[2026-01-07] Presentazione libro "OLOCAUSTO PALESTINESE" di Angela Lano @ associazione culturale "La Credenza"
Presentazione libro "OLOCAUSTO PALESTINESE" di Angela Lano
associazione culturale "La Credenza" - via Walter Fontan 16, Bussoleno
(mercoledì, 7 gennaio 20:30)
MERCOLEDÌ 7 GENNAIO ORE 20,30
SALA "SILVANO GIAI" - ASSOCIAZIONE CULTURALE LA CREDENZA (BUSSOLENO)
PRESENTAZIONE DEL LIBRO "OLOCAUSTO PALESTINESE" di Angela Lano
Dialogheranno con l'autrice Nicoletta Dosio, Gianluca Vitale e Giorgio Cremaschi.
[2026-01-09] Mercato 47 @ CSA Magazzino 47
Mercato 47
CSA Magazzino 47 - via industriale 10 Brescia
(venerdì, 9 gennaio 16:00)
TUTTI I VENERDÌ DALLE 15.00 ALLE 19.00
Prodotti biologici, naturali, tradizionali, dall’agricoltura contadina e dai piccoli produttori: una spesa diversa è possibile pane, ortaggi, frutta, vini, formaggi, miele, pasta, cereali, conserve, cosmesi, produttori del commercio equo e tanto altro ancora per difenderci dall’aumento dei prezzi, per acquistare prodotti di qualità, per incontrare e conoscere i piccoli produttori, per non essere asserviti all’industria agro-alimentare e alle grandi catene di distribuzioni, per il consumo critico e perche’ la spesa sia un momento di incontro e socialità.
Con “Mercato 47” ci siamo proposti di realizzare un’opportunità di incontro diretto, senza forme di intermediazione commerciale, tra consumatori e piccoli produttori, contadini, artigiani, che siano attenti alla qualità del prodotto e delle relazioni (sociali, con l’ambiente e con il territorio) che si sviluppano durante il processo produttivo e di commercializzazione.
Crediamo che questo sia il modo per garantire una spesa di qualità, di prodotti genuini, tipici, biologici e naturali, a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato dalla distribuzione commerciale, e anche per assicurare un equo corrispettivo al lavoro contadino e artigianale, costretto spesso a piegarsi alle condizioni imposte dall’industria agro-alimentare e dalle grandi catene commerciali.
È un modo concreto di combattere il caro-prezzi, l’aumento del costo della vita, l’erosione dei salari da parte dell’inflazione e della progressiva riduzione della spesa pubblica per i servizi sociali. È un modo per costruire dal basso relazioni economiche estranee alle logiche di puro profitto, privilegiando nel consumo i piccoli produttori attenti alla salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità, delle produzioni tipiche, genuine e di qualità anche per contrastare l’omologazione del gusto imposta dalla grande industria agro-alimentare.
È un modo, infine, per recuperare la dimensione popolare del mercato come momento di incontro e di scambio tra le persone, con una serie di proposte di contorno (degustazioni, presentazioni di prodotti, concerti, proiezioni cinematografiche, presentazione di libri ecc.), che facciano della nostra spesa settimanale un’occasione di socialità, ma pure di ragionamento su come un mondo diverso si possa costruire anche a partire dai nostri comportamenti quotidiani, compreso ciò che mangiamo, che beviamo e che consumiamo.
Crediamo che sia importante che un’esperienza come questa sia nata e si sviluppi in un Centro Sociale Autogestito come il Magazzino 47, luogo di sperimentazione di una socialità liberata e di costruzione di pratiche politiche che, dal basso, si oppongono agli assetti economici imposti dalla globalizzazione capitalista.
Ricordiamo che a “Mercato 47” potrete trovare piccoli produttori di ortaggi, frutta, formaggi e salumi, farine, miele e altro ancora. Ma, poiché, vogliamo che per voi possa essere l’occasione della vostra spesa settimanale, “Mercato 47” organizza anche la vendita di quei prodotti per i quali non è possibile avere la presenza diretta dei produttori. E così troverete pane, pasta, olio, salse, riso, succhi, agrumi (nella stagione invernale) tutti biologici: questi prodotti vengono venduti con un ricarico medio del 20% sul “prezzo sorgente”, che consente a “Mercato 47” di pagare le spese di gestione e a chi acquista di operare un significativo risparmio sul prezzo pagato per prodotti di uguale qualità, acquistati nei normali circuiti di distribuzione. Potrete poi trovare anche una vasta gamma di prodotti del commercio equo e solidale: caffè, te, succhi di frutta, riso, orzo, legumi, ecc.
