Appello delle donne: il valico di frontiera di Mürşitpınar deve essere aperto
La piattaforma delle donne di Adana ha richiamato l’attenzione sulla crisi umanitaria a Kobanê e ha chiesto l’apertura del valico di frontiera di Mürşitpınar affinché gli aiuti umanitari possano raggiungere Kobanê.
La Piattaforma delle Donne di Adana, in un comunicato stampa rilasciato presso la sede di Adana dell’Associazione per i Diritti Umani (IHD), ha chiesto l’apertura del valico di frontiera di Mürşitpınar. Yasemin Dora Şeker, responsabile della sede di Adana dell’IHD, che ha letto il comunicato stampa, ha sottolineato che la crisi umanitaria a Kobanê si aggrava di giorno in giorno. Ha osservato che, a causa del blocco in corso, i civili nella regione sono privati dell’accesso a cibo, acqua potabile, medicine e beni di prima necessità, e che bambini, anziani e donne, in particolare, stanno lottando per sopravvivere sotto una grave minaccia umanitaria.
Sottolineando che è inaccettabile che gli aiuti umanitari siano soggetti a calcoli politici, politiche di confine e ostacoli arbitrari, Yasemin Dora Şeker ha concluso il suo discorso come segue:
“Il diritto internazionale e le convenzioni sui diritti umani impongono chiaramente la protezione dei civili e la distribuzione senza ostacoli degli aiuti umanitari. In questo contesto, il valico di frontiera di Mürşitpınar deve essere aperto immediatamente e deve essere garantita la distribuzione sicura e ininterrotta degli aiuti umanitari a Kobanê. Tutti gli ostacoli amministrativi e pratici che si frappongono alle organizzazioni della società civile, ai volontari e alle organizzazioni umanitarie devono essere rimossi. Non bisogna dimenticare che gli aiuti umanitari non sono un favore, ma una necessità. Chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza oltre i confini significa condividere la responsabilità di tale sofferenza. Come Piattaforma delle Donne di Adana, chiediamo alle autorità di assumersi la responsabilità il prima possibile, di aprire il confine al passaggio degli aiuti che le organizzazioni della società civile e la popolazione desiderano consegnare e di aumentare la solidarietà pubblica con la popolazione di Kobanê. Che il valico di frontiera di Mürşitpınar “Si apra il valico di frontiera, che gli aiuti umanitari raggiungano Kobanê.” “Consegnateli!”
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72mila studenti rimasti senza scuola a Kobanê
A causa dell’assedio, a Kobanê (Kobani) e nelle zone limitrofe sono state chiuse 572 scuole, lasciando 72mila studenti e 4mila 190 insegnanti senza la possibilità di ricevere un’istruzione.
Kobanê, una delle città simbolo del Rojava, è sotto assedio da 22 giorni da parte di HTS-ISIS e di gruppi paramilitari sostenuti dalla Turchia.
L’ondata di attacchi ha colpito anche l’istruzione nella regione. Un totale di 72.000 studenti a Kobanê e nei suoi dintorni (Eyn Isa, Sirrin, Çelebiyê, Qinê, Şêran e nei villaggi e nelle città a essi collegati), che fanno parte della regione dell’Eufrate, sono stati privati del loro diritto all’istruzione.
Gli studenti delle scuole primarie, medie e superiori non possono frequentare la scuola a causa degli attacchi. Il primo quadrimestre dell’anno accademico si è concluso il 15 gennaio e il secondo quadrimestre sarebbe dovuto iniziare il 25 gennaio. Tuttavia, tutte le attività didattiche sono state sospese a causa dei continui attacchi e dell’assedio.
Le 572 scuole di Kobanê sono state completamente evacuate e sono diventate rifugi per migliaia di famiglie sfollate. Circa 17 scuole nel centro di Kobanê e nei villaggi circostanti sono state riempite da migranti provenienti da aree come Raqqa, Tabqa e Ain Issa, nonché da famiglie sfollate dal campo di Til El Semîn e da Girê Spî. Le scuole ora fungono da rifugi di emergenza piuttosto che da aule scolastiche.
