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"Un punto di arrivo ma anche e soprattutto un punto di partenza”. Così padre Gheorghe Militaru, vicario generale della Chiesa ortodossa romena, presenta il 1° Simposio delle Chiese Cristiane in Italia che si terrà a Bari il 23 e 24 gennaio.

in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

Assolutamente impensabile oggi! Anche perché siamo diventati ancora più dipendenti dagli USA, soprattutto da un punto di vista tecnologico.
in reply to Luca Alloatti

@Luca Alloatti

Vabbè ai tempi non c'era tutta questa dipendenza, va bene, però le ingerenze USA nella vita politica italiana erano molto più forti di ora.

È che al di là di tutto, prima c'erano anche politici con gli attributi, adesso... insomma... sì forse qualcuno sì ma così su due piedi non mi viene in mente neanche un nome.



Il sovranismo all'italiana: maschia difesa delle frontiere dall'invasione di quattro poveracci (che secondo l'INPS ci farebbero pure comodo) e servile genuflessione al potente di turno (per evitare ripercussioni sull'export di formaggi, salsicce e vestiti fighetti).

Vorrei poter pagare una parte almeno delle mie tasse alla Francia, tanto per sentirmi rappresentato da qualcuno un po' meno servile.



[2026-01-22] Apre Bar Manituana - Food Not Bombs Edition @ Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito


Apre Bar Manituana - Food Not Bombs Edition

Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito - Largo Maurizio Vitale 113, Torino
(giovedì, 22 gennaio 18:30)
Apre Bar Manituana - Food Not Bombs Edition
🍷Ci ripariamo dal freddo invernale nella sala bar di Manituana!

dalle h18:30 con @foodnotbombs_torino mangiando insieme

e guardando alle h21:00 “Galline in fuga”

💜 no machi, no fashi, porta lə amə e porta il tuo bicchiere


gancio.cisti.org/event/apre-ba…



[2026-01-22] Presentazione SessFem @ Non è un veleno


Presentazione SessFem

Non è un veleno - Via Maletto 10 Palermo
(giovedì, 22 gennaio 18:30)
Presentazione SessFem
Primo incontro di

presentazione

Cos'è SessFem, come si partecipa, quando si terrà: risponderemo a tutte queste domande il 22 gennaio alle 18:30, allo sportello Non è un veleno , in via Maletto 10 a Palermo.

SessFem è un laboratorio esperienziale e orizzontale, nel quale si esplorano temi di sessualità transfemminista, di corpi, linguaggio, relazioni.

È uno spazio di coraggio in cui ci si mette in discussione, un'esperienza di esplorazione e apprendimento collettivo, per riappropriarsi del proprio corpo e del proprio piacere, per costruire nuovi linguaggi e nuove forme educative.

SessFem in Italia ha radicato in tante città, e adesso arriva anche a Palermo!


scruscio.org/event/presentazio…



La Cellula Coscioni di Treviso organizza lo sportello sul testamento biologico


📍 Libreria San Leonardo, Piazza Santa Maria dei Battuti 16 – Treviso
🗓 Sabato 31 gennaio 2026
🕙 Dalle 10:00 alle 12:00 (4 appuntamenti individuali di circa 30 minuti)


Una mattinata di colloqui individuali e riservati su temi fondamentali di fine vita, organizzati dalla Cellula Coscioni di Treviso presso la Libreria San Leonardo. Lo sportello è coordinato da un volontario esperto e si svolgerà con la presenza del
Dott. Antonio Orlando, oncologo palliativista, già responsabile sanitario dell’Hospice Casa dei Gelsi. Durante gli incontri si potranno ricevere informazioni e chiarimenti su: D.A.T. (Disposizioni Anticipate di Trattamento – Testamento Biologico), pianificazione condivisa delle cure, consenso informato, rifiuto di trattamenti sanitari, Cure palliative e sedazione palliativa profonda, Morte volontaria medicalmente assistita.

La partecipazione è gratuita ma su prenotazione, fino ad esaurimento disponibilità al:

+39 328 69 66 553 o cellulatreviso@associazionelucacoscioni.it

L'articolo La Cellula Coscioni di Treviso organizza lo sportello sul testamento biologico proviene da Associazione Luca Coscioni.



Myanmar al voto. La pace è ancora lontana?


Rifugiate Rohingya nei campi di Cox's Bazar, in Bangladesh. (Foto: UN Women)
Il 25 gennaio, in Myanmar è previsto l’ultimo turno della consultazione elettorale indetta dalla giunta militare per eleggere il Parlamento nazionale bicamerale, in un Paese segnato da quasi cinque anni di guerra civile, scoppiata dopo il colpo di Stato del 1° febbraio 2021. Un percorso articolato – quello del voto – che ha visto ben tre fasi distinte: il primo turno si è tenuto il 28 dicembre 2024 in un centinaio di comuni; il secondo, l’11 gennaio, in altrettanti comuni in 12 stati; e ora, l’ultimo turno fissato proprio in questi giorni. Un voto boicottato sia dal Governo civile di unità nazionale (in esilio e legato alle forze della resistenza), sia dalle organizzazioni armate etniche, storicamente presenti in Myanmar, spiega l’Agenzia Fides, mentre sono in corso combattimenti in più di un terzo del Paese[1].

«Queste elezioni si sono svolte in un contesto di conflitto continuo e profonda frammentazione politica – raccontano alcune fonti raggiunte da La Civiltà Cattolica -. Il Myanmar continua a vivere una situazione di insicurezza diffusa, sfollamenti su larga scala e severe restrizioni dello spazio civico e politico a seguito del colpo di Stato militare del 2021. Le ostilità interessano parti significative del Paese e compromettono governance di base e protezione dei civili». La decisione di condurre le elezioni in tre fasi distinte, infatti, sembra sia stata presa perché «molte zone sono insicure o inaccessibili». Una frammentazione che «solleva serie preoccupazioni circa l’inclusività, la rappresentatività e la misura in cui il processo può riflettere la volontà della popolazione nel suo complesso».