Ricordiamo ancora che a margine di Mercato 47 ogni venerdì sera sarà aperta l’enoteca, ci saranno cene a prezzi popolari e organizzeremo degustazioni, piccoli concerti, proiezioni di film, presentazioni di libri, dibattiti. E che lo spazio di Mercato 47 è aperto alle idee, alle iniziative, ai contributi di chi intenda proporre momenti di socialità, di cultura, di svago, e che le realtà collettive possano proporsi per l’organizzazione di cene di autofinanziamento.
Per dirla con Serge Latouche, economista francese, il mercato “e’ innanzitutto uno spazio di socialità specifico prima di essere un luogo di scambio di merci. Luogo per eccellezza della vita pubblica… occasione di incontri, luogo in cui si mescolano le generazioni, i sessi, le etnie diversi. La piazza di mercato appare come un luogo antitetico rispetto a quello del potere ufficiale”. Anche per questo, in un Centro Sociale Autogestito, si fa Mercato 47.
Flavio Sabato, Jennifer Tocci e Maria Teresa Bartolomeo interverranno a “Nuove radici, nuovi orizzonti” a Roma
Flavio Sabato, Jennifer Tocci e Maria Teresa Bartolomeo interverranno a “Nuove radici, nuovi orizzonti” la formazione studentesca sulle libertà individuali a Roma
Lunedì 5 gennaio 2026
Ore 9:00 – 11:00
Via Valeriano, 3F Roma
Nell’ambito delle formazioni interne promosse da UdS Pomezia, LabBarricata e Officina Studentesca Anzio-Nettuno, nello spazio dedicato ai temi delle libertà individuali, interverranno:
- Flavio Sabato, coordinatore della Cellula di Pomezia relativamente al tema delle barriere architettoniche;
- Jennifer Tocci, coordinatrice della Cellula di Genova relativamente al tema del fine vita;
- Maria Teresa Bartolomeo, coordinatrice della Cellula di Roma relativamente al tema delle terapie psichedeliche.
Si tratta di un momento di formazione, riservato esclusivamente ai membri delle organizzazioni studentesche coinvolte: un’occasione importante per dialogare, condividere e rafforzare gli strumenti di mobilitazione.
L'articolo Flavio Sabato, Jennifer Tocci e Maria Teresa Bartolomeo interverranno a “Nuove radici, nuovi orizzonti” a Roma proviene da Associazione Luca Coscioni.
Low-Cost, Portable Streaming Server
Thanks to the Raspberry Pi, we have easy access to extremely inexpensive machines running Linux that have all kinds of GPIO as well as various networking protocols. And as the platform has improved over the years, we’ve seen more demanding applications on them as well as applications that use an incredibly small amount of power. This project combines all of these improvements and implements a media streaming server on a Raspberry Pi that uses a tiny amount of energy, something that wouldn’t have been possible on the first generations of Pi.
Part of the reason this server uses such low power, coming in just around two watts, is that it’s based on the Pi Zero 2W. It’s running a piece of software called Mini-Pi Media Server which turns the Pi into a DLNA server capable of streaming media over the network, in this case WiFi. Samba is used to share files and Cockpit is onboard for easy web administration. In testing, the server was capable of streaming video to four different wireless devices simultaneously, all while plugged in to a small USB power supply.
For anyone who wants to try this out, the files for it as well as instructions are also available on a GitHub page. We could think of a number of ways that this would be useful over a more traditional streaming setup, specifically in situations where power demand must remain low such as on a long car trip or while off grid. We also don’t imagine the Pi will be doing much transcoding or streaming of 4K videos with its power and processing limitations, but it would be unreasonable to expect it to do so. For that you’d need something more powerful.
youtube.com/embed/rvEQalALV6Y?…
Thanks to [Richard] for the tip!
Join us at the Cambridge/Somerville Pirate Meetups
We scheduled four upcoming Cambridge/Somerville Pirate Meetups over the next two months:
- 1/10/2026, 2-4pm, 1369 Coffee House, 757 Mass. Ave., Cambridge;
- 1/25/2026, 3-5pm, Diesel Cafe, 257 Elm St., Somerville;
- 2/7/2026, 2-4pm, Tatte Bakery & Cafe, 318 Third St., Cambridge;
- 2/22/2026, 1-3pm, 37 Woodbine St., Somerville.
Click the links to go to their respective registration pages. Knowing how many people plan to attend helps to choose the right sized table.
Looking forward to meeting with fellow pirates in Camberville!
