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Tra i limiti delle AI e le prerogative che sono soltanto umane


@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Proviamo a scoprire quali sono gli ambiti in cui le AI - strumento potentissimo ma di certo non onnipotente - non possono sostituire l'uomo. Per valutarne correttamente la loro adozione in azienda
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La fine delle scorribande Statali nel Cyberspazio sta per finire? La bozza di 56 pagine redatta dall’ONU


L’undicesima sessione finale dell’Open-Ended Working Group (OEWG)sulla sicurezza informatica si è aperta presso la sede delle Nazioni Unite a New York il 7 luglio. Il gruppo è stato creato nel 2019 su iniziativa della Russia con l’obiettivo di elaborare norme per un comportamento responsabile degli Stati nello spazio informativo. L’incontro durerà fino all’11 luglio e i partecipanti sperano di adottare un rapporto finale che sarà concordato da tutti i Paesi partecipanti al processo.

La bozza del documento di 56 pagine, presentata alla vigilia della sessione, è stata preparata dal presidente dell’OEWG, il diplomatico singaporiano Burhan Ghafoor. La bozza sottolinea che il lavoro del gruppo nel periodo 2021-2025 si è svolto in un “contesto geopolitico molto difficile”, caratterizzato da forti rivalità tra potenze, tensioni politiche, frammentazione dell’economia globale e crescenti preoccupazioni circa l’uso improprio delle ICT da parte di attori sia statali che non statali. Ciononostante, l’OEWG è riuscito a costruire un clima di fiducia e a sviluppare una comprensione comune delle questioni chiave.

Il formato OEWG è diventato il secondo meccanismo specializzato all’interno delle Nazioni Unite sulle questioni di sicurezza informatica internazionale, insieme al Gruppo di Esperti Governativi (GGE), anch’esso istituito su iniziativa della Federazione Russa nel 2004. Quasi tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, nonché rappresentanti di organizzazioni internazionali, aziende e ONG, partecipano alle discussioni dell’OEWG. Il gruppo si basa su 11 norme di condotta volontarie concordate all’interno del GGE, tra cui l’impegno a non utilizzare tecnologie informatiche contro infrastrutture critiche, a non consentire attacchi dal proprio territorio e a non introdurre funzioni nascoste (“backdoor”) nei prodotti IT.

La bozza del rapporto finale riproduce questi standard e contiene nuove proposte discusse durante i lavori del gruppo. In particolare, propone di garantire la protezione dei cavi sottomarini e dei satelliti per telecomunicazioni da sabotaggi che potrebbero compromettere l’accesso a Internet su scala regionale. Tuttavia, come in precedenza, tutte le misure hanno natura consultiva e non comportano conseguenze legali in caso di inosservanza.

La Russia, che insiste sull’elaborazione di una Convenzione sulla sicurezza internazionale dell’informazione giuridicamente vincolante, ha precedentemente presentato un progetto aggiornato per un documento basato sui principi di sovranità statale e non ingerenza. I suoi obiettivi principali sono prevenire i conflitti, sviluppare la cooperazione e sostenere il potenziale informatico dei paesi in via di sviluppo. Tuttavia, questa iniziativa sta incontrando la diffidenza di diversi paesi occidentali e per ora rimane a livello concettuale.

Allo stesso tempo, una delle proposte concrete della Russia è stata implementata con successo: un anno fa è stato creato il “Registro globale dei punti di contatto”, una piattaforma per l’interazione tra i Computer Emergency Response Team (CERT) nazionali. È pubblicato sul sito web dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari del Disarmo (UNODA) ed è diventato il primo strumento universale di rafforzamento della fiducia all’interno dell’OEWG. Secondo i rappresentanti, il registro consente alle autorità competenti di diversi Paesi di scambiarsi tempestivamente informazioni in caso di incidenti nel cyberspazio.

All’ordine del giorno della sessione è prevista anche una discussione sul futuro del meccanismo negoziale stesso. La Russia propone di sostituire il formato temporaneo con un organo permanente dotato di potere decisionale e della capacità di elaborare norme giuridicamente vincolanti. Nonostante il sostegno di molti partecipanti all’idea di una piattaforma a tempo indeterminato, i parametri specifici del suo futuro mandato rimangono oggetto di disaccordo.

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E' successo ancora, un'altra bici rubata


E' successo ancora: un mio collega ha lasciato la bici alla stazione, regolarmente bloccata con un lucchetto, e stamattina non l'ha più trovata.

Capisco che il Paese abbia altri e più importanti problemi di cui occuparsi, ma sarebbe davvero uno sforzo proibitivo quello di dotare tutte le stazioni ferroviarie o degli autobus di una rastrelliera e di un paio di telecamere puntate sopra?

Per quanto ancora il furto della propria bici dovrà essere vissuto come la norma, come una tassa da pagare per lo "sfizio" di volersi muovere con il mezzo meno inquinante di tutti?

Io veramente non capisco...

#ciclismourbano



Anonymous rivendica un presunto doxxing ai danni di 16 membri del partito AKP turco


Il 5 luglio 2025, l’account YourAnonFrench_ collegato alla rete Anonymous, ha pubblicato un post sulla piattaforma X (ex Twitter) dichiarando di aver avviato un’azione di doxxing nei confronti di 16 esponenti del partito turco AKP (Adalet ve Kalkınma Partisi).

