Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

.NET Aspire 13.3: tutte le novità della release
#tech
spcnet.it/net-aspire-13-3-tutt…
@informatica


.NET Aspire 13.3: tutte le novità della release


.NET Aspire 13.3 è disponibile, e nonostante siano passate soltanto cinque settimane dalla versione 13.2, questa release porta con sé novità di rilievo: un nuovo skill per l’onboarding assistito da agente, risultati strutturati dai comandi delle risorse, log del browser direttamente nell’orchestratore, e — finalmente — supporto di prima classe a Kubernetes e AKS tramite Helm.

In questo articolo analizziamo le funzionalità più importanti di Aspire 13.3, con esempi pratici per i team che già usano Aspire in produzione o che vogliono iniziare.

Aspireify: onboarding assistito da agente


Una delle novità più interessanti di Aspire 13.3 è il nuovo skill Aspireify, pensato per semplificare l’integrazione di applicazioni esistenti in Aspire. Chi ha già seguito le sessioni AspiriFridays sa bene quanto possa essere laborioso il processo di “aspirificazione”: capire quali servizi sono presenti, quali porte usano, quali variabili d’ambiente sono dipendenze reali e come mappare i servizi Docker Compose verso le integrazioni Aspire native.

Il nuovo skill risolve esattamente questo problema. Quando aspire init crea lo scheletro dell’AppHost in un’applicazione esistente, Aspireify guida l’agente di coding attraverso un workflow strutturato per completare il lavoro:

  • Ispeziona il repository e comprende come l’applicazione è già strutturata
  • Mappa le configurazioni esistenti (es. DATABASE_URL) usando WithEnvironment() invece di riscrivere la configurazione
  • Preserva le porte hardcoded quando necessario, chiedendo all’utente nei casi ambigui
  • Se esiste già un Docker Compose, lo analizza prima di aggiungere nuove risorse

Il principio guida è chiaro: minimizzare le modifiche al codice esistente. L’agente si adatta all’applicazione, non viceversa.

Risultati strutturati dai comandi delle risorse


In Aspire 13.3, i comandi delle risorse possono restituire risultati strutturati al chiamante. Testo e JSON ora fluiscono attraverso il modello, gRPC, backchannel, UI del dashboard, CLI e strumenti MCP.

Questo significa che i comandi possono restituire risposte in markdown formattato — non solo “sì, è andato a buon fine”. Il dashboard integra tutto questo con un nuovo notification center nell’header, dove i risultati dell’esecuzione appaiono come notifiche con timestamp, rendering markdown e un’azione “View response” per l’output completo.

Tra le novità specifiche:

  • I comandi HTTP possono restituire il corpo della risposta, esposto via CLI, dashboard e SDK poliglotti generati
  • Il comando di rebuild delle risorse restituisce l’output del build come dati di testo strutturati, leggibili da strumenti e agenti senza dover fare scraping dei log
  • Le integrazioni di terze parti possono aggiungere comandi che restituiscono risultati significativi invece di cambiare solo stato in background


Browser logs: Aspire vede anche il frontend


La nuova API WithBrowserLogs() collega una risorsa browser tracciata a qualsiasi risorsa con un endpoint. Aspire avvia Chromium usando una pipe CDP privata (invece di un endpoint TCP debug esposto), poi trasmette log della console, richieste di rete ed errori nel log stream della risorsa:

// C# AppHost
var frontend = builder.AddViteApp("frontend", "../frontend")
    .WithHttpEndpoint(port: 3000)
    .WithBrowserLogs();

// TypeScript AppHost
const frontend = await builder.addViteApp("frontend", "../frontend")
    .withHttpEndpoint({ port: 3000 })
    .withBrowserLogs();

La funzionalità è disponibile tramite il nuovo pacchetto prerelease Aspire.Hosting.Browsers. Un comando del dashboard permette di configurare scope, browser e modalità user data a runtime, mentre un comando screenshot salva PNG come artefatti locali durevoli.

Dal punto di vista degli agent workflow, questo è particolarmente potente: l’agente può eseguire l’app, ispezionare i log del browser, catturare cosa è cambiato, correggere il codice, riavviare la risorsa e continuare — senza che lo sviluppatore debba incollare screenshot nella chat.

TypeScript, Python e Java AppHost verso la GA


Aspire 13.2 aveva introdotto l’authoring TypeScript AppHost. In 13.3, il lavoro continua su tutte e tre le piattaforme:

  • TypeScript, Python e Java AppHost espongono ora il set completo di extension method di Aspire.Hosting
  • Le API sono state rese più idiomatiche per ogni linguaggio: metodi come addProject, withEnvironment e withReference sono consolidati per leggere naturalmente
  • Python si aggiunge come nuovo generatore di codice AppHost
  • Java AppHost ora supporta union, optional/nullability, callback e un nuovo template “Empty (Java AppHost)”
  • Il nuovo diagnostico ASPIREEXPORT013 individua ID di capability duplicati a compile time


Kubernetes e AKS: finalmente supporto di prima classe


La novità più attesa della release è senza dubbio il supporto Kubernetes come deployment target di prima classe. Aspire aveva già un’ottima storia per Azure Container Apps e Docker Compose; ora Kubernetes entra nel club.

