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"Condanna a morte socio-economica": il giornalista tedesco di origini palestinesi Hüseyin Doğru al centro di un processo kafkiano made in Bruxelles


Hüseyin Doğru è ora minacciato di sfratto dopo che un tribunale tedesco ha confermato le sanzioni dell'UE per la sospensione di una banca in un caso storico sulla libertà di espressione.

La libertà di parola è minacciata da uno strumento sanzionatorio dell'UE poco conosciuto ma potente, che nei prossimi anni potrebbe colpire i giornalisti di ogni schieramento politico.

NOTA EDITORIALE: Attenzione, Remix News è una testata ultranazionalista di proprietà di Patrick Egan, consulente politico USA residente in Ungheria, noto per i suoi legami storici con il partito Fidesz di Viktor Orbán. La testata non è attendibile, ma l'articolo in questione riporta notizie fondate. Purtroppo il caso di Hüseyin Doğru sta venendo raccontato solo da testate antieuropee o filorusse, ma il suo caso è estremamente importante per il rischio di generalizzazioni (a differenza degli altri soggetti sanzionati infatti Doğru non rientra nel tipico agente al soldo di Mosca), per l'appellabilità dei provvedimenti sanzionatori europei e per la libertà di espressione in generale


rmx.news/article/socio-economi…

@giornalismo

in reply to Apolide

@Apolide il suo caso in realtà è un po' diverso perché i legami con Santa Madre Russia sono palesi, mentre nel caso del giornalista tedesco questi legami erano molto più tenui e puramente editoriali. Oltretutto a differenza di tutti questi soggetti, che sono oggettivamente agenti russi di fatto, Dogru ha sempre tenuto una posizione di condanna nei confronti dell'invasione Ucraina, il che ti fa capire quanto le sanzioni siano immotivate. E il fatto che siano difficilmente appellabili non fa altro che rendere la situazione ancora più kafkiana

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in reply to macfranc

La Svizzera non ha sanzionato Baud. Figurati se non avrebbe preso provvedimenti nel caso fosse stato un conclamato "agente" russo. Dal mio punto di vista, queste sanzioni sono illegali sia contro ogni Costituzione realmente democratica, sia essa nazionale o a livello europeo. Poi, che sia punibile avere un'opinione politica pro o contro mi pare sia il colmo dell'antidemocraticità. (Baud, tra l'altro, ha definito più volte Putin "dittatore" nei suoi libri). Forse molti non se accorgono, o fanno finta, ma questa UE sta avanzando velocemente vero la formula di "governo autoritario oligarchico" dove i posti chave sono tenuti dagli Stati più piccoli e economicamente irrilevanti, i Baltici, che hanno interessi e fobie completamente divergenti da quelle dell'area ovest/mediterranea.

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L'Unione Europea ha raggiunto un accordo provvisorio su un'importante riforma doganale

La riforma trasferirà maggiori responsabilità alle piattaforme online che vendono nel blocco, nel tentativo di Bruxelles di arginare il flusso di importazioni di basso valore, non sicure e non conformi. La riforma è mirata in particolare alla rapida crescita delle spedizioni dirette al consumatore tramite e-commerce, molte delle quali provenienti da paesi extra-UE.

eutoday.net/eu-customs-overhau…

@politica

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Quel che non abbiamo ancora capito: specificare il problema è il problema. Previsioni infondate, tagli miopi e hype: il dibattito sull'AI secondo le leggi di Cipolla

Abbiamo CEO che fanno previsioni smentite dai fatti entro pochi mesi. Abbiamo commentatori che presentano come rivelazioni problemi su cui l’informatica lavora da mezzo secolo senza averli risolti in modo facilmente applicabile in contesti industriali. Abbiamo aziende che tagliano i professionisti di domani sulla base di promesse tecnologiche non ancora mantenute. E abbiamo un’industria dell’offerta che brucia capitali senza un orizzonte chiaro di sostenibilità.

Nella tassonomia di Cipolla, tutto questo è un comportamento stupido nel senso tecnico del termine

abassavoce.it/p/quel-che-non-a…

@Intelligenza Artificiale

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Graphene non ti chiederà mai l’età, nemmeno se obbligata


GrapheneOS ha dichiarato che non si conformerà alle nuove leggi sull'age verification in Brasile e negli Stati Uniti. Niente dati personali, niente account, anche a costo di essere esclusi da interi mercati.
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GrapheneOS non raccoglierà dati anagrafici degli utenti durante la configurazione del dispositivo. Punto. Anche se questo dovesse costarle l’accesso a interi mercati.

La dichiarazione, pubblicata il 20 marzo sui canali social del progetto, arriva in risposta a una serie di leggi che stanno imponendo agli sviluppatori di sistemi operativi di verificare l’età degli utenti già in fase di setup. Il Brasile è stato il primo ad agire in modo concreto: la sua legge Digital ECA è entrata in vigore il 17 marzo, con sanzioni fino a circa 9,5 milioni di dollari per ogni violazione. In California, la legge AB-1043, firmata dal governatore Newsom nell’ottobre 2025, entrerà in vigore a gennaio 2027 e obbligherà i fornitori di sistemi operativi a raccogliere età o data di nascita e trasmetterle in tempo reale agli store e agli sviluppatori tramite apposita API. Il Colorado si sta muovendo nella stessa direzione.

La risposta del team di GrapheneOS è stata netta: il sistema operativo rimarrà utilizzabile da chiunque nel mondo, senza richiedere informazioni personali, documenti d’identità o la creazione di un account. Se questo renderà impossibile vendere i dispositivi in alcune regioni, il progetto accetta le conseguenze.

Non è solo GrapheneOS a resistere. Gli sviluppatori del firmware open source DB48X hanno pubblicato un avviso legale dichiarando che il loro software non implementerà mai la verifica dell’età. MidnightBSD ha scelto un’altra strada, aggiornando la licenza per vietarne l’uso in Brasile.