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Making a Hidden Door Status Sensor
The door sensor in its new enclosures. (Credit: Dillan Stock)
A common sight in ‘smart homes’, door sensors allow you to detect whether a door is closed or open, enabling the triggering of specific events. Unfortunately, most solutions for these sensors are relatively bulky and hard to miss, making them a bit of a eyesore. This was the case for [Dillan Stock] as well, who decided that he could definitely have a smart home, yet not have warts sticking out on every single doorframe and door. There’s also a video version of the linked blog post.
These door sensors tend to be very simple devices, usually just a magnet and a reed relay, the latter signaling a status change to the wireless transmitter or transceiver. Although [Dillan] had come across recessed door sensors before, like a Z-wave-based unit from Aeotec, this was a very poorly designed product with serious reliability issues.
That’s when [Dillan] realized that he could simply take the PCB from one of the Aqara T1 door sensors that he already had and stuff them into a similar 20 mm diameter form factor as that dodgy sensor unit. Basically this just stuffs the magnet and PCB from an existing wart-style sensor into a recessed form factor, making it a very straightforward hack, that only requires printing the housings for the Aqara T1 sensor and some intimate time between the door and a drill.
youtube.com/embed/XVaGANL2T7o?…
La pace possibile per una società democratica e la soluzione della questione curda
Siete tuttə invitatə sabato 14 febbraio ore 17,00 alla Sala comunale degli Stemmi a Mantova. Sara’ un’importane occasione di informazione e confronto sul processo di pace avviato da A. Öcalan con lo Saton Turco il 27 febbraio 2025
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Salih Muslim, l’emblema del Rojava curdo: “L’invasione del nostro territorio è stata una cospirazione orchestrata dalla Turchia”
Il rappresentante del consiglio di presidenza del PYD, il Partito dell’Unione Democratica curdo, analizza gli ultimi sviluppi dopo l’ingresso nella regione delle truppe siriane: “Lo scopo di Ankara era far scoppiare una guerra tra noi e le milizie arabe. Abbiamo accettato il patto con Damasco per evitare altri conflitti. Ora vogliamo che la Siria diventi una democrazia che riconosca i diritti di tutte le etnie”
Salih Muslim è una figura storica del Rojava, attualmente è membro del consiglio di presidenza del PYD, il Partito dell’Unione Democratica curdo che ha fondato agli inizi degli anni Duemila sulla base del confederalismo democratico socialista teorizzato da Abdullah Ocalan e ispirato al municipalismo libertario. Nel 2012 il PYD ha svolto un ruolo centrale nella costituzione dell’autoproclamata regione autonoma del Nord Est Siria – nota con il nome curdo di Rojava – la cui sorte ora è incerta in seguito all’offensiva militare del presidente ad interim siriano Ahmed al Sharaa, l’ex jihadista al Jolani. In seguito all’accordo del 30 gennaio tra le Forze Siriane Democratiche ( Sdf) a guida curda e il governo ad interim di Damasco, che ha esteso il cessate il fuoco, la tregua in corso sembra reggere ma nulla è scontato.
Signor Muslim chi ha deciso che il Rojava dovesse essere invaso e perdere la propria autonomia ?
Si è trattato di una grande cospirazione orchestrata dalla Turchia contro tutti i curdi che abitano la Siria, non solo in Rojava. Lo scorso 6 gennaio c’è stato un incontro a Parigi su richiesta di Ankara tra rappresentanti dell’amministrazione statunitense, inglese, del governo ad interim siriano e persino israeliano per espellere i curdi che abitavano ad Ashrefiye e Sheikh Maqsoud, due quartieri di Aleppo. E infatti il giorno stesso questi quartieri, dopo essere stati presi a cannonate, sono stati invasi da migliaia di terroristi . L’obiettivo dei turchi era il cambiamento demografico della città: fare una pulizia etnica per renderla completamente araba. Poi, però, le milizie siriane e turche non si sono fermate ma si sono dirette verso Est per colpire le nostre Forze Democratiche siriane costringendole ad arretrare dai territori arabi, dove si trovano Raqqa e Deir Ez Zor, per difendere il Rojava.
Il loro scopo, specialmente della Turchia, era far scoppiare una vera e propria guerra tra le tribù arabe e curde che per noi sarebbe stato molto difficile da vincere perchè le milizie turche erano equipaggiate in modo molto più sofisticato e avevano la copertura aerea dei droni dell’esercito turco.