PS: You can also join our local mailing list.
BASTA ODIOSI CONTROLLI !!!
-- Come possiamo togliere prescrizioni e regole che proteggono i cittadini e impediscono di attaccare l'ambiente e la cosa pubblica, senza farci notare?
++ Ma è semplice! Basta cambiare nome a quello che stai facendo, per esempio invece di "cancellazione di regole e protezioni" li chiami "semplificazione delle procedure", poi per quelli più ficcanaso ci metti anche un bel sito web, nuovo e ben impaginato, dove ci si possono anche perdere.
-- Ma sai che potrebbe funzionare?
++ Eccome. Anzi, ecco qui già tutto pronto. Per esempio sulle odiose Valutazioni ambientali ecco che scriviamo :
italiasemplice.gov.it/portale/…
Chi vuoi che noti che :
..Estensione a tutte le VIA statali della disciplina speciale PNRR su inerzia e potere sostitutivo
significa che viene estesa la “VIA rapida” che porta a veloce approvazione dei progetti senza più controllo.
E chi vuoi che noti che c' è un indebolimento tragico dei controlli preliminari con :
..Riduzione del periodo per la consultazione pubblica sullo studio preliminare ambientale a 30 giorni
per cui dove prima non c'era una scadenza adesso i pareri devono schioccare in trenta giorni. E poi si riduce a 30 giorni (da 45) il termine per presentare osservazioni sullo studio preliminare ambientale e alla documentazione allegata. Il periodo di consultazione tra amministrazioni sul rapporto preliminare ambientale è stato dimezzato da 90 a 45 giorni. Si introduce inoltre un termine (di 90 giorni) entro cui l'autorità competente, se i soggetti individuati per la verifica di ottemperanza alla VIA non provvedono entro il termine stabilito, deve svolgere direttamente le attività di verifica. Sappiamo quanto i tecnici per fare controlli siano merce rara nelle amministrazioni pubbliche, quindi basta controlli e procediamo!!!
/SARCASMO
[2026-01-16] Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali @ Federazione Anarchica Torinese
Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali
Federazione Anarchica Torinese - corso Palermo 46
(venerdì, 16 gennaio 21:00)
Venerdì 16 gennaio
ore 21
alla Fat in corso Palermo 46
Interverrà Fabrizio Eva, geografo politico
Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali
L’epoca post coloniale, lungi dal chiudere i conti con il tempo degli imperi, ha aperto la strada a conflitti innescati dal ridefinirsi in chiave neocoloniale di dinamiche di controllo a livello globale, nutrendosi alla fonte avvelenata del nazionalismo, delle religioni, dello sfruttamento feroce di esseri umani e risorse.
Lo spazio geografico del Mediterraneo orientale, con l’enorme carico simbolico rappresentato dalla presenza di luoghi legati alle religioni abramitiche, nel 1918 passa sotto controllo della Gran Bretagna, che lo sottrae all’impero ottomano, sconfitto nella prima guerra mondiale.
Proveremo a dipanare le vicende che seguono quell’evento, evidenziandone similitudini e differenze con i processi di decolonizzazione di quell’epoca, segnata da massacri, pulizie etniche, esodi di massa, in vari angoli del pianeta.
Seguendo il filo dei confini disegnati con il righello ma intrisi di sangue, proveremo a cogliere i vari passaggi che hanno portato alla situazione odierna. Una situazione che nel Mediterraneo orientale, ricalca processi che ritroviamo ovunque a livello planetario.
Processi che, con diversi livelli di violenza segnano il nostro tempo.
Il nostro sguardo non è neutro, perché, collocandoci dalla parte degli oppressi e degli sfruttati, ci colloca tra chi lotta per abolire Stati, frontiere, eserciti.
[2026-01-04] “Antonio Sordi: il granarolese che fuggì due volte. Il dissenso antifascista tra polizia politica, schedature e confino” @ Sala del Quartiere di Piazza Manfredi
“Antonio Sordi: il granarolese che fuggì due volte. Il dissenso antifascista tra polizia politica, schedature e confino”
Sala del Quartiere di Piazza Manfredi - Sala del Quartiere di Piazza Manfredi - Granarolo Faentino
(domenica, 4 gennaio 17:00)
Un appuntamento per rileggere la storia locale attraverso le vicende di chi si oppose al regime fascista.
