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Bluesky punta sull'IA con Attie, un'app per la creazione di feed personalizzati


Il team di Bluesky ha creato un'altra app, e questa volta non si tratta di un social network, bensì di un assistente basato sull'IA che permette di progettare il proprio algoritmo, creare feed personalizzati e, un giorno, persino "programmare" la propria app


techcrunch.com/2026/03/28/blue…

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Un avvocato del Times spiega perché la causa contro il Pentagono è importante


Un giudice federale ha recentemente stabilito che alcune restrizioni imposte dal Pentagono alle testate giornalistiche violavano il Primo Emendamento. David McCraw, a capo del team legale della redazione del New York Times, discute il caso e la sua opinione sulla sentenza del giudice.


nytimes.com/video/insider/1000…

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La storia che ha sconvolto il mondo: dieci anni dei Panama Papers. Dieci anni dopo che i Panama Papers hanno fatto il giro del mondo, l'ICIJ ricostruisce come è nata l'inchiesta rivoluzionaria, a partire da una fuga di dati senza precedenti


Dieci anni fa, la più grande rete di giornalisti mai creata si propose di indagare su un sistema concepito per rimanere nascosto.
Ciò che scoprirono divenne i Panama Papers, un'inchiesta di vasta portata che ha squarciato il mondo segreto della finanza e ha rivelato come i ricchi e i potenti utilizzino strutture offshore per proteggere il proprio patrimonio ed eludere i controlli.
Il progetto globale ha rivoluzionato il modello del giornalismo investigativo. Basandosi su anni di progetti collaborativi pionieristici del Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi, si è affermato come il nuovo metodo più efficace per i giornalisti per affrontare sistemi che nessuna singola redazione sarebbe in grado di smantellare da sola.
Questa serie esplora come tutto ciò ha avuto inizio, attingendo ai ricordi dei giornalisti le cui inchieste hanno innescato una riflessione globale sul segreto finanziario e le sue conseguenze. Potete leggere la seconda parte qui e tornare presto per la terza parte, che verrà pubblicata nei prossimi giorni.


icij.org/investigations/panama…

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Cosa fare quando il "bene pubblico" dell'informazione si deteriora - PAYWALL


La creazione e la diffusione di notizie affidabili sono svantaggiate dal punto di vista economico.


ft.com/content/c1af9258-a77d-4…

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Il caso Epstein, il giornalismo basato sull'IA e il futuro della verità – The Sunday Story


Mentre l'IA si insinua in ogni ambito dell'arte, del cinema e dei social media, ora tocca ai podcast. La scorsa settimana, un podcast generato dall'IA, intitolato The Epstein Flies, ha scalato le classifiche delle serie Apple, offrendo gli ultimi aggiornamenti sui colossali 3,5 milioni di documenti, in tempi che la maggior parte dei giornalisti potrebbe solo sognare. Persino i conduttori sono IA. Ma funziona davvero? E cosa significa il giornalismo guidato dall'IA per il futuro delle indagini e della ricerca della verità? Abbiamo rintracciato il suo creatore.


podcasts.apple.com/gb/podcast/…

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Decolonizzare in che senso? Cos'è il giornalismo umanitario? Esistono diversi modi per raccontare le crisi.


Esiste una spietata gerarchia intrinseca al modo in cui i giornalisti scelgono spesso cosa trattare, afferma Martin Scott, professore di studi sui media: la vita di alcune persone è più degna di essere pubblicata di quella di altre.


thenewhumanitarian.org/podcast…

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Un attacco israeliano contro un'auto della stampa uccide 3 giornalisti nel sud del Libano


Un attacco israeliano ha preso di mira un'auto della stampa sull'autostrada Jezzine, nel sud del Libano, sabato, uccidendo il giornalista Ali Shoaib di Al-Manar TV, affiliata a Hezbollah, la giornalista Fatima Ftouni di Al-Mayadeen TV, filo-Hezbollah, e suo fratello, il fotoreporter freelance Mohamad Ftouni.


cpj.org/2026/03/israeli-strike…

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Linea diretta con il Cremlino: come l'Ungheria ha cospirato con la Russia per indebolire le sanzioni dell'UE


In numerose telefonate, il ministro degli Esteri ungherese ha fornito al suo omologo russo informazioni strategiche su questioni cruciali per l'UE e ha coordinato gli sforzi per rimuovere dalla lista delle sanzioni aziende, banche e parenti di oligarchi. Uno scoop dell'OCCRP.


occrp.org/en/scoop/hotline-to-…

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Il lato oscuro dell’Intelligenza Artificiale Generativa

robertocaso.it/2026/04/03/il-l…

R. Caso, Il lato oscuro dell’Intelligenza Artificiale Generativa, nell’ambito dell’iniziativa “Ricerca e comunicazione del diritto nell’era digitale“, Università del Salento, Dipartimento di Scienze Giuridiche, Complesso Ecotekne, R2, aula R22, 15.04.2024, ore 15.00

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“da consumarsi preferibilmente”

Noi usiamo da anni i gasatori Sodastream, principalmente per ridurre la quantità di plastica (gasare l'acqua così ci costa più che comprare le bottiglie...). Da alcuni mesi la plastica intorno al tappo indica "da consumarsi preferibilmente entro". Ora, la bombola contiene anidride carbonica e basta; la bombola è metallica, per ovvie ragioni legate alla pressione del gas, ed è dura che la CO2 venga contaminata. Potrei capire che ci sia wp.me/p6hcSh-9v4

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in reply to .mau.

