[2026-01-31] Askatasuna vuol dire Libertà - Torino è Partigiana @ Torino
Askatasuna vuol dire Libertà - Torino è Partigiana
Torino - 10121 Torino TO
(sabato, 31 gennaio 14:30)
PIATTAFORMA VERSO LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 31 GENNAIO A TORINO
A conclusione dell'assemblea di sabato 17 gennaio è stata stilata una piattaforma a cui aderire "GOVERNO NEMICO DEL POPOLO, IL POPOLO RILANCIA", di seguito le firme in aggiornamento delle realtà che chiamano alla mobilitazione.
Da Torino al Sud, dalla Val di Susa al Nord Est, dalle isole al centro, tutta Italia è unita nelle differenze, nelle generazioni, nelle specificità territoriali, per portare una sola voce: il governo Meloni ha sbagliato i suoi calcoli, il popolo resiste.
Nonostante i segnali chiari che arrivano dal governo, un governo ch odia e che struttura una stretta repressiva ben precisa e ben oliata, è altrettanto chiaro che una parte del Paese non è disposta a chinare la testa.
Dai lavoratori e dalle lavoratrici, dagli spazi sociali colpiti, dai comitati territoriali, dai comitati di quartiere ai collettivi studenteschi, dalle università alle scuole, da chi lotta nei quartieri popolari a chi lotta contro le basi militari e le grandi opere inutili, dalle donne che lottano agli abitanti sotto sfratto:
IL POPOLO RILANCIA
IL 31 GENNAIO SARA' UNA MOBILITAZIONE POPOLARE
a cui ognuno potrà partecipare con le proprie specificità e le proprie differenze, rappresentandole tutte, creando una massa eterogenea, come la Valle di Susa ci ha insegnato. Il 31 sarà un passaggio importante per ribadire che c'è una parte di questo Paese, quella che in milioni è scesa in strada per bloccare tutto in solidarietà al popolo Palestinese, che non è disponibile ad avallare i piani previsti di riarmo, militarizzazione, chiusura e disciplinamento voluti da Meloni e dai suoi ministri.
Un passaggio che rilanciamo insieme verso nuovi appuntamenti, verso la primavera in cui ritrovarci, continuare a ragionare collettivamente sulle urgenze di questo momento storico e cogliere quali siano le possibilità per riaprire spazi, costruire percorsi, intuire mobilitazioni, passando per i momenti di sciopero che ci saranno.
La repressione del Governo passa per nuovi decreti sicurezza, cerca di rinchiudere le mobilitazioni e gli spazi sociali autogestiti ad un problema di ordine pubblico, quando invece il loro significato è profondamente politico e sociale. Arresti e operazioni di polizia quasi settimanali, colpiscono indiscriminatamente superando e forzando ogni confine legale, trasformando le leggi nella logica feroce della "legge del più forte".
ESSERE PARTIGIANI vuol dire schierarsi e prendere posizione, Torino è una dimostrazione di come le lotte possano essere al tempo stesso incisive e riproducibili. Oggi il significato e la pratica dell'antifascismo assumono nuova attualità.
FIRME IN AGGIORNAMENTO
Network Antagonista Torinese
Movimento No Tav
Torino per Gaza
Centri Sociali del Nord Est
Non Una Di Meno Torino
Giovani Palestinesi d'Italia
Spazio Popolare Neruda
Giorgio Cremaschi
Potere al Popolo
Assemblea Studentesca Torino
Ex Opg
Officina 99
Brahim Baya, Nur - Narrazioni Umane di Resilienza
Coordinamento Collettivi Autorganizzati Universitari
Ecologia Politica Napoli
Cantiere Milano
Quarticciolo Ribelle
Libere di lottare contro lo stato di guerra e polizia
Movimento di lotta disoccupati, 7 novembre
Centri sociali delle Marche Studenti Autorganizzati Marche
Colpo
Centro Sociale Talpa e l'Orologio
Collettivo Spiraglio
Collettivo ohm
Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS
Cobas Scuola Torino
CSOA Ex Snia Viscosa
Coordinamento Antifascista Universitario - Torino
Rifondazione Provinciale Torino
Fronte Popolare Torino
Cub
Sinistra Anticapitalista
Radici del Sindacato alternativa in Cgil
Vogliamo Tutto
Assemblea per il Diritto alla Casa Pavia
Partito Comunista dei Lavoratori - Torino
Gabrio
Associazione a Resistere Pisa
Cobas
Carc
Immaginiamo insieme il corteo del 31 gennaio come l'inizio di un percorso comune che possa costruire uno spazio largo di mobilitazione contro il Governo Meloni e la sua manovra economica lacrime e sangue. Oltre la retorica populista e sovranista, quello che rimane sono misure di austerity, sudditanza ai diktat di Trump, attacchi al lavoro, alle pensioni, ai migranti e a chiunque non sia allineato. E' tempo di portare avanti un conflitto plurale, inteso come esercizio di trasformazione e di riconoscimento di coloro che stanno ai margini.
