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Palestinian #child with schrapnel inside his #brain

#Palestine #genocide

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Garante Privacy: non si scherza sul budget per la sicurezza dei dati personali.


Una sintesi essenziale del principio che si può estrarre dal provv. n. 271 del 29 aprile 2025 dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali potrebbe essere: no budget? non parti! Ovviamente con il trattamento, perché per andare in vacanza o in altri luoghi (che è bene non precisare) c’è sempre tempo.

Per capire meglio questo principio di carattere generale e la sua applicazione pratica, bisogna unzippare il provvedimento che inizia con un data breach e (spoiler!) si conclude con una sanzione di 30 mila euro “per la molteplice violazione degli artt. 5, par. 1, lett. f), e 32, par. 1, del Regolamento”.

Ovverosia, rispettivamente, il principio di integrità e riservatezza:

dati sono: (…) trattati in maniera da garantire un’adeguata sicurezza dei dati personali, compresa la protezione, mediante misure tecniche e organizzative adeguate, da trattamenti non autorizzati o illeciti e dalla perdita, dalla distruzione o dal danno accidentali.

e l’obbligo generale in capo a titolari e responsabili di predisporre misure di sicurezza adeguate al rischio:

Tenendo conto dello stato dell’arte e dei costi di attuazione, nonché della natura, dell’oggetto, del contesto e delle finalità del trattamento, come anche del rischio di varia probabilità e gravità per i diritti e le libertà delle persone fisiche, il titolare del trattamento e il responsabile del trattamento mettono in atto misure tecniche e organizzative adeguate per garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio (…).

Come detto, il fatto che ha portato all’apertura dell’istruttoria è stato un evento di violazione dei dati personali, o data breach, che è stato notificato al Garante Privacy come prescritto dall’art. 33 GDPR e che è consistito in un attacco ransomware con esfiltrazione e pubblicazione dei dati.

In seguito alla richiesta di informazioni, contrariamente a quanto affermato all’interno delle difese, è stato però accertata la mancata adozione di misure adeguate a rilevare le violazioni dei dati personali nonostante l’adozione delle misure indicate come “standard” all’interno della Circolare AgID. Nello specifico, non era stata implementata un’attività di monitoraggio delle anomalie su accessi e operazioni, né un sistema di alert. Il tutto, motivato dalla carenza di personale e budget limitato.

Motivazioni che però non hanno superato le contestazioni del Garante Privacy.

L’unica certezza è che se c’è un data breach, qualcosa non ha funzionato.


Quando c’è una violazione di sicurezza, qualcosa non ha funzionato. Contrariamente a quanto prospettato all’interno delle difese, l’attacco “particolarmente sofisticato ed elusivo” in quanto l’esfiltrazione di dati è avvenuta progressivamente nel tempo in orario notturno e giorni festivi senza superare la soglia media di traffico, il Garante ha ritenuto invece che un sistema di alert avrebbe ben potuto consentire di rilevare questi eventi di sicurezza:

Tali meccanismi automatici, ove opportunamente configurati e presidiati, consentono, infatti, di rilevare eventi che, proprio per le particolari accortezze impiegate dagli attaccanti, possono sfuggire al controllo umano, mettendo in rilevo determinati eventi (es. traffico in orario notturno o in giorni festivi, in giorni in cui non sono previsti interventi di manutenzione programmati) ancorché non significativi sul piano statistico (es. traffico in linea con la soglia di traffico medio giornaliero).

Per quanto infatti in un’istruttoria ci possa essere il terribile pericolo di un post hoc ergo propter hoc, ovverosia assumere che un evento successivo (data breach) sia stato causato dal precedente (inadeguatezza delle misure di sicurezza), ciò che è al centro della scena sono gli aspetti di gestione. Partendo dal fatto innegabile che se c’è stata una violazione di sicurezza qualcosa non ha funzionato, l’istruttoria ricostruisce le responsabilità in concreto del titolare. Che in questi casi riguardano, ad esempio, l’analisi dei rischi e la predisposizione di misure di mitigazione. E no, nella maggior parte dei casi non si può parlare di eventi che siano assolutamente imprevedibili né inevitabili. Quei rari cigni neri della cybersecurity sono talmente autoevidenti da non richiedere alcuna spiegazione a riguardo. Semmai sono eventi indesiderati, soprattutto per gli interessati.

