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Lancio Scambi Festival 2022


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L’edizione 2022 di Scambi, il Festival dei Laboratori Paneuretici è alle porte!
Il programma e tutte le informazioni sono sul nostro sito, scambi.org.

Condividete nel mondo e sul Fediverse, vi attendiamo numerosз!

(Video originariamente pubblicato come reel su Instagram)

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Il primo anniversario dell'istanza Poliverso!


Buon compleanno Poliverso!
Il 20 agosto dello scorso anno veniva pubblicato il primo post della nostra istanza italiana Friendica:
poliverso.org/display/0477a01e…
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Il nostro invito a monitorare i temi digitali nei programmi dei partiti che si presentano alle elezioni politiche è stato raccolto con un lavoro veramente ben fatto.

Monitoraggio dei temi digitali nelle promesse elettorali delle elezioni 2022 in Italia. A cura di @loviuz86

gitea.it/loviuz/digitalrights-…

Il progetto di monitoraggio di InformaPirata sulla presenza dei temi digitali nei programmi dei partiti per le elezioni politiche 2022


Si apre oggi un progetto di monitoraggio sulla presenza del tema dei diritti digitali nei programmi elettorali per le #elezioni2022. E, sia chiaro, abbiamo bisogno del vostro aiuto!

Tutti parlano di digitalizzazione, ma cosa c’è all’interno dei programmi delle forze politiche? Ora che sono stati depositati i simboli delle liste che verranno presentate alle elezioni, avvieremo un monitoraggio sui programmi politici. Lo faremo aprendo un post su feddit.it, per fare in modo che tutti possano partecipare con il proprio contributo e attraverso il proprio punto di vista politico.

Source

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Parte oggi il progetto di monitoraggio di @InformaPirata sulla presenza dei temi digitali nei programmi dei partiti per le #elezioni2022


MONITORAGGIO SULLA PRESENZA DEI TEMI DIGITALI NELLE #ELEZIONI2022

Si apre oggi un progetto di monitoraggio sulla presenza del tema dei diritti digitali nei programmi elettorali per le #elezioni2022.

E, sia chiaro, abbiamo bisogno del vostro aiuto!

!Pirati Europei

informapirata.it/2022/08/16/il…

Questa voce è stata modificata (3 anni fa)
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Il programma sintetico di "Italia Sovrana e Popolare" si trova su questa pagina.

Il relativo pdf si può scaricare da qui.

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L'anonimato in rete? Molto difficile da trovare. E se proprio lo desideri, evita di cercarlo in outsourcing... #shitexpress #databreach
Di @grep_harder su #zerozone
zerozone.it/cybersecurity/shit…

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La cultura è l’unica cosa che ci salverà.


Per tutti quelli che si scandalizzano per Roberto Fiore (dichiarato fascista) candidato per Forza Nuova alle #elezionipolitiche2022 lo può fare perché siamo in uno stato…
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Per tutti quelli che si scandalizzano per Roberto Fiore (dichiarato fascista) candidato per Forza Nuova alle #elezionipolitiche2022 lo può fare perché siamo in uno stato democratico.
Fascista Roberto Fiore - candidato elezioni 2022 per Forza NuovaFascista Roberto Fiore – candidato elezioni 2022 per Forza Nuova
Anche se nel 1985 è stato condannato per il reato di associazione sovversiva e banda armata e rifugiato politico a Londra affiliato al MI6 confutato dalla Commissione Europea d’inchiesta su razzismo e xenofobia, oggi sta scontando quelle pene per cui era stato condannato per l’assalto alla CGIL di Roma.

Ci riempiamo di sempre nuove sovrastrutture (normative, ideologiche, giudiziarie) per cercare di mettere un filtro, fermare, combattere, bloccare la frangia (neo) fascista.

Mentre dall’altra parte ci sono personaggi che sanno che per il sistema democratico possono permettersi di esprimere la “propria opinione” facendo il gioco di un certo tipo di propaganda.

Ricordiamo su questo la #matrice della Meloni come esempio su tutti.

Quelle sovrastrutture non hanno senso d’esistere se non complementari all’unica vera soluzione: lavorare sulla cultura, sul lato culturale. Senza la conoscenza e la sua condivisione, la propaganda (il ripetere un concetto fino a renderlo vero) attecchirà sempre nonostante tutti gli escamotage creati.

Un esempio? La legge sull’apologia di fascismo, sentenze, assoluzioni e fatti che non sussistono. (fonte: it.wikipedia.org/wiki/Apologia… )

Questo si allinea anche sull’andamento di un’Italia che vede un degrado culturale in crescita sia dal punto di vista prettamente individuale (quanti libri legge una persona anche solo per diletto? quanti si fermano solo al titolo di un articolo di giornale?) o che si parli di strutture e centri di cultura martoriati da una governance sempre più propensa al capitalismo, al benessere come obiettivi elettorali da regalare ai votanti sgretolando le realtà che promuovono la cultura (da qualche parte bisogna prendere le risorse, nulla si crea, nulla si distrugge… è fisica)

Se le campagne elettorali sono sempre più estreme, a partire dai loghi elettorali, alzano sempre più slogan dalle parole più simili a televendite che a proposte potenzialmente realiste, è perché nella corsa spasmodica della ricerca di consenso, anche fosse per un unico voto in più, ormai si è compromesso anche quel poco di integrità morale che si poteva mantenere fino a qualche tempo fa.

Un esempio? Non è colpa della pandemia se va tutto male.

Altro che “andrà tutto bene”, saremo migliori dopo, impareremo dai nostri errori… la storia si ripete smepre se mai nessuno prende consapevolezza che bisogna aprrire gli occhi, nessuno escluso: se non c’è volontà di cambiamento e crescita, di maturare da parte del singolo individuo, la società sì, si strasformerà in qualcosa che non sarà più sostenibile e naturale. Gli effetti continuiamo a vederli.

La cultura è l’unica cosa che adesso dovremmo coltivare tutti, ognuno di noi per capire, comprendere, conoscere in maniera condivisa per il bene comune… e l’educazione come catalizzatrice della cultura, ma un’educazione che non si deve chiamare indottrinamento.

Se no prepariamoci per andare tutti a ramengo.

Pace.


tommasin.org/blog/2022-08-15/l…

Etiopia Testimonianza del massacro di Mai Kadra – Tigray [VIDEO]


Il massacro di Mai Kadra, città del Tigray, stato regionale settentrionale dell’Etiopia, è stata scenario del massacro di centinaia di civili ad inizio novembre 2020.…

Il massacro di Mai Kadra, città del Tigray, stato regionale settentrionale dell’Etiopia, è stata scenario del massacro di centinaia di civili ad inizio novembre 2020.

Il massacro è stato uno dei primi atti criminosi inseriti nel contesto della guerra scoppiata in Tigray il 4 novembre.

