I democratici conoscono già i nomi dei candidati capaci di vincere tra gli elettori senza laurea, ma preferiscono innamorarsi di figure che incarnano un'idea. Lo sostiene il giornalista americano Matthew Yglesias, una delle voci più note dell'area moderata del Partito Democratico, in un'analisi pubblicata sulla sua newsletter Slow Boring.
Il caso più recente per Yglesias è quello di Graham Platner, il candidato democratico al Senato nel Maine che si è da poco ritirato dopo un'accusa di violenza sessuale. I sondaggi durante la campagna lo davano in forte difficoltà tra gli elettori senza laurea, anche quando batteva con ampio margine la senatrice repubblicana uscente Susan Collins tra i laureati dello Stato. Per il giornalista non c'è nulla di sorprendente: è un democratico che corre contro una repubblicana e i democratici vanno male tra i bianchi senza laurea.
Platner avrebbe forse battuto Collins anche senza lo scandalo, scrive Yglesias, ma non per un particolare richiamo sulla classe operaia: il Maine è uno Stato che Kamala Harris aveva vinto con un buon margine nel 2024, un anno difficile per i democratici a livello nazionale. Il punto, per lui, è un altro: un network di operatori politici e giornalisti simpatizzanti era riuscito a creare entusiasmo attorno a Platner perché erano loro a essere entusiasti dell'idea di Platner.
I democratici che vincono davvero tra gli elettori operai hanno nomi e cognomi. Yglesias li elenca: governatori come Josh Shapiro in Pennsylvania e Gretchen Whitmer in Michigan, parlamentari come Elissa Slotkin, Jared Golden, Ruben Gallego e Mark Kelly. Vengono considerati noiosi, eppure vincono. Se il partito si entusiasmasse per loro invece che per i candidati-simbolo, a suo giudizio farebbe molta meno fatica a farli sembrare interessanti.
Midterm 2026 · Il dibattito democratico
I democratici sanno già chi vince tra gli operai, ma preferiscono i candidati-simbolo
Dopo il ritiro di Graham Platner nel Maine, il giornalista Matthew Yglesias accusa il suo partito: l’entusiasmo va a chi incarna un’idea, non a chi vince davvero tra gli elettori senza laurea.
Grafica di FocusAmerica 11 luglio 2026
I democratici che vincono tra gli elettori senza laurea
Josh ShapiroPennsylvania Gretchen WhitmerMichigan Elissa SlotkinMichigan Jared GoldenMaine Ruben GallegoArizona Mark KellyArizona
Governatore della Pennsylvania
Eletto nel 2022 con circa 15 punti di vantaggio in uno Stato che nel 2024 ha votato per Trump.
Vengono considerati noiosi, eppure vincono, scrive Yglesias: se il partito si entusiasmasse per loro invece che per i candidati-simbolo, farebbe meno fatica a farli sembrare interessanti.
Il caso Platner
L’entusiasmo era per l’idea di Platner, non per i suoi voti
Il candidato si è ritirato dalla corsa al Senato del Maine dopo un’accusa di violenza sessuale. Per Yglesias la sua parabola era leggibile fin dall’inizio. Tocca ogni punto per i dettagli.
Un network ha costruito l’attesa+
Operatori politici e giornalisti simpatizzanti hanno creato entusiasmo attorno a Platner perché erano loro, per primi, entusiasti dell’idea che il candidato incarnava.
I sondaggi raccontavano un’altra storia+
Batteva la senatrice repubblicana Susan Collins con ampio margine tra i laureati, ma era in forte difficoltà tra gli elettori senza laurea: il profilo tipico di un democratico, non un richiamo speciale sulla classe operaia.
Il Maine non era una prova di forza+
Platner avrebbe forse battuto Collins anche senza lo scandalo, scrive Yglesias, ma perché Kamala Harris aveva vinto lo Stato con un buon margine nel 2024, un anno difficile per i democratici a livello nazionale.