Molte tribù dell’area sotto il controllo delle Sdf si sono alleate con l’esercito siriano non appena è iniziata l’offensiva. Secondo loro, le Sdf erano oppressive e pertanto il loro controllo era mal tollerato. Cosa risponde a queste accuse ?
Che non è vero. Le tribù arabe avevano i loro consigli locali e militari, soprattutto nella zona di Raqqa e Deir Ez Zor . La verità è che hanno cambiato posizione soprattutto perchè hanno ricevuto molti soldi dai paesi del Golfo. Ma ci sono ancora numerose tribù rimaste nostre alleate che hanno combattuto con noi.
In seguito al patto stipulato venerdì 30 gennaio tra il presidente ad interim siriano Ahmed al Sharaa e il comandante curdo delle Sdf, Mazloum Abdi, l’autonomia del Rojava e l’indipendenza delle Sdf sono ormai solo un simulacro?
Secondo questo accordo, nella nostra area ci saranno tre brigate protette dalle Sdf che saranno probabilmente connesse al ministero della Difesa siriano in cui un esponente del Rojava assumerà la carica di vice ministro. Per questo motivo la protezione del Rojava rimane nelle nostre mani e nessun soldato del regime di Damasco verrà nella nostra zona. Inoltre manterremo le nostre forze di polizia interne (Asayish) che continueranno a controllare le nostre aree e saranno collegate al ministero degli Interni di Damasco dove anche lì ci sarà un nostro vice ministro. Anche le nostre Unità di Protezione delle Donne, le Jpj, continueranno a operare e il sistema co-presidenziale rimarrà affidato a un uomo e a una donna. Non ci saranno dunque cambiamenti strutturali. Cambieranno i nomi, magari le divise ma non la sostanza. Anche per quanto concerne la questione dell’istruzione in lingua curda, così come i programmi d’insegnamento e la validità dei diplomi che vengono rilasciati nelle scuole del Rojava, tutto rimane invariato.
La settimana scorsa però i mezzi dell’esercito siriano sono arrivati nella vostra roccaforte di Hassakah e a Qamishli. Non sembra pertanto che la situazione nel Rojava sia la stessa di prima. Qual è la sua analisi ?
Si tratta di forze del Ministero dell’Interno che sono venute per un mese con l’obiettivo di preparare l’integrazione con le Asayish. Preciso che questi militari vengono da Daraa, non da Damasco. Anche per quanto riguarda la gestione dei valichi di frontiera, dell’aeroporto di Qamishli e i proventi della vendita del petrolio verrà tutto condiviso e la maggior parte dei lavoratori rimarrà locale.
Avete apprezzato la mediazione e le rassicurazioni fatte a voi curdi dal presidente francese Emmanuel Macron. O si tratta solo di parole vuote?
Rispetto all’accordo del 10 marzo del 2025 con il regime di Damasco, quello attuale sembra offrirci più garanzie grazie alla mediazione della Francia e degli Usa, ma non è detto che le promesse di Parigi e Washington siano genuine. Dobbiamo per questo rimanere vigili e preparati a difenderci.
Secondo il comandante delle Sdf, Mazloum Abdi, se non avesse firmato l’accordo, voi curdi siriani sareste stati a rischio di genocidio. Se è vero, come si puó convivere con chi vorrebbe la vostra estinzione?
Ha ragione, vivere con questa spada di Damocle è molto difficile e bisogna sempre essere pronti a difenderci. Proprio per tentare di scongiurare un eventuale nuovo conflitto con il regime di Damasco, quando abbiamo ricevuto le garanzie degli Stati Uniti e della Francia abbiamo firmato l’accordo. Se non l’avessimo fatto specialmente la Turchia avrebbe continuato a fomentare Damasco. Ora, siccome il presidente Trump ha chiamato al Sharaa e il presidente turco Erdogan per fermare il genocidio che stavano compiendo contro di noi curdi, dobbiamo trattare con chiunque sia al potere a Damasco. Del resto non siamo interessati a dividere la Siria o separarci da essa bensì a spingerla a diventare una democrazia che riconosca i diritti di tutte le etnie e confessioni che la compongono: curdi, drusi, alawiti, siriaci, cristiani, yazidi, ovvero non solo i diritti dei cittadini arabi di fede islamica. Di conseguenza, da adesso in poi dobbiamo lottare tutti assieme per cambiare la Costituzione perchè questi diritti, per essere davvero garantiti, devono essere iscritti nella Carta.
ilfattoquotidiano.it/2026/02/0…
di Roberta Zunini – Il Fatto Quotidiano
ilfattoquotidiano.it/2026/02/0…
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Pi Pico Learns Morse Code
When [101 Things] didn’t want to copy Morse code, he decided to build a Pi Pico system to read it for him. On the face of it, this doesn’t seem particularly hard, until you look at the practical considerations. With perfectly timed dots and dashes, it would be trivial. But in real life, you get an audio signal. It has been mangled and mixed with noise and interference as it travels through the air. Then there’s the human on the other end who will rarely send at a constant speed with no errors.