Guerra dai risvolti etnici e genocidi sull popolo tigrino.

Il conflitto è stato confutato con molteplici report di aver prodotto e dutilizzato come armi di guerra fame indotta da scelte politiche, blocco degli aiuti umanitari, distruzione dell’80% degli ospedali tigrini, abusi e stupri su centinaia di migliaia di donne di ogni età di etnia tigrina, deportazioni, arresti di massa e detenzioni illegali (ancora oggi in atto in alcuni campi di detenzione forzata nella regione Afar) su persone di origine tigrina…

La guerra è stata svolta in totale confinamento della regione del Tigray come strategia ben precisa, nel totale blackout elettrico e delle telecomunicazioni. Alcuno poteva entrare o uscire. Giornalisti e media indipendenti non sono potuti accedere per poter documentare a caldo cosa stava accadendo.

Ci sono voluti dei mesi perché riuscissero a trapelare le prime testimonianze, indiscrezioni. Dopo più di venti mesi giunge un video in cui si può ascoltare la testimonianza di una persona, un uomo che racconta quello che ha vissuto durante il massacro di May Cadera, un massacro, appunto per il contesto in cui è inserito, ancora controverso e con punti da approfondire. Questo video, le parole di Atsbeha Embaye (ኣፅብሃ እምባዬ) possono essere spunto di indagine e di approfondimento da quelle realtà, come HRW o Amnesty International, demandate per far luce in tutela del diritto umanitario e degli individui.

Di seguito la traduzione dal tigrino (lla lingua nazionale è l’amarico) in italiano.

Atsbeha Embaye (ኣፅብሃ እምባዬ) il testimone racconta che il massacro è avvenuto il 1 novembre 2020 (ben diversi giorni prima da quanto riportato nei report da Amnesty Int. e HRW come narrativa ufficiale)

Ho assisto al massacro spietato dei miei fratelli e miei vicini di casa con macete e spacca legna manuale (“fas” come spacca legna).

I miei fratelli e i miei vicini erano: (…qui la persona per quasi tutto il video elenca con nome e cognome uno ad uno tutte le vittime da lui ricordate)

Questo è il massacro avvenuto a Maikadra. Molti sono stati lasciati e sono stati mangiati da vermi (“fhlo”).


Giornalista: quante saranno le vittime?

Il testimone continua:

Saranno 695 e questi sono quelli che ho visto con i miei occhi.

Ci sono zone (in cui lui non ha assistito direttamente) dove molte persone sono state massacrate e ferite. Mi ricordo di una donna che l’hanno portata via in 8/10 e hanno abusato di lei per tutta la notte ed era la figlia di (nome).

Anche dopo hanno continuato ad uccidere, compresi gli animali, e distruggere ogni cosa.

Sono venuti da Gojiam, Gonder e altre zone e hanno saccheggiato tutto compreso i nostri raccolti.

Ho visto rubare 8 macchine di proprietà di (nome). In tutto questo la gente ha iniziato a scappare via, molti sono fuggiti verso il Sudan e questo ha spinto loro (milizia amhara – Fano) a depredare maggiormente.


L’intervista si chiude con la sua presentazione (nome e cognome) e con i ringraziamenti reciproci.

Approfondimenti:

youtube.com/embed/QxluinPhIHg?…


tommasin.org/blog/2022-08-14/e…

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Mandato Fbi, Trump indagato per spionaggio


E' stato desecretato il mandato di perquisizione dell'Fbi della residenza di Donald Trump in Florida. Lo riporta la Cnn.

La lettura del mandato di perquisizione delle Fbi della residenza di Donald Trump in Florida conferma le indiscrezioni di stampa che l'ex presidente è indagato per spionaggio.

ansa.it/sito/notizie/mondo/nor…

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@poliverso Quel #Trump che *NON* ha perdonato #Assange per i capi di imputazione del #EspionageAct of 1917, ora si trova indagato ai sensi di quella stessa legge? Interessante è il karma...

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in reply to Poliverso

Piccolo dettaglio: "espionage" non è semplicemente "spionaggio"... implica aver trattenuto documenti a cui non ha (più) accesso.

Nel caso di Trump, si è portato a casa dei fascicoli e documenti riservati a cui da presidente aveva accesso, ma che avrebbe dovuto restituire una volta terminato il mandato

Funzionari etiopi ammettono di aver usato un assedio simile al Biafra per far morire di fame il Tigray


Il governo federale può incolpare il TPLF per le sofferenze del Tigray, ma la sua strategia d’assedio medievale è un segreto di Pulcinella. Nel 2004,…
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Il governo federale può incolpare il TPLF per le sofferenze del Tigray, ma la sua strategia d’assedio medievale è un segreto di Pulcinella.

Funzionari etiopi ammettono di aver usato un assedio simile al Biafra per far morire di fame il Tigray

Nel 2004, Eskinder Nega, giornalista, attivista e politico etiope, ha supervisionato la pubblicazione di almeno cinque colonne nel suo quotidiano Askual che etichettavano i tigrini come ebrei d’Etiopia e chiedevano agli etiopi di emulare le strategie utilizzate dalla Germania nazista.

Quando è scoppiata la guerra civile nel novembre 2020, tali idee sono state attuate contro i tigrini dal governo etiope di concerto con i suoi alleati in Eritrea e nella regione di Amhara.

I confronti con l’Olocausto possono sembrare un po’ estremi. Ma gli eventi nel Tigray ricordano stranamente la guerra civile nigeriana del 1967-1970.

In risposta a una guerra secessionista condotta dal tenente colonnello Odumegwu Ojukwu in un territorio a maggioranza Igbo chiamato Biafra, il governo nigeriano ha intenzionalmente fatto morire di fame la popolazione, provocando la morte di un milione di bambini.

A riprova delle somiglianze, nel 2021 la Amhara Media Corporation , di proprietà statale, ha affermato che il futuro del Tigray è “come il Biafra” e il primo ministro Abiy Ahmed si è vantato che il governo etiope decide se gli aiuti entrano nel Tigray o meno.

Nonostante un leggero miglioramento della situazione umanitaria da aprile, questi piani genocidi sono in corso in Tigray. Gran parte dell’opinione pubblica etiope sembra sostenere queste politiche, o ha scelto di rimanere in silenzio per paura e pressione, mentre la comunità internazionale non le ha prese abbastanza sul serio.

Carestia artificiale


Le politiche attuate dai governi etiope ed eritreo che sembrano progettate per indurre condizioni di carestia nel Tigray sono state documentate dall’inizio della guerra.

A giugno, nonostante il blackout imposto dalle autorità etiopi, giornalisti determinati hanno raggiunto il Tigray su sentieri rocciosi e, in un caso raro, hanno filmato gli orrori della guerra. Il 2 luglio ARTE TV ha trasmesso il suo documentario, intitolato “ Tigray: nella terra della fame ”, che mostrava gli effetti della fame provocata dall’uomo e la devastazione del sistema sanitario della regione.

