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Motorized Faders Make An Awesome Volume Mixer For Your PC


These days, Windows has a moderately robust method for managing the volume across several applications. The only problem is that the controls for this are usually buried away. [CHWTT] found a way to make life easier by creating a physical mixer to handle volume levels instead.

The build relies on a piece of software called MIDI Mixer. It’s designed to control the volume levels of any application or audio device on a Windows system, and responds to MIDI commands. To suit this setup, [CHWTT] built a physical device to send the requisite MIDI commands to vary volume levels as desired. The build runs on an Arduino Micro. It’s set up to work with five motorized faders which are sold as replacements for the Behringer X32 mixer, which makes them very cheap to source. The motorized faders are driven by L293D motor controllers. There are also six additional push-buttons hooked up as well. The Micro reads the faders and sends the requisite MIDI commands to the attached PC over USB, and also moves the faders to different presets when commanded by the buttons.

If you’re a streamer, or just someone that often has multiple audio sources open at once, you might find a build like this remarkably useful. The use of motorized faders is a nice touch, too, easily allowing various presets to be recalled for different use cases.

We love seeing a build that goes to the effort to include motorized faders, there’s just something elegant and responsive about them.

youtube.com/embed/TPez3wM1M84?…


hackaday.com/2026/01/31/motori…



[2026-02-01] Visite guidate al Santuario di Oropa, al Tesoro e agli Appartamenti Reali @ Oropa - Via santuario di Oropa


Visite guidate al Santuario di Oropa, al Tesoro e agli Appartamenti Reali

Oropa - Via santuario di Oropa - Via Santuario D'Oropa, 480, 13900 Biella BI
(domenica, 1 febbraio 11:05)

Le guide accompagneranno i visitatori alla scoperta di curiosità, informazioni e aneddoti sulla storia del Santuario di Oropa.
Il percorso inizia dai cancelli del Santuario per arrivare al chiostro sacro passando attraverso la Porta Regia, progettata dal famoso architetto Juvarra. La visita prosegue quindi nella Basilica Antica, dove si trova la statua della Madonna Nera incoronata, nelle gallerie degli ex voto, negli Appartamenti Reali dei Savoia e nel Museo dei Tesori. Qui sono esposti i paramenti liturgici, i documenti storici, i dipinti, le opere d’arte, gli ori e i gioielli che hanno adornato la statua della Madonna di Oropa in occasione delle Incoronazioni centenarie che si sono susseguite a cominciare dal 1620.
Costi:
10 euro a persona, con ingressi inclusi.
Riduzioni: 8 euro per chi soggiorna nelle camere del Santuario.
Promozione famiglie (genitori e figli): 1 gratuità ogni 3 paganti. Bambini fino a 6 anni gratuiti.
Partenza dallo chalet info turistiche davanti ai cancelli principali del Santuario alle ore 11.
Prenotazione consigliata sul sito del Santuario.


caosbi.eu/event/visite-guidate…



Multa al club dell’Amedspor per protesta sulle “trecce”


Le proteste contro le trecce si sono diffuse all’inizio di questo mese dopo che un combattente delle forze legate al governo provvisorio siriano ha condiviso sui social media un filmato che mostrava i capelli intrecciati di una combattente curda.

La Federazione calcistica turca ha multato l’Amedspor di 802.500 lire per i post sui social media in cui comparivano trecce, citando “propaganda ideologica” e azioni volte a “danneggiare la reputazione del calcio e delle istituzioni”.

La federazione ha anche imposto una sospensione di 15 giorni al presidente dell’Amedspor Nahit Eren per gli stessi post. La decisione, annunciata il 22 gennaio, fa seguito ai contenuti condivisi sull’account Instagram ufficiale del club riguardanti una protesta con le “trecce”.

La protesta è nata all’inizio di questo mese dopo che un combattente delle forze legate al governo siriano ad interim ha condiviso sui social media un filmato che mostrava i capelli intrecciati di una combattente curda uccisa a Raqqa. Anche i politici filo-curdi hanno sostenuto la campagna sui social media.

Il divieto imposto al presidente del club gli impedisce di partecipare ad attività amministrative, di rappresentare ufficialmente il club o di accedere a bordo campo e negli spogliatoi durante le partite. Gli è inoltre vietato rilasciare dichiarazioni alla stampa o esercitare il potere di firma per conto del club durante questo periodo.

L’Amedspor è attualmente in testa alla 1. Lig, la seconda divisione del campionato turco di calcio

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Thomas Edison May Have Discovered Graphene


Thomas Edison is well known for his inventions (even if you don’t agree he invented all of them). However, he also occasionally invented things he didn’t understand, so they had to be reinvented again later. The latest example comes from researchers at Rice University. While building a replica light bulb, they found that Thomas Edison may have accidentally created graphene while testing the original article.

Today, we know that applying a voltage to a carbon-based resistor and heating it up to over 2,000 °C can create turbostratic graphene. Edison used a carbon-based filament and could heat it to over 2,000 °C.

This reminds us of how, in the 1880s, Edison observed current flowing in one direction through a test light bulb that included a plate. However, he thought it was just a curiosity. It would be up to Fleming, in 1904, to figure it out and understand what could be done with it.

Naturally, Edison wouldn’t have known to look for graphene, how to look for it, or what to do with it if he found it. But it does boggle the mind to think about graphene appearing many decades earlier. Or maybe it would still be looking for a killer use. Certainly, as the Rice researchers note, this is one of the easier ways to make graphene.


hackaday.com/2026/01/31/thomas…



[2026-01-31] Mia Cara Inseparabile @ Camere d'Aria


Mia Cara Inseparabile

Camere d'Aria - Via Guelfa 40/4
(sabato, 31 gennaio 21:00)
Mia Cara Inseparabile
Spettacolo teatrale liberamente ispirato a “Le inseparabili” di Simone de Beauvoir

Andrée e Sylvie si conoscono alla scuola elementare. Giocano, fanno i compiti, si scrivono lettere. Diventano da subito “inseparabili". Se in un primo momento sembra essere Sylvie a subire maggiormente le regole sociali e familiari, sarà Andrée - bambina vivace, strana, "eccezionale"- a diventare un'adolescente e poi un'adulta schiacciata da un destino prescritto per lei. Sylvie segue Andrée con occhi innamorati e fedeli: è la supertestimone che conduce fino a noi la sua storia, una storia che svela come il candore immacolato può opprimere fino a soffocare. Tra istrionici wedding planners, grotteschi pretendenti, l’ostinazione di madri modello e la pedanteria di un prete retrivo, Mia cara inseparabile porta in scena la storia vera di un amore che la letteratura e il teatro riescono a tenere vivo.

Spettacolo realizzato dal collettivo pooupille

Di e con Lisa Celsi e Cecilia Donatiello

Regia di Lisa Celsi e Cecilia Donatiello

Scenografie di Veronica Viscardi

Voci di Filippo Villaggi

Sound design di Marco Bergamini e Riccardo Lipparini


balotta.org/event/mia-cara-ins…



[2026-02-16] CARNEMALE @ Mezcal Squat


CARNEMALE

Mezcal Squat - Parco della Certosa Irreale - Collegno (TO)
(lunedì, 16 febbraio 18:00)
CARNEMALE
CARNEMALE al MEZCAL SQUAT:

Dalle 18 cucina aperta

Il Mezcal Squat è uno spazio autogestito e le attività svolte al suo interno si basano sulla condivisione. Non vi è circolo di denaro. Porta quello che vorresti trovare. Utilizza la cucina e prepara quello che vuoi da mangiare.

SOLO COMPLICI E SOLIDALI, NESSUN CLIENTE!

dalle 22 concerti con:

HENKER FAUST - punk hardcore

PESTICIDI - alternative metal

TAGLIO - vegrindcore

porta da bere per il concerto ciò che vorresti trovare!

COME RAGGIUNGERE IL MEZCAL SQUAT

BUS : 33 - CP1 - 76 - 44

TRENO : FERMATA COLLEGNO

METRO : FERMI

NO MACHI NO SBIRRI NO MOLESTX, LASCIA A CASA IL CANE!


gancio.cisti.org/event/carnema…



[2026-03-07] BENEFIT AUTOPRODUZIONE ENERGETICA @ Mezcal Squat


BENEFIT AUTOPRODUZIONE ENERGETICA

Mezcal Squat - Parco della Certosa Irreale - Collegno (TO)
(sabato, 7 marzo 22:30)
BENEFIT AUTOPRODUZIONE ENERGETICA
Sei curiosx di sapere che cosa succederà!?

Rimani attentx e lo scoprirai, alza lo sguardo sui muri della città e ascolta radio blackout


gancio.cisti.org/event/benefit…



[2026-02-07] Presentazione di The Primal Screamer (Nick Blinko) + Schifonoia • Diamine • Hasta La Muerte @ Circolo Hex


Presentazione di The Primal Screamer (Nick Blinko) + Schifonoia • Diamine • Hasta La Muerte

Circolo Hex - Via Corticella 56
(sabato, 7 febbraio 19:00)
Presentazione di The Primal Screamer (Nick Blinko) + Schifonoia • Diamine • Hasta La Muerte
Hex, Still Breathing & Hellnation Record Store presentano:

✦ 𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟕 𝐅𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔
✦ 𝐇𝐞𝐱 • 𝐕𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐢𝐜𝐞𝐥𝐥𝐚 𝟓𝟔, 𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚

ʜ 19:00 • ᴅᴏᴏʀs
ʜ 19:30 • sᴛᴀʀᴛ

🕸 𝐓𝐡𝐞 𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚𝐥 𝐒𝐜𝐫𝐞𝐚𝐦𝐞𝐫 | Nick Blinko (Rudimentary Peni)
Presentazione del libro a cura di Lorenzo Corsi, in conversazione con Luca Gringeri e Luca Ingrassia — traduttore della versione italiana edita da Garganta Press

Pubblicato originariamente nel 1993 e tradotto per la prima volta in italiano, ecco il romanzo-culto di Nick Blinko. Scritto in forma di diario dal dottor Rodney H. Dweller, 𝐓𝐡𝐞 𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚𝐥 𝐒𝐜𝐫𝐞𝐚𝐦𝐞𝐫 racconta la storia del giovane Nathaniel Snoxell, preso in cura nel 1979 dopo un tentativo di suicidio. Sullo sfondo della livida Inghilterra thatcheriana dei primi anni '80, tra palchi di squat anarchici e istituti psichiatrici, Nathaniel vive il disagio della malattia mentale a ritmo di punk rock. Un romanzo venato di orrore lovecraftiano, in cui Blinko ha travasato tutta la sua esperienza umana e artistica.