La corrente dell’abbondanza
L’abbondanza fa approvare le leggi, ma non può fare da bandiera
Il movimento che chiede di costruire più case allentando le regole urbanistiche è una storia di successo legislativo. Proprio per questo, sostiene Yglesias, non può diventare il marchio dei moderati.
Cosa ha ottenuto
Molte leggi nei parlamenti statali, riforme locali sulla zonizzazione e ora una legge federale sulla casa, appena entrata in vigore senza la firma di Trump.
Senato 85–5 Camera 358–32
Perché non basta
Quei voti sono in gran parte bipartisan: una vittoria di tutti non può marchiare una sola fazione. E la casa resta lontana dai temi che pesano di più nell’opinione pubblica.
Il nodo culturale
Molti elettori vedono il partito come culturalmente estraneo
Il vero ostacolo dei democratici, per Yglesias, non è il messaggio economico: è l’immagine che una parte dell’elettorato si è fatta del partito.
Come appaiono i democratici a questi elettori
1Praticano discriminazioni contro i bianchi
2Non vogliono far rispettare la legge
3Hanno idee bizzarre su sesso e genere
Gli attacchi repubblicani più efficaci colpiscono più temi insieme: deboli sull’immigrazione irregolare perché ostili alla legge, con idee strane sull’identità di genere e insieme morbidi sulla criminalità.
L’errore è doppio, avverte Yglesias: il messaggio economico giusto non farà sparire i temi culturali, e abbracciare l’abbondanza non basta per sembrare diversi senza toccare i veri tabù elettorali.
I due principi
Aiutare i poveri e dare a ogni territorio la sua politica culturale
Se potesse guidare da solo la politica dei moderati, Yglesias partirebbe da qui.
1
Aiutare i poveri
Distingue i moderati dai repubblicani, ma anche dalla sinistra più radicale, che a suo giudizio pensa più a colpire i ricchi che ad aiutare chi sta in basso.
2
Tenere insieme posizioni culturali diverse
Sui grandi valori morali i politici dovrebbero rispecchiare i propri elettori, non provare a guidarli con forza.
San Francisco
Un progressista sui temi culturali come Scott Wiener dovrebbe essere il benvenuto tra i moderati.
Politica economica: costruire più case
Louisiana
Serve un conservatore sui valori come l’ex governatore John Bel Edwards.
Politica economica: espandere il Medicaid
A ogni territorio la sua politica culturale e, su quella base, una buona politica economica.
Il banco di prova
In Michigan la primaria si è ridotta a una scelta tra i due poli
La corsa per il Senato che Yglesias segue da mesi mostra il problema in pratica. Si vota il 4 agosto.
1
Haley StevensEstablishment
Deputata sostenuta dai vertici del partito, ma con uno dei profili elettorali più deboli tra i parlamentari democratici dello Stato.
2
Abdul El-SayedSinistra
Il candidato dell’area di Bernie Sanders. Per Yglesias troppo a sinistra per uno Stato in bilico.
3
Mallory McMorrowRitirata il 5 luglio
La preferita di Yglesias, a lungo favorita. L’hanno affondata errori suoi: uno scontro poco avveduto con un influente commentatore di sinistra e i vecchi messaggi cancellati in cui denigrava il Michigan.
Fonte Elaborazione FocusAmerica sull’analisi di Matthew Yglesias (Slow Boring). Ritiri e primarie: AP, CNN, NPR. Voti sulla legge federale per la casa: Congresso degli Stati Uniti.
La corrente di pensiero al centro dell'analisi è quella dell'abbondanza (in inglese abundance), che punta a rimuovere i vincoli burocratici e urbanistici che frenano la costruzione di case, la produzione di energia e le infrastrutture. In pratica coincide soprattutto con il movimento YIMBY, dall'inglese Yes In My Back Yard, sì nel mio cortile, che chiede di costruire più abitazioni allentando le regole locali sulla zonizzazione. Su questo piano, per Yglesias, è una storia di successo: i suoi sostenitori hanno fatto approvare molte leggi nei parlamenti statali, riforme locali e ora una legge federale sulla casa.