Protagonista dell’incontro sarà lo storico Mattia Randi, dell’associazione Acsé, che ricostruirà la figura di Antonio Sordi, operaio edile originario della frazione faentina e oppositore del fascismo. Arrestato nel 1928 per offese a Mussolini, Sordi fu sottoposto a un lungo percorso repressivo: schedature, sorveglianza politica e confino a Ventotene, Rogliano e Sala Consilina, dai quali tentò più volte la fuga e l’espatrio in Francia. Morì nel 1943, durante la detenzione ad Aversa, in circostanze mai del tutto chiarite.
La serata si inserisce nel progetto “Schedati. Biografie del dissenso antifascista nella Romagna Faentina”, promosso dall’Unione della Romagna Faentina e da Acsé
La Corte costituzionale dà ragione alla Toscana: le Regioni possono e devono decidere
Articolo per la testata Il Dubbio
La sentenza della Corte costituzionale sulla legge regionale toscana sul suicidio medicalmente assistito rappresenta un passaggio di grande rilievo.
Quella legge era stata approvata al termine di un ampio confronto consiliare e a seguito dell’esame – con alcune modifiche – della proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”, depositata dall’Associazione Luca Coscioni.
La sentenza 204 del 2025 chiarisce finalmente ciò che per troppo tempo è stato oscurato da letture strumentali: le Regioni possono legiferare, nell’ambito della tutela della salute, per organizzare e rendere effettivo l’intervento del servizio sanitario pubblico nel percorso di suicidio medicalmente assistito, senza dover attendere una legge statale, purché non si sostituiscano allo Stato nella definizione dei diritti e dei loro limiti.
La Consulta riconosce esplicitamente che la legge toscana è, nel suo impianto generale, riconducibile alla tutela della salute, materia di competenza concorrente.
Un’affermazione decisiva, che smonta l’argomento utilizzato dalla Lombardia e dal Piemonte per bloccare, senza nemmeno discuterle, le proposte di legge regionali: non esiste alcun divieto costituzionale a priori all’intervento delle Regioni. Il confronto politico e istituzionale era dunque non solo possibile, ma doveroso.
La Corte conferma la legittimità delle scelte fondamentali operate dalla Toscana: l’istituzione di commissioni multidisciplinari presso le aziende sanitarie, il coinvolgimento dei comitati etici, la previsione di procedure volte a garantire l’ascolto diretto della persona e la presa in carico da parte del Servizio sanitario regionale. Tutti elementi considerati coerenti con i principi già desumibili dalla legislazione statale e dalla giurisprudenza costituzionale.
È particolarmente rilevante che la Corte ribadisca che l’inerzia del legislatore statale non può paralizzare l’azione regionale. Le Regioni non devono “attendere” il Parlamento, ma possono e devono organizzare il servizio sanitario per rendere effettivi diritti già riconosciuti, evitando che l’accesso al suicidio medicalmente assistito dipenda da prassi disomogenee o, peggio, dall’arbitrio delle singole strutture.
Le dichiarazioni di illegittimità costituzionale non investono l’impianto generale della legge toscana, ma colpiscono specifiche disposizioni che eccedono la competenza regionale, tra cui la fissazione in fonte regionale dei requisiti individuati dalla giurisprudenza costituzionale e la scansione rigida dei tempi procedimentali. Resta fermo, tuttavia, nella ricostruzione della Corte, che il procedimento di accesso al suicidio medicalmente assistito si svolge nell’ambito del Servizio sanitario pubblico, cui compete la presa in carico sanitaria della persona, nei termini e secondo le condizioni già delineate dalla propria giurisprudenza.
Questo punto assume un peso decisivo nel dibattito sul disegno di legge in discussione al Senato, che tenta di escludere il Servizio sanitario dal procedimento. La giurisprudenza costituzionale ha già riconosciuto che la persona che si trova nelle condizioni previste ha diritto di essere accompagnata dal servizio sanitario pubblico. Escluderlo significherebbe creare diseguaglianze, abbandonare le persone più fragili e tradire la funzione costituzionale della sanità pubblica.
La Toscana ha dimostrato che è possibile legiferare con responsabilità, nel solco tracciato dalla Corte. Ora non ci sono più scuse: chi ha scelto di non discutere deve spiegare perché ha rinunciato a esercitare le proprie prerogative democratiche. La Corte ha parlato. La politica non può più tacere.
L'articolo La Corte costituzionale dà ragione alla Toscana: le Regioni possono e devono decidere proviene da Associazione Luca Coscioni.
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Liquid CO2 For Grid Scale Energy Storage Isn’t Just Hot Air
There’s folk wisdom in just about every culture that teaches about renewable energy — things like “make hay while the sun shines”. But as an industrial culture, we want to make hay 24/7 and not be at the whims of some capricious weather god! Alas, renewable energy puts a crimp in that. Once again, energy supplies are slowly becoming tied to the sun and the wind.