Once you consider that, this becomes quite the project, indeed. The decoder captures audio via the Pi’s analog-to-digital converter. Then it resamples the input, applies an FFT, and converts the output via a complex classification pipeline that includes, among other things, Bayesian decoding. Part of the pipeline makes simple typo corrections. You can see the device do its thing in the video below.
Another issue with the code is that it decodes multiple channels in real time. So looking up spelling corrections, for example, has to be done rapidly. The device can also send code and show stats and graphics on an LCD screen.
If you know the code is arriving at a known speed, you could do something much simpler. The Pico has lots of memory which makes it easy to use complex algorithms. When you are memory-limited, you need different tricks.
youtube.com/embed/rBRf3QOt4wc?…
"Employees are going absolutely apeshit in internal Slack about how completely awful it was."#Salesforce
Building a Self-Playing Chess Board Robot
As popular as the game of chess is, it has one massive flaw. This being that it requires two participants, which can be a challenge. Although playing chess on a computer against an AI has been a thing for many decades, it’s hard to beat physical chess boards that give you all the tactile pleasure of handling and moving pieces, yet merging the two is tricky. You can either tell the player to also move the opponent’s pieces, or use a mechanism to do so yourself, which [Joshua Stanley] recently demonstrated in a video.
There are a few ways that you can go about having the computer move and detect the pieces. Here [Joshua] chose to use Hall magnetic sensors to detect the magnets that are embedded in the 3D printed chess pieces as well as their absence. These sensors are mounted to the back side of a PCB which is also the playing field, thus using the silkscreen for the board markings.
For the electromagnet that moves the chess pieces core x/y kinematics were used to move it underneath the PCB, engaging when moving pieces but otherwise deactivated. This is all controlled by an ESP32 MCU, while the computer runs the open-source Stockfish chess engine. As the human player changes piece positions this is detected by the magnet’s presence, with the change input into Stockfish.
As the demonstration at the end of the video shows, it definitely works, yet some issues remain. Ignoring the mistake with making the near-right corners black instead of white, the pieces are large enough that e.g. moving a knight piece between others pushes them to the side, requiring these to be put back in place.
There is also no way for the computer to detect which piece is placed where, which can be incredibly helpful on some commercial self-playing chess boards like this for new players, as well as to detect invalid moves, but this might be on the list for a potential V2 of this build.
Best part of this build is probably the use of a PCB for the playing field, which would allow you to go pretty crazy with custom designs and colors, especially now that some PCB places are offering multi-color silkscreens that allow for custom graphics.
youtube.com/embed/tLgXvUgsYmw?…
The Best USB To VGA Converter For The Job
There are many adapters, dongles, and cables designed for interfacing display standards, and no doubt some of you have them in the glue of your entertainment system or work space. They’re great for standards, but what about something that’s not quite standard? [Stephen] has an arcade cabinet with a CRT that runs at an unusual 336 by 262 pixel resolution. It can be driven as 320 by 240 but doesn’t look great, and even that “standard” resolution isn’t supported by many dongles. He’s shared the story of his path to a unique USB to VGA converter which may have application far beyond this arcade machine.
We follow him on a path of discovery, through RP2040 PIOs, simple resistor ladder DACs, and home-made kernel modules, before he arrives at GUD, a USB display protocol with its own upstreamed Linux kernel driver. It’s designed to be used with a Raspberry PI deriving an LCD or HDMI display, but for his task he implemented the protocol on one of the more expensive STM32 series microcontrollers. The result after several false starts and some fiendish PCB routing is a standalone GUD-based USB-to-VGA converter that delivers perfect 34-bit colour at this unusual resolution, and also presumably others if required. It’s a worthwhile read for the many hints it gives on the subject of driving displays, even if you’re not driving an odd cabinet monitor.