Secondo me la soluzione più pratica è una pesa alimenti parlante (vedo su amazon le vibas).
Fai la tara della bottiglia vuota con un imbuto, e versi l'acqua da una caraffa.
Quando arrivi a circa 840 g (che poi alla fine non è che sto al mm, basta lasciare spazio) smetti di versare.

@elettrona visto che parlavi di bevande / infusi, devi gasare l'acqua normale e poi usare quella, io a volte mi faccio la cedrata con lo sciroppo.

@elettrona @betelgeuse93 @macfranc

in reply to Mario Seminerio

il Corriere ha scritto un pezzo che si intitolava così:

Come ha fatto l'Italia a ridursi così: il ranking in caduta...


Pensavo che fosse un'analisi finanziaria o qualsiasi cosa seria di cui si potrebbe parlare a proposito dell'Italia (produzione industriale, istruzione, previdenza, riserve strategiche, o almeno prosecco, anguille di Comacchio, forme di parmigiano reggiano...).

E invece parlava di nazionale di calcio.

Che poi, sicuramente sono io cretino che non lo avevo capito subito, eh

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UN GOVERNO DI LATIN LOVER

@news
Si potrà dir tutto dei nostri ministri, tranne che non siano dei “figaccioni” cui le donne proprio non riescono a resistere.
L'articolo UN GOVERNO DI LATIN LOVER proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

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Cosa significa per il software libero e open source il divieto di utilizzo dei router da parte della FCC.

La scorsa settimana, la Federal Communications Commission degli Stati Uniti (FCC) ha vietato la vendita di tutti i nuovi modelli di router domestici non prodotti negli Stati Uniti, ovvero... tutti.

La motivazione addotta è che i router “comportano un rischio inaccettabile per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti o per la sicurezza e l'incolumità delle persone statunitensi”.

Un produttore di router può richiedere un'esenzione di “Approvazione condizionata” per cercare di convincere gli enti governativi statunitensi che il suo router dovrebbe essere ammesso negli Stati Uniti, ma ciò richiede “Un piano dettagliato e con scadenze precise per avviare o espandere la produzione negli Stati Uniti”, “Una descrizione delle spese in conto capitale, dei finanziamenti o di altri investimenti impegnati e pianificati per la produzione e l'assemblaggio negli Stati Uniti” e “Un aggiornamento sullo stato del piano di delocalizzazione una volta al trimestre”, tra le altre richieste poco pratiche.

I dispositivi costruiti negli Stati Uniti costano generalmente almeno il doppio di quelli costruiti in Asia (si veda, ad esempio, il Librem 5 (USA)) perché gli impianti di produzione statunitensi non sono pronti a raggiungere la scala e l'efficienza necessarie per consentire prezzi competitivi.

Il motivo per cui abbiamo scelto di produrre OpenWrt One in Asia è che ciò garantisce che il dispositivo sia il più possibile accessibile alle persone di tutto il mondo.

Prevediamo che ci vorranno decenni prima che gli Stati Uniti siano pronti a produrre dispositivi a prezzi competitivi: la libertà degli utenti non può aspettare così a lungo.

@Informatica (Italy e non Italy)

sfconservancy.org/blog/2026/ap…

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Oggi è stata la Giornata internazionale del fact-checking. Rinfresca le tue competenze nell'identificazione dell'IA.


Giovedì, in occasione della decima Giornata internazionale del fact-checking, si presenta una buona opportunità per esaminare queste sfide in continua evoluzione.
La disinformazione creata con l'intelligenza artificiale viene diffusa a una velocità senza precedenti da un numero infinito di fonti. Fin dall'inizio della guerra con l'Iran, resoconti provenienti da tutte le parti in conflitto hanno promosso tali contenuti.

apnews.com/article/misinformat…

@eticadigitale

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La Svezia torna alle origini, sostituendo gli schermi con i libri in classe.


Linda Fälth, ricercatrice in formazione degli insegnanti presso l'Università di Linneo, ha scritto che la "decisione di reinvestire nei libri di testo cartacei e ridurre l'enfasi sui dispositivi digitali" è stata dettata da diversi fattori, tra cui i dubbi sull'effettiva validità scientifica della digitalizzazione delle aule

arstechnica.com/science/2026/0…

@scuola

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Come i giovani "NEET" del Regno Unito possono dare impulso all'economia digitale


Nel Regno Unito, una persona su otto non studia, non lavora e non segue corsi di formazione (NEET). Per il settore tecnologico britannico, che si trova ad affrontare una carenza di competenze in intelligenza artificiale, ingegneria del software e sicurezza informatica, queste persone rappresentano un bacino di talenti vitale e ancora inesplorato.

computerweekly.com/news/366641…

@lavoro

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Ho parlato di Artemis per Il Post ilpost.it/podcasts/ci-vuole-un… Versione Spotify: open.spotify.com/show/2dFnTK83…
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Buongiorno dal Kennedy Space Center! A mezzanotte e 24 minuti il lancio della missione Artemis II verso la Luna. Dalle 0.15 speciale su RaiNews24. Vi aspettiamo!

