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Il 24 maggio del 1544 nasceva William Gilbert, il medico britannico che cambiò per sempre il modo in cui guardiamo al pianeta su cui viviamo.

Gilbert era medico personale della regina Elisabetta I, ma la sua vera ossessione era un'altra: capire perché l'ago di una bussola punta a Nord. Nel 1600 pubblicò il De Magnete, un'opera che scosse la scienza europea. I suoi esperimenti aprirono la strada alla comprensione del campo geomagnetico.

Leggi sul blog la sua storia: ingvambiente.com/nascita-di-wi…

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Non esistono astronauti guerrafondai. Da Gagarin in poi, tutti coloro che sono stati nello spazio hanno testimoniato che vedere la Terra dall'esterno li ha emozionati profondamente e ha cementato il loro senso di appartenenza all'umanità.

Questo fenomeno viene chiamato “effetto della veduta d'insieme” (in inglese “overview effect”). In tanti avrebbero bisogno di vedere la Terrra dallo spazio.

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oggi, 24 maggio, a roma, incontro con giuseppe garrera: “leopardi e l’afflizione mandata dall’aria”


24 maggio, Roma_ Leopardi e l'afflizione mandata dall'aria
cliccare per ingrandire

A Roma, oggi, domenica 24 maggio, alle 17:30, al casaletto del Parco della Cellulosa (vicolo della Cellulosa 1), incontro con Giuseppe Garrera dedicato a Giacomo Leopardi.

A seguire rinfresco biologico (con la partecipazione di Hettaro).

Contributo per la serata: 10 € a sostegno delle attività socioculturali di Spazio etico e del Comitato Promotore del Parco della Cellulosa.

È necessario prenotare (max 50 posti):
info@spazioetico.it
347 063 2009


Leopardi, dopo Lucrezio, è stato uno dei pochi poeti a parlare della soffocazione da felicità provocata dall’incessante pioggia d’atomi di luce da cui siamo investiti, insostenibile essendo non tanto il dolore, quanto lo splendore della vita. È dallo splendore della vita che non siamo in grado di proteggerci. Noi patiamo la felicità.
Una conversazione sull’insostenibilità della felicità, delle stagioni e dello splendore della vita nella poesia di Giacomo Leopardi. Lo straripamento del giorno e del paesaggio da Il passero solitario a A Silvia.

Sarà possibile acquistare il libro L’incipit dell’Infinito (G. Garrera, S. Triulzi), ristampato grazie a Tiziana Peverini, al cui ricordo è dedicata l’iniziativa.
#associazioneSpazioEtico #ComitatoPromotoreDelParcoDellaCellulosa #GiacomoLeopardi #GiuseppeGarrera #Hettaro #incontro #ParcoDellaCellulosa #poesia #SebastianoTriulzi #SpazioEtico #TizianaPeverini

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Webworm evolve: i backdoor EchoCreep e GraphWorm trasformano Discord e Microsoft Graph in canali C2
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/webwor…


Webworm evolve: i backdoor EchoCreep e GraphWorm trasformano Discord e Microsoft Graph in canali C2


Quando un gruppo APT decide di nascondere le proprie comunicazioni malevole dentro le API di prodotti Microsoft o nei canali Discord, il confine tra traffico legittimo e operazione di spionaggio si fa quasi invisibile per i tradizionali strumenti di sicurezza di rete. È esattamente la scelta operativa che ha compiuto Webworm, gruppo di allineamento cinese attivo da almeno il 2022, che nel 2025 ha arricchito il proprio toolkit con due nuovi implant: EchoCreep e GraphWorm.

Chi è Webworm: storia e attribuzioni


Webworm è stato documentato pubblicamente per la prima volta da Symantec (ora parte di Broadcom) nel settembre 2022. Il gruppo prende di mira agenzie governative e aziende nei settori IT, aerospaziale ed energia elettrica, con un focus geografico che comprende Russia, Georgia, Mongolia e diverse nazioni asiatiche ed europee. I ricercatori hanno identificato sovrapposizioni operative significative con cluster tracciati come FishMonger (alias Aquatic Panda), SixLittleMonkeys e Space Pirates — tutti threat actor con legami all’intelligence cinese.

La scelta dei bersagli — istituzioni governative, operatori di infrastrutture critiche e fornitori di servizi IT — è coerente con gli obiettivi strategici di raccolta intelligence attribuiti agli attori state-sponsored cinesi. Le recenti campagne hanno ampliato il raggio d’azione verso l’Europa, segnalando un’evoluzione geopolitica degli interessi del gruppo.

