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[2026-02-11] Race and globalization @ Biblioteca Amilcar Cabral


Race and globalization

Biblioteca Amilcar Cabral - Biblioteca Amilcar Cabral, 24, Via San Mamolo, Roncrio, Santo Stefano, Bologna, Emilia-Romagna, 40136, Italia
(mercoledì, 11 febbraio 18:00)
Che fare?Il rovello politico di Ruth W. Gilmore
Da gennaio ad aprile 2026, un gruppo di lettura sul lavoro di Ruth Wilson Gilmore, studiosa e militante abolizionista, una delle voci più significative dell’antirazzismo negli Stati Uniti.
Le iniziative si concluderanno il 9 aprile con un incontro aperto con l’autrice.

Il gruppo di lettura, inoltre, anticipa di qualche mese l’uscita di un libro, in autunno, di Ruth Wilson Gilmore, in preprarazione per hic sunt leones di DeriveApprodi, la collana diretta da Anna Curcio e Miguel Mellino che indaga la genealogia del razzismo nel mondo che abitiamo.

Input in collaborazione con DeriveApprodi, Biblioteca Cabral e Casa del mondo


balotta.org/event/race-and-glo…




Playing YouTube From The Command Line


Generally, one opens a web browser or an app to use YouTube. However, if you’re looking to just listen to the audio, you can actually do that right from the terminal. You just need Shellbeats from [lalo-space].

Shellbeats is primarily intended for playing music from YouTube, and is well equipped for this task. It allows searching YouTube directly from the terminal, as well as streaming tracks or entire playlists from the command line interface. You can also make and edit playlists from within the tool, and even download the whole lot as MP3s if so desired. It’s all keyboard-operated and nicely lightweight. The overall experience isn’t dissimilar from operating a simple LCD-based MP3 player from 20 years ago.

There’s plenty of other fun stuff you can do in the terminal, too, as we’ve explored previously. If you’re working on your own media player hacks, be sure to notify us on the tipsline!


hackaday.com/2026/01/31/playin…



Surviving the RAM Price Squeeze With Linux In-Kernel Memory Compression


Swissbit 2GB PC2-5300U-555

You’ve probably heard — we’re currently experiencing very high RAM prices due mostly to increased demand from AI data centers.

RAM prices gone up four times

If you’ve been priced out of new RAM you are going to want to get as much value out of the RAM you already have as possible, and that’s where today’s hack comes in: if you’re on a Debian system read about ZRam for how to install and configure zram-tools to enable and manage the Linux kernel facilities that enable compressed RAM by integrating with the swap-enabled virtual memory system. We’ve seen it done with the Raspberry Pi, and the concept is the same.

Ubuntu users should check out systemd-zram-generator instead, and be aware that zram might already be installed and configured by default on your Ubuntu Desktop system.

If you’re interested in the history of in-kernel memory compression LWN.net has an old article covering the technology as it was gestating back in 2013: In-kernel Memory Compression. For those trying to get a grip on what has happened with RAM prices in recent history, a good place to track memory prices is memory.net and if you swing by you can see that a lot of RAM has gone up as much as four times in the last three or four months.

If you have any tips or hacks for memory compression on other platforms we would love to hear from you in the comments section!


hackaday.com/2026/01/31/surviv…



Padre Giuseppe Pusceddu, vicario generale e responsabile della formazione della Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione, è stato confermato presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Luigi Maria Monti per il quadriennio 2…


Leone XIV ha nominato esarca apostolico dell'Abbazia territoriale di Santa Maria di Grottaferrata mons. Manuel Nin Güell, vescovo titolare di Carcabia, trasferendolo dall'Esarcato apostolico per i cattolici di rito bizantino residenti in Grecia.


