#SpinTime
reshared this
reshared this
“I did not take all the cookies from the jar!”
Again and again, Trump reveals his secrets the same way children sometimes do.
Right after Secretary of State Marco Rubio says that the US administration is going after The International Criminal Court (whose job it is to prosecute war criminals), Trump immediately chips in, “There is no indication they are going after me” — because of course that fear is precisely their motive for trying to delegitimize the court.
reshared this
like this
reshared this
Started porting passagemath to #Python 3.15.
github.com/passagemath/...
#SageMath #OpenSource #Mathematics
Python 3.15 by mkoeppe · Pull ...
https://docs.python.org/3.15/whatsnew/3.15.html To test: ./configure --without-system-python3 --disable-notebook && make build V=0GitHub
reshared this
Anthropic researchers using Claude Mythos Preview have uncovered mathematical flaws in major cryptographic algorithms that human experts failed to spot for years.Guru Baran (Cyber Security News)
reshared this
Why didn’t you stand up, one by one, and walk out during Trump’s obscene tsunami of lies that he called a speech? White House correspondents, or D.C.Lucian K. Truscott IV (Lucian Truscott Newsletter)
reshared this
Il 25 Luglio non ricorre la "caduta del fascismo".
Il 25 Luglio 1943 cadde il regime fascista di Mussolini in Italia.
La Repubblica Sociale che di lì a poco fu costituita dagli occupanti nel Nord Italia era un regime fascista.
La Germania nazista che durò ancora quasi 2 anni era un regime fascista.
Il fascismo è un'ideologia, una volta in circolazione non può "finire", sparire. Può e deve essere tenuto a bada.
Sono i fascisti a schivare il dibattito dicendo che "il fascismo è finito nel '43".
reshared this
reshared this
reshared this
Ma quanto era bello quando tutti i servizi pubblici (poste, acqua, luce, gas, treni, autostrade, ecc.) erano nazionalizzati e il loro unico scopo era fornire servizi e non arricchire azionisti già ricchi?
«ëh, ma allora volete il comunismo?»
«Sì.»
reshared this
@d10c4n3
Era un covo di raccomandati?
Ma va bene!
Però se l'On. Erminio Ottone raccomanda il sig. Guido Piano, e questo non fa una cippa, ne risponde personalmente l'onorevole, e di tasca propria, non con i fondi del partito,
Mi sa che la tradizione delle raccomandazioni evaporerebbe rapidamente.
Chi fa propaganda per la #Russia non può essere CT della nazionale - Linkiesta.it linkiesta.it/2026/07/pirlo-ct-…
reshared this
reshared this
I used to worry that commercial social media could build detailed profiles about our interests.
Now I worry that AI can build detailed profiles of our most private thoughts.
People keep asking ChatGPT questions, but what they are really doing is handing over information about how they think, what they are working on, what they have doubts about.
It is like confessional booth… with a hard drive.
like this
reshared this
Cătă 🇷🇴🇺🇦🇲🇩🇪🇺 likes this.
People are amazing critters, we always share so much about ourselves.
Once had the "pleasure" of talking to a criminal who had stalked his target, based on the stick figures and bumper stickers on the back of their targets car.
We really do broadcast, so much about ourselves.
La VPN che hai pagato finanzia davvero i valori in cui credi? Il caso Mullvad e la crisi dell’etica digitale
#tech
spcnet.it/la-vpn-che-hai-pagat…
@informatica
reshared this
La Francia ha finalmente una buona legge sul fine vita perché ha ascoltato i cittadini.
L'ha fatto partendo dalla proposta di un'assemblea di cittadini estratti a sorte. Il Governo Meloni invece ha calato dall'alto una proposta incostituzionale, che cancellerebbe i diritti strappati con le disobbedienze civili, e che resta bloccata in Parlamento.
enzotib likes this.
reshared this
A tutti i passeggeri aggiunto il supplemento "bowling".
reshared this
Gli Stati Uniti intendono smantellare la Corte Penale Internazionale (CPI). Lo ha annunciato lunedì il Segretario di Stato Marco Rubio, spiegando che Washington punta a “smantellare sistematicamente” il tribunale dell’Aja, istituito per perseguire i responsabili dei crimini più gravi.
“Usando tutti gli strumenti a disposizione del nostro governo e lavorando al fianco di ogni alleato con cui possiamo fare causa comune, smantelleremo la CPI, mattone dopo mattone, se necessario”, ha detto Rubio in un video pubblicato sul suo account X.