EchoCreep: Discord come infrastruttura C2


EchoCreep è il componente più semplice — ma non per questo meno insidioso — del nuovo arsenale. Utilizza Discord come canale di Command and Control, sfruttando le API della piattaforma di messaggistica per ricevere comandi dagli operatori e restituire output dalle macchine compromesse. Le funzionalità documentate dai ricercatori includono:

  • Upload e download di file arbitrari verso/dal sistema vittima
  • Esecuzione di comandi tramite cmd.exe con restituzione dell’output agli operatori
  • Persistenza tramite canale Discord dedicato, non esposto pubblicamente

L’analisi del canale Discord utilizzato da EchoCreep rivela che i primi comandi risalgono al 21 marzo 2024: ciò significa che l’implant era già operativo in campagne reali ben prima della sua scoperta pubblica, probabilmente inosservato per oltre un anno.

La scelta di Discord come C2 non è casuale. Il traffico verso discord.com è quasi universalmente consentito nelle policy di rete aziendali, il protocollo è HTTPS e il volume di traffico legittimo è enorme — condizioni ideali per mascherare comunicazioni malevole nel rumore di fondo.

GraphWorm: Microsoft OneDrive come dead drop


GraphWorm è il componente più sofisticato del nuovo toolkit. Utilizza Microsoft Graph API — la stessa infrastruttura usata da milioni di applicazioni enterprise — per le comunicazioni C2, sfruttando specificamente gli endpoint di OneDrive. La tecnica del “cloud dead drop” — usare servizi cloud legittimi come proxy per i comandi — è in crescita tra gli APT più avanzati, ma GraphWorm la porta a un livello di granularità operativa notevole.

Per ciascuna vittima compromessa, GraphWorm crea una directory dedicata su OneDrive, permettendo agli operatori di gestire in modo indipendente le operazioni su target diversi senza interferenze. Le capacità documentate includono:

  • Spawn di nuove sessioni cmd.exe per l’esecuzione interattiva di comandi
  • Avvio di processi arbitrari sul sistema vittima
  • Upload e download di file da/verso OneDrive tramite Graph API
  • Self-termination controllata su segnale degli operatori, per ridurre le tracce forensi

Il traffico verso graph.microsoft.com è considerato trust implicito nella maggior parte degli ambienti enterprise Microsoft 365, rendendo il rilevamento basato sul blocco dei domini o sull’ispezione superficiale del traffico del tutto inefficace.

Tooling, proxy custom e TTP completi


Webworm integra i propri backdoor con un ecosistema di strumenti offensive collaudato. Per la fase di ricognizione, il gruppo usa tool open source come dirsearch e nuclei per eseguire brute-force dei path su web server delle vittime e identificare vulnerabilità sfruttabili. Sul lato infrastrutturale, Webworm ha sviluppato una suite di proxy custom: WormFrp, ChainWorm, SmuxProxy e WormSocket. Questi strumenti non si limitano a cifrare le comunicazioni: supportano il chaining su host multipli — sia interni che esterni alla rete bersaglio — permettendo la costruzione di tunnel multi-hop difficili da tracciare. Il gruppo utilizza inoltre SoftEther VPN per un ulteriore layer di offuscamento dell’infrastruttura C2.

Indicatori di compromissione (IoC)

# Webworm - EchoCreep / GraphWorm IoC (maggio 2026)
# Tool legittimi usati in contesto malevolo
TOOL: dirsearch (github.com/maurosoria/dirsearch)
TOOL: nuclei (github.com/projectdiscovery/nuclei)
# Custom proxy tools Webworm
TOOL: WormFrp
TOOL: ChainWorm
TOOL: SmuxProxy
TOOL: WormSocket
# Patterns comportamentali da monitorare
BEHAVIOR: cmd.exe spawned by non-standard parent process
BEHAVIOR: Unusual OneDrive API calls (graph.microsoft.com) with file creation in per-victim dirs
BEHAVIOR: Discord API traffic with binary/encoded payloads
BEHAVIOR: SoftEther VPN client installation/execution
# Cluster correlati
ALIAS: FishMonger / Aquatic Panda
ALIAS: SixLittleMonkeys
ALIAS: Space Pirates

Due righe per i difensori


L’abuso di servizi cloud legittimi per il C2 richiede un cambio di paradigma nel rilevamento. Il blocco a livello di dominio è inefficace — occorre spostare l’attenzione sul comportamento. I blue team dovrebbero implementare analisi comportamentale del traffico verso API cloud note, cercando pattern anomali di upload/download non correlati all’attività utente attesa. È fondamentale monitorare la creazione di directory insolite su OneDrive enterprise tramite i log di Microsoft 365 Defender e correlare gli accessi OAuth a Microsoft Graph con i baseline comportamentali degli account di servizio. Sul piano degli endpoint, qualsiasi processo che spawni cmd.exe con parent process inusuali dovrebbe attivare alert ad alta priorità. Infine, regole Sigma per i pattern di traffico Discord e Graph API anomali, combinate con threat intelligence sui cluster Webworm, permettono un rilevamento proattivo di queste campagne.


