[2026-02-10] Apertura Porfdo @ Centro di Documentazione Porfido
Apertura Porfdo
Centro di Documentazione Porfido - Via Tarino 12/c, Torino
(martedì, 10 febbraio 16:00)
Disponibile libro Edizioni Tabor
edizionitabor.it/alessi-dellum…
Il Centro di Documentazione Porfido è aperto Martedì, Mercoledì e Sabato dalle 16:00 alle 19:30.
[2026-02-11] Porfido chiuso @ Centro di Documentazione Porfido
Porfido chiuso
Centro di Documentazione Porfido - Via Tarino 12/c, Torino
(mercoledì, 11 febbraio 16:00)
Oggi Porfido chiuso siamo a Radio Blackout per la Presentazione del libro “Assalto alle piattaforme” di e con Kenobit
gancio.cisti.org/event/present…
[2026-02-14] Apertura Porfido @ Centro di Documentazione Porfido
Apertura Porfido
Centro di Documentazione Porfido - Via Tarino 12/c, Torino
(sabato, 14 febbraio 16:00)
Il Centro di Documentazione Porfido è aperto Martedì, Mercoledì e Sabato dalle 16:00 alle 19:30.
Porfido – per la critica della società capitalista – ha una biblioteca con oltre 6000 titoli, catalogati e suddivisi per argomenti, riviste, poster, dvd in prestito. Abbiamo anche una distro di libri in vendita, passate !
Occhio alle nuove uscite Edizioni Porfido, visita il sito porfidotorino.it/
[2026-02-15] MERCATINI ARTISTICI AUTOGESTITI @ giardini reali
MERCATINI ARTISTICI AUTOGESTITI
giardini reali - cso san maurizio angolo via rossini
(domenica, 15 febbraio 15:00)
Mercatini artistici autogestiti
BENEFIT COORDINAMENTO ARTISTICI
Ci sarà vendita a offerta libera di toppe, gioielli, stickers, spille, oggettistica, portachiavi, magliette, creazioni all'uncinetto e di vario tipo, fattx a mano.
Vi aspettiamo tuttx domenica 15 Febbraio dalle 15 ai giardini reali bassi (corso san Maurizio angolo via Rossini).
Un pomeriggio di condivisione, disegni, idee, musica e arte in tutte le sue forme, ci saranno laboratori di stampe e arte libera (porta la tua maglia/felpa/pezza per fartela stampare! altro materiale se vuoi creare lì con noi!).
Troverete anche un Bar con biscotti e birra autoprodotta
[2026-02-14] Serata di autofinanziamento del Carnevale della Bolognina 🦑🐙🐬 @ Vag61
Serata di autofinanziamento del Carnevale della Bolognina 🦑🐙🐬
Vag61 - Via Paolo Fabbri 110
(sabato, 14 febbraio 20:00)
🐳✨ A tutte le stelle del mare:
sabato 14 Bologna si accende con una festa imperdibile sulle note brasiliane 💃
🍽 Dalle 20:00 cena vegana a cura di colonna_solidale_autogestita
🎶 A seguire live con acabanda e dj set di djfarrapo
📍 VAG – via Paolo Fabbri 110
🎭 Serata di autofinanziamento del Carnevale della Bolognina 🦑🐙🐬
[2026-02-11] L'incontro del pomeriggio @ Cossato - Sede di UPBeduca
L'incontro del pomeriggio
Cossato - Sede di UPBeduca - Via Martiri della Libertà 14
(mercoledì, 11 febbraio 16:00)
In cucina siamo tutti chinici - Emma Angelini
[2026-02-11] L'incontro del pomeriggio @ Cossato - Sede di UPBeduca
L'incontro del pomeriggio
Cossato - Sede di UPBeduca - Via Martiri della Libertà 14
(mercoledì, 11 febbraio 16:00)
Dall'orzo al grano. Dall'uscita dall'Egitto alla Rivelazione del Sinai - Ruth Cerruto
[2026-02-12] Maura Gancitano presenta Botanica della meraviglia #fuoriluogo OFF @ Biella - Biblioteca Civica
Maura Gancitano presenta Botanica della meraviglia #fuoriluogo OFF
Biella - Biblioteca Civica - Piazza Eugenio Curiel, 13, 13900 Biella BI, Italia
(giovedì, 12 febbraio 18:30)
Nuovoo appuntamento #fuoriluogo OFF. Protagonista della serata sarà Maura Gancitano che presenterà il libro "Botanica della meraviglia. Coltivare lo stupore alla fine del mondo " (HarperCollins, 2025). Dialogherà con l’autrice Davide Gamba, libraio.
[2026-02-13] Note tra le fiabe @ Vigliano - Biblioteca comunale "Aldo Sola"
Note tra le fiabe
Vigliano - Biblioteca comunale "Aldo Sola" - Largo Stazione, 1, 13856 Vigliano Biellese BI, Italia
(venerdì, 13 febbraio 21:00)
Concerto d’archi alla Biblioteca civica Aldo Sola. La biblioteca ha aderito al progetto: "Note tra le fiabe", realizzato dall'associazione Tessiture Sonore APS
[2026-02-14] Cartapesta @ Occhieppo Superiore - Cascina la Masca
Cartapesta
Occhieppo Superiore - Cascina la Masca - Via Prealpi - Occhieppo Superiore
(sabato, 14 febbraio 14:30)
Realizzare maschere di carnevale
[2026-02-14] Mistero al castello @ Gaglianico - Auditorium Comunale
Mistero al castello
Gaglianico - Auditorium Comunale - Via XX Settembre, 10 Gaglianico
(sabato, 14 febbraio 21:00)
[2026-02-14] Nappz DJ - Jungle 360 DJ SET @ Biella - Galileo
Nappz DJ - Jungle 360 DJ SET
Biella - Galileo - Via Galileo Galilei, 1, 13900 Biella BI
(sabato, 14 febbraio 22:30)
Wooden Case Makes a 2026 TV Stylish
The middle of the 20th century produced a revolution in understated stylish consumer design, some of which lives on today. The reality of living in a 1950s or ’60s house was probably to be surrounded by the usual mess of possessions from many past decades, but the promise was of a beautiful sleek and futuristic living space. Central to this in most homes would have been the TV set, and manufacturers followed the trends of the age with cases that are now iconic. Here in 2026 we put up with black rectangles, but fortunately there’s Cordova Woodworking with a modern take on a retro TV cabinet.
