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[2026-01-24] Progettazione autogestita dell'Ex Caserma Sani @ Circolo Arci Guernelli


Progettazione autogestita dell'Ex Caserma Sani

Circolo Arci Guernelli - Via Antonio Gandusio 6
(sabato, 24 gennaio 14:30)
Progettazione autogestita dell'Ex Caserma Sani
Prosegue il percorso di progettazione autogestita per il futuro dell’ex Caserma Sani, avviato con il partecipato incontro del 15 novembre. L’area, abbandonata dagli anni ’90, si estende per circa 10 ettari tra Bolognina e Fiera ed è di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti.

Dietro il muro che la circonda si trovano una grande area verde con numerosi alberi e diversi edifici vuoti di valore architettonico, che potrebbero essere recuperati per usi pubblici, sociali, culturali e ricreativi. La Campagna Resistenze Spaziali rivendica con forza che questi spazi restino pubblici e accessibili, chiedendo semplicemente di aprirne i cancelli.

Al primo incontro oltre 100 cittadini e cittadine si sono riuniti intorno a 3 tavoli di lavoro, per ragionare collettivamente sull'avvio di un'inchiesta sociale per raccogliere opinioni e necessità del quartiere, di immaginare a quali usi sociali potesse rispondere l'Ex Caserma Sani, e come rapportarci al verde presente.

È stato un pomeriggio ricco di punti di vista, di idee, di preoccupazioni e di entusiasmo che riprenderà le fila nel prossimo incontro pubblico, previsto sabato 24 gennaio. Ci incontriamo alle 14,30 per un nuovo pomeriggio di lavori. A seguire aperitivo insieme!

Vi aspettiamo in tanti e tante, anche a chi non ha partecipato ai precedenti appuntamenti e si sente di non sapere.

Munitevi di speranza, entusiasmo e voglia di mettersi in gioco!


balotta.org/event/progettazion…





Still relevant over a year later…


On January 9th of last year, we released an article “MAGA-Flavored Imperialism” as part of the Through the Spyglass series. condemning President Trump’s stated goals of annexing Greenland and the Panama Canal.

A little over a year later, the issue has reared its ugly head once again and needs reiterating.

As previously stated: “The alleged “anti-war candidate” seems to be just fine with US Imperialism.”

We reiterate our commitment to Pan-Americanism and a true Good Neighbor Policy. We, the United States Pirate Party, recognize that the actions taken by the President will only lead to bad blood and strained relationships between ourselves and our neighbors.

We already kidnapped the President of Venezuela in the middle of the night, which, despite how you might feel about Nicolás Maduro, is an escalation the United States cannot afford to make. We have spoken as much about it here.

Now, trying his luck again, the allies we have chosen to keep in Europe are sending non-NATO troops to Greenland in order to protect it from a potential U.S. invasion.

If the President’s gambit is to prove a dying empire “still got it”, then his plan must be marked as a failure. The world is unamused by the United States positioning and actions, and the backlash we will have to face is one from which I’m unsure we will ever truly recover.

Remember to read the original article, MAGA-Flavored Imperialism.

I understand people were tired of the status quo; we were too. But if this is the change of pace being offered, it is a marathon in the wrong direction.


uspirates.org/still-relevant-o…

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Magecart e web skimming, così evolvono le truffe sugli e-commerce: come difendersi


@Informatica (Italy e non Italy 😁)
È stata identificata una nuova campagna di web skimming basata su Magecart che non colpisce il server in modo tradizionale ma punta direttamente al browser dell’utente durante la fase di pagamento, intercettando i dati nel momento esatto in cui




This week, we discuss the staying power of surveillance coverage, the jigsaw of reporting, and eyestrain.#BehindTheBlog


Behind the Blog: Putting the Puzzle Together


This is Behind the Blog, where we share our behind-the-scenes thoughts about how a few of our top stories of the week came together. This week, we discuss the staying power of surveillance coverage, the jigsaw of reporting, and eyestrain.

JASON: I’ve started this year in the same way I spent a lot of last year: Writing about the automated license plate reader company Flock. In my career it’s been sort of weird for me to focus on one company or one thing so much for so long. I tend to get a little restless about the topics I cover, and there can sometimes be a very real fatigue with specific types of stories. After a while, people “get it,” and so the bar for a new story on a topic keeps going up. I wish this weren’t the case, and we try to cover things we feel are important, but if you’re writing about a topic and no one is reading it, then the audience might be telling you they don’t find that thing interesting anymore.

This has not yet been the case with Flock, somewhat to my surprise. I’ve been writing about surveillance technologies for a long time, and it’s rare for a specific company or specific type of technology to hold people’s interest and attention for too long.

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Hackaday Podcast Episode 353: Fantastic Peripherals, Fake or Not Fake Picos, and Everything on the Steam Deck


Join Hackaday Editors Elliot Williams and Tom Nardi as they swap their favorite hacks and stories from the week. In this episode, they’ll start off by marveling over the evolution of the “smart knob” and other open hardware input devices, then discuss a futuristic propulsion technology you can demo in your own kitchen sink, and a cheap handheld game system that get’s a new lease on life thanks to the latest version of the ESP32 microcontroller.

From there they’ll cover spinning CRTs, creating custom GUIs on Android, and yet another thing you can build of out that old Ender 3 collecting dust in the basement. The episode wraps up with a discussion about putting Valve’s Steam Deck to work and a look at the history-making medical evacuation of the International Space Station.

