[2026-01-10] Saturday Party con DJ Maiz @ Walhalla Cocktail Bar
Saturday Party con DJ Maiz
Walhalla Cocktail Bar - Via della Repubblica, 68, 13900 Biella BI
(sabato, 10 gennaio 22:30)
[2026-01-11] Concerto degli auguri eseguito da Orchestra Filarmonica Biellese @ Biella - Chiesa Parrocchiale di San Cassiano
Concerto degli auguri eseguito da Orchestra Filarmonica Biellese
Biella - Chiesa Parrocchiale di San Cassiano - Biella, Chiesa Parrocchiale San Cassiano
(domenica, 11 gennaio 16:00)
Avventure domotiche con Zigbee
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
TL;DR Una serie di chiacchierate tra colleghi sulla domotica domestica mi ha stimolato a scrivere un articolo per aiutare chi sta affacciandosi al mondo dell'automazione domestica.
Source
L'articolo proviene dal blog #ZeroZone di zerozone.it/arduino-esp-e-iot/…
Guerra civile Rai. Perché un programma non può attaccare un altro
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/guerra-…
“Tocca ricordare un’ovvietà: non si può usare uno spazio Rai per dare addosso a un altro programma Rai, con minacce annesse. Visto quanto accade, è però necessario ribadirlo,
La battaglia della famiglia e della società civile per la liberazione di Alberto Trentini
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/la-batt…
Diciamolo subito. Il merito primario della liberazione del cooperante veneziano Alberto Trentini è
A Bologna il primo febbraio 2026 prima edizione del Premio Nazionale Andrea Purgatori
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/a-bolog…
A Bologna il primo febbraio, in occasione della giornata dedicata ad Andrea Purgatori: “Buon compleanno Andrea”,
Ottavia Piccolo: “La liberazione di Alberto è il risveglio da un incubo”
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/ottavia…
Sulla liberazione di Alberto Trentini è intervenuta Ottavia Piccolo. .L’attrice e doppiatrice, che è anche presidente di Articolo 21 a Venezia, è il volto
Trentini libero: finalmente!
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/trentin…
Alberto Trentini è libero: finalmente! Nessun’altra esclamazione ha senso di fronte a una notizia che abbiamo atteso per oltre quattrocento giorni. È il compimento di una battaglia che abbiamo combattuto in prima persona anche quando a occuparci delle sorti del cooperante veneziano eravamo
Piacenza “festeggia” la liberazione di Alberto. “Felici di togliere lo striscione”
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/piacenz…
“Uno striscione che esponiamo oggi con la felicità di poterlo mettere in archivio”. La liberazione del cooperante italiano Alberto
Si vede da come mi vede
A volte non serve lo specchio per capire chi siamo. Basta uno sguardo. Quello di chi ci incrocia distrattamente in metropolitana, o quello più intenso di chi ci conosce davvero. È buffo, ma finiamo sempre per misurarci con il riflesso che gli altri ci restituiscono, come se la nostra identità fosse una foto sfocata che solo gli occhi altrui riescono a mettere a fuoco. Ci si abitua presto a vivere sotto osservazione, anche quando nessuno ci guarda. In fondo, siamo animali sociali: abbiamo bisogno di sentirci visti per credere di esistere.
SLAPP contro chi difende il territorio: solidarietà a Sperindei e Malini
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/slapp-c…
CASE Italia, la rete italiana contro le azioni legali vessatorie, note come SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation), affiancata da
Repressione in Iran. Un fatto inatteso? No…
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/repress…
L’ottimo articolo del collega Ahmad Refat è un contributo importantissimo in queste ore. Ho poco da aggiungere a quel che scrive con grande competenza, precisione e accuratezza. Mi sembra importante, per chi voglia, rivedere almeno per sommi capi
#Iran, la guerra prima della guerra
Iran, la guerra prima della guerra -
L’ondata di proteste che nelle ultime settimane sta attraversando l’Iran rappresenta forse la minaccia più grave per la tenuta del sistema uscito dallaMichele Paris (altrenotizie.org)
Con la multa a Cloudflare Piracy Shield dimostra ciò che sappiamo da tempo. Che non funziona
Il funzionamento dello scudo nazionale anti-pirateria ha un peccato originale: non tiene conto di come funziona internet. E saranno le tanto vituperate regole europee a proteggere l'azienda Usa e il suo ad che sbaglia a usare l’arma del ricattoLuca Zorloni (Wired Italia)
With xAI's Grok generating endless semi-nude images of women and girls without their consent, it follows a years-long legacy of rampant abuse on the platform.