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L’AGENZIA CYBER E IL CRUCCIO DI NON AVER NESSUNO CUI AFFIDARE INCARICHI DELICATI

@news
*Mi rendo conto che, avendo accontentato pseudo-cognati, cugini di secondo grado, nipoti di un lontano parente o vicini di casa cui si lascia il delicato compito di innaffiare le piante o dar da mangiare al gatto, arriva il momento in cui non si sa chi piazzare su questa o

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Whatsapp compromesso su iPhone, la ricerca di Forenser sullo 0-click
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/whatsa…


Whatsapp compromesso su iPhone, la ricerca di Forenser sullo 0-click


Una premessa prima di iniziare: se hai un iPhone con iOS inferiore a 16.7.12, aggiorna, è già tardi e un miracolo che non sia ancora successo niente di brutto.

Detto questo, per anni l’ecosistema Apple è stato raccontato come una fortezza quasi inespugnabile. “Se hai un iPhone sei al sicuro” è diventato uno dei mantra più ripetuti anche fuori dalla bolla tech. Poi arrivano casi come quello documentato da Forenser e improvvisamente quella narrativa inizia a incrinarsi. Non perché iPhone sia diventato improvvisamente insicuro, ma perché il punto debole — come spesso accade — non è il dispositivo in sé. È la catena completa: notifiche, sessioni, social engineering, bug, sincronizzazioni cloud e fiducia implicita dell’utente.

La ricerca pubblicata da Forenser fotografa infatti una serie di compromissioni WhatsApp osservate su dispositivi Apple rimasti fermi a iOS 16 (specificatamente sotto il famoso aggiornamento alla 16.7.12). Non si parla di semplici tentativi di phishing “artigianali”, ma di account effettivamente presi in controllo, con accessi alle chat e utilizzo dell’identità digitale delle vittime per colpire ulteriori contatti.

Le vittime, infatti, non riportano comportamenti compatibili con il classico phishing. Nessun link cliccato volontariamente, nessuna installazione di applicazioni sospette, nessun QR code scansionato deliberatamente, nessuna richiesta di OTP condivisi. Eppure gli account risultano violati.

È questo il dettaglio che ha acceso l’interesse della comunità forense.

Secondo quanto riportato nell’analisi di Forenser, gli utenti colpiti avrebbero ricevuto messaggi specifici poco prima della compromissione. Messaggi che, in alcuni casi, sembrano avere un comportamento anomalo lato client. La ricostruzione tecnica suggerisce che il vettore d’attacco possa sfruttare una vulnerabilità legata alla gestione dei contenuti ricevuti da WhatsApp su iOS 16, permettendo l’esecuzione di operazioni malevole senza necessità di interazione diretta dell’utente.

In altre parole: il semplice ricevere il messaggio potrebbe essere sufficiente ad attivare la catena di compromissione.

È questo il vero significato di 0-click. Nessun tap. Nessun consenso. Nessun comportamento “sbagliato” da parte della vittima.

Nel mondo mobile moderno, questo tipo di attacco rappresenta uno degli scenari più pericolosi in assoluto, perché elimina completamente il principale livello difensivo su cui si basa gran parte della sicurezza consumer: l’utente stesso. Le campagne di phishing tradizionali funzionano solo se qualcuno sbaglia. Gli exploit 0-click invece trasformano il dispositivo in un bersaglio passivo.

La ricerca di Forenser suggerisce inoltre un elemento fondamentale: il problema sembrerebbe concentrarsi su device ancora fermi a certe release superate di iOS 16. Questo potrebbe indicare la presenza di vulnerabilità già corrette nelle versioni successive di iOS, ma ancora sfruttabili sui terminali non aggiornati. Ed è qui che emerge uno dei problemi più sottovalutati dell’ecosistema Apple: l’idea che “se hai un iPhone allora sei automaticamente al sicuro”.

In realtà il modello di sicurezza Apple funziona in maniera estremamente efficace proprio grazie agli aggiornamenti continui. Restare bloccati su una major release precedente significa esporsi progressivamente a vulnerabilità già note, studiate e potenzialmente weaponizzate.

Dal punto di vista operativo, un attacco del genere è devastante perché estremamente difficile da rilevare. Non lascia i classici indicatori di compromissione associati al malware tradizionale. Non rallenta necessariamente il dispositivo. Non mostra finestre sospette. Non installa applicazioni visibili. Tutto avviene all’interno di una superficie software considerata “trusted”: l’app di messaggistica stessa.

E WhatsApp rappresenta un bersaglio ideale.

Dentro quell’applicazione oggi transitano conversazioni personali, documenti, codici OTP, messaggi vocali, relazioni professionali e spesso persino elementi di autenticazione indiretta per servizi bancari o aziendali. Compromettere WhatsApp non significa più soltanto leggere chat private: significa ottenere accesso a una porzione enorme dell’identità digitale della vittima.