E' tempo di tenere insieme quello che loro vogliono allontanare, di rifiutare la loro divisione di bene e male e costruire un'alternativa credibile.
RESISTERE E' POSSIBILE
RESISTERE E' UN DOVERE!
Tutto sul software Microsoft installato nei computer dei magistrati italiani
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Attraverso il programma Microsoft ECM/SCCM installato su 40mila computer dell’amministrazione giudiziaria italiana si potrebbe potenzialmente accedere da remoto ai pc di procure e tribunali. La vicenda solleva interrogativi sulla segretezza delle indagini
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Amministrazione autonoma: gli attacchi a Kobanê e al cantone di Cizir costituiscono genocidio e crimine di guerra
L’Amministrazione autonoma ha dichiarato che gli attacchi a Kobanê e al cantone di Cizir sono una campagna genocida pianificata e sistematica e ha chiesto un intervento urgente contro i crimini commessi contro i civili.
L’Amministrazione autonoma democratica della Siria settentrionale e orientale (DAANES) ha rilasciato una dichiarazione scritta in merito all’ondata di attacchi in corso contro Kobanê e il cantone di Cizir e ha invitato la comunità internazionale, compresa la Coalizione internazionale contro l’ISIS, a porre immediatamente fine agli attacchi e ai crimini commessi contro i civili.
La dichiarazione di DAANES di giovedì recita quanto segue:
“Confermiamo il nostro pieno impegno a rispettare il dichiarato cessate il fuoco e a impedire lo spargimento di sangue del nostro popolo, nonché a proteggere la sicurezza e la stabilità della nostra regione. Tuttavia, gruppi armati affiliati al governo di Damasco stanno deliberatamente e sistematicamente violando il cessate il fuoco e attaccando spietatamente i civili e le nostre aree residenziali, in particolare la città di Kobanê e il cantone di Cizir.
Gli attacchi a Kobanê non sono un’operazione militare di routine, ma un crimine di guerra. Kobanê rappresenta un punto di svolta nella storia e il luogo che ha decretato la fine dell’organizzazione terroristica ISIS, che ha rappresentato una grave minaccia per l’intera umanità. Kobanê è presa di mira perché è il simbolo della resistenza e ha protetto il mondo. Oggi, Kobanê è privata di acqua, elettricità e servizi di base a causa dei continui attacchi alle sue infrastrutture. Più di recente, la sua connessione internet è stata interrotta, interrompendo il suo collegamento con il resto del mondo.
Gli eventi nel cantone di Kobanê e Cizir costituiscono una sistematica campagna di genocidio condotta contro il popolo curdo, volta a spezzare la volontà del nostro popolo e a cancellare le sue conquiste. Il mondo intero ha assistito alle violazioni e ai crimini commessi contro i curdi e i combattenti a Raqqa e in altre regioni. Oggi, questi crimini si ripetono senza alcuna risposta.
Condanniamo fermamente i brutali attacchi contro il nostro popolo. Riteniamo le parti aggressori responsabili delle conseguenze di questa pericolosa escalation. Invitiamo la comunità internazionale, inclusa la Coalizione Internazionale contro l’ISIS, a cessare immediatamente gli attacchi e a porre fine ai crimini commessi contro i civili.
Facciamo appello anche al nostro popolo determinato, agli amici del popolo curdo in tutto il Kurdistan e nel mondo, affinché rafforzino il livello di lotta e resistenza e proteggano le conquiste ottenute attraverso la resistenza dei nostri martiri e combattenti e la volontà del nostro popolo libero.
Oggi è il giorno dell’unità nazionale. Oggi, i curdi di ogni angolo del Kurdistan si uniscono contro i crimini di genocidio. La storia registrerà questa resistenza a lettere d’oro. Il nostro popolo manterrà il suo impegno e la sua determinazione per la libertà, l’onore e il diritto alla vita.
L'articolo Amministrazione autonoma: gli attacchi a Kobanê e al cantone di Cizir costituiscono genocidio e crimine di guerra proviene da Retekurdistan.it.
Why is the human penis so big? Scientists probed the evolution of penis size through sexual selection and mate competition in a first-of-its-kind study#TheAbstract
Touchless Support Leaves No Mark
[Clough42] created a 3D print for a lathe tool and designed in some support to hold the piece on the bed while printing. It worked, but removing the support left unsightly blemishes on the part. A commenter mentioned that the support doesn’t have to exactly touch the part to support it. You can see the results of trying that method in the video below.