L'abbondanza però non funziona come bandiera identitaria per la corrente moderata, sostiene il giornalista, perché è troppo lontana dai temi che contano di più nell'opinione pubblica. Buona parte di quelle leggi è bipartisan, cioè votata da entrambi i partiti, il che la rende poco utile come marchio di una singola fazione.
Il vero ostacolo dei democratici, per Yglesias, è che molti elettori percepiscono il partito come dominato da persone culturalmente estranee, che praticano discriminazioni contro i bianchi, non vogliono far rispettare la legge e hanno idee bizzarre su sesso e genere. Gli attacchi repubblicani più efficaci, spiega, colpiscono più temi insieme: i democratici sarebbero deboli sull'immigrazione irregolare perché ostili all'applicazione della legge e desiderosi di una sostituzione della popolazione bianca, oppure avrebbero idee strane sull'identità di genere e insieme sarebbero morbidi sulla criminalità.
L'errore più comune dei democratici di oggi, secondo Yglesias, è credere che, se solo trovassero il messaggio economico giusto, gli elettori smetterebbero di dare peso ai temi culturali. Ma se i democratici stessi tengono molto a quei temi, allora possono tenerci anche gli elettori indecisi. Una parte del partito, avverte, vuole fare lo stesso errore al contrario: pensa che abbracciare l'abbondanza permetta di apparire diversi senza toccare i veri tabù elettorali.
Se potesse guidare da solo la politica dei moderati, scrive Yglesias, si baserebbe su due principi: aiutare i poveri e tenere insieme posizioni culturali diverse. Il primo distingue i moderati dai repubblicani, ma anche dalle correnti più radicali della sinistra, che a suo giudizio sembrano concentrate più sul colpire i ricchi che sull'aiutare chi sta in basso.
La sua polemica con l'ala sinistra del partito, quella che si riconosce in Bernie Sanders, Zohran Mamdani e Alexandria Ocasio-Cortez, riguarda soprattutto il modo di fare politica. È diventata troppo espressiva, a suo avviso, più interessata a mostrare le proprie idee che a capire cosa serve davvero per vincere e governare.
Sul secondo principio Yglesias va oltre gran parte dei moderati di oggi. Sui grandi valori morali e culturali i politici dovrebbero rispecchiare i propri elettori, non provare a guidarli con forza. Un politico molto a sinistra sui temi culturali come Scott Wiener, che rappresenta San Francisco, dovrebbe essere il benvenuto tra i moderati, ma il partito dovrebbe anche cercare figure come l'ex governatore John Bel Edwards, un democratico conservatore sui valori, da candidare in Stati come la Louisiana. A ogni territorio la sua politica culturale e, su quella base, una buona politica economica: più case a San Francisco, l'espansione del Medicaid, il programma pubblico di assistenza sanitaria per i più poveri, in Louisiana.
Un esempio concreto è la primaria per il Senato in Michigan, che Yglesias segue da mesi. L'establishment del partito si è schierato con la deputata Haley Stevens, che però ha uno dei profili elettorali più deboli tra i parlamentari democratici dello Stato. La sinistra ha puntato su Abdul El-Sayed, per il giornalista troppo a sinistra per uno Stato in bilico. Il suo preferito era una terza candidata, la senatrice statale Mallory McMorrow, che per un lungo periodo è stata anche la favorita.
McMorrow non è stata rovinata dal ritrovarsi stretta tra i due poli, spiega Yglesias, ma da una serie di errori suoi: uno scontro poco avveduto con un influente commentatore di sinistra e soprattutto la scoperta di vecchi messaggi cancellati in cui denigrava il Michigan. In uno Stato del Midwest dalle forti radici locali, essere colti a prendere in giro il proprio Stato pesa molto. Alla fine la corsa si è ridotta a una scelta tra Stevens ed El-Sayed.