Check out the links below if you want to follow along, and as always, tell us what you think about this episode in the comments!

html5-player.libsyn.com/embed/…

As always, this episode is available in DRM-free MP3.

Where to Follow Hackaday Podcast

Places to follow Hackaday podcasts:



Episode 353 Show Notes:

What’s that Sound?



Interesting Hacks of the Week:



Quick Hacks:



Can’t-Miss Articles:



hackaday.com/2026/01/16/hackad…



[2026-01-23] Mercato 47 @ CSA Magazzino 47


Mercato 47

CSA Magazzino 47 - via industriale 10 Brescia
(venerdì, 23 gennaio 16:00)
Mercato 47
TUTTI I VENERDÌ DALLE 15.00 ALLE 19.00

Prodotti biologici, naturali, tradizionali, dall’agricoltura contadina e dai piccoli produttori: una spesa diversa è possibile pane, ortaggi, frutta, vini, formaggi, miele, pasta, cereali, conserve, cosmesi, produttori del commercio equo e tanto altro ancora per difenderci dall’aumento dei prezzi, per acquistare prodotti di qualità, per incontrare e conoscere i piccoli produttori, per non essere asserviti all’industria agro-alimentare e alle grandi catene di distribuzioni, per il consumo critico e perche’ la spesa sia un momento di incontro e socialità.

Con “Mercato 47” ci siamo proposti di realizzare un’opportunità di incontro diretto, senza forme di intermediazione commerciale, tra consumatori e piccoli produttori, contadini, artigiani, che siano attenti alla qualità del prodotto e delle relazioni (sociali, con l’ambiente e con il territorio) che si sviluppano durante il processo produttivo e di commercializzazione.

Crediamo che questo sia il modo per garantire una spesa di qualità, di prodotti genuini, tipici, biologici e naturali, a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato dalla distribuzione commerciale, e anche per assicurare un equo corrispettivo al lavoro contadino e artigianale, costretto spesso a piegarsi alle condizioni imposte dall’industria agro-alimentare e dalle grandi catene commerciali.

È un modo concreto di combattere il caro-prezzi, l’aumento del costo della vita, l’erosione dei salari da parte dell’inflazione e della progressiva riduzione della spesa pubblica per i servizi sociali. È un modo per costruire dal basso relazioni economiche estranee alle logiche di puro profitto, privilegiando nel consumo i piccoli produttori attenti alla salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità, delle produzioni tipiche, genuine e di qualità anche per contrastare l’omologazione del gusto imposta dalla grande industria agro-alimentare.

È un modo, infine, per recuperare la dimensione popolare del mercato come momento di incontro e di scambio tra le persone, con una serie di proposte di contorno (degustazioni, presentazioni di prodotti, concerti, proiezioni cinematografiche, presentazione di libri ecc.), che facciano della nostra spesa settimanale un’occasione di socialità, ma pure di ragionamento su come un mondo diverso si possa costruire anche a partire dai nostri comportamenti quotidiani, compreso ciò che mangiamo, che beviamo e che consumiamo.
Crediamo che sia importante che un’esperienza come questa sia nata e si sviluppi in un Centro Sociale Autogestito come il Magazzino 47, luogo di sperimentazione di una socialità liberata e di costruzione di pratiche politiche che, dal basso, si oppongono agli assetti economici imposti dalla globalizzazione capitalista.
Ricordiamo che a “Mercato 47” potrete trovare piccoli produttori di ortaggi, frutta, formaggi e salumi, farine, miele e altro ancora. Ma, poiché, vogliamo che per voi possa essere l’occasione della vostra spesa settimanale, “Mercato 47” organizza anche la vendita di quei prodotti per i quali non è possibile avere la presenza diretta dei produttori. E così troverete pane, pasta, olio, salse, riso, succhi, agrumi (nella stagione invernale) tutti biologici: questi prodotti vengono venduti con un ricarico medio del 20% sul “prezzo sorgente”, che consente a “Mercato 47” di pagare le spese di gestione e a chi acquista di operare un significativo risparmio sul prezzo pagato per prodotti di uguale qualità, acquistati nei normali circuiti di distribuzione. Potrete poi trovare anche una vasta gamma di prodotti del commercio equo e solidale: caffè, te, succhi di frutta, riso, orzo, legumi, ecc.
Ricordiamo ancora che a margine di Mercato 47 ogni venerdì sera sarà aperta l’enoteca, ci saranno cene a prezzi popolari e organizzeremo degustazioni, piccoli concerti, proiezioni di film, presentazioni di libri, dibattiti. E che lo spazio di Mercato 47 è aperto alle idee, alle iniziative, ai contributi di chi intenda proporre momenti di socialità, di cultura, di svago, e che le realtà collettive possano proporsi per l’organizzazione di cene di autofinanziamento.
Per dirla con Serge Latouche, economista francese, il mercato “e’ innanzitutto uno spazio di socialità specifico prima di essere un luogo di scambio di merci. Luogo per eccellezza della vita pubblica… occasione di incontri, luogo in cui si mescolano le generazioni, i sessi, le etnie diversi. La piazza di mercato appare come un luogo antitetico rispetto a quello del potere ufficiale”. Anche per questo, in un Centro Sociale Autogestito, si fa Mercato 47.


lasitua.org/event/mercato-47-1…



[2026-01-19] Abolire lo stato di cose presente @ Zazie nel metrò


Abolire lo stato di cose presente

Zazie nel metrò - Via Ettore Giovenale 16, Roma
(lunedì, 19 gennaio 19:00)
Abolire lo stato di cose presente
"Una storia proletaria" è il racconto autobiografico di Salvatore Ricciardi che ci descrive l'Italia di un tempo in cui lavorator, student e ragazz* delle periferie metropolitane formavano il corpo dei movimenti sociali del passato e le avanguardie di lotta. Il proletariato era il soggetto della lotta di classe che emancipando se stesso avrebbe emancipato la società nella rivoluzione. Tra i movimenti sociali del passato che non torna mai e le istanze di liberazione di oggi ci sono molte differenze irriducibili - metterle a confronto può aiutarci a capire l'orizzonte del nostro cammino oggi, le complessità, le lacune da colmare e le possibili forme di organizzazione.