We’ve put the build video below, and it’s a wonderfully watchable piece of workshop titillation in a fully-equipped modern shop. While we appreciate they’ve put the design up for sale, we think many Hackaday readers could come up with their own having already been inspired. One thing we notice over the originals is that they use “proper” wood for their case, when we know the ’60s version would have had veneer-faced ply or chipboard.
The result is a piece of furniture which nicely contains the modern TV and accessories, but doesn’t weigh a ton or dominate the room in the way one of the originals would have, much less emit that evocative phenolic hot-electronics smell. We’d have one in our living room right now. Meanwhile if you’d like a wallow in mid-century TV, we have you covered.
youtube.com/embed/5RI6_DHBPfM?…
Habit Detection For Home Assistant
Computers are very good at doing exactly what they’re told. They’re still not very good at coming up with helpful suggestions of their own. They’re very much more about following instructions than using intuition; we still don’t have a digital version of Jeeves to aid our bumbling Wooster selves. [Sherrin] has developed something a little bit intelligent, though, in the form of a habit detector for use with Home Assistant.
In [Sherrin]’s smart home setup, there are lots of things that they wanted to fully automate, but they never got around to implementing proper automations in Home Assistant. Their wife also wanted to automate things without having to get into writing YAML directly. Thus, they implemented a sidecar which watches the actions taken in Home Assistant.
The resulting tool is named TaraHome. When it detects repetitive actions that happen with a certain regularity, it pops up and suggests automating the task. For example, if it detects lights always being dimmed when media is playing, or doors always being locked at night, it will ask if that task should be set to happen automatically and can whip up YAML to suit. The system is hosted on the local Home Assistant instance. It can be paired with an LLM to handle more complicated automations or specific requests, though this does require inviting cloud services into the equation.
We’ve featured lots of great Home Assistant hacks over the years, like this project that bridges 433 MHz gear to the smart home system. If you’ve found your own ways to make your DIY smart home more intelligent, don’t hesitate to notify the tipsline!
Tasto Canc non funziona in Chrome o VS Code su Linux? Ecco la soluzione
linuxeasy.org/tasto-canc-non-f…
Il tasto Canc non funziona in Chrome o VS Code su Linux? Scopri come risolvere il bug su Wayland forzando l'uso di X11 con una semplice flag di comando. L'articolo Tasto Canc non
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Il nuovo video di Pasta Grannies: youtube.com/shorts/xT67MH7cjNU
@Cucina e ricette
(HASHTAG)
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Tecnocapitalismo USA: controllare gli utenti o smontare le premesse giuridiche degli oligopoli? Il post della prof.ssa Federica Capelluti su X
Alla domanda “come affronterebbe il controllo pervasivo del tecnocapitalismo statunitense?” si può provare a rispondere chiedendosi se sia più utile, per affrontare il problema, controllare gli utenti oppure lavorare sulle leve economico-giuridiche che hanno permesso la nascita e il consolidamento degli oligopoli tecnologici.
Qui alcuni appunti su indizi della natura pretestuosa di certi slogan ricorrenti, addotti per giustificare il controllo, e su possibili leve concrete da costruire o da azionare perché, anche quando esistono, restano sistematicamente eluse.
1) Sui pretesti.
Primo indizio: la prima tutela dei minori dovrebbe essere a scuola
La tutela dei minori è un obiettivo legittimo, ma rischia di venir usato come passepartout per l'identificazione e il controllo generalizzato dell’accesso alla rete e delle comunicazioni private, vd. iniziative come la verifica dell'età e Chat Control 2.0.
La Commissione UE ha pubblicato un modello per la verifica dell’età che, sulla carta, prova a essere rispettoso della privacy dell’utente verso la piattaforma o la app finale [ec.europa.eu/commission/pressc… ma in ogni caso introduce un meccanismo di controllo in accesso. Il modello è costruito sulle stesse specifiche del portafoglio europeo di identità digitale (digital ID wallet / EUDI Wallet) e pensato per integrarsi con esso. Non è difficile intravedere almeno un rischio di slittamento d’uso: ciò che nasce per una categoria di contenuti può diventare infrastruttura di accesso e quindi di sorveglianza [edri.org/our-work/showing-your… e di conseguenza anche di chilling effect, cioè di incentivo all’autocensura e persuasione a non utilizzare spazi digitali perfettamente leciti.
Se davvero l’interesse primario fosse sui minori, si sarebbe dovuto partire dalla scuola. In primo luogo, si sarebbe dovuto evitare di normalizzare ecosistemi proprietari nella scuola (e nell'università). Invece è stato fatto l’opposto: durante e dopo la pandemia, con la DAD, la dipendenza da piattaforme private #GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft) si è consolidata enormemente [altreconomia.it/la-scuola-ital…
La piattaformizzazione (platformisation) dell’educazione è stata presentata e introdotta come una innovazione “neutrale”, come semplice “uso di strumenti digitali”, ma nella realtà è una trasformazione profonda che implica una riorganizzazione della scuola (e del senso della scuola) attorno alla piattaforma stessa. Non è solo una questione tecnica-economica ma ha a che fare con i fini dell’educazione, l’autonomia dell’istituzione, e la forma mentis che coltiviamo negli studenti stessi. Si tratta di una trasformazione che espone la scuola a “una riduzione in chiave utilitaristica” [testoesenso.it/index.php/testo… Inoltre, anche dal punto di vista dell'interesse economico pubblico questa scelta è controproducente perché induce trasferimento di ricchezza della collettività (attraverso la spesa pubblica) ad attori privati extra-nazionali, rinforzando il lock-in tecnologico. Una ricchezza che invece potrebbe alimentare la creazione di infrastrutture e servizi pubblici in un ciclo economico positivo, di sviluppo, per la collettività stessa.
