La fiamma sotto l’albero
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2025/12/la-fiam…
Il 26 dicembre 2025, nel pieno della sospensione politica di fine anno, Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica, pubblica sui propri canali social un video per commemorare la nascita del Movimento Sociale Italiano. È un tempo particolare, quello delle festività. Il Parlamento è fermo,
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L’Exploit MongoBleed è online: 87.000 istanze su internet a rischio compromissione
È stata scoperta, come riportato in precedenza, una grave vulnerabilità in MongoDB che consente a un aggressore remoto, senza alcuna autenticazione, di accedere alla memoria non inizializzata del server. Al problema è stato assegnato l’identificatore CVE-2025-14847 e un punteggio CVSS di 8,7, che rappresenta un livello di gravità elevato.
Il bug Improper Handling of Length Parameter Inconsistency
L’errore CWE-130 è correlato all’elaborazione errata dei parametri di lunghezza dei dati. In alcune situazioni, il server non associa correttamente il valore di lunghezza specificato nell’intestazione alla quantità effettiva di dati trasferiti.
Ciò è dovuto al protocollo di scambio dati di compressione Zlib: se i campi di lunghezza nell’intestazione compressa non corrispondono al contenuto effettivo, MongoDB potrebbe restituire al client una posizione di memoria non inizializzata in precedenza.
In parole povere, una richiesta appositamente creata consente di leggere frammenti della RAM di un server senza effettuare l’accesso. Questi dati possono contenere lo stato interno del processo, puntatori, strutture di servizio o altre informazioni che facilitano ulteriori attacchi.
La vulnerabilità interessa un’ampia gamma di versioni di MongoDB Server:
- ramo 8.2 da 8.2.0 a 8.2.3
- ramo 8.0 da 8.0.0 a 8.0.16
- ramo 7.0 da 7.0.0 a 7.0.26
- ramo 6.0 da 6.0.0 a 6.0.26
- ramo 5.0 da 5.0.0 a 5.0.31
- ramo 4.4 da 4.4.0 a 4.4.29
- così come tutte le versioni di MongoDB Server 4.2, 4.0 e 3.6
Gli sviluppatori hanno già rilasciato aggiornamenti che risolvono il problema. Le correzioni sono disponibili nelle versioni 8.2.3, 8.0.17, 7.0.28, 6.0.27, 5.0.32 e 4.4.30. MongoDB sottolinea che lo sfruttamento della vulnerabilità è possibile lato client e non richiede credenziali, pertanto si consiglia di installare l’aggiornamento il prima possibile.
L’Exploit MongoBleed
MongoBleed viene eseguito prima dei controlli di autenticazione. Creando pacchetti di rete compressi e malformati, gli aggressori non autenticati possono ora indurre il server a gestire in modo errato le lunghezze dei messaggi decompressi, con il risultato che il server restituisce frammenti di memoria heap non inizializzati direttamente al client.
La causa principale risiede in message_compressor_zlib.cpp, dove il codice vulnerabile restituiva la dimensione del buffer allocato anziché la lunghezza effettiva dei dati decompressi. Questa falla sottile ma critica consente a payload sottodimensionati o malformati di esporre la memoria heap adiacente contenente informazioni sensibili, una vulnerabilità di buffer overflow analoga a Heartbleed .
Poiché la falla è raggiungibile prima dell’autenticazione e non richiede alcuna interazione da parte dell’utente, i server MongoDB esposti a Internet corrono un rischio immediato di sfruttamento.
Secondo Censys, attualmente sono circa 87.000 le istanze potenzialmente vulnerabili esposte in tutto il mondo, mentre la ricerca di Wiz indica che il 42% degli ambienti cloud ospita almeno un’istanza MongoDB vulnerabile.
Risorse online
Negli ultimi giorni sono stati pubblicati su GitHub diversi repository dedicati allo sfruttamento e alla rilevazione della CVE-2025-14847, una vulnerabilità critica di memory disclosure in MongoDB legata alla gestione della compressione zlib (flag OP_COMPRESSED).
Progetti come ProbiusOfficial/[url=https://www.redhotcyber.com/en/cve-details/?cve_id=CVE-2025-14847]CVE-2025-14847[/url]e cybertechajju/CVE-2025-14847_Exploit forniscono proof of concept ed exploit funzionanti che dimostrano come sia possibile estrarre dati sensibili direttamente dalla heap di istanze MongoDB vulnerabili, evidenziando l’impatto concreto del bug.
Accanto agli exploit, sono comparsi anche strumenti di detection e scanning, come onewinner/CVE-2025-14847 e Black1hp/mongobleed-scanner, pensati per individuare rapidamente sistemi esposti, molto utili in contesti di bug bounty, red teaming e security assessment.
Il repository Ashwesker/Blackash-CVE-2025-14847 completa il panorama offrendo un’ulteriore implementazione focalizzata sull’analisi della vulnerabilità.
Nel complesso, questa ondata di tool conferma l’elevata attenzione della community sulla falla e la sua pericolosità reale in scenari di produzione, soprattutto per database MongoDB esposti in rete o non adeguatamente aggiornati.
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[2025-12-31] Ciaspolata di fine anno @ Oasi Zegna
Ciaspolata di fine anno
Oasi Zegna - Bocchetto Sessera
(mercoledì, 31 dicembre 21:00)
L’appuntamento è alle ore 21:00 presso il Monticchio Camere e Sport, in località Bocchetto Sessera, per la distribuzione delle ciaspole e un breve briefing pre-partenza.
Alle 22:00 si partirà in direzione Chalet Massaro(Località Moncerchio), seguendo un itinerario guidato che attraversa boschi e radure illuminate dalla luna.
All’arrivo i partecipanti verranno accolti con vin brulè, tè caldo, spumante e panettone. A partire dalle 23:00, lo Chalet Massaro farà da scenografia a un concerto sulla neve, per attendere insieme la mezzanotte e dare il benvenuto al nuovo anno tra natura, musica e festeggiamenti.
La partecipazione alla serata ha un costo di 30 euro, comprensivo di noleggio ciaspole.
Cheetah MX4 Mini: A Pint-Sized 3D Printer Controller
There’s a seemingly unending list of modifications or upgrades you can make to a 3D printer. Most revolve around the mechanical side of things, many are simple prints or small add-ons. This upgrade is no small task: this 17-year-old hacker [Kai] took on designing and building his own 3D printer control motherboard, the Cheetah MX4 Mini.
He started the build by picking out the MCU to control everything. For that, he settled on the STM32H743, a fast chip with tons of support for all the protocols he could ask for, even as he was still nailing down the exact features to implement. For stepper drivers, [Kai] went with four TMC stepstick slots for silent motor control. There are provisions for sensorless homing and endstops, support for parallel and serial displays, and both USB-C and microSD card slots for receiving G-code. It can drive up to three fans as well as two high-amperage loads, such as for the heated bed.
All these features are packed into a board roughly the size of a drink coaster. Thanks to the STM32H743, the Cheetah MX4 Mini supports both Marlin and Klipper firmware, a smart choice that lets [Kai] leverage the massive amount of work that’s already gone into those projects.
One of the things that stood out about this project is the lengths to which [Kai] went to document what he did. Check out the day-by-day breakdown of the 86 hours that went into this build; reading through it is a fantastic learning aid for others. Thanks [JohnU] for sending in this tip! It’s great to see such an ambitious project not only taken on and accomplished, but documented along the way for others to learn from. This is a fantastic addition to the other 3D printer controllers we’ve seen.
[2026-01-05] LOUD HERTZ Drum and bass party @ Spazio Hydro @ Biella - spazio Hydro
LOUD HERTZ Drum and bass party @ Spazio Hydro
Biella - spazio Hydro - via Cernaia 46 Biella
(lunedì, 5 gennaio 22:00)
::Lunedì 5 gennaio 2026:: =>>>@spaziohydro
LOUD HERTZ Ritorna a biella, con il meglio della musica drum n bass!!
Vi aspettiamo per una notte di bassi profondi e ritmi frenetici💣
From 22:00 till late....ingresso con tessera Arci e sottoscrizione
Andrea R. doesn't like this.
