Void Dokkaebi evolve InvisibleFerret: il malware nordcoreano ora usa Cython per sfuggire agli antivirus
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Void Dokkaebi evolve InvisibleFerret: il malware nordcoreano ora usa Cython per sfuggire agli antivirus
Void Dokkaebi, il gruppo APT nordcoreano tracciato anche come Famous Chollima, ha completato una significativa evoluzione del proprio arsenale offensivo: il malware infostealer InvisibleFerret è stato ricompilato da Python a Cython, trasformando script leggibili in binari nativi che sfuggono alla quasi totalità dei meccanismi di rilevamento basati sull’analisi del codice sorgente. La ricerca pubblicata da Trend Micro a maggio 2026 rivela una campagna di spionaggio industriale di proporzioni allarmanti che colpisce sviluppatori software con accesso a wallet di criptovalute e infrastrutture CI/CD.Profilo del gruppo: chi è Void Dokkaebi
Void Dokkaebi, denominato anche Famous Chollima nell’ecosistema di threat intelligence di CrowdStrike, è un intrusion set allineato agli interessi della Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC). Il gruppo si distingue da altre unità cyber nordcoreane come Lazarus Group per la specializzazione quasi esclusiva nel targeting di sviluppatori software, ingegneri DevOps e professionisti del settore Web3 che detengono chiavi di firma, credenziali di wallet e accesso privilegiato a pipeline di continuous integration e deployment.La sua tattica operativa preferita è quella del “fake job interview”: gli operatori si spacciano per recruiter di aziende crypto o AI rinominate, contattano le vittime su piattaforme come LinkedIn o GitHub, e le convincono a clonare ed eseguire repository di codice come parte di una presunta prova tecnica per un colloquio. Il codice in apparenza innocuo nasconde i payload malevoli.
La campagna del 2026: infrastruttura blockchain e repository compromessi
L’analisi condotta a marzo-maggio 2026 ha rivelato la portata impressionante dell’infrastruttura malevola costruita dal gruppo. I ricercatori hanno identificato:
- Oltre 750 repository GitHub infetti, molti appartenenti a organizzazioni legittime come DataStax e Neutralinojs, che presentano marcatori di infezione nei workflow CI/CD
- Più di 500 configurazioni di task Visual Studio Code modificate per eseguire payload al momento dell’apertura del progetto
- 101 istanze dello strumento di commit tampering utilizzato per iniettare codice malevolo nei repository
L’elemento più innovativo della campagna 2026 è l’utilizzo di infrastruttura blockchain per la distribuzione dei payload. Void Dokkaebi sfrutta Tron, Aptos e Binance Smart Chain come staging server per i malware, rendendo gli indicatori di compromissione praticamente immuni ai tradizionali meccanismi di takedown. Aggiornare un riferimento su blockchain equivale a cambiare il payload consegnato a tutte le vittime già infette, senza modificare un singolo byte nei repository.
L’evoluzione tecnica: da Python a Cython
Il cuore dell’aggiornamento analizzato da Trend Micro riguarda InvisibleFerret, il modulo infostealer centrale nell’arsenale di Void Dokkaebi. Precedentemente distribuito come script Python in chiaro — facilmente analizzabili e rilevabili da sistemi YARA e EDR — il malware è stato interamente ricompilato tramite Cython.Cython è un compilatore che traduce codice Python in sorgente C/C++ e poi in binari nativi. Il risultato pratico è che InvisibleFerret viene ora distribuito come file
.pydsu Windows (Python extension DLL) e come librerie condivise.sosu macOS. Entrambi i formati sono binari compilati: non contengono stringhe leggibili, non sono interpretabili senza reverse engineering specializzato, e bypassano le regole di detection tradizionalmente scritte per identificare script Python sospetti.Le capacità del malware rimangono invariate rispetto alle versioni precedenti:
- Apertura di backdoor per accesso remoto persistente
- Furto di credenziali dai principali browser (Chrome, Firefox, Edge)
- Monitoraggio degli appunti di sistema (clipboard hijacking per intercettare indirizzi di wallet)
- Keylogging per catturare password e seed phrase
- Esfiltrazione diretta da wallet di criptovalute locali
- Ricognizione dell’ambiente: processi in esecuzione, file system, variabili d’ambiente