Ovviamente esistono alternative, abilitate dal software libero, da standard aperti e interoperabili e da infrastrutture pubbliche, ma le proposte in tal senso rimangono sostanzialmente inascoltate. Qui un’iniziativa recente ma utile a ricordare che la normativa italiana è già orientata a privilegiare soluzioni non proprietarie, ma raramente viene applicata [softwarelibero.it/sites/defaul…
Perciò, quando si parla di “tutela dei minori” e al contempo li si immerge fin dalla scuola in un ambiente digitale strutturalmente tossico (per es., a rischio estrazione dati e profilazione, a rischio dipendenza tecnologica, per non parlare dei rischi relativi alla qualità e alla natura dell'appredimento) [Vd. come esempio concreto: noyb.eu/it/noyb-win-microsoft-… le priorità andrebbero riviste. Infine, tutto il discorso relativo alla necessità di verifica dell'età ignora le possibilità offerte dagli strumenti di parental control che possono essere utilizzati dalle famiglie. Si dovrebbe lavorare a rendere questi strumenti più incisivi e facili da utilizzare.
Secondo indizio: istituzionalmente è più “comodo” negoziare con pochi attori
Un elemento più antipatico forse da accettare ma reale deriva dal constatare come, dal punto di vista delle istituzioni UE, un ecosistema pienamente plurale e decentralizzato (cosa tecnicamente possibile) sia molto più difficile da gestire. La storia recente (per es. nel periodo pandemico) ci dimostra che la CE preferisce interagire, anche attraverso canali informali [vd. judiciary.house.gov/sites/evo-… con un numero ristretto di piattaforme proprietarie per regolare il discorso pubblico. Esiste cioè un incentivo strutturale in tema di “social” a preferire oligopoli digitali perché abilitano scorciatoie politicamente molto appetibili per la moderazione dei contenuti.
Terzo indizio: “take back control” europeo, ma di cosa?
Suona bene “take back control”, ma è retorico se a monte non si affrontano alcuni nodi strutturali. Primo, la dipendenza extra-UE lungo tutta la filiera digitale (software, cloud, cybersicurezza, hardware). Uno studio del Parlamento europeo 2025 la mappa in modo esplicito le dipendenze europarl.europa.eu/thinktank/e…
Secondo, gli effetti extraterritoriali delle infrastrutture globali. Qui [roars.it/chi-ha-paura-della-li… ho fatto due esempi, riferendomi al caso di Francesca Albanese e a quello della Corte Penale Internazionale, per mostrare come la sovranità, anche a livello giurisdizionale, possa essere “bucata” grazie alla natura globale/transnazionale dei sistemi e servizi bancari e digitali.
In sintesi, aggiungere “regole” per l’accesso a internet e ai social non scalfisce minimamente le piattaforme oligopoliste. Le regole sono semmai rivolte contro gli utenti, di certo non contro le Big Tech.
2) Sulle leve concrete
Innanzitutto, gli oligopoli non sono un accidente della natura: sono il frutto di scelte normative e politico-economiche (e culturali) che hanno costruito recinti da cui è molto difficile uscire.
Per questo la soluzione non dovrebbe essere cercare di contrapporre a questi “giganti” altri giganti “nostrani” ma smontare le premesse giuridiche su cui si è potuta consolidare la la loro natura oligopolista. È questa natura oligopolista o accentrata (anche statale o unionale) delle tecnologie ad essere di per sé un pericolo per la democrazia, a prescindere da chi le controlla.
La leva tecnico-giuridica: il diritto (o divieto) di aggirare i recinti tecnologici
La leva tecnico-giuridica è quella che negli USA con il DMCA (Digital Millennium Copyright Act) e in Europa con direttive affini sul copyright digitale rende difficilissimo se non rischioso (per il consumatore) se non addirittura proprio illegale aggirare quelle che sono vere e proprie limitazioni d’uso dei propri dispositivi o accesso ai propri dati. Vd. per fare un esempio le ricadute sul tema della riparazione [repair.eu/resources/policy-bri…
Allargo volutamente il discorso ai dispositivi perché, mentre l’UE sta ponendo grande attenzione ai “social”, abbiamo un duopolio Apple/Google a governare il mercato degli smartphone, strumenti che stanno diventando l’interfaccia primaria della vita sociale, economica e politica. @demartin ha scritto un libro proprio su questo, dove mostra come, rispetto al vecchio PC, lo smartphone comprime libertà basilari (installare liberamente, cambiare sistema operativo, manipolare davvero il dispositivo, avere più di un profilo utente per dispositivo – tanto per riallacciarsi al tema della tutela dei minori). Fino ad arrivare al paradosso che siamo noi ad essere posseduti dal dispositivo più che il contrario. [addeditore.it/prodotto/juan-ca… nexa.polito.it/wp-content/uplo…
Le stesse problematiche riguardano un’infinità di oggetti di uso comune e di lavoro il cui controllo viene sempre più esternalizzato dall’utente grazie all’elettronica, al firmware e al governo su cloud. Il che ha anche tutta una serie di ovvie e non positive conseguenze sulla tanto declamata sicurezza, ma il fatto rimane in secondo piano.
Insomma, “riprendere controllo” sul serio vorrebbe dire prima di tutto rimuovere i blocchi giuridici e tecnici che impediscono all’utente di possedere davvero i “suoi” dispositivi e i “suoi” dati. Solo così potrebbe crearsi un mercato plurale e decentralizzato di imprese tecnologiche e comunità che creano servizi e strumenti indipendenti. Cory Doctorow ha presentato una strategia di questo tipo nel caso del Canada, ma è un’analisi che si adatta anche all’UE; è molto interessante e il titolo è significante: “Disenshittification Nation”: [pluralistic.net/2026/01/29/pos…
3) Cose fattibili da adesso (con volontà politica) per contrastare la pervasività delle Big Tech
Sul lato delle piattaforme, qualcosa di realistico e incisivo si potrebbe fare da subito, con volontà politica, a partire da scuola/università e P.A., come primo terreno di decolonizzazione dalle #GAFAM.