I dati raccolti dall’Agenzia Fides parlano di un’affluenza del 70% degli elettori al primo turno, con il 90% dei consensi raccolto dallo Union Solidarity and Development Party (USDP), nelle cui liste militano funzionari pubblici e personalità politiche del regime. «La gente si reca alle urne da un lato per timore di subire ritorsioni, se non lo fa; e, d’altro canto, perché spera in qualcosa di nuovo, che sblocchi lo stallo in cui la nazione è precipitata», ha raccontato John Aung Htoi, sacerdote della diocesi di Myitkyina, città nello stato Kachin, una delle città dove i cittadini possono votare, all’Agenzia Fides. «Anche nella storia passata del Myanmar – ricorda il sacerdote – i militari hanno agito secondo lo stesso schema, passando gradualmente il potere a un governo civile, ma tenendo saldo il controllo della nazione».

Nonostante l’affluenza, non mancano le preoccupazioni sul futuro del paese, a causa di un processo elettorale «orchestrato per dare un’immagine di legittimità al regime militare piuttosto che riflettere la volontà autentica del popolo», spiegano le fonti raggiunte da La Civiltà Cattolica. «La maggior parte dei principali partiti di opposizione è stata sciolta o è stato impedito loro di partecipare. Molti leader politici rimangono detenuti o in esilio, mentre sono state introdotte leggi e regolamenti che criminalizzano i diritti politici fondamentali e la libertà di espressione. I cittadini, gli attivisti politici e la società civile continuano a subire arresti e vessazioni per aver messo in discussione il processo elettorale. Nel loro insieme, queste condizioni minano i requisiti essenziali di elezioni libere, eque e credibili. L’impostazione e lo svolgimento di questo processo suggeriscono uno sforzo deliberato per proiettare un’immagine di normalità politica all’esterno, piuttosto che per promuovere la pace, l’inclusione o la transizione democratica».

A pagare il prezzo più alto di questa crisi, sono ancora una volta le persone più vulnerabili, ovvero le popolazioni sfollate, compresi gli sfollati interni e coloro che sono stati costretti a fuggire oltre confine. «Milioni di persone sono state sfollate a causa del conflitto in corso, dei bombardamenti aerei e delle ripetute operazioni militari – spiegano le fonti contattate da La Civiltà Cattolica -. Molti vivono in insediamenti informali o rifugi temporanei con accesso limitato alla protezione, all’assistenza sanitaria, all’istruzione e ai mezzi di sussistenza. Per gli sfollati, queste elezioni sono in gran parte scollegate dalla loro realtà quotidiana. La maggior parte di loro è di fatto esclusa dal processo. Di conseguenza, una parte significativa della popolazione non ha voce in capitolo in un processo che rivendica la legittimità nazionale, rafforzando i modelli di emarginazione ed esclusione».

Oltre agli sfollati, il conflitto sta avendo un impatto anche a livello infrastrutturale. Secondo alcune organizzazioni civili attive nel Paese, come Independent Investigative Mechanism for Myanmar, Centre for Information Resilience e Myanmar Witness, dal 2021 più di 400 strutture sanitarie – ospedali, cliniche, dispensari – sono state distrutte o rese inagibili, mentre oltre 240 scuole sono state colpite dai bombardamenti o trasformate in basi militari. Oltre 200 tra monasteri buddhisti, moschee, chiese e altri siti sacri sono stati danneggiati, saccheggiati o rasi al suolo negli ultimi quattro anni. Inoltre, secondo l’Onu, le coltivazioni di oppio nel paese sono salite del 17% nell’ultimo anno, raggiungendo 53.100 ettari, il livello più alto dal 2015[2]. Senza contare il fenomeno delle scam cities, dove migliaia di persone vengono trafficate, detenute e costrette a lavorare nei call center del cybercrime[3].

Mentre in molti – dentro e fuori i confini del Myanmar – attendono una risposta decisa da parte della comunità internazionale in merito all’esito del voto, risuonano ancora le parole di papa Francesco, che rivolgendosi ad un gesuita del Myanmar, durante i colloqui con i gesuiti dell’Indonesia, nel suo viaggio apostolico compiuto a inizio settembre 2024, aveva detto: «In Myanmar oggi non si può stare in silenzio: bisogna fare qualcosa! Il futuro del tuo Paese deve essere la pace fondata sul rispetto della dignità e dei diritti di tutti, sul rispetto di un ordine democratico che consenta a ciascuno di dare il suo contributo al bene comune»[4].


[1] Elezioni in un paese in guerra: «C’è la speranza di un cambiamento e di aprire un dialogo nazionale”, dice un sacerdote, Agenzia Fides. fides.org/it/news/77228-ASIA_M…

[2] Myanmar. Nuovo attacco aereo, 18 morti e 20 feriti, Vatican News. vaticannews.va/it/mondo/news/2…

[3] I centri truffa nel sud-est asiatico: una nuova forma di schiavitù, La Civiltà Cattolica, Quaderno 4200. laciviltacattolica.it/articolo…

[4] «Avanti con prudenza coraggiosa». I colloqui di papa Francesco con i gesuiti dell’Indonesia, Timor-Leste e Singapore, La Civiltà Cattolica, Quaderno 4183. laciviltacattolica.it/articolo…

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Claudia Moretti e Piero Cipriano e parteciperanno al Convegno “Il diritto alla salute mentale.”


Claudia Moretti e Piero Cipriano parteciperanno al Convegno “Il diritto alla salute mentale.”

Claudia Moretti, Avvocata e membro del Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni e Piero Cipriano, psichiatra, psicoterapeuta e autore interverranno il 10 febbraio al Convegno “Il diritto alla salute mentale” organizzato dalla Fondazione per la Formazione Forense dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, presso l’Auditorium “A. Zoli” e in modalità webinar per gli iscritti fuori Foro.