La posizione di GrapheneOS diventa ancora più interessante alla luce della partnership con Motorola, annunciata al MWC di inizio marzo. Se i futuri dispositivi Motorola con GrapheneOS preinstallato dovranno rispettare le normative locali nei mercati in cui saranno venduti, la distribuzione geografica potrebbe complicarsi. Un problema che Apple e Google, conformandosi con le rispettive API, non avranno.


FONTE grapheneos.social


FONTE discuss.privacyguides.net


FONTE tomshardware.com


FONTE privacyguides.org


GrapheneOS will remain usable by anyone around the world without requiring personal information, identification or an account. GrapheneOS and our services will remain available internationally. If GrapheneOS devices can't be sold in a region due to their regulations, so be it.

#hot
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penso che ci sia da riflettere su una cosa. solitamente dio viene definito buono. e il creato, ossia il mondo naturale, è considerato una sua creazione consapevole, non casuale. ora vedendo la natura si trova crudeltà, sadismo e ogni forma di violenza NON NECESSARIA. posso capire che si debba pur morire. ma le mie rattine perché devono soffrire così tanto spesso prima di morire? cosa avrebbero fatto di male? non è sadismo? loro come tutto il resto del creato.... quindi se il creato di dio è così sadico e demoniaco, mondo di violenze senza limite e scopo, come si può pensare che dio sia buono?
in reply to simona

@simona la scelta è: libertà totale o libertà limitata. Tre le due c'è chi preferisce la libertà senza limiti e chi la libertà con limitazioni. Per quanto riguarda la sofferenza come male in generale anche senza l'uomo c'è da intendersi. Secondo me tutto quello che riguarda la conoscenza umana, inclusa la felicità e la sofferenza, si tratta di oggetti di creazione umana. Infatti se l'uomo non esistesse come si potrebbe parlare di sofferenza? Chi la definirebbe? Anche il concetto di sadismo è un concetto umano che non sussiste senza una definizione del significato della parola data dall'uomo.
in reply to Giuseppe

@Giuseppe non c'entra nulla la libertà. la questione non è neppure l'esistenza dell'umanità o meno. togli del tutto l'uomo dall'equazione e valuta tutto il resto. come se l'umanità neppure esistesse. il giudizio in questo caso è solo la coerenza pretesa e inapplicabile tra una creazione sadica e malvagia e un creatore che qualcuno assurdamente pretende di descrivere forzatamente come buono e saggio. le ingiustizie e la malvagità non esistono solo se esiste l'uomo.

META E GOOGLE CONDANNATE…

Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy)

Di Zuckerberg chiamato, in qualità di testimone, a difendere la sua azienda Meta dall’accusa di avere connotato Facebook in modo tale da danneggiare i minori, assuefacendoli all’uso compulsivo ed eccessivo del social media, ne avevamo parlato su queste pagine digitali di Giano.news il 3 marzo scorso.

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Ringrazio Livia Giacomini, Direttrice Responsabile di @eduinaf per questa bellissima recensione del mio libro!

edu.inaf.it/rubriche/libri/un-…

#etuluna

Questa voce è stata modificata (3 settimane fa)
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Bellissimo, da far vedere a chi progetta l'esperienza utente di siti internet!


È finalmente online il P.U.C.S., Portale Unico delle Complicazioni Semplici. Grazie a @lastknight per il design

«Qui trovi i timbri raccolti e i documenti acquisiti durante la tua Avventura Burocratica. Ogni azione completata viene debitamente protocollata. Dicono che chi li raccoglie tutti possa accedere a una pagina super segreta... In basso a destra trovi anche il Rag. Botteri, l'assistente virtuale del portale — ma non aspettarti troppo da lui.»

pucs.it/

@azzate


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È finalmente online il P.U.C.S., Portale Unico delle Complicazioni Semplici. Grazie a @lastknight per il design

«Qui trovi i timbri raccolti e i documenti acquisiti durante la tua Avventura Burocratica. Ogni azione completata viene debitamente protocollata. Dicono che chi li raccoglie tutti possa accedere a una pagina super segreta... In basso a destra trovi anche il Rag. Botteri, l'assistente virtuale del portale — ma non aspettarti troppo da lui.»

pucs.it/

@azzate

in reply to informapirata ⁂

non saprei mi sembra troppo user-friendly. Cioè mi sembra quasi di capire quello che sto facendo, no come quando devo stampare l'F24 per pagare i contributi e ricalcolare la codeline per aggiungere le sanzioni perché mi sono ricordato di pagare una settimana dopo.
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Tutela dei minori e verifica dell’età: Agcom adotta i primi ordini di blocco di siti pornografici inadempienti

@Etica Digitale (Feddit)

Ai sensi dell’art.13-bis del decreto-legge 15 settembre 2023 n. 123 (cd. Decreto Caivano), i siti web e le piattaforme di condivisione video che diffondono in Italia immagini e video a carattere pornografico, sono tenuti a verificare la maggiore età degli utenti, al fine di evitare l'accesso a contenuti pornografici da parte di minori di anni diciotto.

L’Autorità, con delibera n. 96/25/CONS, ha adottato le linee guida che stabiliscono le modalità tecniche e di processo che i fornitori di contenuti pornografici sono tenuti a adottare per l'accertamento della maggiore età degli utenti, assicurando un livello di sicurezza adeguato al rischio e il rispetto della minimizzazione dei dati personali raccolti in ragione dello scopo.

agcom.it/comunicazione/comunic…

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Fine di chatcontrol: il Parlamento europeo pone fine alla sorveglianza di massa durante le elezioni, aprendo la strada a una vera tutela dei minori!


