Per gran parte della storia americana, diventare cittadini ha significato acquisire il diritto di partecipare a quasi ogni aspetto della vita civica: votare, far parte di una giuria e candidarsi a qualsiasi carica, con la sola grande eccezione della presidenza. Ma secondo un'analisi pubblicata sull'Atlantic, in Alabama e in altri Stati alcuni legislatori repubblicani vogliono ora introdurre una ulteriore distinzione: i cittadini naturalizzati non dovrebbero avere lo stesso diritto di ricoprire cariche pubbliche di chi è nato negli Stati Uniti.
Quest'anno in Alabama, Kentucky e Tennessee sono state presentate proposte per riservare ai cittadini nati nel Paese la possibilità di candidarsi a governatore, parlamentare statale, sceriffo e ad altre cariche elettive. Un'idea un tempo confinata ai margini ha così guadagnato spazio nel dibattito politico tra i repubblicani. In Alabama la misura era stata presentata sotto forma di emendamento alla Costituzione statale: se approvata dal Parlamento, avrebbe dovuto essere sottoposta agli elettori il 3 novembre. La proposta, però, non è mai stata esaminata dalla Commissione competente del Senato ed è rimasta bloccata fino alla conclusione della sessione legislativa ad aprile.
Al Congresso almeno 5 deputati repubblicani hanno sponsorizzato misure per escludere i cittadini naturalizzati o con doppia nazionalità dalla magistratura federale, dagli incarichi di governo, dalle ambasciate e dallo stesso Congresso. La Florida ha invece già approvato una legge che obbliga i candidati a diverse cariche statali e federali a dichiarare se possiedono un'altra cittadinanza, la prima norma di questo tipo ad essere approvata da uno Stato.
Cittadinanza · Diritti politici
Alcuni repubblicani vogliono vietare ai cittadini naturalizzati di candidarsi
Possono votare, pagare le tasse e far parte di una giuria. In tre Stati e al Congresso sono state presentate proposte perché non possano più candidarsi a una carica pubblica.
Grafica di FocusAmerica Dati aggiornati ad agosto 2026
Il Congresso degli Stati Uniti · 535 seggi
Ogni punto è un seggio. L'arco esterno è la Camera, quello interno il Senato. In blu gli eletti nati fuori dagli Stati Uniti.
Camera 0 su 435 seggi
Senato 0 su 100 seggi
Nati negli Stati Uniti Nati all'estero Il seggio di Bernie Moreno
In tutto 32 membri del Congresso sono nati fuori dagli Stati Uniti. La maggioranza è democratica, ma tra loro ci sono anche repubblicani nati a Cuba, in Ucraina e in Messico.
Dove si muove la campagna
Tre Stati ci hanno provato, solo la Florida ha approvato una legge
Le proposte vogliono riservare le cariche elettive a chi è nato nel Paese. Tocca la riga per leggere che cosa prevede ciascuna misura.
Il paradosso dell'Alabama
Lo Stato da cui parte la battaglia è tra quelli con meno residenti nati all'estero. L'ex deputato repubblicano Mo Brooks l'ha definita una delle mosse tattiche più stupide mai viste: dire a una parte degli americani che non può candidarsi è il modo più sicuro per non ottenere mai il loro voto.
0 Cittadini naturalizzati che vivono in Alabama
0 La quota che rappresentano sulla popolazione
Come è nata
Dalla cerimonia nello Studio Ovale ai post su Truth Social
Quattro passaggi che spiegano come un'idea di margine sia entrata nel dibattito repubblicano. Tocca una tappa per aprirla.
Il muro costituzionale
I requisiti per candidarsi ci sono già, e nessuno può aggiungerne altri
Per entrare alla Camera la Costituzione chiede due sole cose.
Sono requisiti esclusivi: né i singoli Stati né il governo federale possono aggiungerne altri con una legge ordinaria. Il senatore repubblicano dell'Ohio Bernie Moreno, nato in Colombia, non potrebbe essere eletto se passasse la proposta della deputata Nancy Mace.