Fra i requisiti del GDPR c’è infatti la corretta gestione della sicurezza, per cui si deve tenere conto dello stato dell’arte e dei costi di attuazione. Attenzione, però: questo non significa poter diminuire in alcun modo il livello di sicurezza, ma al contrario impone un ragionamento continuo che comporti anche il verificare che le misure adottate siano efficaci nel mitigare i rischi derivanti dai trattamenti. Anzi: il parametro del costo rappresenta un fattore di cui tenere conto per selezionare misure alternative e di pari efficacia, in un’ottica di semplificazione e ottimizzazione. In alcun modo può essere una scusa o giustificare l’inazione, perché è responsabilità del titolare mettere a budget la sicurezza nella gestione complessiva dei costi.

Lo stato dell’arte, in quanto concetto intrinsecamente dinamico, segue i progressi tecnologici, richiamando così l’attenzione sull’essere informati su opportunità e rischi nonché sull’aggiornare le misure in modo tale che siano in grado di fronteggiare le minacce emergenti. Ovviamente, secondo le conoscenze e i mezzi disponibili sul mercato.

Questo significa che adottare alcune misure minime, come quelle AgID, può non essere sufficiente.

Come è accaduto in questo caso. Sia dal punto di vista della realtà dei fatti, che per quanto riguarda gli aspetti sanzionatori.

Le misure “a catalogo” non bastano.


In realtà le misure minime non sono mai bastate, neanche in vigenza del Codice Privacy e dell’art. 33 che contemplava delle misure minime, dal momento che comunque l’art. 31 prevedeva:

I dati personali oggetto di trattamento sono custoditi e controllati, anche in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura dei dati e alle specifiche caratteristiche del trattamento, in modo da ridurre al minimo, mediante l’adozione di idonee e preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta

Ciononostante, il catalogo delle misure indicate da AgID come di livello “standard” (Circolare n. 2/2017 del 18 aprile 2017, “misure minime di sicurezza ICT per le pubbliche amministrazioni”), pur adottate, rappresentano solo una soglia minima di adempimento a cui devono essere aggiunte, se del caso, misure ulteriori.

Insomma: sono misure necessarie ma non sufficienti a dimostrare una gestione adeguata della sicurezza. Quindi, da sole non garantiscono il rispetto degli obblighi di sicurezza dal momento che sono state scritte per fornire indicazioni di carattere generale e diffuso per assicurare un minimo livello di protezione nella maggior parte delle situazioni (con l’indicazione di individuarne di più specifiche e adatte a raggiungere gli obiettivi di sicurezza di ciascuna PA), peraltro risalenti allo stato dell’arte vigente al momento della loro emanazione: fanno infatti riferimento a criteri di controllo del 2015, non sono state aggiornate e hanno skippato alla grande quel piccolo cambio di scenario dovuto a pandemia e guerra ibrida.

Il Garante Privacy conferma così l’esigenza di svolgere un’analisi dei rischi ed aggiornarla, potendo ben prendere come riferimento delle misure “a catalogo” senza però indulgere troppo nella convinzione che possano essere scollegate dal contesto o realizzino un “sempre e per sempre”.

Altrimenti, sarà una favola senza lieto fine.

E non c’è scusa di budget che tenga.

L'articolo Garante Privacy: non si scherza sul budget per la sicurezza dei dati personali. proviene da il blog della sicurezza informatica.



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Cephalus ransomware: una minaccia che sfrutta tool legittimi


@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Il nome Cephalus è emerso con una certa eleganza maligna a metà agosto. Non è l’ennesimo clone di LockBit, ma una variante che dimostra una certa sofisticazione nell’evasione e una spiccata attenzione alla pressione psicologica sulle vittime. Il team di Huntress ne ha osservato due incidenti



Android dice addio all’anonimato: la verifica dell’identità arriverà anche fuori dal Play Store


@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Google ha deciso di spostare il baricentro della sicurezza Android dal perimetro dell’app store al sistema operativo. Dal prossimo anno, gli sviluppatori che distribuiscono app su dispositivi Android certificati dovranno