In this case [Cloug42] uses Fusion, but the idea would be the same regardless of how you design your parts. Originally, the support piece was built as a single piece along with the target object. However, he changed it to make the object separate from the support structure. That’s only the first step, though. If you import both pieces and print, the result will be the same.
Instead, he split the part into the original two objects that touch but don’t blend together. The result looks good.
We couldn’t help but notice that we do this by mistake when we use alternate materials for support (for example, PETG mixed with PLA or PLA with COPE). Turns out, maybe you don’t have to switch filament to get good results.
youtube.com/embed/1Zocl7n98xY?…
freezonemagazine.com/articoli/…
Il 2025 si era chiuso con l’arresto di Cedomir Stojkovic, l’avvocato di Belgrado noto oppositore del regime serbo. Rilasciato dopo poche ore Stojkovic ha spiegato, parlando con i giornalisti, che il suo breve fermo aveva due cause: continuare a parlare sui suoi profili di EuroMaidan in Ucraina come espressione di una volontà
freezonemagazine.com/articoli/…
L’uscita del recente The Whale (freezonemagazine.com/articoli/…) di Chantal Acda, ci ha dato modo di parlare con l’artista ormai in procinto di sbarcare sul palchi del nostro paese per un mini tour di quattro date che, tra fine gennaio ed i primi di febbraio la vedrà protagonista. Un’intervista breve, che può dare un’idea della musicista che […]
L'articolo Intervista
freezonemagazine.com/articoli/…
Nel febbraio 1994, David Munyon – una settimana prima di venire in Europa a regalarci il concerto “Carliniano” di Sesto Calende (altra uscita di New Shot Records di cui parleremo a breve) – registra un album totalmente nuovo che però, in quanto poco incline a seguire i suoi affari, David dimenticherà quei nastri nei cassetti […]
L'articolo David Munyon – The Lost Album proviene da FREE ZONE MAGAZI
possibile.com/bongiorno-consen…
La proposta Bongiorno, sostituendo il consenso con il dissenso, rischia di minare questa tutela, depotenziare la legge e riportare indietro anni di battaglie civili e femministe. Chiedere che il ddl 1715 non venga modificato significa affermare la necessità di una legge chiara, una cultura chiara e un principio chiaro: il consenso
possibile.com/pieno-sostegno-a…
È di questi giorni, infatti, la notizia dell’arrivo anche a Reggio Emilia delle prime denunce
Vi racconto il Quantum di Tim che proietta l’Italia in Europa e nel mondo. Parla Occhipinti
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Il Quantum è passato da tecnologia di nicchia a priorità strategica per governi e industrie. Tra sicurezza, difesa e trasferimento tecnologico, l’Italia può contare su una filiera scientifica e industriale già matura. Tommaso Occhipinti,
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#Davos, la fine dell'illusione atlantica
Davos e la fine dell’illusione atlantica -
L’intervento di Donald Trump mercoledì a Davos ha frenato solo in apparenza l’escalation dello scontro tra Stati Uniti ed Europa attorno alla questione dellaMichele Paris (altrenotizie.org)
Dual-use, un asset strategico per le esportazioni italiane. Scrive Tripodi
@Notizie dall'Italia e dal mondo
L’ambito dei materiali a duplice uso è particolarmente importante per una grande economia manifatturiera ed esportatrice come quella del nostro Paese. L’Italia può vantare delle vere e proprie eccellenze in molti dei settori che rientrano in questa categoria e che
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LA GUERRA: ALCUNE SUE DEFINIZIONI E CARATTERISTICHE (QUARTA PARTE)
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Tali guerre conducono, inevitabilmente, al prolungarsi dell’evento bellico ed a rievocare quanto accadde agli USA in Vietnam ed all’URSS in Afghanistan.
L'articolo LA GUERRA: ALCUNE SUE DEFINIZIONI E CARATTERISTICHE (QUARTA PARTE) proviene da GIANO NEWS.
#DIFESA
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Ddl Frjia. Cosa cambia e quali vantaggi per il settore subacqueo
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Il settore sottomarino nazionale cambia pelle e con il via libera al ddl Frjia (che colma un vuoto normativo) si apre la strada ad una fase del tutto nuova, in virtù della nascita dell’Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee. Dalla Camera ieri è arrivato il sì dopo il voto
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AFGHANISTAN. Il 2026 si apre con il sangue, tra instabilità cronica e crisi umanitaria
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Il 19 gennaio scorso, sette persone sono state uccise in un attentato a Kabul. Lo ha rivendicato l’ISIS-K, ma sono diverse le formazioni che attaccano i civili per colpire il governo de facto talebano.
