“Avvocati contro il cyberbullismo. Tecniche di difesa delle vittime e degli aggressori”


Domani dalle ore 14.00 sarò a Bologna ospite della Fondazione Forense Bolognese per l’evento “Avvocati contro il cyberbullismo. Tecniche di difesa delle vittime e degli aggressori” e per presentare il libro “La privacy degli ultimi”. PER INFORMAZIONI: fondazioneforensebolognese.it/…


guidoscorza.it/avvocati-contro…

Etiopia, aggiornamenti dalla comunità Irob, Tigray


Le condizioni di vita per milioni di persone in Tigray, stato regionale dell’Etiopia settentrionale, sono precarie per le conseguenze post belliche, conflitto dai risvolti etnici e genocidi sull apopolazione regionale. Oggi aggravate dall’ennesimo scandal
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Le condizioni di vita per milioni di persone in Tigray, stato regionale dell’Etiopia settentrionale, sono precarie per le conseguenze post belliche, conflitto dai risvolti etnici e genocidi sull apopolazione regionale. Oggi aggravate dall’ennesimo scandaloso blocco del supporto umanitario da parte del WFP e dell’ USAID.

Come vive oggi la minoranza etnica di Irob


Oggi le condizioni di vita della minoranza etnica della woreda [distretto] di Irob (Erob, in tigrynia: ኢሮብ) posizionato nel Tigray nord orientale, è da considerarsi doppiamente catastrofica. Isolati ed invasi dall’esercito eritreo fin dall’inizio della guerra genocida scoppiata il 3 novembre 2020 e durata 2 anni. In aggiunta da conisderare anche il fattore ambientale di area rurale già normalmente poco accessibile ed in zona di confine con l’Eritrea.

Mercoledì 14 giugno il media Dimtsi Weyane ha condiviso un comunicato segnalando che:

“La diocesi cattolica di Adigrat ha distribuito sementi selezionate e attrezzature agricole a oltre 500 residenti di Irob con l’assistenza finanziaria di EU

Joshua Misgna ha detto che il popolo di Irob sta affrontando seri problemi a causa dell’invasione delle forze eritree.”


Un aiuto doveroso di vitale importanza, ma briciole in confronto alle reali esigenze e bisogni della popolazione, di milioni di persone ancora in attesa di supporto e aiuti per la loro stessa sopravvivenza, per la ricostruzione della comunità.

Sabato 17 giugno mi sono arrivati aggiornamenti su Irob da parte della ONG Chain of Love

La ONG lavora da una decina di anni per la sussistenza della popolazione del Tigray.

L’esercito eritereo ha occupato 4 delle 8 unità amministrative (kebeles).

Ma l’effetto negativo è più di questo.

L’esercito eritreo ha invaso il Tigray e nonostante l’accordo di cessazione ostilità firmato a Pretoria il 2 novembre 2022, obblighi il suo ritiro da tutto il territorio, continua ad essere presente in questo distretto in violazione di tale accordo, sta perpetrando ancora abusi sui civili.

  1. ha disperso il centro amministrativo e i servizi base per la comunità;
  2. ha distrutto i centri sanitari paralizzando il sistema sanitario e il servizio di ambulanza. I pazienti muoiono per malattie curabili e la comunità è costretta a caricarsi sulle spalle i pazienti per cercare di raggiungere i pochi ospedali operativi;
  3. ha distrutto la struttura educativa e bloccato, come conseguenza, la riapertura delle scuole. I bambini di Irob rimangono fuori dalla scuola nonostante i distretti limitrofi non occupati erano riusciti a recuperare e riaprire gli edifici scolastici;
  4. ha interrotto la produzione agricola rendendo difficile l’accesso agli input agricoli da parte di agenti governativi e non governativi. I farmaci veterinari e i vaccini forniti da Chain of Love a Irob sono accessibili solo a beneficiari limitati. Coloro che erano sotto occupazione non avevano alcuna possibilità di ricevere questo servizio. Altri sono fuggiti dalle loro case e dai terreni agricoli così da non poter piantare raccolti.
  5. Poiché la strada è bloccata dall’esercito eritreo, gli aiuti non possono mai raggiungere il centro amministrativo. Quindi, i membri della comunità vengono fatti morire di fame.
  6. Le cerimonie sociali vengono interrotte. Le cerimonie nuziali, i funerali e le festività si svolgono tra famiglie separate. Questo è molto doloroso per la comunità Irob il cui legame sociale è forte, valore fondante della comunità.
  7. Il servizio religioso della Chiesa cattolica è limitato nelle parrocchie occupate.
  8. I servizi importanti elettricità e acqua sono interrotti.

Per concludere, il popolo Irob sta sperimentando una sofferenza multidimensionale; religioso, sociale/psicologico, economico, sanitario ed educativo, ambientale e anche cittadinanza.

Venerdì 9 giugno 2023 Goyteom Gebreegziabher ha condiviso foto e commento della sua visita ad Irob indicando che:

  • “Irob al (9 giugno 2023)
  • ~ Ancora strada bloccata dalle truppe
  • ~ Nessun accesso per e
  • ~ Aiuti bloccati da truppe
  • ~ #Endalgeda , #Weraetle , #Agerlokoma e #Alitena invasi dall’esercito eritreo
  • ~ blocco accesso per fertilizzante e sementi
  • ~ blocco accesso per Salute, Istruzione.”