Quello che Yglesias chiede alla sua parte politica è di rispettare la varietà degli Stati Uniti e di provare a competere in tutto il paese invece di cancellarsi a vicenda. A chi ha come passione cambiare l'opinione pubblica più che rispecchiarla, consiglia di cercarsi un altro mestiere lontano dalla politica elettorale.
Graham Platner si ritira dalla corsa al Senato nel Maine
Graham Platner ha ritirato la propria candidatura al Senato per il Maine nella serata di mercoledì (la notte in Italia), con un video di 11 minuti pubblicato sui social. La decisione arriva due giorni dopo che una donna che aveva frequentato in passato lo ha accusato pubblicamente di violenza sessuale, un'accusa che lui definisce falsa. Il Partito Democratico del Maine ha ora tempo fino al 27 luglio per scegliere il candidato che a novembre sfiderà la senatrice repubblicana Susan Collins in una delle corse decisive per il controllo del Senato.
"Crediamo che perché il movimento continui non possa essere io e per questo sospendiamo le attività della campagna", ha detto Platner nel video, in cui ha definito le accuse parte di una strategia dell'establishment per "esercitare una pressione strutturale su di noi" e ha ripetuto che il ritiro "non è assolutamente un'ammissione di colpa". Ha spiegato che, se fosse rimasto in corsa, avrebbe perso la possibilità di raccogliere fondi e di accedere ai dati sugli elettori, dopo che i vertici democratici al Senato avevano minacciato di tagliargli le risorse. Secondo il Washington Post, la forma dell'annuncio era una condizione posta dallo stesso Platner: aveva detto ai collaboratori più fedeli che avrebbe sospeso la campagna solo se avesse potuto dire tutto ciò che voleva.
My name might be on the ballot right now, but that ballot line belongs to the people of Maine. pic.twitter.com/RKVyLU76tm
— Graham Platner for Senate (@grahamformaine) July 9, 2026
La crisi è precipitata lunedì, quando Jenny Racicot, una donna che ha raccontato di aver frequentato Platner in modo discontinuo per due anni, lo ha accusato di essere entrato in casa sua senza invito e ubriaco una notte alla fine del 2021 e di averla costretta a un rapporto mentre lei gli diceva di fermarsi. Platner ha negato, ma nel giro di 48 ore i suoi principali sostenitori gli hanno chiesto di ritirarsi. "Alla luce di queste accuse molto serie, gli ho raccomandato di farsi da parte", ha detto martedì il senatore Bernie Sanders, il suo sponsor più influente. Lo stesso giorno una seconda ex fidanzata ha raccontato al Washington Post che Platner rimuoveva ripetutamente il preservativo durante i rapporti senza il suo consenso.
Era l'ultimo capitolo di una serie di scandali iniziata a ottobre: un tatuaggio simile a un simbolo nazista, poi coperto, vecchi post su Reddit in cui minimizzava le violenze sessuali, messaggi sessualmente espliciti inviati ad altre donne dopo il matrimonio e accuse di comportamenti violenti da parte di alcune ex fidanzate. Platner, un allevatore di ostriche di 41 anni ed ex Marine, aveva attribuito quei comportamenti a problemi di salute mentale e allo stress post-traumatico legato al servizio militare e fino a questa settimana aveva conservato il sostegno di gran parte della sinistra del partito, compresi Sanders ed Elizabeth Warren.
Stati Uniti · La corsa al Senato nel Maine
La caduta di Graham Platner, accusa dopo accusa
Per undici mesi il candidato democratico del Maine era sopravvissuto a un tatuaggio simile a un simbolo nazista, ai vecchi post su Reddit e alle rivelazioni delle ex fidanzate. Un'accusa di stupro lo ha travolto in due giorni. Ora il partito ha meno di tre settimane per scegliere chi sfiderà Susan Collins.