In secondo luogo, andrebbero azionati requisiti democratici minimi su tutte le piattaforme online, e tanto più sulle very large.
Requisito minimo #1: per tutte le piattaforme, algoritmi open source realmente ispezionabili/verificabili, perché oggi determinano visibilità, priorità, la formazione delle varie echo-chamber e conseguente polarizzazione degli utenti. Conoscerli e poterli verificare è molto istruttivo, quantomeno, e culturalmente e politicamente importante.
Requisito minimo #2 (il più importante): algoritmi di moderazione “neutrali” salvo la rimozione di contenuti illegali (filiera che peraltro dovrebbe essere sotto il controllo della polizia postale e delle apposite agenzie statali). Per il resto: pluralismo e controllo da parte dell’utente, non “verità d’autorità”.
Infine: alternative concrete alle grandi piattaforme social esistono già. Un esempio di “sistema decentralizzato e plurale” che conosco come utente è Mastodon (Fediverso): software libero, federato, basato su protocollo ActivityPub: abilita un pluralismo reale perché si basa su molteplici istanze/moderazioni e non su un centro unico. Proprio perché pluralista, la moderazione è locale e più frammentata; la scoperta di contenuti richiede maggiore iniziativa da parte dell’utente, la governance è senz’altro più faticosa perché è a carico degli utenti che creano e mantengono le istanze. È il prezzo di non avere un sovrano. Sobbarcarselo, probabilmente, richiede anche un cambiamento culturale.
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[2026-02-14] STRIDENTI ARMONIE DI LOTTA @ Piazza borgo dora BALON
STRIDENTI ARMONIE DI LOTTA
Piazza borgo dora BALON - Piazza borgo dora
(sabato, 14 febbraio 11:00)
"Stridenti armonie di lotta" è l'appuntamento mensile, alle ore 11, al Balon, Borgo Dora angolo Via Andreis, a cura del Cor'okkio ".....la sempre più pesante e orrida realtà induce a uscire nelle strade con canti di lotta e letture, per denunciare l'intollerabile ed ingiusta persecuzione da parte dei poteri attraverso ogni forma di repressione.
A seguire sangria benefit per rifacimento tetto Barocchio
Pucci è un comico con una comicità vecchia, non è certo un innovatore ma neanche un repubblichino scongelato.
La sceneggiata che sta andando in onda in questi giorni rappresenta bene il livello della politica italiana.
Da una parte una destra a corto di idee che passa da un provvedimento populista all'altro nel tentativo di mantenere la posizione, nel ventre dell'elettorato italiano.
Dall'altra parte una """""" sinistra """""" (ho dovuto mettere molte virgolette perché due non mi sembravano sufficienti) altrettanto a corto di idee, moralmente in letargo, che ogni tanto si sveglia e non sapendo cosa dire si mette a strillare "fascisti!" come Peppone al Senato ("Don Camillo monsignore ma non troppo").
In mezzo, un paese che ha la destra e la """"""sinistra"""""" che si merita.
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Poliversity - Università ricerca e giornalismo reshared this.
Perché Nvidia, Tsmc e Samsung guidano l’era dell’IA (mentre Apple perde terreno)
Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy)
L’intelligenza artificiale sembra software, ma dipende da fabbriche, materiali ed energia, spostando il potere verso Nvidia, TSMC, Samsung e SK hynix e riducendo la centralità di Apple. Tutti i dettagli
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Record quantistico, anche particelle grandi come virus e proteine possono essere in modalità 'gatto di Schrödinger'
Un record che suggerisce l’assenza di limiti di massa o dimensioni oltre il quale la fisica quantistica smette di funzionareSimone Valesini (Wired Italia)
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[2026-02-14] Carnevale di Quartiere - Zona San Paolo Antifascista @ Pedonale Dante Di Nanni
Carnevale di Quartiere - Zona San Paolo Antifascista
Pedonale Dante Di Nanni - Via Dante Di Nanni
(sabato, 14 febbraio 14:30)
🎉Torna il carnevale di quartiere più bello che ci sia!🎉
Le piante invadono la città del cemento: vieni travestito/a da pianta, albero o creatura del bosco!
🎡Sabato 14 febbraio dalle ore 14.30 in via Dante di Nanni pedonale troverai truccabimbi, giocoleria, musica, teatro e tanto altro.🎡
👺A seguire partiremo insieme per una sfilata di carri colorati che attraverserà le vie di San Paolo.
La sfilata seguirà il seguente percorso: via Dante di Nanni, via Muriaglio, via San Paolo, via Malta, via Millio, per poi arrivare intorno alle 16.30 al giardino Oreste Leonardi dove ci sarà una merenda condivisa👺
[2026-02-22] Presentazione della campagna "Vogliamo rompere un tabù" @ Radio Blackout 105.250
Presentazione della campagna "Vogliamo rompere un tabù"
Radio Blackout 105.250 - Via Cecchi 21/a, Torino
(domenica, 22 febbraio 17:00)
SOLIDALI CON I RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI.
L’appello “Vogliamo rompere un tabù“ lanciato, e raccolto da molte realtà e singoli compagni, ci offre la possibilità di confrontarci nel discutere, “di quello che è stata l’esperienza della lotta armata e dei conflitti sociali di massa in Italia a cavallo tra gli anni ’60 e’70.” E di come la memoria di quegli anni è duramente attaccata dalla narrazione dominante, soggetta a cancellazione e revisionismo. Cancellazione data forse dal rifiuto di ammettere che il potere sia stato messo realmente in discussione, rifiuto di accettare che, non troppi anni fa, migliaia di persone abbiano deciso di usare la forza e di dichiarare guerra allo Stato dei padroni […] Nonostante oggi gli orizzonti del possibile sembrano essersi drasticamente ridotti, l’esperienza di quegli anni, maturata in un contesto nazionale ed internazionale di grandi lotte di massa e rivoluzionarie, di trasformazione radicale in senso anticoloniale e anticapitalista, riecheggia ancora nei nostri percorsi di lotta, stimolandoli.