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Ecco le tendenze di oggi 1 aprile nel Fediverso sul server Poliversity.it

  1. La verifica dell’età in rete non solo non protegge i minori, ma ci mette tutti a rischio
  2. Il saggio estremista sulla remigrazione distribuito in allegato con La Verità
  3. Litiga con due ciclisti, poi ne investe uno per vendetta: automobilista incastrato dalla bike cam
  4. Il cappio israeliano: sì alla pena di morte, solo per i palestinesi | il manifesto
  5. Come trasferire un account Mastodon su Poliversity.it?
  6. Vendetta e supremazia, un mix letale | il manifesto
  7. Giovani e impegno, torna la partecipazione attiva tra studenti e università: “ora decidiamo noi”
  8. ONLYOFFICE denuncia violazioni di licenza nel progetto "Euro‑Office" di Nextcloud e IONOS
  9. Il rapidissimo successo di una bizzarra band canadese di rock strumentale
  10. Quest’anno il vero problema di Giorgia Meloni è l’economia
  11. Post by matz, @
  12. Iran, mentre Sánchez chiude i cieli agli Usa da Aviano partono 5 voli
  13. Danny Bones è il rapper che infiamma l'estrema destra inglese, peccato che sia fatto con l'intelligenza artificiale
  14. ParDF porta un editor PDF semplice e open source su Linux

I post italiani più cliccati

@Poliversity.it


Come trasferire un account Mastodon su Poliversity.it?

Siccome alcuni utenti ci chiedono come fare per trasferire il loro account mastodon tradizionale sulla nostra istanza potenziata, abbiamo scritto delle brevi note esplicative
informapirata.it/2026/03/18/co…


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Vi presento un piccolo progetto personale: un libro di storie informatiche che nasce inizialmente per i miei studenti, e ho reso poi leggero e (spero) fruibile per tutti, anche a chi non è un informatico.
è open con licenza CC_BY-SA, lo potete scaricare gratuitamente in epub e PDF. Sul mio blog ve lo presento meglio:

simonezanella.it/non-e-un-bug-…

Buona lettura!

#Informatica #Libri #creativecommons #Scuola #saperelibero #linux #openaccess @scuola @scuola@poliverso.org @informatica @libri

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Sei italiano, ma hai scelto un'istanza straniera? Vieni su poliversity.it è un server Mastodon senza limiti di caratteri, con possibilità praticamente illimitate


Qui puoi anche formattare il testo in grassetto, corsivo, grassetto-corsivo, sottolineato,, monospaziato, riferimento ipertestuale e infine puoi scrivere

  • elenchi
  • puntati
  1. elenchi
  2. numerati


Titoli


e testo citato


#Mastodon #Scuola #Università #Giornalismo @fediverso


Come trasferire un account Mastodon su Poliversity.it?

Siccome alcuni utenti ci chiedono come fare per trasferire il loro account mastodon tradizionale sulla nostra istanza potenziata, abbiamo scritto delle brevi note esplicative
informapirata.it/2026/03/18/co…


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Lumix + Linux + software?


Trying various software with mts files and:

  • Lightworks: better UI now, import is ok but free version is limited to 720p and full version is expensive for my usage
  • Davinci resolve: no mts support at all with free version, probably no support on paid version either.
  • kdenlive: ok but even adding Text is complicated
  • Shotcut: limited?
  • Kinemaster / power director on ChromeOS: no mts support

Any suggestion to unlock 1080 on lkws or enable mts on resolve?

I don't won't to loose hours converting video codecs

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Scoperta una nebbia selettiva

Non tutta la nebbia si comporta allo stesso modo. Oltre alle differenze legate a temperatura, umidità e condizioni locali, un gruppo di ricercatori sta studiando una particolare forma di nebbia che sembrerebbe distribuirsi in modo non uniforme nello spazio urbano, concentrandosi nei punti panoramici, nei pressi delle fermate degli autobus e intorno alle auto appena lavate.
👉 http: //ingv ambiente /pesce d aprile 2026

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Bella iniziativa quella di Citiverse, strumento che trovo davvero utile anche per lo sviluppo, il report di bug e il testing software!

Fiero di poter dire che sto sviluppando le mie soluzioni software su un progetto Linux made in Italy (potete testarle in anteprima se volete associandovi a @BoostMediaAPS oppure attendere che siano disponibili per tutte le distribuzioni)

Il mondo #Linux italiano sta cambiando e io voglio essere parte del cambiamento. E tu? Vuoi restare a guardare?


📢 Hey tu, sapevi che esistono portali per inserire discussioni o annunci anche per la tua regione?

📌 Si chiama Citiverse ed è:

❤️ decentralizzato
❤️ connesso al fediverso
❤️completamente gratuito ed open source
🇮🇹 gestito da attivisti italiani

💻 Crea la tua utenza oggi stesso ed inizia ad utilizzarlo.

Ufficio Zero ha migrato il forum su citiverse perchè crediamo che il futuro dei forum sia già presente.

@lealternative

#citiverse #ufficiozero

citiverse.it


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📢 Hey tu, sapevi che esistono portali per inserire discussioni o annunci anche per la tua regione?