With xAIx27;s Grok generating endless semi-nude images of women and girls without their contest, it follows a years-long legacy of rampant abuse on the platform.#grok #ElonMusk #AI #csam
404 Media has obtained material that explains how Tangles and Webloc, two surveillance systems ICE recently purchased, work. Webloc can track phones without a warrant and follow their owners home or to their employer.#ICE
At least four videos show what really happened when ICE shot a woman in Minneapolis on Wednesday. DHS has established itself as an agency that cannot be trusted to live in or present reality.#ICE
possibile.com/varese-possibile…
Movimenti e gruppi musicali di estrema destra che inneggiano apertamente al nazismo e alla violenza hanno trovato accoglienza negli spazi della Pro Loco di Lonate Pozzolo per un
Centomila uomini per l’autonomia europea? Il piano di Kubilius
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Può l’Unione europea garantire la propria sicurezza senza dipendere in modo strutturale dagli Stati Uniti? È da questa domanda che prende forma l’intervento di Andrius Kubilius, commissario europeo per la Difesa, deciso a riportare al centro del dibattito una scelta che l’Europa ha finora
Trump sferra un attacco decisivo al clima e alla cooperazione, fuori da 66 organizzazioni internazionali in un colpo solo
Con un annuncio senza precedenti, gli USA escono da organizzazioni come Unfccc, Ipcc, Irena e altre organizzazioni impegnate contro la crisi climaticaTommaso Perrone (Wired Italia)
Raccolta dati e AI, come informare correttamente gli interessati: le raccomandazioni
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
La CNIL chiarisce come informare gli utenti/interessati quando si utilizzano sistemi di intelligenza artificiale, rendendo note delle linee guida molto operative e altrettanto dettagliate circa gli obblighi di trasparenza quando si raccolgono
Cos’è la guerra cognitiva e qual è la posizione della NATO
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Il paradigma della sicurezza globale è al centro di un cambiamento sostanziale. La NATO ha formalizzato la guerra cognitiva come nuova frontiera per la superiorità strategica. Cosa è la guerra cognitiva e quali sono i rischi che la caratterizzano
L'articolo Cos’è la guerra cognitiva e qual è la posizione della NATO
Il primo ministro britannico Starmer cerca sostegno per un divieto internazionale di X
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Il primo ministro britannico Keir Starmer è in trattative con Canada e Australia nel tentativo di ottenere sostegno per un possibile divieto internazionale del
Il caso OVH, quando il Canada sfida la sovranità digitale UE: i rischi per i nostri dati
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Un tribunale canadese ha ordinato a OVHcloud di consegnare dati di clienti archiviati in Europa, creando un conflitto con il diritto francese e mettendo alla prova la sovranità digitale europea. Un caso in cui non è la geografia dei
it.finance.yahoo.com/notizie/l…
evidentemente per i mercati bombardare sta diventando sempre più un segno di debolezza, incapacità e impotenza più che di forza...la forza è il rifugio degli incompetenti.
Ministero dell'Istruzione
📣 #IscrizioniOnline, tra pochi giorni si potrà presentare la domanda per il I e il II ciclo di istruzione, per i percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) e per le scuole paritarie che, su base volontaria, aderiscono alla modalità tele…Telegram
Pezzotto, cosa succede tra Agcom e Cloudflare. I fatti e i commenti degli esperti
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Tutti i dettagli sulle tensioni fra Cloudflare e Agcom
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Grandinata di opinioni sul caso Agcom - Cloudflare destinato a diventare politico e forse persino di rilievo internazionale. Ben poche le voci a difesa della
Proteste in Iran, violenza e diplomazia: la crisi si allarga
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Mentre la leadership iraniana cerca di contenere le manifestazioni e gli Stati Uniti lanciano minacce, le restrizioni alle comunicazioni imposte dalle autorità rendono difficile accertare il numero reale di morti e feriti. Alcuni parlano di mille uccisi, altri di centinaia
L'articolo
LA PACE
Da bambino, quando guardavo i film western, ci credevo.
Credevo al messaggio del trionfo della civiltà sull’uomo selvatico, alla sconfitta del male di fronte al bene rappresentato dall’uomo bianco emblema del buono, del giusto, del forte e simbolo di una civiltà da sostenere per lo sviluppo della società moderna.
Non avevo capito che ci stavano educando alla sopraffazione del debole, alla guerra di espansione, al furto di un continente e delle sue risorse, e alla necessità di sterminare gli indiani per defraudarli di un loro diritto, della loro terra, della loro stessa vita.
E non avevo neppure capito che quella era una lotta impari, che avrebbe sopraffatto i veri proprietari di quel posto, che avrebbe annientato una cultura preziosa, uccisi degli uomini, cancellato il diritto all’esistenza di quella gente.
Pensavo, nella mia infantile innocenza, che americani e indiani fossero atavici nemici, ma che un bel giorno avrebbero finalmente fumato il calumet della pace e convissuto assieme felici e amici.