Irob woreda, Tigray Etiopia - giugno 2023Irob woreda, Tigray Etiopia – giugno 2023
Ad ottobre 2022 l’ospedale di Alitena, che nell’agosto 2013 stava per veder inaugurato la sala operatoria, è stato bombardato da artiglieria pesante dell’esercito eritreo.
Alitena – ospedale bombadato dalle forze eritreeAlitena – ospedale bombadato dalle forze eritree
Goyteom Gebreegziabher non ha potuto dare aggiornamenti a riguardo perché ha confermato che durante la sua visita di giugno 2023, dopo quasi 8 mesi dalla firma dell’accordo di cessazione ostilità in Tigray siglato a Pretoria, c’è ancora l’occupazione e la presenza di soldati eritrei che determinano blocco negli spostamenti per civili e operatori umanitari.

Oggi dopo 2 anni di guerra genocida scoppiata in Tigray nel novembre 2020, dopo quasi 8 mesi dall’accordo di Pretoria, la comunità del distretto di Irob, la minoranza etnica che lo abita, è triplicamente martoriata: come crisi umanitaria conseguente alla guerra, isolati dal mondo e senza servizi base, per l’occupazione di forze straniere come gli eritrei in violazione all’accordo di Pretoria e perché WFP – World Food Programme, l’agenzia di supporto alimentare non ha mai avuto a che fare con la zona del Tigray nord occidentale, Irob, come osservato da Duke Burbridge.

Approfondimenti:


tommasin.org/blog/2023-06-22/e…

State Department debrief — Twitter ‘censorship’ — Brussels’ security pitch


POLITICO’s weekly transatlantic tech newsletter for global technology elites and political influencers. By MARK SCOTT Send tips here | Subscribe for free | View in your browser BUCKLE UP. DIGITAL BRIDGE IS A SPICY ONE THIS WEEK. I’m Mark Scott, POLITICO’s
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

POLITICO’s weekly transatlantic tech newsletter for global technology elites and political influencers.

POLITICO Digital Bridge

By MARK SCOTT

Send tips here | Subscribe for free | View in your browser

BUCKLE UP. DIGITAL BRIDGE IS A SPICY ONE THIS WEEK. I’m Mark Scott, POLITICO’s chief technology correspondent, and as the world of politics appears to be going from bad to worse (no matter where you are living), here’s a reminder that what may appear as government overreach one day can quickly become standard practice the next.

Grab your beverage of choice and relax:

Jose Fernandez, a senior U.S. State Department official, talks about transatlantic ties, artificial intelligence and China.

— Twitter took down more pro-Trump accounts than anti-Trump accounts. But does that equate to censorship?

— Brussels’s new economic security plan is a pitch to have a seat at the world’s top geopolitical table. It’s a little messy.

A VIEW FROM WASHINGTON


WHEN IT COMES TO FANCY TITLES, Jose Fernandez‘s is a doozy. Officially, he’s the U.S. State Department’s undersecretary for economic growth, energy and the environment — and is in charge of the agency’s myriad bureaus, including the one recently created for cyberspace and digital policy. The former mergers and acquisitions lawyer also is central to the revamped transatlantic relationship via the EU-U.S. Trade and Technology Council. So when I caught up with him last week, Fernandez wanted me to know that — like almost everyone I talk to within these transatlantic digital policymaking circles — ties between Brussels and Washington are stronger than ever.

“Two years ago, our relations with the (European Union) were mired in irritants,” he conceded. “We’ve been able to get beyond those irritants and we’ve expanded our goals to meet our ambition.” That sounds wonderful. But dig a little below the surface, and it’s easy to find a raft of tricky policy questions that still mire the United States’ relationship with one of its largest trading partners in difficulties. Case in point: the ongoing discussions over a so-called “critical raw materials” deal that would allow European automakers and their suppliers to tap into American subsidies baked via the U.S. Inflation Reduction Act.

Fernandez said those talks were ongoing (he wouldn’t go further than that). But, he added, the very fact senior U.S. and EU officials now sat down, in person, every six months was a sign of how important Joe Biden’s administration took the transatlantic relationship. “We have irritants,” the State Department official said. “You couldn’t have a $1.4 trillion economic relationship without them. But there’s a real commitment to discussing them even when we disagree and to try to work through them.”

OK, sure. But what about China? Despite broad consensus between the White House and the European Commission — the executive branches of each region/country’s political structure — the U.S. is more willing to push back against China compared with its European allies, according to multiple conversations with U.S. and EU officials. Not true, said Fernandez. “Both Secretary Blinken and his counterparts in the EU have said that we’re looking to de-risk from China, not de-couple from China, and on that, we are 100 percent aligned,” he told me. “I would not agree with that. I think you’re seeing very close alignment,” he added when pushed on the differences over China.

Turning to the next iteration of the Trade and Technology Council, which will be held somewhere in the U.S. at the end of 2023, what will likely be on the agenda? For Fernandez (who also declined to say where it would be held later this year), the focus will be on artificial intelligence; so-called export controls, or bans on certain goods from being shipped to countries like Russia; and additional U.S.-EU funding for developing economies as they roll out 5G telecommunications networks and upgrade their digital cybersecurity capabilities.