[2026-01-16] Spit on tha mic @ Santa Cruz (by Rock Pub)
Spit on tha mic
Santa Cruz (by Rock Pub) - Viale mare Adriatico 6 Lido di Pomposa
(venerdì, 16 gennaio 21:00)
[2026-01-09] Presentazione de libro “ZAPATA VIVE! LA LUCHA SIGUE! Storia e memoria dei conflitti sociali in Messico” @ Nuovo presidio San Giuliano
Presentazione de libro “ZAPATA VIVE! LA LUCHA SIGUE! Storia e memoria dei conflitti sociali in Messico”
Nuovo presidio San Giuliano - San Giuliano di Susa
(venerdì, 9 gennaio 18:00)
Venerdì 9 Gennaio alle ore 18 presso il Nuovo Presidio No Tav di San Giuliano, presentazione del libro "ZAPATA VIVE, LA LUCHA SIGUE! Storia e memoria dei conflitti sociali nel Messico contemporaneo", di Giovanni Confetto (Cronache Ribelli, 2024). La presentazione del libro sarà l'opportunità di dialogare con Giovanni Confetto, compagno del collettivo Nodo Solidale e storico che da tanti anni ormai vive in Messico, riguardo la complessa storia politica messicana del secolo scorso, tra la rivoluzione del 1910, l’eredità rivoluzionaria e "campesina" di Emiliano Zapata, fino ai conflitti sociali e territoriali del presente. Dalla più nota esperienza politica dell'EZLN fino alle innumerevoli comunità indigene e alle lotte territoriali contro megaprogetti nocivi come il Proyecto Integral Morelos (gasdotto) e il Tren Maya (progetto di treno turistico estrattivista e devastatore), cercheremo di riflettere sul rapporto tra storia e memoria, e la sua forza propulsiva nella creazione di forme di lotta e nella costruzione di mondi altri nel cuore del Messico contemporaneo. Un insieme di stimoli e racconti che sicuramente riverberano nella resistenza No Tav in Val di Susa, nella sua lotta passata, presente e futura. A seguito della presentazione, Apericena! Ci vediamo il 9 Gennaio a San Giuliano (Frazione S. Giuliano, 9, 10059 Susa, TO). Non mancate!
Cloudflare’s Outages and Why Cool Kids Test on Prod
Every system administrator worth their salt knows that the right way to coax changes to network infrastructure onto a production network is to first validate it on a Staging network: a replica of the Production (Prod) network. Meanwhile all the developers who are working on upcoming changes are safely kept in their own padded safety rooms in the form of Test, Dev and similar, where Test tends to be the pre-staging phase and Dev is for new-and-breaking changes. This is what anyone should use, and yet Cloudflare apparently deems itself too cool for such a rational, time-tested approach based on their latest outage.
In their post-mortem on the December 5th outage, they describe how they started doing a roll-out of a change to React Server Components (RSC), to allow for a 1 MB buffer to be used as part of addressing the critical CVE-2025-55182 in RSC. During this roll-out on Prod, it was discovered that a testing tool didn’t support the increased buffer size and it was decided to globally disable it, bypassing the gradual roll-out mechanism.
This follows on the recent implosion at Cloudflare when their brand-new, Rust-based FL2 proxy keeled over when it encountered a corrupted input file. This time, disabling the testing tool created a condition in the original Lua-based FL1 where a NIL value was encountered, after which requests through this proxy began to fail with HTTP 500 errors. The one saving grace here is that the issue was detected and corrected fairly quickly, unlike when the FL2 proxy fell over due to another issue elsewhere in the network and it took much longer to diagnose and fix.
Aside from Cloudflare clearly having systemic issues with actually testing code and validating configurations prior to ‘testing’ on Prod, this ought to serve as a major warning to anyone else who feels that a ‘quick deployment on Prod’ isn’t such a big deal. Many of us have dealt with companies where testing and development happened on Staging, and the real staging on Prod. Even if it’s management-enforced, that doesn’t help much once stuff catches on fire and angry customers start lighting up the phone queue.
Orwell o Huxley? La domanda che mi ha portato a una scoperta inquietante
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Potrebbe diventare sempre più difficile mantenere il controllo sui nostri dati. L'intervento di Giordano startmag.it/innovazione/orwell…
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[2026-01-06] Bagna Caöda Beneft Cassa Antirepressione Alpi Occidentali @ Centro Sociale Via Lequio Pinerolo
Bagna Caöda Beneft Cassa Antirepressione Alpi Occidentali
Centro Sociale Via Lequio Pinerolo - Via Lequio 26, Pinerolo
(martedì, 6 gennaio 12:30)
Bagna Caöda Beneft Cassa Antirepressione Alpi Occidentali dalle ore 12:30 Presso il centro sociale di Via Lequio 26 a Pinerolo. Per prenotazioni inviare un sms preferibilmente entro il 03/01/2026 al +39 3293791492
Scrittori in rivolta contro le IA (ladre) delle Big Tech
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Un gruppo di scrittori guidato dal giornalista vincitore del Pulitzer John Carreyrou ha citato in giudizio Google, OpenAI, xAI, Anthropic, Meta e Perplexity accusandole di aver utilizzato copie piratate dei loro libri per addestrare i chatbot IA senza
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In Cina arrivano i robot-poliziotto ed i poliziotti veri si dotano di occhiali smart
La città di Hangzhou ha introdotto Hangxing No. 1, un robot poliziotto alto 1,8 metri, progettato per gestire il traffico in uno dei crocevia più affollati della città, all'incrocio tra Binsheng Road e Changhe Road nel distretto di Binjiang.
Il robot è in grado di controllare il traffico, rilevare infrazioni e avvisare verbalmente i trasgressori. Dotato di telecamere ad alta definizione e sensori avanzati, può emettere un fischio e si integra direttamente con i semafori per sincronizzare i segnali di stop e via.
Attualmente, è in grado di individuare ciclisti senza casco, pedoni che attraversano fuori dalle strisce pedonali e altre violazioni stradali. Le autorità locali hanno chiarito che il robot non sostituirà i poliziotti umani, ma li supporterà. In futuro, sarà equipaggiato con un modello di linguaggio avanzato (LLM) per fornire indicazioni più dettagliate e interagire con i cittadini.
Hangxing No. 1 fa parte di una serie di progetti simili in Cina: a Shenzhen, il modello PM01 di EngineAI assiste già gli agenti, mentre a Wenzhou è attivo il robot sferico RT-G. Anche Chengdu ha adottato un robot umanoide per la gestione del traffico a partire da giugno.
L’evoluzione di questi sistemi è rapida: basti pensare al modello AnBot, operativo all’aeroporto di Shenzhen dal 2016, che oggi appare quasi obsoleto rispetto alle nuove soluzioni come Hangxing No. 1, che combinano robotica avanzata e intelligenza artificiale per una gestione del traffico urbano più sicura e tecnologica.
Intanto, a Changsha, nella provincia dell’Hunan, la polizia stradale ha avviato l’uso di occhiali intelligenti basati sull’intelligenza artificiale per identificare veicoli e conducenti in tempo reale, riducendo drasticamente i tempi delle verifiche.
L’annuncio ufficiale, diffuso il 13 dicembre dal dipartimento di gestione del traffico del Changsha Municipal Public Security Bureau, sottolinea che i dispositivi, sebbene esteticamente simili a occhiali normali, offrono un notevole vantaggio operativo. Leggeri e compatti, consentono agli agenti di indossarli per interi turni senza disagi. Non appena un veicolo passa davanti all’agente, le informazioni principali vengono visualizzate direttamente su uno schermo integrato in pochi secondi, senza la necessità di fermarsi o consultare dispositivi esterni.
Il sistema si basa su una fotocamera grandangolare da 12 megapixel, supportata da un algoritmo di stabilizzazione predittiva delle immagini, che garantisce riprese nitide anche in movimento o in condizioni di traffico intenso. Con un’autonomia dichiarata di otto ore, i dispositivi coprono interamente un turno di servizio. Uno dei punti chiave è il riconoscimento automatico delle targhe, che funziona anche offline e raggiunge un’accuratezza superiore al 99%, con tempi di risposta inferiori al secondo. Gli occhiali sono progettati per operare efficacemente sia di giorno che di notte, adattandosi a diverse condizioni di illuminazione.