«È incredibilmente brutto, stupido e incostituzionale»
Pamela Karlan, professoressa di diritto alla Stanford University, intervistata da The Atlantic
32 membri del Congresso sono nati fuori dagli Stati Uniti: 26 alla Camera e 6 al Senato. In Alabama, Kentucky e Tennessee sono state presentate proposte per riservare le cariche elettive a chi è nato nel Paese; la Florida ha già approvato l'obbligo di dichiarare un'eventuale seconda cittadinanza. L'Alabama, da cui parte la battaglia, conta circa 77.000 cittadini naturalizzati, l'1,5% della popolazione. Per la Camera la Costituzione chiede 25 anni di età e 7 anni di cittadinanza.
Fonte Elaborazione FocusAmerica su analisi di The Atlantic e registri del Congresso. La disposizione dei seggi negli emicicli è schematica: le posizioni dei singoli eletti sono distribuite a scopo illustrativo.
Il fattore Mamdani
Ad alimentare la campagna, scrive l'Atlantic, è anche l'ascesa di una nuova generazione di politici nati all'estero, a cominciare dal sindaco di New York Zohran Mamdani, nato in Uganda da genitori di origine indiana e diventato uno dei bersagli preferiti della destra. Il Segretario di Stato dell'Alabama Wes Allen ha citato apertamente la sua candidatura quando ha avanzato l'idea di escludere i naturalizzati dalle cariche pubbliche: "Vogliamo assicurarci che nessuna potenziale influenza o ingerenza straniera possa condizionare i più alti dirigenti eletti del nostro Stato".
Ma su questa campagna ha pesato anche la battaglia giudiziaria di Donald Trump sulla cittadinanza per diritto di nascita. Dopo che la sua Amministrazione non è riuscita a convincere la maggioranza della Corte Suprema della costituzionalità dell'ordine esecutivo che limitava la cittadinanza dei bambini nati negli Stati Uniti da genitori privi di status legale, Trump ha scritto che avrebbe cercato altre strade "in Congresso attraverso la legislazione". Alcuni suoi alleati hanno quindi cominciato a prendere di mira anche i diritti politici dei cittadini naturalizzati.
Durante il suo primo mandato, nel 2019, Trump aveva accolto cinque immigrati regolari alla Casa Bianca per quella che definì la prima cerimonia di naturalizzazione nello Studio Ovale, celebrando "la bellezza e la maestà della cittadinanza americana". "Non importa dove comincia la nostra storia, che siamo la prima o la decima generazione, siamo tutti uguali", disse. Ad aprile di quest'anno ha invece scritto su Truth Social che "se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo" e poche settimane dopo ha rilanciato il post di un podcaster di destra che metteva in dubbio la lealtà dei naturalizzati e dichiarava finita "l'idea del melting pot".
"Una sola fedeltà: l'America"
La deputata repubblicana Nancy Mace, che ha presentato diverse proposte per escludere cittadini naturalizzati e doppi cittadini dal Congresso, dalla magistratura federale e da decine di incarichi federali, ha scritto in un editoriale su Newsweek: "Quando vedi uno schema ricorrente di funzionari nati all'estero che hanno dimostrato più volte di non essere America First, cosa c'è di sbagliato nel volerli fuori dal potere?". Interpellata dall'Atlantic, ha aggiunto che gli americani "meritano di sapere che chi detiene questo potere abbia una sola fedeltà: l'America", senza però indicare quali rischi concreti le sue proposte intendano affrontare.
Ad agosto, dopo la vittoria di Abdul El-Sayed nelle primarie democratiche per il Senato in Michigan, Mace ha scritto che "ogni singolo musulmano con una carica pubblica in America è un cavallo di Troia". Il senatore dell'Alabama Tommy Tuberville, oggi candidato governatore del suo Stato, ha affermato in aula che "l'Islam non è una religione, è un culto della morte" e ha proposto nuovi requisiti ideologici per ottenere la cittadinanza.