FPF statement on dismissal of Rümeysa Öztürk’s deportation case
FOR IMMEDIATE RELEASE:
New York, Feb. 10, 2026 — Deportation proceedings against Tufts University student Rümeysa Öztürk have reportedly been terminated. Öztürk’s arrest in March 2025 and her subsequent 45-day imprisonment and removal proceedings arose from her co-authorship of a pro-Palestinian op-ed in a student newspaper.
Freedom of the Press Foundation Chief of Advocacy Seth Stern said:
“We’re thrilled that the effort to deport Rümeysa Öztürk is over, but remain alarmed and disgusted that it ever happened. Öztürk’s case is arguably the most blatant press freedom violation of this century, and maybe the last century as well. The administration did not even bother to present a pretext for its actions — it arrested her, jailed her in horrific conditions, and sought to expel her solely because she expressed views shared by millions of Americans about one of the most important issues of our time. That the government attempted to characterize mere opposition to Israel’s war as ‘terrorism’ is as chilling as any of the administration’s censorial antics. They went after noncitizens first, not because they have any greater appreciation of the First Amendment rights of citizens, but because they’re the low-hanging fruit. They’d throw out all of us who dissent if they could.”
Please contact us if you’d like further comment.
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Selbstbestimmungsgesetz in Baden-Württemberg: „Die automatische Datenweitergabe ist ein Skandal“
[2026-02-13] olivia the name @ atelier irene @ via italia 82 biella
olivia the name @ atelier irene
via italia 82 biella - vi italia 82
(venerdì, 13 febbraio 17:00)
✨ Un invito speciale nel cuore della sartoria italiana ✨
Il 13 febbraio le porte dell’atelier si aprono per un’esperienza unica:
abiti sartoriali made in Italy, realizzati con tessuti pregiati,
creazioni eleganti, raffinate e irripetibili, nate dalla creatività di Maria Diaz, anima del brand Olivia The Name.
Un’azienda dinamica, con un’eredità familiare di anni nella sartoria femminile e una visione focalizzata sulle nuove sfide che il presente e il futuro propongono, combinando
il design con l’esperienza, la storia con i valori, adattandosi costantemente alle nuove generazioni e alle nuove tendenze.
Un aperitivo esclusivo vi accompagnerà alla scoperta dei capi, con la possibilità di provare e acquistare pezzi unici.
Un’occasione da vivere, toccare e indossare.
💫 Vi aspettiamo in atelier
[2026-02-13] Corso d'accesso CRI @ Cossato - Croce Rossa Italiana
Corso d'accesso CRI
Cossato - Croce Rossa Italiana - Via Giovanni Amendola, 91 - Cossato
(venerdì, 13 febbraio 20:00)
Nuovo corso d'accesso per diventare volontario
MythTV 36.0: il media center open source si rinnova con FFmpeg 8.0
linuxeasy.org/mythtv-36-0-il-m…
MythTV 36.0 è finalmente disponibile! Scopri come il supporto a FFmpeg 8.0 e le nuove ottimizzazioni per Ubuntu 24.04 trasformano la tua esperienza multimediale. L'articolo MythTV 36.0: il media center
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Repubblica in sciopero. La solidarietà di Controcorrente Lazio e di Articolo21
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/repubbl…
“ControCorrente Lazio è sempre al fianco delle colleghe e dei colleghi di Repubblica oggi in sciopero. A essere a rischio sono i posti di
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[2026-02-17] Laboratorio Aperto @ Matrici Aperte
Laboratorio Aperto
Matrici Aperte - Via Elia Capriolo 41C, Brescia
(martedì, 17 febbraio 15:00)
Tutti i Martedì e i Giovedì dalle 15:00 alle 22:00 apriamo il laboratorio per chi ha bisogno di stampare ma anche per chi vuole solo sbevazzare!
Potete venire a fare serigrafia, incisione calcografica, xilografia e tecniche grafiche sperimentali (cianotipia, gum print, monotipia, stampa bianca a rilievo).
Per l'utilizzo del laboratorio chiediamo un contributo libero a supporto del progetto. Portate carta e matrici da casa, noi mettiamo a disposizione strumenti e spazio di lavoro. Ci sono due postazioni serigrafiche, due torchi calcografici, sala acidi e piani da inchiostrazione.
