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Per chi di voi si fosse perso la live con @lorenzodm @skariko e @macfranc eccovi link alla stessa

@lealternative

youtube.com/watch?v=-QomN5wg5Q…

#lealternative #boostmedia #fediverso #poliversity #poliverso #citiverse #fedinews #fediverso

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Sako Bakari è entrato in un bar chiedendo aiuto, sanguinante. Nessuno gli ha teso la mano.

Poi è morto sull'asfalto di Taranto mentre la città si preparava a festeggiare il suo patrono.

Non è un caso isolato. Non è disagio giovanile. È il risultato prevedibile di un Paese che da anni organizza gerarchie tra vite degne e vite sacrificabili: con le leggi, con i comizi, con il silenzio di chi governa.

La procuratrice che indaga l'ha detto chiaramente: "non ci sono decreti sicurezza che tengano. Dobbiamo cambiare la cultura." Noi aggiungiamo: chi quella cultura razzista la produce, la finanzia e la cavalca per raccogliere voti ha le mani sporche quanto chi ha impugnato quel coltello.

Bakari era la regola, non l'eccezione.
Migliaia di persone attraversano ogni giorno questo Paese per lavorare la nostra terra, raccogliere i nostri prodotti, reggere la nostra economia, e vengono trattate come bersagli, se non come scarti.

Giustizia per Sako Bakari. E per tutte quelle persone che non arrivano alle prime pagine dei quotidiani.

#BakariSako #Razzismo #Taranto #Migranti #braccianti #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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𝗢𝗴𝗻𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗹𝗮 𝗧𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗯𝗿𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝟮% 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲

Un recente studio basato su otto anni di osservazioni satellitari, tra il 2014 e il 2022, ha registrato a livello globale un incremento complessivo del 16%, pari a circa il 2% ogni anno, delle luci artificiali notturne. L'analisi ha monitorato la Terra ogni notte tra l'una e le quattro del mattino.
Qui l'articolo su Nature 👉 buff.ly/jyvWZQh

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Foxconn Confirms Cyberattack: Nitrogen Ransomware Gang Claims 8TB Stolen From North American Plants
#CyberSecurity
securebulletin.com/foxconn-con…
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già il fatto che sia un terrapiattista...


Se uno arriva a comprarsi ed imparare ad utilizzare un giroscopio mi verrebbe da dire che sia uno di quelli che "ci fa" perché evidentemente ha dei cospicui introiti sul canale degli imbecilli.

Ma potrei anche sbagliarmi considerando che la stupidità umana è infinita...


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oggi, 14 maggio, a bologna: enzo minarelli @ videoart yearbook


site.unibo.it/damslab/it/event…

Anche quest’anno si tiene il tradizionale Videoart Yearbook, il 14 maggio alle ore 17:30, presso l’Auditorium del DAMSLab, Piazzetta Pasolini 5/b, Bologna. Una selezione di quindici video curata da Piero Deggiovanni, Pasquale Fameli, Silvia Grandi, con la supervisione di Renato Barilli, e la segreteria organizzativa gestita da Sara Papini.

Gli ospiti d’onore di questa edizione sono Enzo Minarelli e la docente dell’Università di Ferrara Ada Patrizia Fiorillo che introdurrà una selezione di alcuni brevi video, realizzati dal poeta sonoro, intitolata “BUON COMPLEANNO ORE 10.10 DEL 10 AGOSTO”.
#AdaPatriziaFiorillo #art #arte #AuditoriumDelDAMSLab #DAMS #EnzoMinarelli #PasqualeFameli #PieroDeggiovanni #RenatoBarilli #SaraPapini #SilviaGrandi #video #videoart #VideoartYearbook #videoarte

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#CallforPapers for our journal #Artology: Studies in Art

✒️ Scholarly responses, critical reflections, and theoretical engagements with #WJTMitchell’s recently published essay: “Art and Infinity: #AntonyGormley’s Infinite Cube” and/or the broader theme of #Art & #Infinity, as well as submissions for the Open Section

📅 Submissions due by August 30, 2026 for publication in the fall

💎 #DiamondOpenAccess - no APCs

👉🏻 More info here: riviste.unimi.it/index.php/art…

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Sono finiti da poco i test ambientali di Blue Moon Mark 1, noto anche come Endurance: un lander lunare senza equipaggio sviluppato da Blue Origin, l’azienda spaziale di Jeff Bezos, il proprietario di Amazon.

I test termici si sono svolti nella colossale Camera A del Johnson Space Center, una struttura alta 36 metri, quanto un palazzo di dodici piani, costruita molti anni fa per il programma Apollo.

Questo tipo di test, chiamato in gergo “termovuoto”, è la mia specializzazione professionale. Per i satelliti è il collaudo più importante che si possa fare prima del lancio, perché riproduce le condizioni di vuoto e temperature estreme dello spazio e permette di verificare che il sistema funzioni correttamente in un ambiente del tutto diverso da quello a cui siamo abituati sulla Terra.

Una volta avviata, una campagna di termovuoto va avanti giorno e notte per settimane, con squadre di tecnici che si danno il cambio per simulare le operazioni più importanti previste durante la missione. Non può essere sostituito da simulazioni al computer, perché la combinazione del vuoto e delle temperature estreme calde e fredde può far emergere problemi che a temperatura e pressione ambiente non ci sarebbero e che non sono pienamente prevedibili. In vita mia ho fatto una trentina di test di questo genere e ogni volta ho incontrato qualche imprevisto che ha richiesto lavoro di gruppo e creatività per essere risolto. Per chi lavora nel settore il termovuoto è uno dei momenti più delicati, faticosi e gratificanti dello sviluppo di un veicolo spaziale.