L'articolo AFGHANISTAN. Il 2026
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È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
@Politica interna, europea e internazionale
È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Il magazine, disponibile già da ora nella versione digitale sulla nostra App, e da domani, venerdì 23 gennaio, in tutte le edicole, propone ogni due settimane inchieste e approfondimenti sugli affari e il potere in
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La Turchia continua a rifornire Israele di petrolio
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Nel 2025 le importazioni di greggio verso Israele attraverso infrastrutture della Turchia crescono di oltre un terzo, nonostante Ankara rivendichi lo stop agli scambi commerciali, confermando la continuità delle forniture energetiche da Azerbaigian.
L'articolo La Turchia continua a rifornire Israele di
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La Nato militare in Groenlandia tra prudenza e deterrenza. Le parole di Cavo Dragone
@Notizie dall'Italia e dal mondo
La riunione del Comitato militare della Nato a Bruxelles si è svolta mentre l’attenzione strategica dell’Alleanza si estende oltre il fronte orientale. Alla guerra in Ucraina si affiancano infatti le dinamiche del Grande Nord, dove il dossier
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Kobane calling: rise up 4 rojava! Brescia
L’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord-est e il popolo curdo sono sotto attacco su tutti i fronti. Nel silenzio complice della comunità internazionale le milizie salafite dell’attuale regime siriano (comandato dalla Turchia e sostenuto dagli USA, Ue e Israele) assediano Kobane – città-simbolo della resistenza contro Daesh – liberano miliziani jihadisti dalle prigioni, uccidono e torturano i civili, rapiscono le donne per ridurle in schiavitù.
L’Amministrazione autonoma del Rojava rappresenta un’alternativa allo sfruttamento imposto dal capitalismo, allo stato-nazione, ai nazionalismi e alle divisioni settarie che devastano e opprimono il Medio oriente e il mondo.
DIFENDIAMOLA! Lottiamo insieme contro le guerre e i genocidi del capitalismo, per l’autodeterminazione dei popoli e la resistenza degli oppressi/e dalla Siria e dal Kurdistan alla Palestina, dall’Iran all’Europa, in tutto il mondo.
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Sanità e rischi cyber: il settore è sotto assedio, ma NIS2 e formazione sono la risposta giusta
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Il mondo della sanità è nel mirino di truffatori e hacker criminali. Ecco come mitigare i rischi secondo i nostri esperti
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Trump ora vuole l’attacco all’Iran. Gli Usa rafforzano la presenza in Medio Oriente
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Caccia F-15, aerei cisterna, da trasporto e AC-130J sono stati trasferiti in Giordania e in altri paesi della regione
L'articolo Trump ora vuole l’attacco all’Iran. Gli Usa rafforzano la presenza in Medio Oriente proviene da Pagine Esteri.
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Pieno sostegno agli attivisti e alle attiviste denunciate a Reggio Emilia durante le manifestazioni per Gaza
Il Comitato reggiano di Possibile esprime pieno sostegno agli attivisti e attiviste colpite dalle denunce in occasione dei cortei in favore di Gaza e della Global Sumud Flotilla.
”È di questi giorni, infatti, la notizia dell’arrivo anche a Reggio Emilia delle prime denunce comminate alle attiviste e agli attivisti che hanno manifestato per la città durante i cortei a favore del popolo palestinese ed in difesa della Global Sumud Flotilla il 22 settembre e 3 ottobre scorsi. Cortei assolutamente pacifici, molto partecipati, che hanno ribadito con chiarezza da che parte sta la nostra città: per la libertà e per l’autodeterminazione dei popoli, contro le guerre predatorie e contro i genocidi.
“Questi provvedimenti penali – prosegue il comitato – sono la diretta conseguenza dei nuovi reati di blocco stradale e ferroviario introdotti dal “DL Sicurezza”, espressione chiara e manifesta della volontà repressiva del dissenso da parte del governo Meloni. Non possiamo accettare passivamente che chi, con coraggio e volontà ha messo i propri corpi in gioco per la causa della libertà del popolo palestinese, possa essere macchiati di reati penali.”
Oltre alla fedina penale macchiata, se il Parlamento approverà il nuovo pacchetto di misure aggiuntive in materia di sicurezza, a coloro che risultino anche solo denunciati o condannati con sentenza non definitiva nel corso dei cinque anni precedenti sarà esteso il Daspo Urbano, ovvero il divieto di accesso nei centri urbani. “Immaginare che a studenti, lavoratori, sindacalisti e semplici attivisti possa essere vietato l’ingresso in città solo per il semplice esercizio del diritto di espressione di dissenso e di pacifico contrasto sociale è agghiacciante. Il rischio di una deriva autoritaria da parte di questo governo è sotto gli occhi di tutti.”
