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I miei pensieri sul referendum sulla giustizia

@politica - E perché io andrò a votare e voterò NO, per ragioni diverse da quelle che si sentono dire in giro.

wp.me/p6hcSh-9qC

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If you're a young mathematician,computer scientists, techie, and you find this inhumane and abhorrent, please consider to share your info with us here safely:

stefaniamaurizi.it/en-contactm…

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mandiamo Salvino in caschetto giallo a costruire un ponte sullo stretto di Hormuz così prendiamo due piccioni con un(a) fava
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LABORATORIO ONLINE DI SCRITTURA POETICA


@ centroscritture.it
tinyurl.com/lab-centroscrittur…

www.centroscritture.it : nuovo Laboratorio online di scrittura poetica, quinta edizione, in partenza – con il primo incontro operativo – lunedì 23 marzo 2026. I materiali che ciascun partecipante di volta in volta realizzerà nel corso del Laboratorio saranno poi accolti in un volume antologico pubblicato da ECS – Edizioni del CentroScritture.

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meglio un indice dipendente da Bing o un indice proprio per migliorare la propria AI? 👀


DuckDuckGo costruisce il suo indice web: meno Bing, più AI


DuckDuckGo sta costruendo un proprio indice del web. Lo hanno annunciato il fondatore Gabriel Weinberg e il CTO Caine Tighe in un episodio del loro podcast interno, spiegando le ragioni tecniche e strategiche dietro una scelta che arriva quasi vent’anni dopo la nascita del motore di ricerca.

La storia è curiosa: DDG aveva già iniziato a indicizzare il web nei suoi primissimi anni, quando Weinberg lavorava da solo. Poi aveva abbandonato l’idea, preferendo appoggiarsi a indici di terze parti, Bing su tutti, e concentrarsi su quello che aggiungeva valore sopra: risposte istantanee, knowledge graph, ricerca locale. Una scelta pragmatica per una piccola realtà che non poteva permettersi l’infrastruttura di un grande motore di ricerca.

Oggi le cose sono cambiate, e la spinta principale viene dall’intelligenza artificiale. Search Assist, il sistema di risposte automatiche integrato nei risultati di ricerca, e Duck.ai, il chatbot dell’azienda, hanno bisogno di accedere a contenuti web freschi e controllati direttamente. Avere un indice proprio significa poter alimentare questi strumenti senza dipendere da dati di terzi, con un ciclo di feedback molto più stretto: i milioni di utenti che usano DDG ogni giorno diventano, in forma anonimizzata, un segnale continuo sulla qualità dei risultati.

Tighe descrive la pipeline tecnica in modo abbastanza dettagliato: c’è un crawler che rispetta le preferenze dei siti (chi vuole essere indicizzato e chi no), un sistema di rendering che esegue anche il JavaScript delle pagine per estrarne il contenuto reale, e un motore di ricerca semantica basato su embeddings (rappresentazioni matematiche del significato dei testi) che usa un database chiamato Vespa. L’indice è già attivo su una parte del traffico e, secondo quanto dichiarato, sta crescendo giorno per giorno.

Vale la pena notare che questa è comunicazione aziendale e le motivazioni dichiarate sono credibili, ma il fatto che l’AI sia il motore principale della decisione merita una lettura attenta: DDG si è sempre posizionata come alternativa rispettosa della privacy, e costruire un indice proprio per alimentare prodotti AI è una direzione che porta con sé domande legittime su come quei dati vengono usati internamente. Per ora non ci sono ragioni per dubitare della coerenza con la loro politica di non tracciamento, ma è un’evoluzione da seguire.

Chi usa un motore di ricerca che non vuole essere tracciato da Google o Bing, e magari abbina già una VPN come Proton VPN per proteggere il traffico di rete, ha interesse a capire come si muovono i player alternativi. DDG che riduce la dipendenza da Microsoft è, sulla carta, una buona notizia. Quanto questa indipendenza si traduca in qualcosa di concreto per gli utenti lo vedremo nei prossimi mesi e anni.


FONTE insideduckduckgo.substack.com


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Genitori oggi tra nuove sfide e bisogno di sostegno: a Milano l’Hub di SOS Villaggi dei Bambini rafforza i servizi per le famiglie

@scuola

corriereuniv.it/sostegno-genit…

Dalla conciliazione lavoro-famiglia all’educazione digitale dei figli: crescere bambini oggi è sempre più complesso. A Milano l’Hub di SOS Villaggi dei Bambini potenzia i

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Università svelate 2026: alla Statale di Milano eventi tra ricerca scientifica e storia dell’Orto Botanico di Brera

@scuola

corriereuniv.it/universita-sve…

Il 20 marzo torna Università svelate, l’iniziativa della CRUI che apre gli atenei alla società. Alla Statale di Milano protagonisti UniStem Day e il convegno per i 250 anni dell’Orto Botanico di Brera. Il

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Parliamo del fronte cyber Iran-USA: Handala contro Stryker
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/parlia…
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LA FEBBRE DELL’AZZARDO E IL SORTEGGIO DEI MAGISTRATI

@news
Gianrico Carofiglio, nel corso della scorsa puntata di Piazza Pulita, ha elegantemente dichiarato che “quello del sorteggio è un sistema barbaro e costituzionalmente inaccettabile”.
L'articolo LA FEBBRE DELL’AZZARDO E IL SORTEGGIO DEI MAGISTRATI proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

in reply to stefania maurizi

I guess it comes from this article : theguardian.com/media/2026/mar…

"Since the late 1960s, Axel Springer staff have had to sign a pledge to support the principles of its corporate constitution – internally known as The Essentials – including support for Israel’s right to exist, a free-market economy and the alliance between Germany and the US."