Lunedì 19 dicembre ore 19 da Zazie nel metrò. Per la rassegna "Abolire lo stato di cose presente". Discussione sul tema La storicità delle lotte politiche a partire dal documentario "Una storia proletaria" realizzato dal gruppo di filmmaker indipendenti TodoModo. Interverranno al dibattito Valentina Perniciaro, fotografa e blogger, Paolo Persichetti, saggista e storico dei movimenti rivoluzionari, Flaminia Carocci, Equipaggi di terra.


roma.convoca.la/event/abolire-…


Abolire lo stato di cose presente
Inizia: Lunedì Gennaio 19, 2026 @ 7:00 PM GMT+01:00 (Europe/Rome)

"Una storia proletaria" è il racconto autobiografico di Salvatore Ricciardi che ci descrive l'Italia di un tempo in cui lavorator, student e ragazz* delle periferie metropolitane formavano il corpo dei movimenti sociali del passato e le avanguardie di lotta. Il proletariato era il soggetto della lotta di classe che emancipando se stesso avrebbe emancipato la società nella rivoluzione. Tra i movimenti sociali del passato che non torna mai e le istanze di liberazione di oggi ci sono molte differenze irriducibili - metterle a confronto può aiutarci a capire l'orizzonte del nostro cammino oggi, le complessità, le lacune da colmare e le possibili forme di organizzazione.

Lunedì 19 dicembre ore 19 da Zazie nel metrò. Per la rassegna "Abolire lo stato di cose presente". Discussione sul tema La storicità delle lotte politiche a partire dal documentario "Una storia proletaria" realizzato dal gruppo di filmmaker indipendenti TodoModo. Interverranno al dibattito Valentina Perniciaro, fotografa e blogger, Paolo Persichetti, saggista e storico dei movimenti rivoluzionari, Flaminia Carocci, Equipaggi di terra.




[2026-01-20] Assemblee delle Donne e Libere Soggettività dei Consultori @ Asl Roma 3 - Poliambulatorio Magliana


Assemblee delle Donne e Libere Soggettività dei Consultori

Asl Roma 3 - Poliambulatorio Magliana - Via Vaiano, 53, 00146 Roma RM
(martedì, 20 gennaio 16:00)
Assemblee delle Donne e Libere Soggettività dei Consultori
Riprendono le assemblee delle donne e delle libere soggettività dei consultori di Roma e del Lazio

Una volta al mese (giorno e orario fisso e pubblicato da NUDM) nei consultori dove è presente L'ASSEMBLEA DELLE DONNE E DELLE LIBERE SOGGETTIVITÀ, viene fatto dal coordinamento un incontro aperto al territorio
PER ri-attivare e far conoscere, specialmente alle nuove generazioni, queste strutture socio-sanitarie di territorio gratuite, laiche e per la prevenzione di tutt coloro che le attraversano;
PER creare rapporto e confronto con le/gli operator e una costante verifica/controllo della qualità dell'offerta con i responsabili delle diverse Aziende socio sanitarie; PER metterci in gioco ed essere parte attiva del diritto alla nostra salute e benessere.

Partecipiamo e aumentiamole, non solo per difendere i consultori da costanti attacchi e chiusure, ma per farne aprire molti di più e rispondere ai nostri bisogni e desideri.

Per ulteriori informazioni puoi scrivere a
coordinamentoconsultorilazio@gmail.com

Coordinamento delle Assemblee delle donne e delle libere soggettività dei consultori di Roma e del Lazio


roma.convoca.la/event/assemble…



[2026-01-20] CORSO DI SCACCHI @ Che Guevara Roma


CORSO DI SCACCHI

Che Guevara Roma - Via Fontanellato 69
(martedì, 20 gennaio 18:00)
CORSO DI SCACCHI
Corso di scacchi gratuito multilivello.


roma.convoca.la/event/corso-di…


CORSO DI SCACCHI
Inizia: Martedì Gennaio 20, 2026 @ 6:00 PM GMT+01:00 (Europe/Rome)
Finisce: Martedì Gennaio 20, 2026 @ 8:00 PM GMT+01:00 (Europe/Rome)
Corso di scacchi gratuito multilivello.



Trying Out the Allwinner-Based Walnut Pi SBC


When it comes to the term ‘Raspberry Pi clones’, the most that they really clone is the form factor, as nobody is creating clones of Broadcom VideoCore-based SoCs. At least not if they want to stay safe from Broadcom’s vicious legal team. That said, the Walnut Pi 1B single-board computer (SBC) that [Silly Workshop] recently took a gander at seems to be taking a fairly typical approach to a Raspberry Pi 4 form factor compatible board.

