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C'è un volto che attraversa i secoli senza perdere forza. Lo si ritrova nelle icone medievali come nei manifesti ecologisti, nei documenti papali come nelle canzoni pop.


Criminalità transfrontaliera ambientale: il Governo italiano si predispone ad accogliere la nuova normativa europea


Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei Foti e di quello della giustizia Nordio, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo, recante l’attuazione della direttiva (UE) 2024/1203 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 aprile 2024, che istituisce un quadro penale comune per i reati ambientali nell'Unione. La direttiva europea mira a rafforzare la tutela dell'ambiente, in linea con gli obiettivi di protezione della qualità dell'aria, dell'acqua, del suolo, degli ecosistemi, della fauna e della flora, e sostituisce le direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE.

L’intervento normativo italiano di recepimento è volto a rafforzare la prevenzione e il contrasto dei reati ambientali, tenendo conto dell’accresciuta rilevanza dei fenomeni di degrado ambientale, della perdita di biodiversità e degli effetti dei cambiamenti climatici, nonché della dimensione transfrontaliera della criminalità ambientale.
Si introducono modifiche al Codice penale, aggiornando e integrando la disciplina degli eco-delitti, con particolare riferimento alle fattispecie di inquinamento ambientale e alle nuove ipotesi di commercio di prodotti inquinanti, produzione e commercio di sostanze ozono-lesive e di gas a effetto serra. Inoltre, si rafforzano le circostanze aggravanti, si precisa la nozione di condotta abusiva e si adegua il trattamento sanzionatorio, in coerenza con le indicazioni della direttiva europea.

Il provvedimento amplia il catalogo dei reati ambientali rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica (decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231), e adegua la disciplina delle sanzioni, nel rispetto dei principi di proporzionalità ed effettività.

Al fine di assicurare la cooperazione e il coordinamento più efficaci e tempestivi tra tutte le autorità competenti coinvolte nella prevenzione e nella lotta contro i reati ambientali, si istituisce presso la Procura generale presso la Corte di cassazione il Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale. Di tale Sistema fanno parte: il Procuratore generale presso la Corte di cassazione; i Procuratori generali presso le Corti d’appello; il Procuratore nazionale antimafia.
Entro il 21 maggio 2027, il Parlamento elabora e pubblica la Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali. Tale documento programmatico, aggiornato ogni tre anni, definirà gli obiettivi prioritari della politica nazionale, valuterà le risorse necessarie e promuoverà misure per innalzare la consapevolezza pubblica sulla tutela ambientale.

#ambiente #reatitransnazionali #UE

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Torino – Convegno “Cura e filiazione” con la partecipazione di Francesca Re


Francesca Re, Avvocata e Consigliera Generale dell’Associazione Luca Coscioni, interverrà nella giornata di venerdì 23 gennaio primo convegno interdisciplinare del progetto EVOLVE – Cura e filiazione, il nuovo paradigma della genitorialità funzionale, all’interno del panel “La genitorialità funzionale alla prova dei casi”.

📅Venerdì 23 gennaio 2026
🕕Dalle ore 14 alle 16
📍Università degli Studi di Torino – Campus Luigi Einaudi, Lungo Dora Siena 100, Torino


Il convegno è organizzato con il contributo di Magistratura Democratica e in collaborazione con: Comune di Torino, Camera Minorile di Torino, Associazione Famiglie Arcobaleno, Associazione Luca Coscioni, Associazione Rete Lenford e si svolgerà nelle giornate del 22 e 23 gennaio.

Accreditato presso l’Ordine degli avvocati di Torino. La partecipazione consente l’acquisizione di crediti validi ai fini della formazione permanente.Link info e programma completo

L'articolo Torino – Convegno “Cura e filiazione” con la partecipazione di Francesca Re proviene da Associazione Luca Coscioni.