📅Martedì 10 febbraio 2026
🕕Dalle ore 15 alle 18
📍Auditorium “A. Zoli”, Viale Guidoni 61 – Firenze e via webinar previa registrazione


Il Convegno, con partecipazione gratuita, avrà luogo il 10 e il 17 febbraio. Verranno accettate esclusivamente le richieste ricevute telematicamente attraverso l’area riservata Sfera alla quale si potrà accedere dal link presente sulla pagina dell’evento pubblicato sul sito www.fondazioneforensefirenze.it

Per maggiori informazioni qui la locandina completa

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Oggi al #MIM, il Ministro Giuseppe Valditara presenterà il Piano di iniziative per le studentesse e gli studenti provenienti da Gaza, con progetti dedicati a integrazione, inclusione, diritto allo studio e continuità didattica.
#MIM


Ordering Pizza On The Nintendo Wii (Again)


The Nintendo Wii first launched in 2006, and quickly became a fixture in living rooms around the world. It offered motion-controlled bowling, some basic internet features, and a pretty decent Zelda game. On top of all that, though, you could also use it to order a pizza, as [Retro Game Attic] demonstrates.

The Wii used to organize different features of the console into “channels.” Way back in the day, you could install the Demae Channel on your Wii in Japan, which would let you order fast food from various outlets using the Demaecan service.

The Demae Channel service was discontinued in 2017. However, it has since been resurrected by WiiLink, which is a homebrew project which replicates the functionality of the original Nintendo WiiConnect 24 and Wi-Fi Connection servers. As it stands, you can load the WiiLink version of the Demae Channel (or Food Channel) on to your Wii, and use it to order pizza from your local Domino’s Pizza. It only works in the United States and Canada right now, and there are no other restaurants available, at least until further development is completed to add JustEat compatibility. It’s not entirely clear how much of the functionality was recreated from the original Demae Channel; what is clear is that plenty of custom development has been done on the WiiLink version to integrate it with modern delivery services.

What’s so exciting about this is how well it actually works. The app perfectly nails the classic Wii Channel visual style. It also seems to integrate well with the Domino’s API for digital orders, even displaying simple updates on holiday opening hours and order times. Pricing data and images of the pizzas are all available right in the app, and you can even make modifications. It might be a gimmick… but it actually works. Notably, though, the app avoids any stickiness with handling payment—thankfully, pay-on-delivery is still legitimate in the pizza world in 2026.

Will this revolutionize how you order pizza on a daily basis? Probably not. Is it one of the coolest Wii hacks we’ve seen in a while? Undeniably. Video after the break.

youtube.com/embed/_Z-yPjYAkjY?…


hackaday.com/2026/01/22/orderi…



Eventi | Fumetti



Sabato 31 gennaio 2026, alle ore 17:30, nella sede de La Civiltà Cattolica (in via di Porta Pinciana, 1 – Roma), si terrà un incontro con gli autori di Fumetti, il 31° volume della collana Accènti.

Nelle storie disegnate – strisce a fumetti, graphic novel, manga – si ricerca la grandezza e la complessità del senso della vita. Come ricordava con un’espressione paradossale Umberto Eco: «Quando ho voglia di rilassarmi leggo un saggio di Engels, se invece desidero impegnarmi leggo Corto Maltese». Ogni lettore, dunque, può trovare un proprio senso alla lettura dei fumetti, che sono delle nuvole che passano nel cielo e che permettono di fermarsi e poter riflettere tra un disegno e l’altro, tra un «gulp» e un «gasp» o un «sigh», e scoprire che questi pongono con leggerezza, ironia e semplicità, le grandi domande dell’essere umano.

Zerocalcare, Jacovitti, Charlie Brown e Snoopy, Mafalda, Dragon Ball, Asterix e molto altro: in questa edizione di Accènti, sono vari i contributi sui fumetti proprio perché in essi appare un paradosso interessante che continua a dare da pensare: in ciò che è piccolo, semplice, è contenuto ciò che è grande, che potremmo sintetizzare nel detto latino sic parvis magna.

Intervengono:

  • I classici del fumetto, p. Giancarlo Pani S.I.
  • Graphic Novel, p. Claudio Zonta S.I.
  • Suggestioni dal Sol Levante, fr. Giacomo Andreetta S.I.

Acquista il volume


Ingresso libero fino a esaurimento posti – NO PARKING
Info: eventi@laciviltacattolica.it

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[2026-01-22] Dalla solitudine alla festa @ Circolo Autorità Portuale


Dalla solitudine alla festa

Circolo Autorità Portuale - via Albertazzi Genova
(giovedì, 22 gennaio 19:00)
Dalla solitudine alla festa
“I luoghi più vitali della politica sono i centri sociali, che frequento ormai da anni. È in quei luoghi che si sta elaborando un’alternativa. I ragazzi che li animano sono stati gli unici attori politici in grado di cogliere appieno il senso del termine disobbedienza civile.scriveva Don Gallo in “Angelicamente anarchico”, del 2005, e questa è una delle riflessioni che i collettivi e gli spazi sociali coinvolti nell’evento del 22 gennaio sono stati chiamati a commentare, analizzare, completare con il loro peculiare sguardo.

Un momento di pienezza collettivaper capire cosa fare del vuoto (e nel vuoto) che è ancora troppo presente intorno agli spazi sociali, grazie alla condivisione di esperienze, proposte, insieme ai contributi del Gallo nei decenni: centinaia di interventi, interviste e riflessioni.

Speriamo di essere davvero tante e tanti, per passare proprio “Dalla solitudine alla festa”.