“There’s a desire to continue to work with third countries on 5G development,” he said. During the last transatlantic summit in May, both sides announced funding for Costa Rica and the Philippines, respectively, on such digital infrastructure projects. “AI, and in particular generative AI, presents unlimited opportunities. But at the same time, some of the consequences have to be managed.” Like almost all Western officials in recent months, those attached to the Trade and Technology Council are falling over themselves to be seen to be doing something (anything!) to corral the growth of services like OpenAI’s ChatGPT. That includes plans to create a voluntary code of practice, designed by Washington and Brussels, which companies can agree to follow to uphold basic principles like fairness, transparency and impartiality.

Yet what that code of practice — which is expected to be presented to other G7 leaders in the fall — will actually look like is still a work in progress. As of early June, it was merely a two-page policy memo, shared haphazardly between EU and U.S. policymakers. Fernandez, too, had little detail to give — and wouldn’t be drawn on the regulatory differences between Brussels and Washington on how to deal with artificial intelligence. “We are now in the process of starting, so I can’t really give you much info on that because there is not much,” he acknowledged when asked about what the voluntary code of conduct would actually entail.

ACCOUNTABILITY VS. CENSORSHIP, PART TWO


AS A LAPSED BUSINESS REPORTER, I LIKE NUMBERS. Figures — unlike, ahem, politicians, lobbyists and officials — don’t lie. So when I came across a research paper from Georgetown and Yale academics on how anti- and pro-Trump bots on Twitter performed (in terms of spreading partisan messages across the social network) in the build-up to the former U.S. president’s first impeachment trial in late 2019 and early 2020, my ears pricked up. It provides a snapshot of how such political social media users disseminate their messages online — and, more important, sheds light on accusations from some Republican politicians that Big Tech is unfairly censoring right-wing voices.

Before we get to the findings, let’s lay out the methodology. The researchers collected almost 68 million posts from 3.6 million Twitter users between December 2019 and March 2020. They broke those accounts down into potential bots, or social media users that posted at significantly higher rates than average people, and then did a content analysis, at scale, to see whether such automated accounts were more in favor or against Donald Trump. Finally, the academics tracked the types of content these partisan bots posted during the impeachment trial, and how those messages were spread more broadly across Twitter.

OK, the results — and, remember, you have to read this in the context of accusations that social media platforms have an unfair bias toward liberal voices. In terms of bots, though, it was an almost even split. Collectively, there were 10,145 anti-Trump bots (posting 9.2 million tweets over that time period) compared with 11,571 pro-Trump bots (with 9.8 million tweets). But even though these accounts represented roughly 1 percent of the overall Twitter users within the study, they posted 31 percent of the total content. Key takeaway: Twitter doesn’t have a significant bot problem, in terms of the number of accounts. But it does when you look at how those automated users dominate the online conversation.

“For the price you pay for them, it’s a good bang for your buck,” Tauhid Zaman, a Yale academic who co-authored the paper, in reference to the effectiveness of bots on Twitter. “Once they are up and running, the marginal cost of a bot is essentially free. So in information warfare, it’s a really efficient tool to use.” Yet the pro- and anti-Trump accounts weren’t uniform. The more liberal bots were more likely to post content from more mainstream media outlets, whereas conservative automated users more regularly circulated material from dubious sites, based on a non-partisan content analysis of the quality of links shared by these bots.

That had an interesting effect on Twitter’s response to these automated accounts at a time when the social media giant (in the pre-Elon Musk era and after he took over) has tried to clamp down (mostly, unsuccessfully) on bot activity. When Zaman went back, earlier this year, to see how many of the anti- and pro-Trump bots were still active on the Blue Bird, he found a marked difference. Since early 2020, Twitter had removed 40 percent of the conservative-leaning automated accounts versus just 12 percent of the liberal bots. For human partisan Twitter accounts, the same held true: 12 percent of Republican users had been removed by March 2023 compared with just 5 percent of Democratic accounts.

For some in the U.S. House of Representatives (looking at you, Representative Jim Jordan), that could be a smoking gun in the alleged censorship of conservative voters online. Right-wing Twitter accounts were four times more likely to be removed compared with left-wing Twitter accounts. But where this gets incredibly tricky is figuring out why Twitter removed the bots. Is it because the company hates conservatives? Almost certainly not (that’s how not companies work). Or is it because these accounts were statistically more likely to share either false or dubious information, which therefore put them at odds with Twitter’s terms of service that prohibit (or, at least, down-rank) the spread of such questionable material?

“How much you are a Republican correlates almost exactly to how much disinformation you share. It’s almost one-to-one mapping,” Zaman told me. “I can’t say Twitter is suspending you because you’re a Republican. They could be trying to enforce some general policy on disinformation. But the effect is that it looks like they are suspending Republicans more, in a biased way, versus Democrats.” Unpicking that relationship — between how much false content a partisan social media user shares, and how that puts an account in breach of platforms’ terms of service — is crucial to understanding why more right-wing users have been suspended versus their leftwing counterparts.