“Promuovere una conoscenza autentica e qualificata delle attività istituzionali del Vaticano, della diplomazia della Santa Sede e del funzionamento dello Stato della Città del Vaticano per chi svolge la professione giornalistica e opera nel campo del…


"Nell'apprendere le gravi conseguenze del passaggio della tempesta Kristin sul territorio portoghese, che ha lasciato uno scenario particolarmente devastante nel centro del Paese, il Santo Padre desidera esprimere il suo dolore per le persone che han…


“Il Perù occupa un posto speciale nel mio cuore. Lì ho condiviso con voi gioie e sforzi, ho imparato la semplice fede del vostro popolo e ho sperimentato la forza di una Chiesa che sa sperare anche in mezzo alle prove”.



Verslag netten voor Oekraïne


Om te beginnen wil ik iedereen onwijs bedanken voor zijn/haar bijdrage en hulp voor het mogelijk maken van deze donatie-actie. Die is met zeer veel waardering en dankbaarheid ontvangen in Oekraïne en door betrokken organisaties. Het is een behoorlijke opgave geweest om alles geregeld te krijgen voordat ik kon vertrekken. Daar heb ik veel hulp […]

Het bericht Verslag netten voor Oekraïne verscheen eerst op Piratenpartij.



GAZA. Famiglie massacrate e civili sotto le macerie del “cessate il fuoco”


@Notizie dall'Italia e dal mondo
Dall’alba sono decine le vittime civili, soprattutto bambini, dei bombardamenti di Tel Aviv, che ha attaccato campi profughi, case civili, edifici pubblici. Non una parola di condanna da parte degli Stati Uniti, nonostante gli annunci del cosiddetto Board of



Vino, cipolla e aglio sono il "diabolus in cucina" e in quanto tali non dovrebbero mai trovare spazio in nessuna preparazione culinaria.

Così è deciso.

(Ho lanciato la mia personalissima fatwa).

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in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

io se posso evitarlo, lo evito alla grande 😂
Però di solito si dice vada dappertutto, da qui il sillogismo 😂


Una ricetta per il DI.DAY: Digital Independence Day

Un numeroso gruppo di associazioni tedesche ha promosso il DI.DAY Digital Independence Day.

Si tratta di un'iniziativa organizzata ogni prima domenica del mese che vuole liberarsi dagli strumenti delle BIGTECH statunitensi (i GAFAM) per passare a servizi e software liberi e indipendenti.

Ecco la traduzione italiana di quello che dicono i promotori dell'iniziativa:

Ogni prima domenica del mese passa dalla parte giusta!

"La nostra vita digitale è nelle mani di pochi super ricchi. Grazie alla posizione di monopolio delle loro aziende, persone come Elon Musk, Jeff Bezos o Mark Zuckerberg determinano a livello mondiale come ci informiamo online, come discutiamo, comunichiamo o agiamo. Nessun individuo e nessuna azienda dovrebbe possedere un'influenza così incontrollata, perché altrimenti non potremmo più vivere in libertà.

La buona notizia è che questo potere glielo diamo noi e possiamo anche toglierglielo: ogni prima domenica del mese organizziamo quindi il #DigitalIndependenceDay: ci riprendiamo la nostra libertà digitale, smettiamo di distruggere la democrazia e passiamo ad alternative digitali democratiche. E ci assicuriamo passo dopo passo la nostra indipendenza digitale!

Il prossimo DI.DAY si terrà il 1° febbraio: qui trovi il programma previsto nelle diverse località."

Naturalmente al momento le iniziative sono localizzate soprattutto nei paesi di lingua tedesca, ma niente impedisce di organizzarne in altre parti di Europa 😀

Qui un'iniziativa organizzata per il 1° febbraio a Lisbona

Ma nel sito trovate un'altra iniziativa simpatica e interessante: una serie di "Ricette per cambiare" (Wechselrezepte).

Sono istruzioni dettagliate sotto forma di ricetta di cucina su come passare da un software o servizio delle BigTech a un software o servizio libero ad es. da Microsoft Office a LibreOffice, da Google a Ecosia, da X a Mastodon.