La missione di Endurance è prevista per quest’anno, con un atterraggio nella regione del Polo Sud lunare. Servirà a dimostrare capacità di propulsione, navigazione e atterraggio essenziali per le successive missioni con equipaggio del lander Mark 2, nell’ambito del programma Artemis. Inoltre Endurance trasporterà sulla Luna due payload: un sistema di telecamere ad alta risoluzione che studierà l'interazione tra il getto dei motori del lander e la superficie lunare durante la discesa e l'atterraggio e un sistema laser che consentirà ai veicoli spaziali in orbita di determinare la propria posizione in modo più accurato.

Lo scorso mese di aprile il lanciatore New Glenn di Blue Origin ha avuto un problema al secondo stadio che ha impedito il corretto dispiegamento di un satellite in orbita bassa. Anche lo sviluppo del lander concorrente di SpaceX sta incontrando contrattempi. Se la missione di Endurance avrà successo, rafforzerà la posizione di Blue Origin come fornitore di lander lunari e sarà un segnale positivo per tutto il programma Artemis. Al contrario, problemi significativi potrebbero comportare ulteriori ritardi nel ritorno americano sulla Luna.

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oggi, 14 maggio, a macerata: “di segno in segno. omaggio a magdalo mussio”


mostra Omaggio a Magdalo Mussio_ DI SEGNO IN SEGNO_ a Macerata
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#AmiciDiPalazzoBuonaccorsi #art #arte #BibliotecaMozziBorgetti #incontriSullArteEDintorni #MagdaloMussio #materialiVerbovisivi #Mussio #scritture #seghi #segno

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Corte Giustizia Ue: illegale sistema italiano assunzione personale Ata

@scuola

corriereuniv.it/corte-giustizi…

Il sistema italiano di assunzione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) delle scuole statali viola il diritto dell’Unione Europea. Lo stabilisce in una sentenza la Corte di Giustizia

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Lunedì 18 maggio sciopero: previsti disagi anche nelle scuole

@scuola

corriereuniv.it/lunedi-18-magg…

Non saranno solo i trasporti a essere a rischio lunedì 18 maggio. Lo sciopero generale proclamato dall’usb coinvolgerà, come confermato dal sindacato, anche le scuole. A partire dai servizi educativi per i più piccoli. E,

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Ancora su Scintille e sui “giudizi IA”

@aitech - Ho dato in pasto a Claude i primi otto articoli per chiedere un giudizio. Ci dice molto sulla serie, ma anche su Claude.

wp.me/p6hcSh-9DS

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GitLab Act 2: il manifesto dell’AI agentica che promette il futuro e inquieta gli sviluppatori
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/gitlab…


GitLab Act 2: il manifesto dell’AI agentica che promette il futuro e inquieta gli sviluppatori


Quando una piattaforma DevSecOps da miliardi di dollari decide di riscrivere la propria identità attorno agli agenti AI, non sta semplicemente annunciando una nuova roadmap di prodotto. Sta dichiarando che il modello stesso di sviluppo software che abbiamo conosciuto negli ultimi vent’anni è destinato a diventare obsoleto.

È questo il messaggio reale dietro GitLab Act 2, il lungo manifesto pubblicato da GitLab per spiegare la trasformazione interna dell’azienda nell’era dell’AI agentica. Un documento che, più che un post corporate, assomiglia a una dottrina industriale: il software costerà sempre meno produrlo, gli sviluppatori diventeranno supervisori di sistemi autonomi e le organizzazioni dovranno ripensare completamente struttura, processi e ruoli.

Il problema è che, dietro la retorica della “nuova era”, molti sviluppatori vedono qualcosa di molto diverso: una drastica razionalizzazione aziendale mascherata da inevitabile rivoluzione tecnologica.

La tesi di GitLab: il software sarà scritto dalle macchine


Nel manifesto, GitLab sostiene che l’AI generativa stia comprimendo il costo marginale della produzione software in modo paragonabile a quanto avvenuto nell’industria manifatturiera con l’automazione. La conseguenza, secondo l’azienda, non sarà una riduzione della domanda di software ma l’opposto: un’esplosione.

Se creare applicazioni diventa più economico, ogni azienda produrrà più software, più automazione, più integrazioni e più servizi interni. In questo scenario, il valore umano non sarà più nella scrittura manuale del codice ma nella definizione degli obiettivi, nella governance, nella sicurezza e nella supervisione degli agenti AI.

È una narrativa ormai dominante nella Silicon Valley: gli sviluppatori non spariranno, ma evolveranno in orchestratori di sistemi autonomi.

GitLab vuole posizionarsi esattamente al centro di questa transizione con la propria piattaforma “Duo Agent Platform”, immaginata come un layer operativo in cui agenti AI collaborano lungo l’intero ciclo DevSecOps: pianificazione, sviluppo, code review, security scanning, remediation, test e deployment.

Non più copiloti. Non più semplici assistenti. Ma entità autonome capaci di eseguire task complessi all’interno delle pipeline.

La ristrutturazione interna è il vero cuore del manifesto


La parte più interessante del documento non è però tecnologica. È organizzativa.