BY THE NUMBERS

infographic

EUROPE (KINDA) FLEXES ITS MUSCLES


THE EUROPEAN COMMISSION WANTS YOU TO KNOW it’s getting tough. In economic security proposals published this week, Brussels outlined how it would protect local companies from having their technology stolen by others; limit the ability of third-party countries (read: China) from using their economic muscle to strong-arm the 27-country bloc; and work collectively to stop authoritarian regimes from buying stakes (or the entirety) of European companies, particularly in high-growth areas like quantum computing and cybersecurity. “We also have to be clear-eyed about a world that has become more contested and geopolitical,” said Ursula von der Leyen, the Commission president.

You could already hear the cheers from Washington as Brussels began to follow its lead on these topics. But don’t count your chickens just yet. First, the word “China” — key to all of these geopolitical maneuvers — didn’t get a mention. That may sound childish to point out, but appearances matter. And the failure of the Commission to call a spade a spade on China’s economic global ambitions doesn’t bode well for the negotiations to come. (These are just proposals that must be hammered out with the EU’s other political institutions.) Second, let’s be clear: The EU is still divided on how robustly to push back against Beijing. Until those divisions are figured out, which is key as Brussels will have to work with national capitals to implement its economic security agenda, I wouldn’t count on the 27-country bloc to pull its weight on the global stage.

WONK OF THE WEEK


WE’RE STAYING WITH THE WORLD OF AI this week to focus on Anna Makanju, head of public policy for OpenAI. It’s not her first Big Tech job (if OpenAI now makes it into that elite club?). The New York-based executive previously worked as a senior policy manager at Meta, specializing in content regulation.

The former Biden aide also has a background that would make most of the United Nations look on with envy. Born in Russia to a Nigerian father and a Ukrainian mother, she moved to the U.S. in the early 1990s and studied linguistics at Western Washington University, from which she graduated at 16 years old. She later graduated from Stanford University’s law school.

I’ve argued countless times that Putin excels at neither strategy nor tactics despite so much odd insistence to the contrary in the West,” she wrote on Twitter last year (her career includes a stint at the U.S. Department of Defense). “Unless the willingness to kill an unlimited number of people inside or outside your country to achieve a goal is strategic or tactical brilliance.”

THEY SAID WHAT, NOW?


“We need an all-hands-on-deck approach — because that’s what AI’s complexities and speed demands,” Chuck Schumer, the Democratic leader of the U.S. Senate, said when announcing his “SAFE Innovation Framework for Artificial Intelligence,” proposals to set guardrails, but not actual legislation, around this emerging technology. “Innovation must be our North Star. And it is SAFE innovation that we must seek.”

WHAT I’M READING


— Risks and harms from the online world will increase at an exponential rate, but the knowledge needed to combat those threats has been increasing within tech companies and across civil society, according to conclusions from a task force looking at trust and safety issues on the internet, overseen by the Atlantic Council.

— Google’s licenses for its “infotainment” services for automakers are not compatible with Germany’s revised antitrust rules that impose stricter obligations on dominant companies like the search giant, based on a decision from the country’s competition authority.

— A comprehensive review of popular messaging apps found a wide variety of security practices, as well as wholesale public misunderstanding about what was considered “encrypted,” argue Justin Hendrix, Cooper Quintin, Caroline Sinders, Leila Wylie Wagner, Tim Bernard, and Ami Mehta for Tech Policy Press. (Full report here.)

— Recent cyberattacks on government agencies and IT providers within Ukraine were directly tied to operatives, known as Cadet Blizzard, associated with Russia’s military intelligence, claims Microsoft in a threat intelligence report.

— A new generation of cross-border data transfer initiatives, and not merely those between the U.S. and the EU, could mark a new era of data sharing that upholds privacy standards while facilitating global trade, suggests Kenneth Propp for the Atlantic Council.

— The use of human subjects to train AI-generated responses led to a significantly improved service (in terms of a chatbot) and allowed for faster tweaks in the underlying model to weed out potential harmful/inappropriate interactions, according to research from a group of AI engineers at Meta.

SUBSCRIBE to the POLITICO newsletter family: Brussels Playbook | London Playbook | London Playbook PM | Playbook Paris | POLITICO Confidential | Sunday Crunch | EU Influence | London Influence | Digital Bridge | China Watcher | Berlin Bulletin | D.C. Playbook | D.C. Influence | Global Insider | All our POLITICO Pro policy morning newsletters

PRIVACYDAILY


N. 146/2023 LE TRE NEWS DI OGGI: Il 21 giugno 2023 Human Rights Watch si è unita ad altre 26 organizzazioni per sollecitare i legislatori dell’Unione Europea a stabilire regole severe per la pubblicità politica, mantenendo una chiara attenzione alla pubblicità a pagamento che non interferisca con il diritto alla libera espressione, alla protezione dei... Continue reading →
Informa Pirata ha ricondiviso questo.