Una ricetta per passare da X a Mastodon

Per dare un'idea, ecco la traduzione della ricetta per passare da X a Mastodon
(qui il testo originale)


Elon Musk ha trasformato X (ex Twitter) in una piattaforma in cui hanno la precedenza i discorsi (di estrema destra) di incitamento all'odio e la disinformazione. Mastodon è praticamente l'opposto, ma migliore! Si tratta di un'associazione di tante piccole reti (“decentralizzate”), per lo più prive di pubblicità e gestite dagli utenti. Non c'è alcun algoritmo che vuole farti arrabbiare: vedi ciò che i tuoi amici pubblicano, in ordine cronologico e in tutta tranquillità. Se vuoi passare a Mastodon, puoi iniziare subito:


Tempo di preparazione:
25 minuti

Difficoltà:
Media (a causa della scelta del server, ma non preoccuparti, ti aiutiamo noi!)

Ingredienti

Un po' di conoscenza: Mastodon non è un singolo sito web, ma un insieme di molte piccole reti (istanze o server). È come con le e-mail: che tu sia su Posteo.de o Mailbox.org, puoi scrivere a chiunque e ricevere messaggi da chiunque.

Preparazione

1. Scelta del server: vai su joinmastodon.org/it o fedi.garden. Scegli un server che fa al caso tuo. (Non è una decisione definitiva: potrai cambiare server in un secondo momento, portando con te i tuoi follower e quelli che segui!).
2. Crea un account:: registrati sul server che hai scelto.
3. Scarica l'app:: scarica l'app ufficiale di Mastodon o (ancora meglio per i professionisti) app come “Tusky” (Android) o “Ivory” (iOS). Phanpy.social funziona anche sul web e offre un algoritmo trasparente per recuperare il ritardo se hai perso di vista la tua timeline.
4. Trova amici:: la tua timeline è vuota all'inizio, ma non preoccuparti! Segui gli account che trovi interessanti: strumenti come Fedifinder ti aiutano a ritrovare i tuoi vecchi contatti Twitter su Mastodon. Anche su Fediverse.info puoi trovare account interessanti. Ordinati per argomento, puoi seguire più account con un solo clic (Starter-Packs).
5. Presentazione:: scrivi il tuo primo post (toot) con l'hashtag #NuovoQui e racconta brevemente chi sei. La community sarà felice di darti il benvenuto.


Dessert

Su Internet si trovano ricette per ogni occasione, ad esempio quelle di Mastodon.it, in questo video su PeerTube o anche in questa "scuola guida" ;).

Chiudere l'account X: lascia sul tuo vecchio profilo X un tweet in evidenza con il tuo nuovo link Mastodon. Elimina l'app X dal tuo cellulare per sfuggire all'algoritmo che dà dipendenza.
Niente algoritmi: goditi la tranquillità. Niente post sponsorizzati, niente pubblicità di criptovalute: solo una timeline cronologica.

Buon appetito! Hai fatto un enorme passo avanti verso una maggiore indipendenza digitale.

E una volta che l'hai fatto (#DIDit), condividi il nostro post sul cambiamento e incoraggia gli altri a prendere in mano la propria privacy digitale!

Topping

Mastodon fa parte del “Fediverso”. Ciò significa che da qui puoi seguire anche persone che non sono su Mastodon, ma che pubblicano foto su Pixelfed (un po' come Instagram) o video su Peertube (un po' come Youtube). Abbatti i muri dei “Walled Gardens”! Elena Rossini spiega in questo video come funziona il Fediverso.

Per concludere questo lungo articolo segnalo anche un simpatico barbatrucco che permette di creare delle immagini personalizzate per per promuovere le inziative del Di.Day:
qznc.github.io/dot/diday.html

Buona lettura 😀

P.s. nel sito del DI.DAY non ho trovato l'indicazione di una licenza libera con cui dovrebbe essere distribuito, per il momento e in attesa di informazioni, anche la mia traduzione non riporta la licenza.