Part of Walnut Pi’s line-up, the Allwinner H616/H168-equipped 1B feels like it takes hints from both the RPi 4B and the Asus Tinkerboard, especially with its nicely colored GPIO pins. There’s also a beefier Walnut Pi 2B with an Allwinner T527 SoC that’s not being reviewed here. Translating the Chinese-language documentation for the board suggests that either the H616 or H618 may be installed, with both featuring a quad-core Cortex-A53, so in the ballpark of the Raspberry Pi 3.

There are also multiple RAM configurations, ranging from 1 GB of DDR3 to 4 GB of LPDDR4, with the 1 GB version being fun to try and run benchmarks like GeekBench on. Ultimately the impression was that it’s just another Allwinner SoC-based board, with a half-hearted ‘custom’ Linux image, no hardware acceleration due to missing (proprietary) Allwinner IP block drivers, etc.

While cheaper than a Raspberry Pi SBC, if you need anything more than the basic Allwinner H61* support and Ethernet/WiFi, there clearly are better options, some of which may even involve repurposing an e-waste Android TV box.

youtube.com/embed/XbNntV_yU50?…


hackaday.com/2026/01/16/trying…



Optimizing Software with Zero-Copy and Other Techniques


An important aspect in software engineering is the ability to distinguish between premature, unnecessary, and necessary optimizations. A strong case can be made that the initial design benefits massively from optimizations that prevent well-known issues later on, while unnecessary optimizations are those simply do not make any significant difference either way. Meanwhile ‘premature’ optimizations are harder to define, with Knuth’s often quoted-out-of-context statement about these being ‘the root of all evil’ causing significant confusion.

We can find Donald Knuth’s full quote deep in the 1974 article Structured Programming with go to Statements, which at the time was a contentious optimization topic. On page 268, along with the cited quote, we see that it’s a reference to making presumed optimizations without understanding their effect, and without a clear picture of which parts of the program really take up most processing time. Definitely sound advice.

And unlike back in the 1970s we have today many easy ways to analyze application performance and to quantize bottlenecks. This makes it rather inexcusable to spend more time today vilifying the goto statement than to optimize one’s code with simple techniques like zero-copy and binary message formats.

Got To Go Fast

The cache hierarchy of the 2008 Intel Nehalem x86 microarchitecture. (Source: Intel)The cache hierarchy of the 2008 Intel Nehalem x86 microarchitecture. (Source: Intel)
There’s a big difference between having a conceptual picture of how one’s code interacts with the hardware and having an in-depth understanding. While the basic concept of more lines of code (LoC) translating into more RAM, CPU, and disk resources used is technically true much of the time, the real challenge lies in understanding how individual CPU cores are scheduled by the OS, how core cache synchronization works, and the impact that the L2 and L3 cache have.

Another major challenge is that of simply moving data around between system RAM, caches and registers, which seems obvious at face value, but the impact of certain decisions can have big implications. For example, passing a pointer to a memory address instead of the entire string, and performing aligned memory accesses instead of unaligned can take more or less time. This latter topic is especially relevant on x86, as this ISA allows unaligned memory access with a major performance penalty, while ARM will hard fault the application at the merest misaligned twitch.

I came across a range of these issues while implementing my remote procedure call library NymphRPC. Initially I used a simple and easy to parse binary message format, but saddled it with a naïve parser implementation that involved massive copying of strings, as this was the zero-planning-needed, smooth-brained, ‘safe’ choice. In hindsight this was a design failure with a major necessary optimization omitted that would require major refactoring later.

In this article I’d like to highlight both the benefits of simple binary formats as well as how simple it is to implement a zero-copy parser that omits copying of message data during parsing, while also avoiding memory alignment issues when message data is requested and copied to a return value.

KISS


Perhaps the biggest advantage of binary message formats is that they’re very simple, very small, and extremely low in calories. In the case of NymphRPC its message format features a standard header, a message-specific body, and a terminator. For a simple NymphRPC message call for example we would see something like:
uint32 Signature: DRGN (0x4452474e)
uint32 Total message bytes following this field.
uint8 Protocol version (0x00).
uint32 Method ID: identifier of the remote function.
uint32 Flags (see _Flags_ section).
uint64 Message ID. Simple incrementing global counter.
<..> Serialised values.
uint8 Message end. None type (0x01).
The very first value is a 32-bit unsigned integer that when interpreted as characters identifies this as a valid NymphRPC message. (‘DRGN’, because dragonfly nymph.) This is followed by another uint32 that contains the number of bytes that follow in the message. We’re now eight bytes in and we already have done basic validation and know what size buffer to allocate.

Serializing the values is done similarly, with an 8-bit type code followed by the byte(s) that contain the value. This is both easy to parse without complex validation like XML or JSON, and about as light-weight as one can make a format without adding something like compression.

Only If Needed


When we receive the message bytes on the network socket, we read it into a buffer. Because the second 32-bit value which we read earlier contained the message size, we can make sure to allocate a buffer that’s large enough to fit the rest of the message’s bytes. The big change with zero-copy parsing commences after this, where the naïve approach is to copy the entire byte buffer into e.g. a std::string for subsequent substring parsing.

Instead of such a blunt method, the byte buffer is parsed in-place with the use of a moving index pointer into the buffer. The two key methods involved with the parsing can be found in [url=https://github.com/MayaPosch/NymphRPC/blob/master/src/nymph_message.cpp]nymph_message.cpp[/url] and [url=https://github.com/MayaPosch/NymphRPC/blob/master/src/nymph_types.cpp]nymph_types.cpp[/url], with the former providing the NymphMessage constructor and the basic message parser. After parsing the header, the NymphType class provides a parseValue() function that takes a value type code, a reference to the byte buffer and the current index. This function is called until the terminating NYMPH_TYPE_NONE is found, or some error occurs.