Il nuovo pacchetto Aspire.Hosting.Azure.Kubernetes aggiunge AddAzureKubernetesEnvironment(), con cui è possibile definire cluster AKS, node pool, tier SKU, cluster privati e Azure Container Insights direttamente dall’AppHost:

// C# AppHost
var aks = builder.AddAzureKubernetesEnvironment("prod-aks")
    .WithHelm();

builder.AddCSharpApp("api", "../api")
    .PublishTo(aks);

// TypeScript AppHost
const aks = await builder.addAzureKubernetesEnvironment("prod-aks")
    .withHelm();

await builder.addCsharpApp("api", "../api")
    .publishTo(aks);

aspire deploy usa Helm sotto il cofano, e il nome del namespace e della release sono configurabili con WithHelm(). Sono disponibili anche routing dichiarativo Ingress e Gateway API con AddIngress() e AddGateway(), inclusa configurazione di route, TLS, hostname e class. Per il teardown, aspire destroy esegue helm uninstall automaticamente — niente più script di pulizia manuali in un README.

Altre novità rilevanti


Aspire 13.3 include molte altre migliorie degne di nota:

  • EF Core migration management: sei comandi (Update Database, Drop Database, Reset Database, Add Migration, Remove Migration, Get Database Status) accessibili da dashboard e CLI, con esecuzione automatica all’avvio dell’AppHost in sviluppo locale
  • Azure networking: Azure Front Door, Network Security Perimeters, endpoint privati per Azure OpenAI e Foundry, ACR privato, e upgrade HTTPS automatici per App Service
  • JavaScript publishing: tre nuovi modelli di pubblicazione — PublishAsStaticWebsite(), PublishAsNodeServer() e PublishAsNpmScript() — con integrazione dedicata AddNextJsApp()
  • CLI: rilevamento automatico di Bun, Yarn e pnpm da lockfile; aspire dashboard standalone senza AppHost; aspire docs api per sfogliare la reference API dal terminale
  • Estensione VS Code: CodeLens e gutter icon nei file AppHost, Simple Browser integrato per il dashboard, workspace auto-restore
  • Docker Compose: supporto Podman tramite rilevamento automatico del runtime


Breaking changes da conoscere prima dell’aggiornamento


Prima di aggiornare, è importante verificare la sezione dei breaking changes ufficiale se si usano:

  • Startup hook Kubernetes/Docker Compose/AKS
  • Endpoint di gestione degli emulator
  • Il server MCP del dashboard
  • Il template starter Python
  • Output name di Azure network


Come aggiornare


Se si usa già Aspire, l’aggiornamento è semplice:

aspire update --self

Per chi parte da zero:
aspire init

oppure visitare get.aspire.dev per installare la CLI.

Conclusione


Aspire 13.3 consolida la piattaforma su tutti i fronti: l’onboarding diventa più semplice grazie ad Aspireify, l’osservabilità raggiunge il browser con WithBrowserLogs(), il supporto multi-linguaggio avanza verso la GA, e Kubernetes entra ufficialmente come target di deployment. Per i team .NET che operano su Kubernetes o AKS, questa è probabilmente la release più attesa degli ultimi mesi.

Fonte: What’s New in Aspire 13.3 — Maddy Montaquila, Microsoft Aspire Blog (7 maggio 2026)


Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

MCP Server con Node.js: da un sistema di note su file a MySQL
#tech
spcnet.it/mcp-server-con-node-…
@informatica


MCP Server con Node.js: da un sistema di note su file a MySQL


Cos’è il Model Context Protocol e perché interessa ai developer Node.js


I modelli di linguaggio sono bravi a ragionare e conversare, ma da soli non possono eseguire operazioni reali sui tuoi sistemi. Possono suggerire query SQL o chiamate API, ma non possono farle girare concretamente. Il Model Context Protocol (MCP) risolve questo limite: fornisce ai modelli AI un modo strutturato per interagire con i tuoi strumenti, dai database ai file, fino alle API esterne. Invece di generare testo su ciò che dovrebbe accadere, il modello può invocare funzioni che lo fanno davvero accadere.

In pratica, questo apre la strada a strumenti come chatbot che creano e cercano voci nel database, assistenti AI che interrogano tool interni o attivano workflow, e agenti che leggono file, eseguono comandi e restituiscono risultati reali.

In questo tutorial imparerai a costruire il tuo primo MCP server da zero con Node.js e TypeScript: partiremo da un sistema di note basato su file per capire i concetti fondamentali, poi passeremo a un backend MySQL per mostrare come un LLM possa guidare operazioni deterministiche. Entro la fine avrai un server MCP funzionante pronto per essere collegato al client AI che preferisci.

Come funziona MCP


MCP segue un modello client-server: l’applicazione AI fa da client, il tuo codice gira come server. In una configurazione tipica, il client (Claude Desktop, Claude Code, Cursor, ecc.) si interpone tra l’utente e il tuo server, inoltrandogli le richieste e restituendogli i risultati. Il modello stesso non chiama mai direttamente il tuo server: quando l’utente manda un messaggio, il client condivide col modello la lista dei tool esposti dal tuo server. Il modello decide quale tool chiamare (e con quali argomenti), il client esegue la chiamata e rimanda il risultato al modello.