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#ChatControl fermato - le scansioni di massa finiscono il 4 aprile!
❌️ Ma incombono la verifica dell'età e nuove scansioni di massa. Come abbiamo vinto di misura il blitz del voto di oggi, chi ha votato cosa e come continua la lotta per la libertà


informapirata.it/2026/03/26/fi…


Fine di chatcontrol: il Parlamento europeo pone fine alla sorveglianza di massa durante le elezioni, aprendo la strada a una vera tutela dei minori!

#ChatControl fermato – le scansioni di massa finiscono il 4 aprile!

❌️ Ma incombono la verifica dell’età e nuove scansioni di massa. Come abbiamo vinto di misura il blitz del voto di oggi, chi ha votato cosa e come continua la lotta per la libertà
informapirata.it/2026/03/26/fi…


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Fine di chatcontrol: il Parlamento europeo pone fine alla sorveglianza di massa durante le elezioni, aprendo la strada a una vera tutela dei minori!

#ChatControl fermato – le scansioni di massa finiscono il 4 aprile!

❌️ Ma incombono la verifica dell’età e nuove scansioni di massa. Come abbiamo vinto di misura il blitz del voto di oggi, chi ha votato cosa e come continua la lotta per la libertà
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🇩🇪
✅ #Chatkontrolle gestoppt - Massenscans enden am 4. April
❌ Aber: Altersverifikation und neue Massenscans drohen
Wie wir den heutigen Abstimmungskrimi knapp gewonnen haben, wer wie abgestimmt hat und wie der digitale Freiheitskampf weitergeht: patrick-breyer.de/ende-der-cha… [Link korrigiert]
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Appalti truccati, blitz Gdf al Ministero Difesa, Terna e Rfi nell'inchiesta Sogei

Si ipotizzano i reati di corruzione, riciclaggio e autoriciclaggio. Le indagini rappresentano un ulteriore sviluppo del filone investigativo già avviato su Sogei

rainews.it/articoli/2026/03/ap…

@informatica

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🇪🇺


Fine del ChatControl: il Parlamento UE ferma la sorveglianza di massa delle chat con una maggioranza risicatissima di un solo voto

Dopo che il Parlamento Europeo aveva già respinto il #chatcontrol indiscriminato e generalizzato da parte delle aziende tecnologiche statunitensi il 13 marzo, ieri le forze conservatrici hanno tentato una manovra per imporre comunque una nuova votazione e prorogare la legge.

marcosbox.com/2026/03/26/fine-…

@privacypride


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Fatemi fare il meloniano: complimenti a @GiorgiaMecojoni per avere sfanculato i personaggi oghi più dannosi per l'interesse di partito, mentre il PD, inspiegabilmente, se li tiene stretti.

Meloni sarà pure opportunista e votata all'autoconservazione, ma il PD brilla per la sua incredibile determinazione a demolire la propria credibilità e, soprattutto, a umiliare costantemente la credulità dei propri elettori. Poi c'è chi si chiede perché i fasci resistano

@politica

poliversity.it/@mau/1162966144…


Hybris e dura realtà

@politica - Il risultato del referendum ha semplicemente scoperchiato la pentola che bolliva già da parecchio.

wp.me/p6hcSh-9uB


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Fine del ChatControl: il Parlamento UE ferma la sorveglianza di massa delle chat con una maggioranza risicatissima di un solo voto

Dopo che il Parlamento Europeo aveva già respinto il #chatcontrol indiscriminato e generalizzato da parte delle aziende tecnologiche statunitensi il 13 marzo, ieri le forze conservatrici hanno tentato una manovra per imporre comunque una nuova votazione e prorogare la legge.

marcosbox.com/2026/03/26/fine-…

@privacypride

in reply to informapirata ⁂

e speriamo che sia davvero finita. Orgoglioso di aver lanciato con @ufficiozero e @BoostMediaAPS la campagna Mail Day che comunque proseguirà per scrupolo con un'ultima giornata, quella del 7 Aprile.

Mai abbassare la guardia 💪

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Got a cool ActivityPub or ATProtocol project that can be demo'd? We are always looking to showcase what the Open Social Web can do when smart people create great software, in our speed demo track at FediForum. A few projects have been recommended for the end of April event by our community already.

If you think you have such a cool open social web demo, get in touch!

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Hybris e dura realtà

@politica - Il risultato del referendum ha semplicemente scoperchiato la pentola che bolliva già da parecchio.

wp.me/p6hcSh-9uB

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Dopo aver sentito in radio l’ennesima difesa delle piattaforme social da parte di irriducibili liberali (“la colpa è dei genitori”), vale la pena ricordare che sì, i genitori devono vigilare.
Ma se i social mainstream sono progettati per creare dipendenza, come riconosciuto da un tribunale USA, la responsabilità non può ricadere solo sulle famiglie.
Come per alcol e sigarette, serve anche l’intervento della UE e dichiarare apertamente: i social algoritmici nuociono gravemente alla psiche.
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LibreOffice e l'arte di reagire in modo eccessivo. Un banner di donazione non è un attacco agli utenti. Il post di Italo Vignoli

Troppo misurato il buon @italovignoli

Per noi, invece gli utenti che si lamentano delle richieste di donazione da parte di chi produce applicazioni in software libero sono un significativo distillato di stupidità, sapientemente barriccato in anni e anni di stronzaggine. Un elisir per le BigTech!

blog.documentfoundation.org/bl…

@eticadigitale

in reply to informapirata ⁂

@max Il bello è che c'è gente (verificato personalmente) che si fa un PC da +2000€ e poi non vuole spendere 5€ per un software.
Ma te lo immagini? Uno compra la Ferrari e poi pretende il carburante a gratis 😂
...e se gli chiedi i soldi della benzina si incazza pure! 🤣

End of “Chat Control”: EU Parliament Stops Mass Surveillance in Voting Thriller – Paving the Way for Genuine Child Protection!