Looking at parseValue() in more detail, we can see two things of note: the first is that we are absolutely copying certain data despite the ‘zero-copy’ claim, and the liberal use of memcpy() instead of basic assignment statements. The first item is easy to explain: the difference between either copying the memory address or the value of a simple integer/floating point type is so minimal that we trip head-first into the same ‘premature optimization’ thing that Mr. Knuth complained about back in 1974.

Ergo we just copy the value and don’t break our pretty little heads about whether doing the same thing in a more convoluted way would net us a few percent performance improvement or loss. This is different with non-trivial types, such as strings. These are simply a char* pointer into the byte buffer, leaving the string’s bytes in peace and quiet until the application demands either that same character pointer via the API or calls the convenience function that assembles a readily-packaged std::string.

Memcpy Is Love


Although demonizing ‘doing things the C way’ appears to be a popular pastime, if you want to write code that works with the hardware instead of against it, you really want to be able to write some highly performative C code and fully understand it. When I had written the first zero-copy implementation of NymphRPC and had also written up what I thought was a solid article on how well optimized the project now was, I had no idea that I had a “fun” surprise waiting for me.

As I happily tried running the new code on a Raspberry Pi SBC after doing the benchmarking for the article on an x86 system, the first thing it did was give me a hard fault message in the shell along with a strongly disapproving glare from the ARM CPU. As it turns out, doing a direct assignment like this is bound to get you into trouble:
methodId = *((uint32_t*) (binmsg + index));
This line casts the current index into the byte buffer as a uint32_t type before dereferencing it and assigning the value to the variable. When you’re using e.g. std::string the alignment issues sort themselves out somewhere within the depths of the STL, but with direct memory access like this you’re at the mercy of the underlying platform. Which is a shame, because platforms like ARM do not know the word ‘mercy’.

Fortunately this is easy to fix:
memcpy(&methodId, (binmsg + index), 4);
Instead of juggling pointers ourselves, we simply tell memcpy what the target address is, where it should copy from and how many bytes are to be copied. Among all the other complex scenarios that this function has to cope with, doing aligned memory address access for reading and writing is probably among its least complex requirements.

Hindsight


Looking back on the NymphRPC project so far, it’s clear that some necessary optimizations that ought to have been there from the very beginning weren’t there. At least as far as unnecessary and premature optimizations go, I do feel that I have successfully dodged these, but since these days we’re still having annual flamewars about the merits of using goto I very much doubt that we will reach consensus here.

What is clear from the benchmarking that I have done on NymphRPC before and after this major refactoring is that zero-copy makes a massive difference, with especially operations involving larger data (string) chunks becoming multiple times faster, with many milliseconds shaved off and the Callgrind tool of Valgrind no longer listing __memcpy_avx_unaligned_erms as the biggest headache due to std::string abuse.

Perhaps the most important lesson from optimizing a library like NymphRPC is that aside from it being both frustrating and fun, it’s also a humbling experience that makes it clear that even as a purported senior developer there’s always more to learn. Even if putting yourself out there with a new experience like porting a lock-free ring buffer to a language like Ada and getting corrected by others stings a little.

After all, we are here to write performant software that’s easy to maintain and have fun while doing it, with sharing optimization tips and other tricks just being part of the experience.


hackaday.com/2026/01/16/optimi…




Leonardo punta sui radar meteorologici per consolidarsi nel mercato Usa

@Notizie dall'Italia e dal mondo

Leonardo avvia l’acquisizione di Enterprise electronics corporation (Eec), società statunitense specializzata in radar meteorologici e sistemi di ricezione satellitare. L’accordo, firmato attraverso la controllata Leonardo US Corporation, dovrebbe chiudersi nel primo trimestre del 2026 e rafforza la presenza del



Comunicato dell'incontro dei tecnici dell' Unionedeicomitaticontro L'inceneritore con la dirigente della Direzione Regionale Ambiente e Ciclo dei rifiuti, ing. Wanda D’Ercole.


📢 𝐈𝐍𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐈𝐍 𝐑𝐄𝐆𝐈𝐎𝐍𝐄: 𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐒𝐔 𝐃𝐈𝐒𝐂𝐀𝐑𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐈 𝐀𝐋𝐁𝐀𝐍𝐎 𝐄 𝐈𝐍𝐂𝐄𝐍𝐄𝐑𝐈𝐓𝐎𝐑𝐄

Ieri, 14 gennaio, i tecnici dell'Unione dei Comitati contro l'inceneritore hanno avuto un incontro con la dirigente Wanda D’Ercole per avere risposte concrete su alcune questioni rilevanti:

• 𝐃𝐢𝐬𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐛𝐚𝐧𝐨: Fine messa in sicurezza (capping) prevista per l'estate 2026.

• 𝐁𝐨𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐅𝐚𝐥𝐝𝐞: Pontina Ambiente ed Ecoambiente sono state diffidate dalla Direzione Ambiente dopo la presentazione di una bozza di caratterizzazione idrogeologica del sito giudicato insoddisfacente.

• 𝐒𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐏𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚: Il Dipartimento Epidemiologico Regionale (DEP) avvierà un approfondimento epidemiologico di 5 mesi sulla popolazione residente nel raggio di 5 km dal sito di Roncigliano.