Secondo i registri del Congresso, 26 deputati e 6 senatori sono nati fuori dagli Stati Uniti, anche se alcuni sono figli di cittadini americani che vivevano all'estero. La maggioranza di loro è democratica, ma tra loro figurano anche esponenti repubblicani nati a Cuba, in Ucraina e in Messico. Il senatore dell'Ohio Bernie Moreno, nato in Colombia, non potrebbe essere eletto se venisse approvata la proposta di legge di Mace. Moreno ha però presentato a sua volta, senza cofirmatari, un disegno di legge per vietare agli americani di possedere una seconda cittadinanza. "Non è una questione personale", ha risposto Mace quando le è stato fatto notare che la sua proposta colpirebbe anche Moreno e altri repubblicani. "Riguarda lo standard che vogliamo per chi esercita un potere enorme sul popolo americano".
"Brutto, stupido e incostituzionale"
La Costituzione stabilisce già i requisiti necessari per essere eletti al Congresso: per la Camera, per esempio, occorre avere almeno 25 anni ed essere cittadini statunitensi da almeno sette anni. Si tratta di requisiti "esclusivi", ha spiegato all’Atlantic Pamela Karlan, professoressa di diritto alla Stanford University: né i singoli Stati né il governo federale possono introdurne di ulteriori attraverso una legge ordinaria. Ancora più netto il suo giudizio sul contesto politico in cui si inserisce la proposta: "È incredibilmente brutto, stupido e incostituzionale".
Ma anche i giudici che hanno ostacolato alcune iniziative dell'Amministrazione sono diventati bersagli di questa campagna. Quando a giugno la giudice federale Sparkle Sooknanan ha stabilito che il governo aveva "consapevolmente calpestato i diritti alla privacy dei cittadini americani" attraverso una banca dati federale sulla cittadinanza, il deputato repubblicano Abe Hamadeh ha presentato articoli di impeachment contro di lui sottolineando che Sooknanan possiede la doppia cittadinanza americana e di Trinidad e Tobago. Stephen Miller, principale artefice della stretta sull'immigrazione, ha scritto sarcasticamente che "la giudice Sparkle decreta che l'America appartiene a qualsiasi migrante casuale del pianeta".
L'ex deputato repubblicano dell'Alabama Mo Brooks, che pure sostiene gran parte dell'agenda migratoria di Trump, ha definito la strategia contro i cittadini naturalizzati come "una delle mosse tattiche più stupide che abbia mai visto fare a dei politici": dire a una parte degli americani che non può candidarsi, ha osservato, è il modo più sicuro per non ottenere mai il loro voto. L'Alabama conta circa 77.000 cittadini naturalizzati, pari all'1,5% della popolazione, ed è tra gli Stati con la più bassa quota di residenti nati all'estero. Un luogo insolito da cui far partire questa battaglia, osserva il politologo Steven Taylor della Troy University:
"A un certo livello sembra incredibilmente banale. A un altro sembra piuttosto serio, perchè dimostra il nazionalismo inquietante che attraversa oggi la nostra politica".
Carlos Alemán, nato in Nicaragua ed eletto nel 2020 nel consiglio comunale di Homewood, in Alabama, ha raccontato all'Atlantic quanto sia estenuante vedere continuamente messa in discussione la propria lealtà: "Sembra parte di un progetto per considerare chiunque non sia nato qui indegno dei pieni diritti della cittadinanza". Alemán ha deciso di non ricandidarsi. Se queste proposte diventassero realtà, i suoi figli crescerebbero in un Paese in cui il padre è abbastanza americano per votare, pagare le tasse e crescere una famiglia, ma non abbastanza per rappresentare la comunità a maggioranza bianca che lo ha eletto.
Otttoz
in reply to macfranc • • •Dario Fadda
in reply to macfranc • • •La cosa più assurda è che intanto l’Italia, che dovrebbe proteggere i suoi confini (come dicono) e la sovranità nazionale, sta mettendo in piedi un’interrogazione parlamentare proprio contro A/I, piuttosto che contro Rubio e l’assurda decisione che li paragona a Bin Laden.
L’Italia sulla scena internazionale: un puntino.
Otttoz
in reply to Dario Fadda • • •shiva
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iljulian
in reply to macfranc • • •macfranc reshared this.