GitLab annuncia infatti una profonda trasformazione della propria struttura interna. L’azienda parla apertamente di riduzione dei livelli manageriali, team più piccoli e autonomi, maggiore automazione operativa e integrazione massiccia dell’AI nei processi decisionali.

I gruppi R&D verranno suddivisi in circa 60 unità snelle, progettate per muoversi più rapidamente e lavorare in parallelo insieme agli agenti AI. Nel manifesto si percepisce chiaramente un’influenza delle metodologie “founder mode” e delle moderne filosofie ultra-efficientiste adottate da molte aziende AI-first.

Tradotto dal linguaggio corporate: meno coordinamento umano, meno middle management e più automazione decisionale.

Ed è qui che la community ha iniziato a reagire in modo estremamente critico.

La critica principale: “state inseguendo l’hype”


Molti sviluppatori hanno interpretato Act 2 come il segnale definitivo che GitLab stia inseguendo il trend AI sacrificando progressivamente gli elementi che l’avevano resa popolare nella community engineering.

Nel forum ufficiale e su diverse discussioni tecniche, il malcontento è emerso rapidamente. Alcuni utenti accusano GitLab di aver trasformato la piattaforma in un contenitore di feature AI ancora immature mentre problemi storici di UX, performance e stabilità rimangono irrisolti.

Il timore più diffuso è che l’azienda stia vendendo una visione futuristica molto più avanzata della realtà tecnica attuale.

Ed effettivamente esiste un forte scollamento tra la narrativa dell’AI agentica e lo stato reale degli LLM moderni.

Per quanto impressionanti, gli agenti AI soffrono ancora problemi enormi in contesti enterprise:

  • perdita di contesto su codebase estese;
  • hallucinations in scenari complessi;
  • incapacità di ragionamento affidabile multi-step;
  • difficoltà nel comprendere architetture legacy;
  • fragilità nelle decisioni di sicurezza;
  • dipendenza da prompt engineering estremamente fragile.

Nel mondo DevSecOps questi limiti non sono marginali. Sono potenzialmente catastrofici.

Automatizzare una pipeline CI/CD è relativamente semplice. Delegare ad agenti AI remediation di vulnerabilità, code review o decisioni infrastrutturali in ambienti enterprise è un’altra storia.

Soprattutto quando si parla di sicurezza.

Il nodo cybersecurity: chi valida l’agente?


Dal punto di vista della cybersecurity, il manifesto di GitLab apre questioni enormi che nel documento vengono affrontate solo superficialmente.

Se gli agenti AI diventano parte attiva della supply chain software, diventano automaticamente anche una nuova superficie d’attacco.

Un agente che modifica codice, approva merge request o interagisce con pipeline CI/CD introduce rischi completamente nuovi:

  • prompt injection nei workflow DevOps;
  • poisoning dei contesti RAG;
  • manipolazione degli agenti tramite issue o commenti malevoli;
  • escalation di privilegi attraverso tool integration;
  • generazione di codice vulnerabile apparentemente corretto;
  • supply chain compromise mediata da AI.

La community security sta già osservando casi concreti di agenti AI manipolabili tramite input indiretti, specialmente quando connessi a repository, ticketing system o documentazione interna.

In pratica, il problema non è più soltanto “il codice è vulnerabile?”, ma anche:

“l’agente che ha preso la decisione era affidabile?”

È una differenza enorme.

GitLab sembra convinta che governance e supervisione umana saranno sufficienti a mitigare questi rischi. Ma molti esperti ritengono che l’industria stia sottovalutando drasticamente la complessità della sicurezza negli ecosistemi agentici.

Il sottotesto economico: fare di più con meno persone


C’è poi un altro elemento che ha generato parecchio nervosismo: il sospetto che “Act 2” sia soprattutto un piano di efficientamento.

Nel manifesto, GitLab evita accuratamente toni allarmistici sui posti di lavoro, ma il messaggio implicito è difficile da ignorare. Se gli agenti AI aumentano drasticamente la produttività, le aziende avranno bisogno di meno persone per svolgere gli stessi task.

Molti hanno letto il documento come la formalizzazione di una tendenza già evidente nel settore tech: usare l’AI come leva per comprimere organici, ridurre management intermedio e aumentare output per dipendente.

Ed è qui che la narrativa “visionaria” inizia a somigliare a qualcosa di molto più concreto: una ridefinizione radicale del rapporto tra capitale umano e automazione nel software engineering.

Un manifesto che racconta il futuro del settore


Al di là dell’hype e delle critiche, GitLab Act 2 resta un documento importante perché fotografa perfettamente il momento storico dell’industria software.

Per la prima volta una grande piattaforma DevSecOps non presenta l’AI come una feature aggiuntiva, ma come il fondamento operativo attorno a cui ridisegnare un’intera azienda.

La vera domanda non è se GitLab riuscirà o meno nella trasformazione.

La domanda è quante altre aziende seguiranno lo stesso modello nei prossimi 24 mesi.

Perché se Act 2 dovesse diventare il template organizzativo dell’era agentica, il cambiamento non riguarderà soltanto il modo in cui scriviamo codice.

Riguarderà il modo in cui verranno costruite le aziende tecnologiche stesse.