𝐍𝐢𝐜𝐤 𝐁𝐥𝐢𝐧𝐤𝐨 è un artista, musicista e scrittore inglese nato nel 1961. Dai primi anni '80 è chitarrista e cantante dei Rudimentary Peni, band anarcopunk di fama internazionale nei circoli punk e d'avanguardia. Blinko, a cui è stato diagnosticato un disturbo schizoaffettivo all'età di diciassette anni, rappresenta una figura leggendaria dell'outsider art.

ᴀ sᴇɢᴜɪʀᴇ • ʟɪᴠᴇ sʜᴏᴡs
💥 𝐒𝐜𝐡𝐢𝐟𝐨𝐧𝐨𝐢𝐚 | ᴀɴᴀʀᴄᴏᴘᴜɴᴋ • ᴅᴇᴀᴛʜ ʀᴏᴄᴋ
💥 𝐃𝐢𝐚𝐦𝐢𝐧𝐞 | ɢᴀʀᴀɢᴇ ᴘᴜɴᴋ'ɴ'ʀᴏʟʟ
💥 𝐇𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐋𝐚 𝐌𝐮𝐞𝐫𝐭𝐞 | ᴘᴜɴᴋ ʀᴏᴄᴋ'ɴ'ʀᴏʟʟ

Prima e dopo la presentazione, fra un gruppo e l'altro e dopo i concerti: selection punk, anarcho-punk e post-punk a cura di Zen-Zero.

📚 Bookshop a cura di Hellnation Record Store
❤️‍🔥 Proventi del libro in benefit per Lince

⌒⌒⌒⌒⌒⌒

✶ Fino alle 20:30 contributo partecipativo 5€
✶ Dalle 20:30 in poi contributo partecipativo 7€

🔔 𝐓𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐚 𝐀𝐫𝐜𝐢 • 𝐀𝐫𝐜𝐢𝐠𝐚𝐲 • 𝐔𝐢𝐬𝐩 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐚. Se intendi tesserarti occorre che invii in anticipo la domanda di iscrizione scaricando sul tuo telefono l'app di ARCI e selezionando come associazione HEX APS.

Circolo Hex

Via Corticella 56


balotta.org/event/presentazion…



2 persone sono state arrestate a Mêrdîn


Altre due persone sono state arrestate a Mardin per aver partecipato alle proteste contro il Rojava. Questo porta il numero totale degli arresti in città a 15. Sono state completate le procedure di polizia per altre 7 persone arrestate nel centro e nei quartieri di Mardin per aver partecipato alle proteste contro gli attacchi in Rojava da parte di HTS, ISIS e gruppi paramilitari sostenuti dalla Turchia. Delle 7 persone deferite al tribunale, 2 sono state arrestate con l’accusa di “appartenenza a un’organizzazione”, mentre 5 sono state rilasciate sotto sorveglianza giudiziaria.

Con questi ultimi arresti, il numero di persone detenute a Mardin dal 6 gennaio per aver partecipato alle proteste è salito a 15.

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Appello per un corteo a ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza e a MILANO – 14 Febbraio ore 14:30 –


Kobane è sotto assedio. Undici anni fa era l’ISIS a stringere d’assedio la città simbolo della resistenza curda, oggi sono le forze del nuovo governo siriano, affiancate da milizie filoturche, a chiudere ogni via di fuga. Cambiano gli attori, ma non la logica: cancellare l’esperimento politico curdo e ridurlo a una parentesi da archiviare con la forza.

Il ritiro forzato delle Forze della Siria Democratica (SDF) da Raqqa, Tabqa e Deir ez-Zor ha ridotto drasticamente il territorio amministrato dall’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord-Est della Siria (DAANES). Kobane è oggi senza elettricità, acqua, riscaldamento, carburante e collegamenti internet, mentre migliaia di civili provenienti dai villaggi circostanti hanno trovato rifugio in città, aggravando una situazione già al collasso. Bambini, anziani e famiglie dormono all’aperto o in tende improvvisate, mentre le strutture sanitarie operano senza corrente. Le SDF continuano a difendere la popolazione civile e a garantire la custodia dei prigionieri ISIS, ma il collasso di prigioni e campi rischia di favorire fughe di massa e la riorganizzazione di cellule jihadiste, minacciando la stabilità regionale e la sicurezza internazionale.

Alla base della DAANES c’è il Confederalismo Democratico, il progetto politico sviluppato da Abdullah Öcalan, leader storico del movimento curdo. La sua visione rifiuta lo Stato-nazione come strumento di oppressione e propone autonomie locali, consigli popolari, parità di genere, economia cooperativa e autodifesa comunitaria. Questo modello ha ispirato la costruzione di un progetto di Siria plurale, dove curdi, arabi, cristiani, ezidi e altre minoranze hanno coabitato, sperimentando forme di democrazia diretta e convivenza tra identità diverse. È qui che l’ISIS è stato sconfitto, al prezzo di migliaia di vite, dimostrando che un Medio Oriente libero e democratico è possibile.

La rivoluzione del Rojava e l’esperimento dell’autogoverno sono oggi messi in pericolo non solo dalle offensive militari, ma anche dall’inerzia della comunità internazionale, che osserva mentre città come Kobane vengono isolate e private dei servizi essenziali. In questo contesto, la liberazione di Abdullah Öcalan rimane centrale. Dal 1999, Öcalan è detenuto in isolamento sull’isola-prigione di Imrali: la sua detenzione non rappresenta solo una violazione dei diritti umani, ma costituisce un ostacolo alla pace e alla risoluzione della questione curda in ognuno dei paesi in cui il Kurdistan è diviso. Öcalan ha più volte proposto soluzioni politiche e negoziati per il riconoscimento dei diritti dei curdi all’interno dei paesi in cui questi vivono, e la sua liberazione è un passo fondamentale per sostenere l’autogoverno del Rojava e le prospettive di stabilità regionale. Inoltre il leader curdo ha mostrato la sua volontà di concludere il conflitto ancora una volta il 27 febbraio scorso, aprendo la via ad un nuovo processo di pace con lo scioglimento del PKK. Quel processo, è ora più fragile che mai.

Come nel passato, la resistenza continua. A Kobane, la popolazione civile si mobilita per difendere la città, con donne e uomini, curdi ed ezidi, armeni e siriaci che sostengono la difesa dei quartieri. Quello che è in gioco non è soltanto un territorio, ma un intero modello politico: la possibilità concreta di costruire una Siria democratica, plurale e inclusiva, che sfidi il fondamentalismo e il centralismo autoritario.

Il 14 febbraio 2026 ci ritroveremo in corteo a Roma e Milano per chiedere la liberazione di Abdullah Öcalan e di tutti i prigionieri politici in Turchia, per difendere la rivoluzione curda e il futuro delle comunità del Nord-Est della Siria. Tacere oggi significherebbe voltare le spalle a chi ha combattuto l’ISIS e tradire chi dimostra, da oltre dieci anni, che un Medio Oriente libero e democratico è possibile. La resistenza continua, e noi saremo al loro fianco.

ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza
MILANO – 14 Febbraio ore 14:30 –

Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia
Retekurdistan Italia
Comitato Il tempo è Arrivato – Libertà per Öcalan
Centro Socio-Culturale Ararat
Associazione Confederalismo Democratico Kurdistan

Adesioni a info.uikionlus@gmail.com ; rk@retekurdistan.it

Prime adesioni

COBAS

CUB

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Ilham Ahmed condivide i dettagli dell’accordo


La co-presidente del Dipartimento per le relazioni estere dell’Amministrazione autonoma, Ilham Ahmed, ha spiegato i dettagli dell’accordo raggiunto con Damasco. Ha affermato che “serhildan e resistenza” sono stati i fattori chiave per il raggiungimento dell’accordo.

Ilham Ahmed ha risposto alle domande dei giornalisti via Zoom in merito all’accordo firmato tra le Forze democratiche siriane (SDF) e Damasco. Salutando il popolo curdo e i suoi amici, Ilham Ahmed ha sottolineato che il popolo curdo è in piedi da giorni e continua a lottare. Ha detto: “Queste serhildan erano per raggiungere questo risultato. Le vostre serhildan, la vostra resistenza, hanno ottenuto risultati. D’ora in poi è ancora necessaria e non deve fermarsi”. Affermando che l’accordo è stato firmato per impedire spargimenti di sangue e massacri contro i curdi, Ilham Ahmed ha affermato: “Ci sono alcuni articoli annunciati.

Uno è un cessate il fuoco a tempo indeterminato. Per garantirlo, è stato pianificato che le forze costantemente impegnate nei combattimenti al fronte si ritirassero nelle proprie aree. Si sta creando una distanza tra le SDF e le forze governative. La militarizzazione si baserà su questo accordo. Tre brigate saranno presenti a Hesekê e una a Kobanê. Si tratta di brigate regionali, forze locali. Si parla costantemente di integrazione. Le nostre forze Asayish non cambieranno; rimarranno forze ufficiali nelle loro regioni e rimarranno dove sono. Alcuni si uniranno al Ministero degli Interni ufficiale finché non saranno definiti gli accordi.

Una forza di sicurezza interna verrà dispiegata a Hesekê. Ci sono speculazioni; ne siamo a conoscenza. Il nostro Asayish rimarrà una forza regionale. Ci sono preoccupazioni; ne siamo a conoscenza.”

Ilham Ahmed ha proseguito: “Tutte le forze di difesa saranno, in generale, integrate nel Governo di transizione siriano. I loro comandanti saranno selezionati da noi. I responsabili, le istituzioni e gli educatori, saranno formalizzati e manterranno le proprie strutture istituzionali.

Educazione in lingua madre

Nell’istruzione, l’insegnamento nella lingua madre sarà ufficialmente accettato. Abbiamo concordato che l’istruzione debba essere impartita nella lingua madre. Questo sarà formalmente messo per iscritto. Le scuole superiori e le università saranno ufficialmente riconosciute.

Verrà emanato un decreto in merito. I dettagli sull’istruzione proseguiranno attraverso il dialogo. Saranno riconosciuti anche i diplomi rilasciati dall’Amministrazione Autonoma. In linea di principio, vi è accettazione per quanto riguarda l’istruzione.