The International Criminal Court seeks to become the unaccountable arbiter of a new global law — empowered to prosecute and arrest our citizens at will and existentially threaten American sovereignty.We will teach the ICC the full meaning of American resolve. pic.twitter.com/2egHK1jA98
— Secretary Marco Rubio (@SecRubio) July 13, 2026
Istituita nel 2002 e con sede all’Aja, nei Paesi Bassi, la Corte Penale Internazionale indaga su genocidi, crimini di guerra, crimini contro l’umanità e altri gravi reati internazionali. Gli Stati Uniti non hanno però mai ratificato lo Statuto di Roma, il trattato che ha dato vita alla Corte. Rubio giustifica l’offensiva con il rischio che il tribunale possa processare cittadini americani: un’eventualità che, a suo giudizio, rappresenterebbe “la morte degli Stati Uniti come nazione sovrana e indipendente”.
Il Dipartimento di Stato americano accusa la CPI di volersi trasformare in un “arbitro globale che non risponde a nessuno” e di minacciare gli americani attraverso le indagini sulla condotta di militari e funzionari statunitensi nelle guerre combattute all’estero. L’annuncio ufficiale è arrivato lunedì, ma Rubio avrebbe cominciato a muoversi già la scorsa settimana, telefonando ai responsabili della diplomazia di diversi Paesi per costruire un fronte internazionale contro il tribunale.
In concreto, tuttavia, la possibilità che la Corte riesca a processare cittadini americani rimane remota. La CPI, infatti, non dispone di una propria forza di polizia e può arrestare e giudicare cittadini statunitensi soltanto se uno Stato membro esegue il mandato. Più di cento Paesi, inoltre, hanno sottoscritto accordi con Washington impegnandosi a non consegnare cittadini americani alla Corte.
In base al principio di complementarità, infine, un’autentica indagine o un procedimento condotto dalle autorità nazionali può impedire l’intervento della CPI sugli stessi presunti crimini.
L’Amministrazione Trump aveva già contestato precedentemente le indagini aperte dalla CPI sulla condotta dei soldati americani in Afghanistan, per poi attaccare duramente anche le iniziative della Corte contro Israele, cosa che aveva portato all’imposizione di sanzioni a diversi esponenti della Corte.
La nuova offensiva, però, non si limita più a impedire singole inchieste: prende invece di mira l’istituzione nel suo complesso. Per indebolirla, il Dipartimento di Stato minaccia nuove sanzioni contro giudici e funzionari e avverte che Washington potrebbe riconsiderare i rapporti con i Paesi alleati che “dipendono dall’assistenza americana” ma “rifiutano di respingere la falsa autorità della CPI”.
Secondo diversi esperti, la campagna potrebbe ostacolare il perseguimento dei più gravi crimini internazionali e approfondire la frattura tra Washington e i Paesi alleati che sostengono il tribunale. “Se gli Stati Uniti si rivoltano contro la Corte nel suo complesso, si stanno davvero allontanando da principi ai quali i nostri alleati più importanti attribuiscono un valore enorme”, ha osservato in una intervista al New York Times Alex Whiting, professore di diritto ad Harvard e lui stesso ex procuratore della CPI.
enzotib likes this.
reshared this
Il 49% degli adulti americani si identifica ora come democratico o come indipendente vicino al Partito Democratico, contro solo il 39% che si riconosce nei repubblicani. È quanto emerge dalle rilevazioni trimestrali sull'identificazione degli elettori americane condotte da Gallup nei primi 6 mesi del 2026. Un vantaggio di 10 punti che, in un anno di elezioni di metà mandato, non si registrava dal 2006 e che, a pochi mesi dal voto di novembre, ovviamente alimenta le speranze dei democratici di riprendere il controllo del Congresso.
Il confronto con i dati delle precedenti elezioni di metà mandato mostra quanto il dato sia eccezionale. In questa stessa rilevazione, nel 2022 i due partiti erano quasi in parità, con i repubblicani avanti di un solo punto, 45% a 44%. Nel 2018, invece, i democratici guidavano di 6 punti, nel 2014 di 3 e nel 2010 di 1, mentre nel 2002 si trovavano in perfetta parità. L'unico precedente davvero paragonabile risale al 2006, quando i democratici erano avanti di +10, 50% a 40%. Quell'anno alle elezioni di novembre travolsero il Partito Repubblicano di George W. Bush, guadagnando 31 seggi e riconquistando la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti dopo 12 anni, oltre a strappare anche la maggioranza al Senato grazie a 6 nuovi seggi guadagnati.
Midterm 2026 · Sondaggi
I democratici avanti di 10 punti: un vantaggio che in un anno di midterm mancava dal 2006
Nel primo semestre del 2026 il 49% degli adulti americani si identifica nel Partito Democratico o pende verso di esso, contro il 39% dei repubblicani. L’ultima volta che il divario fu così ampio, nel 2006, finì con un’onda blu.
Grafica di FocusAmerica 12 luglio 2026
Identificazione di partito · Media Gallup, primo semestre 2026
Democratici
0%
+10
Repubblicani
0%
Adulti che si dichiarano democratici o indipendenti vicini al partito
Adulti che si dichiarano repubblicani o indipendenti vicini al partito
Alla fine del 2024 i repubblicani erano ancora avanti di 4 punti: da allora il pendolo si è spostato di 14 punti verso i democratici.