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sospese le sanzioni contro francesca albanese

e aggiungo io: come sempre, non si deve certo allo scandaloso governo ytalyano, servetto dell'amerika e dello stato genocida, se giustizia finalmente arriva per la relatrice ONU, che ha l'unico torto di documentare una verità sotto gli occhi di tutti.

slowforward.net/2026/05/14/sos…


sospese le sanzioni contro francesca albanese


e aggiungo io: come sempre, non si deve certo allo scandaloso governo ytalyano, servetto dell’amerika e dello stato genocida, se giustizia finalmente arriva per la relatrice ONU, che ha l’unico torto di documentare una verità sotto gli occhi di tutti.
#Cisgiordania #dirittiUmani #FrancescaAlbanese #Gaza #genocidio #humanRights #Israele #Onu #Palestina #sanzioni #sospensioneDelleSanzioni #sospeseLeSanzioniControFrancescaAlbanese #USCourt #USA


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♥️Un giudice federale blocca le sanzioni statunitensi contro Francesca Albanese, direttrice generale delle Nazioni Unite♥️

Il giudice distrettuale statunitense Richard Leon di Washington ha affermato che l'amministrazione Trump ha cercato di regolamentare la libertà di parola di Francesca Albanese a causa dell'"idea o del messaggio espresso".

x.com/i/status/205467873812667…

@news

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sospese le sanzioni contro francesca albanese


e aggiungo io: come sempre, non si deve certo allo scandaloso governo ytalyano, servetto dell’amerika e dello stato genocida, se giustizia finalmente arriva per la relatrice ONU, che ha l’unico torto di documentare una verità sotto gli occhi di tutti.
#Cisgiordania #dirittiUmani #FrancescaAlbanese #Gaza #genocidio #humanRights #Israele #Onu #Palestina #sanzioni #sospensioneDelleSanzioni #sospeseLeSanzioniControFrancescaAlbanese #USCourt #USA

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First they come for the palestinians...

"In the last 2 years, over 200 Christian families from the Bethlehem region have left because they are afraid for their lives, their kids. Attacks on churches, Christian Palestinians, worship continue with total impunity.

If this will continue, by 2050 there will be no Christians left in #palestine

Palestinian pastor and theologian Mitri Raheb, founder and president of Dar al-Kalima University in Bethlehem.

aa.com.tr/en/features/intervie…

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Siamo molto curiosi di entrare in mastodon e in generale nel fediverso. Grazie innanzitutto a @kenobit (abbiamo amato il tuo "Assalto alle piattaforme").
Non ne possiamo più di comunicazione usa e getta, di algoritmi, di non avere il controllo di quello che leggiamo e cerchiamo sui social, di veder ridotto tutto solo a numeri sterili.
Qui cominceremo in punta di piedi come facciamo di solito, in modo molto lento, esplorando a poco a poco le possibilità che abbiamo di fronte.
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last Sept. a colleague and I revealed how #IDFsoldiers have been touring #Italy disguised as tourists protected by Italian police.
I wonder if any of those soldiers ever used #dogs to rape #Palestinian prisoners.
Leak,leak,leak :

stefaniamaurizi.it/en-contactm…

nytimes.com/2026/05/11/opinion…

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when you listen to this #DropSiteNews' interview on the inhumane conditions of #ICE detention centers

youtube.com/watch?v=vB7zWQW-Vt…

think that #EU is secretly negotiating w/#US to allow #ICE & #DHS systematic access to our biometric & genetic data

computerweekly.com/news/366643…

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Anche nel 2026 l’Eurovision va in scena mentre Gaza viene cancellata dalle mappe.

Israele partecipa come se nulla fosse, mentre la Russia fu giustamente esclusa nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina.

Due pesi, due misure.

Noi non guardiamo. E non stiamo a guardare.

Non per disinteresse, ma per coerenza: non c’è nulla da celebrare mentre si stermina un popolo.

#Eurovision2026 #Eurovision #Gaza #Israele #StopWar #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa

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Nitrogen ransomware colpisce Foxconn: 8TB di dati con segreti industriali di Apple, Nvidia e Intel
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/nitrog…


Nitrogen ransomware colpisce Foxconn: 8TB di dati con segreti industriali di Apple, Nvidia e Intel


Il 12 maggio 2026 Foxconn ha confermato un cyberattacco ai danni delle sue fabbriche nordamericane, rivendicato dal gruppo ransomware Nitrogen. Gli aggressori affermano di aver sottratto 8 TB di dati — oltre 11 milioni di file — contenenti documentazione riservata, schemi tecnici e istruzioni di assemblaggio relative a progetti di Apple, Intel, Google, Nvidia e Dell. L’attacco ha bloccato la produzione per giorni in uno dei nodi più critici della supply chain tecnologica globale.

La timeline dell’attacco


Secondo le ricostruzioni, il 1° maggio 2026 i lavoratori del turno di notte dello stabilimento Foxconn di Mount Pleasant, Wisconsin, hanno interrotto la produzione a causa di un’interruzione di rete. Al mattino, i lavoratori del primo turno sono arrivati senza Wi-Fi e sono stati rimandati a casa entro le 11. La produzione è rimasta ferma fino al 4 maggio. Undici giorni dopo, il 11 maggio, il gruppo Nitrogen ha aggiunto Foxconn al proprio data leak site sul dark web, rivendicando il furto di 8 TB di dati e pubblicando campioni come prova.

Foxconn ha confermato l’incidente con una dichiarazione sobria: “Alcune fabbriche di Foxconn in Nord America hanno subito un cyberattacco. Il team di cybersecurity ha immediatamente attivato il meccanismo di risposta e implementato misure operative multiple per garantire la continuità di produzione e consegna. Le fabbriche interessate stanno riprendendo la normale produzione.” L’azienda si è rifiutata di confermare quali dati clienti fossero stati effettivamente esfiltrati.

