Operazione Olalampo: MuddyWater sfrutta Rust e Telegram per spiare il Medio Oriente
Dal gennaio 2026, il gruppo iraniano MuddyWater conduce una campagna di spionaggio sofisticata contro organizzazioni governative, energetiche e infrastrutturali del Medio Oriente e Nord Africa. L’Operazione Olalampo segna un salto qualitativo nelle capacità offensive del gruppo: malware scritto in Rust, sviluppo assistito da intelligenza artificiale e un canale di comando-e-controllo nascosto nei bot di Telegram.
Chi è MuddyWater e perché è pericoloso
MuddyWater — conosciuto anche come Seedworm, TA450, Mango Sandstorm ed Earth Vetala — è un gruppo APT ritenuto collegato al Ministero dell’Intelligence e Sicurezza iraniano (MOIS). Attivo da almeno il 2017, il gruppo ha nel tempo ampliato il proprio arsenale tecnico passando da strumenti commerciali come AnyDesk e SimpleHelp a malware completamente custom. L’Operazione Olalampo rappresenta la più recente e sofisticata evoluzione di questa traiettoria.
La catena d’attacco: da una macro Excel al controllo totale
L’infezione inizia con una campagna di spear-phishing mirata: le vittime ricevono email con allegati Microsoft Office (principalmente Excel) contenenti macro VBA malevole. Una volta attivata la macro, il codice decodifica ed esegue il payload iniziale in memoria, avviando una catena a più stadi progettata per massimizzare la furtività.
- Stadio 1 — GhostFetch: downloader di prima fase con funzioni di profilazione del sistema, controlli anti-debug e anti-VM, ed esecuzione in memoria del payload successivo.
- Stadio 2 — GhostBackDoor: backdoor completa con supporto per remote shell, operazioni sui file, esecuzione di comandi arbitrari e meccanismi di persistenza.
- HTTP_VIP: downloader alternativo che effettua ricognizione del sistema, si autentica al C2 e può distribuire AnyDesk per l’accesso remoto diretto, oltre a monitorare gli appunti di sistema.
- CHAR: backdoor scritta interamente in Rust, capace di esecuzione di comandi, accesso a PowerShell, operazioni di reverse proxy e deploy di proxy SOCKS5.
Il cuore dell’operazione: Telegram come infrastruttura C2
L’elemento più interessante di questa campagna è l’uso di un bot Telegram come canale di comando-e-controllo per la backdoor CHAR. Il bot — con display name “Olalampo” e username stager_51_bot — consente agli operatori di inviare comandi ai sistemi compromessi attraverso l’infrastruttura legittima di Telegram, rendendo il traffico indistinguibile da quello normale. Questo approccio offre tre vantaggi tattici significativi: il traffico viene cifrato end-to-end, si mimetizza nel traffico legittimo di messaggistica aziendale, e Telegram è molto difficile da bloccare completamente nei contesti aziendali.
Il monitoraggio del bot C2 ha permesso ai ricercatori di Group-IB di osservare direttamente le attività post-exploitation: comandi eseguiti, strumenti distribuiti e tecniche di raccolta dati utilizzate dagli operatori.
Sviluppo assistito da IA: una nuova frontiera per gli APT
Un dettaglio rivelatore nell’analisi del malware è la presenza di stringhe di debug contenenti emoji — un pattern tipico del codice generato o rifinito con l’assistenza di grandi modelli linguistici (LLM). Questo suggerisce che MuddyWater stia integrando strumenti di intelligenza artificiale nel proprio ciclo di sviluppo malware, potenzialmente accelerando la creazione di nuove varianti e riducendo gli errori. La scelta di Rust per CHAR va nella stessa direzione: Rust è un linguaggio relativamente giovane, ma molto popolare nei progetti LLM, cross-platform per definizione e che produce binari difficili da analizzare con i tradizionali strumenti di reverse engineering.