La serie Gallup
Il collasso repubblicano dopo il voto del 2024
Quota di adulti che si identifica in ciascun partito, simpatizzanti inclusi. Medie trimestrali dal 2015. Tocca o sfiora il grafico per leggere ogni trimestre.
T2 2026 Dem 49% Rep 39% esplora sul grafico ↓
La conferma degli altri indicatori · Emerson College, aprile 2026
50–40
Voto generico per il Congresso, Dem contro Rep
40%
Approva l’operato del presidente Trump
56%
Boccia l’operato del presidente Trump
Il confronto storico
Solo il 2006 somiglia al 2026
Distacco nell’identificazione di partito negli anni di elezioni di metà mandato: a destra il vantaggio democratico, a sinistra quello repubblicano.
2002 Parità
2006 Dem +10
2010 Dem +1
2014 Dem +3
2018 Dem +6
2022 Rep +1
2026 Dem +10
Il vantaggio democratico non garantì sempre la vittoria: nel 2010 e nel 2014, con margini minimi, i repubblicani dominarono comunque le urne. Ma un +10 non si vedeva, appunto, dal 2006.
Il precedente
2006: l’onda blu che travolse Bush
Presidente repubblicano al secondo mandato, consenso in calo, una guerra impopolare, centristi in fuga: con gli stessi ingredienti di oggi, a novembre 2006 i democratici ripresero il Congresso.
+0
Seggi guadagnati alla Camera
Maggioranza riconquistata
+0
Seggi guadagnati al Senato
Maggioranza strappata al Gop
0
Anni di opposizione alla Camera interrotti quella notte
La Camera era repubblicana dal 1994
Le incognite
Un elettorato mai così sfuggente
Gallup invita alla prudenza: il vantaggio democratico poggia sul segmento più instabile dell’elettorato.
45% Indipendenti
Nel 2025 il 45% degli americani si è dichiarato indipendente: la quota più alta mai registrata da Gallup. Una parte enorme dell’elettorato che nessuno dei due partiti può considerare acquisita.
Gran parte dello spostamento è avvenuta tra gli indipendenti che pendono verso un partito: legami deboli, preferenze potenzialmente volatili.
L’immagine dei democratici resta ai minimi storici: il movimento riflette più il malcontento verso Trump che un ritrovato entusiasmo per l’opposizione.
Fonte Gallup, identificazione di partito tra gli adulti americani (medie trimestrali 2015–2026, simpatizzanti inclusi); Emerson College Polling, sondaggio nazionale di aprile 2026 tra gli elettori probabili.
Il ribaltamento è stato rapido e si è consumato nel giro di poco più di un anno. Nell'ultimo trimestre del 2024, infatti, i repubblicani erano ancora avanti di 4 punti, con il 47% contro il 43% dei democratici. Da allora però sono scesi al 39%, mentre i democratici sono saliti al 49%: uno spostamento complessivo di 14 punti a favore di questi ultimi.
Anche altri indicatori descrivono una dinamica simile. Ad esempio un recente sondaggio dell'Emerson College, condotto ad aprile tra gli elettori probabili, attribuisce ai democratici esattamente 10 punti di vantaggio nel voto generico per il Congresso: 50% contro 40%. Nello stesso sondaggio il consenso per il presidente Donald Trump si fermava invece al 40%, mentre il 56% degli intervistati ne boccia l'operato.
Gallup invita tuttavia alla prudenza. Gran parte dello spostamento è avvenuta tra gli indipendenti che "pendono" verso uno dei due partiti: si tratta quindi di elettori con legami politici più deboli e preferenze potenzialmente volatili. I democratici, inoltre, stanno guadagnando terreno nonostante la loro immagine resti ai minimi storici. Il movimento sembra quindi riflettere più il malcontento verso Trump che un ritrovato entusiasmo per l'opposizione.
A rendere il quadro ancora più incerto contribuisce un altro record: nel 2025 il 45% degli americani si è dichiarato indipendente, la quota più alta mai rilevata sinora nelle rilevazioni Gallup. Si tratta di una parte enorme dell'elettorato che nessuno dei due partiti può considerare acquisita e che potrebbe ancora cambiare idea da qui a novembre. Ciò nonostante, il parallelo con il 2006 resta difficile da ignorare: anche allora alla Casa Bianca sedeva un presidente repubblicano al secondo mandato, con un consenso in calo, una guerra impopolare in corso e gli elettori centristi sempre più lontani dal partito di governo. Vent'anni dopo, molti degli ingredienti che hanno portato all'onda blu sembrano essere gli stessi.