#SoftwareLibero #DigitalIndependenceDay #DIDAY #DUTag #Fediverso #Mastodon

@Informa Pirata
@Che succede nel Fediverso?
@Poliverso - notizie dal Fediverso ⁂
@MajDen🍉👠🎗☮️ ♀️🎨🥋
@Pare 🚲 🌞
@Roberto Resoli


Dentro il Social WARM – La scuola guida per esplorare il Fediverso, goderselo e vivere meglio (e abbandonare i social USA) – Parte 1

Una scuola guida per viaggiare nel Fediverso: l’esperimento funzionerà?

Questa non è una guida ma è una “scuola guida”: non nasce per “spiegare il Fediverso” o la tecnologia che ne è alla base, ma ha un obiettivo un po’ più ambizioso: serve infatti per introdurre in maniera pratica al Fediverso, senza ripetere gli errori che a mio avviso vengono commessi ogni volta che se ne parla, ossia:

  1. fare una spiegazione frettolosa su tutto il Fediverso per arrivare a parlare di uno dei tanti software che ne fanno parte (qualcuno ha detto Mastodon?),
  2. porre troppo l’accento sulla enorme quantità di software e sullo sterminato sciame di server che lo compongono,
  3. concentrarsi sulle analogie tra fediverso e email, sulle differenze tra centralizzazione e decentralizzazione, sulla strana forma che hanno i nomi utente del Fediverso.
  4. concentrarsi sulla presunta superiorità morale e sulle implicazioni ideologiche del Fediverso contro il pericolo che le piattaforme costituiscono sul piano cognitivo, psicologico, sociale e politico


Per qualsiasi dubbio, potete chiedere a me utilizzando i commenti al post, ma sappiate che chi di voi sa come farlo può commentare questo articolo da un account del Fediverso…

A proposito, adesso menzioniamo subito la comunità @fediverso e nelle prossime puntate capirete meglio perché l’abbiamo fatto, ma fondamentalmente è per seguire la conversazione anche da questa parte

Purtroppo, per questione di chiarezza, farò un uso eccessivo dei punti elenco, ma vi assicuro che non ho utilizzato nessun LLM per scrivere questo post (ok, un LLM probabilmente scriverebbe esattamente questo, ma probabilmente lo farebbe con i trattini invece che con le parentesi).


Siccome la guida serve a esplorare l’ambiente del Fediverso, l’ho pensata per un utilizzo tramite il browser e non tramite le app; infatti l’utilizzo tramite browser è l’unico che vi consenta di cogliere pienamente il senso di quello che farete, mentre quasi ogni app cercherà di semplificare e quindi di nascondere alcuni aspetti importanti. In un momento in cui le BigTech ci stanno propinando strumenti di semplificazione forzata mirati a uccidere il WEB, riappropriarsi del WEB è un atto di resistenza.

A questo proposito è importante far capire che il Fediverso è un sottoinsieme dell WEB: il Fediverso è WEB a tutti gli effetti (e infatti è il W3C che definisce gli standard del Fediverso), anzi possiamo dire che non è altro che il WEB che conosciamo, quello con le pagine WEB, le immagini, i commenti, ma con in più l’interazione tra “siti” diversi.

Qui parleremo di app solo di sfuggita, ma non sottovalutiamo quanto le app siano per la maggior parte delle persone il modo più comune di accedere a un qualsiasi servizio e che, per questo motivo, promettiamo che creeremo anche una “scuola guida” dedicata agli utilizzatori delle app, ma questa è un’altra storia…

NB: questa guida nasce per un pubblico italiano e a causa dei molti riferimenti al Fediverso italiano.
NB2: se avete fretta e se volete iscrivervi da subito a qualche ambiente del Fediverso, sapppiate che negli ultimi anni abbiamo messo a disposizione quattro ambienti completamente diversi l’uno dall’altro nei quali potete iscrivervi (sì, tranquilli: l’iscrizione è gratuita):

Ecco quindi l’elenco degli argomenti che verranno affrontati in questa prima sessione:



Fediverso: una parola sgraziata, un concetto ostico


Iniziamo facendo subito arrabbiare qualcuno… Sì, perché, anche se personalmente sono molto affezionato alla parola “Fediverso”, sono anche consapevole che Fediverso, come quasi tutte le parole inventate dagli informatici, è una parola davvero sgraziata sia dal punto di vista fonetico, sia per la sciagurata carica evocativa che lascia trasparire: Fediverso sembra sottolineare il concetto di difficoltà più che quello di libertà. Per questo ho deciso di usarla il meno possibile e ho deciso di sostituirla con l’espressione Social WARM o SWARM (Social Web of Autonomous Relational Minds) che mi piace perché è estremamente evocativa del clima che si respira.
Mappa della Terra di Mezzo con i nomi delle piattaforme di Mordor da una parte e dei software del Fediverso dall'altra (Sì: Bluesky è a Isengard...)
Cambiare il modo di chiamare qualcosa però non basta, perché bisogna cambiare anche la percezione del Social WARM tra le persone. Per questo bisogna affrontare tre fasi:

  1. Individuazione dell’utente tipo: bisogna capire a chi può essere utile (e a chi non servirà mai) il Social WARM
  2. Promozione verso l’utente tipo: è importante far capire a quel pubblico di utenti perché può essere utile il Social WARM
  3. Rimozione degli ostacoli: è fondamentale facilitare l’accesso al Social WARM da parte di tutti soggetti interessati.

Analizzare come promuovere il Social WARM e come migliorare la sua ergonomia non è oggetto di questo post, mentre è importante affrontare il primo punto, per chiarire i punti di interesse, e il secondo punto, per evitare equivoci.

Social WARM: a chi serve? a cosa non serve?


Il Social WARM è un insieme di tecnologie installabili su server diversi e molto diverse l’una dall’altra, ma che consentono a tutti quelli che le utilizzano di mettersi in contatto tra loro attraverso le più basilari funzionalità social:

  • consultare
  • rispondere
  • ricondividere
  • reagire


L’immagine mostra un piccolo schema diviso in quattro quadranti, ognuno dedicato a una delle azioni fondamentali sui social: Consultare: in alto a sinistra, una mano impugna uno smartphone con lo schermo acceso, che mostra tre linee orizzontali stilizzate, simili a un feed. Il disegno è semplice, con contorni neri spessi e colori piatti. Rispondere: in alto a destra, una nuvoletta di commento azzurra contiene un’icona profilo gialla e tre righe nere che simulano un testo. Rappresenta l’atto di scrivere una risposta. Ricondividere: in basso a sinistra, due frecce verdi formano un cerchio stilizzato, simboleggiando la condivisione di contenuti. Le frecce sono disegnate in modo grezzo e irregolare. Reagire: in basso a destra, una mano fa il gesto del pollice in su accanto a un cuore rosso. È il simbolo universale delle reazioni emotive sui social.
Un elenco non esaustivo di queste tecnologie include piattaforme di microblogging, social network, forum, blog, streaming video, podcast, agende condivise, mercatini on line, condivisione di itinerari: in pratica, un unica rete globale alla quale non partecipano solo piattaforme social propriamente dette, ma in cui ogni piattaforma è sempre corredata da funzionalità social.

Anche se può sembrare controintuitivo, ognuna di queste piattaforme potrebbe essere utilizzata singolarmente (il famoso Thruth Social del vecchio pazzoide malvagio che siete alla Casa Bianca è uno di questi casi!) o addirittura essere installata in una rete locale (un server aziendale, una comunità scolastica, etc) senza alcun accesso a internet, ma è evidente che il massimo potenziale del Social WARM e il massimo godimento degli utenti si ottengono quando queste piattaforme sono interconnesse, ossia (come dicono quelli esperti) federate.

La filosofia della “federazione” infatti è il caposaldo di questo ecosistema (il termine fediverso significherebbe proprio “universo federato“) ma non solo: la possibilità di federarsi è il valore aggiunto che consente anche a una qualsiasi piccolissima comunità di utenti che utilizzano uno di questi software di entrare a far parte di una comunità molto più grande. Questo serve a compensare il fatto che la comunità di utenti di una nuova piattaforma o una nuova app del Social WARM è per forza di cose più ridotta di quelle di una colossale piattaforma commerciale.