Auroboros: Le Spire del Serpente, Panini presenta il nuovo gioco di ruolo di Chris Metzen, edito nel nostro paese da Panini Comics


The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Nelle frenetiche città mercantili di Lawbrand, tra strade fuligginose, si insinua un’antica magia. Le tensioni tra il governo della Chiesa Sulariana, e una nuova generazione di avventurieri, fanno incombere una minaccia che potrebbe scatenare un’infuocata tempesta di tumulti sociali. Al contempo, nelle terre selvagge oltre i confini, razze dimenticate e culti maligni insorgono per conquistare nuovi territori e imporre la loro volontà sul mondo civilizzato. E nelle viscere della terra, l’Auroboros, il Serpente del Mondo, si risveglia per divorare tutto ciò che esiste… chi riuscirà a padroneggiare il suo potere?

reshared this

PRIVACYDAILY


N. 145/2023 LE TRE NEWS DI OGGI: Tra le continue preoccupazioni per le informazioni personali raccolte negli ultimi anni attraverso la raccolta di dati online, due legislatori texani affermano che la loro nuova legge offrirà ai texani la protezione dei dati personali migliore del Paese . La legge House Bill (HB) 4 del rappresentante Giovanni... Continue reading →
Informa Pirata ha ricondiviso questo.

Regione Veneto - Contributi per l’ampliamento dell’offerta formativa (2023) - SCADENZA 30/06

Con DGR n. 598 del 19/05/2023 sono stati approvati l'Avviso e la Direttiva per l'assegnazione di contributi regionali a sostegno di progetti di ampliamento dell'Offerta Formativa nelle Scuole dell'infanzia, nelle Istituzioni scolastiche statali e paritarie del primo e secondo ciclo di istruzione e nelle Scuole di formazione professionale del Veneto.
Anno scolastico e formativo 2023/2024.

Con DDR n. 924 del 30/05/2023 è stata approvata la modulistica per la presentazione dei progetti.

Si ricorda che la domanda di partecipazione deve essere compilata esclusivamente con il modulo on line. All'indirizzo e-mail indicato e all'indirizzo di Posta elettronica ordinaria della sede legale che verrà inserito, sarà inviato un file PDF che dovrà essere trasmesso via PEC alla Direzione Formazione e Istruzione, con tutti gli allegati richiesti, anch'essi firmati digitalmente, entro le ore 23:59 del 30 giugno 2023.

Per il corretto invio via PEC e per verificare i formati ammesi per gli allegati si suggerisce di consultare il link regione.veneto.it/web/affari-g…

Al fine di agevolare il richiedente nella verifica preventiva della presenza della completa documentazione da inviare affinchè la domanda di contributo possa essere ammessa alla valutazione di merito è possibile avvalersi della scheda riassuntiva documentale

spazio-operatori.regione.venet…

(grazie a @Zughy per la segnalazione)

Informa Pirata ha ricondiviso questo.

❓©️ Copyright pop quiz ©️❓
Q: What do the French fashion label Jean Paul Gaultier, German toy maker Ravensburger and GQ Magazine Italy have in common?
A: They have all fallen victim to the Italian Cultural Heritage Code.
Read our latest blog post (by @3_justus):
communia-association.org/2023/…
Informa Pirata ha ricondiviso questo.

So it's official: Pietro Boselli is illegally hunk. 🤷
ipkitten.blogspot.com/2023/06/…

#PublicDomain

Informa Pirata reshared this.

Informa Pirata ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Esclusivo: OpenAI ha fatto pressioni sull'UE per annacquare il regolamento sull'IA

@informatica

#OpenAI ha fatto pressioni sull'UE per indebolire l'imminente regolamentazione dell'IA, anche se in pubblico chiede barriere di protezione dell'IA più forti, come mostrano i documenti ottenuti dal #TIME

#AIAct #lobbying

time.com/6288245/openai-eu-lob…

in reply to macfranc

CEO di OpenAI: dovete regolamentare l'AI

L'europa: ok, regolamentiamola alla nostra maniera. Niente sconti per le aziende grosse e per avere i dati dovete trattarli con riguardo

OpenAI: pls non è che possiamo trovare un accordo dai?

Sono dei buffoni

reshared this

Informa Pirata ha ricondiviso questo.

Le comunità di Reddit adottano forme alternative di protesta mentre l'azienda minaccia azioni sui moderatori

@informatica

Reddit ha sottolineato che i moderatori devono mantenere aperta la community. Inoltre, non possono decidere che la loro comunità debba oscurarsi senza un voto pubblico. L'azienda ha persino inviato messaggi ai moderatori dicendo che sarebbero stati rimossi se tutti avessero continuato a perseverare nel blackout.

