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Non si arrestano le polemiche per l’algoritmo, anche quest’anno ‘impazzito’, che regola le supplenze: sembra essere ormai questo l’iter che porta alla nomina dei docenti a tempo determinato. Un iter che vede errori, reclami e assegnazioni di posti che spesso non seguono l’ordine in graduatoria. Ecco perchè tutti guardano alla nostalgia delle convocazioni in presenza
Di Fabrizio De Angelis su #OrizzonteScuola orizzontescuola.it/supplenze-d…

@scuola

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#Privacy - La donna il cui DNA del kit per stupro è stato usato contro di lei in un crimine non correlato fa causa a San Francisco


#PRIVACY - LA DONNA IL CUI DNA DEL KIT PER STUPRO È STATO USATO CONTRO DI LEI IN UN CRIMINE NON CORRELATO FA CAUSA A SAN FRANCISCO

!Pirati Europei

Il diritto alla privacy va ben oltre i dati personali!

Una donna il cui DNA del kit per stupro è stato utilizzato per collegarla a un crimine contro la proprietà non correlato ha intentato una causa contro la città di San Francisco per l'incidente, che ha scatenato una protesta nazionale all'inizio di quest'anno.

A febbraio si è saputo che il dipartimento di polizia di San Francisco ha utilizzato il DNA e in seguito ha ritirato le accuse contro di lei. Il suo DNA era stato raccolto e archiviato nel sistema come parte di un caso di violenza domestica e violenza sessuale del 2016, ha detto l'allora procuratore distrettuale, Chesa Boudin, in una rivelazione scioccante che ha sollevato problemi di privacy.

(SEGUE)

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Un incendio di enormi proporzioni ha devastato a Changsha, il capoluogo dell'Hunan, il Lotus Garden, una torre del colosso telefonico statale China Telecom. In circa un'ora, nel primo pomeriggio di ieri, l'edificio di 42 piani e alto 218 metri, si è trasformato in una torcia di fuoco avvolta da un fumo denso e nero.

rainews.it/video/2022/09/cina-…

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Grazie al progetto #Rally di @mozilla la testata giornalistica #themarkup è riuscita a far luce su una delle più gravi violazioni compiute da Facebook nei confronti dei dati sanitari dei pazienti!
#Mozilla #crowdactivism

cc @mte90
healthjournalism.org/blog/2022…

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Disegnando il Tigray in biciletta in Friuli Venezia Giulia #Ride4Tigray


Il Tigray ed i suoi quasi 7 milioni di persone sono state prese di mezzo ad una guerra genocida a partire dal 4 novembre 2020.…
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Il Tigray ed i suoi quasi 7 milioni di persone sono state prese di mezzo ad una guerra genocida a partire dal 4 novembre 2020. Guerra nel totale blackout elettrico e comunicativo. Guerra ancora oggi dimenticata soprattutto in Italia.

Tigray, regione settentrionale dell’Etiopia: confina con l’Eritrea, il Sudan e a livello interno con le regioni Amhara ed Afar. Anche queste due regioni a causa della guerra sono state intaccate. Ad oggi le stime dei partner umanitari dell’ONU parlano di 13 milioni di persone in tutto il nord Etiopia ad essere dipendenti dal supporto umanitario. La discriminante è che il Tigray è assediato e confinato e l’accesso umanitario, come i servizi di base bloccati, sono stati politicizzati: moneta di scambio e ricatto del governo centrale per avviare i negoziati di pace in cambio di un cessate il fuoco. Peccato che i servizi di base, elettricità, infrastrutture di comunicazione (telefono e internet), conti bancari e carburante sono beni essenziali per la sopravvivenza di milioni di persone. Non possono essere un ricatto perché, come riferito dall’ex direttore dell’ HRW – Human Rights Watch è un abuso del diritto umanitario int.

Io sto cercando di preoccuparmene, sto cercando di informare collaborando con Focus On Africa, magazine diretto da Antonella Napoli. Una dei pochi media in Italia che incessantemente aggiorna sulla catastrofe umanitaria ancora in atto. Guerra ancora accesa, perché un nuovo fronte è ripartito nella regione dal 28 agosto, nonostante il comunicato del governo del Tigray ha dichiarato di essere predisposto di iniziare i negoziati dichiarando anche i nomi dei suoi rappresentanti ai tavoli.

Le dinamiche della via della pace sono molteplici.

Parlarne ed informare, sensibilizzare chi ancora non sa è una di queste strade. Non basta.

Anche quella di stare vicini e supportare la comunità e le persone martoriate. Ecco che in occasione di Kudus Yohannes (festa di San Giovanni), il Capodanno etiope (per festeggiare il nuovo 2015 e Ashenda, la festa della donne, il 10 settembre la comunità tigrina in Friuli, Geeza Tegaru, ha organizzato con il supporto di Time For Africa, Umberto Marin il presidente della no-profit di Udine. Pranzo di beneficenza a Chiarmacis di Teor il 10 settembre 2022.
Geeza Tegaru pranzo di beneficenza per il Tigray Etiopia Chiarmacis di Teor Udine 2022Geeza Tegaru pranzo di beneficenza per il Tigray Etiopia Chiarmacis di Teor Udine 2022
Questo è il secondo pranzo solidale sotto i bombardamenti e la guerra: già l’anno scorso, nel 2021 era stato organizzato.

Un momento conviviale, ma anche di condivisione per parlare di Tigray, della catastrofe umanitaria, di cosa sta accadendo e per chiedere solidarietà e un contributo da parte dei partecipanti di buon cuore: che sia un obolo, un’offerta dal valore di un caffé, che sia anche di know how messo a disposizione per la causa o in maniere creative.

Le meccaniche della pace, come scrive Elena Pasquini nel suo ultimo libro, ha regole ancora non scritte, ma che devono essere percorse se vogliamo fermare, non far iniziare le guerre.

Ecco che arrivo alla mia idea creativa, una via di pace, una via concreta e reale: una pedalata di solidarietà al popolo tigrino disegnando i confini del Tigray in Friuli Venezia Giulia.

Pedalata per il Tigray


Il 15 settembre 2022 sono partito da Aquileia, Piazza Capitolo, area storica e religiosa in cui si erge la Basilica. Un simbolo di pace e fratellanza.
Pedalata di solidarietà per il Tigray - Etiopia - Partenza da Piazza Capitolo, AquileiaPedalata di solidarietà per il Tigray – Etiopia – Partenza da Piazza Capitolo, Aquileia
Le previsioni meteo per quel giorno davano acquazzoni in tutta la regione, ma io non mi sono fatto intimorire e non mi sarei fermato: la mia idea era pedalare nonostante tutto. Sarebbe stato il minimo in confronto a quello che stanno affrontando i fratelli e sorelle in Etiopia ancora oggi. Resistenza per la propria stessa esistenza.

Alle 8.00 sono partito con la pedalata, Ho pedalato sul GialloMelone, è il nome della mia bicicletta, una bici a “scatto fisso”, una corona, un pignone, un solo rapporto: le gambe e cuore sono l’unico motore, il fiato il carburante, ma soprattutto la forza mentale che non deve mancare. Non puoi contare sulla praticità del cambio, dell marce, ma devi avere una reale motivazione profonda per pedalare in questa modalità: non mollare nonostante tutte le avversità.

I nuvoloni e il vento mi hanno accompagnato fin da subito e per quasi tutta la pedalata, ma fortunatamente gira e gira la pioggia non è riuscita a raggiungermi.

Sul cellulare mi ero scaricato la traccia GPS da seguire. Nonostante questo, il mio senso dell’orientamento ad un certo punto, in zona Palmanova, mi ha giocato il solito scherzo e così ho allungato il percorso di 8 sui 100km totali previsti. Poco male, a me è bastato mettermi in strada, tutto il resto lo avrei affrontato caso per caso.

Un terzo del percorso era su strade che non avevo mai pedalato, ma tant’è che anche questa era un’ulteriore sfida da affrontare: un giro di pedali alla volta, si inizia e si finisce. Ho pedalato anche su strade bianche, in mezzo alla campagna. Mi è tornata a mente la canzone “Stradis” della band Luna E Un Quarto, ex complesso rock folck friulano di Muzzana del Turgnano. Alessio, fisarmonicista e una delle voci, è stata la causa per cui anni fa ho messo piede in Etiopia: un viaggio per curiosità che mi ha aperto a nuove culture, nuove amicizie e progetti, ma anche a nuovi approcci di vita. Ma questa è un’altra storia che forse ti racconterò più avanti.
Stradis blancis - Muzzana del Turgnano UdineStradis blancis – Muzzana del Turgnano Udine
Muzzana è stata l’unica tappa ristoro, nella parte finale della pedalata, in cui mi sono fermato, precisamente all’Osteria degli Orbi di Michela. Reidratazione e un po’ di pubbliche relazioni, quattro chiacchere con alcune persone che mi hanno chiesto della bandiera sulla bicicletta: anche quello è stato cruciale per poter “attaccar bottone” e continuare attuando le “dinamiche della pace”.
Osteria agli Orbi - Muzzana del Turgnano (Udine)Osteria agli Orbi – Muzzana del Turgnano (Udine)
La pedalata non è importante per i più dei 100km affrontati sui pedali, non è importante per far vedere quando Davide sia bravo e allenato, o per le foto e i selfie di gloria.L’obiettivo di questa pedalata non era fare il tempo, arrivare a chiudere il giro in meno tempo possibile, manco fosse il Giro d’Italia… ma quanto dare visibilità in maniera alternativa ad un tema tanto delicato, quanto importante della questione Tigray.

Nel contempo era una maniera per supportare la raccolta donazioni per il Tigray attraverso Time For Africa di Udine.

Infatti anche se io ho finito il giro in biciletta, la possibilità di donare è ancora aperta e queste sono le info per poterlo fare, e come declamava Giobbe Covatta per la sua campagna di sensibilizzazione sull’Africa “Basta poco, che ce vò?”