Tra gli eventi discussi dagli intervistati e raccontati nel rapporto di 24 minuti, ricordiamo il massacro di Aksum perpetrato dai soldati eritrei, un ragazzo di undici anni in ospedale che pesava solo otto chili, e persone che muoiono semplicemente in casa perché sanno che il i centri medici hanno esaurito le scorte e quindi non possono aiutarli.

Le Nazioni Unite hanno recentemente pubblicato annunci celebrativi piuttosto che dire la verità sul fatto che ai suoi lavoratori è ancora impedito di raggiungere gran parte della popolazione affamata del Tigray.

Il 29 giugno, le Nazioni Unite hanno affermato sui social media che, dal 1° aprile, il Programma alimentare mondiale (PAM) ha consegnato cibo sufficiente al Tigray per sfamare 5,9 milioni di persone al mese.

Tuttavia, il brief del WFP in Etiopia è in contraddizione con questo. Afferma: “Nella regione del Tigray, il WFP ha fornito assistenza alimentare a 461.542 persone a maggio”.

Inoltre, il rapporto sulla situazione del 17 giugno dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) osserva: “I partner alimentari in Tigray hanno assistito più di 340.000 persone con 5.303 tonnellate [tonnellate] di cibo durante la settimana del rapporto”.

“Tra l’inizio di aprile e l’8 giugno, cumulativamente, più di 20.000 tonnellate di cibo sono state distribuite a più di 1,2 milioni di persone nella regione”, continua il rapporto dell’OCHA.

La realtà è che da aprile a giugno 2022, un periodo di tre mesi, il WFP ha trasportato nel Tigray solo cibo sufficiente per sfamare 5,9 milioni di persone per un mese in totale.

A causa della mancanza di carburante, solo 1,4 milioni di abitanti del Tigray, circa il 25 per cento, sono stati raggiunti, mentre il 15 per cento del carburante necessario e il 35 per cento del denaro necessario per operazioni umanitarie è stato concesso in Tigray dalle autorità etiopi .

Come ci ha detto un membro dello staff delle Nazioni Unite: “Sarebbe più accurato riferire sull’impatto che sugli MT e sul numero di camion che sono sopravvissuti”.

Un altro Biafra?


Funzionari del governo hanno affermato apertamente di imporre un assedio simile al Biafra sul Tigray nel tentativo di soggiogare la regione e sradicare il TPLF.

Il 12 giugno 2021, il ministro degli Affari esteri Demeke Mekonnen ha dichiarato , senza fornire prove, che attori umanitari hanno tentato di contrabbandare armi alle Forze di difesa del Tigray (TDF). Tali accuse sono state utilizzate per impedire agli aiuti di entrare nelle aree detenute da TDF.

Undici giorni dopo, in un’intervista televisiva, Abiy ha sostenuto che il governo Derg ha commesso un errore durante la carestia degli anni ’80 consentendo la consegna degli aiuti al Tigray. Si riferiva alle accuse secondo cui la Società di Soccorso del Tigray (REST), l’ala umanitaria dell’insurrezione del TPLF, ha dirottato parte degli aiuti verso scopi militari negli anni ’80.

Dopo che le forze del Tigray hanno ripreso il controllo di circa il 70 percento del Tigray il 30 luglio 2021, l’Amhara Media Corporation ha pubblicato un articolo chiedendo di trasformare il Tigray in un altro Biafra “togliendo il respiro da tutte le direzioni”.

Gizaw Legesse, giornalista regolarmente presente su ESAT TV, ha affermato che la strategia del governo dovrebbe essere quella di costruire una zona cuscinetto intorno al Tigray per dare alla gente “tempo per riflettere” per tre o cinque anni.

Gizaw ha fatto seguito di recente con un post su Facebook in cui chiedeva al governo di “trascinare i negoziati per anni, di non dare nulla gratuitamente prima o durante i negoziati, di rendersi conto che il tempo è dalla parte dell’Etiopia … e di capire che sotto il presente circostanze, l’Etiopia perde poco perseguendo il contenimento”.


Il 4 agosto, Mitiku Kassa, il commissario della Commissione nazionale per la gestione del rischio di catastrofi dell’Etiopia, ha pubblicamente respinto gli inviti ad aprire le rotte tra il Sudan e il Tigray per la consegna degli aiuti.

Settimane dopo, Mitiku ha dichiarato che la politica etiope è di limitare pesantemente gli aiuti al Tigray a causa del timore che possa potenziare l’esercito del Tigray. Come prova, ha prodotto una fotografia di un colonnello del TDF che si è arreso fianco a fianco con le foto dei biscotti ad alta energia USAID.

Mitiku è stato arrestato all’inizio di luglio, ma ciò non sembra correlato al suo coinvolgimento nel blocco del Tigray.

Il 18 ottobre, il ministero degli Affari esteri ha dichiarato che è assurdo aspettarsi un accesso umanitario illimitato al Tigray mentre il TPLF sta attaccando.

Il giorno successivo, Abiy ha detto senza mezzi termini al segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres che l’Etiopia non aprirà l’accesso umanitario per le Nazioni Unite al Tigray “a meno che il TPLF non ritiri le forze” da Amhara e Afar.

Un mese dopo, Debede Desisa, ministro di Stato del Servizio di comunicazione del governo, ha avanzato accuse infondate secondo cui alcune organizzazioni umanitarie hanno un’agenda politica.

Il 5 gennaio 2022, il ministro dei servizi di comunicazione del governo Legesse Tulu ha dichiarato che se le persone in Tigray vogliono che i loro diritti siano rispettati, dovrebbero insorgere contro il TPLF. In altre parole, ha ammesso che questi diritti sono stati deliberatamente violati per punire i tigrini per aver sostenuto il loro governo regionale eletto.

Poco prima che la tregua umanitaria fosse dichiarata il 24 marzo, il presidente della regione di Afar, Awol Arba, ha affermato: “non possiamo permettere che gli aiuti raggiungano il Tigray”.

Il 27 marzo, Yodahe Zemichael, Direttore Esecutivo del Programma di identificazione nazionale presso l’Ufficio del Primo Ministro, ha dichiarato che le richieste di aiuti umanitari fanno parte di un tentativo di cambio di regime e che la carestia nel Tigray è orchestrata dal TPLF a tal fine.

Alla fine di marzo, il governo federale ha comunicato formalmente di aver concesso aiuti per un’intera settimana al Tigray. Questa è stata una tacita ammissione che la decisione sull’erogazione o meno degli aiuti è nelle mani del governo etiope.

Infine, il 5 giugno, il vice primo ministro Demeke ha ammesso che il governo federale blocca gli aiuti perché possono essere utilizzati dal TPLF.