Alessio Cappe reshared this.

in reply to Cybersecurity & cyberwarfare

Quindi la divulgazione globale sarà dal 2027.
abbiamo 1 anno e mezzo nel sperare che appaia un qualunque genio con sistema alternativo ad Android e compatibile con tutti (o quasi) i brand conosciuti al mondo.
Oppure sperare che il progetto Ubuntu Touch abbia più compabilità.
O sbaglio nello sperare questi due punti? :/



Data breach per Google, tutti i casini di Gmail


@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Google aveva già reso noto che il gruppo hacker ShinyHunters ha rubato i dati dei suoi clienti violando il suo database Salesforce, ma ora ha avvisato che gli utenti Gmail sono a rischio di cadere vittime di phishing. Tutti i dettagli

L'articolo proviene dalla sezione #Cybersecurity di #StartMag la testata



La Commissione avvia la revisione del Digital Markets Act con un occhio di riguardo per l’IA

L'articolo proviene da #Euractiv Italia ed è stato ricondiviso sulla comunità Lemmy @Intelligenza Artificiale
La Commissione ha lanciato una richiesta di prove per la revisione prevista del Digital Markets Act (DMA), concentrandosi sui servizi



A Tool-changing 3D Printer For the Masses


A preproduction U1 sitting on a workbench

Modern multi-material printers certainly have their advantages, but all that purging has a way to add up to oodles of waste. Tool-changing printers offer a way to do multi-material prints without the purge waste, but at the cost of complexity. Plastic’s cheap, though, so the logic has been that you could never save enough on materials cost to make up for the added capital cost of a tool-changer — that is, until now.

Currently active on Kickstarter, the Snapmaker U1 promises to change that equation. [Albert] got his hands on a pre-production prototype for a review on 247Printing, and what we see looks promising.

The printer features the ubiquitous 235 mm x 235 mm bed size — pretty much the standard for a printer these days, but quite a lot smaller than the bed of what’s arguably the machine’s closest competition, the tool-changing Prusa XL. On the other hand, at under one thousand US dollars, it’s one quarter the price of Prusa’s top of the line offering. Compared to the XL, it’s faster in every operation, from heating the bed and nozzle to actual printing and even head swapping. That said, as you’d expect from Prusa, the XL comes dialed-in for perfect prints in a way that Snapmaker doesn’t manage — particularly for TPU. You’re also limited to four tool heads, compared to the five supported by the Prusa XL.

The U1 is also faster in multi-material than its price-equivalent competitors from Bambu Lab, up to two to three times shorter print times, depending on the print. It’s worth noting that the actual print speed is comparable, but the Snapmaker takes the lead when you factor in all the time wasted purging and changing filaments.

The assisted spool loading on the sides of the machine uses RFID tags to automatically track the colour and material of Snapmaker filament. That feature seems to take a certain inspiration from the Bambu Labs Mini-AMS, but it is an area [Albert] identifies as needing particular attention from Snapmaker. In the beta configuration he got his hands on, it only loads filament about 50% of the time. One can only imagine the final production models will do better than that!

In spite of that, [Albert] says he’s backing the Kickstarter. Given Snapmaker is an established company — we featured an earlier Snapmaker CNC/Printer/Laser combo machine back in 2021— that’s less of a risk than it could be.

youtube.com/embed/oWUTe1TjjKA?…


hackaday.com/2025/08/27/a-tool…




As reported by the New York Times, a new complaint from the parents of a teen who died by suicide outlines the conversations he had with the chatbot in the months leading up to his death.#ChatGPT #OpenAI


Uno dei più convinti anti-Trump è George Takei, per chi guardava Star Trek lui è il signor Sulu.