Possibile si schiera quindi a fianco di tutte e tutti coloro che in quelle giornate hanno colorato pacificamente la città, senza nessun tipo di danno, facendo proprio anche proprie anche le preoccupazioni espresse dal presidente nazionale di Anpi Gianfranco Pagliarulo. Questi atti intimidatori sono la risposta del governo a chi lo ha messo in crisi per la prima volta attraverso una grande mobilitazione popolare che ha attraversato anche la nostra città. Non possiamo permettere che chi verrà colpito da queste denunce venga lasciato da solo. Possibile è da sempre a fianco di chi, nel nome della libertà e della giustizia sociale, scende in piazza e in strada.
L'articolo Pieno sostegno agli attivisti e alle attiviste denunciate a Reggio Emilia durante le manifestazioni per Gaza proviene da Possibile.
New Drug Hopes To Treat Sleep Apnea Without Masks
Sleep apnea is a debilitating disease that many sufferers don’t even realize they have. Those afflicted with the condition will regularly stop breathing during sleep as the muscles in their throat relax, sometimes hundreds of times a night. Breathing eventually resumes when the individual’s oxygen supply gets critically low, and the body semi-wakes to restore proper respiration. The disruption to sleep causes serious fatigue and a wide range of other deleterious health effects.
Treatment for sleep apnea has traditionally involved pressurized respiration aids, mechanical devices, or invasive surgeries. However, researchers are now attempting to develop a new drug combination that could solve the problem with pharmaceuticals alone.
Breathe Into Me
There are a variety of conditions that fall under the sleep apnea umbrella, with various causes and a range of imperfect treatments. Perhaps the most visible is obstructive sleep apnea (OSA), in which the muscles in the throat relax during sleep. Under certain conditions, and depending on anatomy, this can lead the airway to become blocked, causing a cessation of breathing that requires the sufferer to wake to a certain degree to restore proper respiration. Since the 1980s, OSA has routinely been treated with the use of Continuous Positive Airway Pressure (CPAP) machines, which supply pressurized air to the face and throat to forcibly keep the airway open. These are effective, except for one major problem—a great deal of patients hate them, and compliance with treatment is remarkably poor. Some studies have shown up to 50% of patients give up on CPAP treatment within a year due to discomfort around sleeping with a pressurized air mask.Obstructive sleep apnea occurs when upper airway muscles relax excessively during sleep, ultimately restricting or totally blocking the airway. Credit: Apnimed
Against this backdrop, a simple pill-based treatment for sleep apnea is a remarkably attractive proposition. It would allow the treatment of the condition without the need for expensive, high-maintenance CPAP machines which a huge proportion of patients hate using in the first place. Such a treatment is now close to being a reality, under the name AD109.
The treatment aims to directly target the actual cause of obstructive sleep apnea. OSA is a neuromuscular condition, and one that only occurs during sleep—as those afflicted with the disease don’t suffer random airway blockages while awake. When sleep occurs, neurotransmitter levels like norepinephrine tend to decrease. This can can cause the upper airway muscles to excessively relax in sleep apnea sufferers, to the point that the airway blocks itself shut. AD109 tackles this issue with a combination of drugs—an antimuscarinic called aroxybutynin, and a norepinephrine reuptake inhibitor called atomoxetine. In simple terms, the aroxybutynin blocks so-called muscarinic receptors which decrease muscle tone in the upper airway. Meanwhile, the atomoxetine is believed to simultaneously improve muscle tone in the upper airway by maintaining higher activity in the hyperglossal motor neurons that control muscles in this area.Results in phase 2 testing showed a marked decrease in AHI compared to those taking a placebo. Credit: research paper
Thus far, clinical testing has been positive, suggesting the synergistic combination of drugs may be able to improve airflow for sleep apnea patients. Phase 1 and Phase 2 clinical trials have been conducted to verify the safety of the treatment, as well as its efficacy at treating the condition. Success in the trials was measured with the Apnea-Hypopnea Index (AHI), which records the number of airway disruptions an individual has per hour. AHI events were reduced by 45% in those taking AD109 when compared to the placebo group in a phase 2 trial featuring 211 participants. It achieved this while proving generally safe in early testing without causing detectable detriments to attention or memory. However, some side effects were noted with the drug—most specifically dry mouth, urinary hesitancy, and a level of insomina. The latter being particularly of note given the drug’s intention to improve sleep.
Testing on AD109 continues, with randomized Phase 3 trials measuring its performance in treating mild, moderate, and severe obstructive sleep apnea. For now, commercialization remains a ways down the road. And yet, for the first time, it appears promising that modern medicine will develop a simple drug-based treatment for a disease that leaves millions fatigued and exhausted every day. If it proves viable, expect it to become a major pharmaceutical success story and the hottest new drug on the market.