Il Papa ha inviato un messaggio per i 30 anni della trasmissione "Porta a Porta". Lo fa sapere la Rai, annunciando che il messaggio di Leone XIV sarà letto dal conduttore, Bruno Vespa, durante lo "Speciale Porta a porta – 30 anni della nostra vita” i…


Questa mattina, nella Cappella di Urbano VIII nel Palazzo Apostolico, sono stati presentati a Papa Leone XIV due agnelli che saranno benedetti in occasione della memoria liturgica di sant'Agnese, vergine e martire, nell'omonima basilica sulla via Nom…



Help de Piraten in jouw gemeente


Misschien woon jij in een gemeente waar de Piratenpartij mee wil doen. Alleen met voldoende ondersteuningsverklaringen (OSV) zetten we de Piratenpartij op het stemformulier. Een OSV heet ook wel een H4-formulier. Download ze voor jouw gemeente: gemeente opsturen naar Amsterdam mailto:amsterdam@piratenpartij.nl stadsdeelcommissie Amsterdam – West mailto:amsterdam@piratenpartij.nl Procedure in het kort: Neem geldig ID mee! De […]

Het bericht Help de Piraten in jouw gemeente verscheen eerst op Piratenpartij.



[2026-01-28] Sportello Psicologico sui Traumi dei Migranti @ Via Web (Whatsapp, Skype)


Sportello Psicologico sui Traumi dei Migranti

Via Web (Whatsapp, Skype) - Sardegna, Alghero
(mercoledì, 28 gennaio 08:00)
Sportello Psicologico sui Traumi
La guerra in Ucraina ha messo in risalto quanti migranti fuggono da tutti i teatri di guerra in giro per il mondo. Il Centro Culturale ResPublica, di Alghero, col sostegno del Centro Culturale Sa Domo De Totus, di Sassari, ha arricchito lo Sportello di Ascolto Psicologico via web con le tecniche psicologiche mirate all'elaborazione dei traumi. Gratuitamente, con lo psicoterapeuta Gian Luigi Pirovano 3804123225


sapratza.in//event/sportello-p…




Katja Hrobat Virloget – Esodo. Il silenzio di chi resta
freezonemagazine.com/news/katj…
In libreria dal 28 Gennaio 2026 Un’antropologa e ricercatrice indaga le memorie dei rimasti dopo l’esodo: uomini e donne che nei turbolenti anni del secondo dopoguerra non hanno lasciato l’Istria assieme a gran parte della comunità italiana per raggiungere l’Italia; persone che sono rimaste in Jugoslavia e da maggioranza sono diventate minoranza.



“Preghiamo per la pace, in un momento della storia che sembra segnato da una crescente perdita del valore della dignità umana e in cui la guerra è tornata di moda”.


“Chiediamo al Signore di elargire il dono del suo Spirito a tutte le Chiese sparse nel mondo perché, attraverso di esso, i cristiani allontanino la divisione per comporre saldi legami di unità”.


“Preghiamo per la pace, in un momento della storia che sembra segnato da una crescente perdita del valore della dignità umana e in cui la guerra è tornata di moda”.


Reti 5G, UE: “In tre anni via ZTE e Huawei”


@Informatica (Italy e non Italy 😁)
“Insieme agli Stati membri, individueremo quali componenti specifiche della catena di fornitura ICT dei nostri settori critici richiederebbero misure di mitigazione mirate. Proponiamo una serie di possibili misure di riduzione del rischio, tra cui restrizioni per i fornitori ad alto rischio”.Così ha scritto Henna Virkkunen,




“Gesù ci rivela il Padre coinvolgendoci nella propria relazione con lui”. Lo ha spiegato il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, dedicata ancora una volta alla Costituzione conciliare Dei Verbum.


[2026-01-28] Il grande gioco - aperitivo, proiezione, discussione @ Ateneo libertario


Il grande gioco - aperitivo, proiezione, discussione

Ateneo libertario - Milano, viale Monza 255
(mercoledì, 28 gennaio 19:30)
Il grande gioco - aperitivo, proiezione, discussione
IL GRANDE GIOCO
MILANO - CORTINA: IL ROVESCIO DELLE MEDAGLIE

Aperitivo, proiezione del film e dibattito
con la partecipazione di Alberto Abo Di Monte (APE Milano), Luca Trada (CIO, Comitato Insostenibili Olimpiadi)

Mercoledì 28 gennaio 2026 dalle 19:30,
inizio film 20:30

Ateneo Libertario - Milano
Federazione Anarchica - Milano
VIALE MONZA 255 (MM1 PRECOTTO) MILANO

🏴https://faimilano.vado.li/feed/rss
🚩https://puntello-ateneolibertario.vado.li/feed/rss
🏴‍☠️https://t.me/faimilano


puntello.org/event/il-grande-g…



“A salvarci e a convocarci non sono soltanto la morte e la risurrezione di Gesù, ma la sua persona stessa: il Signore che s’incarna, nasce, cura, insegna, soffre, muore, risorge e rimane fra noi”.