Di Ivan Metha su Techcrunch
techcrunch.com/2023/06/19/redd…

in reply to Pirati.io

Pensare quanta gente ha offerto il proprio contributo per la qualità del sito. I moderatori, ma anche gli utenti assolutamente geniali in grado di risolvere molti dubbi (penso, ma solo a titolo di esempio, al subreddit whatsthisbug, ma ce ne sono centinaia).
È come se abbiano deciso impunemente di appropriarsi e arricchirsi sulla passione e l'impegno (non retribuito) di centinaia di milioni di persone, che avrebbero meritato del rispetto.
Auguro a reddit di pagare a caro prezzo questa decisione...

reshared this

Informa Pirata ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

I volenterosi (e sorridenti) carnefici del Male: la procura di Padova ha impugnato gli atti di nascita di 33 figli di coppie omogenitoriali registrati dal sindaco Sergio Giordani

@lgbt

La procura di Padova chiede che i certificati di nascita di questi bambini siano modificati in modo che venga tolta l’indicazione della madre non biologica come secondo genitore.

ilpost.it/2023/06/20/padova-im…

Le iniziative delle altre Autorità


L’Autorità svedese sanziona Spotify per 5 milioni di euro L’Autorità per la protezione dei dati personali (IMY) ha sanzionato Spotify per 58 milioni di corone svedesi (circa 5 milioni di euro) per una carente gestione del diritto di accesso ai dati personali degli utenti della piattaforma. Il caso ha avuto origine da tre reclami (di... Continue reading →

PRIVACYDAILY


N. 144/2023 LE TRE NEWS DI OGGI: I gruppi di discussione dell’estrema destra proliferano su Telegram. Secondo i deputati di France Insoumise, che porteranno la questione in tribunale, alcuni diffondono “discorsi d’odio. Secondo i deputati di LFI, “sono stati appena creati nuovi gruppi di discussione” che “diffondono centinaia di foto di attivisti e, per alcuni,... Continue reading →
Informa Pirata ha ricondiviso questo.

Strasburgo, 15/06/2023 – La commissione PEGA del Parlamento europeo, incaricata di indagare sull'uso di spyware contro giornalisti, attivisti e politici, conclude il suo mandato con l'adozione delle sue raccomandazioni da parte dei deputati

@giornalismo

Il Comitato ha dovuto far fronte a persistenti pressioni politiche, in particolare da parte degli Stati membri accusati, che non hanno collaborato per tutta la durata dell'inchiesta.

pirati.io/2023/06/spyware-pega…

reshared this

PRIVACYDAILY


N. 143/2023 LE TRE NEWS DI OGGI: La legge sulla privacy del Montana aveva tutte le carte in regola per essere un’altra punto di una serie di vittorie dell’industria tecnologica negli Stati “rossi” contro le regole severe sul modo in cui i dati personali degli americani vengono “estratti “e condivisi. Tuttavia, il mese scorso il... Continue reading →

“Law and ethics of post pandemic health data sharing – Fondation Brocher”


Domani sarò a Ginevra nella sede della Fondazione Brocher per confrontarmi con colleghi e ricercatori provenienti da tutto il mondo su privacy e ricerca medica. Grazie per l’ invito. Tomorrow I will be in Geneva at the Fondation Brocher headquarters to discuss with colleagues and researchers from around the world on privacy and medical research.... Continue reading →
Informa Pirata ha ricondiviso questo.

La scadenza della sicurezza di Shell Recharge ha esposto i dati dei conducenti di veicoli elettrici

@informatica

Il gigante petrolifero Shell ha detto che sta indagando dopo che un ricercatore di sicurezza ha trovato un database interno esposto che diffondeva le informazioni personali dei conducenti che utilizzano le stazioni di ricarica per veicoli elettrici dell'azienda.

techcrunch.com/2023/06/09/shel…

reshared this

in reply to coppi

@coppi io ho ricominciato a utilizzarli da quando sono su Friendica, grazie al lettore Feed integrato. In pratica, posso seguire i siti web con Feed RSS come se fossero dei profili social e volendo posso anche impostare la ricondivisione nativa.
Fortunatamente sono ancora molti i siti web che li utilizzano, in particolare quelli basati su WordPress.
Ma tutti i profili Social del fediverso, i canali PeerTube, gli stessi canali YouTube e da quando Esistono gli RSS Bridge anche profili Twitter e canali telegram possono essere seguiti attraverso un lettore di feed.

reshared this

PRIVACYDAILY


N. 143/2023 LE TRE NEWS DI OGGI: L’app di incontri LGBTQ+ Grindr ha ripetutamente violato le leggi statali e globali sulla privacy raccogliendo e conservando dati altamente sensibili, tra cui foto di nudo, senza un chiaro consenso, secondo quanto affermato dall’ex responsabile della privacy dell’azienda in una causa per licenziamento illegittimo. Ron De Jesus sostiene... Continue reading →

Etiopia, il comitato del Tigray condivide il report preliminare sulla deviazione del cibo umanitario


Il comitato istituito dall’amministrazione regionale ad interim del Tigray – IRA – per indagare sulla deviazione di cibo umanitario nella regione settentrionale dell’ Etiopia ha rilasciato le sue analisi. Il comitato investigativo ha rivelato che le entit

Il comitato istituito dall’amministrazione regionale ad interim del Tigray – IRA – per indagare sulla deviazione di cibo umanitario nella regione settentrionale dell’ Etiopia ha rilasciato le sue analisi.

Il comitato investigativo ha rivelato che le entità del governo federale etiope e le forze eritree avevano ruoli più importanti nella deviazione degli aiuti alimentari su larga scala.