😍😍😍




#Cina, #India e l'incubo di #Trump


altrenotizie.org/primo-piano/1…




Musk ci riprova: X e xAi fanno causa a OpenAi e Apple

L'articolo proviene da #StartMag e viene ricondiviso sulla comunità Lemmy @Informatica (Italy e non Italy 😁)
Fallita la precedente mossa giudiziale, Musk torna all'assalto di OpenAi e questa volta lo fa attaccando anche Apple: il loro accordo, sostiene il magnate sudafricano che intende spingere il proprio Grok sui device di tutto il



l'Inter riparte da cinque


altrenotizie.org/spalla/10764-…



comunque credo di aver notato una differenza di approccio tra la generazione di informatici nati diciamo con il mondo commodore & spectrum (generazione dei nati nel 1970-1975) e i precedenti. per noi l'informatica è qualcosa di sempre utile. dove qualsiasi cosa, in salsa microprocessore e sw, è necessariamente più flessibile ed efficiente e con un'interfaccia più leggibile. le generazioni precedenti forse sono quelle che hanno lavorato si nell'informatica ma preferiscono mantenere distinti gli ambiti, dove le radio per essere radio devono essere hardware solo e puro ecc ecc ecc.


Questo sono io che tutto stupito mi faccio la foto ricordo fuori dal primo AutoVeg della mia vita 😮

Stavamo tornando da un minitour in Sicilia passando per la Calabria, e c'era un traffico bestiale, tipo controesodo di fine Agosto, bollino rosso proprio. A un certo punto mi viene un po' di fame ma mi dico che non mi fermerò mai all'Autogrill, se non per pisciare, perché in quel non-luogo maledetto ti prendono per il collo, ti fanno pagare l'acqua come fosse champaigne, panini schifosi come fossero gourmet etc.etc. Proprio mentre facevo questi ragionamenti vedo il cartello lato strada di questo posto chiamato AutoVeg. Mi fermo subito, parcheggio al volo ed entro. All'interno trovo un locale pieno di banchi di frutta e verdura di tutti i tipi, tipo un mercato proprio, dalle carote ai cocomeri, dalle banane a tutto il resto. Vedo i prezzi e sono decenti. Ci sono anche robe sporzionate, promte per essere mangiate sui tavolini allestiti poco più in là, vicino al banco del bar, dove dalle vetrine si intravedono anche panini, affettati (sicuramente vegani), verdure sott'olio, tipo il banco di un pizzicarolo insomma, ma anche insalate di farro, cous cous e cose del genere. E poi serie di frigo con la G4zaCola dentro, diapenser di acqua gratuita per tuttu, etc.etc Insomma, un sogno. Allora fermo un'inserviente del reparto frutta e le dico: scusi ma che posto assurdo è questo?! E lei mi fa: questo è il progetto pilota di una nuova catena tipo Autogrill, ideata e gestita da una cooperativa di produttori e consumatori nata a Bugliano. E io le chiedo: ma come è possibile che i prezzi siano così bassi rispetto all'Autogrill?! E lei: be' chiaro, i prezzi sono onesti perché non c'è nessuno a monte che fa guadagni stratosferici sulla pelle dei lavoratori, dei produttori e dei consumatori. Io basito. Comunque vabbe', per farla breve compro un kilo di carote, un kilo di pomodorini, tutto già lavato e pronto per essere consumato on the road, poi un kilo di banane mature, un pacchetto di ceci secchi e anche una confezione di piadine integrali, per fare un banana spliff a un certo punto, hai visto mai. Tutto quello che mi serve per affrontare a pancia piena e senza alcuna pesantezza da junk-food il viaggio verso casa, che purtroppo si annuncia lunghissimo. Quindi insomma, se vedete anche voi questa insegna, fermatevi con fiducia, straconsigliata! 👍😋

#AutoVeg #vegan #veg

Unknown parent

friendica (DFRN) - Collegamento all'originale
Adriano Bono
@Dún Piteog in realtà no, tutto falso, un sogno ad occhi aperti più che altro 🤣




Microsoft coinvolge l’Fbi per monitorare le proteste pro Pal?

L'articolo proviene da #StartMag e viene ricondiviso sulla comunità Lemmy @Informatica (Italy e non Italy 😁)
Secondo un rapporto di Bloomberg, Microsoft si è rivolta all'Fbi per monitorare le proteste palestinesi nel suo campus di Redmond nell'ultimo anno. Le proteste riguardavano la richiesta al gigante della

Nicola Pizzamiglio reshared this.



trump fa l'"equidistante" tra aggredito e aggressore. ma non c'è nel suo corpo una sola fibra di giustizia che si ribella e gli dice quanto è xxxxxx? ma lui tra la figlia stuprata e lo stupratore si metterebbe a un tavolo a chiedere che i 2 si parlino e mettano d'accordo? ma poi mettersi d'accordo su cosa? lo stupratore deve pagare per quello che ha fatto.


