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European tax payer money is used to fund Israeli #spyware companies. Tell your politicians to stop it!

Sign @edri's petition now: crm.edri.org/kiss

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🚨 New research commissioned by EDRi analyses the implementation of the #LawEnforcementDirective in Bulgaria, France, Greece, Germany and Slovenia.

Even eight years after the LED’s entry into application, its implementation remains fragmented and insufficient ❌

The LED is a crucial #DigitalRights protection instrument and provides protection standards for the processing of personal data by law enforcement authorities 🚔

Read the full study and country reports ➡️ edri.org/our-work/research-stu…

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Deutschland braucht mehr Medienkompetenz und weniger Hass im Netz, beschwört eine politische Sonntagsrede nach der anderen. Trotzdem will Bildungsministerin Prien ausgerechnet solchen Projekten die Förderung entziehen. Wie passt das zusammen? netzpolitik.org/2026/gekapptes…
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L'Iran vuole controllare i cavi internet sotto lo Stretto di Hormuz e far pagare le Big Tech


Teheran intende imporre a Google, Microsoft, Meta e Amazon di pagare per l'uso dei cavi sottomarini che attraversano il Golfo. Una richiesta che rischia di provocare disservizi tra Europa, Asia e Africa.

Dopo aver bloccato lo Stretto di Hormuz, l'Iran punta ora al controllo dei grandi cavi sottomarini che passano sotto lo stesso tratto di mare, con l'intento di far pagare i grandi gruppi tecnologici occidentali per il loro utilizzo. Lo riporta la CNN, citando media iraniani vicini al Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica. Sotto lo Stretto, tra Iran e Oman, passano infatti alcune importanti dorsali di telecomunicazione intercontinentale: si tratta di infrastrutture che trasportano grandi volumi di traffico internet e dati finanziari, comprese informazioni legate alle transazioni bancarie, collegando Europa, Asia e Golfo Persico.

Secondo le ricostruzioni dei media iraniani, Teheran intende chiedere a colossi della tecnologia come Google, Microsoft, Meta e Amazon di pagare per l'uso dei cavi. Chi vorrà posare nuove linee dovrà versare una licenza e affidarne la manutenzione esclusivamente a società iraniane. "Faremo pagare i cavi internet", ha promesso su X Ibrahim Zolfaghari, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, in una dichiarazione citata dalla CNN.

Il nodo delle sanzioni e la geografia dei cavi


La geografia delle infrastrutture mostra i margini reali di pressione di Teheran. Mostafa Ahmed, ricercatore senior dello Habtoor Research Center degli Emirati Arabi Uniti, ha spiegato alla CNN che nello Stretto passano diversi cavi intercontinentali, ma la maggior parte corre in una stretta fascia lungo il lato omanita. Altre due linee, invece, attraversano le acque territoriali iraniane: Falcon e Gulf Bridge International, ha precisato Alan Mauldin di TeleGeography, società americana che monitora il settore.

Resta però aperta la questione delle sanzioni. I Big Tech statunitensi hanno già investito nella posa dei cavi nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico, e non è chiaro come Teheran possa costringerli a pagare. Le sanzioni di Washington vietano infatti alle imprese americane qualsiasi versamento all'Iran.

Un attacco dei Guardiani della Rivoluzione contro quei cavi potrebbe però innescare una "catastrofe digitale" con effetti a cascata su più continenti. Le interruzioni rallenterebbero il commercio e le transazioni tra Europa e Asia, mentre in alcune aree dell'Africa orientale potrebbero verificarsi il blackout totale di internet. Il peso globale delle linee che passano da Hormuz, tuttavia, resta ancora limitato: secondo TeleGeography, nel 2025 hanno rappresentato meno dell'1% della capacità mondiale di trasmissione dati.

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The masks are off. A far-right ELAM candidate has proposed an authority to monitor and ban progressive political parties in Cyprus, explicitly targeting Volt.

Those who admire authoritarians and try to undermine democratic pluralism now want to dictate what freedom is by outlawing us. They think we will back down or be silenced, but they are wrong. We are standing tall in the light. Watch our video to see the vision they want to ban.

1/2

#Volt #Cyprus #Europe #EUpol #Democracy

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Bendati. Ammanettati. In ginocchio.
Attivisti umanitari sequestrati in acque internazionali al largo di Creta (a 960 km da Gaza) dalla marina israeliana.
Poi trascinati sul pavimento di Ashdod mentre suonava l'inno nazionale.
E il ministro Ben Gvir? Li filmava ridendo.
"Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa."
Tra i 30 italiani fermati: un parlamentare, medici, giornalisti, lavoratori.
La colpa? Voler portare aiuti umanitari a una popolazione sotto assedio.
Questa è pirateria di Stato, di uno Stato canaglia.
Meloni e Tajani l'hanno definito "inaccettabile". Bene.
Ma le parole non bastano: servono conseguenze.
Diplomatiche, politiche, giuridiche.
Ad esempio, smettere di bloccare le sanzioni UE a Israele e la sospensione dell'Accordo di associazione, che il nostro stesso governo ha contribuito ad affossare ad aprile.
L'Europa non può più tacere mentre Israele fa a pezzi il diritto internazionale.

#GlobalSumudFlotilla #Gaza #DirittiUmani #DirittoInternazionale #BenGvir #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Vous souvenez-vous du test ADN offert par votre proche à Noël ou à votre anniversaire ? Avec le projet de loi SURE, les données génétiques que vous avez alors transmises à des entreprises privées situées à l'étranger (majoritairement aux États-Unis) pourront être récupérées et exploitées par la police française.
Sous l'inattaquable prétexte d'identifier plus facilement les auteurs de crimes, le gouvernement ouvre la boîte de Pandore des examens génétiques.

laquadrature.net/2026/05/20/pr…

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I Dem del Texas iniziano a crederci


I leader del partito vedono un'apertura nella corsa al Senato in uno stato che non elegge un democratico a livello statale da oltre trent'anni, ma il dibattito interno sulle risorse divide donatori e strateghi.

I democratici americani guardano al Texas con rinnovato ottimismo dopo che il presidente Donald Trump ha dato il suo sostegno al procuratore generale dello stato Ken Paxton, travolto da scandali, nelle primarie repubblicane per il Senato. La mossa apre uno scenario inatteso in uno stato che non elegge un democratico a livello statale da più di tre decenni.

Se Paxton dovesse battere il senatore in carica John Cornyn nel ballottaggio repubblicano del 26 maggio, i democratici ritengono di avere una strada percorribile per conquistare il seggio. Il candidato democratico è il deputato statale James Talarico, considerato una stella emergente del partito, che ha già raccolto la cifra record di 27 milioni di dollari per la sua campagna, di cui 10 milioni dopo la vittoria nelle primarie sulla deputata Jasmine Crockett.

Per la prima volta il principale comitato di azione politica vicino al leader della minoranza al Senato Chuck Schumer ha segnalato la disponibilità a intervenire nella corsa texana. "Restiamo ottimisti sul Texas e ci sono tutte le probabilità che lasceremo il segno", ha dichiarato a NOTUS Lauren French, portavoce del Senate Majority PAC.

Il sogno di trasformare il Texas in uno stato democratico resta tuttavia difficile da realizzare. Una campagna competitiva richiederebbe risorse finanziarie enormi e attualmente i democratici stanno perdendo la gara nazionale per la raccolta fondi contro i repubblicani. La nomination repubblicana inoltre non è ancora decisa: Cornyn è arrivato primo nelle primarie di marzo, andando oltre le aspettative del suo partito, e potrebbe ancora prevalere nel ballottaggio nonostante lo sgarbo di Trump.

Il senatore del Maryland Chris Van Hollen, ex presidente del comitato per la campagna senatoriale democratica, ha dichiarato a NOTUS che Paxton, beniamino del movimento MAGA, "respingerà molti elettori indipendenti, e Talarico ha chiarito di voler rappresentare tutti i texani, non solo i MAGA".

Talarico, che ha vinto le primarie democratiche di marzo al primo turno, ha commentato in una nota: "Non importa chi vince questo ballottaggio. Sappiamo già contro chi corriamo: i miliardari mega-donatori e il loro sistema politico corrotto".

I responsabili del DSCC, il braccio elettorale dei democratici al Senato, si sono detti fiduciosi di poter tentare seriamente la conquista del seggio. "I repubblicani stanno guardando 100 milioni di dollari sparire nel nulla mentre Donald Trump respinge un anno di suppliche per salvare John Cornyn", ha dichiarato la portavoce Maeve Coyle.

Il Texas ha già deluso le aspettative democratiche in passato. Beto O'Rourke perse contro il senatore Ted Cruz per circa 200.000 voti nel 2018. Cornyn e Cruz hanno poi battuto comodamente i loro avversari democratici nel 2020 e nel 2024.

Il vero nodo è quello delle risorse. I democratici stanno già cercando di ribaltare almeno quattro seggi al Senato in mani repubblicane, e aggiungere un quinto obiettivo rischia di disperdere i fondi disponibili. Un consulente di donatori democratici ha riferito a NOTUS che il mondo dei finanziatori è diviso: alcuni hanno scommesso da subito su Talarico, altri alzano gli occhi al cielo ogni volta che si parla del Texas.

La domanda chiave riguarda l'allocazione delle risorse: investire in Texas significa togliere fondi ad altri stati in bilico. Alcuni operatori democratici lamentano che concentrarsi sul Texas potrebbe penalizzare stati che hanno eletto democratici a livello statale più di recente. "Chi vuole mettere il Senato del Texas davanti ad Alaska, Maine o Iowa deve chiedersi qual è la giusta allocazione delle risorse, qual è il miglior ritorno sull'investimento", ha spiegato un bundler democratico a NOTUS. "In Texas si possono bruciare facilmente nove cifre e perdere comunque di cinque o sei punti".