• 𝐀𝐫𝐞𝐚 𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨: Il procedimento per l’individuazione dell'area ad elevato rischio di crisi ambientale coinvolge 4 Comuni (Albano, Pomezia, Ardea e Ariccia).
𝐏𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐖𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐃’𝐄𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐢𝐭𝐞𝐫 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞.

𝐑𝐢𝐭𝐞𝐧𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐦𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐚𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐔𝐄.

#Roma, #Gualtieri, #NoInceneritore, #EmergenzaRifiuti, #Politica, #RifiutiZero, #CittadiniEsasperati, #Termovalorizzatore



Così il caro Ram giochicchia con i prezzi di cellulari e videogiochi

Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy 😁)

Le azioni del produttore di videogiochi Nintendo hanno perso il 33% in cinque mesi: i mercati temono variazioni di prezzo delle console a causa della crisi delle Ram. Il colosso sudcoreano Samsung sta riflettendo se ritoccare

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🦊 "𝐈𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧 𝐯𝐨𝐥𝐩𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐌𝐚𝐧𝐳𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐮𝐨𝐥 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐨..."


🦊 "𝐈𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧 𝐯𝐨𝐥𝐩𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐌𝐚𝐧𝐳𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐮𝐨𝐥 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐨..."

Una volta c’è, una volta non c’è, una volta viene deviato. A Santa Palomba i fossi appaiono e scompaiono a seconda della convenienza del progetto dell'inceneritore.

Sigfrido Ranucci (Report) mette a nudo le contraddizioni di un'opera che calpesta il territorio. Noi non ci stiamo.

📢 𝐂𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐢 𝐬𝐞 𝐬𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨!

#NoInceneritore #Roma #SantaPalomba #ReportRai3 #RifiutiZero #Ambiente

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“Lasciatemi morire ridendo” a Milano – Proiezione del documentario e dibattito post-film

📍 Cinema Wanted Clan, Via Tertulliano, 68, Milano
🗓 Venerdì 30 gennaio 2026
🕗 Ore 21:00


Nell’ambito della campagna nazionale di presentazione del documentario Lasciatemi morire ridendo, la Cellula Coscioni di Milano invita alla proiezione del film dedicato alla storia di Stefano Gheller, primo cittadino veneto a ottenere il via libera per l’aiuto medico alla morte volontaria.

A seguire, dibattito post-proiezione con:

  • Massimiliano Fumagalli, regista del documentario
  • Mauro Toffetti, attivista Associazione Luca Coscioni

L’appuntamento sarà un’occasione per riflettere sui diritti ancora negati nel fine vita e sull’urgenza di garantire piena libertà di scelta alle persone in condizioni di sofferenza estrema. Link ai biglietti qui: mailticket.it/evento/51004/las…

L'articolo “Lasciatemi morire ridendo” a Milano – Proiezione del documentario e dibattito post-film proviene da Associazione Luca Coscioni.



“Costruire ponti di pace e di giustizia, ricomporre legami autentici e promuovere una civiltà fondata sull’amore e sul rispetto della dignità di ogni persona”. Mons.


Più chip, meno dazi: cosa c’è nell’accordo Usa-Taiwan

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La Cellula Coscioni di Torino presenta: “Cura, coscienza e scelta” – Riflessioni sulle DAT otto anni dopo la legge 219


📍Casa Valdese, Corso Vittorio Emanuele II, 23 – Torino🗓Sabato 31 gennaio 2026
🕕Ore 18:00


In occasione dell’ottavo anniversario dell’entrata in vigore della legge 219/2017, la Cellula Coscioni di Torino, in collaborazione con la Chiesa Valdese di Torino, promuove un incontro pubblico per approfondire il tema delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) e riflettere sui diritti legati alla cura e all’autodeterminazione.

Intervengono:

  • Luca Savarino, Università del Piemonte Orientale
  • Davide Di Mauro, Coordinatore Cellula Coscioni Torino

Modera:

  • Elisa Pittori, Chiesa Valdese di Torino

L’iniziativa si propone come un’occasione di confronto per valutare a che punto siamo, otto anni dopo, nell’applicazione della legge sul biotestamento e per promuovere una maggiore consapevolezza e diffusione di questo strumento.

Con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino

L'articolo La Cellula Coscioni di Torino presenta: “Cura, coscienza e scelta” – Riflessioni sulle DAT otto anni dopo la legge 219 proviene da Associazione Luca Coscioni.




[2026-01-17] ROMA NON SI VENDE, IL CASALE SI DIFENDE! ASSEMBLEA PUBBLICA @ Casale Garibaldi autogestito


ROMA NON SI VENDE, IL CASALE SI DIFENDE! ASSEMBLEA PUBBLICA

Casale Garibaldi autogestito - Via Romolo Balzani, 87, Roma
(sabato, 17 gennaio 16:00)
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COLPO DI MANO SU CASALE GARIBALDI: DIFENDIAMO LA CITTA’ PUBBLICA!
Sabato 17 gennaio, ore 16, ASSEMBLEA PUBBLICA

Adesso è ufficiale: la commissione tecnica del Municipio V ha deciso di NON assegnare lo spazio di via Romolo Balzani 87 all’Associazione Culturale Casale Garibaldi. Qualcuno vorrebbe cancellare 40 anni di mutualismo, autogestione, sindacalismo sociale, produzione culturale, welfare dal basso, cura di un bene comune urbano, che hanno segnato la storia del territorio di Roma est e della città tutta.

