#CyberSecurity
securebulletin.com/ransomware-…
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CISA has placed CVE-2026-8452 in its Known Exploited Vulnerabilities catalog following confirmed attacks against Citrix NetScaler products.dark6 (Secure Bulletin)
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KW 35: Die Woche, in der die Räume für die Zivilgesellschaft enger werden
Elezioni e Politica 2026 reshared this.
A newly disclosed flaw in Veeam ONE, tracked as CVE-2026-65641 with a CVSS score of 9.3, lets a remote attacker with no credentials trick the monitoring service into leaking authentication material.dark6 (Secure Bulletin)
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Die Trump-Regierung greift in Zivilgesellschaften anderer Länder ein, um diese gezielt zu schwächen. Jüngstes Beispiel: Der Angriff auf das Tech-Kollektiv Autistici/Inventati. Wir dürfen uns das nicht bieten lassen.
Der netzpolitische Wochenrückblick:
netzpolitik.org/2026/kw-35-die…
Die 35. Kalenderwoche geht zu Ende. Wir haben 18 neue Texte mit insgesamt 149.895 Zeichen veröffentlicht. Willkommen zum netzpolitischen Wochenrückblick.Markus Reuter (netzpolitik.org)
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Questa è la rassegna stampa di sabato 29 agosto 2026
Il presidente Donald Trump ha annunciato su Truth Social quello che ha definito "il più grande accordo petrolifero della storia", con cui gli Stati Uniti otterrebbero il controllo di maggioranza su una vasta parte delle riserve di greggio venezuelane, pari a circa 65 miliardi di barili. Secondo le ricostruzioni, l'intesa passerebbe da una società mista che diventerebbe la seconda maggiore compagnia petrolifera privata al mondo per riserve, con il Pentagono in trattativa con l'imprenditore Alejandro Betancourt. La Casa Bianca sostiene che l'operazione servirà ad abbassare i prezzi della benzina per gli americani, mentre restano incerti i dettagli e le implicazioni sull'economia venezuelana.
Fonti: NPR, BBC News, Bloomberg
A sei mesi dall'inizio delle ostilità, la guerra tra Stati Uniti e Iran si è trasformata in quella che diversi osservatori definiscono la versione di Trump di una "guerra infinita", senza obiettivi chiari né una via d'uscita evidente. Il regime iraniano, invece di collassare, si è irrigidito su posizioni più dure, mentre l'ex segretario alla Difesa Leon Panetta ha avvertito che Teheran tiene in ostaggio l'economia americana attraverso il controllo dello Stretto di Hormuz. Il conflitto continua a pesare sui prezzi dei carburanti negli Stati Uniti, con la Casa Bianca che convocherà i raffinatori la prossima settimana.
Fonti: The New York Times, NPR, Bloomberg
L'agenzia per l'immigrazione ICE ha arrestato il commentatore di destra e provocatore britannico Milo Yiannopoulos all'aeroporto di New Orleans, accusandolo di aver superato i termini del proprio visto. Yiannopoulos, sostenitore di lunga data del presidente Trump e in passato dello stesso ICE, si trovava in Louisiana ed è stato trasferito in un centro di detenzione. L'Amministrazione ha dato ampia pubblicità all'arresto, diffondendo anche la foto segnaletica.
Fonti: The New York Times, The Wall Street Journal, BBC News
Il Dipartimento di Giustizia ha presentato ricorso contro il blocco temporaneo delle nuove restrizioni del servizio postale sul voto per corrispondenza, nel tentativo di accelerare l'iter giudiziario a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato. Il ricorso segue una decisione notturna di un giudice federale di Boston che aveva sospeso le nuove regole. La partita legale potrebbe incidere sulle elezioni di novembre e sulla battaglia per il controllo del Congresso.
Nel suo primo discorso da presidente della Federal Reserve, tenuto al simposio di Jackson Hole, Kevin Warsh ha avvertito che l'inflazione non sta rallentando in modo significativo, promettendo però che la banca centrale riporterà i prezzi verso l'obiettivo del 2%. Diversi analisti hanno però giudicato più rilevante il suo messaggio sulla disponibilità di credito e liquidità, tema che assume peso mentre il debito federale supera i 40 mila miliardi di dollari e la costruzione di infrastrutture per l'intelligenza artificiale richiede ingenti capitali.
Fonti: Bloomberg, The Wall Street Journal
Secondo i suoi consiglieri, il presidente Trump è impegnato in una missione per consolidare la propria eredità politica, mentre i suoi indici di gradimento calano. Alcuni repubblicani, in privato, temono però che questa concentrazione su sé stesso si stia rivelando controproducente con gli elettori in vista delle elezioni di midterm. Nel frattempo cresce l'attesa per le corse alla Camera che potrebbero decidere il controllo del Congresso.
Fonti: The Wall Street Journal, The Wall Street Journal
L'Amministrazione Trump si è rivolta alla Corte Suprema chiedendo di consentire al Pentagono di applicare il divieto per le persone transgender di prestare servizio nelle forze armate, portando la questione davanti ai giudici per la seconda volta. La richiesta chiede alla Corte di valutare la costituzionalità del divieto e di ribaltare una decisione di appello che lo aveva bloccato. Il caso si inserisce in una più ampia offensiva legale dell'Amministrazione su temi legati ai diritti civili.
Fonti: The Hill
Secondo un documento trasmesso al Congresso, l'Amministrazione Trump sta valutando uno scambio di terreni che cederebbe una parte del parco nazionale di Yosemite a una società privata. L'intesa permetterebbe a un proprietario di collegare la propria area con una strada del servizio parchi, garantendo un accesso agevole al cuore del sistema dei parchi nazionali. Il piano ha suscitato l'indignazione dei democratici e di ex funzionari del National Park Service.
Fonti: The New York Times, The Hill
A pochi giorni dalla morte della cantante country Dolly Parton, cresce negli Stati Uniti l'ondata di omaggi alla sua figura: il governatore del Tennessee Bill Lee ha proposto di intitolarle l'aeroporto di Nashville, mentre migliaia di fan hanno firmato una petizione a sostegno dell'iniziativa. Numerose testate ne hanno ricordato l'eredità, dal ruolo di icona letta come femminista pur senza mai rivendicare l'etichetta, fino al progetto Imagination Library che ha regalato libri a milioni di bambini in tutto il mondo.
Fonti: The Hill, BBC News, ABC News
La catena di distribuzione Walmart ha accettato di pagare 50 milioni di dollari per chiudere una causa con il Dipartimento di Giustizia statunitense, che l'accusava di aver contribuito alla dipendenza degli americani dagli antidolorifici. L'accordo risolve il contenzioso legato al ruolo dell'azienda nella crisi degli oppioidi. Si tratta dell'ennesima intesa siglata da grandi gruppi statunitensi per mettere fine alle controversie legate alla diffusione di questi farmaci.
Fonti: Financial Times
Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.
Dolly Parton never embraced the feminist label, but her actions and lyrics spoke volumesJOCELYN NOVECK AP national writer (ABC News)
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L'Amministrazione di Donald Trump sta negoziando con il governo ad interim del Venezuela l'acquisizione di una partecipazione nelle risorse petrolifere del Paese, che possiede le maggiori riserve accertate al mondo. Lo hanno rivelato ad Axios due funzionari americani, secondo i quali l'intesa porterebbe sotto il controllo degli Stati Uniti una quantità di petrolio più che doppia rispetto alle attuali riserve americane. "Definire enorme questo accordo sarebbe riduttivo", ha detto uno dei due. "È colossale".
I dettagli sono ancora in discussione, ma la trattativa riguarda più di una decina di giacimenti produttivi con riserve accertate complessive per 90 miliardi di barili, non l'intero patrimonio venezuelano di circa 300 miliardi. In passato quei giacimenti erano controllati da esponenti della cerchia di potere venezuelana, alcuni dei quali incriminati negli Stati Uniti, e da soggetti legati alla Cina. In cambio della partecipazione ceduta a Washington, il Venezuela otterrebbe lo sviluppo dei giacimenti da parte di società private, comprese aziende americane, e una quota maggiore dei ricavi petroliferi destinata alle casse dello Stato.
Dottrina Donroe · Energia
L’intesa negoziata dal Segretario di Stato Marco Rubio con il governo ad interim di Delcy Rodríguez riguarda più di dieci giacimenti già produttivi. Se andasse in porto, porterebbe sotto controllo americano una quantità di greggio più che doppia rispetto a tutte le riserve degli Stati Uniti.
Grafica di FocusAmerica 27 agosto 2026
Riserve accertate, in miliardi di barili
Le tre chiavi dell’accordo
1Perché adesso 2La cronologia 3Chi ottiene cosa
La riserva strategica
La scorta di emergenza americana è ai minimi da quarant’anni
Due guerre hanno stravolto l’offerta mondiale di greggio e spinto i prezzi verso l’alto. Washington ha svuotato la sua riserva di emergenza e ora cerca petrolio vicino a casa.
Marzo 2026 172
Il minimo dal 1982
milioni di barili
riserva strategica
Il prelievo dalla Riserva Strategica di Petrolio autorizzato per fronteggiare la chiusura dello Stretto di Hormuz.
Dopo quel prelievo la scorta americana è scesa al livello più basso da oltre quarant’anni.
Che cosa spinge la trattativa
Otto mesi di pressione
Dalla cattura di Maduro al tavolo sul petrolio
Trump aveva cominciato a valutare in privato una partecipazione americana nei giacimenti prima ancora di ordinare l’arresto del presidente venezuelano.
Hugo Chávez sale al potere. Comincia il lungo declino dell’industria petrolifera venezuelana, proseguito sotto Maduro.
Trump autorizza la cattura di Nicolás Maduro, che ora risponde di narcoterrorismo davanti a un tribunale di New York.
Il Segretario all’Energia Chris Wright visita gli impianti a Caracas insieme alla presidente ad interim Delcy Rodríguez.
Il prelievo di 172 milioni di barili porta la Riserva Strategica ai minimi dal 1982.
Alti funzionari del Dipartimento di Stato e del Pentagono incontrano a Caracas le controparti venezuelane sui dettagli dell’intesa.
Due funzionari americani rivelano ad Axios la trattativa. La guidano Marco Rubio e Rodríguez; alla Casa Bianca ha un ruolo di primo piano Stephen Miller.
Wright valuta un nuovo viaggio in Venezuela. Il suo dipartimento studia come far salire in fretta la produzione affidata alle aziende americane.
Lo scambio
Che cosa mette sul piatto ciascuna delle due parti
I dettagli sono ancora in discussione, ma lo scambio ha una forma già riconoscibile: Washington ottiene il controllo di una quota dei giacimenti, Caracas ottiene i capitali per rimetterli in funzione.
Washington
Ottiene riserve, e le sottrae ad altri
Caracas
Ottiene capitali e una quota dei ricavi
Il nodo politicoRodríguez rischia l’accusa di svendere le risorse naturali del Paese. Per questo i tempi della firma restano incerti: Washington ha bisogno di quel petrolio, ma per ottenerlo deve convincere i venezuelani che il vantaggio non sarà soltanto americano.
Fonte: Axios, 27 agosto 2026 (trattativa e volumi in discussione); EIA per le riserve accertate degli Stati Uniti; stime OPEC ed EIA per le riserve del Venezuela.
A rendere più urgente la conclusione dell'intesa sono le guerre in corso contro l'Iran e in Ucraina, che hanno sconvolto l'offerta mondiale di greggio e spinto i prezzi verso l'alto. Pesa però anche il livello della Riserva Strategica di Petrolio degli Stati Uniti, sceso ai minimi dal 1982 dopo il prelievo di 172 milioni di barili autorizzato a marzo per fronteggiare la crisi provocata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Il settore petrolifero venezuelano, dal canto suo, versa in condizioni di relativo abbandono dopo anni di cattiva gestione sotto Nicolás Maduro e, prima di lui, Hugo Chávez, salito al potere nel 1999.
