se i repubblicani si presentano, i repubblicani vincono", anche grazie al voto di lista bloccata.

Sullo sfondo c'è il tema economico, che i dirigenti repubblicani considerano centrale. Runestad ha definito la chiusura della guerra in Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz "la questione che incombe" sul voto, dicendosi però fiducioso in una soluzione rapida negoziata dal presidente. William McCoshen, stratega del partito in Wisconsin, ha indicato una soglia precisa, ovvero riportare il prezzo della benzina intorno ai tre dollari al gallone, definendolo "un enorme aiuto per i repubblicani in autunno". Il segretario al Tesoro Scott Bessent ad aprile aveva detto ai giornalisti che il sollievo sui prezzi potrebbe arrivare in estate. Trump sostiene che i rincari siano un effetto temporaneo e necessario per impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare. Alex Triantafilou, presidente del partito repubblicano dell'Ohio, ritiene che gli elettori dello Stato, che hanno scelto Trump con uno scarto dell'11 per cento nel 2024, capiscano il compromesso.

La Casa Bianca ha confermato che Trump e Vance moltiplicheranno le tappe nel Midwest nei prossimi mesi. Un alto funzionario ha spiegato che presidente, vicepresidente e l'intero gabinetto viaggeranno per il Paese per presentare nella migliore luce possibile i risultati ottenuti e le promesse per i prossimi due anni. La portavoce della Casa Bianca Olivia Wales ha anticipato che Trump traccerà un contrasto netto con i democratici al Congresso, accusandoli di aver favorito l'ingresso di milioni di immigrati irregolari, di aver creato la peggiore crisi inflazionistica degli ultimi decenni e di essere troppo deboli sulla criminalità.

Vance, che inizialmente aveva espresso scetticismo verso Trump sull'opportunità degli attacchi all'Iran ma ha poi sostenuto la linea dell'amministrazione, nei suoi interventi pubblici punta sulle proprie origini umili per stabilire un legame con gli elettori. Anika Rickard, direttrice della comunicazione del partito repubblicano del Wisconsin, ha sostenuto che il messaggio del vicepresidente sulla cancellazione delle tasse su mance e straordinari sia uno strumento efficace per veicolare la strategia della Casa Bianca sull'accessibilità economica.

La trasferta del vicepresidente nei prossimi mesi sarà anche un banco di prova personale, oltre al ruolo di responsabile della raccolta fondi del Comitato nazionale repubblicano, in vista di una possibile candidatura presidenziale nel 2028. Una persona vicina alla Casa Bianca, citata in forma anonima da Politico, ha osservato che Vance affronta i temi politici con un tono empatico che molti vorrebbero sentire dallo stesso presidente, e che la strategia di esposizione sul territorio gli consente di apparire al tempo stesso come la figura di riferimento per il futuro del partito.

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Mozilla alle autorità di regolamentazione del Regno Unito: le VPN sono strumenti essenziali per la privacy e la sicurezza e non dovrebbero essere compromesse

Le VPN rappresentano strumenti essenziali per la privacy e la sicurezza degli utenti di tutte le età. Nascondendo gli indirizzi IP degli utenti’, le VPN aiutano a proteggere la posizione degli utenti’, ridurre il tracciamento ed evitare la profilazione basata su IP. Le persone utilizzano le VPN per molti motivi diversi: per connettersi da remoto alla rete della propria scuola o del proprio datore di lavoro, per evitare la censura o semplicemente per proteggere la propria privacy e sicurezza online. Sebbene poter accedere alle VPN sia particolarmente importante per i gruppi vulnerabili come attivisti, dissidenti o giornalisti, le VPN migliorano la protezione di base di tutti online.

blog.mozilla.org/netpolicy/202…

@Privacy Pride

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Rifondazione “in 3 giorni già 11 mila firme per tassare i grandi patrimoni” home.rifondazione.eu/2026/05/1… #ComunicatiStampa

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Oggi, 17 maggio, IDAHOBIT, Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa, ricorda che l’omobitransfobia in Italia rimane un problema politico e culturale.

Vannacci ha costruito consenso anche sulla retorica dell’“anormalità” delle persone omosessuali. E alle Europee ha superato il mezzo milione di preferenze. Questo non rende quelle idee accettabili: rende più urgente contrastarle.

Le persone LGBTQIA+ non sono malate, non sono “invertite”, non sono una minaccia. Sono medici, insegnanti, militari, giornalisti, lavoratrici, studenti, genitori, cittadine e cittadini di questo Paese.

Nel 1990 la WHO ha rimosso l’omosessualità dalla classificazione delle malattie. Nel 2026, però, l’Italia resta tra gli ultimi Stati dell’Unione Europea nella Rainbow Map di ILGA-Europe, ferma al 24%.

Per Volt Europa i diritti LGBTQIA+ sono libertà fondamentali: difenderli significa difendere la democrazia di tutte e tutti!

#IDAHOBIT #StopOmofobia #DirittiLGBTQIA #NoOmotransfobia #DirittiCivili #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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I giovani americani sono i più pessimisti al mondo sul lavoro


Solo il 43% degli americani tra 15 e 34 anni pensa che sia un buon momento per trovare lavoro, contro il 64% degli over 55. Il divario di 21 punti non ha eguali nei 141 Paesi misurati da Gallup.

Negli Stati Uniti i giovani guardano al mercato del lavoro con molto più pessimismo dei loro genitori. Secondo il sondaggio annuale di Gallup, nel 2025 solo il 43% degli americani tra i 15 e i 34 anni ha dichiarato che nella propria zona fosse un buon momento per trovare lavoro. Tra gli over 55 la quota sale invece al 64%.

La distanza è di 21 punti percentuali: il divario generazionale più ampio tra i 141 Paesi e territori misurati. Differenze a doppia cifra emergono solo in altri 5 casi: Cina, con 12 punti, Serbia, Emirati Arabi Uniti, Hong Kong e Norvegia. Nel resto del mondo, però, la dinamica è in genere opposta: la mediana globale registra uno scarto di 10 punti, ma a essere più pessimisti sono gli adulti.

Mercato del lavoro · Sondaggio Gallup 2025

Il paradosso americano:
giovani più scoraggiati dei loro genitori


Negli Stati Uniti la fiducia nelle prospettive di lavoro segue una geografia capovolta rispetto al resto del mondo. Gli over 55 sono più ottimisti dei 15-34enni: 21 punti di distanza, il divario generazionale più ampio tra tutti i 141 Paesi misurati.

Fonte Gallup ~1.000 interviste per Paese

Giovani 15-34
43%
Dicono che è un buon momento per trovare lavoro

vs

Over 55
64%
Mantengono una fiducia molto più solida

Divario generazionale: 21 punti · il più alto al mondo

Esplora l'analisi
1 Il divario 2 Nel mondo 3 Le cause

Stati Uniti vs Mondo

L'anomalia statunitense: dove la dinamica si inverte


Nella mediana globale lo scarto generazionale è di 10 punti, ma con segno opposto: a essere più pessimisti sono gli adulti. Negli Stati Uniti accade il contrario, in misura senza precedenti.

20% 35% 50% 65% 80% Stati Uniti Divario record 43% 64% ↔ 21 punti Mediana globale 141 Paesi · segno inverso ~40% ~50% ↔ 10 punti (inverso)

Stati Uniti divario record
21 punti

43%
Giovani

64%
Over 55

↑ Gli over 55 sono più ottimisti dei giovani: l'anomalia statunitense

il quadro nel resto del mondo

Mediana globale 141 Paesi
10 punti

~40%
Over 55

~50%
Giovani

↓ Nel resto del mondo accade il contrario: i giovani sono più ottimisti

Giovani 15-34 anni
Adulti over 55

Negli Stati Uniti i giovani sono oggi il gruppo più pessimista del Paese sul mercato del lavoro. Una posizione che nella grande maggioranza dei Paesi misurati appartiene invece agli over 55.

Confronto internazionale

Solo 5 Paesi mostrano una distanza a doppia cifra. Nessuno arriva ai 21 punti americani


Tra i 141 Paesi e territori misurati da Gallup, lo scarto a due cifre tra giovani e over 55 compare in soli 6 casi. Gli Stati Uniti guidano la classifica con un margine quasi doppio rispetto al secondo Paese.

87°
Posizione USA su 141 Paesi per ottimismo dei giovani

6
Paesi con un divario generazionale a doppia cifra

Paesi con divario over 55 → giovani 15-34
Differenza in punti percentuali tra la quota di over 55 e quella di 15-34enni che giudica positivo il momento per cercare lavoro. In tutti i Paesi elencati sono gli adulti a essere più ottimisti dei giovani: una dinamica che inverte la mediana globale, dove invece accade il contrario.