L’effetto rete


Quando un utente decide di iscriversi a un qualsiasi “servizio comunitario” sia esso un social, un forum o una piattaforma di gioco, ciò che davvero riuscirà a trattenere l’utente appena entrato è soprattutto la presenza di altri utenti come lui. Per aumentare l’effetto comunitario, le grandi piattaforme commerciali adottano alcuni escamotage, tra i quali spicca soprattutto l’adozione di strumenti e algoritmi che “presentano” l’utente appena iscritto ad altri utenti caratterizzati da interessi affini.

Quanto più la potenza economica della piattaforma commerciale viene convertita in capacità di marketing, tanto più sarà possibile attrarre utenti; più saranno questi utenti, maggiore sarà la possibilità di farli incrociare tra loro; più questi utenti saranno interconnessi, più saranno motivati a rimanere. Questo è il vantaggio che scaturisce dall’effetto rete.

Oggi, in un periodo di oggettiva crisi delle piattaforme social, solo chi gode di una posizione consolidata può sopravvivere, mentre un nuovo social avrebbe enormi difficoltà ad attrarre nuovi utenti. La “federazione” invece consente di creare un nuovo ambiente, affinché coloro che entrano a farvi parte vengano messi subito in contatto con una rete più grande.

Cosa non troverai nel Social WARM?


Mettiamo subito le cose in chiaro: ci sono cose che non troverai mai nel Social WARM e altre che non troverai ancora per un po’ di tempo.

Ecco cosa non troverai:

  1. la folla immensa di persone che sta su Facebook
  2. il flusso ininterrotto di notizie che puoi trovare su X/Twitter
  3. le basilari ma (per quanto peggiorate) ancora potenti funzioni di ricerca presenti su X/Twitter
  4. gli influencer presenti sui social
  5. i video brevi utili a sbomballarsi il cervello (qualche tentatvo c’è, ma non sta funzionando)
  6. gli algoritmi che ti suggeriscono continuamente contenuti & utenti che ti tengono incollato alle piattaforme
  7. i “secoli” di video caricati su Youtube con tutta la loro smisurata quantità di conoscenza (frammista beninteso anche a tanta spazzatura)
  8. comportamenti ostili come il “blasting” o il mobbing e comportamenti problematici come razzismo, omofobia, suprematismo, incel
  9. pornografia di qualità, pornografia non consensuale e pornografia illegale


Immagine generata da Gemini con il seguente prompt: Fammi un'immagine ironica di un social sullo stile dei disegni di Morvillo in cui ci sono: la folla immensa di persone che sta su Facebook il flusso ininterrotto di notizie che puoi trovare su X/Twitter le potenti funzioni di ricerca presenti su X/Twitter gli influencer presenti sui social i video brevi utili a farsi spappolare il cervello gli algoritmi che ti suggeriscono continuamente contenuti & utenti che ti tengono incollato alle piattaforme i "secoli" di video caricati su Youtube con tutta la loro smisurata quantità di conoscenza (frammista beninteso anche a tanta spazzatura) brutta gente con l'espressione minacciosa, cosplay di militari e ragazzi biondissimi che adorano il dio sole belle donne che si fanno i selfieDovevo rappresentare qualcosa di incredibilmente stupido e quindi ho deciso di utilizzare lo strumento più adatto: la IA di Gemini
Ecco invece cosa non troverai ancora per molto tempo, ma magari tra un po’ inizierà a esserci:

  1. i tuoi amici, i tuoi familiari, i tuoi concittadini e compaesani
  2. la sterminata comunità di opinionisti più o meno esperti presenti su Reddit
  3. app realizzate davvero in maniera professionale

Fatta questa premessa doverosa, è chiaro che molti utenti delle grandi piattaforme non saranno affatto interessate al Social WARM. Vediamo quindi chi potrebbe essere interessato.

A chi può interessare il Social WARM?