Cybersecurity Act 2: la revisione 2026 è un’evoluzione matura della resilienza digitale UE
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
La Commissione UE presenta il Cybersecurity Act 2 puntando su certificazione più ampia (anche servizi gestiti e postura delle organizzazioni) e su misure per ridurre i rischi di filiera, inclusi “key ICT assets” e fornitori ad
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Manifestazione a Torino a sostegno dei curdi del Rojava
Sabato 24 gennaio manifestazione a Torino a sostegno dei kurdi del Rojava: ore 15.00 piazza Vittorio Veneto. Gli islamisti eredi dell’isis stanno compiendo massacri e pulizia etnica in Rojava con la complicita’ dell’occidente. Fermiamoli, prima che sia troppo tardi.
Verso il Kurdistan
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Landini, il Tar ci dà ragione, Salvini ha violato diritto di sciopero
“La sentenza odierna del Tar sconfessa il Ministro dei Trasporti: è illegittima la precettazione contro lo sciopero generale del 17 novembre 2023, il diritto di sciopero è stato quindi violato. Il Tribunale ha infatti accertato l’illegittimità dell’ordinanza con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva ridotto autoritariamente lo sciopero generale”
🎊 🎉
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Il nuovo video di Pasta Grannies: youtube.com/shorts/yWSTBgs0d_A
@Cucina e ricette
(HASHTAG)
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Export control, industria e sicurezza. Il Forum alla Farnesina ridisegna le priorità italiane
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Il controllo delle esportazioni si conferma uno snodo centrale delle politiche industriali e di sicurezza. È il messaggio che emerge dal 3° Forum italiano sul controllo delle esportazioni, ospitato alla Farnesina, dove istituzioni,
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VIDEO. L’assedio israeliano alla città palestinese di Hebron
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Centinaia di soldati e blindati paralizzano la città occupata nella Cisgiordania meridionale, con arresti, blocchi e nuovo muro di controllo, mentre l’operazione è destinata a durare giorni. Da Hebron, il servizio video di Michele Giorgio
L'articolo VIDEO. L’assedio israeliano alla
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“Giulio continua a fare cose…” inaugurata la mostra: Il Popolo giallo: una storia collettiva
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/giulio-…
Domenica 18 gennaio è stata inaugurata presso la Sala Consiliare del Municipio (Via Gramsci 8), la mostra
Giornalismo e disordine informativo reshared this.
Come hanno rubato l’account ad Andrea Galeazzi: il phishing Oauth
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
L’account Google di Andrea Galeazzi è stato rubato con la tecnica del phishing OAuth: e-mail perfetta generata da IA, link credibile, autorizzazione apparentemente legittima. In 15 secondi si perdono password, e-mail di recupero e controllo totale. E la 2FA non basta contro
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DDL 1715: non possiamo cancellare la parola “consenso”
Parlare di violenza sessuale significa confrontarsi con una realtà drammatica e pervasiva, che colpisce milioni di persone ogni anno, violando diritti umani fondamentali. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’ONU, quasi una donna su tre ha subito violenza fisica o sessuale nella vita, e centinaia di milioni di ragazze sono state vittime di abusi prima dei 18 anni. Non sono numeri astratti: sono vite spezzate, traumi psicologici, sociali e fisici che accompagnano le persone per anni, storie che chiedono giustizia, riconoscimento e protezione.
Il ddl 1715, attualmente all’esame del Senato, rappresenta una grande opportunità per cambiare finalmente il paradigma: non più la violenza sessuale misurata solo attraverso la forza fisica o la minaccia, ma centrata sul consenso libero, consapevole e revocabile della persona coinvolta. Questo principio significa che qualsiasi atto sessuale senza un sì chiaro e consapevole è reato, e sposta completamente il peso della responsabilità sull’autore della violenza. Non si tratta di un dettaglio tecnico: è la differenza tra giustizia reale e una finta tutela che colpevolizza la vittima.
“Il consenso è tutto quando si tratta di sesso. L’essere in silenzio o il non dire esplicitamente ‘no’ non equivale a dare consenso.” — #IoLoChiedo, Amnesty International
E’ assurda, quindi, la proposta della senatrice Bongiorno di sostituire il concetto di consenso con quello di dissenso che rischia di invertire tutto il lavoro fatto negli ultimi anni, e negli ultimi mesi con questo ddl. Non si tratta di un mero cambio lessicale, ma della volontà politica di ribaltare, di nuovo, il paradigma: nel modello del dissenso, infatti, è chi subisce violenza deve dimostrare di essersi opposto, di aver detto “no” chiaramente e abbastanza. È una logica che riporta indietro la legge e la cultura, facendo tornare sulle vittime il peso della responsabilità e aumentando la discrezionalità dei giudici. Spesso chi subisce violenza si blocca, non reagisce fisicamente o non sa come manifestare opposizione in quel momento, e pretendere da queste persone di “difendersi abbastanza” è semplicemente ingiusto.