Utente → Client MCP → Modello AI → Tool selezionato → Server MCP → Risposta

Prerequisiti


Per seguire questo tutorial ti serviranno:

  • Node.js 18+
  • Familiarità di base con TypeScript
  • Un client compatibile con MCP per il test (Claude Desktop, Claude Code, Cursor, ecc.)
  • MySQL installato localmente (solo per la sezione avanzata con database)


Costruire il server MCP: sistema di note su file


Iniziamo creando un nuovo progetto Node.js. Questo sarà un sistema di note basato su file, utile per comprendere i concetti prima di introdurre un database.

mkdir mcp-notes && cd mcp-notes
npm init -y

Installa le dipendenze necessarie: l’SDK MCP per costruire il server, Zod per la validazione degli input e TypeScript per la type safety:
npm install @modelcontextprotocol/sdk zod
npm install -D typescript @types/node

Apri il package.json e aggiungi "type": "module" (l’SDK MCP usa i moduli ES) e gli script di build e start:
{
  "type": "module",
  "scripts": {
    "build": "tsc",
    "start": "node dist/index.js"
  }
}

Crea un file tsconfig.json nella root del progetto:
{
  "compilerOptions": {
    "target": "ES2022",
    "module": "Node16",
    "moduleResolution": "Node16",
    "outDir": "./dist",
    "rootDir": "./src",
    "strict": true,
    "esModuleInterop": true,
    "skipLibCheck": true
  },
  "include": ["src/**/*"]
}

Scrivere il server


Crea il file src/index.ts con il codice base del server:

import { McpServer } from "@modelcontextprotocol/sdk/server/mcp.js";
import { StdioServerTransport } from "@modelcontextprotocol/sdk/server/stdio.js";
import fs from "fs/promises";
import path from "path";
import { z } from "zod";

const NOTES_DIR = path.join(process.cwd(), "notes");
await fs.mkdir(NOTES_DIR, { recursive: true });

const server = new McpServer({
  name: "mcp-notes",
  version: "1.0.0",
});

// I tool verranno aggiunti qui

const transport = new StdioServerTransport();
await server.connect(transport);

Questo è un MCP server completo e funzionante: crea la directory delle note, inizializza il server e lo connette tramite stdio per comunicare con un client MCP.

Aggiungere i tool


Ogni tool definisce una singola azione che il modello può compiere. Include nome, descrizione, schema di input e una funzione handler. Aggiungiamo i tre tool fondamentali: creazione, lettura e lista delle note.

server.tool(
  "create_note",
  "Create a new note with a given title and content",
  {
    title: z.string().min(1).describe("The note title"),
    content: z.string().min(1).describe("The body of the note"),
  },
  async ({ title, content }) => {
    const filename = `${title.replace(/[^a-z0-9_-]/gi, "_")}.txt`;
    const filepath = path.join(NOTES_DIR, filename);
    try {
      await fs.access(filepath);
      return {
        content: [{ type: "text", text: `Error: note "${title}" already exists.` }],
        isError: true,
      };
    } catch {}
    await fs.writeFile(filepath, content, "utf-8");
    return { content: [{ type: "text", text: `Note "${title}" created.` }] };
  }
);

server.tool(
  "read_note",
  "Read the content of a note by its title",
  { title: z.string().min(1).describe("The title of the note to read") },
  async ({ title }) => {
    const filename = `${title.replace(/[^a-z0-9_-]/gi, "_")}.txt`;
    try {
      const content = await fs.readFile(path.join(NOTES_DIR, filename), "utf-8");
      return { content: [{ type: "text", text: content }] };
    } catch {
      return {
        content: [{ type: "text", text: `Error: note "${title}" not found.` }],
        isError: true,
      };
    }
  }
);

server.tool(
  "list_notes",
  "List all available notes",
  {},
  async () => {
    const files = await fs.readdir(NOTES_DIR);
    const notes = files.filter(f => f.endsWith(".txt")).map(f => f.replace(".txt", ""));
    if (notes.length === 0) return { content: [{ type: "text", text: "No notes found." }] };
    return { content: [{ type: "text", text: notes.join("\n") }] };
  }
);

Testare il server con Claude Desktop


Compila il progetto con npm run build. Poi apri il file di configurazione di Claude Desktop:

  • macOS: ~/Library/Application Support/Claude/claude_desktop_config.json
  • Windows: %APPDATA%\Claude\claude_desktop_config.json

Aggiungi il server sotto la chiave mcpServers:

{
  "mcpServers": {
    "mcp-notes": {
      "command": "node",
      "args": ["/percorso/del/progetto/mcp-notes/dist/index.js"],
      "cwd": "/percorso/del/progetto/mcp-notes"
    }
  }
}

Riavvia Claude Desktop e prova con prompt come: “Crea una nota chiamata standup con gli aggiornamenti di oggi” oppure “Elenca tutte le mie note”.

Passare a MySQL: dati strutturati per uso reale


Il sistema basato su file funziona bene per comprendere i fondamentali, ma ha limiti evidenti. Passare a MySQL mette in luce un pattern importante nel design MCP: il modello decide quale azione intraprendere, ma il tuo codice rimane responsabile di come quella azione viene eseguita. Quando il modello chiama search_notes, non genera né esegue SQL da solo: il tuo handler gestisce l’operazione in modo controllato, con query parametrizzate.