Nomineremo il governatore di Hesekê. Anche le nostre istituzioni ufficiali saranno soggette a integrazione. La sicurezza delle frontiere sarà gestita dalla regione. Sono in corso discussioni con i ministeri statali su come questo funzionerà. Le questioni relative agli attraversamenti e alle frontiere sono state spiegate articolo per articolo. Coloro che lavoreranno in queste istituzioni saranno locali. Anche se ristrutturate, rimarranno regionali. Una fase della lotta si sta completando. Sono stati pagati prezzi elevati. Siamo grati a coloro che sono stati caduti per questa causa. La nostra resistenza continuerà a soddisfare le loro aspirazioni. La lotta sta entrando in una nuova fase. Anche politicamente, la nostra lotta continuerà. È necessario lavorare ulteriormente su cosa deve essere fatto per un impegno congiunto. Si sta discutendo sulla possibilità di far lavorare i nostri rappresentanti all’interno dei ministeri. In futuro potrebbero anche aver luogo delle elezioni. La ripartizione delle responsabilità sarà all’ordine del giorno. Grandi progetti sono stati elaborati per le conquiste della rivoluzione. Continuare la lotta è fondamentale per sventare questi piani, proteggere il nostro popolo e salvaguardare le nostre conquiste. La lotta deve essere condotta con mezzi legali. Avevamo amici a livello internazionale e il nostro popolo si è fatto avanti. Nel processo di firma e condivisione di questo accordo, sono stati consultati gli amici curdi, il governo regionale e i rappresentanti politici di Başûr, Bakur e altre località, e i loro suggerimenti sono stati recepiti.

Lo definiamo in questo modo: abbiamo raggiunto un certo stadio e dobbiamo continuare. Negli Stati Uniti è in corso una campagna che deve essere rafforzata. Questo accordo non comprometterà le iniziative già avviate. Né vogliamo indebolirle attraverso questo accordo. È necessario raggiungere i membri del Congresso. Una legge del genere deve essere promulgata. Possiamo farlo all’inizio di questa lotta.

La Turchia si ritirerà da Afrin e Serêkaniyê

Abbiamo iniziative per far sì che la popolazione di Sheikh Maqsoud, Ashrafiyah e Shehba torni alle proprie case. Ci sono anche iniziative per Serêkaniyê, che è ancora sotto il controllo turco. Afrin è ancora sotto il controllo turco e anche questa verrà evacuata. Le nostre iniziative per il ritorno del nostro popolo proseguono. Vogliamo proseguire i negoziati nel quadro della volontà politica, piuttosto che attraverso negoziati armati. La possibilità di una lotta armata esiste sempre. Gli stati devono fungere da garanti. Attualmente il sostegno internazionale è molto forte. Il Presidente francese ha dichiarato di essere pronto a fungere da garante. Allo stesso modo, anche gli Stati Uniti sono coinvolti come garanti, così come altri paesi.

Dobbiamo essere cauti e attenti

Dobbiamo essere vigili affinché la guerra non prevalga. Dobbiamo stare attenti. Siamo riusciti a formare questa volontà, ma potrebbe esserci chi vuole interromperla in qualsiasi momento. Ci sono forze che non lo vogliono. Coloro che vogliono massacrare i curdi esistono; contro queste possibilità dobbiamo rimanere vigili e cauti. È importante specificare alcuni articoli per l’attuazione e il monitoraggio di questo accordo. Questo deve essere seguito. Finché questo accordo non sarà pienamente attuato, dobbiamo rimanere vigili.

Le YPJ rimarranno nelle YPG

Le YPJ sono all’interno delle SDF. Rimarranno all’interno delle SDF. Il valico di frontiera di Semalka sarà aperto; questo è incluso nell’accordo. Coloro che vi lavorano continueranno a svolgere i loro doveri ufficiali con il governo. È stato detto più volte che è necessario proseguire con i negoziati per prevenire la guerra. Con il coinvolgimento di Francia, Stati Uniti e Paesi arabi, questo processo è stato raggiunto. Un accordo è stato ora raggiunto. D’ora in poi, sarà importante come verrà attuato.

Gli USA non hanno svolto il ruolo previsto

Francia e Stati Uniti rilasceranno dichiarazioni sulla questione. Ne abbiamo parlato anche nei nostri incontri. Abbiamo affermato che deve esserci un meccanismo per il cessate il fuoco e per monitorarlo. Le parti si ritireranno nelle località previste affinché il cessate il fuoco possa essere attuato. L’America non ha svolto il ruolo che ci si aspettava; al contrario, ha svolto un ruolo negativo. Gli Stati Uniti hanno la responsabilità primaria nei confronti della Siria. Ci si aspetta che svolgano un ruolo equo. Proteggere i popoli è una delle questioni più importanti. Per questo motivo, si chiede agli Stati Uniti di svolgere un ruolo in questa vicenda.

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Direzione dell’ospedale di Mishtenur: numero di pazienti quadruplicato


La direzione dell’ospedale Mishtenur ha dichiarato che attualmente sta affrontando una grave crisi e che il numero di pazienti che si rivolgono all’ospedale è quadruplicato.

La direzione dell’ospedale Mishtenur di Kobanê (Kobani), Rojava, ha dichiarato che a causa dell’assedio della città e dello sfollamento delle persone, uniti all’aumento del numero di pazienti, l’ospedale non sarà in grado di fornire servizi nei prossimi tre giorni. Riguardo all’ultima situazione dell’ospedale, la dott. Evîn Xelîl, membro della direzione dell’ospedale di Mishtenur, ha dichiarato: “L’ospedale di Mishtenur fornisce servizi dalle 8:00 del mattino alle 17:00 di sera. L’ospedale dispone di ambulatori pediatrici, di ginecologia, di psicologia e di medicina generale. Sono inoltre presenti reparti per il diabete e la cura delle ferite, nonché reparti di laboratorio e di radiologia.

In precedenza, arrivavano circa 150-170 pazienti al giorno. A seguito della recente ondata di sfollamenti, questo numero è quasi triplicato, mettendoci a dura prova. Attualmente, circa 450 persone si rivolgono all’ospedale ogni giorno. Tuttavia, la nostra scorta di medicinali è in costante diminuzione”.

Se questa situazione continua, l’ospedale chiuderà completamente entro tre giorni, ha affermato Evîn e ha continuato: “Siamo in inverno; il freddo aumenta di giorno in giorno e, di conseguenza, anche le malattie sono in aumento. Con l’arrivo di sempre più pazienti e il loro numero in aumento, le malattie si diffondono ulteriormente. I bambini e le donne incinte sono particolarmente a rischio. Bambini e donne devono rimanere in casa e riscaldarsi utilizzando fonti di calore. Tuttavia, a causa dell’assedio, non c’è né carburante diesel né altri mezzi disponibili.”

Evîn ha osservato che migliaia di sfollati stanno lottando per sopravvivere all’aperto e ha aggiunto: “Migliaia di cittadini sfollati stanno cercando di sopravvivere nelle scuole e nelle strade dei campi profughi con questo freddo. Nonostante queste condizioni, Kobanê rimane sotto assedio. Invitiamo pertanto le parti interessate ad agire immediatamente e, di fronte a questo assedio, ad aprire un corridoio sicuro per garantire che i beni di prima necessità, in particolare i medicinali, ci giungano.

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Cheap Smart Ring Becomes MIDI Controller


The Colmi R02 is one of the cheapest smart rings on the market. It costs about $20, and is remarkably easy to hack. [Floyd Steinberg] took advantage of this to turn it into a rather unique MIDI controller.

What makes the Colmi R02 somewhat unique is that the manufacturer did not try to lock out users from uploading their own firmware. You don’t even really need to “hack” it, since there is no code signing or encryption. You can just whip up your own firmware to make it do whatever you want.

To that end, [Floyd] set up the ring to act as a device for musical expression. When connected to a computer over Bluetooth, data from the ring’s accelerometer is converted into MIDI CC commands via a simple web app. The app allows the MIDI messages to be configured so they can control whatever parameter is desired. [Floyd] demonstrates the ring by using it to control filter cutoff frequencies on an outboard synthesizer, with great effect.

You could theoretically just strap an accelerometer to your hand with a microcontroller and achieve similar operation. However, the magic of this is that it costs only $20 and it’s already in a form factor that’s optimized for wearing on your finger. It’s hard to beat that.

Files are on GitHub for those eager to experiment. We’ve previously featured some hacks of this particular smart ring, too, with [Aaron Christophel’s] efforts directly inspiring this work.

youtube.com/embed/0aNxuAbEwvM?…


hackaday.com/2026/01/31/cheap-…



Secret Ingredients


We were talking on the podcast about rope. But not just any rope – especially non-stretchy rope for using in a mechanical context. The hack in question was a bicycle wheel that swapped out normal metal spokes for lighter and stronger high-density polypropylene weave, and if you can tension up a bike wheel and ride it around, you know it’s not your garden-variety twine.

Now, it just so happens that I’ve got basically the same stuff in my parts drawer: some 1 mm diamaeter Dyneema-brand rope. This is an amazing material. It’s rated to a breaking strength of 195 kg (430 lbs) yet it weighs just under one gram per meter, and if you buy the pre-stretched variant, it’s guaranteed to stretch less than 1% of its length under load. It’s flexible, wears well, and is basically in every way superior to braided steel wire.

It’s nearly magical, and it’s just what you need if you’re making a cable robot or anything where the extreme strength and non-elongation characteristic are important. It’s one of those things that there’s just no substitute for when you need it, and that’s why I have some in my secret-ingredients drawer. What else is in there? Some high-temperature tape, low-temperature solder, and ultra-light-weight M3 PEEK screws for airplane building.

But our conversation got me thinking about the parts, materials, and products that are unique: for which there is just no reasonable substitute. I’m sure the list gets longer the more interesting projects or disciplines that you’re into. What are your secret ingredients, and what’s the specific niche that they fit into?

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hackaday.com/2026/01/31/secret…



Tv2000 trasmetterà in diretta, lunedì 2 febbraio alle ore 17, la Messa dalla Basilica di San Pietro presieduta da Papa Leone XIV, per la festa liturgica della Presentazione del Signore in occasione della XXX Giornata Mondiale della Vita Consacrata.


Il messaggio dei Vescovi italiani per la 48sima Giornata per la Vita richiama l’attenzione di tutti su una priorità - che comporta una grande responsabilità - che dovrebbe essere ovvia e invece oggi appare spesso smarrita: “Prima i bambini”.


I vescovi calabresi, riuniti ieri e oggi a Reggio Calabria per la sessione invernale della Conferenza Episcopale Calabra hanno pregato per le famiglie che sono state recentemente colpite dall’uragano Harry, auspicando che "presto possano trovare aiut…


“Ci riunisce oggi un felice avvenimento: l’inaugurazione di un mosaico dedicato alla Santissima Vergine Maria e di un’immagine di santa Rosa da Lima qui nei Giardini Vaticani.