Gert
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filobus e Andre123 reshared this.
shiva
in reply to macfranc • • •@amministratore
Interessante delucidazione sull'errore di autistici/inventati nella loro scelta di NON utilizzare
per ragioni politiche e ideologiche; consiglio caldamente l'ascolto al minuto 1:08:00 seguendo il link @informapirata
Bitcoin Italia Podcast: S08E32 - Liquefatti
Inizia da: 01:08:00
Pagina web dell'episodio: spreaker.com/episode/s08e32-li…
File multimediale: api.spreaker.com/download/epis…
@opensource @informatica
S08E32 - Liquefatti
terminus podcasts (Spreaker)reshared this
Etica Digitale (Feddit), macfranc e Joe Vinegar 🏳️🌈 reshared this.
Lucio Marinelli
in reply to shiva • • •@shiva @amministratore @informapirata @opensource @informatica
Non mi è chiaro come il fatto di accettare di avere un conto in banca e usare Paypal sia in contraddizione con usare Bitcoin.
Posso capire che Paypal sia evitabile, ma avere un conto in banca è la base per gestire una associazione che riceve donazioni e sostiene spese.
Rifiutare di usare Bitcoin ha perfettamente senso a mio parere nel contesto di #AutisticiInventati
#bitcoin #sovranitadigitale #bancaetica #paypal
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shiva
in reply to Lucio Marinelli • • •Bitcoin poteva essere uno strumento in più per la sua resilienza; non è che uno esclude l' altro...
Non credo che hai ascoltato cosa viene detto.
E infatti siccome erano scomodi, li hanno fatti fuori. Conti chiuso, ed esclusi dal sistema finanziario; fine dei giochi.
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sprawl dot it
in reply to shiva • • •Nel 2013 anche a me sembrava un mezzo speculativo, da qualche anno mi sono ricreduto
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Uriel Fanelli
in reply to sprawl dot it • • •reshared this
macfranc reshared this.
shiva
in reply to Uriel Fanelli • • •@uriel @sprawlit
Per quanto riguarda i domini, sono superati: ci sono altre opzioni per comunicare o creare contenuti, non imposta essere centralizzati su un solo dominio.
Se sono bravi rinasceranno; gli hanno buttato giù "il sito" ma possono nascere 1000 altri canali di divulgazione....
Activitypub, nostr, telegram, matrix, server proprietari sotto vpn, darkweb, reti tor..... Hai voglia di strumenti
@informapirata
Uriel Fanelli
in reply to shiva • • •Sono stato tra i primi a proporre mezzi simili. Ma stai cambiando discorso.
Puoi analizzare il ledger usando account noti, e ricostruire il grafo. Essendo pseudonimo, arriverai rapidamente al proprietario reale, nome e cognome, dell'account. A quel punto sanzioni la persona. E senza conto in banca non paghi niente, le bollette, non paghi praticamente nulla. La tua azienda non sa come pagarti, eccetera.
Secondo me stai sopravvalutando il fatto alla fine, internet e' internet, ma in bitcoin oggi in italia non ci compri nemmeno una pizza.
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shiva
in reply to Uriel Fanelli • • •@uriel
Arrivare ai nominativi dei donatori, finanziatori è fattibile. Ma per quanto riguarda chi gestisce il wallet ricevente è un po più complicato intervenire. Comunque essendo un'associazione con amministratori e soci chiaro che possono rompere le palle a loro...
A questo punto potrebbero davvero diventare terroristi visto che con le vie legali sono stati annientati! E creare un sistema parallelo e anonimo...
Io non ho le tue capacità informatiche, ma conosco alcuni strumenti...
Uriel Fanelli
in reply to shiva • • •Guarda, puoi illuderti quanto vuoi. Puoi fermare degli script kiddies, certo, puoi fermare un hacker domestico o professionista, di sicuro, ma qui hai di fronte un ciccetto come NSA. E da quelli non scappi. Manco se fai i salti mortali.
Ma anche se tu riuscissi ad accumulare soldi su un wallet di bitcoin, con quelli non ci paghi nemmeno una pizza. Ad un certo punto devi andare ad una banca, se vuoi pagarci le bollette, o fare qualsiasi transazione finanziaria.
E la banca e' obbligata al KYC , Know Your Customer, o non puo' esistere. E li' ti trovano.
puoi usare tutti gli scrambler che vuoi, puoi anche buttare via soldi con una catena di exchanger e alla fine arrivare al tuo conto SEPA, ma alla fine, ti trovano.
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