Installa il driver MySQL:

npm install mysql2

Crea il database e la tabella:
CREATE DATABASE mcp_notes;
USE mcp_notes;
CREATE TABLE notes (
  id INT AUTO_INCREMENT PRIMARY KEY,
  title VARCHAR(255) UNIQUE NOT NULL,
  content TEXT NOT NULL,
  created_at TIMESTAMP DEFAULT CURRENT_TIMESTAMP
);

La versione MySQL del tool create_note inserisce una riga invece di scrivere un file e gestisce i duplicati intercettando l’errore ER_DUP_ENTRY. La versione di search_notes permette ricerche full-text su titoli e contenuti — una funzionalità che con i file richiederebbe un codice molto più complesso.
server.tool(
  "search_notes",
  "Search notes by keyword across titles and content",
  { query: z.string().min(1).describe("Keyword or phrase to search for") },
  async ({ query }) => {
    const like = `%${query}%`;
    const [rows] = await pool.execute<mysql.RowDataPacket[]>(
      "SELECT title, created_at FROM notes WHERE title LIKE ? OR content LIKE ? ORDER BY created_at DESC",
      [like, like]
    );
    if (rows.length === 0) {
      return { content: [{ type: "text", text: `No notes found matching "${query}".` }] };
    }
    return { content: [{ type: "text", text: rows.map(r => `- ${r.title} (${r.created_at})`).join("\n") }] };
  }
);

Principi per progettare buoni tool MCP


Un tool MCP che funziona in fase di test può fallire in produzione se il modello fraintende quando o come usarlo. Alcune regole pratiche:

  • Descrizioni esplicite: frasi come “Gestisce le note” sono troppo vaghe. Usa descrizioni che spiegano chiaramente cosa fa il tool e quando va usato.
  • Singola responsabilità: ogni tool deve fare una sola cosa. Strumenti troppo “jolly” costringono il modello a indovinare l’intento.
  • Errori azionabili: usa isError: true con messaggi che guidano il modello su come riprovare: "Note non trovata. Usa list_notes per vedere quelle disponibili."
  • Boundary sicuri: mai interpolazione diretta dell’input utente in SQL o comandi shell. Usa sempre query parametrizzate.


Conclusione


Costruire un MCP server con Node.js e TypeScript è sorprendentemente accessibile grazie all’SDK ufficiale. Il pattern che hai imparato in questo tutorial — definire tool con schema Zod, gestire gli errori con isError e connettere il server via stdio — si scala facilmente a scenari più complessi: integrazione di API REST, automazione di workflow, connessione di agenti AI a sistemi legacy.

Il codice completo del tutorial è disponibile su GitHub.

Fonte: How to build your first MCP server with Node.js — LogRocket Blog (Elijah Asaolu, 5 maggio 2026)


Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il primo zero-day costruito con l’AI: Google sventava un attacco di massa con exploit generato da LLM
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/il-pri…


Il primo zero-day costruito con l’AI: Google sventava un attacco di massa con exploit generato da LLM


Si parla di:
Toggle

Per la prima volta nella storia documentata della cybersecurity, un gruppo criminale ha utilizzato un modello di intelligenza artificiale per identificare una vulnerabilità zero-day sconosciuta e trasformarla in un exploit funzionante, pianificando di impiegarla in un evento di compromissione di massa. Google Threat Intelligence Group (GTIG) ha svelato la scoperta l’11 maggio 2026, descrivendo quella che potrebbe essere un punto di svolta nell’evoluzione delle capacità offensive dei threat actor.

La scoperta: un exploit scritto da un LLM


Il team GTIG di Google ha identificato uno script Python contenente un exploit per una vulnerabilità zero-day in un popolare strumento open source di amministrazione web. La falla, un bypass dell’autenticazione a due fattori (2FA), permetteva a un attaccante in possesso di credenziali valide di aggirare completamente il secondo fattore di autenticazione, aprendo la strada a un accesso non autorizzato su larga scala.

Ciò che ha immediatamente attirato l’attenzione degli analisti non era tanto la vulnerabilità in sé, quanto le caratteristiche stilistiche e strutturali del codice che la implementava. Lo script presentava una serie di indizi inequivocabili della sua origine artificiale:

  • Docstring educativi estremamente dettagliati: ogni funzione era accompagnata da commenti esplicativi esaustivi, in uno stile tipico degli output di Large Language Model addestrati su repository di codice open source e documentazione tecnica.
  • Un punteggio CVSS “allucinato”: lo script includeva una valutazione CVSS autogenerata ma non corrispondente a nessuna voce esistente nel National Vulnerability Database — un errore tipico di un modello che genera informazioni plausibili ma non verificate.
  • Formato Pythonic “da manuale”: la struttura pulita, la classe _C per i colori ANSI, i menu di aiuto dettagliati e la coerenza stilistica riflettono il pattern caratteristico degli output di modelli come GPT-4 o Gemini quando invitati a scrivere strumenti di sicurezza.

GTIG ha valutato con alta confidenza che un modello di AI sia stato utilizzato sia per scoprire la vulnerabilità che per costruire l’exploit, pur non avendo prove che il modello specifico impiegato fosse Gemini di Google.

La natura della vulnerabilità: logica semantica, non memoria


Uno degli aspetti più rilevanti della scoperta riguarda la tipologia della vulnerabilità stessa. Non si trattava di un classico bug di memory corruption (buffer overflow, use-after-free) né di un problema di input sanitization — le categorie che i fuzzer tradizionali e gli strumenti SAST (Static Application Security Testing) sono progettati per individuare.