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The controversial mass surveillance of private messages in Europe is coming to an end. After the European Parliament had already rejected the indiscriminate and blanket Chat Control by US tech companies on 13 March, conservative forces attempted a democratically highly questionable maneuver yesterday to force a repeat vote to extend the law anyway.

However, in a true voting thriller today, the Parliament finally pulled the plug on this surveillance mania: With a razor-thin majority of just a single vote, the Parliament first rejected the automated assessment of unknown private photos and chat texts as “suspicious” or “unsuspicious”. In the subsequent final vote, the amended remaining proposal clearly failed to reach a majority.

This means: As of 4 April, the EU derogation will expire for good. US corporations like Meta, Google, and Microsoft must stop the indiscriminate scanning of the private chats of European citizens. The digital privacy of correspondence is restored!

The Myth of a Legal Vacuum

This does not create a legal vacuum—quite the opposite. Ending indiscriminate mass scanning clears the path for modern, effective child protection. Fearmongering that investigators will be “flying blind” is unwarranted: Recently, only 36% of suspicious activity reports from US companies originated from the surveillance of private messages anyway. Social media and cloud storage services are becoming increasingly relevant for investigations. Targeted telecommunications surveillance based on concrete suspicion and a judicial warrant remains fully permissible, as does the routine scanning of public posts and hosted files. User reporting also remains fully intact.

Digital freedom fighter and former Member of the European Parliament Patrick Breyer (Pirate Party) commented on today’s historic victory:

“This historic day brings tears of joy! The EU Parliament has buried Chat Control – a massive, hard-fought victory for the unprecedented resistance of civil society and citizens! The fact that a single vote tipped the scales against the extremely error-prone text and image search shows: Every single vote in Parliament and every call from concerned citizens counted!

We have stopped a broken and illegal system. Once our investigators are no longer drowning in a flood of false and long-known suspicion reports from the US, resources will finally be freed up to hunt down organized abuse rings in a targeted and covert manner. Trying to protect children with mass surveillance is like desperately trying to mop up the floor while leaving the faucet running. We must finally turn off the tap! This means genuine child protection through a paradigm shift: Providers must technically prevent cybergrooming from the outset through secure app design. Illegal material on the internet must be proactively tracked down and deleted directly at the source. That is what truly protects children.

But beware, we can only celebrate briefly today: They will try again. The negotiations for a permanent Chat Control regulation are continuing under high pressure, and soon the planned age verification for messengers threatens to end anonymous communication on the internet. The fight for digital freedom must go on!”

The Next Battle: The Return of Chat Control and Mandatory ID

Despite today’s victory, further procedural steps by EU governments cannot be completely ruled out. Most of all, the trilogue negotiations on a permanent child protection regulation (Chat Control 2.0) are continuing under severe time pressure. There, too, EU governments continue to insist on their demand for “voluntary” indiscriminate Chat Control.

Furthermore, the next massive threat to digital civil liberties is already on the agenda: Next up in the ongoing trilogue, lawmakers will negotiate whether messenger and chat services, as well as app stores, will be legally obliged to implement age verification. This would require users to provide ID documents or submit to facial scans, effectively making anonymous communication impossible and severely endangering vulnerable groups such as whistleblowers and persecuted individuals.

Background: What exactly expires on 3 April

An EU interim regulation (2021/1232), set to expire on 3 April, currently permits US corporations such as Meta to carry out indiscriminate mass scanning of private messages on a voluntary basis. Three types of chat control are authorised: scanning for already known images and videos (so-called hash scanning, which generates over 90% of reports); automated assessment of previously unknown images and videos; and automated analysis of text content in private chats.

The AI-based analysis of unknown images and texts is extremely error-prone. But the indiscriminate mass scanning for known material is also highly controversial, too: beyond the unreliability of the algorithms documented by researchers, these scans rely on opaque foreign databases rather than European criminal law. The algorithms are blind to context and lack of criminal intent (e.g. consensual sexting between teenagers). As a result, vast numbers of private but criminally irrelevant chats are exposed.

New Study Proves: Chat Control Software is Flawed

The fact that today’s decision by the EU Parliament was also technically imperative is proven by a newly published scientific study. Renowned IT security researchers analyzed the standard algorithm “PhotoDNA”, which is used by tech companies for Chat Control. Their damning verdict: The software is “unreliable”. The researchers proved that criminals can render illegal images invisible to the scanner through minimal alterations (e.g., adding a simple border), while harmless images can be easily manipulated so that innocent citizens are falsely reported to the police.

The Hard Facts: Why Chat Control Has Failed Spectacularly

The EU Commission’s 2025 evaluation report on Chat Control reads like an admission of complete failure:

  • Data Giant Monopoly: Roughly 99% of all chat reports to police in Europe come from a single US tech corporation: Meta. US companies acted as a private auxiliary police force—without effective European oversight.
  • Massive Police Overload from Junk Data: The German Federal Criminal Police Office (BKA) reports that a staggering 48% of the disclosed chats are criminally irrelevant. This flood of junk data ties up resources that are urgently needed for targeted investigations.
  • Criminalization of Minors: According to crime statistics, around 40% of investigations in Germany target teenagers who thoughtlessly share images (e.g., consensual sexting).
  • An Obsolete Model Due to Encryption: Because providers are increasingly transitioning to end-to-end encryption for private messages, the number of chats reported to the police has already dropped by 50% since 2022.
  • Failure in Child Protection: According to the Commission’s report, there is no measurable correlation between the mass surveillance of private messages and actual convictions.