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❤️ decentralizzato
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❤️completamente gratuito ed open source
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Le Origini del Pesce d'Aprile. Una tradizione di 500 anni


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Le vere origini del Pesce d'Aprile rimangono un mistero, ma esistono diverse teorie interessanti

Le principali teorie

Il cambiamento del calendario: Una delle spiegazioni più diffuse sostiene che, quando la Francia spostò ufficialmente il Capodanno al 1° gennaio (Editto di Roussillon, 1564), chi continuava a festeggiarlo il 1° aprile veniva deriso e considerato uno "sciocco"

L'equinozio di primavera: Alcuni credono che la tradizione sia legata all'equinozio di primavera (20-21 marzo), periodo in cui il tempo meteorologico imprevedibile "ingannava" le persone

Il "poisson d'avril": In Francia, la prima menzione del peisson d'avril (pesce d'aprile) risale a una poesia del 1508 di Eloy D'Amerval. L'idea era che i pesci in primavera fossero abbondanti e facili da catturare, quindi più "creduloni"

La prima testimonianza certa

Il primo riferimento documentato alla tradizione risale al 1561, in una poesia fiamminga di Eduard De Dene, in cui un nobile manda il suo servo in giri inutili e assurdi proprio il 1° aprile

In Scozia la celebrazione durava addirittura due giorni: il primo era dedicato al "hunting the gowk" (caccia al cuculo), dove si mandavano le persone in false missioni, e il secondo al Tailie Day, con scherzi legati alla schiena (come appiccicare cartelli "prendimi a calci")

In sintesi: nessuno sa con certezza da dove venga, ma la tradizione è radicata nella cultura europea da almeno 500 anni

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Se davvero si vuole migliorare il sistema giudiziario ecco cosa fare senza toccare la Costituzione


L’esito del referendum ha dato un’indicazione precisa: la riforma della magistratura non ha convinto a sufficienza gli elettori. Processi più veloci ed efficienti, e che si concludano in tempi prevedibili, è ciò che serve non solo a cittadini e imprese, ma anche alla crescita del paese. È da queste istanze che conviene partire. Alcune soluzioni ai nodi della giustizia in Italia. E senza toccare la Costituzione.


Il post di @Vitalba

valigiablu.it/riforma-giustizi…

@politica

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Dal oggi è in libreria il volume “Il Capitale contro lo Stato. L’intelligenza sociale e il futuro della democrazia”.


Il volume, scritto da Massimo Florio ed edito da Feltrinelli, pone al centro l’idea che oggi lo scontro decisivo del nostro tempo sia tra capitalismo oligarchico e istituzioni pubbliche ed elabora una proposta radicale su Stato e comunità per pensare il futuro oltre il neoliberismo.

L’autore ha anticipato alcune tesi contenute nel volume durante la tre giorni “Democrazia alla prova”, organizzata da Forum Disuguaglianze e Diversità e da Palazzo Ducale di Genova.

Oggi lo stato è chiamato a produrre beni pubblici globali senza i quali le grandi transizioni del nostro tempo – climatica, demografica, digitale – sono semplicemente ingestibili.

Grazie a @FilBarbera per la segnalazione

forumdisuguaglianzediversita.o…

@libri

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Gli speculatori finanziari stanno giocando a dadi sulla nostra vita : theguardian.com/commentisfree/…

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I'm super grateful for the wonderful help of Fediverse people in translating my video "introducing the Fediverse" (20 languages!) and - recently - some of my writing.

My love letter to the Fediverse - making the case for its adoption by public institutions - has been translated into French, Italian and Polish!

I've updated the article with links:
🔗 : blog.elenarossini.com/openness…

Thank you @hachem for the French translation, @macfranc for the Italian one and dziękuję @oaj for the Polish one 💖


Openness, transparency and reach: three reasons why public institutions should embrace the Fediverse


In the brave new year of 2026, most European public institutions, politicians and infrastructure services (transportation, official weather services, alert systems) continue to broadcast their communications on a closed, proprietary social network owned by the world’s richest man: X (formerly known as Twitter). This network is now known for its strong biases (algorithms that give preference to far-right content) and, even more troubling, the creation of non-consensual pornographic images showing women and children via its in-house generative AI system called Grok. The hosts of The Europeans podcast aptly described X in their most recent episode as a “bot-ridden, alt-right wasteland.”

Now more than ever, Europe needs a public, open communications platform that is accessible to all citizens, without the need for an account; an independent network not subject to censorship due to opaque algorithms or political bias.

In a powerful op-ed titled "The world needs social sovereignty" Mastodon's Community Director Hannah Aubry wrote:

Calls for public institutions to invest in digital sovereignty are increasing across civil society. The term digital sovereignty means that an institution has autonomy and control over the critical digital infrastructure, data, and services that make up their online presence. Up until this point, social media has not been a part of this conversation. We think it is time to change that.


Many governmental organizations and politicians to this day seem to prefer Big Tech platforms (X, Facebook, Instagram) and Bluesky for their communications. Bluesky is technically based on an open protocol (AT Proto) that allows data portability, but 98% of its accounts are still centralized on the Bluesky main server. I have been highly skeptical of Bluesky (even if I've been an early adopter of it) because to me it replicates many of the toxic, problematic behaviors of Big Tech platforms (which I will explore later in this article).

In this essay I will explain why I believe Mastodon / the Fediverse are a far superior fit for public institutions, essential services and politicians; I see three key advantages for this open network based on the ActivityPub protocol: openness, agency and reach.

Reason 1: Openness

(in contrast to Big Tech’s walled gardens)


Did you know that you could read public, federated social media posts using RSS readers?

