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Filomena Gallo a Torino al convegno “DAT, una pagina da scrivere.”
Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà al convegno “DAT, una pagina da scrivere. Diritto, medicina e amministrazione nelle disposizioni anticipate di trattamento”, intervenendo nel panel dedicato a “Il diritto all’autodeterminazione nelle cure: storia, confini e prospettive della legge 219/2017”.

📍 Città metropolitana di Torino – auditorium c.so Inghilterra 7, Torino🗓 31 marzo 2026🕘 Ore 9:00 – 13:00


Il convegno vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni locali, esperti di diritto sanitario, professionisti del settore medico e giuridico, con una tavola rotonda dedicata alle esperienze applicative della legge e alle prospettive di sviluppo.
Sono previsti crediti formativi.La partecipazione è gratuita, previa iscrizione tramite piattaforma dedicata.
Per maggiori informazioni qui la locandina completa

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Libera ha ricevuto il dispositivo con comando oculare modificato dal CNR su ordine del Tribunale per l’autosomministrazione del farmaco letale


Da oggi potrà davvero scegliere se e quando procedere

La consegna è avvenuta dopo 2 anni di attesa, battaglie legali e continui rinvii. È la prima volta al mondo, per quanto l’Associazione Luca Coscioni è a conoscenza, che viene costruito un dispositivo pubblico appositamente per l’aiuto alla morte volontaria


“Ora mi sento finalmente ‘libera’. Ho resistito non solo per me stessa ma perché nessuno, nelle mie condizioni, debba dipendere dal volere politico per esercitare un diritto che la giustizia ha già riconosciuto. Ora ho bisogno di tempo, tranquillità e riservatezza”, ha commentato Libera. Filomena Gallo commenta: “D’ora in poi, chi è nelle condizioni di ‘Libera’ potrà davvero scegliere”.


“Libera”, 55enne toscana affetta da sclerosi multipla, ha ottenuto la predisposizione di un dispositivo necessario per consentire, tramite comando oculare, l’infusione endovenosa del farmaco per il fine vita. Il dispositivo, realizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) su ordine del tribunale di Firenze, è stato collaudato e consegnato nei giorni scorsi e oggi si è conclusa la procedura in Tribunale.

“Libera” potrà decidere se e quando procedere con l’autosomministrazione del farmaco letale. Grazie a un sistema di puntamento oculare interfacciato con una pompa infusionale, “Libera” potrà attivare autonomamente l’infusione endovenosa del farmaco, superando l’ostacolo della tetraparesi spastica del corpo che le impediva qualsiasi movimento, compreso quello necessario per premere il tasto di attivazione del macchinario solitamente usato per questa procedura.

La consegna del dispositivo arriva 2 anni dopo la richiesta effettuata da “Libera” alla ASL, nel marzo 2024, per la verifica delle condizioni per procedere al suicidio medicalmente assistito che sussistono, come confermato dalla ASL di competennza con parere del comitato etico.

Dichiara “Libera”:

“La mia vicenda mostra l’ipocrisia di un sistema che considera legittimo accompagnare una persona alla morte attraverso giorni di sedazione profonda, ma impedisce a un medico di rispondere alla richiesta consapevole di una persona paralizzata che possiede tutti i requisiti per l’accesso al suicidio medicalmente assistito indicati dalla sentenza Cappato e chiede la somministrazione di un farmaco che ponga fine subito alla sofferenza. Per vedere riconosciuto un diritto già affermato dalla Corte costituzionale ho dovuto attendere due anni, tra rinvii, ostacoli e silenzi della politica. Oggi però mi sento finalmente libera. Ho resistito non solo per me stessa ma perché nessuno, nelle mie condizioni, debba dipendere dal volere politico per esercitare un diritto che la giustizia ha già riconosciuto. Ringrazio tutte le persone che mi sono state accanto con rispetto e umanità.

Un ringraziamento speciale va all’Associazione Luca Coscioni, alla mia avvocata Filomena Gallo e a tutto il team legale che mi ha difesa: mi hanno fatto sentire non sola quando sembrava non esserci alcuna libertà di scelta. Ora ho bisogno di tempo, tranquillità e riservatezza per vivere questo momento così personale. Chiedo quindi ai media e a tutti di rispettare il mio desiderio di silenzio, per poter restare concentrata sulla mia vita, sulle persone che amo e sulle scelte che mi riguardano”.


Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e coordinatrice del collegio legale di studio e difesa di”Libera” (composto anche dalle avvocate Francesca Re, Alessia Cicatelli e dagli avvocati Angelo Calandrini e Giacomo D’Amico) ha dichiarato:

“Il percorso di ‘Libera’ è stato possibile grazie alle disobbedienze civili e alla relativa giurisprudenza costituzionale, che ha affermato il diritto all’autodeterminazione terapeutica anche nel fine vita. Dopo le verifiche sanitarie e i passaggi davanti ai tribunali è stato possibile dare concreta attuazione a questo diritto.

Per rendere effettiva la volontà di ‘Libera’ è stata realizzata dal CNR una soluzione tecnica che prima non esisteva: un sistema che le consente di attivare autonomamente, tramite comando oculare, l’infusione del farmaco nonostante l’impossibilità di muoversi.

La sua determinazione dimostra ancora una volta che sono le persone, quando rivendicano i propri diritti, a far avanzare la loro concreta applicazione nel nostro Paese. Questo avviene oggi mentre il legislatore discute una proposta di legge del Governo che punta a restringere e il più possibile annullare quanto già stabilito dalla Corte costituzionale, mettendo in discussione diritti che sono già in vigore. Grazie al coraggio di ‘Libera’ oggi si apre una strada anche per altre persone nelle sue stesse condizioni, perché per la prima volta sono state le istituzioni dello Stato a rimuovere un ostacolo concreto all’esercizio di una libertà fondamentale garantita dalla Costituzione”.


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Mario Riccio e Marilisa D’Amico al convegno “Il medico, il giurista ed il filosofo di fronte al suicidio assistito”

📍 Centro Congressi Federico II, Via Partenope 36, Napoli🗓 Sabato 21 marzo 2026🕚 ore 9.00


Mario Riccio, medico anestesista, Consigliere dell’Associazione Luca Coscioni e componente della Consulta di Bioetica e Marilisa D’Amico, professoressa ordinaria di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Milano e Consigliera Generale dell’Associazione Luca Coscioni, interverranno presso Il Centro Congressi Federico II di Napoli nel convegno “Il medico, il giurista ed il filosofo di fronte al suicidio assistito”, una giornata di studio e confronto dedicata alle implicazioni etiche, giuridiche e cliniche delle scelte di fine vita, presieduta dal prof. Giuseppe Servillo.

Il convegno sarà strutturato in tre sessioni dedicate alle prospettive del medico, del giurista e del filosofo, con l’obiettivo di promuovere un dialogo interdisciplinare su uno dei temi più complessi e discussi del diritto e della bioetica contemporanei.

Il corso è gratuito, l’iscrizione si effettua sulla piattaforma ECM
Per maggiori informazioni qui la locandina completa

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La Cellula di Rieti organizza nel ricordo di Fabrizio un convegno sulla prevenzione e sul fine vita

📍 Parco Regina – Via Oreste Leonardi 8, Torricella in Sabina (RI)🗓 20 marzo 2026🕕 Ore 18:00


La Cellula Coscioni di Rieti organizza un evento di beneficenza nel ricordo di Fabrizio, un momento di confronto e sensibilizzazione dedicato ai temi della prevenzione, delle cure palliative, del testamento biologico e del sostegno alle persone affette da patologie oncologiche. Interverranno:

  • Matteo Mainardi, Consigliere Generale dell’Associazione Luca Coscioni e Coordinatore della campagna “Liberi subito
  • Santina Proietti, Presidente dell’associazione Alcli Giorgio & Silvia
  • Raffaele Fracassi, Co-coordinatore della Cellula Coscioni di Rieti

A moderare l’incontro sarà Francesca Castellani.