——————–
Time For Africa – Udine
Banca Popolare Etica
IBAN: IT71 T050 1802 2000 0001 1179 686
Causale: Tigray
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NOTA: sono passato per Paradiso, comune di Pocenia (Udine) che è ricordato per:

“il 4 novembre 1918, Battaglia di Paradiso. Fine della Prima Guerra Mondiale, inizio della Pace”
Paradiso (Udine) Comune di Pocenia - "il 4 novembre 1918, Battaglia di Paradiso. Fine della Prima Guerra Mondiale, inizio della Pace"Paradiso (Udine) Comune di Pocenia – “il 4 novembre 1918, Battaglia di Paradiso. Fine della Prima Guerra Mondiale, inizio della Pace”


tommasin.org/blog/2022-09-16/d…

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O giudici, noi governo dei migliori, abbiamo sottovalutato la questione delle firme digitali, combinando un discreto casino: possiamo chiudere un occhio o dobbiamo posticipare le elezioni anticipate?


Sembrerebbe proprio che il governo abbia preso sotto gamba il ricorso di Marco Cappato...

https://twitter.com/ListaReferendum/status/1570715448886579200

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Secondo una bozza ottenuta da EURACTIV, la Commissione europea presenterà un meccanismo di attribuzione di responsabilità per i danni causati da intelligenze artificiali (IA) che porrebbe la colpa degli stessi a carico degli imputati. La direttiva sulla responsabilità dell’IA sarà...

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Cyber ​​Resilience Act: la protezione della sicurezza digitale funziona in modo diverso


La Commissione europea ha presentato oggi il "Cyber ​​Resilience Act" , un progetto di legge che obbligherebbe i produttori di prodotti "con elementi digitali" a garantire la sicurezza informatica durante l'intero ciclo di vita del prodotto.[1] In questo modo, la Commissione vuole garantire che i prodotti digitali siano progettati in modo più sicuro dall'inizio del ciclo di vita dei dispositivi e contengano meno vulnerabilità per essere meglio attrezzati contro gli attacchi informatici.

L'eurodeputato tedesco Patrick Breyer (Partito Pirata Europeo) commenta la bozza:

"Poiché nell'era della rivoluzione digitale la nostra sicurezza e le nostre vite sono minacciate da una tecnologia insicura, i Pirati ritengono che sia in ritardo per ritenere finalmente responsabili i produttori commerciali. A prima vista, tuttavia, la proposta odierna è insufficiente in alcuni punti e si spinge troppo oltre in altri: da un lato, manca un chiaro obbligo per i produttori commerciali di correggere immediatamente le lacune di sicurezza note. I produttori commerciali devono essere ritenuti responsabili per le backdoor, le scappatoie di sicurezza autoinflitte al fine di rendere la sicurezza IT finanziariamente vantaggiosa! D'altra parte, lo sviluppo volontario di software libero è minacciato perché gli stessi requisiti devono essere imposti ai produttori commerciali e ai volontari."

"Questa proposta è immatura e deve essere rivista".


patrick-breyer.de/en/cyber-res…

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Chat control: Internal documents show how divided the EU member states are


Original article here. The EU Commission’s proposal to screen private chat messages is met with scepticism by some member states. Others, however, think it’s great. So far unpublished minutes on … https://netzpolitik.org/2022/chatkontrolle-interne-dokum

Original article here.

The EU Commission’s proposal to screen private chat messages is met with scepticism by some member states. Others, however, think it’s great. So far unpublished minutes on the negotiations behind closed doors show: The future of the project is uncertain.

Hardly any EU net policy project is currently facing as much headwind as the so-called chat control. In order to combat depictions of sexualised violence against minors on the internet, the EU is planning drastic interventions in private communication. For example, providers will be ordered to screen private chats and scan photos. Even the highest EU data protection authorities have completely torn the draft apart.

Now, an internal survey of the Council’s working group on law enforcement shows that some member states are sceptical – but some are also in favour. The paper dates from July 2022 and cannot be published for reasons of source protection. According to the document, the most serious concerns are whether chat control should be extended to encrypted means of communications.

End-to-end encrypted chats like WhatsApp, Signal or Threema ensure that only senders and recipients can read a message. To scan these messages, they would either must be searched on the device directly or the encryption would have to be broken.

According to the paper, there is no explicit consent from a single member state for such chat control in encrypted communications. Germany and Austria are explicitly against it. Four states have unclear positions on this: The Netherlands, Belgium, Greece, and France.

Austria: Massive reservations

Austria has massive concerns about fundamental rights, especially the violation of the right to privacy, the document says. In fact, the contents of messages could only be read if the secure end-to-end encryption was fundamentally broken. The error rate in the automatic recognition of content is therefore problematically high.

Significantly more states agree with the rather general question of whether comprehensive chat control should be introduced – without defining in more detail whether encrypted communication would also fall under this. Experts warn against putting millions of users under suspicion. However, seven EU states expressly approve: France, Bulgaria, Hungary, Romania, the Netherlands, Latvia, and Finland. According to the paper, only Austria is clearly against it.

Germany still undecided

Germany’s position is not clear from the paper; in general, the German government supports the EU Commission’s proposal in a well-intentioned manner. The German representation points out that measures are alright if the confidentiality of communications is maintained. This must not be undermined either legally or technically. To this end, the planned regulation should explicitly state that encryption may not be broken.

Germany also welcomes stronger age controls if anonymous use is guaranteed. The planned law would oblige providers to introduce more age controls. They should identify minors and prevent adults from posing as children to initiate contact. This is also called cyber-grooming.

Germany had sent the EU Commission a long catalogue of questions on the planned law. In it, the government asked, among other things, critical questions about the planned age verification or the error rates in the detection of problematic material. The EU Commission gave only verbal and partly superficial answers.

No unity in the German coalition

Behind Germany’s ambivalent position is probably a dispute within the traffic light coalition. At the end of August, the FDP-led justice and digital ministries rejected the most important building blocks of chat control. However, the SPD-led Ministry of the Interior is responsible for negotiating the law. Different and ambivalent positions can be heard from Nancy Faeser’s ministry, clear announcements have not yet been publicly documented.

From the ranks of the Greens, some politicians have publicly taken a critical position, among them Family Minister Lisa Paus. She said at a conference she was against chat control for private communication. As a federal minister, Paus is responsible for children and young people – the exact group which should be protected by chat controls.

The negotiators in Brussels distinguish between chat control in general and chat control for private, encrypted communication. This could be an indication that a slimmed-down version of the project is already an option. However, it is also clear from the mood that many of the 27 member states have probably not yet taken a clear position. Other states contributing to the debate have partly formulated critical questions. The Netherlands, for example, would like more information on scanning and encryption, while Lithuania points out the need for data protection.

Comparison to spam filters

Further details on the EU plans are provided by a “for official use only” wire report from another meeting of the Council working group, which we publish in full text. To detect known depictions of violence against children, the EU Commission sees technologies such as the Microsoft product PhotoDNA as suitable. For the detection of new, previously unknown material and grooming, “AI similar to the technologies used to detect SPAM/virus content” could be considered.

According to the report, the Netherlands, Slovenia, and France have asked for a presentation of the technologies that can check content. According to the planned regulation, a new EU centre will make such technologies available to providers free of charge. If providers receive an order for so-called chat control, they would have to apply the technology and use it to check for grooming and image material.

Experts are critical of the technologies available so far for detecting unknown material and grooming. The EU Commission itself has admitted that the detection technologies currently have high error rates but accepts this as a necessary fact.

No backdoors, but “child safety by design”

According to the paper, another question raised by member states was whether providers would have to design “backdoors” into their products from the outset, even before they receive a chat control order. According to the Commission, providers are obliged to ensure “child safety by design” in their products, meaning ensuring that risks are minimised from the outset. However, the regulation does not provide for a “backdoor”. Providers would also not be liable if there was no functioning technology for their platforms. In such a case, no search order could be issued.

Civil society also plays a role in the debate on chat control. In Germany, civil rights organisations have already organised a street protest. Even some child protection NGOs have sharply criticised the EU proposal.

Here is the document in full text:

– Classification level: VS-For official use only

– Date: 25.07.2022

– From: Permanent Representation EU Brussels

– To: E11, Management

– Copy: BMI, BMWK, BMDV, BMFSFJ, BMBF, BMG, BMJ, BKAMT

– Subject: Meeting of the CWG on Law Enforcement (LEWP) on 20/07/2022

– Reference: Pol 350.80/1

I. Summary and evaluation

The focus of the RAG meeting was the discussion of Articles 8-15 of the draft regulation on combating child sexual abuse more effectively.

The next meeting is scheduled for 6 September.

II. In detail

1. Adoption of the Agenda

Doc. CM 03928/22

The agenda was adopted without amendments.

2. Information by the Presidency

The Presidency first provided information on the main content of the informal JHA Council and the informal COSI. The focus of the discussions had been the consequences of the war in Ukraine. Another topic addressed was the CSA Regulation. The JHA Council had determined that the prevention of CSAM (child sexual abuse material) was in the foreground of the Draft Regulation ; the service providers should focus on the removal of illegal content.

The President of the Council also informed about the current Schengen area report for the year 2022, which had been adopted on 10.06.2022. Insofar as the topics identified there also affected the work of the LEWP, The President of the Council would provide more information on this.

There had been numerous negotiations with COPEN on the follow-up to the “8th round of mutual evaluations (environmental crime)”. The President of the Council would follow up on FRA activities, but there were still about 20 follow-up reports to be dealt with. This would require either three joint meetings (LEWP and COPEN) to deal with the open reports and another to deal with the final report, or only one joint meeting in which only the final report would be dealt with and adopted. EUROPOL would then also be invited to this meeting. MS were invited to discuss their reports in public before the final report was adopted; MS should report to the President of the Council by 15.9 or submit any reports that had not yet been submitted. The deadline of 15.9. must be adhered to. The president did not (yet) say which procedure would be chosen.

With regard to the WIKIPOL platform, the President of the Council announced that the General Secretariat would send some documents to be updated; the deadline for feedback was 16 September 2022.

3. Proposal for a Regulation of the European Parliament and of the Council laying down rules to prevent and combat child sexual abuse

Doc. 9068/22

The Presidency first welcomed the fact that COM had promised to draw up an overview of the competences of Europol and the planned EU Centre and to submit it by September. This was followed first by an article-by-article, then a section-by-section discussion of the Draft Regulation.