Desideriamo, per cui, riappropriarci di quanto di positivo questa memoria ha prodotto ed insegna ancor oggi, per organizzarci e opporci alle diverse espressioni del potere. Lo scopo è quello di non dimenticare il passato e imparare da esso al fine di affinare capacità di riflessione e di scelta politica”.
L’appello è stato lanciato per mettere in luce un fatto, per noi importante, e cioè, che da quarant'anni (alcuni dal 1982) 15 militanti delle Brigate Rosse sono rinchiusi nelle prigioni di Stato, altri tre, da oltre venti anni, segregati al regime del 41 bis.
Il motivo di una detenzione così lunga è perché lo Stato chiede a questi prigionieri di rinunciare alla propria identità, ad un pensiero politico radicato storicamente da oltre un secolo, nella lotta internazionale contro l'oppressione . La richiesta di mercanteggiare e mercificare la loro futura e lontana liberazione è, in questa fase storica, caratterizzata da una profonda crisi di valorizzazione e propensione alla guerra globale, ancor più significativa.
Una crisi anche politica che cerca soluzioni autoritarie, che spinge gli Stati a un confronto sempre più aspro, le cui conseguenze vanno a colpire le masse popolari determinando un inasprimento delle disuguaglianze sociali e di liquidazione delle conquiste frutto delle lotte passate. Si tende, perciò, a colpire con una repressione sempre più dura i movimenti e gli attivisti politici, mirando a soffocare le lotte di resistenza e le istanze di liberazione con l’intento di impedire che il malcontento si dia un'espressione politica organizzata. In questo contesto si inserisce la guerra che da tempo viene condotta contro la memoria delle lotte degli anni Settanta. È solo nel contesto di questa guerra alla memoria che possiamo comprendere la politica di silenziamento e annientamento dei rivoluzionari prigionieri.
Rompere il tabù, rompere il silenzio su questi prigionieri, sulle condizioni della loro detenzione, sulla loro durata infinita, rappresenta un passo necessario per liberarci dalle paure, dall’ingabbiamento in cui vorrebbero richiudere le lotte e i movimenti. La richiesta ai prigionieri di rinnegare il proprio passato rappresenta un ulteriore modo per colpire l’idea di liberazione di cui questi compagni e compagne sono portatori.
Rompere il silenzio sulla resistenza di questi prigionieri è anche un modo per riappropriarci di una libertà, e di un pensiero critico, che ci aiuti ad immaginare delle possibilità. Sapendo che la miglior solidarietà è la continuazione della lotta, nelle sue diverse forme politiche e sociali.
Per questo motivo sarebbe bene utilizzare questi momenti per confrontarci sulla situazione in cui versano i movimenti di lotta. Un confronto tra quanti non accettano di scendere a compromessi con questo sistema. Perciò, ricostruire frammenti di quelle lotte sociali, aver consapevolezza del loro portato storico - mai venuto meno - è di fondamentale importanza.
Senza però dimenticare che quel grande movimento di lotta è sempre stato oggetto di una lettura revisionista da parte dello Stato, delle sue strutture e dei suoi reggicoda per teorizzare, non solo la fine di una fase storica ma l’impraticabilità della lotta rivoluzionaria.
Questa tesi ci tocca nell’attualità, perché alle nostre endemiche debolezze aggiunge elementi di disorientamento. Secondo noi, perciò, è necessario far chiarezza e tracciare uno spartiacque tra ipotesi rivoluzionarie e la linea dello Stato e della borghesia.
Un ulteriore aspetto che proponiamo alla discussione è il tema della repressione. Esso viene trattato, il più delle volte, in maniera "“auto-terrorizzante". Molto poco dal punto di vista di chi - nella lotta - si assume il “peso” della repressione come parte del conflitto, dimostrandoci che è possibile resistere, e dando così un importante contributo alla continuazione della lotta.
[2026-02-08] I Crimini Fascisti in Etiopia: mostra e dibattito con N. M. Bonifati Tekle Salassie @ Casa del Popolo "Peppino Impastato"
I Crimini Fascisti in Etiopia: mostra e dibattito con N. M. Bonifati Tekle Salassie
Casa del Popolo "Peppino Impastato" - Via Giovanni Paisiello 9 - Palermo
(domenica, 8 febbraio 18:30)
Crimini Fascisti in Etiopia: mostra e dibattito con N. M. Bonifati Tekle Salassie.
N. M. Bonifati Tekle Selassie è uno studioso e ricercatore etiopista, esperto in Filosofia e Storia e Insegnante di Lingua e Letteratura Geez (Etiopico Antico). Da circa 25 anni è impegnato nella divulgazione della cultura e storia dell’Etiopia, a livello nazionale ed internazionale, con lezioni, seminari ed eventi pubblici, in ambito accademico e presso Associazioni e Centri Culturali interessati, con particolare riferimento al conflitto italo-etiopico e all’esperienza coloniale Italiana. E’ autore del maggiore sito Italiano dedicato alla cultura Rastafari ed Etiope, e ha prodotto diversi testi, sia in lingua italiana che inglese, tra cui saggi di Teologia, Storia e Linguistica, ma anche di Poesia, traduzioni dalla lingua etiope e da altra letteratura internazionale in Inglese e Francese. E’ sua la prima versione in lingua Italiana di “Messaggio al popolo” del grande filosofo panafricanista Marcus Garvey, importantissimo per la causa dei diritti civili del popolo Nero, pubblicato dalla casa editrice Italo-Senegalese “Modu Modu”. Si tratta di un testo inserito dal docente per il corso di Filosofia Africana presso l’Università del Salento. Sempre in questo contesto, Bonifati è stato il primo ad introdurre nella didattica universitaria italiana l’insegnamento filosofico dell’ultimo Imperatore d’Etiopia Haile Selassie I, di cui sta per pubblicare la traduzione dell’opera “L’Invasione dell’Etiopia”, in cui il sovrano descrive minuziosamente i crimini dell’esercito fascista.