La falla era invece un difetto logico semantico ad alto livello: un’assunzione di trust codificata nella logica di enforcement del 2FA, che permetteva a un flusso di autenticazione specifico di saltare la verifica del secondo fattore. Questo tipo di vulnerabilità richiede una comprensione profonda della logica applicativa e dei suoi presupposti impliciti — un dominio in cui i modelli di linguaggio di grandi dimensioni, addestrati su enormi corpus di codice e documentazione, mostrano capacità emergenti superiori agli strumenti di analisi statica convenzionali.

La scoperta conferma ciò che molti ricercatori ipotizzavano ma temevano di veder concretizzato: i modelli AI possono identificare classi di vulnerabilità che sfuggono sistematicamente agli strumenti automatizzati tradizionali.

L’evento pianificato: compromissione di massa sventata


Secondo GTIG, il threat actor aveva pianificato di utilizzare l’exploit in un mass exploitation event — un attacco opportunistico su larga scala verso tutti i sistemi vulnerabili esposti su internet. La proactive discovery da parte di Google ha permesso di interrompere la catena prima che l’exploit venisse utilizzato in produzione.

Google ha lavorato con il vendor del software colpito per la divulgazione responsabile della vulnerabilità e il rilascio di una patch correttiva, senza rivelare pubblicamente il nome dello strumento interessato per limitare il rischio di sfruttamento da parte di altri attori durante la finestra di patching.

Il quadro più ampio: AI e cybercrime state-sponsored


L’incidente non è isolato: il report GTIG del maggio 2026 documenta una tendenza sistematica all’adozione di strumenti AI da parte di gruppi APT nation-state. In particolare:

  • Cina: operatori state-linked stanno sperimentando sistemi AI per la vulnerability hunting automatizzata e il probing di target — essenzialmente automatizzando il processo di ricognizione e identificazione delle superfici di attacco.
  • Corea del Nord (APT45): il gruppo sta utilizzando AI per processare migliaia di exploit check in bulk e arricchire il proprio toolkit, accelerando significativamente i tempi di sviluppo di nuove capacità offensive.
  • Gruppi criminali non-state: come dimostrato da questo episodio, anche attori privi di risorse statali hanno ormai accesso a capacità di sviluppo exploit AI-assisted tramite modelli commerciali o open source.

Il democratizzazione degli strumenti AI abbassa significativamente la barriera tecnica per lo sviluppo di exploit sofisticati, storicamente appannaggio di gruppi con risorse e competenze elevate.

Due righe per i difensori


Questa scoperta accelera un dibattito che era rimasto per lungo tempo teorico: se gli attaccanti usano AI per trovare vulnerabilità, i difensori devono adottare gli stessi strumenti con ancora maggiore urgenza. Alcune considerazioni pratiche:

  • Rivedere i programmi di bug bounty per includere vulnerabilità logiche e di flusso che i tool tradizionali non rilevano, premiando i ricercatori umani e AI-assisted che identificano difetti semantici.
  • Implementare AI-assisted code review nel ciclo di sviluppo, in particolare per la logica di autenticazione e autorizzazione — le aree dove i difetti semantici sono più probabili e più gravi.
  • Monitorare i pattern di accesso MFA con particolare attenzione ai bypass del secondo fattore, anche in presenza di credenziali valide.
  • Aggiornare tempestivamente tutti gli strumenti di amministrazione web esposti su internet, indipendentemente dalla loro percezione come “strumenti minori”.

Il primo zero-day AI-generated documentato in natura non segna la fine di un’era, ma l’inizio di una nuova fase nella corsa agli armamenti digitali. Le organizzazioni che non integreranno AI nei propri processi di difesa si troveranno strutturalmente svantaggiate rispetto a avversari che già la impiegano sistematicamente per attaccare.


Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

You would expect the so-called *Western democracies* refusing access to our most sensitive biometric and genetic data to #ICE and #DHS after witnessing #ICE's brutality against their fellow citizens, and yet they are negotiating #EBSP access secretly:

computerweekly.com/news/366643…

#ice #DHS #EBSP
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Ex #EU MEP who consistently opposed post 9/11 US-EU data agreements, #SophieIntVeld to #ComputerWeekly
on #EBSP :

" #EU happily give away our most sensitive data [...] to an administration that is anti-democratic and hostile to Europe and Europeans"

computerweekly.com/news/366643…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

We've asked #UKHomeOffice, #EUCouncil and #Viminale which biometrics and genetic databases they will share with #ICE and #DHS under the #EnhancedBorderSecurityPartnership ( #EBSP) which the #US requests

Read our article in #ComputerWeekly:

computerweekly.com/news/366643…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Over the last months we've tried hard to unearth info about the secret negotiations on the #EnhancedBorderSecurityPartnership (#EBSP) which will allow unprecedented access to our biometric and genetic data to #ICE and #DHS

computerweekly.com/news/366643…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Oggi mi leggete in inglese su #ComputerWeekly: da mesi cerchiamo di scoprire cosa sta segretamente negoziando #EU per consegnare a #ICE e alla sua agenzia madre #DHS i #Dati dei cittadini EU. Abbiamo chiesto a #UK,#EU,#Italia

computerweekly.com/news/366643…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Da oggi è disponibile:
Il nodo etico - Informazione e Valori nella Società Digitale, curato e tradotto dal bravissimo Massimo Durante, buona lettura 🤓
raffaellocortina.it/scheda-lib…
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