On Article 8: BEL (supported by ESP) asked about the relationship between the contact point and the main office of the providers (Art. 23 or 24 of the Draft Regulation) and asked for clarification on the time limit provided for in para. 3. POL and BEL also referred to the time limits of 24 and 12 months for CSAM and grooming respectively provided for in Art. 7(9) and asked for clarification on how a provider offering a (uniform) service should take account of the different time limits, also against the background of his obligation to cooperate 2 months before the expiry of the order.

FRA emphasised that it would definitely support the draft – despite some open questions. More flexibility and simplification of the proposed procedures should be sought in further negotiations. The role of LEAs must be strengthened in the draft regulation and the relationship to national regulations must be clarified. IRL expressed doubts about the necessity of a court/independent authority as a second decision-making instance. In view of the probably identical basis for decision-making and the high demand for (new) resources and capacities, it was questionable whether such a second level would represent a real added value. POL also emphasised a considerable increase in resources. The role of INHOPE was not sufficiently considered in the Draft Proposal as well as in the flowchart provided by the COM. EST supported this point, especially for smaller MS, NGOs like INHOPE/Safer Internet were of great importance.

With regard to the language regime of the Order, HUN, BEL, HRV emphasised the requirements of the DSA. It was important that English could be chosen in addition to the national language – also for cost reasons. GRC expressed doubts about the necessity of establishing an EU centre, as this would lead to delays. Delays could also be expected with removal orders. MLT and POL also stressed the fundamental importance of removing content quickly.

COM stated that detection orders should be served either on the head office if it is in the ordering MS or otherwise on the contact point. In view of the rapidly changing digital world, it was important to provide time limits for the maximum duration of orders. It should be noted that the issuing of a first order usually takes more time than the issuing of subsequent orders. This applies, among other things, because the provider is already obliged to check whether or which circumstances have changed before an order expires. In response to a question, COM explained that the formulations “manifest errors” and “not sufficient information” in Art. 8 para. 3 were taken from the TCO and that an assessment depended on the individual case. COM was confident that established national procedures could be maintained in compliance with the standards of the CSA Regulation. With regard to the language regime, COM explained that the aim was to achieve the greatest possible standardisation; where possible, for example, through “drop-down” menus in the respective languages.

For reasons of proportionality, it was necessary that the decision to issue a detection order be taken by a court or a quasi-judicial authority. It is necessary, also in view of the depth of the intervention, that the final decision is made by the courts. For this, corresponding (additional) capacities would have to be built up at the national courts. The Draft Regulation does not provide for CSAMs to be reported to LEAs, but to the EU Centre. However, reports to LEAs could be processed by them, there was no requirement that LEAs had to report to the EU centre.

FRA (supported by EST) reiterated whether it was true that under the CSA Regulation, companies could not identify CSAMs voluntarily, but only on the basis of an detection order. With regard to removal orders, harmonisation with national processes that already allowed for timely orders had to be ensured.

On INHOPE, COM explained that the role of INHOPE would be strengthened under the CSA Regulation; e.g. in assisting stakeholders in joint action with the (Coordinating Authorities) CA to remove CSAMs and in building capacity/resources in the MS. INHOPE would be directly elected in the EC. The services covered by the e-privacy regulation would not be able to identify voluntarily after August 2024. The CSA Regulation stipulates that in the future, identification will only take place according to legally secured standards. If the negotiations were not concluded by August 2024, a transitional arrangement would be needed so that there would be no regression to the status quo. Services that do not fall under the e-privacy regulation could continue to operate voluntarily according to the provisions of the GDPR. IRL summarised once again that the CSA Regulation does not constitute a legal basis for voluntary identification measures by interpersonal communication service providers.

Section 2: PRT voted for guidelines that are as detailed and binding as possible. ITA and IRL stressed that guidelines should take into account the tasks of LEAs. BEL asked about the relationship between the DSC and the CA and the oversight of the use of certain technologies. FRA reiterated that orders should be issued without delay; the possibility for all “affected users” to complain should pose major challenges for authorities (support from SWE). CYP welcomed that the proposal also provides for measures against grooming. Article 10 must be formulated in a technology-neutral way. The protection of children should take precedence over the protection of other personal rights. COM asked for confirmation that the existing bodies under DSA and TCO can be designated as CAs under the CSA Regulation.

NLD, SVN and FRA asked for a presentation of the technologies provided for under Art. 10. EST asked whether providers would be obliged to include so-called “backdoors” or whether they would first have to react to orders. There was also the question of the possible liability of providers if no technologies existed that enabled identification for the services they offered – especially if the EU centre could not provide suitable technologies. SWE called for more leeway for MS to determine the respective competent authority in connection with Art. 9. The deadline in Art. 10(6) (in conjunction with Art. 48) should be made more flexible in order to keep the administrative burden in view. In addition, it was important to consider the interaction with the prosecution of other offences in this context. DEU made a presentation as instructed.

COM explained that any conflicts between the data protection supervisory authority and the CSA Regulation had been countered with the extensive process in advance of an order. However, if conflicts arose, the decision would ultimately rest with the courts, which would take into account the recommendations of the data protection supervisory authorities and data protection law. Human oversight ensures that systems function properly. Affected users could already take action against voluntary measures, and this would not regularly overburden the courts. Guidelines would be issued as delegated acts and should contribute to the uniformity of decisions. The DSC could also function as a CA, provided the requirements under the CSA Regulation are met. If different authorities are involved, it is important that they work closely together. If providers use technologies that are not made available by the EU centre, providers would have to refer to data protection supervisory authorities. EDPB should therefore not necessarily be (additionally) involved. The EU Centre would have to check all notifications that go to LEAs or EUROPOL. The classification of technology as high-risk AI within the meaning of the AI Regulation represents a further “safeguard”, but does not lead to a delay in orders. It is necessary to subject new technologies to a conformity check under the AI Regulation before they are made available by the EU Centre.

Suitable technologies for recognising known CSAM are hash values and photo DNA, for new CSAM and grooming AI is used, similar to the technologies for recognising SPAM/virus content. The draft proposal provides for technology neutrality. If no technology is available that ensures adequate protection of fundamental rights, an order cannot be issued. The role of encrypted communication in the spread of CSAMs should not be underestimated. According to estimates, 2/3 of all messages would be dropped if E2EE was available in all messengers by “default”. Therefore, draft proposal is technology-neutral in order to ensure the protection of children. Providers are obliged to ensure “child safety by design” (iRd risk management), the draft proposal does not provide for the establishment of “backdoors by design”.

The Draft Regulation was designed to build on existing structures, such as those of the DSA and the TCO. When asked, COM clarified that it was not the providers’ task to determine the illegality of content. This is the task of the LEAs Art. 9 para. 2 represents a further “safeguard”, but does not lead to a suspensive effect, i.e. also not to delay.

The President of the Council announced a tech workshop for late September/early October.

Section 3: DEU presented as instructed. AUT submitted a special scrutiny reservation for Art. 8 – 24, combined with the proposal to hold a special data protection workshop. From the point of view of AUT/FRA/POL/MLT/SVN and HUN, the period of 3 months provided for in Art. 12(2) UA(2) was too short; a period in line with requirements should be sought. IRL stated that for effective prosecution, traceability of reports was necessary.

FRA and EST raised questions on the relationship between Art. 12 and Art. 15a and 14 DSA. NLD requested that Art. 13 (g) not only take into account information on users, but also on data subjects. Regarding Art. 13 c) d), GRC asked what other (content) data was meant. HRV asked about the relationship to notifications based on national regulations.

COM explained that the wording of Art. 12 had been chosen to ensure consistency within the Regulation. While the standard is the same as for the DSA, the wording makes it clear that providers do not carry out their own checks. The provider becomes aware when content is reported to him. As a lex specialis to the DSA, the obligation to report under Article 12 of the CSA Regulation takes precedence over the obligation to report under Article 15a of the DSA. According to Art. 13 c) and d), the reports should contain all information that could also be relevant for LEAs, as well as information on data subjects. Overall, notifications would be subject to the highest data protection standards. The draft does not prevent MS from receiving notifications directly from NCMEC or other actors.

Section 4: SWE referred to the cross-border effect of the orders in the context of Art. 14(1) (para. 7). This had also been discussed in Art. 8/Art. 31 DSA. Even on the basis of the CSA Directive, there were still differences in national law. The cross-border component meant that the respective national standards had an impact on other MS. Conditions for removal orders should be discussed further. FRA was in favour of a separate procedure for cross-border removal orders. ITA asked COM for an overview of the workflow for removal orders. DEU presented as instructed. AUT stated that the deadline of 6 weeks in Art. 15(4) was too short. Information to the persons concerned could only be provided with the involvement of Europol or the LEAs. From FRA’s point of view, it would also be preferable for LEAs to be able to set the deadline for suspending information obligations to data subjects themselves.

COM confirmed that voluntary removal of content by providers would remain permissible under the CSA Regulation.

The Presidency announced that it would submit a revised version of the first and second chapters in September. The next meeting on 6 September will deal with Chapter 3 of the draft regulation.

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patrick-breyer.de/en/chat-cont…

Il whistleblower Peiter Zatko in audizione al Senato USA: “Twitter? Una bomba a orologeria!”


Twitter? "10 anni di ritardo sulle vulnerabilità: una bomba a orologeria"! Mentre gli azionisti hanno appoggiato l'acquisizione di Elon Musk, l'ex capo della sicurezza Peiter Zatko che ha denunciato il suo ex datore di lavoro presso varie istituzioni USA,

“Twitter è una bomba a orologeria”, ma non ci riferiamo all’account twitter del MiTE violato proprio oggi, probabilmente grazie al fatto che l’autenticazione a due fattori è ancora un processo estremamente complesso da gestire per un ente ministeriale dedicato a problematiche più semplici, come risolvere il problema della transizione ecologica… Il titolo infatti fa riferimento alle dichiarazioni...