La trattativa è guidata dal Segretario di Stato Marco Rubio e dalla presidente ad interim venezuelana Delcy Rodríguez. Il mese scorso alti funzionari del Dipartimento di Stato e del Pentagono hanno incontrato a Caracas le controparti venezuelane per discutere proprio i dettagli dell'intesa. Un ruolo di primo piano è svolto anche da Stephen Miller, vice capo di gabinetto della Casa Bianca. Trump aveva cominciato a valutare in privato una partecipazione americana nei giacimenti venezuelani ancora prima di autorizzare, il 3 gennaio, la cattura di Maduro, che ora deve rispondere dell'accusa di narcoterrorismo davanti a un tribunale di New York.
Per Trump, l'accordo potrebbe diventare uno dei risultati destinati a segnare la sua eredità politica: la sicurezza energetica degli Stati Uniti e il predominio americano nell'emisfero occidentale sono infatti i pilastri della cosiddetta "Dottrina Donroe". "Il presidente Trump è vicino a garantire il futuro energetico dell'America per le generazioni a venire, non soltanto negli Stati Uniti ma nell'intero emisfero", ha detto ad Axios il secondo funzionario.
La Casa Bianca sa tuttavia che Rodríguez potrebbe essere accusata di cedere agli Stati Uniti le risorse naturali del Venezuela. "Stiamo facendo tutto il possibile per mostrare come l'accordo andrà a beneficio del popolo venezuelano, perché sarà così", ha affermato uno dei funzionari. I tempi per la firma restano così incerti, ma il Segretario all'Energia Chris Wright, già recatosi a Caracas a febbraio per visitare gli impianti insieme a Rodríguez, sta valutando un nuovo viaggio in Venezuela la prossima settimana. Nel frattempo, il suo dipartimento studia come aumentare rapidamente la produzione affidata alle aziende americane. Washington ha assoluto bisogno di quel petrolio, ma per ottenerlo deve convincere i venezuelani che a trarne vantaggio non saranno soltanto gli Stati Uniti.
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In una sola settimana l'amministrazione Trump ha mancato due obiettivi negoziali: non è riuscita a piegare l'Iran dopo quasi sei mesi di guerra e ha fatto saltare le trattative commerciali con il Canada, che ha risposto con i controdazi. Per l'analista di politica internazionale Daniel Drezner i due episodi hanno la stessa radice, cioè il fatto che la forza americana non spaventa più abbastanza da strappare concessioni.
Nel 2025 quella politica estera era già sbagliata e attuata male, scrive Drezner nella sua newsletter Drezner's World, ma qualche risultato lo otteneva lo stesso, perché la potenza americana restava abbastanza temibile da convincere altri governi a cedere qualcosa. Chi controlla l'esercito più forte del mondo riesce a ottenere una parte dei propri obiettivi anche con minacce approssimative. Un anno dopo quel margine si è esaurito.
Le scorte americane di intercettori missilistici si sono assottigliate al punto da non bastare più a dissuadere Russia e Cina. I reparti impegnati in missioni prolungate mostrano segni di logoramento. Il debito federale ha superato i 40 mila miliardi di dollari. I tentativi del segretario al Tesoro Scott Bessent (il ministro delle Finanze americano) di intervenire sul mercato dei titoli di Stato sono falliti.
Interrogato proprio su quegli interventi, il presidente ha risposto che lo strumento decisivo per intervenire sul mercato obbligazionario è la forza militare. Drezner considera quella risposta il sintomo di un modo di ragionare che riduce ogni problema a una questione di potenza militare e che, a suo giudizio, prepara altre umiliazioni per la politica estera americana.
A quasi sei mesi dagli attacchi contro l'Iran lanciati insieme a Israele e a 75 giorni dal voto che deciderà se il suo partito manterrà il controllo del Congresso, il presidente si trova in un conflitto senza sbocco. Non riuscendo a ottenere la resa di Teheran e a proclamare la vittoria che cercava, se la prende sempre più con gli alleati. Il Washington Post ha raccontato le minacce rivolte all'Oman e ad altri partner del Golfo, dettate anche dal timore di un'intesa separata tra l'Iran e i paesi della regione che riaprirebbe lo stretto. "Si trova in una situazione da cui non può uscire e, a differenza di tante altre cose in cui si è cacciato, questa volta nessuno può tirarlo fuori", ha detto al giornale Andrew Leber, studioso del Medio Oriente al Carnegie Endowment for International Peace, un centro studi di Washington.
La guerra ha consumato le risorse americane al punto che al presidente resta una sola opzione strategica, secondo Drezner: il ripiegamento. Se non può più imporsi sugli alleati, può disimpegnarsi e ritirarsi dal gioco. Le minacce ai paesi del Golfo, secondo l'analista, sono già un segnale in quella direzione.
Le trattative commerciali con il Canada sono saltate nella notte tra venerdì e sabato. Il primo ministro Mark Carney ha parlato alla nazione dicendo che l'amministrazione americana aveva preteso un "cattivo accordo" e che il presidente ha "calcolato male" alzando i dazi, sottovalutando la disponibilità dei canadesi a sopportare il danno economico. "Si è in guerra quando si viene attaccati e noi siamo stati attaccati", ha detto ai giornalisti a Ottawa. Sabato sono scattati dazi al 50% su 20 miliardi di dollari di merci canadesi, che si sommano a quelli già in vigore su acciaio, alluminio, legname e veicoli.
La ricostruzione di Politico, basata su interviste con più di una decina di funzionari canadesi e americani, lobbisti e associazioni imprenditoriali, descrive richieste dell'ultimo minuto e una squadra negoziale americana divisa. I funzionari statunitensi accusano Ottawa di aver aggiunto pretese in extremis, tra cui dazi più bassi sui camion pesanti. I canadesi indicano invece le rivalità interne all'amministrazione su chi controllasse i vari pezzi dell'intesa. Il segretario al Commercio Howard Lutnick ha ritenuto che l'impianto dell'accordo, messo a punto dall'ufficio commerciale guidato da Greer, gli fosse stato calato dall'alto pur riguardando materie di sua competenza. Nell'ultima settimana ha parlato più volte con Carney per messaggio e al telefono. Il Canada ha respinto richieste che a suo dire mettevano in discussione "la lingua francese e la nostra cultura" e la libertà di firmare accordi commerciali con paesi terzi. In gioco ci sono più di mille miliardi di dollari di scambi nordamericani, con il Messico che rischia di restare schiacciato in mezzo.
L'economia americana è dieci volte quella canadese e questo dovrebbe bastare a strappare concessioni a Ottawa. Con lo stesso ragionamento, però, gli Stati Uniti avrebbero già dovuto costringere l'Iran alla resa. I funzionari americani sembrano sorpresi e persino offesi dall'idea che altri paesi possano rispondere con le stesse armi: se Greer non si aspettava la ritorsione canadese, vuol dire che non era preparato ad affrontarla. L'amministrazione ha già fatto marcia indietro sui dazi quando sono saliti i prezzi della carne bovina, quindi anche un rincaro modesto potrebbe spingerla a cercare un compromesso di facciata.
La reputazione americana di fermezza nei negoziati si è logorata al punto che, anche se l'amministrazione non volesse cedere, è l'attesa canadese di un possibile cedimento a indebolire la pressione americana. Il risultato è uno stallo commerciale doloroso a meno di novanta giorni dalle elezioni di metà mandato, quelle che rinnovano il Congresso a metà del mandato presidenziale.
Year two of the dumbest motherfuckers alive running American foreign policy is proceeding apace.Daniel W. Drezner (Drezner’s World)
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Il servizio di posta funziona di nuovo. Ecco le istruzioni su come accedere alla tua casella:
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Tieni duro e abbi fiducia! Continueremo a pubblicare aggiornamenti via via che ne abbiamo.
Autistici/Inventati provides internet support to activists and collectives coming from the world of grassroot and social movementswww.inventati.org
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Per gran parte della storia americana, diventare cittadini ha significato acquisire il diritto di partecipare a quasi ogni aspetto della vita civica: votare, far parte di una giuria e candidarsi a qualsiasi carica, con la sola grande eccezione della presidenza. Ma secondo un'analisi pubblicata sull'Atlantic, in Alabama e in altri Stati alcuni legislatori repubblicani vogliono ora introdurre una ulteriore distinzione: i cittadini naturalizzati non dovrebbero avere lo stesso diritto di ricoprire cariche pubbliche di chi è nato negli Stati Uniti.
Quest'anno in Alabama, Kentucky e Tennessee sono state presentate proposte per riservare ai cittadini nati nel Paese la possibilità di candidarsi a governatore, parlamentare statale, sceriffo e ad altre cariche elettive. Un'idea un tempo confinata ai margini ha così guadagnato spazio nel dibattito politico tra i repubblicani. In Alabama la misura era stata presentata sotto forma di emendamento alla Costituzione statale: se approvata dal Parlamento, avrebbe dovuto essere sottoposta agli elettori il 3 novembre. La proposta, però, non è mai stata esaminata dalla Commissione competente del Senato ed è rimasta bloccata fino alla conclusione della sessione legislativa ad aprile.
Al Congresso almeno 5 deputati repubblicani hanno sponsorizzato misure per escludere i cittadini naturalizzati o con doppia nazionalità dalla magistratura federale, dagli incarichi di governo, dalle ambasciate e dallo stesso Congresso. La Florida ha invece già approvato una legge che obbliga i candidati a diverse cariche statali e federali a dichiarare se possiedono un'altra cittadinanza, la prima norma di questo tipo ad essere approvata da uno Stato.
Cittadinanza · Diritti politici
Possono votare, pagare le tasse e far parte di una giuria. In tre Stati e al Congresso sono state presentate proposte perché non possano più candidarsi a una carica pubblica.
Grafica di FocusAmerica Dati aggiornati ad agosto 2026
Il Congresso degli Stati Uniti · 535 seggi
Ogni punto è un seggio. L'arco esterno è la Camera, quello interno il Senato. In blu gli eletti nati fuori dagli Stati Uniti.
Camera 0 su 435 seggi
Senato 0 su 100 seggi
Nati negli Stati Uniti Nati all'estero Il seggio di Bernie Moreno
In tutto 32 membri del Congresso sono nati fuori dagli Stati Uniti. La maggioranza è democratica, ma tra loro ci sono anche repubblicani nati a Cuba, in Ucraina e in Messico.
Dove si muove la campagna
Le proposte vogliono riservare le cariche elettive a chi è nato nel Paese. Tocca la riga per leggere che cosa prevede ciascuna misura.
Il paradosso dell'Alabama
Lo Stato da cui parte la battaglia è tra quelli con meno residenti nati all'estero. L'ex deputato repubblicano Mo Brooks l'ha definita una delle mosse tattiche più stupide mai viste: dire a una parte degli americani che non può candidarsi è il modo più sicuro per non ottenere mai il loro voto.
0 Cittadini naturalizzati che vivono in Alabama
0 La quota che rappresentano sulla popolazione
Come è nata
Quattro passaggi che spiegano come un'idea di margine sia entrata nel dibattito repubblicano. Tocca una tappa per aprirla.
Il muro costituzionale
Per entrare alla Camera la Costituzione chiede due sole cose.
Sono requisiti esclusivi: né i singoli Stati né il governo federale possono aggiungerne altri con una legge ordinaria. Il senatore repubblicano dell'Ohio Bernie Moreno, nato in Colombia, non potrebbe essere eletto se passasse la proposta della deputata Nancy Mace.