Il consenso, al contrario, è un principio universale e positivo, riconosciuto anche dalla Convenzione di Istanbul, secondo cui la volontà della persona deve essere libera e valutata nel contesto reale in cui l’atto avviene. Significa dire chiaramente che chi subisce violenza non è responsabile, che la sua immobilità, il silenzio o la paura non possono mai essere interpretati come consenso.
“In caso di dubbio sul consenso, chiedilo espressamente.” — #IoLoChiedo, Amnesty International
I dati globali sono impietosi: centinaia di milioni di donne e ragazze hanno subito violenze, e solo una minima parte denuncia, perché il sistema giudiziario richiede criteri difficili da dimostrare e spesso invisibili. La legge sul consenso non è un dettaglio ideologico, ma una risposta concreta a un problema reale, capace di proteggere chi subisce violenza e di creare strumenti chiari per perseguire chi la commette.
Proprio per questo il ddl 1715 non è solo una legge penale: è un messaggio culturale. Significa che la libertà sessuale è un diritto inviolabile, che il corpo di ciascuna e ciascuno è intoccabile e che nessuno può essere giudicato per le proprie reazioni o per il proprio comportamento. Sostituire il consenso con il dissenso non è aggiornare la legge: è riportare indietro la cultura e legittimare vecchi stereotipi che ancora oggi affiorano nei tribunali.
Secondo l’OMS, circa 840 milioni di donne e ragazze hanno affrontato violenza da partner o da altre persone, e centinaia di milioni di questi atti non sono denunciati. Questi numeri mostrano quanto sia urgente una legge chiara sul consenso.
Difendere il consenso significa anche lottare per l’educazione e la trasformazione culturale. Campagne come #IoLoChiedo educano, informano e invitano a creare relazioni basate sul rispetto e sulla libertà, perché il cambiamento giuridico deve andare di pari passo con quello culturale. Significa insegnare che il consenso non è negoziabile, che le relazioni sessuali e affettive devono essere basate sulla volontà chiara e condivisa, e che il rispetto del corpo e della libertà di ciascuno è il fondamento della democrazia. E per farlo servono necessariamente anche percorsi obbligatori e in orario curricolare per un’educazione sessuale e affettiva inclusiva, nelle scuole di ogni ordine e grado.
Non smetteremo mai di dirlo e di lottare affinché si possa discutere anche di questo, esprimendo tutta la nostra contrarietà verso le scelte reazionarie portate avanti dal Ministro Valditara e da tutto il Governo su questo tema.
Come Possibile siamo sempre statɜ al fianco delle campagne internazionali per il consenso e per l’educazione sessuale e affettiva, convintɜ che una società che non riconosce e tutela la libertà sessuale non possa definirsi libera, giusta o civile. Proprio per questo, la proposta Bongiorno, sostituendo il consenso con il dissenso, rischia di minare questa tutela, depotenziare la legge e riportare indietro anni di battaglie civili e femministe.
Chiedere che il ddl 1715 non venga modificato significa affermare la necessità di una legge chiara, una cultura chiara e un principio chiaro: il consenso non si negozia.
È un impegno verso chi ha subito violenza, verso chi non ha ancora denunciato per paura, verso tutte e tutti noi che vogliamo vivere in una società più giusta, più rispettosa, più libera.
Solo un sì libero e consapevole rende un atto sessuale lecito.
Solo sì è sì.
Sempre.
Gianmarco Capogna
Coordinatore Comitato Scientifico Possibile
L'articolo DDL 1715: non possiamo cancellare la parola “consenso” proviene da Possibile.
STL Editing with FreeCAD
[Kevin] admits that FreeCAD may not be the ideal tool for editing STL files. But it is possible, and he shares some practical advice in the video below. If you want to get the most out of your 3D printer, it pays to be able to create new parts, and FreeCAD is a fine option for that. However, sometimes you download an STL from the Internet, and it just isn’t quite what you need.
Unlike native CAD formats, STLs are meshes of triangles, so you get very large numbers of items, which can be unwieldy. The first trick is to get the object exactly centered. That’s easy if you know how, but not easy if you are just eyeballing it.
If you use the correct workbench, FreeCAD can analyze and fix mesh problems like non-manifold parts, flipped normals, and other issues. The example is a wheel with just over 6,000 faces, which is manageable. But complex objects may make FreeCAD slow. [Kevin] says you should be fine until the number of faces goes above 100,000. In that case, you can decimate the number of faces with, of course, a corresponding loss in resolution.