L’aspetto forse più interessante dell’indagine di Forenser è che porta l’attenzione su una categoria di minacce spesso percepite come lontane dal mondo reale. Quando si parla di exploit 0-click si pensa immediatamente ad attori statali, intelligence offensive e spyware da milioni di euro. Ma la linea che separa il cyberespionage dal cybercrime si sta assottigliando sempre di più. Tecniche un tempo esclusive delle operazioni governative iniziano lentamente a comparire anche in scenari meno sofisticati.

Ed è esattamente questo a rendere il caso così importante.

Perché al netto dei dettagli tecnici ancora da chiarire completamente, la ricerca di Forenser mostra un cambiamento preciso nel panorama delle minacce mobile: gli smartphone non vengono più attaccati soltanto inducendo l’utente a commettere errori. Sempre più spesso, basta semplicemente raggiungerli.


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La più grande riserva d’acqua sotterranea d’Europa scorre nel sottosuolo tra Francia, Germania e Svizzera per circa 300 chilometri.
Da Francoforte a Basilea, ben sotto la superficie, si nasconde un tesoro che fornisce acqua potabile a oltre cinque milioni di abitanti della regione. Alimenta, tra l’altro, l’Alto Reno e numerose zone umide.
Questo bacino sotterraneo, che contiene 150 miliardi di metri cubi d’acqua, non è importante solo per l’approvvigionamento di acqua potabile. Influisce anche su un numero incalcolabile di specie animali e vegetali. Continuano a esserci nuove scoperte, come quella del gamberetto di falda «Parabathynella baden-wuerttembergensis».
Ma un nuovo studio rivela un forte inquinamento delle sue acque.

it.euronews.com/2026/05/22/tre…

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È indispensabile indignarsi per il trattamento degli attivisti della #Flotilla in #Israele

Ma è importante capire che esattamente quel trattamento non è che la procedura operativa standard riservata a centinaia di prigionieri palestinesi, di cui abbiamo parlato ben poco

C’è un’indagine documentario. Si trova qui: btselem.org/publications/20240…

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Hotpatching gratuito per Windows Server 2025 con Azure Arc: guida all’abilitazione
#tech
spcnet.it/hotpatching-gratuito…
@informatica


Hotpatching gratuito per Windows Server 2025 con Azure Arc: guida all’abilitazione


Cos’è l’Hotpatching e perché cambia tutto


Ogni amministratore di sistema conosce bene il problema: arriva il patch Tuesday, si pianifica una finestra di manutenzione, si notificano gli utenti, si aspetta il riavvio e si incrocia le dita sperando che tutto torni su senza intoppi. Con Windows Server 2025 e l’hotpatching abilitato da Azure Arc, questo ciclo faticoso si riduce drasticamente. E da maggio 2026, questa funzionalità è completamente gratuita per tutti i server Arc-enabled.

L’hotpatching consente di applicare aggiornamenti di sicurezza al sistema operativo senza riavviare il server nella maggior parte dei mesi. Microsoft ha annunciato che dal 15 maggio 2026 tutta la fatturazione per l’hotpatch è stata interrotta per i server Windows Server 2025 Standard e Datacenter connessi ad Azure Arc. Non sono più previsti costi per core, tariffe orarie o voci separate in fattura.

Come funziona il ciclo di aggiornamento


L’hotpatching non elimina completamente i riavvii, ma li riduce sensibilmente. Il ciclo funziona su base trimestrale:

  • Mese baseline (1 riavvio ogni 3 mesi): viene installato un aggiornamento cumulativo completo che richiede un riavvio. Questo aggiornamento “alza l’asticella” del sistema per i mesi successivi.
  • Mesi hotpatch (i 2 mesi successivi): vengono distribuiti solo gli aggiornamenti di sicurezza incrementali, applicati in-memory senza riavvio.

In un anno solare si ottengono fino a 8 aggiornamenti mensili senza riavvio e soli 4 riavvii baseline pianificabili. Per ambienti di produzione ad alta disponibilità, è una differenza sostanziale.

Prerequisiti tecnici


Prima di abilitare l’hotpatching, verificare che il server soddisfi i requisiti seguenti:

  • Windows Server 2025 Standard o Datacenter (build 26100.1742 o successiva). Le build di anteprima non sono supportate.
  • Il server deve essere connesso ad Azure Arc tramite il Connected Machine Agent.
  • La macchina deve supportare la Virtualization-Based Security (VBS): firmware UEFI con Secure Boot abilitato. Per le VM Hyper-V, è richiesta una macchina virtuale di Generazione 2.
  • Una subscription Azure attiva (esiste un tier gratuito per iniziare).

Nota: Windows Server 2025 Datacenter: Azure Edition ha l’hotpatching abilitato per impostazione predefinita e non richiede Azure Arc.

Verifica e abilitazione di Virtual Secure Mode (VBS)


Quando si abilita l’hotpatch dal portale Azure, il sistema verifica automaticamente se la Virtual Secure Mode (VSM) è attiva. Se non lo è, l’operazione fallisce con un errore. È conveniente verificare prima manualmente.