Al termine è previsto un momento di convivialità con un rinfresco offerto dal Ristorante Regina.
Ingresso ad offerta libera, per maggiori info: 346 2250715

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Chiara Lalli al DAT Festival: incontro sul fine vita e il diritto all’autodeterminazione

📍 Cinema Al Corso, c.so San Pietro, 49 – Abbiategrasso (MI)🗓 26 marzo 2026🕘 Ore 21:00


La bioeticista e giornalista Chiara Lalli, Consigliera Generale dell’Associazione Luca Coscioni, sarà protagonista dell’ultimo appuntamento del DAT Festival, un’iniziativa culturale promossa dall’Hospice di Abbiategrasso intitolato “Fine vita: quale diritto?”

L’appuntamento rappresenterà un’occasione di approfondimento su una delle questioni etiche e giuridiche più discusse degli ultimi anni: la possibilità per ogni persona di scegliere liberamente sui trattamenti sanitari che riguardano la propria vita, anche attraverso strumenti come le DAT (disposizione anticipate di trattamento), previste dalla legge 219 del 2017.

L’obiettivo è promuovere informazione e consapevolezza su uno strumento ancora poco conosciuto e utilizzato, nonostante la sua importanza nel garantire alle persone la possibilità di decidere in anticipo sulle cure che desiderano o non desiderano ricevere.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.
È possibile prenotare il proprio a questo link

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Trump ora vuole un intervento della NATO. In pratica, di un’istituzione basata sul diritto internazionale. Cioè su ciò che Trump è impegnato con tutte le proprie forze a distruggere dal suo primo giorno di mandato.

16 anni fa veniva approvata la legge sulle Cure palliative: rilanciamo al Governo le nostre 6 proposte


Filomena Gallo e Marco Cappato rilanciano: “Non esiste contrapposizione tra il diritto alle cure palliative e la libertà di scelta sul fine vita”


Il 15 marzo 2010 venne approvata e promulgata la legge 38/2010, la prima legge che garantisce ai cittadini il diritto di accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Sedici anni dopo l’Associazione Luca Coscioni sottolinea l’importanza di una legge che garantisce in Italia il diritto alle cure palliative e alla terapia del dolore, un diritto ancora poco conosciuto e spesso disomogeneo sul territorio nazionale.

Negli ultimi 12 mesi, il Numero Bianco (0699313409), servizio gratuito dell’Associazione attivo tutti i giorni e coordinato da Valeria Imbrogno, ha ricevuto 16.035 richieste di informazioni sui diritti del fine vita, con una media di 44 telefonate al giorno e un aumento del 14% rispetto all’anno precedente.

È importante sottolineare che molte di queste telefonate provengono da persone che chiedono informazioni sull’aiuto alla morte volontaria o sulla sedazione profonda, e in tutti questi casi il Numero Bianco fornisce anche informazioni dettagliate e orientamento anche sulle cure palliative, come primo passo fondamentale per chi deve affrontare decisioni così delicate.

“Le cure palliative non devono essere limitate alle fasi terminali – dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato – offrono una prospettiva che mette la persona al centro, prendendosi cura non solo della gestione della malattia, ma anche della qualità della vita e la presa in carico dei familiari.

Tuttavia, alcune persone affrontano sofferenze fisiche o esistenziali intollerabili, e a loro dovrebbe essere garantita la possibilità di scegliere tra cure palliative, sedazione profonda e suicidio assistito, come riconosciuto dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale.

Non esiste alcuna contrapposizione tra il diritto alle cure palliative e il diritto all’aiuto alla morte volontaria. Usare le cure palliative come pretesto per negare la libertà di scelta è un atto ideologico compiuto sulla pelle di chi soffre”.


L’Associazione Luca Coscioni chiede al Governo e alle Regioni di:

  • promuovere campagne informative sul diritto di accesso alle cure palliative;
  • applicare in modo omogeneo la legge 38 del 2010;
  • ridurre le differenze di accesso tra assistenza domiciliare, hospice e terapia del dolore;
  • formare e aggiornare gli operatori sanitari sulla medicina palliativa;
  • sostenere le migliori pratiche per la gestione del dolore, comprese terapie innovative come cannabis e psichedelici;
  • pubblicare annualmente una relazione aggiornata sull’applicazione della legge.

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Sapevamo che l’IA avrebbe cambiato le guerre del futuro. Non sapevamo che il futuro sarebbe arrivato così velocemente.
Parlerò proprio di guerra, IA e democrazia proprio nella mia nuova newsletter che uscirà domattina su Substack.

Potete iscrivervi qui: substack.com/@marcocappato

Sui bambini nati all’estero, la Cassazione rimette alle Sezioni Unite il caso dei certificati di nascita trascritti in alcuni Comuni e rifiutati in altri


Filomena Gallo commenta: “Le Sezioni Unite sono chiamate a chiarire se l’attuale sistema garantisca una tutela effettiva dei diritti dei minori nati all’estero attraverso tecniche di procreazione medicalmente assistita con gravidanza per altri.”


Sui certificati di nascita validi all’estero e trascritti in alcuni Comuni italiani ma rifiutati in altri, la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite una questione di massima importanza: la tutela dello status filiationis di minori nati all’estero da genitori italiani e già titolari, secondo la legge dello Stato di nascita, di un rapporto di filiazione pienamente valido.

Il caso nasce dalla vicenda di una famiglia pugliese e di un bambino di quasi sei anni che, pur titolare di un rapporto di filiazione validamente costituito nello Stato di nascita, in Italia si è visto negare dall’ufficiale di stato civile la trascrizione integrale del certificato di nascita formato all’estero.

Il rapporto di filiazione è sorto in un Paese dove è legale accedere alla fecondazione assistita con gravidanza per altri. La Procura della Repubblica in Italia ha accertato che la coppia non ha commesso alcun reato secondo la legge italiana e i genitori non sono mai decaduti dalla responsabilità genitoriale. Nonostante ciò, il Comune di residenza e il tribunale hanno ritenuto che l’ordine pubblico impedisca la trascrizione completa dell’atto di nascita. Secondo questa impostazione, la madre dovrebbe adottare il proprio figlio. Eppure, a pochi chilometri di distanza dal Comune di residenza della famiglia, in altri Comuni i certificati, formati all’estero, vengono trascritti integralmente. Il ricorso è stato presentato dai genitori del minore, assistiti dall’avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, insieme a un ampio collegio di studio e difesa, composto dalle avvocate Natalia Paoletti, Ginevra Paoletti, Francesca Re, Alessia Cicatelli e dagli avvocati Pierpaolo Cavazzino e Angelo Calandrini.

Nell’ordinanza di rimessione la Cassazione chiarisce che non è chiamata a pronunciarsi sulla liceità della tecnica procreativa utilizzata, ma sulla diversa questione giuridica relativa alla tutela dei diritti del minore e al riconoscimento degli effetti di uno status di filiazione validamente formato all’estero, in una situazione nella quale i genitori non hanno mai perso né limitato la responsabilità genitoriale e il rapporto familiare è effettivo e continuativo.

La Corte richiama inoltre la giurisprudenza della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell’uomo, secondo cui i figli non possono subire limitazioni nei loro diritti a causa delle scelte procreative degli adulti e deve essere sempre garantita una tutela effettiva dell’identità e della vita familiare del minore.

La Cassazione chiarisce un punto essenziale: non è in discussione la tecnica procreativa, ma i diritti e la tutela di un minore che vive con i propri genitori e che da sei anni attende il riconoscimento pieno del proprio status di figlio riconosciuto all’estero ma non trascritto in Italia, nonostante il fatto che i genitori non sono mai decaduti dalla potestà genitoriale”, dichiara l’avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. “Il problema che emerge da questo caso è anche istituzionale: atti di nascita identici vengono trascritti in alcuni Comuni e rifiutati in altri, con il risultato che lo status di figlio può dipendere dal luogo di residenza. Le Sezioni Unite sono ora chiamate a chiarire come l’ordinamento debba garantire una tutela effettiva dei diritti dei minori quando il rapporto di filiazione è già riconosciuto nello Stato di nascita.


L’Associazione Luca Coscioni continuerà a impegnarsi, nelle aule di tribunale e nel dibattito pubblico, affinché nessun bambino venga discriminato per il modo in cui è nato e il diritto italiano sia pienamente conforme ai principi costituzionali e internazionali di tutela dell’infanzia.