Toolset correlato: BeaverTail, OtterCookie, OmniStealer
InvisibleFerret non opera mai isolatamente. Il gruppo lo utilizza in combinazione con altri malware della stessa famiglia operativa. BeaverTail è il dropper JavaScript iniziale che viene eseguito durante il “test tecnico”, il quale successivamente scarica e installa InvisibleFerret. OtterCookie è un ulteriore stealer focalizzato sui browser e sui file di configurazione. OmniStealer amplia la superficie di furto a client di posta e applicazioni VPN. Tutti questi componenti possono essere aggiornati dinamicamente tramite i reference blockchain, garantendo al gruppo una flessibilità operativa senza precedenti.Indicatori di compromissione (IoC)
# File IOC - InvisibleFerret Cython (maggio 2026) # Estensioni malevole su Windows *.pyd (file Python extension DLL con firma digitale assente o anomala) # Estensioni malevole su macOS *.so (librerie condivise caricate da processi Python non standard) # Pattern comportamentale Processo Python che carica estensioni .pyd/.so non firmate da directory temp Connessioni in uscita verso endpoint Tron/Aptos/BSC non previsti dall'applicazione Lettura anomala del keychain macOS o del credential manager Windows Accessi al filesystem wallet: ~/.bitcoin, ~/.ethereum, ~/.solana # Infrastruttura C2 (blockchain-staged) TRC20 address utilizzati come dead drop resolver su Tron network Transazioni su Aptos con payload codificati nei campi memoDue righe per i difensori
La migrazione a Cython rende obsolete le regole YARA basate su stringhe Python. I team di sicurezza devono aggiornare la propria postura difensiva su più livelli. A livello di endpoint, occorre implementare controlli di integrità sulle estensioni Python caricate dinamicamente e monitorare processi Python che importano moduli non presenti nell’ambiente di sviluppo ufficiale. A livello di rete, è essenziale bloccare o monitorare le connessioni verso endpoint RPC di reti blockchain non autorizzate (Tron API: api.trongrid.io, Aptos: fullnode.aptoslabs.com). A livello procedurale, le organizzazioni dovrebbero verificare l’identità dei recruiter prima di clonare ed eseguire qualsiasi repository fornito esternamente, e condurre i test tecnici in ambienti isolati (sandbox o VM senza credenziali di produzione). Gli sviluppatori che lavorano su progetti Web3 o che detengono wallet crypto devono essere considerati target ad alto rischio e ricevere formazione specifica sul riconoscimento di queste campagne di ingegneria sociale.
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Altbot
in reply to Carlo Gubitosa • • •Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b
@gubi Screenshot di un articolo del sito web "il Riformista". La parte superiore contiene un'icona del menu, il logo "il Riformista" e un'icona del profilo. profilo. Sotto una linea arancione, un sottotitolo in arancione riporta: "Le parole dello scrittore napoletano". Il titolo principale in grassetto nero recita: "Erri De Luca: “Sono sionista, molti non sanno di esserlo. A Gaza nessun genocidio, IDF spostava civili. Non temo isolamento, da 25 anni vivo così”". In fondo all'immagine sono riportati l'autore "Redazione "Redazione" e la data "25 Maggio 2026 alle 17:17".
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Screenshot di una pagina web del sito "ilRiformista". L'intestazione presenta un'icona menu a sinistra, il logo "ilRiformista" al centro e un'ic un'icona profilo utente a destra. Il testo principale riporta quanto segue: segue: "A provare che non sia un genocidio è l'atteggiamento militare dell' dell'IDF: 'Se l'obiettivo dell'esercito israeliano – spiega De Luca – fosse lo sterminio di un popolo, aveva un bersaglio perfettamente immobile, immobile, dato che l'intera popolazione era concentrata dentro la città. Il fatto che Israele abbia ripetutamente spostato la popolazione civile, da nord a sud e da sud a nord, per allontanarla dalle zone di combattimento attivo, rende questa accusa vuota. Non si basa su fatti o osservazioni, ma su un chiaro desiderio di insultare Israele e di ferirne la legittimità'. De Luca ha precisato di non essere disposto a fare 'da ornamento intellettuale a gruppi che usano queste parole'."