So it is more limited, in theory, than "supporting Israel". Alliance with the US is becoming problematic too.

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Don't you know who #PeterThiel and his #Palantir are?

We'll remind you:

This is what they were aiming to do to #WikiLeaks in 2011, after #WikiLeaks revealed secret US government files.

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Are you in #Berlin from March 19 to 22 (and if you're Italian,you'll vote for the #ReferendumGiustizia 22-23 March!)

You are very welcome to this special conference on the real-world consequences of #WikiLeaks!

Thank you, #TatianaBazzichelli and #DisruptBerlin!

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#Berlusconi government's assistance to the US in destroying #Iraq:

- 1,300 missions from #Sigonella

- the largest airborne troop movement since WWII: the 173rd Airborne Brigade deployed from #Vicenza

- the largest C-17 combat movement from #Aviano in Italian history

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How long will it be before #DonaldTrump wants #Sicily, just as he wants #Greenland for "national security reasons"?

From #Sicily, the #Berlusconi government helped #US destroying #Iraq in 2003 with 1,300 missions from #Sigonella

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1. According to #DerSpiegel,the ex Deputy of the German intel #BND fell for the phishing attack on #Signal that we escaped last January, while we were working on 2 investigations into #ICE at the #Olympic and #antiSemitism courses for the Italian police
in reply to stefania maurizi

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3. According to #DerSpiegel, this phishing attack was attributed by Dutch intelligence to "Russian state actors."
Obviously, I have NO way of verifying this conclusion.

I remember I was targeted by two attacks on my Signal within a few days.

in reply to stefania maurizi

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4. I remember that the attack on one of the two phones wanted to make me install an update for #Signal: I went to check the update release and it didn't exist.
I realized it was something nefarious.

In the other case, however, it was more sophisticated: it was this:

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non sapete chi sono #PeterThiel e la sua #Palantir?

Ve lo ricordiamo noi:

questo è quello che puntavano a fare a #WikiLeaks nel 2011,dopo che #WikiLeaks aveva rivelato i file segreti del governo americano

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siete a #Berlino dal 19 marzo al 22 (e tornate per votare #ReferendumGiustizia, vero?!)

Siete tutti graditi!
Grazie #TatianaBazzichelli e #DisruptBerlin

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numeri dell'assistenza dell'#Italia di Berlusconi agli USA per distruggere l'#Iraq:
-1300 missioni da #Sigonella
-il più grande spostamento di truppe per via aerea dalla II Guerra Mondiale,la 173esima #Vicenza
- il più grande spostamento di C-17 da Aviano nella storia d'Italia
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Tra quanto tempo #DonaldTrump vorrà la #Sicilia, come vuole la #Groenlandia e dirà ci serve per la "sicurezza nazionale"?

Dalla #Sicilia,il governo amico di questi qui(il governo #Berlusconi) contribuì a distruggere l'#Iraq nel 2003 con ben 1300 missioni partite da #Sigonella

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Gattini per la Costituzione.
#referendum #referendumgiustizia #gattini #giustizia #Costituzione #ancheno
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buongiorno!
Secondo #DerSpiegel, l'ex numero 2 dei servizi tedeschi del BND e responsabile condivisione intelligence #NATO è cascato nell'attacco di phishing su #Signal da cui noi ci siamo salvati a gennaio,mentre lavoravamo alle inchieste su #ICE e corsi #antisemitismo polizia
in reply to stefania maurizi

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a gennaio, mentre lavoravamo sull'inchiesta sull'#ICE alle #OlimpiadiParalimpiadi Milano Cortina e all'inchiesta su corsi #antisemitismo alla polizia, abbiamo subito 2 attacchi di phishing su #Signal installato su 2 nostri telefoni con 2 sistemi operativi diversi. Uno era così
in reply to stefania maurizi

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secondo #DerSpiegel questo attacco di phishing è stato attribuito dall'intelligence olandese ad "attori statali russi".
Ovviamente NON ho modo di verificare questa conclusione. Ricordo che mi colpirono i 2 attacchi sul mio Signal a distanza di pochi giorni
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Parliamo del fronte cyber Iran-USA: Handala contro Stryker
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/parlia…


Parliamo del fronte cyber Iran-USA: Handala contro Stryker


E’ da un po’ che non riuscivo a prendere del tempo per aggiornare questo blog e, visti gli avvenimenti che hanno determinato e stanno determinando la sicurezza nelle ultime settimane, riapro con un post sull’Iran.