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Ora il Governo ritiri la legge che impedirebbe a persone che sono nelle condizioni di Elena e Romano di essere aiutate a morire in Italia


Mobilitazione dell’Associazione dal 6 al 19 aprile nelle piazze di tutta Italia per chiedere al Governo di ritirare la legge in discussione in Senato, che cancellerebbe i diritti assicurati dalla Corte costituzionale


“La decisione della GIP di Milano crea un precedente fondamentale che va ora tenuto in considerazione dal Parlamento italiano”, dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato, “se la legge presentata dal Governo e attualmente in discussione in Senato fosse approvata, cancellerebbe il diritto all’aiuto alla morte volontaria grazie al quale si è arrivati all’archiviazione di ieri.

La legge del Governo, infatti, restringerebbe il campo dell‘’aiuto al suicidio’ in Italia alle sole persone ‘tenute in vita da trattamenti sostitutivi di funzioni vitali’, dunque di fatto solo alle persone attaccate a una macchina. In questo modo verrebbero esclusi molti malati terminali oncologici e molte persone con malattie neurodegenerative, comunque dipendenti da trattamenti sostitutivi di funzioni vitali, seppur non attaccati a macchine.

Escluderebbe, dunque, proprio le persone nelle condizioni di Elena e di Romano, che non erano ‘tenute in vita da trattamenti sostitutivi di funzioni vitali’, costringendole a subire sofferenze insopportabili come loro o a dover morire in Svizzera”.

La GIP Sara Cipolla ha chiarito che la giurisprudenza costituzionale riconosce anche alle persone nelle loro condizioni il diritto di non essere costrette a subire sofferenze insopportabili, dal momento che avevano già legittimamente rifiutato trattamenti di sostegno vitale, come previsto anche dalla legge sul consenso informato e sul rifiuto delle cure”.

Per chiedere al Governo di ritirare la legge e al Parlamento di non cancellare tali diritti, l’Associazione Luca Coscioni organizzerà dal 6 al 19 aprile una mobilitazione nelle piazze di tutta Italia per chiedere al Governo di ritirare la legge che:

  • Escluderebbe il Servizio sanitario nazionale (e dunque le Regioni stesse) da questi percorsi;
  • Limiterebbe il diritto all’aiuto alla morte volontaria solo a pazienti attaccati a una macchina (escludendo così molti pazienti oncologici terminali o affetti da patologie neurodegenerative);
  • Eliminerebbe il ruolo dei Comitati etici locali, sostituiti da un Comitato nazionale di nomina governativa;
  • Annullerebbe il valore delle Disposizioni anticipate di trattamento (testamento biologico) per chi fa richiesta di aiuto alla morte volontaria.

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Cristiana Zerosi ospite a Milano per “Immersione tra i diritti”
Cristiana Zerosi
, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni, interverrà a Milano all’evento “Immersione tra i diritti – focus: Il rispetto dei diritti, ovvero Chi c’è dall’altra parte”, iniziativa promossa dalla compagnia Eco di fondo nell’ambito del progetto formativo “Immersioni teatrali per cittadini consapevoli”.

📍Teatro Elfo Puccini, Corso Buenos Aires 33 Milano
🗓 Sabato 21 marzo 2026
🕓 Ore 16:00
Evento gratuito con prenotazione obbligatoria a questo link


L’evento è aperto alle classi che hanno preso parte al progetto, ma anche a tutta la cittadinanza, con l’obiettivo di offrire uno spazio di ascolto e confronto con le nuove generazioni, riconoscendone il ruolo di protagoniste nel dibattito pubblico.

All’interno dello stesso progetto, la Cellula Coscioni di Milano sarà presente con un tavolo informativo in occasione dello spettacolo teatrale “Orfeo ed Euridice” che andrà in scena dal 18 al 20 marzo.Qui per la biglietteria dello spettacolo

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Un’altra vittoria: sono state archiviate le inchieste nei miei confronti per i casi di Elena e Romano, le due persone che avevo accompagnato in Svizzera nel 2022 per accedere al suicidio assistito.

Ci mobiliteremo affinché il Parlamento italiano non cancelli questo diritto e continueremo ad aiutare le persone che ce lo chiedono, se necessario anche ricorrendo ad azioni di disobbedienza civile, fino al pieno riconoscimento del diritto ad accedere all’aiuto alla morte volontaria.

“Lasciatemi morire ridendo” a Conselve – Proiezione del documentario e dibattito post-film


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“Lasciatemi morire ridendo” a Padova – Proiezione del documentario e dibattito post-film

📍Fronte del Porto, Via Santa Maria Assunta 20, Padova
🗓 Domenica 22 marzo 2026
🕣 Ore 21:00


A Conselve la proiezione del documentario Lasciatemi morire ridendo, dedicato alla storia di Stefano Gheller, primo cittadino veneto a ottenere il via libera per l’aiuto medico alla morte volontaria.A seguire, dibattito post-proiezione con:

  • Cristina Gheller, sorella di Stefano Gheller
  • Diego Silvestri, Consigliere Generale Associazione Luca Coscioni

L’appuntamento sarà un’occasione per riflettere sui diritti ancora negati nel fine vita e sull’urgenza di garantire piena libertà di scelta alle persone in condizioni di sofferenza estrema. Link ai biglietti qui

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La Cellula Coscioni di Pavia organizza un incontro informativo sul testamento biologico

📍 SALA CONSIGLIO Quartiere Est Via dei Pollaioli 30/a, Pavia🗓 Venerdì 17 Aprile 2026🕘 Ore 21:00


La Cellula Coscioni di Pavia promuove un incontro informativo dedicato al biotestamento, per offrire ai cittadini un momento di approfondimento sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) e sui diritti legati all’autodeterminazione nelle scelte di fine vita.

All’incontro interverranno Fabrizio Comini, avvocato e coordinatore della Cellula Coscioni di Pavia, e Roberto Imberti, medico rianimatore e farmacologo. I relatori offriranno rispettivamente un inquadramento giuridico e un approfondimento medico sul tema delle scelte di fine vita, contribuendo a chiarire i principali aspetti sulle DAT.

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Rocco Berardo interviene a Montecitorio all’assemblea “La partecipazione allo Stato di diritto” promossa dal Disability Pride Network

Rocco Berardo, membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni e coordinatore delle iniziative sulla disabilità interverrà all’assemblea “La partecipazione allo Stato di diritto. La nostra proposta per una nuova visione civile, politica e sociale”, promossa dal Disability Pride Network.

📍 Sala Enrico Berlinguer, Palazzo Montecitorio, Via degli Uffici del Vicario 21, Roma🗓 Mercoledì 18 marzo 2026🕒 Ore 15:00


L’assemblea vedrà la partecipazione di attivisti del Disability Pride Network provenienti da tutta Italia e l’intervento dell’on. Marco Furfaro, in un confronto volto a rafforzare la partecipazione e il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità.

Sarà disponibile il servizio di interpretariato LIS
Per informazioni: disabilitypridenetwork@gmail.com.

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La Cellula Coscioni di Pavia organizza un incontro informativo sulle Dat

📍 Sala Grande 4, Quartiere Nord-Est, P.le Torino, Pavia🗓 Venerdì 20 marzo 2026🕘 Ore 21:00


La Cellula Coscioni di Pavia promuove un incontro informativo dedicato al biotestamento, per offrire ai cittadini un momento di approfondimento sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) e sui diritti legati all’autodeterminazione nelle scelte di fine vita.

All’incontro interverranno Fabrizio Comini, avvocato e coordinatore della Cellula Coscioni di Pavia, e Roberto Imberti, medico rianimatore e farmacologo. I relatori offriranno rispettivamente un inquadramento giuridico e un approfondimento medico sul tema delle scelte di fine vita, contribuendo a chiarire i principali aspetti legati sulle DAT.