Ci vediamo il 22 gennaio alle 19 al CAP (Circolo Autorità Portuale) via Albertazzi 3r Genova, dove ci sarà il bar aperto per chi partecipa


gancio.invegendo.org/event/dal…



[2026-01-24] Mobilitazioni contro le fabbriche di morte e sorveglianza @ Piazzetta davanti a Cineplex Fiumara


Mobilitazioni contro le fabbriche di morte e sorveglianza

Piazzetta davanti a Cineplex Fiumara - Centro Divertimenti Fiumara, Rotonda Giuseppe Verduci e Ruggero Volpi, Sampierdarena, Centro Ovest, Genova, Liguria, 16151, Italia
(sabato, 24 gennaio 14:00)
Mobilitazioni contro le fabbriche di morte e sorveglianza Locandina del comunicato ciclostilata in nero su fondo bianco In basso a destra immagine stilizzata del palazzo sede di Leonardo con uccelli neri che lo circondano.
Ogni giorno soffiano sempre più, caldi venti di guerra, soffiano uccidendo devastando e assoggettando, ma anche ingrassando i conti milionari di chi la guerra la fa a e la produce.

Non siamo disposti ad alimentare questi venti ma anzi vogliamo fermarli, non vogliamo essere complici di questo sistema mortifero.

Non siamo più disposti ad accettare la presenza e l'esistenza stessa della Leonardo spa in città, né qui né altrove.

La sede di Sampierdarena della Leonardo spa è focale in quanto sede del super computer davinci-1, cuore pulsante dei sistemi di arma e di controllo sociale usati in vari teatri di guerra e certamente in Palestina.

Vi siete mai chiesti, ad esempio, grazie a chi e a che cosa funzionano le torrette “intelligenti” che in
Cisgiordania decidono chi, vive e chi no ai checkpoint?

Leonardo produce guerra e armi da guerra. Produce sistemi di controllo, entra nelle scuole, è una costola del politico e del governo di turno ed è al servizio attraverso i propri prodotti dei peggiori assassini.


gancio.invegendo.org/event/mob…



Binary and Digital Gradients for Telling Time


Creative clocks are a dime a dozen, even clocks that use binary have been created in nearly every format. [typo] promises a clever adaptation to the binary format, and it promises a more usable display. Using a combination of both traditional binary and digital gradients creates a usable and yet still nerdy fun clock.

[typo]’s clock fits the traditional binary counting method with the hours on the left side of its face. On the other hand, its right side presents a lighting gradient depending on the completion of the hour. While this is simple in principle, [typo] chose to correct what many don’t consider when deploying visual gradients. The human eye doesn’t see everything exactly as it is, which creates a rough logarithmic curve that gets corrected for in the binary/digital hybrid clock.

If you want something more mobile and still have that smidge of difficult time telling you, check out this minimalist wrist watch!

youtube.com/embed/3vhNw6UBNwo?…


hackaday.com/2026/01/21/binary…



Simulating Pots with LTSpice


One of the good things about simulating circuits is that you can easily change component values trivially. In the real world, you might use a potentiometer or a pot to provide an adjustable value. However, as [Ralph] discovered, there’s no pot component in LTSpice. At first, he cobbled up a fake pot with two resistors, one representing the top terminal to the wiper, and the other one representing the wiper to the bottom terminal. Check it out in the video below.

At first, [Ralph] just set values for the two halves manually, making sure not to set either resistor to zero so as not to merge the nets. However, as you might guess, you can make the values parameters and then step them.

By using .step you can alter one of the resistor values. Then you can use a formula to compute the other resistor since the sum of the two resistors has to add up to the pot’s total value. That is, a 10K pot will have the two resistors always add up to 10K.

Of course, you could do this without the .step and simply change one value to automatically compute both resistors if you prefer.

We’ve done our own tutorials with .step and parameters if you want a little more context. You can even use this idea to make your own custom pot component.

youtube.com/embed/da3TbdDrjXo?…


hackaday.com/2026/01/21/simula…



Driving A DAC Real Fast With A Microcontroller


Normally, if you want to blast out samples to a DAC in a hurry, you’d rely on an FPGA, what with their penchant for doing things very quicky and in parallel. However, [Anabit] figured out a way to do the same thing with a microcontroller, thanks to the magic of the Raspberry Pi Pico 2.

The design in question is referred to as the PiWave 150 MS/s Bipolar DAC, and as the name suggests, it’s capable of delivering a full 150 million samples per second with 10, 12, or 14 bits of resolution. Achieving that with a microcontroller would normally be pretty difficult. In regular linear operation, it’s hard to clock bits out to GPIO pins at that sort of speed. However, the Raspberry Pi Pico 2 serves as a special case in this regard, thanks to its Programmable I/O (PIO) subsystem. It’s a state machine, able to be programmed to handle certain tasks entirely independently from the microcontroller’s main core itself, and can do simple parallel tasks very quickly. Since it can grab data from RAM and truck it out to a bank of GPIO pins in a single clock cycle, it’s perfect for trucking out data to a DAC in parallel at great speed. The Pi Pico 2’s clock rate tops out at 150 MHz, which delivers the impressive 150 MS/s sample rate.

The explainer video is a great primer on how this commodity microcontroller is set up to perform this feat in detail. If you’re trying for accuracy over speed, we’ve explored solutions for that as well. Video after the break.

youtube.com/embed/UaaveknkjBM?…


hackaday.com/2026/01/21/drivin…



Judge blocks government from searching reporter’s data after raid


FOR IMMEDIATE RELEASE:

Washington, D.C., Jan. 21, 2026 — A judge today blocked the government from searching data it seized during the outrageous raid on Washington Post reporter Hannah Natanson’s home last week.

The following statement can be attributed to Seth Stern, chief of advocacy at Freedom of the Press Foundation (FPF):

“The search and seizure of Washington Post reporter Hannah Natanson’s records is unconstitutional and illegal in its entirety. But even the Trump administration’s policies require searches of journalists’ materials to be narrow and targeted and that authorities use filter teams and other measures to avoid searching protected records. That the administration wouldn’t follow its own guidelines shows that the raid on Natanson’s home wasn’t about any criminal investigation, and certainly wasn’t about national security. It was a fishing expedition intended to intimidate and retaliate against a journalist who had managed to cultivate sources all over the government. The judge was right to block it until a full hearing at which time he should block it permanently.”