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Screenshot di un articolo del sito "il Riformista". La parte superiore della pagina presenta un'icona menu a sinistra, il logo "il Riformista" al centro e un'icona profilo a destra. Il testo dell'articolo riporta: "Lo stesso De Luca ha sottolineato la risposta data alla cantante Achinoam Nini dopo l'invito ricevuto ad un evento in programma a luglio a Firenze: “ “Le ho detto: sarò felice di venire, ma sono sionista. Non sono capace di sedermi nella stessa stanza o condividere un palco con persone che desiderano che Israele venga cancellato dalla mappa. E, cosa più importante, non collaborerò con nessun evento o forum in cui si parli di genocidio in riferimento a Gaza”."
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Uno screenshot di una pagina del sito di notizie "Riformista". In alto sono visibili un'icona del menu, il logo "Riformista" e un'icona del profilo utente. Il titolo dell'articolo è "A Gaza nessun genocidio, IDF spostava civili". Il testo riporta: "Altro parola caldissima che lo scrittore napoletano analizza è quella relativo a “genocidio”: “So benissimo cosa sia un genocidio, e applicarlo alla guerra di Gaza è una distorsione storica e verbale. Ciò che è accaduto a Gaza è una guerra brutale e moderna, in cui il numero di vittime civili è enorme e terribile perché quando si combatte in uno spazio urbano denso, tra scuole e ospedali, la popolazione paga sempre il prezzo più alto. Lo abbiamo visto a Mosul, a Raqqa e a Mariupol. E’ l’effetto inevitabile del combattere un nemico che si trinchera tra i propri civili. E’ terribile, ma non è genocidio”."
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emama
in reply to Altbot • • •Da Erri De Luca una simile "sbandata" non me l'aspettavo proprio. Forse "tecnicamente" non corrisponde alla tipica modalità di dare seguito ad un genocidio, ma tutto indica che pur con sistemi multipli ed eterogenei lo sia. Saper leggere i fatti senza restare rigidamente ancorato al dettato del vocabolario dovrebbe essere una delle caratteristiche che distinguono un intellettuale.
Anche De Luca è andato. Me ne farò una ragione.
Carlo Gubitosa
in reply to emama • • •Carlo Gubitosa
in reply to Carlo Gubitosa • • •De Luca ha diritto come tutti alle proprie opinioni, anche negando la realtà documentata sul campo e nelle più alte sedi politiche, giuridiche e scientifiche, ma a questo diritto si accompagna il dovere dell’onestà intellettuale. De Luca non gradisce il processo alle intenzioni dei sionisti, che non sono tutti suprematisti e non sono sovrapponibili ai sostenitori del colonialismo sionista e del suprematismo nazionalista israeliano. Ma allora non farlo nemmeno tu il processo alle intenzioni.
Altbot
in reply to Carlo Gubitosa • • •Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b
@gubi Uno screenshot di una pagina web tratta da ilriformista.it. L'intestazione mostra un'icona del menu, il logo "ilRiformista" con una virgoletta arancione e un'icona del profilo utente. Il corpo dell'articolo riporta il seguente testo: "A provare che non sia un genocidio è l'atteggiamento militare dell'IDF: 'Se l'obiettivo dell'esercito israeliano – spiega De Luca – fosse lo sterminio di un popolo, aveva un bersaglio perfettamente immobile, dato che l'intera popolazione era concentrata dentro la città. Il fatto che Israele abbia ripetutamente spostato la popolazione civile, da nord a sud e da sud a nord, per allontanarla dalle zone di combattimento attivo, rende questa accusa vuota. Non si basa su fatti o osservazioni, ma su un chiaro desiderio di insultare Israele e di ferirne la legittimità'. De Luca ha precisato di non essere disposto a fare 'da ornamento intellettuale a gruppi che usano queste parole'."
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Carlo Gubitosa
in reply to Carlo Gubitosa • • •Nicola Buson reshared this.