In primo luogo devi sapere che ci sono diversi modi per entrare nel Social WARM:

  1. iscrivendoti a uno dei tantissimi server esistenti, gestiti da volontari che hanno deciso di mettere a disposizione il proprio tempo e i propri soldi per creare piccole comunità (stai tranquillo: esistono molti siti che li censiscono). A volte per farlo non serve neanche lasciare la tua email!
  2. creando tu stesso un server comunitario
  3. creando un tuo piccolo server personale
  4. federando il tuo blog, che poi significa anche in questo caso creare un server personale, solo in modo più semplice
  5. curiosando e navigando tra le pagine di quei server senza iscriversi

Allora perché dovresti entrare nel Social WARM?

  1. per provare qualcosa di nuovo: questo è il motivo che ha spinto me a farlo, ma posso assicurarti che è il motivo migliore per farlo
  2. perché ti piace giocare: la varietà di forme che può assumere il Social WARM è perfetta per giocare; parlarsi da luoghi diversi, fatti con software diversi e visibili in modi diversi è un gioco continuo
  3. perché sei spinto da motivazioni ideologiche contro le BigTech statunitensi, l’economia dell’attenzione, il capitalismo della sorveglianza e “altre cose brutte”: nobile motivazione, ma devo deluderti, perché le ragioni ideologiche smuovono poche persone e per poco tempo; per la maggior parte delle persone l’ideologia non costituisce mai una spinta sufficiente a cambiare i propri comportamenti
  4. perché provare a essere padrone del tuo canale di comunicazione avvalendoti di una tecnologia libera e aperta: questa è un’ottima motivazione per decidere di entrare nel Social WARM e sono certo che non ti deluderà
  5. perché vuoi essere utile per la comunità delle persone che conosci o per quella di persone che non conosci e perché ti piace creare spazi liberi in cui altre persone possono trascorrere momenti piacevoli: potrà sembrare strano ma si tratta di un’esperienza molto gratificante

Perché quindi dovresti restare nel Social WARM?

  1. perché ti trovi bene: occhio però, perché all’inizio non ti troverai bene e anzi ti troverai disorientato
  2. perché sai che in un ambiente nuovo è normale sentirsi disorientati, ma questo non significa che non sia un ambiente piacevole
  3. perché hai capito che se ci sono diverse persone che si trovano bene là dentro, allora ci saranno sicuramente buoni motivi per trovarsi bene, magari chiedendo a chi già si trova là (e ti accorgerai quanto quella comunità di utenti e di amministratori sa essere accogliente)
  4. perché hai capito che favorire l’ecosistema del Social WARM è incredibilmente utile a migliorare l’ambiente digitale intorno a te e in un certo senso anche la società stessa; inoltre, grazie alla tecnologia federata, è possibile creare, inventare, adattare così tante cose fantastiche che l’unico limite è la fantasia e il tempo.

Per concludere, vediamo prima a chi può interessare il Social WARM:

  1. a chiunque sia curioso
  2. a chi ama giocare
  3. a chiunque voglia far parte di una comunità curiosa e giocherellona, mediamente istruita e aperta alla tecnologia
  4. a chiunque voglia uno spazio protetto in cui interagire con gli altri senza essere molestato
  5. a chiunque voglia comunicare con gli altri minimizzando la propria dipendenza dai conglomerati tecnologici e mantenendo la proprietà sui dati

E vediamo chi è invece che non dovrebbe affacciarcisi

  1. gli influencer: la portata è poca e il coinvolgimento non viene mai da account monodirezionali
  2. razzisti, omofobi, molestatori e troll: certi comportamenti sono tabu
  3. chi pensa di trovare app di dating: se dovete scopare, è molto più bello farlo fuori da qui
  4. chi vuole tutto e subito: qui la costruzione della presenza è lenta


Diamo una sbirciatina ai siti di Social WARM

Puoi guardarlo dal tuo browser


Siccome il Social WARM è fondamentalmente aperto, a meno che i post non vengano pubblicati con una visibilità limitata (scoprirete da soli di cosa si tratta), non è necessario essere iscritti a un servizio per visualizzare i post del Social WARM e per farlo è sufficiente aprire un browser.