Una volta identificato il veicolo, il dispositivo si collega in tempo reale ai database della pubblica sicurezza, permettendo all’agente di visualizzare immediatamente dati come la registrazione del mezzo, lo stato delle revisioni, eventuali infrazioni o segnalazioni precedenti. Tutto avviene senza contatto diretto con il conducente, riducendo la necessità di fermare i veicoli per controlli di routine.
Le funzionalità non si limitano al riconoscimento delle targhe: gli occhiali supportano anche il riconoscimento facciale, la traduzione vocale in tempo reale in oltre dieci lingue e la registrazione video sul posto, utile per la documentazione degli interventi e per eventuali verifiche successive. Questi strumenti sono pensati per semplificare il lavoro degli agenti e aumentare la sicurezza durante le operazioni su strada. Secondo le autorità di Changsha, i tempi di ispezione di una singola corsia sono scesi da circa 30 secondi a uno o due secondi, riducendo il carico di lavoro manuale, l’affaticamento degli operatori e rendendo i controlli più rapidi e meno invasivi per gli automobilisti.
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[2026-01-14] Officine Naturali. Autoproduzione Erboristica @ CSOA Forte Prenestino
Officine Naturali. Autoproduzione Erboristica
CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy
(mercoledì, 14 gennaio 19:00)
li appuntamenti sono previsti a partire dal 22 Ottobre 2025, il Mercoledì pomeriggio, dalle ore 19:00 alle ore 21:00.
INFO COMPLETE NEL LEGGI TUTTO!
Anche quest’anno vorremmo realizzare una formazione di autoproduzione di base Erboristica e Fitocosmetica.
Durante le formazioni completeremo il percorso intrapreso lo scorso anno ed impareremo insieme a utilizzare le erbe per la formulazione di tisane ad azione specifica per lavorare in maniera mirata sui singoli apparati (nervoso, osteoarticolare, genitale, respiratorio, etc.), a realizzare tantissime formulazioni (idrolati, paste, burri labbra, spray per la gola etc.) e introdurremo importanti discipline parallele e complementari all’Erboristeria come Apiterapia (con uscite di approfondimento su campo), Idroterapia e Argilloterapia.
*La partecipazione agli incontri è libera, a sottoscrizione, ed è possibile per chi lo desidera seguire tutta l’esperienza formativa o anche solo singole giornate.
*Gli incontri si terranno nel nostro laboratorio (p.zza d'armi a destra), gli incontri con ospiti invece nella sala cinema.
*Per maggiori info passate a trovarci o scrivete sulla pagina FB (Officine Naturali).
PERCORSO FORMATIVO:
-12 NOVEMBRE 2025 Impacchi e compresse e cataplasmi di erbe.
Preparazione di compresse calde, fredde e derivate. Applicazioni cutanee a base di idroliti. Differenze tra impacchi e cataplasmi. Preparazione e usi del cataplasma di semi di lino.
-19 NOVEMBRE 2025 Incontro sulla coltivazione raccolta e usi dello Zafferano con Alex Tombolillo.
- 26 NOVEMBRE 2025 Pomate: Paste Galeniche
Preparazione ed uso delle paste galeniche. Formulazione del linimento noto come “Pasta di Hoffman”. Pomate galeniche a uso specifico per: dermatiti, varici, ustioni, etc.
-3 DICEMBRE 2025 Incontro sulla Medicina Tradizionale Latinoamericana con Carmen Tersa Vazquez.
-10 DICEMBRE 2025 Idroterapia
Bagni, semicupi ed altri usi del solvente acqua. Introduzione all’Idroterapia: i bagni aromatici e i semicupi Metodo Kneipp e dei semicupi con frizione, noti come “bagni derivativi”.
-14 GENNAIO 2026 Argilloterapia
Argilla da bere (legislazione relativa) e cataplasmi d’argilla. Argille: tipologie, impieghi e proprietà. Tecniche per depurare l’organismo con le argille. Latte d’argilla ed acque d’argilla.
-21 GENNAIO 2026 PH e Conservazione Naturale
Tecniche di misurazione e regolazione del pH nelle preparazioni. Conservanti naturali ad uso alimentare: formulazioni, dosaggi e norme d’uso.
-28 GENNAIO 2026 Incontro sulla Medicina Tradizionale Cinese con Raniero Iacobucci.
-4 FEBBRAIO 2026 Colliri e Riabilitazione Visiva
Formulazione dei colliri e trattamento delle infiammazioni oculari. La riabilitazione visiva: tecniche ed esercizi per una corretta funzionalità della vista. Formulazione di colliri e preparazioni oculari
-11 FEBBRAIO 2026 Trattamenti Nasali e Auricolari
. Tecniche di pulizia e di purificazione nasale e auricolare. Irrigazioni e lavaggi nasali. Formulazione e applicazione di gocce e rimedi auricolari. Buone norme igieniche e tecniche sconsigliate.
-18 FEBBRAIO 2026 Collutori, Trattamenti Buccali e Spray per la Gola
Igiene orale e disinfezione: preparazione e impiego dei collutori Trattamenti per il mal di gola. Spray orali ad azione specifica: formulazione e posologia.
-25 FEBBRAIO 2026 Incontro sulla Medicina Tradizionale Ayurvedica con Luca D’Alessandro.
-4 MARZO 2026 Capsule e Integratori
Erbe in polvere per la realizzazione di integratori naturali. Introduzione agli integratori norme, impiego preparazione, confezionamento e posologia delle capsule.
-25 MARZO 2026 Incontro sulla Medicina Tradizionale Mediterranea con Paolo Ospici.
-15 APRILE 2026 Apiterapia: Miele, Propolis, Pappa Reale e Polline.
La vita dell’alveare e le risorse dell’Apiterapia: miele, polline, propolis e pappa reale. Formulazione della tintura madre di propolis e applicazione dell’apiterapia in erboristica.
-22 APRILE 2026 Incontro sul riconoscimento, raccolta e usi delle erbe spontanee con Marco Sarandrea.
-6 MAGGIO 2026 Oli essenziali
Introduzione agli oli essenziali, caratteristiche, indicazioni e controindicazioni. Essenze in relazione ai vettori, somministrazione a uso interno e bagni aromaterapeutici.
-13 MAGGIO 2025 Incontro con lo Sportello di Ascolto Nutrizionale: focus su prevenzione e salute donna a cura di Foodopia e Rock the food.
ANALISI: Perché Israele ha riconosciuto il Somaliland
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Entità secessionista dalla Somalia dal 1991, priva di riconoscimento internazionale, Il Somaliland offre a Tel Aviv una posizione strategica sul Golfo di Aden. La scorsa estate fu indicato con uno dei luoghi dove "trasferire" parte della popolazione di Gaza
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Cloud, la mossa molto politica e poco tecnologica di Airbus
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Capacità industriale europea, uso effettivo del cloud e competitività tecnologica. Ecco le vere questioni poco discusse dopo la mossa di Airbus. startmag.it/innovazione/cloud-…
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Raspberry Pi Gets Desktop Form Factor
Before the Raspberry Pi came out, one cheap and easy way to get GPIO on a computer with a real operating system was to manipulate the pins on an old parallel port, then most commonly used for printers. Luckily, as that port became obsolete we got the Raspberry Pi, which has the GPIO and a number of other advantages over huge desktop computers from the 90s and 00s as well. But if you really miss that form factor or as yearn for the days of the old parallel port, this build which puts a Raspberry Pi into a mini ITX desktop case is just the thing for you.
There are a few features that make this build more than just a curiosity. The most obvious is that the Pi actually has support for PCIe and includes a single PCIe x1 slot which could be used for anything from a powerful networking card to an NVMe to a GPU for parallel computing in largely the same way that any desktop computer might them. The Pi Compute Module 5 that this motherboard is designed for doesn’t provide power to the PCIe slots automatically though, but the power supply that can be installed in the case should provide power not only to the CM5 but to any peripherals or expansion cards, PCIe or otherwise, that you could think of to put in this machine.
Of course all the GPIO is also made easily accessible, and there are also pins for installing various hats on the motherboard easily as well. And with everything installed in a desktop form factor it also helps to improve the cable management and alleviate the rats-nest-of-wires problems that often come with Pi-based projects. There’s also some more information on the project’s Hackaday.io page. And, if you’re surprised that Raspberry Pis can use normal graphics cards now, make sure to take a look at this build from a few years ago that uses completely standard gaming GPUs on the Pi 5.