Stati Uniti

21


Cina

12


Serbia

11


Emirati Arabi Uniti

11


Hong Kong

10


Norvegia

10

Da tenere a mente

Negli altri Paesi in classifica il divario segue la stessa direzione degli Stati Uniti. Nel resto del mondo, però, il quadro è opposto: i giovani restano più ottimisti degli adulti, con una mediana globale di 10 punti a loro favore.

Cosa c'è dietro

Due fattori convergenti: l'intelligenza artificiale e il ruolo del capitale sociale


Gallup individua nel calo dei laureati senza impiego a tempo pieno il segnale più netto. Analisti e ricercatori indicano due cause strutturali che si rinforzano a vicenda.

01

L'intelligenza artificiale erode i ruoli entry-level
Le posizioni storicamente occupate dai neolaureati — il primo gradino delle carriere — sono i ruoli più esposti alla rivoluzione dell'intelligenza artificiale generativa.
Stiamo tagliando la scala della carriera dall'inizio. — Sam Hiner, Young People's Alliance, ad Axios

02

Il capitale sociale pesa più delle qualifiche
Secondo Hiner il mercato del lavoro statunitense premia sempre più le reti di relazioni rispetto al titolo di studio, un meccanismo che svantaggia chi entra ora.

03

Il segnale più netto arriva dai laureati senza lavoro
L'analisi di Benedict Vigers (Gallup) individua tra i giovani con istruzione superiore non ancora impiegati a tempo pieno il calo di fiducia più marcato.
È probabile che in questo calo ci sia una buona dose di intelligenza artificiale. — Benedict Vigers, senior news writer Gallup, ad Axios

Da non perdere di vista

Nonostante il pessimismo interno, i giovani americani restano più ottimisti di molti coetanei nel resto del mondo. In Corea del Sud, per esempio, solo il 28% dei 15-34enni indica il 2025 come un buon momento per cercare lavoro.

Fonte Gallup World Poll 2025. Interviste in circa 140 Paesi, ~1.000 persone per Paese, tra il 27 marzo e il 5 dicembre 2025. Margine di errore ±2,2 – ±5,5 punti, livello di confidenza 95%.

Il paradosso americano


Il dato, pubblicato da Axios, avvicina le due maggiori economie del pianeta. Alla vigilia del nuovo incontro tra Donald Trump e Xi Jinping, previsto a Pechino, Stati Uniti e Cina condividono almeno un elemento: in entrambi i Paesi i giovani sono molto più scoraggiati dei loro genitori sulle prospettive occupazionali.

I giovani americani avevano già attraversato fasi di pessimismo sul lavoro, ricorda Axios. La novità del 2025 è che oggi sono loro il gruppo più cupo del Paese, mentre gli over 55 conservano una fiducia molto più solida.

I numeri ridimensionano anche un'immagine consolidata dei giovani americani. Sono i più delusi rispetto alle generazioni più anziane del proprio Paese, ma restano più ottimisti di molti coetanei nel resto del mondo: si collocano all'87esimo posto su 141 Paesi. In Corea del Sud, per esempio, solo il 28% dei giovani ha indicato il 2025 come un buon momento per cercare lavoro, una quota quasi identica al 25% registrato tra gli over 55.

L'effetto dell'intelligenza artificiale


Il calo più netto della fiducia riguarda una fascia precisa: i giovani americani con istruzione superiore che non hanno ancora un impiego a tempo pieno. Lo segnala Benedict Vigers, senior news writer di Gallup, che ha analizzato i dati. "È probabile che in questo calo ci sia una buona dose di intelligenza artificiale", ha dichiarato ad Axios.

Sam Hiner, cofondatore e direttore esecutivo della Young People's Alliance, indica due fattori convergenti: l'intelligenza artificiale, che sta comprimendo i ruoli entry-level, storicamente il primo gradino delle carriere, e un mercato del lavoro statunitense che premia sempre più il capitale sociale rispetto alle qualifiche formali. "Stiamo tagliando la scala della carriera dall'inizio", ha detto Hiner ad Axios.

La rilevazione di Gallup si basa su campioni rappresentativi a livello nazionale in circa 140 Paesi, con interviste a circa mille persone per Paese, condotte tra il 27 marzo e il 5 dicembre 2025. Il margine di errore varia tra ±2,2 e ±5,5 punti percentuali, con un livello di confidenza del 95%.

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MCP, A2A e AG-UI: lo stack dei protocolli per agenti AI nel 2026
#tech
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@informatica


MCP, A2A e AG-UI: lo stack dei protocolli per agenti AI nel 2026


Nel 2026, chi sviluppa agenti AI si trova inevitabilmente a fare i conti con tre acronimi: MCP, A2A e AG-UI. La domanda più comune è: sono standard in competizione tra loro? Devo usarli tutti e tre? Quale mi serve davvero?

La risposta breve è che non competono affatto — si completano. Ciascuno risolve un problema diverso a un livello diverso dell’architettura degli agenti. Un’analogia utile: pensateli come TCP, HTTP e HTML nel web — protocolli che operano a strati diversi e insieme rendono possibile il funzionamento del sistema.

Il quadro d’insieme


Prima di entrare nel dettaglio, ecco una tabella riassuntiva:

ProtocolloCreato daConnetteRisponde alla domanda
MCPAnthropicAgente ↔ Strumenti e dati“Come fa il mio agente a usare i tool?”
A2AGoogle / Linux FoundationAgente ↔ Agente“Come parlano gli agenti tra di loro?”
AG-UICopilotKitAgente ↔ Interfaccia utente“Come comunica il mio agente con l’utente?”

MCP — Il layer degli strumenti

Il problema che risolve


Il vostro agente deve fare cose concrete: interrogare un database, chiamare un’API, leggere un file, cercare sul web. Prima di MCP, ogni integrazione era custom: codice ad hoc per ogni strumento, ogni framework, ogni modello. MCP standardizza tutto questo in un unico protocollo.

Come funziona


MCP usa un’architettura client-server basata su JSON-RPC 2.0. Il server MCP espone:

  • Tools: funzioni che il modello può invocare, con nome, descrizione e schema tipizzato degli input
  • Resources: dati in sola lettura che l’agente può consultare (schemi DB, file di configurazione)
  • Prompts: template riutilizzabili

Il client MCP — tipicamente integrato nel framework dell’agente — scopre queste capacità e le invoca per conto del modello. I transport sono flessibili: stdio per tool locali (subprocess), Streamable HTTP per deployment remoti in produzione.

Quando usarlo


Usate MCP ogni volta che il vostro agente deve interagire con sistemi esterni: database, API REST, file system, servizi cloud. Se state wrappando un’API esistente per renderla accessibile agli agenti, MCP è il protocollo giusto. L’ecosistema è già maturo: AWS fornisce server MCP open source per S3, DynamoDB, CloudWatch; sono disponibili server per GitHub, Slack, PostgreSQL e decine di altri servizi.

Quando NON usarlo


MCP non è pensato per la comunicazione tra agenti, né per aggiornare interfacce utente. Se avete un agente che deve delegare sotto-task a un altro agente specializzato, quello è territorio di A2A.

A2A — Il layer di collaborazione tra agenti

Il problema che risolve


Avete costruito più agenti specializzati: uno per la ricerca, uno per la generazione di codice, uno per la gestione dei deployment. Come farli collaborare su task complessi senza condividere stato interno, tool o prompt? A2A standardizza come gli agenti si scoprono, delegano task e si scambiano risultati.

Come funziona


A2A usa un modello client-server su HTTP con JSON-RPC 2.0 (e opzionalmente gRPC dalla v0.3). Il principio chiave è l’opacità: gli agenti non espongono i propri internals, pubblicizzano solo ciò che sanno fare.

I concetti fondamentali:

  • Agent Cards: documenti JSON ospitati su /.well-known/agent.json che descrivono nome, capacità (“skills”), tipi di input/output supportati e requisiti di autenticazione. Un biglietto da visita machine-readable.
  • Tasks: l’unità di lavoro. Un client invia un messaggio al remote agent, che crea un task con lifecycle: submitted → working → completed (o failed, canceled).
  • Interaction patterns: sincrono per task semplici, SSE (Server-Sent Events) per streaming su task lunghi, webhook per workflow veramente asincroni.


Quando usarlo


A2A brilla nei sistemi multi-agente dove gli agenti non devono condividere stato interno. Pattern comuni:

  • Un agente supervisor che delega a specialisti
  • Collaborazione cross-organizzazione (il vostro agente che interagisce con quello del vendor)
  • Setup multi-framework: un agente LangGraph che coordina un agente CrewAI — grazie all’opacità, non importa cosa c’è “dentro”


Quando NON usarlo


Per agenti singoli che devono solo chiamare tool, A2A aggiunge overhead non necessario. Se avete bisogno di accoppiamento stretto tra agenti (condivisione di memoria o stato), A2A non è lo strumento giusto.