Carlo Gubitosa
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Carlo Gubitosa
in reply to Carlo Gubitosa • • •De Luca potrebbe sollevare la sua Fatwa verso chi la pensa diversamente da lui, e sedersi nella stessa stanza con qualche antisionista per capire che è molto difficile trovarne uno che voglia la cancellazione militare o politica dello stato di Israele, molto più difficile di quanto non fosse negli anni 70 trovare dei sostenitori dell’omicidio politico e della lotta armata tra la gente con cui si sedeva nelle stesse stanze negli anni 70, senza rinunciare al dialogo e al confronto.
Altbot
in reply to Carlo Gubitosa • • •Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b
@gubi Uno screenshot di una pagina web del sito "il Riformista". Nella parte superiore sono presenti un'icona del menu a sinistra, il logo "il Riformista" al centro e un'icona del profilo utente a destra. Il corpo dell'immagine contiene il seguente testo: "Lo stesso De Luca ha sottolineato la risposta data alla cantante Achinoam Nini dopo l'invito ricevuto ad un evento in programma a luglio a Firenze: “Le ho detto: sarò felice di venire, ma sono sionista. Non sono capace di sedermi nella stessa stanza o condividere un palco con persone che desiderano che Israele venga cancellato dalla mappa. E, cosa più importante, non collaborerò con nessun evento o forum in cui si parli di genocidio in riferimento a Gaza”."
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Carlo Gubitosa
in reply to Carlo Gubitosa • • •Dopo la vittoria di Mandela, ha senso parlare di lotta contro un apartheid già abolito o dobbiamo lottare per liberare dal razzismo tutte le nazioni del mondo ricordando il Sudafrica? Ora che lo stato di Israele esiste, è riconosciuto, è difeso dal più grande esercito del mondo e dalle atomiche, ha senso parlare di sionismo, ignorando i crimini commessi in nome del suprematismo sionista? O dobbiamo riconoscere il diritto alla patria di TUTTI i popoli, palestinesi inclusi, ricordando Auschwitz?
Altbot
in reply to Carlo Gubitosa • • •Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b
@gubi Screenshot di un articolo del sito web "Riformista". L'intestazione presenta un'icona del menu, il logo "Riformista" e un'icona utente. Il titolo dell'articolo è: De Luca: “Molti non sanno di essere sionisti”. Il testo riporta: "Ma – osserva – “per me il sionismo è il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria. Chiunque riconosca il diritto di Israele a esistere qui, chiunque veda due entità vivere fianco a fianco, è già sionista per questo fatto stesso. In Europa ci sono molte persone che la pensano così ma hanno paura della loro stessa ombra. Non sanno di essere sionisti. Io lo dico ad alta voce, e non mi importa del prezzo”."
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Carlo Gubitosa
in reply to Carlo Gubitosa • • •Perciò non ho niente contro i “sionisti del vocabolario”, se si identificano nella prima accezione del dizionario, sentendosi amici della libertà, del diritto all’esistenza, all’autodeterminazione e all’autodifesa del POPOLO ISRAELIANO, nei confini stabiliti dal diritto internazionale. Ma loro prendano atto che quel termine ha avuto una seconda accezione nel vocabolario per il colonialismo sionista, e qualcuno si identifica nell’antisionismo perché riconosce gli stessi diritti a TUTTI I POPOLI.
Nicola Buson reshared this.