«È incredibilmente brutto, stupido e incostituzionale»
Pamela Karlan, professoressa di diritto alla Stanford University, intervistata da The Atlantic
32 membri del Congresso sono nati fuori dagli Stati Uniti: 26 alla Camera e 6 al Senato. In Alabama, Kentucky e Tennessee sono state presentate proposte per riservare le cariche elettive a chi è nato nel Paese; la Florida ha già approvato l'obbligo di dichiarare un'eventuale seconda cittadinanza. L'Alabama, da cui parte la battaglia, conta circa 77.000 cittadini naturalizzati, l'1,5% della popolazione. Per la Camera la Costituzione chiede 25 anni di età e 7 anni di cittadinanza.
Fonte Elaborazione FocusAmerica su analisi di The Atlantic e registri del Congresso. La disposizione dei seggi negli emicicli è schematica: le posizioni dei singoli eletti sono distribuite a scopo illustrativo.
Ad alimentare la campagna, scrive l'Atlantic, è anche l'ascesa di una nuova generazione di politici nati all'estero, a cominciare dal sindaco di New York Zohran Mamdani, nato in Uganda da genitori di origine indiana e diventato uno dei bersagli preferiti della destra. Il Segretario di Stato dell'Alabama Wes Allen ha citato apertamente la sua candidatura quando ha avanzato l'idea di escludere i naturalizzati dalle cariche pubbliche: "Vogliamo assicurarci che nessuna potenziale influenza o ingerenza straniera possa condizionare i più alti dirigenti eletti del nostro Stato".
Ma su questa campagna ha pesato anche la battaglia giudiziaria di Donald Trump sulla cittadinanza per diritto di nascita. Dopo che la sua Amministrazione non è riuscita a convincere la maggioranza della Corte Suprema della costituzionalità dell'ordine esecutivo che limitava la cittadinanza dei bambini nati negli Stati Uniti da genitori privi di status legale, Trump ha scritto che avrebbe cercato altre strade "in Congresso attraverso la legislazione". Alcuni suoi alleati hanno quindi cominciato a prendere di mira anche i diritti politici dei cittadini naturalizzati.
Durante il suo primo mandato, nel 2019, Trump aveva accolto cinque immigrati regolari alla Casa Bianca per quella che definì la prima cerimonia di naturalizzazione nello Studio Ovale, celebrando "la bellezza e la maestà della cittadinanza americana". "Non importa dove comincia la nostra storia, che siamo la prima o la decima generazione, siamo tutti uguali", disse. Ad aprile di quest'anno ha invece scritto su Truth Social che "se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo" e poche settimane dopo ha rilanciato il post di un podcaster di destra che metteva in dubbio la lealtà dei naturalizzati e dichiarava finita "l'idea del melting pot".
La deputata repubblicana Nancy Mace, che ha presentato diverse proposte per escludere cittadini naturalizzati e doppi cittadini dal Congresso, dalla magistratura federale e da decine di incarichi federali, ha scritto in un editoriale su Newsweek: "Quando vedi uno schema ricorrente di funzionari nati all'estero che hanno dimostrato più volte di non essere America First, cosa c'è di sbagliato nel volerli fuori dal potere?". Interpellata dall'Atlantic, ha aggiunto che gli americani "meritano di sapere che chi detiene questo potere abbia una sola fedeltà: l'America", senza però indicare quali rischi concreti le sue proposte intendano affrontare.
Ad agosto, dopo la vittoria di Abdul El-Sayed nelle primarie democratiche per il Senato in Michigan, Mace ha scritto che "ogni singolo musulmano con una carica pubblica in America è un cavallo di Troia". Il senatore dell'Alabama Tommy Tuberville, oggi candidato governatore del suo Stato, ha affermato in aula che "l'Islam non è una religione, è un culto della morte" e ha proposto nuovi requisiti ideologici per ottenere la cittadinanza.
Secondo i registri del Congresso, 26 deputati e 6 senatori sono nati fuori dagli Stati Uniti, anche se alcuni sono figli di cittadini americani che vivevano all'estero. La maggioranza di loro è democratica, ma tra loro figurano anche esponenti repubblicani nati a Cuba, in Ucraina e in Messico. Il senatore dell'Ohio Bernie Moreno, nato in Colombia, non potrebbe essere eletto se venisse approvata la proposta di legge di Mace. Moreno ha però presentato a sua volta, senza cofirmatari, un disegno di legge per vietare agli americani di possedere una seconda cittadinanza. "Non è una questione personale", ha risposto Mace quando le è stato fatto notare che la sua proposta colpirebbe anche Moreno e altri repubblicani. "Riguarda lo standard che vogliamo per chi esercita un potere enorme sul popolo americano".
La Costituzione stabilisce già i requisiti necessari per essere eletti al Congresso: per la Camera, per esempio, occorre avere almeno 25 anni ed essere cittadini statunitensi da almeno sette anni. Si tratta di requisiti "esclusivi", ha spiegato all’Atlantic Pamela Karlan, professoressa di diritto alla Stanford University: né i singoli Stati né il governo federale possono introdurne di ulteriori attraverso una legge ordinaria. Ancora più netto il suo giudizio sul contesto politico in cui si inserisce la proposta: "È incredibilmente brutto, stupido e incostituzionale".
Ma anche i giudici che hanno ostacolato alcune iniziative dell'Amministrazione sono diventati bersagli di questa campagna. Quando a giugno la giudice federale Sparkle Sooknanan ha stabilito che il governo aveva "consapevolmente calpestato i diritti alla privacy dei cittadini americani" attraverso una banca dati federale sulla cittadinanza, il deputato repubblicano Abe Hamadeh ha presentato articoli di impeachment contro di lui sottolineando che Sooknanan possiede la doppia cittadinanza americana e di Trinidad e Tobago. Stephen Miller, principale artefice della stretta sull'immigrazione, ha scritto sarcasticamente che "la giudice Sparkle decreta che l'America appartiene a qualsiasi migrante casuale del pianeta".
L'ex deputato repubblicano dell'Alabama Mo Brooks, che pure sostiene gran parte dell'agenda migratoria di Trump, ha definito la strategia contro i cittadini naturalizzati come "una delle mosse tattiche più stupide che abbia mai visto fare a dei politici": dire a una parte degli americani che non può candidarsi, ha osservato, è il modo più sicuro per non ottenere mai il loro voto. L'Alabama conta circa 77.000 cittadini naturalizzati, pari all'1,5% della popolazione, ed è tra gli Stati con la più bassa quota di residenti nati all'estero. Un luogo insolito da cui far partire questa battaglia, osserva il politologo Steven Taylor della Troy University:
"A un certo livello sembra incredibilmente banale. A un altro sembra piuttosto serio, perchè dimostra il nazionalismo inquietante che attraversa oggi la nostra politica".
Carlos Alemán, nato in Nicaragua ed eletto nel 2020 nel consiglio comunale di Homewood, in Alabama, ha raccontato all'Atlantic quanto sia estenuante vedere continuamente messa in discussione la propria lealtà: "Sembra parte di un progetto per considerare chiunque non sia nato qui indegno dei pieni diritti della cittadinanza". Alemán ha deciso di non ricandidarsi. Se queste proposte diventassero realtà, i suoi figli crescerebbero in un Paese in cui il padre è abbastanza americano per votare, pagare le tasse e crescere una famiglia, ma non abbastanza per rappresentare la comunità a maggioranza bianca che lo ha eletto.
GOP lawmakers are pushing to restrict the rights of naturalized and dual citizens—including their ability to run for office.Toluse Olorunnipa (The Atlantic)
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Donald Trump ha continuato a comprare e vendere azioni di società petrolifere e del gas mentre conduceva la guerra contro l'Iran. È quanto emerge dalle dichiarazioni patrimoniali depositate fino al secondo trimestre del 2026 e analizzate da CBS News. Tra l'inizio del conflitto, la tregua e la ripresa dei combattimenti, i conti di Trump hanno effettuato operazioni su titoli energetici per centinaia di migliaia di dollari, secondo i dati più recenti dell'Office of Government Ethics (OGE), l'organismo che raccoglie le dichiarazioni finanziarie dei funzionari federali.
Il portafoglio del presidente è molto ampio, con posizioni in tutti gli 11 principali settori di Borsa. Una precedente inchiesta di CBS News aveva calcolato che nei primi tre mesi dell'anno i suoi conti avevano effettuato circa 3.600 operazioni su azioni e altri titoli, per un valore complessivo compreso tra 212 e 695 milioni di dollari.
I democratici della Commissione economica congiunta del Congresso hanno stimato questa settimana che il valore delle partecipazioni di Trump in società petrolifere e del gas sia passato da una forchetta di 13-46 milioni di dollari all'inizio dell'anno a 17-61 milioni a metà agosto: un aumento medio del 39%, con un potenziale incremento di valore fino a 15,5 milioni di dollari. Nello stesso rapporto stimano inoltre acquisti fino a 3,6 milioni nel primo trimestre, comprese azioni Chevron comprate nelle settimane successive all'operazione statunitense in Venezuela.
Le dichiarazioni obbligatorie riportano soltanto intervalli di valore, non cifre esatte. La stima dei democratici si basa inoltre sulle partecipazioni dichiarate per il 2025 e non tiene conto delle operazioni successive. Nel frattempo i titoli energetici sono saliti sensibilmente, in un periodo che comprende sia l'operazione americana in Venezuela di inizio gennaio sia la guerra con l'Iran, cominciata alla fine di febbraio.
Conflitti di interesse
Le dichiarazioni patrimoniali del presidente mostrano operazioni su titoli energetici per centinaia di migliaia di dollari nei mesi del conflitto con Teheran. Le sue partecipazioni nel settore sono cresciute in media del 39%.
Grafica di FocusAmerica
1L’operazione chiave
Il grafico dell’andamento del titolo richiede JavaScript.
La vendita, tra e di dollari, risulta dichiarata il giorno stesso dell’annuncio, arrivato in serata a mercati chiusi.
2Il portafoglio
Le dichiarazioni obbligatorie non riportano cifre esatte ma intervalli di valore: per questo ogni barra ha un minimo e un massimo.
Il grafico delle partecipazioni richiede JavaScript.
l’aumento medio del valore delle partecipazioni tra gennaio e agosto
il potenziale incremento di valore, nell’ipotesi più alta
operazioni su azioni e altri titoli nel primo trimestre
il controvalore complessivo di quelle operazioni
gli acquisti stimati nel settore energia nel primo trimestre
3La cronologia
Guerra e politica Mercati e portafoglio
Inizio gennaio Gli Stati Uniti conducono un’operazione militare in Venezuela. Nelle settimane successive i conti del presidente comprano azioni Chevron: rientrano nella stima diffusa dai democratici del Congresso. Fine febbraio Comincia la guerra con l’Iran. Nei mesi del conflitto i titoli energetici salgono sensibilmente e le compagnie petrolifere quotate registrano forti profitti, con il petrolio a prezzi elevati. 7 aprile I conti di Trump vendono ExxonMobil. In serata il presidente annuncia il cessate il fuoco. L’Office of Government Ethics impone di dichiarare entro 45 giorni le operazioni sopra i 1.000 dollari: alcune comunicazioni di Trump relative al 2026 sono arrivate in ritardo. 8 aprile ExxonMobil apre in forte calo rispetto alla chiusura del giorno prima. Nella prima metà dell’anno i conti del presidente comprano e vendono anche Chevron, ConocoPhillips e altre società del settore per centinaia di migliaia di dollari. Dopo la tregua I combattimenti riprendono. Le operazioni sui titoli energetici proseguono per tutto il periodo, secondo le dichiarazioni depositate fino al secondo trimestre. Metà agosto Le partecipazioni in petrolio e gas sono stimate tra 17 e 61 milioni di dollari. Questo mese lo stesso Trump, riferendosi a ExxonMobil e Chevron, ha detto che «stanno guadagnando troppo».