AG-UI — Il layer dell’interfaccia utente

Il problema che risolve


I vostri agenti hanno bisogno di comunicare con gli utenti in tempo reale: messaggi incrementali, aggiornamenti di stato, handoff per l’approvazione umana. Prima di AG-UI, ogni team implementava questo in modo proprietario — WebSocket custom, polling, SSE artigianali.

Come funziona


AG-UI è un protocollo a eventi strutturati che collega il backend dell’agente con il frontend. Definisce un insieme standard di eventi (message chunks, tool calls, state updates, human-in-the-loop requests) che qualsiasi UI può consumare. È leggero — basato su SSE — e disaccoppiato dal framework dell’agente.

Quando usarlo


Ogni volta che il vostro agente ha una UI interattiva: chatbot, assistenti embedded, dashboard con feedback in tempo reale. Se invece l’agente è un job in background senza interazione utente (elaborazione batch, task schedulati), AG-UI aggiunge complessità inutile.

Come si combinano in pratica


Lo stack completo per un sistema agente enterprise tipico appare così:

┌─────────────────────────────────────┐
│           Interfaccia Utente        │
│         (React, Vue, ecc.)          │
└─────────────┬───────────────────────┘
              │ AG-UI (SSE events)
┌─────────────▼───────────────────────┐
│         Agente Principale           │
│    (LangGraph / CrewAI / custom)    │
│                                     │
│  ┌──────────┐    ┌───────────────┐  │
│  │  MCP     │    │     A2A       │  │
│  │ (tools)  │    │ (subagenti)   │  │
│  └──────────┘    └───────────────┘  │
└─────────────────────────────────────┘
         │                 │
    DB, API, File    Agenti Specializzati


Un agente principale riceve l’input dell’utente via AG-UI, chiama tool esterni tramite MCP (database, API), e se il task è complesso delega a sotto-agenti specializzati tramite A2A — che a loro volta possono usare MCP per i propri tool.

Lo stato dell’ecosistema nel 2026


MCP ha vinto il layer dei tool: è supportato da praticamente tutti i framework principali (LangChain, LlamaIndex, AutoGen, Semantic Kernel) e ha un ecosistema di centinaia di server pre-costruiti. A2A sta emergendo come standard per il layer di coordinamento e la Linux Foundation ne gestisce ora la governance insieme a MCP. AG-UI è più giovane ma sta guadagnando terreno rapidamente grazie all’integrazione con CopilotKit e framework React.

La combinazione dei tre è sempre più considerata il baseline atteso per deployment agente enterprise — come HTTP, TLS e OAuth sono diventati il baseline per i servizi web.

Conclusione


Se state iniziando a costruire agenti AI, ecco un percorso pragmatico:

  1. Iniziate con MCP — è maturo, ha un ecosistema enorme e copre la maggior parte dei casi d’uso con un singolo agente
  2. Aggiungete A2A quando avete più agenti specializzati che devono collaborare
  3. Integrate AG-UI solo se l’agente ha una UI interattiva che richiede aggiornamenti in tempo reale

La buona notizia è che questi protocolli sono progettati per coesistere: adottarli incrementalmente è la strategia giusta.


Fonte originale: The Agent Protocol Stack: MCP vs. A2A vs. AG-UI (DZone) — approfondito con ulteriori riferimenti da Dev.to e subhadipmitra.com.


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Zombie API: il rischio nascosto nelle tue vecchie integrazioni (e come eliminarlo)
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@informatica


Zombie API: il rischio nascosto nelle tue vecchie integrazioni (e come eliminarlo)


Tre anni fa il vostro team ha costruito un’integrazione di pagamento. Funzionava perfettamente. Poi siete passati a una soluzione migliore, avete rilasciato la nuova versione e tutti si sono dedicati al progetto successivo. Nessuno ha aperto un ticket formale per disattivare il vecchio endpoint. Nessuno ci ha nemmeno pensato.

Quell’endpoint probabilmente sta ancora girando adesso. Benvenuti nel problema delle Zombie API.

Cosa sono le Zombie API


Una Zombie API è un’interfaccia applicativa che rimane accessibile ma che l’organizzazione non monitora più, non aggiorna e non supporta ufficialmente. Continua a funzionare in background, risponde alle richieste, restituisce dati — ma nessuno la presidia. Può trattarsi di:

  • Un’API versione 1 dimenticata dopo il lancio della v2
  • Un endpoint di test mai rimosso dall’ambiente di produzione
  • Un’integrazione con un sistema esterno deprecato ma mai formalmente chiusa
  • Un servizio interno esposto durante uno sprint e poi lasciato lì

La differenza rispetto alle Shadow API è sottile ma importante: le Shadow API sono endpoint mai documentati ufficialmente (spesso creati da sviluppatori senza seguire i processi aziendali); le Zombie API sono endpoint che erano ufficiali, ma sono sopravvissute alla loro utilità.

Perché le Zombie API sono pericolose

1. Controlli di sicurezza obsoleti


Le Zombie API nascono in un’epoca diversa. Possono ancora utilizzare meccanismi di autenticazione deboli come API key in plaintext, HTTP Basic Auth senza HTTPS, o sessioni senza scadenza. Non hanno mai ricevuto le patch per le vulnerabilità scoperte negli anni successivi alla loro creazione. I framework e le librerie che usano sono datati, spesso con CVE note e non risolte.

# Esempio: vecchio endpoint con autenticazione debole
GET /api/v1/payments?user_id=1234&token=abc123
# Nessuna validazione token server-side, nessun rate limiting,
# nessun log di accesso attivo


2. Assenza di monitoraggio


Gli endpoint zombie non compaiono nei dashboard di osservabilità, non generano alert, non vengono inclusi nei penetration test periodici. Eppure continuano a restituire dati: record di clienti, token di sessione, informazioni di sistema. Le violazioni che li coinvolgono possono passare inosservate per mesi.

3. Superficie di attacco invisibile


Dal punto di vista del team di sicurezza, l’endpoint non esiste. Dal punto di vista di un attaccante, invece, è perfettamente raggiungibile. Gli scanner automatici — e nel 2026 sempre più spesso gli agenti AI autonomi — individuano questi endpoint attraverso pattern comuni: /api/v1/, /api/legacy/, file Swagger dimenticati, entry in file robots.txt.

4. Il vettore degli agenti AI


Una dimensione nuova nel 2026: i sistemi agentic AI che chiamano autonomamente API per completare task possono scoprire e interagire con endpoint zombie che il team di sicurezza umano non ha mai pensato di inventariare. Un agente che esegue fuzzing automatico o che segue link nei file di documentazione può “risvegliare” endpoint che nessuno controllava da anni.

Come identificare le Zombie API nel vostro ambiente

Inventario tramite discovery automatica


Il primo passo è vedere ciò che non si riesce a vedere. Strumenti come OWASP ZAP, Burp Suite, o soluzioni enterprise come Noname Security, Salt Security e Traceable AI possono scansionare il traffico di rete per identificare endpoint che ricevono richieste ma non compaiono nella documentazione ufficiale.

# Con curl e grep: cerca pattern di API versionate nei log
grep -E "/api/v[0-9]+/" /var/log/nginx/access.log |   awk '{print $7}' | sort | uniq -c | sort -rn | head -50


Analisi del codice sorgente


Una scansione statica del codice può estrarre tutti i route definiti nell’applicazione e confrontarli con quelli registrati nel gateway API. La differenza è la lista candidata di zombie (o shadow).

# Esempio con grep per trovare route Express.js
grep -rE "app\.(get|post|put|delete|patch)\s*\(" ./src   | grep -oP "(?

Analisi del traffico reale


Anche se un endpoint non viene più mantenuto, potrebbe ancora ricevere traffico — da client legacy, da integrazioni di partner non aggiornate, o da attaccanti che lo scandagliano. Analizzare i log di accesso degli ultimi 90-180 giorni rivela endpoint “morti” che in realtà rispondono ancora.

Come mitigare il rischio

Governance del ciclo di vita delle API


La soluzione strutturale è implementare un API lifecycle management formale, con quattro fasi chiare:

  1. Active: l’API è in produzione, monitorata e manutenuta
  2. Deprecated: l’API funziona ancora ma è stata annunciata la dismissione. I client ricevono header Deprecation e Sunset in ogni risposta
  3. Sunset: la data di dismissione è imminente, le richieste restituiscono warning espliciti
  4. Retired: l’endpoint è stato disattivato, risponde con 410 Gone


# Header HTTP di deprecazione (RFC 8594)
HTTP/1.1 200 OK
Deprecation: Sat, 31 Dec 2025 23:59:59 GMT
Sunset: Sat, 30 Jun 2026 23:59:59 GMT
Link: <https://api.example.com/v2/payments>; rel="successor-version"


Applicate il principio del minimo privilegio anche alle API


Le API che non sono più in uso attivo non dovrebbero avere accesso ai sistemi di produzione. Prima di decommissionare formalmente, rimuovete le credenziali, revocate i token di accesso e isolate l’endpoint dalla rete interna.