Schumer all'inizio dell'anno non aveva incluso il Texas tra le principali opportunità di conquista. Lo storico leader democratico aveva indicato come priorità le corse per i seggi repubblicani in Maine, North Carolina, Ohio e Alaska.

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Per noi di Volt, il rispetto dei diritti umani sta ben al di sopra di qualsiasi dinamica meramente politica.

Israele si è reso responsabile della distruzione della Striscia di Gaza, di attacchi contro civili, di gravissime violazioni del diritto internazionale, di apartheid, occupazione illegale della Cisgiordania e genocidio nei confronti della popolazione palestinese.

La mancata sospensione del gemellaggio con Tel Aviv è l’ennesima manifestazione dell’incapacità di prendere una posizione anche meramente simbolica contro un genocidio.

#Gaza #Palestina #DirittiUmani #TelAviv #StopGenocidio #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Iran, il piano segreto di Usa e Israele ad inizio guerra: rimettere al potere Ahmadinejad


Il New York Times rivela che il raid israeliano del primo giorno di guerra puntava a liberare l'ex presidente dagli arresti domiciliari per insediarlo al vertice del regime.

Stati Uniti e Israele sarebbero entrati in guerra contro l'Iran con un nome già scelto per guidare Teheran dopo il collasso del regime: Mahmoud Ahmadinejad. L'ex presidente, noto per le posizioni più oltranziste, antiamericane e antisraeliane della Repubblica Islamica, sarebbe stato al centro di un'operazione ideata dagli israeliani e concordata con lui, secondo quanto rivelato dal New York Times sulla base di funzionari statunitensi informati del piano.

Nel primo giorno di guerra, un raid dell'aeronautica israeliana ha colpito la casa di Ahmadinejad nel quartiere di Narmak, nella parte orientale di Teheran. L'obiettivo, secondo la ricostruzione, non era uccidere l'ex presidente, ma eliminare le guardie del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione che lo tenevano sotto sorveglianza agli arresti domiciliari. In sostanza, un'evasione mascherata da bombardamento.

Il progetto è però naufragato in poche ore. Ahmadinejad è rimasto ferito, ma è sopravvissuto. Da allora non è più comparso in pubblico e non è chiaro dove si trovi né in quali condizioni. Dopo essere scampato per poco alla morte, raccontano i funzionari americani sentiti dal New York Times, sarebbe rimasto disilluso sulle possibilità di un regime change e avrebbe alla fine deciso di tirarsi indietro.

Una scelta a dir poco estrema per il post-regime


Definire Ahmadinejad una scelta sorprendente è dir poco. Presidente dell'Iran dal 2005 al 2013, è stato il volto degli appelli a "cancellare Israele dalla carta geografica", ha negato pubblicamente l'Olocausto, ha sostenuto senza riserve il programma nucleare iraniano e ha represso con durezza il dissenso interno. Negli ultimi anni, però, si era progressivamente allontanato dai vertici della Repubblica Islamica, accusandoli di corruzione. Il Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione lo aveva escluso dalle presidenziali del 2017, del 2021 e del 2024, e i suoi movimenti erano stati limitati alla casa di Narmak.

Guerra Usa-Iran · Retroscena

Il nome scelto per il post-regime era il più radicale di tutti


Secondo il New York Times, Stati Uniti e Israele avevano preparato con Mahmoud Ahmadinejad un piano per riportarlo al potere a Teheran. L'operazione prevedeva un raid sotto copertura per liberarlo dagli arresti domiciliari, ma il tentativo è fallito.

Fonte: New York Times Operazione Epic Fury

Il nome al centro del piano
Mahmoud Ahmadinejad
Ex presidente dell'Iran (2005-2013). Già celebre per gli appelli a "cancellare Israele dalla carta geografica" e per il negazionismo dell'Olocausto.

Negli ultimi anni si era allontanato dai vertici della Repubblica Islamica. Era di fatto agli arresti domiciliari nella sua casa di Narmak, a Teheran.

2005-2013
Anni di presidenza in Iran

3
Esclusioni dalle presidenziali (2017, 2021, 2024)

4
Fasi previste dall'operazione segreta

Esplora il dossier
1 Il piano 2 Il raid 3 Il profilo 4 Le versioni

Le 4 fasi

Il piano segreto: far cadere il regime e preparare un governo alternativo


Secondo funzionari israeliani citati dal New York Times, l'offensiva era stata costruita come una sequenza di mosse coordinate. Il punto d'arrivo era riportare Ahmadinejad al potere a Teheran.

1

Raid aerei combinati
Bombardamenti coordinati di Stati Uniti e Israele su obiettivi militari, missilistici e nucleari iraniani per degradare le capacità di Teheran.
Avviata · Operazione Epic Fury

2

Eliminazione dei vertici iraniani
Decapitazione della leadership. Nel primo giorno, un raid uccide la Guida Suprema Ali Khamenei. Colpita anche una riunione di alti funzionari, eliminando però figure che la Casa Bianca riteneva più disponibili a negoziare.
Eseguita parzialmente

3

Mobilitazione dei curdi e campagne di influenza
Sostegno alle forze curde contro l'esercito iraniano e operazioni di influenza per alimentare l'instabilità politica interna alla Repubblica Islamica.
Non pienamente attivata

4

Insediamento del governo alternativo
L'evasione mascherata di Ahmadinejad dalla casa di Narmak avrebbe dovuto aprire la strada al suo ritorno alla guida del Paese. Il piano è fallito: Ahmadinejad è rimasto ferito, è sopravvissuto, ma è poi scomparso dalla scena pubblica.
Fallita

Il capo del Mossad David Barnea avrebbe confidato ai collaboratori di credere ancora che il piano, fondato su decenni di operazioni in Iran, avrebbe potuto funzionare se avesse avuto l'autorizzazione dall'alto a proseguire.

Narmak, Teheran — primo giorno di guerra

Il bombardamento che doveva aprire la strada alla liberazione


Il raid israeliano sulla casa di Ahmadinejad, nel quartiere orientale di Narmak, non avrebbe avuto come obiettivo l'ex presidente. Secondo il New York Times, doveva neutralizzare le guardie dei Pasdaran che lo tenevano sotto controllo.

Narmak, Teheran est Notte del primo giorno


Aviazione israeliana
Caccia F-35


Casa di Narmak
Arresti domiciliari di Ahmadinejad


Guardie dei Pasdaran
Obiettivo reale del raid

Il raid colpisce la casa per eliminare le guardie che tenevano Ahmadinejad sotto sorveglianza. Una evasione mascherata da bombardamento.

Obiettivo del raid
Liberare Ahmadinejad
Eliminare le guardie del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione che lo tenevano agli arresti domiciliari. Un'evasione mascherata da bombardamento.

Esito reale
Ferito ma sopravvissuto
Dopo essere scampato per poco alla morte, Ahmadinejad sarebbe rimasto disilluso sul regime change e si sarebbe tirato indietro. Da allora non sarebbe più apparso in pubblico.

Il personaggio

Dal radicalismo antisraeliano al riavvicinamento con l'Occidente

Trump è un uomo d'azione. Sarebbe auspicabile un riavvicinamento tra Iran e Stati Uniti. — Mahmoud Ahmadinejad al New York Times, 2019

Tappe chiave

2005 — 2013
Presidenza dell'Iran. Appelli a "cancellare Israele dalla carta geografica", negazionismo dell'Olocausto, repressione del dissenso, sostegno al programma nucleare.

2017 — 2018
Escluso dalle presidenziali dal Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione. Il suo ex capo di gabinetto Esfandiar Rahim Mashai viene processato per legami con servizi occidentali.

2019
Intervista al New York Times: elogia Trump come "uomo d'azione" e auspica il riavvicinamento Iran-Usa.

2021 · 2024
Nuova esclusioni dalle presidenziali. Movimenti progressivamente limitati alla sua casa di Narmak.

2023 — 2025
Viaggi in Guatemala e poi in Ungheria, all'epoca governata da Viktor Orban — alleato stretto di Netanyahu e Trump.

Primo giorno di guerra
Raid israeliano sulla sua casa di Narmak. Sopravvive ferito. Da allora non compare più in pubblico.

Due narrazioni a confronto

Ricostruzione del New York Times vs la versione ufficiale della Casa Bianca


Il retroscena del New York Times si basa su funzionari statunitensi informati del piano. La portavoce della Casa Bianca ha invece offerto una lettura strettamente militare degli obiettivi dell'operazione.

Retroscena
New York Times

Il piano prevedeva il collasso del regime e l'insediamento di un "governo alternativo" guidato da Ahmadinejad.

Il raid di Narmak era stato concepito per liberare l'ex presidente eliminando le sue guardie.

Trump credeva di poter replicare lo schema usato in Venezuela contro Maduro.

Versione ufficiale
Casa Bianca

Obiettivi dell'Operazione Epic Fury:

• Distruggere i missili balistici iraniani

• Smantellare gli impianti di produzione

• Affondare la marina iraniana

• Indebolire i proxy regionali

— Anna Kelly, portavoce

Il modello cui Trump si sarebbe ispirato


Venezuela
Forze americane catturano Maduro. La vicepresidente Delcy Rodríguez viene insediata al suo postoe diventa stretta collaboratrice dell'Amministrazione Trump.
Schema riuscito


Iran
Il raid di Narmak fallisce, Khamenei viene ucciso insieme ad altri possibili interlocutori e Ahmadinejad si sfila. Il risultato è che nessun governo alternativo viene insediato.
Schema fallito

Il punto

Tra le due versioni resta un divario rilevante: per la Casa Bianca l'operazione è puramente militare; per il New York Times, era inizialmente un'operazione di regime change che ha mancato il proprio bersaglio politico.