“Gesù Cristo è rivelatore del Padre con la propria umanità”. A sottolinearlo è stato il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata in Aula Paolo VI e dedicata ancora una volta alla Dei Verbum.


“Grazie a Gesù conosciamo Dio come siamo da lui conosciuti”. Lo ha detto il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, dedicata ancora una volta alla Dei Verbum, la Costituzione conciliare sulla Rivelazione divina.


Matteo Mainardi interviene a Bologna in occasione della proiezione del film “La Grazia”


📅Giovedì 22 gennaio 2026
🕕Dalle ore 18:00
📍Cinema Odeon, Via Mascarella 3, Bologna


In occasione della proiezione del film La Grazia di Paolo Sorrentino con Toni Servillo, la Cellula Coscioni di Bologna sarà presente con un tavolo informativo e con un dibattito post-proiezione che vedrà l’intervento di Matteo Mainardi, Coordinatore della campagna “Liberi subito” e Consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica APS, per un confronto sui diritti nel fine vita e sul rispetto della volontà individuale.

L'articolo Matteo Mainardi interviene a Bologna in occasione della proiezione del film “La Grazia” proviene da Associazione Luca Coscioni.



“Dio si rivela in un dialogo di alleanza, nel quale si rivolge a noi come ad amici”. Lo ha ricordato il Papa, che anche oggi, come mercoledì scorso, ha dedicato la catechesi dell’udienza generale, pronunciata in Aula Paolo VI, alla Costituzione dogma…


Katja Hrobat Virloget – Esodo. Il silenzio di chi resta
freezonemagazine.com/news/katj…
In libreria dal 28 Gennaio 2026 Un’antropologa e ricercatrice indaga le memorie dei rimasti dopo l’esodo: uomini e donne che nei turbolenti anni del secondo dopoguerra non hanno lasciato l’Istria assieme a gran parte della comunità italiana per raggiungere l’Italia; persone che sono rimaste in Jugoslavia e da maggioranza sono diventate minoranza.


EDRi-gram, 21 January 2026


What has the EDRi network been up to over the past few weeks? Find out the latest digital rights news in our bi-weekly newsletter. In this edition: EDRi’s 2025 year in review, new resource to support an EU spyware ban, DSA delayed in Poland, & more!

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Fighting for algorithmic justice: lessons learned in working closely with affected people


Bits of Freedom shares lessons learned while working on “Amsterdam Top400”, an invasive municipality project which involved the use of predictive policing and led to unwanted interference in the private lives of young people. Together with a coalition of professionals from different background and affected individuals, they explored the possibility of holding the municipality of Amsterdam accountable for violations of children’s rights, data protection law, and fundamental freedoms.

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EDRi launches new resource to document abuses and support a full ban on spyware in Europe


Spyware continues to spread across Europe despite years of scandals and undisputable evidence of fundamental rights violations. As the European Commission remains inactive, civil society, journalists and some lawmakers at the European Parliament are stepping up pressure for accountability. In this context, EDRi is launching a document pool to centralise resources that tracks abuse and support the growing push for a full EU-wide ban of spyware.

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[2026-01-23] Presentazione della rivista R/EST: "La realtà di oggi nell'ex Jugoslavia, oltre gli stereotipi" @ Circolo Chico Mendes


Presentazione della rivista R/EST: "La realtà di oggi nell'ex Jugoslavia, oltre gli stereotipi"

Circolo Chico Mendes - via Leone Pancaldo 15r
(venerdì, 23 gennaio 19:00)
Lcandina dell'evento, con i dati riportati in descrizione Il testo è impaginato in colori chiari su uno sfondo blu scuro dove si vede una foto di una signora anziana con la testa coperta da un fazzoletto bianco e un abito scuro, china a terra, di fianco al cerchione di una Ferrari con l'inconfondibile cavallino rampante. Presentazione della rivista R/EST: "La realtà di oggi nell'ex Jugoslavia, oltre gli stereotipi"
Presentazione della rivista R/EST:
ore 19:00
"Oltre gli stereotipi. Un'itinerario nel sudest Europa"
presentano: Matteo Pioppi e collettivo del Chico Mendes
ore 2030
Cena sociale di autofinanziamento a prenotazione al numero:
3775035948 (sms o telegram)