Belkin spegne la sua casa smart? Che succederà il 31 gennaio

Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy 😁)

Con la decisione di spegnere il cloud ai dispositivi domestici connessi la statunitense Belkin ha reso evidente al consumatore qual è il più grande limite del mondo IoT che stiamo costruendo: quando l'azienda stacca la spina da remoto, i

in reply to Informa Pirata

@Informa Pirata @Informatica (Italy e non Italy 😁) ma c'è qualche alternativa possibile per chi è interessato al mondo della domotica per esempio, e non incappare in queste situazioni?
in reply to Nicola Pizzamiglio

@carlettonico
Le alternative ci sono, tipo
home-assistant.io/
oppure
openhab.org/
o anche altre soluzioni.
La differenza è che ci si deve lavorare sopra per ottenere dei risultati mentre Belkin, o chi per esso, fornisce un sistema pronto chiavi in mano. Il rovescio della medaglia è quello che non si è completamente indipendenti e si forniscono dati della propria abitazione a terzi.

@informapirata @informatica

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in reply to We don't need AI. AI needs us.

@Imprinted @carlettonico io sono uno sfigato con una sola lampadina smart in casa non supportata da home assistant.
Ultimamente devo collegarla ogni due minuti con il telefono. Uno di questi giorni la smonto e scopro che sistema ha, e le cambio firmware. Maledetta beghelli, possibile che quando si disconnette il Wifi lampeggia invece di comportarsi da lampadina stupida?
in reply to We don't need AI. AI needs us.

@Imprinted @carlettonico io ci ho provato a costruire un hub Zigbee per sostituire l'Amazon Echo ma il riconoscimento vocale in Home assistant è pressoché inesistente
in reply to We don't need AI. AI needs us.

@Imprinted @carlettonico HomeAssistant è bellissimo, mi piacerebbe imparare a usarlo e lavorarci e fosse per me io obbligherei PER LEGGE qualunque associazione che si occupi di disabilità e azienda del settore, ad avere almeno due persone formate su questo sistema. Perché noialtri siamo quelli che si fanno più fregare dalle bug tech proprio per questo motivo. Io che sono una poweruser, per la casa ho netatmo sul termostato e sensibo sul climatizzatore. Perché se sbagli nel tuo pc sono fatti tuoi, se sbagli dentro casa, è un problema


Usa. Arrestato di Don Lemon ex notissimo conduttore della Cnn


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/usa-arr…
L’arresto di Don Lemon ex conduttore notissimo della cnn “ colpevole” di essere andato a documentare una protesta anti ice a minneapolis segue un copione preciso: colpire i corpi intermedi



Playing YouTube From The Command Line


Generally, one opens a web browser or an app to use YouTube. However, if you’re looking to just listen to the audio, you can actually do that right from the terminal. You just need Shellbeats from [lalo-space].

Shellbeats is primarily intended for playing music from YouTube, and is well equipped for this task. It allows searching YouTube directly from the terminal, as well as streaming tracks or entire playlists from the command line interface. You can also make and edit playlists from within the tool, and even download the whole lot as MP3s if so desired. It’s all keyboard-operated and nicely lightweight. The overall experience isn’t dissimilar from operating a simple LCD-based MP3 player from 20 years ago.

There’s plenty of other fun stuff you can do in the terminal, too, as we’ve explored previously. If you’re working on your own media player hacks, be sure to notify us on the tipsline!


hackaday.com/2026/01/31/playin…




Verslag netten voor Oekraïne


Om te beginnen wil ik iedereen onwijs bedanken voor zijn/haar bijdrage en hulp voor het mogelijk maken van deze donatie-actie. Die is met zeer veel waardering en dankbaarheid ontvangen in Oekraïne en door betrokken organisaties. Het is een behoorlijke opgave geweest om alles geregeld te krijgen voordat ik kon vertrekken. Daar heb ik veel hulp […]

Het bericht Verslag netten voor Oekraïne verscheen eerst op Piratenpartij.



GAZA. Famiglie massacrate e civili sotto le macerie del “cessate il fuoco”


@Notizie dall'Italia e dal mondo
Dall’alba sono decine le vittime civili, soprattutto bambini, dei bombardamenti di Tel Aviv, che ha attaccato campi profughi, case civili, edifici pubblici. Non una parola di condanna da parte degli Stati Uniti, nonostante gli annunci del cosiddetto Board of



Vino, cipolla e aglio sono il "diabolus in cucina" e in quanto tali non dovrebbero mai trovare spazio in nessuna preparazione culinaria.

Così è deciso.

(Ho lanciato la mia personalissima fatwa).

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in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

io se posso evitarlo, lo evito alla grande 😂
Però di solito si dice vada dappertutto, da qui il sillogismo 😂


Una ricetta per il DI.DAY: Digital Independence Day

Un numeroso gruppo di associazioni tedesche ha promosso il DI.DAY Digital Independence Day.

Si tratta di un'iniziativa organizzata ogni prima domenica del mese che vuole liberarsi dagli strumenti delle BIGTECH statunitensi (i GAFAM) per passare a servizi e software liberi e indipendenti.

Ecco la traduzione italiana di quello che dicono i promotori dell'iniziativa:

Ogni prima domenica del mese passa dalla parte giusta!

"La nostra vita digitale è nelle mani di pochi super ricchi. Grazie alla posizione di monopolio delle loro aziende, persone come Elon Musk, Jeff Bezos o Mark Zuckerberg determinano a livello mondiale come ci informiamo online, come discutiamo, comunichiamo o agiamo. Nessun individuo e nessuna azienda dovrebbe possedere un'influenza così incontrollata, perché altrimenti non potremmo più vivere in libertà.

La buona notizia è che questo potere glielo diamo noi e possiamo anche toglierglielo: ogni prima domenica del mese organizziamo quindi il #DigitalIndependenceDay: ci riprendiamo la nostra libertà digitale, smettiamo di distruggere la democrazia e passiamo ad alternative digitali democratiche. E ci assicuriamo passo dopo passo la nostra indipendenza digitale!

Il prossimo DI.DAY si terrà il 1° febbraio: qui trovi il programma previsto nelle diverse località."

Naturalmente al momento le iniziative sono localizzate soprattutto nei paesi di lingua tedesca, ma niente impedisce di organizzarne in altre parti di Europa 😀

Qui un'iniziativa organizzata per il 1° febbraio a Lisbona

Ma nel sito trovate un'altra iniziativa simpatica e interessante: una serie di "Ricette per cambiare" (Wechselrezepte).

Sono istruzioni dettagliate sotto forma di ricetta di cucina su come passare da un software o servizio delle BigTech a un software o servizio libero ad es. da Microsoft Office a LibreOffice, da Google a Ecosia, da X a Mastodon.


Una ricetta per passare da X a Mastodon

Per dare un'idea, ecco la traduzione della ricetta per passare da X a Mastodon
(qui il testo originale)


Elon Musk ha trasformato X (ex Twitter) in una piattaforma in cui hanno la precedenza i discorsi (di estrema destra) di incitamento all'odio e la disinformazione. Mastodon è praticamente l'opposto, ma migliore! Si tratta di un'associazione di tante piccole reti (“decentralizzate”), per lo più prive di pubblicità e gestite dagli utenti. Non c'è alcun algoritmo che vuole farti arrabbiare: vedi ciò che i tuoi amici pubblicano, in ordine cronologico e in tutta tranquillità. Se vuoi passare a Mastodon, puoi iniziare subito:


Tempo di preparazione:
25 minuti

Difficoltà:
Media (a causa della scelta del server, ma non preoccuparti, ti aiutiamo noi!)

Ingredienti

Un po' di conoscenza: Mastodon non è un singolo sito web, ma un insieme di molte piccole reti (istanze o server). È come con le e-mail: che tu sia su Posteo.de o Mailbox.org, puoi scrivere a chiunque e ricevere messaggi da chiunque.

Preparazione

1. Scelta del server: vai su joinmastodon.org/it o fedi.garden. Scegli un server che fa al caso tuo. (Non è una decisione definitiva: potrai cambiare server in un secondo momento, portando con te i tuoi follower e quelli che segui!).
2. Crea un account:: registrati sul server che hai scelto.
3. Scarica l'app:: scarica l'app ufficiale di Mastodon o (ancora meglio per i professionisti) app come “Tusky” (Android) o “Ivory” (iOS). Phanpy.social funziona anche sul web e offre un algoritmo trasparente per recuperare il ritardo se hai perso di vista la tua timeline.
4. Trova amici:: la tua timeline è vuota all'inizio, ma non preoccuparti! Segui gli account che trovi interessanti: strumenti come Fedifinder ti aiutano a ritrovare i tuoi vecchi contatti Twitter su Mastodon. Anche su Fediverse.info puoi trovare account interessanti. Ordinati per argomento, puoi seguire più account con un solo clic (Starter-Packs).
5. Presentazione:: scrivi il tuo primo post (toot) con l'hashtag #NuovoQui e racconta brevemente chi sei. La community sarà felice di darti il benvenuto.


Dessert

Su Internet si trovano ricette per ogni occasione, ad esempio quelle di Mastodon.it, in questo video su PeerTube o anche in questa "scuola guida" ;).

Chiudere l'account X: lascia sul tuo vecchio profilo X un tweet in evidenza con il tuo nuovo link Mastodon. Elimina l'app X dal tuo cellulare per sfuggire all'algoritmo che dà dipendenza.
Niente algoritmi: goditi la tranquillità. Niente post sponsorizzati, niente pubblicità di criptovalute: solo una timeline cronologica.

Buon appetito! Hai fatto un enorme passo avanti verso una maggiore indipendenza digitale.

E una volta che l'hai fatto (#DIDit), condividi il nostro post sul cambiamento e incoraggia gli altri a prendere in mano la propria privacy digitale!

Topping

Mastodon fa parte del “Fediverso”. Ciò significa che da qui puoi seguire anche persone che non sono su Mastodon, ma che pubblicano foto su Pixelfed (un po' come Instagram) o video su Peertube (un po' come Youtube). Abbatti i muri dei “Walled Gardens”! Elena Rossini spiega in questo video come funziona il Fediverso.

Per concludere questo lungo articolo segnalo anche un simpatico barbatrucco che permette di creare delle immagini personalizzate per per promuovere le inziative del Di.Day:
qznc.github.io/dot/diday.html

Buona lettura 😀

P.s. nel sito del DI.DAY non ho trovato l'indicazione di una licenza libera con cui dovrebbe essere distribuito, per il momento e in attesa di informazioni, anche la mia traduzione non riporta la licenza.

#SoftwareLibero #DigitalIndependenceDay #DIDAY #DUTag #Fediverso #Mastodon

@Informa Pirata
@Che succede nel Fediverso?
@Poliverso - notizie dal Fediverso ⁂
@MajDen🍉👠🎗☮️ ♀️🎨🥋
@Pare 🚲 🌞
@Roberto Resoli


Dentro il Social WARM – La scuola guida per esplorare il Fediverso, goderselo e vivere meglio (e abbandonare i social USA) – Parte 1

Una scuola guida per viaggiare nel Fediverso: l’esperimento funzionerà?

