[2026-02-06] BIJI ROJAVA @ Spin Time Labs
BIJI ROJAVA
Spin Time Labs - Via di S. Croce in Gerusalemme, 55
(venerdì, 6 febbraio 18:00)
BIJI ROJAVA - Cosa succede in Rojava?
6 FEB ORE 18 in osteria
Con @academyofdemocraticmodernity parleremo di cosa sta succedendo in Rojava e come sostenere la resistenza curda, conoscendola più da vicino.
A seguire ci ritroveremo in una cena a sostegno della Mezzaluna Rossa.
[2026-02-08] ZK in the streetz @ Parco Pietro Rosa
ZK in the streetz
Parco Pietro Rosa - Parco Pietro Rosa Ostia
(domenica, 8 febbraio 00:00)
[2026-02-07] Serata Rap Antifa @ Centro Sociale Anomalia
Serata Rap Antifa
Centro Sociale Anomalia - Via Archimede 1 - Palermo
(sabato, 7 febbraio 22:00)
Sabato 07 Febbraio, dopo il cineforum delle 18, all'Anomalia (via Archimede 1) passeremo insieme una serata all'insegna della socialità, dell'antifascismo e della buona musica! Sostieni chi lotta, sostieni l'arte!
GIUSÈ - ROBSON DE ALMEIDA - 4RAROSOUND
START H 22
Lockdown Mode is a sometimes overlooked feature of Apple devices that broadly make them harder to hack. A court record indicates the feature might be effective at stopping third parties unlocking someone's device. At least for now.
Lockdown Mode is a sometimes overlooked feature of Apple devices that broadly make them harder to hack. A court record indicates the feature might be effective at stopping third parties unlocking someonex27;s device. At least for now.#Privacy #News
This Epstein dump is probably the worst yet. Then we talk all about security issues in Moltbot and Moltbook. Then, even more security issues with some popular apps.#Podcast
VIDEO PALESTINA. Khaled al-Saifi, un prigioniero libero
@Notizie dall'Italia e dal mondo
È morto il 2 febbraio 2026, a 67 anni, Khaled al-Saifi, sei giorni dopo essere uscito dalle prigioni di Israele. Giornalista, insegnante e politico palestinese. Era il direttore del Centro Culturale Ibdaa, nel campo profughi palestinese di Dheisheh, a Betlemme
L'articolo VIDEO PALESTINA. Khaled
Spagna e social media
Io vorrei davvero trasferirmi in Spagna!
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WhatsApp introduce le impostazioni restrittive dell’account: come attivarle
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Offrendo un ulteriore livello di sicurezza, dedicato a giornalisti e personaggi pubblici, WhatsApp introduce le impostazioni restrittive dell'account, per tutelare i dati personali e le informazioni sensibili. Ecco quali vantaggi fornisce la funzionalità
Stop Swiss Complicity in Genocide
E stato fatto in Francia il 22 luglio 2025 da 114 avvocati/e.
E stato fatto in Italia il 14 ottobre 2025 da 52 avvocati/e sostenuti da 50'000 persone.
Il 3 febbraio, 25 avvocati/e di tutta la Svizzera hanno denunciato il Consigliere federale Ignazio Cassis presso l'ufficio del procuratore della CPI - Corte penale internazionale per complicità in crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio.
Con la mia firma, sostengo questa azione.
Sono 50.000 a sostenere gli avvocati italiani.
Grazie a te, possiamo essere ancora più numerosi in Svizzera.
Tutte le informazioni sono su stopcomplicity.ch
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La Cellula Coscioni di Firenze organizza uno sportello sulle D.A.T.
Venerdì 6 febbraio 2026
Dalle ore 17:00 alle 19:00
SMS Rifredi – Via Vittorio Emanuele II 303, Firenze
La Cellula Coscioni di Firenze organizza uno sportello informativo dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (D.A.T.), per approfondire i propri diritti sul fine vita e sul testamento biologico. Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su come redigere e depositare il proprio testamento biologico, quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017 e quali strumenti sono disponibili per l’autodeterminazione nelle scelte di curaUn’occasione aperta a tutte e tutti per conoscere, capire e fare scelte consapevoli.