Dalle 18.00 (ma anche dalle 15.00 per lx ubriaconx) apre il baretto con vino, birrette, pirli e gin tonic di pessima qualità! -c'è pure il pinkanello!
Sarà aperto e consultabile anche l'archivio con libri serigrafici, fanzine e distro a supporto di movimenti e collettivi!
[2026-02-13] PRIGIONIERI PALESTINESI. Dalle carceri israeliane all'Italia. @ Villetta Social Lab
PRIGIONIERI PALESTINESI. Dalle carceri israeliane all'Italia.
Villetta Social Lab - Via degli Armatori, 3
(venerdì, 13 febbraio 18:30)
NON FINIRÒ DI AMARTI MAI 🍉
Tutti gli eventi saranno a sostengo dei progetti solidali di 100x100gaza.
⛓️Insieme a tante voci, venerdì 13 alle 18:30 approfondiremo la situazione dei prigionieri palestinesi, parlando delle carceri israeliane con Sahar Francis, tra le massime esperte internazionali, per arrivare fino all'Italia. Lo faremo con Maya Issa, Vincenzo Miliucci, Avv. Flavio Rossi Albertini, che ha seguito fin dall'inizio il caso di Anan Yaeesh e le mobilitazioni per la sua liberazione.
📷 Sarà esposta per tutta la durata delle attività una mostra fotografica curata da autori palestinesi.
E tanto altro, vieni a sostenere il progetto!
Dopo due anni di isolamento, dispersione e frammentazione bisogna muoversi insieme per ricostruire i legami, riconnettere le energie, ricomporre il tessuto sociale e solidale.
Con queste attività vogliamo sostenere l’impegno dell3 attivist3 palestinesi, perpassare da una logica di emergenza ad una stagione di ricomposizione e rinascita comunitaria, dove il sostegno internazionale non sia solo slancio assistenziale, ma alleanza che condivida percorsi.
[2026-02-13] ROCK IN GAZA @ TAG culture
ROCK IN GAZA
TAG culture - Via di Santa Passera 25, Roma, 00146
(venerdì, 13 febbraio 21:00)
COMMUNARDS & FREESTYLE
ROCK IN GAZA
RITMOTECA by IVAN MISKYADISKY
CLAUDIO VIETNAM & DIEGO DJ
GOTHDANCE Cover '80
[2026-02-14] Biomercato in certosa @ Giardino liberato in certosa
Biomercato in certosa
Giardino liberato in certosa - Via Galeazzo Alessi
(sabato, 14 febbraio 10:00)
Ogni sabato mattina dalle 10 alle 14, per una spesa consapevole
[2026-02-12] Il conflitto e il suo rimosso @ Libera Collina di Castello
Il conflitto e il suo rimosso
Libera Collina di Castello - Piazza Santa Maria in Passione
(giovedì, 12 febbraio 20:30)
Note a partire dal reato di devastazione e saccheggio.
Con i compagni e le compagne dell'assemblea NO CPR di Torino.
[2026-02-13] Mercato dell’arte @ ৺ ෴ ර ∇ ❃ ꩜ ﹌﹌
Mercato dell’arte
৺ ෴ ර ∇ ❃ ꩜ ﹌﹌ - Via matteo bonello 21 palermo
(venerdì, 13 febbraio 17:00)
Dopo il successo di dicembre, torna
IL MERCATO DELL’ARTE in versione romantica, per san valentino!! dal 13 al 15 febbraio 2026, con aperture pomeridiane e serali (o su appuntamento), presso ৺ ෴ ර ∇ ❃ ꩜ ﹌﹌, in via matteo bonello 21.
Venerdì 13 e sabato 14 febbraio dalle 17:00
Domenica 15 febbraio dalle 18:00
Fate un bel regalo al vostro amore e supportate artistx palermitanx
inauguriamo il 13 febbraio con un djset amoroso di sleepyg
vi aspettiamo
[2026-02-16] Trash party - Happy Bday Simo @ Ai Bastioni
Trash party - Happy Bday Simo
Ai Bastioni - Via Guccia 5 Palermo
(lunedì, 16 febbraio 20:00)
Lunedì 16 febbraio dalle 20:00 sino tarda sera
Ai Bastioni
Carneval Trash Party - Happy Bday Simo !