Nonostante tali prove inconfutabili, i sostenitori del governo accusano il TPLF di essere responsabile della mancanza di accesso umanitario.

Tra 250.000 e 500.000 civili sono morti in Tigray, tra cui si stima che da 50.000 a 100.000 vittime di omicidi diretti, da 150.000 a 200.000 morti per fame e più di 100.000 morti causate dalla mancanza di assistenza sanitaria.

Retorica genocida


Secondo queste dichiarazioni di alte autorità etiopi, l’assedio e l’embargo del Tigray sono atti di guerra intenzionali. Il piano è costringere il popolo del Tigray e il loro governo regionale a sottomettersi.

Bisogna riconoscere che tenere in ostaggio una popolazione civile è un crimine di guerra secondo le Convenzioni di Ginevra. Anche l’uso della fornitura di aiuti e della ripresa dei servizi di base come elettricità, banche, commercio e telecomunicazioni come merce di scambio è moralmente fallimentare.

Le giustificazioni ufficiali per la fame nel Tigray fornite ai diplomatici stranieri – come ostacoli burocratici, che i camion degli aiuti non sono tornati , conflitto ad Afar lungo una delle dozzine di strade di accesso e danni collaterali alle infrastrutture – sono incredibilmente superficiali in contrasto con l’implacabile dichiarazioni rilasciate da funzionari del governo etiope.

Con il senno di poi, il piano per decimare o addirittura sterminare il TPLF e i Tigrini è stato articolato per decenni dalle élite nazionaliste etiopi e amhara.

La scioccante dichiarazione del consigliere di Abiy Daniel Kibret, diacono e predicatore della Chiesa ortodossa etiope, secondo cui l’Etiopia ha bisogno di sterminare i Tigrini, proprio come fecero gli inglesi con i Tasmaniani negli anni ’30 dell’Ottocento, si adatta a una narrazione iniziata vent’anni prima .

Wodajeneh Meharene, un pastore evangelico e uno stretto confidente di Abiy, crede anche che “ bloccare l’accesso umanitario ” per affamare il popolo del Tigray alla sottomissione sia un modo legittimo per portare a conclusione la guerra.

Daniel e Wodajeneh esercitano un’influenza significativa nelle rispettive denominazioni cristiane. I loro appelli per un’azione collettiva contro i tigrini mostrano come i leader religiosi politicizzati siano diventati in Etiopia . Ciò ha probabilmente contribuito alla diffusa accettazione della guerra all’interno di alcune comunità religiose.

Tali opinioni sono la continuazione di numerosi articoli pubblicati nel quotidiano Askual di Eskinder nel 2004. Essi esortavano gli etiopi a sradicare “gli ebrei cancerosi della nazione” (i Tigrini) imitando la politica di sterminio della Germania nazista. Scritti in amarico, con il titolo “Perditi, Giuda”, questi articoli sono rimasti sotto il radar della maggior parte degli osservatori stranieri.

Un articolo, pubblicato il 1 maggio 2004 , afferma: “I tedeschi si alzarono risolutamente. La loro lotta è continuata. Gli ebrei furono catturati in massa e deportati nei campi di concentramento. In particolare, sono stati presi di mira gli ebrei maschi di età compresa tra i 16 e i 60 anni”.

Per molti versi, questi pezzi leggono come un copione per i massacri , la fame e le detenzioni avvenute in Tigray dal novembre 2020.

Mentre Eskinder e altri come lui sono responsabili della propagazione di tale retorica palesemente genocida, i colpevoli diretti che hanno compiuto i massacri del Tigray e attuato il blocco sono i governi dell’Etiopia , dell’Eritrea e della regione di Amhara .


Jan Nyssen è professore di geografia fisica all’Università di Gand in Belgio. Svolge attività di ricerca in Etiopia dal 1994.

Questo è il punto di vista dell’autore. Tuttavia, Ethiopia Insight correggerà chiari errori di fatto.

Foto principale: Illustrazione di Illu Poppe, La Libre Belgique.


Per concessione di Ethiopian Insight – Pubblicato con licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial 4.0 International


tommasin.org/blog/2022-08-12/f…

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If tomorrow I wake up and trom.tf no longer exists, with all of its services including this friendica instance, I'd be very sad. And it would be deeply concerning for Contabo, the hosting provider, to do such a thing for no reason at all.

I emailed them a couple of times by now and explained to them how our NItter instance is just a proxy that does not store data on the server. No reply so far but it was late in the day so understandable.

These "law" trolls...they are not humans they are robots. Humans should fuckin' go explore other planets, the oceans, fix cancer, aging and all that....not bloody spend time on nonsensical things like this...


"Abuse complaint regarding your server"


The hosting provide that we use for our websites contacted us. Someone sent them an email saying:

Greetings,
This is an official message from AppGate, on behalf of our Banco del Pacifico G.F.
We need your cooperation in the removal of the content located in the site:
https://bird.trom.tf/BancoPacificoEC
The target site is the following URL(s):
https://twitter.com/BancoPacificoEC
We kindly ask you to shut down this content as soon as possible. We expect a prompt and affirmative response.
Thanks for helping make the Internet safer.
Sincerely,
DTP Team - Appgate

As far as we understand BancoPacificoEC contacted them to complain that they noticed their "twitter" page accessed via our Nitter instance. But Nitter (bird.trom.tf) does not host any files, it is a proxy (twitter front-end). We have explained it all to the hosting provider. Hopefully they are smart enough to understand this. We are told if this is not solved in 12h they will shut down our trom.tf server.

These complaints come from humans that have no idea how the internet works or what it is. We will update you whenever we get a response from them. #tromlive

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My request for Peertube to implement a feature to sync youtube, vimeo or other platforms with peertube, was added recently. Meaning, you upload to youtube and gets automatically imported to your peertube channel. How fuckin' cool! ideas.joinpeertube.org/posts/2…

@PeerTube is amazing!

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Facebook ha dato alla polizia del Nebraska i messaggi diretti di una ragazza chè potessero indagarla per aborto (che lei dice essere stato spontaneo)

forbes.com/sites/emilybaker-wh…

è un buon momento per passare a matrix/ element.io
o, quantomeno, a signal.org

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O #Privacy o (M)Orte
Le cosiddette fototrappole e l'ignoranza/opacità delle pubbliche amministrazioni locali.
Il #GarantePrivacy sanziona il Comune di Orte
garanteprivacy.it/home/docweb/…
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Cosa dice Massimo #Moratti, ex vicedirettore dell'ufficio Europeo di #Amnesty.

- In quella situazione non si può fare altro che mischiare militari e civili.

- Non puoi dire cose vere se i russi possono usarle per la loro propaganda.

(Continua)

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in reply to Carlo Gubitosa

Il mio commento:

- Nessuno contesta la verità delle circostanze riportate da #Amnesty.