Per maggiori info cellulafirenze@associazionelucacoscioni.it
L'articolo La Cellula Coscioni di Firenze organizza uno sportello sulle D.A.T. proviene da Associazione Luca Coscioni.
Sportello D.A.T. – Con la Cellula Coscioni Firenze
Lunedì 2 febbraio 2026
Dalle ore 18:30 alle 20:00
Circolo San Lorenzo – Via San Zanobi 18r, Firenze
La Cellula Coscioni di Firenze organizza uno sportello informativo dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (D.A.T.), per approfondire i propri diritti sul fine vita. Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su come redigere e depositare il proprio testamento biologico, quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017e quali strumenti sono disponibili per l’autodeterminazione nelle scelte di curaUn’occasione aperta a tutte e tutti per conoscere, capire e fare scelte consapevoli.
L'articolo Sportello D.A.T. – Con la Cellula Coscioni Firenze proviene da Associazione Luca Coscioni.
Verso la riforma della Difesa. Berutti Bergotto definisce le priorità della Marina
@Notizie dall'Italia e dal mondo
La Difesa italiana si appresta a varare la riforma più importante degli ultimi decenni per far fronte ai profondi mutamenti geopolitici e operativi odierni. Mentre del testo della riforma – che il ministro Crosetto intende far presentare alle Camere
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
SemiTO-V, il primo team studentesco RISC-V d'Europa fondato al Politecnico di Torino, è orgoglioso di organizzare il capitolo italiano dei World RISC-V Days.
Unisciti agli appassionati di RISC-V, agli studenti e ai leader del settore per una mezza giornata di talk tecnici, networking e innovazione open-hardware. Ascolta ingegneri e architetti che stanno plasmando il futuro di RISC-V in ambito accademico e industriale.
Data: martedì 26 febbraio 2026
Ora: 12:00 – 18:00
Luogo: Sala Emma Strada, Politecnico di Torino
La registrazione è totalmente gratuita ed è limitata a 200 partecipanti a causa delle limitazioni della Sala Emma Strada. Assicurati il tuo posto prima che la registrazione si chiuda per non perdere il principale raduno RISC-V d'Europa!
REGISTRATI ORA: community.riscv.org/e/m8nwfr
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VIDEO. Cuba e il suo futuro: la resistenza quotidiana tra l’embargo e le minacce USA
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Le minacce di Trump a Cuba si uniscono all'embargo economico a cui l'isola è sottoposta da decenni. Lo strangolamento energetico rischia di causare una catastrofe umanitaria in un Paese già in "multicrisi". Il video-racconto di Andrea
Senza parole.
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All’attacco, spunti contro la deriva autoritaria
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/allatta…
C’è una narrazione eversiva della Destra e ci sono pacchetti legislativi che danno corpo a questa narrazione
L'articolo All’attacco, spunti contro la deriva autoritaria proviene da Articolo21.
Oggi #4febbraio inizia la Settimana nazionale delle discipline #STEM, istituita con la legge 187/2023.
Un'occasione per ribadire l’importanza delle competenze scientifiche e digitali, delle attività laboratoriali e dell'orientamento.
Ministero dell'Istruzione
Oggi #4febbraio inizia la Settimana nazionale delle discipline #STEM, istituita con la legge 187/2023. Un'occasione per ribadire l’importanza delle competenze scientifiche e digitali, delle attività laboratoriali e dell'orientamento.Telegram
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Comparing a Clone Raspberry Pi Pico 2 With an Original One
Although [Thomas] really likes the Raspberry Pi Pico 2 and the RP2350 MCU, he absolutely, totally, really doesn’t like the micro-USB connector on it. Hence he jumped on the opportunity to source a Pico 2 clone board with the same MCU but with a USB-C connector from AliExpress. After receiving the new board, he set about comparing the two to see whether the clone board was worth it after all. In the accompanying video you can get even more details on why you should avoid this particular clone board.
In the video the respective components of both boards are analyzed and compared to see how they stack up. The worst issues with the clone Pico 2 board are an improper USB trace impedance at 130 Ω with also a cut ground plane below it that won’t do signal integrity any favors.