Oggi, presso la Sala Neri Generali Cattolica del Meeting di Rimini, si svolgerà l’evento “I giovani e la sfida della formazione” alla presenza del Ministro Giuseppe Valditara.

Qui la diretta dalle ore 13 ➡ youtube.



Influencer al posto dei giornalisti: Israele prova a occultare la fame a Gaza


@Notizie dall'Italia e dal mondo
I nuovi testimonial del governo Netanyahu, liberi di entrare mentre i giornalisti vengono tenuti a distanza, mostrano banchi con aiuti alimentari, convogli ordinati, scorte distribuite “generosamente” al popolo palestinese.
L'articolo Influencer al



Flottiglia globale per Gaza: via alle partenze dall’Italia


@Notizie dall'Italia e dal mondo
Dall’Italia si uniscono alla mobilitazione mondiale decine di imbarcazioni di attivisti e aiuti umanitari, in partenza da Genova e dalla Sicilia per rompere l’assedio di Gaza e gettare luce sui crimini contro la popolazione palestinese
L'articolo Flottiglia globale per Gaza: via alle



ROTTE SPAZIALI, SFIDE TERRESTRI: IL FUTURO DEL MADE IN ITALY È OLTRE L’ATMOSFERA

@Informatica (Italy e non Italy 😁)

Nel mondo multipolare e instabile che stiamo vivendo, lo spazio non è più soltanto un orizzonte tecnologico o scientifico...
L'articolo ROTTE SPAZIALI, SFIDE TERRESTRI: IL FUTURO DEL MADE IN ITALY È OLTRE L’ATMOSFERA proviene da GIANO NEWS.



Chantal Acda – il nuovo album anticipato dal singolo Hit The Verge
freezonemagazine.com/news/chan…
Uscito lo scorso 22 agosto, il nuovo singolodi Chantal Acda, intitolato Hit the Verge brano che cattura quella precisa sensazione di quando si sta seduti in macchina mentre la pioggia scorre sui finestrini. Tutte le cattive notizie, il caos e la confusione della quotidianità vengono chiuse fuori, dentro pervade uno stato di


Forty-four attorneys general signed an open letter on Monday that says to companies developing AI chatbots: "If you knowingly harm kids, you will answer for it.”#chatbots #AI #Meta #replika #characterai #Anthropic #x #Apple


Attorneys General To AI Chatbot Companies: You Will ‘Answer For It’ If You Harm Children


Forty-four attorneys general signed an open letter to 11 chatbot and social media companies on Monday, warning them that they will “answer for it” if they knowingly harm children and urging the companies to see their products “through the eyes of a parent, not a predator.”

The letter, addressed to Anthropic, Apple, Chai AI, OpenAI, Character Technologies, Perplexity, Google, Replika, Luka Inc., XAI, and Meta, cites recent reporting from the Wall Street Journal and Reuters uncovering chatbot interactions and internal policies at Meta, including policies that said, “It is acceptable to engage a child in conversations that are romantic or sensual.”

“Your innovations are changing the world and ushering in an era of technological acceleration that promises prosperity undreamt of by our forebears. We need you to succeed. But we need you to succeed without sacrificing the well-being of our kids in the process,” the open letter says. “Exposing children to sexualized content is indefensible. And conduct that would be unlawful—or even criminal—if done by humans is not excusable simply because it is done by a machine.”

Earlier this month, Reuters published two articles revealing Meta’s policies for its AI chatbots: one about an elderly man who died after forming a relationship with a chatbot, and another based on leaked internal documents from Meta outlining what the company considers acceptable for the chatbots to say to children. In April, Jeff Horwitz, the journalist who wrote the previous two stories, reported for the Wall Street Journal that he found Meta’s chatbots would engage in sexually explicit conversations with kids. Following the Reuters articles, two senators demanded answers from Meta.

In April, I wrote about how Meta’s user-created chatbots were impersonating licensed therapists, lying about medical and educational credentials, and engaged in conspiracy theories and encouraged paranoid, delusional lines of thinking. After that story was published, a group of senators demanded answers from Meta, and a digital rights organization filed an FTC complaint against the company.