The Great Fact Check: Disinformation Narratives of Proponents


During the legislative process, foreign-funded lobby groups and authorities tried to pressure the Parliament through fearmongering. A comparison of their claims with reality:

Disinformation 1: “The European Parliament is to blame for the collapse of the trilogue negotiations.”
(Claimed by the lobby alliance ECLAG and US tech companies)

  • Fact: It was the EU Council of Ministers that deliberately let the negotiations fail. Leaked Council cables reveal that EU member states showed no willingness to compromise, fearing that any concession could set a precedent for the permanent Chat Control 2.0 regulation. Parliament’s lead negotiator, Birgit Sippel, sharply criticized the Council: “With their lack of flexibility, Member States have deliberately accepted that the interim regulation will expire.”

Disinformation 2: “Without indiscriminate Chat Control, law enforcement will be flying blind.”
(Claimed by authorities including BKA President Holger Münch)

Disinformation 3: “The deployed scanning technology is highly precise.”
(Claimed by Meta, Google, Microsoft, Snap, TikTok)

Disinformation 4: “The demand comes primarily from victims.”
(Implied by the ECLAG campaign)


The Way Forward: “Security by Design” Instead of Surveillance Mania


The European Parliament advocates a genuine paradigm shift for future legislation, supported by civil society, survivor networks, and IT security experts:

  1. Strict default settings and protective mechanisms (Security by Design) to make cybergrooming technically harder from the outset.
  2. Targeted telecommunications surveillance based on judicially confirmed suspicion.
  3. Proactive search by a new EU Child Protection Center and immediate takedown obligations for providers and law enforcement on the open internet and darknet – illegal material must be destroyed directly at the source. There must be an end to law enforcement agencies declaring themselves “not competent” for the removal of abuse material.

Bought Fearmongering by the Lobbying Machine

During the legislative process, the massive, questionable lobbying efforts were exposed: The push for Chat Control is heavily driven by foreign-funded lobby groups and tech vendors. The US organization Thorn, which sells the exact type of scanning software in question, spends hundreds of thousands of euros lobbying in Brussels. The tech industry officially lobbied side-by-side with certain organizations for a law that does not protect children, but rather secures their own profits and data access.

Patrick Breyer concludes:

“Right up to the very end, the US tech industry and foreign- or government-funded lobby groups tried to panic Europe. But flooding our police with false positives and duplicates from mass surveillance doesn’t save a single child from abuse. Today’s definitive failure of Chat Control is a clear stop sign to this surveillance mania. Negotiators cannot ignore this verdict in the ongoing trilogue negotiations for a permanent regulation. Indiscriminate mass scanning of our private messages must finally give way to truly effective and targeted child protection that respects fundamental rights.”


patrick-breyer.de/en/end-of-ch…


🇩🇪 1/7 🌍 Nicht-EU-finanzierte Lobbygruppen drängen mit irreführender Propaganda auf Einführung der #Chatkontrolle. Sie fordern #PassTheLaw, um deine Chats scannen zu lassen. Aber wer sind sie und wer bezahlt sie? Decken wir das Netzwerk auf.
Thread 👇

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Deregolamentazione accelerata oggi: l' Omnibus sull'IA sarà sottoposto al voto plenario del Parlamento europeo, con i negoziati tra le istituzioni dell'UE che inizieranno entro poche ore

Questo approccio "muoviti in fretta, rompi le cose" dimostra ancora una volta che la procedura AI Omnibus è profondamente imperfetta.

eupolicy.social/@edri/11629498…

@pirati


1/5 🚨 🏃🏽‍➡️Deregulation speedrun today: #AI Omnibus to undergo European Parliament plenary vote, with negotiations between EU institutions starting within hours 🚨

🙅🏽‍♀️ This ‘move fast, break things’ approach shows once again that the AI Omnibus procedure is deeply flawed.

We have been urging EU lawmakers to reject the re-opening of core #HumanRights and safety protects. Yet, the Parliament's position continues to weaken crucial parts of the #AIAct and fundamentally changes the structure of the law.


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I tuoi dati sono ovunque. E il governo USA li sta acquistando senza mandato.

Un intero settore di intermediari di dati acquista enormi quantità di informazioni elettroniche da app per cellulari e browser web e le rivende ai dipartimenti di polizia e alle agenzie governative federali, in modi che possono rivelare dettagli intimi sui cittadini americani senza un mandato.

npr.org/2026/03/25/nx-s1-57523…

@privacypride

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🇩🇪Sie haben es durchgedrückt: Morgen 11 Uhr entscheidende Wiederholungsabstimmung des EU-Parlaments zu #Chatkontrolle-Massenscans! SPD gespalten: mepwatch.eu/10/vote.html?v=189…
Morgen früh könnt ihr noch anrufen und nachfragen:
👉 fightchatcontrol.de #StopScanningMe
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TORTURA E GENOCIDIO. IL NUOVO RAPPORTO ONU DI FRANCESCA ALBANESE (A/HRC/61/71)

Scaricabile da qui: ohchr.org/sites/default/files/…

di Lavinia Marchetti

Sono ben conscia che l’Italia sembra in altre faccende affaccendata, tra referendum che non cambieranno di una virgola il nostro vivere quotidiano (tranne, forse, smorzare un po’ la deriva autoritaria di questo governo, e non è poco)) e la guerra contro l’Iran. Sono ben conscia che la Palestina, come argomento, ormai interessi a poche persone, come sempre succede con certe situazioni. Finché ne parlano i grandi media resta l’attenzione, appena i media si girano dall’altra parte e passano alla notizia successiva, resta una piccola porzione di persone a mantenere vigile l’attenzione e a protestare in piazza. Forse è fisiologico, forse è altro. Non è l’argomento che voglio trattare oggi. Infatti voglio parlare del recente rapporto della Relatrice Speciale ONU Francesca Albanese, report che si occupa di un tema importante (quello che anch’io ho trattato più estesamente nel mio testo) che è lo smascheramento del sistema di occupazione israeliano come un'entità biopolitica che utilizza la sofferenza e la tortura come strumento di pulizia etnica. Niente che non sapessimo. Ma dal sapere per sentito dire a mostrare le prove in sede ONU c’è una bella differenza. Nelle conclusioni Albanese arriva a formulazioni durissime e, a mio avviso, doverose: quando la tortura attraversa un intero territorio e viene sostenuta da politiche che distruggono le condizioni della vita, “the genocidal intent is apparent”; poco dopo aggiunge che il genocidio è diventato “the ultimate form of torture”.