Automatizzate il testing di sicurezza su tutto l’inventario


Il penetration test periodico deve includere anche gli endpoint “vecchi”. Configurate scanner DAST (Dynamic Application Security Testing) per coprire l’intero inventario API, non solo gli endpoint documentati nella versione corrente.

# Esempio con OWASP ZAP via CLI
docker run -t owasp/zap2docker-stable zap-api-scan.py   -t https://api.example.com/api/v1/openapi.yaml   -f openapi   -r zap-report.html


Risk scoring degli endpoint


Non tutti gli endpoint zombie hanno lo stesso livello di rischio. Prioritizzate in base a:

  • Metodo di autenticazione (nessuna > API key > OAuth 2.0)
  • Sensibilità dei dati esposti (PII, dati finanziari, credenziali)
  • Esposizione a traffico esterno vs. solo interno
  • Presenza di vulnerabilità note nel framework usato
  • Volume e origine del traffico recente


Un piano d’azione in tre settimane


Per team che vogliono affrontare il problema in modo pragmatico:

Settimana 1 — Discovery: Eseguite una scansione completa del traffico degli ultimi 90 giorni. Estraete tutti gli endpoint dal codice sorgente. Confrontate con il registro ufficiale dell’API gateway.

Settimana 2 — Triage: Per ogni endpoint non documentato, determinate se è un’API shadow (mai documentata) o zombie (precedentemente documentata). Applicate il risk scoring. Identificate i proprietari originali tramite git blame o cronologia dei ticket.

Settimana 3 — Remediation: Gli endpoint ad alto rischio vanno disabilitati immediatamente. Per quelli con traffico ancora attivo, notificate i client e stabilite una data di sunset. Implementate il processo di governance per prevenire il problema in futuro.

Conclusione


Le Zombie API non sono un problema teorico. Sono un debito tecnico e di sicurezza reale, spesso invisibile, che cresce silenziosamente ad ogni rilascio. Con l’aumento dei sistemi agentic AI che interagiscono autonomamente con le API, il rischio di “risvegliare” questi endpoint aumenta ulteriormente.

La buona notizia è che il problema è risolvibile con processi ben definiti: discovery sistematico, governance del ciclo di vita, e testing automatizzato su tutto l’inventario — non solo sulla versione corrente dell’API.

Non aspettate che sia un attaccante a scoprire cosa avete dimenticato.


Fonte originale: The “Zombie API” Attack: Why Your Old Integrations Are Your Biggest Security Risk (DZone) — approfondito con riferimenti da Salt Security, GetAstra e Checkmarx.


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Android 16 ‘Tiny UDP Cannon’ Flaw Lets Malicious Apps Bypass VPN and Expose Your Real IP Address
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JDownloader Official Website Hijacked to Deliver RAT Malware in Windows and Linux Installers
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Google Project Zero Reveals Silent Zero-Click Exploit Chain Rooting Pixel 10 Devices
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CVE-2026-46333: ‘ssh-keysign-pwn’ Linux Kernel Flaw Exposes SSH Keys and Shadow Passwords — Public PoC Released
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Trump è impopolare come non mai


L'analisi del sondaggista G. Elliott Morris mostra un consenso in caduta libera, trainato dall'inflazione e dal prezzo della benzina salito del 50% dall'inizio della guerra con l'Iran.

Il presidente Donald Trump ha un tasso di approvazione del 37% e di disapprovazione del 60%, il dato più basso registrato da un presidente americano in qualsiasi momento del mandato dalla fine della seconda presidenza di George W. Bush. È quanto emerge dall'analisi pubblicata sulla newsletter Strength In Numbers da G. Elliott Morris, basata sulla media dei sondaggi raccolti dal sito 50+1.

Il dato di approvazione netta, ovvero la differenza tra chi approva e chi disapprova, colloca Trump più in basso di qualsiasi presidente moderno a questo stadio del mandato. Il precedente minimo apparteneva a Joe Biden, che a metà 2022 si attestava intorno al -21, un livello che secondo Morris probabilmente costò ai democratici la Camera in quella tornata elettorale. Anche considerando che Trump sta servendo un secondo mandato non consecutivo, e confrontandolo quindi con i punti più bassi di altre presidenze, i suoi numeri restano paragonabili a quelli toccati da Richard Nixon durante lo scandalo Watergate e da George W. Bush nei momenti peggiori. La differenza è che quei minimi arrivarono dopo anni di logoramento, mentre Trump li registra precocemente.

Il fattore principale dietro questo crollo è l'inflazione. Un sondaggio CNN/SSRS condotto tra il 30 aprile e il 4 maggio ha rilevato che il 77% degli americani, inclusa una maggioranza di repubblicani, ritiene che le politiche di Trump abbiano fatto aumentare il costo della vita nella propria comunità. Sull'inflazione, l'approvazione netta del presidente è precipitata a circa -40. Un sondaggio dell'Economist/YouGov la colloca a -44, con il 25% degli intervistati che approva e il 69% che disapprova. Si tratta di numeri peggiori di qualsiasi punto della presidenza Biden.

I dati del Consumer Price Index di aprile, diffusi il 12 maggio, hanno mostrato un aumento dei prezzi dello 0,6% nel mese, portando l'inflazione annuale al 3,8%, il livello più alto da maggio 2023. I prezzi dell'energia sono saliti del 3,8% solo ad aprile, dopo essere cresciuti del 10% a marzo, e hanno rappresentato oltre il 40% dell'aumento complessivo. I salari orari reali medi sono scesi dello 0,5% nel mese, mentre il prezzo della benzina è aumentato del 28,4% su base annua.

Secondo i dati di EIA.gov, il prezzo al dettaglio di un gallone di benzina è rimasto stabile per gran parte del 2025, intorno ai 3 dollari. Con l'inizio della guerra con l'Iran il 28 febbraio, è iniziata una rapida escalation: 3,15 dollari ai primi di marzo, 3,85 a metà mese, 4,13 a fine marzo e circa 4,63 a metà maggio. Un aumento di circa 1,50 dollari al gallone, pari al 50% rispetto al minimo di fine febbraio, concentrato soprattutto nelle quattro settimane successive all'inizio del conflitto.
Il voto della benzina — FocusAmerica

Il peso dell'economia sul voto

Il voto della benzina:
il carburante che affonda Trump


Tra fine febbraio e metà maggio 2026, il prezzo della benzina al gallone è passato da meno di 3 a 4,63 dollari. Nello stesso arco di tempo, l'approvazione netta del presidente è caduta al minimo della sua seconda presidenza. È il voto retrospettivo nella sua forma più brutale: quando il pieno costa troppo, la Casa Bianca ne paga il prezzo politico.

Analisi su dati EIA, CNN/SSRS, Economist/YouGov, Silver Bulletin Aggiornato al 15 maggio 2026

Benzina (gallone)Benzina
$4,63
Prezzo medio nazionale a metà maggio 2026

Approvazione nettaApprovazione
−19
Trump tocca il minimo della sua seconda presidenza

Dall'inizio della guerra con l'Iran la benzina è cresciuta del +55%

Esplora in dettaglio
1 Correlazione 2 StoricoStorico 3 Economia 4 Midterm

Due curve, una stessa data

Il prezzo della benzina sale, la fiducia scende


Tra gennaio e maggio 2026 il prezzo della benzina e l'approvazione netta di Trump seguono traiettorie opposte: più il pieno diventa costoso, più il consenso del presidente diminuisce. La linea verticale tratteggiata indica il 28 febbraio, il giorno d'inizio della guerra con l'Iran.


Benzina—
Approvaz.—

Tocca un punto del grafico per i dettagli

Prezzo medio gallone benzina · EIA
Approvazione netta Trump · Silver Bulletin

Dall'inizio della guerra con l'Iran sono passate poco più di dieci settimane. In questo periodo il prezzo della benzina al gallone è aumentato di 1,65 dollari, mentre l'approvazione netta di Trump è scesa di oltre 6 punti nella media Silver Bulletin. È il meccanismo del voto economico retrospettivo: gli elettori giudicano chi governa in base a ciò che vivono ogni giorno, soprattutto quando fare il pieno diventa più costoso.

Cinquant'anni di crolli di popolarità presidenziali

Solo quattro presidenti sono scesi così in basso. Trump ci è arrivato più in fretta


Dal 1974 a oggi, solo Nixon, Bush, Biden e Trump hanno raggiunto livelli simili di disapprovazione netta. In tutti i casi c'era una crisi politica, economica o internazionale già esplosa. La differenza in questo caso è la velocità: Trump ha toccato quella soglia prima degli altri.