Source

Cyber Resilience Act: Protecting digital security works differently


Today, the EU Commission presented the “Cyber Resilience Act”, draft legislation which would oblige manufacturers of products “with digital elements” to guarantee cyber security throughout the entire … https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/e

Today, the EU Commission presented the “Cyber Resilience Act”, draft legislation which would oblige manufacturers of products “with digital elements” to guarantee cyber security throughout the entire product life cycle.[1] This way, the Commission wants to ensure that digital products are designed more securely from the beginning of the devices‘ life cycle and contain fewer vulnerabilities in order to be better equipped against cyber attacks.

MEP Dr Patrick Breyer (Pirate Party) comments on the draft:

“Because in the age of the digital revolution our security and our lives are threatened by insecure technology, the Pirates believe it is overdue to finally hold commercial manufacturers accountable. At first glance, however, today’s proposal falls short in some places and goes too far in others:

On the one hand, there is a lack of a clear obligation for commercial manufacturers to immediately fix known security gaps. Commercial manufacturers must be held liable for self-inflicted security loopholes in ordert to make IT security financially worthwhile! On the other hand, the voluntary development of free software is threatened because the same requirements are to be placed on commercial producers and on volunteers.

This proposal is immature and needs to be revised.”


patrick-breyer.de/en/cyber-res…

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Rilasciato Lemmy 0.16.7


È stato annunciato il rilascio della versione di Lemmy 0.16.7! È sostanzialmente una release di sistemazione di alcuni bug.

Probabilmente uno dei miglioramenti più interessanti per l'utilizzo quotidiano è la possibilità di ricevere upvote/downvote dagli utenti di Mastodon!

Come sempre attenderemo qualche giorno prima di aggiornare anche Feddit, quando sarà fatto lo segnaleremo nella comunità !main@feddit.it 😊

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+++ Segnaliamo l'avviso pubblico per la ricerca di n. 1 Esperto in comunicazione pubblica e digitale da assegnare alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Incarico triennale. Scadenza 19 settembre +++

governo.it/it/articolo/avviso-…

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Secondo i servizi USA, la Russia ha segretamente inviato almeno 300 milioni di dollari a partiti politici stranieri e candidati in più di due dozzine di paesi dal 2014 per ottenere influenza


La Russia ha segretamente inviato almeno 300 milioni di dollari a partiti politici stranieri e candidati in più di due dozzine di paesi dal 2014 per ottenere influenza, ha affermato martedì una valutazione declassificata dell'intelligence statunitense.

L'intelligence statunitense "valuta che si tratta di cifre minime e che la Russia probabilmente ha trasferito fondi aggiuntivi di nascosto in casi che non sono stati rilevati", ha affermato un alto funzionario dell'amministrazione.

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La @LaQuadrature compie 15 anni! Per festeggiare, quattro dei suoi membri hanno provato a raccontarne la storia, dalle leggi #Hadopi alla tecnopolizia, attraverso le leggi di intelligence e sorveglianza o la lotta contro GAFAM.... Il loro libro è uscito oggi su #EditionsVuibert 😀

vuibert.fr/ouvrage/97823116249…

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in reply to Sabrina Web 📎

Dalla notizia sembra che la cosa si riduca a "percorso con consumo di carburante minore", che penso ci fosse già. Non mi stupirei se questo fosse un rebranding di una funzione esistente.

Su Osmand l'opzione "Fuel-efficient way" è attiva di default, almeno sul mio. Non credo ci sia un modo per specificare se la macchina è elettrica/gas/diesel/benzina, però.

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È domenica e @guerredirete è puntuale come una messa:
- Cyberattacco in Albania ed espulsione dei diplomatici iraniani
- La società che vende dati di geolocalizzazione alla polizia americana
- Una presidente per Signal
- Cybercrimine e altro

guerredirete.substack.com/p/gu…

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Someone who wants to join our Friendica instance asked me if ours is blocked by other instances. Well...see folks!? How can I know!? On the fediverse any admin can block any instance without you and me having a clue if, what and when they do so.

I keep on telling you, this practice is ruining the fediverse as a whole. It is almost like burning down forests becasue you found some weeds.

We need a way to know who blocked what. Not only what my instance blocked, but what instances blocked mine.

However the best practice is not blocking instances at the admin level, EXCEPT when an instance is clearly full of spam-bots. Let the users decide for themselves what they want to block. There are many proposed solutions out there as to how we can deal with unwanted content, such as: disable the global timeline, shorter lifespan for remote items (so you don't really host any remote content), blocklists enforced by admins but that can be overwritten by users, or adblock-like lists that any user can easily apply for themselves.

Be smart, federated people! Think long term, not short term.

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Grazie a @violastefanello per questo articolo che spiega molto del fediverso, analizzandone caratteristiche, logiche, peculiarità e differenze rispetto ai #socialnetwork

wired.it/article/fediverso-int…

in reply to Leo

@Leo è chiaro che la giornalista è stata incuriosita non solo da alcune istanze più significative, ma anche da altre un più strane o da queste nuove istanze di provincia.

Considera che durante l'intervista mi sono soffermato su bida, ma non ho citato le altre istanze simili, che sono state aggiunte grazie a un ulteriore approfondimento della Stefanello che ha ritenuto opportuno nominare sia l'istanza bolognese sia quella torinese (che sono comunque più frequentate di nebbia o della ancora giovane puntarella)

@informapirata :privacypride: @violastefanello

informapirata ⁂ reshared this.

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Shoutout to @lilyhnewman of WIRED for reporting on the new jailbreak for John Deere tractors. We need more such reporting! Also, shoutout to hacker @sickcodes for his work to, as he puts it, "Liberate the tractors!"

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Coalition of 25 organizations including ACLU, Amnesty, Freedom of the Press Foundation, Reporters Without Borders and Human Rights Watch say: Proceedings against Julian Assange are a 'threat to press freedom around the globe' t.co/M2bpn0DhTL

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Internet e social: la dose giusta per gli adolescenti. Il post di Carlo Venturini sull'Almanacco della Scienza


INTERNET E SOCIAL: LA DOSE GIUSTA PER GLI ADOLESCENTI. IL POST DI CARLO VENTURINI SULL'ALMANACCO DELLA SCIENZA

Sabrina Molinaro dell’Istituto di fisiologia clinica e Giorgia Bassi dell’Istituto di informatica e telematica del Cnr spiegano perché è importante che gli adolescenti riducano il tempo trascorso in Rete, utilizzando Internet e i social network. E fondamentale è anche il ruolo dei genitori, che vanno coinvolti nell’educazione digitale

almanacco.cnr.it/articolo/5149…

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Se trasporti ricchezze e vedi che non c'è nessun controllo alla frontiera, forse non è perché sei stato fortunato, ma perché sei più semplicemente al confine tra volatilità e aria fritta...

trevisotoday.it/attualita/truf…

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Digitale 2022: Fratelli d’Italia


I temi digitali nel programma di Fratelli d'Italia: l'attività di monitoraggio di InformaPirata sul programma ufficiale, congiunto con Forza Italia, e il programma esteso

Abbiamo preso in considerazione due programmi distinti: il programma comune presentato insieme a Forza Italia (disponibile qui: Pagina di download, Programma (18/8), Link locale) che è anche l’unico presentato ufficialmente al Ministero degli Interni il programma aggiunto a settembre, specifico per Fratelli d’Italia Le valutazioni saranno indicate in testo normale per il programma comune e in...

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informapirata ⁂ reshared this.

Digitale 2022: Unione Popolare


I temi digitali nel programma della lista Unione Popolare: l'attività di monitoraggio di InformaPirata sul programma ufficiale e il programma esteso

Successivamente alla pubblicazione di questo post che si basava sul programma presentato al Ministero degli Interni e, vogliamo pensarlo, anche a seguito di questo articolo, una “extended edition” del programma di Unione Popolare è comparsa sul loro sito web. Rispetto al programma stringato, l’evoluzione è significativa anche rispetto alle questioni digitali. La valutazione avverrà dunque su due...

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@MAD @Viviana B.

Creo un nuovo thread che l'argomento è totalmente diverso

un forno solare è fondamentalmente un sistema di vetri e specchi che sfrutta l'effetto serra per alzare la temperatura di un ambiente ristretto a temperature sufficienti per cuocere (sopra i 75°C, a grandi linee, ma ce ne sono che superano i 100°C).

e si possono costruire con scatoloni usati, carta stagnola e colla vinilica.

en.wikipedia.org/wiki/Solar_co…
solarcooking.fandom.com/wiki/S…

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Forse ricordo male, ma tra i valori europei che tutto il mondo ci invidia non rientra la criminalizzazione di interi popoli per aggressioni militari non decise a furor di popolo, come quelle in Ucraina, Afghanistan o Iraq, né tantomeno il concetto di "colpa collettiva" di un popolo, tanto caro ai nazisti e ai fondamentalisti cattolici preconciliari. Ma magari sbaglio io, con l'età la memoria vacilla. #bastaguerre

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Unknown parent

mastodon - Collegamento all'originale

Carlo Gubitosa

l'attuale situazione in Europa è che una leadership coerente si muoverebbe in modo analogo per le bombe gettate in testa ai curdi dagli amici turchi della NATO e quelle gettate in testa agli ucraini dai nemici russi. Siccome questo non avviene, e l'attuale situazione in Europa è la difesa dei diritti umani a convenienza, il sostegno alla resistenza popolare a convenienza, la fornitura di armi contro le aggressioni a convenienza, vanno messe in conto critiche come la mia.
Unknown parent

mastodon - Collegamento all'originale

Carlo Gubitosa

per fermare i criminali si usa il diritto. Il modo migliore per disarmare Putin era sostenere l'adesione al trattato per la messa al bando delle armi Nucleari, un freno al commercio di armi made in UE, il sostegno ai progetti di cooperazione per la difesa dei diritti umani nei regimi autoritari, ma i soldatini atlantici dei governi europei non ne hanno voluto sapere.
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L'Unione europea vuole allungare la vita degli smartphone. Di @BojanZeric su @wireditalia


La Commissione europea ha presentato la bozza di una nuova direttiva pensata per aumentare il ciclo dei telefonini venduti sul territorio dell’Unione. L’idea è di combattere l'approccio “usa-e-getta” che costringe i consumatori a rimpiazzare il proprio dispositivo con frequenza elevata – circa ogni 2 o 3 anni secondo Ansa – a causa dell’obsolescenza programmata. Così facendo, la Commissione punta anche a ridurre l’inquinamento ambientale creato dalla produzione delle varie componenti degli smartphone, in particolare le batterie


wired.it/article/smartphone-ri…

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Gli “occhi” dell’Unione europea sul mare sono sciami di droni. Di @Luke_like su @wireditalia


Una rete di droni sui mari per proteggere la “Fortezza Europa”. Al link le 4 puntate dell'inchiesta di #Wireditalia sull'Agenzia europea per la sicurezza marittima e i suoi appalti per la sorveglianza tech sui mari con Frontex


L'articolo di Luca #Zorloni è su #Wired Italia

wired.it/article/droni-sorvegl…

#OpenFiber e la rete che non c’è! L'editoriale bomba di @rafbarberio su @Key4biz


OPENFIBER E LA RETE CHE NON C’È. L'EDITORIALE DI RAFFAELE BARBERIO SU KEY4BIZ

!Pirati Europei

È lecito chiedersi come CDP insista nel voler affidare la partita della rete unica ad una società che non è in condizione di mantener fede ai pur limitati (rispetto all’operazione monstre della “rete unica”) impegni già assunti.