There is also an issue with the buck converter routing for the RP2350 with an unconnected pin (VREG_FB) despite the recommended layout in the RP2350 datasheet. Power supply issues continue with the used LN3440 DC-DC converter which can source 800 mA instead of the 1A of the Pico 2 version and performed rather poorly during load tests, with one board dying at 800 mA load.
youtube.com/embed/MxgPmbocAF4?…
Epstein: Una sfida all’Europa
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/epstein…
È una mole enorme di documenti, foto, video, mail. Sospetti, allusioni, falsità miste a verità. Faticoso e difficile districarsi in questo guazzabuglio. Eppure c’è qualcosa di generale che si può già cominciare a dire in base a quanto sta
EDRi-gram, 4 February 2026
What has the EDRi network been up to over the past few weeks? Find out the latest digital rights news in our bi-weekly newsletter. In this edition: borders, biometrics, billionaires and bots
The post EDRi-gram, 4 February 2026 appeared first on European Digital Rights (EDRi).
Aufrüstung im All: Bundeswehr plant eigenes „Starlink“ mit Laserwaffen und Störsystemen
La risalita del “No” nonostante silenzi e censure
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/la-risa…
Come ha dimostrato il nostro Roberto Reale, curatore del blog “la cura del vero”, il fronte del Sì continua a perdere consensi. Partito nei sondaggi con oltre venti punti di vantaggio e una spregiudicata campagna a colpi di
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Eurobarometro: i cittadini chiedono più sicurezza, unità e risorse
Per vedere altri post sull' #IntelligenzaArtificiale, segui la comunità @Intelligenza Artificiale
L’instabilità geopolitica, l’insicurezza economica e le trasformazioni digitali stanno incidendo in modo profondo sulla percezione che i cittadini europei hanno del futuro, ma anche sulla
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Nido di Vespa nella caduta della Rai
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/nido-di…
Nell’osservatorio sulle comunicazioni (n.4/2025) dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni si leggono dati interessanti, che ci illustrano lo stato di salute (meglio, a che punto è la notte) del sistema comunicativo italiano. Se guardiamo alle vicende
Corrotti e corruttori seriali
Quello che sta emergendo, fin qui, dagli “Epstein files” non è (solo) un episodio morboso di cronaca nera. È il ritratto - ancora incompleto - di un modo di governare il mondo: una classe transnazionale di potere che intreccia denaro, influenza, “relazioni”, consulenze e propaganda politica.
Per chi non ha letto i file, la cosa più difficile da visualizzare è la trama. Una rete di milionari e principi, politici e ex capi di governo, CEO tech e finanziatori, mediatori e faccendieri, consulenti che entrano ed escono da palazzi e aziende, figure che orbitano tra intelligence corrotta e diplomazia, agitatori della destra nera, registi, attori, ex-fidanzate, figlie di agenti segreti, che fanno da ponte tra ambienti, presentazioni, matrimoni, tutto usato per legittimare frequentazioni, favori, coperture.
E in questa rete ped0fila e ped0terrorista, come potevano mancare, ovviamente, i nodi del circuito izr4elo-americano: ex presidenti izra€liani che visitano Epstein, un ex agente del m0ssad, e che parlano di investimenti in tecnologie di sorveglianza e di imprese come Palantir, facendo i nomi della Silicon Valley come Peter Thiel, Elon Musk, Altman.
Vorrei dire che mi colpisce il tono di queste email: l’autosoddisfazione, la calma con cui si muovono, come se nulla potesse toccarli. Ma non è così. Email di aggiornamenti tra pari - “come va?”, “a che punto siamo?”, “quale mossa conviene?”. In mezzo gli abusi: il traffico di minori, la predazione seriale, foto in cui uomini adulti, viscidi e potenti cingono ragazzine. Questa roba è fatta soprattutto da uomini, bianchi, occidentali, ricchi. Una classe che non va mai in galera. E infatti, la stessa gestione della pubblicazione dei file è stata contestata. Diverse sopravvissute hanno denunciato un rilascio “incompleto” e traumatico, perché ha esposto i nomi delle vittime mentre continua a proteggere l'identità di abusanti e facilitatori.