Sotto ogni presidente è sintetizzato da due dati: il punto più basso dell'approvazione netta registrato durante il mandato e il numero di mesi trascorsi dall'insediamento prima di raggiungerlo.

1974

Richard Nixon

−42
Approv. netta

Scandalo Watergate: dimissioni anticipate ad agosto, dopo 2 anni di indagini su intercettazioni illegali alla sede democratica.
Tempo dal secondo insediamento: 19 mesi

2008

George W. Bush

−30
Approv. netta

Crisi finanziaria globale dopo il fallimento di Lehman Brothers, con altre banche vicine al collasso, mercati travolti dal panico e la guerra in Iraq ormai al suo quinto anno.
Tempo dal secondo insediamento: 45 mesi

2022

Joe Biden

−21
Approv. netta

Inflazione post-pandemia, ritiro caotico dall'Afghanistan e sconfitta alle midterm di novembre, con la perdita della Camera a favore dei repubblicani.
Tempo dall'insediamento: 18 mesi

2026

Donald Trump

−19
Approv. netta

Guerra con l'Iran, prezzo benzina a $4,63 e inflazione tornata sopra il 3,8% — il livello più alto da maggio 2023.
Tempo dal secondo insediamento: 16 mesi

Trump tocca ora un minimo vicino a quello raggiunto da Biden nel 2022, ma lo fa in meno tempo e senza la giustificazione di una crisi globale ereditata. Sulla gestione dell'inflazione il giudizio è ancora più duro: −40 secondo CNN, −44 secondo Economist/YouGov, peggio di qualsiasi momento della presidenza Biden.

Dietro il crollo

L'inflazione torna ai livelli del 2023, i salari reali calano


I dati del Bureau of Labor Statistics di aprile mostrano la prima vera fiammata inflazionistica della seconda presidenza Trump. L'energia ha pesato per oltre il 40% dell'aumento mensile.

3,8%
Inflazione annuale ad aprile, il livello più alto da maggio 2023
BLS · CPI

+28,4%
Aumento annuo del prezzo della benzina ad aprile
BLS · CPI energia

−0,5%
Calo dei salari orari reali medi nel solo mese di aprile
BLS · Real earnings

77%
Americani che ritengono che le politiche di Trump abbiano aumentato il costo della vita
CNN / SSRS

Trump ai giornalisti, 12 maggio 2026

Non penso alla situazione finanziaria degli americani. Non penso a nessuno. Fermare l'Iran dall'ottenere un'arma nucleare è l'unica cosa che conta.

Risposta alla domanda se la pressione economica lo spingesse a cercare un accordo con Teheran.

Lo scenario del voto di novembre

Cosa significano questi numeri per le midterm


Storicamente i presidenti con approvazione sotto il 50% perdono in media tra i 36 e i 37 seggi alla Camera dei Rappresentanti alle elezioni di medio termine. Trump è ben sotto quella soglia e i democratici sono avanti nei sondaggi sul generic ballot.

Generic ballot per la Camera
"Se le elezioni fossero oggi, voterebbe un candidato democratico o repubblicano?"

Democratici 46%
Repubblicani 41%
Indecisi 13%

Il vantaggio democratico è di +5 punti, a 6 mesi dal voto

Le tre cifre da tenere a mente

36-37
Seggi persi in media dal partito del presidente alle midterm quando la sua approvazione è sotto il 50%

+4
Punti che i democratici devono superare nel voto popolare per conquistare la maggioranza dopo il ridisegno a favore dei repubblicani dei distretti elettorali

5-7
Seggi guadagnati dal GOP attraverso il gerrymandering post-sentenza Louisiana v. Callais in Alabama, Louisiana e Tennessee

Fonti EIA (prezzo gallone, dati settimanali); BLS (CPI aprile 2026); Silver Bulletin · Nate Silver (media approvazione); CNN/SSRS, 30 apr-4 mag 2026 (n=1.499 adulti, MoE ±2,8); Economist/YouGov, 1-4 mag 2026 (n=1.573, MoE ±3,4); Reuters/Ipsos, 8-11 mag 2026 (n=1.254, MoE ±2,8). Analisi G. Elliott Morris / Strength In Numbers.

Morris evidenzia una correlazione temporale stretta tra l'aumento del prezzo della benzina e il calo dell'approvazione di Trump sull'inflazione, definendola un caso da manuale di voto economico retrospettivo: gli elettori puniscono il presidente in carica per le condizioni economiche che stanno vivendo, indipendentemente dall'equità di questa attribuzione di responsabilità.

Le dichiarazioni rilasciate da Trump ai giornalisti il 12 maggio aggravano la situazione. Interrogato su quanto la situazione finanziaria degli americani lo stesse spingendo a cercare un accordo con l'Iran, il presidente ha risposto: "Nemmeno un po'. Non penso alla situazione finanziaria degli americani. Non penso a nessuno". Ha aggiunto che fermare l'Iran dall'ottenere un'arma nucleare era "l'unica cosa che conta".

Tuttavia Morris sottolinea che il problema di Trump non si esaurisce nel prezzo della benzina. Anche prima dell'inizio della guerra con l'Iran, il presidente era al -25 sulla gestione dei prezzi e al -20 nell'approvazione complessiva. Se le elezioni di novembre si fossero tenute il 27 febbraio, il giorno prima dei bombardamenti, il partito repubblicano avrebbe subito una pesante sconfitta.

Il quadro elettorale si intreccia con una manovra di ridisegno dei collegi avviata dai repubblicani in mezza dozzina di Stati per ottenere un vantaggio strutturale in vista delle elezioni di medio termine di novembre. Dopo che la Corte Suprema ha smantellato la Sezione 2 del Voting Rights Act nella sentenza Louisiana contro Callais due settimane fa, le assemblee legislative repubblicane di Alabama, Louisiana, Tennessee e altri Stati si sono mosse per eliminare ulteriori collegi a maggioranza democratica. I democratici potrebbero dover vincere il voto popolare per la Camera con uno scarto di 4 punti o più per conquistare la maggioranza dei seggi.

Nonostante questo vantaggio strutturale, i democratici sono attualmente avanti di circa 5 punti nel cosiddetto generic ballot, il sondaggio che misura le intenzioni di voto per il Congresso. Storicamente, il partito di opposizione tende a guadagnare consensi nei sei mesi precedenti il voto. Presidenti con un'approvazione inferiore al 50% hanno visto in media il proprio partito perdere tra i 36 e i 37 seggi alla Camera nelle elezioni di medio termine.

Morris conclude che il ridisegno dei collegi può alterare la matematica elettorale, ma non può modificare il giudizio degli elettori sul presidente. Un capo dello Stato che governa con il consenso di poco più di un terzo del Paese ha un problema di legittimità che nessuna mappa elettorale può cancellare. E un vantaggio di 5-7 seggi ottenuto attraverso il ridisegno dei collegi, per quanto significativo, difficilmente sarebbe sufficiente a contrastare un'ondata democratica della portata che gli attuali sondaggi suggeriscono per novembre.

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Oggi, 17 maggio, è la Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia.

A Bruxelles, mentre la città si riempie dei colori del Pride, l’Unione Europea dice di voler proteggere i diritti delle persone LGBTQIA+. Ma una bandiera, da sola, non basta.

Oltre un milione di cittadine e cittadini europei ha chiesto, con l’iniziativa ACT, di vietare le terapie di conversione in tutta l’Unione Europea. La Commissione Europea ha scelto una raccomandazione agli Stati membri: un segnale politico, ma non un obbligo vincolante.

Ed è qui che l’eurofederalismo diventa concreto: senza un’Unione capace di decidere davvero, i diritti restano troppo spesso appesi alla volontà dei singoli governi.

Il 17 maggio non può essere solo una ricorrenza. Deve essere una scelta politica.

Servono istituzioni europee democratiche, forti, FEDERALI, capaci di proteggere davvero le persone.

Volt esiste per questo: unisciti a noi 💜🏳️‍🌈💜🏳️‍🌈

#17Maggio #IDAHOBIT #LGBTQIA #TerapieDiConversione #DirittiCivili #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Gli Stati Uniti preparano l'incriminazione di Raúl Castro


Il dipartimento di Giustizia americano punta a formalizzare le accuse contro l'ex presidente cubano, 94 anni, per l'abbattimento nel 1996 di due aerei civili. Una mossa che potrebbe precedere un'azione militare.

Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sta preparando un'incriminazione contro l'ex presidente cubano Raúl Castro, in quella che si configura come la più dura escalation della pressione americana sull'isola da decenni.