Fonti New York Times (funzionari Usa e israeliani informati del piano) · Dichiarazione ufficiale Casa Bianca, Anna Kelly · Intervista di Ahmadinejad al NYT, 2019.

C'erano state, tuttavia, segnali di apertura verso l'Occidente. In un'intervista al New York Times del 2019, Ahmadinejad aveva elogiato Donald Trump definendolo "un uomo d'azione" e aveva auspicato un riavvicinamento tra Iran e Stati Uniti. Anche per questo persone a lui vicine sono state accusate di legami con servizi occidentali: ad esempio il suo ex capo di gabinetto, Esfandiar Rahim Mashai, è stato processato nel 2018, mentre i media di Stato hanno diffuso accuse di contatti con l'intelligence britannica e israeliana. Nel 2023 Ahmadinejad ha visitato il Guatemala, mentre nel 2024 e nel 2025 è stato in Ungheria, all'epoca ancora governata da Viktor Orban, stretto alleato di Benjamin Netanyahu e di Donald Trump.

Il modello Venezuela e il fallimento del piano


Secondo due funzionari militari israeliani citati dal New York Times, l'offensiva era stata pensata in più fasi: attacchi aerei combinati di Stati Uniti e Israele, eliminazione dei vertici iraniani, mobilitazione dei curdi contro le forze di Teheran e campagne di influenza per alimentare l'instabilità politica interno. L'obiettivo finale era il collasso del regime e l'insediamento di un "governo alternativo".

Nel primo giorno di guerra, i raid aerei israeliani hanno portato alla morte della Guida Suprema Ali Khamenei. Però l'attacco al suo complesso nel centro di Teheran ha colpito anche una riunione di alti funzionari iraniani ed eliminato alcuni esponenti del regime che la Casa Bianca aveva individuato come potenzialmente più disponibili a negoziare. Trump, secondo il New York Times, era inizialmente convinto di poter replicare lo schema usato in Venezuela, dove le forze americane avevano catturato Nicolas Maduro e insediato al suo posto la vicepresidente Delcy Rodriguez, oggi stretta collaboratrice dell'Amministrazione Trump.

La Casa Bianca dà una versione diversa di quanto avvenuto. "Fin dall'inizio il presidente Trump è stato chiaro sugli obiettivi dell'Operazione Epic Fury: distruggere i missili balistici iraniani, smantellare gli impianti di produzione, affondare la marina e indebolire i proxy", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly. Il Mossad invece non ha voluto ufficialmente commentare. Il capo dell'intelligence israeliana, David Barnea, avrebbe però confidato ai suoi collaboratori di credere ancora che il piano, fondato su decenni di operazioni in Iran, avrebbe potuto ancora funzionare se avesse ricevuto l'autorizzazione dall'alto a proseguire.

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ShinyHunters Claims Cyberattack on U.S. Online Learning Platform — FBI Warns of Extortion Escalation
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CVE-2026-2005: Public PoC Released for Critical 20-Year-Old PostgreSQL pgcrypto RCE Vulnerability
#CyberSecurity
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GitHub Confirms Internal Repository Breach via Malicious VS Code Extension — TeamPCP Claims 3,800 Repos Stolen
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⚖️ How do we enforce our rights, and how do we keep fighting when our opponents seem all-powerful? Watch the talk ‘Taking #BigTech to court, enforcing our rights’ now. Featuring Albrecht von Sonntag and @maxschrems 🎙️ (in German)

👉 youtu.be/IOsrpAeTN-w

#Republica26 #Meta #Schrems @republica

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Kimsuky APT Runs Four Simultaneous Spear-Phishing Campaigns Targeting Recruiters, Crypto Users, and Defense Officials
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Research study: Evaluation of EU’s Law Enforcement Directive shows implementation still fragmented and insufficient


This study commissioned by EDRi analyses the implementation of the Law Enforcement Directive (LED) in five EU Member States. It shows that even eight years after the LED’s entry into application, the implementation of this crucial instrument for digital rights remains fragmented and insufficient.

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Xi a Trump: "Putin potrebbe pentirsi di aver invaso l'Ucraina"


Il presidente cinese lo avrebbe detto al leader americano durante il vertice di Pechino, rivela il Financial Times. Con Biden non aveva mai espresso giudizi personali su Putin e sulla guerra.

Xi Jinping avrebbe detto a Donald Trump che Vladimir Putin potrebbe un giorno "pentirsi" della decisione di invadere l'Ucraina. Lo riporta il Financial Times, citando fonti informate sui colloqui tra i due leader durante il vertice di Pechino della scorsa settimana. Secondo le stesse fonti, il presidente cinese avrebbe fatto questo commento mentre discuteva con Trump della guerra russo-ucraina. Con Joe Biden, in conversazioni descritte da persone vicine al dossier come "franche e dirette", Xi non aveva mai espresso un giudizio personale né su Putin né sul conflitto.

L'osservazione attribuita al leader cinese arriva mentre il conflitto è entrato nel suo quarto anno e resta in una fase di stallo. Kyiv, scrive il Financial Times, sta ricorrendo sempre più spesso ai droni per colpire obiettivi militari e infrastrutture strategiche in profondità nel territorio russo. Nel resoconto ufficiale diffuso dalla Casa Bianca sul vertice di Pechino, pubblicato domenica 17 maggio, non compare però alcun riferimento a una discussione sull'Ucraina tra Trump e Xi.

Il peso della "partnership senza limiti"


Il commento attribuito a Xi è particolarmente rilevante alla luce dei rapporti tra Mosca e Pechino. Putin ordinò l'invasione dell'Ucraina nel febbraio 2022, 3 settimane dopo essere stato in Cina e aver firmato con Xi una dichiarazione congiunta che proclamava una "partnership senza limiti" tra i due Paesi. Negli anni successivi gli Stati Uniti hanno più volte accusato Pechino di fornire alla Russia beni a duplice uso, utili a sostenere lo sforzo bellico di Mosca contro Kyiv. La Cina ha sempre respinto le accuse, negando di aiutare militarmente la Russia.

Il presidente russo è nuovamente atteso in Cina oggi e domani per una visita ufficiale di 2 giorni, pochi giorni dopo quella di Trump. Prima della partenza, Putin ha detto di recarsi a Pechino su invito del "vecchio buon amico" Xi Jinping, in occasione del 25° anniversario del Trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione tra Russia e Cina. "Lo stretto legame strategico tra Russia e Cina ha un ruolo importante e stabilizzatore sullo scenario mondiale. Non siamo amici contro qualcuno, ma lavoriamo per la pace e la prosperità comune", ha dichiarato Putin. Il leader russo ha aggiunto che durante la visita si discuterà di politica, economia, difesa e scambi culturali. È prevista anche la firma di circa quaranta documenti bilaterali.

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1/8 It's happening! The 19th edition of @CPDPconferences is officially underway in Brussels – the multidisciplinary conference on privacy and data protection, bringing together researchers, policymakers, civil society, and tech practitioners from across the globe.

Come find our booth and say hi! And stay tuned for our key sessions 👇

in reply to EDRi

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7/8 Tomorrow (Thu 21.05) at 14:15 in Maritime, join the panel: "Rhetoric over rights: the Digital Omnibus, competitiveness and the end of European values?" 🏛️

EDRi's @itxaso will be speaking about the Digital Omnibus and what's at stake for our fundamental rights.
More info: cpdpconferences.org/panels/rhe…

in reply to EDRi

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8/8 On Fri 22.05 at 14:15 in Maritime: "Human-centric “simplification”: a contradiction in terms?" 📉
EDRi's panel — coordinated as part of our role in the Rules to Protect coalition — will dig into the real human cost of EU-wide deregulation.
More info: cpdpconferences.org/panels/sim…
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Massie sconfitto nelle primarie del Kentucky grazie a Trump


Il deputato libertario perde contro lo sfidante voluto dal presidente nella primaria più costosa della storia per un seggio alla Camera. Risultati anche in Georgia, Alabama, Oregon e Pennsylvania.

Thomas Massie, il deputato repubblicano del Kentucky considerato il principale oppositore interno di Donald Trump alla Camera, ha perso le primarie del suo partito contro Ed Gallrein, candidato scelto personalmente dal presidente. Con oltre il 95% dei voti scrutinati, Gallrein ha prevalso con il 55% contro il 45% di Massie nel quarto distretto del Kentucky. La vittoria nella primaria rende Gallrein il favorito assoluto per le elezioni di novembre in un collegio fortemente repubblicano, dove quasi due terzi degli elettori avevano votato per Trump nel 2024.

La sfida è entrata nella storia come la primaria più costosa di sempre per un seggio alla Camera dei rappresentanti. Secondo i dati di AdImpact, società che monitora la spesa pubblicitaria politica, sono stati spesi 25,6 milioni di dollari in pubblicità televisiva, radiofonica e digitale, mentre i dati della Federal Election Commission portano la spesa complessiva tra candidati e gruppi esterni a circa 35 milioni di dollari. Il Washington Post riporta una cifra ancora superiore, oltre 32 milioni solo in spot pubblicitari. La campagna di Massie ha speso 5,8 milioni di dollari contro i 2,6 milioni di Gallrein, ma i super PAC hanno favorito pesantemente lo sfidante, con oltre 16,4 milioni a suo sostegno contro i 10,1 milioni a favore dell'incumbent.