Nel contenuto diffuso, il gruppo ha incluso un’immagine con nomi, indirizzi email istituzionali, numeri di telefono con prefisso internazionale e altri dati personali riconducibili a membri del partito. L’immagine si chiude con la frase: “More coming soon…”, lasciando intuire che potrebbero esserci ulteriori divulgazioni a breve.

Secondo quanto dichiarato dal gruppo, l’azione si inserirebbe nell’ambito della più ampia campagna #OpTurkey, attiva ormai da oltre un decennio.

Una campagna longeva: cos’è #OpTurkey


La sigla #OpTurkey non è nuova nel panorama hacktivista. La sua prima apparizione risale al 2011, quando Anonymous ha lanciato una serie di attacchi contro siti istituzionali turchi per protestare contro i tentativi di censura su Internet da parte del governo.

Come riportato da Dark Reading, tra i primi bersagli figurava l’autorità nazionale per le telecomunicazioni (BTK), in risposta a una proposta di filtraggio obbligatorio dei contenuti online.

Poco dopo, le autorità turche hanno reagito con un’ondata di arresti: 32 persone, tra cui diversi minorenni, sono state fermate con l’accusa di far parte del collettivo. A confermarlo è Reuters, che ha seguito da vicino la vicenda.

Nel 2013, nel pieno delle proteste di Gezi Park, Anonymous ha rilanciato l’operazione, schierandosi apertamente con i manifestanti. Come documentato da Bianet, sono stati condotti attacchi DDoS e defacement contro portali della polizia e del governo, inclusi quelli del partito AKP.

Due anni dopo, nel 2015, il gruppo ha dichiarato una vera e propria “cyber-guerra” contro la Turchia, accusando il governo Erdoğan di presunte connessioni con lo Stato Islamico. In quella fase, come riportato da Hürriyet Daily News, Anonymous ha attaccato migliaia di domini con estensione .tr, generando un traffico DDoS di oltre 40 Gbps.

Quella di luglio 2025 sembrerebbe una nuova fase della stessa campagna, con un cambio netto di strategia: non più solo azioni tecniche contro le infrastrutture digitali, ma una scelta mirata di doxxing come strumento di pressione politica.

Una verifica condotta sul sito ufficiale del partito AKP (akparti.org.tr) e sui canali social associati al partito non ha restituito alcun comunicato ufficiale, né smentite o dichiarazioni in merito alla rivendicazione. Al momento, dunque, non risultano conferme da parte dell’organizzazione coinvolta.

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STATI UNITI. Il laboratorio di sfruttamento di Amazon Prime non ha niente da festeggiare


@Notizie dall'Italia e dal mondo
Mentre il presidente Jeff Bezos si gode la luna di miele, i lavoratori di Amazon rischiano infortuni e ricoveri ospedalieri record durante i quattro giorni di saldi estivi
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Il Cyberpandino è pronto per il Mongol Rally 2025: RHC tifa per voi ragazzi! A tutto GAS digitale!


Il progetto Cyberpandino non è solo un’idea folle, ma una grande avventura su quattro ruote progettata e realizzata da due menti brillanti romane – Matteo Errera e Roberto Zaccardi – che hanno preso una Fiat Panda del 2003, pagata appena 800 €, e l’hanno trasformata in un vero laboratorio hi‑tech su ruote.

Si tratta del cyberpandino, pronto ad affrontare ben 14.000 km di sterrati europei e asiatici per partecipare al leggendario Mongol Rally, un rally internazionale non competitivo gestito dalla società The Adventurists di Bristol che si svolge dal 2004.

Il Mongol Rally


Il Mongol Rally, nato come puro evento di beneficenza dal 2004 al 2006, con tutti i proventi dalle tasse di iscrizione utilizzati per organizzare l’evento e la restante parte destinata a opere di beneficenza è divenuto è cambiato successivamente a partire dal 2007 quando League of Adventurists International Ltd, un’azienda privata, ha iniziato a gestirlo.

Pensate che l’edizione del 2007 del Mongol Rally partì da Hyde Park, a Londra, il 21 luglio e fu limitato a 200 squadre. Vennero raccolte più iscrizioni di quanto gli organizzatori avessero previsto, tanto da assegnare i primi 100 posti in 22 secondi. A causa di questa imprevista popolarità, gli ultimi 50 pass di partecipazione furono assegnati attraverso una procedura di sorteggio casuale.

L’idea alla base del Mongol Rally è semplice, ma allo stesso tempo incredibile. “Ti diamo un punto di partenza e un punto di arrivo, ma dove andrai o cosa farai nel frattempo è interamente il tuo bagaglio fumante di magia avventurosa. Ti consigliamo di non perdere troppo tempo a pianificare il tuo itinerario o a consultare mappe o guide utili. Scopri cosa c’è lì quando arrivi. Scatena l’inaspettato.” Questi i termini della sfida. E non è cosa da poco non è vero?

Queste le date di questa avventura:

  • 12 luglio: festa di lancio
  • 13 luglio: giorno di lancio
  • 16 agosto: prima festa al traguardo
  • 23 agosto: festa al traguardo e cerimonia di chiusura

E sul sito del Mongol Rally si legge anche

Quest’anno non potremo attraversare la Russia, il che significa che non potremo arrivare fino in Mongolia, ma tra voi e il traguardo ci sarà comunque un’enorme fetta di caos centroasiatico. Perdetevi sulla Pamir Highway, sfasciate la macchina sui sentieri montani del Kirghizistan, arenatevi sulla strada per le Porte dell’Inferno in Turkmenistan… Aggiungete un po’ di caos uzbeko e avrete un’avventura gigantesca attraverso i possenti ‘stan. Il traguardo del 2025 si trova dall’altra parte del deserto, nell’estremo oriente del Kazakistan. Stiamo già esplorando le location nella regione di Oksemen, intorno al fiume Irtysh e al lago Zaysan, quindi la posizione esatta sarà confermata presto.