- La nostra "civiltà occidentale europea" fa ragionamenti umanitari e invoca il diritto in modo ipocrita e unilaterale davanti all'opinione pubblica, ma accetta che il diritto umanitario sia stracciato al fronte

- Fuori dalla retorica umanitaria il successo (e il segreto) militare è più importante della protezione civile anche a costo di occultare verità scomode per gli eserciti, ma vitali per i civili.

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in reply to Carlo Gubitosa

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La cosa inquietante è vedere che in questi tempi confusi e difficili c'è chi teorizza in conversazioni informali che il diritto umanitario sia carta straccia perché tanto in guerra nessuno lo rispetta, mentre in pubblico su Linkedin si qualifica come "Human Rights practitioner".
in reply to Carlo Gubitosa

Ero iscritto ad Amnesty International. Ora non più, ma non per differenze "ideologiche", è che proprio non ho tempo per stare dietro alle cose. Alcune volte non mi sono trovato proprio d'accordo con AI, ma non è di questo.

Secondo me AI non è attrezzata per "gestire" le guerre e la propaganda. Noi (loro) siamo (eravamo) bravi a gestire casi singoli di individui arrestati per violazioni dei loro diritti, in un mondo diviso in due.

Oggi è tutto molto fluido e bisogna fare più attenzione.

in reply to 🇪🇺 Yet Another Owl🕯️🕊️

il mestiere di Amnesty non è "gestire le guerre e la propaganda", ma difendere i diritti umani dei senza voce e denunciare le violazioni dei diritti umani, del diritto internazionale, del diritto umanitario.

In questo caso i senza voce sono quelli che si trovano le bombe di Putin in testa e il battaglione Azov in casa, e di fatto #Amnesty è l'unica ad aver detto senza tatticismi, doppiezze o strategie comunicative che da quelle case devono andare via sia le bombe che i soldati.

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in reply to Carlo Gubitosa

Amnesty deve confrontarsi con le guerre e la propaganda. A mio avviso non ci si può fare nulla, se non cercare di esserne all'altezza o astenersi.

Quello che scriveva Moratti non è assurdo: i rapporti una volta venivano fatti in modo complessivo (cioè un rapporto unico su Russia e Ucraina, ad esempio), non spezzettati. E prima di pubblicarli venivano presentati alle parti in causa per commenti.

Oggi non lo fanno più, credo. Ma come dicevo non lo so, ormai non sono iscritto dal 2005.

in reply to 🇪🇺 Yet Another Owl🕯️🕊️

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i rapporti sono spezzettati da sempre, è solo che prima erano in un libro ora sono in un sito, ma anche nel sito non sono mai avulsi dal contesto. (Vedi screenshot col "related content" di quel post) E' assurdo che un ex vicedirettore di Amnesty Europa contesti le critiche all'uso di scuole ed ospedali come basi militari, legittimando violazioni del diritto umanitario, ed è ipocrita scrivere "che l'Ucraina lo rispetta "in diversi casi" per censurare i casi in cui non lo rispetta.
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«La “coscienza di classe” oggi è presente solo nelle fasce dell’alta dirigenza, più omogenee nei redditi e nelle opportunità da dare ai figli. Alla base della piramide la situazione è più confusa.»
Gran bell'articolo di Cristina #DaRold su #ValigiaBlù
valigiablu.it/dote-18-anni-pov…

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Il Presidente di AIIP – Associazione Italiana Internet Provider, Giovanni #Zorzoni, ha inviato ieri all’Autorità garante per la protezione dei dati personali una segnalazione e una richiesta di intervento urgente relative all’impatto del Clarifying Lawful Overseas Use of Data (CLOUD) Act americano sui dati personali dei cittadini italiani.

aiip.it/aiip-necessario-proteg…

Etiopia, il conflitto che alimenta la violenza sessuale in Tigray


MEKELLE, Tigray – “Abbiamo cercato di fuggire sul retro di un camion, ma ci hanno beccato. Mi hanno portato via, violentata e lasciata nella boscaglia”.…

MEKELLE, Tigray – “Abbiamo cercato di fuggire sul retro di un camion, ma ci hanno beccato. Mi hanno portato via, violentata e lasciata nella boscaglia”. Mahlet* aveva solo 17 anni quando è fuggita di casa nel novembre 2021 per sfuggire al conflitto in corso nella regione del Tigray settentrionale, in Etiopia.

Non ha ripreso conoscenza fino al giorno successivo. Sola, terrorizzata e sofferente, ha detto:

“Non c’era nessuno in giro ad aiutarmi”.


Il conflitto stridente e l’insicurezza in Etiopia hanno decimato il sistema sanitario, con la maggior parte degli ospedali e dei centri medici saccheggiati o distrutti durante i combattimenti. Senza accesso all’assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, o altro, quando ha scelto di parlare con l’UNFPA, Mahlet era incinta di sette mesi dal suo stupratore.

“L’ho tenuto segreto perché se uno dei leader della comunità lo avesse scoperto, sarebbe rimasto scioccato e io sarei stata discriminata”, ha detto.

Il reato di violenza sessuale è ampiamente sottostimato su scala globale, ma nei conflitti gli ostacoli alla ricerca e all’accoglienza possono diventare insormontabili. Pochi sopravvissuti parlano mai del loro calvario, per paura di essere stigmatizzati dalle loro famiglie e comunità – e nella pungente consapevolezza che la giustizia comunque probabilmente sfuggirà loro. Costretti da una cultura del silenzio, non osano chiedere l’assistenza umanitaria per cui dovrebbero avere la priorità, poiché molti hanno paura di essere scoperti se cercano di chiedere aiuto.

Una crisi nascosta in bella vista


Mahlet ha trovato da sola la strada per il campo Sabacre 4 a Mekelle per sfollati interni, dopo aver perso la sua famiglia nel caos delle ostilità. Malnutrita, esausta e consumata dall’ansia per il futuro che ora le attende, ha detto di essere sollevata di poter raccontare la sua storia a un consulente in uno spazio amichevole per donne e ragazze supportato dall’UNFPA.

Gli spazi amichevoli sono centri in cui i sopravvissuti possono accedere a supporto psicosociale, kit di dignità contenenti articoli sanitari e sanitari e rinvii a rifugi sicuri. I centri offrono cibo, cure mediche, consulenza legale, supporto psicosociale e formazione professionale, oltre a uno spazio in cui i sopravvissuti possono guarire e iniziare il lungo processo di ricostruzione delle loro vite.

Mahlet è solo una di un numero imprecisato di ragazze che cercano disperatamente di affrontare una situazione che non hanno contribuito a creare, costrette a mettere in pericolo la propria vita per sopravvivere. “Questo isolamento è comune tra i sopravvissuti alla violenza sessuale”, ha affermato il Senait Geber, che gestisce i casi di violenza di genere in uno degli spazi amichevoli. “Diventano invisibili nel campo e ricorrono al sesso commerciale e ad altre attività solo per sopravvivere”.