Il secondo livello è il denaro. Nelle carte torna ossessivamente la logica del pagare meno tasse possibile e del trasformare ogni piega normativa in rendita: residenze “strategiche”, giurisdizioni compiacenti, consulenze che in pochi mesi costruiscono fortune, strumenti fiscali che diventano strumenti di controllo. Non è solo avidità, è architettura politica. I file, infatti, sono una cronaca della destra contemporanea.
Per anni lo scandalo è stato usato come arma di parte: destra contro sinistra, liberal contro conservatori. Ma ciò che affiora è una genealogia. Una filiera di potere che attraversa oligarchie “moderate” e oligarchie reazionarie, con una convergenza di interessi materiali e una stessa cultura dell’impunità, dentro cui la destra autoritaria viene costruita come prodotto. La narrativa del “popolo” contro “le élite” viene prodotta e finanziata da quelle stesse élite.
Alcune email parlano ad esempio dei contatti e delle strategie tra Steve Bannon e un circuito di relazioni orientato a rafforzare l’ondata sovranista in Europa, con riferimenti a Matteo Salvini e a Marine Le Pen. Le conversazioni mostrano come la destra che si presenta “anti-sistema” nasca in realtà dentro un laboratorio elitario, iper-finanziato, internazionale, violento e illegale, basato su propaganda e reclutamento.
Su un punto quindi i complottisti avevano ragione. Sì, esistono élite che trafficano influenza, protezioni e corruzione morale; sì, esistono reti di abusi e sfruttamento. L’errore è stato trasformare tutto in esoterismo, in demonologia. Le carte mostrano un orrore molto più “normale”: ricatto, sesso come potere, denaro, impunità, istituzioni piegate. Fascismo, destra, capitalismo ultraliberale, servizi segreti, affarismo e zone grigie.
Proprio gli elettori che in questi anni hanno urlato contro “i poteri forti” hanno consegnato il governo - nei loro Paesi - a pezzi di quell’ecosistema o a politici che ne fanno parte, mentre le destre li convincevano che il nemico fosse altrove: i migranti, i poveri, “la sinistra”, i diritti civili.
I file sono una mappa del potere. Una mappa lordata che mostra le linee di creazione delle destre contemporanee, dei liberali compiacenti, e del tipo di mondo economico che le ha generate.
(da facebook.com/Marco.Perroverde/…)
Marco Inguscio
Quello che sta emergendo, fin qui, dagli “Epstein files” non è (solo) un episodio morboso di cronaca nera. È il ritratto - ancora incompleto - di un modo di governare il mondo: una classe...www.facebook.com
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Il guasto di Microsoft Teams che ha bloccato le immagini nelle chat enterprise
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Microsoft ha appena risolto un outage che ha colpito il caricamento delle immagini inline nei chat di Teams, riportando milioni di utenti enterprise alla normalità. L’incidente, identificato con il codice TM1226769 nel pannello admin di Microsoft 365, ha
[2026-02-11] Sportello Psicologico sui Traumi dei Migranti @ Via Web (Whatsapp, Skype)
Sportello Psicologico sui Traumi dei Migranti
Via Web (Whatsapp, Skype) - Sardegna, Alghero
(mercoledì, 11 febbraio 08:00)
La guerra in Ucraina ha messo in risalto quanti migranti fuggono da tutti i teatri di guerra in giro per il mondo. Il Centro Culturale ResPublica, di Alghero, col sostegno del Centro Culturale Sa Domo De Totus, di Sassari, ha arricchito lo Sportello di Ascolto Psicologico via web con le tecniche psicologiche mirate all'elaborazione dei traumi. Gratuitamente, con lo psicoterapeuta Gian Luigi Pirovano 3804123225
[2026-02-05] THE COST OF THE GROWTH @ Sala Ragazzini
THE COST OF THE GROWTH
Sala Ragazzini - Largo Firenze, Ravenna
(giovedì, 5 febbraio 20:30)
A CHI APPARTIENE L' ECONOMIA?