Una Panda… diventata “Cybertruck” in versione economica


La vecchia Panda, è equipaggiata da un classico motore Fire 1.1 e 140.000 km sul groppone, è stata completamente rivisitata. Ora sfoggia fari LED stampati in 3D, un’interfaccia touchscreen chiamata “Panda OS” con stile fumettoso e tanto eco‑nerd, e una strumentazione digitale sofisticata realizzata interamente dal team dei due romani.

Tutta questa tecnologia open source è stata sviluppata in garage, riflettendo perfettamente lo spirito maker del team. Inoltre la cyberpanda è dotata di un trasmettitore satellitare fornito dalla telespazio che consente al nostro equipaggio di poter accedere ad internet nei posti più impervi del pianeta.
Cruscotto e strumentazione di bordo del pannello principale del cyberpandino

Dettagli del restomod hi‑tech


  • Infotainment touch e toggle switch ispirati all’avionica, integrati in un sistema React.js basato su Raspberry Pi .
  • Connessione satellitare Telespazio, per rimanere sempre online anche nel mezzo del deserto it.motor1.com.
  • Sensori OBD2, GPS, IMU, e perfino qualità dell’aria: la Panda è diventata una sorta di stazione mobile per dati, monitoraggio e storytelling continuo it.motor1.com+1it.wikipedia.org+1.
  • Assetto rinforzato, taniche di scorta e ruote off‑road — tutto pensato per affrontare le piste “inguardabili” che separano la Praga dalla Mongolia it.motor1.com.


Red Hot Cyber scende in pista… o meglio, in fuoristrada


Noi di Red Hot Cyber siamo fieramente al fianco di Matteo e Roberto – il team che ormai chiamiamo affettuosamente il “Magic Team” – mentre si lanciano in questa folle e straordinaria sfida da 14.000 chilometri tra Europa e Asia.

È una corsa di coraggio, ingegno e passione, senza alcuna assistenza esterna, dove ogni riga di codice e ogni vite avvitata con una pinza contano più di quanto si possa immaginare. Cosa mai potrà andar storto?

Beh, tutto potrebbe andare storto… ma è proprio questo il bello del Mongol Rally. Il nostro team è pronto a tutto: hanno affrontato crash di sistema, bulloni spezzati e compilatori più testardi della sabbia del deserto. E continueranno a farlo con il sorriso!

Crediamo fermamente che questa impresa rappresenti al 100% ciò in cui crediamo anche noi: la cultura hacker e maker, fatta di creatività, resilienza, condivisione, e di quella incoscienza sana che ti fa dire: “Prendiamo una Panda, attacchiamoci sensori, scriviamoci sopra un software e attraversiamo mezzo… ma dico proprio mezzo mondo”.

Forza Cyberpandino! RHC Tifa per te!


Il viaggio del Cyberpandino è cominciato!

Il vostro tifo scalda il motore e il cuore!

Avanti con Matteo e Roberto equipaggiati di saldatori, script, sogni e tanta voglia di scoprire. Seguiamoli, condividiamo, facciamo rumore: ammirazione, supporto e adrenalina sono il carburante di questa corsa epica!

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OpenAI sceglie i chip TPU di Google per ridurre i costi e la dipendenza da Nvidia


OpenAI ha iniziato a utilizzare i chip TPU di Google al posto delle tradizionali schede grafiche Nvidia per ridurre i costi e la dipendenza da un singolo fornitore.

Secondo Reuters, questa è la prima volta che l’azienda noleggia potenza di calcolo da Google Cloud invece di affidarsi esclusivamente all’infrastruttura Microsoft e Oracle con GPU Nvidia.

In precedenza, OpenAI si affidava alle GPU Nvidia per gestire ogni aspetto , dall’addestramento all’erogazione di ChatGPT. Ora, l’azienda sta aggiungendo un altro importante partner per ridurre i rischi associati ai vincoli di fornitura e al predominio di un singolo fornitore. Sebbene Google non fornisca ancora le TPU più potenti, anche i modelli disponibili sono sufficienti per elaborare le query in modo efficiente e a un costo inferiore rispetto all’hardware Nvidia. La motivazione principale di questo passaggio è la riduzione dei costi di inferenza, ovvero la parte del lavoro del modello in cui interagisce con gli utenti.

Questa partnership è significativa anche per Google. Per la prima volta, l’azienda offre i suoi chip TPU non solo per uso interno, ma anche per clienti esterni. OpenAI ha già visto l’adesione di attori del calibro di Apple, Anthropic e Safe Superintelligence.

Google sta gradualmente rafforzando la sua posizione nel cloud computing e compete sempre più con Nvidia , impegnandosi a offrire alternative più convenienti e a cambiare gli equilibri di potere nel mercato dei chip di intelligenza artificiale.

L’accordo tra OpenAI e Google riflette una tendenza più ampia: il mercato dell’intelligenza artificiale sta diventando meno centralizzato, gli operatori cercano flessibilità e la concorrenza si sta intensificando. Ciò potrebbe avere un impatto sui costi dell’hardware, sul ritmo dello sviluppo tecnologico e sull’equilibrio di potere nel settore.