Primaria repubblicana
Kentucky, 4° distretto congressuale
Primarie repubblicane per la Camera dei Rappresentanti — 19 maggio 2026

CandidatoVoti%

Ed Gallrein
Repubblicano, sostenuto da Trump

57.822
54,9%

Thomas Massie
Repubblicano, deputato uscente

47.539
45,1%

105.361voti
>95% scrutinato

La primaria per la Camera più costosa di sempre

Spesa totale
35 mln $
Candidati e gruppi esterni

Super PAC pro-Gallrein
16,4 mln $
Spot e pubblicità

Super PAC pro-Massie
10,1 mln $
Spot e pubblicità

Elaborazione di Focus America su dati dell'Associated Press e Federal Election Commission · Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2026

Gallrein, ex militare dei Navy SEAL e allevatore di bestiame da latte, era praticamente sconosciuto in politica prima della candidatura, avendo affrontato una sola corsa elettorale senza successo. Trump lo ha reclutato personalmente per sfidare Massie e lo ha definito "un patriota" e "fantastico" in un videomessaggio diffuso il giorno prima del voto, nello stesso filmato in cui ha bollato Massie come "il peggior deputato nella storia del nostro paese". Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha fatto campagna con Gallrein in Kentucky il giorno prima del voto, in una visita che il Pentagono ha precisato essere stata effettuata a titolo personale.

Massie, deputato libertario in carica da sette mandati, si era inimicato il presidente su tre questioni cruciali. Ha votato contro la legge fiscale e di spesa simbolo dell'amministrazione, la One Big Beautiful Bill Act, citando preoccupazioni per l'aumento del deficit. Ha guidato uno sforzo bipartisan per forzare la pubblicazione dei documenti governativi sul caso Jeffrey Epstein, contro la volontà esplicita del presidente. Ha criticato apertamente l'intervento militare americano in Iran. Si è inoltre opposto agli aiuti militari a Israele ed è stato l'unico repubblicano alla Camera a votare contro una risoluzione di condanna dell'antisemitismo, sostenendo che violava il primo emendamento.

I gruppi pro-Israele hanno investito massicciamente per sconfiggerlo. I super PAC collegati alla Republican Jewish Coalition e all'American Israel Public Affairs Committee, noto come AIPAC, hanno speso ciascuno oltre 4 milioni di dollari in spot contro Massie. Anche tre miliardari pro-Israele esterni al distretto, Miriam Adelson, Paul Singer e John Paulson, hanno contribuito al finanziamento. Nel suo discorso di concessione, Massie ha ironizzato dicendo che aveva impiegato del tempo a contattare lo sfidante "perché ho dovuto trovare Ed Gallrein a Tel Aviv".

La campagna è stata segnata da spot televisivi particolarmente aggressivi, alcuni dei quali utilizzavano deepfake generati dall'intelligenza artificiale. Un super PAC pro-Gallrein ha diffuso un annuncio che accusava falsamente Massie di essere "in un trio" con le deputate democratiche Alexandria Ocasio-Cortez e Ilhan Omar, mostrandolo tenere loro la mano grazie all'IA. Un gruppo pro-Massie ha risposto con uno spot generato dall'IA che mostrava Gallrein abbandonare Trump in un campo di battaglia.

Davanti ai suoi sostenitori riuniti in un hotel vicino all'aeroporto, Massie ha pronunciato un discorso di sconfitta combattivo. Ha dichiarato di voler dedicare i sette mesi rimasti del suo mandato a contrastare il presidente, paragonando il piano di Trump di costruire una nuova sala da ballo alla Casa Bianca a qualcosa "uscito dall'impero romano". Il pubblico ha intonato cori contro la guerra e ha gridato "2028", suggerendo una sua candidatura presidenziale, ipotesi che Massie non ha smentito.

La sconfitta di Massie si inserisce in una serie di vittorie del presidente contro deputati e senatori repubblicani considerati sleali. Sabato scorso, il senatore Bill Cassidy della Louisiana, che aveva votato per la condanna di Trump nel processo di impeachment del 2021, ha perso la sua primaria. Alcuni senatori statali dell'Indiana che si erano opposti alla pressione del presidente per ridisegnare i collegi elettorali a favore del partito repubblicano sono stati a loro volta sconfitti. Trump ha già lasciato intendere che la prossima nel mirino potrebbe essere Lauren Boebert, deputata del Colorado che aveva fatto campagna con Massie.

In Kentucky si è votato anche per le primarie del Senato. Il deputato Andy Barr, sostenuto da Trump, ha sconfitto facilmente l'ex procuratore generale Daniel Cameron nella corsa per succedere al senatore Mitch McConnell, in uscita dopo essere stato spesso critico nei confronti del presidente. Trump aveva convinto un terzo candidato, l'imprenditore Nate Morris sostenuto da Elon Musk, a ritirarsi in cambio della promessa di un incarico diplomatico. Barr è favorito nelle elezioni di novembre contro il democratico Charles Booker.

In Georgia, la primaria repubblicana per il Senato si è chiusa senza un vincitore. Il deputato Mike Collins è arrivato primo ma non ha raggiunto il 50% necessario per evitare il ballottaggio, che si terrà il 16 giugno contro Derek Dooley, ex allenatore di football universitario sostenuto dal governatore uscente Brian Kemp. Il deputato Buddy Carter è uscito al terzo posto. Il vincitore sfiderà a novembre il senatore democratico Jon Ossoff, che ha 32,5 milioni di dollari di fondi nella sua cassa elettorale secondo i dati della Federal Election Commission di fine aprile e non ha avuto sfidanti nella primaria democratica. Trump non ha preso posizione tra i candidati repubblicani.

Per la carica di governatore della Georgia, i democratici hanno scelto come candidata l'ex sindaca di Atlanta Keisha Lance Bottoms, che ha ottenuto oltre il 50% dei voti in un campo affollato. Bottoms aveva acquisito notorietà nazionale durante il 2020 sfidando la spinta del governatore Kemp a riaprire le attività durante la pandemia di Covid-19 e era stata considerata possibile candidata vicepresidente di Joe Biden. Tra i repubblicani serve invece un ballottaggio: il vicegovernatore Burt Jones, sostenuto da Trump, affronterà l'imprenditore sanitario Rick Jackson, che ha investito decine di milioni di dollari di tasche proprie nella corsa. Brad Raffensperger, il segretario di Stato che nel 2020 rifiutò di "trovare" a Trump gli 11.000 voti che avrebbero ribaltato il risultato presidenziale in Georgia, è arrivato terzo distanziato e non andrà al ballottaggio. I democratici non vincono la carica di governatore in Georgia dal 2002.

In Alabama, il senatore Tommy Tuberville, ex allenatore di football a Auburn University, ha vinto facilmente la primaria repubblicana per la carica di governatore. A novembre sfiderà l'ex senatore democratico Doug Jones, che aveva battuto nel 2020 per il seggio al Senato e che è noto per aver guidato l'accusa contro i membri del Ku Klux Klan responsabili dell'attentato a una chiesa di Birmingham nel 1963. La primaria repubblicana per il seggio al Senato lasciato libero da Tuberville andrà al ballottaggio il 16 giugno. Il deputato Barry Moore, sostenuto da Trump, è arrivato primo e affronterà uno tra l'ex militare dei Navy SEAL Jared Hudson e il procuratore generale dello Stato Steve Marshall. Nella primaria sono confluiti oltre 11 milioni di dollari di fondi dei super PAC, di cui oltre 5 milioni da un super PAC legato all'industria delle criptovalute a sostegno di Moore.

In Oregon, la senatrice statale Christine Drazan ha vinto la primaria repubblicana per la carica di governatore, sconfiggendo l'ex giocatore della NBA Chris Dudley e il legislatore statale Ed Diehl. A novembre affronterà la governatrice democratica in carica Tina Kotek, che l'aveva battuta di tre punti percentuali nel 2022. I sondaggi mostrano Kotek tra i governatori meno popolari del paese, alle prese con la crisi dei senzatetto, il costo degli alloggi e i risultati delle scuole pubbliche. Il principale sindacato degli insegnanti dello Stato, tradizionalmente schierato con i democratici, non l'ha sostenuta, così come il Working Families Party. Un repubblicano non vince una carica statale in Oregon dal 2002 e non viene eletto governatore dal 1982.

In Pennsylvania, nel settimo distretto della Lehigh Valley, i democratici hanno scelto come candidato Bob Brooks, vigile del fuoco in pensione e leader sindacale. Brooks ha ottenuto endorsement trasversali, dal senatore progressista Bernie Sanders al governatore Josh Shapiro fino al Democratic Congressional Campaign Committee. A novembre sfiderà il deputato repubblicano in carica Ryan Mackenzie, che aveva vinto per pochi voti nel 2024 in un distretto considerato tra i più contendibili del paese. Se eletto, Brooks diventerebbe uno dei pochi deputati democratici senza laurea, in un anno in cui il partito cerca di riconquistare l'elettorato della classe operaia.

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La rassegna stampa di mercoledì 20 maggio 2026


Trump consolida il controllo sul Partito Repubblicano con la sconfitta di Massie mentre l'UE accelera l'accordo commerciale con gli USA per evitare i dazi

Questa è la rassegna stampa di mercoledì 20 maggio 2026

Trump elimina il suo più feroce critico repubblicano nelle primarie del Kentucky


Il rappresentante Thomas Massie, definito dal presidente come il suo "peggior" critico repubblicano, è stato sconfitto nelle primarie GOP del Kentucky dal candidato sostenuto da Trump, Ed Gallrein. La vittoria di Gallrein, ex Navy SEAL e agricoltore, rappresenta un test significativo della presa di Trump sul Partito Repubblicano e della sua capacità di eliminare i dissidenti interni.

Fonti: New York Times, The Hill, Wall Street Journal

L'UE accelera l'accordo commerciale con gli Stati Uniti per evitare i dazi di Trump


L'Unione Europea ha finalizzato il testo di un accordo commerciale con gli USA dopo mesi di negoziati, nel tentativo di ratificare il patto prima della scadenza minacciata dal presidente Trump per l'imposizione di dazi più elevati. L'accordo rappresenta un importante passo avanti per evitare una guerra commerciale transatlantlantica.