Chi è Nitrogen: genealogia di un gruppo ransomware


Nitrogen è attivo dal 2023 ed è considerato uno dei numerosi discendenti del codice trapelato del builder Conti 2. Il gruppo è operativamente collegato a threat actor dell’Europa dell’Est e alcuni suoi operatori sarebbero associati al cartello BlackHat/ALPHV. Una caratteristica critica emersa a febbraio 2026 rende il gruppo particolarmente pericoloso per le sue stesse vittime: un bug di programmazione nel modulo di cifratura per VMware ESXi rende il decryptor incapace di recuperare i file cifrati. Secondo i ricercatori di Coveware, pagare il riscatto — in questo specifico scenario — è inutile, poiché nemmeno gli stessi operatori di Nitrogen riescono a decifrare i file. Foxconn avrà quasi certamente verificato questa criticità prima di prendere qualsiasi decisione sui negoziati.

Il bottino: schemi tecnici di Apple, Nvidia, Intel, Google e Dell


I campioni pubblicati da Nitrogen sul data leak site comprendono, secondo le ricostruzioni di più fonti, istruzioni di assemblaggio, diagrammi di data center e schemi hardware relativi a progetti di Apple, Intel, Google, Nvidia e Dell. La natura della documentazione è coerente con l’operatività dello stabilimento di Mount Pleasant, che Foxconn gestisce come Fii USA (Foxconn Industrial Internet) e che produce principalmente server, workstation e componenti per data center — non dispositivi consumer Apple, il che spiega perché Apple abbia dichiarato di non essere direttamente a rischio per quanto riguarda i propri prodotti al consumo.

La vera preoccupazione non è nella divulgazione di schemi per smartphone già in commercio, ma nella potenziale esposizione di roadmap future, specifiche ingegneristiche riservate di infrastrutture cloud e configurazioni di data center enterprise. Per aziende come Nvidia, i cui chip AI sono al centro di una corsa tecnologica globale con implicazioni geopolitiche, la divulgazione di topologie di sistemi e specifiche tecniche costituisce un rischio di intelligence industriale non trascurabile.

Foxconn nel mirino: una vittima seriale


Non si tratta del primo incidente ransomware per il colosso taiwanese. Nel 2022 un gruppo criminale aveva colpito una filiale messicana di Foxconn. Nel 2024 LockBit aveva attaccato Foxsemicon Integrated Technology, società del gruppo nel settore equipment per semiconduttori. La recidività di questi attacchi suggerisce che la superficie di attacco di Foxconn — distribuita tra decine di stabilimenti, migliaia di sistemi IT e una rete supply chain planetaria — sia strutturalmente difficile da proteggere nella sua totalità.

Implicazioni per la supply chain tecnologica


L’attacco a Foxconn rappresenta un caso emblematico di come le grandi aziende di contract manufacturing costituiscano un vettore di rischio sistemico per l’intera industria tecnologica. Un singolo incidente a un fornitore terzo può esporre simultaneamente la proprietà intellettuale di decine di brand globali — anche quando questi brand mantengono standard di sicurezza interni elevatissimi. La documentazione tecnica che fluisce verso i produttori include spesso specifiche pre-commerciali, che diventano bersagli appetibili per attori mossi da interessi sia economici (concorrenza sleale, contraffazione) che geopolitici (intelligence industriale statale).

Vale la pena notare che Nitrogen stessa ha un track record di affidabilità tecnica discutibile: la presenza del bug nel decryptor ESXi lascia aperta la domanda su quanto effettivamente il gruppo sia in grado di “consegnare” quanto promesso in sede di negoziazione. Per Foxconn, questo potrebbe significare che, nel caso in cui parte dei sistemi produttivi fosse stata cifrata con la variante ESXi, i dati potrebbero essere irrecuperabili indipendentemente da qualsiasi trattativa.

Due righe per i difensori: lezioni dall’incidente Foxconn


  • Segmentazione di rete per gli ambienti OT/IT: negli stabilimenti manifatturieri, la convergenza tra reti IT e sistemi operativi (OT/ICS) amplifica l’impatto di un’intrusione. Una corretta segmentazione può contenere il blast radius e prevenire interruzioni produttive.
  • Hardening degli hypervisor VMware ESXi: Nitrogen e molti altri gruppi ransomware prendono specificamente di mira ESXi. L’applicazione tempestiva delle patch, la disabilitazione di servizi non necessari (SLP, OpenSLP) e il monitoraggio delle API di hypervisor sono controlli prioritari.
  • Protezione della documentazione tecnica con DRM o controlli di accesso granulari: schemi, BOM e specifiche ingegneristiche riservate dovrebbero essere soggetti a policy di accesso basate sul principio del minimo privilegio e tracciabilità degli accessi.
  • Verifica dei fornitori critici: le aziende che condividono IP con contract manufacturer dovrebbero condurre audit periodici della postura di sicurezza dei propri fornitori e includere clausole di notifica di incidenti nei contratti.
  • Valutare la recuperabilità prima del pagamento: in caso di attacco Nitrogen su ambienti ESXi, ricercatori indipendenti hanno confermato che il pagamento non garantisce il recupero. Prioritizzare i backup offline e testare regolarmente i piani di disaster recovery.

Fonti: The Register (12 maggio 2026); CyberNews; The CyberSec Guru


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Gli oligarchi della repubblica (?) italiana negoziano per offrire i loro cittadini come bersagli per il tiro a segno statunitense, ma lo fanno in segreto.