Please contact us if you would like further comment.


freedom.press/issues/judge-blo…

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[2026-01-28] ARRUOLAMENTO CLOWN ARMY @ Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito


ARRUOLAMENTO CLOWN ARMY

Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito - Largo Maurizio Vitale 113, Torino
(mercoledì, 28 gennaio 20:30)
ARRUOLAMENTO CLOWN ARMY
sdeng sdeng sdeng!!! 🔔🔔🔔

Arruolamento Clown Army!!!

🔫🤡🎖

Vieni con noi, padroneggia la grande

arte del clowneggiamento ribelle e della cospirazione approssimativa 😮)

Cos'è Clown ARMY?? È una tecnica di piazza spontanea e autogestita nata con l'intento di inviare messaggi irriverenti e gestire i nostri colleghi delle forze dell'ordine.

Leggi sto articolo e vai a studiare va'! instagram.com/p/DQrx3caj58O/?i…

Lanciamo una grande campagna di arruolamento aperto a tutt*, che più siamo meglio è!

Ci vediamo ogni secondo e quarto mercoledì del mese nella palestra del mani, a cui lasciamo un contributo volontario per le spese

LA CLOWN ARMY CERCA ✨TE ✨

MA ESSENDO FORZA DEL (DIS)ORDINE NON RIESCE A TROVARTI

RENDILE IL LAVORO FACILE E UNISCITI A LEI DIRETTAMENTE grazie

Quando:

Mercoledì 14 gennaio

dalle 20.30 alle 22.30

Dove:

Al CLIM (Manituana), in Largo Maurizio Vitale 113 To)

Porta:

Abbigliamento comodo

Naso da clown e access. militari (se li hai)

Per info. 3477716485


gancio.cisti.org/event/arruola…




[2026-01-28] RACCOLTA SOLIDALE PER I RECLUSX NEI CPR @ Laboratorio Urbano Popolare Occupato


RACCOLTA SOLIDALE PER I RECLUSX NEI CPR

Laboratorio Urbano Popolare Occupato - Piazza Pietro Lupo 25
(mercoledì, 28 gennaio 19:00)
RACCOLTA SOLIDALE PER I RECLUSX NEI CPR
palestra_lupo

RACCOLTA SOLIDALE PER
RECLUSX NEI CPR
La L.U.P.0. é un punto di raccolta beni
permanente per le persone detenute dentro i
CPR. Crediamo sia importante non lasciare
Solx nessunx, non lasciare indietro nessunx.
Le strutture, una a Caltanissetta ed una
Trapani-Milo, sono in posti isolati ed assolati.
All'interno le violenze sistemiche si sommano
alle condizioni anmbientali invivibili.
E per questo che abbiamo deciso di portare
il nostro contributo e la nostra solidarietà,
iniziando una raccolta di beni e fondi, con
una cassa No Border.
La raccolta avverà Lunedi, durante
l'assemblea di gestione ed il Mercoledì durante
l'assemblea per le proposte esterne e per le
iniziative dalle h.19.00 in poi.
ConvintX che per spezzare le catene, serve la
determinazione di chi è reclusx, e la
solidarietà di chi è fuori.

Dove lo Stato crea confini, noi creiamo orizzonti.


attoppa.it/event/raccolta-soli…





Repair and Reverse-Engineering of Nespresso Vertuo Next Coffee Machines



Well there’s your problem. (Credit: Mark Funeaux, YouTube)
Akin to the razor-and-blades model, capsule-based coffee machines are an endless grind of overpriced pods and cheaply made machines that you’re supposed to throw out and buy a new one of, just so that you don’t waste all the proprietary pods you still have at home. What this also means is a seemingly endless supply of free broken capsule coffee makers that might be repairable. This is roughly how [Mark Furneaux] got into the habit of obtaining various Nespresso VertuoLine machine for attempted repairs.

The VirtuoLine machines feature the capsule with a bar code printed on the bottom of the lip, requiring the capsule to be spun around so that it can be read by the optical reader. Upon successful reading, the code is passed to the MCU after which the brewing process is either commenced or cruelly halted if the code fails. Two of the Vertuo Next machines that [Mark] got had such capsule reading errors, leading to a full teardown of the first after the scanner board turned out to work fine.

Long story short and many hours of scrubbed footage later, one machine was apparently missing the lens assembly on top of the photo diode and IR LED, while the other simply had these lenses gunked up with spilled coffee. Of course, getting to this lens assembly still required a full machine teardown, making cleaning it an arduous task.

Unfortunately the machine that had the missing lens assembly turned out to have another fault which even after hours of debugging remained elusive, but at least there was one working coffee machine afterwards to make a cup of joe to make [Mark] feel slightly better about his life choices. As for why the lens assembly was missing, it’s quite possible that someone else tried to repair the original fault, didn’t find it, and reassembled the machine without the lens before passing the problem on to the next victim.

youtube.com/embed/v424-YxSAbM?…


hackaday.com/2026/01/21/repair…



“La comunicazione ci sfida tutti a non cedere mai alla tentazione del banale”. Lo scrive il Papa, nel messaggio inviato a Bruno Vespa in occasione dei 30 anni della trasmissione “Porta a Porta”, letto questa sera in diretta dal conduttore.


STRAGE DI USTICA: LE PROVE CHE INCHIODANO GLI USA
45 anni dopo, la strage di Ustica rimane una ferita aperta nella storia italiana non solo per la sua drammaticità, ma per il muro di omertà e depistaggi per nascondere la verità. Il racconto emerso dall’inchiesta dell’Espresso e dall’intervista al giornalista Paolo Biondani delinea uno scenario agghiacciante: il DC9 dell’Itavia non fu vittima di un cedimento strutturale, né di una bomba.

Fu abbattuto in un “scenario di guerra nei cieli”, dove aerei militari NATO – in particolare statunitensi – erano coinvolti in un’operazione segreta. E mentre le famiglie delle 81 vittime continuano a chiedere giustizia, le prove che potrebbero identificare i colpevoli sono state sistematicamente occultate.

Quali sono queste prove?