In politics, as of today, do you consider yourself a Republican, a Democrat, or an Independent? (Asked of independents: As of today, do you lean more to the Democratic Party or the Republican Party?)Gallup.com
enzotib likes this.
reshared this
Marco Rubio, il segretario di Stato americano, cioè il capo della diplomazia degli Stati Uniti, governa di fatto il Venezuela senza muoversi da Washington. Lo racconta una ricostruzione del New York Times, basata su colloqui con più di una decina di funzionari e persone vicine ai due governi. Rubio controlla le finanze del paese, la distribuzione delle sue risorse naturali e lo stesso governo, sei mesi dopo che le forze americane hanno catturato il presidente Nicolás Maduro nel cuore della notte.
Rubio non ha mai messo piede in Venezuela da quando gli Stati Uniti hanno preso il controllo del paese, ma segue le operazioni quotidiane e resta in contatto stretto con Delcy Rodríguez, ex vicepresidente di Maduro e oggi presidente ad interim con l'avallo di Washington. I due si scambiano messaggi in spagnolo su WhatsApp, tra pettegolezzi, auguri di compleanno e selfie. Altri funzionari lo hanno soprannominato viceré, il titolo che spettava ai governatori dell'impero spagnolo nelle Americhe fino alle guerre di indipendenza dell'Ottocento.
Nessun funzionario americano aveva un potere simile su un paese sovrano dai tempi di Paul Bremer, l'amministratore che nel 2003 arrivò a Baghdad per governare l'Iraq occupato dagli Stati Uniti. Il controllo diretto sulle entrate pubbliche distingue il caso venezuelano da quello di quasi tutti gli altri paesi sottoposti alla forza militare e finanziaria americana.
Il meccanismo funziona così: il Tesoro degli Stati Uniti incassa i ricavi della maggior parte delle esportazioni venezuelane e poi li gira al Venezuela attraverso il sistema bancario del paese, in un rapporto simile a quello di un genitore che dà la paghetta ai figli. Rubio e il suo staff stabiliscono su cosa quei soldi possono essere spesi e da chi. Il sistema ha permesso di bloccare gli schemi di corruzione più gravi e protegge le entrate venezuelane dai numerosi creditori che reclamano miliardi di debiti non pagati. Ma dà anche a Rubio una forte leva su Rodríguez, che ha bisogno di quel denaro per pagare i lavoratori e sostenere la valuta nazionale.
Rubio gestisce anche le sanzioni americane, decide chi può fare affari nel paese e a quali condizioni. Ha rimodellato il settore petrolifero favorendo l'ingresso di aziende statunitensi a scapito dei produttori europei che già lavoravano in Venezuela. Rodríguez gli sottopone le nomine più importanti, come quella del ministro della difesa. Il paese vende gran parte del suo greggio tramite due società di trading, Trafigura e Vitol, in un accordo costruito dall'amministrazione Trump. Dopo la caduta di Maduro, la compagnia petrolifera di Stato venezuelana ha rilevato senza clamore le operazioni dei giacimenti che condivideva con la russa Rosneft.
Su richiesta degli Stati Uniti, a febbraio il governo di Rodríguez ha arrestato Alex Saab, amico e socio in affari di Maduro, gli ha tolto il passaporto venezuelano e ne ha approvato l'estradizione verso gli Stati Uniti. A giugno i servizi venezuelani hanno fornito le informazioni che hanno permesso alle forze americane di uccidere Niño Guerrero, uno dei capi della banda criminale Tren de Aragua, con un attacco missilistico in una zona remota del sud del paese. È stata la prima collaborazione militare tra i due paesi da decenni, anche se un anno prima l'intelligence americana aveva valutato che Maduro non controllasse quella banda.
Il controllo di Washington arriva fino alle apparizioni pubbliche di Rodríguez. A maggio Rubio ha annunciato un suo viaggio in India prima ancora che lo facesse il governo venezuelano. Quando gli Stati Uniti hanno attaccato l'Iran, alleato storico del Venezuela, il ministro degli esteri Yvan Gil ha diffuso una condanna prudente: l'amministrazione Trump ha fatto sapere che il messaggio andava rimosso e Gil lo ha cancellato poche ore dopo. Era l'ammissione che il Venezuela non decideva più la propria politica estera.
Dopo due terremoti che hanno colpito il Venezuela il mese scorso, Rubio ha lavorato per rafforzare il governo ad interim. Gli Stati Uniti hanno inviato 900 militari, stanziato quasi 400 milioni di dollari di aiuti e recapitato casse di contanti al governo venezuelano. Rubio ha descritto il piano americano in tre fasi: far ripartire l'economia, stabilizzare il paese e portarlo alla democrazia. I terremoti hanno complicato l'ultima fase, come lui stesso ha riconosciuto parlando di "un passo indietro sotto questo aspetto", ma la ripresa è decisiva per l'obiettivo del presidente: assicurare agli interessi americani il petrolio venezuelano.