There is no need for a Mastodon or Friendica or GoToSocial account to read the social media messages the European Commission publishes on its Mastodon account. Why? Any Fediverse profile offers an RSS feed. The European Commission’s Mastodon profile page is available at this address: ec.social-network.europa.eu/@E… If you copy and paste it (and add ".rss" to the address bar - thanks for the tip Ruud) into any feed reader, you can start seeing all the public posts published by this account into the feed reader of your choice.
a screenshot from RSS reader Feedly showing how the European Commission's instance URL can turn into an RSS feed of their postsa screenshot from RSS reader Feedly showing how the European Commission's instance URL can turn into an RSS feed of their posts
This is the magic of RSS: you do not need a Mastodon or a Fediverse account to read their posts (unless you want to interact with them there).

By contrast, whenever the European Commission publishes a post on Facebook, Instagram, LinkedIn or X, the content is hidden behind a login wall – inaccessible to people who do not have accounts there.

Small Technology Foundation co-founder Aral Balkan wrote about this very issue last week, demonstrating how people who do not use Big Tech social media platforms are locked out of communications happening on Instagram, Facebook and X:
The screenshot of a post by Aral Balkan on Mastodon that reads: "When you post things on Instagram, Facebook and X, this is what they look like to people who don't use those platforms" and below there are screenshots urging people to sign up for X, open or sign up for Instagram otherwise the post isn't available, and to log into Facebooksource: mastodon.ar.al/@aral/116209975…
We have been used to these practices for more than two decades. It’s about time we say: enough. This is absolutely unacceptable for communications coming from public institutions, politicians and public infrastructure accounts (I’m thinking of alerts in case of natural disasters, transportation updates and consular services, to name a few). Public institutions are funded by taxpayers' money: their communications serve public interests and should be open to all - without the need of creating social media accounts on proprietary, for-profit closed systems. This is especially salient for European governmental communications: isn’t it absurd that they would require social media accounts owned and run by U.S. based companies?

Why do I think the practice persists to this day? In my personal opinion, it could be a mix of tech illiteracy, resistance to change and possibly hanging on to vanity metrics. It could be hard to leave behind a social media account with hundreds of thousands of followers and start over on a new network - even if the legacy network yields no engagement and is filled with bots.

Ethical European alternatives already exist. And they shine for many additional reasons, aside from openness: agency and reach.

Reason 2: User Agency

(complex, opaque algorithms vs. a chronological feed)


Big Tech social media platforms and – I would also argue – Bluesky fully rely on complex, opaque algorithms to serve posts in their newsfeeds.

The implicit goal of algorithms is to keep users “glued to a screen” for as long as possible for the purpose of seeing more ads. That is how commercial social media platforms are able to sustain their operating costs and to make a profit.

Bluesky hasn’t introduced ads yet - but it may eventually, in order to become profitable. It received $15 million in a series A funding round led by the VC firm Blockchain Capital. This is not a selfless donation to a cause: Blockchain Capital (tagline: “Partners to crypto builders since 2013”) needs to make its investment back at some point – and ads are the easiest way to make it turn a profit. Its new interim CEO Toni Schneider shared in a blog post that "We are very actively thinking about how we will make money, but ads are near the bottom of the idea list." And yet I am reminded of Open AI CEO Sam Altman who changed his stance on ads. In 2024 he declared: "I think of ads as a last resort for us for a business model"; fast-forward to January 2026 and he is currently testing ads in ChatGPT. Netflix followed a similar trajectory.

Monetization issues aside, how do algorithms keep users highly engaged? Simple: by promoting posts that elicit rage or fear or titillate with sensational topics.

People who use these platforms are not in full control; the content they see is dictated by opaque algorithms. And even if Bluesky promises choice with a “pick-your-algorithm” approach, well, algorithms are still king on its platform.

What’s the problem with opaque algorithms? To put it simply, algorithms exploit human weaknesses. In his evergreen article “This Is How Your Fear and Outrage Are Being Sold for Profit” published in July 2017, author Tobias Rose-Stockwell explained that news feeds hack “your attention with emotional packaging.” Rose-Stockwell discussed “affective engagement” arguing that posts that elicit strong emotional reactions - whether good or bad - tend to lead to high engagement and are thus given preferential treatment by algorithms:

The News Feed tends to prioritize content with these affective emotional hacks — they lead to more clicks, likes, shares, and comments. As content producers compete for this type of affective engagement, this battle for attention creates what tech ethicist Tristan Harris has called “a race to the bottom of the brain stem.”


Should important messages by politicians and public institutions compete with titillating or rage-inducing discussions by random accounts one is not even following?

I think not.

By contrast, on Mastodon and the Fediverse news feeds are made up of messages one chooses to subscribe to. This is real agency.

In a recent interview for the aforementioned podcast The Europeans, Mastodon founder Eugen Rochko was asked "Do you think a social media site can ever be algorithmic and ethical at the same time?" This is what Rochko responded (emphasis mine):

That's a complicated question because obviously it all depends on the details, right? What is the algorithm? How does it work? And Mastodon, as any programming application, has lots of algorithms inside it, but the algorithm for the whole feed is very simple. It is chronological in reverse order. That is also an algorithm, but a very simple one. We do have a trending feed, which is how you can find stuff that you wouldn't normally come across, but it is the same for everyone. It is kind of divided by language, so you see trending posts in your own language, and somebody who speaks a different language would see different posts in their language. If we're talking about algorithmic feeds like they are on Instagram, they are kind of addictive. You can't really tell when you've caught up since the last time you looked at it. So you have to scroll and scroll and scroll, and you might not stop until you realize "oh, I'm doom-scrolling" versus if it is the same every time you load it and it is in an order you can predict, then you can scroll through it, see the new stuff, then say "okay, I've already seen this" and then you can just stop scrolling. And this is one way that Mastodon saves you time because it doesn't try to get you to stay on for as long as possible. It's just like, okay, here's what you want to see, now you can move on with your life.