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La Cellula Coscioni di Firenze promuove l’incontro “Fine vita: 10 anni di diritti”

📍 SMS di Rifredi, Via Vittorio Emanuele II, Firenze🗓 Sabato 14 marzo 2026🕒 Ore 15:00


La Cellula Coscioni di Firenze, insieme a Possibile, promuove l’incontro pubblico “Fine vita: 10 anni di diritti”, un momento di confronto dedicato al percorso delle battaglie civili e giuridiche sul fine vita in Italia nell’ultimo decennio.Interverranno:

Roberto D’Andrea Avvocato e membro di Giunta Associazione Luca CoscioniFrancesca Druetti Segretaria di PossibilePaolo Malacarne medico già primario a PisaFelicetta Maltese coordinatrice Cellula Coscioni FirenzeRuggero Scotti portavoce di Possibile Roma

L’iniziativa rappresenta un’occasione di confronto aperto alla cittadinanza per riflettere sui risultati raggiunti e sulle prospettive future delle battaglie per il riconoscimento pieno dei diritti e della libertà di scelta nel fine vita.

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La GIP di Milano archivia il procedimento a carico di Marco Cappato per l’aiuto alla morte volontaria fornito a Elena e Romano


Filomena Gallo: “Un provvedimento che dà concreta attuazione alle sentenze della Corte costituzionale e rafforza la tutela dell’autodeterminazione nel fine vita”


La GIP di Milano, dott.ssa Sara Cipolla, ha disposto l’archiviazione del procedimento nei confronti di Marco Cappato per l’aiuto prestato a Elena e Romano, accompagnati in Svizzera dove hanno potuto accedere al suicidio medicalmente assistito. La GIP riconosce e applica il principio affermato dalla Corte costituzionale, da ultimo con la sentenza n. 66 del 2025, secondo cui il requisito del trattamento di sostegno vitale non può essere interpretato in modo restrittivo e meramente tecnico-formale.

La non punibilità, prevista dalla sentenza 242/2019, secondo la GIP di Milano opera anche nei confronti di persone che, pur non essendo sottoposte a un trattamento salvavita in corso, avrebbero dovuto esserlo secondo valutazione medica, ma lo hanno rifiutato, esercitando un diritto costituzionalmente garantito, perché ritenuto inutile, sproporzionato, futile e contrario alla propria dignità.

Il decreto di archiviazione recepisce così l’evoluzione della giurisprudenza costituzionale: dalla sentenza 242/2019, alla 135/2024, fino alla 66/2025, che ha chiarito in modo definitivo come il riferimento al “trattamento di sostegno vitale” debba essere letto alla luce degli articoli 2, 3, 13 e 32 della Costituzione, della legge 219/2017 sul consenso informato e sulle DAT e del diritto della persona malata di rifiutare qualsiasi trattamento.

“La giudice per le indagini preliminari di Milano applica in modo rigoroso e coerente i principi affermati dalla Corte costituzionale,” dichiara Filomena Gallo, avvocata di Marco Cappato e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. “Dalle motivazioni del decreto di archiviazione emerge con chiarezza che il requisito del trattamento di sostegno vitale non può essere ridotto alla sola presenza attuale di un macchinario o di un presidio sanitario in funzione, ma comprende anche i trattamenti prescritti dal medico e consapevolmente rifiutati dalla persona nell’esercizio del proprio diritto all’autodeterminazione terapeutica. È un passaggio giuridico decisivo, già chiarito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 135 del 2024 e ribadito con la n. 66 del 2025: non può esserci discriminazione tra chi è già sottoposto a un trattamento e chi, nelle stesse condizioni cliniche, sceglie legittimamente di rifiutarlo. Il decreto della GIP di Milano conferma quindi che la via indicata dalla Corte è già oggi giuridicamente praticabile: il rifiuto di trattamenti di sostegno vitale, quando siano prescritti dal medico ma non accettati dalla persona malata, non può escludere l’accesso all’area di non punibilità delineata dalla Consulta.”

“L’archiviazione conferma che abbiamo agito per rendere effettivi diritti già riconosciuti dalla Costituzione e dalla Corte costituzionale,” afferma Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. “Quando il Parlamento continua a non intervenire, sono le persone malate a far affermare, anche nei tribunali, principi di libertà, dignità e uguaglianza. Questa decisione dice con chiarezza che lo Stato non può costringere una persona a subire trattamenti che rifiuta solo per poter poi vedere riconosciuto un proprio diritto.

↓ LA VIDEO DICHIARAZIONE DI MARCO CAPPATO ↓


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“Sono grato a Elena, a Romano e alle persone che li amavano per la fiducia che hanno avuto in me, negli altri disobbedienti civili, nella squadra giuridica dell’Associazione Luca Coscioni coordinata da Filomena Gallo. Insieme, siamo riusciti a porre fine alla condizione di tortura che Elena e Romano stavano subendo. Insieme, abbiamo ottenuto un precedente che prezioso per tutte le persone che si trovano e si troveranno nelle loro condizioni. Ora bisogna fare sì che il Parlamento italiano non cancelli questo diritto: sarebbe gravissimo. Ci mobiliteremo affinché questo non accada e continueremo ad aiutare le persone che ce lo chiedono, se necessario anche ricorrendo ad azioni di disobbedienza civile, fino al pieno riconoscimento del diritto ad accedere all’aiuto alla morte volontaria”.

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Il comune di Carrara ci ha segnalato di aver approvato il PEBA: abbiamo aggiornato i dati della nostra indagine


Dopo la pubblicazione del monitoraggio sui capoluoghi italiani, l’amministrazione comunale ha segnalato l’avvenuta approvazione del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche


L’Associazione Luca Coscioni prende atto dell’approvazione del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) da parte del Comune di Carrara e aggiorna i dati della propria indagine nazionale sui Comuni capoluogo.

Nel monitoraggio diffuso nei giorni scorsi, l’Associazione aveva indicato che il Piano risultava “in corso di realizzazione”. In particolare, a seguito di una richiesta di accesso agli atti, promossa dopo non aver trovato informazioni sul sito comunale dell’Amministrazione trasparente, il Comune aveva comunicato il 27 marzo 2025 di aver affidato l’incarico a un professionista per la redazione del PEBA. Sul sito comunale risultava inoltre attiva una sezione dedicata al questionario per la raccolta delle segnalazioni dei cittadini, con scadenza fissata alla fine di aprile 2025.

A seguito della pubblicazione dell’indagine, il 9 marzo 2026 l’Amministrazione comunale di Carrara ha informato l’Associazione Luca Coscioni dell’avvenuta approvazione del Piano, adottato con delibera del Consiglio comunale numero 71 del 2025, trasmettendone una copia. Riferimenti alla delibera sono comunque indicati anche alla voce “Provvedimenti degli organi politici”, nella sezione Amministrazione trasparente del sito del comune di Carrara.

L’indagine sui PEBA nei Comuni capoluogo italiani è stata realizzata attraverso la consultazione sistematica dei siti istituzionali, con particolare attenzione alla sezione “Amministrazione trasparente”, e attraverso richieste di accesso agli atti nei casi di assenza o incompletezza delle informazioni disponibili online.

Il monitoraggio rimane aperto e aggiornabile: l’Associazione invita le amministrazioni locali a segnalare eventuali aggiornamenti o integrazioni, così da garantire una ricognizione il più possibile completa dello stato di attuazione dei Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche, strumenti fondamentali per garantire il diritto all’accessibilità e alla piena fruizione degli spazi pubblici da parte di tutte le persone.

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“Lasciatemi morire ridendo” a Conselve – Proiezione del documentario e dibattito post-film

📍Cinema Marconi, Via Vittorio Emanuele II, 23 Conselve
🗓Venerdì 20 marzo 2026
🕣Ore 20:45


A Conselve la proiezione del documentario Lasciatemi morire ridendo, dedicato alla storia di Stefano Gheller, primo cittadino veneto a ottenere il via libera per l’aiuto medico alla morte volontaria.A seguire, dibattito post-proiezione con:

  • Cristina Gheller, sorella di Stefano
  • -Diego Silvestri, Consigliere Generale Associazione Luca Coscioni

L’appuntamento sarà un’occasione per riflettere sui diritti ancora negati nel fine vita e sull’urgenza di garantire piena libertà di scelta alle persone in condizioni di sofferenza estrema. Link ai biglietti qui

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Filomena Gallo e Matteo D’Angelo intervengono all’evento formativo sul fine vita a sette anni dalla sentenza Cappato/DJ Fabo

Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, e Matteo D’Angelo, avvocato del Foro di Venezia e volontario dell’Associazione Soccorso Civile, saranno tra i relatori del convegno “Il fine vita a 7 anni dalla sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019”, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Bolzano.