La legittimità dell'operazione è contestata perfino al Congresso. Durante un'audizione il deputato democratico Sean Casten ha ricordato al segretario al Tesoro Scott Bessent che "Rubio ha detto che non siamo in guerra con il Venezuela" e ha chiesto quale autorità avessero gli Stati Uniti per controllare gli asset venezuelani. Bessent ha risposto che gli avrebbe fatto sapere. I critici accusano l'amministrazione di sottrarre le risorse del paese e di sostenere un governo autoritario, lasciando al loro posto gran parte degli uomini di Maduro.
Il caso ha creato malumori anche dentro l'amministrazione, tra diplomatici di carriera e alleati del presidente infastiditi dal fatto che l'ex braccio destro di Maduro sia al potere. Rubio e altri funzionari respingono le critiche ricordando che Rodríguez ha eseguito quasi ogni ordine, soprattutto sulle finanze. Quando a marzo è emerso che il Dipartimento della Giustizia stava costruendo un caso legale contro di lei, il governo venezuelano ha chiesto spiegazioni e per rassicurarla Rubio le ha inviato il link a un messaggio in cui il presidente la elogiava. A maggio l'amministrazione ha detto ai procuratori di smettere di indagare su di lei.
Rubio ha scelto Rodríguez anche perché ha messo da parte María Corina Machado, la leader dell'opposizione in esilio e la politica più popolare del paese, che ha però nemici giurati tra i vertici militari e di sicurezza. Un tempo suo sostenitore convinto, Rubio si è allontanato da lei negli ultimi mesi, fino a una rottura aperta dopo i terremoti: gli Stati Uniti si rifiutano di aiutarla a rientrare in Venezuela per timore di alimentare disordini.
L'inflazione è scesa ma resta la più alta al mondo, la valuta continua a perdere valore e milioni di venezuelani chiedono nuove elezioni. La data del voto, la fase finale del piano di Rubio, resta però indefinita. Quando il New York Times le ha chiesto a maggio quando avrebbe indetto le elezioni, Rodríguez ha risposto: "Non lo so. Prima o poi". Gli analisti ritengono che stia cercando di far passare il tempo fino alla fine della presidenza Trump, sperando che il suo successore allenti la pressione.
L'intera operazione è insolita e arriva ottant'anni dopo che gli Stati Uniti hanno lasciato la loro ultima grande colonia formale, le Filippine. Il presidente ha detto di voler tornare a un'epoca di espansionismo americano e ha parlato di prendere il controllo della Groenlandia, del Canada e del Canale di Panama. In Venezuela ha ottenuto il risultato maggiore, tanto che ha più volte suggerito che il paese possa diventare il cinquantunesimo Stato americano e ha perfino scherzato sull'idea di mandare Rubio a Caracas come prossimo leader. L'esito di questa impresa potrebbe pesare sul futuro politico dello stesso Rubio, che il presidente considera tra i suoi possibili successori.
enzotib likes this.
reshared this
Release candidate 10.8.6.rc0 of passagemath, the comprehensive #OpenSource #Mathematics system in #Python, the pip-installable modularized portable compatible full-featured fork of #SageMath.
Includes upgrades to FLINT 3.5.0, PARI/GP 2.17.4, #GAPsystem 4.16.0, Planarity 5.
github.com/passagemath/...
Release passagemath-10.8.6.rc0...
What's Changed Fix test failures with matplotlib 3.11 by @antonio-rojas, backported by @mkoeppe in #2438 Fix tests with flint 3.5 by @antonio-rojas, backported by @mkoeppe in #2440 allow flint 3.5...GitHub
reshared this
L'abitudine al pensiero critico può proteggere dipendenti e organizzazioni dagli inganni e dalle manipolazioni resi possibili dall'intelligenza artificiale.
Gli strumenti di intelligenza artificiale hanno reso la cognizione umana una vulnerabilità di sicurezza sempre più rilevante, e la formazione tradizionale non è riuscita a stare al passo. Un nuovo protocollo denominato "Prima di tutto, rifletti; poi verifica sempre" (Think First, Verify Always: TFVA) offre una soluzione semplice: formulare un proprio giudizio prima di consultare l'IA, quindi verificare i risultati critici con fonti indipendenti. Uno studio randomizzato controllato ha rilevato che una micro-lezione TFVA ha migliorato la qualità delle decisioni dei dipendenti del 7,87%, con significativi miglioramenti nel giudizio etico e nella verifica delle informazioni.
sloanreview.mit.edu/article/a-…
A study found that a micro-lesson on critical thinking improved people’s decision quality by nearly 8 percentage points.MIT Sloan Management Review
reshared this
Vladimir Putin continua a respingere le richieste di negoziare la pace con Kyiv e con ogni probabilità intensificherà la guerra nei prossimi mesi, hanno detto in esclusiva alla Reuters tre fonti vicine al Cremlino. Una di loro, che incontra regolarmente il presidente russo, parla di una "alta probabilità" di escalation nei prossimi mesi. I recenti attacchi ucraini con i droni contro raffinerie e porti russi hanno rafforzato la sua determinazione a continuare a combattere una guerra entrata ormai nel quinto anno.