L’11 marzo 2026 Stryker, uno dei colossi mondiali della tecnologia medicale, ha scoperto cosa significa avere l’intero ambiente Microsoft trasformato in un kill‑switch remoto, azionato da un gruppo hacktivista filo‑iraniano che si firma Handala Hack e che l’intelligence occidentale riconduce alla costellazione iraniana Yellow Phobos / Void Manticore / Red Sandstorm. Nel giro di minuti, migliaia di endpoint aziendali – dai server Windows alle workstation fino agli smartphone con profili corporate – sono stati resettati o wipati, i portali di login hanno iniziato a mostrare il logo di Handala e la supply chain sanitaria globale ha avuto un assaggio molto concreto di cosa significhi un attacco distruttivo contro un fornitore critico.​

La narrazione ufficiale dell’azienda, almeno nelle prime ore, è stata prudente: “network disruption”, incidente circoscritto al “Microsoft environment”, nessuna evidenza pubblica di ransomware o malware tradizionale, nessun riferimento esplicito a wiper nel comunicato ai clienti. Eppure le evidenze raccolte nei report di threat intelligence e le testimonianze interne vanno in tutt’altra direzione, parlando di cancellazione massiva di dati, factory reset orchestrati da remoto e indisponibilità diffusa dei dispositivi in decine di sedi nel mondo. Il punto interessante, per una community nerd e tecnica, non è solo il “chi” ma soprattutto il “come”: invece di far leva su un ennesimo payload custom, Handala avrebbe scelto un approccio quasi “living off the SaaS”, abusando di Microsoft Intune per distribuire comandi di remote wipe perfettamente legittimi ma usati con finalità distruttive.

Per capire perché questo incidente pesa più di altri sul piano strategico bisogna partire dal contesto geopolitico. Handala rivendica l’operazione come ritorsione per l’attacco contro la scuola di Minab in Iran, incastonandola in un ciclo di escalation che vede Stati Uniti e Israele da un lato e Teheran dall’altro, con il cyber come teatro operativo ormai pienamente integrato in quello cinetico. Sullo sfondo c’è il ruolo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), che tramite media di Stato come l’agenzia Tasnim ha iniziato a pubblicare liste di “obiettivi legittimi” tra le big tech occidentali, indicando strutture di Google, Microsoft, Nvidia, IBM, Oracle, Palantir e Amazon in Israele e nel Golfo come possibili target di future azioni di “infrastructure warfare”. In questo schema, colpire un fornitore medicale come Stryker non è solo un’operazione di sabotaggio episodica, ma un messaggio: l’Iran‑verse cyber non si limita più a entità governative o utility regionali, può aggredire nodi sistemici della sanità globale e disarticolare la capacità operativa degli ospedali occidentali senza toccare direttamente i loro sistemi clinici.

Dal punto di vista tecnico, il quadro che emerge secondo diverse fonti di cyber intelligence è quello di un’operazione costruita intorno a un wiper, o comunque a un effetto wiper‑like, con un’architettura pensata per massimizzare la distruzione più che l’estorsione. A differenza del classico schema ransomware – cifratura, nota di riscatto, canale di negoziazione – qui il focus è la cancellazione irreversibile dei dati sui sistemi aziendali, l’arresto forzato della produzione, il lock‑out degli utenti dalle applicazioni critiche. Nelle prime ore Stryker ha parlato di impatto confinato all’ecosistema Microsoft, ma i report descrivono un effetto domino su più regioni, dal quartier generale europeo in Irlanda agli stabilimenti di produzione in Nord America e Asia, con shutdown degli ambienti industriali, perdita dei canali di comunicazione interna e cancellazione remota degli endpoint gestiti via MDM.

Il passaggio chiave è il controllo dell’infrastruttura di gestione centralizzata. Yellow Phobos è noto per un modus operandi identity‑centric: phishing mirato, furto di credenziali, abuso di account validi, focus su Microsoft Entra ID e Microsoft 365, e pivot sugli strumenti di orchestrazione come Intune, automazioni Azure o Group Policy per scalare rapidamente i privilegi dentro il tenant. Nel caso Stryker, fonti vicine all’indagine hanno raccontato come il gruppo non avrebbe necessariamente spinto un eseguibile wiper classico, ma sfruttato la console Intune per emettere comandi di remote wipe e factory reset verso qualsiasi dispositivo associato al profilo aziendale, inclusi i telefoni personali BYOD con un work profile. Il risultato è un “wiper as a feature”: invece di un malware che sovrascrive i settori del disco, una tempesta di azioni amministrative legittime ma concatenate per ottenere lo stesso esito, con un livello di tracciabilità e attribuzione ancora più insidioso perché si confonde con l’attività di gestione quotidiana.

