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Nobel a Trump, superato il limite della vergogna


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/nobel-a…
Mentre da Minneapolys arrivavano nuove immagini di rastrellamenti e violenze da parte della polizia privata di Donald Trump – una autentica gestapo del nostro tempo – la presidente del consiglio del mio, del nostro paese, auspica



Archeologia digitale


C’è un nuovo tipo di scavo, che non si fa con pennelli e setacci ma con vecchi PC, cavi aggrovigliati e scatole di cartone dimenticate in soffitta. È l’archeologia digitale: la scienza non ufficiale di chi esplora le reliquie tecnologiche che hanno fatto la storia recente, prima che la nuvola (quella “cloud” tanto impalpabile) diventasse il nostro museo personale. Il floppy disk, oggi, sembra un reperto egizio. Una volta era il portatore di sogni: 1,44 megabyte di spazio, un abisso di possibilità per chi ci infilava dentro file di testo, giochi pixellati e qualche immagine .bmp che caricava a passo di lumaca. C’era chi li etichettava con cura maniacale e chi li lasciava vagare nudi e graffiati nello zaino, condannandoli a morte precoce. Eppure, dentro quei quadratini di plastica, stava l’embrione della memoria collettiva digitale. Poi arrivarono i CD masterizzati male. Quelli erano davvero la roulette russa dell’informatica casalinga. Bastava un granello di polvere, un programma di masterizzazione instabile, e addio compilation “Estati 2002”. Il fascino del “buffer underrun” è rimasto inciso nelle menti di chi passava notti intere a incidere 700 megabyte di dati con la stessa tensione con cui un archeologo maneggia un vaso fragile. I CD si rigavano con niente, si scrostavano con il tempo, ma rappresentavano il primo passo verso la personalizzazione totale: musica, film, backup. Tutto a portata di mano, tutto facilmente perdibile. Il floppy e il CD non erano semplici strumenti: erano rituali. Si copiava, si passava all’amico, si duplicava in laboratorio scolastico. E con loro cresceva una comunità: un sapere condiviso, un linguaggio segreto fatto di sigle, abbreviazioni e file compressi in .zip che promettevano mondi. Ma il vero tempio dell’archeologia digitale è stato il forum. Prima dei social, prima dell’influenza degli influencer, c’erano queste bacheche virtuali con sfondi blu elettrico, avatar improbabili e nickname che raccontavano più di un documento d’identità. Nei forum si discuteva di tutto: musica metal, tarocchi, programmazione in C++, segreti di videogiochi. Ogni discussione era stratificata come un sito archeologico: thread principali, digressioni infinite, litigi leggendari che ancora oggi qualcuno ricorda con un sorriso. Un forum non era solo uno spazio: era una piazza, con le sue regole non scritte. Il moderatore faceva la parte del sacerdote che manteneva l’ordine, ma spesso diventava il tiranno che chiudeva discussioni con un “thread chiuso” secco come una ghigliottina. E noi, lì, a costruire identità digitali parallele, a sentirci parte di tribù che avevano password e conoscenze esclusive. Oggi quell’epoca appare lontanissima, ma è ancora lì, sotto la polvere del tempo. Ogni floppy dimenticato in un cassetto, ogni pila di CD masterizzati con pennarello indelebile, ogni screenshot di un forum ormai offline è un frammento di quell’avventura. Una memoria che rischia di sparire, perché i supporti si degradano, i siti vengono chiusi, e l’obsolescenza tecnologica è più spietata di qualsiasi cataclisma naturale. Eppure l’archeologia digitale non è solo nostalgia. È consapevolezza. Ci ricorda che la tecnologia non è mai neutra: porta con sé riti, comunità, esperienze. Oggi salviamo tutto su server che non vediamo, affidandoci a piattaforme che non possediamo. Ma un tempo, quella memoria la toccavamo: un floppy in tasca, un CD nello zaino, una password scritta a matita su un foglio stropicciato. Indiana Jones, se fosse nato negli anni ’90, non avrebbe avuto la frusta e il cappello. Avrebbe avuto un PC con Windows 98, un lettore CD esterno e una connessione a 56k che strillava come un animale ferito. E forse, tra una cartella nascosta e un vecchio nick dimenticato, avrebbe trovato il vero tesoro: la prova che la cultura digitale non è fatta solo di bit, ma di storie, persone e riti che meritano di essere ricordati.