Questa non è una guida ma è una “scuola guida”: non nasce per “spiegare il Fediverso” o la tecnologia che ne è alla base, ma ha un obiettivo un po’ più ambizioso: serve infatti per introdurre in maniera pratica al Fediverso, senza ripetere gli errori che a mio avviso vengono commessi ogni volta che se ne parla, ossia:

  1. fare una spiegazione frettolosa su tutto il Fediverso per arrivare a parlare di uno dei tanti software che ne fanno parte (qualcuno ha detto Mastodon?),
  2. porre troppo l’accento sulla enorme quantità di software e sullo sterminato sciame di server che lo compongono,
  3. concentrarsi sulle analogie tra fediverso e email, sulle differenze tra centralizzazione e decentralizzazione, sulla strana forma che hanno i nomi utente del Fediverso.
  4. concentrarsi sulla presunta superiorità morale e sulle implicazioni ideologiche del Fediverso contro il pericolo che le piattaforme costituiscono sul piano cognitivo, psicologico, sociale e politico


Per qualsiasi dubbio, potete chiedere a me utilizzando i commenti al post, ma sappiate che chi di voi sa come farlo può commentare questo articolo da un account del Fediverso…

A proposito, adesso menzioniamo subito la comunità @fediverso e nelle prossime puntate capirete meglio perché l’abbiamo fatto, ma fondamentalmente è per seguire la conversazione anche da questa parte

Purtroppo, per questione di chiarezza, farò un uso eccessivo dei punti elenco, ma vi assicuro che non ho utilizzato nessun LLM per scrivere questo post (ok, un LLM probabilmente scriverebbe esattamente questo, ma probabilmente lo farebbe con i trattini invece che con le parentesi).


Siccome la guida serve a esplorare l’ambiente del Fediverso, l’ho pensata per un utilizzo tramite il browser e non tramite le app; infatti l’utilizzo tramite browser è l’unico che vi consenta di cogliere pienamente il senso di quello che farete, mentre quasi ogni app cercherà di semplificare e quindi di nascondere alcuni aspetti importanti. In un momento in cui le BigTech ci stanno propinando strumenti di semplificazione forzata mirati a uccidere il WEB, riappropriarsi del WEB è un atto di resistenza.

A questo proposito è importante far capire che il Fediverso è un sottoinsieme dell WEB: il Fediverso è WEB a tutti gli effetti (e infatti è il W3C che definisce gli standard del Fediverso), anzi possiamo dire che non è altro che il WEB che conosciamo, quello con le pagine WEB, le immagini, i commenti, ma con in più l’interazione tra “siti” diversi.

Qui parleremo di app solo di sfuggita, ma non sottovalutiamo quanto le app siano per la maggior parte delle persone il modo più comune di accedere a un qualsiasi servizio e che, per questo motivo, promettiamo che creeremo anche una “scuola guida” dedicata agli utilizzatori delle app, ma questa è un’altra storia…

NB: questa guida nasce per un pubblico italiano e a causa dei molti riferimenti al Fediverso italiano.
NB2: se avete fretta e se volete iscrivervi da subito a qualche ambiente del Fediverso, sapppiate che negli ultimi anni abbiamo messo a disposizione quattro ambienti completamente diversi l’uno dall’altro nei quali potete iscrivervi (sì, tranquilli: l’iscrizione è gratuita):

Ecco quindi l’elenco degli argomenti che verranno affrontati in questa prima sessione:



Fediverso: una parola sgraziata, un concetto ostico


Iniziamo facendo subito arrabbiare qualcuno… Sì, perché, anche se personalmente sono molto affezionato alla parola “Fediverso”, sono anche consapevole che Fediverso, come quasi tutte le parole inventate dagli informatici, è una parola davvero sgraziata sia dal punto di vista fonetico, sia per la sciagurata carica evocativa che lascia trasparire: Fediverso sembra sottolineare il concetto di difficoltà più che quello di libertà. Per questo ho deciso di usarla il meno possibile e ho deciso di sostituirla con l’espressione Social WARM o SWARM (Social Web of Autonomous Relational Minds) che mi piace perché è estremamente evocativa del clima che si respira.
Mappa della Terra di Mezzo con i nomi delle piattaforme di Mordor da una parte e dei software del Fediverso dall'altra (Sì: Bluesky è a Isengard...)
Cambiare il modo di chiamare qualcosa però non basta, perché bisogna cambiare anche la percezione del Social WARM tra le persone. Per questo bisogna affrontare tre fasi:

  1. Individuazione dell’utente tipo: bisogna capire a chi può essere utile (e a chi non servirà mai) il Social WARM
  2. Promozione verso l’utente tipo: è importante far capire a quel pubblico di utenti perché può essere utile il Social WARM
  3. Rimozione degli ostacoli: è fondamentale facilitare l’accesso al Social WARM da parte di tutti soggetti interessati.

Analizzare come promuovere il Social WARM e come migliorare la sua ergonomia non è oggetto di questo post, mentre è importante affrontare il primo punto, per chiarire i punti di interesse, e il secondo punto, per evitare equivoci.

Social WARM: a chi serve? a cosa non serve?


Il Social WARM è un insieme di tecnologie installabili su server diversi e molto diverse l’una dall’altra, ma che consentono a tutti quelli che le utilizzano di mettersi in contatto tra loro attraverso le più basilari funzionalità social:

  • consultare
  • rispondere
  • ricondividere
  • reagire


L’immagine mostra un piccolo schema diviso in quattro quadranti, ognuno dedicato a una delle azioni fondamentali sui social: Consultare: in alto a sinistra, una mano impugna uno smartphone con lo schermo acceso, che mostra tre linee orizzontali stilizzate, simili a un feed. Il disegno è semplice, con contorni neri spessi e colori piatti. Rispondere: in alto a destra, una nuvoletta di commento azzurra contiene un’icona profilo gialla e tre righe nere che simulano un testo. Rappresenta l’atto di scrivere una risposta. Ricondividere: in basso a sinistra, due frecce verdi formano un cerchio stilizzato, simboleggiando la condivisione di contenuti. Le frecce sono disegnate in modo grezzo e irregolare. Reagire: in basso a destra, una mano fa il gesto del pollice in su accanto a un cuore rosso. È il simbolo universale delle reazioni emotive sui social.
Un elenco non esaustivo di queste tecnologie include piattaforme di microblogging, social network, forum, blog, streaming video, podcast, agende condivise, mercatini on line, condivisione di itinerari: in pratica, un unica rete globale alla quale non partecipano solo piattaforme social propriamente dette, ma in cui ogni piattaforma è sempre corredata da funzionalità social.

Anche se può sembrare controintuitivo, ognuna di queste piattaforme potrebbe essere utilizzata singolarmente (il famoso Thruth Social del vecchio pazzoide malvagio che siete alla Casa Bianca è uno di questi casi!) o addirittura essere installata in una rete locale (un server aziendale, una comunità scolastica, etc) senza alcun accesso a internet, ma è evidente che il massimo potenziale del Social WARM e il massimo godimento degli utenti si ottengono quando queste piattaforme sono interconnesse, ossia (come dicono quelli esperti) federate.

La filosofia della “federazione” infatti è il caposaldo di questo ecosistema (il termine fediverso significherebbe proprio “universo federato“) ma non solo: la possibilità di federarsi è il valore aggiunto che consente anche a una qualsiasi piccolissima comunità di utenti che utilizzano uno di questi software di entrare a far parte di una comunità molto più grande. Questo serve a compensare il fatto che la comunità di utenti di una nuova piattaforma o una nuova app del Social WARM è per forza di cose più ridotta di quelle di una colossale piattaforma commerciale.

L’effetto rete


Quando un utente decide di iscriversi a un qualsiasi “servizio comunitario” sia esso un social, un forum o una piattaforma di gioco, ciò che davvero riuscirà a trattenere l’utente appena entrato è soprattutto la presenza di altri utenti come lui. Per aumentare l’effetto comunitario, le grandi piattaforme commerciali adottano alcuni escamotage, tra i quali spicca soprattutto l’adozione di strumenti e algoritmi che “presentano” l’utente appena iscritto ad altri utenti caratterizzati da interessi affini.

Quanto più la potenza economica della piattaforma commerciale viene convertita in capacità di marketing, tanto più sarà possibile attrarre utenti; più saranno questi utenti, maggiore sarà la possibilità di farli incrociare tra loro; più questi utenti saranno interconnessi, più saranno motivati a rimanere. Questo è il vantaggio che scaturisce dall’effetto rete.

Oggi, in un periodo di oggettiva crisi delle piattaforme social, solo chi gode di una posizione consolidata può sopravvivere, mentre un nuovo social avrebbe enormi difficoltà ad attrarre nuovi utenti. La “federazione” invece consente di creare un nuovo ambiente, affinché coloro che entrano a farvi parte vengano messi subito in contatto con una rete più grande.

Cosa non troverai nel Social WARM?


Mettiamo subito le cose in chiaro: ci sono cose che non troverai mai nel Social WARM e altre che non troverai ancora per un po’ di tempo.

Ecco cosa non troverai:

  1. la folla immensa di persone che sta su Facebook
  2. il flusso ininterrotto di notizie che puoi trovare su X/Twitter
  3. le basilari ma (per quanto peggiorate) ancora potenti funzioni di ricerca presenti su X/Twitter
  4. gli influencer presenti sui social
  5. i video brevi utili a sbomballarsi il cervello (qualche tentatvo c’è, ma non sta funzionando)
  6. gli algoritmi che ti suggeriscono continuamente contenuti & utenti che ti tengono incollato alle piattaforme
  7. i “secoli” di video caricati su Youtube con tutta la loro smisurata quantità di conoscenza (frammista beninteso anche a tanta spazzatura)
  8. comportamenti ostili come il “blasting” o il mobbing e comportamenti problematici come razzismo, omofobia, suprematismo, incel
  9. pornografia di qualità, pornografia non consensuale e pornografia illegale


Immagine generata da Gemini con il seguente prompt: Fammi un'immagine ironica di un social sullo stile dei disegni di Morvillo in cui ci sono: la folla immensa di persone che sta su Facebook il flusso ininterrotto di notizie che puoi trovare su X/Twitter le potenti funzioni di ricerca presenti su X/Twitter gli influencer presenti sui social i video brevi utili a farsi spappolare il cervello gli algoritmi che ti suggeriscono continuamente contenuti & utenti che ti tengono incollato alle piattaforme i "secoli" di video caricati su Youtube con tutta la loro smisurata quantità di conoscenza (frammista beninteso anche a tanta spazzatura) brutta gente con l'espressione minacciosa, cosplay di militari e ragazzi biondissimi che adorano il dio sole belle donne che si fanno i selfieDovevo rappresentare qualcosa di incredibilmente stupido e quindi ho deciso di utilizzare lo strumento più adatto: la IA di Gemini
Ecco invece cosa non troverai ancora per molto tempo, ma magari tra un po’ inizierà a esserci:

  1. i tuoi amici, i tuoi familiari, i tuoi concittadini e compaesani
  2. la sterminata comunità di opinionisti più o meno esperti presenti su Reddit
  3. app realizzate davvero in maniera professionale

Fatta questa premessa doverosa, è chiaro che molti utenti delle grandi piattaforme non saranno affatto interessate al Social WARM. Vediamo quindi chi potrebbe essere interessato.