COS’è R/EST
R/EST è una nuova rivista semestrale che a partire da settembre 2026 offrirà un’inchiesta sociale permanente, contaminata e partecipata, per sguardi e linguaggi nell'area sud-est europea. Un viaggio, in otto numeri, ciascuno dedicato a un macro tema, con rubriche fisse trasversali, per esplorare l’area oltre Adriatico, dalla Slovenia alla Turchia, passando per ex Jugoslavia, Albania, Romania, Bulgaria e Grecia. Un’indagine narrativa sull’area partendo proprio da questa domanda: esistono i Balcani? Come li raccontiamo? Come si raccontano? Quanto, e quando, un prossimo geografico diventa un altrove narrativo?
Per rispondere a queste domande abbiamo attinto a un universo complesso, che frequentiamo da anni, fatto di relazioni personali e professionali con persone che hanno studiato e abitato quei territori. Con loro condividiamo la volontà di raccontare quei luoghi superando stereotipi e orientalismi coloniali.
Per queste ragioni vogliamo offrire uno sguardo differente sulla regione del sud-est Europa e farlo con tutte quelle persone che abbiamo incontrato in questi decenni. Perché crediamo in un racconto competente e partecipato


gancio.invegendo.org/event/pre…



EDRi’s 2025 in review: we resisted, we persisted


As for most civil society organisations, 2025 was a tumultuous and challenging year for EDRi. Shifting political landscapes and shrinking civic space have made the work of civil society in Europe and around the world increasingly difficult for years . Yet we have nevertheless found many reasons to hope, celebrate, resist and persist.

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President’s veto further delays the implementation of the DSA in Poland


Poland is among the last EU member states to implement the Digital Service Act. After two years of negotiations between the government and civil actors – led by the Panoptykon Foundation, the Polish NGO protecting fundamental rights in the online context – the implementing act was ready. President’s veto means that the process has to be started afresh.

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Can Skynet Be a Statesman?


There’s been a lot of virtual ink spilled about LLMs and their coding ability. Some people swear by the vibes, while others, like the FreeBSD devs have sworn them off completely. What we don’t often think about is the bigger picture: What does AI do to our civilization? That’s the thrust of a recent paper from the Boston University School of Law, “How AI Destroys Institutions”. Yes, Betteridge strikes again.

We’ve talked before about LLMs and coding productivity, but [Harzog] and [Sibly] from the school of law take a different approach. They don’t care how well Claude or Gemini can code; they care what having them around is doing to the sinews of civilization. As you can guess from the title, it’s nothing good.
"A computer must never make a management decision."Somehow the tl;dr was written decades before the paper was.
The paper a bit of a slog, but worth reading in full, even if the language is slightly laywer-y. To summarize in brief, the authors try and identify the key things that make our institutions work, and then show one by one how each of these pillars is subtly corroded by use of LLMs. The argument isn’t that your local government clerk using ChatGPT is going to immediately result in anarchy; rather it will facilitate a slow transformation of the democratic structures we in the West take for granted. There’s also a jeremiad about LLMs ruining higher education buried in there, a problem we’ve talked about before.

If you agree with the paper, you may find yourself wishing we could launch the clankers into orbit… and turn off the downlink. If not, you’ll probably let us know in the comments. Please keep the flaming limited to below gas mark 2.


hackaday.com/2026/01/21/can-sk…



Le Facoltà di Teologia San Isidoro di Siviglia e la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale hanno annunciato il conferimento congiunto del dottorato honoris causa in Sacra Teologia al card.


New research reveals how Snapchat uses notifications to manipulate users


A new study by Bits of Freedom shows that Snapchat sends users misleading notifications. This is banned under the Digital Services Act which prohibits misleading and manipulative design on online platforms. The results of this study make for important input into possible DSA enforcement actions and support including rules about attention-grabbing notifications in the upcoming Digital Fairness Act.

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Intelligenza artificiale e migrazioni: tra ponte per l’integrazione e strumento di controllo


@Notizie dall'Italia e dal mondo
Nel mondo di oggi, sempre più connesso e imperniato sulle nuove tecnologie, il rapporto tra innovazione digitale e migrazioni è diventato un tema di grande rilevanza. L’intelligenza artificiale, in particolare, rappresenta uno strumento



Bastian’s Night #460 January, 22nd


Every Thursday of the week, Bastian’s Night is broadcast from 21:30 CET.

Bastian’s Night is a live talk show in German with lots of music, a weekly round-up of news from around the world, and a glimpse into the host’s crazy week in the pirate movement.