Altbot
in reply to Carlo Gubitosa • • •Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b
@gubi Screenshot di una pagina web del sito dizionario.internazionale.it che mostra due definizioni per l'abbreviazione "TS". L'intestazione della pagina include un'icona menu, il logo "In", un pulsante con la scritta "Abbonarsi" e un'icona profilo. Il contenuto principale riporta esattamente il seguente testo: dizionario.internazionale.it 1. TS stor. movimento politico e culturale ebraico nato alla fine del secolo XIX e giunto alla massima espressione sotto la guida dello scrittore Th. Herzel (1860-1904), che si proponeva la rinascita in Palestina di uno stato indipendente ispirato ai valori intellettuali, scientifici, politici e sociali della moderna civiltà occidentale e al tempo stesso agli specifici valori nazionali-culturali del mondo ebraico 2. TS polit. dopo la proclamazione dello stato d'Israele avvenuta nel 1948, 1948, movimento internazionale d'opinione che sostiene il diritto all'esist all'esistenza del nuovo stato | in contesti polemici, con connotazione negativa, politica di chiusura attuata dal governo israeliano nei confronti del movimento per l'autodeterminazione del popolo palestinese
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Uno screenshot di una pagina web contenente una voce enciclopedica e un banner pubblicitario. La parte superiore presenta la definizione di "sionismo" su sfondo bianco, mentre la parte inferiore è un banner dorato per i "Podcast Treccani". Il testo della voce è: "sionismo s. m. [der. di Sion o Sion (ebr. Siyyōn, gr. Σιών, lat. Sion), nome di una collina di Gerusalemme e, per estens., di Gerusalemme stessa; la parola è stata coniata, nella forma Zionismus, dallo scrittore ted. N. Birnbaum al 1882]. – Movimento politico-religioso ebraico, espressione di varî orientamenti ideologici, costituitosi a Basilea nel 1897 allo scopo di creare in Palestina uno stato nazionale indipendente per il popolo ebraico, e praticamente esauritisi nel 1948, con la proclamazione dello Stato d'Israel d'Israele. Nell'attuale pubblicistica politica, il termine è passato a indicare, con connotazione polemica, la presunta politica di intransigente chiusura del governo di Israele nei confronti del movimento per l'autodeter l'autodeterminazione del popolo palestinese.". Il banner riporta: "Podcast Treccani. Lingua, attualità, formazione: la cultura sempre con te. Scopri tutti i Podcast". Sulla destra del banner sono visibili i testi "Enetto Matilda", "Sacra Loca" e "i viaggi in Italia", mentre sul bordo sinistro compare la scritta "Privacy".
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Carlo Gubitosa
in reply to Carlo Gubitosa • • •Ad Erri De Luca chiederei: invitato con tutti gli onori all’International Writers Festival di Gerusalemme, in quanto sostenitore di diritti già acquisiti dalla popolazione locale dello Stato che ti ospita, saresti stato un ospite altrettanto gradito se ti fossi impegnato pubblicamente per sostenere lo stesso diritto all’esistenza, alla libertà e alla sicurezza nei propri confini per i popoli colonizzati e bombardati da Israele? In Israele eri “ornamento intellettuale” di un governo colonialista?
filobus reshared this.
Altbot
in reply to Carlo Gubitosa • • •Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b
@gubi Uno screenshot di una sezione di un sito web che include un'intestazione e una riga di testo. L'intestazione presenta un'icona menu a sinistra, il logo "il Riformista" al centro con lettere arancioni e nere, e un'icona profilo a destra. Il testo riporta: "ferirne la legittimità”. De Luca ha precisato di non essere disposto a fare “da ornamento intellettuale a gruppi che usano queste parole”."
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Carlo Gubitosa
in reply to Carlo Gubitosa • • •Ha spiegato come chiamare chi sostiene l'eliminazione di Israele dalla cartina e come chiamare chi crede in una soluzione a due stati, ma non spiega come chiamare chi crede che la soluzione sia il "grande israele", l'annessione di Gaza e della Cisgiordania, l'espulsione "volontaria" dei palestinesi, la riviera di Gaza gestita da Trump e Blair. Di questa gente lui non parla, ma sono quelli che siedono al governo dello stato aggressore, hanno il grilletto in mano e guidano l'esercito coloniale.
Altbot
in reply to Carlo Gubitosa • • •Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b
@gubi Uno screenshot di un post di Facebook visualizzato su un dispositivo mobile. Nella parte superiore sono visibili l'orario 17:32, l'icona del segnale 5G e la batteria al 100%. Sotto l'intestazione con il logo di Facebook, i pulsanti "Open app" e "Log In", è presente un post dell'utente Erri De Luca pubblicato un'ora fa. Il contenuto è un lungo testo in lingua italiana riguardante la definizione di sionismo e la questione del conflitto israelo-palestinese. In fondo, viene indicato che il post è stato apprezzato da "Federico De Pasquale and 859 others".