📍 Sala Josef, Kolpinghaus, Largo Adolph Kolping 3, Bolzano🗓 27 marzo 2026🕝 Dalle ore 14:45 alle 18:00Evento riservato ai soli Avvocati


L’incontro sarà dedicato ad approfondire l’evoluzione giuridica e normativa del tema del fine vita in Italia a partire dalla storica sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, che ha segnato un punto di svolta nel riconoscimento del diritto all’aiuto medico alla morte volontaria in determinate condizioni.

Il convegno sarà moderato dall’avv. Ivo Deola, segretario del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bolzano, mentre i saluti istituzionali saranno affidati all’avv. Karl Pfeifer, presidente del Consiglio dell’Ordine.

L’iniziativa prevede il riconoscimento di crediti formativi attraverso l’iscrizione tramite SFERA Per consultare il programma completo dell’evento e i dettagli relativi alle modalità di iscrizione, è possibile visionare la locandina dedicata.

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Davvero l'intelligenza artificiale ci sta hackerando la mente?

Lo pensa l'attivista digitale Lawrence Lessig, che ha spiegato perché l'IA potrebbe rappresentare un problema. Ma non possiamo farci sopraffare. Credo che questo strumento offra una grande opportunità: usarlo per rafforzare la democrazia. Ne ho parlato nel mio nuovo video su YouTube.

Qui il link: youtu.be/v2TtAzGZknQ

in reply to Marco Cappato

Guarda nella mia timeline giusto sotto il tuo toot è apparso questo

legrandcontinent.eu/fr/2026/03…

Mi sembra poco consigliabile affidarsi a degli aruspici digitali, che interpretano le interiora un giorno in un modo e un altro in modo diverso.

in reply to Marco Cappato

provo una grande stima nei tuoi confronti, ma da persona in certa misura "addetta ai lavori" mi pare che, su questo tema o se non altro in questo video, tu stia peccando d'ingenuità. Sono tanti e diversi tra loro gli argomenti affrontati in 20 minuti, ma mi riprometto di provare a mettere insieme, in qualche forma, delle risposte puntuali, visto che chiedi agli spettatori del video cosa ne pensino.

Oltre 1000 persone per il convegno “Psichedelici: ricerca scientifica, realtà clinica, impieghi terapeutici e implicazioni regolatorie nazionali e internazionali”


Il Convegno “Psichedelici: ricerca scientifica, realtà clinica, impieghi terapeutici e implicazioni regolatorie nazionali e internazionali” organizzato dall’Associazione Luca Coscioni presso l’università di Chieti, con il locale Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche in collaborazione con L’ASL 2 Abruzzo, La Sapienza, Tor Vergata e l’Università Gabriele D’Annunzio ha visto una partecipazione straordinaria di persone interessate per motivi professionali e pubblico con quasi 2000 presenze nei due giorni.

L’Incontro era parte della campagna dell’Associazione Luca Coscioni L’Italia apra alle terapie psichedelicheche invita le istituzioni ad aprirsi alle esperienze di altri paesi, come Canada, USA, Australia e Svizzera, nel pieno rispetto delle norme in materia di cure palliative, terapie compassionevoli e innovative.

Il convegno può essere rivisto sul canale YouTube dell’Associazione, nella due giorni sono stati condivisi i dati delle più recenti esperienze nazionali e internazionali relativi a studi, sperimentazioni, pratiche psicoterapeutiche necessarie e questioni regolatorie. Gli interventi e il dibattito hanno confermato una realtà in costante movimento verso il pieno riconoscimento scientifico dell’efficacia delle terapie psichedeliche là dove esse da anni sono al centro di ricerche e sperimentazioni.

Per questi motivi ha attirato grande interesse la prima sperimentazione con psilocibina diretta dal Professor Giovanni Martinotti dell’ASL 2 dell’Abruzzo sotto la supervisione dell’ISS.

“Non esiste una normativa che in Italia proibisce queste terapie innovative, occorre quindi insistere con iniziative di formazione e informazione per creare le condizioni affinché si avviino sperimentazioni cliniche o applichino percorsi psicoterapeutici psichedelici che hanno dimostrato la loro efficacia” ha dichiarato l’avv. Claudia Moretti, responsabile della campagna dell’Associazione Luca Coscioni, “I primi risultati del lavoro del team del Prof Giovanni Martinotti devono trovare la massima diffusione scientifica”.

“Occorre insistere con incontri come quello di Chieti per approfondire quanto avviene fuori dall’Italia e per creare fiducia nella possibilità clinica e legale della immediata attuazione delle terapie psichedeliche anche da noi”, ha aggiunto Marco Perduca che coordina le attività sulle sostanze psicoattive dell’Associazione Luca Coscioni “La crescente letteratura scientifica presentata al convegno conferma che, se opportunamente integrate con la psicoterapia, le terapie psichedeliche possono essere efficaci nel curare condizioni difficili o complesse in cui la farmacologia esistente non funziona. E’ quindi fondamentale che la ricerca su nuovi impieghi continui, ma è cruciale che anche in Italia si replichi quello che negli USA, Canada, Svizzera e Australia ha dimostrato di funzionare”.

Tra i partecipanti: Robert Giovanni Nisticò (Presidente AIFA), Alberto Siracusano (Presidente Consiglio Superiore di Sanità), Prof. Giovanni Martinotti (prima sperimentazione italiana psilocibina), Prof. Stefano Sensi (Direttore del dipartimento di Neuroscienze, Università di Chieti) Rick Doblin (Fondatore MAPS, USA), David Erritzoe (Imperial College), Fancisca Silva (Psychedelic Access and Research European Alliance) e rappresentanti EMA e istituzioni sanitarie, locali, nazionali ed europee.

Il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità Prof Alberto Siracusano ha ricordato il piano nazionale sulla salute mentale, un’importante opportunità per parlare di un problema raramente al centro del dibattito pubblico. E ha auspicato che da incontri come quello di Chieti possano arrivare stimoli e suggerimenti sul tema.

“È importante raccogliere le sfide e le opportunità che queste terapie offrono, senza pregiudizio e in sicurezza secondo quanto emerge dai recenti studi scientifici. E occorre farlo con gli strumenti regolatori più innovativi. Guardiamo con attenzione anche alle sandbox dell’EMA che possono aiutare gli Stati membri ad affrontare l’aspetto normativo” ha chiarito Robert Giovanni Nisticò.

Rick Doblin, presidente di Maps USA ha esordito ricordando come “Galileo sia stato processato per le sue scoperte, ma non per questo ha ritrattato e grazie a lui oggi il telescopio non è criminalizzato. Anche Giordano Bruno è stato arso vivo per le sue idee, che sono le nostre. Ha ricordato i problemi incontrati nel riconoscimento del Mdma per la cura dello stress post traumatico confermando che circa il 67% delle persone trattate con mdma non presenta più sintomi di ptsd, insistendo sulla necessità di accompagnare l’assunzione della molecola con sedute di psicoterapia. Ha annunciato che Maps prevede dei training in Italia a settembre. Grazie ai 40 anni di Advocacy (Maps è nata da aprile del 1986) oggi carie città’ usa e lo stato dell’Oregon consentono l’accesso alle terapie psichedeliche auspicando che un giorno anche in Italia ciò sia possibile.”

Spencer Hawkswell, direttore dii TheraPsil ha annunciato che presto il Canada potrebbe votare una legge sulla prescrivibilità della psilocibina. Se così dovesse essere sarebbe la prima volta al mondo e potrebbe diventare un modello normativo per altri stati che hanno un sistema legale simile al canadese.

Sabato 7 c’è stata anche una live del podcast Illuminismo Psichedelico, prodotto dall’Associazione Luca Coscioni, con il Prof. Giovanni Martinotti intervistato da Federico Di Vita.

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La Cellula di Terni organizza un evento informativo sul testamento biologico

📍 Centro Sociale Il Rivo APS, Via del Rivo 103, Terni
🗓 Venerdì 13 marzo 2026
🕔 Ore 17:00


La Cellula Coscioni di Terni promuove un incontro pubblico dedicato al testamento biologico, per informare cittadine e cittadini sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) e sugli strumenti oggi disponibili per esercitare il diritto all’autodeterminazione nelle scelte di fine vita.