Domenica 8 Febbraio
h 18.30
Casa del Popolo Peppino Impastato, Via Paisiello 9
Treno infernale per l’angelo rosso – di Franck Thilliez
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/treno-i…
Un thriller dalle atmosfere nerissime e dal ritmo incalzante, in cui l’assassino e il poliziotto si inseguono in una macabra spirale di morte e violenza. Il male ha radici profonde e Franck Thilliez è il chirurgo
Giornalismo e disordine informativo reshared this.
[2026-02-08] I COLORI DELLA NEVE @ EPYC
I COLORI DELLA NEVE
EPYC - Via Pignatelli Aragona 42 - Palermo
(domenica, 8 febbraio 19:00)
Ogni nuovo capitolo richiede fiducia — soprattutto quando segna insieme una chiusura e un nuovo inizio.
🌈 I COLORI DELLA NEVE chiude il primo ciclo di HCM come label dedicata alla sperimentazione sonora e apre una nuova stagione, in cui il suono si espande verso l’immagine.
Concepito nel 2019 e maturato nel tempo, questo album viene presentato oggi come un momento di ascolto condiviso, in cui musica e visual coesistono in un flusso sospeso.
La direzione creativa e i visual sono stati sviluppati insieme ai nuovi artisti visivi entrati in HCM — a cui diamo il benvenuto — e al collettivo di cinema indipendente @sbaragliocinema.
Team HCM
@matteodigiandomenic
@juplis_
@mariostrd
@chiara_mariscalco
@vitanascosta
@calogerovenza
@emm3avi
@verodesa
@petpir
Visual by
@arnoldbiancaa
@michjah.capp
@emm3avi
@matteodigiandomenic
@mariostrd
@juplis_
@vitanascosta
📍 8.02.26 — @epyc_palermo
Ingresso libero con tessera ARCI
[2026-02-14] Drag Lab + Queerilla “not” a Ballroom @ Officine Ballaró Buskers
Drag Lab + Queerilla “not” a Ballroom
Officine Ballaró Buskers - Via Porta di Castro 95 - Palermo
(sabato, 14 febbraio 16:00)
Questo San Valentinə innamorati di te stessə (e del glitter).
Sabato 14 febbraio
📍 Officine Ballarò Buskers - via porta di castro 95
♿ Spazio accessibile
Viviamo in una società patriarcale e capitalista che ci vende l’amore romantico come destino:
uomo bianco, abile ed eterosessuale dominante,
donna fragile, posseduta, “da amare”.
Noi ribaltiamo tutto.
💘✨
🔥 Ribaltiamo e ricostruiamo il senso dell’amore
usato come scusa per violenze, controllo, gelosia, femminicidi.
Ci riprendiamo San Valentinə e lo trasformiamo in una celebrazione di amore oltre i generi, amore transfemminista, amore come autodeterminazione!
✨ Lab Drag
Uno spazio di sperimentazione, corpi, linguaggi e desideri che rompono le norme.
Per iscriverti al lab:
- Link Ko-fi per biglietti con contributo spese a partire da 5 € ko-fi.com/s/defd2d1cae
- Link Ko-fi per biglietti gratuiti ko-fi.com/s/8bb2df3aa4
✨Queerilla “not” a Ballroom
Ricostruiamo insieme la nostra “notballroom”come spazio politico e liberato:
walk, performance e presenza come atto di resistenza, cura e gioia collettiva.
La ballroom non è spettacolo: è comunità, alleanza, sopravvivenza e festa.
Tenetevi le scatole di cioccolatini.
Noi vogliamo essere liber3, vivere e amarci senza gabbie.
Amare è cura e libertà.
Amare è autodeterminazione.
Amare è ritrovarsi e fare festa con le am3.
[2026-02-15] Ciclo di letture transfemministe "Abolire insieme, abolire adesso" @ Maldusa
Ciclo di letture transfemministe "Abolire insieme, abolire adesso"
Maldusa - Via Divisi 30 - Palermo
(domenica, 15 febbraio 13:30)
Continuiamo le nostre letture transfemministe cambiando genere con “Hijab Butch Blues” di Lamya H., un memoir che ripercorre la vita della protagonista dall’infanzia in Arabia Saudita fino all’età adulta in America e che incarna il vero senso dell’intersezionalità: cosa vuol dire essere musulmanə, queer e migrante insieme, oggi? Lamya ci presenta un testo ironico, profondo e anche spensierato sulle molteplici forme di discriminazione e resistenza possibili e sul significato di solidarietà e femminismo.
Ci vediamo domenica 15 alle 13.30 da Maldusa, via Divisi 30, per un pranzo condiviso e riflessioni a partire dal testo. Portate qualcosa da mangiare se potete, prestando attenzione a diverse necessità dietetiche, etiche e politiche!
Potete trovare il pdf nella cartella condivisa del canale telegram.
Durante il gruppo letture transfemministe, allestiremo un tavolo in cui si potranno scrivere lettere a donne* palestinesi incarcerate nella prigione sionista di Damon, per iniziare un percorso collettivo di scrittura lettere alle detenute e per tenere assieme i momenti di discussione del testo scelto a momenti di scrittura.
[2026-02-10] Tra natura e quota @ Candelo - Cinema Verdi
Tra natura e quota
Candelo - Cinema Verdi - Via M. Pozzo 2, Candelo
(martedì, 10 febbraio 21:00)
Proiezione documentario. Giovanni Storti sopravvive alle Alpi Apuane.
Il referendum sulla magistratura. E l’insofferenza ai controlli
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/il-refe…
C’è una storia, piuttosto recente, che forse non tutti ricordano ma che si sta rilevando emblematica del dibattito corrente sul Referendum Giustizia, il cui nome non rende affatto
Giornalismo e disordine informativo reshared this.
Ho scoperto della vostra esistenza poco fa, grazie a un post di @Moreno Colaiacovo 🇪🇺.
Un partito di persone molto giovani con forte spirito europeista per me è una novità positiva a priori.
Però poi bisogna valutare le proposte.
Ho dato un'occhiata molto sommaria al vostro sito, in particolare alla parte "equità sociale" che è quella che mi sta più a cuore. Non trovo proposte concrete.