Un atto che vìola lo spirito e la lettera della Delibera 104 sulla gestione del patrimonio pubblico, frutto di un lungo percorso di confronto, conflitto e compromesso tra amministrazione e reti sociali, che fa emergere con chiarezza uno scontro di potere tra indirizzo politico-normativo e “burocrazia neoliberale”. Non a caso ci giungono voci di una giunta municipale in fibrillazione, a partire dal ruolo dell’assessore al Patrimonio.

Si tratta del colpo di coda di uno stillicidio iniziato alla scadenza della prima concessione, nel 2017: aggressioni legali e fiscali, rispedite sempre al mittente anche attraverso il pronunciamento dei tribunali, in una lunga lotta di resistenza che c’è costata fatica e un esborso economico pesantissimo.

Con questa decisione si avalla (anche) una “guerra tra poveri” tra realtà associative che avrebbero diritto a spazi e opportunità non in competizione, che devono trovare soluzioni diverse, previste proprio dal regolamento della Delibera 104. In questo modo si rischia di azzerare una esperienza di partecipazione inventata dalle lotte, un insediamento pluridecennale che ha dato vita a una rete infinita di progetti, percorsi, attività, segnate da una composizione sociale e generazionale vasta e plurale.

Questo atto si inserisce in un contesto ben preciso: da una parte, la campagna securitaria e militare delle destre neofasciste al governo che, dopo gli scalpi del Leoncavallo a Milano e Askatasuna a Torino, mettono nel mirino, a Roma, alcune tra le più importanti esperienze sociali, culturali, abitative, per spianare definitivamente la strada alla rendita immobiliare e finanziaria; una strategia di costruzione del “nemico esemplare”, utile per mascherare mediaticamente le misure economiche antipopolari e di guerra del governo, che colpiscono i salari, la sanità, il welfare, i servizi pubblici.

Dall’altra parte, però, c’è un centrosinistra che, al livello nazionale e nelle città in cui governa, deve scegliere tra “modello Milano” e diritto all’abitare; tra gli interessi immobiliari della “rigenerazione” degli ex mercati generali di Ostiense e il diritto alla città; tra i manganelli di Piantedosi e Meloni e le lotte dei movimenti e degli spazi sociali che costruiscono mutualismo nella crisi economica e nella povertà dilagante.

Nella nostra città, la giunta comunale deve decidere se il Piano casa e la Delibera 104 sono strumenti coerenti di intervento per il diritto alla casa, per tutelare il valore sociale dell’autogestione e per un utilizzo democratico del patrimonio pubblico, oppure se servono soltanto a mitigare ma non a cambiare radicalmente le politiche della destra.

Una cosa è certa, questa storia collettiva, che compone un mondo fatto di tante storie, non si può cancellare. Ci opporremo a questo scempio con ogni mezzo necessario: legale, politico e sociale.

COSTRUIAMO LA MOBILITAZIONE PERMANENTE IN DIFESA DEGLI SPAZI SOCIALI,
DEL DIRITTO ALLA CASA, DELLA CITTA’ PUBBLICA
.


roma.convoca.la/event/roma-non…



[2026-01-16] Venerdì di Via Carducci 32: lab politico Stati di Agitazione @ InfoSpazio161


Venerdì di Via Carducci 32: lab politico Stati di Agitazione

InfoSpazio161 - Via Giosuè Carducci, 32, 37129 Verona VR
(venerdì, 16 gennaio 18:30)
Venerdì di Via Carducci 32: lab politico Stati di Agitazione

STATI DI AGITAZIONE

VENERDÌ 16 GENNAIO ORE 19.00

COSA SUCCEDE IN IRAN?

Da due settimane in Iran è in corso una nuova sollevazione contro il regime della Repubblica Islamica. Nelle strade le rivendicazioni economiche si mescolano a richiami nazionalisti e appelli alla restaurazione della monarchia. Il tutto in un sempre più fragile contesto geopolitico, tra ingerenze e minacce esterne. Proviamo a capirci qualcosa di più attraverso un incontro introduttivo.

Per il prossimo venerdì è in programma un ulteriore momento di approfondimento e confronto sul tema con l'intervento dell'attivista Silvia Pegah Scaglione.

Porta pure materiali o articoli che ritieni interessanti da condividere. 19.00 Ritrovo 19.30 Inizio incontro 21.00 Tregua conviviale A seguire cenetta, musica e strimpello libero fino a chiusura.

c/o VIA CARDUCCI, 32 .

STATI DI AGITAZIONE Approfondimento e confronto per ripensare il nostro agire politico.


rebaltela.org/event/venerdi-di…



Una “ideale prosecuzione” del Giubileo Ordinario dell’anno che si è appena concluso. È lo speciale Anno di San Francesco, indetto da Papa Leone XIV, tramite un decreto della Penitenzieria apostolica con il quale si concede l’indulgenza plenaria fino …


Disposizioni Anticipate di Trattamento, istruzioni per l’uso – Incontro organizzato dalla Cellula Coscioni di Venezia


📍Ateneo degli Imperfetti, Via Bottenigo 209 – Marghera, Venezia🗓Sabato 24 gennaio 2026
🕠Ore 17:30


La Cellula Coscioni di Venezia organizza l’incontro pubblico “Disposizioni Anticipate di Trattamento, istruzioni per l’uso” un momento informativo e di confronto sul tema dell’autodeterminazione.

A guidare l’incontro saranno:

  • Francesca Del Bianco, attivista della Cellula Coscioni di Venezia e del Numero Bianco
  • Valentina Prevedello, infermiera e attivista della Cellula Coscioni di Venezia
  • Dott. Jacopo Rossi, specializzato in anestesia e rianimazione.