If you want to read more about @BastianBB: –> This way


piratesonair.net/bastians-nigh…



Self-Powered Top Spins for Hours


An aluminium top is shown spinning on a plastic disk in front of a tablet showing the text "2:07:49.5"

The meaning of Inception’s ending famously revolves around a top which spins forever in dreams, but in real life comes to a stop like any other top. Any other top, that is, except for [Aaed Musa]’s self-spinning top, which can continuously spin for about two hours before coming to a stop.

The one constraint was that every functional component had to be contained within the top’s shell, and [Aaed]’s first approach was to build a reaction wheel into the top. When a motor accelerates a weighted wheel, conservation of angular momentum applies an equal and opposite torque to the motor. The problem is that motors eventually reach a top speed and stop accelerating, which puts an end to the torque. This is known as saturation, and the only way to desaturate a reaction wheel is to slow it down, which counteracts the originally generated torque. [Aaed] originally planned to mount the motor in a one-way bearing, which would let it bleed off speed without producing torque against the rest of the top, but it was rather choppy in practice.

The solution occurred to [Aaed] while watching the aforementioned final scene, when it occurred to him that the wobbling of a top could actually generate rotation. A prototype proved that an off-center weight rotating at a constant speed did successfully spin the top by rotating the center of mass, and after that, it was a matter of incremental testing and improvement. A higher moment of inertia worked better, as did a lower center of gravity and a tip made from a hard, low-friction silicon nitride ball bearing. He made housings out of both 3D-printed plastic and CNC-milled aluminium, which each contained a tiny brushless motor, an electric speed controller, a microcontroller, and a small rechargeable lithium battery.

If you allow for external power, you can make the top itself the rotor of a motor, and drive it from a base. Alternatively, if you levitate your top in a vacuum, it could spin for longer than recorded history.

youtube.com/embed/Wp5NodfvvF4?…


hackaday.com/2026/01/20/self-p…



Block Devices in User Space


Your new project really could use a block device for Linux. File systems are easy to do with FUSE, but that’s sometimes too high-level. But a block driver can be tough to write and debug, especially since bugs in the kernel’s space can be catastrophic. [Jiri Pospisil] suggests Ublk, a framework for writing block devices in user space. This works using the io_uring facility in recent kernels.

This opens the block device field up. You can use any language you want (we’ve seen FUSE used with some very strange languages). You can use libraries that would not work in the kernel. Debugging is simple, and crashing is a minor inconvenience.

Another advantage? Your driver won’t depend on the kernel code. There is a kernel driver, of course, named ublk_drv, but that’s not your code. That’s what your code talks to.

The driver maintains the block devices and relays I/O and ioctl requests to your code for servicing. There are several possible use cases for this. For example, you could dream up some exotic RAID scheme and expose it as a block device that multiplexes many devices. The example in the post, for example, exposes a block device that is made up of many discrete files on a different file system.

Do you need this? Probably not. But if you do, it is a great way to push out a block driver in a hurry. Is it high-performance? Probably not, just like FUSE isn’t as performant as a “real” file system. But for many cases, that’s not a problem.

If you want to try FUSE, why not make your favorite website part of your file system?


hackaday.com/2026/01/20/block-…



RAM Prices Got You Down? Try DDR3. Seriously!


DDR3 seemed plenty fast when it first showed up 19 years ago. Who could say no to 6400 Mb/s transfer speeds? Of course compared to the modern DDR5 that’s glacially slow, but given that RAM is worth its weight in gold these days– with even DDR4 spiking in price– some people, like [Gheeotine], are asking “can you game on DDR3“? The answer is a shocking yes.

[Gheeotine] builds two budget-friendly PCs for this video, using some of the newest DD3-supporting motherboards available. That’s not exactly new: we’re talking 12 to 15 years old, but hey, not old enough to drive. We certainly didn’t expect to hear about an x79 motherboard hosting an Ivy Bridge processor in 2026, but needs must when the devil dances. The only concession to modernity is the graphics cards: the x79 mobo got an RX6600XT 8GB, and the other build, using a z97 motherboard got an NVIDIA RTX 4060. The z97 motherboard allowed a slightly newer processor, as well, an i7 4790, with the new and exciting Haswell architecture you may have heard of. Both boards are maxed out on RAM, because at less than one USD/GB, why not?