4Il confronto
Donald TrumpDetiene direttamente singole azioni: ha scelto di non collocare i propri beni in un trust Sì
Joe BidenNon possedeva singole azioni No
Barack ObamaDeteneva soprattutto fondi e titoli del Tesoro No
George W. BushAffidò i propri beni a un trust No
La legge consente a presidente, parlamentari e funzionari federali di detenere e negoziare singole azioni. Esponenti di entrambi i partiti hanno proposto divieti più stringenti.
La replica. Secondo la Casa Bianca il portafoglio del presidente è gestito in modo indipendente da istituzioni finanziarie terze, attraverso modelli che replicano indici riconosciuti, senza che Trump possa influenzare le singole decisioni.
Nota. Le dichiarazioni patrimoniali riportano intervalli di valore, non cifre esatte. La stima sul portafoglio energetico si basa sulle partecipazioni dichiarate per il 2025 e non tiene conto delle operazioni successive.
Fonte: analisi CBS News sulle dichiarazioni depositate all’Office of Government Ethics; stime dei democratici della Commissione economica congiunta del Congresso — agosto 2026.
L'operazione più rilevante individuata da CBS News risale al 7 aprile, giorno in cui Trump annunciò il cessate il fuoco con l'Iran. I suoi conti vendettero azioni ExxonMobil per un valore compreso tra 500.000 e un milione di dollari. Il titolo chiuse quella seduta a 163,91 dollari, prima dell'annuncio serale, e il giorno successivo aprì in calo del 6,5%, a 153,52 dollari. Nella prima metà dell'anno il presidente ha comprato e venduto anche azioni di Chevron, ConocoPhillips e altre società del settore petrolifero per centinaia di migliaia di dollari. L'OGE impone di dichiarare entro 45 giorni le operazioni superiori a 1.000 dollari e Trump ha presentato in ritardo alcune comunicazioni relative al 2026.
La Casa Bianca sostiene che il presidente non abbia alcun ruolo nelle operazioni. "Il portafoglio di azioni e obbligazioni del presidente Trump è gestito in modo indipendente da istituzioni finanziarie terze", ha dichiarato il portavoce Davis Ingle. Secondo la Casa Bianca, i conti sono affidati alla gestione discrezionale di soggetti esterni e gli investimenti vengono effettuati attraverso modelli informatici che replicano indici riconosciuti, come lo Schwab 1000, senza che Trump o altri membri della famiglia possano indirizzare o influenzare le singole decisioni.
Trump ha tuttavia scelto di non collocare i propri beni in un trust. La detenzione diretta di singole azioni, anziché esclusivamente di fondi indicizzati, comporta quindi il mantenimento di partecipazioni riconoscibili in settori interessati dalle decisioni dell'amministrazione. Quando CBS News aveva esaminato a giugno le operazioni precedenti, alcuni gestori avevano attribuito almeno una parte degli scambi a una strategia fiscale. David Salem, gestore di Hedgeye Asset Management, aveva parlato di una "classica attività di vendita delle perdite a fini fiscali": cedere titoli in perdita per compensare plusvalenze realizzate altrove.
La guerra ha favorito forti profitti per le compagnie petrolifere quotate, anche visti i prezzi del petrolio così elevati. All'inizio del mese lo stesso Trump, riferendosi a ExxonMobil e Chevron, ha affermato che "stanno guadagnando troppo". Donald Sherman, presidente dell'organizzazione per la trasparenza Citizens for Responsibility and Ethics in Washington (CREW), ha detto a CBS News che il presidente non dovrebbe beneficiare personalmente dell'aumento dei prezzi del petrolio. "Non importa se scambia i titoli lui stesso: il presidente ha il dovere di evitare conflitti di interesse tra le sue finanze e ciò che è meglio per gli americani".
La legge attuale consente al presidente, ai parlamentari e ai funzionari federali di detenere e negoziare singole azioni, anche se esponenti di entrambi i partiti hanno proposto di introdurre divieti più stringenti. Trump, che Forbes stima possieda un patrimonio di 6,5 miliardi di dollari, è molto più esposto direttamente al mercato azionario rispetto ai suoi immediati predecessori: George W. Bush ricorse a un trust, Barack Obama deteneva soprattutto fondi e titoli del Tesoro e Joe Biden non possedeva singole azioni.
Le operazioni nel settore energetico rappresentano soltanto una piccola parte del patrimonio complessivo di Trump. Sono però anche quelle in cui gli interessi finanziari del presidente si intrecciano più direttamente con le decisioni di politica estera e militare adottate dall’Amministrazione che lui stesso guida, esponendolo quindi più di altri investimenti al rischio di potenziali conflitti di interesse. Una questione sulla quale un’eventuale futura maggioranza democratica al Congresso potrebbe avere particolare interesse ad avviare indagini.
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Il 24 agosto 2026 l’Ucraina ha celebrato 35 anni di indipendenza, per la quinta volta durante la guerra su vasta scala iniziata con l’invasione russa del 2022: un anniversario che cade mentre il Paese continua a difendere quella stessa libertà.
A Kyiv si è riunita la Coalizione dei Volenterosi, mentre l’Europa ha rafforzato il sostegno alla difesa ucraina. Zelensky lo ha ribadito: l’Ucraina vuole la pace, non la resa. E la pace, quella vera e duratura, non si costruisce trasformando la sovranità di un popolo in merce di scambio.
Enrico è a Odesa per Volt, insieme al Movimento Europeo di Azione Nonviolenta nella sua 20ª missione in Ucraina, per chiedere nuovamente l’istituzione dei Corpi Civili di Pace Europei: uno strumento di partecipazione civile, prevenzione dei conflitti e costruzione della pace, complementare a una vera difesa comune europea.
Perché per Volt sostenere l’Ucraina significa tenere insieme sicurezza, solidarietà e pace.
Ora l’Europa deve mantenere gli impegni, rafforzare il sostegno e trattare la difesa dell’Ucraina come parte della propria sicurezza: la libertà ucraina è anche una misura concreta della credibilità europea. 🇺🇦🇪🇺
#Ucraina #Odesa #Pace #UnioneEuropea #StandWithUkraine #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Dear Friend of Press Freedom:
We want to see the sealed documents a judge considered when imposing an $800-per-day fine on journalist Catherine Herridge for refusing to identify a source. Plus, a ubiquitous contract clause is making freelancers’ work more risky, the Pentagon has a journalist burn book, and conservatives are sounding the alarm about Donald Trump’s FCC.
Investigative journalist Catherine Herridge was held in contempt of court for refusing to divulge sources for her reporting at Fox News on an investigation of a scientist and university president with alleged ties to the Chinese military, leading to a (currently paused) $800-per-day fine. The court’s misguided ruling may have been informed by documents about the FBI’s probe into the scientist that were filed under seal, even though the investigation is over and the documents aren’t classified. This week, Freedom of the Press Foundation (FPF) filed a motion to unseal those documents.
“The public deserves to see the documents behind this ruling and judge for itself whether the facts warrant undermining journalist-source confidentiality,” FPF Senior Adviser Caitlin Vogus said. “It’s especially galling that while the court demands Herridge reveal her sources, it keeps the basis for its own decision secret.”
Last week, Trump threatened the Center for American Progress with a $5 billion defamation lawsuit, alleging he was personally defamed by the think tank’s report concluding that his administration’s deployment of the National Guard to various U.S. cities did not reduce crime.
Trump’s attempt to turn criticism of government policy into a personal attack he can profit from in court isn’t just petty and self-involved — it undermines the First Amendment and long-standing principles at the heart of our democracy, FPF’s Vogus writes.
Indemnification clauses are a common feature of freelancer contracts, placing freelancers on the hook for legal fees and judgments arising from their articles, even if they did nothing wrong. These clauses are terrible for journalism — making reporters less likely to submit stories that might aggravate their subjects — and don’t actually do anything to shield outlets from liability.
As more reporters get laid off from their full-time jobs and publications rely increasingly on freelancers, FPF Chief of Advocacy Seth Stern writes that it’s past time for them to cut these clauses out of freelance contracts.
The U.S. Central Command maintains a secret blacklist of journalists whose questions the press office has decided to “disregard,” The Intercept revealed this week — one of many steps the Pentagon has taken during Defense Secretary Pete Hegseth’s tenure to vilify the press and obstruct its work.
Stern told The Intercept, “This should put to rest the Pentagon’s prior claims that its anti-press policies — like its infamous requirement that reporters sign pledges to only print authorized information — are somehow content neutral.”
Federal Communications Commission Chair Brendan Carr, a super-loyalist to the president known to wear Trump’s gilded face as a lapel pin, has made clear that he views the agency’s role as furthering Trump’s agenda. But his actions, including threatening ABC’s licenses over their content decisions, shouldn’t just scare those who are anti-Trump — he’s creating a precedent for the next president’s FCC to engage in similar censorship.
FPF Executive Director Trevor Timm runs down the dangers of this FCC’s actions for Americans of all political stripes, and the conservatives who are sounding the alarm about it.
Healthcare reporters have been dealing with widespread stonewalling from government agencies. In a live webinar next Tuesday, Sept. 1, hosted by FPF and the Association of Health Care Journalists, Vogus and three healthcare reporters will talk about why these problems persist, how reporters can overcome the stonewalling to get to the story, and what the public can do to push for greater transparency.
The Washington Post
Hegseth’s conduct is unbecoming of the First Amendment. Stars and Stripes exists to produce independent journalism. When their team expressed concern over government censorship, the Pentagon went to war ... with the truth.
The Hollywood Reporter
Larry Ellison said he wants to surveil everyone — Jewish, Palestinian, or neither — to keep us on our best behavior. It’s not antisemitic to talk about how his government-subsidized surveillance, war, and “scary technology” businesses may impact his family’s media outlets.
The Associated Press
Israel is killing journalists for exposing its atrocities in Gaza, while the money and weapons to do it keep flowing from the U.S. News outlets need to keep pushing for accountability and access.
The Intercept
There is no real grassroots support for Trump steering more media outlets to the Ellison family, but an astroturfing firm that previously partnered with Flock Safety wants you to believe otherwise.
FPF Digital Security Digest
ChatGPT can now send messages on your behalf, using Messages for macOS. Our security training team digs into how it works, and what it all means for the privacy of our conversations.
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Lo Stretto di Hormuz, il passaggio attraverso cui prima della guerra tra Stati Uniti e Iran transitava circa il 20% del petrolio mondiale, è ancora minato. Lo hanno riferito a Bloomberg fonti a conoscenza del dossier, secondo le quali non tutte le mine posate dall'Iran — tra 80 e 150, secondo le stime degli alleati — sono state neutralizzate. Questo nonostante Donald Trump abbia dichiarato più volte che la Marina americana ha completamente bonificato l'area. Le operazioni sarebbero state complicate dalle correnti, che hanno spostato alcuni ordigni rispetto ai punti in cui erano stati posati.
Gli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente insistono per una missione internazionale di sminamento su larga scala, con navi e aerei, ritenendola l'unico modo per restituire piena fiducia agli armatori. Il Comando Centrale americano (CENTCOM), responsabile delle operazioni militari nella regione, sostiene invece che le rotte internazionali nello stretto non presentino pericoli per la navigazione. È la stessa linea di Trump, che ha ripetuto in più occasioni che Hormuz è sicuro, anche nel tentativo di stabilizzare il mercato dell'energia in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.
Il 25 agosto Trump ha affermato ancora una volta che lo Stretto è completamente aperto alla navigazione e che le mine iraniane nelle acque internazionali sono state distrutte o disinnescate. "L'Iran è stato avvisato che qualsiasi nave o imbarcazione che poserà nuove mine sarà immediatamente e sistematicamente distrutta", ha aggiunto, precisando che gli Stati Uniti mantengono lo stretto sotto sorveglianza continua.