Once you are satisfied with the mesh, you can create a real FreeCAD shape from the mesh. The resulting object will be hollow, so the next step will be to convert the shape to a solid.
That still leaves many triangles when you really want flat surfaces to be, well, flat. The trick is to make a copy and use the “refine shape” option for the copy. Once you have a FreeCAD solid, you can do anything you can do in FreeCAD.
We’ve run our share of FreeCAD tips if you want more. There are other ways to tweak STLs, too.
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Supreme Court could greenlight geofence warrants
When federal agents raided Washington Post reporter Hannah Nantanson’s home earlier this month, it reignited discussions about how reporters can protect confidential sources and sensitive information.
“Having reported from dozens of countries with various levels of surveillance, I’ve found that the safest method for interacting with sources who would face the most jeopardy if exposed is to meet in person and cover your tracks,” said Steve Herman, executive director of the Jordan Center for Journalism Advocacy and Innovation, in a recent statement by the National Press Club Journalism Institute.
That’s good advice. But “covering your tracks” when meeting sources isn’t always easy. And a new Supreme Court case, Chatrie v. United States, could make it harder.
The dangers of geofence warrants
At the heart of the Chatrie case are legal orders known as geofence warrants. This controversial tool allows police to demand location data from tech companies (usually Google) to see every device in a specific area at a specific time. Imagine drawing a digital fence around a crime scene and demanding a list of every phone that crossed into it.
These demands can reveal precise details about people’s movements and locations. Authorities can pinpoint where someone stood within a couple of yards and whether they were on the first or second floor of a building.
But geofence warrants are also imprecise: They sweep up the movements not just of suspects but also of innocent people who happen to be within the digital fence. Demanding location data for a 150-yard radius of a bank in the hour before it was robbed, for example, may show the movements of people who worked at the bank, visited the psychiatrist’s office next door, worshipped at the church on the neighboring block, or dropped into the nearby strip club.
Lower courts disagree about whether these demands violate the Fourth Amendment’s protection against unreasonable searches and seizures. Some have held that they’re categorically unconstitutional. Others, like the appeals court that made the initial decision in Chatrie, have held that geofences are not a “search” under the Fourth Amendment and would be perfectly constitutional even without a warrant.
Now, the Supreme Court will decide. If the court holds that the Fourth Amendment’s warrant requirement does not apply to the use of geofences to obtain location data, it could greenlight mass surveillance on an enormous scale. The government could require tech companies to turn over location data, enabling it to surveil protesters, members of dissenting groups, and even the press.
A direct threat to journalists and sources
For journalists, the threat of their location data landing in the government’s hands is real. As our digital security training team at Freedom of the Press Foundation (FPF) explains:
“Consider a sensitive story in which you are meeting a high-risk, anonymous source in person. Your adversaries could use location data to determine that you and the source were in the same spot at the same time, leading to the possible exposure of the source’s identity.“Or perhaps you need to visit a particular location (e.g., a government building) that could put a given department or agency on notice that you are investigating them, in turn making the reporting process more challenging.”
Geofence warrants could easily expose confidential sources or tip off powerful government institutions that a reporter is investigating them. A single geofence warrant centered on a newsroom, for instance, could reveal everyone who’s visited, from whistleblowers to workers.
Even reporters who take precautions, like meeting sources in neutral locations, might not be safe. A geofence warrant could place them within yards of each other in the same parking garage or cafe, revealing their connection.
Holding that the Fourth Amendment applies to geofence warrants would prevent some of these abuses. Under the Fourth Amendment, courts must only approve warrants if there’s probable cause, which is unlikely to exist in fishing expeditions targeting journalists to uncover their confidential sources.
Why this matters, even after Google’s changes
Google took an important step in 2023 by changing how it stores user location data and for how long, making it harder for the government to use geofence warrants. But these protections aren’t foolproof. Other location data collected by Google or other companies could be vulnerable to geofence warrants.
As a result, the court’s decision in Chatrie still matters, and journalists may still want to take steps to limit exposure of their location data.
The outcome of Chatrie also touches on a deeper Fourth Amendment issue that could reverberate beyond geofence warrants: the “third-party doctrine.” This decades-old legal rule says that people lose their reasonable expectation of privacy once they share information voluntarily with third parties, like a phone company or a bank.
The court has limited the third-party doctrine in recent years, most famously in its decision in Carpenter v. United States. But its ruling in Chatrie has the potential to swing the pendulum back toward less privacy. That could impact Fourth Amendment protections for all kinds of data shared with third parties, such as information stored in the cloud or sensitive searches.
Every journalist, source, and citizen should be paying attention and demanding greater privacy protections from the courts and from Congress. If privacy is restricted in this case, our First Amendment rights are too. The free press can’t exist in a surveillance state.