L’iniziativa vuole offrire un momento di informazione e confronto su cosa sono le DAT – previste dalla legge n. 219 del 2017 – come si redigono e dove possono essere depositate. Durante l’incontro saranno illustrate le possibilità che ogni persona ha di esprimere anticipatamente la propria volontà sui trattamenti sanitari, nel caso in cui in futuro non fosse più in grado di comunicarla.

Un momento aperto alla cittadinanza per promuovere consapevolezza, informazione e partecipazione su un tema centrale per i diritti civili.

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I bambini non appartengono allo Stato. Giusto. I bambini non appartengono neanche ai genitori. Perché non sono oggetti, ma persone.

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Francesca Re interviene al Rotary Club Roma Experience Academy su libertà e autodeterminazione

Francesca Re, avvocata e Consigliera Generale dell’Associazione Luca Coscioni, interverrà all’incontro “Libertà e autodeterminazione – Un confronto tra spiritualità, diritti civili e cure palliative”, organizzato dal Rotary Club Roma Experience Academy.

📍 Crowne Plaza Roma, Via Aurelia Antica 415, Roma🗓 Martedì 10 marzo 2026🕗 Ore 20:00


All’incontro interverranno anche Mons. David Maccari, collaboratore dell’Ufficio pastorale della famiglia della Pontificia Università Lateranense, Claudio Maria Sanguinetti, pneumologo. L’iniziativa sarà dedicato a un confronto multidisciplinare su uno dei temi più delicati del dibattito pubblico contemporaneo: il diritto all’autodeterminazione nel fine vita, tra prospettive giuridiche, etiche, spirituali e medico-scientifiche.
Rotary Club Roma Experience Academy richiede un contributo per la serata: Ospiti 50€

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Filomena Gallo interviene all’evento “L’agenda di Valeria” dedicato a Valeria Fedeli

Filomena Gallo, avvocata cassazionista e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà all’incontro “L’agenda di Valeria – Un 8 marzo rivolto al futuro, dedicato a Valeria Fedeli”, promosso da Roma Capitale – Municipio IX insieme all’associazione Le Contemporanee.

📍 Spazio culturale La Vaccheria, Via Giovanni l’Eltore 35, Roma🗓 Domenica 8 marzo 2026🕓 Ore 16:45


L’iniziativa rappresenta un momento di confronto e memoria attiva dedicato alle battaglie politiche e civili di Valeria Fedeli, figura centrale nella promozione dei diritti delle donne, della libertà, della democrazia e dei diritti civili e sociali. All’evento interverranno numerose personalità del mondo politico, culturale e dell’attivismo civile, tra cui Elly Schlein, Francesca Comencini, Flavia Fratello, Lara Ghiglione, Marco Bentivogli, Chiara Gribaudo, Paola Tavella, Francesco Luccisano, Rosanna Oliva, Andrea Catizone, Goffredo Buccini, Fabrizia Giuliani, Graziella Falconi, Alessandra Bocchetti, Livia Turco, Carla Cantone, Loredana Taddei, Patrizia Prestipino, Titti Di Salvo, Valeria Manieri e Cristina Molinari. Sono inoltre previsti messaggi di Emma Bonino, Maria Latella e Giovanna Melandri.

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Mario Riccio interviene all’incontro “Il senso dell’ultimo passo” a Bosisio Parini

Mario Riccio, Consigliere dell’Associazione Luca Coscioni, anestesista che nel 2006 assistette Piergiorgio Welby, sarà tra i protagonisti dell’incontro pubblico “Il senso dell’ultimo passo. Etica e fine vita: prospettive a confronto”, promosso dalla Cooperativa Accoglienza e Lavoro – Comunità Sorella Amelia di Molteno, in collaborazione con il Comune di Bosisio Parini.

📍 Aula Magna Centro Studi Giuseppe Parini, Via Andrea Appiani 10, Bosisio Parini🗓 Giovedì 5 marzo 2026🕣 Ore 20:30


L’incontro sarà introdotto dai saluti istituzionali del Sindaco Paolo Gilardi, del Sottosegretario alla Regione Lombardia Mauro Piazza e di Christian Broch, presidente della Cooperativa Accoglienza e Lavoro di Molteno. Interverranno inoltre: Carlo Piazza, responsabile della Segreteria Politica del Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia; Don Tullio Proserpio, cappellano clinico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano; Gianlorenzo Scaccabarozzi, professore di Medicina e Cure Palliative e direttore scientifico del Centro Studi Medicina della Complessità e Cure Palliative Virgilio Floriani. A moderare l’incontro sarà Angelo Villa, psicoanalista e direttore scientifico di Accoglienza e Lavoro Molteno.

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Alice Spaccini e Sara Martelli intervengono all’evento “Quando l’Europa ascolta le donne” a Vimercate

Alice Spaccini membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e co-coordinatrice italiana My Voice My Choice e Sara Martelli membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e rete nazionale Pro Choice RICA interverranno all’interno del programma di Marzo Donna, durante l’evento “Quando l’Europa ascolta le donne – My Voice My Choice, storia di una mobilitazione collettiva di successo per il diritto all’aborto sicuro in tutte l’UE”

📍 Auditorium Biblioteca, Piazza Unità d’Italia 2G, Vimercate
🗓 10 marzo 2026
🕕 ore 18:00


Dopo il successo dell’Iniziativa dei cittadini europei My Voice My Choice, che ha raccolto oltre 1,2 milioni di firme e che in Italia è stata promossa da Associazione Coscioni, lo scorso 26 febbraio la Commissione europea ha dato una risposta positiva, riconoscendo che i fondi europei possono essere utilizzati dagli Stati membri per sostenere l’accesso all’aborto sicuro. Durante l’incontro si parlerà di come è nata e si è sviluppata questa mobilitazione europea e quali nuove possibilità si aprono ora per garantire concretamente il diritto all’aborto anche nei paesi dove l’accesso è più difficile. All’incontro interverrà anche Donatella Albini, ginecologa del Centro di documentazione e informazione sulla salute di genere di Brescia, mentre la serata sarà moderata da Susi Rovai, consigliera comunale di Vimercate. Sono inoltre previsti interventi di consiglieri comunali della provincia di Monza e Brianza.

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Dopo un anno di attesa, Silvano, affetto da sclerosi multipla, è morto con il suicidio assistito: è il dodicesimo in Italia e il primo in Liguria


“Mi auguro che la mia lotta possa servire anche ad altri nella mia stessa condizione”. L’appello di Silvano alla Regione Liguria e Parlamento

Aveva fatto richiesta un anno fa. Dopo diffide e messe in mora, la ASL ha fornito il farmaco e la strumentazione. L’assistenza medica, in assenza di disponibilità all’interno dell’ASL, è stata a cura del suo medico di fiducia, il dottor Mario Riccio


Silvano, 56enne genovese, affetto da sclerosi multipla progressiva da quasi trent’anni, è morto lo scorso 26 febbraio, a seguito dell’autosomministrazione di un farmaco per il fine vita fornito dal Servizio sanitario nazionale, insieme alla strumentazione necessaria.

Dopo aver atteso un anno dalla sua richiesta, Silvano è la 12esima persona in Italia ad aver completato la procedura prevista dalla Consulta con la sentenza 242/2019 sul caso “Cappato/Antoniani”, con l’assistenza diretta del Servizio sanitario nazionale, la nona seguita dall’Associazione Luca Coscioni. In assenza di medici dell’ASL disponibili a vigilare sulla procedura, Silvano è stato assistito dal dottor Mario Riccio, medico anestesista, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, che nel 2006 aveva assistito Piergiorgio Welby e poi alcuni pazienti che fino a oggi hanno avuto accesso al suicidio medicalmente assistito.

A causa della malattia Silvano era divenuto tetraplegico, con gravi difficoltà nella comunicazione e nella deglutizione. Aveva bisogno di assistenza continuativa per ogni attività quotidiana: mangiare, bere, assumere farmaci, muoversi. Aveva un catetere vescicale permanente ed era sottoposto a manovre meccaniche per l’evacuazione. Le sue condizioni cliniche e le sofferenze erano diventate per lui intollerabili.