Questa decisione sottolinea l’importanza della diversificazione e della flessibilità nel mercato dell’intelligenza artificiale, dove la competizione si sta intensificando e gli operatori cercano soluzioni più efficienti e convenienti.

In generale, la tendenza verso una maggiore decentralizzazione e competizione nel mercato dell’intelligenza artificiale potrebbe portare a una riduzione dei costi e a un aumento dell’innovazione. Le aziende come OpenAI e Google stanno lavorando per offrire soluzioni più efficienti e convenienti, il che potrebbe avere un impatto positivo sull’intero settore. Inoltre, la scelta di OpenAI di utilizzare i chip TPU di Google potrebbe essere vista come un esempio di come le aziende stiano cercando di diversificare le loro forniture e ridurre la dipendenza da un singolo fornitore, al fine di mitigare i rischi associati ai vincoli di fornitura e al predominio di un singolo fornitore.

La conclusione principale è che il mercato dell’intelligenza artificiale sta subendo una trasformazione significativa, con una maggiore competizione e decentralizzazione che potrebbero portare a soluzioni più efficienti e convenienti.

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Spazio e industria, il direttore generale dell’Esa visita la nuova Space smart factory di Roma

@Notizie dall'Italia e dal mondo

Il direttore generale dell’Agenzia spaziale europea, Josef Aschbacher, ha visitato in anteprima la nuova Space smart factory di Thales Alenia Space a Roma. L’impianto, in via di completamento, sarà inaugurato dopo l’estate e



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#Gaza, sterminio e resistenza


altrenotizie.org/primo-piano/1…


Trump wants to erase any "negative" content from educational sites at National Parks. A group of data preservationists asks visitors to help them document placards and monuments, before they disappear.#archiving #nationalparks


Sesta generazione, ecco perché lo Scaf rischia di fare la fine dell’Eurofighter

@Notizie dall'Italia e dal mondo

Certi programmi non ingranano, fanno dei giri immensi e poi si arenano lo stesso. Questo appare il destino dello Scaf (Système de combat aérien du futur), il programma franco-tedesco-spagnolo per sviluppare un sistema di combattimento aereo di sesta generazione. Dassault Aviation (prime



IndoMed, così i laser cinesi disturbano la missione Aspides

@Notizie dall'Italia e dal mondo

Il ministero degli Esteri tedesco ha convocato l’ambasciatore cinese a Berlino, Ruiyu Li, per chiedere spiegazioni di quanto successo nel Mar Rosso, dove un laser di un’imbarcazione della Marina dell’Esercito popolare di liberazione avrebbe “inquadrato” un aereo con a bordo uomini della Deutsche




putin potrebbe scoprire che i "ricatti" della cina possono essere anche peggiori di quelli dell'"europa", specie considerando che la cina è un competitor più diretto e con meno scrupoli. e poi questa volta, quando enterà magari anche un conflitto di interessi con la cina, a chi si rivolgerà per sostegno? niente è gratis.


Guerra Ucraina Russia, Cremlino: "Armi Usa a Kiev non in linea con promozione pace"
ma che culo.... l'unica riposta può essere: "l'invasione di un paese libero non è in linea con la promozione della pace"




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EDIT: ho rifatto accesso e il problema n. 1 si è risolto (ma non il n. 2)


Sto (ri)provando a usare Raccoon e ho due problemi.

1) la timeline "Iscrizioni" mi appare vuota ("Qui non c'è nulla da visualizzare")

2) nella scheda Profilo vedo i miei post ma alcuni sono troncati (ho provato a cambiare la modà di visualizzazione su Completa", non funziona)

Uso l'ultima versione e sono su /e/OS.

N.B. sto usando Raccoon anche per il mio account mastodon.uno e con quello non ci sono problemi

Suggerimenti?

Grazie 🙏

@Signor Amministratore ⁂

in reply to Signor Amministratore ⁂

@Signor Amministratore ⁂
Sì, è su "illimitato".
In particolare c'è un post che mi taglia molto presto.
Allego 2 screenshot: uno del post visualizzato nella scheda Profilo dal mio account Friendica (tema verde, post troncato) e uno dello stesso post aperto loggandomi dall'account Mastodon (tema blu, il post compare per intero).
🤔
in reply to Tiziano

@Signor Amministratore ⁂ Ok, si è perso il testo che avevo scritto...
L'opzione è su "illimitato"
I due screen si riferiscono allo stesso post, che viene troncato se lo apro nella scheda profilo loggandomi su poliverso.org ma viene visualizzato interamente se lo cerco dopo essermi loggato su mastodon.uno
in reply to Tiziano

@Tiziano sì, confermo che succede anche a me.

@𝔻𝕚𝕖𝕘𝕠 🦝🧑🏻‍💻🍕 riesci a capire perché Raccoon taglia post come questo?
⬇️
poliverso.org/display/0477a01e…


ALTERNATIVE #01: AMAZON


Comincia a essere chiaro a tutti quanto sia importante in questo momento STACCARSI DAI GRANDI MONOPÒLI americani.

Comincio dal n.1 nel commercio online: AMAZON (ma anche eBay).
Oltre al sacrosanto 'andiamo nei negozi', ci sono "marketplace" alternativi?
Non solo: c'è DI MEGLIO.
Scopriamo insieme queste vere e proprie chicche!