Infrastruttura e indicatori di compromissione
L’analisi DNS condotta da ricercatori indipendenti ha portato all’identificazione di quattro domini malevoli, tutti registrati tramite Namecheap con indirizzi di registrazione in Islanda — una tecnica di anonimizzazione comune tra gli attori state-sponsored. I domini risultano relativamente recenti, creati tra ottobre 2025 e febbraio 2026, confermando un’attiva preparazione dell’infrastruttura nelle settimane precedenti la campagna.
## Domini C2 identificati
jerusalemsolutions[.]com
miniquest[.]org
codefusiontech[.]org
## Indirizzi IP
162[.]0[.]230[.]185
209[.]74[.]87[.]100
## Telegram C2
Bot username: stager_51_bot
Bot display name: Olalampo
## Note infrastruttura
Registrar: Namecheap
Posizione registrazione: Islanda
Periodo creazione domini: 10/2025 – 02/2026
Comunicazioni victim-IoC osservate: 10 IP unici su 3 ASN (01/25–02/25/2026)
Settori e geografie colpite
I target primari dell’Operazione Olalampo includono agenzie governative, operatori di infrastrutture critiche, aziende del settore energetico, operatori di telecomunicazioni e professionisti di alto profilo nelle regioni MENA (Medio Oriente e Nord Africa). La scelta dei target è coerente con gli obiettivi di intelligence strategica del MOIS: raccolta di informazioni su politica estera, accordi energetici e comunicazioni riservate di governi nella sfera di influenza dell’Iran.
Consigli per i difensori
La natura dell’Operazione Olalampo richiede un approccio difensivo su più livelli. Limitare o monitorare il traffico verso i server Telegram (t.me, api.telegram.org) nei perimetri aziendali può bloccare il canale C2 principale, anche se ciò richiede un’analisi del rischio rispetto all’uso legittimo della piattaforma. A livello email, rafforzare i controlli sugli allegati Office con macro e abilitare Protected View/AMSI per documenti provenienti da fonti esterne è un primo scudo efficace. Sul fronte EDR, è fondamentale cercare attività anomale di PowerShell, processi figlio di applicazioni Office, e l’esecuzione di binari Rust non firmati. Infine, la presenza di processi AnyDesk o SimpleHelp avviati da percorsi inusuali dovrebbe costituire un alert ad alta priorità.
MAU
in reply to MAU • • •L’articolo di #AmosGoldberg, storico israeliano professore presso l'Università Ebraica di Gerusalemme e che molto ha scritto sulla #Shoah, parte da un episodio molto concreto: il processo per diffamazione intentato dal colono #UriKirschenbaum contro il giurista #AlonHarel.
Quest’ultimo aveva definito #Kirschenbaum “uno studente di #AlfredRosenberg” ( considerato da Hitler l'ideologo del nazismo), dopo che Kirschenbaum aveva pubblicato un articolo in cui giustificava un #pogrom dei coloni nel villaggio palestinese di #Jit e proponeva una dottrina di “deterrenza” basata sul colpire deliberatamente civili palestinesi. #Goldberg, chiamato come esperto, spiega che l’analogia non era un insulto gratuito, ma un confronto fondato su elementi strutturali. ⬇️2
MAU
in reply to MAU • • •Per mostrare perché, l’autore riporta passaggi testuali dell’articolo di Kirschenbaum.
In essi, il colono sostiene che non esista alcuna differenza tra palestinesi di #Gaza e #Cisgiordania, tra civili e combattenti, tra moderati e jihadisti: “tutti vogliono massacrarci con le nostre mogli e i nostri figli”.
Da questa premessa, deduce che l’unica strategia efficace sia “distruggere, uccidere e annientare masse di gazawi, loro, le loro mogli e i loro figli e figlie”.
Non come “danno collaterale”, ma come obiettivo diretto.
Kirschenbaum afferma inoltre che ciò che le #IDF fanno a Gaza dovrebbe essere replicato a #Jenin, #Tulkarem, #Hebron e #Nablus, e legittima apertamente i pogrom dei coloni, criticando chi li condanna. ⬇️3
MAU
in reply to MAU • • •Goldberg mostra come questa visione - che cancella la distinzione tra civili e combattenti, attribuisce colpa collettiva a un intero popolo e considera la violenza contro i civili un mezzo necessario . sia strutturalmente simile alla dottrina di sicurezza nazista durante la II guerra mondiale.