A chi può interessare il Social WARM?


In primo luogo devi sapere che ci sono diversi modi per entrare nel Social WARM:

  1. iscrivendoti a uno dei tantissimi server esistenti, gestiti da volontari che hanno deciso di mettere a disposizione il proprio tempo e i propri soldi per creare piccole comunità (stai tranquillo: esistono molti siti che li censiscono). A volte per farlo non serve neanche lasciare la tua email!
  2. creando tu stesso un server comunitario
  3. creando un tuo piccolo server personale
  4. federando il tuo blog, che poi significa anche in questo caso creare un server personale, solo in modo più semplice
  5. curiosando e navigando tra le pagine di quei server senza iscriversi

Allora perché dovresti entrare nel Social WARM?

  1. per provare qualcosa di nuovo: questo è il motivo che ha spinto me a farlo, ma posso assicurarti che è il motivo migliore per farlo
  2. perché ti piace giocare: la varietà di forme che può assumere il Social WARM è perfetta per giocare; parlarsi da luoghi diversi, fatti con software diversi e visibili in modi diversi è un gioco continuo
  3. perché sei spinto da motivazioni ideologiche contro le BigTech statunitensi, l’economia dell’attenzione, il capitalismo della sorveglianza e “altre cose brutte”: nobile motivazione, ma devo deluderti, perché le ragioni ideologiche smuovono poche persone e per poco tempo; per la maggior parte delle persone l’ideologia non costituisce mai una spinta sufficiente a cambiare i propri comportamenti
  4. perché provare a essere padrone del tuo canale di comunicazione avvalendoti di una tecnologia libera e aperta: questa è un’ottima motivazione per decidere di entrare nel Social WARM e sono certo che non ti deluderà
  5. perché vuoi essere utile per la comunità delle persone che conosci o per quella di persone che non conosci e perché ti piace creare spazi liberi in cui altre persone possono trascorrere momenti piacevoli: potrà sembrare strano ma si tratta di un’esperienza molto gratificante

Perché quindi dovresti restare nel Social WARM?

  1. perché ti trovi bene: occhio però, perché all’inizio non ti troverai bene e anzi ti troverai disorientato
  2. perché sai che in un ambiente nuovo è normale sentirsi disorientati, ma questo non significa che non sia un ambiente piacevole
  3. perché hai capito che se ci sono diverse persone che si trovano bene là dentro, allora ci saranno sicuramente buoni motivi per trovarsi bene, magari chiedendo a chi già si trova là (e ti accorgerai quanto quella comunità di utenti e di amministratori sa essere accogliente)
  4. perché hai capito che favorire l’ecosistema del Social WARM è incredibilmente utile a migliorare l’ambiente digitale intorno a te e in un certo senso anche la società stessa; inoltre, grazie alla tecnologia federata, è possibile creare, inventare, adattare così tante cose fantastiche che l’unico limite è la fantasia e il tempo.

Per concludere, vediamo prima a chi può interessare il Social WARM:

  1. a chiunque sia curioso
  2. a chi ama giocare
  3. a chiunque voglia far parte di una comunità curiosa e giocherellona, mediamente istruita e aperta alla tecnologia
  4. a chiunque voglia uno spazio protetto in cui interagire con gli altri senza essere molestato
  5. a chiunque voglia comunicare con gli altri minimizzando la propria dipendenza dai conglomerati tecnologici e mantenendo la proprietà sui dati

E vediamo chi è invece che non dovrebbe affacciarcisi

  1. gli influencer: la portata è poca e il coinvolgimento non viene mai da account monodirezionali
  2. razzisti, omofobi, molestatori e troll: certi comportamenti sono tabu
  3. chi pensa di trovare app di dating: se dovete scopare, è molto più bello farlo fuori da qui
  4. chi vuole tutto e subito: qui la costruzione della presenza è lenta


Diamo una sbirciatina ai siti di Social WARM

Puoi guardarlo dal tuo browser


Siccome il Social WARM è fondamentalmente aperto, a meno che i post non vengano pubblicati con una visibilità limitata (scoprirete da soli di cosa si tratta), non è necessario essere iscritti a un servizio per visualizzare i post del Social WARM e per farlo è sufficiente aprire un browser.

Avventuriamoci all’interno di alcuni “ambienti” del Social WARM


Non presenteremo immagini in questa sezione, perché non siete qui per sfogliare un catalogo, ma per guardare dal finestrino e individuare i luoghi che vi mostro: farete click su semplici link che vi porteranno dentro il Fediverso e se non capite qualcosa, potete chiedere a me!


Giocare è una delle opportunità più interessanti che ci dà il Social WARM e danzare dall’uno all’altro ambiente software del Social WARM è un gioco di specchi estremamente divertente e formativo.

Armatevi quindi di pazienza e iniziamo con un video di PeerTube:

peertube.uno/w/r3ZxNMmUwVFiWjH…

Come potete vedere, ci sono alcuni commenti. Uno di quelli è stato scritto il 26 gennaio e (ecco che arriva il bello) quel commento non è stato fatto da un utente Pertube, ma è stato fatto da Mastodon! Ecco il messaggio originale:

poliversity.it/@macfranc/11596…

Ora, osservate bene la risposta inviata da Mastodon, perché sopra la risposta vedrete come si vede un Video Peertube dall’interfaccia web di Mastodon!

Lemmy

Lemmy, una specie di Reddit, serve a gestire discussioni strutturate e questo è un post nativo di Lemmy, con la sua tipica interfaccia “reddit-like”:

feddit.it/post/25774576

mentre questa è una risposta che anche in questo caso è stata inviata da Mastodon e non da Lemmy, ma noi adesso la vedremo prima come la vedrebbe un utente Lemmy:

feddit.it/post/25774576/177824…

…e ora ecco la risposta originale vista da Mastodon:

mastodon.uno/users/informapira…

Anche stavolta fate attenzione alla risposta vista da Mastodon, perché in alto capirete come si vede il post Lemmy: è strano perché si vede solo il titolo e un link…

Chissà invece come si vede quel post da Friendica? Eccolo qui:

poliverso.org/display/762a4026…

Vediamo invece un nuovo post pubblicato da Mastodon:

mastodon.uno/@informapirata/11…

razie a un accorgimento che affronteremo in futuro, quello stesso post lo possiamo vedere ripubblicato da Lemmy. Ecco come compare:

feddit.it/post/25725081

Il post vi sembra un po’ più “bruttino” rspetto a quello nativi di Lemmy? In effetti lo è, ma è assolutamente leggibile.

Ora invece vedremo alcuni post da NodeBB, un software per i forum.

Questo è un post “non nativo”, nel senso che si tratta di un post Mastodon ripubblicato da NodeBB

citiverse.it/topic/25aff98a-1a…

Il post originale Mastodon sarebbe questo:

mastodon.cisti.org/@gattamorta…

Com’è invece un post nativo di NodeBB? Eccolo:

citiverse.it/topic/161/costanz…

E questa è una risposta a quel post da Friendica:

poliverso.org/display/0477a01e…

(fate attenzione e guardate sopra alla risposta di Friendica, come viene mostrato il post NodeBB da Friendica)

E come si vedrebbe lo stesso post, da Lemmy? Eccolo:

feddit.it/post/25763323

Ed eccolo visto di nuovo da Friendica:

poliverso.org/display/fab5e244…

E a proposito, il blog linkato (Writefreely) come compare visto dal suo link? Vediamo:

blog.palermo.nohost.me/costanz…

Ehi… in effetti anche Writefreely è federato. Infatti lo possiamo vedere anche in Friendica:

poliverso.org/display/aa1bff27…

Ma anche da NodeBB:

Writefreely originale:

blog.palermo.nohost.me/chi-fa-…

Writefreely visto da NodeBB:

citiverse.it/topic/3c247935-08…

Ancora un gioco di specchi

Facciamo inoltre un resoconto vedendo una lunga conversazione, la stessa, da più interfacce: Mastodon, Lemmy, Friendica, NodeBB, e un commento da Pixelfed e da Misskey (sì, se non sei iscritto si vede solo questo),

Ed eccoci alla prova finale

Sapete che anche questo articolo è “federato”? Se avete già un account del Social WARM, provate a copiare il link di questo post e incollatelo nella casella di ricerca… Cosa succede?

Bello vero? Beh, sappiate che finora avete scalfito solo la superficie delSocial WARM, ma dovreste essere in grado di esservi fatti un’idea delle incredibili potenzialità di questo nuovo mondo.

Adesso faremo il punto di quello che abbiamo imparato, osserverete leggermente più da vicino un bel campionario di software e infine riceverete alcune istruzioni di base da ricordare quando si entra nel Social WARM.

Primo giro turistico senza scendere dal bus: cosa abbiamo imparato?


La prima cosa importante che abbiamo imparato è che gli strumenti con i quali è possibile vivere il Social WARM sono tantissimi e che sono abbastanza diversi tra loro, tanto che a volte questi strumenti sembrano non avere nulla in comune l’uno con l’altro.

Abbiamo visto Lemmy, una specie di Reddit, Peertube, lo Youtube libero, Mastodon, che ricorda il Twitter di una volta, Friendica, che somiglia a Facebook, Writefreely, una piattaforma di blogging minimale e NodeBB, un forum professionale che però è anche federato; ma ce ne sono molti di più: Pixelfed per chi cerca un Instagram senza algoritmi, Piefed e Mbin nati per creare qualcosa di simile a Lemmy, Pleroma, molto simile a Mastodon, o Misskey, ancora più giocattoloso; e ancora Mobilizon e Gancio che servono a pubblicare eventi di calendario, Castopod e Funkwhale dedicati ai podcast, Flohmarkt, un marketplace etico, Owncast per le dirette video, Loops, la risposta federata a Tiktok, Bookwyrm, un’alternativa ad Anobii, Forgejo, per ospitare repository, Wanderer, per condividere sentieri e tracce GPS Bonfire, un ecosistema completo pensato per le organizzazioni cooperative. E infine trovano posto anche piattaforme che già conosciamo per altri meriti, come WordPress, piattaforma leader nel blogging, Ghost, l’alternativa etica a Substack e il pessimo Threads, un progetto di Meta che oggi raccoglie innumerevoli utenti (quasi tutti colati da Instagram) anche se la sua federazione è abbastanza limitata e poco usabile.