In precedenza Axios aveva rivelato che Washington ha creato un corridoio riservato attraverso il quale ogni notte transitano tra le 15 e le 20 petroliere, per un totale di circa 10 milioni di barili di greggio. Secondo le fonti di Axios, i Guardiani della Rivoluzione possono ancora ostacolare il traffico, ma non controllano più il passaggio. Trump ha parlato di "enormi quantità di petrolio" tornate a uscire dal Medio Oriente e ha detto che, una volta conclusa la guerra, dichiarerà lo stretto "americano".
L'Iran aveva chiuso Hormuz dopo i massicci attacchi statunitensi sul suo territorio, provocando un'impennata dei prezzi del petrolio. Washington aveva risposto imponendo un blocco navale ai porti iraniani. Tra le condizioni poste ora da Teheran per un accordo figura il riconoscimento del diritto a riscuotere un pedaggio sulle navi in transito.
Il costo della guerra, intanto, si misura anche molto lontano dal Golfo. Come afferma un'inchiesta del Washington Post, il consumo di munizioni in Medio Oriente preoccupa sia gli alleati asiatici sia i funzionari del Pentagono responsabili dell'Indo-Pacifico. Taiwan si aspetta ora "ritardi significativi" nelle consegne dei missili Patriot, mentre il Giappone è stato avvertito di possibili problemi con i Tomahawk. Più di 30 navi inizialmente destinate al Pacifico sono state trasferite in Medio Oriente e le scorte complessive di intercettori Patriot e THAAD sarebbero scese a soli mille esemplari.
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📰 "When verifying their profile or age on platforms, users disclose sensitive biometric information to third-party companies. One such company is the #US-based firm #Persona […]" Includes quotes from noyb data protection lawyer Felix Mikolasch.
Read more (in German): netzpolitik.org/2026/linkedin-…
Beim Verifizieren des eigenen Profils oder Alters auf vertrauten Plattformen geben Nutzende sensible biometrische Informationen an dritte Unternehmen weiter.Timur Vorkul (netzpolitik.org)
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Le Forze Armate statunitensi in Europa hanno una carenza di intercettori avanzati che avrebbe superato "il livello di guardia", in gran parte a causa della guerra di Donald Trump contro l'Iran. Lo hanno riferito all'Associated Press un funzionario della difesa statunitense in Europa e un funzionario della NATO. La situazione più preoccupante riguarda in particolare gli intercettori dei sistemi Patriot, tra le poche armi occidentali in grado di abbattere i missili balistici russi ad alta velocità.
Parte delle scorte americane presenti sul continente è stata infatti trasferita in Medio Oriente, dove Stati Uniti e Paesi alleati del Golfo hanno consumato grandi quantità di intercettori per fermare droni e missili iraniani, alcuni dei quali hanno ucciso o ferito militari americani. In caso di attacco balistico russo contro un quartier generale militare o una centrale elettrica, ha spiegato il funzionario statunitense, la NATO potrebbe ritrovarsi nella stessa situazione dell'Ucraina: con pochi Patriot disponibili e costretta "a prendere un pugno in bocca dopo l'altro".
Le forze americane in Europa "sicuramente" non dispongono di intercettori sufficienti per sostenere un attacco balistico prolungato e avrebbero una capacità "molto limitata" persino contro un singolo missile, compreso un ordigno russo finito fuori rotta. Un attacco di Mosca contro un Paese dell'Alleanza Atlantica non è, al momento, considerato imminente, ma il direttore della CIA John Ratcliffe è andato a Mosca questa settimana proprio per avvertire la Russia di non attaccare la NATO e chiederle di ridurre il sostegno all'Iran, secondo il Wall Street Journal. Trump ha invece minimizzato il viaggio, definendolo "una specie di semi-routine".
Funzionari europei e della NATO ritengono però che la Russia potrebbe essere in grado di attaccare l'Alleanza entro il 2030, proprio l'anno entro il quale le scorte di Patriot dovrebbero essere ricostituite. Il colonnello Martin O'Donnell, portavoce militare della NATO, ha però contestato questa ricostruzione. All'AP ha detto che "semplicemente non è vero" che le scorte di Patriot in Europa siano scese oltre il livello critico: l'Alleanza, ha assicurato, dispone di munizioni sufficienti sia per difendersi sia per continuare a fornirne all'Ucraina.
Difesa aerea · NATO
Gli Stati Uniti avevano 2.330 intercettori Patriot in magazzino: ne hanno usati circa 1.500 per fermare droni e missili iraniani. Le scorte torneranno piene solo nel 2030, lo stesso anno entro cui, secondo i funzionari europei e della NATO, la Russia potrebbe essere in grado di attaccare l’Alleanza.
Grafica di FocusAmerica 27 agosto 2026
L’inventario americano di intercettori Patriot: 2.330 pezzi
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Ipotesi più favorevole: tutta la produzione del 2026 destinata a rimpiazzare le scorte bruciate contro l’Iran. Nella realtà una parte va all’Europa e le forniture all’Ucraina continuano.
Prodotti
0
Consumati
0
In un anno intero di produzione
In sei mesi di guerra con l’Iran
Anche destinando tutta la produzione di un anno a rimpiazzare le scorte, resterebbero 900 intercettori scoperti.
La NATO contesta questa ricostruzione. Il portavoce militare dell’Alleanza, il colonnello Martin O’Donnell, ha detto all’Associated Press che non è vero che le scorte di Patriot in Europa siano scese sotto il livello critico, e che le munizioni bastano sia per difendersi sia per continuare a rifornire l’Ucraina.
Tre cose da sapere
Il ritmo
Le consegne all’Ucraina erano pianificate e diluite nel tempo. Il consumo in Medio Oriente è arrivato tutto insieme, e nessuno lo aveva previsto.
Ogni rettangolo ha per larghezza la durata del periodo, per altezza il ritmo medio mensile e quindi per area il totale consumato: 600 e circa 1.500 intercettori, i numeri del CSIS. La distribuzione reale mese per mese non è pubblica.
Le due scadenze
Quest’anno usciranno dalle linee circa 600 intercettori, compresi quelli destinati all’Europa. L’obiettivo dichiarato è arrivare a 2.000 pezzi l’anno entro il 2030. Sullo stesso asse temporale corre la stima dei funzionari europei e della NATO sul rischio di un attacco russo.
I segnali
Nessuno considera imminente un attacco russo a un Paese dell’Alleanza. Quello che è successo da luglio a oggi, però, ha spinto Washington a mandare un avvertimento diretto al Cremlino.
Alza la tensione Prova a contenerla
Fonte Associated Press. Stime sul consumo di intercettori: Center for Strategic and International Studies (Mark Cancian). Analisi sulla capacità produttiva europea: Royal United Services Institute (Ed Arnold). Dati al 27 agosto 2026. Il residuo di 830 intercettori, i 900 che resterebbero scoperti e i ritmi medi mensili sono elaborazioni di FocusAmerica sui numeri del CSIS.
I numeri del Center for Strategic and International Studies (CSIS) descrivono intanto un consumo senza precedenti. Gli Stati Uniti hanno fornito all'Ucraina circa 600 intercettori durante l'Amministrazione Biden, ha detto all'AP Mark Cancian, colonnello dei Marines in pensione. Il consumo maggiore è arrivato tuttavia con l'Iran: il conflitto, che venerdì compie 6 mesi, avrebbe assorbito il 65% dei Patriot americani, circa 1.500 dei 2.330 presenti in inventario.
Quest'anno dovrebbero essere prodotti circa 600 intercettori, compresi quelli destinati all'Europa, con l'obiettivo di portare la capacità produttiva a 2.000 unità l'anno entro il 2030. Secondo Ed Arnold, ricercatore del Royal United Services Institute di Londra, le forniture a Kyiv erano state pianificate e calibrate, mentre le scorte destinate al Medio Oriente si sono ridotte rapidamente e in modo imprevisto, mettendo in evidenza i limiti della capacità produttiva occidentale.
Il primo stabilimento europeo per la costruzione di missili intercettori Patriot, gestito da MBDA a Schrobenhausen, in Baviera, dovrebbe aprire a settembre, con le prime consegne previste all'inizio del prossimo anno a Germania, Paesi Bassi, Romania e Spagna, che hanno già effettuato ordini. Nel frattempo, ha detto Arnold, la Germania si trova nella situazione "ridicola" di aver acquistato costosi sistemi Patriot senza disporre delle munizioni necessarie per impiegarli.
Senza i Patriot, spiegano gli esperti sentiti dall'AP, restano poche opzioni contro i missili balistici russi. Questi ordigni precipitano sull'obiettivo a oltre cinque volte la velocità del suono, lasciano pochissimo tempo per reagire e possono essere impiegati insieme a sciami di droni relativamente economici per saturare le difese.
Il sistema franco-italiano SAMP/T NG, progettato secondo il produttore per migliorare la capacità di intercettare missili balistici e che la Francia ha promesso di fornire più rapidamente all'Ucraina, non è ancora stato provato in combattimento e la versione attualmente operativa ha una portata inferiore a quella del Patriot. Le navi da guerra possono offrire una difesa aerea mobile, ma rischiano di essere troppo lontane dall'obiettivo da proteggere o di diventare esse stesse bersagli. Scarseggiano anche i missili tattici ATACMS, utilizzabili per colpire dietro le linee nemiche, sebbene alcuni eserciti europei dispongano di propri missili a lungo raggio Taurus e Storm Shadow.
La carenza di intercettori si avverte soprattutto in Ucraina, dove i missili balistici russi riescono sempre più spesso a superare le difese aeree, come nel bombardamento della notte tra mercoledì e giovedì. Anche Mosca, tuttavia, deve fare i conti con limiti significativi: difficilmente potrebbe sostenere a lungo una campagna aerea contro la NATO mentre continua a colpire l'Ucraina quasi ogni notte, e i recenti attacchi ucraini in territorio russo hanno a loro volta esposto le vulnerabilità della contraerea di Mosca.
I segnali di tensione, intanto, continuano. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva detto ad Axios a luglio che Putin sta preparando nei prossimi mesi una mobilitazione di 500.000 soldati per una nuova offensiva in Ucraina, stima che il 23 agosto ha rivisto ad "almeno 300.000", e che la Russia sta costruendo le infrastrutture necessarie ad accogliere altri 30.000 militari nordcoreani da inviare al fronte. Nelle ultime settimane, intanti, diversi droni russi entrati nello spazio aereo di diversi membri della NATO, tra cui Romania e Polonia, sono stati abbattuti: la sola Romania ne ha abbattuti 4 da luglio, l'ultimo il 16 agosto.
Ieri il Ministero degli Esteri russo ha inoltre accusato Regno Unito e Francia di "giocare con il fuoco" fornendo a Kyiv tecnologie che le consentono di condurre attacchi a lunga gittata in profondità nel territorio russo, dopo la decisione di Londra di condividere con l'Ucraina tecnologia classificata per produrre autonomamente i missili cruise Storm Shadow. La portavoce del Ministero russo, Maria Zakharova, ha minacciato attacchi contro obiettivi militari britannici dentro e fuori l'Ucraina in risposta all'assistenza militare di Londra.
Trump, da parte sua, sostiene di non essere affatto preoccupato dalla possibilità di un attacco russo contro un Paese NATO. Lo ha detto ad Axios in un'intervista telefonica ieri, anche se da settimane i leader europei avvertono pubblicamente che Mosca potrebbe presto mettere alla prova la tenuta dell'Alleanza e l'impegno del presidente americano sull'Articolo 5, la clausola di difesa collettiva, con un attacco limitato o altre provocazioni militari. "Non sono preoccupato... per niente. Non c'è nessun problema", ha risposto Trump.