Per sostenerlo, cita documenti storici: l’Ordine dei Commissari del 1941, in cui Hitler e Keitel autorizzarono l’uso illimitato della violenza contro civili sovietici; gli ordini che permettevano di colpire “senza restrizioni, anche donne e bambini”; la distruzione del villaggio di #Lidice come punizione collettiva; e le parole di comandanti come #OttoOhlendorf, che giustificavano l’uccisione di bambini in nome della “sicurezza permanente”. ⬇️4
Leo reshared this.
MAU
in reply to MAU • • •L’autore non sostiene che #Israele sia la Germania nazista, né che Kirschenbaum invochi una “soluzione finale”.
Ma sostiene che le logiche - disumanizzazione, punizione collettiva, identificazione del nemico come totalità indistinta, legittimazione della violenza extralegale - sono comparabili, e che proprio questo tipo di analogie siano ciò che la memoria della Shoah dovrebbe aiutarci a riconoscere.
Goldberg porta anche esempi storici interni alla politica israeliana: #Ben-Gurion che definì #Begin “un tipo hitleriano”, Begin che paragonò #Arafat a Hitler, Amos Oz che rispose ricordando che Hitler era morto e non si trovava a Beirut. ⬇️5
Leo reshared this.
MAU
in reply to MAU • • •Questi esempi servono a mostrare come l’uso di analogie forti non è mai stato un tabù assoluto nella società israeliana; il tabù emerge solo quando l’analogia riguarda il potere ebraico-israeliano, non i suoi nemici.
Infine, l’autore cita il caso di #AlexandriaOcasioCortez, che definì “campi di concentramento” i centri di detenzione per migranti negli #USA.
Il Museo dell’Olocausto di Washington condannò l’analogia, ma 600 studiosi dell’Olocausto, tra cui Goldberg stesso, firmarono una lettera sostenendo che le analogie non solo sono legittime, ma necessarie per riconoscere segnali di pericolo.
#TimothySnyder, uno dei massimi storici dell’Olocausto, scrisse che vietare le analogie svuota di senso il “mai più”. ⬇️6
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Leo, filobus e Linda Sartini reshared this.
MAU
in reply to MAU • • •L’articolo si chiude con un punto netto: la memoria della Shoah non è un santuario da proteggere, ma uno strumento critico.
Se ogni analogia viene impedita, fa si che la memoria diventi un mito paralizzante.
Se invece vengono usate con rigore, possono aiutare a riconoscere quando logiche di disumanizzazione e violenza di massa riemergono, anche quando a metterle in atto è il loro stesso Stato, cioè Israele.
🔚 7
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Acerrimo amico, filobus e Linda Sartini reshared this.
MAU
in reply to MAU • • •Il ragionamento di #AmosGoldberg è ampiamente condivisibile.
Personalmente non amo usare questo tipo di analogie proprio perchè non ho le competenze per maneggiarle.
Detto questo, ben vengano, anzi sono doverose, le opinioni di chi può farlo.
Trames Venenosus
in reply to MAU • • •A tale proposito ritengo indispensabile ascoltare questo podcast, che ripropone un'intervista di anni fa, quando ancora non si sospettava che si potesse arrivare qui.
Dobbiamo conoscere il clima sociale israeliano per potere davvero capire ciò che sta accadendo o che può accadere.
storielibere.fm | Ep. 30 | La Terra Promessa
Giacomo Botto (storielibere.fm)reshared this
Linda Sartini e Trames Venenosus reshared this.
Linda Sartini
in reply to Trames Venenosus • • •Trames Venenosus
in reply to Linda Sartini • • •@lindasartini Ringrazio io te per la fiducia. Roberta Lippi è persona degna di stima e questa puntata del suo podcast spiega molti accadimenti.
CC: @Mau_or_
MAU
in reply to Trames Venenosus • • •@Trames
Grazie mille, lo ascolterò. Mi ero perso la sua risposta. Grazie ancora.