Since “Make compute while the wind blows” doesn’t have a great ring to it, clearly our civilization needs to come up with some grid-scale storage. Over in Sardinia they’re testing an idea that sounds like hot air, but isn’t — because the working gas is CO2.
The principle is simple: when power is available, carbon dioxide is compressed, cooled, and liquefied into pressure vessels as happens at millions of industrial facilities worldwide every day. When power is required, the compressed CO2 can be run through a turbine to generate sweet, sweet electricity. Since venting tonnes of CO2 into the atmosphere is kind of the thing we’re trying to avoid with this whole rigmarole, the greenhouse gas slash working fluid is stored in a giant bag. It sits, waiting for the next charge cycle, like the world’s heaviest and saddest dirigible. In the test project in Sardinia — backed by Google, amongst others — the gas bag holds 2000 tonnes and can produce 20 megawatts of power for up-to 10 hours.
The scheme does require pressure vessels the size of buildings, which may make some nervous.
That’s not exactly astounding. It gets you through the night, but leaves you hanging if the next day is cloudy. But it’s scalable. The turbine is 20 megawatts, sure, but all you need is land to add extra energy capacity. The 200 MWh pilot plant is a five hectare facility, which is only about 12.3 acres, or roughly 1/10th the size of the Mall of America. It seems like increasing capacity would be fairly trivial; unlike, say, pumped hydro storage, no special topography is required. Ten hours of storage is also notably longer than the six to eight hours grid-scale battery farms usually aim for.
As of this writing, there’s only one of these plants in operation, but expect that to change rapidly. In 2026 the company behind the Sardinia project, Energy Dome, plans on putting in grid-scale storage based on its technology in India and Wisconsin, and that’s before Google gets into it. They’re hoping to roll this technology out at a number of data centers worldwide, though the exact details of the deal aren’t public.
We’ve talked about grid-scale energy storage before, using everything from liquid tin to electric car batteries and big piles of gravel. This methodology has a lot to recommend it over those others in comparison, and should worst come to worst, at least it won’t burn for days like certain batteries we could name. Releasing 2000 tonnes of CO2 might not be as benign as a failure from a liquid air battery, but storing liquid CO2 under pressure is a lot easier holding onto cryogenic air.
All images credited to Luigi Avantaggiato.
IRAN. Iran, proteste record contro il carovita. Trump minaccia attacco
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Il contesto economico spiega l'ampiezza delle contestazioni. L’inflazione ufficiale supera il 36%, ma il costo reale della vita è percepito come molto più alto. Intanto Trump minaccia di intervenire
L'articolo IRAN. Iran, proteste record contro il carovita. Trump
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untitled asemics (differx, 2025)
untitled asemics / differx. 2025
differx.noblogs.org/2026/01/02…
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'A musica mia che r'è
‘A musica mia che r’è / Napoli centrale (live)
differx.noblogs.org/2026/01/02…
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ecco gli effetti di una parziale soluzione / differx. 2014
differx.noblogs.org/2026/01/02…
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differx.noblogs.org/2026/01/02…
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Il 2025 è stato l’anno dell’Apple Vision Flop?
Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy 😁)
Proprio come Meta che ha iniziato a sacrificare il budget per visori e metaverso così da onorare gli impegni con la Casa Bianca anche Cupertino, che a Trump ha promesso investimenti da 600 miliardi di dollari sull'Ai, ha tirato il freno d'emergenza sulla produzione e sul
Informatica (Italy e non Italy 😁) reshared this.
Strategien für politisches Engagement: Vier Vorträge vom Hackerkongress, die Mut machen
[2026-01-02] Sabrosura Latina - Special Guest NIKO DEEJAY e MARTA @ Benna - Kostanten
Sabrosura Latina - Special Guest NIKO DEEJAY e MARTA
Benna - Kostanten - Benna, Strada Statale Trossi, 17
(venerdì, 2 gennaio 21:30)
Sostenere BDS
Support the global BDS movement, led by the largest coalition in Palestinian society
differx.noblogs.org/2025/12/31…
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[2026-01-03] Baby Dance! @ Bielmonte - Bar della Panoramica
Baby Dance!