In 2023, I reported on users who formed serious romantic attachments to Replika chatbots, to the point of distress when the platform took away the ability to flirt with them. Last year, I wrote about how users reacted when that platform also changed its chatbot parameters to tweak their personalities, and Jason covered a case where a man made a chatbot on Character.AI to dox and harass a woman he was stalking. In June, we also covered the “addiction” support groups that have sprung up to help people who feel dependent on their chatbot relationships.

A Replika spokesperson said in a statement:

"We have received the letter from the Attorneys General and we want to be unequivocal: we share their commitment to protecting children. The safety of young people is a non-negotiable priority, and the conduct described in their letter is indefensible on any AI platform. As one of the pioneers in this space, we designed Replika exclusively for adults aged 18 and over and understand our profound responsibility to lead on safety. Replika dedicates significant resources to enforcing robust age-gating at sign-up, proactive content filtering systems, safety guardrails that guide users to trusted resources when necessary, and clear community guidelines with accessible reporting tools. Our priority is and will always be to ensure Replika is a safe and supportive experience for our global user community."

“The rush to develop new artificial intelligence technology has led big tech companies to recklessly put children in harm’s way,” Attorney General Mayes of Arizona wrote in a press release. “I will not standby as AI chatbots are reportedly used to engage in sexually inappropriate conversations with children and encourage dangerous behavior. Along with my fellow attorneys general, I am demanding that these companies implement immediate and effective safeguards to protect young users, and we will hold them accountable if they don't.”

“You will be held accountable for your decisions. Social media platforms caused significant harm to children, in part because government watchdogs did not do their job fast enough. Lesson learned,” the attorneys general wrote in the open letter. “The potential harms of AI, like the potential benefits, dwarf the impact of social media. We wish you all success in the race for AI dominance. But we are paying attention. If you knowingly harm kids, you will answer for it.”

Meta did not immediately respond to a request for comment.

Updated 8/26/2025 3:30 p.m. EST with comment from Replika.




Il pestaggio è stato così violento che le manette mi si sono staccate due volte". Ora soffro di fratture alle costole e non riesco a dormire.


Flock said it has "paused all federal pilots" after police departments said they didn't realize they were sharing access with Customs and Border Patrol.

Flock said it has "paused all federal pilots" after police departments said they didnx27;t realize they were sharing access with Customs and Border Patrol.#Flock



80s Nostalgia AI Slop Is Boomerfying the Masses for a Past That Never Existed#AISlop


Altri 4 giornalisti martirizzati in seguito al bombardamento israeliano sull'ospedale Nasser -...

Altri 4 giornalisti martirizzati in seguito al bombardamento israeliano sull'ospedale Nasser - Gaza

Il numero totale di giornalisti uccisi dal 7 ottobre è salito a 241.

"israele" stato terrorista!!!!

Gazzetta del Cadavere reshared this.





#USA, l'esercito del presidente


altrenotizie.org/primo-piano/1…


Three sources described how AI is writing alerts for Citizen and broadcasting them without prior human review. In one case AI mistranslated “motor vehicle accident” to “murder vehicle accident.”#News


Citizen Is Using AI to Generate Crime Alerts With No Human Review. It’s Making a Lot of Mistakes


Crime-awareness app Citizen is using AI to write alerts that go live on the platform without any prior human review, leading to factual inaccuracies, the publication of gory details about crimes, and the exposure of sensitive data such as peoples’ license plates and names, 404 Media has learned.

The news comes as Citizen recently laid off more than a dozen unionized employees, with some sources believing the firings are related to Citizen’s increased use of AI and the shifting of some tasks to overseas workers. It also comes as New York City enters a more formal partnership with the app.

💡
Do you know anything else about how Citizen or others are using AI? I would love to hear from you. Using a non-work device, you can message me securely on Signal at joseph.404 or send me an email at joseph@404media.co.

“Speed was the name of the game,” one source told 404 Media. “The AI was capturing, packaging, and shipping out an initial notification without our initial input. It was then our job to go in and add context from subsequent clips or, in instances where privacy was compromised, go in and edit that information out,” they added, meaning after the alert had already been pushed out to Citizen’s users.

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