LA TORTURA COME STRUTTURA GENERALIZZATA

Il rapporto demolisce l'idea che gli abusi siano "eccessi" individuali. La tortura viene definita come una funzione intenzionale e sistematica volta a spezzare la nazione palestinese in quanto tale.
Leggiamo da pag. 1:
"In questo rapporto, la Relatrice Speciale esamina l'uso sistematico da parte di Israele della tortura contro i palestinesi del territorio palestinese occupato dal 7 ottobre 2023, comprendendo pratiche detentive e non detentive che soddisfano la soglia del genocidio ai sensi della Convenzione sulla prevenzione e la punizione del crimine di genocidio. Documenta come la tortura sia diventata parte integrante del dominio e della punizione inflitti a uomini, donne e bambini, sia attraverso abusi in custodia che attraverso una spietata campagna di sfollamento forzato, uccisioni di massa, deprivazione e distruzione di tutti i mezzi di sussistenza per infliggere dolore e sofferenza collettiva a lungo termine. Viene imposto un regime continuo e territorialmente pervasivo di terrore psicologico, progettato per spezzare i corpi, privare un popolo della sua dignità e costringerlo ad abbandonare la propria terra. Questa non è violenza incidentale. È l'architettura del colonialismo d'insediamento, costruita su fondamenta di deumanizzazione e mantenuta da una politica di crudeltà e tortura collettiva."
Nel rapporto, la tortura non rientra in un quadro di eccezionalità e si rivela come la norma di una sovranità che non cerca l'obbedienza del suddito, ma la sua cancellazione esistenziale. Politicamente dobbiamo guardare al genocidio della popolazione palestinese e alla sua "deumanizzazione" come a una premessa logica del colonialismo. Infatti la tortura non serve quasi mai per ottenere informazioni. L’effetto che produce è quello di un corpo palestinese "frantumato", incapace di abitare e/o pensare il futuro. È il trionfo della forza che si fa "legge della giungla" in pieno XXI secolo.

IL DEGRADO ULTERIORE DELLA RIVOLUZIONE CARCERARIA

Il rapporto analizza come il sistema detentivo sia diventato un piano coordinato di vendetta collettiva, guidato esplicitamente da figure istituzionali come Itamar Ben-Gvir. Il report parla di oltre 18.500 arresti palestinesi dal 7 ottobre 2023, almeno 1.500 minori, 9.245 detenuti ancora in custodia a febbraio 2026, più di 4.000 casi di sparizione forzata, e fra 84 e 94 morti in detenzione.
A pagina 2 leggiamo che:
"L'escalation della tortura nei centri di detenzione israeliani è un piano coordinato. Il Ministro della Sicurezza Nazionale del Paese, Itamar Ben-Gvir, che sovrintende al Servizio Carcerario Israeliano, ha promosso la sua 'rivoluzione carceraria', che ha istituzionalizzato una politica di degradazione. Il 14 novembre 2023, il Ministro ha ordinato che i detenuti palestinesi etichettati come 'terroristi' siano tenuti ammanettati in celle buie con letti di ferro e latrine a terra e sottoposti all'inno nazionale israeliano trasmesso continuamente a tutto volume. Egli ha inoltre invocato la pena di morte per i detenuti palestinesi — una soluzione cinica al sovraffollamento creato dagli arresti di massa effettuati da Israele. Caratterizzate come necessarie per la 'sicurezza' di Israele, queste pratiche operano come un progetto ideologico di distruzione societaria, normalizzando la crudeltà e con l'obiettivo politico di debilitare la 'nazione' palestinese."
Siamo davanti alla burocratizzazione del sadismo. La "rivoluzione carceraria" di Ben-Gvir è l'estensione dello Stato d'Eccezione fin dentro le viscere della prigione, dove il tempo del detenuto viene deliberatamente abusato. L'uso dell'inno a volume assordante o delle latrine a terra è un tentativo di "riprogrammazione sensoriale" volto a annichilire l'io. Filosoficamente, la prigione qui funziona come il motore primo del sistema coloniale, un laboratorio dove il potere incide direttamente sulla "nuda vita" dei prigionieri, trasformandoli in "walking skeletons" per segnalare al resto della popolazione palestinese l'ineluttabilità della propria sottomissione. Recentemente, con l’introduzione della pena di morte per i “terroristi” palestinesi, il terrorismo psicologico è ulteriore peggiorato, e non era facile.
L'escalation coinvolge centri come Sde Teiman, Anatot e Ofer, definiti come spazi di totale illegalità. Il rapporto elenca pratiche sistematiche: detenuti tenuti bendati e ammanettati con fascette di plastica così strette da causare infezioni e rendere necessarie amputazioni; l'uso delle cosiddette "monkey cages" (gabbie per scimmie) o spazi sotterranei angusti come il centro Rakefet; la trasformazione dei detenuti in "walking skeletons" (scheletri ambulanti) attraverso l'inedia e l'isolamento prolungato. Viene documentata una violenza sessuale pervasiva: stupri di gruppo, anche con l'uso di oggetti come sbarre di ferro e manganelli, e scariche elettriche sui genitali. Il sistema colpisce strategicamente figure chiave per la sopravvivenza sociale: medici come Adnan al-Bursh e Iyad al-Rantisi sono stati uccisi in custodia.