Verifica dello stato VSM con PowerShell

Get-CimInstance -Namespace 'root/Microsoft/Windows/DeviceGuard' `
    -ClassName 'win32_deviceGuard' | `
    Select-Object -ExpandProperty 'VirtualizationBasedSecurityStatus'

Se il valore restituito è 2, VSM è attivo e si può procedere. Se è 0 o 1, occorre abilitarlo.

Abilitazione di VSM tramite registro di sistema

New-ItemProperty -Path 'HKLM:\System\CurrentControlSet\Control\DeviceGuard' `
    -Name 'EnableVirtualizationBasedSecurity' `
    -PropertyType 'Dword' `
    -Value 1 -Force

Dopo aver impostato il valore, riavviare il server e verificare nuovamente che VirtualizationBasedSecurityStatus restituisca 2.

In alternativa, VSM viene abilitato automaticamente configurando funzionalità come Credential Guard, Hypervisor-Protected Code Integrity (HVCI) o Secured-core server. Se il proprio ambiente utilizza già una di queste feature, VSM è probabilmente già attivo.

Connessione ad Azure Arc


Se il server non è ancora connesso ad Azure Arc, il modo più rapido per un singolo server è scaricare ed eseguire lo script di onboarding dal portale Azure:

  1. Aprire il portale Azure e cercare Azure Arc → Machines.
  2. Cliccare su Add/Create → Add a machine.
  3. Selezionare Add a single server e seguire la procedura guidata.
  4. Scaricare ed eseguire lo script PowerShell generato sul server target.

Per un deployment su scala (decine o centinaia di server), Azure Arc supporta l’installazione tramite Group Policy, service principal, Terraform o Configuration Manager. Il Connected Machine Agent è leggero e ha un impatto minimo sulle risorse del sistema.

Abilitazione dell’Hotpatch dal portale Azure


Una volta che il server è connesso ad Azure Arc e VSM è attivo, abilitare l’hotpatch richiede pochi click:

  1. Nel portale Azure, navigare su Azure Arc → Machines.
  2. Selezionare il nome del server target.
  3. Nel pannello laterale, fare clic su Hotpatch.
  4. Cliccare su Confirm.
  5. Attendere circa 10 minuti per la propagazione delle modifiche.

Se lo stato rimane bloccato su Pending, verificare la connettività verso gli endpoint Azure Arc e controllare i log dell’agente in C:\ProgramData\AzureConnectedMachineAgent\Logs.

Automazione con Azure Update Manager


Per gestire l’hotpatching su scala, Azure Update Manager (AUM) è lo strumento consigliato. Permette di:

  • Definire maintenance windows per controllare quando vengono applicati gli aggiornamenti baseline (quelli che richiedono il riavvio).
  • Configurare update policies per applicare automaticamente gli hotpatch nei mesi non-baseline.
  • Monitorare lo stato di conformità di tutti i server Arc da un’unica dashboard.
  • Integrare con Azure Monitor per alert e reportistica.

Con AUM è possibile impostare una finestra di manutenzione mensile di 30 minuti per i riavvii baseline, sapendo che nei due mesi successivi nessun riavvio sarà necessario per gli aggiornamenti di sicurezza. Una politica ragionevole è schedulare i riavvii baseline nella notte del secondo mercoledì del mese baseline, allineandosi al ciclo Patch Tuesday di Microsoft.

Script PowerShell per il troubleshooting dell’agente Arc


Se dopo l’abilitazione l’hotpatch non si attiva correttamente, questo script PowerShell aiuta a diagnosticare i problemi più comuni:

# Verifica stato agente Azure Arc
$svc = Get-Service -Name "himds" -ErrorAction SilentlyContinue
if ($svc) {
    Write-Host "Azure Connected Machine Agent: $($svc.Status)"
} else {
    Write-Host "ERRORE: servizio HIMDS non trovato. Arc non e' installato."
}

# Verifica VBS
$vbs = Get-CimInstance -Namespace 'root/Microsoft/Windows/DeviceGuard' `
    -ClassName 'win32_deviceGuard' | `
    Select-Object -ExpandProperty 'VirtualizationBasedSecurityStatus'
Write-Host "VBS Status: $vbs (2 = attivo, 0/1 = non attivo)"

# Verifica Secure Boot
$sb = Confirm-SecureBootUEFI -ErrorAction SilentlyContinue
Write-Host "Secure Boot abilitato: $sb"

# Log agente Arc (ultimi 50 errori)
$logPath = "C:\ProgramData\AzureConnectedMachineAgent\Logs"
if (Test-Path $logPath) {
    Get-ChildItem $logPath -Filter "*.log" | 
        Sort-Object LastWriteTime -Descending | 
        Select-Object -First 1 | 
        Get-Content | Select-String "ERROR","WARN" | 
        Select-Object -Last 50
}

Considerazioni finali


Il passaggio dell’hotpatching a servizio gratuito rappresenta un cambiamento significativo nella gestione delle patch per Windows Server. Prima era necessario scegliere tra la semplicità operativa (nessun riavvio) e il costo aggiuntivo ($1.50 USD per core al mese, introdotto a luglio 2025). Ora quella scelta non esiste più.