Il 24 febbraio 2025 aveva presentato alla ASL la richiesta di verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente assistito. Nel giugno 2025 l’azienda sanitaria aveva comunicato il parere positivo sulla sussistenza dei requisiti, senza tuttavia indicare le modalità esecutive della procedura. Si è reso così necessario l’intervento dei legali di Silvano, coordinati dall’avvocata Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, e composto dall’avvocato Angelo Calandrini e dalle avvocate Francesca Re ed Alessia Cicatelli. Solo a seguito di formale diffida e messa in mora, e ulteriori diffide nei mesi successivi, la ASL ha trasmesso, lo scorso ottobre, la relazione finale contenente anche le modalità operative e Silvano, dopo un anno dalla richiesta, ha scelto di procedere.

Queste le parole di Silvano:

La mia libertà di scelta è quella di dire basta alle sofferenze, è amore per me, per chi sono e sono stato. Mi auguro vivamente che la mia lotta possa servire ad altri nella mia stessa condizione per non dovere attuare la volontà di autodeterminarsi in altri Paesi, lontano da tutto e da tutti. Chiedo, in primis, alla Regione Liguria di garantire tempi certi di risposta e verifica delle condizioni e al Parlamento italiano che legiferi per rispettare la libertà di scelta dei malati che oggi non possono accedere al fine vita con un percorso chiaro e rispettoso delle nostre scelte. Il silenzio non deve più essere fonte di sofferenza per le persone che vivono la mia stessa situazione.


Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni commenta: “Il caso di Silvano conferma che il diritto riconosciuto dalla Corte costituzionale nel 2019 è pienamente vigente, ma continua a essere ostacolato da inerzie amministrative e dall’assenza di procedure uniformi. La sentenza 242/2019 è un vincolo giuridico per lo Stato e per il Servizio sanitario nazionale: quando ricorrono le condizioni previste, la risposta deve essere tempestiva e completa. È inaccettabile che per attuare un diritto costituzionalmente garantito si debba ricorrere a diffide. Il giudicato costituzionale attribuisce responsabilità precise alle istituzioni, affinché l’autodeterminazione terapeutica sia garantita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”.

Le fa eco Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni: “Silvano è il primo caso in Liguria, ma è soprattutto la dimostrazione che il diritto al suicidio medicalmente assistito, così come riconosciuto dalla Corte costituzionale, è già vigente e deve essere garantito senza ostacoli. Oggi il problema non è solo il ritardo del Parlamento, ma il tentativo di intervenire per restringere la portata di un giudicato costituzionale, sottraendo diritti che sono già stati riconosciuti. Questo sarebbe un grave arretramento sul piano dello Stato di diritto. La politica non può trasformare una sentenza della Corte in un diritto svuotato o condizionato oltre quanto stabilito dai giudici costituzionali. Se verranno approvate norme che limitano diritti già in vigore, continueremo ad accompagnare le persone nelle sedi giudiziarie e, se necessario, con azioni di disobbedienza civile. La libertà di scelta non è negoziabile né comprimibile per ragioni ideologiche”.

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La Cellula Coscioni Pavia organizza un incontro informativo sulle DAT

📍 Sala Grande Borgo T., Quartiere Centro, Via dei Mille 130, Pavia🗓 Martedì 10 marzo 2026🕘 Ore 21:00


La Cellula Coscioni Pavia promuove un incontro pubblico dal titolo “Il biotestamento”, dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) e ai diritti delle persone nelle scelte di fine vita. Interverranno:

  • Avv. Fabrizio Comini, Cellula Coscioni Pavia, che illustrerà il quadro normativo e le modalità pratiche per redigere le DAT;
  • Dott. Roberto Imberti, rianimatore e farmacologo, che offrirà un punto di vista clinico sui trattamenti di sostegno vitale e sulle scelte di fine vita.

L’iniziativa sarà un’occasione per approfondire cosa prevede la legge 219/2017, come si redige un biotestamento e quali sono le implicazioni mediche e giuridiche delle decisioni anticipate sui trattamenti sanitari.Ingresso libero.

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La Cellula Coscioni di Milano organizza uno Sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 Vicolo Calusca 10 (angolo Corso di Porta Ticinese 106) – Milano
🗓 Mercoledì 11 marzo 2026
🕡 Dalle 18:30 alle 20:30


La Cellula Coscioni di Milano, in collaborazione con il Municipio 1 del Comune di Milano, organizza un nuovo appuntamento dello Sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).
Servizio su prenotazione scrivendo a: cellulamilano@associazionelucacoscioni.it

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Seminario di formazione per giornalisti su fine vita e DAT a Bologna

📍 Fondazione ANT, Via Jacopo di Paolo 36, Bologna🗓 Venerdì 13 marzo 2026🕤 Dalle 9:30 alle 13:00⚠ Seminario rivolto esclusivamente ai giornalisti e prevede il riconoscimento di 3 crediti formativi professionali


L’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – APS, insieme alla Cellula Coscioni di Bologna, è tra i promotori del seminario di formazione “Scegli tu: per una corretta informazione su fine vita, suicidio assistito e disposizioni anticipate di trattamento (DAT)”, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna..

Per conto dell’Associazione Luca Coscioni interverranno:

  • Chiara Lalli, giornalista e bioeticista, Consigliera Generale dell’Associazione Luca Coscioni.
  • Filomena Gallo, avvocata cassazionista e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.
  • Matteo Mainardi, Responsabile delle iniziative sul fine vita e Consigliere Generale dell’Associazione Luca Coscioni..

Accanto agli interventi dell’Associazione, sono previsti contributi del mondo medico e psicologico per offrire una visione multidisciplinare del tema.

Qui la locandina completa

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La Cellula Coscioni Lecco promuove un incontro pubblico sulle DAT a Dolzago

📍 Piazza della Repubblica 7/8, Dolzago (LC)🗓 Sabato 7 marzo 2026🕣 Ore 20:45


La Cellula Coscioni Lecco organizza un incontro informativo dal titolo “Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT): il biotestamento in Comune”, dedicato al tema dell’autodeterminazione nelle scelte di fine vita.

Interverranno:

Sergio De Muro e Simone Galimberti, coordinatori della Cellula Coscioni Lecco;Virgilio Meschi, medico e coordinatore della Cellula Coscioni Lecco;Simona Giannetti, avvocata.L’incontro sarà introdotto da Paolo Lanfranchi, Sindaco del Comune di Dolzago.

Un appuntamento aperto alla cittadinanza per approfondire la legge 219/2017 e conoscere gli strumenti a disposizione per esprimere anticipatamente le proprie volontà sui trattamenti sanitari, nel rispetto della libertà di scelta di ciascuno.

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La Gallery di Febbraio


Ecco un po’ di foto dalle nostre Cellule Coscioni in giro per l’Italia: dalla marcia per la Ricerca scientifica del 19 febbraio ai banchetti informati su DAT e terapie psichedeliche. Clicca sull’icona della macchina fotografica per scorrere le foto!

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La legge sui PEBA compie 40 anni: in Italia solo un capoluogo su tre lo ha approvato


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Per l’anniversario della legge, l’Associazione Luca Coscioni pubblica la propria indagine sui PEBA nei capoluoghi italiani


A quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) con la Legge 28 febbraio 1986, n. 41, l’Associazione Luca Coscioni pubblica un’indagine sui PEBA nei Comuni capoluogo italiani per misurare quanto l’Italia sia ancora distante dai principi di accessibilità e inclusione previsti da Convenzione Onu, Costituzione e dalle stesse leggi che rimangono a distanza di decenni ancora inapplicate.