- Ore 20:30 - Introduzione a supporto del Collettivo di Fabbrica ex GKN
- Ore 21:00 - Inizio proiezione documentario
[2026-02-06] HC punk benefit @ CSA Brigata Prociona- Imola
HC punk benefit
CSA Brigata Prociona- Imola - 4, Via Riccione, Villaggio, Zona Industriale, Imola, Nuovo Circondario Imolese, Bologna, Emilia-Romagna, 40026, Italia
(venerdì, 6 febbraio 21:00)
Dalle 21.00 al Brigata Prociona, via Riccione 4, Imola.
Ritrito
Lyon Estates
Mortaio
M.A.I.
- distro
- presente anche il Vascello Vegano con panozzi e piatto unico 🤟🏾
[2026-02-20] Free all Antifas @ Spazio libertario Sole e Baleno
Free all Antifas
Spazio libertario Sole e Baleno - 27, Sobborgo Valzania, Quartiere Fiorenzuola, Ponte Abbadesse, Cesena, Unione dei comuni Valle del Savio, Forlì-Cesena, Emilia-Romagna, 47521, Italia
(venerdì, 20 febbraio 19:30)
* ORE 19.30 PROIEZIONE DI "THE TRIALS" (2025, 26 min, regia di M. Massa)
Documentario su Maja T, attivista non binary detenut* in isolamento a Budapest, che rischia fino a 24 anni di carcere perché accusat* dalle istituzioni ungheresi di aver partecipato alle mobilitazioni contro i neonazisti a Budapest nel febbraio 2023.
Estradata illegittimamente in Ungheria dalle autorità tedesche, nel processo sono emerse grosse incongruenze e pregiudizi da parte del giudice. Il 4 febbraio 2026 è prevista la sentenza del processo.
* CI SARANNO AGGIORNAMENTI SUL PROCESSO
* A SEGUIRE CENA VEGAN BENEFIT ANTIFAS
Per aggiornamenti:
freeallantifas.noblogs.org/fee…
[2026-02-07] Sabotiamo la Guerra e la Repressione @ Via Cattaneo, Viterbo
Sabotiamo la Guerra e la Repressione
Via Cattaneo, Viterbo - Via Carlo Cattaneo, 01100 Viterbo VT, Italia
(sabato, 7 febbraio 15:00)
Sabotiamo la guerra e la repressione Manifestazione e convegno a Viterbo il 7 e 8 febbraio 2026 Da almeno quattro anni la guerra è prepotentemente il marchio del nostro tempo. Non che essa se ne fosse mai andata, anzi si può dire che il secolo nato sotto il segno della cosiddetta “Guerra infinita” – a partire dall’11 settembre 2001 – sta mantenendo tutte le sue promesse. Una strategia, quella lanciata all’epoca dall’amministrazione Bush, che si è manifestata in un quarto di secolo di aggressioni imperialiste da parte del blocco NATO-sionista, in Afganistan, in Iraq, in Palestina. Il genocidio tuttora in corso a Gaza ne è l’ultima e più drammatica espressione. Con l’esplosione del conflitto su larga scala tra NATO e Federazione Russia in Ucraina a partire dal febbraio del 2022, la dinamica si allarga e cambia natura, diventando in quella regione un confronto diretto fra blocchi di Paesi capitalisti e altamente industrializzati, di dimensioni continentali e dotati di migliaia di armi nucleari. Il tutto avviene sullo sfondo dell’attrito tra gli USA e il loro principale concorrente, la Cina. In questo senso la guerra da allora è diventata non solo un fatto esotico, relegato nell’immaginario alle popolazioni che l’Occidente in questi anni ha massacrato e provato a sottomettere, ma una lugubre incombenza anche a quelle latitudini, come le nostre, dove non la si credeva immaginabile. Centrale come sempre nella guerra è il ruolo della propaganda. Sfacciata, inqualificabile l’operazione mediatica di chi, dopo aver per un quarto di secolo mostrificato chi si oppone alle truppe occidentali come un terrorista, dopo aver giustificato Guantanamo, i rapimenti extragiudiziali, le torture e le esecuzioni, dopo aver incensato le invasioni statunitensi ed europee come campagne di liberazione, ora, nel conflitto ucraino, dove si combatte effettivamente una guerra simmetrica, una guerra altamente tecnologica con droni, missili e satelliti e al contempo una guerra di carri armati e di trincee, lì ci si inventa l’operazione della “resistenza” ucraina e si cantano le ballate della legittima lotta contro l’invasore. Il tema della propaganda di guerra è evidentemente