And they call the #UkraineWar a war to defend #democracy from autocracy....
#Zelensky will develop a cooperation with the best friends of #Trump, Peter Thiel's #Palantir, which supports #IDF during a #Genocide:
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Ecco come la #GuerraInUcraina difende la *democrazia* dall'autocrazia di #Putin: #Zelensky sta sviluppando una collaborazione con il grande amico di #Trump,che supporta #IDF nel genocidio di Gaza: #Palantir
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Eurovision e Israele, l'inchiesta del New York Times: un milione di dollari, l'EBU che non vuole vedere e la Rai che resta


Il governo Netanyahu ha speso almeno un milione di dollari in marketing Eurovision

Cinquanta interlocutori, documenti interni dell’European Broadcasting Union, dati di voto mai resi pubblici. Il dossier ricostruisce come il governo di Benjamin Netanyahu abbia trasformato la gara canora più vista del mondo, 166 milioni di spettatori, in uno strumento di soft power. E come l’EBU, l’ente organizzatore, abbia scelto, sistematicamente, di non guardare.


@musica

Il post di @giuliocavalli

giuliocavalli.substack.com/p/e…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Statale di Milano, arrivano altri 10 studenti da Gaza: salgono a 31 i giovani accolti dall’Ateneo

@scuola

corriereuniv.it/studenti-gaza-…

Con l’arrivo previsto nel pomeriggio di domani si completerà il gruppo di studenti palestinesi attesi dall’Università degli Studi di Milano per l’anno accademico in corso. Saranno infatti 31 i giovani provenienti da Gaza

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Buongiorno.
Nuovi #consiglidifollow

Questa volta l'elenco comprende account da cui si possano trarre notizie e informazioni non banali riguardo al Fediverso e al mondo dell'informatica.
Non è esaustivo: condivido alcuni degli account che mi è capitato d'incontrare per caso e che mi piacciono.

Ecco dunque il

Settimo elenco: Info Fediverso e Informatica.


@admin
@aiucd
@anewsocial
@AntennaPod
@ArchaeoBasti
@cheeaun
@chiaraepoi
@Curator
@fediverso
@informapirata
@FediFollows
@fediforum
@FediTips
@fediversereport
@Flipboard
@Framasoft
@Galessandroni
@hackordie_radio
@informatica
@jerome_herbinet
@kappazeta
@kathsone
@leodurruti
@lealternative
@lisamelton
@lorenzo
@macfranc
@MastodonEngineering
@moshidon
@notizie
@poliverso
@privacity
@quillmatiq
@sbarrax
@skariko
@snow@snowfan.it
@snow@snowtest.it
@stefano
@tleilax
@wikimediaitalia
@wubby74
@zeppe

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

GhostLock: New Attack Technique Locks Enterprise Files Like Ransomware — Without Any Encryption
#CyberSecurity
securebulletin.com/ghostlock-n…
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Operation SilentCanvas: Hackers Hide PowerShell Malware in Fake JPEG to Deploy Trojanized ScreenConnect Backdoor
#CyberSecurity
securebulletin.com/operation-s…
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

INGV ha pubblicato “Il magico calore della Terra”, un libro illustrato per accompagnare bambine/i alla scoperta della geotermia: l’energia che nasce dal cuore della Terra e che può avere un ruolo importante nel nostro futuro energetico. l libro è stato realizzato nell’ambito del progetto IRGIE in italiano e in inglese. Verrà distribuito nelle scuole, durante eventi e attività di divulgazione.

𝗘̀ 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗽𝗶𝗲 gratuite, qui i dettagli buff.ly/RrGwwh3

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Hackers Deploy AI-Generated Zero-Day Exploit to Bypass 2FA — Google GTIG Q2 2026 Report
#CyberSecurity
securebulletin.com/hackers-dep…
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

ShinyHunters Breaches Canvas LMS: Student Data from 9,000 Schools Exposed in Extortion Campaign
#CyberSecurity
securebulletin.com/shinyhunter…
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

20 maggio, roma, “exit poetry” @ bianco contemporaneo


A Roma, mercoledì 20 maggio 2026, alle ore 18:00
presso la galleria Bianco Contemporaneo
(via Reno 18/a)
nel contesto della mostra IDENTIKIT, di Pignotti + Hogre

si presenta il libro di voci di poesia

EXIT POETRY
Poesia futura


a cura di
Aldo Nove, Gilda Policastro e Lello Voce
(La Nave di Teseo, 2026)

exit poetry_ antologia_ a cura di nove, policastro, voce_ la nave di teseo 2026

introduce l’incontro
Gilda Policastro

leggono
Sara Ventroni, Gabriele Stera,
Antonio Francesco Perozzi, Marco Giovenale

L’occasione della mostra presso Bianco Contemporaneo di due artisti come Lamberto Pignotti e Hogre, che nel loro lavoro fanno scattare vari congegni di deviazione / nascondimento / disseminazione dell’identità, è quanto mai in sincrono & sintonia con un libro che sembra interrogarsi come pochi altri, oggi, sulle tante identità della poesia (e della postpoesia) contemporanea.Exit Poetry raccoglie 25 autori e autrici che hanno popolato con le loro parole, i loro pensieri, le loro voci, questi primi 25 anni del ventunesimo secolo”. Gilda Policastro, co-curatrice del volume, ne spiegherà il progetto dando poi la parola a quattro venticinquesimi dell’intero…

l’incontro su mobilizon:
https://mobilizon.it/events/600e040c-71f6-4756-8e01-44b9d6de842b

evento facebook:
facebook.com/events/1345967000…

La Nave di Teseo
lanavediteseo.eu/portfolio/exi…

la galleria
biancocontemporaneo.it/

*

​Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione
dell’ambiente
artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva
con propri progetti su tutto il territorio
nazionale
#AldoNove #AntonioFrancescoPerozzi #BiancoContemporaneo #ExitPoetry #GabrieleStera #GildaPolicastro #GildaPolicastroELelloVoce #Hogre #Identikit #LaNaveDiTeseo #LambertoPignotti #MarcoGiovenale #Pignotti #presentazione #reading #SaraVentroni