Continuano a valanga le segnalazioni di sindaci, imprese e semplici cittadini che si lamentano per il fatto di non avere disponibilità della fibra del Progetto BUL, nonostante il loro indirizzo risulti attivabile con fibra. Non riescono ad avere il servizio o se lo hanno, la connessione a loro offerta è molto scadente. Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza su una questione molto delicata di cui Infratel, da una parte, ed il nuovo governo che scaturirà dalle urne del 25 settembre, dall’altra, dovranno occuparsi con urgenza non solo per rimettere ordine, ma anche per valutare i danni creati.

L'articolo completo è su Key4biz
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key4biz.it/open-fiber-e-la-ret…

AlphaFold, come l’intelligenza artificiale rivoluziona la biologia. Di @CastigliMirella su @Agenda_Digitale


ALPHAFOLD, COME L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE RIVOLUZIONA LA BIOLOGIA

!Etica Digitale

L’AI di Alphafond ha permesso di creare un archivio digitale con 200 milioni di proteine di cui prevede la forma 3D. Non solo di strutture proteiche umane, ma anche di altri esseri viventi. Accanto alle opportunità di semplificare la ricerca scientifica, non mancano le criticità

L'articolo di Mirella Castigli su #AgendaDigitale

agendadigitale.eu/sanita/alpha…

Tigray, Affrontare l’Assedio Abusivo dell’ Etiopia


La prima nave noleggiata dalle Nazioni Unite che trasportava grano ucraino, che era rimasta in silos bloccati a seguito dell’invasione su vasta scala della Russia,…

La prima nave noleggiata dalle Nazioni Unite che trasportava grano ucraino, che era rimasta in silos bloccati a seguito dell’invasione su vasta scala della Russia, ha attraccato a Gibuti il ​​30 agosto. Il passaggio gratuito di questa spedizione, destinata all’Etiopia, ha seguito la pressione concertata dell’Africa governi sulla Russia e negoziati guidati dalle Nazioni Unite. Ma sono necessari più forza diplomatica, anche da parte dei paesi africani, per porre fine alla stretta soffocata da quasi due anni del governo etiope sull’assistenza umanitaria alla regione assediata del Tigray. Altrimenti, è improbabile che molti degli etiopi più a rischio di fame ne traggano beneficio.

L’Etiopia è uno dei sei paesi che le Nazioni Unite hanno individuato per avere persone a rischio di fame. Milioni di persone nel sud e nell’est del Paese sono alle prese con livelli allarmanti di fame e malnutrizione a causa di una delle peggiori siccità degli ultimi decenni. Le comunità nelle aree colpite dal conflitto nel nord del paese fanno affidamento sull’assistenza umanitaria. Ma è nella regione del Tigray, in particolare, che una grave crisi di fame persiste da oltre un anno e potrebbe essere invertita attraverso azioni del governo.

Dallo scoppio della guerra nel Tigray nel novembre 2020, le forze etiopi e i loro alleati hanno frequentemente violato illeggi di guerra. Hanno saccheggiato e preso di mira case e infrastrutture civili – crimini che le forze del Tigray avrebbero poi replicato in altre regioni – interrompendo i servizi di base e ostacolando gravemente gli aiuti ai civili coinvolti nei combattimenti. Quindi le autorità hanno imposto un effettivo assedio all’intera regione, escludendo praticamente tutta l’assistenza umanitaria ai civili in violazione del diritto interno etiope, dei diritti umani internazionali e del diritto umanitario.

Per i primi otto mesi del conflitto, le forze etiopi e i loro alleati hanno saccheggiato aziende, ospedali, banche, bestiame e raccolti, lasciando la regione dipendente dall’assistenza. L’impatto di questa distruzione è stato devastante. Ha impedito alle persone di ottenere assistenza sanitaria , cibo e altri servizi di base e ostacolato il recupero di un sistema sanitario rotto dal conflitto. Per mesi, le forze federali e regionali hanno bloccato le strade, rendendo quasi impossibile per attori privati ​​o agenzie umanitarie trasportare forniture mediche o cibo. Rifornimenti ridotti a livelli allarmanti.

I ricercatori di Human Rights Watch hanno parlato a febbraio con medici che avevano curato dozzine di sopravvissuti a un attacco mortale di droni senza accesso a fluidi per via endovenosa o guanti protettivi. Un giornalista che si è recato in Tigray tra la fine di maggio e l’inizio di giugno ci ha detto di aver visto “fame ovunque”. Ad agosto, le Nazioni Unite hanno avvertito che un bambino tigrino su tre di età inferiore ai 5 anni è gravemente malnutrito.

Da quando il governo etiope ha dichiarato una tregua umanitaria alla fine di marzo, i convogli umanitari precedentemente bloccati dall’ingresso nel Tigray stavano finalmente arrivando nella regione. Ma ciò che stava ottenendo non si avvicinava a soddisfare le crescenti esigenze di una popolazione vulnerabile. Con le consegne di carburante e i flussi di cassa ostacolati, e il governo che continua a tenere chiuse le banche e le telecomunicazioni, le organizzazioni umanitarie stanno lottando per salvare vite umane.

La ripresa dei combattimenti nel nord dell’Etiopia il 24 agosto mette ulteriormente a rischio gli sforzi delle agenzie umanitarie. Un portavoce delle Nazioni Unite ha osservato che i combattenti del Tigray sono entrati in un magazzino delle Nazioni Unite nella capitale del Tigray, Mekelle, e hanno sequestrato 12 autocisterne destinate all’uso umanitario. Le forze del Tigray si sono anche spinte nella vicina regione di Amhara. Secondo quanto riferito, un attacco aereo del governo etiope a Mekelle il 26 agosto ha colpito un asilo e ucciso almeno sette persone, compresi i bambini. Da allora la consegna di forniture umanitarie su strada rimane sospesa , così come i voli umanitari. L’assedio nel Tigray rimane molto attivo.

Gli attacchi aerei e il saccheggio delle limitate scorte di carburante danneggeranno solo i Tigrini che stanno già subendo gli effetti del conflitto e dell’assedio. La maggior parte delle persone nel Tigray non può acquistare il cibo disponibile perché il costo dei prodotti di base continua a salire. Un residente della città di Shire ha affermato che il costo del teff, un cereale che è uno dei principali alimenti di base del paese, è triplicato negli ultimi cinque mesi.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha cercato di affrontare le ampie restrizioni sugli aiuti e sui beni essenziali nei conflitti in Yemen e Sud Sudan, approvando una risoluzione nel 2018 che condannava il rifiuto illegale degli aiuti umanitari salvavita e dei servizi essenziali come strategia di guerra. Nella speranza di impedirlo altrove, la risoluzione del Consiglio di sicurezza invita espressamente il segretario generale delle Nazioni Unite a informare rapidamente il consiglio quando sorge il rischio di carestia indotta dal conflitto.

Eppure, di fronte a flagranti violazioni della sua stessa risoluzione in Etiopia, il Consiglio di Sicurezza non ha mai sanzionato i maggiori responsabili di azioni illegali durante il conflitto. Inoltre, il consiglio non ha nemmeno inserito l’assedio in corso nel Tigray nella sua agenda formale.

La diplomazia africana concertata intorno alla crisi del grano in Ucraina e al blocco russo è in netto contrasto con l’inerzia dell’Africa nei confronti dell’Etiopia nel Consiglio di sicurezza. I tre membri eletti che rappresentano l’Unione africana nel Consiglio di sicurezza – Gabon, Ghana e Kenya, noto come A3 – hanno ripetutamente bloccato qualsiasi discussione pubblica sull’Etiopia, consentendo a questo palese disprezzo per le norme internazionali di persistere.

Nel frattempo, l’Etiopia ei suoi partner nella regione e oltre hanno consentito che l’accesso ai beni di prima necessità diventasse una merce di scambio politica. Il ministro degli Esteri dell’Etiopia ha recentemente affermato che i servizi di base non saranno ripristinati fino a quando le due parti non inizieranno i colloqui di pace, mentre le autorità del Tigray vogliono che i servizi vengano ripristinati prima che i colloqui possano iniziare. Con la ripresa dei combattimenti, è ancora più essenziale per il mondo chiarire che i negoziati e l’accesso agli aiuti devono essere disaccoppiati.

Allora, cosa si deve fare?


Il Consiglio di sicurezza dell’ONU, a cominciare dall’A3, e l’Unione africana devono agire ora. Dovrebbero chiedere pubblicamente all’Etiopia di revocare completamente la sua stretta sugli aiuti umanitari disperatamente necessari e la chiusura dei servizi di base. Dovrebbero insistere affinché le parti in guerra, comprese le forze del Tigray, rispettino il diritto internazionale e facilitino l’assistenza a chi ne ha bisogno senza alcuna precondizione o ritardo. Il Consiglio di sicurezza dovrebbe tenere un dibattito pubblico per affrontare la fame indotta dal conflitto e inserire l’Etiopia nell’agenda regolare del consiglio.