Cavi sottomarini sotto minaccia: il Regno Unito schiera droni AI per difendere l’Atlantico
Il governo del Regno Unito ha annunciato piani per rafforzare la protezione dei cavi sottomariniutilizzando imbarcazioni autonome. Anche navi e aerei militari saranno coinvolti in questa “difesa”.
Il programma Atlantic Bastion del Ministero della Difesa britannico è stato collegato al presunto aumento dell’attività di navi straniere, tra cui la nave da ricerca russa Yantar. Secondo il Segretario alla Difesa John Healey, stava mappando l’infrastruttura dei cavi sottomarini del Regno Unito.
Nella sua dichiarazione, Healey ha sottolineato che Atlantic Bastion rappresenta la visione futura della Royal Navy. Il programma combina i più recenti sistemi autonomi e tecnologie di intelligenza artificiale con navi da guerra e aerei di livello mondiale.
Una recente revisione delle forze di difesa del Regno Unito avrebbe evidenziato, riporta il Register, la necessità di affrontare le vulnerabilità in mare. Si segnala inoltre la modernizzazione delle forze avversarie e, in risposta a ciò, si sta sviluppando una rivoluzionaria rete sottomarina dalla Dorsale Medio Atlantica al Mare di Norvegia.
Sarà “più autonoma, più resiliente, più letale” e, cosa importante, costruita dagli inglesi, ha affermato Healey. L’americana Anduril e la tedesca Helsing, entrambe specializzate in sistemi di difesa autonomi, parteciperanno alla sua implementazione, così come la britannica BAE Systems.
A maggio, l’esercito britannico ha annunciato un appalto da 24 milioni di sterline nell’ambito dell’iniziativa Atlantic Network. Gli appaltatori saranno proprietari e gestori di sistemi con equipaggio ridotto, autonomi o pilotati a distanza. Forniranno alla Royal Navy dati acustici analizzati dall’intelligenza artificiale.
Il Regno Unito dipende in larga misura dai cavi sottomarini. Un recente rapporto parlamentare ha rivelato che il Paese ne possiede 64. Tuttavia, tre quarti del traffico transatlantico viaggia su soli due cavi, con stazioni di atterraggio situate a Bude, in Cornovaglia. Secondo l’esercito, sebbene le comunicazioni nazionali “non siano a rischio immediato”, è necessario essere preparati alla possibilità che i cavi possano essere compromessi in determinate circostanze.
Secondo Datacenter Dynamics, il Regno Unito ha anche firmato un accordo con la Norvegia per proteggere congiuntamente cavi sottomarinie altre risorse dalle marine militari di stati ostili. Si prevede che tredici navi da guerra opereranno nell’Atlantico settentrionale. Si sostiene che l’attività navale straniera nelle acque territoriali britanniche sia aumentata del 30% negli ultimi due anni. Le nuove navi pattuglieranno le acque territoriali britanniche e norvegesi, oltre a navigare nei pressi di Islanda e Groenlandia. A settembre, è stato riferito che il Regno Unito avrebbe fornito alla Marina norvegese almeno cinque nuove navi, per un valore complessivo di 10 miliardi di sterline (13 miliardi di dollari).
La cooperazione prevede l’addestramento britannico in Norvegia per tutto l’anno, l’impiego di sistemi norvegesi avanzati, lo sviluppo congiunto di armi e la partecipazione a esercitazioni congiunte.
Il Regno Unito aderirà inoltre al programma norvegese per lo sviluppo di “navi madri” per sistemi di cacciamine senza pilota e sistemi di combattimento sottomarini. Regno Unito e Norvegia guideranno l’implementazione di tali soluzioni da parte della NATO nell’Estremo Nord.
Nell’estate del 2025, la NATO ha annunciato il programma Baltic Sentry per la protezione dei cavi sottomarini nel Baltico, che coinvolgerà navi, aerei, droni e altri mezzi.
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ChatControl UE: la protezione dei minori o l’inizio della sorveglianza di massa digitale?
Dietro il nome tecnicamente anodino di ChatControl si muove una delle più profonde torsioni del rapporto tra Stato, tecnologia e cittadini mai tentate nell’Unione europea.
Non è una legge “contro la pedopornografia online”, come viene spesso semplificato nel dibattito pubblico. È una proposta che ridefinisce il perimetro stesso della riservatezza delle comunicazioni digitali, introducendo l’idea che ogni messaggio, ogni immagine, ogni scambio privato possa essere analizzato preventivamente per finalità di sicurezza.
Il punto politico non è l’obiettivo dichiarato. Nessuna società democratica può tollerare abusi sui minori. Il punto è il metodo. E soprattutto il precedente.
Una legge che nasce come eccezione e ambisce a diventare regola
La proposta di regolamento europeo per la prevenzione e il contrasto degli abusi sessuali online sui minori (COM/2022/209) introduce un cambio di paradigma. Non più indagini mirate su soggetti sospettati, ma valutazioni del rischio generalizzate sui servizi di comunicazione, con la possibilità di attivare meccanismi di rilevazione sistematica dei contenuti.
Nel 2025 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato una posizione negoziale che, almeno formalmente, arretra rispetto all’obbligo generalizzato di scansione delle comunicazioni.
Ma il compromesso è più fragile di quanto appaia. La scelta di rendere permanente lo scanning volontario – nato come deroga temporanea – sposta l’asse della questione: l’eccezione non scade più. Viene normalizzata.
Nel diritto europeo, quando una deroga diventa stabile, smette di essere una deroga. Diventa infrastruttura.
Il cuore tecnico del problema: non esiste “scansione neutra”
Il dibattito pubblico continua a ripetere una formula rassicurante: proteggere i minori senza compromettere la cifratura end-to-end. Dal punto di vista tecnico, è una promessa difficilmente sostenibile.
Se un messaggio è cifrato end-to-end, il contenuto è leggibile solo ai dispositivi degli utenti. Ogni forma di analisi del contenuto richiede una delle due cose: rompere la cifratura o aggirarla. La strada scelta nei dibattiti europei è la seconda: la scansione lato client (client-side scanning), cioè l’analisi dei contenuti prima che vengano cifrati.
Questo non è un dettaglio tecnico. È una mutazione funzionale del dispositivo dell’utente. Lo smartphone non è più solo un terminale di comunicazione privata. Diventa un punto di ispezione.
Codice che analizza contenuti, modelli di riconoscimento caricati sui dispositivi, database di hash, canali di segnalazione automatica. Ogni elemento introduce nuove superfici d’attacco, nuovi rischi di abuso, nuove possibilità di errore.
Non è un problema teorico: è un problema di sicurezza informatica sistemica.
Falsi positivi, algoritmi e danni collaterali reali
Anche ipotizzando buona fede istituzionale, resta un dato tecnico ineludibile: nessun sistema di rilevazione automatica su larga scala è esente da errori.
Il riconoscimento di materiale noto tramite hash può essere relativamente affidabile, se governato in modo rigoroso. Ma il salto verso la rilevazione di “nuovi contenuti” o di comportamenti di grooming implica classificazione algoritmica. Qui i falsi positivi non sono un effetto collaterale: sono una certezza statistica.
Moltiplicati per miliardi di messaggi quotidiani, anche tassi d’errore minimi producono volumi enormi di segnalazioni errate. Account bloccati, segnalazioni automatiche alle autorità, escalation senza contesto. La presunzione di innocenza viene sostituita da una presunzione di ispezionabilità permanente.
L’impatto etico: tutti sospetti, per default
Il vero cambio di paradigma è etico e politico. ChatControl sposta l’asse dalla sorveglianza mirata alla sorveglianza preventiva. Non si indaga perché esiste un sospetto. Si analizza tutto, per individuare eventuali sospetti.
È una logica incompatibile con la tradizione giuridica europea, fondata su proporzionalità, necessità e minimizzazione. Non a caso, il Garante europeo della protezione dei dati e l’European Data Protection Board hanno espresso valutazioni fortemente critiche, sottolineando il rischio di violazioni sistemiche dei diritti fondamentali e il ruolo essenziale della cifratura per la libertà di espressione e la sicurezza delle comunicazioni.
Il danno non è solo giuridico. È sociale.