Per chi gestisce ambienti Windows Server 2025 ibridi o on-premises, il percorso consigliato è: verificare i prerequisiti hardware (UEFI + Secure Boot), connettere i server ad Azure Arc, abilitare l’hotpatch dal portale e configurare Azure Update Manager per le finestre di manutenzione baseline. Il risultato pratico: meno riavvii, meno downtime, meno stress per il team IT — senza costi aggiuntivi.


Fonte originale: 4sysops — Free Windows Server 2025 hotpatching with Azure Arc. Documentazione ufficiale: Microsoft Learn — Enable Hotpatch for Azure Arc-enabled servers. Annuncio Microsoft: Microsoft Tech Community.


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God bless Professor Rashid Khalidi for championing sharp-nailing.

Listen. Learn it by heart. Share it widely.

Key message for the anti-Apartheid movement: stay united and purposeful. Do not fracture over intellectually entertaining issues on which you personally have no impact.

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“piramide sistina rupestre” (studio campo boario, 2023, pdf 2026)


copertina di Piramide Sistina Rupestre_ catalogo Studio Campo Boario_ 2026
cliccare per leggere

slowforward.wordpress.com/wp-c…

archive.org/details/piramide-s…

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Il presente libro documenta
Piramide Sistina Rupestre
a cura di Roberta Melasecca e Alberto D’Amico
nato con
RAW Art Night, 15 dicembre 2023

*
Crediti fotografici
Patrizio Gentile, Alberto D’Amico, Marina Scognamiglio, Ysabel Dehais, Silvia Stucky
In copertina: Alberto D’Amico
Cura e grafica del libro: Silvia Stucky
I diritti di tutte le opere sono dei rispettivi autori
2026, Studio Campo Boario
Versione pdf, ospitata da slowforward.net di Marco Giovenale, liberamente leggibile in rete e scaricabile
#2023 #2026 #AlbertoDAmico #art #arte #MarcoGiovenale #MarinaScognamiglio #PatrizioGentile #PiramideSistinaRupestre #RAWArtNight #RobertaMelasecca #RomeArtWeek #SilviaStucky #slowforward #StudioCampoBoario #YsabelDehais

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«Anche la Polonia sembra intenzionata a dichiarare indesiderabile il ministro israeliano Ben Gvir».
Per il momento, Italia non pervenuta.

it.euronews.com/my-europe/2026…
mastodon.uno/@alda7069/1166246…


Mi posso solo augurare che l' #Italia segua a ruota.
Uno così non dovrebbe entrare nel consesso umano nel suo totale.

#GlobalSumudFlottilla #IsraeliCrimes


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Anche l'Itali…
Ah no.

La Francia ha vietato l'ingresso al ministro israeliano Itamar Ben Gvir dopo il suo video tra gli attivisti della Flottilla

ilpost.it/2026/05/23/francia-v…

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Anche l'Itali… Ah no. La Francia ha vietato l'ingresso al ministro israeliano Itamar Ben Gvir dopo il suo video tra gli attivisti della Flottilla www.ilpost.it/2026/05/23/f...

La Francia ha vietato l'ingres...

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La Francia ha vietato l’ingresso al ministro israeliano Itamar Ben Gvir dopo il suo video tra gli attivisti della Flottilla.

ilpost.it/2026/05/23/francia-v…

Barrot ha scritto che il governo francese «disapprova l’iniziativa di questa Flotilla, che non produce alcun effetto utile e sovraccarica i servizi diplomatici e consolari», ma contemporaneamente non può tollerare «che dei cittadini francesi possano essere così minacciati, intimiditi o brutalizzati» da Ben Gvir

SOVRACCARICANO I SERVIZI DIPLOMATICI E CONSOLARI!!!

Ma questo Barrot è fantastico.

E pensa allora a quelli che manifestano contro il genocidio e tocca mandare polizia e carabinieri alle manifestazioni per mantenere l'ordine pubblico, pensa come sovraccaricano i servizi di tutela dell'ordine pubblico.

E pensa a quelli che hanno fatto le marce da Selma a Montgomery quanto hanno sovraccaricato il sistema viabilistico.

E i partigiani? Quelli quanto hanno sovraccaricato i servizi penitenziari dello stato fascista, lo vogliamo dire?!?!