👉 Tra i resti del DC9 recuperati dal fondale marino è emerso un serbatoio di carburante appartenente a un caccia militare americano Corsair. Questo serbatoio era montato solo su quel tipo di velivolo, e proveniva quasi certamente dalla portaerei USA Saratoga, ancorata quella notte nel Golfo di Napoli. Il serbatoio non era stato sganciato volontariamente, ma tranciato in seguito a un danneggiamento, probabilmente durante una collisione. Questa prova fisica, schiacciante, è però sparita dai depositi giudiziari mentre era sotto sequestro. Restano solo le foto.

👉 Le deformazioni e le striature sull’ala destra del DC9: Mentre l’ala sinistra del relitto è quasi intatta, la punta dell’ala destra presenta schiacciamenti, graffi e striature orientati verso la prua – direzione incompatibile con un impatto in mare (avvenuto di punta). Il prof. Donato Firrao, già nel 1993, segnalò che queste deformazioni erano tipiche di un impatto meccanico violentissimo, come una collisione. Inoltre, sui danni è stata rilevata una strisciata di vernice bianca di tonalità diversa da quella del DC9, ma corrispondente a quella utilizzata sui Corsair americani. Anche qui, una perizia sul pigmento sarebbe stata decisiva, ma il serbatoio – necessario per il confronto – è sparito.

👉 Il danneggiamento “a martellata” del carrello destro: Un pezzo del carrello di atterraggio destro si staccò con una violenza tale da essere scagliato dentro la fusoliera, conficcandosi nel polpaccio di una passeggera. Ciò dimostra che il danneggiamento avvenne in volo, prima dell’impatto in mare, ed è coerente con l’urto contro un altro velivolo.

👉 Il casco del pilota USA e il salvagente della Saratoga: Pochi giorni dopo la strage, su una spiaggia siciliana vennero rinvenuti un casco da pilota con scritto “John Drake” e un salvagente della portaerei Saratoga. Ma le autorità USA negarono la presenza di un pilota con quel nome nel Mediterraneo. Anche questi reperti, sebbene sotto sequestro, sono misteriosamente spariti.

Le prove materiali sono solo una parte della storia. Quello che colpisce è la sistematica opera di occultamento attuata a più livelli:

👉 Sparizione delle registrazioni radar e dei documenti militari: Il giudice Rosario Priore, durante le indagini, chiese più volte le registrazioni radar della notte del 27 giugno 1980. La risposta fu che non esistevano. Allo stesso modo, i documenti di volo della base NATO di Decimomannu (Sardegna), da cui sarebbero decollati i caccia, risultarono “persi”. La NATO, però, confermò che quella notte i cieli erano pieni di aerei militari.

👉 Il fondale “arato” prima del recupero del DC9: Quando una società francese fu incaricata di recuperare il relitto da oltre 3500 metri di profondità, trovò il fondale già incavato da lunghi solchi, come se qualcuno avesse “trascinato via” qualcosa di voluminoso. È plausibile che si trattasse del caccia danneggiato, rimosso per eliminare le prove.

👉 Le menzogne ufficiali sull’operazione: La versione ufficiale dell’Aeronautica Militare Italiana e della NATO negò qualsiasi operazione in corso quella notte. In realtà, testimonianze (anche fotografiche) di militari italiani confermarono la presenza della portaerei Saratoga e di una portaerei francese, impegnate in esercitazioni con lancio di missili. Un militare italiano a bordo dell’incrociatore Vittorio Veneto scattò foto inequivocabili.

👉 Il silenzio degli alleati e il segreto di Stato: Belgio, Francia e USA si rifiutarono di collaborare con la magistratura italiana, invocando il segreto di Stato. Una scelta inaccettabile per un reato di strage, che di per sé costituisce un’ammissione di coinvolgimento.

Perché tanta ostinazione nel nascondere la verità? Il contesto storico spiega molto: eravamo in piena Guerra Fredda. Un aereo della NATO che, durante un’operazione segreta, abbatte per errore un volo civile italiano, provocando 81 morti, sarebbe stato uno scandalo politico di proporzioni internazionali. In Italia, la sinistra (all’epoca forte con il PCI di Berlinguer) contestava la presenza delle basi NATO. Ammettere la responsabilità alleata avrebbe scosso gli equilibri politici e militari. Meglio, quindi, insabbiare, negare, depistare.

Nel 2013 la Cassazione riconobbe che lo “scenario di guerra nei cieli” era “abbondantemente motivato”, aprendo ai risarcimenti. Ma i colpevoli materiali non sono mai stati identificati, e nel 2024 la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione. La speranza di verità giudiziaria è affidata a eventuali nuove testimonianze o a fughe di notizie da archivi stranieri (tramite leggi come il Freedom of Information Act americano).

Nel Museo per la Memoria di Ustica a Bologna, il relitto ricostruito del DC9 e l’installazione di Christian Boltanski (81 specchi neri, 81 lampadine perpetue) ci ricordano che la battaglia per la verità non è finita. Come dice Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime: “Se dei cittadini quali siamo stati noi hanno fatto sì che si tirasse fuori tutto, vuol dire che si può fare”. La lezione di Ustica è che la verità può essere nascosta, ma non cancellata. Sta a noi, soprattutto alle nuove generazioni, non dimenticare e continuare a chiedere conto a chi, ancora oggi, preferisce il silenzio alla giustizia.

Fonte: volare.space



La Giornata della Memoria 2026 a Zugliano (Udine)


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/la-gior…
In occasione della Giornata della Memoria, unitamente al Comune di Pozzuolo del Friuli e in collaborazione con Articolo 21, le sezioni friulane di ANPI e ANED, e Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste, verrà




Per Trump ce ne vuole uno bravo


@Giornalismo e disordine informativo
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Con Trump, entra in scena un altro strumento di analisi: la psico-politica. Le Cancellerie europee – oltre ai vari Consiglieri economici, diplomatici e di altri settori – si dovranno presto dotare di un Consigliere Psico-politico per capire come comportarsi con Trump,




Ettore Scola, artista crossmediale


@Giornalismo e disordine informativo
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Il 19 gennaio del 2016 ci lasciava Ettore Scola, lucidissimo e attivo fino alla fine, come accade a coloro la cui passione prevale sullo scorrere del tempo. Si è detto e scritto con cura in questi giorni su di un protagonista assoluto della cultura italiana, e non solo.