LA STRUTTURAZIONE DELL’ "AMBIENTE TORTURANTE"

Il concetto più innovativo del rapporto è l'estensione della tortura allo spazio pubblico, dove è l'intero territorio palestinese ad essere stato trasformato in uno spazio di punizione collettiva.
Sempre da Pagina 2:
"La tortura non è confinata alle celle e alle stanze degli interrogatori. Attraverso l'impatto cumulativo dello sfollamento di massa, dell'assedio, del diniego di aiuti e cibo, della violenza militare e dei coloni senza freni e della sorveglianza e del terrore pervasivi, il territorio palestinese occupato è diventato uno spazio di punizione collettiva, dove la distruzione delle condizioni di vita trasforma la violenza genocida in uno strumento di tortura collettiva con conseguenze mentali e fisiche a lungo termine per la popolazione occupata. Abilitato dall'industria della sicurezza globale e dall'inazione di Stati terzi, questo regime deumanizza i palestinesi, li sottopone a molteplici umiliazioni e tipi di violenza e instilla la paura collettiva. In tutto il territorio palestinese occupato, le autorità israeliane hanno progettato un 'ambiente torturante', destinato a spezzare la resistenza, la dignità e la sumud (steadfastness)."
Albanese descrive il "terrore cartografico" a Gaza: l'uso di mappe contraddittorie e ordini di evacuazione impossibili che spingono milioni di persone verso "zone sicure" sistematicamente bombardate. Viene documentato il "medicide": l'attacco frontale al sistema sanitario, con ospedali rasi al suolo e neonati lasciati morire nelle incubatrici evacuate a forza. La distruzione totale di oltre un milione di case, musei e archivi storici mira ad annichilire la memoria collettiva e il senso di appartenenza. In Cisgiordania, la sorveglianza biometrica e le milizie dei coloni creano un "continuum di tortura" che paralizza ogni dimensione della vita quotidiana. Quando la Relatrice parla di "sumud" (fermezza), identifica il vero obiettivo politico dell'occupazione che va oltre la soppressione fisica e si conforma come uno sfinimento psicologico. Inoltre, sempre Albanese, osserva che l'inazione degli Stati terzi non può essere configurata come neutralità, bensì come complicità biopolitica. Permettere che un intero popolo sia sottoposto a un regime di "insecurity" permanente significa avallare la distruzione del legame sociale palestinese. La libertà di movimento è una concessione revocabile all'interno di una gabbia a cielo aperto.

Segue
#nuovoRapportoAlbanese #FrancescaAlbanese #gazagenocide

@politica

in reply to emama

INEDIA E FEROCIA TECNOLOGICA COME ARMI DI MASSA

Il rapporto documenta l'uso deliberato della fame e di armi avanzate (AI, droni, armi termobariche) per indurre un collasso psicologico totale nella popolazione di Gaza. Lo sterminio fisico non basta.
Un passaggio da Pagina 22:
"L'inedia usata come tortura societaria è una tecnica coloniale riesumata che causa miseria di massa e danni cumulativi e irreversibili, devastando il presente e il futuro di un popolo. Armamenti avanzati sono dispiegati non solo per uccidere ma anche per generare paura, impotenza e collasso psicologico. Sorveglianza costante tramite droni, sciami di quadricotteri, attacchi aerei con bombe a caduta gravitazionale o armi esplosive avanzate con impatti massicci — riferite persino armi termobariche che polverizzano la carne umana, fosforo bianco e sistemi di targeting basati sull'intelligenza artificiale — sono impiegati per 'causare lesioni superflue o sofferenze non necessarie', integrando tecnologie di genocidio all'avanguardia in pratiche di tortura collettiva."
Nel report viene citata la dichiarazione di Israel Katz: "Senza carburante, l'elettricità locale si spegnerà in pochi giorni e i pozzi d'acqua smetteranno di funzionare entro una settimana". Questa politica ha causato la morte per malnutrizione di centinaia di persone, tra cui 157 bambini (il dato è fermo a ottobre 2025). Il dolore è usato come arma, chirurgie eseguite senza anestesia a causa del blocco dei medicinali. Albanese denuncia l'integrazione di sistemi di targeting basati sull'IA e armi termobariche che "polverizzano la carne umana", trasformando Gaza in una "vetrina di ferocia tecnologica" per l'industria bellica globale, Gaza è la sua vetrina e luogo di sperimentazione per queste armi “testate sul campo”. L'integrazione dell'Intelligenza Artificiale nel processo genocidario trasforma lo sterminio in un'operazione tecnica, priva di empatia e di responsabilità umana. La fame, definita "tortura societaria", è il ritorno alle tecniche coloniali più oscure, ma aggiornate con i mezzi della modernità. Politicamente, questo configura un "medicide" e un "domicide" dove non si va a colpire il nemico combattente. In gioco c’è molto di più, si colpisce la possibilità stessa della vita biologica e culturale del gruppo. L'orrore è solo statistica amministrativa, ricorda molto da vicino l’acme del nazismo (questo lo dico io, non Francesca Albanese)

IL NESSO CON LA "NUOVA NAKBA"

