DK 10x39 - Dissing
Io non ho ataccato Quintarelli, anche se poteva sembrare. E Raccuglia non ha attaccato me, e nemmeno lo sembrava. Scuse al primo, risposte al secondo, pace a tutti.
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Ascolta l'episodio su Spreaker.comPrima chiariamo una cosa, e poi rispondiamo a Alex Raccuglia, ok?
Allora, ecco la cosa da chiarire. Qualcuno ha sentito l'ultimo episodio o letto il post (visto che escono in contemporanea) e ne ha concluso che io avevo attaccato Stefano Quintarelli.
Ora, io sono bello, simpatico e intelligente, ma anche io ho i miei limiti. Uno di questi è che quando attacco qualcuno sono generalmente in grado di intendere e di volere, quindi il fatto che non ricordassi di averlo fatto, o di avere mai avuto un motivo per farlo, mi ha momentaneamente spiazzato.
Vediamo il passaggio incriminato:
Mi dispiace vedere una simile quantità di stronzate pubblicata sul Sole, sarà che ci ha lavorato Quintarelli. Quest'ultimo barrage di stronzate non vale nemmeno il fiato per chiamarle per nome. Ma purtroppo, come tutte le stronzate che girano attorno all'Intelligenza Artificiale, fanno un sacco bene alla carriera.
Allora, un minimo di contesto. L'episodio commentava un'intervista al prof. Sorgner uscita sul Sole 24Ore a firma di Roberto Manzocco.Dire che avevo forti riserve nei confronti delle tesi sostenute da Sorgner, che è fautore di una cosa che chiama Euro-Transumanesimo, sarebbe un eufemismo di livello olimpico. Il paragrafo appena che ho riletto dovrebbe bastare come esempio.
intarelli. E ammetto che rileggendolo con attenzione, è decisamente ambiguo.La frase "Mi dispiace vedere una simile quantità di stronzate pubblicata sul Sole, sarà che ci ha lavorato Quintarelli." può essere interpretata in due modi:
- il Sole era un giornale serio, poi ci ha lavorato Quintarelli e quindi ora è pieno di stronzate;
- Quintarelli ha lavorato al Sole, che quindi è un giornale serio, e mi dispiace leggerci queste stronzate.
Ora, chi mi conosce sa esattamente come andava letta. Ma rimane il fatto che, essendo io marginalmente meno famoso di Taylor Swift, la frase è ambigua. Questo fatto è colpa mia, e me ne scuso.
La lettura corretta è: Il Sole è il giornale dove ha lavorato Quintarelli, questo fatto lo rende per me è un giornale serio, mi dispiace leggerci certe stronzate.
Quindi no, non attaccavo Quintarelli. E giusto per non lasciare dubbi non ce l'ho nemmeno con Manzocco. Il pezzo era un'intervista a Sorgner per l'uscita del suo libro, e l'intervista faceva chiaramente capire i valori e le motivazioni dell'intervistato, quindi Manzocco ha fatto un lavoro egregio.
OK. Adesso metà di voi può risotterrare l'ascia di guerra.
All'altra metà, vorrei pacatamente far sapere che neanche Alex Raccuglia attaccava me. Ringrazio Marco "Cassandra" Calamari che ha voluto farmi sapere che gli rispondeva ma che non voleva "bruciarmi", ma veramente, non c'è problema. Peraltro, il pezzo di Cassandra mi è piaciuto, e mi è piaciuto anche il vlog di Alex.
Ora, io capisco che nel suo ultimo episodio Alex è agli antipodi delle mie opinioni. Ma considerato che le esprime in un modo civile, non vedo il problema. Non è che siamo qui per fare la guerra santa.
Se non avete seguito, il vlog/podcast di Alex si chiama "TechnoPillz", tutto attaccato con l'acca e la zeta, e l'episodio si chiama "Lettera aperta a Walter Vannini".
Ora, sul canale ho letto un sacco di critiche, alcune poste meglio di altre, e un sacco di astio non necessario.
Voglio dire, se Alex riesce a fare discorsi di senso compiuto mentre guida per andare in ufficio, dove sta il problema?Il valore di un argomento sta nell'argomento, non nella modalità di presentazione; non è che ha più valore se lo declami in giacca e cravatta da un podio e meno se lo esterni in bermuda e maglietta mentre ti fai una birra. (Io, per dire, ho le migliori idee per gli episodi mentre mi faccio la doccia.)
E l'argomento di Alex non è da trascurare. Cosa ha detto? Questo:
- che lui da videomaker l'Intelligenza Artificiale generativa la usa eccome,con risultati che lo soddisfano,
- che con l'Intelligenza Artificiale riesce a affrontare progetti che, per limiti di risorse e budget, non riuscirebbe a fare altrimenti,
- che secondo lui non bisogna buttare il bambino con l'acqua sporca
- e che finché rimane economicamente percorribile, secondo lui non si torna indietro.
Ora, a parte che Alex è un amico, queste non sono solo opinioni legittime, sono anche condivise da molti.
Questo non significa che io non ci veda dei problemi. Vediamo di andare in ordine.
Allora. "Per me funziona" è un argomento cardine del soluzionismo da Big Tech, e è sempre un argomento difficile, e ancora di più per qualcosa come l'Intelligenza Artificiale generativa, venduta come panacea per tutto ma senza alcuna garanzia del produttore, ci mancherebbe.
Siamo quindi di fronte a una tecnologia della quale gli utenti stessi sono chiamati a fornire (gratuitamente, ca va sans dire) i casi d'uso.
C'è poi il problema che l'Intelligenza Artificiale generativa usata nella produzione di video non è la stessa cosa di quella usata nella produzione di testi, ma diciamo che sorvoliamo, sennò non ne usciamo più.
Quindi, Alex fa i video con l'aiuto della IA generativa, gli vengono bene e ci trova un vantaggio. Bene. Io il suo corto l'ho visto, ma anche se è tenero e carino, perfino io riesco a vedere che ci sono dei problemi di continuity, di cose che cambiano da una inquadratura all'altra senza motivo apparente. Quindi ok, interesse, ma il mio entusiasmo è limitato. Diciamo che si alza il livello minimo accettabile, ma non è che io con la Intelligenza Artificiale generativa divento Spielberg.
Ma diciamo che è un problema che si risolve con la prossima versione, un altro classico del soluzionismo da poveri di spirito propagandato da Big Tech come Vangelo.
Torniamo a noi. Se i risultati che ottieni con l'Intelligenza Artificiale sono soddisfacenti, e se addirittura ti permettono di affrontare progetti prima proibitivi, vuol dire che davvero l'Intelligenza Artificiale ti rende più produttivo.
Ottimo. E questa produttività si traduce in qualcosa di tangibile nel tuo stipendio o se la ingloba il datore di lavoro perché stare al passo col progresso è qualcosa che devi fare a spese tue?
Perché il punto non è l'Intelligenza Artificiale, il punto è che dagli anni '80 del Novecento, la produttività individuale è cresciuta continuamente, ma i salari sono rimasti fermi, al punto che un "buono stipendio" oggi è, in termini reali, inferiore a quello che prendevo nel 1990 come neolaureato al primo impiego.
Quindi OK, l'Intelligenza Artificiale ti rende più produttivo, e quindi produci più lavoro per lo stesso stipendio. Io non lo vedo come un passo avanti.
E non siamo fuori tema. Qual è il problema da un miliardo di dollari che la Intelligenza Artificiale dovrebbe risolvere? Te lo dico io: si chiama stipendi.
Da quando è uscito chatGPT il coro è stato unanime: siamo di fronte a una tecnologia che sostituirà i lavoratori. Lasciamo stare che la promessa non sia nemmeno lontanamente vicina all'essere raggiunta. Il punto è che i datori di lavoro ci credono perché sanno benissimo che anche se non è letteralmente vero, tutto quello che riduce il potere contrattuale di chi lavora è bene accetto, anche se costa di più.Quindi tu stai dicendo al tuo datore di lavoro che puoi rendere di più a parità di stipendio. Che già secondo me è una cosa problematica, ma lui non capisce solo questo. Perché se da videomaker diventi, diciamo, "regista di Intelligenze Artificiali", perfino un manager riesce a capire che per scrivere prompt non servi tu, ma va bene chiunque.
Quindi come sempre il problema non è l'Intelligenza Artificiale generativa in sé, che è solo tecnologia, ma gli effetti che ha.
E gli effetti che descrivi sono che tu perdi potere contrattuale nei confronti del tuo datore di lavoro, e allo stesso tempo la tua professionalità viene sminuita, perché stai dimostrando che tutte le competenze e le capacità che facevano del tuo lavoro il tuo lavoro si riducono a tirare i dati con una o più Intelligenza Artificiale generative.Dici giustamente che con l'Intelligenza Artificiale generativa puoi affrontare progetti che prima, per problemi di budget e risorse, sarebbero stati impercorribili.
Bene, ma se questo non si traduce in un incremento del tuo valore, non riesco a vedere in che senso sia una cosa positiva.
Non sei un radiologo che, se gli dai in mano un impianto per Risonanza Magnetica, riesce a diagnosticare di più e meglio, restando comunque radiologo.
Sei un videomaker che passa dal vendere la propria competenza di inquadrature, tempi scenici, luce, colore, sceneggiatura e regia, a qualcuno che si mette sullo stesso piano del proverbiale "cuggino che capisce il computer".
Gli informatici, o almeno questo informatico, hanno passati almeno gli ultimi quarant'anni a cercare di convincere il mercato di portare una competenza che va al di là del sapere usare il tal programma. Battaglia persa, sia chiaro. Basta guardare le offerte di lavoro oggi, che nella parte "competenze" sono solo una litania di nomi di prodotti.
E non parliamo delle certificazioni, che sono quasi universalmente certificazioni di prodotto. Prima eri un tecnico di rete Novell, ora sei un tecnico di rete Google o AWS, non cambia niente.
Nel migliore dei casi, certo, una persona con reali competenze di networking può riversarle in qualsiasi framework commerciale il momento richieda. Ma questo lo rende, agli occhi del datore di lavoro, più appetibile di qualcuno che conosca solo quello specifico framework? Non credo.
E poi, umanamente, perché spendere tempo e fatica a costruire una professionalità di settore generale e commercialmente agnostica, se poi comunque si viene pagati solo per la competenza di prodotto?
E il problema di scambiare la competenza professionale con la competenza di prodotto è che il tempo passa, i prodotti cambiano, e la tua competenza, quella con cui sei partito e quella che ti sei fatto sul campo, vale sempre zero. Se proprio sei fortunato, la ditta ti paga la ricertificazione, tanto è deducibile e costa sempre meno che aumentarti lo stipendio.
Ancora una cosa. Dici, giustamente, che il fattore "costo" ha il suo peso. Noi sappiamo già oggi che, per generare profitti, i prodotti di Intelligenza Artificiale generativa devono aumentare i propri costi di almeno 20 volte.
Quando questo succederà, le aziende si troveranno a dover ridurre i costi. Io mi faccio la domanda: cosa taglieranno? Perché se succede domani, tagliano i contratti con openAI e Anthropic.
Che infatti stanno facendo carte false per poter continuare a operare con perdite disastrose per almeno un altro paio d'anni.
Ecco, diciamo che fra due anni il venture capital si inaridisce e gli AI bro moltiplicano i prezzi per venti.Fra due anni, il tuo datore di lavoro cosa taglierà:
- lo strumento con cui ha potuto aumentare i guadagni, raggiungere clienti e progetti che non avrebbe potuto raggiungere, e porsi sul mercato come all'avanguardia della tecnologia produttiva...
- o un lavoratore il cui costo non è più giustificato, e che può essere cambiato senza influire sull'immagine della ditta e sulle sue capacità produttive?
Chiedo per un amico...
pausa
Mica è ancora finita.
Il costo alla pompa non è la sola cosa di cui dobbiamo preoccuparci per valutare l'impatto sociale di una tecnologia, non dopo tutto quello che abbiamo imparato in questi anni.
No sappiamo che la filiera di una cosiddetta Intelligenza Artificiale generativa, sia testuale che grafica, è un disastro completo.
Partiamo dall'inizio. Si parte dal furto generalizzato di proprietà intellettuale a esclusivo vantaggio di oligopoli privati. Si procede con lo sfruttamento, in condizioni praticamente schiavistiche, di lavoratori in varie fasi del cosiddetto "controllo di qualità". Si va dall'Africa dove ai lavoratori viene chiesto di "scremare" a cottimo contenuti "indesiderati" (si sentono le virgolette?), con costi terrificanti in termini di salute mentale, fino a Europa e Stati Uniti dove, sempre a cottimo, i lavoratori devono fungere da "correttori di bozze" per l'Intelligenza Artificiale generativa.
Si tratta di lavori che risolvono problemi creati dalla stessa industria dell'Intelligenza Artificiale generativa, che ha consapevolmente scelto di raccogliere dati in modo indiscriminato, con costi esorbitanti di raccolta e di processo.
Perché?
Perché questo supporta la propria mitologia di grandezza, di un'industria che opera su scale fino ad oggi inimmaginabili per affrontare problemi fino ad oggi inimmaginabili, nonostante il sillogismo sia stato provato falso sin dall'inizio.
Si tratta di lavori senza senso, senza prospettiva, senza alcun valore professionale o culturale. Puro teatro a esclusivo vantaggio dei deliri millenaristici di una casta di oligarchi fascistoidi e buffoni.
Naturalmente il pensiero corrente promuove l'idea che sticazzi i lavoratori perché chi ha un lavoro di merda è colpa sua, non esistono poveracci stipendiati, solo founder milionari in momentanea difficoltà, e naturalmente l'Intelligenza Artificiale generativa li porterà tutti in auge.
Manco tutti quelli che ripetono sta fesseria girassero in Rolls, ma non importa, l'importante è mettere i poveri contro i più poveri, così lasciano in pacev i ricchi; è il trucco più vecchio del mondo.
Rimane ancora il fatto che i costi energetici e ambientali dell'industria dell'Intelligenza Artificiale generativa sono ancora peggio dei costi sociali.
Google ha appena annunciato di avere mancato i propri obiettivi di riduzione dell'impatto ambientale. Di nuovo. L'industria della Intelligenza Artificiale generativa non è solo spaventosamente idrovora e energivora: lo è in modo stupido e criminale.
Stupido perché gli AI bro continuano a vendere l'idea di "Dio nel computer" quando hanno in mano solo una tecnologia con qualche utilità marginale a una scala infinitamente minore di quella necessaria al mantenimento del loro carrozzone.
Criminale perché, solo un criminale può delirare del bisogno di Gigawattora di energia in un pianeta dove il cambiamento climetico richiede di mettere il risparmio energetico e la riduzione di emissioni in cima alle priorità.
pausa
OK, dove ci porta tutto questo? Voglio impedire a Alex o a chiunque di usare la sua Intelligenza Artificiale generativa?
Quello che spero è che smettiamo di usarla senza avere chiaro in testa quali interessi porta avanti, e che quegli interessi non sono di noi che la usiamo. In altri tempi si sarebbe detto che è necessario sviluppare una coscienza di classe.
È un lessico che non mi è mai appartenuto ma, come dicevamo prima, il valore di un argomento sta nell'argomento, non nella modalità di presentazione.
Quindi sì, è ora che sviluppiamo una coscienza di classe.
E, dopo averlo fatto, che ne traiamo le conseguenze.
DK 10x39 - Dissing
Io non ho ataccato Quintarelli, anche se poteva sembrare. E Raccuglia non ha attaccato me, e nemmeno lo sembrava. Scuse al primo, risposte al secondo, pace a tRuntime Radio (Spreaker)
Andre123
in reply to Fediverso Possibile • • •Gert
in reply to Fediverso Possibile • • •---[proverbio napoletano]