È il cosiddetto chilling effect: quando le persone sanno di essere potenzialmente osservate, modificano il comportamento. Condividono meno, parlano meno, si autocensurano. Chi ha qualcosa da perdere resta nel perimetro regolato. Chi ha competenze criminali si sposta altrove.
Il precedente: oggi i minori, domani cos’altro?
Il punto più pericoloso di ChatControl non è ciò che dice esplicitamente, ma ciò che rende possibile. Una volta istituita un’infrastruttura europea di rilevazione, segnalazione e analisi delle comunicazioni private, la tentazione di estenderne l’uso è strutturale.
Terrorismo. Estremismo. Hate speech. Disinformazione. Violazioni di proprietà intellettuale.
Ogni emergenza politica può diventare la prossima giustificazione. Il function creep non è un rischio ipotetico. È una dinamica documentata in decenni di politiche di sicurezza.
Quando il controllo diventa tecnicamente possibile e amministrativamente routinario, la soglia politica per ampliarlo si abbassa drasticamente.
Le alternative esistono, ma non fanno notizia
Il paradosso è che esistono strumenti più efficaci e meno distruttivi. Indagini mirate con autorizzazione giudiziaria. Digital forensics su dispositivi sequestrati. Cooperazione internazionale rafforzata. Takedown rapidi sull’hosting. Finanziamento delle unità investigative specializzate. Supporto alle vittime.
Sono misure meno spettacolari. Non promettono soluzioni automatiche. Richiedono competenze, risorse, responsabilità politica. Ma rispettano lo Stato di diritto.
Conclusione: una linea che non dovrebbe essere superata
ChatControl non è una legge tecnica. È una scelta di civiltà digitale. Accettare l’idea che le comunicazioni private possano essere analizzate preventivamente significa riscrivere il contratto sociale nell’era digitale.
L’Europa, che per anni ha rivendicato un modello fondato su diritti, sicurezza e protezione dei dati, rischia di diventare il laboratorio della sorveglianza normalizzata. Non per cattiveria. Per paura. E per comodità politica.
Una volta aperta questa porta, richiuderla sarà quasi impossibile.
Sintesi finale
ChatControl non mette in discussione la tutela dei minori, ma introduce un modello di controllo preventivo delle comunicazioni private.
La scansione lato client compromette sicurezza, privacy e fiducia nell’ecosistema digitale. La normalizzazione dello scanning “volontario” crea un precedente pericoloso. Il rischio reale è l’estensione futura del controllo ad altri ambiti.
Opinione personale: questa proposta segna una linea rossa. Superarla significa accettare che la sorveglianza diventi un’infrastruttura ordinaria della vita digitale europea.
L'articolo ChatControl UE: la protezione dei minori o l’inizio della sorveglianza di massa digitale? proviene da Red Hot Cyber.
È il silicio dei chip che governa la nuova geopolitica
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Chi stabilirà i rapporti di forza e le geografie dell’Intelligenza Artificiale nei prossimi anni? L'analisi di Alessandro Aresu tratta dall'ultimo numero del quadrimestrale di startmag.it/innovazione/geopol…
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John von Neumann: Il genio poliedrico che ha rivoluzionato l’informatica
Conosciamo quello che è stato considerato uno degli uomini di scienza, forse pari solo a Einstein, più poliedrici e geniali dello scorso secolo.
Con un ampissimo spettro di talenti scientifici, sviluppati anche grazie ad un ambiente stimolante; in effetti in quegli anni l’Ungheria offriva una realtà matematica molto rigogliosa, florida.
Abilità scoperte dal suo insegnante di matematica Làszlò Ràtz, un famoso professore di una scuola luterana a Budapest. Le conoscenze di Neumann si estendevano dalla matematica alla fisica, dalla chimica all’algebra, solo per citarne alcune. Le sue idee innovative e la sua mente caleidoscopica hanno generato e dato vita a soluzioni nuove che ancora oggi sono alla base degli strumenti tecnologici che usiamo.
La Famiglia
Janos Lanos Neumann, John in inglese, ebreo ungherese, nasce nella fiorente Budapest nello sfavillante periodo della Belle Époque, il 28 dicembre 1903. Il padre Miksa (Massimiliano) Neumann e la madre Margit (Margaret) Kann, colti e benestanti, facevano parte della comunità ebraica della capitale ungherese.
Massimiliano Neumann è stato un dottore in giurisprudenza e direttore di una banca d’affari, la madre di Janos, Margit, proveniva da una facoltosa famiglia di Budapest. I due hanno avuto tre figli (John, Michael e Nicholas), il primogenito Janos ha ereditato dal padre l’attributo nobiliare <<von>> assegnatogli nel 1913 dall’imperatore Francesco Giuseppe per meriti economici e per questo sarà meglio conosciuto come: John von Neumann.
Un fanciullo favoloso
Da enfant prodige qual era con un intelletto acuto, all’età di sei anni riusciva a moltiplicare a mente due numeri con molte cifre. Alcune fonti suggeriscono che verso gli otto anni già conoscesse l’analisi matematica ed il greco il latino oltre l’ungherese, sua lingua nativa, assimilò anche l’italiano e l’inglese.
Lesse intere enciclopedie e leggenda vuole che avesse con sé sempre due libri nel timore di restare senza nulla da leggere. Ma il principale talento di Janos non fu né per le lingue né per le enciclopedie lette, ma per il linguaggio delle scienze, la matematica.
Gli Studi
Considerati gli eventi storici del tempo, Massimiliano Neumann preferì affidare l’istruzione dei suoi figli a degli educatori o precettori, non iscrivendoli alla scuola ungherese fino al termine della loro fanciullezza, spingendo affinché imparassero le lingue straniere.
John fu l’unico dei tre fratelli ad ereditare dal nonno, Jacob Kann, una prodigiosa mente e una incredibile memoria che gli permisero di stupire i suoi primi educatori, donandogli la capacità di effettuare complesse operazioni matematiche mentalmente. Ma nonostante i suoi tanti talenti non riuscì mai a padroneggiare l’uso di uno strumento musicale o il gioco degli scacchi. Proseguì gli studi superiori (1914) iscrivendosi al prestigioso Fasori, un liceo classico luterano.
Intuite le potenti abilità intellettive del giovane ragazzo il famoso insegnante di matematica Làszlò Ràtz, del Ginnasio Luterano si offrì, in accordo con il padre Massimiliano, di fargli delle lezioni extracurricolari presso l’Università di Budapest. Gli anni di formazione al liceo furono cosi fruttuosi che ancor prima di terminarli scrisse un articolo in collaborazione con il famoso matematico Feteke, pubblicato successivamente, sulla rivista dell’Unione dei matematici tedeschi. Terminò gli studi con il massimo dei voti, ricevendo anche un premio nazionale.
Il percorso universitario
Nel 1921 si iscrisse al Corso di Studi in matematica presso l’Università di Budapest alternando la formazione scientifica della sua carriera accademia tra Budapest e Berlino che in quegli anni conosceva una vera e propria affermazione delle discipline matematiche.
Studiò ingegneria chimica tra il 1923 e il 1925 al Politecnico di Zurigo. Tra Vienna Budapest e Berlino si interessò di ogni aspetto del dibattito scientifico e conobbe i più importanti matematici dell’epoca. Nel 1929 all’età di 26 anni, Oswald Veblen un importante matematico statunitense gli offrì un posto come visiting professor alla Princeton University. Nello stesso anno si sposò e si convertì alla religione cattolica. Quando nel 1933 fu fondato l’Institute for Advanced Studies, fu nominato professore di matematica.
Contributi all’informatica
Gli anni della Seconda Guerra Mondiale spingono i governi e i militari nel mondo dei calcolatori. L’artiglieria terrestre costringe i militari a continui calcoli per determinare le precise traiettorie dei proiettili.
Le tabelle balistiche necessitavano ognuna di 2/4000 traiettorie ognuna di esse richiedeva circa 700 moltiplicazioni. In soccorso dei militari venne la Differential Analyzer, un computer del tempo la quale impiegava 20 ore per il calcolo di ogni tabella balistica. Ancora troppo tempo. Serve una macchina numerica più veloce, inizia così nel 1943 lo sviluppo di ENIAC (Electronic Numeral Integrator and Computer).