Io non vorrei parlare male dell'Italia nei media stranieri,ma ho dovuto raccontare la verità: contrariamente alle autorità inglesi ed europee, il ministero dell'interno di Piantedosi si è rifiutato di rispondere su cosa sta negoziando Italia con USA

computerweekly.com/news/366643…


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Gli oligarchi dell'Unione Europea negoziano per offrire i loro cittadini come bersagli per il tiro a segno statunitense.


Una bozza della proposta segreta della #CommissioneEuropea per dare accesso a #ICE ai nostri dati biometrici e genetici è stata ottenuta da @statewatch

A noi negata qualsiasi documentazione nel nome della "protezione delle relazioni internazionali"

computerweekly.com/news/366643…


Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
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#MatthewHoh :

"horrific #tortures of #Palestinians,and every one of these tortures involves the forcible entry into someone’s body,male or female,including the use of #dogs especially trained to do so"

This is #Israel, this is who they are:

matthewhoh.substack.com/p/rape…

in reply to stefania maurizi

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I really would like to know these #Israeli soldiers training #dogs to rape #Palestinian prisoners...

I wonder if any of them was included in the groups of #IDFSoldiers who have toured #Italy disguised as tourists and protected by the Italian police #Digos, as we revealed

ZZ Bottom reshared this.

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#MatthewHoh sullo scoop di #Kristof :

"torture da orrore dei #Palestinesi e ciascuna di queste comporta la penetrazione forzata del corpo di qualcuno,maschio o femmina,incluso l'uso di #cani addestrati in modo speciale per far questo"

matthewhoh.substack.com/p/rape…

in reply to stefania maurizi

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vorrei conoscere i soldati #israeliani che addestrano i #cani a stuprare i prigionieri #palestinesi.

Mi chiedo se questi siano alcuni di quelli arrivati in Italia sotto copertura da turisti e protetti dalla #Digos, come abbiamo rivelato con il collega #FerruccioSansa

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@statewatch :

"data exchanged under the proposal [#EBSP] could be used for a wide range of purposes by the US. This includes preventing or arresting people travelling to the US who have expressed opposition to US policies in EU"

computerweekly.com/news/366643…

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CISA Adds CVE-2026-32202 to KEV Catalog as APT28 Actively Exploits Zero-Click Windows Shell Flaw
#CyberSecurity
securebulletin.com/cisa-adds-c…
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The #US and #EU are secretly negotiating the #EBSP agreement which will give #DHS and its brutal #ICE continuous and systematic access to our biometric data. UK also approached.
All our attempts to obtain a copy of #EBSP draft rejected by the #EUCouncil

computerweekly.com/news/366643…

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Sulla base della bozza segreta ottenuta da @statewatch, i nostri dati biometrici e genetici potranno essere usati da #ICE per tante finalità, anche impedire che cittadini EU critici del governo USA possano viaggiare negli USA e se viaggiano, arrestarli

computerweekly.com/news/366643…

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Una bozza della proposta segreta della #CommissioneEuropea per dare accesso a #ICE ai nostri dati biometrici e genetici è stata ottenuta da @statewatch

A noi negata qualsiasi documentazione nel nome della "protezione delle relazioni internazionali"

computerweekly.com/news/366643…

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Una bozza della proposta segreta della #CommissioneEuropea per dare accesso a #ICE ai nostri dati biometrici e genetici è stata ottenuta da @statewatch .

A noi negata qualsiasi documentazione nel nome della "protezione delle relazioni internazionali"

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Io non vorrei parlare male dell'Italia nei media stranieri,ma ho dovuto raccontare la verità: contrariamente alle autorità inglesi ed europee, il ministero dell'interno di Piantedosi si è rifiutato di rispondere su cosa sta negoziando Italia con USA

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La brutalità dell' #ICE è sotto gli occhi del mondo da mesi, eppure la #CommissioneEuropea è altri stati stanno negoziando in segreto un accordo che farà finire i nostri dati biometrici e genetici nelle mani dell' #ICE.
Abbiamo cercato i documenti:

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PoC Exploit Released for Android Zero-Click CVE-2026-0073 — Silent ADB Shell Access on Android 14–16
#CyberSecurity
securebulletin.com/poc-exploit…
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Fedle: bot Fediverso simil wordle


Esiste nel Fediverso un gioco famoso in altri social network soprattutto su X: si chiama Fedle ed è una variante di Wordle.

Un po' di storia: Wordle


Su X/Twitter si trovano persone che pubblicano post pieni di numeri e quadratini gialli, grigi e verdi.

Si tratta di un gioco chiamato Wordle che consiste nell'indovinare una parola messa a disposizione dal videogioco ogni giorno; la versione originale ha i termini in inglese di 5 lettere e si hanno a disposizione sei tentativi, partendo dalla sola lettera iniziale. Indovinata la parola, si copia il risultato sui social network.

Creato nel 2021 dallo sviluppatore Joseph Wardle, si è diffuso su Twitter per poi essere acquistato dal New York Times e ne sono nate parecchie varianti anche in italiano (parle, parolette, parole sante...).

Wordle è un programma completamente grafico tastiera compresa, anche se in un gioco di questo tipo la vista neanche servirebbe. Così le persone con disabilità visiva non potevano giocare, finché qualcuno non ha creato l'estensione chrome accessible wordle - in teoria supporta tutti i browser con estensioni, ma se Wordle modifica la propria architettura, l'estensione potrebbe non funzionare più. Vale la pena?