Fonti: Bloomberg, Financial Times

Trump appoggia Ken Paxton contro John Cornyn nella corsa al Senato del Texas


Il presidente Trump ha endorsato il procuratore generale del Texas Ken Paxton contro il senatore in carica John Cornyn nelle primarie repubblicane, scatenando shock e rabbia tra i senatori GOP. La decisione di Trump di sostenere Paxton, nonostante i suoi scandali, ha sollevato timori tra i repubblicani di poter perdere il seggio.

Fonti: New York Times, Wall Street Journal, The Hill

Il Senato avanza una risoluzione per limitare i poteri di guerra di Trump sull'Iran


Il Senato repubblicano ha votato per far avanzare una risoluzione sui poteri di guerra che costringerebbe il presidente Trump a porre fine alle ostilità con l'Iran o ottenere l'autorizzazione del Congresso. Il senatore Bill Cassidy, recentemente sconfitto nelle primarie, si è unito ad altri tre repubblicani nel sostenere la misura.

Fonti: New York Times, The Hill, Bloomberg

L'IRS abbandona le verifiche fiscali su Trump e la sua famiglia


Come parte dell'accordo del Dipartimento di Giustizia per il fondo di compensazione da 1,8 miliardi di dollari, i funzionari hanno promesso di non perseguire alcuna questione, incluse quelle riguardanti le dichiarazioni dei redditi del presidente Trump. L'accordo espanso garantisce l'immunità "per sempre" da tutte le verifiche fiscali esistenti e future.

Fonti: New York Times, Wall Street Journal, Financial Times

Sparatoria alla moschea di San Diego: tre morti in un attacco di matrice razzista


Due adolescenti hanno ucciso tre uomini nel Centro Islamico di San Diego prima di togliersi la vita, in quello che le autorità descrivono come un crimine motivato da "odio diffuso" verso più gruppi religiosi e razziali. Una guardia di sicurezza, Amin Abdullah, è stato ucciso dopo aver avvertito dell'attacco e aver contribuito a limitare le vittime.

Fonti: New York Times, The Guardian, Wall Street Journal

Keisha Lance Bottoms vince le primarie democratiche per governatore della Georgia


L'ex sindaca di Atlanta Keisha Lance Bottoms ha vinto le primarie democratiche per governatore della Georgia, evitando un ballottaggio e battendo un campo affollato di candidati. I repubblicani Burt Jones e Rick Jackson si dirigono invece verso un ballottaggio, con Brad Raffensperger eliminato dalla corsa.

Fonti: The Hill, The Guardian

Xi Jinping accoglie Putin a Pechino per colloqui bilaterali


Il leader cinese Xi Jinping ha accolto il presidente russo Vladimir Putin a Pechino per colloqui volti a rafforzare i legami bilaterali e fare progressi su un progetto energetico a lungo in stallo. L'incontro avviene mentre gli Stati Uniti sono impegnati nel conflitto con l'Iran, potenzialmente rafforzando l'asse Cina-Russia.

Fonti: Bloomberg, Bloomberg Live

I rendimenti obbligazionari raggiungono i massimi dal 2007 per i timori sull'inflazione


I rendimenti dei Treasury statunitensi a 30 anni hanno raggiunto i livelli più alti dal 2007, alimentati dai timori di inflazione legati al conflitto in Iran e all'interruzione delle forniture petrolifere. La situazione sta creando pressioni economiche sui consumatori americani mentre i prezzi dell'energia continuano a salire.

Fonti: New York Times, Bloomberg

Il Pentagono riduce le truppe americane in Europa al livello più basso dall'invasione dell'Ucraina


Il Pentagono ha annunciato la riduzione delle Brigade Combat Teams in Europa da quattro a tre, portando la presenza militare americana al livello più basso da prima dell'invasione russa dell'Ucraina. La decisione arriva mentre l'amministrazione Trump fa pressioni sugli alleati NATO per aumentare la spesa per la difesa.

Fonti: Financial Times, Fox News

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Complaint: Judge ruled for Trump in Pulitzer case while seeking nomination


FOR IMMEDIATE RELEASE:

New York, May 19, 2026 — Freedom of the Press Foundation (FPF) filed a complaint today with the Florida Judicial Qualifications Commission against Jeffrey Kuntz, chief judge of the Florida Fourth District Court of Appeal.

Last February, Kuntz ruled in President Donald Trump’s favor in Trump’s frivolous defamation lawsuit against the Pulitzer Prize Board, even though he was seeking a nomination from Trump to the federal judiciary. He failed to recuse himself from the case or disclose his conflict of interest to the parties, in violation of ethical rules governing Florida judges.

Two weeks after Kuntz ruled for Trump, the White House Counsel’s Office interviewed Kuntz regarding the judicial vacancy he sought to fill. He was nominated to the federal bench last month and has faced questions from lawmakers about his failure to recuse himself from the Pulitzer case or disclose his conflict of interest to the parties.

The following can be attributed to Seth Stern, chief of advocacy at FPF:

“Trump can’t win his SLAPP suits on the merits, so he finds ways to corrupt the court system instead — from extracting bribes in exchange for merger approvals to settling litigation with his own agencies to rewarding judges who rule in his favor with lifetime appointments.

“It defies credibility that Judge Kuntz didn’t think the Pulitzer Board might want to know that he was applying for a job with Trump — a president infamous for transactionalism and political favoritism — while deciding Trump’s lawsuit against them. In any event, the Florida rules don’t leave it up to Kuntz’s subjective, self-serving discretion — judges must avoid even the appearance of impropriety.

“Attorney disciplinary commissions are notorious for inaction, often functioning more like protection rackets for lawyers and judges than regulators. That said, we hope the commission will rise to the moment and do the right thing.”

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Press groups back ABC in fight with FCC over ‘The View,’ Kimmel


FOR IMMEDIATE RELEASE:

New York, May 19, 2026 — A coalition of 14 press freedom groups joined an open letter in solidarity with ABC, which recently took a stand against Federal Communications Commission efforts to chill protected free speech.

The following quote can be attributed to Adam Rose, deputy director of advocacy for Freedom of the Press Foundation (FPF):

“When Donald Trump’s feelings are hurt, his administration abuses its power to attack media outlets. Corporate owners only invite more bullying when they capitulate. But history shows that fighting back is a winning formula. We salute ABC for taking a stand on behalf of ‘The View’ and hope it remains as vigorous against the FCC’s so-called DEI investigation, which is all but nakedly about Jimmy Kimmel. Audiences, our organizations, and anyone who cares about free speech will stand with organizations that do the right thing.”

You can read the letter here.

freedom.press/static/pdf.js/we…

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Non dobbiamo normalizzare gli abusi della sorveglianza digitale. La nuova guida dell'EFF sottolinea i passi concreti da compiere per contrastarli.

Per contribuire a tracciare un percorso verso soluzioni, @eff lancia la guida "Contrastare la sorveglianza digitale arbitraria nelle Americhe" , che si aggiunge al nostro ampio lavoro volto a sfruttare le norme sui diritti umani per contrastare le violazioni della privacy da parte dello Stato.

eff.org/deeplinks/2026/05/we-m…

@privacypride@feddit.it

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Trump scarica Cornyn ed endorsa Paxton alle primarie repubblicane in Texas


Il presidente ha annunciato il sostegno al procuratore generale dello Stato del Texas a una settimana dall'apertura delle urne per il ballottaggio delle primarie repubblicane per il Senato. Il senatore uscente paga il tiepido appoggio alla ricandidatura di Trump alla Casa Bianca.

Donald Trump ha dato oggi il proprio endorsement a Ken Paxton, procuratore generale del Texas, nel ballottaggio delle primarie repubblicane per il Senato federale. L'annuncio arriva il giorno dopo l'apertura del voto anticipato e segna una sconfitta politica per il senatore uscente John Cornyn, che da oltre un anno cercava di ottenere l'endorsement del presidente.

Chi vincerà il ballottaggio del 26 maggio dovrà poi affrontare James Talarico, deputato democratico alla legislatura statale di Austin. Secondo i sondaggi più recenti, Talarico è in vantaggio su entrambi i possibili sfidanti repubblicani e ha raccolto molti più fondi. Il Cook Political Report continua tuttavia a classificare la corsa come "probabilmente repubblicana".

Due mesi di trattative


L'endorsement chiude una trattativa durata oltre due mesi. Dopo le primarie del 3 marzo, Trump aveva scritto su Truth Social che il suo appoggio sarebbe arrivato a breve, invitando chi non lo avesse ottenuto a ritirarsi. L'annuncio, però, era rimasto in sospeso. Per settimane i senatori repubblicani hanno spinto il presidente a schierarsi con Cornyn, mentre il mondo MAGA premeva nella direzione opposta.

Nel suo endorsement di oggi Trump ha definito Paxton un "vero guerriero MAGA", un "vincente" che "ha sempre prodotto risultati per il Texas" e continuerà a farlo al Senato federale. Su Cornyn, invece, il tono è stato più freddo: lo ha descritto come "un brav'uomo" con cui ha "lavorato bene", ma ha aggiunto che il senatore "non mi ha sostenuto quando i tempi erano duri" ed era arrivato "molto in ritardo" ad appoggiare la sua candidatura alla nomination repubblicana e poi alla presidenza.
L'endorsement di Trump a Paxton — FocusAmerica

Senato Usa · Texas · Ballottaggio

Trump sceglie Paxton ed abbandona Cornyn al suo destino


L'endorsement del presidente arriva a una settimana dal voto, dopo due mesi di trattative. Ma i sondaggi raccontano una corsa già spostata verso il procuratore generale — e una sfida di novembre molto più aperta di quanto sembri.