I procuratori federali di Miami, guidati dal procuratore Jason Reding Quiñones, lavorano da mesi alla costruzione del caso. L'accusa principale riguarda il ruolo di Castro nell'abbattimento, il 26 febbraio 1996, di due aerei Cessna disarmati del gruppo di esuli cubani Brothers to the Rescue, con sede a Miami. Castro all'epoca era ministro della Difesa. L'attacco, condotto da caccia MiG-29 di fabbricazione sovietica appena fuori dallo spazio aereo cubano, costò la vita a quattro persone, tre delle quali cittadini statunitensi. Un terzo velivolo, con a bordo il leader dell'organizzazione, riuscì a sfuggire. L'incriminazione potrebbe includere anche accuse di traffico di droga.

L'ufficio del procuratore degli Stati Uniti per il distretto meridionale della Florida ha inviato inviti per un evento in onore delle vittime dell'abbattimento, previsto il 20 maggio alla Freedom Tower di Miami. La data coincide con la festa dell'indipendenza cubana, che ricorda la fine dell'occupazione statunitense del 1902, e la scelta è destinata a irritare il governo dell'Avana.

L'iniziativa giudiziaria si inserisce in una più ampia campagna di pressione del presidente Donald Trump contro Cuba. Dopo aver ordinato in gennaio un'operazione militare in Venezuela che ha portato all'arresto del presidente Nicolás Maduro, trasferito a New York per accuse di narcotraffico, l'amministrazione ha imposto un blocco economico che ha tagliato le forniture di petrolio all'isola. Le conseguenze sono pesanti: blackout che durano oltre venti ore, carenza di cibo, crollo dell'attività economica e proteste di strada. Trump ha promesso una "presa di controllo amichevole" del paese se i suoi leader non apriranno l'economia agli investimenti americani e non espelleranno gli avversari di Washington.

Interpellato sull'incriminazione a bordo dell'Air Force One, Trump ha rinviato al dipartimento di Giustizia, definendo Cuba "una nazione in declino" e aggiungendo che ci sarà "molto di cui parlare" sull'isola.

A rendere l'iniziativa particolarmente delicata è la visita all'Avana del direttore della Central Intelligence Agency John Ratcliffe, avvenuta giovedì. Secondo un funzionario dell'agenzia, Ratcliffe ha incontrato la sua controparte cubana e ha avvertito che le minacce di Trump vanno prese sul serio, citando proprio il blitz contro Maduro come precedente. All'incontro ha partecipato anche il nipote di Raúl Castro, Raúl Guillermo Rodríguez Castro, che aveva già incontrato in segreto il segretario di Stato Marco Rubio.

Il quadro politico interno cubano resta dominato da Castro nonostante l'età e l'apparente ritiro. Pur avendo lasciato la presidenza nel 2018 e la guida del Partito Comunista nel 2021, l'ex presidente, che a 94 anni si mostra raramente in pubblico, mantiene l'ultima parola sulle decisioni più importanti. Enrique García, ex ufficiale dell'intelligence cubana rifugiato negli Stati Uniti, ha dichiarato al Wall Street Journal che il potere reale è esercitato da Castro e da una mezza dozzina di generali, mentre il presidente Miguel Díaz-Canel e gli altri dirigenti sono semplici "burocrati". Il potere passa attraverso il ministero dell'Interno e un apparato di sicurezza che impiega circa 100mila funzionari e informatori per sorvegliare la popolazione.

Il nipote Rodríguez Castro, 41 anni, soprannominato "il granchio" per essere nato con un sesto dito a una mano, è da decenni la guardia del corpo del nonno ed è oggi il suo principale collaboratore. Pur senza incarichi ufficiali, ha incontrato più volte funzionari americani per discutere le riforme economiche e politiche richieste da Washington.

Sul piano militare, le forze armate cubane sono l'ombra di quelle di un tempo. Raúl Castro, che è stato il ministro della Difesa più longevo al mondo prima di succedere ufficialmente al fratello Fidel nel 2008, ha ridotto l'esercito da 300mila a 50mila uomini, trasformandolo in un conglomerato turistico e finanziario attraverso Gaesa, l'azienda che controlla il turismo e altri settori chiave dell'economia. L'equipaggiamento risale all'epoca sovietica e la carenza di carburante ne compromette l'efficacia. La morte di 38 soldati cubani schierati a difesa di Maduro in gennaio è stata un colpo durissimo. Il governo cubano conta tuttavia su un'eventuale guerra di guerriglia in caso di occupazione americana.

Diversi esperti consultati dall'Associated Press e dal Wall Street Journal segnalano i rischi dell'operazione. Richard Feinberg, professore emerito dell'Università della California a San Diego, ritiene che l'incriminazione piacerà all'elettorato della Florida meridionale, ma difficilmente convincerà i pianificatori del Pentagono ad avviare una seconda guerra a soli novanta miglia dalla Florida. "Non c'è una facile copia del modello Venezuela. Non c'è una chiara linea di successione ed è difficile immaginare un cambio di regime senza truppe americane sul terreno", ha detto Feinberg, che lavorò sui dossier cubani al Consiglio di sicurezza nazionale all'epoca dell'abbattimento del 1996. William LeoGrande, esperto di Cuba all'American University, ha dichiarato al Wall Street Journal che i leader cubani non reagiscono bene alle minacce, soprattutto se rivolte a un'icona della rivoluzione molto rispettata dai militari. Lindsey Lazopoulos Friedman, ex procuratrice federale a Miami che si è occupata di casi di corruzione cubana, ritiene improbabile che gli Stati Uniti cerchino di catturare Castro per processarlo come hanno fatto con Maduro. L'incriminazione, secondo lei, offre piuttosto un margine negoziale: Washington potrebbe rinunciare all'estradizione in cambio della conferma che Castro non fa più parte del processo decisionale.

L'abbattimento del 1996 fu uno spartiacque nei rapporti tra i due paesi. All'epoca il presidente Bill Clinton stava esplorando con cautela una distensione, ma incontrava la forte opposizione degli esuli cubani che organizzavano voli su L'Avana per lanciare volantini anticastristi e aiutare i profughi in fuga. Secondo l'indagine dell'Organizzazione internazionale per l'aviazione civile, i cubani avevano avvertito per mesi gli Stati Uniti che si sarebbero difesi da quelle che consideravano provocazioni deliberate, ma i loro avvertimenti caddero nel vuoto. Subito dopo l'abbattimento, il Congresso approvò la legge Helms-Burton, che codificò l'embargo commerciale del 1962 e rese molto più complicato per i presidenti successivi avviare un dialogo con L'Avana.

Finora gli Stati Uniti hanno condannato una sola persona per cospirazione a commettere omicidio in relazione all'abbattimento: Gerardo Hernández, capo di una rete di spionaggio cubana smantellata dall'FBI negli anni Novanta, condannato all'ergastolo e poi liberato dal presidente Barack Obama nel 2014 nell'ambito di uno scambio di prigionieri legato al tentativo di normalizzare le relazioni. Due piloti dei caccia e il loro comandante sono stati incriminati ma vivono a Cuba, fuori dalla portata della giustizia americana.

Non è la prima volta che Castro finisce nel mirino dei procuratori statunitensi. Nel 1993 i magistrati federali di Miami valutarono di incriminare lui e altri alti ufficiali militari cubani per traffico di cocaina, sulla base delle testimonianze di narcotrafficanti colombiani emerse nel processo all'ex leader panamense Manuel Noriega. L'incriminazione non arrivò mai per dubbi sulla credibilità dei testimoni e per il timore di compromettere operazioni di intelligence e il dialogo avviato da Clinton.

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Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa, lo sa bene: l’umanità è in pericolo. Non per la crisi climatica, le guerre, il costo della vita o i salari bassi. No: siamo invasi dagli alieni di Plutone.

Per questo Volt lancia “Negozio Umano”: l’adesivo per riconoscere negozi, botteghe e attività ancora gestite da esseri umani.

Una parodia? Certo. Ma dietro iniziative come “Negozio Italiano”, promosse nell’area di Roberto Vannacci e arrivate anche in Emilia-Romagna, c’è qualcosa di molto serio: l’idea che una vetrina debba diventare un confine, che il commercio locale si difenda dividendo le persone tra “noi” e “loro”.

Noi pensiamo l’opposto: negozi, artigiani e botteghe si sostengono con affitti sostenibili, accesso al credito, rigenerazione urbana, meno burocrazia e servizi nei quartieri.

Non con bollini identitari.

Il problema non sono gli alieni di Plutone. È chi vede nemici dove ci sono persone.

#NegozioUmano #SatiraPolitica #CommercioLocale #NoAlRazzismo #Vannacci #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

in reply to Volt Italia

@Volt Italia

Quegli adesivi sono utilissimi invece, spero arrivino anche a Firenze.

Mi aiuterebbero a scegliere in quali negozi entrare e in quali no e ad evitare che i miei soldi finiscano in mano ad un razzista.