Mi era sembrato addirittura che i cowboy erano i legittimi proprietari dell’America "scoperta" da Colombo, e che gli indiani stessero tentando, con i loro obsolescenti mezzi, e la loro turpe straniera cattiveria, di scacciarli via per impossessarsene.
Non avevo capito che il messaggio che insinuavano era che loro sono i nostri nemici, e che vanno combattuti e uccisi. Che non ha importanza nient’altro tranne il fatto che sono cattivi a prescindere. Che sono i nostri nemici e basta, perché a noi conviene.
Non avevo capito niente, e oggi non è cambiato niente.
La tecnica degli arroganti è rimasta invariata. È sempre la stessa. D’altronde, squadra vincente non si cambia.
Per loro squallido tornaconto invadono, uccidono, colonizzano, sporcano con le loro mani insanguinate ogni obiettivo che possa recare loro vantaggio, ricchezza, potere. E i nemici sono sempre quelli la cui cultura è diversa: vietnamiti, iraniani, cinesi, yemeniti, palestinesi, russi.
Senza alcun ritegno mandano loro gli eserciti fin dentro casa, al fine di depredarne le risorse, e poi gridano al pericolo nucleare, al terrorismo, alla minaccia di invasione, al terzo conflitto mondiale, come se il vero pericolo fosse chi li subisce, e non loro.
Con la crudeltà che ostentano senza la benché minima dignità.
Senza la minima compassione per i vinti, per i morti, per i parenti e gli affetti dei morti. Senza alcun principio morale, senza la minima etica, senza un barlume di umanità.
È un mostro ingannevole e avido di denaro, questa Babilonia che fagocita diritti e deboli, demolisce al suo passaggio qualunque cosa che per lei sia un disvalore. Vite umane, case, affetti, pace.
Distrugge tutto, saccheggia tutto, uccide tutti.
E noi ci siamo dentro.
Alcuni, addirittura compiacenti; molti invece ignari che diamo loro appoggio permettendo che da qui partano armi, denaro, droni della morte, ospitando basi e inferni nucleari che servono a combattere guerre che non ci appartengono. Missili, soldati, aerei, morti sulla coscienza.
La globalizzazione evidentemente doveva servire a questo. Era il disegno che gli antiglobalisti avevano capito subito. Doveva servire a diradare nel nostro popolo e in tutti i popoli la luce dell’orgoglio nazionalista, a demolire il muro dello sciovinismo, la nostra sovranità, anche la nostra italiana dignità, tutto a vantaggio della loro supremazia, per celebrare questa occidentale servitù verso il più forte, verso il più ricco, verso il più potente che ci avrebbe resi finalmente liberi grazie a una discutibile — perché perversa — forma di democrazia, che libera di una libertà che incatena.
E che annulla la nostra cultura, la nostra individualità, le nostre singolari peculiarità, la nostra autodeterminazione. La nostra economia, il nostro prodotto interno, la nostra industria, il nostro commercio, la nostra agricoltura, il nostro artigianato.
Eravamo servi ieri con i western, sostenendo la logica dell’invasione, siamo servi oggi.
E intanto la gente muore, le case crollano sotto le bombe, il Papa prega, i sacerdoti riuniscono i fedeli in preghiera mentre noi contribuiamo con i nostri acquisti al mercimonio delle armi da inviare.
Con le famiglie piegate in due dal carobollette.
Ogni centesimo in più di aumento sui prodotti di consumo equivale a una pallottola che uccide una persona, ogni litro di benzina a un respiro che si spegne, ogni fiamma della caldaia a due occhi sbarrati per sempre, fissi nell’istante della fine; mentre noi, sonnolenti e abulici, sosteniamo gli sciacalli, senza riflettere su quanto sia vile far finta di niente, quanto sia incredibile veder sprecati tutti questi soldi per creare strumenti di dolore e di morte, e non, invece, medicina e sanità, istruzione e lavoro, serenità e pace, mentre tutto il mondo muore ucciso.
Dalla guerra, dalla fame, dalla cattiveria, dalle avidità, dall'egoismo, dal dolore.
Tutto questo è stomachevole, rivoltante.
E poi andiamo a letto con la coscienza sporca, ma pulita.
Perché il servo, quando è servo, fa il bene solo se obbedisce.
Mi viene in mente una citazione , stupenda, di Bonhoeffer: a forza di obbedire, tu sarai obbediente anche agli ordini del demonio.
Più che una frase, un’amara, facile profezia.
Game Over - Digital Photo
127° Nexa Lunch Seminar
Le notizie dal Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino su @Etica Digitale (Feddit)
28 gennaio 2026
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nexa.polito.it/127-nexa-lunch-…
Bukele applaude l’attacco Usa al Venezuela: l’uomo forte di El Salvador tra autoritarismo interno e fedeltà a Washington
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Dal sostegno all’intervento militare contro Caracas alla repressione interna: il presidente salvadoregno si conferma perno della strategia statunitense in America
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La premessa è che, essendo io contrario a qualunque forma di carcerazione, a qualunque limitazione della libertà personale—che non fosse motivata da un'urgenza rieducativa necessaria all'inserimento sociale—la liberazione dei detenuti in Venezuela mi rende felice.