Fonti: UH Hobby School, TPOR, TSU, Texas Tribune, FEC Dati aggiornati al 19 maggio 2026

Ballottaggio GOP
+3
Paxton avanti su Cornyn nel sondaggio UH Hobby School

vs

Sfida di novembre
0–5
I punti che separano Talarico dai due possibili sfidanti GOP

Il Texas non elegge un senatore democratico dal 1988

Esplora in dettaglio
1 Primarie 2 Endorsement 3 Novembre 4 Le finanze

La fotografia pre-endorsement

Una corsa serrata, ma il vento già soffiava dalla parte di Paxton


Cornyn aveva chiuso le primarie del 3 marzo con il maggior numero di voti, ma da allora tutti i sondaggi mostrano un sorpasso del procuratore generale — di pochi punti o di un margine più ampio, a seconda dell'istituto.

Paxton
Cornyn
Altri / indecisi

Primarie · 3 marzo 2026 2,14 mln voti

40,5%
42,0%
17,5%

Cornyn vince ma resta sotto il 50%: si va al ballottaggio

TPOR / Slingshot · 17 apr Elettori del ballottaggio

48%
40%
11%

Paxton +8 · primo sondaggio post-primarie

UH Hobby School · 5 mag 1.200 elettori · ±2,83%

48%
45%
7%

Paxton +3 · il sondaggio più recente, dentro il margine di errore

La frattura del partito

Paxton domina tra gli elettori senza laurea (+17) e tra le minoranze (+17). Cornyn tiene tra i laureati (+10) e i più giovani (+5). Tutti i sondaggi indipendenti convergono su un margine a favore di Paxton tra i 3 e gli 8 punti.

Anatomia di una scelta

Due mesi e mezzo di trattative ed una decisione presa quando il voto era già aperto


Trump aveva promesso il suo endorsement il giorno dopo le primarie. È arrivato 77 giorni dopo, quando il voto anticipato per il ballottaggio era già iniziato.

3 marzo 2026
Cornyn vince le primarie, ma non basta

Il senatore uscente chiude al 42% contro il 40,5% di Paxton e il 13,5% di Wesley Hunt. Sotto il 50%, si va al ballottaggio. Trump scrive su Truth Social che il suo appoggio "arriverà a breve".

17 marzo
Termine per il ritiro: nessuno si fa da parte

I repubblicani avevano sperato che il candidato non scelto da Trump si ritirasse per evitare un ballottaggio costoso. Ma Paxton si rifiuta di farsi da parte a meno che il Senato non elimini il filibuster per approvare il SAVE Act.

Aprile
I senatori GOP premono per Cornyn

Il leader della maggioranza repubblicana al Senato John Thune e il National Border Patrol Council appoggiano Cornyn. Il mondo MAGA spinge nella direzione opposta. Trump resta in silenzio. Il PAC pro-Cornyn ha già speso oltre 60 milioni di dollari.

17 maggio
Cornyn ammette: "Quella nave è salpata"

Il senatore uscente lascia intendere pubblicamente di non aspettarsi più l'endorsement di Trump. È il segnale che la trattativa è fallita.

19 maggio · Oggi
Trump endorsa Paxton: "Vero guerriero MAGA"

Il presidente definisce Paxton un "vincente" che continuerà a "produrre risultati per il Texas". Su Cornyn: "Un brav'uomo, ma non mi ha sostenuto quando i tempi erano duri". Il voto anticipato è iniziato il giorno prima.

22 maggio
Si chiude il voto anticipato

Ci sono solo quattro giorni di voto anticipato dopo l'endorsement di Trump. Una finestra stretta perché il sostegno di Trump si traduca in mobilitazione effettiva.

26 maggio
Election Day del ballottaggio

Il vincitore sfiderà a novembre James Talarico, già nominato come candidato democratico al Senato. La partita tra i repubblicani finisce qui, ma quella vera per il seggio comincia il giorno dopo.

Lo scenario di novembre

Talarico in vantaggio in due sondaggi, alla pari in un terzo


Le rilevazioni di aprile-maggio raccontano una corsa molto più competitiva di quanto le valutazioni nazionali suggeriscano. Cornyn appariva leggermente più solido di Paxton come sfidante.

TPOR · 17-20 aprile · 1.865 elettori

Talarico vs Cornyn Margine ±2,5%

Talarico

44%

Cornyn

41%

Talarico vs Paxton

Talarico

46%

Paxton

41%

Texas Southern University · 22 apr-6 mag · 1.223 elettori

Cornyn vs Talarico Margine ±2,8%

Cornyn

45%

Talarico

44%

Paxton vs Talarico

Paxton

45%

Talarico

45%

Cook PR "Likely Republican". Nonostante i sondaggi che danno una corsa apparentemente serrata, il Cook Political Report mantiene la corsa nella categoria "probabilmente repubblicana". Nessun democratico vince a livello statale in Texas dal 1994.

La corsa più costosa di sempre

Talarico raggiunge il record assoluto di fondi raccolti, Paxton resta indietro

27 mln $
Raccolti da Talarico nel primo trimestre 2026.
È il record assoluto per un candidato al Senato nel primo trimestre di un anno elettorale, in qualunque Stato.

Raccolta fondi · 1° trimestre 2026 (mln di dollari)

Talarico
Democratico

27,0

Cornyn
Repubblicano

9,0

Paxton
Repubblicano

2,2

Il dato che resta in cassa

Al 1° aprile Talarico aveva 9,9 milioni in cassa contro gli 8,2 di Cornyn e i 2,6 di Paxton. Mentre i due repubblicani si svenano nel ballottaggio, il democratico può destinare ogni dollaro alla campagna di novembre. Il 97% delle sue donazioni è sotto i 100 dollari.

Fonti University of Houston — Hobby School of Public Affairs; Texas Public Opinion Research / Slingshot Strategies; Texas Southern University — Barbara Jordan Center; FEC; Texas Tribune; Cook Political Report. Analisi del 19 maggio 2026.

Il presidente ha motivato la scelta anche con il programma di Paxton, che propone di abolire il filibuster al Senato e approvare il Safeguard American Voter Eligibility Act, noto come SAVE Act. La legge, voluta a tutti i costi da Trump, imporrebbe agli elettori di presentare una prova documentale della propria cittadinanza al momento della registrazione alle liste elettorali, nonché vieterebbe quasi sempre il voto via posta.

La sfida di novembre


La posta in gioco, dentro il Partito Repubblicano, è molto alta. Gli alleati di Cornyn al Senato e i gruppi a lui collegati hanno speso decine di milioni di dollari per sostenere la sua candidatura. Alle primarie del 3 marzo, il senatore uscente aveva ottenuto il maggior numero di voti, ma non abbastanza per evitare il ballottaggio. I sondaggi indicavano ora una corsa serrata tra i due candidati alle primarie, prima dell'endorsement di Trump che potrebbe essere decisivo.

Talarico ha commentato l'annuncio di Trump con una dichiarazione diffusa poco fa. "Come ho detto la sera delle primarie, non importa chi vince questo ballottaggio", ha affermato il candidato democratico. "Per decenni John Cornyn e Ken Paxton hanno incarnato una politica corrotta, che arricchisce i grandi donatori mentre i costi salgono alle stelle per tutti gli altri". Il voto anticipato per il ballottaggio si chiude venerdì. L'Election Day delle primarie è fissato per il 26 maggio, tra esattamente una settimana.

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È normale non conoscere a memoria l’inno, ma Giorgia Meloni ci ha costruito un’intera campagna elettorale sul suo essere patriota.

Un’ulteriore conferma delle bugie che racconta.

E tu, #teloricordi?

Video di Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa.

#GiorgiaMeloni #InnoDiItalia #PoliticaItaliana #Patrioti #TeLoRicordi #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Non esistono prove scientifiche a sostegno di un divieto generalizzato dei social media per i minori

Lo hanno affermato i ricercatori alla conferenza digitale re:publica. Persino molti sostenitori di tale divieto dubitano della sua efficacia. I primi dati provenienti dall'Australia suggeriscono perché questo scetticismo sia giustificato.

netzpolitik.org/2026/social-me…

@privacypride

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Trump sposta l'attenzione sull'economia interna e le midterm


Il presidente e i suoi vice attraversano il paese per promuovere i risultati domestici in vista delle elezioni di metà mandato del 2026, con la popolarità ai minimi e il malcontento degli americani sul caro vita.

Il presidente Donald Trump e i suoi principali collaboratori hanno avviato una settimana di eventi negli Stati Uniti per promuovere i risultati della politica interna, dopo mesi in cui i temi internazionali, dalla guerra in Iran al viaggio in Cina, hanno dominato l'agenda. Il cambio di passo arriva a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato del 2026, in un momento delicato per la Casa Bianca.

Lunedì pomeriggio Trump ha presentato un nuovo intervento per ridurre i costi sanitari, nell'ambito di quello che la Casa Bianca ha chiamato Healthcare Affordability Event. Secondo un funzionario della Casa Bianca, il presidente annuncerà l'ampliamento del numero di farmaci da prescrizione offerti a prezzo scontato attraverso il sito TrumpRX dell'amministrazione. Mercoledì Trump si recherà in Connecticut per tenere il discorso di apertura all'accademia della Guardia Costiera statunitense.

Negli stessi giorni il segretario alla Difesa Pete Hegseth si reca in Kentucky per un evento elettorale a sostegno di Ed Gallrein, candidato repubblicano alla Camera appoggiato da Trump e in corsa contro il deputato repubblicano in carica Thomas Massie. Il vicepresidente JD Vance parteciperà a un evento dedicato al settore manifatturiero a Kansas City, in Missouri.