[Gheeotine] puts a few new titles through their paces on these boxen, and while the results aren’t amazing, everything he tries comes out playable, which is amazing in and of itself. Well, playable unless you’re one of those people who can’t stand playing at resolutions under 4K or FPS under 100. Those of who spent their formative years with 29.7 FPS or 25 FPS in NTSC or PAL regions aren’t going to complain too loudly if frame rates dip down into the 30s playing at 1080p for some of the more demanding titles. Ironically, one of those was the five-year-old Crysis Remastered. Given the age of some of this hardware “Can it Run Crysis” is a perfectly reasonable question, and the answer is still yes.

If you want modern games, you’re much better off with a z97 chipset motherboard if you chose to go the DDR3 route, since you won’t run into issues related to the AVX2 instruction, which first appeared with the Haswell microarchitecture. Here at Hackaday our preferred solution to the rampocalypse is software optimization, Since holding your breath for that would probably be fatal, cost-optimizing PC builds is probably a good plan, even if some might balk at going all the way back to DDR3.

Of course if you’re going to use nearly-retro hardware like DDR3, you might as well go all-out on retro vibes with a nostalgic 80s-style, or even 50s-style case.

youtube.com/embed/3_BNJCUqR-o?…


hackaday.com/2026/01/20/ram-pr…



La fiducia del popolo curdo è difficile da ricostruire


L’uccisione di una rivoluzionaria ad Aleppo ha infranto le aspettative curde nei confronti di Devlet Bahçeli. L’attacco genocida compiuto ad Aleppo è avvenuto in seguito agli incontri tenutisi a Parigi tra gli Stati Uniti, Israele, l’amministrazione di Damasco e Hakan Fidan. Secondo il resoconto, è stato raggiunto un accordo tra le amministrazioni israeliana e di Damasco, in base al quale la Siria meridionale sarebbe rimasta sotto il controllo israeliano. In cambio, si prevedeva l’allontanamento dei curdi da Aleppo e il trasferimento del controllo della città allo Stato turco. In realtà, l’ambizione dello Stato turco di impadronirsi e amministrare Aleppo era già stata evidente l’anno scorso, l’8 dicembre, quando era crollato il regime di Assad.

All’epoca, si racconta che siano stati fatti tentativi di issare la bandiera turca in città. Ora, contemporaneamente al controllo israeliano del sud di Damasco, sono stati lanciati attacchi contro i quartieri Sheikh Maqsoud (Şêxmeqsûd) e Ashrafieh (Eşrefiyê) di Aleppo.

Ciò che era stato pianificato ad Aleppo è stato descritto come un atto di “pulizia etnica”, pari a un genocidio. Si sostiene che questa richiesta provenga dallo Stato turco, di cui Hakan Fidan è il portavoce.

Come noto, la scadenza fissata per l’attuazione dell’Accordo del 10 marzo era stata raggiunta. I funzionari dell’alleanza tra il Partito per la giustizia e lo sviluppo (AKP) e il Partito del movimento nazionalista (MHP) lanciavano minacce quotidiane contro l’Amministrazione Autonoma della Siria del Nord e dell’Est (AANES). È stato notato che nemmeno l’amministrazione provvisoria di Damasco stava diffondendo minacce di questo livello.

Per questo motivo, Abdullah Öcalan è intervenuto da Imralı, invitando l’Amministrazione autonoma della Siria settentrionale e orientale a procedere con l’attuazione dell’accordo del 10 marzo e a garantire che non diventi motivo di conflitto.

Öcalan ha inoltre chiesto che vengano adottate misure per risolvere le questioni in sospeso con il governo di Damasco e ha delineato diverse proposte concrete su come tali misure potrebbero essere perseguite. Si affermava che il movimento di liberazione curdo aveva risposto positivamente all’approccio di Öcalan e aveva cercato di assumersi le proprie responsabilità svolgendo il proprio ruolo nel tradurre in pratica questa prospettiva.

In seguito al messaggio trasmesso in tono amichevole da Abdullah Öcalan all’AANES, una delegazione delle Forze democratiche siriane (SDF) si è recata a colloqui con il governo ad interim di Damasco. Secondo le informazioni condivise su Ronahî TV da Sîpan Hemo, uno dei comandanti delle SDF che ha preso parte alla delegazione, i colloqui stavano procedendo in modo molto positivo da entrambe le parti.