1) commercioVirtuoso (tante categorie)
Italiani, sostenibili e di qualità: i prodotti di questa giovane impresa promettono di venire incontro al commercio locale (acquisti dai negozi sul territorio), all'ambiente (la merce non deve percorrere mezzo mondo) e al valore della lentezza (opposta al "fast" del consumo usa-e-getta).

2) Bookdealer (libri)
Comprare dalle librerie indipendenti con la comodità di ordinare online: è questo l'obiettivo di questa iniziativa, che permette di trovare un libro in una delle librerie aderenti sul territorio nazionale e farselo recapitare anche direttamente a domicilio.

3) Emarketworld (tante categorie - no libri)
Un'altra startup italiana relativamente giovane, che si presenta come un marketplace onesto e con ottime recensioni, un vasto assortimento e la possibilità di trovare anche occasioni e prodotti ricondizionati.

4) PagineGialle Shop (tante categorie - no libri)
Sorprendentemente poco conosciuto, il marketplace di Pagine Gialle è molto assortito. Come su Amazon, i prodotti possono essere venduti dai singoli venditori o direttamente dallo Shop. Vale la pena di esplorarlo bene.
Da segnalare anche PagineGialle, che permette di trovare i negozi più vicini senza passare per Google Maps, e PGCasa, dove si possono reperire facilmente artigiani per tutti i piccoli e grandi lavori domestici.

5) Libri da Asporto (libri)
Non è un vero marketplace, ma un sito che raccoglie molte librerie aderenti, permettendo di trovare facilmente le più vicine sul territorio e di mettersi in contatto direttamente con loro (via email o whatsapp) per ordinare e farsi recapitare i libri anche a domicilio.

6) Subito (tante categorie)
Sicuramente più conosciuto (grazie anche alle campagne pubblicitarie), oltre ad essere un marketplace molto assortito, permette di pubblicare annunci e si configura perciò come una delle alternative nostrane che possono competere anche con eBay (tuttavia senza possibilità di asta).

7) Il Fedimercatino
E per restare nel Fediverso, che dire di questa bella iniziativa no-profit federata, collegata alla comunità Lemmy @Il Mercatino del Fediverso 💵♻️? Il "Mercatino delle Pulci Online Eco-Sostenibile del fediverso" è un piccolo e giovanissimo spazio (in espansione!) nato per contrastare la cultura dello spreco, ridurre i rifiuti e promuovere la filosofia del "Regalo Consapevole" (ma è possibile vendere o acquistare prodotti con prezzi fino a 299€). Leggete bene la pagina about!

8) StrumentiMusicali / MercatinoMusicale (strumenti musicali, apparecchiature e accessori)
Tra i tanti siti specializzati in una sola categoria, presento questo (anche per... deformazione professionale), che ho sempre trovato affidabile, ben fornito e di riferimento nel mondo musicale.
Il Mercatino è inoltre un sito dove mettere e trovare annunci per ottime occasioni.

#Amazon #noamazon #degafam #eBay #NoEbay #buyeuropean #compraeuropeo #compraitaliano #monopolio #alternative #marketplace


in reply to Signor Amministratore ⁂

@Signor Amministratore ⁂ @𝔻𝕚𝕖𝕘𝕠 🦝🧑🏻‍💻🍕 C'è un follow-up qui... e giuro che mi stanno simpatici i procioni 🙄


Problemi con Raccoon


Raccoon for Friendica sarebbe un'ottima app per poter accedere a tante delle numerose funzionalità di Friendica dallo smartphone. Peccato che più lo uso e più saltano fuori problemi...
Già in un post precedente ho segnalato come ogni tanto il testo di alcuni post sparisca, o venga troncato dopo poche righe.
Inoltre, anche la timeline ogni tanto (ma anche dopo meno di un giorno dal login) sparisce completamente, mentre le altre schede continuano a mostrare contenuto. Il workaround è fare logout e login andando sulla scheda profilo, ci vuole un attimo con le credenziali memorizzate nel browser ma senza dubbio è una bella rottura di scatole.
Ora, stamattina ho aperto la schermata dei tracker rilevati da uno dei miei dispositivi /e/OS (un Teracube 2e che tengo senza SIM) e, con mia grande sorpresa, Raccoon era in cima alla lista con ben 4 tracker! Ho aperto la relativa schermata e vi rimando all'immagine per i dettagli. Vedo inoltre che anche l'App Lounge di sistema mostra 2 tracker, mentre per Fedilab non ne viene rilevato nessuno.
La cosa strana è che questo lo vedo solo su questo dispositivo. Sul mio telefono principale (un Murena One su cui gira esattamente la stessa versione di /e/, la 3.0.1), né Raccoon né l'App Lounge mostrano tracker.
Per completezza, l'analisi Exodus dei certificati di firma dei tracker ne rileva in Raccoon solo uno, Sentry, che non è nessuno dei 4 mostrati da /e/...
Qual è la verità?