Questo approccio è perfettamente coerente con le TTP mappate nel framework MITRE ATT&CK per Handala / Yellow Phobos negli ultimi anni. Sul fronte dell’accesso iniziale, il gruppo ha storicamente combinato spear phishing (T1566) con l’exploitation di servizi esposti (T1190) e il riuso di account validi (T1078), spesso attraverso campagne di brand impersonation che mimano attori fidati come provider di sicurezza o vendor IT per indurre l’utente a consegnare credenziali o token. Una volta dentro, la persistenza passa attraverso l’abuso sistematico di account amministrativi compromessi, l’uso estensivo di interpreter di scripting e strumenti nativi (T1059) e l’escalation via exploitation di vulnerabilità note (T1068), con il movimento laterale orchestrato tramite servizi remoti (T1021) e alternate authentication material (T1550) per attraversare velocemente boundary logici e geografici. L’impatto, come dimostra il caso Stryker, è centrato su data destruction (T1485), endpoint DoS (T1499) e defacement (T1491), con i portali di autenticazione brandizzati Handala a sigillare visivamente la presa di controllo dell’infrastruttura.

Un altro elemento non trascurabile è il ruolo delle identità hacktiviste multiple che orbitano intorno a Yellow Phobos. Handala Hack è solo una delle maschere: le cronache degli ultimi anni hanno già visto Homeland Justice rivendicare operazioni distruttive contro il governo albanese, compresa la compromissione dei sistemi email del parlamento con conseguente sospensione dei servizi, mentre Anonymous for Justice ha firmato presunti wiping contro target israeliani nei settori legale, utilities e servizi finanziari. La logica è quella di una franchising strategy ideologica: nomi e logo cambiano a seconda del messaggio politico e del teatro operativo, ma le infrastrutture, le toolchain e il know‑how restano nelle mani dello stesso cluster operativo legato all’apparato di sicurezza iraniano. Per chi difende, questo rende meno utile concentrarsi sulla “sigla” e obbliga a riconoscere pattern tecnici ricorrenti, come l’abuso di provider di cloud occidentali, il riciclo creativo di domini typo‑squatting e un elenco crescente di IoC che spaziano da indirizzi IP a domini come handala‑hack.to, justicehomeland.* e una lunga serie di pseudo‑brand di big tech usati per phishing e comando e controllo.

Sul terreno, l’effetto dell’attacco è stato immediato anche fuori da Stryker. In Australia, ad esempio, le autorità sanitarie hanno messo in stato di allerta gli ospedali che dipendono da dispositivi e impianti Stryker, consapevoli che una disruption prolungata nella catena di fornitura può tradursi in ritardi nelle procedure chirurgiche, difficoltà nella manutenzione e nei richiami di sicurezza dei device. Al di là del singolo caso, il messaggio per il settore healthcare è che la resilienza non può essere pensata solo dentro il perimetro ospedaliero: un wiper‑driven incident su un player di medtech upstream può avere un impatto sistemico paragonabile a un attacco diretto a un grande ospedale universitario o a una centrale elettrica regionale.

Guardando oltre il perimetro sanitario, l’elenco di minacce diffuse dall’IRGC contro data center e uffici di big tech nel Golfo e in Israele apre un fronte nuovo, in cui i cloud provider e i grandi vendor di AI, storage e analytics non sono più solo infrastrutture di riferimento ma target dichiarati di operazioni di “infrastructure warfare”. Gli episodi recenti che citano attacchi con droni contro data center AWS negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrain – ancora da chiarire nei dettagli tecnici – confermano che il confine tra attacco fisico e attacco logico si va sfumando: la stessa facility può finire in un rapporto di intelligence come potenziale obiettivo cinetico e, contemporaneamente, come nodo da degradare via campagne cyber destruttive o di preposizionamento.

All’interno di un’azienda, ente o organizzazione con footprint cloud esteso e dipendenza strutturale da ambienti Microsoft, la lezione del caso Stryker è tanto banale quanto scomoda: la tua superficie d’attacco più critica non è solo l’ennesimo zero‑day, ma il layer di identity e di gestione centralizzata che hai costruito per semplificarti la vita. La strategia di mitigazione descritta – MFA ovunque, soprattutto sugli account privilegiati, principle of least privilege spinto sulle console amministrative, PAM per isolare e tracciare l’uso delle credenziali ad alto impatto, RBAC rigoroso sui sistemi di endpoint management, EDR e SIEM con regole specifiche per rilevare movimenti laterali e azioni massive di wipe/reset – non è più “best practice”, è la baseline minima per sopravvivere a un avversario che ha dimostrato di saper trasformare Intune nel proprio wiper distribuito. L’altro pezzo del puzzle è la preparedness: backup offline e immutabili delle configurazioni critiche, runbook di incident response che contemplino la perdita simultanea di migliaia di endpoint, canali di comunicazione fuori banda pronti per quando la posta e i sistemi di messaggistica aziendale spariscono in un colpo solo.

In prospettiva, il caso Stryker rischia di essere ricordato come uno spartiacque, non tanto per la tecnologia impiegata – nessun exploit miracoloso, nessun malware da collezione – ma per il salto concettuale nell’abuso delle piattaforme di gestione cloud come arma di distruzione su larga scala. È un modello replicabile, economicamente efficiente per l’attaccante e perfettamente allineato a una dottrina in cui il cyber non serve solo a rubare dati o a fare pressione tramite estorsione, ma a erodere la capacità industriale e la fiducia nelle infrastrutture digitali dei Paesi avversari.