Quasi 4 milioni di persone nel Tigray e circa 10 milioni nella regione di Amhara hanno bisogno di servizi sanitari salvavita, compreso il supporto sessuale e riproduttivo: oltre l’80% delle restanti strutture sanitarie nel Tigray non ha capacità di salute materna, mentre nel Nella regione di Afar solo 1 struttura su 5 è attualmente funzionante. L’ufficio di coordinamento umanitario delle Nazioni Unite riferisce che la protezione dalla violenza di genere è quasi inesistente, con le vittime di stupro che hanno poco o nessun accesso alla gestione clinica dello stupro o ad altri servizi fondamentali.

Fornire un rifugio sicuro per il recupero e la guarigione


La violenza sessuale può portare a una vita di angoscia per la salute fisica e mentale. Chi rimane incinta e partorisce spesso deve affrontare l’esclusione sociale, l’abbandono e la povertà. “Molti sopravvissuti affermano che preferirebbero morire piuttosto che sopportare un simile trauma”, ha detto un’infermiera in un centro unico sostenuto dall’UNFPA, un altro tipo di struttura che riunisce varie forme di salute riproduttiva, assistenza medica e di altro tipo.

Circa il 70% delle donne in contesti umanitari dichiara di aver subito violenze sessuali, rispetto a circa il 30% a livello globale. In quanto adolescente sfollata e non accompagnata, Mahlet è tra le più vulnerabili in questa crisi pericolosa e devastante.

In tutto il nord dell’Etiopia, l’UNFPA sostiene 11 spazi amichevoli, che hanno assistito più di 15.000 donne e ragazze finora quest’anno, e 20 centri unici. Nelle regioni del Tigray e dell’Amhara, l’UNFPA lavora anche con tre centri di accoglienza per consentire ai sopravvissuti di riprendersi attraverso un’intensa consulenza e supporto. Ad oggi, quasi 25.000 persone nelle aree colpite dal conflitto dell’Etiopia settentrionale sono state raggiunte attraverso programmi di consulenza psicosociale sostenuti dall’UNFPA.

Ci sono circa 130 bambini che vivono nel campo di Sabacre 4 senza famiglia: la maggior parte sono adolescenti come Mahlet. Come ha indicato la signora Senait, alcuni ricorrono al sesso transazionale in cambio di cibo o di una magra somma di denaro. “Come posso andare avanti con questo bambino quando devo mendicare solo per vestiti e cibo?” disse Mahlet. “Non riesco nemmeno a soddisfare i miei bisogni quotidiani.”

Dei 26 milioni di persone in Etiopia che necessitano di assistenza umanitaria urgente, quasi tre quarti sono donne e ragazze. L’ Appello 2022 dell’UNFPA per la risposta umanitaria chiede quasi 30 milioni di dollari per rispondere alle urgenti esigenze di protezione e salute di donne e ragazze in otto regioni colpite dalla crisi in Etiopia.

*Nome cambiato per motivi di protezione.


FONTE: unfpa.org/news/conflict-fuelli…


tommasin.org/blog/2022-08-03/e…

Il 29 luglio 2020 è iniziata la mia avventura al Garante per la privacy.
Sono già passati due anni e sono stati due anni straordinariamente intensi e stimolanti.

Non è facile provare a fare un bilancio come, pure, l’anniversario suggerisce.
Ecco alcuni numeri.
180 provvedimenti dei quali sono stato relatore.
Quasi 14 mila ore lavorate dalla mia segreteria (Daria, Eduardo, Guido e Michela in rigoroso ordine alfabetico!) e da me.
524 numeri di Privacy Daily.
288 puntate di Governare il futuro su Huffington Post.
54 puntate di Garantismi il video-format settimanale con Matteo Flora.
20 puntate de “La privacy secondo te” su Italian Tech de La Repubblica.
15 episodi de “i provvedimenti spiegati semplici” su Agenda Digitale.
Oltre 200 gli eventi pubblici – online e di persona – ai quali ho partecipato.
Sui social le visualizzazioni dei contenuti di #cosedagarante sono state 5,5 milioni su Twitter, oltre 2, 5 milioni su Linkedin, circa 500 mila sulla pagina Facebook e sull’account Instagram, senza contare le centinaia di migliaia di visualizzazioni de “La privacy secondo te” su Italian Tech de La Repubblica, quelle di Garantismi e gli ascolti del podcast di Governare il futuro su Huffington Post.

Credo che si possa essere ragionevolmente certi che di diritto alla protezione dei dati personali e all’identità personale oggi si parli più di ieri e, c’è da augurarsi, meno di domani perché solo rendendo questo diritto un diritto popolare, un diritto di massa, un diritto davvero delle persone c’è qualche speranza di un futuro migliore del passato.

Ma i numeri – questi e qualsiasi altro potessi condividere – non rendono giustizia alle emozioni, esperienze, confronti, dialoghi e scontri che hanno reso semplicemente straordinari i miei primi due anni al Garante.

È, probabilmente, il lavoro più bello che mi sia, sin qui, trovato a fare nella mia vita nella quale, pure, ho sempre avuto la fortuna di fare lavori e ricoprire incarichi capaci di regalare grandi soddisfazioni.

Oggi e qui al Garante, però, è diverso: stare dalla parte delle persone per definizione, dalla parte dei più deboli e dei più vulnerabili, degli utenti, dei cittadini e dei consumatori senza, tuttavia, mai dimenticare le ragioni del mercato e quelle dell’Amministrazione nella gestione del Paese, per di più, nel pieno di un’emergenza sanitaria senza precedenti.

Accompagnare il diritto alla protezione dei dati personali nella sua crescita in una stagione della vita del mondo nella quale i dati – personali e non personali – sono protagonisti indiscussi della dimensione sociale, culturale, democratica e economica oltre che, naturalmente, della vita delle persone è un’esperienza che ritengo unica.
Dai provvedimenti connessi alla gestione sanitaria a quelli adottati nel tentativo di garantire, specie ai più piccoli, una vita più sicura nella dimensione digitale, dai provvedimenti per tenere la sorveglianza di massa a distanza di sicurezza dalla nostra democrazia a quelli volti a scongiurare il rischio della mercificazione dei dati biometrici passando per le decine di pareri con i quali si è cercato di fare in modo che la trasformazione digitale e l’implementazione del PNRR procedessero spedite ma nel rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà delle decine di milioni di persone che vivono nel nostro Paese.

Impossibile provare a selezionare i provvedimenti ai quali sono rimasto più legato.
Si è fatta, credo, tanta strada ma non c’è dubbio che quella da fare è molto di più di quella che si è fatta.
E non solo perché a fronte dei due anni alle spalle ce ne sono altri cinque davanti.
Ma anche perché le sfide più impegnative, certamente, devono ancora venire.