@𝔻𝕚𝕖𝕘𝕠 🦝🧑🏻‍💻🍕 @Akesi seli 🐉
#raccoon #raccoonforfriendica #trackers #murenaos #Murena




Il Pentagono sceglie Roboze per rafforzare la supply chain industriale. I dettagli

@Notizie dall'Italia e dal mondo

A Houston, in Texas, c’è un pezzo di Italia che sta guadagnando spazio nelle strette maglie dell’industria della difesa americana. Si tratta di Roboze, società deep tech con base a Bari e specializzata nella stampa 3D industriale di materiali compositi ad



Il rumore degli uomini soli – cronaca dell’individualismo imperante
freezonemagazine.com/articoli/…
Nelle notti infuocate e insonni di quest’ennesima estate — che sarà, di certo, meteorologicamente da dimenticare — il pensiero continua a rivolgersi agli accadimenti degli ultimi tre anni. Addormentarsi diventa ancora più difficile, perché il fardello che dobbiamo portare è sempre più pesante e la via d’uscita sembra non


Campi “umanitari” e città recintate: l’architettura della pulizia etnica a Gaza


@Notizie dall'Italia e dal mondo
Progetti Usa e israeliani alimentano ulteriormente il sospetto di un piano di espulsione della popolazione palestinese in via di elaborazione
L'articolo Campi “umanitari” e città recintate: l’architettura della pulizia etnica a Gaza proviene da



Turchia: nuova ondata di arresti di sindaci dell’opposizione


@Notizie dall'Italia e dal mondo
In Turchia la polizia ha arrestato altri sindaci dell'opposizione e il primo cittadino di Istanbul, principale sfidante di Erdogan alle presidenziali, rimane in prigione con accuse di corruzione
L'articolo Turchia: nuova pagineesteri.it/2025/07/08/med…




@devol

Come si fa a impostare l'istanza SearXNG di devol.it come motore di ricerca di default su Firefox?

#devol

in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

cerca fra le estensioni "searxng devol" e installala, ti permette di avere configurata searxng di efault su firefox.
in reply to Devol ⁂

@Devol ⁂

È la prima cosa che ho provato ma a quanto ho capito non imposta l'istanza di devol.it ma quella di seek.fyi.

C'è differenza immagino, o no?

in reply to Devol ⁂

@Devol ⁂

Non riesco a far funzionare i "!bang". Volevo cercare una parola usando il bang "!translate" e SearXNG di devol.it mi ha dato un errore, ho pensato fosse un caso particolare ma provandone altri mi sembra che ci sia effettivamente qualcosa che non va (o qualcosa che non capisco io nel funzionamento dei bang).

Metto un esempio nella screenshot qui sotto, in cui provo a fare una ricerca della parola "albero" su Wikipedia.

in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

abbiamo provato altri e funzionano, qua c'è la guida: newsletter.devol.it/guida-comp…

evidentemente alcuni motori ci bloccano pensando che siamo dei bot.



Il divano dei fratelli Knopfler
freezonemagazine.com/rubriche/…
Nel maggio del 1973, Mark Knopfler lascia Leeds e l’Università dove si è laureato in Letteratura Inglese alla volta di Londra. Quando parte è un giovane professore precario di 24 anni e un giornalista praticante del quotidiano Yorkshire Evening Post. Gli piace la musica e impara a suonare la chitarra da solo aiutato in questo […]
L'articolo Il divano dei fratelli Knopfler proviene da FREE


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Semplificazione normativa: Perché l’UE deve essere leader nella tecnologia applicata al diritto?

L'articolo proviene da #Euractiv Italia ed è stato ricondiviso sulla comunità Lemmy @Intelligenza Artificiale
“Nell’era del cloud computing e dell’intelligenza artificiale (IA) è paradossale che la macchina legislativa europea funzioni

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Ciao @Pierrot e benvenuto!

Se vuoi sapere cosa succede qui, puoi iniziare da

1) Questo link poliverso.org/community che ti mostra i contenuti prodotti dagli utenti del solo server Poliverso
2) Questo link poliverso.org/community/global che ti mostra i contenuti prodotti dagli utenti di server diversi da Poliverso
3) Questo link poliverso.org/network dove vedrai gli aggiornamenti dei tuoi contatti; e se anche non hai ancora contatti (e quindi non vedrai nulla nella pagina principale), puoi dare un'occhiata ai link a sinistra, dove troverai un filtro sui contenuti, in base alla tua lingua, gli ultimi contenuti pubblicati oppure tag come #Art #Socialmedia e #USA.
4) Questo link poliverso.org/calendar che ti mostra gli eventi federati condivisi da persone del tuo server o dai contatti dei tuoi contatti

Infine ti do il link di un promemoria utile per i nuovi utenti Friendica (ma anche per quelli meno nuovi)


I dieci comandamenti di Friendica. Cosa fare con l’account che abbiamo aperto su Poliverso?

Ecco una sorta di decalogo su Friendica. Ci sono molti link che possono appesantire la lettura, ma speriamo che vi piaccia e soprattutto ci auguriamo che lo troviate utile!

informapirata.it/2025/02/02/i-…

#Fediverse #Fediverso #Friendica

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More than $160 million in crypto is riding on the definition of 'suit.'

More than $160 million in crypto is riding on the definition of x27;suit.x27;#News


Polymarket Gamblers Go to War Over Whether Zelenskyy Wore a Suit


Polymarket, an online betting marketplace that bills itself as the future of news, can’t decide whether or not Ukrainian president Volodomyr Zelenskyy wore a suit during a recent appearance in Europe. The gambling site is set to make a final judgement about the question in a few hours and more than $160 million in crypto is riding on it.