Abbiamo anche visto che l’interfaccia di ciascuno di questi software è diversa e che, in base al software attraverso cui siamo entrati, vedremo il Social WARM con occhi diversi.

Possiamo, per puro scopo didascalico, distinguere i software del Social WARM in tre macrocategorie, pur con alcune intersezioni:

  1. Socialverso: l’insieme dei social veri e propri. Si tratta di piattaforme in cui la funzione più importante è quella di seguire altri utenti
  2. Forumverso: l’insieme delle piattaforme simili a forum e focalizzate sull’iscrizione a canali tematici e sulla relativa discussione; qui la possibilità di seguire altri utenti è secondaria o addirittura non prevista
  3. Contentverso: l’insieme delle piattaforme dedicate alla pubblicazione di contenuti: articoli di blog, video, podcast, eventi, dirette, recensioni di libri, etc; benché sia spesso possibile iscriversi a queste piattaforme come semplici fruitori, la finalità principale di chi si iscrive è principalmente quella di pubblicare contenuti


Una rappresentazione di alcuni software del Fediverso nelle tre macrocategorie: socialverso, forumverso, contentverso. La realizzazione grafica riprende quella fatta da EcoFra in occasione di una presentazione di Fedimedia

Software diversi, interfacce diverse


Ora darete un’ultima occhiata ad alcune timeline pubbliche di diversi software. Buona passeggiata:


E le app?


Una buona parte dei software del Fediverso dispone di un’app specifica, ma alcuni software come Mastodon e Lemmy, ne hanno anche più di una.

Al momento, tra quelle che conosco (non sono un grande utilizzatore di app), ce ne sono due che consentono a un utente di “vedere” il Social WARM anche senza iscriversi: Raccoon, un’app per Mastodon e Friendica, e Raccoon for Lemmy, che è ovviamente dedicata all’omonimo software.

Da queste app è possibile selezionare il server di interesse e “navigarlo” in sola lettura per curiosare un po’.

Cose da sapere prima di iscriversi: visibilità, “fediquette” e test


Prima di entrare nel Social WARM è opportuno affrontare alcuni aspetti importanti, ma sappiate sempre che per tutti questi aspetti potete sempre presentare preventivamente ai moderatori i vostri dubbi!

Visibilità


Il primo aspetto da considerare è quello della visibilità: il Social WARM talvolta propone ai nuovi utenti dei profili consigliati, ma non segnalerà mai nuovi profili come il vostro agli utenti più affermati.

L’unico modo per trovare nuovi utenti è… cercarli; e le uniche possibilità che il vostro nuovo account venga notato da qualcun altro è interagire con lui, ossia:

  • seguirlo
  • rispondere a un suo post
  • reagire a un suo post (like o ricondivisione).

Naturalmente quando qualcuno si accorgerà di voi, vorrà vedere chi siete e se il vostro profilo risulterà vuoto, nessuno vi seguirà: e ricordate che, se quell’utente è su un altro server, potrebbe non vedere i post che avete pubblicato fino a quel momento. Le uniche cose che vedrà sono:

  • le note che avrete inserito nella vostra “biografia”
  • (ma solo per le piattaforme “social”) i post che avrete “fissato in evidenza” sul vostro profilo.


Fediquette


Abbiamo scritto diversi post sulla fediquette e su come funziona la moderazione nel Social WARM, ma sintetizzando al massimo, possiamo dire che è sufficiente l’educazione di base per non avere problemi; ricordatevi che siete ospiti di ambienti digitali gestiti gratuitamente dagli amministratori per creare un’atmosfera piacevole: leggetevi le regole di comportamento previste da ogni server e chiedete sempre delucidazioni ai moderatori del vostro server (di solito li trovate nella pagina principale o in quella con le “informazioni” del server).

Ci sono comunque alcune cose da non fare mai, per non avere problemi con i moderatori e con gli altri utenti:

  • trollare o dare l’impressione di farlo; soprattutto all’inizio, quando non avete una reputazione, evitate le risposte sarcastiche, il linguaggio volgare o violento
  • pubblicare post a ripetizione; chi pubblica troppi messaggi rischia di essere percepito come uno spammer; se avete dubbi sulla definizione di “troppi”, chiedete subito delucidazioni a uno dei moderatori del vostro server
  • pubblicare post con sole immagini non descritte (le immagini possono essere descritte con una funzione apposita: fatelo!) o con solo un link (soprattutto shortlink, link a social commerciali e shortlink a social commerciali!)
  • pubblicare post di autopromozione scomposta, magari al vostro sito pieno di annunci pubblicitari o, peggio ancora, con link referral
  • pubblicare post razzisti, omofobi, sessisti
  • pubblicare immagini e contenuti hot
  • pubblicare materiale copiato dai social commerciali o contenuti generati con l’intelligenza artificiale (magari senza neanche dirlo)


Fare palestra


Ci sono diversi modi per pubblicare contenuti di test. Software come Mastodon consentono per esempio di pubblicare un post con visibilità tale da essere pubblico ma da non comparire nella timeline generale; i server basati su software di tipo forum invece presentano sempre una comunità/categoria dedicata ai test.

Anche in questo caso, come già detto, chiedete ai moderatori.

Una delle comunità di test che potete usare è quella di Citiverse.it e questo è un post di prova che utilizzeremo durante la nostra esplorazione:

citiverse.it/topic/61aecc3e-5f…

Questo e il post visto da Mastodon

feddit.it/post/25846057

…visto da Lemmy

feddit.it/post/25846057/178206…

…e visto da Friendica

poliverso.org/display/96e44936…

Adesso che abbiamo concluso la prima guida stando al posto passeggero, inizieremo a guidare da soli salendo a bordo di Lemmy e lo faremo per diversi motivi:

  • è il software più semplice da usare di tutto il Social WARM
  • presenta alcune potenzialità che aiutano a capire subito il Social WARM
  • presenta caratteristiche che aiutano a capire alcuni limiti del Social WARM

Ci vediamo tra qualche giorno qui con la seconda parte:

Dentro il Social WARM – Parte 2: Lemmy, lo strumento per la discussione strutturata

informapirata.it/2026/01/27/de…


in reply to nilocram

Ciao @nilocram
approfitto per condividere con te degli appunti su una questione che riguarda i post Friendica con il titolo

Formattazione post con titolo leggibili da Mastodon

Come forse saprai già, con Friendica possiamo scegliere di scrivere post con il titolo (come su WordPress) e post senza titolo (come su Mastodon). Uno dei problemi più fastidiosi per chi desidera scrivere post con il titolo è il fatto che gli utenti Mastodon leggeranno il tuo post come se fosse costituito dal solo titolo e, due a capi più in basso, dal link al post originale: questo non è di certo il modo miglior per rendere leggibili e interessanti i tuoi post!

Ecco infatti come un utente Mastodon leggerebbe il tuo post:


Deprimente? Sì, decisamente... In fondo è per questo che stiamo su Friendica e non su Mastodon! 🤣🤣🤣

Gli utenti Mastodon infatti hanno molti limiti di visualizzazione, ma sono pur sempre la comunità più grande del Fediverso e perciò è importante che vedano correttamente i vostri post: poter contare sulla loro visibilità è un'opportunità per aggiungere ulteriori possibilità di interazioni con altre persone.

Fortunatamente, con le ultime release di Friendica abbiamo la possibilità di modificare un'impostazione per rendere perfettamente leggibili anche i post con il titolo. Ecco come fare:

A) dal proprio account bisogna andare alla pagina delle impostazioni e, da lì, alla voce "Social Network" al link poliverso.org/settings/connect…
B) Selezionando la prima sezione "Impostazione media sociali" e scorrendo in basso si può trovare la voce "Article Mode", con un menu a cascataC) Delle tre voci disponibili bisogna scegliere "Embed the title in the body"

Ecco che adesso i nostri post saranno completamente leggibili da Mastodon!

NovaeVitae reshared this.

in reply to Signor Amministratore ⁂

Grazie, @Signor Amministratore ⁂ ho modificato le impostazioni seguendo le tue indicazioni.

Di solito rilancio il mio post di Friendica da Mastodon per cui non avevo mai fatto caso al problema

Fediverso reshared this.

in reply to Signor Amministratore ⁂

@admin io per esempio non ho capito come fate a scrivere post così lunghi. Qui mi rimangono 398 caratteri.
in reply to NovaeVitae

@NovaeVitae 🍉🇮🇹 quella da cui sto scrivendo è Friendica, il "Facebook del fediverso". Se vuoi provarla puoi iscriverti qui

Se invece vuoi provare un Mastodon potenziato che ti permetterà di scrivere post lunghi e con testo formattato puoi provare l'istanza poliversity.it

@nilocram

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rinnovare sito con Hugo


Dopo qualche anno con WordPress provo un sito “statico”. Uno del genere lo avevo già provato a suo tempo. Può sembrare un ritorno all’antico. Ma, a parte che il “minimalismo” non è mai passato di moda anche in Internet, ci sono anche ragioni attuali, oltre il gusto di provare cose nuove.
darchino.ch/2026/01/30/rinnova…

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in reply to Stefano D'Archino

@informapirata Anch'io sto pensando di rinnovare. Ghost ha problemi di accessibilità (belli grossi) e per via di minimal, sto pensando a fare almeno la parte di racconti, con writefreely. Lo farei tutto con quello, se non ci fossero grosse limitazioni per header e footer

informapirata ⁂ reshared this.

in reply to Stefano D'Archino

Idem, ho utilizzato wordpress con gioia per più di 10 anni, anche di più... E da circa un anno e mezzo sono passato ad u sito statico, utilizzao HUGO come framewoerk, ci sono pro e contro, ma in linea di massima mi trovo meglia adesso. Non fosse altro per il risparmio di risorse e tempo non dovendo gestire un db 😀 Secondo me hai fatti una scelta giusta...