Bielmonte - Bar della Panoramica - Frazione Bielmonte, 1, Piatto BI
(sabato, 3 gennaio 12:30)
[2026-01-04] Otra Events - Serata Latina @ Gaglianico - New Wood
Otra Events - Serata Latina
Gaglianico - New Wood - Via giacomo matteotti 129 Gaglianico
(domenica, 4 gennaio 21:30)
[2026-01-02] Safada DJ SET @ Gaglianico - New Wood
Safada DJ SET
Gaglianico - New Wood - Via giacomo matteotti 129 Gaglianico
(venerdì, 2 gennaio 22:00)
Dj SET e Animazione: Raggaeton, Dembow, Trap, Funk
[2026-01-02] Manu Trope - DJ SET @ Biella - Galileo
Manu Trope - DJ SET
Biella - Galileo - Via Galileo Galilei, 1, 13900 Biella BI
(venerdì, 2 gennaio 22:00)
Database di Condé Nast bucato dagli hacker e violati dati degli abbonati a Wired?
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Un hacker ha pubblicato in un forum 2,3 milioni di dati relativi agli abbonati della testata hi-tech Wired esponendoli a campagne di doxxing, swatting e phishing: il pirata informatico sostiene di avere in mano un malloppo assai più grande che
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Sportello informativo sulle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni nel Lodigiano
URP del Comune di Lodi – Piazza Broletto
Sabato 10 gennaio 2026
Dalle ore 10:00 alle 12:00
La Cellula Coscioni di Lodi organizza un punto informativo aperto al pubblico per illustrare le attività dell’Associazione Luca Coscioni lodigiano, in particolare i temi trattati saranno:
Testamento biologico
Diritti sul fine vita
Salute riproduttiva
Disabilità
Un’occasione per incontrare gli attivisti della Cellula e conoscere le campagne in corso.
Per informazioni: cellulalodi@associazionelucacoscioni.it
L'articolo Sportello informativo sulle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni nel Lodigiano proviene da Associazione Luca Coscioni.
[2026-01-03] Nappz DJ - Jungle 360 DJ SET @ Biella - Galileo
Nappz DJ - Jungle 360 DJ SET
Biella - Galileo - Via Galileo Galilei, 1, 13900 Biella BI
(sabato, 3 gennaio 22:30)
[2026-01-16] IL GRANDE GIOCO //// Milano - Cortina, il rovescio delle medaglie @ Laboratorio autogestito Paratod@s
IL GRANDE GIOCO //// Milano - Cortina, il rovescio delle medaglie
Laboratorio autogestito Paratod@s - Corso Venezia, 51
(venerdì, 16 gennaio 19:00)
Incontro + proiezione
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Mentre Milano e Cortina si preparano a ospitare i tanto celebrati Giochi Olimpici Invernali del 2026 all’insegna di parole chiave come sostenibilità e cooperazione, una rete di attivistə si batte per spiegare come in realtà in questo grande evento vinca solo il business di pochi: una città che grazie alle Olimpiadi attira enormi flussi di capitali internazionali che rendono sempre più costoso e difficile viverci; che smantella lo sport pubblico in favore di investimenti sportivi privati; che esporta anche nei delicati ecosistemi montani il suo modello di sviluppo predatorio e distruttivo di risorse ambientali.
Un laboratorio nato all’interno della rete di attivistə e composto da filmmakers, lavoratorə, ricercatorə e studentə universitariə racconta questa esperienza di lotta attraverso un film collettivo.
Il grande gioco è il racconto visivo - in presa diretta - di un’esperienza in divenire. Si pone un compito difficile e prezioso: quello di raccontare, dall’interno, un percorso politico in costruzione, con tutte le difficoltà e le incertezze che questo porta con sé.
È un modo di fare cinema che parte dal basso, che ci vede allo stesso tempo “partecipanti” e narratori, e che per questo necessita di una presenza costante sul territorio e di un continuo processo di riflessione e confronto con la realtà rappresentata. Il laboratorio si occupa in modo condiviso di tutte le fasi: ricerca, scrittura, riprese e montaggio. Alcunə di noi sono filmaker di professione, altrə sono alla loro prima esperienza di film. Per tuttə, è un atto di fede nel potere dell’immaginazione e nell’intelligenza collettiva.
Il progetto nasce all’interno del laboratorio politico Off Topic, che ha sede a Piano Terra - spazio occupato nel quartiere Isola di Milano - e che da diversi anni indaga le dinamiche economiche, politiche e ambientali de(i)l territori(o), attraverso la chiave di lettura del diritto alla città e di una visione ecologica della comunità. Alcunə di noi fanno parte della rete CIO (Comitato Insostenibili Olimpiadi) formatasi all’inizio del 2024.