Finalmente Vannacci ne ha fatta una giusta 😁

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Il senatore Cassidy perde le primarie in Louisiana a causa di Trump


Il senatore repubblicano, che nel 2021 votò per condannare Trump dopo l'assalto al Campidoglio, è arrivato terzo. Al ballottaggio del 27 giugno andranno la deputata Julia Letlow, sostenuta dal presidente, e l'ex deputato John Fleming.

Il senatore repubblicano Bill Cassidy ha perso le primarie in Louisiana, diventando il primo senatore in carica di uno dei due grandi partiti a essere sconfitto in una primaria dal 2012. Al ballottaggio del 27 giugno andranno la deputata Julia Letlow, sostenuta da Donald Trump, e il tesoriere statale John Fleming, ex deputato e funzionario nella prima amministrazione Trump. Cassidy si è fermato al terzo posto con il 24,4 per cento dei voti, contro il 45,2 per cento di Letlow e il 28,3 per cento di Fleming.

La sconfitta di Cassidy è la conseguenza diretta della sua scelta, nel 2021, di votare a favore della condanna di Trump nel processo di impeachment seguito all'assalto al Campidoglio del 6 gennaio. Cassidy fu uno dei sette senatori repubblicani che votarono in quel modo, e la quasi totalità di loro ha già lasciato il Congresso. Il partito repubblicano della Louisiana lo censurò formalmente dopo quel voto. Cassidy sostenne in seguito anche un tentativo, fallito, di istituire una commissione indipendente di inchiesta sull'assalto, e chiese a Trump di ritirarsi dalla corsa presidenziale del 2024 dopo l'incriminazione per la gestione di documenti classificati.

Primarie repubblicane · 16 maggio 2026
Louisiana, primarie per il Senato
Cassidy eliminato al primo turno. Letlow e Fleming al ballottaggio del 27 giugno

CandidatoVoti%

Julia Letlow
Al ballottaggio

179.876
44,8%

John Fleming
Al ballottaggio

113.428
28,3%

Bill Cassidy
Senatore uscente

99.479
24,8%

Mark Spencer

8.335
2,1%

401.118voti totali
>95% scrutinato

Elaborazione di Focus America su dati dell'Associated Press

Trump ha lavorato apertamente per rimuoverlo. Il presidente ha convinto Letlow a candidarsi e le ha dato il proprio endorsement, una mossa decisiva in uno Stato profondamente conservatore che lui stesso ha vinto con 22 punti di vantaggio nel 2024. Sabato mattina, poche ore prima del voto, Trump ha attaccato Cassidy sulla propria piattaforma Truth Social definendolo "un disastro sleale" e "un tipo terribile", e prevedendo che sarebbe stato "stracciato". Dopo la sconfitta, ha celebrato il risultato scrivendo che la slealtà di Cassidy verso "l'uomo che lo ha fatto eleggere è ormai parte della leggenda" e che è "bello vedere che la sua carriera politica è FINITA".

Letlow è una deputata al suo terzo mandato proveniente dal nord della Louisiana, eletta per la prima volta nel 2021 dopo la morte del marito per Covid prima che potesse insediarsi alla Camera. Oltre all'appoggio di Trump, ha ricevuto il sostegno del governatore repubblicano Jeff Landry, che ha lavorato dietro le quinte per favorirne la campagna. Il super PAC Make America Healthy Again ha stanziato un milione di dollari per sostenerla. Parlando ai sostenitori dopo il risultato, Letlow ha ringraziato "il miglior presidente che questo Paese abbia mai avuto" e ha sostenuto che gli elettori della Louisiana hanno interpretato il voto sull'impeachment come un tradimento.

Fleming ha condotto una campagna in larga parte autofinanziata, prestando alla propria corsa 10,6 milioni di dollari. Ex deputato dal 2009 al 2017 e tra i fondatori del gruppo della destra dura House Freedom Caucus, è stato poi funzionario nella prima amministrazione Trump prima di essere eletto tesoriere statale nel 2023. Si è presentato come "il vero conservatore" della corsa, sostenendo di essere stato "MAGA prima che MAGA fosse di moda". Fleming ha dichiarato a NBC News che qualcuno "vicino" all'amministrazione Trump gli aveva offerto un incarico per convincerlo a ritirarsi e lasciare il campo libero a Letlow. La Casa Bianca non ha risposto alle richieste di commento.

Cassidy, medico di professione, era già finito al centro delle polemiche per la conferma di Robert F. Kennedy Jr. alla guida del Dipartimento della Salute. Cassidy presiede la commissione del Senato competente e fu il suo voto a far avanzare la nomina, nonostante i noti dissensi sui vaccini tra i due. Da allora il senatore ha cercato un equilibrio difficile, criticando alcune scelte di Kennedy senza rompere con Trump. Si è inoltre opposto alla nomina dell'influencer del benessere Casey Means a Surgeon General, una bocciatura che Trump gli ha rinfacciato.

In campagna elettorale Cassidy e i suoi alleati hanno attaccato Letlow sulle sue operazioni in borsa e sul suo passato sostegno alle politiche di diversità, equità e inclusione quando lavorava all'Università della Louisiana, soprannominandola "Letlow la liberale". La deputata ha respinto le accuse spiegando che i suoi investimenti sono gestiti da terzi e che la sua posizione sulle politiche DEI è cambiata.

Le possibilità di sopravvivenza politica di Cassidy sono state inoltre ridotte da una modifica delle regole elettorali. Nel 2024 il governatore Landry e l'assemblea legislativa hanno cambiato il sistema delle primarie per il Senato, riservando il voto soltanto agli iscritti al partito e agli elettori non affiliati, escludendo dunque gli elettori democratici e indipendenti che in passato potevano sostenere candidati moderati come Cassidy.

Nel suo discorso dopo la sconfitta, Cassidy ha fatto un riferimento velato a Trump senza mai nominarlo. Ha respinto le tesi sui brogli elettorali del 2020, dichiarando che quando si partecipa alla democrazia "a volte le cose non vanno come si vorrebbe", ma non si deve "piagnucolare", né "sostenere che le elezioni sono state rubate" o "inventare una scusa". Ha aggiunto che "il nostro Paese non riguarda un singolo individuo" ma "il benessere di tutti gli americani" e la Costituzione, e che chi cerca di "controllare gli altri usando le leve del potere" serve sé stesso e "non è qualificato per essere un leader". Ha infine commentato gli attacchi ricevuti dicendo che gli insulti lo toccherebbero solo se provenissero "da qualcuno di carattere e integrità", e che le persone con queste qualità non passano il loro tempo ad attaccare gli altri su internet.

Il caso Cassidy si inserisce in una serie di sconfitte subite dai repubblicani che hanno rotto con Trump. All'inizio di maggio cinque dei sette senatori statali repubblicani dell'Indiana che avevano bloccato un piano di ridisegno dei collegi voluto dal presidente sono stati battuti nelle loro primarie. Nella North Carolina i repubblicani affrontano una corsa difficile per mantenere il seggio del senatore Thom Tillis, che ha annunciato il ritiro dopo aver rotto con Trump sulla principale legge di politica interna dell'amministrazione. Un consigliere politico di Trump ha dichiarato a NBC News che il presidente e il suo entourage sono ora più concentrati sulla sfida al deputato repubblicano del Kentucky Thomas Massie, le cui primarie si terranno il 19 maggio.

Anche le primarie democratiche in Louisiana andranno al ballottaggio, con l'agricoltore Jamie Davis qualificato per il secondo turno. I repubblicani restano nettamente favoriti a mantenere il seggio alle elezioni di novembre.

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Tommy Olsen nutzt soziale Medien, um Geflüchtete sichtbar zu machen und damit deren Pushbacks zu verhindern. In Griechenland soll ihm deshalb der Prozess gemacht werden. Die Auslieferung des Norwegers ist nun abgewendet – vorerst.

netzpolitik.org/2026/norwegisc…

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La rassegna stampa di domenica 17 maggio 2026


Il senatore Cassidy perde le primarie in Louisiana dopo l'intervento di Trump, mentre un giudice del Senato blocca il finanziamento per la sala da ballo della Casa Bianca

Questa è la rassegna stampa di domenica 17 maggio 2026

Il senatore Bill Cassidy perde le primarie repubblicane in Louisiana


Il senatore Bill Cassidy, che aveva votato per la condanna di Trump dopo l'assalto del 6 gennaio, è stato sconfitto nelle primarie repubblicane della Louisiana. I candidati sostenuti da Trump, Julia Letlow e John Fleming, sono passati al ballottaggio, mentre Cassidy si è classificato terzo. La sconfitta rappresenta la vendetta di Trump contro uno dei pochi senatori repubblicani rimasti che avevano votato per il suo impeachment.