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21 marzo, roma, studio campo boario: misticanza di scritture e arti varie (con mercatino di libri)


header_per_incontri_MISTICANZA_StudioCampoBoario_21-03-2026a Roma, sabato 21 marzo 2026, dalle 10 alle 22
(con una pausa dalle 13:30 alle 15:30)

MISTICANZA allo Studio Campo Boario
in viale del Campo Boario 3 e 4a

ovvero


→ Libridinemercatino del libro (tutto il giorno, tranne la pausa del pranzo)

→ Presentazione della collana “Micropoetiche”, h. 17:00, a cura di Roberta Melasecca

→ Laboratorio Bloomsbury Scrittura orizzontale, h. 17:30, (con il workshop “Vita Morte”,
a cura di Giovanna Mori e Alberto D’Amico)

→ Lettura di poete, h. 19:00, nello spazio cinema, a cura di Bruno Crucitti

→ MISTICANZAReading no stop (dalle 18 alle 22 e oltre, se necessario) con letture di
Domenico Adriano, Marcello Allotta, Massimo Arduini, artisti§innocenti, Mariano Bàino, Paolo Bielli, Marco Caporali, Maria Teresa Carbone, Barbara Carle, Benedetta Cascella, Laura Cingolani, Fabio Ciriachi, Fiammetta Cirilli, Davide Cortese, Mario Corticelli, Bruno Crucitti, Francesco Dalessandro, Alberto D’Amico, Elisa Davoglio, Carlotta Decrock, Luigi Di Cicco, Nina Eaton, Massimo Fedele, Edoardo Ferri, Giovanna Floris, Marco Giovenale, Rita Iacomino, Fabio Lapiana, Maite Wander Garden, Giulio Marzaioli, Donatella Mei, Roberta Melasecca, Francesco Paolo Memmo, Renata Morresi, Fabio Orecchini, Tommaso Ottonieri, Eda Özbakay, Gabriella Pace, Antonella Antonia Paolini, Fabrizio Pelli, Francesca Perinelli, Gilda Policastro, Luciana Preden, Gian Paolo Renello, Lidia Riviello, Franca Rovigatti, Roberto Varese, Caterina Varzi, Manuela Vigorita, Domenico Vuoto

in conclusione, dessert:
Poeti (o prosatori) per un giorno
– con ospiti vari –

evento su Mobilizon:
mobilizon.it/events/955a66de-f…

evento fb: facebook.com/share/17Aqet1WRS/

§


Misticanza” nasce dall’idea di mescolanza come pratica delle arti e postura culturale. Il nome rimanda a un insieme di erbe diverse – spontanee, amare, aromatiche – che convivono nello stesso piatto senza annullarsi. Allo stesso modo, le scritture contemporanee (come le pratiche artistiche) convivono in uno spazio plurale: attraversato da linguaggi, generazioni, forme e modalità espressive differenti.
Lo Studio Campo Boario, fedele alla propria vocazione interdisciplinare, propone per il 21 marzo una giornata che non celebra la scrittura come griglia chiusa di generi (poesia, romanzo, diario, …) ma come territorio poroso, oltretutto in dialogo con arti visive, filosofia, suono e pratica laboratoriale. La “misticanza” è metodo e metafora: accostare, contaminare, far coesistere approcci diversi alla scrittura senza gerarchie, favorendo un ascolto reciproco.
L’evento prende avvio da un gesto fondativo – la lettura di poete – che ha generato, per propagazione, tutte le altre iniziative della giornata. Da qui si sviluppa un programma che alterna editoria indipendente, laboratori, presentazioni e reading, fino a una maratona di scritture aperta e imprevedibile.

§


TRA GLI EDITORI E LE COLLANE PARTECIPANTI:
Benway Series, déclicEdizioni volatili, IFIX, Il Labirinto, La camera verde, Lyceum / “Scuola delle cose”, pièdimosca (collana ‘glossa’), Syn _ scritture di ricerca / ikonaLíber, TIC Edizioni

§


ULTERIORI INFORMAZIONI E DETTAGLI nel seguente pdf:
dettagli & spiegazioni per MISTICANZA_ 21 marzo 2026_ dalle 10 alle 22 allo Studio Campo Boario

COMUNICATO STAMPA IN FORMATO PDF:
pdf com. stampa di Misticanza allo Studio Campo Boario_ 21 marzo 2026

COMUNICATO STAMPA IN FORMATO JPG:
https://slowforward.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/03/misticanza-allo-studio-campo-boario_-21-marzo-2026.jpg

comunicato jpg per Misticanza allo Studio Campo Boario_ 21 marzo 2026
cliccare per ingrandire

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theconversation.com/tiktok-et-…

"Comme le montrent de récentes études, l’anxiété croissante chez les jeunes est nourrie par l’exposition à des contenus violents, sexualisés ou humiliants mais aussi par une dynamique de comparaison sociale continue. Cette exposition engendre un narcissisme fragile fondé sur le paraître au détriment de l’être et alimente des formes d’addictions comportementales.