Per festeggiare insieme a chiunque voglia divertirsi e ballare sotto le sonorità delle selezioni musicali 80’s 90’s & trash della suprema dj Lady Narkoleptic
Non puoi mancare !
[2026-02-19] DAT-TI DA FARE: OGGI, SCEGLI TU! @ Circolo Pink
DAT-TI DA FARE: OGGI, SCEGLI TU!
Circolo Pink - Via Cantarane 63/C, Verona
(giovedì, 19 febbraio 19:00)
DAT-TI DA FARE: OGGI, SCEGLI TU!
19 febbraio 2026 ore 19.00
A seguire AperiPink
Circolo Pink Via Cantarane 63C VR
Ti sei mai chiestə quali vorresti fossero le tue disposizioni nel caso in cui non fossi più in grado di intendere e di volere? Sai che tramite le DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento o Testamento Biologico) puoi far valere le tue volontà ed esercitare il tuo diritto all’autodeterminazione nel caso in cui ti trovassi in questa situazione?
Hai mai pensato di depositarle? Sai come farlo?
Sai qual è la differenza tra eutanasia, morte volontaria medicalmente assistita, sedazione palliativa profonda, pianificazione delle cure?
Ne parliamo assieme a Ilaria Ruzza, una delle coordinatrici della Cellula Verona dell’Associazione Luca Coscioni, giovedì 19 febbraio dalle 19.00.
Insediato Comitato Scientifico del Comitato Società Civile per il No. Roberto Zaccaria eletto coordinatore
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/insedia…
Il prof. Giovanni Bachelet, presidente del Comitato
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Massimo Villone: “Votare NO nel merito e per arginare una pericolosa deriva mondiale”
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/massimo…
Massimo Villone, costituzionalista di vaglia, militante storico della sinistra e parlamentare di lungo corso, parla con
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#Cisgiordania, #Israele seppellisce Oslo
Cisgiordania: Israele seppellisce Oslo -
Il genocidio e il controllo della striscia di Gaza da parte di Israele fanno parte di un piano coordinato per occupare e annettere definitivamente tutti iMario Lombardo (altrenotizie.org)
letter(atur)e minori (deleuze) / vita minore / verbi-nomi-fratelli-sorelle minori
differx.noblogs.org/2026/02/10…
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Informiamo Porro che il bando vinto servirà per difendere la libertà d’informazione
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/informi…
Da Roberto Morione a Paolo Petrecca, da Roberto Benigni ad Andrea Pucci, questa è la Rai voluta e imposta dalla presidente
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Dichiarazione pubblica sull’assedio imposto a Kobani
Da oltre tre settimane, la città di Kobani è sottoposta a un assedio severo e continuo che colpisce più di mezzo milione di persone. Tra queste vi sono i residenti originari della città, così come famiglie sfollate che vi avevano trovato rifugio provenendo da Afrin, dai quartieri Sheikh Maqsoud e Ashrafieh, da Tabqa, Raqqa e dalle aree rurali circostanti. Questo assedio è stato accompagnato dalla sospensione deliberata dei servizi di elettricità e acqua, nonché da restrizioni all’ingresso di forniture mediche, cibo, carburante e altri beni essenziali. Di conseguenza, le condizioni umanitarie e sanitarie della città sono peggiorate in modo allarmante.
Il protrarsi di queste dure condizioni mette seriamente a rischio la vita dei civili, in particolare dei bambini, dei malati e delle famiglie vulnerabili. Sono state segnalate gravi carenze di cibo, latte artificiale per neonati e medicinali essenziali, mentre le strutture sanitarie stanno affrontando un esaurimento critico di forniture mediche e materiali di cura. La maggior parte dei negozi locali è stata costretta a chiudere dopo aver esaurito le scorte disponibili, e la vita quotidiana è diventata una lotta costante per soddisfare i bisogni di base. Questa situazione equivale a una punizione collettiva e costituisce una grave violazione degli standard umanitari internazionali.
Kobani è diventata un simbolo globale della resistenza contro il terrorismo, e la sua liberazione ha segnato un punto di svolta nella lotta contro l’ISIS. Oggi la città è sottoposta a misure ritorsive per il ruolo svolto nella difesa di valori umani condivisi. Sfruttare la situazione della città come strumento di pressione politica contro le Forze Democratiche Siriane (SDF) è un’azione pericolosa e coercitiva. Essa prende di mira una popolazione che ha avuto un ruolo guida nella lotta al terrorismo, proteggendo non solo il proprio popolo, ma anche gli interessi più ampi dell’umanità.