➡ I risultati dell’indagine


map visualization

Se hai problemi di visualizzazione della mappa clicca QUI


Dal monitoraggio sui 118 Comuni capoluogo (esclusa Roma, dove la competenza è in capo ai Municipi), al 24 febbraio 2026, emerge che:

  • 43 Comuni (36,4%) hanno approvato un PEBA con delibera di Consiglio comunale, come previsto dalla normativa. Tra le Regioni con più capoluoghi figurano la Toscana (7 comuni su 11), Emilia-Romagna (5 comuni su 10), Lombardia (5 comuni su 12) ed il Piemonte (4 comuni su 8). Milano, Firenze, Venezia, L’Aquila, Potenza, Campobasso e Trento tra i capoluoghi di Regione che rientrano in questo computo.
  • 16 Comuni (13,6%) hanno un PEBA non ancora approvato dal Consiglio o hanno adottato strumenti urbanistici alternativi, non previsti dalla normativa;
  • 25 Comuni (21,2%) risultano in fase di redazione del PEBA;
  • 34 Comuni (28,8%) risultano senza PEBA o con informazioni non reperibili/insufficienti. Tra le Regioni con più capoluoghi in questa categoria, vi sono la Sardegna (7 comuni su 12), la Calabria (4 comuni su 5), la Lombardia (4 capoluoghi su 12) e la Sicilia (4 comuni su 9), mentre tra i capoluoghi figurano Napoli, Bari e Cagliari.


QUI tutti i dati capoluogo per capoluogo


L’indagine dell’Associazione Luca Coscioni sui PEBA nei comuni capoluogo italiani è stata realizzata attraverso consultazione sistematica dei siti istituzionali dei Comuni capoluogo, con particolare attenzione alla sezione “Amministrazione trasparente” (provvedimenti e strumenti di pianificazione) e l’invio di accessi agli atti nei casi di assenza o incompletezza delle informazioni online.

L’indagine rimane aperta: l’Associazione invita amministrazioni, cittadine e cittadini a segnalare eventuali aggiornamenti o correzioni documentate a info@associazionelucacoscioni.it.


Roma costituisce un caso a parte: l’Associazione ha inoltrato accessi agli atti ai 15 Municipi, ricevendo risposta solo da 4, ma nessuno di essi si è ancora adeguato.

Questi dati – già critici nei capoluoghi, che in teoria dispongono di maggiori risorse tecniche e amministrative – indicano una realtà ancora più arretrata nel resto del Paese: “riteniamo ottimisticamente che solo circa il 15% dei Comuni italiani abbia davvero adottato un PEBA, e l’effettiva realizzazione degli interventi previsti rappresenta una criticità ulteriore e ancora largamente irrisolta”.

Dal corpo delle persone al cuore della politica: nei tribunali abbiamo conquistato un vero e proprio “diritto ai PEBA” – «In questi anni abbiamo affrontato casi concreti di discriminazione. La giurisprudenza ha chiarito che l’assenza dei PEBA non è una semplice mancanza amministrativa, ma una lesione di diritti.

Possiamo dirlo con chiarezza: grazie alle nostre iniziative si è costruito un vero e proprio diritto ai PEBA, come dimostrano i provvedimenti emessi dai Tribunali, sia in sede civile che amministrativa, con i quali i Comuni di Catania, Santa Marinella e Pomezia, sono stati condannati ad adottare il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche in tempi certi», dichiara l’avvocato Alessandro Gerardi, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni e legale che segue le iniziative dell’Associazione sull’accessibilità.

“A quarant’anni dalla legge istitutiva dei PEBA, l’Italia è ancora drammaticamente indietro nel rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali.

Non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità.

L’Associazione Luca Coscioni continuerà a operare non solo perché venga rispettata la legge, ma anche perché il tema dell’accessibilità si imponga finalmente come una questione culturale, prima ancora che amministrativa. È impressionante constatare come ancora oggi nuove costruzioni ignorino principi basilari di progettazione inclusiva.

Ci auguriamo di non dover aspettare altri quarant’anni perché l’accessibilità diventi una realtà effettiva e non solo un obbligo scritto sulla carta”, dichiara Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni sui diritti delle persone con disabilità.

L'articolo La legge sui PEBA compie 40 anni: in Italia solo un capoluogo su tre lo ha approvato proviene da Associazione Luca Coscioni.

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A 40 anni dall'introduzione dell'obbligo dei Piani di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) come siamo messi? solo un capoluogo di provincia su tre (43 su 118, pari al 36,4%) se ne è dotato. Mentre 16 amministrazioni (il 13,6%) hanno un piano non ancora approvato, in 25 (21,2%) è in fase di realizzazione e 34 comuni, il 28,8%, risultano senza piano o con informazioni insufficienti. E' quanto emerge da una ricerca sui Peba condotta dall'Associazione Luca Coscioni.

Nella Giornata mondiale delle malattie rare chiediamo al Governo di intervenire a sostegno delle terapie orfane


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Filomena Gallo e Marco Cappato commentano: “C’è bisogno di una ‘officina pubblica’ per le staminali che abbatta i costi e finanziamenti per salvare le terapie già validate”


In occasione della Giornata mondiale delle malattie rare, l’Associazione Luca Coscioni chiede al Governo italiano un intervento immediato per garantire ricerca, sviluppo e accesso alle terapie per le persone affette da malattie rare e ultra-rare, oggi spesso ostaggio di ritardi burocratici e logiche di profitto.

In Italia e in Europa esistono terapie già validate, in alcuni casi salvavita, che rischiano di scomparire non perché inefficaci, ma perché considerate non convenienti dal punto di vista economico. Sono le cosiddette terapie orfane. L’80% delle malattie rare ha origine genetica e il 95% non dispone ancora di un trattamento approvato. In Europa l’Agenzia Europea dei Medicinali ha autorizzato oltre 200 farmaci orfani, ma l’accesso resta fragile e spesso diseguale.

➡ Le nostre richieste al Governo


L’Associazione Luca Coscioni chiede di creare un fondo nazionale dedicato alla ricerca sulle malattie rare, sostenuto dallo Stato ma aperto anche a contributi privati senza scopo di lucro. In particolare propone di:

  • Sostenere la ricerca sulle terapie avanzate, come quelle cellulari, geniche e a base di cellule staminali, favorendo la collaborazione tra fondi pubblici e privati;
  • Incentivare chi finanzia la ricerca, attraverso sgravi fiscali o bonus speciali per grandi donazioni;
  • Creare strutture pubbliche per testare le terapie e accompagnarle dalla fase di laboratorio fino ai pazienti, con standard di sicurezza e qualità garantiti;
  • Istituire un’”officina” pubblica di staminali, per abbattere i costi di sperimentazione e produzione di terapie avanzate, garantendo continuità, sicurezza e accesso alle cure.


➡ Epidermolisi bollosa e terapie che non possono fermarsi


Tra le urgenze più gravi c’è il completamento delle sperimentazioni avanzate per una terapia genica per l’epidermolisi bollosa, la “sindrome dei bambini farfalla”, che ha già salvato la vita a un bambino ma è bloccata da due anni. Ferma è anche la terapia Holoclar, che ha restituito la vista a centinaia di persone con gravi lesioni della cornea.

“L’Italia non ha ancora un sistema efficace per garantire continuità, sviluppo e accesso alle terapie orfane. Oggi gli ostacoli non derivano solo da proibizionismi ideologici, come quelli del proibizionismo contro la ricerca sulle cellule staminali embrionali, ma anche dalla pressione economica che spinge le aziende a interrompere cure non profittevoli, senza che lo Stato intervenga”, hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, “Le terapie cellulari e geniche avanzate offrono possibilità concrete di vita e autonomia alle persone con malattie rare. Bloccarle significa scegliere consapevolmente di non curare e condannare alla malattie, in alcuni casi alla morte, le persone che soffrono. Insistiamo nel chiedere un intervento urgente da parte del Governo”.

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Allontanare ulteriormente i cittadini dai Parlamentari sembrerebbe impossibile. Invece, cancellando il collegio uninominale, dal Governo vogliono dirci che niente per loro è impossibile. I leader dell'opposizione faranno opposizione vera o sotto sotto saranno contenti di rafforzare il proprio potere di nomina dei Parlamentari?

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in reply to Marco Cappato

prima di giudicare quanto sia negativa nel concreto questa decisione (perché sul piano teorico lo è senza dubbio), sappiamo quanto effettivamente l'elettore medio faccia caso a questa cosa? Perché se alla fine nel 60-70-80% dei casi non si esprime comunque la preferenza (se non per chi è già sicuro come un Conte, un Calenda o una Meloni), alla fine, cosa cambierebbe?