Hemo ha affermato che il rappresentante del Paese garante dei colloqui avrebbe addirittura voluto che i risultati dell’accordo raggiunto fossero resi pubblici. Tuttavia, all’ultimo momento, l’incontro è stato interrotto e disturbato. Non è ancora chiaro da dove provenga questo intervento e chi ci sia dietro. Sebbene lo Stato turco sia il primo attore che viene in mente in questo contesto, la capacità della Turchia non sarebbe sufficiente per portare a termine un simile intervento contro la volontà del Paese garante.

Si suggerisce quindi che l’ordine provenga da una fonte molto più potente. Queste stesse forze, si nota, sono anche quelle che hanno approvato la concessione della tutela statale turca sull’amministrazione provvisoria di Damasco. Proprio nel momento in cui questi passi positivi, intesi dalla parte curda verso l’attuazione pratica dell’accordo del 10 marzo in Siria, stavano iniziando a prendere forma concreta, sono stati perpetrati attacchi genocidi contro i quartieri Sheikh Maqsoud e Ashrafieh di Aleppo. Ciò, a sua volta, ha messo a nudo il fatto che né l’amministrazione provvisoria di Damasco né lo Stato turco, che cerca di gestirla e dirigerla, desiderano veramente una soluzione democratica per la Siria.

Piuttosto che cercare un accordo, il loro obiettivo primario, si sostiene, è quello di smantellare l’Amministrazione autonoma della Siria settentrionale e orientale ed eliminare il sistema di società democratica che vi è stato instaurato, una realtà che ora è stata resa pubblica a tutti.

Il principale pianificatore degli attacchi genocidi e brutali perpetrati contro i quartieri curdi di Aleppo è identificato nel ministro degli esteri turco Hakan Fidan, mentre il ministro della difesa nazionale turca Yaşar Güler, è descritto come il secondo pianificatore chiave.

Infatti, le Madri della Pace, che hanno organizzato proteste democratiche ad Ankara contro questi attacchi genocidi, hanno chiesto ad Hakan Fidan di dimettersi, affermando di aver chiaramente riconosciuto questa realtà. Di conseguenza, si sostiene che lo Stato turco non si sia limitato a rendersi complice del genocidio curdo di Aleppo, ma lo abbia attivamente guidato. Le Madri della Pace, si dice, lo abbiano percepito con profonda saggezza. I curdi, sostiene il testo, ora comprendono molto bene la logica dello Stato turco.

Mentre erano in corso gli attacchi genocidi e quelle che vengono descritte come “operazioni di pulizia etnica” ad Aleppo, i funzionari statali turchi e i media a loro vicini hanno apertamente abbracciato l’operazione, comportandosi come se fossero loro stessi a eseguirla e sostenendo coloro che perpetravano la violenza sul campo. Per legittimare la brutalità, è stata condotta una vasta campagna di quella che viene definita “guerra speciale”. La realtà vissuta in quei due quartieri è stata sfacciatamente distorta e capovolta.

L’attacco genocida contro i curdi ad Aleppo, sostiene il testo, ha dimostrato ancora una volta che lo Stato turco non ha superato, e continua a perseguire, una politica di ostilità nei confronti dei curdi. Lo Stato turco ha perseguito una politica anti-curda attraverso la sua opposizione alle SDF.

Era presente sia attraverso la sua dottrina statale che attraverso i suoi carri armati e i suoi droni armati.

Si sostiene inoltre che alcuni ufficiali turchi fossero direttamente coinvolti nella guerra nei quartieri curdi, un’affermazione che sarebbe stata pubblicamente dichiarata dal Comando delle SDF. Di conseguenza, non c’era più bisogno di quello che il Ministro della Difesa Yaşar Güler ha descritto come un invito allo Stato turco attraverso i media per fornire un pretesto per l’intervento in Siria.

Dopo le atrocità commesse a Sheikh Maqsoud e Ashrafieh, Devlet Bahçeli, leader dell’MHP, ha parlato ancora una volta di “fratellanza curdo-turca” durante la riunione del gruppo parlamentare del suo partito. L’espressione “fratellanza curdo-turca”, si sostiene, raramente è stata così disgiunta dal suo significato come lo è oggi.

Prendendo di mira il Rojava attraverso l’ostilità verso le Forze democratiche siriane prima del nuovo anno, Devlet Bahçeli ha di fatto aperto la strada a tale brutalità e a quella che viene descritta come una prova generale per un genocidio curdo. Eppure ha continuato a invocare la fratellanza curdo-turca dalla tribuna parlamentare. Questa situazione, sostiene il testo, ha inevitabilmente attirato sia la rabbia che la condanna dei curdi nei suoi confronti.