Lo spostamento dell'attenzione sulla politica interna avviene mentre il consenso del presidente continua a calare. Un sondaggio del New York Times e del Siena College pubblicato lunedì registra il gradimento complessivo di Trump al 37 per cento, nuovo minimo del suo secondo mandato, con quasi due terzi degli elettori che disapprovano la sua gestione dell'economia. I democratici puntano a riconquistare almeno una delle due camere del Congresso e a contrastare l'agenda del presidente.

Il tema del costo della vita è diventato centrale nella campagna elettorale. Tim Malloy, analista dei sondaggi della Quinnipiac University, ha dichiarato alla CNBC che l'economia è il tema principale della campagna e che Trump ha registrato di recente i numeri più bassi sull'economia in entrambi i mandati. Secondo Malloy, sommando questi dati al prezzo della benzina si profilano segnali d'allarme significativi. Mike Nellis, stratega democratico e conduttore del programma Substack Endless Urgency, ha detto alla CNBC che l'elettore americano è arrabbiato per la situazione economica e che Trump era stato eletto sulla promessa di contenere l'inflazione del periodo Biden e abbassare i prezzi, obiettivo non raggiunto.

La presenza di Hegseth a un evento esplicitamente politico, mentre dirige le operazioni militari in corso in Iran, ha suscitato perplessità. Il Pentagono, in una nota alla CNBC, ha precisato che il segretario partecipa a titolo personale. Le linee guida etiche del Pentagono stabiliscono che i funzionari civili nominati dal presidente e confermati dal Senato sono soggetti a restrizioni previste dall'Hatch Act e dalle norme interne, che limitano la partecipazione ad alcune attività politiche di parte. Il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha dichiarato che nessun fondo pubblico sarà utilizzato per la trasferta, che la partecipazione è stata vagliata e autorizzata dai legali, compresi quelli dell'ufficio del consigliere generale del Dipartimento della Guerra, e che non viola l'Hatch Act né altre leggi federali.

L'evento elettorale in Kentucky è organizzato alla vigilia delle primarie statali dall'organizzazione America First Works, vicina al movimento MAGA. Trump ha intensificato gli attacchi contro Massie, le cui frequenti rotture con la leadership repubblicana lo hanno reso un avversario personale del presidente. In un messaggio su Truth Social pubblicato lunedì mattina, Trump ha definito Massie il peggior deputato nella lunga e illustre storia del Partito Repubblicano, definendolo un ostruzionista e uno sciocco e invitando gli elettori a non rieleggerlo nelle primarie.

La svolta sulla politica interna segue il ritorno di Trump dal vertice di due giorni a Pechino con il presidente cinese Xi Jinping. L'incontro è stato accompagnato da grande attesa e da una cornice di forte impatto mediatico, ma si è chiuso con pochi accordi concreti e risultati tangibili limitati. Restano sullo sfondo la guerra in Iran, in cui Vance è stato coinvolto in prima persona nei contatti diplomatici con le controparti iraniane, e le tensioni con altri paesi come Cuba e Venezuela, che hanno occupato l'agenda dell'amministrazione negli ultimi mesi.

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Spese per la difesa, mozione della maggioranza: “Obiettivo 5% Pil irrealistico”. Poi il dietrofront


@Politica interna, europea e internazionale
La maggioranza di centrodestra ha prima presentato e poi ritirato una mozione parlamentare in cui si chiede di rivedere l’impegno, assunto dal Governo, di aumentare le spese per la difesa fino al 5% del Pil entro il 2030. La

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Auf der re:publica kritisiert die Autorin Karen Hao die Macht und Rücksichtslosigkeit großer KI-Konzerne. Ihre dringende Warnung an die EU: Hört auf, den Weg der USA zu kopieren und macht euch unabhängig von den Imperien des digitalen Zeitalters.
#rp26
netzpolitik.org/2026/wettlauf-…
#rp26
in reply to netzpolitik.org

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Unabhängigkeit von US-Tech entsteht nicht durch bessere Rhetorik, sondern durch eigene Ausführungsfähigkeit: offene Infrastruktur, lokale Modelle, europäische Rechen-/Datenräume, prüfbare Governance und Alternativen zu Plattformabhängigkeit.

Wer digitale Souveränität fordert, muss sie auch hosten, deployen und strukturell absichern. Sonst bleibt es Kritik auf fremder Infrastruktur.

in reply to netzpolitik.org

war beim start dabei. Es ist eine innere Einstellung, die sich verändern muss. Steuern auf digitale Dienste damit das Geld nicht in die faschistisches USA läuft und hier wieder Changen entstehen für Startups, eigene Dienste zu erschaffen.
Der nächste Strike ist der Börsengang von SpaceX. Billionen für einen Psychopathen mit katastrophalem Menschenbild. Leute vergesst Mal kurz eure Gier. Menschenverstand ist gefragt, sonst geht Europa unter.
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In Georia i Repubblicani non sanno come battere Ossoff


Alla vigilia delle primarie del 19 maggio, i tre aspiranti sfidanti del senatore democratico restano divisi e nessuno ha mai vinto una corsa statale. I democratici hanno già prenotato 20 milioni di dollari in spot televisivi.

Il senatore democratico Jon Ossoff è considerato il parlamentare più vulnerabile del suo partito nelle elezioni di midterm di novembre, ma a poche ore dalle primarie repubblicane in Georgia cresce il nervosismo tra i conservatori. Nessuno dei tre candidati in corsa per la nomination sembra in grado di costruire una campagna competitiva contro di lui.

A contendersi la sfida sono due deputati allineati con il presidente Donald Trump, Mike Collins e Buddy Carter, e l'ex allenatore di football della University of Tennessee Derek Dooley. Nessuno dei tre ha mai vinto una competizione a livello statale e tutti partirebbero per le elezioni generali con un significativo svantaggio nella raccolta fondi. Ognuno accusa gli avversari di non essere all'altezza della sfida. Ben Burnett, commentatore repubblicano della Georgia, ha dichiarato al New York Times che i tre stanno competendo per decidere chi sarà l'agnello sacrificale a novembre.

Le primarie di martedì dovrebbero quasi certamente andare al ballottaggio del 16 giugno. Collins, sostenitore di una linea dura sull'immigrazione e fondatore di un'azienda di autotrasporti nella Georgia centrale, è costantemente in testa nei sondaggi. Punta sulla capacità di attrarre l'elettorato operaio e rivendica il suo ruolo nell'approvazione del Laken Riley Act, una legge contro gli immigrati irregolari che è stata il primo provvedimento firmato da Trump al ritorno alla Casa Bianca. Dooley si presenta come outsider e fa leva sulla sua esperienza di allenatore per costruire un'immagine bipartisan. Carter, ex farmacista, si descrive sul proprio sito come un guerriero MAGA senza indicare posizioni programmatiche specifiche.

Sulla corsa pesa la figura del governatore Brian Kemp, repubblicano popolare al termine del secondo mandato. Diversi esponenti del partito avevano sperato che si candidasse contro Ossoff, ma Kemp ha scelto di sostenere Dooley, amico d'infanzia, accompagnandolo in decine di tappe della campagna. In un incontro elettorale ha ricordato che la Georgia non ottiene buoni risultati nelle corse al Senato da diversi cicli elettorali e ha insistito sulla necessità di scegliere la persona giusta.

Collins ha un passato di post incendiari sui social e affronta un'indagine etica alla Camera. L'inchiesta riguarda accuse secondo cui una stagista del suo ufficio avrebbe avuto una relazione sentimentale con un membro del suo staff ricevendo uno stipendio senza svolgere alcun lavoro. Carter ha dichiarato in un'intervista che se il candidato sarà Dooley o Collins i repubblicani perderanno. La campagna di Collins ha risposto sostenendo che Carter sta perdendo nelle primarie contro un allenatore licenziato dal Tennessee e che i suoi consulenti lo stanno spennando.

A livello nazionale il quadro è complicato per i repubblicani dall'impopolare guerra con l'Iran, dai bassi indici di gradimento di Trump e dalla frustrazione degli elettori per il rialzo dei prezzi dell'energia. In Georgia, Ossoff ha costruito un'immagine di attenzione ai servizi per i cittadini in uno stato sempre più diversificato e ha accumulato una cassa elettorale consistente. Joel McElhannon, stratega repubblicano della Georgia ora in pensione, ha detto al New York Times che Ossoff è un talento politico straordinario e che sarà molto difficile batterlo.

I democratici sono entrati nelle primarie con dati di affluenza incoraggianti. Più di un milione di elettori della Georgia ha già votato in anticipo, con un aumento del 19% rispetto allo stesso punto delle primarie di midterm del 2022. Circa 582mila persone, pari al 57%, hanno scelto la scheda democratica, contro le 428mila che hanno optato per quella repubblicana. Quasi un terzo dei votanti anticipati, circa 325mila persone, non aveva partecipato al midterm del 2022. Tra questi ci sono oltre 130mila elettori afroamericani, un blocco che i democratici stanno lavorando per riattivare dal 2020.

Il Senate Majority PAC, il comitato dei democratici per le corse al Senato, ha annunciato di aver già prenotato 20 milioni di dollari in spazi pubblicitari televisivi a sostegno della rielezione di Ossoff. Il comitato ha previsto investimenti analoghi negli altri stati chiave per il controllo della camera alta: 46,4 milioni in Ohio, 33,4 milioni in Maine, 31,4 milioni in North Carolina, 20 milioni in Michigan, 13,4 milioni in Iowa e 10,6 milioni in Alaska. I democratici devono guadagnare almeno quattro seggi per conquistare la maggioranza al Senato, un obiettivo a lungo considerato improbabile ma diventato più realistico per via della crescente insofferenza degli elettori verso Trump.