È fondamentale che tali pratiche governative non siano normalizzate. I responsabili del blocco di cibo, carburante e medicinali, nonché dell’utilizzo dei servizi di base come merce di scambio, dovrebbero essere ritenuti responsabili. Coloro che usano la fame di civili come metodo di guerra ostacolando i rifornimenti di soccorso o privando i civili di ciò di cui hanno bisogno per la loro sopravvivenza possono essere perseguiti percrimini di guerra. Affinché ciò avvenga, sarà fondamentale anche il proseguimento del lavoro della Commissione internazionale delle Nazioni Unite sui diritti umani in Etiopia, che sarà rinnovato dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra a settembre.

L’impegno dell’Africa e delle Nazioni Unite sul blocco della Russia nel Mar Nero ha dimostrato quale pressione pubblica combinata con la diplomazia può fornire sugli aiuti umanitari. Le navi in ​​partenza dai porti ucraini carichi di grano sono il miglior tipo di dividendo di tale approccio. Ma abbiamo anche visto il contrario: una crisi in gran parte dimenticata in Etiopia, dove la fame armata di un’intera regione non ha generato neanche lontanamente la stessa attenzione. A meno che la comunità internazionale non si raduni per garantire che tutti nel Tigray abbiano pieno accesso all’assistenza umanitaria, le spedizioni di grano che finalmente arrivano in Etiopia potrebbero non arrivare a una delle popolazioni più bisognose. Se questo è il risultato finale, l’accordo sul grano sarà una vittoria vana.


Kenneth Roth – Ex Direttore Esecutivo del HRW – Human Rights Watch

FONTE: hrw.org/news/2022/08/31/confro…


tommasin.org/blog/2022-09-03/t…

Clear lines against chat control: Liberals’ paper puts German Interior Minister Faeser on the spot


Original article here. This article was translated by Patrick Breyer’s team with the consent of the original authors. Screening chat messages, scanning private photos: For the German ministries led … https://netzpolitik.org/2022/klare-kante-gegen-chatko

Original article here. This article was translated by Patrick Breyer’s team with the consent of the original authors.

Screening chat messages, scanning private photos: For the German ministries led by the liberal FDP, the plans for chat control by the EU Commission crosses “red lines” in many places. An internal document shows that the federal government is not united on the issue.

The FDP-led federal ministries are apparently putting internal pressure on the federal government, because the EU Commission’s plans for chat control go too far for them. This becomes clear from a list of “red lines” that the Ministry of Justice and the Ministry of Digital Affairs have sent to the SPD-led Ministry of the Interior, according to Tagesspiegel Background. (We publish the list in full text.)

Chat control refers to plans by the EU Commission to combat the spread of recordings of sexualised violence against children. The Commission presented a draft in May which demands far-reaching obligations for tech companies. Among other things, they are to automatically recognise known and previously unknown depictions of sexualised violence against children, even in private chats. The plans have been met with scathing criticism, including warnings from the EU data protection authorities of unnecessary mass surveillance.

The German government also criticised the planned measures. In a letter, it badgered the EU Commission with more than 60 questions, some of them very pointed, including the importance of encrypted communication or the error rates to be expected when recognising such images. Now a letter shows that the critical attitude within the German government is apparently not consistent. As Tagesspiegel Background reports, in the letter the ministries of justice and digital affairs address the ministry of the interior (BMI) led by SPD minister Nancy Faeser, the ministry in charge of the matter.

“Red lines”: No scanning for unknown recordings

The “red lines” drawn in the letter concern the core of the planned EU legislation. Among other things, the ministries demand: “No regulations that lead to chat control”. Messages sent via messenger or email must be explicitly excluded from automated searches. This would remove the central and name-given measure from the planned regulation.

Material that users upload to personal cloud storage and do not share with anyone, such as a backup of their own photos on their mobile phone, should also not be subject to the search orders.

Another point revolves around a particularly controversial part of the planned EU regulation. Tech companies should not only be forced to search for already known material in their users’ data. This is possible with less invasive procedures. The companies are also supposed to track down new, previously unknown material. In addition, they should automatically detect the initiation of sexual contact with minors, so-called grooming. This means far-reaching invasions of the privacy of millions of innocent users. According to the paper, both measures should be discarded.

End-to-end encryption is to remain

In the paper, the ministries also discuss the confidentiality of private communications. According to the paper, the EU regulation should explicitly rule out the possibility of companies undermining end-to-end encryption in order to automatically screen content. End-to-end encryption ensures that only recipient and sender can read a sent message. Removing encryption from messages would overall weaken the ability to communicate securely.

The paper also explicitly rejects so-called client-side scanning. In this process, providers scan the messages of their users directly on the device, even before they are sent end-to-end encrypted. This method is considered one of the few ways to check content despite end-to-end encryption. But scanning before sending also weakens anonymous communication. The EU data protection authorities had previously warned against this.

Non-negotiable “red lines” for the FDP ministries are apparently also crossed by the Commission’s plans on age verification. The EU Commission wants providers to check the age of their users. The ministries demand that the text of the regulation exclude the requirement to present an identity card or other means of identification. In Germany, the age of majority can be confirmed with the online ID function without revealing further data. However, such technologies are not available for all EU citizens. They could then be forced to disclose not needed further data.

The ministries also demand that content and behaviour that is not punishable under national law be excluded from the regulation. This is a central problem which complicates international action against depictions of sexualised violence. Depending on national law, certain recordings are not punishable – for example, because the age of sexual consent differs. This applies, for example, to nude images sent during consensual sexting between young people. Even today, more than half of the suspects in so-called child pornography are minors themselves.

No screening of audio messages

The FDP ministries attack another point that has hardly been taken into account so far. Most recently, the EU data protection authorities had stated in their assessment: voice messages and audio communication in real time, i.e. telephone calls, are to be explicitly excluded from the regulation. So far, the EU Commission’s draft does not explicitly exclude that providers also have to screen audio files such as voice messages and telephone calls.

The demands in the list are mostly kept very concise and mainly formulated in a negative way: It is about what must not happen in the regulation. We asked the Ministry of Justice whether the ministries will also propose their own alternatives and when exactly the paper was sent out. The answer was that they do not comment on details of ongoing internal government consultations. Instead, the ministry referred to a general statement by Justice Minister Marco Buschmann on chat control. He was “very sceptical about this new draft” and rejected a “general blanket surveillance of private correspondence”.

The Federal Ministry of the Interior, too, wrote on request only that in the context of the current negotiations “according to common practice” all ministries involved were asked to submit their position for further discussion.

The demands from the FDP ministries are clearly set out in the paper. The question is what the Federal Ministry of the Interior will do with them now. At least some of the demands can be derived directly from the coalition agreement of the federal government, which states: “We reject measures to scan private communications and an identification obligation.” In a next step, the ministry is to present a report on the commission’s plans to the digital committee of the Bundestag, as Tagesspiegel Background reports.

Red lines for Ministry of Justice (BMJ) and the Ministry of Digital Affairs (BMDV)

In order for the FDP- led ministries to be able to agree to the draft regulation of the COM the following requirements must at least be met (“red lines”):

  • Clear requirements for the issuance of disclosure orders (sufficient limitation of the “significant risk” in the Regulation, more detailed requirements for the balancing decision according to Art. 7 (4) b) of the Draft Regulation).
  • No provisions leading to chat control (to be excluded by deleting the applicability of Art. 7 of the Draft Regulation to interpersonal communication services (esp. email services, messenger) according to Art. 2 b) of the Draft Regulation).
  • Exclusion of personal memories that are not shared. Cloud memories, which serve as a backup of one’s own photos on the mobile phone, for example, must explicitly not be covered by the regulations on the discovery order (to be excluded by excluding the applicability of Art. 7 Draft Regulation to personal memories).
  • Deletion of the applicability of Art. 7 Draft Regulation to so-called unknown material and grooming.
  • Explicitly exclude the use of client-side scanning and the removal of end-to-end encryption to fulfil obligations under the Draft Regulation (to be excluded in a separate article of the Draft Regulation).
  • Audio communications (voice recordings and real-time audio communications) are to be explicitly excluded from the scope of the Draft Regulation, as in the Interim Regulation.
  • Providers must be able to fulfil the obligations under the Draft Regulation (risk assessment, risk mitigation, deletion/blocking) without using the detection technologies described in Article 10(1) Draft Regulation. This is to be specified in the text of the Draft Regulation.
  • Age verification for the implementation of the obligations from the Draft Regulation (such as risk reduction, Article 4 Draft Regulation, obligation for app stores in Article 6 (1)(c) Draft Regulation) only if the possibility of anonymous or pseudonymous use of the services concerned is preserved. To this end, the text of the Draft Regulation must exclude the presentation of an identity card or other means of identification for the purpose of age verification.
  • No inclusion of content or conduct that is not punishable under national law (definitions in Article 2 of the Draft Regulation must take into account the scope for decision-making granted to member states in Directive 2011/93/EU on combating the sexual abuse and sexual exploitation of children and child pornography and replacing Council Framework Decision 2004/68/JHA (FD), in particular with regard to determining the age of sexual consent (Article 6 of the FD) and the impunity of certain acts (Article 5(8) of the FD)).

patrick-breyer.de/en/clear-lin…

NEWSLETTER N. 494 del 1 settembre 2022 Garante privacy: la CIE per i residenti all’estero va integrata Sì al Sistema che monitora la presenza dei minori stranieri non accompagnati Antiriciclaggio, dal Garante via libera al database centralizzato Gara...

Guerra civile in Etiopia: perché sono ripresi i combattimenti in Tigray e Amhara


La guerra in Etiopia, tra il governo federale e il Fronte di liberazione del popolo del Tigray (TPLF), è ripresa su vasta scala. La via…
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La guerra in Etiopia, tra il governo federale e il Fronte di liberazione del popolo del Tigray (TPLF), è ripresa su vasta scala. La via del ritorno ai negoziati è nella migliore delle ipotesi incerta.