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"Staggeringly, #drone attacks in conflict settings rose 4,000% between 2020 and 2024"

I recommend this article in #droneWarfare from #Ukraine to #Gaza to #Congo by #StavroulaPabst #ResponsibleStatecraft:

responsiblestatecraft.org/dron…

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In Italia esistono le persone, le conoscenze e, in potenza, l'infrastruttura per uscire dalla minorità digitale, ma i politici dei due partiti meno piccoli non lo sanno né lo vogliono sapere.
in reply to Maria Chiara Pievatolo

non so, a volte penso che sarebbe il caso di scrivere a qualche deputato...non semplicemente per chiedere di prendere una posizione, ma anche per spiegare i vantaggi che ne deriverebbero, sia per quanto riguarda la risonanza con loro posizioni politiche (sia a sinistra che a destra) Sia anche per la sicurezza stessa dell'organizzazione partitica (e2ee etc..) Io credo che alcuni siano totalmente all'oscuro, mentre altri invece sappiano che toccare l'argomento big tech significa farsi dei nemici molto potenti...
in reply to Centralscrutinizer

@centralscrutinizer L'anno scorso ho partecipato a un evento dei 5 Stelle dedicato all'AI e ho registrato un po' di buone intenzioni e una gran confusione. Durante la pandemia una senatrice M5S it.wikipedia.org/wiki/Maria_La… si interessò del problema delle infrastrutture, ma non è stata rieletta.
Parlo dei 5 Stelle perché temo che i due partiti più grandi siano al servizio di interessi diversi da quelli dei cittadini.
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La battaglia per tagliare i ponti tra Italia e Israele nello scambio dei dati personali


Non solo torture e sanzioni commerciali, con Israele c'è in ballo anche la privacy. L’Autorità europea per la protezione dei dati personali ha chiesto un'indagine sulla condotta di Israele, mentre una coalizione italiana si appella al Garante Privacy

Non solo: poiché Israele controlla l'intera infrastruttura di telecomunicazione dei Territori palestinesi occupati e non applica alcuna limitazione territoriale interna nel trattamento dei dati provenienti dall'estero, vi è un rischio concreto e imminente – si legge nella lettera del 2025 – che i dati personali trasferiti dall'Unione europea a entità israeliane confluiscano nei sistemi di sorveglianza militare senza alcuna restrizione o trasparenza. Cosa decide di fare questa volta la Commissione europea? Niente, di nuovo.


wired.it/article/battaglia-tag…

@eticadigitale

Grazie a @vecna per la segnalazione

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Il #23maggio 1992 il giudice #GiovanniFalcone veniva ucciso, insieme alla moglie e a tre agenti della scorta, da un attentato della #mafia, in quella che diverrà nota come la #StrageDiCapaci.

Lo ricordiamo attraverso le sue risposte a Chiara Lupani, che lo intervistò nel 1988 insieme all’amica e collega Paola Monzini, attiva nella ricerca sulla criminalità organizzata, l’immigrazione e la tratta di esseri umani.

⬇️In #OpenAccess qui: riviste.unimi.it/index.php/cro…

@cultura

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Thank you to professors @mcp, @danielatafani, #GiuseppeLongo for the wonderful discussion yesterday at @Unipisa on #NuclearWeapons,#AI,and #TheEvilOfBanality(rather than #TheBanalityOfEvil!)

TY to all university professors who educate students to think critically

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I can't read this article without getting completely upset:

the #Meloni government is working on a #LegalShield which will protect CEOs from criminal liability if their companies' #workers die/suffer injuries at #work

[Italian]ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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When you speak about #Israel's #genocide you should tell the truth: without Western governments' complicity, support and impunity - from #Trump to #Meloni - #Israel won't be able to do what it has done over the last 2 years under the eyes of the world:
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When you speak about #Israel's #genocide you should tell the truth: without Western governments' complicity, support and impunity - from #Trump to #Meloni - #Israel won't be able to do what it has done over the last 2 years under the eyes of the world:
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"We must agitate permanently [against #Israel's #genocide] and #Italians are among the first to have shown that they can do so", #FrancescaAlbanese tells #FattoQuotidiano #MaddalenaOliva

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grazie a @mcp e @danielatafani , grazie a #GiuseppeLongo per il bellissimo dibattito ieri all'
@Unipisa su #armiNucleari, #intelligenzaArtificiale e #IlMaleDellaBanalità!

Viva i docenti universitari che puntano a formare studenti pensanti,non amebe da produzione!

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c'è un modo x impedire questa criminalità di impresa, protetta dalla politica:
andare sotto le finestre del #MinisteroDellaGiustizia ed esprimere pacificamente nostro disprezzo e indignazione x #scudoPenale alle aziende che mandano al macello gli #operai

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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io non riesco a leggere questo articolo senza saltare per aria:

"Un #operaio perde il braccio in una pressa, un muratore vola giù da un ponteggio [...]? Da domani al datore di lavoro potrebbe bastare avere 'le carte a posto'”

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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"Tante botte le hanno riservate a persone di 70 anni, che venivano bendate e poi picchiate".