Polymarket is a gambling website where users predict the outcome of binary events. It gained prominence in the runup to the 2024 election, signed an exclusivity deal with X in June, and sees itself not just as an online betting parlor, but as an arbiter of truth. Its founder, Shayne Coplan, thinks that the future of media belongs to a website made for degenerate gamblers to make silly bets.
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And yet this arbiter of truth had trouble figuring out if Zelenskyy wore a suit at the end of June during a NATO summit. The bet, started on May 22, is simple: “Will Zelenskyy wear a suit before July?” The answer, it turns out, is pretty hard. When Zelenskyy showed up at a NATO summit wearing a tailored jacket and a button up shirt, a stark contrast to his more casual military style garb, a community-run Polymarket account posted, “President Zelenskyy in a suit last night.”

President Zelenskyy in a suit last night pic.twitter.com/Uo3Rhuzkq1
— Polymarket Intel (@PolymarketIntel) June 25, 2025


But people who bet “no” cried foul, complaining that he wasn’t actually wearing a suit on social media and in Polymarket hosted chat rooms. Zelenskyy’s “suit” was an all black get-up with no tie and four cargo-style pockets, some pointed out. The jacket was suit shaped, but it didn’t quite fit everyone’s definition of formal dress. And, perhaps most telling on the side of “not an actual suit,” he was wearing tennis shoes.

According to the “rules” underneath the bet, the market would resolve as a “yes” if the Ukrainian president is photographed or videotaped wearing a suit. “The resolution will be the consensus of credible reporting.”

All the credible reporting around the scene described Zelenskyy’s outfit as a suit. He’s known for wearing military style outfits so the sudden formal outfit generated a lot of headlines. Reuters said the outfit was “suit-style,” a Fox News pundit joked that Trump won’t recognize Zelenskyy because he’s wearing a suit, and the NY Post said that he ditched a “T-shirt for a suit.” There were many more media outlets that noted the fashion upgrade.

At first, the betting market agreed with them. It resolved the bet as a “yes,” but the site’s “no” holders flagged the issue for a disputed resolution. Polymarket kicked the question to a third party, which considered the issue and changed the outcome to a “no.”

Some disputes on Polymarket, like this one, are resolved through a blockchain based third party system called UMA. In this system, the question of how to resolve a disputed market gets thrown to people who hold UMA tokens and who are, in theory, impartial. Holding a UMA token buys you a voice in the debate, which plays out in Discord servers and can be watched by the public.

On social media and in Discord, people are accusing UMA token holders of placing side bets on the suit question and attempting to manipulate the market so one side wins. The Discord conversation is full of people claiming UMA has failed and that Polymarket’s administrators are manipulating it directly.

“At the time of this clarification, 09:33am ET July 01, a consensus of credible reporting has not confirmed that Zelenskyy has worn a suit,” Polymarket administrators wrote below the bet. It did not elaborate on what amounted to a “consensus of credible reporting” and it didn’t return 404 Media’s request for a comment on the issue.

Unhappy “yes” betters disputed this resolution and it’s still in review at the time of publication. According to a timer on the bet, Polymarket will issue a final answer to the question by the end of the day.

So. Is it a suit or isn’t it? According to menswear expert and prolific fashion poster Derek Guy, it’s both. “If I were writing an article about Zelenskyy's dress, I would call it a suit because it's the shortest, easiest way to describe his outfit without getting into the history of men's tailoring. But I would also recognize this is not what most people recognize as a suit,” Guy said in a thread about the controversy on X.

The suit, then, is in the eye of the beholder. The problem is that people have bet more than $160 million on the outcome of the question.


#News #x27


Il fondo per l’acquisto dei libri di testo da parte delle famiglie meno abbienti, in base alla legge di bilancio del 2023, stanziava, per l’anno 2024, 133 milioni di euro, a cui vanno aggiunti ulteriori 4 milioni di euro che il #MIM ha destinato a ta…
#MIM


#ScuolaFutura, il campus itinerante del #MIM organizzato, nell’ambito del #PNRR Istruzione, per promuovere l’innovazione didattica e digitale delle scuole italiane, ha fatto tappa a Pesaro dal 4 al 7 luglio.


Letture contro la disinformazione su Israele

@Politica interna, europea e internazionale

LUNEDÌ 7 LUGLIO 2025, ORE 17 – Sala dell’Istituto di S. Maria in Aquiro – Piazza Capranica, 72 – Roma APERTURA Sen. Giulio Terzi di Sant’Agata, Presidente Commissione Politiche dell’UE del Senato della Repubblica RELAZIONI E INTERVENTI Andrea Cangini, Segretario Generale Fondazione Luigi Einaudi Fiamma



#Libano, il fattore #Hezbollah


altrenotizie.org/primo-piano/1…


adesso le truffe illegali cominciano con "sei stato truffato da un broker illegale..." le uniche parole che ho sentito prima di buttare giù.

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Anubis, which block AI scrapers from scraping websites to death, has been downloaded almost 200,000 times.#News


The Open-Source Software Saving the Internet From AI Bot Scrapers


For someone who says she is fighting AI bot scrapers just in her free time, Xe Iaso seems to be putting up an impressive fight. Since she launched it in January, Anubis, a “program is designed to help protect the small internet from the endless storm of requests that flood in from AI companies,” has been downloaded nearly 200,000 times, and is being used by notable organizations including GNOME, the popular open-source desktop environment for Linux, FFmpeg, the open-source software project for handling video and other media, and UNESCO, the United Nations organization for educations, science, and culture.