Chi ama i social network commerciali si tenga Wordle, perché noi nel Fediverso abbiamo qualcosa di alternativo, stabile, accessibile e completamente rispettoso della riservatezza.

Fedle: un bot Wordle per ActivityPub


Se Wordle è un'interfaccia web, Fedle è un bot con cui interagire esattamente come lo si farebbe con qualunque utilizzatore umano: botta e risposta. Per cui va bene ogni client fediverso e ogni browser web senza installare programmi in più.

La versione italiana risponde a @fedle_it@fedle.fedilab.app - per ricevere ogni giorno alle 14:00 una parola italiana da indovinare, basta seguire il bot come si farebbe con qualunque altro handle fediverso.

Come si usa


Quando si interagisce con Fedle_it la visibilità dei messaggi deve essere su "privato" - solo le persone che menziono.

  • aiuto: manda un elenco di comandi
  • regole: mostra le regole del gioco disponibili anche nella pagina informazioni di Fedle.
  • una volta ricevuta la parola del giorno, basterà rispondere alla conversazione in privato, con quella che si presume sia la soluzione.

Se fedle dice "6 lettere, inizia per l", si potrà rispondere (impostando la visibilità su privato) semplicemente scrivendo ad esempio lavoro.

Per comodità, ecco i comandi e le regole del gioco:

Indovina la parola del giorno in 6 tentativi.
La prima lettera viene data come indizio. La tua risposta deve essere della lunghezza giusta e nel dizionario.
:correct: = lettera giusta, posizione giusta
:misplaced: = lettera giusta, posizione sbagliata
:absent: = lettera non nella parola

Comandi:


  • aiuto: mostra queste regole
  • statistiche: statistiche personali
  • migliori: classifica istanza (7 giorni)
  • statistiche istanza.tld: statistiche per una istanza
  • suggerisci: PAROLA: proponi una parola
  • esercizio: allenati con una parola casuale
  • nuovo esercizio: ottieni una nuova parola


I simboli (emoji)


Come detto, graficamente si mostrano dei simboli. Dei quadratini.

  • 🟩 - verde, lettera presente nella parola e posizionata nel posto giusto. Se la soluzione è "sopra" ma tu hai scritto "sport", ci saranno due simboli verdi nella posizione 1 e 4.
  • 🟨 - giallo, lettera errata. Misplaced. Presente nella parola, ma posizionata nel posto sbagliato. Se la tua risposta è "sport" ma la soluzione è "sopra", in posizione 2 e 3 ci saranno due segni gialli perché le due lettere sono scambiate di posto.
  • ⬛ - grigio: lettera assente. La parola non contiene la lettera in questione. Nell'esempio di "sport", la "t" sarà una tessera grigia perché nella parola richiesta, "sopra", non esiste la t.


Competizione e condivisione


Ovviamente non è obbligatorio condividere i propri risultati sui social network, ma Fedle quando si arriva alla soluzione, restituisce un link da cliccare. Si apre il browser e si copia il risultato con l'apposito pulsante, che poi si può trasferire incollandolo sul composer del proprio client fediverso.

Ogni domenica arriva la classifica settimanale delle istanze che hanno giocato, e ogni giorno vengono dati i risultati della parola precedente: quanti giocatori hanno provato, la percentuale di risoluzioni, la media di tentativi svolti.

Si può barare con l'AI? Volendo sì. Ma se lo fai... ti dai praticamente del pollo da solo.

Hashtag da usare


Di solito si usa #fedle che è già preimpostato nel post coi risultati da incollare nel composer del client Fediverso. Ma nessuno vieta di aggiungerne altri, tipo #ParoleSante o #FedleItalia o anche WordGame, Puzzle, Rompicapo...

CREDITS:
Elena Brescacin - @elettrona@poliversity.it | traduttrice italiana di Fedle

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Il nuovo post di universita-it: Arretrati docenti 2026, pagamento NoiPA e tabella degli importi

Qui il post completo: universita.it/arretrati-docent…

@universitaly

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Mythos contro curl: quando l’AI “troppo pericolosa” incontra la realtà del codice
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/mythos…


Mythos contro curl: quando l’AI “troppo pericolosa” incontra la realtà del codice


Si parla di:
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Per settimane il nome “Mythos” è stato costruito come un oggetto quasi mitologico. Anthropic lo ha presentato come un modello AI capace di trovare vulnerabilità zero-day a un livello tale da risultare “troppo pericoloso” per una release pubblica. Una narrativa perfetta per il ciclo mediatico dell’AI security nel 2026: modello segreto, capacità offensive avanzate, accesso ristretto, migliaia di vulnerabilità individuate. Il genere di storytelling che nel mondo cyber si propaga in poche ore tra LinkedIn, Twitter/X, keynote e blog enterprise.

Poi però Mythos è stato testato contro uno dei progetti open source più scrutinati del pianeta: curl. E lì il racconto ha iniziato a incrinarsi.