Le due parti concordano sul fatto che i primi colpi siano stati sparati la mattina presto del 24 agosto ai confini meridionali del Tigray, dove confina con il vicino stato di Amhara nella città di Kobo. Ciascuna parte incolpa l’altra per aver sparato quei colpi.

Ciò che è chiaro – dalle informazioni ottenute dai diplomatici occidentali – è che la Forza di difesa nazionale etiope e la sua milizia alleata Amhara, nota come Fano, avevano mobilitato un’enorme forza in quel luogo nelle settimane precedenti.

Nel frattempo, la coscrizione di massa da parte del TPLF aveva ingrossato i suoi ranghi e aveva dedicato gran parte delle sue risorse all’addestramento e al riarmo, sebbene avesse negato il reclutamento forzato.
Ha catturato un enorme arsenale dall’esercito federale nei combattimenti dell’anno scorso e si vocifera che avesse anche acquistato nuove armi dall’estero.

Le tensioni stavano crescendo. Eppure, solo poche settimane fa c’era ottimismo sul fatto che i colloqui di pace potessero presto essere avviati.

Il primo ministro Abiy Ahmed aveva autorizzato il suo vice, Demeke Mekonnen, a dirigere un comitato per la pace, che ha iniziato a lavorare a luglio.

Anche prima, secondo quanto riferito, il signor Abiy aveva inviato alti funzionari per incontrare segretamente il TPLF.

Nelle sessioni alle Seychelles e a Gibuti, sembra che sia stato raggiunto un accordo sul fatto che le forze etiopi avrebbero revocato il blocco del Tigray, che l’Eritrea avrebbe ritirato le truppe inviate a sostegno del governo e che le due parti avrebbero aperto colloqui completi nella capitale del Kenya Nairobi, ospitato dal presidente Uhuru Kenyatta.

Il primo punto all’ordine del giorno sarebbe un cessate il fuoco permanente.

Dietro le quinte, gli Stati Uniti hanno sostenuto con forza questi colloqui e stavano lavorando in collaborazione con il Kenya.
Quasi cinque milioni di persone hanno bisogno di aiuto in TigrayQuasi cinque milioni di persone hanno bisogno di aiuto in Tigray
In visita alla capitale del Tigray Mekelle il 2 agosto, l’inviato speciale degli Stati Uniti Mike Hammer e gli inviati dell’Unione europea e delle Nazioni Unite hanno chiesto “un rapido ripristino dell’elettricità, delle telecomunicazioni, delle banche e di altri servizi di base” e “accesso umanitario illimitato”, suggerendo che il signor Abiy aveva acconsentito a fare queste cose.

Tuttavia, l’inviato dell’Unione africana, Olusegun Obasanjo, rimase in silenzio durante l’assedio. Informando gli inviati, il generale Obasanjo ha insistito sul fatto di essere l’unico mediatore e li ha sorpresi proponendo di invitare ai colloqui l’alleato dell’Etiopia, l’Eritrea.

Il TPLF accusa il governo di rinnegare i suoi impegni. Il governo non ammette che ci siano stati incontri. Anche gli inviati internazionali stanno zitti sul motivo esatto per cui i colloqui si sono interrotti.

Per tutto luglio e agosto, Addis Abeba ha mantenuto in gran parte il blocco dei servizi essenziali, consentendo solo un filo di cibo, medicine e fertilizzanti per i raccolti di questa stagione.

Il TPLF non è impressionato dagli elogi internazionali per una “tregua umanitaria” di cinque mesi, che ha consentito al Programma alimentare mondiale (WFP) di riprendere le operazioni in Tigray, anche se su scala limitata.

Insiste sul fatto che il continuo blocco di Addis Abeba equivale a usare la fame come arma di guerra e che le operazioni di aiuto sono state pietosamente insufficienti.

Il WFP afferma che stava raggiungendo “decine di migliaia” di persone. È stato un inizio, ma molto al di sotto dei 4,8 milioni di bisognosi.

In una lettera aperta ai leader internazionali alla vigilia dei combattimenti, il leader del TPLF Debretsion Gebremichael ha dichiarato: “Ci stiamo avvicinando rapidamente al punto in cui affrontiamo la morte in qualunque modo ci volgiamo. La nostra scelta è solo se moriremo di fame o se moriremo di fame. muoiono combattendo per i nostri diritti e la nostra dignità”.

La fame di massa sta decimando i Tigrani. Nessuno sa quanti siano morti, ma un’indagine condotta all’inizio di quest’anno da un gruppo accademico guidato dal Belgio ha stimato che fino a 500.000 tigrini erano morti di fame e cause correlate dall’inizio della guerra nel novembre 2020 a seguito di una massiccia ricaduta tra il Il governo regionale controllato dal TPLF e l’amministrazione federale di Abiy.

Con la sola eccezione di una troupe televisiva francese del canale ARTE, non c’è stato nessun corrispondente straniero in Tigray da quando il TPLF ha ripreso il controllo della maggior parte della regione nel giugno 2021.

I pochi operatori umanitari autorizzati ad entrare non sono stati in grado di raccogliere dati di base sulle morti infantili, con la portavoce del WFP che ha ammesso che “semplicemente non sappiamo”, se ci fosse una carestia o meno.

A breve termine, il disastro umanitario non può che aggravarsi. Quelle limitate operazioni di aiuto sono ora interrotte. I primi magri raccolti non verranno raccolti per più di un mese e i combattimenti causeranno ulteriore devastazione.

L’aviazione etiope ha bombardato Mekelle la scorsa settimana, colpendo un asilo e uccidendo sette persone, tra cui tre bambini, secondo il personale medico. Il governo ha negato l’account e ha insistito sul fatto che prendesse di mira solo i siti militari. Martedì notte è stato segnalato un secondo attacco aereo su Mekelle.
I tigrini affermano che un attacco aereo ha causato vittime civili quando ha colpito un asiloI tigrini affermano che un attacco aereo ha causato vittime civili quando ha colpito un asilo
I tigrini hanno requisito 12 cisterne di carburante dalle Nazioni Unite, suscitando furiosa condanna da alti funzionari umanitari.

Il TPLF ha affermato di aver prestato carburante alle Nazioni Unite alcuni mesi fa e di averlo solo reclamato, ma le modalità e i tempi del loro atto suggeriscono che non era per fornire servizi di routine, come ha affermato il loro portavoce.

L’aviazione etiope ha affermato di aver abbattuto un aereo che portava armi nel Tigray dallo spazio aereo sudanese. Il TPLF ha negato.

Ci sono notizie di grandi movimenti di truppe in Eritrea – sia eritrei che etiopi – in posizioni vicino al confine con il Tigray. Il governo eritreo, tipicamente, è rimasto in silenzio. Mercoledì sono stati segnalati combattimenti nel Tigray occidentale verso il confine con il Sudan.

Attraverso la nebbia della guerra, la notizia che filtra è che la battaglia per Kobo è stata enorme. Fonti tigriane riportano una vittoria decisiva contro una massiccia forza di 20 divisioni, in cui fu catturato un enorme arsenale. Non ci sono conferme indipendenti di questo.

Il governo etiope nega di aver subito perdite. Ha inoltre incaricato i media di “gestire con attenzione le loro segnalazioni e l’accesso alle informazioni in tempi di crisi al fine di riflettere l’interesse nazionale del Paese”.
Diceva di aver evacuato Kobo e rapporti dalla città di Woldia, 50 km (30 miglia) a sud, indicano che l’esercito non si vede da nessuna parte.

Finora il TPLF non ha spostato le sue forze a sud, dicendo che non ha intenzione di ripetere l’avanzata dello scorso anno che è arrivata entro i 200 km dalla capitale. In effetti, il suo portavoce ha deciso di negare i rapporti secondo cui aveva catturato Woldia.

La posizione dichiarata del TPLF è che vuole colloqui di pace immediati. Sebbene abbia una coalizione formale con l’Esercito di Liberazione Oromo, che combatte una feroce guerra contro il governo federale nel sud e nell’ovest dell’Etiopia, il TPLF non ha una coalizione che possa governare il paese.

E il sentimento della maggior parte dei tigrini è che dovrebbero combattere solo per la loro regione d’origine.

Al momento, non esiste un processo credibile. A un anno dalla sua nomina, senza alcun progresso, alcuni diplomatici africani e occidentali affermano tranquillamente che la posizione del generale Obasanjo è insostenibile sebbene mantenga l’appoggio del governo etiope.

Ma l’iniziativa USA-Kenya ha vacillato a metà agosto quando William Ruto è stato dichiarato vincitore delle elezioni in Kenya, sconfiggendo il candidato sostenuto da Kenyatta, Raila Odinga.

Il piano era imperniato sul coinvolgimento personale del signor Kenyatta e, sebbene sia possibile che il signor Ruto possa nominare il signor Kenyatta a capo dei colloqui di pace, c’è molta incertezza nella politica keniota prima che ciò possa accadere.

Gli americani sembrano non avere avuto alcun “piano B”.

Il segretario di Stato Antony Blinken ha chiesto un ritorno ai colloqui “senza alcuna precondizione”. È improbabile che entrambe le parti ascolteranno le sue parole.

Il signor Abiy non vorrà sembrare debole negoziando sulla scia delle perdite sul campo di battaglia. Addis Abeba è tornato a un linguaggio che condanna il TPLF come “terroristi”.

Il TPLF chiede la revoca dell’assedio – che chiamano crimine di guerra – come precondizione per qualsiasi colloquio.
Insiste sul fatto che al governo federale non dovrebbe essere data carta bianca per rinnegare impegni già presi.

La sofferenza e la morte della scorsa settimana hanno finora solo dimostrato qualcosa che gli etiopi e la comunità internazionale avrebbero dovuto già sapere: non esiste una soluzione militare alla guerra nel Tigray.


Alex de Waal è il direttore esecutivo della World Peace Foundation presso la Fletcher School of Law and Diplomacy della Tufts University negli Stati Uniti.