Da Eniac ad Evac
Eniac sarà il primo computer costituito da circuiti elettronici, senza parti meccaniche in movimento. Costruito per eseguire un unico compito per volta. Risolvere un problema diverso avrebbe significato fermare il computer e modificare manualmente il cablaggio interno, formato da migliaia di interruttori e relative connessioni dei fili elettrici.
Nel 1944 Eckert e Mauchly (I progettisti di ENIAC) propongono una nuova macchina l’EDVAC (Electronic Discrete Variable Automatic Computer) progettata per conservare in memoria un programma. Von Neumann entra a far parte del progetto e nel 1945 formalizza un Rapporto su EDVAC: il primo computer con all’interno un sistema operativo che fa lavorare altri programmi.
Il progetto EDVAC viene terminato nel 1952 e consegnato al laboratorio di balistica dell’Esercito ad Aberdeen dove sarà affiancato a ENIAC. Von Neumann dimostra che un computer può avere un’architettura fissa molto semplice ed essere in grado di eseguire qualsiasi tipo di calcolo, con un controllo programmato adatto, senza necessariamente modificare l’hardware ogni volta.
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L’esercito di Robot cinesi: “Sono veri o sintetici?” Il caso divide la Silicon Valley
Un video, centinaia di robot umanoidi e una reazione che ha fatto il giro del mondo. Quando UBtech ha mostrato i suoi Walker S2 muoversi all’unisono in un magazzino cinese, per molti è stato uno spettacolo impressionante. Questi robot giravano la testa e agitavano le braccia all’unisono mentre entravano in fila nei container: un effetto visivamente sbalorditivo che ricorda il blockbuster fantascientifico “Io, Robot”.
Per altri, invece, troppo perfetto per essere reale. Da qui è nato un dibattito che va ben oltre l’autenticità di un filmato: riguarda la velocità con cui la Cina sta trasformando la robotica umanoide da esperimento da laboratorio a industria su larga scala, mettendo in discussione percezioni, pregiudizi e certezze consolidate in Occidente.
Brett Adcock, fondatore e CEO dell’azienda americana di robotica Figure, ha trovato difficile crederci e ha immediatamente pubblicato sui social media il video, insinuando che fosse stato generato al computer.
“Guarda il riflesso di questo robot e poi confrontalo con quello dietro. Il robot davanti è reale, quello dietro è finto”, ha riportato Adcock. “Se vedi un’unità principale che riflette un gruppo di luci sul soffitto, allora è un’immagine generata al computer.”
In risposta al post di Adcock, UBTECH ha rapidamente pubblicato un video girato con un drone FPV (prospettiva in prima persona), insieme all’audio originale, invitando gli scettici ad assistere in prima persona all'”impresa” del robot che esegue queste azioni, con la didascalia: “È davvero generato dall’intelligenza artificiale? Una rivelazione in un’unica ripresa, con audio originale e velocità originale!”
Tuttavia, non si può mai svegliare qualcuno che “finge di dormire”, e Adcock continua a non crederci… Il 29 novembre, il South China Morning Post di Hong Kong ha riferito che non si tratta di un caso isolato.
Quando la portaerei cinese Fujian dimostrò per la prima volta il suo sistema di catapulta elettromagnetica, gli esperti militari statunitensi sollevarono interrogativi analoghi sulle sue capacità. In questo contesto, le ipotesi basate sull’esperienza passata sembrano aver offuscato la loro comprensione delle attuali realtà industriali cinesi.
“Molti dei dubbi derivano da una scarsa comprensione delle capacità produttive della Cina e dei vantaggi del nostro sistema di collaborazione nella catena di fornitura”, ha risposto direttamente Tan Min, Chief Brand Officer di UBTECH: “I critici dovrebbero venire in Cina per vedere di persona il fiorente sviluppo dell’industria dei robot umanoidi e partecipare direttamente alla catena industriale”.
Il South China Morning Post ha osservato che tale scetticismo è in una certa misura comprensibile. Solo un anno fa, molti robot stavano ancora imparando a imitare l’andatura umana. Oggi, i robot industriali umanoidi vengono utilizzati in vari settori, tra cui la produzione di veicoli a nuova energia, la produzione intelligente 3C (computer, comunicazioni ed elettronica di consumo) e la logistica intelligente.
Grazie alla collaborazione open source, a una catena di fornitura strettamente integrata e alla rapida iterazione delle applicazioni pratiche, l’industria cinese dei robot umanoidi si sta sviluppando rapidamente.
“Una solida strategia open source è uno dei fattori chiave per il continuo aggiornamento dei nostri robot”, ha affermato Yao Qiyuan, co-fondatore di Shenzhen EngineAI, in un’intervista a Science and Technology Daily. “Distribuendo e addestrando codice open source, attiriamo sviluppatori globali per costruire insieme un ecosistema applicativo”.
Nel frattempo, il governo di Shenzhen ha ulteriormente sostenuto lo sviluppo dell’industria della robotica aprendo scenari nel settore pubblico, come l’ispezione e la protezione antincendio, per fornire “posti di lavoro” ai robot.
Naturalmente, la riduzione dei costi è un altro fattore chiave che ne favorisce l’adozione su larga scala. Nell’ottobre di quest’anno, la Noetix Robotics, con sede a Pechino, ha lanciato un robot umanoide al prezzo inferiore a 10.000 yuan, rivolto ad hobbisti e istituti di formazione per programmatori. Solo sei mesi prima, questo robot si era aggiudicato il secondo posto in una mezza maratona di robot umanoidi.
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Moving Mousepad Is An Elegant Aimbot
These days, it can be hard to remain competitive in online shooters without spending your entire life dedicated to the sport. This leads some to explore the world of competitive aids. (AKA: cheating.) A great example is [Nick], who built a mechanical aimbot to help in this regard.
[Nick’s] build moves a mousepad underneath the mouse opposite to the desired movement direction, in order to simulate the mouse movements required to aim at targets in game. This is achieved with the aid of a XDraw A4 pen plotter, which served as a cheap prebuilt X-Y motion platform. The plotter responds to simple serial commands, which makes it easy to control. The X-Y gantry was mounted underneath the desk so the mousepad sits seamlessly on top of the desk, sliding neatly on low-friction mouse skate stickers.
With the mousepad control system built, it was then necessary to figure out how to turn it into an aimbot. [Nick] already had a machine vision tool to detect enemies in shooting game, so it was merely modified to make the right mousepad movements to get the crosshairs right where they needed to be before firing. In testing, it proved more than capable at helping a new player achieve far superior aim, as a good aimbot should.
We’ve featured similar projects before that use complex mechanical contraptions to aim for you. Yes, it’s still cheating, but it’s a lot harder to detect than a traditional aimbot. That doesn’t make it right, per se, just more subtle. Video after the break.
youtube.com/embed/T4rrcw_oRVs?…
What to do When Your Foucault Pendulum Stops Swinging
At the Houston Museum of Natural Science they recently made a disturbing discovery: their Foucault pendulum had stopped swinging for the first time since its installation in the 1970s. (Video, embedded below.)
While some might take this as yet another sign of the end times, here it is simply a sign that the electromagnetic system that kicks the pendulum developed a fault and will need to be fixed.
Their explainer video of this Herzstein Foucault pendulum is also worth watching, as it explains both the underlying physics and this particular pendulum’s construction. Every 48 hours the 81.6 kg heavy pendulum completes a full rotation, like clockwork, with pins along the circumference being tipped over one by one as the pendulum precesses.
Overview of the Foucault pendulum system, with the electromagnets that sustain the movement on top. (Credit: Houston Museum of Natural Science)
Invented by [Léon Foucault] in 1851 as an experimental demonstration of Earth’s rotation using a swinging pendulum, the Foucault pendulum remains a popular physical demonstration in museums and elsewhere. Although the pendulum seems to just follow the same line, it gradually shifts its plane of oscillation, making it seem that it rotates around its attachment point.
The effect differs per region of the Earth globe, making it both a fascinating experiment and a sore point for those who insist that the Earth is a flat, unmoving disc.
Not only does it measure the rotation of the Earth, but also its shape due to how the effect changes depending on the pendulum’s position on the globe, with the north and south poles showing it will precess in exactly 24 hours, while at the equator the pendulum will not precess at all.