Grafica di FocusAmerica
Giorni di campagna
323
Giorni per il crollo
2
dal lancio del 19 agosto 2025 al video con cui ha sospeso la campagna
dall'accusa pubblica di Jenny Racicot all'annuncio del ritiro
Nel giro di 48 ore dall'accusa i suoi principali sostenitori, Bernie Sanders compreso, gli avevano già chiesto di farsi da parte.
La ricostruzione in quattro capitoli
1Gli scandali2Le 48 ore3E ora?4La posta
Undici mesi sul filo
Cinque momenti che avrebbero affondato qualsiasi campagna. La sua era sopravvissuta a tutti, fino a luglio.
Tocca una tappa per il dettaglio
19 ago 2025
Il lancio della campagna
L'allevatore di ostriche ed ex Marine, 41 anni, si candida contro Susan Collins da outsider anti-establishment: nei primi nove giorni raccoglie oltre un milione di dollari.
16 ott 2025
Riemergono i vecchi post su Reddit
La CNN riporta alla luce anni di commenti poi cancellati, compresi post in cui Platner minimizzava le violenze sessuali. Nel giro di dieci giorni si dimettono la direttrice politica e il responsabile della campagna.
20 ott 2025
Il tatuaggio simile a un simbolo nazista
In un podcast Platner rivela di avere sul petto un teschio simile al Totenkopf delle SS. Dice di non averne mai conosciuto il significato e lo fa coprire il giorno dopo.
mag–giu 2026
Le rivelazioni delle ex fidanzate
Wall Street Journal e New York Times raccontano i messaggi sessualmente espliciti inviati ad altre donne dopo il matrimonio e le relazioni segnate da comportamenti instabili e aggressivi.
9 giu 2026
La vittoria alle primarie
Nonostante gli scandali, Platner vince la nomination democratica conservando il sostegno della sinistra del partito, da Bernie Sanders a Elizabeth Warren.
Il crollo, giorno per giorno
Dall'accusa di Jenny Racicot al video del ritiro sono bastate 48 ore perché il partito gli voltasse le spalle.
lunedìlun
6
luglio
L'accusa di violenza sessuale
Politico pubblica il racconto di Jenny Racicot: una notte alla fine del 2021 Platner sarebbe entrato in casa sua senza invito e ubriaco e l'avrebbe costretta a un rapporto mentre lei gli diceva di fermarsi. Lui nega e annulla alcuni eventi elettorali.
martedìmar
7
luglio
Il partito lo scarica
Schumer, Warren e infine Sanders gli chiedono di farsi da parte, mentre i vertici minacciano di tagliare fondi e accesso ai dati sugli elettori. Una seconda ex racconta al Washington Post altri rapporti non consensuali.
mercoledìmer
8
luglio
Il video del ritiro
In un video di 11 minuti Platner sospende la campagna e definisce le accuse una strategia dell'establishment. Meno di un'ora dopo Troy Jackson lancia la propria candidatura.
«Alla luce di queste accuse molto serie, gli ho raccomandato di farsi da parte»Bernie Sanders · martedì 7 luglio
Gli hanno chiesto di ritirarsi
Chuck SchumerKirsten GillibrandBernie SandersElizabeth WarrenRo KhannaZohran Mamdaniil Partito Dem. del Maine
Due scadenze per salvare la corsa
Il ritiro formale va depositato entro il 13 luglio; poi i delegati democratici avranno due settimane per scegliere il successore.
8 lug
annuncio del ritiro
13 lug
ritiro formale
27 lug
convention dem
3 nov
voto di midterm
Ritiro formale
13 luglio
Il termine di legge entro cui Platner deve depositare il ritiro perché il partito possa sostituirlo sulla scheda elettorale.
La convention
27 luglio
Entro le 17 (le 23 in Italia) un'assemblea di delegati democratici sceglierà il nuovo candidato.