Due ore più tardi, parlando con i giornalisti, il presidente è stato interpellato di nuovo sull'ipotesi che Washington avesse avvertito Vladimir Putin di non procedere con provocazioni di questo tipo. Trump ha detto di non voler commentare, ma ha ribadito: "Non attaccheranno il territorio della NATO". Anche Sergej Naryškin, direttore del servizio di intelligence estero russo, ha confermato giovedì l'incontro con Ratcliffe, descrivendo i colloqui come "una parte normale del loro lavoro", nella quale "non c'è stato nulla fuori dall'ordinario", e ha detto di aver discusso con l'omologo americano di non meglio precisate ì"questioni di intelligence".
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Nach der Verschärfung des Berliner Polizeigesetzes durch CDU und SPD lassen Linke und Grüne das Gesetz jetzt vom Verfassungsgerichtshof prüfen. Der Antrag zielt u.a. gegen Verhaltensscanner, automatisierte Datenanalyse und den Einsatz von Staatstrojanern.
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Berliner Polizeigesetz: Linke und Grüne ziehen vor den Verfassungsgerichtshof
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Dass die Standorte nicht offengelegt werden, zeugt von massivem Misstrauen der Bundesregierung gegenüber den Bürgerinnen und Bürgern.
Und das, nachdem letztere der ersteren einen Vertrauensvorschuss im Rahmen der letzten Wahlen ausgesprochen haben.
Wenn ich Merz mal treffen würde, dann würde ich ganz konkret fragen, warum er und die anderen Regierungsmitglieder dieses Misstrauen hegen.
UND auf einer konkreten Antwort bestehen.
Die schwafeln ja gerne mal. Man kennt es.
Interaktive Karte: An diesen Orten sollen bundesweit neue Rechenzentren entstehen
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🎧🇩🇪 Schon von der sogenannten Schattendatenbank der #SCHUFA gehört? Dieser vierminütige Radiobeitrag von Deutschlandfunk ist perfekt, um dir einen Überblick über die Lage zu verschaffen.
Hör rein! 👉 deutschlandfunk.de/ein-fall-fu…
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La polizia di Minneapolis ha perquisito martedì sera l'appartamento in cui vive Adnan, figlio della deputata democratica Ilhan Omar, e ha sequestrato armi da fuoco e munizioni. Lo ha rivelato Alpha News, testata locale conservatrice, citando fonti delle forze dell'ordine. Nel corso dell'operazione gli agenti hanno arrestato il coinquilino del giovane, Abdulrahman Abdi, 22 anni, che è stato portato nel carcere della contea di Hennepin con un'accusa legata al possesso di armi e rilasciato mercoledì sera.
Il mandato è arrivato al termine di una giornata cominciata con un controllo stradale. In una dichiarazione al Daily Mail, il dipartimento di polizia ha spiegato che Abdi era stato fermato alla guida e multato perché privo di patente valida e di prova dell'assicurazione, poi lasciato andare sul posto. Mentre il veicolo veniva sequestrato, gli agenti hanno trovato all'interno una pistola. Nelle ore successive lo hanno rintracciato in un indirizzo su Marquette Avenue, nel centro della città, dove è stato arrestato "senza incidenti". Né la deputata né il figlio risultano accusati di alcun reato e Omar, per ora, non ha commentato.
Il coinquilino ha una fedina penale nutrita. Secondo i documenti giudiziari consultati dal Daily Mail, Abdi è stato condannato 10 volte, quasi sempre per reati minori legati alla guida: uso del cellulare al volante, eccessi di velocità, mancata prova dell'assicurazione, con precedenti che risalgono al 2022. L'anno scorso è stato ritenuto colpevole di aver guidato oltre i limiti con la patente già revocata per un'infrazione precedente. La condanna più pesante è però del 2024, quando gli agenti lo hanno sorpreso a St. Paul a oltre 170 km all'ora a bordo di una Jeep Grand Cherokee che sfrecciava affiancata a una Dodge Durango. Abdi si è dichiarato colpevole di fuga da un agente di polizia a bordo di un veicolo, un reato grave nel Minnesota, e se l'è cavata con un giorno di carcere nella contea di Dakota e due anni di libertà vigilata.
La vicenda arriva a pochi mesi da un altro episodio che aveva coinvolto il figlio di Omar. A dicembre la deputata aveva raccontato all'emittente WCCO che Adnan, cittadino americano, era stato fermato da agenti dell'immigrazione dopo una sosta in un negozio Target ed era stato lasciato andare soltanto dopo aver mostrato il passaporto, che a suo dire porta sempre con sé proprio per questo motivo. Omar aveva anche sostenuto che gli agenti dell'ICE fossero entrati in una moschea in cui il figlio stava pregando, uscendone senza arresti.
Il fermo sarebbe avvenuto nel pieno dell'operazione "Metro Surge", il rafforzamento dei controlli federali sull'immigrazione nell'area di Minneapolis che ha preso di mira soprattutto la comunità somala, ma l'ICE lo ha smentito seccamente: il direttore ad interim Todd Lyons ha dichiarato che l'agenzia non ha "assolutamente alcuna traccia" di quel controllo e ha accusato la deputata di voler "demonizzare" gli agenti.
Police reportedly recovered guns and ammunition from the home in the city on Tuesday night before arresting her son's roommate Abdulrahman Abdi, 22.Joe Hutchison (Mail Online)
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Guter, erklärender Artikel von @netzpolitik_feed zur aktuellen Vorgehensweise der USA gegen engagierte gesellschaftliche Gruppen:
"Die USA setzen ihren Kampf gegen linke zivilgesellschaftliche Projekte in Europa fort. Nun hat es das bekannte Internetkollektiv Autistici/Inventati getroffen. Das wehrt sich gegen die Vorwürfe und Sanktionen."
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Rifondazione Comunista aderisce alla raccolta firme “Sì educazione affettiva” lanciata da associazioni ed esponenti del mondo della cultura.administrator (Rifondazione Comunista – Sinistra Europea)
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In Italia è aperta la raccolta firme per il referendum che chiede di abrogare la nuova legge Valditara, approvata nel 2026, che limita le attività di educazione sessuo-affettiva nelle scuole e introduce nuovi vincoli e il consenso preventivo delle famiglie.
Se come noi condividi questo obiettivo, puoi firmare online con SPID 💜
👉 referendumeducazioneaffettiva.it/firma
#EducazioneSessuale #EducazioneAffettiva #Scuola #Referendum #Diritti #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Kubernetes v1.37 “Garhwal”: HPA con scale-to-zero nativo e un API server più resiliente su larga scala
#tech
spcnet.it/kubernetes-v1-37-gar…
@informatica
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Next.js sotto attacco: due RCE critiche (AVIF e Windows) da patchare subito
#tech
spcnet.it/next-js-sotto-attacc…
@informatica
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Il presidente ha firmato giovedì 27 agosto un ordine esecutivo che ribattezza il lago Ontario "Lake America" e poi ha scherzato sul fatto che i prossimi a cambiare nome potrebbero essere l'oceano Atlantico e il Pacifico. Le parole sugli oceani non sono accompagnate da nessun provvedimento né da alcuna iniziativa formale.
"Come sapete, abbiamo preso una cosa chiamata Golfo del Messico, l'abbiamo cambiata e ora è abitualmente il Golfo d'America", ha detto ai giornalisti nello Studio Ovale. "Quindi, se ci pensate, abbiamo un golfo e abbiamo un lago. Ora tutto quello che ci serve è un oceano. Forse dovremo cambiare il nome dell'Atlantico e/o del Pacifico. Forse li cambieremo entrambi."
La Casa Bianca non ha risposto alla richiesta di commento sulla battuta. Sul lago Ontario, invece, l'ordine è già operativo. "E infine, lo scopo di tutto questo più di ogni altra cosa è che cambieremo il nome del lago Ontario, con effetto immediato, in Lake America", ha detto il presidente. "Avviene proprio ora, mentre firmo l'ordine." L'amministrazione, ha aggiunto, ha "depositato tutte le carte necessarie, i documenti, tutto il resto" e ha informato le parti interessate.
Il testo incarica il segretario dell'Interno Doug Burgum, il dipartimento che negli Stati Uniti gestisce le terre pubbliche e le risorse naturali federali, di lavorare con il Board on Geographic Names, l'organismo federale che stabilisce i nomi ufficiali dei luoghi. Entro trenta giorni il nuovo nome dovrà essere registrato nel sistema informativo federale dei nomi geografici e ogni riferimento al lago Ontario dovrà sparire. Lo stesso vale per le mappe federali e per tutti i documenti e le comunicazioni delle agenzie. L'ordine non ha invece alcun effetto sul nome usato dal Canada, che si affaccia sul lago insieme allo Stato di New York.
Per giustificare la decisione il documento sostiene che gli Stati Uniti sono il "più grande protettore" del sistema dei Grandi Laghi. "Gli Stati Uniti hanno investito quasi 4 miliardi di dollari nella protezione dell'ecosistema d'acqua dolce dei Grandi Laghi nell'ultimo decennio, mentre il Canada ha investito molto meno in iniziative simili nello stesso periodo", si legge nel testo, che cita anche la flotta di rompighiaccio della guardia costiera americana. L'ordine richiama poi il ruolo storico del lago nel commercio, nell'insediamento, nella difesa e nell'energia. "In riconoscimento di questa fiorente risorsa economica e della sua importanza cruciale per l'economia della nostra nazione e per la sua gente, ordino che il lago sia ufficialmente ribattezzato Lake America", ha scritto il presidente.
"Il Canada ci sta derubando da molto tempo sul commercio", ha detto il presidente parlando nello Studio Ovale. "Vogliono essere trattati come se fossero uno Stato e non possiamo più permettercelo. È una cosa a cui penso da molto tempo." I negoziati commerciali con Ottawa sono saltati nelle scorse settimane e il presidente ha minacciato dazi del 50% su automobili, camion e componenti prodotti in Canada a partire dal 1° gennaio 2027.
Il giorno prima della firma, mercoledì 26 agosto, il presidente aveva anticipato il nuovo nome in un video pubblicato su TikTok. "Faremo un piccolo cambiamento, lo chiameremo in modo diverso dal lago Ontario", ha detto. "Lo chiameremo Lake America. E tutto quello che serve è una buona penna e un po' di intelligenza." Poi ha preso un pennarello, ha cancellato il nome del lago su una mappa e ci ha scritto sopra "Lake America".
Non è la prima volta che il presidente mette il nome del suo paese su una grande massa d'acqua. Nel primo giorno del suo ritorno alla Casa Bianca, a gennaio 2025, aveva firmato l'ordine esecutivo 14172, intitolato "Restoring Names That Honor American Greatness", che impone al governo federale di usare "Golfo d'America" al posto di Golfo del Messico. L'ordine sul lago Ontario richiama esplicitamente quella stessa politica.
Il 9 febbraio 2025 il presidente ha firmato una proclamazione che istituiva il primo "Gulf of America Day", a bordo dell'Air Force One mentre sorvolava il golfo appena ribattezzato ed era diretto al Super Bowl di New Orleans. "Oggi sono molto onorato di riconoscere il 9 febbraio 2025 come il primo Gulf of America Day di sempre", si legge nel testo della proclamazione. Burgum disse allora che il dipartimento dell'Interno aveva dato seguito alle istruzioni contenute nell'ordine esecutivo.
Nel 2025 il presidente ha anche riportato la montagna più alta del paese (che si trova in Alaska) dal nome Denali a quello di McKinley. La denominazione è stata oggetto di polemiche per decenni: Denali rende omaggio alla popolazione nativa dello Stato, McKinley al presidente William McKinley, nato in Ohio. Nel 2015 l'amministrazione di Barack Obama aveva deciso di adottare ufficialmente Denali e l'ordine esecutivo del 2025 ha rovesciato la scelta.