Ciò che mi lascia perplesso, però, è il silenzio del passato. Non un articolo di indignazione per questi detenuti, non una riga, una presa di posizione pubblica del Governo Meloni, non una chiara condanna nei confronti di un tiranno che teneva segregati degli italiani nelle sue carceri.
Oggi, invece, dopo la discutibile perché efferata azione di guerra di Trump, che ha visto sì la deposizione di un despota, ma ci ha anche mostrato la sproporzione di forza che ha lasciato a terra, morti, un centinaio di uomini, l'entusiasmo è tutto per il "cambio di regime" che ha permesso finalmente la rottura dei ceppi, il taglio delle catene che teneva legata questa povera gente dietro le sbarre venezuelane.
Ora, lungi da me qualsiasi giudizio al riguardo (ho letto poco e conosco ancor meno i motivi della loro detenzione, così come sconosco il perché del silenzio del Governo), non appare strano che se ne parli, ora e con trionfalismo, lasciando il sospetto che se ne stia parlando solo per giustificare la protervia e l'arroganza americana che ha dimostrato con i suoi metodi violenti?
Se questi italiani erano ingiustamente reclusi nelle galere venezuelane, perché non si è fatto nulla per liberarli? Perché, essendo Maduro un despota e un tiranno, non si è mai disegnata la loro carcerazione come una prigionia politica?
Si tace, invece, quasi che il fine — cioè quello della libertà e della democrazia a tutti i costi— giustificasse l'aggressione americana, quasi la legittimasse perché, come si è visto, Maduro era un personaggio da arrestare, da perseguire, da deporre per la sua tirannide.
Non so se è così, ma a me sembra così.
Personalmente avrei preferito che, chi se ne sarebbe dovuto occupare prima con gli strumenti della diplomazia, oggi scrivesse chiaramente che, pur non rispettando il metodo di guerra che ha consentito il cambio di guardia del Venezuela —perché non è condivisibile—, si è felici per la liberazione dei detenuti italiani per i quali non si è fatto, o non si è potuto fare, niente o poco, prima.
Possibile che si debba sempre preferire la mendace propaganda alla sincerità politica?
Non so, forse mi sto sbagliando a pensare tutto questo.
Ma il dubbio che si stia tentando di spacciare un'azione da perdente (perché tale è qualsiasi atto di violenza), lascia la bocca amara.
Come se ci fosse qualcosa da chiarire, e che non verrà chiarito.
#venezuela #detenuti #italianidetenuti #governo #trump #politica #pensieri
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Dalla Libia al Sudan, dalla Somalia allo Yemen: le ambizioni globali degli Emirati
@Notizie dall'Italia e dal mondo
L'intervento dell'Arabia Saudita nello Yemen ha imposto un primo stop alla strategia degli Emirati che puntano ad estendere la propria influenza militare ed economica nella penisola arabica e nel Corno d'Africa
L'articolo Dalla Libia al Sudan,
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ALBERTO TRENTINI È LIBERO!
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/alberto…
Alberto Trentini è stato liberato e attualmente si trova nell’ambasciata italiana a Caracas. Un aereo è già partito da Roma per riportarlo a casa insieme a Mario Burló. Riportiamo le parole dell’Avv. Alessandra Ballerini: “Alberto finalmente è libero!!! Questa è la notizia che aspettavamo da
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It’s Not a Leica, It’s a Lumix
There’s an old adage in photography that the best camera in the world is the one in your hand when the shot presents itself, but there’s no doubt that a better camera makes a difference to the quality of the final image. Among decent quality cameras the Leica rangefinder models have near cult-like status, but the problem is for would-be Leica owners that they carry eye-watering prices. [Cristian Băluță] approached this problem in s special way, by crafting a Leica-style body for a Panasonic Lumix camera. Given the technology relationship between the Japanese and German companies, we can see the appeal.
While the aesthetics of a Leica are an important consideration, the ergonomics such as the position of the lens on the body dictated the design choices. He was fortunate that the internal design of the Lumix gave plenty of scope for re-arrangement of parts, given that cameras are often extremely packed internally. Some rather bold surgery to the Lumix mainboard and a set of redesigned flex PCBs result in all the parts fitting in the CNC machined case, and the resulting camera certainly looks the part.
The write-up is in part a journey through discovering the process of getting parts manufactured, but it contains a lot of impressive work. Does the performance of the final result match up to its looks? We’ll leave you to be the judge of that. Meanwhile, take a look at another Leica clone.