OK sul principio di alleviare la povertà ma se non dite "come" siamo su un concetto così astratto che possono riconoscercisi tutti, da Vannacci a... da Vannacci a... da Vannacci a... OK, stavo cercando un nome di sinistra ma non me ne viene in mente neanche uno.
Siccome non vi conoscevo, e magari altri non vi conoscono, e magari vi fa piacere farvi conoscere, vorrei approfittare per farvi un paio di domande sulla situazione italiana.
La concentrazione della ricchezza in cosi poche mani è un problema da affrontare? Una patrimoniale può essere una soluzione? Una tassa di successione più alta (la nostra mi pare sia tra le più basse d'Europa) può essere una soluzione?
Sempre sull'equità, questo sistema fiscale in cui i redditi da lavoro dipendente sono tassati molto più di tutti gli altri (rendite da capitale, utili aziendali, affitti, reddito da lavoro autonomo, ecc.) è accettabile? In generale, alzare le tasse ai ricchi per abbassarle al restante 90% della popolazione potrebbe essere una buona idea?
Volt Italia | Partito Paneuropeo
Volt Italia: siamo il partito politico paneuropeo. Scopri le 5+1 sfide di Volt.Volt Italia
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Intanto, ci scusiamo se non tutti i nostri programmi e le nostre posizioni sono presenti sul sito: in passato abbiamo preferito pubblicare programmi per intero in vista delle elezioni (che trovi ancora sul sito), ed essendo noi, almeno in Italia, un partito molto basato sul lavoro di attivisti e volontari, ancora non abbiamo ripubblicato tutto suddividendolo per argomenti e temi.
Ciò detto, abbiamo idee molto chiare rispetto a quello che dici; innanzitutto, quando parliamo di povertà, non intendiamo “alleviarla” come concetto astratto: intendiamo garantire standard minimi di vita dignitosa e accesso ai beni essenziali, con strumenti che funzionano sempre e non solo quando arriva un decreto. A livello di politiche europee, sosteniamo l’adozione, in tutti gli Stati membri, di un reddito minimo sopra la soglia di povertà, collegandolo in modo serio al Pilastro Europeo dei Diritti Sociali e agli strumenti di coordinamento delle politiche (come il Semestre Europeo), proprio per evitare che resti una formula vuota o che venga aggirata con eccezioni e scappatoie. 1/
Accanto al reddito, consideriamo decisivo il tema casa e costo della vita, perché la povertà non è solo “mancanza di denaro”, ma anche spese incomprimibili (affitti, bollette, cure, ecc...). Per questo all'interno delle politiche europee proponiamo di rendere l’abitare più accessibile integrando social housing e forme di co-abitare nelle politiche di coesione e spingendo l’Unione Europea a usare fondi esistenti (ESF+, FESR/Regional Development, ecc.) per aumentare investimenti e accessibilità, con un focus sui gruppi a basso reddito e marginalizzati.
Venendo alle tue domande sulla concentrazione della ricchezza: sì, per noi è un problema enorme, perché blocca la mobilità sociale e scarica il peso del welfare su chi vive di lavoro. Nel nostro Programma Elettorale del 2022 questo tema è esplicitato anche con un riferimento alla tassa di successione italiana tra le più basse d’Europa e alla necessità di interventi che scoraggino l’accumulo e sostengano i più giovani. 2/
E nel nostro programma entriamo anche nelle distorsioni tecniche che oggi rendono il sistema iniquo: ad esempio, gli immobili ereditati o donati devono essere calcolati sul valore di mercato, non sul valore catastale spesso non aggiornato e inferiore; proponiamo di ridurre le esenzioni che oggi favoriscono chi è già ad alto reddito; e proponiamo di rivedere le esenzioni sulle successioni di aziende, mantenendole solo per PMI e solo se l’attività prosegue per almeno cinque anni. 3/
Questo è un punto politico molto chiaro per noi: se vuoi aiutare davvero chi sta peggio e chi entra ora nel mercato del lavoro, spesso è più efficace ridurre il costo del lavoro e aumentare il netto intervenendo sui contributi (in modo mirato e progressivo) piuttosto che fare tagli fiscali lineari che finiscono per favorire di più chi ha redditi già alti. 4/
Per questo, sul lato europeo noi proponiamo di armonizzare la tassazione societaria attraverso una base imponibile comune (CCCTB) e criteri che riducano il profit shifting, e proponiamo un minimo effettivo di corporate tax almeno al 22% con meccanismi di top-up nazionali obbligatori per arrivare davvero a quel livello quando i profitti sono contabilizzati in giurisdizioni a bassa imposizione.
E, sempre per far pagare chi oggi elude meglio, sosteniamo anche strumenti di cooperazione e coordinamento più forti (scambio informazioni, semplificazione e rafforzamento della capacità di riscossione), fino a ipotesi come un’Autorità fiscale europea per grandi gruppi che operano in più Paesi, per ridurre burocrazia e rendere più efficace la lotta all’elusione. 5/
In sostanza, sì, la concentrazione della ricchezza va affrontata; sì, è legittimo e utile tassare di più i grandi trasferimenti patrimoniali e chi elude; e sì, l’obiettivo è alleggerire il peso su lavoro e giovani, sostituendo bonus e tagli lineari con strumenti strutturali, progressivi e verificabili. 6/6
Francesco Capaldini likes this.
@Volt Italia @Moreno Colaiacovo 🇪🇺
Wow... grazie mille, non mi aspettavo una risposta così dettagliata.
Vi terrò d'occhio 😜
@VoltItalia
Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹 likes this.
Volt però, da questo punto di vista, è esattamente l’opposto: non nasce attorno a un leader carismatico, ma da una rete di persone che lavorano insieme in tutta Europa per costruire un’alternativa concreta, partendo dai territori. Se oggi ci chiedi “chi è il leader di Volt Italia?”, non avremmo una risposta da darti. Abbiamo ruoli, funzioni, responsabilità distribuite, ma nessuna figura centrale attorno a cui ruota tutto: la nostra forza sta proprio nella trasparenza delle regole e nella partecipazione diffusa.