FONTE: jpost.com/opinion/article-7160…


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L’Africa deve fare la sua parte per rompere l’assedio abusivo del Tigray in Etiopia


La stretta del governo etiope sugli aiuti umanitari deve finire. La prima nave noleggiata dalle Nazioni Unite che trasportava grano ucraino, che era rimasta in…
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La stretta del governo etiope sugli aiuti umanitari deve finire.


La prima nave noleggiata dalle Nazioni Unite che trasportava grano ucraino, che era rimasta in silos bloccati a seguito dell’invasione su vasta scala della Russia, ha attraccato a Gibuti il ​​30 agosto. Il passaggio gratuito di questa spedizione, destinata all’Etiopia, è seguito dalla pressione concertata di Governi africani sulla Russia e negoziati guidati dalle Nazioni Unite. Ma sono necessari più muscoli diplomatici, anche da parte dei paesi africani, per porre fine alla stretta soffocata da quasi due anni del governo etiope sull’assistenza umanitaria alla regione assediata del Tigray. Altrimenti, è improbabile che molti degli etiopi più a rischio di fame ne traggano beneficio.

L’Etiopia è uno dei sei paesi che le Nazioni Unite hanno individuato per avere persone a rischio di fame. Milioni di persone nel sud e nell’est del Paese sono alle prese con livelli allarmanti di fame e malnutrizione a causa di una delle peggiori siccità degli ultimi decenni. Le comunità nelle aree colpite dal conflitto nel nord del paese fanno affidamento sull’assistenza umanitaria. Ma è nella regione del Tigray, in particolare, che una grave crisi di fame persiste da oltre un anno e potrebbe essere invertita attraverso azioni del governo.
L'Africa deve fare la sua parte per rompere l'assedio abusivo del Tigray in EtiopiaL’Africa deve fare la sua parte per rompere l’assedio abusivo del Tigray in Etiopia
Dallo scoppio della guerra nel Tigray nel novembre 2020, le forze etiopi ei loro alleati hanno spesso violato le leggi di guerra. Hanno saccheggiato e preso di mira case e infrastrutture civili – crimini che le forze del Tigrino avrebbero poi replicato in altre regioni – interrompendo i servizi di base e ostacolando gravemente gli aiuti ai civili coinvolti nei combattimenti. Quindi le autorità hanno imposto un effettivo assedio all’intera regione, escludendo praticamente tutta l’assistenza umanitaria ai civili in violazione del diritto interno etiope, dei diritti umani internazionali e del diritto umanitario.

Per i primi otto mesi del conflitto, le forze etiopi ei loro alleati hanno saccheggiato aziende, ospedali, banche, bestiame e raccolti, lasciando la regione dipendente dall’assistenza. L’impatto di questa distruzione è stato devastante. Ha impedito alle persone di ottenere assistenza sanitaria, cibo e altri servizi di base e ostacolato il recupero di un sistema sanitario rotto dal conflitto. Per mesi, le forze federali e regionali hanno bloccato le strade, rendendo quasi impossibile per attori privati ​​o agenzie umanitarie trasportare forniture mediche o cibo. Rifornimenti ridotti a livelli allarmanti.

La mia organizzazione, Human Rights Watch, ha parlato a febbraio con medici che avevano curato dozzine di sopravvissuti a un attacco mortale di droni senza accesso a fluidi per via endovenosa o guanti protettivi. Un giornalista che si è recato in Tigray tra la fine di maggio e l’inizio di giugno ci ha detto di aver visto “fame ovunque”. Ad agosto, le Nazioni Unite hanno avvertito che un bambino tigrino su tre di età inferiore ai 5 anni è gravemente malnutrito.

Da quando il governo etiope ha dichiarato una tregua umanitaria alla fine di marzo, i convogli umanitari precedentemente bloccati dall’ingresso nel Tigray stavano finalmente arrivando nella regione. Ma ciò che stava entrando non si avvicinava a soddisfare le crescenti esigenze di una popolazione vulnerabile. Con le consegne di carburante e i flussi di cassa ostacolati, e il governo che continua a tenere chiuse le banche e le telecomunicazioni, le organizzazioni umanitarie stanno lottando per salvare vite umane.

La ripresa dei combattimenti nel nord dell’Etiopia il 24 agosto mette ulteriormente a rischio gli sforzi delle agenzie umanitarie. Un portavoce delle Nazioni Unite ha osservato che i combattenti del Tigray sono entrati in un magazzino delle Nazioni Unite nella capitale del Tigray, Mekelle, e hanno sequestrato 12 petroliere destinate all’uso umanitario. Secondo quanto riferito, un attacco aereo a Mekelle il 26 agosto, probabilmente da parte del governo etiope, ha colpito un asilo e ucciso almeno sette persone, compresi bambini. Da allora la consegna di forniture umanitarie su strada rimane sospesa , così come i voli umanitari. L’assedio rimane molto attivo.

Gli attacchi aerei e il saccheggio delle limitate scorte di carburante danneggeranno solo i tigrini che stanno già subendo gli effetti del conflitto e dell’assedio. La maggior parte delle persone nel Tigray non può acquistare il cibo disponibile perché il costo dei prodotti di base continua a salire. Un residente della città di Shire ha affermato che il costo del teff, un cereale che è uno dei principali alimenti di base del paese, è triplicato negli ultimi cinque mesi.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha cercato di affrontare le ampie restrizioni sugli aiuti e sui beni essenziali nei conflitti in Yemen e Sud Sudan, approvando una risoluzione nel 2018 che condannava il rifiuto illegale degli aiuti umanitari salvavita e dei servizi essenziali come strategia di guerra. Nella speranza di impedirlo altrove, la risoluzione invita espressamente il segretario generale delle Nazioni Unite a informare rapidamente il Consiglio di sicurezza quando sorge il rischio di carestia indotta dal conflitto.

Eppure, di fronte a flagranti violazioni della sua stessa risoluzione sull’Etiopia, il Consiglio di Sicurezza non ha mai sanzionato i maggiori responsabili di azioni illegali durante il conflitto. Inoltre, il Consiglio di sicurezza non ha nemmeno inserito l’assedio in corso nel Tigray nella sua agenda formale.

La diplomazia africana concertata intorno alla crisi del grano in Ucraina e al blocco russo è in netto contrasto con l’inerzia dell’Africa nei confronti dell’Etiopia nel Consiglio di sicurezza. I tre membri eletti che rappresentano l’Unione africana nel Consiglio di sicurezza – Gabon, Ghana e Kenya, noti collettivamente come A3 – hanno ripetutamente bloccato qualsiasi discussione pubblica sull’Etiopia, consentendo a questo palese disprezzo per le norme internazionali di persistere.

Nel frattempo, l’Etiopia ei suoi partner nella regione e oltre hanno consentito che l’accesso ai beni di prima necessità diventasse una merce di scambio politica. Il ministro degli Esteri dell’Etiopia ha recentemente affermato che i servizi di base non saranno ripristinati fino a quando le due parti non inizieranno i colloqui di pace, mentre le autorità del Tigray vogliono che i servizi vengano ripristinati prima che i colloqui possano iniziare. Con la ripresa dei combattimenti, è ancora più essenziale per il mondo chiarire che i negoziati e l’accesso agli aiuti devono essere disaccoppiati.

Allora, cosa si deve fare?


Il Consiglio di sicurezza dell’ONU, a cominciare dall’A3, e l’Unione africana devono agire ora. Dovrebbero chiedere pubblicamente all’Etiopia di revocare completamente la sua stretta sugli aiuti umanitari disperatamente necessari e la chiusura dei servizi di base. Dovrebbero insistere affinché le parti in guerra, comprese le forze del Tigray, rispettino il diritto internazionale e facilitino l’assistenza a chi ne ha bisogno senza alcuna precondizione o ritardo. Il Consiglio di sicurezza dovrebbe tenere un dibattito pubblico per affrontare la fame indotta dai conflitti e inserire l’Etiopia nella sua agenda regolare.

È fondamentale che tali pratiche governative non siano normalizzate. I responsabili del blocco di cibo, carburante e medicinali, nonché dell’utilizzo dei servizi di base come merce di scambio, dovrebbero essere ritenuti responsabili. Coloro che usano la fame di civili come metodo di guerra impedendo i soccorsi o privando i civili di ciò di cui hanno bisogno per la loro sopravvivenza possono essere perseguiti per crimini di guerra. Affinché ciò avvenga, sarà fondamentale anche il proseguimento del lavoro della Commissione internazionale delle Nazioni Unite sui diritti umani in Etiopia, che sarà rinnovata dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a settembre.

L’impegno dell’Africa e delle Nazioni Unite sul blocco russo del Mar Nero ha dimostrato quale pressione pubblica, combinata con la diplomazia, può fornire sugli aiuti umanitari. Le navi in ​​partenza dai porti ucraini carichi di grano sono il miglior tipo di dividendo di tale approccio. Ma abbiamo anche visto il contrario: una crisi in gran parte dimenticata in Etiopia, dove la fame armata di un’intera regione non ha generato neanche lontanamente la stessa attenzione. A meno che la comunità internazionale non si raduni per garantire che tutti nel Tigray abbiano pieno accesso all’assistenza umanitaria, le spedizioni di grano che finalmente arrivano in Etiopia potrebbero non arrivare a una delle popolazioni più bisognose. Se questo è il risultato finale, l’accordo sul grano sarà una vittoria vana.


Kenneth Roth è il direttore esecutivo di Human Rights Watch. Twitter: @KenRoth


FONTE: foreignpolicy.com/2022/08/31/e…


tommasin.org/blog/2022-08-31/l…

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Ieri sera è andata in onda la prima puntata della nuova stagione di #PresaDiretta, condotta da Riccardo #Iacona. Nella sigla di apertura c’è anche Julian #Assange. Giornalisti veri.

Il tweet di Davide #Dormino
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Seit inzwischen 1.236 Tagen ist #Assange in England inhaftiert, weil er US-Kriegsverbrechen aufgedeckt hat. Nicht er gehört hinter Gitter, sondern die Kriegsverbrecher. Eine Auslieferung an die USA würde den freien Journalismus weltweit stark beschädigen. #FreeAssange #PIRATEN

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