Già in corsa per la successione
Troy Jackson
Ex presidente del Senato statale, vicino alle posizioni di Platner
Jordan Wood
Ex capo di gabinetto della deputata Katie Porter
Dan Kleban
Cofondatore del birrificio Maine Beer Company
David Costello
Terzo alle primarie di giugno, rientrato in corsa
Valutano la candidatura
Nirav Shah
Ex numero due dei CDC, l'agenzia federale per la sanità pubblica
Shenna Bellows
Segretaria di Stato del Maine, sovrintende alle elezioni
Perché il Maine è decisivo per il Senato
I democratici devono strappare quattro seggi ai repubblicani senza perderne nessuno. Il Maine è tra le occasioni migliori.
51 · maggioranza
Il Senato oggi
47
53
Se i democratici strappano 4 seggi
47
49
democraticiseggi da strapparerepubblicani
Con quattro seggi in più i democratici arriverebbero a 51, la soglia della maggioranza. Il Maine è tra i pochi stati dove il seggio repubblicano è considerato contendibile.
L'obiettivo
4
i seggi che i democratici devono strappare ai repubblicani a novembre per riconquistare il Senato, senza perderne nessuno
L'avversaria
6°
il mandato consecutivo che Susan Collins cerca il 3 novembre: finora ha respinto ogni tentativo democratico di toglierle il seggio
Il precedente
+7
i punti di vantaggio con cui Kamala Harris ha vinto il Maine alle presidenziali del 2024
Fonte: Politico, Washington Post, CNN, Portland Press Herald · Dati aggiornati al 9 luglio 2026
Platner ha detto che depositerà il ritiro formale, richiesto per legge entro il 13 luglio perché il partito possa sostituirlo sulla scheda, solo dopo aver ricevuto garanzie che il processo di selezione sarà "aperto, trasparente e democratico". Il Partito Democratico del Maine, che nei giorni scorsi lo aveva accusato di provare a condizionare la scelta del successore, ha votato per tenere una convenzione, cioè un'assemblea di delegati che sceglierà il nuovo candidato entro la scadenza delle 17 del 27 luglio (le 23 in Italia). Nel frattempo il comitato nazionale che finanzia le campagne democratiche per il Senato ha aperto un fondo per raccogliere donazioni da trasferire al futuro candidato.
Meno di un'ora dopo l'annuncio, Troy Jackson, ex presidente del Senato statale del Maine e boscaiolo della contea rurale di Aroostook, ha lanciato la sua candidatura. È considerato il più vicino alle posizioni di Platner e il deputato progressista californiano Ro Khanna si è già schierato con lui, ma Jackson ha detto alla NBC che non vorrebbe il sostegno dell'ex candidato: "Quando si è arrivati a un'accusa credibile di violenza sessuale, quella è stata la linea rossa". Si sono candidati anche Jordan Wood, ex capo di gabinetto della deputata Katie Porter, e Dan Kleban, cofondatore del birrificio Maine Beer Company, mentre David Costello, terzo nella primaria vinta da Platner a giugno, ha annunciato il suo rientro in corsa. Valutano la candidatura anche Nirav Shah, ex numero due dei Centers for Disease Control and Prevention, l'agenzia federale per la sanità pubblica, e Shenna Bellows, la segretaria di Stato del Maine, la carica che sovrintende alle elezioni. L'attore Patrick Dempsey, il cui nome era circolato tra i possibili sostituti, ha escluso una candidatura.
Per i democratici il Maine è un tassello essenziale nel tentativo di riconquistare il Senato: a novembre devono strappare quattro seggi ai repubblicani senza perderne nessuno dei propri. Collins cerca il sesto mandato in uno stato che Kamala Harris ha vinto con 7 punti di vantaggio nel 2024 e finora ha sempre respinto i tentativi democratici di toglierle il seggio.
The jockeying has already begun among Democrats to become the new nominee to face GOP Sen. Susan Collins in the fall.
NBC News
bradipo
in reply to Volt Italia • • •Con l'aggravante che lorsignori fanno spese con soldi (per la maggior parte) altrui