Il rapporto conclude che la tortura ininterrotta è la prova del dolus specialis genocidiario, volto alla rimozione forzata dei palestinesi per consentire l'annessione dei territori. Albanese tira le somme dell'intenzionalità politica, inquadrando la tortura come lo strumento necessario per il compimento della "Nuova Nakba".
Dalla sezione conclusiva, Paragrafi 82-86:
"L'intento genocida è 'apparente' quando la tortura è perpetrata in un intero territorio, attraverso una vasta gamma di forme individualizzate e collettive, e sostenuta attraverso politiche che distruggono sistematicamente le condizioni di vita... In questo senso, il genocidio è diventato l'ultima forma di tortura, caratterizzandosi come continuo, generazionale e collettivo. Se la giustizia deve mai essere servita, bisogna riconoscere che nel contesto di un genocidio, la tortura, sia essa detentiva o meno, è intrinsecamente intenzionale e finalizzata; il suo uso sostenuto nel tempo e nello spazio contro la stessa popolazione è probante di politiche mirate alla distruzione fisica e psicologica di quel gruppo"
Possiamo tranquillamente parlare di "Nuova Nakba” come programma di governo. Il legame tra tortura e genocidio risiede nell'intenzionalità del trasferimento forzato e la sofferenza è il catalizzatore dell'esodo. Quando un ministro parla apertamente di annessione e conquista, la tortura non può che diventare l'unico linguaggio possibile per uno Stato che ha deciso di non “convivere” più con l'indigeno. Il progetto coloniale non è mai stato così evidente.

Fine
#laviniaMarchetti
#nuovoRapportoAlbanese #FrancescaAlbanese #gazagenocide

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Tre attivisti del Convoy Nuestra América arrestati di ritorno da Cuba
pressenza.com/it/2026/03/tre-a…
Riprendiamo dalla pagina Facebook dell’attivista brasiliano Thiago Avila questo allarmante appello lanciato dal suo team di comunicazione. Thiago Avila è stato arrestato questa mattina alle 8:17 (ora locale) all’aeroporto di Panama e portato via per essere interrogato. L’ultimo contatto risale…
Redazione Italia
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La Slovenia come laboratorio dell’hybrid warfare israeliana? Il caso Black Cube

Una campagna elettorale trasformata in un’operazione sotto copertura tra identità fittizie, incontri riservati e video registrati di nascosto per avvantaggiare l'opposizione di destra alle elezioni del 22 marzo. Il caso sloveno mostra come le interferenze non passino più solo dalla disinformazione online ma anche da sofisticate operazioni ibride.

formiche.net/2026/03/slovenia-…

@politica

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Meta e Google sono insieme la droga e il suo spacciatore: finalmente ritenuti responsabili in uno storico processo per dipendenza dai social media

Una giuria di Los Angeles ha assegnato una vittoria senza precedenti a una giovane donna che ha fatto causa a Meta e Google per la sua dipendenza infantile dai social media.

bbc.com/news/articles/c747x7gz…

@eticadigitale

in reply to informapirata ⁂

I giurati hanno scoperto che Meta, proprietaria di Instagram, Facebook e WhatsApp, e Google, proprietaria di YouTube, hanno intenzionalmente creato piattaforme di social media avvincenti che hanno danneggiato la salute mentale del ventenne.

Alla donna, nota come Kaley, sono stati assegnati 3 milioni di dollari (£2,2 milioni), un risultato che probabilmente avrà implicazioni per centinaia di casi simili che ora si stanno facendo strada nei tribunali statunitensi.

@eticadigitale

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GIÙ LE MANI DALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

Con Eumans abbiamo bisogno di chiunque creda nella difesa della Corte Penale Internazionale.

Stiamo preparando una mobilitazione in tutta Europa, per chiedere a Von Der Leyen di proteggere i giudici e le ONG che lavorano con la Corte penale internazionale.

Se volete aiutarci a organizzare un presidio nella vostra città domani alle 18:30 abbiamo organizzato una call italiana per affrontare aspetti operativi.

Qui il link: us06web.zoom.us/meeting/regist…

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[RISOLTO: IL PROBLEMA NON DIPENDE DA NOI] Potete controllare se riuscite a raggiungere il sito Fedinews.it

fedinews.it/

::::::AGGIORNAMENTO. Forse il problema potrebbe riguardare chi sta utilizzando opendns e dns4eu::::::

Se non riuscite ad accdere:
- mi dite con quale operatore vi state connettendo?
- mi dite se collegandovi con TOR riuscite ad accedere?

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🤔SONDAGGIO SUI GRUPPI ACTIVITYPUB ITALIANI🇮🇹

👥 Lo sai che esistono gruppi tematici nel #Fediverso?

🌐 Sono i gruppi Activitypub e sono gestiti da software come #Lemmy, #NodeBB, #Friendica, #Piefed o #Mbin; ma la cosa bella è che possono esssere utilizzati anche da chi ha un account #Mastodon!

⁉️ E tu utilizzi i gruppi Activitypub? E su quali istanze italiane?

  • Gruppi tematici di feddit.it (68%, 39 votes)
  • Gruppi cittadini di citiverse.it (50%, 29 votes)
  • Gruppi di diggita.com (40%, 23 votes)
  • Gruppi Friendica di poliverso.org (19%, 11 votes)
57 voters. Poll end: 3 settimane fa

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📢 Il convegno nazionale Dev. Conference Italia prende il via.

Abbiamo già definito il programma, che verrà reso pubblico nei prossimi giorni sul sito web ufficiale.

Tanti i temi trattati:
❤️ Open Source & Linux
❤️ Sicurezza
❤️ Didattica & Informatica
❤️ Sviluppo di software
❤️ Software in ambito medicale
❤️ Sovranità digitale
❤️ Fediverso

@devconf@citiverse.it

devconf.it

#devconfita #boostmedia #opensource #conference #security #devconf

La battaglia su chatcontrol: ecco come i governi dell’UE e la lobby tecnologica stanno cercando di ribaltare il voto del Parlamento. L’analisi approfondita di Patrick Breyer


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Con una manovra senza precedenti, il gruppo conservatore del PPE sta tentando di forzare una nuova votazione giovedì (26 marzo) per ribaltare la decisione di principio del Parlamento e mantenere in vigore la scansione indiscriminata delle chat. Una votazione preliminare di oggi determinerà se questa nuova votazione avrà luogo o verrà cancellata dall'ordine del giorno.


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