Finlandia, l’intelligence militare tra deterrenza Nato e instabilità globale

@Notizie dall'Italia e dal mondo

La Finnish Military Intelligence Review 2026, pubblicata dal Defence Command delle Forze di Difesa finlandesi, offre una lettura strategica del deterioramento strutturale dell’ambiente di sicurezza europeo e globale. Il documento non introduce elementi di rottura rispetto alle valutazioni precedenti, in



sarò anche di parte, tutti lo siamo, ma mi appare abbastanza triste veder etichettata come di sinistra qualsiasi fonte non confermi la propaganda di destra che ci dice che va tutto be e che questo governo è perfetto. ma se niente è perfetto nel mondo, per definizione, a chi crede che il governo meloni sia perfetto non è mai venuto in mente che forse semplicemente tutte le imperfezioni sono nascoste con successo ad a parte dalla sua vista? non è così per tutti gli schieramenti politici, chi di sinistra spesso è molto critico pure per la sua stessa parte politica.... non viene mai l'idea che considerare perfetta la propria parte politica sia già fascismo conclamato? nelle scuole dovrebbero fare una forma di educazione al senso critico così svolta, sicuramente definiti di sinistra, in cui tu prima di dichiari di che parte politica sei, senza mentire, e il gioco consiste nel trovare 3 difetti nella TUA parte politica e 3 PREGI in quella avversaria. questo è vero dibattito. non la certezze assurde di cui glie lettori di destra, eterni perfetti, sono convinti.


200 MILA IN ORBITA: CINA CONTRO STARLINK…

Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy 😁)

Notizia: la Cina ha registrato presso l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni due costellazioni satellitari che insieme dovrebbero comprendere quasi 200mila satelliti.
L'articolo 200 MILA IN ORBITA: giano.news/2026/01/31/200-mila…



Emilio Cozzi – Geopolitica dello spazio
freezonemagazine.com/articoli/…
In Geopolitica dello spazio, Emilio Cozzi affronta un tema che sembra proiettato nel futuro, ma che in realtà definisce già il presente: lo spazio come nuovo terreno di competizione globale. L’autore, noto per la sua capacità di divulgare con rigore e stile, costruisce un libro che unisce l’analisi strategica alla narrazione culturale e tecnologica, mostrando […]
L'articolo


La guerra infinita dei talenti

Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy 😁)

È il talento il fattore fondamentale per comprendere la competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina. L'analisi di Alessandro Aresu.

startmag.it/innovazione/guerra…

Maronno Winchester reshared this.




"giornalismo" ticinese


Ieri a Bellinzona, la mia città, una donna con disturbi psichici ha minacciato con un coltello il personale di un negozio di telefonia.

Ovviamente aggiungere al titolo dell'articolo "Allah Akbar" aiuta ad aumentare i click.
cdt.ch/news/col-coltello-in-ne…

E pensare che una volta il Corriere del Ticino era un rispettabilissimo quotidiano.
...comunque, non c'era bisogno di buttarla a terra - o siamo a Minneapolis? 🥴🤢

#clickbait #islamofobia #acab #ticino #bellinzona




Musk to Epstein: ‘What Day/Night Will Be the Wildest Party on Your Island?’#JeffreyEpstein #ElonMusk


Musk to Epstein: ‘What Day/Night Will Be the Wildest Party on Your Island?’


Here is an email that Elon Musk, current world’s richest man and owner of a gigantic social media network that generated child sexual abuse material on demand, sent to sex offender Jeffrey Epstein on November 11, 2012: “What day/night will be the wildest party on your island?”

At first glance, the latest Department of Justice dump of Epstein documents is at least as horrifying as any of the dumps that came previously. Whether or not—and most likely not—any consequences of any sort come for any of the people who interacted with or were friends with the notorious child sexual abuser, the documents are depraved and continue to show that Musk and many other rich and powerful people have been lying about their relationships with Epstein for years.

In September, Musk tweeted “this is false” in response to a Forbes article based on previously released documents that stated he “planned a trip to Epstein’s private island.” He also wrote “Epstein tried to get me to go to his island and I REFUSED.” Musk had previously been named on Epstein’s calendar as being slated to visit Epstein’s island in 2014.

The emails released Friday show without a doubt that Musk, at the very least, “planned” a trip to Epstein’s island. They also show that Epstein asked Musk if SolarCity, his solar power startup that was eventually folded into Tesla, could electrify the island or his New Mexico ranch.

The newly released documents show that Musk emailed with Epstein over the course of more than a year. In a December 2013 thread called “Christmas and New Year’s,” Musk wrote “Will be in the BVI [British Virgin Islands]/St Bart’s area over the holidays. Is there a good time to visit?”

“I will send heli for you,” Epstein responded. “Thanks,” Musk answered.

“Actually, I could fly back early on the 3rd. We will be in St Bart’s. When should we head to your island on the 2nd?,” Musk said in a follow-up email.

In October 2012, Musk emailed Epstein and said “The world needs more romance […] Talulah [Musk’s second wife] and I are headed to St. Barth’s at the end of the year. I assume you will most likely be on your island?”

Epstein eventually responded in November and offered to send Musk as helicopter: “how many people will you be for the heli to island,” Epstein wrote.

“Probably just Talulah and me,” Musk responded. “What day/night will be the wildest party on your island?”

Another thread between Epstein and Musk was about providing power to two of Epstein’s properties: “is there any one at Solar City that my guys can talk to about electrifying the caribean [sic] island? Or the New Mexico ranch,” Epstein wrote. “Are we in New Mexico?” Musk wrote, adding a colleague to the thread.

These emails are hitting at a time where there is quite a lot going on in the world, and Musk, Donald Trump, and the current class of people in political power have shown that they will suffer very little from essentially any political scandal. And yet, these emails show in black and white that Musk has been lying about his relationship with Epstein, and that’s worth documenting.




Lemon’s arrest delivers warning shot to journalists


Dear Friend of Press Freedom,

Rümeysa Öztürk has now been facing deportation for 311 days for co-writing an op-ed the government didn’t like, and journalist Ya’akub Vijandre remains locked up by Immigration and Customs Enforcement over social media posts about issues he reported on. Read on for more of the week’s press freedom stories.

Arrests of journalists Don Lemon, Georgia Fort send unmistakable message


Federal agents arrested journalists Don Lemon and Georgia Fort on charges related to their news coverage of a Jan. 18 protest at a church in St. Paul, Minnesota, in an outrageous attack on freedom of the press.

Freedom of the Press Foundation (FPF) Chief of Advocacy Seth Stern said, “These arrests, under bogus legal theories for obviously constitutionally protected reporting, are clear warning shots aimed at other journalists. The unmistakable message is that journalists must tread cautiously because the government is looking for any way to target them.”

“We’ve recently seen that even in the Trump era, public pressure still can work,” Stern added. “It’s time to do it again. News outlets across the political spectrum need to loudly defend Lemon’s and Fort’s rights.”


Alex Pretti’s murder was an attack on press freedom


The murders of Alex Pretti and Renee Good in Minnesota once again show the power of cellphone footage in combating official lies. Solely because footage was so clear that even the Trump administration knew its story wasn’t credible, the party line shifted within hours of Pretti’s shooting from comments about a “terrorist” planning a “massacre” to something akin to “jaywalking is now a capital offense.”

These days, cellphone videographers are a vital part of the news ecosystem, serving as crucial source material for reporters. FPF’s Stern writes about how shooting, killing, censoring, and other targeting of individuals filming news as it unfolds is an attack on press freedom (and an offense against all else that’s good in the world).


Whistleblower Guan Heng granted asylum


A judge on Wednesday granted asylum to Guan Heng, a whistleblower who secretly filmed Uyghur internment camps in China and shared his footage online after arriving in the United States. His footage became crucial evidence for journalists reporting on the camps, including the team at BuzzFeed News that won a Pulitzer Prize.

We said in a statement that those who spoke out against Guan’s deportation case “should carry that momentum to other fronts in the very active battles for the rights of whistleblowers, journalists, and people who film government wrongdoing, whether in China or Minneapolis.” And we called on the Department of Homeland Security to “give serious thought to why an immigration crackdown supposedly intended to target the worst of the worst is endangering the best of the best.”


Las Vegas judge doubles down on prior restraints


District Judge Jessica Peterson managed a remarkable feat: Violating the same bedrock First Amendment principles twice in just over a week.

First, on Jan. 13, Peterson issued a sweeping “decorum order” unconstitutionally restricting what journalists could publish about a sexual assault trial. She walked that back after a letter from the Las Vegas Review-Journal, but, eight days later, kicked the paper’s journalists out of court for not agreeing to her censorial demands.

The Nevada Supreme Court quickly struck down the second illegal order on Wednesday. Peterson could have saved herself some embarrassment if she’d changed course after reading Stern’s op-ed earlier in the week — or better yet, if she’d read the FIrst Amendment.


Unpaywalled reporting informed Chicago during ICE invasion


FPF founding board member and native Chicagoan John Cusack wrote for the Chicago Sun-Times about how the city benefited during the Operation Midway Blitz immigration enforcement crackdown from unpaywalled reporting by Chicago Public Media (which owns the Chicago Sun-Times), the Chicago Reader, Unraveled Press, The Triibe, Block Club Chicago, and others.

In other places, though, paywalls “create a two-tiered citizenry — one that can afford to be informed and one that cannot. Those most likely to be surveilled, policed, detained and deported are least able to afford subscriptions.”

His op-ed highlighted FPF’s event last October featuring fellow FPF board member Katie Drummond of Wired and Joseph Cox of 404 Media discussing the business benefits those outlets experienced after unpaywalling.


What we're reading


One year into President Trump’s second administration, press freedoms are under attack

WFAE
FPF Executive Director Trevor Timm explained how attacks on press freedom are growing. Timm’s greatest concern, he added, is that the government may soon cross the Rubicon of “actually prosecuting journalists for doing their job.”


NY Times Magazine writer subpoenaed over article in federal trial

U.S. Press Freedom Tracker
The court should reject prosecutors’ demand that Jeffrey Toobin testify about his reporting. Forcing journalists to testify about their newsgathering chills reporting and undermines the First Amendment.


The best weapon you have in the fight against ICE

The New York Times
Cellphone footage is an incredibly important source of accountability. Government attacks on those who document the news, whether journalists or not, are attacks on the First Amendment.


Illinois law shielding officials’ personal information amid political violence sparks transparency backlash

Chicago Tribune
A new Illinois law that allows public officials to shield their personal information from the public is “basically a sledgehammer” allowing politicians to carry out censorship, FPF Senior Adviser Caitlin Vogus explained.

Flyer for an online panel discussion of local journalists covering immigration

RSVP here: freedom.press/covering-immigration.


freedom.press/issues/lemons-ar…



Dentro il Social WARM – Parte 3: Mastodon, il social a flusso continuo


Guide a Mastodon in italiano o in altre lingue, ne hanno scritte porci e cani, ma quella che state leggendo adesso non è una guida, bensì una scuola guida


informapirata.it/2026/01/30/de…

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Operazione lupo. Scampoli di verita’ su mafia e dintorni


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/operazi…
Il libro di cui si parla è scritto in buon italiano. Si obietterà: siamo all’ovvio, di regola è così che un libro deve essere scritto. Certo, è un minimo sindacale, ma di questi tempi la regola è quella