Il est désormais clairement mis en évidence qu’en enfermant les jeunes dans des boucles de contenus anxiogènes ou stéréotypés, la logique de personnalisation devient elle-même un facteur de risque. L’algorithme ne se contente pas de recommander : il structure les parcours attentionnels en fonction des interactions de chacun, enfermant les jeunes dans une spirale de répétition émotionnelle.

[...] De plus, les normes implicites de visibilité, de beauté, de viralité imposent une esthétique de la reconnaissance qui façonne les représentations de soi. La recherche montre qu’elles accentuent la comparaison sociale, l’anxiété et une estime de soi conditionnée à la validation numérique, notamment chez les adolescentes surexposées à des modèles filtrés bien souvent irréalistes.

[...] L’attention est souvent abordée comme un simple mécanisme cognitif, mais elle est aussi – comme l’ont montré Yves Citton, Dominique Boullier ou Bernard Stiegler – une ressource stratégique captée et exploitée par les plateformes numériques. En sciences de l’information et de la communication (SIC), elle est analysée comme un rapport social structurant, façonné par des logiques de captation continue. Ce n’est donc pas seulement la concentration des jeunes qui est en jeu, mais leur rapport au temps, à la présence et à la possibilité d’une pensée critique.

La construction de soi sur TikTok se fait à travers des codes viraux, des filtres esthétiques, des modèles performatifs. Mais quelle est la nature exacte de cette exposition ? Que signifie se montrer pour exister, se conformer pour être visible ? Peu d’analyses saisissent TikTok comme un dispositif d’injonction identitaire où l’individu devient le principal agent mais aussi le principal produit de sa propre visibilité.

C’est là que l’on comprend que l’adolescent est profilé, influencé à son insu. Il devient, dans cette dynamique algorithmique, à la fois le spectateur, le producteur et la marchandise.

Cette logique relève d’un état de souveillance : une forme de surveillance douce et invisible. L’environnement numérique n’impose rien frontalement, mais oriente subtilement ce qu’il faut être, montrer, ressentir. Un point qui reste à documenter finement chez les publics mineurs.

Par ailleurs, TikTok ne hiérarchise pas les discours. Les témoignages, émotions, faits, récits, discours politique… tous coexistent dans un même flux. Cette indifférenciation des régimes de discours produit une confusion cognitive permanente persistante que les jeunes finissent par intégrer comme norme. La question de la véracité de l’information n’est plus aux premières loges. On est désormais plus dans de la fonctionnalité, dans le nombre de vues, de like.

[...] TikTok concentre les logiques les plus puissantes du numérique contemporain : captation algorithmique, personnalisation affective, exposition identitaire et désintermédiation éducative. Il est désormais important de comprendre comment il agit, ce qu’il transforme et ce que ces transformations révèlent de nos propres vulnérabilités affectives.

Loin des approches moralisantes ou strictement réglementaires, une lecture interdisciplinaire invite à repenser la question autrement : comment armer les jeunes cognitivement, socialement et symboliquement face à ces environnements ?

Les premiers diagnostics sont posés. Les effets sont visibles. Mais les concepts pour penser TikTok à sa juste mesure restent encore à construire."

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Foreste europee a rischio: incendi, tempeste e insetti potrebbero raddoppiare i disturbi entro il 2100

@scuola

corriereuniv.it/foreste-europe…

Incendi, tempeste e infestazioni di insetti xilofagi rappresentano oggi alcune delle principali minacce per le foreste europee. Secondo un nuovo studio internazionale pubblicato

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invito al laboratorio online di scrittura poetica di centroscritture.it, tutti i lunedì sera da oggi, 16 marzo

centroscritture.it/service-pag…


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Videopresentazione del Laboratorio in partenza oggi
[ma le iscrizioni sono aperte ancora per i prossimi giorni]

[youtube youtube.com/watch?v=cmavUHZKA5…]

Nuovo laboratorio online di scrittura poetica, quinta edizione, in partenza – con un primo incontro introduttivo – oggi, lunedì 16 marzo 2026. I materiali che ciascun partecipante di volta in volta realizzerà nelle prossime settimane – ossia nel corso del Laboratorio – saranno poi accolti in un volume antologico pubblicato da ECS – Edizioni del CentroScritture.
#CentroScritture #centroscrittureIt #iscrizioniAncoraAperte #iscrizioniAperte #laboratorioAperto #laboratorioDiScritturaPoetica #laboratorioOnlineDiScritturaPoetica #laboratorioOrizzontale #MarcoGiovenale #poesia #scritturaPoetica #ValerioMassaroni

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Oggi Mastodon compie 10 anni: un bambino bello sveglio, che sta crescendo bene.
Auguri!
Questa voce è stata modificata (3 settimane fa)
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Unimore, imprese italiane tra sostenibilità e guerre commerciali: il seminario al Dipartimento di Giurisprudenza

@scuola

corriereuniv.it/seminario-unim…

Le grandi imprese italiane si trovano oggi a operare in un contesto economico globale sempre più instabile, segnato da tensioni commerciali, politiche protezionistiche e nuove sfide