Fonti: Wall Street Journal, New York Times, The Guardian

Il parlamentare del Senato blocca i finanziamenti per la sala da ballo di Trump


Il parlamentare del Senato ha stabilito che il miliardo di dollari destinato a miglioramenti di sicurezza per il campus della Casa Bianca, inclusa la nuova sala da ballo da 400 milioni di dollari di Trump, richiede una soglia di 60 voti anziché una semplice maggioranza. Questa decisione rappresenta un colpo per l'amministrazione Trump, che aveva cercato di includere questi fondi in un pacchetto di spesa per l'ICE e la Pattuglia di Frontiera.

Fonti: Wall Street Journal, New York Times, The Guardian

La Cina indica che i dazi sono stati discussi nel vertice con Trump


Il Ministero del Commercio cinese ha dichiarato che i due paesi hanno raggiunto un accordo preliminare per ridurre alcuni dazi, contraddicendo apparentemente le dichiarazioni del presidente Trump. L'annuncio è arrivato dopo l'incontro ad alto rischio tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping a Pechino, che si è concentrato su commercio, Taiwan e l'aumento dei prezzi dell'energia dovuto alla guerra in Iran.

Fonti: New York Times

Un giudice del Kansas blocca la legge sui trattamenti di transizione per minori


Un giudice distrettuale del Kansas ha temporaneamente bloccato una legge che vieta i trattamenti di transizione di genere per i minori nello stato. La decisione è arrivata dopo che i genitori di due adolescenti avevano fatto causa sostenendo il loro diritto di prendere decisioni riguardo alla salute dei loro figli. L'ingiunzione sospende l'applicazione della legge recentemente approvata dallo stato.

Fonti: The Guardian

Trump minaccia di ritirare l'endorsement alla deputata Boebert


Il presidente Trump ha minacciato di ritirare il suo endorsement alla deputata Lauren Boebert dopo che lei ha fatto campagna elettorale con il deputato Thomas Massie in Kentucky. Trump ha criticato Boebert sui social media, definendola "debole di mente" e chiedendo se ci fosse qualcuno interessato a sfidarla nelle primarie. L'episodio evidenzia le tensioni interne al Partito Repubblicano.

Fonti: The Hill

Il Venezuela estrada il magnate Alex Saab negli Stati Uniti


Il Venezuela ha estradato il miliardario Alex Saab negli Stati Uniti, dove è accusato di essere coinvolto in un vasto schema di corruzione. L'estradizione fa parte di una purga di figure potenti che avevano aiutato l'ex presidente Nicolás Maduro a rimanere al potere. Saab è legato a diversi crimini negli Stati Uniti secondo le autorità venezuelane.

Fonti: New York Times, Bloomberg

I tagli sanitari di Trump complicano la risposta federale all'hantavirus


La risposta federale all'hantavirus ha evidenziato l'impatto dei tagli dell'amministrazione Trump alla salute statunitense e globale. Scienziati di carriera dei Centers for Disease Control and Prevention sono stati licenziati o hanno lasciato l'agenzia, lasciando molte meno persone disponibili per rispondere alle crisi sanitarie. Gli esperti di sanità pubblica hanno rinnovato le preoccupazioni sulla preparazione degli Stati Uniti per crisi sanitarie più ampie.

Fonti: The Hill

Un senatore repubblicano critica Hegseth per le decisioni sulla postura militare


Il senatore Thom Tillis ha offerto dure critiche al segretario della Difesa Pete Hegseth per i cambiamenti riportati al Pentagono, incluso uno spostamento nella postura militare statunitense a livello globale. Tillis ha definito "sconsiderata" la decisione di ridurre la presenza di forze in Europa, insieme alle uscite di diversi alti ufficiali militari negli ultimi mesi.

Fonti: The Hill

Migliaia si radunano in Alabama per i diritti di voto degli afroamericani


Migliaia di persone da tutto il paese si sono riunite a Montgomery, capitale dell'Alabama, per la manifestazione "All Roads Lead to the South". Il raduno è seguito alla decisione della Corte Suprema Louisiana v. Callais del mese scorso, che ha essenzialmente smantellato il Voting Rights Act e severamente limitato le protezioni contro la discriminazione elettorale. L'evento si è svolto nella stessa piazza dove sono commemorate le marce del 1965 da Selma a Montgomery.

Fonti: The Guardian

I rendimenti record giapponesi scatenano scommesse sul rimpatrio di capitali


I gestori di fondi prevedono che gli investitori giapponesi venderanno i Treasury statunitensi per investire nei titoli di stato giapponesi a causa dei rendimenti record raggiunti nel paese. Questo movimento potrebbe avere implicazioni significative per i mercati obbligazionari statunitensi, dato che il Giappone è uno dei maggiori detentori esteri del debito americano. La tendenza riflette i cambiamenti nelle politiche monetarie globali.

Fonti: Financial Times

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Three Weeks Away!


Our 2026 Pirate National Conference is only 21 days away, that is only three weeks to sign up and reserve your spot.

How quickly five became four, then three, soon two! Hurry, you don’t wanna miss this one.

Follow the link here to sign up for the conference.

June 6th-7th, we will be in Boston, MA celebrating 20 years of the United States Pirate Party. The conference will be hybrid and allow attendees to participate online if you cannot be there in person in Boston.

This year is a celebration of the United States Pirate Party. Unlike previous conferences, this will likely be a mostly in-house event without many special guest speakers. While we will not rule out guest speakers entirely, do expect this to be a Pirate conference through and through.

Check out our post featuring important links you’ll want to check out, including the signup link (already seen in this post) and the candidate forum, closing May 23rd.

2026 Pirate National Conference: Piratey McPirateface, of the House of Supreme, Heir to the Crown of the United States of America, Held By His Father Vermin Supreme, and Sole Heir to the Kingdom of Libertalia, By the Grace of God, King of Castile, of León, of Aragon, of the Two Sicilies, of Jerusalem, of Dalmatia, of Croatia, of Navarre, of Granada, of Toledo, of Valencia, of Galicia, of Mallorca, of Seville, of Sardinia, of Córdoba, of Corsica, of Murcia, of Jaén, of the Algarves, of Algeciras, of the Canary Islands, of the East and West Indies, of the Islands and Mainland of the Ocean Sea; Archduke of Austria; Duke of Burgundy, of Brabant, of Milan, of Athens and Neopatria; Count of Habsburg, of Flanders, of Tyrol, of Barcelona, of Roussillon, and of Cerdanya; Marquess of Oristano and Count of Goceano, Duke of Sealand, Mayor of Des Moines, Mr. Florida 1999, Reborn, Runs for Something to Spill This Tea and Hoist the Colours Over the Stolen Pirate National Conference of 2024, aka Hoist the Colours and Spill the Tea

20 Years a Pirate!


uspirates.org/three-weeks-away…

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Oggi a Modena è successa una tragedia.
Persone travolte. Feriti gravissimi. Famiglie sconvolte.
La prima cosa da fare è rispettare il dolore e lasciare che magistratura e forze dell'ordine accertino ogni responsabilità.
Ma mentre i fatti sono ancora in corso di accertamento, una parte dell'informazione ha già sentito il bisogno di precisare che il fermato è un "italiano di seconda generazione".
Questa formula non è neutra. Non è un dettaglio anagrafico.
È un messaggio politico: italiano sì, ma non del tutto.
Italiano quando conviene, italiano con asterisco quando la notizia diventa sporca.
Eppure le informazioni disponibili raccontano altro: un uomo con una storia documentata di fragilità psichiatrica, in cura fino al 2024, poi senza più alcun supporto, senza continuità terapeutica, senza nessuno che verificasse come stesse.
Se vogliamo fare domande serie, facciamole su questo.
Su un sistema di salute mentale sottofinanziato.
Su cosa accade quando un percorso di cura si interrompe e non c'è nulla che lo sostituisca.
Chi commette un reato risponde del reato.
Non dell'origine dei propri genitori, non di milioni di persone che con quel fatto non hanno nulla a che fare.
Unknown parent

mastodon - Collegamento all'originale

Raphael Pallavicini

@Fulvio_952 fuori di battuta, il problema non è da dove vengono perché Sant'Agostino era tuareg, ossia "tunisino". La questione è se **mettono in pratica** le prescrizioni del culto fondato da Maometto. La discriminante è quella. Perché grazie a Dio ci sono tante persone buone nonostante siano state cresciute dentro quella cultura di morte. Per il principio di sostituzione le sure medinesi, molto più violente hanno il sopravvento su quelle meccane. Inoltre hanno 6 tipi codificati di menzogne all'infedele (vedi buseca.wordpress.com/2025/12/1… ) per cui è molto, molto difficile potersi fidare. L'unico modo per essere ragionevolmente sicuri che persone cresciute in quel culto non ti stia ingannando è se sta fanno proselitismo attivo per **abbandonare** l'islam, cose che è punita con la pena di morte.