Secondo il generale Fiseha Kidane, coordinatore del comitato investigativo che è anche capo ad interim dell’ufficio regionale per la pace e la sicurezza, funzionari del governo federale etiope hanno dirottato:

  • oltre 4300 tonnellate di grano,
  • quasi 130.000 litri di olio da cucina
  • 4.187 quintali di piselli

le forze eritree hanno dirottato:

  • circa 2900 tonnellate di grano
  • oltre 43mila litri di olio
  • 1.440 quintali di piselli destinati ai bisognosi

le autorità regionali del Tigray hanno dirottato

  • quasi 1500 tonnellate di grano
  • 42.759 litri di olio
  • 1.424 quintali di piselli

Il capo del comitato ha dichiarato che sono stati identificati 186 sospettati di avere ruoli nella deviazione degli aiuti alimentari, di cui 7 sono già stati arrestati.

Il funzionario non ha specificato quando è avvenuta la deviazione degli aiuti, né ha specificato gli enti governativi federali e regionali coinvolti.

Sia il governo federale etiopico che l’Eritrea non hanno reagito immediatamente alle accuse, come riporta Addis Standard.

Una fonte informata sui fatti, ma che manterrò anonima per mantenere la sua sicurezza, ha rilasciato una dichiarazione personale, ma che è degna di nota perché mette in luce dettagli del contesto in cui vivono oggi milioni di persone bisognose di supporto alimentare e sanitario in Tigray.

“E vergogno sapere che vi erano dei tigrini coinvolti nel sottrarre aiuti destinati alle madri e figli di uomini e donne che hanno dato la propria vita combattendo contro gli invasori [forze eritree, amhara e milizie fano] protagonisti del genocidio in Tigray. Questi saccheggiatori di aiuti umanitari non sono altro che parte della scacchiera della macchina genocida che ha colpito i civili in Tigray. Le vite delle 270 persone morte dopo il blocco degli aiuti umanitari devono pesare sulle loro coscienze e ricevere punizioni esemplari perché sia di monito agli altri così che in futuro non si ripetano simili atti criminali.”


Lo scandalo del blocco del supporto alimentare deciso per scelta politicizzata da WFP – World Food Programme e USAID è avvenuto dopo la scoperta che parte di quel materiale veniva deviato: le due agenzie umanitarie hanno avviato indagini per garantire alla giustizia i responsabili criminali, ma nel contempo lasciando a morire di stenti milioni di persone in Tigray che si trovano da diversi mesi senza la sicurezza alimentare per la loro sopravvivenza.

Il governo etiope rigetta le accuse


Il governo etiope ha smentito e rimandato al mittente, presa di posizione comune a tutte le denunce in cui si vede coinvolto dall’inizio della guerra genocida iniziata in Tigray il 3 novembre 2020.

Sabato 10 giugno 2023 infatti sono arrivate le dichiarazioni di Legesse Tulu (PhD), ministro del servizio di comunicazione del governo che ha affermato che l’USAID ha compiuto continui sforzi per diffamare il governo etiope, la sua forza di difesa nazionale e i governi regionali nelle sue frequenti dichiarazioni e rapporti.

L’accordo di cessazione ostilità firmato a Pretoria il novembre 2022 implica che si sia dovuto instaurare un sistema di giustizia di transizione, ma per molti osservatori c’è un cortocircuito visto che cellule delle parti firmatarie, governo federale e TPLF – Tigray People’s Liberation Front, denunciate per dirottamento degli aiuti alimentari fanno parte degli attori che si dicono promotori ed creatori delle task forces investigative.

Il media governativo Ethiopian Press Agency scrive:

“Notare che portare i trasgressori della legge alla giustizia giudiziaria è uno dei pilastri della riforma in corso; Largesse ha indicato che il governo ha assegnato una squadra investigativa che sta valutando l’accusa di deviazione degli aiuti alimentari. Le due agenzie [riferendosi a WFP e USAID] hanno condotto le indagini senza il coinvolgimento di funzionari governativi a nessun livello.”


Aggiungendo le dichiarazioni del ministro Legesse Tulu:

“Le aree in cui si dice che siano condotte le indagini sono sotto la piena supervisione delle organizzazioni di beneficenza. Anche se ci fossero autori, ritenerli insieme responsabili è la cosa giusta da fare”.


L’esercito etiope rigetta le accuse


Come segnalato nel precedente aggiornamento, il Ministro della difesa ha smentito con veemenza le accuse per cui le forze di difesa etiopi si vedrebbero coinvolte nel adeviazione di parte del supporto alimentare.

Le forze eritree? Non pervenute!


Le forze eritree, nonostante l’accordo di Pretoria indichi che tutte le forze esterne in Tigray debbano ritirarsi, sono ancora presenti in diverse aree, come per esempio nel distretto di Irob (Erob woreda), estremo nord est regionale. Sono ancora oggi accusate di perpetrare abusi e violenze sui civili di origine tigrina ed occupare diversi edifici scolastici, se non occupati dalle decine di migliaia di IDP, sfollati interni.

Da considerare che nei giorni di negoziazione in Sud Africa, dove a Pretoria è stato firmato l’accordo di tregua mediato dall’ Unione Africana, non è stata coinvolta ai tavoli l’attore e principale alleato del governo etiope e del Premier Abiy Amhed Ali, ovvero l’Eritrea.