The beauty of the Fediverse is that people can also follow hashtags, populating their timelines with content they are genuinely interested in and discovering new accounts to follow.

European politicians and institutions could harness the power of this feature, creating conversations around important topics that their constituents could follow and participate in.

The Fediverse promotes real choice and agency. AT Protocol may appear to do so on the surface, granting people the ability to add custom feeds (“Choose your own timeline! Feeds built by the community help you find content you love”) but the reliance on mysterious algorithms cherry-picking posts to serve is still troubling.

And then there is the question of reach: who sees your posts?

Reason 3: Reach


Content creators on Big Tech and algorithm-driven social media platforms like Bluesky have to constantly strategize regarding keywords to use or the best time to post a status update; algorithms do not deliver the content to all their followers, but only to a fraction of them.

Sure, one could say that Bluesky offers a “Following” feed, showing posts by accounts one follows, ordered chronologically, but I would argue that very few people are using those. I have almost 1200 followers on Bluesky and when I was active on it, it was very common to get no reactions at all to my posts. Nothing, zero. Similarly friends on the platform - some with 6000 or 10000 followers - often have little to no reactions to many of their posts. If most people on Bluesky used the "Following" chronological feed as their default feed, this couldn't possibly happen. To me the lack of engagement on Bluesky - despite a relatively high number of followers - is a sign that most users prefer feeds run by opaque algorithms surfacing "interesting" (aka: with high affective engagement) content from all over the network.

The contrast between Bluesky/ATProto and the Fediverse is truly stark.

For example: the tech journalist Casey Newton (founder of Platformer) has over 250,000 followers on Bluesky - and yet, he often has only a handful of “boosts” and comments to his posts:


screenshots from Casey Newton's Bluesky account showing he has 252 thousand followers but often just a handful of replies and boosts to his posts

By contrast, with “only” 12,000 followers on the Fediverse I often have hundreds of boosts and replies to my posts:


screenshots from my Mastodon profile showing I have 12000 followers... and often hundreds of boosts and likes. A recent post of mine had 104 replies

On Wednesday I was offline for most of the day and when I opened the iOS app Ivory in the evening, I saw a red bubble indicating I had 173 replies to one of my posts - which had accumulated over the course of 9 hours.
a screenshot from the Mastodon iOS app Ivory showing the notifications in the mentions tab: 173 replies
I would argue that a chronological news feed results in more reach and transparency.

Conclusion: +1 for a true, open public square


Should your public institutions and politicians share messages on social networks ruled by opaque algorithms? Or on one that puts an emphasis on user agency and transparency, with chronological feeds?

It doesn't have to be either/or: Ralf Stockmann, Director of Digital Development and Network Affairs at ZLB (Central and State Library Berlin Foundation - the largest public library in Germany) proposed a +1 communications strategy for public institutions during a presentation at Berlin Fediverse Day in 2024 (video).

Stockmann suggested public institutions keep using all their Big Tech social media profiles but add at least one free, open network - not simply repurposing content, but "taking it seriously", learning and adjusting to the culture of the Fediverse (and not simply treating it as yet another X or Instagram).
a still image from Ralf Stockmann's presentation of his "Plus 1" communication strategy showing logos of Big Tech platforms and a +1 next to the symbol for the Fediversea still image from Ralf Stockmann's presentation of his "Plus 1" communication strategy showing logos of Big Tech platforms and a +1 next to the symbol for the Fediverse
Currently few public institutions have adopted this approach. In an effort towards transparency and accountability, the website of the European Commission allows the public to search a social media database with granular controls: one can see how many people working within the European Commission have accounts on X, Facebook, Bluesky, Mastodon and other social media networks - with links to them:

Social media accounts | European Union
Check out social media accounts featuring EU content by using this search tool. Learn about what the EU is doing and join the debate.
European Union


Sadly there are 445 European Commission members and institutions still active on Elon Musk's X. 309 on Mark Zuckerberg's Facebook, 163 on Instagram, 6 on Threads. A Mastodon search only yields two results, but the page may be outdated - with more commissioners regularly joining the Fediverse.

From my personal observations - looking at the social media accounts that the European Commission follows on Bluesky - this algorithmic platform, based on AT Protocol - is far more popular than the Fediverse for its official members:

European Commission (@ec.europa.eu)
News and information from the European Commission. Social media and data protection policy:
http://europa.eu/!MnfFmT
Bluesky Social


Bluesky accounts can be bridged to the Fediverse with the tool Bridgy Fed but in order to serve the public interests of European citizens, I would think that a wiser strategy would be for the European Commission to focus its communication efforts on the Fediverse instance they fully control... and if they wanted to "bridge" their content to Bluesky, they could do so (thus going from the Fediverse to Bluesky and not the other way around). An example is the social media account of Spanish journalist Thiago Ferrer Morini who bridges his Mastodon account to Bluesky.