Iaso decided to develop Anubis after discovering that her own Git server was struggling with AI scrapers, bots that crawl the web hoovering up anything that can be used for the training data that power AI models. Like many libraries, archives, and other small organizations, Iaso discovered her Git server was getting slammed only when it stopped working.

“I wasn't able to load it in my browser. I thought, huh, that's strange,” Iaso told me on a call. “So I looked at the logs and I figured out that it's restarted about 500 times in the last two days. So I looked in the access logs and I saw that [an] Amazon [bot] was clicking on every single link.”

Iaso knew it was an Amazon bot because it self identified as such. She said she considered withdrawing the Git server from the open web but that because she wants to keep some of the source code hosted there open to the public, she tried to stop the Amazon bot instead.

“I tried some things that I can’t admit in a recorded environment. None of them worked. So I had a bad idea,” she said. “I implemented some code. I put it up on GitHub in an experimental project dumping ground, and then the GNOME desktop environment started using it as a Hail Mary. And that's about when I knew that I had something on my hands.”

There are several ways people and organizations are trying to stop bots at the moment. Historically, robots.txt, a file sites could use to tell automated tools not to scrape, was a respected and sufficient norm for this purpose, but since the generative AI boom, major AI companies as well as less established companies and even individuals, often ignored it. CAPTCHAs, the little tests users take to prove they’re not a robot, aren’t great, Iaso said, because some AI bot scrapers have CAPTCHA solvers built in. Some developers have created “infinite mazes” that send AI bot scrapers from useless link to useless link, diverting them from the actual sites humans use and wasting their time. Cloudflare, the ubiquitous internet infrastructure company, has created a similar “AI labyrinth” feature to trap bots.

Iaso, who said she deals with some generative AI at her day job, told me that “from what I have learned, poisoning datasets doesn't work. It makes you feel good, but it ends up using more compute than you end up saving. I don't know the polite way to say this, but if you piss in an ocean, the ocean does not turn into piss.”

In other words, Iaso thinks that it might be fun to mess with the AI bots that are trying to mess with the internet, but in many cases it’s not practical to send them on these wild goose chases because it requires resources Cloudflare might have, but small organizations and individuals don’t.

“Anubis is an uncaptcha,” Iaso explains on her site. “It uses features of your browser to automate a lot of the work that a CAPTCHA would, and right now the main implementation is by having it run a bunch of cryptographic math with JavaScript to prove that you can run JavaScript in a way that can be validated on the server.”

Essentially, Anubis verifies that any visitor to a site is a human using a browser as opposed to a bot. One of the ways it does this is by making the browser do a type of cryptographic math with JavaScript or other subtle checks that browsers do by default but bots have to be explicitly programmed to do. This check is invisible to the user, and most browsers since 2022 are able to complete this test. In theory, bot scrapers could pretend to be users with browsers as well, but the additional computational cost of doing so on the scale of scraping the entire internet would be huge. This way, Anubis creates a computational cost that is prohibitively expensive for AI scrapers that are hitting millions and millions of sites, but marginal for an individual user who is just using the internet like a human.

Anubis is free, open source, lightweight, can be self-hosted, and can be implemented almost anywhere. It also appears to be a pretty good solution for what we’ve repeatedly reported is a widespread problem across the internet, which helps explain its popularity. But Iaso is still putting a lot of work into improving it and adding features. She told me she’s working on a non cryptographic challenge so it taxes users’ CPUs less, and also thinking about a version that doesn’t require JavaScript, which some privacy-minded disable in their browsers.

The biggest challenge in developing Anubis, Iaso said, is finding the balance.

“The balance between figuring out how to block things without people being blocked, without affecting too many people with false positives,” she said. “And also making sure that the people running the bots can't figure out what pattern they're hitting, while also letting people that are caught in the web be able to figure out what pattern they're hitting, so that they can contact the organization and get help. So that's like, you know, the standard, impossible scenario.”

Iaso has a Patreon and is also supported by sponsors on Github who use Anubis, but she said she still doesn’t have enough financial support to develop it full time. She said that if she had the funding, she’d also hire one of the main contributors to the project. Ultimately, Anubis will always need more work because it is a never ending cat and mouse game between AI bot scrapers and the people trying to stop them.

Iaso said she thinks AI companies follow her work, and that if they really want to stop her and Anubis they just need to distract her.

“If you are working at an AI company, here's how you can sabotage Anubis development as easily and quickly as possible,” she wrote on her site. “So first is quit your job, second is work for Square Enix, and third is make absolute banger stuff for Final Fantasy XIV. That’s how you can sabotage this the best.”


#News


Nuove Indicazioni nazionali: si è concluso l’iter per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione per quanto di competenza del Ministero.


Il “Killer Switch” digitale: una sfida alla sovranità europea

L'articolo proviene da #Euractiv Italia ed è stato ricondiviso sulla comunità Lemmy @Intelligenza Artificiale
Nel maggio 2024, Microsoft ha disattivato senza preavviso l’account e i servizi associati al procuratore capo della Corte penale internazionale (CPI), Karim Khan. L’episodio, emerso solo mesi dopo

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PODCAST. Trump pronto a compiacere Netanyahu, ma la tregua a Gaza è lontana


@Notizie dall'Italia e dal mondo
Oggi l'incontro tra il presidente americano e il premier israeliano. In agenda oltre a un possibile cessate il fuoco nella Striscia, c'è anche la politica comune contro l'Iran. Ne abbiamo parlato con Michele Giorgio a Gerusalemme
L'articolo PODCAST. Trump