Promettiamo a noi stessi


“Fai promesse a te stesso invece che agli altri.” Questa frase di Nick Ortner, apparentemente semplice, custodisce un potere profondo e rivoluzionario. Perché promettere a se stessi significa spostare il baricentro delle proprie decisioni, della propria vita, dal giudizio esterno all’ascolto interiore. Non è una semplice questione di egoismo o chiusura: è responsabilità pura. Viviamo in una società dove la promessa all’altro ha spesso il peso della convenzione, della cortesia, dell’obbligo. Si promette per rassicurare, per mantenere una forma, per evitare conflitti. Ma cosa accade quando quelle promesse vanno in frantumi? La fiducia si incrina, il senso di colpa si insinua, e la propria immagine ne esce ferita. Fare una promessa a se stessi, invece, è un atto di forza. Non si tratta di dover dimostrare, ma di voler crescere. Significa scegliere di essere presenti a sé stessi, coerenti con i propri valori, testimoni della propria trasformazione. Quando prometti a te stesso che cambierai lavoro, che ti prenderai cura del tuo corpo, che smetterai di rimandare quel sogno, stai accendendo una miccia. E quella fiamma, se custodita con determinazione, può illuminare tutto il cammino. Nessun pubblico, nessun applauso, solo tu e la tua voce più intima. Ma è proprio lì che si costruisce la vera solidità. Nel corso della storia, molte figure hanno tracciato i loro percorsi più luminosi partendo da un impegno personale, spesso silenzioso, nascosto. Non una promessa fatta a gran voce, ma una scelta interiore inamovibile. Pensiamo a Leonardo da Vinci, che nel segreto dei suoi taccuini coltivava un mondo che ancora oggi ci lascia senza fiato. O a Nelson Mandela, che nel silenzio della prigionia ha fatto la promessa più potente: non perdere mai la dignità. Ecco, queste promesse non hanno bisogno di testimoni, perché sono eterne. Farsi una promessa è l’atto più rivoluzionario che possiamo compiere. In un tempo dove tutto viene condiviso, esposto, dichiarato, promettere qualcosa a sé stessi è un atto quasi eroico. È un dialogo muto ma infallibile con la parte più autentica di noi. Ed è da lì che inizia la vera trasformazione. Perché è più difficile mentire a sé stessi che a chiunque altro. Molti evitano questo confronto. Preferiscono legarsi a obiettivi esterni, a scadenze imposte, a doveri dettati da altri. Ma così facendo, si perde il senso del viaggio. La direzione diventa confusa, i risultati svuotati di significato. Quando invece scegli di mantenere fede a una promessa che hai fatto al tuo io più profondo, ogni passo diventa sacro. Ogni fatica ha un senso. Ogni caduta, una lezione. Non è facile. Mantenere una promessa a sé stessi richiede disciplina, coraggio, lucidità. Ma la ricompensa è immensa: diventi alleato di te stesso. Costruisci una fiducia indistruttibile, che nessun giudizio esterno può intaccare. E quando guardi indietro, non vedi rimpianti, ma tracce di una coerenza che ha saputo superare ogni ostacolo. Questo blog, L'Alchimista Digitale è anch’esso il frutto di una promessa fatta nel silenzio. Quella di condividere pensieri veri, parole oneste, visioni profonde senza artifici senza aspettarsi nulla in cambio, se non la gioia di sapere che da qualche parte, qualcuno, si è sentito meno solo leggendone il contenuto. E allora promettiti qualcosa oggi. Fallo senza clamore, senza fretta. Ma fallo davvero. Non serve che lo sappia nessuno. Basta che lo sappia tu. Perché è da lì che tutto comincia.


[2026-01-28] Hacklabkelo espazioa @ La Kelo Gaztetxea


Hacklabkelo espazioa

La Kelo Gaztetxea - Mahastiak / Las Viñas 63, 48980 Santurtzi
(miércoles, 28 enero 20:00)
Hacklabkelo espazioa
Hacklabkelo espazioa teknologiarekin, softwarearekin, hardware librearekin, sistema eragileekin, sareekin, birtualizazioarekin, DIY, etab. erlazionatutako guztiarekin esperimentatzeko

Espacio Hacklabkelo para experimentar con todo lo relacionado con la tecnologia, software y hardware libre, sistemas operativos, redes, virtualización, DIY, etc.


hacker.convoca.la/event/hackla…


in reply to Antonella Ferrari

Concordo
unipd-centrodirittiumani.it/it…



L’Associazione per i diritti umani (IHD) e gli ordini degli avvocati del Kurdistan lanciano un appello urgente all’ONU


L’Associazione per i diritti umani (IHD) e l’Ordine degli avvocati del Kurdistan hanno lanciato un appello urgente alle Nazioni Unite, chiedendo un’indagine sui crimini di guerra e sui crimini contro l’umanità commessi negli attacchi al Rojava e il perseguimento dei responsabili.

L’Associazione per i diritti umani (IHD) e gli ordini degli avvocati del Kurdistan hanno rivolto un appello urgente al Segretario generale delle Nazioni Unite, chiedendo un’indagine sui crimini di guerra e sui crimini contro l’umanità commessi da HTS, ISIS e gruppi paramilitari sostenuti dalla Turchia nei loro attacchi contro il Rojava e Aleppo, e chiedendo che i responsabili siano assicurati alla giustizia.

L’appello, firmato dagli ordini degli avvocati di Elih, Amed, Colemêrg, Îdir, Mardin, Mus, Sêrt, Riha, Şirnex e Van, ha richiamato l’attenzione sul fatto che, nonostante il PKK abbia adottato una serie di misure nell’ambito del processo di pace e società democratica, tra cui il suo scioglimento, il Parlamento in risposta non ha adottato alcuna iniziativa.