Un software scritto come si deve


A raccontarlo è stato direttamente Daniel Stenberg, storico maintainer di curl e figura ormai centrale nel dibattito sulla collisione tra AI e vulnerability research. Nel suo lungo post pubblicato sul blog personale, Stenberg descrive il risultato dell’analisi effettuata con Mythos sul repository di curl: cinque vulnerabilità segnalate come “confirmed security vulnerabilities”. Dopo il triage umano del team sicurezza di curl, il bilancio finale si è ridotto a una sola vulnerabilità reale, classificata a bassa severità, tre falsi positivi e un semplice bug non-security. (daniel.haxx.se)

Ed è qui che il tema diventa interessante, perché il punto non è tanto “Mythos non funziona”. Anzi. Stenberg stesso riconosce che il report contiene analisi tecniche solide e bug descritti bene, con un numero relativamente basso di falsi positivi rispetto alla media degli scanner AI attuali. Il problema è un altro: il gap enorme tra la narrativa costruita attorno al modello e i risultati concreti osservabili sul campo.

La frase più pesante dell’intero post è probabilmente questa:

the big hype around this model so far was primarily marketing


Un software largamente usato


Una dichiarazione che arriva non da un opinionista qualsiasi, ma da uno dei maintainer open source più esposti al fenomeno AI-assisted vulnerability hunting. Negli ultimi mesi Stenberg ha documentato pubblicamente l’esplosione di report generati da AI, il collasso qualitativo di molti bug bounty submission e il nuovo scenario che lui stesso definisce “high-quality chaos”.

Il contesto infatti è fondamentale. curl non è un target qualunque. È software vecchio di decenni, onnipresente, analizzato continuamente da ricercatori, aziende, fuzzing infrastructure, static analyzer, LLM e offensive security team. Il progetto ha già attraversato una vera ondata di AI-powered auditing nel 2025 e 2026, con centinaia di issue segnalate e decine di CVE pubblicate.

In altre parole: Mythos non stava entrando in un territorio inesplorato. Stava arrivando su un codice già passato attraverso un livello di scrutiny estremo.

Ed è qui che la promessa implicita di Anthropic sembra perdere consistenza. Se un modello viene presentato quasi come una svolta paradigmatica nella vulnerability discovery offensiva, ci si aspetta almeno un salto qualitativo evidente rispetto agli strumenti precedenti. Non necessariamente centinaia di 0-day critici, ma almeno pattern nuovi, classi di bug differenti, chaining più sofisticati o insight architetturali difficili da intercettare con gli attuali sistemi AI-assisted SAST.

Secondo Stenberg, questo salto non si è visto.

Anzi, il maintainer di curl arriva a sostenere che altri strumenti AI usati in precedenza avevano già prodotto quantità maggiori di bugfix. Mythos forse è “leggermente migliore”, scrive, ma non abbastanza da cambiare realmente il paradigma della code analysis.

Questa distinzione è cruciale perché separa due fenomeni che oggi vengono continuamente confusi nel marketing AI security.

Il primo fenomeno è reale: i moderni LLM stanno diventando estremamente efficaci nell’analisi del codice. Stenberg lo dice chiaramente. Gli strumenti AI contemporanei trovano vulnerabilità meglio dei tradizionali static analyzer. La differenza rispetto a cinque anni fa è concreta e misurabile.

Il secondo fenomeno invece è narrativo: trasformare questo miglioramento incrementale in una retorica quasi apocalittica, dove ogni nuovo modello viene descritto come un cyber-weapon rivoluzionario capace di destabilizzare l’intero ecosistema software.

Ed è proprio questa seconda parte che il caso Mythos sembra mettere in discussione.

L’hype dell’AI ormai incontrollabile


Perché il rischio, nel settore cybersecurity, è che l’hype finisca per sostituire il metodo. La comunicazione attorno a Mythos ha funzionato perfettamente: accesso ristretto, dichiarazioni sulla pericolosità del modello, riferimenti a migliaia di zero-day trovati internamente, programma limitato a poche organizzazioni strategiche. Tutti elementi che costruiscono scarsità, percezione di superiorità tecnologica e senso di urgenza.

Ma quando il modello viene finalmente osservato in un caso reale e pubblico, il risultato appare molto più ordinario: un buon AI-assisted code analyzer che trova un low severity issue in un progetto maturissimo e già massacrato da anni di auditing.

Non è poco. Ma non è nemmeno la rivoluzione promessa.

La parte forse più interessante dell’intera vicenda è che Stenberg non assume una posizione anti-AI. Al contrario. La sua analisi è molto più sofisticata della solita polarizzazione “AI sì / AI no”. Lui riconosce apertamente che gli LLM stanno cambiando il vulnerability research landscape. Il problema, semmai, è che il settore sta sovrastimando la distanza tra i nuovi modelli “frontier” e ciò che gli strumenti AI moderni già fanno oggi.

Ed è una riflessione che nel mondo offensive security merita attenzione.

Perché se Mythos — il modello presentato come troppo pericoloso per essere rilasciato — produce risultati sostanzialmente comparabili agli strumenti già esistenti, allora forse la vera trasformazione non è l’arrivo di un singolo modello “superiore”, ma la democratizzazione progressiva dell’AI-assisted vulnerability discovery.

Una differenza enorme.

Nel primo scenario, il vantaggio resta concentrato nelle mani di pochi laboratori frontier AI. Nel secondo, invece, la capacità offensiva si distribuisce rapidamente: più ricercatori, più scanner, più auditing, più rumore, più CVE, più triage umano necessario.

Ed è esattamente il futuro che Stenberg sembra vedere arrivare: non una singola AI onnipotente, ma un ecosistema saturo di agenti capaci di produrre contemporaneamente valore tecnico reale e quantità industriali di “security slop”.

Un mondo dove il problema non è più trovare vulnerabilità. È distinguere quelle importanti dal resto.