E se il bilancio di questi primi due anni è, almeno dal mio angolo di visuale, tanto positivo è merito di tante persone che non posso non ringraziare: i miei colleghi del Collegio, per cominciare (Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia), il personale dell’Autorità a cominciare dalla mia Segreteria, le centinaia di stakeholders pubblici e privati con i quali ci siamo confrontati su base quasi quotidiana e, da ultima ma non per ultima, la mia famiglia alla quale, inesorabilmente, ho sottratto tempo e serenità e chiesto pazienza e comprensione.
Semplicemente grazie a tutti.

L’attività qui in Autorità prosegue, probabilmente, senza interruzioni durante tutto il mese di agosto ma le #cosedagarante, oggi si fermano per qualche settimana per tornare tra fine di agosto e i primi giorni di settembre salvo, naturalmente, eccezioni.

Buone vacanze, buon riposo e/o buon lavoro a chi, a dispetto del periodo, ha scelto o è costretto a continuare a lavorare.

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Il Drone dell’UE è un’Altra Minaccia per Migranti e Rifugiati – HRW


La sorveglianza aerea di Frontex facilita il ritorno agli abusi in Libia. “Non sapevamo che fossero i libici finché la barca non si è avvicinata…
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La sorveglianza aerea di Frontex facilita il ritorno agli abusi in Libia.

“Non sapevamo che fossero i libici finché la barca non si è avvicinata abbastanza e abbiamo potuto vedere la bandiera. A quel punto abbiamo iniziato a urlare e piangere. Un uomo ha cercato di buttarsi in mare e abbiamo dovuto fermarlo. Abbiamo lottato il più possibile per non essere ripresi, ma non potevamo farci nulla”, ci ha detto Dawit. Era il 30 luglio 2021 e Dawit, dall’Eritrea, sua moglie e la giovane figlia stavano cercando rifugio in Europa.

Judith Sunderland, Direttore Associato, Divisione Europa e Asia Centrale
Lorenzo Pezzani Condirettore, Border Forensics

Invece, erano tra le oltre 32.450 persone intercettate dalle forze libiche l’anno scorso e riportate a detenzioni arbitrarie e abusi in Libia .

Nonostante le prove schiaccianti della tortura e dello sfruttamento di migranti e rifugiati in Libia – crimini contro l’umanità , secondo le Nazioni Unite – negli ultimi anni l’Unione Europea ha sostenuto gli sforzi delle forze libiche per intercettare le barche. Ha ritirato le proprie navi e installato una rete di risorse aeree gestite da società private. Da maggio 2021, l’agenzia di frontiera dell’UE Frontex ha schierato un drone fuori Malta e i suoi schemi di volo mostrano il ruolo cruciale che svolge nel rilevamento delle barche vicino alle coste libiche. Frontex fornisce le informazioni del drone alle autorità costiere, inclusa la Libia.
Ricostruzione dell'intercettazione del 30 luglio 2021 facilitata dal drone Frontex. Oltre alla traccia del drone Frontex, la mappa mostra la traccia di Seabird (un aereo Sea-Watch) che ha assistito all'intercettazione. Mostra anche la nave della ONG Sea Watch 3 nelle vicinanze. Non ci sono dati di localizzazione della nave per la motovedetta della guardia costiera libica Ras Jadir o per la nave intercettata. Mappa per gentile concessione di Border Forensics.Ricostruzione dell’intercettazione del 30 luglio 2021 facilitata dal drone Frontex. Oltre alla traccia del drone Frontex, la mappa mostra la traccia di Seabird (un aereo Sea-Watch) che ha assistito all’intercettazione. Mostra anche la nave della ONG Sea Watch 3 nelle vicinanze. Non ci sono dati di localizzazione della nave per la motovedetta della guardia costiera libica Ras Jadir o per la nave intercettata. Mappa per gentile concessione di Border Forensics.
Frontex afferma che la sorveglianza serve a soccorsi, ma le informazioni facilitano le intercettazioni e i rimpatri in Libia. Il giorno in cui Dawit e la sua famiglia sono stati catturati in mare, le forze libiche hanno intercettato almeno altre due barche e riportato almeno 228 persone in Libia. Una di quelle barche è stata intercettata in acque internazionali, all’interno dell’area di ricerca e salvataggio maltese. La traiettoria di volo del drone suggerisce che stesse monitorando la traiettoria della barca, ma Frontex non ha mai informato la vicina nave di soccorso non governativa Sea-Watch .

Human Rights Watch e Border Forensics , un’organizzazione no-profit che utilizza innovative analisi visive e spaziali per indagare sulla violenza ai confini, stanno esaminando come il passaggio dalla sorveglianza marittima a quella aerea contribuisca al ciclo di abusi estremi in Libia . La mancanza di trasparenza di Frontex – hanno respinto la nostra e le richieste di Sea-Watch di informazioni sulle loro attività il 30 luglio 2021 – lascia senza risposta molte domande sul loro ruolo.

Dawit e altri si sono fatti prendere dal panico quando hanno visto la barca libica perché sapevano cosa li aspettava al ritorno. Lui e la sua famiglia sono finiti in prigione per quasi due mesi, rilasciati solo dopo aver pagato 1.800 dollari. Sono ancora in Libia, sperando in una possibilità di raggiungere la salvezza in un Paese che rispetti i loro diritti e la loro dignità.

FONTE: hrw.org/news/2022/08/01/eus-dr…


tommasin.org/blog/2022-08-01/i…

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I have made an article kinda debunking the myth that we need libadwaita, a reaction to this theevilskeleton.gitlab.io/2022… article. Read the post on the TROMjaro forum forum.tromjaro.com/t/libadwait…

And I show you why TROMjaro is better than PoP OS or Ubuntu.

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The friendica friendly developers already implemented two new and useful features: the ability to export/import blacklisted urls from one instance to another, and notifications to all users of an instance when any url is added/removed from the blocklist, so that all users see these decisions.

Friendica is leading the way on the fediverse! Big thanks to @Hypolite Petovan @Tobias @Michael Vogel and the rest of the developers at Friendica.

It is really on my list of things to do in teh future, to get more closely involved with them and perhaps help with the main website, with design stuff, themes, etc.. I think it would be a pleasure to do these. 😀 - First the documentary, then these new things!

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#MastoSondaggio per chi ha provato Friendica ma ha smesso di usarlo....

#Friendica è da una parte il software che consente l'esperienza più completa nel #fediverso, dall'altra presenta oggettivamente alcune caratteristiche che non lo rendono facile da usare.

Qual è la caratteristica di friendica che vi ha convinto ad abbandonarlo?