Da leggere #VincenzoBisbiglia sulla testimonianza del parlamentare #DarioCarotenuto e violenze subito da lui e tutti attivisti,giornalisti,parlamentari a bordo della #GlobalSumudFlotilla:

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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ogni volta che dite #Israele sta sterminando la popolazione #palestinese in un #genocidio,dite tutta la verità:
#Israele sta compiendo un #genocidio da oltre 2 anni, permesso e assistito dall'Occidente: dagli #USA di #Trump all'#Italia di #Meloni :

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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e poi l'intervista a #FrancescaAlbanese di #MaddalenaOliva.

E quando la leggete, pensate che se #Israele riesce a portare avanti #genocidio, è solo perché governi occidentali,dagli #USA di #Trump all'#Italia di #Meloni, continuano a fornire #armi e #protezione:

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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buongiorno!

Se oggi avete pochissimo tempo, leggete questi articoli assolutamente:
il nostro collega #AlessandroMantovani pestato dai #SoldatiIsraeliani perché viaggiava con @gbsumudflotilla

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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Verso “Magnifica humanitas”: chi paga il prezzo dell'intelligenza artificiale?


otto delle dieci più grandi aziende di intelligenza artificiale sono guidate da miliardari e che la filiera produttiva di questa tecnologia si regge su lavoro invisibile e su materie prime estratte in zone di conflitto in Congo, Colombia e Bolivia; i dati di addestramento vengono etichettati da lavoratori sottopagati in Kenya, in Venezuela e nelle Filippine; conoscenze e dati personali che fluiscono in una sola direzione, dal Sud al Nord del mondo. «Questo modello di business estrattivista espropria le comunità dei beni materiali che consentono vite dignitose»


Questo è il secondo di quattro articoli speciali della rubrica Artifici in preparazione alla prima enciclica di Papa Leone: le discriminazioni causate dalle reti neurali feriscono soprattutto le persone fragili.

avvenire.it/rubriche/artifici/…

@aitech

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Quasi il 50% dei tumori prevenibili è legato a sole due abitudini di vita: fumo e inquinamento


Secondo una recente analisi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre un terzo di tutti i casi di cancro a livello globale sono prevenibili.

I tumori ai polmoni, allo stomaco e alla cervice uterina costituiscono quasi la metà di questi casi.

Questo significa che milioni di casi di cancro mortale ogni anno potrebbero essere prevenuti attraverso interventi medici, cambiamenti comportamentali, riduzione dei rischi professionali o contrasto agli inquinanti ambientali

Tra i fattori più importanti figurano il fumo di tabacco, il consumo di alcol, un elevato indice di massa corporea, un'attività fisica insufficiente, il tabacco senza fumo (come il tabacco da masticare), uno stimolante tradizionale noto come noce di areca , un allattamento al seno non ottimale, l'inquinamento atmosferico, le radiazioni ultraviolette, gli agenti infettivi e oltre una dozzina di esposizioni professionali.

sciencealert.com/almost-50-of-…

@scienza

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oggi, 23 maggio, a roma, allo studio campo boario: presentazione del catalogo virtuale “piramide sistina rupestre”


23 mag 2026_ PIRAMIDE SISTINA RUPESTRE_ presentaz del catalogo @ Studio Campo Boario_
cliccare per ingrandire

A Roma, oggi, sabato 23 maggio, dalle 18:30 alle 20:00, presso lo Studio Campo Boario (viale Campo Boario 4a), presentazione del (e brindisi per il) catalogo virtuale del progetto

Piramide Sistina Rupestre, 2023/24


Il catalogo sarà online, liberamente visualizzabile e scaricabile, ospitato dal sito slowforward di Marco Giovenale.
Un’intervista ad Alberto D’Amico (dic. 2023):
slowforward.net/2023/12/14/int…
Talune apparizioni piramidali nel 2023:
slowforward.net/tag/piramide-s…
#AlbertoDAmico #apparizioniPiramidali #art #arte #brindisi #catalogo #catalogoVirtuale #CittàAccogliente #CityInFlux #Fragile #FragileIlTempoDellObsolescenza #IlTempoDellObsolescenza #installazione #installazioni #mostra #performance #piramideSistinaLupestre #PiramideSistinaRupestre #sabato23Maggio #slowforward #StudioCampoBoario

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𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘂𝗻 𝗺𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗿𝗲, 𝗹𝗲 𝗿𝗼𝗰𝗰𝗲 𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮

Circa 18.5 milioni di anni fa nell’attuale Anatolia centrale, un tratto della Neo-Tetide (il mare che collegava l’area mediterranea con l’Oceano Indiano) si chiuse lasciando spazio ad ambienti continentali.

Un nuovo studio, a cui ha partecipato personale INGV, ha ricostruito la mappa di come appariva il Mediterraneo orientale circa 18 milioni di anni fa: buff.ly/PqYjl6r