connesso con quello della censura. Ce lo testimonia da ultimo una serie di misure liberticide che anche in Italia uniscono destra e sinistra del campo borghese; dal ddl Gasparri (Forza Italia) a quello Del Rio (PD) parliamo di progetti di legge tesi all’equiparazione, dalle scuole alle aule di tribunale, dell’antisionismo con l’antisemitismo. Il Pacchetto-Sicurezza (ex ddl 1660) già approvato introduce il cosiddetto “terrorismo della parola”, insieme a un vasto pacchetto di norme dal sapore esplicitamente classista tese a schiacciare con anni di galera le rivolte nelle carceri, le manifestazioni di piazza, i picchetti operai e i blocchi stradali che da sempre sono espressione della lotta di classe, persino in un ambito sindacalistico e contrattualistico. Quindi, più in generale, è il tema della guerra a essere connesso con quello della repressione. Innanzitutto in termini generali, come repressione sociale. Quando lo Stato si prepara alla guerra, quella che prepara è soprattutto la guerra della borghesia contro il proletariato. La guerra permette al capitalismo internazionale di travasare immense ricchezze dal welfare al warfare nel fronte interno, avviando una gigantesca corsa al riamo finanziata attraverso politiche di macelleria sociale e manovre economiche di “lacrime e sangue”, tese esclusivamente a ingrassare le oligarchie padronali, moltiplicandone i profitti. E l’ex ddl 1660 mira esattamente a questo ambito del fronte interno: nel momento in cui si profila un’enorme espropriazione delle ricchezze dai salariati alla macchina militare (sintetizzabili nell’obiettivo del 5% del PIL da investire in armamenti), bisogna preventivare la necessità di reprimere le possibili opposizioni sociali a questo salasso, tappare la bocca a chi potrebbe sobillarne la dinamica in termini di radicalità, quindi preventivare di dover schiacciare sommosse in prigioni che ovviamente saranno sempre più piene. Contemporaneamente alla repressione sociale che riguarda tutta la classe sfruttata, si delinea una repressione specifica contro i rivoluzionari affinando degli appositi strumenti di annientamento. In particolare contro il movimento anarchico gli ultimi quattro anni sono stati caratterizzati da uno stillicidio di operazioni repressive, spesso incentrate proprio sul tema della censura: dall’operazione Sibilla contro il giornale anarchico “Vetriolo” all’operazione Scripta Scelera contro il giornale anarchico internazionalista “Bezmotivny”, passando per l’operazione “Diana”, incentrata in larga parte su iniziative editoriali (il giornale anarchico “Beznachalie”, la rivista “i giorni e le notti”, l’opuscolo “Nel vortice della guerra”, il sito ilrovescio.info), che vedrà l’udienza preliminare a Trento il prossimo 26 gennaio. L’apice di questo tipo di attacchi al movimento anarchico è stato raggiunto con la decisione sciagurata di trasferire l’anarchico Alfredo Cospito in 41 bis, dopo 10 anni di prigione in alta sicurezza, espressamente motivata con l’esigenza di impedire al compagno di continuare a leggere e a scrivere contributi dal carcere. Se l’obiettivo dichiarato del trasferimento del compagno in 41 bis risiede nella necessità per lo Stato di tappargli la bocca, ci sembra un bel gesto quello di rilanciare alcune sue parole, tratte dall’ultima occasione nella quale ha potuto parlare (durante l’udienza preliminare dell’operazione Sibilla, il 15 gennaio 2024 collegato in videoconferenza dal lager di Sassari al tribunale di Perugia): «Se la guerra imperialista dell’Occidente tracimerà per reazione dai confini dell’Ucraina irrompendo nelle nostre case, se i conflitti sociali supereranno il limite sostenibile di un meccanismo traballante, o anche solo se la transizione morbida e graduale in regime non sarà praticabile, il 41-bis grazie proprio alla sua patina di legalità sarà lo strumento repressivo ideale per