The European Commission already has a popular active account on the Fediverse:

European Commission (@EUCommission@ec.social-network.europa.eu)
3.47K Posts, 10 Following, 151K Followers · News and information from the European Commission. A project to foster our presence in the fediverse and support our commitment to European social media platforms based on open source technology. 🇪🇺 Official Mastodon account as verified by the official EU domain in our server’s address (
https://europa.eu).
European Commission on Mastodon


I suppose a way to encourage them to stay engaged there is to make them feel seen and valued.

How?

With positive comments and reactions to their posts instead of nitpicking and criticism - for which I have been guilty in the past.

My friend Sandra Barthel, co-founder of the alliance Open Networks and Democratic Public Spheres, emphasizes the importance of public funding for open European social networks (30 million Euros annually for a "Fediverse fund" is one of the alliance's key demands). For Sandra, we must make sure that European organizations or private companies receiving public funding for the goal of social and digital sovereignty must genuinely commit to openness:

National or European stacks which are presented by European governments or initiatives, like the "Deutschland Stack" (German stack) or debates over "Eurostacks" are lacking a clear focus on open-source software, open standards and open interfaces. Therefore such suggestions aren't sustainable. Instead, we should fund collaborative open projects involving European and international developers and non-developers, ensuring public money benefits the public good and not only private interests.


Consider the possibilities: making the Fediverse a genuine public utility that fulfills the internet's original promise, connecting people and serving their interests... free from commercial imperatives.

Where do we start? One step at a time. Adding the Mastodon icon to the European Commission website's footer - alongside X, Facebook, and other U.S. based social media platforms - would have two powerful benefits:

  • it would signal the European Commission's commitment to a free, interoperable, privacy-respecting European social platform;
  • it could introduce Mastodon to European citizens unfamiliar with it, thus raising awareness of a viable alternative to Big Tech social platforms.

What do you think?

I look forward to hearing your thoughts and suggestions.

Elena

Related materials:


a scan of my handwriting that reads: "written by a human" followed by a hand-drawn heart


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Riusciranno i media di servizio pubblico europei a sopravvivere agli attacchi dell'estrema destra?


Dall'Italia alla Francia, dalla Germania all'Ungheria, governi e politici di estrema destra prendono di mira i media con lo stesso schema.
L'inchiesta di Jon Henley a Parigi, Angela Giuffrida a Roma, Deborah Cole a Berlino e Jakub Krupa

theguardian.com/world/ng-inter…

@giornalismo

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Meglio soli che rimbambiti? La memoria è single


Uno studio pubblicato su Alzheimer's & Dementia, condotto monitorando lo stato cognitivo di oltre 24.000 americani, sembra dimostrare che la demenza è molto più aggressiva nelle persone sposate, rispetto a chi vive solo


Poi leggi di uno studio pubblicato su Alzheimer's & Dementia, condotto monitorando lo stato cognitivo di oltre 24.000 persone statunitensi: sembrerebbe dimostrare che la demenza, quella che più dolcemente definiamo ‘perdere colpi’, è molto più aggressiva nelle persone sposate, rispetto a chi vive solo.

ilfoglio.it/scienza/2026/03/28…

@scienza

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OpenCode | L'agente di coding IA open source


È possibile collegarlo a ollama, ma sarebbe da provare a collegarlo a qwen Cloud (tramite qwen cli ?) per sfruttare i 2000 token offerti gratuitamente
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FEDINEWS si è rinnovato: vieni a visitarlo!

Il servizio #Fedinews è un portale collaborativo che mostra le notizi pubblicate dagli utenti del Fediverso italiano.

Grazie al lavoro di @skariko abbiamo un nuovo design e la possibilità per l'utente di filtrare le istanze che lo alimentano.

Se vuoi partecipare anche tu, puoi pubblicare una notizia menzionando uno dei gruppi del circuito:
- feddit.it
- citiverse.it
- poliverso.it
- forum.androidiani.net

fedinews.it

@fediverso

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MAI PIU'?

Gad Lerner

Condivido la mia recensione al libro di Anna Foa, "Mai più" (Laterza editore) pubblicata su Il Manifesto di sabato scorso.