We hope that the repair of the mechanism behind the Houston museum’s pendulum progresses smoothly, and would love to see a video of its innards and repair.
youtube.com/embed/yG6ghaLgM4o?…
youtube.com/embed/AZ_RAWx1X9E?…
[2026-01-03] Galileo - Sabato sera DJ SET @ Biella - Galileo
Galileo - Sabato sera DJ SET
Biella - Galileo - Via Galileo Galilei, 1, 13900 Biella BI
(sabato, 3 gennaio 21:30)
Jungle nappz DJ set
Seeing Sound for Under $200
There are five general senses: touch for feels, taste for food, smell for avoiding trash, hearing for sounds, and, of course, eyesight for visualizing the very waves making up that sound. [PlasmatronX] drives that last point home with his camera for sound waves, that’s even able to capture constructive and destructive interference. (Video, embedded below.)
You may have heard of Schlieren imaging, which is usually used to capture the movement of air currents caused by heat sources. [PlasmatronX] sets up a concave mirror to amplify the refraction of different densities of air, only unlike traditional Schlieren setups, he’s after the different densities of air caused by the pressure waves that we interpret as sound.
To capture the sound waves, you could have a camera with the shutter speed to match, but cameras with that ability run quite a premium. The route taken by [Plasma] uses a cleverly synced audio and optical capture system. Even this wasn’t easy, though. Audio circuits have to be modified to remove high-pass filters, and the LED flash has to be overvolted to allow for the quick strobe.
If you want your own try with visualizing sound, check out [PlasmatronX]’s GitHub project here! While this particular imaging technique may be new for us, crazy imaging certainly isn’t in the general sense. For example, check out this camera for something even crazier, light!
youtube.com/embed/o9ojD0LRB0Q?…
[2026-01-10] CONCERTO BENFIT INGUAIATI - MILANO CALIBRO 20 @ collettivo anarchico Bandiera Nera
CONCERTO BENFIT INGUAIATI - MILANO CALIBRO 20
collettivo anarchico Bandiera Nera - viale Monza 255
(sabato, 10 gennaio 21:00)
[2026-01-17] CONCERTO BENEFIT INGUAIATI - HORROR NIGHT: Caduceus + Craven Road @ collettivo anarchico Bandiera Nera
CONCERTO BENEFIT INGUAIATI - HORROR NIGHT: Caduceus + Craven Road
collettivo anarchico Bandiera Nera - viale Monza 255
(sabato, 17 gennaio 21:30)
[2026-01-02] TOMBOLONE di RICONVERSIONE a supporto della campagna di azionariato popolare per GFF @ Circolo arci 29 Martiri di Figline, PRATO
TOMBOLONE di RICONVERSIONE a supporto della campagna di azionariato popolare per GFF
Circolo arci 29 Martiri di Figline, PRATO - via di Cantagallo 250, Prato
(venerdì, 2 gennaio 18:00)
Con gli auguri di buone feste invernali, collettive e solidali
venerdì gennaio dalle 18.00 si riprende il nuovo anno in modo conviviale con il
TOMBOLONE della RICONVERSIONE
rilanciando la campagna di crowdfunding "Un'Azione per salvare GFF" promossa da ARCI.
Grazie all'ospitalità del circolo 29Martiri di Figline, solidali pratesi della SOMS INSORGIAMO del Collettivo di Fabbrica exGKN invitano ad una tombola...dopo 1600 giorni di assemblea permanente, diamo i numeri con la smorfiaGKN
In palio tanti premi con anche gadget del Collettivo di Fabbrica exGKN.
Partecipiamo e INSORGIAMO!
Pizzeria aperta a cena. Ingresso soci ARCI
[2025-12-28] DREAMS AND STONES @ Consorzio Factory Grisù
DREAMS AND STONES
Consorzio Factory Grisù - via Poledrelli 21, Ferrara
(domenica, 28 dicembre 10:00)
Meno bombe, più malware: la nuova fase silenziosa del conflitto israelo-mediorientale
Nel confronto permanente tra Israele e l’ecosistema di militanza armata che lo circonda – con l’Iran che, nella sua retorica e nella sua postura strategica, continua a sostenere una linea radicalmente ostile – il nuovo anno difficilmente porterà una pacificazione strutturale. È una previsione scontata, dirà qualcuno. Ma ciò che cambia davvero non è la cornice politica: sono le capacità offensive che maturano sotto soglia, dove il rumore mediatico si abbassa e la competizione continua.
Se i riflettori sul fronte di Gaza si sono affievoliti, anche per la pressione e la presenza degli Stati Uniti nel contenimento della crisi, questo non significa che si sia aperto un ‘tavolo della pace’. Al contrario: le fratture sociali e psicologiche prodotte dalla guerra restano per anni, generano polarizzazione, radicalizzazione e cicli di vendetta difficili da spegnere.
Indicatori e previsione realistica di breve periodo
Sul piano cyber, vale una regola: distinguere tra rumore (hacktivismo episodico, propaganda, claim non verificati) e segnali strutturati (campagne persistenti, targeting coerente, tradecraft ripetibile). Qui le fonti aperte e i report di threat intelligence aiutano: non perché ‘predicono il futuro’, ma perché fotografano la maturazione delle capacità.
In questo senso, analisi recenti di Unit 42 (il team di Palo Alto Networks specializzato in threat intelligence e incident response) riportano un’accelerazione di attività di spionaggio attribuite al cluster noto come Ashen Lepus / WIRTE, rivolte a entità governative e diplomatiche in Medio Oriente, con l’introduzione di una nuova suite chiamata AshTag. Il punto non è il nome del malware: è la traiettoria. Il report evidenzia una maturazione progressiva dal 2020, con aumento di sofisticazione, nuove tattiche, migliore gestione dell’infrastruttura e maggiore disciplina operativa (OpSec).
Questo non significa che Hamas abbia compiuto un ‘salto di qualità’ tale da ribaltare i rapporti di forza. Significa però che, nella massa di segnali e messaggi che riceviamo ogni giorno, esistono rumori che non vanno sottovalutati perché indicano crescita di capacità e continuità operativa.
I segnali ‘in rosso’ da segnare in agenda
- Persistenza: campagne che durano mesi o anni, non picchi di 48 ore.
- Targeting coerente: stessi settori/Paesi, obiettivi realistici (diplomatici, ministeri, enti regionali).
- Tradecraft ripetibile: infrastruttura e TTP che ritornano, anche se evolvono.
- Disruptive credibile: incidenti con indicatori tecnici e narrazione coerente, non solo claim.
- Implicazioni: prontezza e decisione, non allarmismo
La linea di difesa contro il cyber-terrorismo e le minacce ibride deve restare sempre in tensione: niente cali di attenzione, niente ritardi decisionali, perché proprio i tempi di reazione (tecnici e politici) spesso determinano l’impatto reale di un attacco. E non si tratta semplicemente di ‘spendere di più in armi’: si tratta di investire in resilienza, protezione dell’ecosistema ICT, continuità operativa e, soprattutto, consapevolezza cyber a lungo termine.
Non dobbiamo farci spaventare da questi indicatori, ma valutarli con metodo: misurare probabilità e impatto, aggiornare posture e procedure, e riconoscere che gli attori del conflitto sono costantemente alla ricerca di nuove risorse umane e nuove affiliazioni, anche sfruttando disinformazione e proselitismo. Cambiano i mezzi, non la logica. Chi conosce la storia dell’intelligence ostile, almeno dai tempi di Kim Phillby l’agente Zig Zag, comprende quali siano questi pericoli.
Italia: un tema non troppo lontano
Per l’Italia il tema non è astratto, né lontano. La Pubblica Amministrazione resta uno dei bersagli più appetibili perché concentra dati, identità, servizi essenziali e, soprattutto, un mosaico di infrastrutture spesso eterogenee: legacy che convivono con cloud, fornitori diversi, livelli di maturità disallineati tra ministeri, enti locali e sanità. In questo quadro, la minaccia non cerca necessariamente ‘l’exploit perfetto’: cerca l’anello debole, il fornitore trascurato, l’utenza senza formazione, la segmentazione fatta a metà.
Se accettiamo che nel 2026 la competizione cyber continuerà sotto soglia, allora la risposta non può essere solo tecnica e non può essere solo politica: deve essere governance operativa. Significa catene decisionali corte, esercitazioni reali, piani di continuità verificati, patching e identity hardening come priorità nazionale, e soprattutto una cultura che tratti la sicurezza come funzione di servizio pubblico, non come costo. Perché quando il bersaglio è la PA, l’impatto non resta nei log: arriva direttamente al cittadino.