Mentre proseguono i colloqui tra le parti, la dichiarazione ha osservato che gli sviluppi in Siria rischiano di interrompere il processo di pace, affermando: “Mentre proseguono i colloqui in Siria tra le Forze democratiche siriane (SDF) e il Governo siriano ad interim sotto la supervisione e il controllo della Coalizione Internazionale, gruppi armati affiliati al Governo siriano ad interim hanno attaccato i quartieri di Sheikh Maqsoud e Ashrafiyeh ad Aleppo.

Sono state avanzate accuse diffuse e credibili secondo cui in questi quartieri, abitati da curdi, alawiti, siriaci e armeni, si sono verificati atti contrari alle Convenzioni di Ginevra, tra cui omicidi, detenzioni, torture e maltrattamenti di civili, nonché bombardamenti di insediamenti e infrastrutture civili. Immagini orribili di questi atti sono state pubblicate su vari media e social media. A seguito dell’escalation degli attacchi, i gruppi armati affiliati alle SDF si sono ritirati da questi quartieri. Dopo che le forze armate hanno lasciato questi insediamenti, sono emerse segnalazioni secondo cui la popolazione civile che vi viveva è stata sottoposta a gravi violenze umane. violazioni dei diritti umani. Poiché non è stato stabilito alcun contatto con questi insediamenti, non è possibile confermare queste informazioni. Pertanto, la popolazione civile lì presente…” “Siamo preoccupati per i diritti e le libertà fondamentali, tra cui il diritto alla vita, alla sicurezza personale e alla libertà, nonché per la protezione contro la tortura e i maltrattamenti”, si legge nella dichiarazione.

Tortura ed esecuzioni

La dichiarazione prosegue: “Successivamente, gruppi armati affiliati al governo siriano ad interim hanno condotto attacchi contro numerosi insediamenti sotto il controllo delle SDF. I resoconti dei media mostrano civili presi di mira, alcuni militanti delle SDF catturati sottoposti a torture e maltrattamenti e giustiziati illegalmente. Si sostiene inoltre che migliaia di civili siano stati sfollati e lasciati senza sicurezza a seguito di questi attacchi. Siamo profondamente preoccupati che questi attacchi sempre più diffusi possano sfociare in una ‘pulizia etnica'”.

Deve essere provato secondo gli standard internazionali

In conclusione, chiediamo ai meccanismi delle Nazioni Unite di adottare quanto prima le misure necessarie per garantire la sicurezza delle vite e delle proprietà dei civili e di porre immediatamente fine alle operazioni condotte in tutta la Siria da gruppi armati affiliati al governo siriano ad interim. Chiediamo inoltre con urgenza che vengano avviate indagini sui presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi durante il conflitto in Siria sotto l’egida delle Nazioni Unite e che vengano identificati e perseguiti gli individui e i gruppi coinvolti in tali crimini, in conformità con gli standard internazionali.

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#Siria, #Trump scarica i curdi


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Rifondazione Comunista a fianco del Rojava!


Ci giungono notizie terribili dalla Siria. Il Rojava è ancora una volta sotto attacco. Le aree dell’Amministrazione Democratica Autonoma del Nord ed Est della Siria stanno vivendo un nuovo assedio. Kobane è sotto assedio. Più di 100.000 persone sono bloccate. Migliaia in fuga.

Quella resistenza contro il Califfato che è diventata famosa è oggi sotto attacco da parte di quegli stessi soggetti che sono stati liberati dalle prigioni in cui si trovavano dopo essere stati sconfitti. Questo attacco rischia di distruggere le speranze di democrazia per la Siria.

Qui sotto il comunicato del Congresso Nazionale del Kurdistan (KNK) e l’appello alla comunità internazionale, ai movimenti e ai popoli democratici. Invitiamo tutte e tutti a mobilitarsi.

COMUNICATO KNK:

La coalizione internazionale tace mentre le forze di Al Sharaa liberano migliaia di combattenti dell’ISIS dalla prigione di Al Shadadi e attaccano Kobane.Nelle ultime ore, le forze del governo di transizione siriano e le milizie jihadiste alleate hanno attaccato la prigione di Al Shadadi, liberando tutti i prigionieri dell’ISIS che vi erano detenuti. La coalizione internazionale non ha fatto nulla per proteggere la prigione, lasciando le forze dell’SDF da sole a impedire la fuga di migliaia di combattenti dell’ISIS. Le forze dell’SDF hanno resistito a questi attacchi, ma sono state attaccate da tutti i lati e alla fine non sono riuscite da sole a impedire la conquista della prigione.

Molti combattenti dell’SDF sono stati uccisi e decine sono rimasti feriti. A causa dell’inerzia della Coalizione Internazionale, migliaia di combattenti dell’ISIS sono ora fuggiti, per continuare a commettere atrocità contro i popoli della regione.

Kobane assediata e sotto pesanti minacce

Allo stesso tempo, le forze del Governo di Transizione Siriano di al Sharaa, insieme ad Al Qaeda, altre milizie jihadiste e gruppi sostenuti dalla Turchia, hanno lanciato un assalto a Kobane. Kobane, teatro di una resistenza storica che ha contribuito a salvare il mondo dalla brutalità e dalle stragi di massa dell’ISIS nel 2015, è nuovamente sotto attacco da parte delle stesse forze, che ora operano sotto bandiere diverse.

Chiediamo alla comunità internazionale, ai movimenti e ai popoli democratici del mondo di non rimanere in silenzio e di agire per denunciare questi attacchi genocidi.

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Il Rojava, in Siria, è sotto attacco. Difendiamo la Rivoluzione del Confederalismo Democratico


Con una offensiva militare ad ampio raggio il governo jihadista di Damasco, congiuntamente alle milizie islamiste sostenute dalla Turchia e da formazioni paramilitari tribali, sta attaccando il Rojava governato
dall’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord e dell’Est (DAANES).
COBAS - Comunicato stampa sul Rojava


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