66 anni e ancora imbattibile: come il COBOL domina silenziosamente il mondo bancario
Mentre il settore dibatte su quale rete neurale sia la “più intelligente” e quale framework sia il “più moderno”, tecnologie vecchie di decenni continuano a turbinare silenziosamente sotto la superficie del settore bancario.
Quest’anno, COBOL ha compiuto 66 anni e continua a supportare attività mission-critical: elaborazione delle fatture, gestione delle reti bancomat, compensazione delle carte di credito e liquidazione batch notturna. Dove COBOL risiede, si trovano tipicamente anche i mainframe: in banche, compagnie assicurative, sistemi governativi e grandi sistemi di contabilità e magazzino.
Ciò ha portato a una semplice domanda: quali tecnologie funzioneranno probabilmente tra 50 anni e oltre, anche se tutto intorno a noi cambiasse più volte? È importante considerare che il Cobol è cambiato nel tempo: l’attuale standard COBOL 2023 assomiglia poco alle prime versioni del linguaggio che Grace Hopper ha contribuito a creare, e i mainframe moderni hanno fatto molta strada dai primi sistemi IBM 701 e IBM/360. Ma la continuità rimane; sono le implementazioni a cambiare, non il percorso di sviluppo in sé.
Tra i linguaggi di programmazione, il C, che ha più di mezzo secolo, è un candidato promettente per la longevità. Pur avendo i suoi problemi di sicurezza , rimane estremamente valido in termini di velocità e versatilità: il C può essere utilizzato praticamente su qualsiasi architettura e in qualsiasi attività di basso livello.
Mentre si parla di Rust che sta gradualmente sostituendo il C nella programmazione di sistema, vale la pena ricordare che Rust è già arrivato su Linux, ma i principali punti di forza del C – velocità e portabilità – non sono scomparsi.
Un altro pilastro “indistruttibile” è SQL. È integrato in tutti i principali DBMS relazionali, accumulando enormi quantità di logica di business, stored procedure e query, rendendo praticamente impossibile sostituirli tutti in una volta. JavaScript e TypeScript sono una storia simile: sono spesso criticati e derisi, ma la piattaforma web si basa sulla compatibilità, il che significa che il linguaggio del browser rimarrà rilevante finché il web stesso sopravviverà.
Un livello separato di tecnologie longeve è associato non ai linguaggi, ma agli ecosistemi. Linux esisterà ancora nel 2100 e Git rimarrà lo strumento di sviluppo di base per molto tempo a venire. Sorprendentemente, accanto a loro ci sono gli editor “eterni” vi ed Emacs, così come Bash, che ha superato molti concorrenti e, per inerzia, continua a essere lo strumento standard in molti scenari.
Tra le soluzioni infrastrutturali più recenti, ma già consolidate, vale la pena sottolineare Kubernetes . Ha ricevuto la sua giusta dose di critiche, ma oggi è lo standard de facto per l’orchestrazione dei container cloud e il fondamento dell’approccio “cloud-native”, quindi l’inerzia del mercato è dalla sua parte. Nel mondo applicativo, Photoshop ha alte probabilità di rimanere valido: anche con alternative, l’ecosistema e le abitudini dei professionisti spesso prevalgono sulle argomentazioni ideologiche.
La parte più dolorosa del dibattito riguarda i formati di file. Una volta che un formato diventa uno standard industriale, persiste per anni e decenni, anche se esiste un sostituto più aperto e pratico. Esempi includono DOC e DOCX, che hanno soppiantato approcci più aperti, e PDF , apprezzato per il suo aspetto coerente dei documenti “ovunque e sempre”, ma che in pratica si scontra con una moltitudine di varianti e incompatibilità. Un esempio significativo proviene dall’industria musicale: dopo che un popolare standard di notazione proprietario è stato di fatto abbandonato, gli utenti hanno scoperto che migrare il lavoro accumulato verso altre soluzioni era estremamente difficile, e a volte impossibile, senza perdite.
La conclusione finale è semplice: gli standard aperti e il software open source hanno maggiori probabilità di sopravvivere per decenni, mentre le tecnologie legate a una singola azienda sono intrinsecamente fragili, anche se oggi sembrano “troppo grandi per fallire”.
L'articolo 66 anni e ancora imbattibile: come il COBOL domina silenziosamente il mondo bancario proviene da Red Hot Cyber.