Il nuovo pamphlet di Anna Foa mi offre l’opportunità di esprimere una protesta a proposito del trattamento riservato all’autrice da parte di chi si autopercepisce in prima fila nel contrasto all’antisemitismo, ignaro del contributo che fornisce nell’alimentarlo. Il libro, intanto: si tratta di settanta agili pagine edite da Laterza, col titolo secco Mai più, per ricordarci che tenere viva la memoria dello sterminio degli ebrei in Europa dovrebbe fare il paio con l’impegno di scongiurarne la ripetizione a danno di altri popoli; e che quel “mai più” non può certo essere usato come scusante per giustificare nuovi crimini, infliggere umiliazioni, seminare disprezzo nei confronti di altri. Tanto meno dichiarandosi portavoce (vendicatori?) degli antenati. Dunque non vale solo per gli ebrei il “mai più”. Semmai agli ebrei tocca in sorte, a seguito di ciò han sofferto, il compito di sentinelle pronte a segnalare il pericolo che quell’abominio si ripeta. Come raccomandava Primo Levi.
Perché, allora, la lettura di Anna Foa mi muove alla protesta? Perché credo meriti di venir studiato il meccanismo di espulsione di fatto dalla Comunità ebraica romana di cui era animatrice riconosciuta dacché nell’estate 2024 è stato pubblicato Il suicidio di Israele. E non parliamo dacché il libro è stato insignito del Premio Strega per la saggistica. Di colpo l’illustre storica Anna Foa da personalità benvoluta, ammirata e rispettata, s’è tramutata in reietta che neppure si deve più nominare. Una sindrome di di psicologia collettiva tipica dei nostri tempi contraddistinti dall’intreccio fra ossessioni identitarie e richiami all’appartenenza esasperati da parodie mediatiche della guerra.
Stiamo parlando di una donna ebrea per parte di padre, cresciuta in una famiglia laica, che in età adulta ha compiuto la scelta del ghiur (conversione) e dell’osservanza, divenuta per questo assai cara anche alla componente religiosa della Comunità. E da quali genitori, da quale storia di coraggio e sacrifici alla base della conquista di un’Italia democratica, proviene Anna, che ormai ha passato la soglia degli ottant’anni! Ne ha trascorsi otto nelle carceri del regime Vittorio Foa, antifascista della prima ora, per poi diventare padre costituente, scegliere la militanza sindacale anziché una più agevole carriera politica, restare “giovane” fino all’ultimo nella ricerca culturale di una nuova sinistra. Quanto alla madre di Anna Foa, Lisa Giua, troppo ci sarebbe da dire tanto di lei che della sua famiglia. A noi basti ricordare quando nell’agosto del 1944, ventenne e incinta di sei mesi, per la sua attività di staffetta partigiana venne arrestata e rinchiusa nei sotterranei di Villa Triste a Milano, là dove la famigerata Banda Koch praticava torture e maltrattamenti. Ricoverata in ospedale, Lisa riuscì ad evadere. La neonata Anna Foa dovette essere registrata all’anagrafe come “figlia di ignoti”, con un cognome inventato, perché la Liberazione era ancora di là da venire. Venuta al mondo così in tempo di guerra, quasi una sfida alla malasorte, un segno d’amore e di Resistenza, adesso le tocca provare l’ostracismo dell’ambiente in cui ha coltivato le sue amicizie ma si dimostra incapace di rispettare il suo dissenso.
Questi cenni biografici non sembrino una divagazione. Chi l’accusa di tradimento, chi definisce scritti “col paraocchi” i testi di una fino a ieri rispettata accademica, chi ravvede solo un “dubbio onore” nel successo riscosso da Anna Foa “solo perché da ebrea ha consegnato argomenti nelle mani di forze ostili a Israele”, magari non se n’è reso conto ma è incorso in una forma di rimozione della realtà che potremmo definire negazionista. Capita di sperimentarla continuamente, in Israele come nella diaspora, fra persone sempre disperate, spesso in buona fede secondo le quali i resoconti della stampa internazionale sul conflitto mediorientale sarebbero tutti intessuti di falsità, assoggettati a una montatura mediatica bene orchestrata dai nemici, nuovi e vecchi antisemiti. Descrivere i crimini perpetrati da Israele, qualunque sia il grado di accuratezza nella scelta delle parole, viene percepito come un’aggressione. Le immagini che li comprovano sono definite senza fallo forzate o artefatte. Quando risultino innegabili, si obietta che riguardano il comportamento di frange estremiste minoritarie in una società che conserva la propria superiorità morale nei confronti del nemico che la minaccia. Alla fine, in questo negazionismo si manifesta inconsapevolmente l’angoscia per la perdita dell’innocenza.
Qui diventa prezioso il nuovo libro di Anna Foa che, dopo una sintetica storia delle diverse modalità assunte nei secoli dall’odio antiebraico -l’accusa di deicidio; il socialismo degli imbecilli che equiparava ebreo a padrone; la razza parassita che depreda gli ariani; il popolo colonizzatore- esamina le complesse relazioni fra antisemitismo e antisionismo senza eludere il nesso evidente tra il crescente odio antiebraico e la persecuzione dei palestinesi da parte di un establishment israeliano che neppure riconosce loro di essere una nazione. “A dar retta a queste voci, il mondo intero è antisemita. Ma se l’antisemitismo è dappertutto, come distinguerlo?”. Aggiungerei: vorrà pur dire qualcosa se nel secolo scorso gli antisemiti si vantavano di esserlo; mentre oggi chi critica Israele -ricorrendo purtroppo talvolta, per lo più inconsapevolmente, a stereotipi radicati nel passato- trova infamante l’accusa di esserlo?

#antisemitismo #antisionismo #annafoa #maipiu #gadlerner

@cultura
@politica

in reply to emama

personalmente sono davvero stanco di vedere così in risalto i drama identitari e psicologici, e i battibecchi interni, di persone che ancora tentano di riportare il dibattito sull'ebraismo nella giusta strada. Da bravi bianchi occidentali, al riparo. Il dramma è uno solo, e, per rispetto, dovrebbero tacere per sempre.
Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
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Danny Bones è il rapper che infiamma l'estrema destra inglese, peccato che sia fatto con l'intelligenza artificiale


I suoi post inneggiano a identità e purezza, ma dietro ci sono collettivi che approfittano della disattenzione degli utenti

Testa rasata, bomberino col risvolto trapuntato, jeans e stivali: Danny Bones incarna già nel look lo stereotipo di quelli che un tempo venivano definiti skinhead, e più in generale del militante working class di estrema destra nelle periferie britanniche. Bones per di più è un rapper il cui seguito online sta crescendo piuttosto rapidamente (anche se, bisogna dire, con numeri non stratosferici) proprio per la sua aderenza a una propaganda nazionalista e razzista.


wired.it/article/danny-bones-r…

@aitech