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[2025-12-30] Passeggiata Sonora - Ascoltare il mondo che ci circonda @ Parco Coletta
Passeggiata Sonora - Ascoltare il mondo che ci circonda
Parco Coletta - Viale della Costituzione, 44122, Ferrara
(martedì, 30 dicembre 10:00)
Martedì 30 dicembre – mattina
🎧 Ascoltare il mondo che ci circonda
Alle ore 10 parte la passeggiata sonora “Il mondo attraverso il suono” con Lisa Boni di Cumbre aps.
Un’esperienza di ascolto lento e condiviso per riscoprire il paesaggio sonoro del quartiere, lontano dalla fretta e dalla performance.
📍 Itinerante
👥 Max 15 partecipanti
📞 Info e iscrizioni: 335 175 1063
#IlTempodellaFesta #PasseggiataSonora #Ascolto #NataleInGiardino #QuartiereGiardino
Il Cybercrime cerca Dipendenti Infedeli. Aumento delle richieste nelle underground
La comunità dei criminali informatici sta rapidamente aumentando il suo interesse nel reclutare personale all’interno delle aziende. Invece di sofisticati attacchi esterni, i criminali si affidano sempre più a fonti interne, ovvero persone disposte a fornire accesso ai sistemi aziendali o a divulgare informazioni riservate dietro compenso.
Questa tendenza ha già interessato banche, exchange di criptovalute, aziende di telecomunicazioni e aziende tecnologiche.
Secondo Check Point, sui forum underground compaiono regolarmente offerte di collaborazione.
Alcune sono scritte in tono neutro, mentre altre cercano di fare leva sulle emozioni, promettendo sollievo dal lavoro di routine e alti profitti. Le ricompense per l’assistenza variano da diverse migliaia di dollari per un servizio una tantum a cifre a sei cifre per una collaborazione a lungo termine.
Tra queste, l’accesso ai sistemi interni, il ripristino delle password e il trasferimento di database o altre informazioni utili per gli attacchi.
Il settore finanziario rimane un obiettivo chiave. Nelle darknet si trovano offerte mirate ai dipendenti di exchange come Coinbase, Binance, Kraken e Gemini, nonché ai dipendenti di importanti banche e autorità fiscali. I criminali sono disposti a pagare decine di migliaia di dollari per la cronologia delle transazioni o l’accesso amministrativo. Vengono venduti anche database completi: uno contenente informazioni su 37 milioni di utenti ha un valore di 25.000 dollari.
Anche le aziende tecnologiche sono sotto attacco. L’archiviazione cloud e i dati dei clienti sono di particolare interesse. I forum stanno registrando richieste rivolte ai dipendenti di Apple, Samsung e Xiaomi, nonché agli operatori di telecomunicazioni, alle aziende di logistica e ai consulenti IT. Gli attacchi di SIM swapping, che richiedono l’assistenza dei dipendenti degli operatori di telefonia mobile, rimangono un’area separata.
In alcuni casi, anziché una collaborazione una tantum, l’offerta prevede un lavoro da remoto permanente a un costo fisso.
Tali accordi possono durare settimane e includere attività come il trasferimento di informazioni, la rimozione di tracce o la disattivazione dei sistemi di sicurezza. A volte vengono coinvolti anche i cosiddetti access broker che operano tramite Telegram e altre piattaforme chiuse. Queste piattaforme reclutano anche penetration tester disposti a mettere a frutto le proprie conoscenze per supportare gli aggressori ransomware.
L’anonimato delle transazioni aggrava ulteriormente la situazione.
Grazie alle criptovalute, i partecipanti a tali schemi possono rimanere al di fuori del radar delle autorità di regolamentazione e le transazioni stesse sono difficili da tracciare. Per le aziende, ciò significa non solo perdite dirette, ma anche il rischio di danni alla reputazione, interruzioni dei processi aziendali e problemi di conformità legale.
Per proteggersi da questa minaccia, le organizzazioni devono combinare misure tecnologiche con la gestione del personale. Ciò include la sensibilizzazione sui potenziali rischi, il monitoraggio regolare delle attività dei dipendenti, la limitazione dell’accesso ai sistemi critici e l’analisi costante dei siti darknet per individuare eventuali riferimenti all’azienda.
Solo una preparazione costante e un’attenzione ai dettagli possono ridurre al minimo i rischi associati alle minacce interne.
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Gmail ora consente di cambiare il tuo Account senza creare un nuovo
Google ha iniziato a introdurre una funzione molto attesa che consente agli utenti di modificare il proprio indirizzo email @gmail.com senza dover creare un nuovo account. Per anni gli utenti Gmail erano bloccati con il nome utente scelto al momento della registrazione, ma un recente aggiornamento della documentazione di supporto di Google mostra che, gradualmente, la possibilità di cambiare l’indirizzo principale viene resa disponibile, mantenendo intatti dati, email e servizi collegati all’account.
Secondo le informazioni circolate online, il meccanismo funziona mantenendo attivo il vecchio indirizzo come alias: le email inviate sia al nuovo sia al precedente indirizzo continuano ad arrivare nella stessa casella, e l’accesso a servizi come Gmail, Drive e YouTube non viene interrotto.
La funzione è al momento in fase di rollout graduale e potrebbe non essere visibile a tutti gli utenti contemporaneamente
Per modificare il tuo indirizzo Gmail:
- Vai su myaccount.google.com/google-account-email e accedi al tuo account Google.
- Tocca “Informazioni personali” nel menu delle impostazioni.
- Seleziona “Email”, quindi “Indirizzo email dell’account Google”.
- Se la funzionalità è disponibile per il tuo account, vedrai l’opzione “Modifica l’indirizzo email del tuo account Google”.
- Inserisci il nuovo indirizzo Gmail che desideri utilizzare (deve essere libero e non utilizzato in precedenza).
- Conferma la tua selezione e segui le istruzioni.
Devi esserne consapevole
Tuttavia, la modifica non si applica a tutti i tipi di account e ci sono diverse limitazioni di cui vale la pena essere a conoscenza prima di iniziare.
Vale la pena notare che questo vale solo per gli account che utilizzano già un indirizzo @gmail.com. Se hai un account Google associato a un altro provider di posta elettronica, dovrai aggiungere Gmail come servizio o eliminare completamente Gmail se desideri passare a un indirizzo esterno. Anche gli account gestiti da aziende, scuole o organizzazioni non possono essere modificati senza un amministratore, il che è logico.
Se scegli di cambiare il tuo indirizzo Gmail, ci sono alcune cose che non vedrai accadere: il tuo vecchio indirizzo verrà automaticamente aggiunto come indirizzo email alternativo e continuerai a ricevere email inviate sia al tuo vecchio che al tuo nuovo indirizzo. Tutti i contenuti del tuo account , inclusi email, Google Drive, Foto, acquisti, abbonamenti e impostazioni, verranno mantenuti. Buono a sapersi.
Puoi accedere al tuo nuovo e vecchio indirizzo e annullare la modifica del nome
Google sottolinea inoltre che è possibile accedere sia con il vecchio che con il nuovo indirizzo dopo la modifica e che è possibile tornare al proprio indirizzo Gmail originale in qualsiasi momento.
Tuttavia, ci sono alcune limitazioni: non è possibile creare un nuovo indirizzo Gmail per 12 mesi e il nuovo indirizzo non può essere eliminato.
L’azienda avverte inoltre che alcuni servizi potrebbero essere interessati. Se utilizzi Chromebook, “Accedi con Google” su servizi di terze parti o Chrome Remote Desktop , potresti riscontrare problemi temporanei.
Google consiglia di eseguire il backup dei dati prima di apportare la modifica e di prepararsi al ripristino di alcune impostazioni delle app, proprio come quando accedi a un nuovo dispositivo.
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Fabrizio
in reply to Informa Pirata • • •senza dubbio Huxley.
Però ci sarevbe anche un puntina di Dick (acusate il gioco di parole). Nel nuovo mondo si sente poco il capitalismo opprimente che invece si percepisce in Ubik o Gli androidi sognano pecore elettriche di Dick. Li anche per usare un maniglia bisognava pagare.
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