Lunedì il presidente statunitense Donald Trump aveva detto che Putin voleva la fine della guerra e che una soluzione era "più vicina di quanto la gente creda". La settimana scorsa ha tenuto telefonate separate con Putin e con Volodymyr Zelensky, che ha poi incontrato mercoledì al vertice NATO, dove il presidente ucraino ha detto che i due hanno discusso "idee per avvicinare la pace".
Ma secondo una delle fonti, Putin "si è impuntato" sull'obiettivo di conquistare la parte del Donbass, la regione orientale dell'Ucraina, ancora parzialmente in mano a Kyiv, dove l'avanzata russa ha rallentato quest'anno. Di recente ha rimproverato un gruppo di consiglieri che gli suggeriva un compromesso basato su un cessate il fuoco lungo le attuali linee del fronte e a giugno ha respinto pubblicamente la proposta di Zelensky di un incontro per arrivare ad una tregua. Interpellato dalla Reuters, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha risposto che la Russia "è pronta a una soluzione pacifica ma ha capacità sufficienti per agire in modo indipendente e continuare l'operazione militare speciale", il nome con cui Mosca chiama l'invasione russa dell'Ucraina.
Un alto funzionario ucraino ha confermato questa sensazione affermando che anche i rapporti dell'intelligence di Kyiv degli ultimi mesi indicano che Putin si sta preparando a nuovi passi nella guerra, comprese nuove operazioni in Ucraina o un possibile attacco militare a un altro Paese europeo. Esperti militari russi ormai discutono sempre più apertamente di un'escalation, compresa la possibilità di colpire obiettivi europei come le basi NATO nei Paesi baltici, un passo che porterebbe l'Europa ad un passo da una guerra su larga scala con uno scontro militare diretto tra le Forze Armate russe e quelle dell'Alleanza Atlantica, mettendo alla prova il principio per cui un attacco a un Paese membro è un attacco a tutti.
Jack Watling, del Royal United Services Institute, un centro studi britannico che si occupa di difesa e sicurezza, ha detto che la Russia potrebbe cercare di creare tensioni dentro la NATO con attacchi isolati, come il recente attacco di un drone russo contro un palazzo in Romania: "I russi non punterebbero a una guerra con la NATO, ma potrebbe servire a dividerla su come rispondere". Le tensioni con l'Alleanza Atlantica, ha aggiunto, darebbero a Putin anche una giustificazione politica interna per introdurre la mobilitazione generale, una mossa impopolare che il presidente russo evita dall'inizio della guerra ma che secondo alcuni analisti militari occidentali sarebbe necessaria per conquistare il Donbass.
Gli attacchi ucraini contro raffinerie, porti e depositi in Russia e nei territori occupati hanno causato intanto gravi carenze di carburante nel territorio russo, portando per la prima volta gli effetti della guerra nella vita di milioni di russi. Il gradimento di Putin resta ancora elevato ma ha toccato il punto più basso dall'inizio dell'invasione nel 2022, secondo un sondaggio di un istituto di sondaggi statale. Gli alleati dell'Ucraina parlano di un cambio di slancio nel conflitto e alcuni chiedono nuove sanzioni economiche per costringere Mosca a trattare. I successi ucraini hanno però reso Putin più arrabbiato e determinato a dare una risposta dura, secondo la fonte che lo incontra regolarmente.
Nell'ultima settimana le forze russe hanno lanciato due grandi attacchi con droni e missili contro l'Ucraina, compresa Kyiv, uccidendo decine di civili. Parlando ai generali in commenti televisivi, Putin ha detto che gli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche spingeranno la Russia a prendere altro territorio lungo il confine, oltre il Donbass, come "zona di sicurezza". Andrei Ilnitsky, ex funzionario del Ministero della Difesa russo, ha scritto sul quotidiano Kommersant che l'escalation potrebbe cominciare con la distruzione di 30 grandi siti industriali in Ucraina, tra cui un'acciaieria e il porto di Odesa, per poi passare ad attacchi contro le basi NATO nei paesi baltici e in Romania e contro gli impianti dell'Unione Europea che producono droni e missili a lungo raggio per Kyiv. Peskov ha risposto che la Russia non può "chiudere gli occhi" davanti al riarmo dell'Europa.