Quanto al tema delle risorse: sì, è vero, la politica ha bisogno di soldi. Servono per organizzare eventi, fare formazione, stampare materiali, far conoscere le nostre proposte. E quello che conta è anche da dove arrivano e come li usi: Volt non riceve finanziamenti da lobby o grandi donatori: vive di iscrizioni, donazioni volontarie e, da poco, anche del 2×1000, che ci sta aiutando a rafforzare le nostre attività in modo più stabile, indipendente e trasparente (ad esempio siamo stati il primo partito politico in Italia, e che io sappia l'unico, ad aver adottato un Codice Etico per le Donazioni basato sugli standard promossi da Transparency International).
Il fatto è che per cambiare l’economia servono regole nuove: serve un fisco progressivo, serve combattere evasione e paradisi fiscali, serve redistribuire potere e ricchezza, servono investimenti pubblici in innovazione, salute, scuola, mobilità, lavoro dignitoso. Tutto questo è comunque politica: costruire alternative sistemiche con strumenti democratici.
[2026-02-13] DOUBLE ME + NEGATIVE PATH + BIT RUDE + DJSET CAFONE @ Centro Sociale Anomalia
DOUBLE ME + NEGATIVE PATH + BIT RUDE + DJSET CAFONE
Centro Sociale Anomalia - Via Archimede 1 - Palermo
(venerdì, 13 febbraio 21:00)
DOUBLE ME + NEGATIVE PATH + BIT RUDE + DJSET CAFONE BY @grinddoll & Totò
Line up:
DOUBLE ME (Padova powerviolence)
NEGATIVE PATH (HC punk local heroes)
BIT RUDE (Palermo powerviolence)
Bar a prezzi popolari
Contributo artistico 5
Start h 21:00
Venerdì 13 febbraio 2026
CS Anomalia - Via Archimede n.1 (Palermo)
[2026-02-14] Criminalità Immaginate. Ripoliticizzare la questione mafiosa @ Booq
Criminalità Immaginate. Ripoliticizzare la questione mafiosa
Booq - Via Santa Teresa snc / Piazza Kalsa - Palermo
(sabato, 14 febbraio 18:00)
Lo stanchissimo dibattito pubblico su mafia e antimafia ha allontanato i pochi soggetti che leggevano la questione mafiosa in una prospettiva politica. Come rilanciarlo? Come tornare a discuterne al di fuori degli spazi ufficialmente deputati all'antimafia?
Questo si chiede il libro di Vesco, che torna sul nodo mafia-politica a partire dalle sue ricerche etnografiche in Sicilia. Il libro guarda alle profonde trasformazioni della mafia siciliana e alle forme di consenso che tengono in vita le élites locali.
Occorre innanzitutto ricostruire i processi attraverso i quali vengono tracciati i confini di quel fenomeno che chiamiamo mafia”, scrive Antonio Vesco nell’introduzione al suo ultimo libro Criminalità immaginate, in cui ci ricorda che la Mafia è un fenomeno eminentemente politico, non solo nel senso di una relazione con il mondo politico ed imprenditoriale, quanto piuttosto come soggetto presente sul territorio capace di costruire molteplici legami con il mondo legale e di muoversi in aree che gli assicurano un largo consenso sociale, in differenti momenti storici. da qui la necessità di capire come si struttura oggi questo rapporto e come le sue rappresentazioni prevalenti nel dibattito antimafioso possono anche risultare fuorvianti.
Ne parliamo con l'autore, e Alfio Mastropaolo e Manoela Patti, modera Giovanni Abbagnato.
[2026-02-10] Aperitivo con l'Autrice- Azam Baharami @ Occhieppo Superiore - Villa Mossa
Aperitivo con l'Autrice- Azam Baharami
Occhieppo Superiore - Villa Mossa - via Martiri della Libertà, 29 - Occhieppo Superiore
(martedì, 10 febbraio 18:00)
Conduce Giacomo Ramella Pralungo - Letture di Paola Cantoia e Jole Notarangelo.
Investigating the Science Claims Behind the Donut Solid State Battery
Earlier this year Donut Lab caused quite the furore when they unveiled what they claimed was the world’s first production-ready solid state battery, featuring some pretty stellar specifications. Since then many experts and enthusiasts in the battery space have raised concerns that this claimed battery may not be real, or even possible at all. After seeing the battery demonstrated at CES’26 and having his own concerns, [Ziroth] decided to do some investigating on what part of the stated claims actually hold up when subjected to known science.
On paper, the Donut Lab battery sounds amazing: full charge in less than 10 minutes, 400 Wh/kg energy density, 100,000 charge cycles, extremely safe and low cost. Basically it ticks every single box on a battery wish list, yet the problem is that this is all based on Donut’s own claims. Even aside from the concerns also raised in the video about the company itself, pinning down what internal chemistry and configuration would enable this feature set proves to be basically impossible.
In this summary of research done on Donut’s claimed battery as well as current battery research, a number of options were considered, including carbon nanotube-based super capacitors. Yet although this features 418 Wh/kg capacity, this pertains only to the basic material, not the entire battery which would hit something closer to 50 Wh/kg.
Other options include surface-redox sodium-ion chemistry with titanium oxide. This too would allow for fast charging and high endurance, but Donut has already come out to state that their battery is not capacitor-based and uses no lithium, so that gets shot down too.
Combined with the ‘cheap’ and ‘scalable’ claims this effectively shoots down any potential battery chemistry and architecture. Barring some amazing breakthrough this thus raises many red flags, especially when you consider Donut Lab’s major promises for investors that should make any reasonable person feel skittish about pouring money into the venture.
Sadly, it seems that this one too will not be the battery breakthrough that we’re all waiting for. Even new chemistries like sodium-ion are struggling to make much of inroads, although lithium-titanate shows real promise. Albeit it not with amazing power density increases that would make it better than plain lithium-ion for portable applications.
youtube.com/embed/V8mkD6g9Ujc?…
pepsy
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