un’anestetizzazione sociale forzata, una sorta di olio di ricino per rimettere in riga i recalcitranti, un golpe graduale e a norma di legge». Parole che in qualche modo delineano i contorni di quello che stiamo trattando, dalla geografia dei vari fronti alla dinamica guerra repressione sul fronte interno. D’altro canto non possiamo e non vogliamo dimenticare come in 41 bis resistono da quasi vent’anni tre prigionieri comunisti della BR-PCC, e una quarta si è suicidata dopo anni di tortura in questo terribile regime di annientamento. Il 41 bis si delinea quindi come un moderno lager controinsurrezionale, espressione topica di quello che è un carcere di guerra. Un’altra vicenda giudiziaria, fra le innumerevoli che potremmo citare, ci parla in particolar modo del legame tra gli apparati repressivi dello Stato italiano e Israele: si tratta del processo in corso all’Aquila contro Anan, Alì, Mansour. Un vero e proprio processo alla resistenza palestinese, laddove, in particolare contro Anan, si tenta di criminalizzare il suo contributo alla lotta per la liberazione della propria terra. Un processo nel quale non sono sotto accusa eventuali crimini commessi in Italia, ma episodi che sarebbero stati programmati nella Palestina occupata. Se pensiamo che persino per l’odioso diritto internazionale la resistenza armata palestinese è da considerarsi legittima, ci rendiamo conto del grado di collaborazione degli apparati dello Stato italiano col regime sionista. Un processo che è a tutti gli effetti un’espressione della complicità italiana nel genocidio dei palestinesi. E non lo diciamo in senso retorico e figurato: letteralmente il materiale acquisito dalla Digos dell’Aquila nel corso dell’indagine è stato utilizzato in Israele per sterminare tutti i contatti sospetti individuati. Viceversa, da Israele sono giunti elementi di indagine a supporto dell’inchiesta italiana, prove ottenute il più delle volte attraverso l’uso della tortura e in assenza di avvocati. Come se questo non bastasse, in Italia si moltiplicano le detenzioni o i tentativi d’espulsione di palestinesi o, più in generale, di immigrati che non si piegano. Per “reati d’opinione” (come nei casi di Mohamed Shahin e Ahmed Salem) o per la loro partecipazione a moti di piazza (come nella vicenda di Tarek Dridi, condannato a 4 anni e 8 mesi per la manifestazione del 5 ottobre 2024 a Roma). Il messaggio è chiaro: l’unica libertà che lo Stato concede ai rifugiati è tacere, sotto la perenne minaccia di essere riconsegnati ai vari torturatori che infestano i loro Paesi, al soldo o in combutta con l’imperialismo occidentale. Indagini e procedimenti diversi, quelli di cui abbiamo fatto cenno e i molti che per ragioni di spazio siamo costretti a tralasciare, tutti coordinati da quel dispositivo repressivo strategico che è la DNAA (Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo), in barba alla favola tanto cara a quel mondo della sinistra giustizialista cresciuto per reazione al berlusconismo, che da trent’anni ci propina il ruolo della magistratura come forza di bilanciamento rispetto al potere politico delle destre e che vede in particolare nell’Antimafia l’impero del bene. Un merito della mobilitazione a fianco di Alfredo Cospito di cui si è fatto cenno, è stato proprio di aver incrinato il mito dell’Antimafia e il suo principale strumento inquisitoriale (il 41 bis) a un livello di decibel che non era stato mai osato in precedenza. Va quindi ribadito che è lo Stato borghese come sistema nella sua interezza – al di là delle beghe tra le sue fazioni – che è mobilitato in una riconfigurazione bellica generale, tanto verso l’esterno quanto verso il nemico interno. Sabato 7 febbraio saremo in piazza a Viterbo contro la guerra e la repressione, siamo compagne e compagni che si uniscono in corteo a partire da una chiara posizione internazionalista: - A