Sul campo l'avanzata russa procede però lentamente e conquistare il Donbass richiederebbe tempo e perdite considerevoli. Secondo una stima recente del Center for Strategic and International Studies, un centro studi americano, complessivamente circa due milioni di soldati sono stati uccisi, feriti o risultano dispersi dall'inizio dell'invasione su larga scala nel 2022, 1,4 milioni dei quali russi. Le truppe di Mosca faticano ad avanzare lungo i 1.200 km del fronte, dove i droni ucraini compensano spesso la superiorità numerica russa.
Nelle ultime settimane i russi stanno però continuando ad avanzare verso Kostiantynivka, una delle città della "cintura di fortezze" che difende la regione di Donetsk: il 3 luglio Putin ha detto che le sue forze l'avevano conquistato, ma l'Ucraina lo ha negato. Il giorno dopo, in una telefonata con Trump, Putin ha cercato di convincerlo che la Russia conquisterà il quinto della regione ancora controllato da Kyiv. Per la fonte che lo incontra regolarmente, il controllo del Donbass è per lui ormai una questione di principio: il presidente russo "ha bisogno di una qualche vittoria" da vendere al suo Paese prima di porre fine alla guerra.
enzotib likes this.
reshared this
enzotib likes this.
reshared this
Negli ultimi tempi si parla molto, giustamente, di consumi energetici, data center, intelligenza artificiale e impatto ambientale.
È un tema serio.
Proprio per questo andrebbe trattato con precisione, non con slogan.
Usare un provider con data center efficienti, alimentazione ottimizzata, buone metriche energetiche e una gestione seria dell’infrastruttura è sicuramente una scelta positiva.
Ma non significa che il servizio sia magicamente a impatto nullo.
Anche una piccola istanza del Fediverso consuma risorse:
Tutto questo ha un costo energetico.
Magari piccolo, magari ben gestito, magari molto più contenuto di tante piattaforme centralizzate enormi, ma comunque reale.
Anche la formula “compensiamo piantando alberi” va maneggiata con cautela.
Piantare alberi può essere una buona cosa, ma una compensazione ambientale ha senso solo se è:
Altrimenti rischia di diventare più comunicazione che reale neutralizzazione dell’impatto.
Il punto serio dovrebbe essere un altro:
dimensionare bene i servizi.
Non fare il passo più lungo della gamba.
Non gonfiare artificialmente l’infrastruttura.
Non inseguire numeri inutili.
Non centralizzare tutto in poche istanze gigantesche.
Non trasformare il Fediverso in una copia “alternativa” dei social commerciali.
Il Fediverso dà il meglio quando è fatto da tante istanze piccole, medie, locali, tematiche, ben amministrate e sostenibili.
Non serve raccontarsi favole.
Serve amministrare con criterio.
Una piccola istanza ben dimensionata, con iscrizioni controllate, costi bassi e risorse adeguate, può avere un impatto molto contenuto.
Non perché “non consuma”.
Ma perché consuma il giusto per quello che deve fare.
Questa è la vera sostenibilità tecnica:
sobrietà, misura, manutenzione e responsabilità.
Dire “siamo green” è facile.
Più corretto sarebbe dire:
cerchiamo di ridurre l’impatto, scegliamo infrastrutture efficienti, dimensioniamo con criterio e non sprechiamo risorse.
Questo è un discorso serio.
Il resto, spesso, è solo marketing ambientale con una foglia verde sopra.
like this
reshared this
Esatto.
Il problema non è sostenere cause ambientali o sociali: quello è legittimo, se fatto con trasparenza.
Il problema nasce quando si usa la causa come argomento promozionale:
“Siamo più buoni, più verdi, più etici: quindi dateci soldi.”
Una donazione dovrebbe essere chiara:
Altrimenti non è sostenibilità: è marketing morale.
Nel Fediverso, secondo me, la vera sostenibilità resta molto più semplice:
istanze ben dimensionate, costi bassi, iscrizioni controllate, niente gigantismo, niente culto dell’istanza enorme.
Se poi qualcuno vuole donare a progetti ambientali, sanitari o umanitari, benissimo: lo faccia direttamente, scegliendo realtà serie e verificabili.
Ma usare “il verde” come leva per finanziare una piattaforma sociale è una cosa che va detta per quello che è:
comunicazione, non automaticamente virtù.
reshared this
Faremo una grande manifestazione a Roma con Eumans per difendere la Corte Penale Internazionale.
Ci ritroviamo esattamente dove è nata 28 anni fa, con la promessa che nessuno sarebbe stato al di sopra della legge, nemmeno i potenti. C'è chi oggi vuole ostacolare il suo lavoro e addirittura cancellarla, e noi saremo in piazza per ricordare che quella promessa vale ancora.
📍 giovedì 16 luglio, alle 18:00 in Piazzale Ugo La Malfa.
Vi aspetto.
enzotib likes this.
reshared this
Sensitive content
enzotib likes this.
reshared this
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/07/saluti-…
Via Velia, pieno centro. Scatta l’ordine. Partono i saluti fascisti. Braccia tese e il rito squadrista del “presente” urlato a comando. Le immagini di Sud TV non lasciano spazio a interpretazioni.
reshared this
TEMPO!