L’iniziativa, che si svolge presso l’Ateneo degli Imperfetti, è realizzata in collaborazione con il Gruppo Ricerca Libertaria e Semi sotto la neve, con l’obiettivo di fornire strumenti chiari e accessibili per comprendere le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), nel rispetto delle libertà individuali.

L'articolo Disposizioni Anticipate di Trattamento, istruzioni per l’uso – Incontro organizzato dalla Cellula Coscioni di Venezia proviene da Associazione Luca Coscioni.



Un appello “a tutti i sacerdoti, regolari e secolari, muniti delle opportune facoltà”, a “rendersi disponibili, con spirito pronto, generoso e misericordioso, alla celebrazione del sacramento della Riconciliazione”.



La violenza che minaccia le midterm di Novembre.


noblogo.org/transit/la-violenz…


La violenza che minaccia le midterm di Novembre.


(195)

(MD1)

Negli ultimi mesi le violenze e gli abusi legati alla #ICE sono esplosi da questione “di nicchia” per attivisti dei diritti umani a crisi politica nazionale, con morti in detenzione e sulle strade, pestaggi, uso di armi “meno letali” contro chi protesta e un crescendo di denunce da parte di ONG e media.

Questa escalation, nel pieno del secondo mandato #Trump, rischia di trasformarsi non solo in un tema centrale delle prossime elezioni di #midterm di novembre 2026, ma anche in un banco di prova per la tenuta stessa delle libertà civili negli Stati Uniti e altrove.​

Dagli ultimi report di “Human Rights Watch” e di altre organizzazioni emergono quadri di detenzione sovraffollata, condizioni sanitarie degradate, pestaggi, uso di gas e granate stordenti contro chi protesta per cibo, acqua o cure mediche, fino a casi di morte evitabile in custodia. Non parliamo solo di “mele marce”: in strutture come Fort Bliss in Texas o i centri in Florida, gli abusi appaiono sistemici, con intimidazioni, violenze fisiche e sessuali e pressioni perché le persone accettino la deportazione “volontaria”.

Parallelamente, i dati mostrano che la grande maggioranza delle persone detenute non ha condanne per reati violenti, smentendo la narrazione di un’operazione mirata a “criminali pericolosi” e confermando piuttosto una logica di repressione di massa a fini politici. L’uso mirato di ICE come strumento di terrore amministrativo verso migranti, comunità e attivisti finisce così per normalizzare uno stato d’eccezione permanente.​

(MD2)

Le proteste, in città come #Minneapolis, Boston o New York dopo l’uccisione da parte di agenti ICE di #ReneeNicoleGood, hanno riportato al centro la questione del controllo federale sulla sicurezza e sull’ordine pubblico. La risposta del governo (con la retorica di “legge e ordine”, invio della Guardia Nazionale e teorizzazione di ICE intorno ai seggi “per controllare i non cittadini”) mostra quanto la frontiera tra repressione migratoria e intimidazione politica sia ormai sottile.

Elettoralmente, il tema è a doppio taglio. Da un lato galvanizza la base trumpiana, che vede nella durezza contro migranti e manifestanti un segno di forza; dall’altro, rischia di mobilitare un elettorato urbano, giovane, latino e afroamericano che ha già dimostrato di reagire alle violenze di polizia trasformando la rabbia in voto.

Per i #Democratici, restare prudenti significa perdere credibilità; schierarsi apertamente contro ICE e la militarizzazione può però costare consensi in stati chiave dove la paura è diventata l’argomento centrale della destra.​

Sul piano giuridico, l’uso di #ICE come braccio armato interno alimenta un clima da emergenza, ma non offre un appiglio legale reale per rinviare o annullare le elezioni di midterm di novembre 2026. La data delle midterm è fissata dal Congresso, l’amministrazione è in mano agli stati e non esiste oggi alcun potere presidenziale diretto per sospenderle o cancellarle, come ricordano costituzionalisti e fact-check indipendenti che hanno demolito le allusioni a “Big Beautiful Bill” o a stati d’emergenza estesi.

Il pericolo non è tanto l’annullamento formale del voto, quanto il suo svuotamento materiale: intimidazione ai seggi, presenze minacciose di agenti, gestione caotica delle proteste, nuove restrizioni sul diritto di manifestare e sorveglianza capillare possono ridurre l’affluenza e selezionare chi ha realmente la forza, o il coraggio, di recarsi alle urne. È, in altre parole, una strategia di erosione lenta e progressiva della democrazia, che mira a rendere “normale” ciò che fino a ieri sarebbe stato impensabile.​

Quello che accade con ICE negli Stati Uniti non resta mai confinato entro i confini nazionali. Quando la prima potenza mondiale legittima campi di detenzione disumani, uso sproporzionato della forza e repressione violenta delle proteste, manda un messaggio potente a tutti i governi tentati dall’inasprire le proprie politiche di sicurezza: se lo fanno loro, lo possiamo fare anche noi.

È così che, lentamente, il linguaggio dei diritti umani viene sostituito da quello del controllo; il migrante, il manifestante, il giornalista scomodo diventano variazioni di un’unica figura da neutralizzare. Per questo la battaglia contro la violenza di ICE non riguarda solo chi rischia di finire su un pullman per il confine, ma chiunque tenga ancora a uno spazio pubblico in cui dissentire non sia considerato un reato, ma un diritto.​

#ICE #USA #Midterm #Politica #DirittiCivili #DirittiUmani #Opinioni

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