Un segnale d'allarme per i repubblicani è arrivato il mese scorso dalle elezioni speciali per la Camera nel distretto che era stato di Marjorie Taylor Greene. Il seggio è rimasto repubblicano, ma il candidato democratico, in campagna sull'opposizione alla guerra, ha spostato il distretto di 25 punti a sinistra rispetto alle presidenziali del 2024. La storia recente dei repubblicani della Georgia nelle corse al Senato è del resto fatta di delusioni. Ossoff e Raphael Warnock vinsero entrambi al ballottaggio all'inizio del 2021, e Warnock fu rieletto nel 2022 dopo aver affrontato Herschel Walker, ex stella del football all'University of Georgia considerato un candidato fragile.

I tre aspiranti sfidanti si stanno contendendo anche l'appoggio di Trump, che per ora non ha preso posizione. Kemp e Trump hanno rapporti tesi da quando il governatore si rifiutò di assecondare i tentativi del presidente di ribaltare il risultato delle elezioni del 2020 in Georgia. Ad agosto Dooley è stato ricevuto nello Studio Ovale, dove ha parlato di sport e politica con il presidente. Carter ha detto di essere regolarmente in contatto con Trump e di avergli chiesto un endorsement, senza certezze sull'esito. Ossoff, intanto, non dovrà affrontare alcuna primaria: corre senza avversari interni al partito.

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Kommt das Social-Media-Verbot? Im Auftrag der Bundesregierung arbeiten Fachleute an Empfehlungen für Jugendschutz im Netz. Auf der Berliner Konferenz für Jugendliche Tincon geben die Co-Vorsitzenden des Gremiums neue Einblicke.

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Davanti alla Russia di Putin, gli italiani non chiedono passi indietro.

Il 55% vuole mantenere o rafforzare le sanzioni: un dato chiaro, che smentisce chi racconta un Paese pronto a voltarsi dall’altra parte.

Ed è giusto così. Le sanzioni servono a ridurre le risorse economiche con cui Mosca finanzia la guerra contro l’Ucraina, a rendere più difficile l’elusione dei divieti e a spezzare la dipendenza energetica che ha reso l’Unione Europea più vulnerabile ai ricatti del Cremlino. Per questo vanno rafforzate.

Anche Volt vuole misure mirate sui settori strategici dell’economia russa, controlli più seri contro gli aggiramenti e uso dei beni russi congelati per sostenere la difesa e la ricostruzione dell’Ucraina.

Nessuno sconto all’aggressore.

#Ucraina #SanzioniRussia #StopPutin #UnioneEuropea #RussiaUcraina #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Passkey in Microsoft Entra ID: perché l’enforcement con Conditional Access è fondamentale
#tech
spcnet.it/passkey-in-microsoft…
@informatica


Passkey in Microsoft Entra ID: perché l’enforcement con Conditional Access è fondamentale


Introduzione: le passkey non bastano da sole


Le passkey rappresentano uno dei passi più significativi nell’evoluzione dell’autenticazione moderna. Basate sullo standard FIDO2, eliminano le password tradizionali sostituendole con coppie di chiavi crittografiche legate al dispositivo e all’identità biometrica dell’utente. Su Microsoft Entra ID, abilitare le passkey è diventato relativamente semplice — il vero problema emerge subito dopo: abilitarle non significa renderle obbligatorie.

Molte organizzazioni configurano le passkey come metodo di autenticazione disponibile e si fermano lì, convinte di aver rafforzato significativamente la loro postura di sicurezza. In realtà, senza un enforcement esplicito tramite Conditional Access, l’utente può ancora scegliere di autenticarsi con password e SMS — esattamente come prima. Questo scenario introduce un rischio spesso sottovalutato: il downgrade attack.

Cos’è un downgrade attack nel contesto dell’autenticazione


Un downgrade attack, nell’ambito dell’autenticazione, non è un attacco sofisticato nel senso tradizionale del termine. È semplicemente la possibilità di utilizzare un metodo di autenticazione meno sicuro rispetto a quello ideale. Dal punto di vista dell’utente, si manifesta come il familiare link “Accedi in un altro modo” nella schermata di login di Microsoft.

Gli attaccanti dispongono di toolkit avanzati — come Evilginx2 o strumenti analoghi — capaci di rilevare automaticamente quali metodi di autenticazione sono disponibili per un determinato account. Se il sistema accetta password + SMS come alternativa alla passkey, l’attaccante sfrutterà il percorso più debole. La passkey registrata diventa di fatto irrilevante dal punto di vista della sicurezza pratica.

Il problema non è tecnico, è organizzativo: manca il tassello dell’enforcement. Ed è qui che entra in gioco Conditional Access insieme alle Authentication Strengths.

Authentication Strengths: il fondamento dell’enforcement


Microsoft Entra ID offre il concetto di Authentication Strength come meccanismo per specificare non solo che si richiede la MFA, ma quali specifici metodi sono accettati. Esistono tre Authentication Strengths predefinite:

  • Multifactor authentication — la più permissiva, accetta password + qualsiasi secondo fattore (incluso SMS)
  • Passwordless MFA — richiede metodi senza password, come Windows Hello o Microsoft Authenticator
  • Phishing-resistant MFA — la più restrittiva, accetta solo certificati, Windows Hello for Business, passkey FIDO2

Il problema è che la maggior parte delle organizzazioni usa ancora la prima categoria — quella meno restrittiva. Alcune sono migrate dalla vecchia grant control “Require MFA”, ma si sono fermate al livello base. Usare Phishing-resistant MFA come Authentication Strength è già un passo corretto, ma la vera potenza arriva con le Custom Authentication Strengths.

Custom Authentication Strengths: controllo granulare


Le Authentication Strengths personalizzate permettono di specificare esattamente quali metodi sono ammessi, incluso il vincolo a specifici tipi di passkey tramite gli AAGUID (Authenticator Attestation GUID). Ogni tipo di passkey certificata — YubiKey 5C NFC, Google Titan, Microsoft Authenticator su iOS — ha il proprio AAGUID. Limitare l’accesso a specifici AAGUID garantisce che solo i dispositivi approvati dall’organizzazione possano autenticarsi.

Questo livello di granularità è particolarmente importante per gli account amministrativi, dove il rischio di compromissione è massimo.

Configurare la policy Conditional Access di baseline


Il punto di partenza consigliato è una policy di Conditional Access che prenda di mira un gruppo pilota di utenti che hanno già registrato una passkey. La policy deve:

  1. Essere creata inizialmente in modalità report-only per monitorare l’impatto senza bloccare gli accessi
  2. Targetizzare un security group contenente gli utenti del pilota
  3. Usare la grant control “Require authentication strength” con l’Authentication Strength appropriata
  4. Essere attivata in produzione solo dopo aver verificato i log di accesso e confermato che tutti gli utenti del gruppo hanno una passkey funzionante

Man mano che più utenti registrano le passkey, il gruppo viene espanso. Questo approccio graduale riduce il rischio di lockout e costruisce fiducia nelle varie business unit.

Account amministrativi: requisiti più stringenti


Gli account privilegiati richiedono una policy separata e più restrittiva. Le considerazioni principali sono:

  • Creare una Custom Authentication Strength dedicata agli amministratori che accetti solo passkey specifiche (con AAGUID approvati)
  • La policy Conditional Access per gli admin deve targetizzare esclusivamente le identità amministrative
  • Aggiungere condizioni supplementari: accesso solo da reti trusted, dispositivi compliant o hybrid-joined
  • Mantenere policy separate per accessi admin e utenti standard: facilita il troubleshooting e riduce la complessità

Un pattern comune negli ambienti Entra è la mancanza di protezioni specifiche per gli account amministrativi. Spesso questi account non hanno policy Conditional Access dedicate, o le policy esistenti si basano su MFA generica anziché su metodi phishing-resistant. Gli account amministrativi sono il bersaglio primario degli attaccanti: una compromissione a questo livello equivale a una compromissione del tenant.

Come usare i Sign-in Logs per verificare l’efficacia


Una volta attivate le policy in report-only, i log di accesso di Entra ID mostrano il risultato teorico della policy per ogni accesso. Per ogni evento di login è possibile vedere quale Authentication Strength è stata valutata, se l’accesso avrebbe soddisfatto i requisiti e quale metodo è stato effettivamente utilizzato.

Filtrando per gli utenti del gruppo pilota è possibile identificare chi ancora non ha registrato una passkey o chi tenta di usare metodi alternativi. Questo permette un’azione proattiva prima di attivare la policy in enforcement completo.

Conclusione: l’enforcement è dove il valore si manifesta


Le passkey sono una tecnologia potente e in rapida evoluzione, soprattutto nell’ecosistema Microsoft. Ma la loro efficacia dipende interamente dall’enforcement. Distribuire passkey senza Conditional Access che ne imponga l’uso equivale a blindare la porta principale lasciando le finestre aperte.

La sequenza corretta è: abilitare le passkey → creare le Custom Authentication Strengths appropriate → configurare le Conditional Access policy in report-only → espandere gradualmente il gruppo → attivare l’enforcement. Gli account amministrativi richiedono attenzione immediata e policy separate con requisiti più stringenti, incluso il binding a AAGUID specifici.

In un contesto di minacce sempre più sofisticate — con phishing kit come Tycoon 2FA che aggirano la MFA tradizionale — i metodi phishing-resistant non sono più un’opzione premium: sono il requisito minimo per chi gestisce identità critiche nel cloud Microsoft.


Fonte: Passkeys Aren’t Enough: Why Enforcement Matters in Entra ID — Petri IT Knowledgebase, Brandon Colley (TrustedSec)


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Su Modena, il solito sciacallaggio della destra. Ribadiamolo: non è una questione di religione, ma di assenza dello Stato su sicurezza, politiche pubbliche, sanità e salute mentale.

Video di Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa.

#Modena #SaluteMentale #SanitàPubblica #Integrazione #Destra #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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