Il governo degli Stati Uniti ha l'autorità di cambiare i nomi dei luoghi sulle mappe nazionali, ma non può obbligare altri paesi o le organizzazioni internazionali ad adottare le nuove denominazioni. La decisione su come chiamare il lago resta quindi anche ai canadesi, che ne condividono le rive.
President Donald Trump joked the Atlantic and Pacific oceans could be next after signing the executive order renaming Lake Ontario to Lake America immediately.Stepheny Price (Fox News)
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Premessa: un membro della redazione fa anche parte di Luanti.
Tracer AI, compagnia che usa agenti IA per scovare e segnalare le violazioni di diritto d'autore, ha fatto rimuovere da Google Play l'app della piattaforma videoludica Luanti. L'accusa, mossa in nome di Microsoft, è di aver utilizzato risorse del gioco Minecraft (proprietà Microsoft) nella propria app; un'accusa facilmente smontabile in quanto sia il codice che le risorse di Luanti sono visibili a chiunque (è software libero).
Questa non è la prima volta che accade: nel 2023 la stessa compagnia mosse la medesima accusa, portando chi sviluppa Luanti a presentare una contronotifica: l'app rimase non disponibile per 46 giorni prima di essere riabilitata, contrariamente al limite di 14 giorni lavorativi sancito dalla legge statunitense che regola tali faccende. In entrambi i casi, non sono mai state fornite prove.
Qualche mese fa la stessa sorte è toccata a Allumeria, un gioco a cubetti oggi prossimo al lancio, sulla piattaforma Steam. Lo sviluppatore fu colto di sorpresa finché, subito dopo l'arrivo della notizia al direttore artistico di Minecraft su Bluesky, Microsoft non ritirò la segnalazione.
"Se fossimo una piccola azienda che dipende dalle entrate della propria app, ciò sarebbe particolarmente devastante". Inoltre, essendo una realtà sostenuta da volontarɜ, combattere contro tali richieste equivale a grandi sprechi di energie e risorse.
blog.luanti.org/2026/08/27/lua…
#notizia #legge #ia #videogiochi
Luanti has been removed from Google Play due to a DMCA notice from Tracer.AI. We have filed a counter-notice, but this isn't the first time.Luanti (Luanti Blog)
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Scopri Allumeria, l'avventura sandbox ispirata a Minecraft, ora di nuovo su Steam dopo una controversa rimozione DMCA. Prova la demo e sostieni lo sviluppatore!Redazione Absolutegamer (Absolutegamer.it)
non ti nascondo che mi sto rimambendo perché siti diversi dicono cose diverse. Lo sviluppatore il 10 febbraio diceva che in quello stesso giorno era stato rimosso il gioco bsky.app/profile/unomelon.bsky…
Ma anche il direttore creativo di MC ha iniziato a investigare il 10 bsky.app/profile/unomelon.bsky…
Deduco allora sia passato più di un giorno da quando quest'ultimo se n'è accorto prima che ritirassero il DMCA
Polizeigesetz Thüringen: „Haben, haben, haben – und dann schauen, was passiert“
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🎧 Die #Schufa steht wegen ihrer "Schattendatenbank" in der Kritik. Hör rein in das Interview mit Matthias Spielkamp von AlgorithmWatch 👉 www1.wdr.de/mediathek/audio/wd…
✍️ Du willst dich über eine potenzielle Sammelklage informieren? Finde mehr heraus: schufa.noyb.eu/
Die Schufa steht wegen ihrer "Schattendatenbank" in der Kritik. Matthias Spielkamp von AlgorithmWatch kritisiert die Speicherung alter Daten ohne Wissen der Betroffenen und sieht Datenschutzverstöße.Mediathek
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Im Innenausschuss von Thüringen hat eine Reihe von Expert*innen das geplante Polizeigesetz massiv kritisiert. Gleichzeitig fand vor der Tür eine Kundgebung gegen die umfassenden Überwachungsbefugnisse statt, die damit erlaubt werden sollen.Martin Schwarzbeck (netzpolitik.org)
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Il piano di Donald Trump per rimodellare le elezioni americane interviene su chi compare nelle liste elettorali, su come vengono spedite le schede, su chi sorveglia i seggi e persino sui confini dei collegi per il Congresso. Secondo gli esperti di diritto elettorale sentiti da Axios, questa offensiva continua punta a creare confusione, scoraggiare la partecipazione e minare la fiducia nel voto: anche le misure che vengono successivamente bloccate dai tribunali possono, infatti, generare incertezza prima delle elezioni.
L'ultimo fronte è il voto per posta. Mercoledì la giudice federale Indira Talwani, di Boston, ha revocato il blocco nazionale della riforma con cui l'Amministrazione intende ridisegnare il ruolo del servizio postale. La decisione è arrivata dopo che lunedì la Corte Suprema aveva sospeso proprio un'ingiunzione analoga in un procedimento collegato, alla vigilia dell'invio delle schede da parte degli Stati per le elezioni di novembre.
Il piano della Casa Bianca impone agli Stati di riprogettare le buste elettorali e di caricare le liste degli elettori nei sistemi del servizio postale, che potrà respingere le spedizioni di un ufficio elettorale se non rispettano i nuovi requisiti di preparazione e trasmissione dei dati. Ma 23 Stati a guida democratica, il District of Columbia e il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro hanno presentato un nuovo ricorso mercoledì, sostenendo che il piano imponga "compiti erculei" da svolgere con "risorse limitate".
Midterm 2026
Liste elettorali, schede spedite per posta, voto anticipato, confini dei collegi, osservatori ai seggi: l'offensiva della Casa Bianca tocca ogni fase del processo elettorale. I risultati concreti sono ancora pochi, ma l'incertezza corre già.
La posta in gioco più alta
21.000.000
Gli elettori aventi diritto che rischiano di restare fuori dalle liste se il Congresso approvasse il SAVE Act, la legge che imporrebbe una prova documentale della cittadinanza per registrarsi al voto.
Ogni quadrato vale 100.000 elettori
I cinque fronti dell'offensiva
1Voto per posta 2Liste elettorali 3Voto anticipato 4Collegi 5Osservatori
Fronte 1 di 5
Il piano impone agli Stati di ridisegnare le buste elettorali e di caricare le liste degli elettori nei sistemi delle poste, che potranno respingere le spedizioni di un ufficio elettorale se non rispettano i nuovi requisiti. In tre giorni il quadro giudiziario si è ribaltato, alla vigilia dell'invio delle schede per novembre.
La legittimità della nuova regola resta irrisolta, ma la misura potrebbe entrare in vigore in tempi brevi.
Fronte 2 di 5
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna deve compilare Stato per Stato gli elenchi dei cittadini accertati, per controllare chi è iscritto alle liste elettorali. Lo stesso Dipartimento ha però ammesso che le sue stime sul voto dei non cittadini erano gonfiate.
−99%Quanto si è ridotta la stima una volta verificata nome per nome
Un giudice federale ha vietato in via definitiva l'inserimento della prova di cittadinanza nel modulo federale di registrazione.
Fronte 3 di 5
La stessa pratica viene incoraggiata quando la usano i repubblicani e presentata come un imbroglio quando la usano i democratici.
Ai propri elettori
Trump invita attivamente i repubblicani a votare prima del giorno delle elezioni.
Agli avversari
Accusa di barare i democratici che fanno esattamente la stessa cosa.
Eventuali restrizioni al voto anticipato della domenica colpirebbero "Souls to the Polls", la tradizione con cui molte chiese afroamericane accompagnano i fedeli alle urne dopo la funzione religiosa.
Fronte 4 di 5
Trump ha chiesto agli Stati governati dai repubblicani di modificare le mappe congressuali a metà decennio, spingendo quelli democratici a rispondere allo stesso modo. Il conto finale, secondo un'analisi di Axios, pende da una parte sola.
Vantaggio democraticoVantaggio repubblicano
5 punti05 punti
+1,8 punti
Lo spostamento del margine nazionale a favore dei repubblicani prodotto dalle nuove mappe.
"Ha scatenato una guerra", sintetizza Trey Hood, direttore del Survey Research Center dell'Università della Georgia.
Fronte 5 di 5
Il Dipartimento di Giustizia sta preparando l'invio di circa mille osservatori elettorali. Sarebbe il più ampio schieramento di questo tipo mai organizzato da un'Amministrazione repubblicana.
L'Amministrazione ha inoltre ventilato più volte la presenza di agenti federali e dell'ICE ai seggi o nelle vicinanze. Non esistono prove di un piano di dispiegamento, ma secondo le organizzazioni per il diritto di voto la sola retorica intimidisce le comunità di immigrati.
Il bilancio, per ora
Il Dipartimento di Giustizia ha perso tutte le cause finora decise sulle liste elettorali e il SAVE Act è fermo al Senato. Ma la confusione non è un incidente di percorso: "non è un difetto", dice Molly McGrath dell'ACLU. Le regole che cambiano di continuo e le battaglie in tribunale stanno già erodendo la fiducia degli elettori.
Fonte: Axios, Brennan Center, Center for American Progress, ACLU — agosto 2026 Grafica di FocusAmerica
Anche Molly McGrath, direttrice delle campagne nazionali per la democrazia dell'ACLU, una delle principali organizzazioni americane per i diritti civili, individua nella confusione un obiettivo preciso:
"Il presidente Trump non sta aspettando il giorno delle elezioni per gettare dubbi su questo voto. Quando vengono emanati ordini esecutivi così chiaramente incostituzionali, parte dell'effetto voluto è proprio la confusione che producono. Non è un difetto".
Trump ha ordinato al Dipartimento per la Sicurezza Interna di compilare, Stato per Stato, elenchi dei cittadini americani accertati, da utilizzare per verificare la cittadinanza degli iscritti alle liste elettorali. Le organizzazioni per il diritto di voto osservano che i casi di voto da parte di non cittadini sono sempre stati rari e avvertono che le banche dati esistenti segnalano spesso per errore elettori che hanno pieno diritto di voto.
Lo stesso Dipartimento ha recentemente riconosciuto che le sue stime sul voto dei non cittadini erano gonfiate. In Nevada, i quasi 16.000 presunti non cittadini indicati a luglio si sono ridotti a 185 nominativi considerati attendibili. Il Dipartimento di Giustizia ha inoltre fatto causa alla maggior parte degli Stati per ottenere le liste elettorali integrali, sostenendo di averne bisogno per applicare le leggi federali. Finora 23 di questi procedimenti sono stati respinti, secondo il Brennan Center, mentre gli altri restano pendenti.
Trump insiste nel chiedere inoltre al Congresso di approvare il SAVE Act, una proposta di legge che tra le altre cose imporrebbe di presentare una prova documentale della cittadinanza per iscriversi alle liste elettorali. "Il SAVE Act è come una moderna tassa sul voto", ha detto ad Axios Carol Evans, vicepresidente per le politiche di Common Cause, richiamando le imposte utilizzate nel Sud segregazionista per tenere gli afroamericani lontani dalle urne.
Ottenere i documenti richiesti può costare centinaia di dollari e, secondo il Center for American Progress, la misura rischia di escludere più di 21 milioni di elettori aventi diritto, comprese le donne il cui cognome da sposate non coincide con quello riportato sul certificato di nascita e gli americani privi di passaporto. Ma la Casa Bianca respinge le critiche. Secondo la portavoce Lauren Bis, i Democratici si oppongono a "misure di buon senso per l'integrità elettorale, fortemente sostenute dalla stragrande maggioranza degli americani": la proposta di legge, ha aggiunto, "garantirà che siano gli americani, e soltanto gli americani, a decidere le nostre elezioni".