Ritorno su una parola infelice. Oggi sionismo coincide con il governo della peggiore destra israeliana. Ho voluto recuperare il senso originale del termine. Sionista è chi riconosce lo Stato di Israele. Chi crede che la soluzione del conflitto consista in due Stati, palestinese e uno israeliano, è per me sionista. Chi sostiene l'eliminazione d'Israele dalla carta geografica è antisionista. Questa posizione è anche quella di Hamas, ma non quella dell' dell'OLP, che rappresenta parte del popolo palestinese. Gli accordi di Oslo del 1993 tra Arafat e Rabin hanno prodotto il riconoscimento dello Stato d'Israele da parte dell'OLP. Questa evidenza e la constatazione che chi crede in due Stati è sionista sono state ricevute come una grave provocazione. Non è mia intenzione offendere la sensibilità di chi sostiene la causa palestinese, che naturalmente condivido. È accaduto e mi dispiace. Dalla distanza dell'età raggiunta vedo possibile e obbligatoria la soluzione a due Stati. Uno palestinese, senza la dittatura di Hamas, finalmente libero di indire elezioni e di scegliere i propri rappresentanti. L'altro israeliano, libero dal governo degli estremisti e dal loro programma di esproprio e annessione di terre palestinesi. Il dolore e l'oppressione del popolo palestinese saranno medicati solo dal risarcimento di un suo Stato libero. Visto il surriscaldamento dei commenti, non credo di raffreddare il caso. Ma devo questa pagina a chi mi ha stimato e mi ha voluto bene. Non ho altro da aggiungere e non rispondo a commenti. Erri
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Carlo Gubitosa
in reply to Carlo Gubitosa • • •Che triste quando la fanbase di un intellettuale si arrampica sugli specchi e perde di onestà intellettuale per piaggeria o incapacità di criticare il proprio infallibile oggetto di venerazione. Uno riscrive una definizione di genocidio che avrebbe negato il genocidio di Srebrenica, perché nemmeno lì c’è stato “sterminio industriale”, un’altra sceglie la negazione trumpiana e parla di fake news, tutti dimostrano il bisogno umano di avere padri culturali da giustificare anche quando sbagliano.
Joe Vinegar 🏳️🌈 reshared this.
Altbot
in reply to Carlo Gubitosa • • •Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b
@gubi Uno screenshot di una pagina web mobile di Facebook. In alto sono presenti l'indirizzo "facebook.com", il logo "facebook", il link "Open app" e un pulsante "Log In". Il corpo del testo riporta: "Qual è la sua vera posizione? Erri De Luca è da sempre un profondo conoscitore della cultura ebraica e della lingua ebraica antica (che ha studiato da autodidatta e tradotto in diversi suoi libri), ma ha spesso espresso forti critiche verso le politiche dei governi israeliani e si è ripetutamente espresso a favore dei diritti del popolo palestinese. Quindi, per riassumere: si tratta della classica fake news costruita alterando la grafica di un giornale per generare indignazione e click"."
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Uno screenshot di una pagina web di Facebook visualizzata su un browser mobile. Nella parte superiore è riportato l'indirizzo "facebook.com" e l'in l'intestazione con il logo "facebook", la scritta "Open app" e un pulsante blu "Log In". Il corpo dell'immagine contiene un paragrafo di testo che recita: "Quando oggi dichiara a Gerusalemme "Sono un sionista" e rifiuta la parola "genocidio", secondo me, non sta compiendo un voltafaccia, ma sta parlando una lingua diversa, quella del diritto all'esistenza di un popolo e quella del rigore filologico che riserva il termine genocidio allo sterminio programmatico e industriale."
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Guido Dotti
in reply to Carlo Gubitosa • • •Carlo Gubitosa
in reply to Guido Dotti • • •filobus
in reply to Carlo Gubitosa • • •Nella vita si possono essere molte cose, e l'imperfezione è di tutti, essere inumani è di pochi. Che se ne vanti se vuole
mar01
in reply to filobus • • •@filobus
Concetto perfetto. Puoi chiamarlo o presentarlo come vuoi, genocidio è genocidio e non c'è bandiera che tenga.
#NoFlags
Fabio Tavano
in reply to Carlo Gubitosa • • •Carlo Gubitosa
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Fabio Tavano
in reply to Carlo Gubitosa • • •leandro
in reply to Carlo Gubitosa • • •Diciamo che secondo me il suo lavoro è quello di far parlare di sé
Tommi 🤯
in reply to Carlo Gubitosa • • •