L’Italia aderirà all’accordo-quadro sull’export di armamenti. Perché è importante

@Notizie dall'Italia e dal mondo

L’Italia aderirà al Framework Agreement sull’esportazione di armamenti, l’accordo multilaterale che coordina le regole di export tra i principali attori europei della difesa. L’annuncio è arrivato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine del




Ho appena creato un account su #Proton.

Ho caricato un file esportato da Google Drive, sia come .ods che come .xlsx, ma quando cerco di aprirlo da Proton Drive (tramite il suo Proton Sheets) dice:

per l'ODS:

Preview for this file type is not supported

Per l'XLSX:

Error loading document: : Download failed: Error during parsing. This message / key probably does not conform to a valid OpenPGP format.

Pensando fossero incompatibilità con i formati esportati da Google Drive ho creato un file Excel (estensione .xlsx) sul mio PC, l'ho caricato, ho provato ad aprirlo e mi dice:

Error loading document: : Download failed: Error during parsing. This message / key probably does not conform to a valid OpenPGP format.

Ultima prova, ho caricato un file di testo ASCI dal mio PC e quando cerco di aprirlo mi dice:

Download failed: Error during parsing. This message / key probably does not conform to a valid OpenPGP format.

L'unico modo che ho trovato per vedere un file su Proton Drive è crearlo direttamente lì dentro.

Voi ci capite qualcosa?

in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

Su Proton Drive sono supportati per l’anteprima e l’apertura dentro la piattaforma un numero ancora limitato di estensioni file: per quelle di testo solo docx, txt, javascript ma non xls ed affini.

Meno problemi per i file immagine, però si può comunque utilizzare come drive per una archiviazione sicura, ma senza utilizzarne il contenuto online: per le modifiche agire in locale e ricaricare le variazioni




Vertice Italia-Germania, Meloni: “Ue scelga se essere protagonista o subire il destino"

non capisco... ma non è lei quella che si cala le brache e va sempre a leccare ll culo a trump? adesso fa la guerrafondaia?



CrashFix, l’inganno silenzioso delle estensioni browser: come difendersi


@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Il gruppo criminale KongTuke ha avviato la campagna CrashFix per distribuire NexShield, una finta estensione di Chrome spacciata per ad blocker che, dopo aver mandato in crash il browser, propone una finta soluzione per coprire le sue attività di intrusione nelle



La “Nuova Gaza” di Trump e Kushner è pura ingegneria coloniale


@Notizie dall'Italia e dal mondo
I progetti della Casa Bianca sono attenti al valore immobiliare e non alla realtà di Gaza e alla fine dell'occupazione israeliana
L'articolo La “Nuova Gaza” di Trump e Kushnerhttps://pagineesteri.it/2026/01/23/medioriente/la-nuova-gaza-di-trump-e-kushner-e-pura-ingegneria-coloniale/



Truffatori sfruttano la collaborazione su OpenAI: 3 consigli per le aziende


@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Gli aggressori sfruttano la possibilità di collaborazione della piattaforma di OpenAI per commettere frodi, immettendo testi ingannevoli, link o numeri di telefono fasulli direttamente nel campo destinato al nome dell’organizzazione. Ecco come funziona la




GNU Taler, il sistema di pagamento per tutelare la privacy del compratore e la tracciabilità fiscale al venditore

GNU Taler è un sistema di pagamento digitale che dal 2025 è diventato operativo in Svizzera, il primo Paese ad adottarlo ufficialmente, dove oggi funziona in franchi svizzeri grazie a un’infrastruttura legale e bancaria dedicata.