Incontro informativo “Il Biotestamento” a Cura Carpignano, Pavia
Incontro informativo “Il Biotestamento” a Cura Carpignano Pavia
Villa Imbaldi, Via Vimanone 1 – Cura Carpignano (PV)
Venerdì 30 gennaio 2026
Ore 21:00
La Cellula Coscioni di Pavia organizza un incontro pubblico informativo dedicato al tema del biotestamento, con l’obiettivo di offrire ai cittadini strumenti per esercitare in modo consapevole il proprio diritto all’autodeterminazione nelle scelte di fine vita.
All’incontro interverranno:
Avv. Fabrizio Comini, Coordinatore Cellula Pavia
Dott. Roberto Imberti, rianimatore e farmacologo
Un’opportunità di confronto e informazione promossa in collaborazione con il Comune di Cura Carpignano.
L’ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza.
L'articolo Incontro informativo “Il Biotestamento” a Cura Carpignano, Pavia proviene da Associazione Luca Coscioni.
Perché il DPO non può più essere un lupo solitario (e rischi di far fallire il GDPR)
Quando si parla della funzione del DPO è possibile escludere la possibilità di fare gioco di squadra, celebrando una sorte di one-person-band. Quando invece ci si trova a dover esercitare in modo sensato la funzione, allora è necessario ragionare su come fare gioco di squadra. Al di là dell’ovvia ricerca di sinergie con le ulteriori funzioni esterne o interne dell’organizzazione, è fondamentale infatti che venga garantita la capacità di svolgere i compiti attribuiti dall’art. 39 GDPR e, soprattutto, garantire la continuità della sorveglianza. Questo può comportare o lo stanziamento di risorse adeguato per coinvolgere altri professionisti o garantire alcuni collaboratori, o altrimenti la formazione di un team DPO.
Mentre il primo caso rientra nell’ambito dell’adeguatezza dello stanziamento di risorse che l’organizzazione deve fornire a supporto del DPO ai sensi dell’art. 38 par. 2 GDPR, nel secondo caso è invece chi si propone come DPO a dover fornire le evidenze necessarie a dimostrare la capacità di assolvere i propri compiti, come previsto dall’art. 37 par. 5 GDPR. Ovviamente, in entrambi i casi la responsabilità di adempiere agli obblighi previsti dal GDPR è e resta in capo all’organizzazione che deve comunque essere in grado di garantire l’effettività della funzione a partire dalla selezione e per tutto lo svolgimento dell’incarico.
Mentre la dotazione di risorse in termini di collaboratori a supporto del DPO è rimesso alla capacità dell’organizzazione di rispettare il GDPR e alla libertà di cui al principio di accountability, la formazione e conduzione del team DPO incontra necessariamente le regole proprie della funzione che vanno riferite più ad un “Office” che ad un singolo “Officer”.
Best practices per il team DPO.
La formazione del team DPO è presa in considerazione all’interno delle linee guida WP243 sui responsabili della protezione dei dati, indicando delle buone pratiche sia per favorire un’organizzazione trasparente e corretta sia per prevenire conflitti d’interesse. Ad esempio, è necessario non solo che ciascun componente del team possieda i requisiti per ricoprire l’incarico, ma che goda anche delle tutele previste dal GDPR fra cui principalmente quella dell’indipendenza funzionale prevista dall’art. 38 par. 3 GDPR.
Sul piano organizzativo, la ripartizione interna dei compiti è funzionale non solo per garantire l’efficienza del servizio ma anche per individuare un unico soggetto che faccia da referente per i vertici dell’organizzazione. Motivo per cui diventa opportuno dettagliare questo ambito all’interno del contratto di servizi (se esterno) o altrimenti nella descrizione del funzionamento dell’ufficio (se interno).
Quando il gioco di squadra è trasversale.
Ultimo ma non meno importante è l’aspetto invece del gioco di squadra fra DPO di diverse organizzazioni, il più delle volte nel rapporto titolare-responsabile (ma anche: fra contitolari, o titolari differenti). Poiché ciascun DPO svolge i propri compiti secondo un approccio risk-based nei confronti degli interessati, e gli interessati sono il comune denominatore dei trattamenti svolti fra questi soggetti differenti, è quanto mai opportuno – e invero, il più delle volte dimenticato – che si cooperi professionalmente in quanto si perseguono obiettivi se non proprio comuni quanto meno non divergenti: la garanzia della protezione dei dati personali degli interessati.
Questo comporta che nelle qualità personali espresse dallo svolgimento dei compiti sia riscontrabile anche quello spirito di leale collaborazione che invoca integrità e standard deontologici nel contribuire a dare efficace attuazione ai principi del GDPR e ai diritti degli interessati.
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Ottimo
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