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" La grande restituzione

Disuguaglianze crescenti e fisco squilibrato: Valori promuove un appello per una patrimoniale sulle grandi ricchezze come atto di giustizia economica e sociale

In Italia la ricchezza continua a crescere ed è sempre più concentrata nelle mani di una manciata di persone, per lo più uomini, spesso attempati, in ogni caso ricchi, ricchissimi. "

valori.it/grande-restituzione-…

#patrimoniale #disuguaglianza #valori #economia #ricchezza

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Prof pedofila, la scuola sotto choc. La 52enne arrestata insegna in un liceo di Treviso

@scuola

corriereuniv.it/prof-pedofila-…

Il mondo della scuola è sotto choc. Una professoressa 52enne di un liceo di Treviso è stata arrestata sabato dal Nucleo investigativo di Roma. L’accusa

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#newbook

🎬 Giovani operaie, mogli intrappolate in matrimoni infelici, ragazze sedotte e abbandonate, relazioni clandestine, violenze taciute, maternità negate, suore attraversate dal dubbio e dal desiderio di autonomia: nel #cinema di #Zavattini, la figura #femminile diventa il luogo privilegiato per mettere in scena le #contraddizioni dell’Italia del #Novecento e il rapporto tra #corpo, #lavoro e #società

⬇️ Scaricalo in #openaccess: libri.unimi.it/index.php/milan…

@cultura

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trying to / differx. 2024 [found]


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(found)
#differx #found #gif

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Gli LLM sono una forza opposta ai social media?

Secondo un'opinione controcorrente, le loro risposte sui temi importanti seguirebbero il consenso degli esperti.

wp.me/p6hcSh-9s5

in reply to .mau.

forse sembrerà una critica alla categoria, ma trovo che I "filosofi della mente" (come l'autore che hai citato) tendano a essere molto interessanti quando forniscono la propria opinione riguardo a questioni legate all'intelligenza artificiale; d'altra parte li trovo molto poco interessanti ed estremamente inaffidabili quando si tratta di fornire ogni interpretazione dell'esistente o, peggio ancora, avventurarsi in previsioni sul futuro.

Il lunghissimo articolo in questione, per esempio, ha il dono di essere estremamente plausibile e di apparire convincente, eppure non presenta adeguati elementi che ne dimostrino la correttezza.

Tutto ciò ci ricorda che l'indipendenza tra l'attendibilità di un testo e la sua plausibilità non è certo un fenomeno distorsivo nato con gli LLM 😅

in reply to .mau.

provo ad esprimere la mia prospettiva su questa faccenda. Intanto, il linguaggio che usiamo per descrivere un fenomeno rischia di generare significati artificiali, che non stanno né nelle cose né nella vita. Quando si parla di LLMs, se si ha cognizione di cosa siano, bisognerebbe tenere sempre presente che stiamo parlando di sistemi informatici molto complessi che però non escono fuori da ciò che, più propriamente, sarebbe meglio chiamare automazione che non AI. In questa prospettiva, noi non "facciamo domande" ma componiamo degli input per sollecitare un sistema, è molto ma molto diverso. Sollecitato, il sistema genera automaticamente un output secondo il modo in cui è stato progettato, secondo la sua logica di funzionamento. Se sappiamo in cosa consiste la fase di "taratura" della matrice di pesi di un LLMs e di come quei valori reali sono memorizzati in DB vettoriali, non dovrebbe stupire il fatto di vedersi restituire in output dal sistema delle informazioni già in qualche modo contenute nei materiali impiegati per il tuning completati poi da quelle reperite nei DB vettoriali ed estratte secondo funzioni matematiche di distanza (vettoriale) tra termini e parole ridotte a vettori e valori reali. In tutto questo, parlare di "apprendimento", "domande", "risposte"... se non usiamo le virgolette significa che stiamo dando per scontato ciò che scontato non è.
Tralascio poi l'uso del termine "allucinazione" riferito alle macchine. Il termine è usato in modo improprio, da un punto di vista di cosa realmente è una allucinazione, ma oltrettutto non ha nulla a che vedere con ciò che realmente accade nella macchina e serve solo a generare una narrativa umanizzante (e falsa) sui LLMs.
Purtroppo su questi giochetti linguistici si sta costruendo una narrativa utile solo al mercato che ha tutto l'interesse a umanizzare le macchine, a fare credere di avere a che fare con dei quasi sistemi viventi, per generare aspettative e spostare più facilmente istituzioni e organizzazioni a firmare contratti d'uso dei sistemi.
Questa voce è stata modificata (3 settimane fa)

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in reply to Gino

@Gert mah, la "domanda" che poniamo a un LLM è indubbiamente una parte dell'input che assieme alla configurazione del modello porterà a un risultato stocastico; da questo punto di vista "prompt" potrebbe essere un termine più neutro. Ma per me il risultato pratico è lo stesso: ottengo un testo che ha generalmente una correlazione con quanto da noi scritto, e può essere visto come "risposta" anche senza antropomorfizzare il chatbot. Con i sistemi esperti funzionava allo stesso modo.