@Privacy Pride


Cos’è GNU Taler e come funziona

Principi fondamentali


GNU Taler (Taxable Anonymous Libre Electronic Reserves) è un sistema di pagamento elettronico non basato su blockchain, sviluppato come software libero. La sua architettura si fonda su un equilibrio molto preciso:

  • Anonimato del pagatore
    Garantito tramite firme cieche (blind signatures), una tecnica crittografica introdotta da David Chaum. Il contenuto del “token” viene nascosto prima della firma, così la banca non può collegare il prelievo al pagamento.
  • Tracciabilità del venditore
    Il commerciante è sempre identificabile e soggetto a tassazione. Questo evita evasione fiscale e rende Taler compatibile con le normative finanziarie.
  • Nessuna speculazione
    Non è una criptovaluta: i pagamenti avvengono in valuta reale (CHF, EUR, ecc.) e non esiste un mercato speculativo.
Come funziona operativamente


1. L’utente preleva denaro digitale dal proprio conto bancario tramite un “exchange” Taler (un operatore autorizzato).
2. L’exchange firma i token con firme cieche → l’utente ottiene monete digitali anonime.
3. L’utente paga un commerciante inviando i token firmati.
4. Il commerciante incassa depositando i token presso l’exchange, che li riconosce come validi e li converte in valuta reale.
5. Tutto il percorso del venditore è tracciabile; quello del compratore no.


Dove si sta usando GNU Taler

Svizzera (Paese principale)
La Svizzera è il primo Paese in cui GNU Taler è legalmente operativo e utilizzabile da privati e aziende.

In Svizzera
- Nel 2025 è stata rilasciata la versione 1.0 di GNU Taler.
- Contestualmente è iniziata l’operatività ufficiale in Svizzera tramite Taler Operations AG, che gestisce il sistema in franchi svizzeri (CHF).
- Il sistema è stato autorizzato e integrato con l’infrastruttura bancaria svizzera, in particolare con la Maerki Baumann Bank.
- La Svizzera lo considera un esempio di pagamento digitale privacy‑preserving, utile anche come modello per future valute digitali di banca centrale (CBDC).

Oggi la Svizzera è centrale per il progetto #GNUTaler in quanto presenta un quadro normativo favorevole all’innovazione fintech; è un Paese con forte attenzione alla privacy e alla trasparenza fiscale e soprattutto dispone di infrastrutture bancarie flessibili e aperte a sperimentazioni regolamentate.
La presenza di un operatore dedicato (Taler Operations AG) consentirà inoltre un’adozione reale, non solo sperimentale.

In Svizzera il sistema è in public beta: tecnicamente operativo, ma ancora pochi commercianti lo accettano. Gli sviluppatori stanno invitando aziende e negozi a integrarlo tramite tutorial e community hub.

La BCE e alcune banche centrali europee hanno studiato GNU Taler come modello per sistemi di pagamento digitali pubblici, ma non lo hanno ancora adottato.
InItalia ci sono state presentazioni e conferenze (come quella di Richard Stallman al Politecnico di Milano nel 2025) che hanno parlato del il progetto, ma non esiste ancora un vero interesse del pubblico e della politica.

Perché GNU Taler è considerato innovativo


GNU Taler offre privacy forte senza favorire evasione fiscale, non usa blockchain, è efficiente, scalabile e non richiede mining. È inoltre basato su software libero trasparente, verificabile, auditabile e può uò essere integrato da banche, negozi online, enti pubblici.

taler.net/it/index.html

in reply to Informa Pirata

@pluralistic have you heard about this? This sounds good, and quite enshittification proof.

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Tutti contenti per la fine del caso TikTok negli Stati Uniti?

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La saga di TikTok negli Stati Uniti si avvia alla conclusione: ByteDance ha annunciato l'accordo per la creazione di una joint venture che controllerà le operazione dell'app cinese in America. Ecco startmag.it/innovazione/tiktok…