La nostra percezione del tempo é soggettiva, ma questo non vuol dire casuale. Il suono, per esempio, influenza in modo riproducibile la sensazione dello scorrere dei secondi.
ilfoglio.it/scienza/2026/07/08…
Il tempo non è percepito nello stesso modo quando qualcosa ci viene incontro o si allontana da noi. Il lavoro di Achille Pasqualotto e Hiroto Kawarada dell’Università di TsukubaEnrico Bucci (Il Foglio)
reshared this
Retoot for a bloopsky user
writing.exchange/@fancysplace.…
More info in the #AltText
reshared this
like this
reshared this
Stamattina autobus, la macchina aspetta ancora il meccanico.
Ricevimento e riunione commissione borse per stranieri.
reshared this
Chat Control 1.0: EU Council forces messenger scans via fast-track | heise online
heise.de/en/news/Chat-Control-…
Member states reactivate expired chat control regulation. EU Parliament caught off guard before summer break.Stefan Krempl (heise online)
reshared this
Oggi anelletti al forno con melanzane, e la bimba ha dormito abbastanza da farci mangiare in santa pace.
Stanchezza cronica per il caldo.
Ieri sera ho ripreso a leggere con Calibre, "Credere alle cazzate".
Oggi ho installato Claude Desktop per Linux su Fedora (in un toolbox ubuntu)
reshared this
Ho appena scoperto 'sto sito. È un modo strano di consigliare distro di linux, ma è simpaticissimo
A retro arcade quiz where 32 Linux distros and 16 desktops brawl to find the one that fits you — plus a terminal campaign mode.Distro Fighter
reshared this
Posto che è sbagliato perché non vince sempre e comunque debian*, molto carino!
*posso accettare slack, arch e gentoo, ma ubuntu e derivati no
Italia, Liguria, Genova, Caruggi.
reshared this
Fail2ban su Linux: la configurazione giusta per proteggere davvero il server dal brute-force
#tech
spcnet.it/fail2ban-su-linux-la…
@informatica
reshared this
sono su un treno regionale. ho come la sensazione che ormai non ci sia altro da fare che rassegnarsi ad avere intorno, costantemente, una colonna sonora non scelta fatta di frammenti audio di video ipnotizzanti che la gente guarda senza sosta, riempiendo ogni momento possibile.
poi uno chiede perché ti vuoi rifugiare in montagna e minimizzare il contatto con l'umano.
in questi giorni mi sembra ancora di più un'evidenza che gli smartphone, con la loro progettazione e quella delle app di maggiore uso, abbiano ormai indotto una mutazione antropologica enorme.
mentre attendo il momento della fuga in montagna, spero sempre che i data center di big tech fondano e smettando di funzionare, per sempre.
reshared this
Paragon smentisce il #Copasir: “Abbiamo rescisso il contratto perché il governo non vuole scoprire chi ha spiato #Fanpage”
In una nota l’azienda israeliana di sicurezza informatica dichiara di aver “offerto al governo e al parlamento italiano un modo per determinare” se il suo sistema fosse stato usato contro il direttore di Fanpage.it Francesco #Cancellato. A seguito del loro rifiuto, #Paragon ha rescisso il contratto.
like this
reshared this
Viking Chieftain
in reply to Randahl Fink • • •Leeloo
in reply to Randahl Fink • • •That's not even the worst part.
They call the ICC illegitimate because they go after non-members.
I'm not a member of the Danish police force. Does that make them an illegitimate police force if they pull me over for speeding?
If you allow criminals to simply say "I'm not a member" and walk away freely, you don't have a justice system. You have an honors system.
lemgandi
in reply to Randahl Fink • • •Huntn00
in reply to Randahl Fink • • •Nicole Parsons
in reply to Randahl Fink • • •The fossil fuel industry bought Trump his election "wins".
nytimes.com/2025/12/20/us/poli…
The industry is desperate to evade accountability for its conduct. Ecocide being top of their list.
theguardian.com/environment/20…
ft.com/content/da7a8fe4-03a9-4…
archive.is/d2AG8
justsecurity.org/122271/enviro…
It's an industry willing to fight world wars & kill millions to thwart the loss of its captive consumers.
aljazeera.com/news/2026/7/30/s…
nytimes.com/live/2026/07/30/wo…
united24media.com/war-in-ukrai…
forbes.com/sites/dishashetty/2…
Putin Just Expanded Russia’s Military Again. It’s the Sixth Time Since 2022
Illia Kabachynskyi (UNITED24 Media)DonCC
in reply to Randahl Fink • • •kramaker
in reply to Randahl Fink • • •@iveyline
in reply to Randahl Fink • • •