Quanto all'uso del termine "allucinazione": io sono un matematico, e i matematici hanno una lunga tradizione di prendere parole comuni e dar loro un altro significato (cit. Goethe). Quello che succede è ovviamente che a un certo punto la discesa del gradiente ti porta a seguire un'altra strada perdendo così la correlazione con il prompt: ma almeno a me non dà fastidio chiamarla "allucinazione".

cc @aitech che mi ero dimenticato di taggare...

in reply to .mau.

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la domanda, per l'umano, nasce sempre da un modo di sentirsi vivere in un mondo quando i profili di mondo che incontra suscitano sorpresa, spaesamento, curiosità... Un fenomeno estraneo a una macchina che, in quanto tale, non ha né mondo né contesto.
La domanda "come mai la mela cade da un albero?" me la faccio perché ho una precomprensione pratica, tacita e vissuta di cosa significa stare vicino, sopra o sotto un albero, da solo o con altri, con delle sensazioni, dei bisogni, delle aspettative... A partire da quella domanda, se allestisco un esperimento per trovare una risposta non è l'apparato sperimentale che mi fornisce una risposta ma il mio modo di riflettere sulle eventuali invarianze che il dispositivo allestito mi restituisce.
Esiste una interessante ricerca che mostra come la rimozione delle virgolette, un tempo impiegate nella ricerca sulla IA dai primi ricercatori quando parlavano di "intelligenza" o "apprendimento" ecc..., sia stata una precisa operazione di manipolazione che con la ricerca non aveva nulla a che vedere.
Secondo me è importante, quando scriviamo su un social o generiamo testi destinati a non esperti, che ci si sforzi di non dare per scontati significati nei termini che usiamo e se possibile usare le virgolette in riferimento a termini che pertengono l'umano.
Non sarebbe male tenere sempre presente che, nonostante la fascinazione costruita dalle narrative, quando interagiamo con un calcolatore stiamo interagendo con un insieme di porte logiche gestite dall'algebra di Boole, cioè con dei meccanismi come quelli in figura.
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Questo caso dimostra cosa NON è la privacy.

Rispettare l'anonimato, ma fornire puntuali informazioni sull'interessato, lo rende identificabile. Insomma, chi non ha pubblicato il nome, ma ha reso noti altri dettagli, è come se l'avesse pubblicato, e con l'ipocrisia della privacy che, ripeto, non è stata garantita.

Soprattutto è stato leso il diritto dei minori coinvolti a essere tutelati: rendendo rintracciabile il nome di lui sono stati messi in piazza loro. Spero che ciò abbia risvolti legali

in reply to Vitalba

@Vitalba però qui si impone un imperativo prima di tutto morale. Quando ad essere coinvolto è "uno che conta" non si dice il nome, quando è coinvolto un povero cristo ti pubblicano anche il codice fiscale. Ricordo un episodio risalente a parecchi anni fa. Il figlio di un carrozziere che conoscevo si lascia coinvolgere in un giro di spaccio con figli della Como bene. Vengono arrestati, l'unico che finisce sui giornali con nome e cognome è il figlio del carrozziere, degli altri ancora adesso a distanza di anni non si sa nulla. Due pesi e due misure.
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La pagina web da 49 MB. Una storia sulla crisi del giornalismo


Se distrarre attivamente i lettori del proprio sito web fosse uno sport olimpico, le testate giornalistiche sarebbero sempre in cima alla classifica.

Sono andato sul sito del New York Times per dare un'occhiata a quattro titoli e mi sono ritrovato con 422 richieste di rete e 49 megabyte di dati. Ci sono voluti due minuti prima che la pagina si caricasse. E poi ti chiedi perché ogni persona sana di mente che usa la tecnologia abbia un adblocker installato sui computer di tutti i suoi cari.
E la situazione è la stessa per tutte le principali case editrici di oggi.


thatshubham.com/blog/news-audi…

@giornalismo

in reply to macfranc

Visitare qualsiasi sito di notizie su mobile è un dolore al sedere, anche, dato quanto poco spazio sullo schermo hai per leggere effettivamente un articolo. A parte gli adblocker, so che occasionalmente userò gli LLM per riassumere un articolo perché visitare la pagina blocca letteralmente il mio telefono.

Tradotto con Lumo AI.

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A #PresaDiretta, le immagini assolutamente vergognose, da schifo e obbrobrio, del #lager in cui vivono braccianti agricoli migranti in #Puglia #BorgoMezzanone
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La scienza delle scorregge: l'Università del Maryland ha creato l'Hubble della petosfera


Smart Underwear, il primo dispositivo indossabile progettato per misurare la flatulenza umana. Tracciando l'idrogeno nelle flatulenze, il dispositivo aiuta gli scienziati a rivisitare ipotesi di lunga data sulla frequenza con cui le persone scoreggiano effettivamente. Apre inoltre una nuova finestra sulla misurazione del metabolismo microbico intestinale nella vita di tutti i giorni.

NB: l'equipe sta reclutando volontari per mappare l’intero spettro della flatulenza umana.


cbmg.umd.edu/news-events/news/…

@scienza