quattro anni dall’esplosione su vasta scala della guerra in Ucraina, torniamo in piazza a sostegno del disfattismo rivoluzionario, della fraternizzazione fra i proletari coscritti e mandati al fronte con la forza, all’insubordinazione nei confronti dei superiori. Supportiamo tutti i disertori delle guerre dei padroni. Denunciamo la natura anti-proletaria dei governi europei che nel sostenere questa guerra impoveriscono la nostra classe drenando risorse dalle tasche dei salariati a quelle degli industriali. Mettiamo i bastoni tra le ruote al “nostro” imperialismo occidentale e alle sue manovre guerrafondaie, alle “nostre” classi dirigenti e sfruttatrici, al “nostro” Stato! - A sostegno della resistenza palestinese contro il colonialismo di insediamento sionista. Riaffermiamo contro ogni tentativo di ammutolirci la natura rivoluzionaria degli eventi del 7 ottobre 2023. Quando gli Stati si combattono o si accordano fra loro, siamo contro la loro guerra e contro la loro pace. Quando un’entità coloniale artificiale stermina un popolo senza Stato e senza amici fra le grandi potenze, noi stiamo dalla parte della resistenza di quel popolo contro i piani genocidari dell’imperialismo. Il 7 ottobre non solo rappresenta una legittima risposta al piano secolare di insediamento coloniale sionista, ma anche una variabile sovversiva nella pace fra borghesie mediorientali sintetizzabile nella fase degli “Accordi di Abramo”. - Siamo contro la menzogna insanguinata dei “due popoli, due Stati”; non solo perché il sionismo non ha lasciato alcuno spazio realistico di istituzione di uno Stato palestinese, ma perché uno Stato di colonizzati al fianco di uno Stato di colonizzatori sarebbe soltanto un amministratore delegato dell’oppressione, con l’elezione dei collaborazionisti a nuova classe dirigente. La parabola dell’ANP ne è davvero una triste e infame dimostrazione. - Contro la repressione, quale manifestazione della guerra sul fronte interno. Contro le politiche economiche di macelleria sociale e il loro legame con la guerra. Contro le leggi liberticide, anti-sociali e finanche tese alla soppressione delle opinioni rivoluzionarie, necessarie a supportare quelle politiche. Contro le operazioni repressive anti-anarchiche e contro la repressione dei movimenti sociali. - Ricordando che nel maggio del 2026 scadranno i primi quattro anni di 41 bis nei confronti del compagno anarchico Alfredo Cospito, a seguito dei quali il ministro della “giustizia” dovrà decidere sul rinnovo o meno della misura, torniamo in piazza con uno spezzone che gridi “Fuori Alfredo dal 41 bis”, inserendoci anche con questa manifestazione nella mobilitazione a sostegno del compagno. Domenica 8 febbraio terremo sempre a Viterbo un convegno internazionalista, nel quale tenteremo di dare la parola alla resistenza palestinese e ai disertori ucraini, ma anche ai protagonisti delle lotte qui in Italia sul posto di lavoro, approfondiremo alcune vicende giudiziarie come quella del processo all’Aquila contro la resistenza palestinese, delineeremo la dimensione del 41 bis come carcere di guerra e altri argomenti inerenti il connubio guerra-repressione. Un convegno che vogliamo sia a carattere militante, non intellettuale o professorale, dove a parlare saranno innanzitutto i protagonisti delle lotte. Assemblea “sabotiamo la guerra” Rete dei Comitati e Collettivi di Lotta
[2026-02-07] Lab Serigrafia @ ExGarage
Lab Serigrafia
ExGarage - Via Prenestina, 704, 00155 Roma RM, Italia
(sabato, 7 febbraio 16:00)
Fuori Registro Serigrafia riparte!
Stampa live su carta e tessuto
Sabato 7 febbraio dalle 16 alle 20
In Via Prenestina 704
Brindiamo insieme al nuovo laboratorio.
Porta una maglietta o una shopper di colore chiaro (stamperemo col nero).
Evento a sostegno delle spese per il laboratorio
Nicola Pizzamiglio
in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹 • •