Libri blu
Quando August Strindberg iniziò a lavorare a quelli che diverranno i Libri blu, era il 1907; la sua fama non era legata solo a La camera rossa o a L’arringa di un pazzo, ma alla sua apparentemente instabile volontà di praticare strade diverse da quelle del positivismo, del materialismo e del naturalismo ottocenteschi. Quell’«oltre» significava scavalcare il pensiero dominante e ritrovare profonde radici nel cristianesimo e nel misticismo, ma per i suoi antichi amici e colleghi voleva dire nonsenso, follia, rimbambimento.
Ed è per questo che dobbiamo stare attenti alle definizioni che dall’opera passano all’autore, come è accaduto per Van Gogh nell’arte e per Dino Campana nella poesia, per non parlare di Francesco d’Assisi.
Per questo la necessaria e doverosa scelta antologica dagli sterminati, originari Libri blu, più di 1.500 pagine, da parte del grande esperto di Strindberg, Franco Perrelli, è un’opera benemerita: ci mette di fronte al grande problema della definizione di follia da parte della cultura dominante, o semplicemente di una borghesia più o meno colta, abituata a giudicare secondo il pensiero del tempo.
Quello che doveva scuotere fortemente alla lettura non solo dei quattro Libri blu usciti con il loro autore ancora in vita (altri sarebbero stati editi postumi), ma anche di Bandiere nere, storia in cui sembra non esserci scampo alcuno se non con la fuga dalla «pazza folla», era l’attacco frontale al pensiero borghese. Solo con il ritorno al misticismo, alla mediazione platonica e soprattutto alla figura di un Gesù liberato dell’aura di abitudine e conformismo si potevano salvare gli esseri umani.
Uno dei personaggi dei Libri blu, il Maestro, afferma che «se mi definisco cristiano, è perché riconosco Cristo come potenza, una fonte d’energia, dalla quale, tramite la preghiera, traggo la forza sufficiente per sopportare le tribolazioni della vita» (p. 145). Come si vede, la figura del Redentore è assunta in un universo in cui la mistica swedenborghiana, un san Paolo letto soprattutto come maestro interiore e nemico del pensiero «borghese», e un Medioevo in cui «splendevano le scuole abbaziali e le università, nelle quali s’insegnava la sapienza spirituale e quella laica» (p. 160), sono la vera salvezza dal nonsenso di una vita puramente materiale.
Questa aspirazione a un cristianesimo mistico e talvolta dalle sembianze esoteriche è uno dei mezzi spirituali che avvicinerà Strindberg al socialismo: un socialismo in cui non prevale il materialismo marxista, ma l’aspirazione all’innalzamento anche spirituale dell’uomo, ben oltre l’adesione dello scrittore svedese al pensiero nietzschiano, che si era manifestata anche a livello di corrispondenza diretta.
La stessa misoginia dell’A. deve essere vista in questa prospettiva, vale a dire come frutto di una società, quella borghese, in cui tutto è materia, soldi, successo, piacere: chi non fa parte della buona società, o attraversa momenti di crisi, è considerato inutile anche dal punto di vista affettivo. Tuttavia, Strindberg ha sempre considerato il matrimonio, nonostante i suoi personali tre fallimenti, un elemento fondamentale per il cammino umano.
Quindi, la presunta follia dell’A. non gli impedisce di vedere chiaramente oltre se stesso e le proprie esperienze, e di considerare il cristianesimo e il Vangelo come una delle poche speranze di una nuova era: «In generale, si dovrebbe trarre la propria dottrina direttamente dai Vangeli, perché sono più semplici, grandiosi, divini» (p. 212).
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Altrove
Il libro è una raccolta di scritti di spiritualità e politica di Giuseppe Trotta, figura significativa della cultura religiosa italiana di fine del secolo XX. I 30 brevi testi presentati in questo volume si segnalano per la loro straordinaria intensità, nonché per la varietà di generi che abbracciano. Vi si trovano appunti storiografici e interventi sull’attualità politica, profili biografici e recensioni di libri, meditazioni e altri componimenti più personali, tutti uniti da una riflessione vivace e profonda sul legame tra fede e storia.
La natura di questo legame viene indagata sotto il segno indicato già nel titolo: tra fede e storia, tra spiritualità e politica non esiste continuità o costruzione, ma una radicale sconnessione che, lungi dal risolversi in una frattura inconciliabile, si riformula nel misterioso sgranarsi di un tempo storico che non si esaurisce in sé stesso. È lo sguardo del cristiano, come emerge in vari passaggi del volume, a farsi testimone capace di cogliere un rimando a quell’«altrove» che certo si dà nella fede, ma sfugge alle categorie dell’idea e del progetto insite nella storia. Il cristiano conosce e soffre il disordine e l’ingiustizia del mondo, ma sa anche che questa visione di dolore non esaurisce la realtà; in lui si incarna uno scarto capace di rifrangere un «oltre» che solo un’«attenzione spregiudicata» può rivelare, tracciando così una via di liberazione: «Per andare oltre dobbiamo collocarci altrove» (p. 114).
Lo sguardo spirituale che contraddistingue il cristiano è segnato, secondo l’A., dalla compassione verso ogni uomo, ma anche dalla capacità di esprimere un giudizio severo, condannando la violenza dei poteri mondani. È nella pietas l’autentico ricongiungimento di fede e politica. Pertanto, avere a cuore la città umana implica una sensibilità acuta nei confronti del male, assieme a una percezione dei segni del Regno.
Questa capacità si manifesta in particolare nei saggi di Trotta dedicati al cattolicesimo politico italiano del Novecento, che, pur essendo in grado per alcuni decenni di dare forma a un’epoca, non ha superato una visione costantiniana di cristianità e si è concluso con un inesorabile sfaldamento. L’avvenire resta ora affidato a una generazione di cristiani che vivono la politica come un «dovere contingente», e non come un’assunzione stabile di potere, ma che soprattutto sono capaci di restare nella condizione nomade di «pellegrini», di dimorare sulla soglia, indicando così una nuova terra al di là dell’orizzonte.
In queste pagine si trovano anche importanti riflessioni su esperienze religiose esemplari di personaggi noti, come Simone Weil, Lorenzo Milani, Dietrich Bonhoeffer o Giuseppe Dossetti, ma anche di figure meno conosciute, come l’eremita Giuseppe Sandri. Ogni racconto parla di persone concrete che al nesso tra spiritualità e politica hanno dato, con il loro corpo vivente, una visibilità credibile. L’essere soglia del cristiano non è infatti solo un vedere quell’«altrove» per sé nella fede, ma anche un diventare per gli altri un segno tangibile del trascendente nella storia.
Interessante è una riflessione dell’A. sul Magnificat. Si tratta di un canto che unisce guerra e misericordia, un inno proclamato alla fine del tempo. L’empio e il superbo sono «gonfi di sé», vedono il mondo come un’estensione del proprio io e occupano sempre più spazi; tuttavia, al momento del giudizio, saranno smarriti e dissolti in quel loro sé espanso e inconsistente. Ad essi si contrappone l’umiltà di Maria, «figura dei poveri di Israele», colei che si inchina all’Altrove e, proprio in questo suo abbassamento, diventa partecipe della signoria di Dio sul mondo.
Sarà pur vero che l’esperienza,molto novecentesca, incarnatasi nella biografia politica ed ecclesiale di Trotta sia scomparsa; tuttavia, resta profondamente attuale la sua consapevolezza di un vuoto che squarcia la nostra epoca: un vuoto che può essere il nulla, o appunto l’altrove.
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La maledizione italiana
Il libro parla della guerra clandestina e delle trame orchestrate dagli apparati britannici contro Alcide De Gasperi. È una ricostruzione inedita e dettagliata di un capitolo importante della storia d’Italia, basata su fonti archivistiche britanniche, statunitensi e italiane.
Nello scenario di divisione del mondo in aree di influenza decisa a Jalta, l’Italia, considerata Paese sconfitto, viene assegnata al controllo di Londra, che la considera strategica per i suoi interessi, a causa della sua posizione di frontiera fra Europa e Mediterraneo, fra Occidente e Oriente.
De Gasperi guida con autorevolezza l’Italia nel processo di trasformazione in uno Stato democratico, traghettandola verso l’Assemblea costituente e il referendum istituzionale. Evita un nuovo bagno di sangue, stringendo il patto costituzionale con Togliatti; aggancia il Paese all’area atlantica e all’Europa da unificare e crea le condizioni per il boom economico, che nel giro di pochi anni proietterà l’Italia fra le grandi economie del mondo. La rete di interessi stranieri, all’opera per destabilizzare la Penisola, deve fare i conti con le strategie del grande statista, che dimostrano chiaramente che l’Italia non si fa trattare come una colonia e sa svolgere un ruolo determinante sulla scena internazionale.
Dal carteggio riportato in questo libro emerge chiaramente l’ostilità dei governi britannici verso De Gasperi, considerato un serio ostacolo ai piani di Oltremanica per il controllo del Canale di Suez e del Medio Oriente. Fra coloro che vedevano come il fumo negli occhi lo statista italiano c’era Winston Churchill, riportato in sella dai conservatori nel 1951 per salvare l’impero coloniale ormai al tramonto: egli considerava gli italiani «amici e alleati di infimo valore» (p. 199). De Gasperi, presidente del Consiglio e leader della Democrazia Cristiana, poteva contare invece sull’endorsement politico, oltre che sul sostegno economico, degli Stati Uniti.
Gli AA. riportano, fra gli altri, documenti interni di Downing Street, del Foreign Office e dei servizi segreti britannici, per mezzo dei quali ricostruiscono la guerra clandestina contro il grande statista e le azioni a dir poco spregiudicate della propaganda occulta e della macchina del fango. Il principale strumento, l’Information Research Department, mette in circolazione notizie false e veline che vengono pubblicate da giornali e agenzie di stampa «clienti» dell’intelligence inglese. Nel ruolo di direttori e reporter, ex esponenti dell’Ovra e personaggi con trascorsi poco cristallini sono pronti a fare da cassa di risonanza alle fake news.
Il libro ricostruisce i casi più clamorosi: le false lettere di De Gasperi pubblicate dal Candido, e lo scandalo Montesi costruito a tavolino per colpire il figlio di un altro personaggio di spicco della Democrazia Cristiana, Attilio Piccioni, vice di De Gasperi a Palazzo Chigi e suo delfino. Conflitti internazionali e questioni politiche interne, dunque, vengono mischiate con cronaca nera e giudiziaria.
Gli attacchi mediatici si intensificano negli ultimi anni della carriera politica di De Gasperi, il quale muore improvvisamente il 19 agosto 1954. Al suo decesso potrebbe aver contribuito il dolore per le umiliazioni sofferte nell’ultima fase della sua vita politica: questa è l’ipotesi degli AA., basata anche su un articolo-testimonianza di Giulio Andreotti.
Il grande statista è una delle vittime di quella che dagli AA. viene definita «la maledizione italiana», che colpisce protagonisti della storia italiana deceduti prematuramente o uccisi. Una maledizione che inizia con Cavour e prosegue con Alcide De Gasperi, Enrico Mattei e Aldo Moro. Una maledizione che ha privato l’Italia di leader e di figure decisive in momenti cruciali.
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Digitale Gewalt: Abgeordnete, Ministerien und EU-Kommission bleiben auf Deepfake-Plattform X
What the Maduro ‘extradition’ could mean for U.S. journalists
For journalists who work online, the most dangerous assumption is that press freedom is territorial. It is not. In the digital age, journalists publish globally by default, and states increasingly assert criminal jurisdiction globally as well.
The recent assertion of U.S. authority to seize (kidnapping is such an “ugly” word) Venezuelan President Nicolás Maduro illustrates a broader and deeply unsettling truth: Once a state claims jurisdiction, the limiting factor is not law, but power. For journalists, that reality has been quietly unfolding for decades.
Extraterritorial jurisdiction and the press
Domestic law (and law enforcement) does not stop at the border. Most countries reserve the “right” to prosecute those outside the country whose actions are directed inside the country, or which impact that country’s laws, citizens, or property.
The concept of “extraterritorial” jurisdiction of domestic law was recognized by the U.S. Supreme Court in 1922 in United States v. Bowman, where the court noted that certain criminal statutes apply extraterritorially by their nature when they protect national interests. This is commonly called the “protective” principle of extraterritorial application of law. In the cyber era, courts have applied this doctrine aggressively to online conduct, including speech, publication, and data access.
Journalists are not exempt. While the First Amendment provides robust protection against U.S. prosecution for publishing truthful information of public concern, those protections are not portable. They do not bind foreign courts, nor do they prevent foreign states from asserting jurisdiction over content accessible within their borders.
Journalists prosecuted for online speech abroad
One of the earliest and most influential cases illustrating this problem is LICRA v. Yahoo! Inc., a 2000 French case where the court asserted jurisdiction over Yahoo, a U.S. company, for hosting Nazi memorabilia auctions accessible from France, where French law prohibited the display of Nazi materials.
Although Yahoo ultimately resisted enforcement in U.S. courts, the case established the principle that online publication can subject speakers and publishers to the criminal law of any country where the content is accessible. Countries routinely attempt to enforce their own laws — terrorism, defamation, etc., over the activities of journalists outside their borders.
For example, in Akçam v. Turkey, the European Court of Human Rights recognized the chilling effect of Turkey’s criminal laws on speech, including academic and journalistic commentary. But Turkish prosecutors continue to attempt to use Interpol red notices — which alert law enforcement agencies worldwide to locate and detain an individual — to have foreign journalists prosecuted.
In 2023, Russian authorities issued criminal charges against foreign reporters for coverage of the war in Ukraine, alleging dissemination of “false information” about the Russian military — conduct that would be core protected speech in the United States — in violation of the Russian criminal code.
If other countries adopt the Maduro precedent, a foreign country can enforce its laws against U.S. journalists simply by force or power.
China has attempted to use Article 12 of the Cybersecurity Law of the PRC to prosecute those who disseminate online content that “endangers national security” or “damages the public interest” of China. Foreign journalists have been detained, expelled, or prosecuted for online reporting hosted on servers outside China but accessible within it. The Maduro regime itself cracked down on journalists within its own borders, prosecuting them for crimes like terrorism, incitement, and conspiracy.
The United States recently proposed to require those entering the country to provide border agents with access to five years of their social media history, threatening to use this information to ban, arrest, detain, or punish those whose history indicates some vaguely defined “un-American” political persuasion. Moreover, the U.S. government spent years attempting to obtain jurisdiction over Australian WikiLeaks founder Julian Assange for his publication from abroad of materials the U.S. government claimed could not be published under U.S. law.
There is no ‘there there’
Typically, if speech is permitted (or protected) in the jurisdiction in which it is uttered or published, but prohibited or regulated in another country, the “injured” country has few remedies to go after the speaker/publisher. While it can charge the person with a crime and request that they be extradited, extradition treaties typically require that the conduct be considered “criminal” in both countries. And many countries (including the U.S.) do not typically extradite their own citizens.
Add to that the fact that most extradition treaties also permit the host country to resist extradition for “political speech” or “political activity,” and that an extradition request is subject to both a legal and political process. In addition, the likelihood that a U.S. journalist would be extradited to China, Turkey, or another country for First Amendment-protected activity is small — not nonexistent, but small.
Countries may, however, consider the activities of journalists to constitute violations of surveillance, theft, intellectual property, threat, defamation, or espionage laws, increasing the chance that they will be treated as nonpolitical offenses. Put simply, we extradite whom we want to countries we want for purposes we want. And that’s what other countries do as well.
Kidnapping, rendition, and the Ker–Frisbie Doctrine
What the Maduro case shows is that governments (including the U.S. government) reserve either the right or the pure ability to invade the territorial sovereignty of other nations to obtain jurisdiction over those (including heads of state) we believe have violated U.S. law. The U.S. Supreme Court has repeatedly affirmed the authority of the U.S. to “kidnap” persons overseas and bring them to U.S. courts — and presumably the opposite applies as well.
Under what is called the Ker-Frisbie Doctrine, the domestic courts do not look at the way the court obtained jurisdiction over the defendant (unless this “shocks the conscience”), but simply look at whether the defendant is physically present.
In the 1886 case Ker v. Illinois, the Supreme Court held that a defendant abducted from Peru could still be tried in U.S. court. It affirmed the principle in 1952 in Frisbie v. Collins. In the 1992 case United States v. Alvarez-Machain, after U.S. Drug Enforcement Administration agents abducted a doctor in Mexico and brought him to trial in the U.S., the court noted that the U.S./Mexico extradition treaty was just “one way” to obtain jurisdiction over a person. Apparently, kidnapping is another. As a federal appellate court made clear five years later in United States v. Noriega, this principle applies to foreign heads of state as well.
What this means for journalists
For journalists, the implication is sobering. Publishing an article, hosting leaked documents, or reporting on state misconduct online can expose a reporter to criminal liability in jurisdictions with radically different views of press freedom.
The fact that the work is lawful — and even celebrated — in the United States offers no protection abroad. We saw that when Washington Post journalist Jamal Khashoggi was abducted and dismembered by the Saudi government at the Saudi consulate in Istanbul, Turkey.
What typically “saves” journalists is that foreign countries may fear invading the territorial sovereignty of the host nation. This is why most prosecutions of journalists occur in the country in which they are operating. Russia’s prosecutions of Alsu Kurmasheva, a Russian-American journalist working for Radio Free Europe/Radio Liberty, and Wall Street Journal correspondent Evan Gershkovich follow this pattern, as does the Turkish government’s detention of freelance journalist Lindsey Snell in Turkey in 2016.
In a networked world, journalism is inherently transnational, but press freedom is not.
However, if a journalist can be lured into a compliant country, or if other countries adopt the Maduro precedent, a foreign country can enforce its laws on people in the U.S. simply by force or power. Instructive is the case of Henry Liu, a Chinese American critic of the Taiwanese government, which hired Taiwanese gang members to kill him in California, or the attempted murder in Brooklyn, New York, of Iranian-American journalist Masih Alinejad.
While journalists and others may be protected by the First Amendment, that protection typically applies only if they are physically in the United States, and assumes that the U.S. has no interest in extraditing the journalist to another country. With the Maduro precedent extending the authority to kidnap those who we perceive to have violated the law of one nation, other nations can be expected to follow suit. It’s no longer about what White House Deputy Chief of Staff Stephen Miller called “international niceties” but is about “a world, … the real world, … that is governed by strength, that is governed by force, that is governed by power.”
Law as narrative, power as reality
The lesson for journalists is not that the law is meaningless, but that it is secondary. Power determines who is charged, who is seized, and who is left alone. Law supplies justification after the fact.
In a networked world, journalism is inherently transnational, but press freedom is not. For journalists who work online, the question is no longer merely, “Is this lawful where I am?” It is, “Who might claim jurisdiction, and what can they do to enforce it?”
The answer, increasingly, depends less on courts than on geopolitics.
In cyberspace, publication is global. So is exposure.
Trump punta su Starlink di Musk per liberare internet in Iran
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Il regime di Teheran spegne Internet nel mezzo delle proteste e il presidente Usa Trump sta valutando una serie di possibili opzioni. Al centro del confronto anche l'uso del servizio di connettività satellitare di Elon Musk. Il blackout
[2026-01-14] Corso di percussioni brasiliane @ CSA Magazzino 47
Corso di percussioni brasiliane
CSA Magazzino 47 - via industriale 10 Brescia
(mercoledì, 14 gennaio 20:30)
[2026-01-15] Laboratorio Aperto @ Matrici Aperte
Laboratorio Aperto
Matrici Aperte - Via Elia Capriolo 41C, Brescia
(giovedì, 15 gennaio 15:00)
LABORATORIO APERTO
Tutti i Martedì (14:00-23:00) e i Giovedì (14:00-21:00) Matrici apre il laboratorio per chi ha bisogno di stampare ma anche per chi vuole solo bere un bicchiere in compagnia!
Potete venire a fare serigrafia, incisione calcografica, xilografia e tecniche grafiche sperimentali.
Per l'utilizzo del laboratorio chiediamo un contributo libero a supporto del progetto. Portate carta e matrici da casa, noi mettiamo a disposizione strumenti e spazio per i vostri lavori.
Ci sono due postazioni serigrafiche, due torchi calcografici, sala acidi e piani da inchiostrazione.
Dalle 18.00 (ma anche dalle 14.00 per lx ubriaconx) apre il baretto con vino, birre, pirli e gin tonic di pessima qualità! -c'è pure il pinkanello!-Chi suona strumenti è ben accettx.
Sarà aperto e consultabile anche l'archivio con libri serigrafici, fanzine e distro a supporto di movimenti e collettivi!
[2026-01-17] CENA SOCIALE + ESTRAZIONE LOTTERIA @ circolo anarchico bruzzi-malatesta
CENA SOCIALE + ESTRAZIONE LOTTERIA
circolo anarchico bruzzi-malatesta - Via Torricelli 19, milano
(sabato, 17 gennaio 19:30)
CENA SOCIALE + ESTRAZIONE LOTTERIA Benefit inguaiate/i con la legge
Menù:
Aperitivo cibo di strada by LE PITTULE CREW
Primo:
MEZZE MANICHE CON RAGÙ DI TOFU
Secondo:
PEPERONATA GIALLOROSSA
*Primo + Secondo + Primo bicchiere di vino 10€
[2026-01-17] CONCERTO BENEFIT INGUAIATI CON LA LEGGE #18 @ COX18
CONCERTO BENEFIT INGUAIATI CON LA LEGGE #18
COX18 - Via Conchetta 18, Milano
(sabato, 17 gennaio 22:30)
CONCERTO BENEFIT INGUAIATI CON LA LEGGE #18
Sabato 17 Gennaio 2025
CSOA COX18
Via Conchetta, 18 - Milano
h. 22:30
CHAIN CULT (Athens)
ASTIO (Trento)
ZIPPER (Milano)
@chaincultband
@astio_totale
@milano_diy_hardcore
Flyer @willxashes
[2026-01-25] Concerto Benefit FREE ALL ANTIFAS matinée @ COA T28 @ COA T28
Concerto Benefit FREE ALL ANTIFAS matinée @ COA T28
COA T28 - Via dei Transiti 28, Milano
(domenica, 25 gennaio 18:00)
Avventure domotiche con Zigbee
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TL;DR Una serie di chiacchierate tra colleghi sulla domotica domestica mi ha stimolato a scrivere un articolo per aiutare chi sta affacciandosi al mondo dell'automazione domestica.
Source
L'articolo proviene dal blog #ZeroZone di zerozone.it/arduino-esp-e-iot/…
Guerra civile Rai. Perché un programma non può attaccare un altro
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/guerra-…
“Tocca ricordare un’ovvietà: non si può usare uno spazio Rai per dare addosso a un altro programma Rai, con minacce annesse. Visto quanto accade, è però necessario ribadirlo,
Poliversity - Università ricerca e giornalismo reshared this.
La battaglia della famiglia e della società civile per la liberazione di Alberto Trentini
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/la-batt…
Diciamolo subito. Il merito primario della liberazione del cooperante veneziano Alberto Trentini è
A Bologna il primo febbraio 2026 prima edizione del Premio Nazionale Andrea Purgatori
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articolo21.org/2026/01/a-bolog…
A Bologna il primo febbraio, in occasione della giornata dedicata ad Andrea Purgatori: “Buon compleanno Andrea”,
Ottavia Piccolo: “La liberazione di Alberto è il risveglio da un incubo”
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Alberto Trentini è libero: finalmente! Nessun’altra esclamazione ha senso di fronte a una notizia che abbiamo atteso per oltre quattrocento giorni. È il compimento di una battaglia che abbiamo combattuto in prima persona anche quando a occuparci delle sorti del cooperante veneziano eravamo
Si vede da come mi vede
A volte non serve lo specchio per capire chi siamo. Basta uno sguardo. Quello di chi ci incrocia distrattamente in metropolitana, o quello più intenso di chi ci conosce davvero. È buffo, ma finiamo sempre per misurarci con il riflesso che gli altri ci restituiscono, come se la nostra identità fosse una foto sfocata che solo gli occhi altrui riescono a mettere a fuoco. Ci si abitua presto a vivere sotto osservazione, anche quando nessuno ci guarda. In fondo, siamo animali sociali: abbiamo bisogno di sentirci visti per credere di esistere.
Nicola Pizzamiglio likes this.
#Iran, la guerra prima della guerra
Iran, la guerra prima della guerra -
L’ondata di proteste che nelle ultime settimane sta attraversando l’Iran rappresenta forse la minaccia più grave per la tenuta del sistema uscito dallaMichele Paris (altrenotizie.org)
Con la multa a Cloudflare Piracy Shield dimostra ciò che sappiamo da tempo. Che non funziona
Il funzionamento dello scudo nazionale anti-pirateria ha un peccato originale: non tiene conto di come funziona internet. E saranno le tanto vituperate regole europee a proteggere l'azienda Usa e il suo ad che sbaglia a usare l’arma del ricattoLuca Zorloni (Wired Italia)
With xAI's Grok generating endless semi-nude images of women and girls without their consent, it follows a years-long legacy of rampant abuse on the platform.
With xAIx27;s Grok generating endless semi-nude images of women and girls without their contest, it follows a years-long legacy of rampant abuse on the platform.#grok #ElonMusk #AI #csam
404 Media has obtained material that explains how Tangles and Webloc, two surveillance systems ICE recently purchased, work. Webloc can track phones without a warrant and follow their owners home or to their employer.#ICE
At least four videos show what really happened when ICE shot a woman in Minneapolis on Wednesday. DHS has established itself as an agency that cannot be trusted to live in or present reality.#ICE
possibile.com/varese-possibile…
Movimenti e gruppi musicali di estrema destra che inneggiano apertamente al nazismo e alla violenza hanno trovato accoglienza negli spazi della Pro Loco di Lonate Pozzolo per un
Centomila uomini per l’autonomia europea? Il piano di Kubilius
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Può l’Unione europea garantire la propria sicurezza senza dipendere in modo strutturale dagli Stati Uniti? È da questa domanda che prende forma l’intervento di Andrius Kubilius, commissario europeo per la Difesa, deciso a riportare al centro del dibattito una scelta che l’Europa ha finora
Trump sferra un attacco decisivo al clima e alla cooperazione, fuori da 66 organizzazioni internazionali in un colpo solo
Con un annuncio senza precedenti, gli USA escono da organizzazioni come Unfccc, Ipcc, Irena e altre organizzazioni impegnate contro la crisi climaticaTommaso Perrone (Wired Italia)
Raccolta dati e AI, come informare correttamente gli interessati: le raccomandazioni
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La CNIL chiarisce come informare gli utenti/interessati quando si utilizzano sistemi di intelligenza artificiale, rendendo note delle linee guida molto operative e altrettanto dettagliate circa gli obblighi di trasparenza quando si raccolgono
Cos’è la guerra cognitiva e qual è la posizione della NATO
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Il paradigma della sicurezza globale è al centro di un cambiamento sostanziale. La NATO ha formalizzato la guerra cognitiva come nuova frontiera per la superiorità strategica. Cosa è la guerra cognitiva e quali sono i rischi che la caratterizzano
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Il primo ministro britannico Starmer cerca sostegno per un divieto internazionale di X
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Il primo ministro britannico Keir Starmer è in trattative con Canada e Australia nel tentativo di ottenere sostegno per un possibile divieto internazionale del
Maronno Winchester reshared this.
Il caso OVH, quando il Canada sfida la sovranità digitale UE: i rischi per i nostri dati
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Un tribunale canadese ha ordinato a OVHcloud di consegnare dati di clienti archiviati in Europa, creando un conflitto con il diritto francese e mettendo alla prova la sovranità digitale europea. Un caso in cui non è la geografia dei
filobus reshared this.
it.finance.yahoo.com/notizie/l…
evidentemente per i mercati bombardare sta diventando sempre più un segno di debolezza, incapacità e impotenza più che di forza...la forza è il rifugio degli incompetenti.
Ministero dell'Istruzione
📣 #IscrizioniOnline, tra pochi giorni si potrà presentare la domanda per il I e il II ciclo di istruzione, per i percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) e per le scuole paritarie che, su base volontaria, aderiscono alla modalità tele…Telegram
Pezzotto, cosa succede tra Agcom e Cloudflare. I fatti e i commenti degli esperti
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Tutti i dettagli sulle tensioni fra Cloudflare e Agcom
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