Il Consiglio Democratico Siriano (SDC) esprime la sua assoluta condanna dell’assedio imposto alla città di Kobani. Considera questo assedio un crimine contro l’umanità e una flagrante violazione del diritto umanitario internazionale e di tutte le convenzioni internazionali concepite per proteggere i civili durante i conflitti armati. L’SDC ritiene le parti che impongono l’assedio pienamente responsabili — legalmente e moralmente — di ogni vittima civile che possa morire a causa della fame, delle malattie o della mancanza di cure mediche essenziali. Respinge con forza l’uso dei civili e dei loro mezzi di sussistenza come strumenti di coercizione politica o militare, sotto qualsiasi giustificazione.
L’SDC invita inoltre l’autorità provvisoria di Damasco ad assumersi le proprie responsabilità sovrane e legali nei confronti dei cittadini. Esorta all’immediata apertura di tutti i valichi per consentire l’ingresso di cibo, medicinali, carburante e beni di prima necessità, e chiede la cessazione di tutte le misure che contribuiscono a inasprire l’assedio della città. L’unità della Siria non può essere costruita attraverso l’affamamento del suo popolo, ma attraverso la tutela della sua dignità e dei suoi diritti fondamentali.
Inoltre, l’SDC invita tutte le forze nazionali e democratiche siriane a prendere posizione rispetto al grave crimine che si sta commettendo a Kobani. Sottolinea la necessità di una posizione nazionale unitaria che respinga l’assedio e ponga la dignità umana al di sopra di interessi politici limitati.
L’SDC sollecita inoltre la Coalizione Globale contro l’ISIS ad adempiere alle proprie responsabilità nel mantenimento della sicurezza, intervenendo con urgenza per revocare l’assedio e prevenire un ulteriore collasso umanitario. Un simile collasso minaccerebbe di compromettere la relativa stabilità raggiunta nel Nord-Est della Siria.
L’SDC si rivolge infine alle Nazioni Unite, al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e alle organizzazioni umanitarie internazionali affinché intraprendano azioni immediate. Chiede l’invio di missioni investigative indipendenti, l’apertura di corridoi umanitari urgenti e la classificazione di queste violazioni nel quadro dei crimini che richiedono responsabilità internazionale. L’SDC sottolinea che dichiarazioni ed espressioni di preoccupazione, da sole, sono insufficienti di fronte a una crisi di tale portata.
Oggi Kobani richiama l’attenzione della comunità internazionale. Una città che un tempo ha rappresentato la difesa della vita e la resistenza contro il terrorismo non deve essere lasciata a deteriorarsi in queste condizioni. L’SDC ribadisce che la dignità del popolo di Kobani non è negoziabile e che la determinazione di una popolazione che ha sconfitto l’ISIS non può essere piegata da un assedio o dalla privazione.
Consiglio Democratico Siriano
9 febbraio 2026
L'articolo Dichiarazione pubblica sull’assedio imposto a Kobani proviene da Retekurdistan.it.
dispiace che sia uno scrittore russo (e la russia non ha certo l'esclusiva comunque) ma oggettivamente è uno dei libri migliori mai letti. come minimo nella top 50.
ci sono dei libri che anche solo ripensare ti danno un "calore dentro"... come se davvero avessero vita e ti arricchissero. un po' come una fede religiosa. complessi e articolati e mai del tutto svelati. libri che non smettono mai di parlare. che non puoi che ammirare e amare. questo è uno di loro. solo a rileggere questo articolo ho rivissuto emozioni incredibili. una sorta di solletico mentale che ti ricorda quanto è stato bello ogni volta leggerlo. pochi libri danno queste emozioni. non di più della mia top 50. un libro unico e imperdibibile. per certi versi testimone del dramma e dell'imperfezione umana.
non metterei la cultura russa su un piedistallo, ma quel libro di certo ha vita e un valore suo. sono quelle opere che diventano esse stessa "persone". probabilmente il libro stesso ha una sua anima. ho un debole per l'ironia e quel libro è magistrale in tal senso. solo leggerlo è appagante.
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