Si sostiene che la volontà politica dominante curda potrebbe tentare di tollerare lo Stato turco da questo momento in poi, ma ripristinare la fiducia del popolo curdo appare ora estremamente difficile.

Recep Tayyip Erdoğan aveva già esaurito la sua credibilità su questo tema. Per questo motivo, e per presentare una figura più convincente per l’avvio di quello che è stato descritto come un nuovo “Processo di pace e società democratica”, Devlet Bahçeli è stato portato in prima linea.

Fino all’attacco ad Aleppo, Bahçeli ha svolto questo ruolo in modo efficace. Tuttavia, in seguito alle sue minacciose dichiarazioni contro il Rojava, opponendosi alle Forze Democratiche Siriane, e al successivo attacco genocida ad Aleppo, ha perso sia la sua influenza che la sua credibilità agli occhi del popolo curdo.

I semi di fiducia e aspettativa che avevano iniziato, seppur cautamente, a crescere tra il popolo curdo nei confronti di Devlet Bahçeli sono stati spenti ad Aleppo per mano di mercenari sostenuti dallo Stato turco, incarnati nell’uccisione di una donna rivoluzionaria gettata dal terzo piano.

Mentre il popolo curdo seppelliva il corpo di Ziyad, seppelliva anche la poca fiducia e le poche aspettative che avevano iniziato a formarsi nei confronti di Devlet Bahçeli. Per questo motivo, adesso appare estremamente difficile che qualsiasi futura dichiarazione o discorso di Bahçeli possa ricostruire quel fragile senso di fiducia e convinzione. Commemoriamo con rispetto e gratitudine Ziyad, Guerilla Amara, Leyla Qasım, Malik e Brusk Muxarac, che resistettero fino alla fine durante l’attacco di Aleppo e caddero come martiri abnegati.

La loro sincera devozione al popolo, la loro incrollabile determinazione nel proteggere i civili, la forte volontà dimostrata e il loro eccezionale coraggio sono diventati una torcia che illumina il cammino di tutti i curdi nel nuovo anno. Ad Aleppo, la dignità umana ha prevalso. Ziyad, Guerilla Leyla, Malik e Brusk hanno rappresentato con incrollabile determinazione la difesa della dignità e dei valori umani.

Non si sono arresi all’oscurità. Attraverso la luce che hanno creato resistendo, hanno permesso ai curdi di unirsi attorno a quella chiarezza. Hanno rivelato la forza combinata della rabbia curda nel Kurdistan settentrionale (Bakur), nel Kurdistan meridionale (Başur), nel Kurdistan orientale (Rojhilat) e nel Rojava. Hanno anche dimostrato, ancora una volta, che oltre all’autodifesa, il popolo curdo non ha altra garanzia per la propria esistenza.

I curdi sono attualmente presenti ovunque e la loro rabbia è profonda e visibile. Nel Kurdistan settentrionale, un processo che aveva iniziato a prendere forma sta perdendo progressivamente credibilità, e i curdi lo mettono in discussione con profonda rabbia.

Stanno persino chiedendo conto ai loro stessi rappresentanti. Anche il popolo iraniano e i curdi del Kurdistan orientale sono in piedi. L’intera regione è in fiamme. Per mantenere il controllo, il regime compie massacri ogni giorno, arresta migliaia di persone e ne giustizia decine. Eppure il suo potere non è più sufficiente a ristabilire l’ordine. Anche il regime iraniano sta attraversando un duro shock.

Nel frattempo, il futuro dell’Iraq e del Kurdistan meridionale si sta muovendo verso l’incertezza. Il Kurdistan meridionale, soprattutto considerando quanto accaduto a Sheikh Maqsoud e Ashrafieh, ha riconosciuto i pericoli che corre e ha quindi reagito. Il Rojava è già saldo, alimentato dalla sua rabbia. In questo senso, i curdi sono ora pienamente consapevoli di trovarsi ad affrontare sfide immense, mentre allo stesso tempo vivono uno dei loro momenti più dinamici. Pienamente vigili sotto ogni aspetto, stanno inviando messaggi potenti attraverso questa posizione unitaria. Chi persegue calcoli sbagliati deve leggere questi messaggi con chiarezza e rivalutare i propri piani di conseguenza.

Zilan Sterk

Fonte: Yeni Özgür Politika

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