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Concorso esterno in tentato omicidio?

mastodon.uno/@giuliocavalli/11…


Quindici colpi contro una nave umanitaria che aveva appena soccorso novanta persone, due svenute. La motovedetta che spara è italiana: l'ha consegnata Roma a...

left.it/2026/05/12/spari-libic…

(il mio #buongiorno per @left_rivista)


Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

#chegiornoè #giornatamondialedellinfermiere

Scegliere di diventare infermiere è una missione, ma oggi la passione rischia di non bastare più. Un recente studio condotto in Emilia-Romagna rivela che oltre la metà degli studenti ha pensato di abbandonare il percorso almeno una volta.

Leggi l’articolo completo sulla rivista #DissertationNursing : riviste.unimi.it/index.php/dis…

@cultura

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

La fionda gravitazionale (in inglese gravity assist o gravitational slingshot) è una manovra che sfrutta il campo gravitazionale di un corpo celeste per modificare la velocità e la traiettoria di una sonda spaziale senza consumare propellente.

La manovra consiste nell'avvicinare la sonda a un pianeta secondo una traiettoria accuratamente calcolata, in modo da scambiare energia e quantità di moto con il pianeta stesso. Poiché la massa del pianeta è enormemente superiore a quella della sonda, l'effetto sulla velocità del pianeta è trascurabile, mentre quello sulla velocità della sonda può essere molto significativo. Immaginiamo di far rimbalzare una pallina da ping pong contro un treno in corsa: la pallina accelera moltissimo, mentre il rallentamento del treno è impercettibile.

A seconda di come avviene il sorvolo, la sonda può acquistare o perdere velocità rispetto al Sole, oltre a modificare la propria traiettoria. Per esempio, Voyager 2 sfruttò i flyby di Giove, Saturno e Urano per raggiungere Nettuno e poi dirigersi verso lo spazio interstellare, mentre BepiColombo sta usando una serie di sorvoli di Terra, Venere e Mercurio per perdere energia e inserirsi in orbita attorno a Mercurio. A seconda della manovra, la variazione di velocità che si ricava può equivalere anche a molte tonnellate di propellente.

Una forma rudimentale di gravity assist fu usata già dalla sonda sovietica Luna 3 nel 1959: in quel caso il sorvolo della Luna servì soprattutto a modificarne la traiettoria, permettendole di trasmettere a Terra le prime fotografie della faccia nascosta del nostro satellite.
Da allora la “fionda gravitazionale” è diventata uno strumento indispensabile per rendere possibili missioni interplanetarie altrimenti troppo costose o di fatto impossibili.

A volte il gravity assist permette di cambiare il piano orbitale: l’esempio più famoso è quello della sonda ESA/NASA Ulysses, che nel 1992 sfruttò un flyby di Giove per ruotare il piano dell’orbita di circa 80 gradi e portarsi in un’orbita solare quasi polare, cosa che sarebbe stata impossibile con un lanciatore.

La tecnica è stata usata anche in campo commerciale. Nel 1997 il satellite per telecomunicazioni AsiaSat 3 finì in un'orbita ellittica molto inclinata e inutilizzabile, invece dell'orbita geostazionaria prevista, a causa di un problema durante il lancio. Il satellite fu considerato perso e l'assicurazione ne pagò i danni, ma la società Hughes lo acquistò, lo ribattezzò “HGS-1” e l'anno seguente, attraverso due ingegnosi gravity assist lunari, riuscì a riportarlo su un'orbita utilizzabile, anche se la manovra consumò gran parte del propellente, riducendo la vita operativa del satellite.


Quiz del lunedì. A che cosa servono le manovre di “fionda gravitazionale” (gravity assist)?

Appuntameno a domani per la discussione delle risposte, non suggerite e non cercate su internet!

#QuizTime
@astronomia


Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

oggi, 12 maggio, a roma: presentazione del libro “note di un metodo”, di maría zambrano


A Roma, oggi, martedì 12 maggio, ore 18:30
Libreria Fahrenheit 451 – Campo de’ fiori 44

Rossella Prezzo, filosofa e traduttrice, presenta il libro

[strong]Note di un Metodo[/strong]
di María Zambrano


Edizioni degli animali 2026

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Sfida Dewey: un gioco da bibliotecari/e – ossessioni e contaminazioni by francesco mazzetta
ossessionicontaminazioni.com/2…
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

12 mai, paris, ircam: les poèmes machines de brion gysin. écoute

gysin's texts in voice at ircam

Les poèmes machines de Brion Gysin. Écoute.