A luglio Trump ha anche rimosso i due membri democratici della Election Assistance Commission, l'ente federale che assiste gli Stati nell'amministrazione del voto, dopo che la Commissione si era opposta all'inserimento della prova di cittadinanza nel modulo federale di registrazione. Un giudice federale ha successivamente vietato in via definitiva quella modifica.
Sul voto anticipato Trump sta invece seguendo due linee contraddittorie: sta invitando attivamente i Repubblicani a votare prima del giorno delle elezioni, ma accusando i Democratici che fanno altrettanto di barare. Eventuali restrizioni al voto anticipato domenicale colpirebbero "Souls to the Polls", la tradizione con cui molte chiese afroamericane accompagnano i fedeli alle urne dopo la funzione religiosa.
Anche sul ridisegno dei collegi, Trump ha "scatenato una guerra", fa notare Trey Hood, direttore del Survey Research Center dell'Università della Georgia. Il presidente ha chiesto agli Stati governati dai Repubblicani di modificare le mappe congressuali a metà decennio, inducendo quelli a guida democratica a rispondere allo stesso modo. I Repubblicani hanno però ridisegnato un numero di collegi sufficiente a ottenere un potenziale vantaggio: secondo un'analisi di Axios, le modifiche hanno prodotto uno spostamento di 1,8 punti nel margine nazionale a favore dei repubblicani.
L'amministrazione ha inoltre ventilato più volte la presenza di agenti federali e dell'ICE, la temuta agenzia per l'immigrazione, ai seggi o nelle loro vicinanze. Non esistono prove concrete di un piano di dispiegamento, ma secondo le organizzazioni per il diritto di voto la sola retorica può avere un effetto intimidatorio sulle comunità di immigrati. Il Dipartimento di Giustizia sta intanto preparando l'invio di circa 1.000 osservatori elettorali, potenzialmente il più grande dispiegamento di questo tipo mai organizzato da un'Amministrazione repubblicana. Sotto Joe Biden erano stati inviati 289 osservatori nel 2022 e 714 nel 2024.
Per ora, tuttavia, i risultati concreti dell'offensiva restano limitati: il Dipartimento di Giustizia ha perso tutte le cause finora decise sull'accesso ai dati degli elettori, il SAVE Act non è stato approvato dal Senato e la legittimità della nuova regola del servizio postale resta irrisolta, anche se la misura potrebbe in breve tempo entrare in vigore. Su questo piano, però, gli effetti sono già visibili: la retorica, i continui cambiamenti delle regole e le battaglie giudiziarie stanno già erodendo la fiducia degli elettori, creando difficoltà amministrative e costringendo Stati e associazioni a spendere tempo e risorse per difendersi ancora prima del voto di novembre.
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Per gli studenti la casa non è un diritto, è un lusso: eppure, nel nuovo studentato di Bologna, nell’area ex Tre Stelle, una stanza costa da 824 a 1.099 euro al mese.
Su 546 posti letto gestiti da un fondo internazionale, solo 28 sono a prezzo calmierato.
Di fronte all’emergenza abitativa servono limiti ai prezzi e più alloggi accessibili, non nuove costruzioni fuori dalla portata degli studenti.
Video di Francesca Romana D’Antuono, già copresidente di Volt Europa.
#Bologna #CaroAffitti #Studenti #EmergenzaAbitativa #DirittoAllaCasa #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
Elezioni e Politica 2026 reshared this.
Non esistono temi troppo complessi per la democrazia, energia nucleare compresa.
Ma proprio per la complessità del tema, bisogna evitare che tutto si riduca a uno scontro tra tifoserie disinformate.
Quindi che fare? Ne parlo nella mia newsletter: marcocappato.substack.com/
Arriva ogni sabato per commentare notizia su libertà, diritti, partecipazione democratica e nonviolenza. Non per affermare un’impostazione ideologica, ma per provare ad avere un impatto reale.La newsletter di Marco Cappato
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Un agente federale dell'immigrazione incriminato in Minnesota per una sparatoria avvenuta durante un'operazione di servizio è stato rilasciato giovedì mattina da un carcere del Texas, dopo che un giudice federale ha respinto il tentativo del Minnesota di costringere il governatore Greg Abbott ad autorizzarne immediatamente l'estradizione. Del caso aveva riferito il New York Times. Christian Castro è poi uscito dalla prigione della contea di Cameron alle 6:59 ora locale del 27 agosto, dopo aver raggiunto il limite di 90 giorni previsto dalla legge texana per la detenzione in attesa di estradizione.
La controversia ha contrapposto due governatori di primo piano, il democratico Tim Walz e il repubblicano Greg Abbott, e ha riportato al centro una questione affrontata solo raramente dai tribunali federali: quale margine di discrezionalità abbia un governatore di fronte alla richiesta di estradizione presentata da un altro Stato.
Il giudice Fernando Rodriguez Jr., nominato da Donald Trump, ha stabilito mercoledì che la richiesta del Minnesota era prematura. Abbott non ha ancora formalmente accolto né respinto l'estradizione e, secondo il giudice, la legge non gli impone un termine preciso entro cui decidere. Castro era detenuto dal 29 maggio nella contea di Cameron, vicino a Brownsville e al confine con il Messico. La scadenza dei 90 giorni ha quindi portato al suo rilascio. Il procuratore generale del Minnesota Keith Ellison ha contestato la decisione e ha detto di voler continuare a fare "tutto ciò che è in nostro potere" per riportare Castro nello Stato.
Castro è stato incriminato il 18 maggio a Minneapolis per quattro capi di aggressione di secondo grado e uno di falsa denuncia. Secondo l'accusa, la sera del 14 gennaio sparò attraverso la porta d'ingresso di un'abitazione nella quale si erano rifugiate alcune delle persone coinvolte nell'inseguimento, colpendo alla gamba Julio Cesar Sosa-Celis. Il proiettile attraversò la porta e terminò la sua corsa nella parete della stanza di un bambino.
Il Dipartimento della Sicurezza Interna aveva inizialmente sostenuto che l'agente avesse sparato per legittima difesa dopo essere stato aggredito con il manico di una scopa e una pala da neve. Sosa-Celis e un altro venezuelano erano stati quindi accusati a livello federale di aver assalito un agente. A febbraio, però, i procuratori federali hanno lasciato cadere il caso dopo che un video della scena, durata circa 12 secondi, aveva contraddetto la ricostruzione fornita dagli agenti. Lo stesso direttore dell'ICE Todd Lyons ha successivamente riconosciuto che Castro e un altro agente avevano mentito sulla dinamica dell'incidente.
Arrestato il 29 maggio nel Texas meridionale dai Texas Rangers, Castro non è mai comparso davanti a un tribunale del Minnesota. Walz ha inviato la richiesta di estradizione il 2 giugno, nell'ambito di una procedura che normalmente viene gestita senza particolari attriti, ma Abbott non ha firmato il mandato. Il 18 agosto il Minnesota ha fatto causa per costringerlo a procedere, segnalando anche il rischio che Castro potesse fuggire in Messico. Nelle conversazioni registrate dal carcere, Castro parlava con una donna oltre confine della possibilità di "sposarla e comprare una casa in Messico" una volta libero.
I legali di Abbott hanno però sostenuto che il Texas stesse ancora verificando se Castro rientrasse nella definizione giuridica di "fuggitivo", dal momento che aveva lasciato il Minnesota su indicazione del suo datore di lavoro prima di essere incriminato, e hanno accusato il Minnesota di avere una "strana fretta di giudicare". Rodriguez ha ritenuto che, finché Abbott non avrà formalmente respinto la richiesta, non vi siano ancora i presupposti per ordinargli di procedere.
Per i legali di Walz, l'argomento è invece "una cortina di fumo": se questa interpretazione fosse accolta, hanno scritto, "chiunque abbia commesso un reato in uno Stato e poi lo abbia lasciato per un trasferimento di lavoro, per ordini militari o perché è stato spinto in un furgone, non potrebbe mai essere estradato". Trevor Ezell, consigliere legale di Abbott, ha detto in udienza che il governatore attende invece il parere del Segretario di Stato texano prima di prendere una decisione, senza però indicare una scadenza.
Il portavoce di Abbott, Andrew Mahaleris, ha comunque accolto con favore una decisione che, a suo giudizio, "respinge il tentativo del Minnesota di arruolare i tribunali federali per commissariare l'ufficio del governatore". Mary Moriarty, procuratrice della contea di Hennepin, che comprende Minneapolis, ha invece avvertito che la sentenza potrebbe aprire la strada a governatori intenzionati a rinviare indefinitamente le richieste provenienti da avversari politici: "Dovrebbe suscitare allarme".
La questione ha un precedente importante. Nel 1987, con la sentenza Puerto Rico v. Branstad, la Corte Suprema stabilì che gli obblighi imposti dalla clausola costituzionale sull'estradizione sono vincolanti e che i tribunali federali possono intervenire per farli rispettare. Il punto ancora controverso nel caso Castro è quando un ritardo nell'esame della richiesta possa trasformarsi in un rifiuto illegittimo.
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☕ CYBERBRIEFING — Venerdì 28 agosto 2026
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@informatica
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L’azione di Carmine Contursi dopo che sul portale dell’Einaudi erano apparsi gli orari di servizio con il nome. Il Garante infligge una sanzione. L’istituto, appena saputo del ricorso, era corso ai ripari e fatto notare d’aver agito in buona fede
Il professore di informatica Carmine Contursi. Oltre che al Garante, si è rivolto all’Ufficio scolastico per presentare un esposto disciplinare contro la dirigenza
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Mi sa che a questo professore avevano fatto anche qualcos'altro, altrimenti non si capisce questa sassaiola contro scuola e preside.
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@max esatto, stessa ipotesi 🫤.
Forse l'entità della sanzione nella visione del Garante è irrisoria, ma prestarsi a fare da mazza lo vedo come un brutto precedente.
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È uno dei possibili "qualcos'altro" a cui alludevo.
Mi sembra la reazione di una persona esasperata.
macfranc likes this.
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Quello che volevo dire è che qui forse si esagera un po'...
La condivisione di dati non riguardava nulla di personale, erano dei turni di lavoro mi è parso di capire.
Ha fatto ricorso e il Garante gli ha dato ragione. In un caso normale uno si fermerebbe, invece lui ha riportato la cosa all'ufficio scolastico regionale e non contento pure alla GdF.
Nessuno mi convincerà mai che una persona normale faccia un macello del genere perché la scuola ha pubblicato in un'area riservata del sito i suoi turni di lavoro 😁
macfranc likes this.
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📰 "Der #Schufa droht ein folgenschwerer Rechtsstreit. […] #NOYB hat das Unternehmen formell abgemahnt und die Vorbereitung einer gerichtlichen #Sammelklage bekanntgegeben."
👉 Weitere Infos zu einer potenziellen Sammelklage: schufa.noyb.eu/
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Die Schufa steht wegen der Speicherung alter Kreditdaten in der Kritik. Datenschützer fordern die Löschung der „Schattendatenbank“ und bereiten eine Sammelklage vor.dpa (FAZ.NET)
MCSE
in reply to netzpolitik.org • • •2k_115
in reply to netzpolitik.org • • •Oliver Schafeld
in reply to netzpolitik.org • • •Es stellt sich die Frage, warum die Regierung bei einem "Maga Workshop" auf deutschem Boden mitmacht, der nur Linksextremismus thematisiert…
t-online.de/nachrichten/deutsc…
…während laut Verfassungsschutz und Innenminister, Rechtsextremismus die mindestens zahlenmäßig größere Gefahr darstellt.
tagesschau.de/inland/innenpoli…
Verfassungsschutz: Zahl extremistischer Personen so hoch wie nie
Claudia Kornmeier (tagesschau.de)