#Sondaggio
⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️

  • Se non imposto bene la privacy, nessuno mi vede (17%, 3 votes)
  • Troppo pieno di opzioni (17%, 3 votes)
  • Difficile: non sono neanche riuscito a registrarmi (23%, 4 votes)
  • Altro (scrivilo nei commenti) (41%, 7 votes)
17 voters. Poll end: 3 anni fa

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Il #GEPD e il #EDPB hanno emesso oggi un parere congiunto in cui si afferma che, pur sostenendo gli obiettivi della proposta #chatcontrol per combattere gli abusi sessuali sui minori online, essa presenta seri rischi per i diritti fondamentali delle persone.
Parere europa.eu/!hyc4M7
Comunicato stampa europa.eu/!H8tN6P
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Un altro leak dà uno sguardo dietro le quinte di #TikTok. A quanto pare gli uffici stampa dovrebbero diffondere dichiarazioni pre-formulate e minimizzare il collegamento con la casa madre cinese #Bytedance.

Di Sebastian Meineck su #NezPolitik

netzpolitik.org/2022/leak-tikt…

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#DigitalBridge di Mark #Scott su #Politico ci parla di:
- nuove norme federali USA sulla #privacy sui libri contabili
- il letamaio dei social in lingua araba
- il nuovo #PrivacyShield USA-UE che, se #Biden emana l'ordine esecutivo, potrebbe sbloccarsi

politico.eu/newsletter/digital…

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Oggi è stato pubblicato il #DESI2022 l'indice UE sulla digitalizzazione dell'economia e della società e l'Italia si piazza 18a su 27 (e 25a su 27 per le competenze digitali di base)!
Malgrado il recente aumento, solo il 40% degli utenti di internet italiani utilizza i servizi pubblici digitali (contro il 65% UE).
digital-strategy.ec.europa.eu/…

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Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato ricompense fino a 10 milioni di dollari per qualsiasi informazione che potrebbe aiutare a interrompere il furto di criptovaluta, lo spionaggio informatico e altre attività illecite sostenute dallo stato della Corea del Nord
Di Ravie #Lakshmanan su #TheHackerNews
thehackernews.com/2022/07/us-o…

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A pensarci bene, è solo grazie a PD e M5S se in Italia sta allungando le mani sul governo del paese una coalizione di estremisti intrisa di fascismo (che danneggia migranti, LGBT e bambini nati coi passaporti sbagliati in casa) leghismo (che danneggia l'intero meridione e le famiglie a basso reddito) e neoliberismo (che danneggia tutti a partire dai danni inflitti a scuola, sanità, pensioni, ambiente e acqua pubblica).

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d10c4n3

Mi dicono che non posso lamentarmi se non voto. Ma come? Non ho votato io Renzi, Berlusconi, Di Maio, Salvini, Meloni. La colpa è di chi li vota, semmai. dicono che se c'è un vuoto di rappresentanza qualcuno lo riempirà. Non lo tappo, questo vuoto, con quello che fa meno ribrezzo, e sarà sempre un vuoto, finchè, almeno, non potrò votare senza vergognarmi e sentirmi troppo in colpa.
in reply to d10c4n3

non sono io che non voto, sono loro che non mi consentono di votare. In Belgio dove vivo e lavoro l'offerta politica è diversa, e per la prima volta alle amministrative ho provato l'esperienza illuminante di vincere le elezioni con un voto di coscienza. Ma la stessa coscienza mi dice che non posso votare una ammucchiata dove la parte del leone la farà un partito che ha finanziato le milizie libiche per intercettare migranti da deportare nei lager di stato.
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Who would you trust more: corporations lobbying to launder their reputation, or communities building sustainable alternatives that can be hosted locally and federated? your move! nextcloud.com/blog/nextcloud-i…

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Stazione Spaziale Internazionale e i vantaggi che comporta per l'Umanità - Report 2022


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È stato pubblicato il report 2022 sui benefici che la Spaziale Internazionale ha prodotto per l'Umanità

nasa.gov/mission_pages/station…

Questa voce è stata modificata (3 anni fa)

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An adblock-like solution for the fediverse. Thoughts?


Hey people on the fediverse, I have a serious question/proposal. I talked about this in the past, but I want to create a thread about it and I will tag a few people because it is an important discussion:

The problem: like on any such platforms, you'll come across the crazies (the nazis, the bots, the spammers, and so on).

The other problem: what you find as crazy and despicable, I may not. So having admins decide for everyone is not a good approach. Plus, admins cannot do a good job at blocking everything and everyone for you.

The solution: how about we collectively and open sourcely create well defined lists like: bots, spammers, nazis, porn, etc.. And let the debate happen in 1 single place (say a git repo) where you are obliged to transparently submit proposals and have them accepted to the list. We end up with (hopefully) well defined lists (categories) of "bad actors", in a transparent manner. Now services like Friendica, Mastodon, and the like should implement an easy way for any user/admin to toggle on or off these lists. You wanna see no nazis? Enable the nazi filter. Easy. And everything on that list, users or instances, will be blocked for you, the user.

That's the beauty of AdBlockers. Users have the control and they are well designed and functional, and easy to use.

What do you people think?

@Rokosun @Michael Vogel @Informa Pirata @Hypolite Petovan @Eugen @Hank G @Humane Tech Now @Amolith @ar.al🌻 @Cleo McKee @Cory Doctorow's linkblog @dansup @Jeena @Snopyta @TBlock @utzer ~Friendica~ @xantulon

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in reply to Tio

@Tio @utzer ~Friendica~ @Michael Vogel @Amolith @Eugen @Hypolite Petovan @Snopyta @Hank G @Humane Tech Now @ar.al🌻 @Jeena @dansup @Cory Doctorow's linkblog @TBlock @xantulon @Informa Pirata @Cleo McKee

So the last time we talked about this topic I explained how most of these censorship issues could be avoided by using peer to peer systems. But now I wanna take a look at the fediverse itself and see how we can make things better. I have an idea that I want to share with you all, because I think it could solve a lot of issues with our current method of moderation. I felt like it was better to make a separate post for it so explained it here - social.trom.tf/display/dbc8dc4…

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friendica - Collegamento all'originale

Rokosun

@Humane Tech Now @Emacsen @CSDUMMI✝️🕊️🏛️ @utzer ~Friendica~ @Michael Vogel @Tio @Amolith @Eugen @Hypolite Petovan @Snopyta @Hank G @ar.al🌻 @Jeena @dansup @Cory Doctorow's linkblog @TBlock @xantulon @Informa Pirata @Cleo McKee

I have made another post to explain about the social impacts of moderation & censorship - social.trom.tf/display/dbc8dc4…

So far we've been talking only about the technical side of things, to see how we can improve moderation by giving more power and choice to the users. But looking at some of the replies I got on my last post I felt like maybe a lot of people don't understand why we're doing it in the first place, why should we give more power to the users over admins? So I wrote this post, to answer that question, but also to make people understand how much of a complex topic moderation actually is, it isn't just simply "blocking bad content".

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