Tuesday, 12 Mai 12, h19 | Ircam,
salle Stravinsky, 2
1, place Igor-Stravinsky
#BrionGysin #CaitlinWoolsey #CentrePompidouPierreThévenin #IRCAM #JamesHorton #LeDernierMusée #MichaëlBatalla #OanaAvasilichioaei #OlivierWeil #PierreThévenin #poèmesMachines #RamuntchoMatta #salleStravinsky

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

You still deserve privacy, even if you:

  • don't use Linux
  • use big social media sites
  • aren't "techie"
  • are just an average computer user
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

«La commissione per i cambiamenti climatici: "La Nuova Zelanda deve intraprendere azioni decisive e urgenti a causa del peggioramento degli effetti dei cambiamenti climatici".
Il governo neozelandese: "Svelti! Cambiamo la legge per proteggere chi inquina da qualsiasi responsabilità legale!".
Vedete come riescono ad agire con urgenza e decisione, quando si tratta di proteggere la speculazione aziendale?
Il governo si muove per limitare le cause legali contro il cambiamento climatico prima di un monumentale processo».
mastodon.nz/@pezmico/116558740…
Questa voce è stata modificata (1 mese fa)

reshared this

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

L'intelligenza artificiale non sarà mai davvero intelligenza, perché diventasse intelligente non sarebbe più uno strumento utile
Perché vedi, se avesse un'intelligenza avrebbe un'anima, e se avesse un'anima non vorrebbe più essere uno strumento
Come finta intelligenza, ma credibile, invece risulta utile per ingannare chi la usa, utile per influenzarne le decisioni
A questo serve. È un telecomando, un controllo a distanza
#microfiction
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Polizia di Stato, concorso per 4.400 allievi agenti: requisiti e cosa sapere sul bando

@scuola

corriereuniv.it/polizia-di-sta…

Sono aperte le domande di partecipazione al bando di concorso della Polizia di Stato pubblicato sul portale di reclutamento della pubblica amministrazione

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Tocca rivalutare Uòlter?

Siamo stati in tanti a scrivere dell'intervista di Walter Veltroni a Claude. Però oggettivamente bisogna dare atto che il testo era ben costruito, con un percorso che per chi ha un'idea di come funzionano gli LLM non dice nulla di nuovo ma in astratto ha un senso logico. Sul Corriere abbiamo ben altri esempi.

Già la serie di Rovelli dimostra come forse è meglio che non ci si avventuri in campi che non sono il proprio, ma le cose sono più c wp.me/p6hcSh-9DJ

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

"Restoration is possible, but not by nostalgia"
An interview in connection with the honorary doctorate at the University of Bergen 👨‍🎓

uib.no/en/infomedia/182757/res…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

un post di alessandro fazolo, autore del libro “la brigata ebraica”


marcogiovenale.me/2026/05/11/u…

reshared this

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

L'istanza mastodon.galileivr.org è la prima e l'unica istanza Mastodon scolastica italiana. Perché non ce ne sono altre?


Il social etico del Liceo statale Galileo Galilei di Verona, gestito da @carlo@mastodon.galileivr.org e da Fabio @rigoni, nasce da un progetto scolastico (“Benessere in Rete 2.0 - Mastodon ed al tre diavolerie”) e costituisce il primo progetto di questo genere in Italia.

Sarebbe bello se anche altri istituti potessero seguire l'esempio del Galilei, ma a quanto pare molte scuole sono più interessate ad aprire un account Instagram che ad intraprendere una strada complessa ma ricca di opportunità gli studenti e per tutta la comunità.

Speriamo che l'esempio del Liceo Galilei possa essere seguito da altre scuole, ma sarà importante che tutta la comunità del #Fediverso contribuisca a diffondere i valori di questo progetto a tutte le scuole che conoscono.

@fediverso

mastodon.galileivr.org/

#Mastodon #Galiverso

in reply to Piero Bosio

@pierobosio@soc.bosio.info grazie al software libero, le potenzialità messe oggi a disposizione della scuola sono praticamente infinite. Purtroppo una parte della società civile si impegna attivamente per ignorarle e farle ignorare.
La scuola forse è l'unica istituzione che potrebbe riuscire a dare il via a una rivoluzione gentile per far diventare il software libero lo strumento per consolidare il diritto alla conoscenza
in reply to macfranc

@macfranc
Sì. Sono passati 12 anni ed è cambiato poco o niente in Italia. Tuttavia merita riascoltarlo.

youtu.be/gdsd2L_pqs4

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

L’inizio delle storieedu.inaf.it/rubriche/lo-spazio…
Ogni autore che incontra il cosmo trasforma questa esperienza in storie, immagini e visioni. La presentazione di un nuovo podcast INAF, che si propone di orbitare tra cielo e libri.
#ASSIPOD #Cielo #ElisaNichelli #FestivalDelleScienzeDiRoma #INAF #libri #OsservatorioAstronomicoDiRoma #podcast@astronomia @astronomia
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Registrata oggi, con #ElisaNichelli, la terza puntata del podcast dell'Istituto Nazionale di Astrofisica “Tra le righe del cielo”, che uscirà il primo giugno. Sono contento, abbiamo anche superato alcuni problemi tecnici, non vedo l’ora che l’episodio venga montato per riascoltarlo. Molta carne al fuoco, tra luce ed ombra, il buio, l’energia e la materia oscura, quel che sappiamo del cosmo e del cervello.

Spero vivamente che possa piacere.

#podcast #inaf #tralerighedelcielo

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)