Con questa premessa si può ben capire che il dittatore eritreo Isaias Afwerki, mandante delle sue truppe ad invadere il Tigray e dei crimini di guerra perpetrati sul popolo tigrino, si senta così legittimato a farsi scorrere come acqua le accuse di dirottamento del cibo umanitario per milioni di persone.


Approfondimenti:


tommasin.org/blog/2023-06-16/e…

“WE MAKE FUTURE – Impatto della AI sul lavoro e sfide etiche, diritti dei lavoratori e implicazioni sul mercato del lavoro”


Domani dalle ore 14.20 alle 15.00 nella Sala Open Stage parteciperò al dibattito “ Impatto della AI sul lavoro e sfide etiche, diritti dei lavoratori e implicazioni sul mercato del lavoro” con la moderazione di Luca Barbieri Qui il link al programma wemakefuture.it/offerte/?gclid…


guidoscorza.it/we-make-future-…

Dopo la recente approvazione del Regolamento sull’Intelligenza Artificiale da parte dell’Assemblea di Bruxelles, si è aperto un ampio e acceso dibattito sui diversi aspetti legati alla questione, dalle potenzialità di espressione e diffusione alle opportunità di sviluppo e lavoro che...

“RomArchè 12. Parla l’archeologia”


Una sintesi del mio intervento a “Persona, cultura e intelligenza artificiale”, all’evento “RomArchè 12. Parla l’archeologia” organizzato oggi da RomArchè e Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia all’Ara Pacis. Grazie al Direttore Valentino Nizzo per l’invito e continuiamo a discuterne.


guidoscorza.it/romarche-12-par…

“We Make Future – Fiera Internazionale e Festival sull’Innovazione Tecnologica e Digitale”


Domani 17 giugno a partire dalle 11.20 avrò il piacere di essere a Rimini all’evento “We Make Future – Fiera Internazionale e Festival sull’Innovazione Tecnologica e Digitale”. Per parlare di AI, privacy e neuroverso. Qui trovate tutte le informazioni wemakefuture.it/


guidoscorza.it/we-make-future-…

PRIVACYDAILY


N. 142/2023 LE TRE NEWS DI OGGI: Quattro persone che hanno familiarità con l’argomento hanno dichiarato a Reuters che Alphabet Inc. sta mettendo in guardia i dipendenti sull’uso dei chatbot, compreso il proprio Bard. La casa madre di Google ha consigliato ai dipendenti di non inserire materiali riservati nei chatbot di intelligenza artificiale, così hanno... Continue reading →

Il CEO di Reddit prosegue nella sua operazione simpatia: dobbiamo diventare una vera azienda per persone adulte. Chi protesta? È come i vecchi proprietari terrieri.

@Informatica (Italy e non Italy 😁)

Il CEO di Reddit critica i leader della protesta, dicendo che cambierà le regole che favoriscono la "nobiltà terriera"
Steve Huffman, il CEO di Reddit, ha dichiarato a NBC News in un'intervista che una protesta degli utenti sul sito questa settimana è guidata da una minoranza di moderatori e non ha un ampio sostegno.

E ancora

Il CEO di Reddit Steve Huffman: "È ora che cresciamo e ci comportiamo come un'azienda per adulti"
Giovedì, in un'intervista con NPR, il CEO di Reddit Steve Huffman ha difeso il piano dell'azienda di iniziare a far pagare per l'accesso ai dati della sua azienda, una mossa che ha provocato un blackout di 48 ore tra migliaia di comunità Reddit.

in reply to Informa Pirata

bene per lemmy, riceverà un buon afflusso di nuovi utenti che renderà la comunità molto più vibrante di quanto lo fosse prima di queste uscite del CEO.
Di sicuro accadrà quanto successo a mastodon l'anno scorso, unimmenso numero di persone arriverà e si stuferà presto ma molti rimarranno per far crescere lemmy contribuendo come contenuti e anche finanziariamente , quindi tutto di guadagnato per il fediverso anche se reddit risentirà molto poco di questa diaspora.
Questa voce è stata modificata (2 anni fa)

UprisingVoltage doesn't like this.

Informa Pirata reshared this.

Informa Pirata ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

CONDANNATE E CONDANNATI per aver fatto la cosa giusta, ossia disobbedienza civile nonviolenta portando attenzione sul collasso climatico a cui stiamo andando incontro investendo in combustibili fossili.

Il tribunale vaticano ha condannato Ester e Guido a 9 mesi di carcere, pena sospesa, e a pagare una multa di 1.500€ e un risarcimento di 28.148 euro, per un danno che di fatto risulta essere inesistente.

#UltimaGenerazione #A22Network #vaticano #papafrancesco #bergoglio #laocoonte

reshared this

in reply to Ultima Generazione Italia 🧡

Ci sentiamo, oggi più che mai, figlie e figli di Laocoonte mandati incontro al loro destino dopo che chi governa si dimostra sordo all'avvertimento che la catastrofe è dietro l'angolo.

Ci domandiamo altresì se arriverà anche la condanna del Pontefice - data la determinazione con cui Papa Francesco parla di lotta alla crisi climatica - e, soprattutto, contro di chi sarà la condanna? Contro di noi oppure contro chi, investendo nel fossile, ci sta condannando a morte?

Noi andiamo avanti. E tu?

reshared this