Avventuriamoci all’interno di alcuni “ambienti” del Social WARM


Non presenteremo immagini in questa sezione, perché non siete qui per sfogliare un catalogo, ma per guardare dal finestrino e individuare i luoghi che vi mostro: farete click su semplici link che vi porteranno dentro il Fediverso e se non capite qualcosa, potete chiedere a me!


Giocare è una delle opportunità più interessanti che ci dà il Social WARM e danzare dall’uno all’altro ambiente software del Social WARM è un gioco di specchi estremamente divertente e formativo.

Armatevi quindi di pazienza e iniziamo con un video di PeerTube:

peertube.uno/w/r3ZxNMmUwVFiWjH…

Come potete vedere, ci sono alcuni commenti. Uno di quelli è stato scritto il 26 gennaio e (ecco che arriva il bello) quel commento non è stato fatto da un utente Pertube, ma è stato fatto da Mastodon! Ecco il messaggio originale:

poliversity.it/@macfranc/11596…

Ora, osservate bene la risposta inviata da Mastodon, perché sopra la risposta vedrete come si vede un Video Peertube dall’interfaccia web di Mastodon!

Lemmy

Lemmy, una specie di Reddit, serve a gestire discussioni strutturate e questo è un post nativo di Lemmy, con la sua tipica interfaccia “reddit-like”:

feddit.it/post/25774576

mentre questa è una risposta che anche in questo caso è stata inviata da Mastodon e non da Lemmy, ma noi adesso la vedremo prima come la vedrebbe un utente Lemmy:

feddit.it/post/25774576/177824…

…e ora ecco la risposta originale vista da Mastodon:

mastodon.uno/users/informapira…

Anche stavolta fate attenzione alla risposta vista da Mastodon, perché in alto capirete come si vede il post Lemmy: è strano perché si vede solo il titolo e un link…

Chissà invece come si vede quel post da Friendica? Eccolo qui:

poliverso.org/display/762a4026…

Vediamo invece un nuovo post pubblicato da Mastodon:

mastodon.uno/@informapirata/11…

razie a un accorgimento che affronteremo in futuro, quello stesso post lo possiamo vedere ripubblicato da Lemmy. Ecco come compare:

feddit.it/post/25725081

Il post vi sembra un po’ più “bruttino” rspetto a quello nativi di Lemmy? In effetti lo è, ma è assolutamente leggibile.

Ora invece vedremo alcuni post da NodeBB, un software per i forum.

Questo è un post “non nativo”, nel senso che si tratta di un post Mastodon ripubblicato da NodeBB

citiverse.it/topic/25aff98a-1a…

Il post originale Mastodon sarebbe questo:

mastodon.cisti.org/@gattamorta…

Com’è invece un post nativo di NodeBB? Eccolo:

citiverse.it/topic/161/costanz…

E questa è una risposta a quel post da Friendica:

poliverso.org/display/0477a01e…

(fate attenzione e guardate sopra alla risposta di Friendica, come viene mostrato il post NodeBB da Friendica)

E come si vedrebbe lo stesso post, da Lemmy? Eccolo:

feddit.it/post/25763323

Ed eccolo visto di nuovo da Friendica:

poliverso.org/display/fab5e244…

E a proposito, il blog linkato (Writefreely) come compare visto dal suo link? Vediamo:

blog.palermo.nohost.me/costanz…

Ehi… in effetti anche Writefreely è federato. Infatti lo possiamo vedere anche in Friendica:

poliverso.org/display/aa1bff27…

Ma anche da NodeBB:

Writefreely originale:

blog.palermo.nohost.me/chi-fa-…

Writefreely visto da NodeBB:

citiverse.it/topic/3c247935-08…

Ancora un gioco di specchi

Facciamo inoltre un resoconto vedendo una lunga conversazione, la stessa, da più interfacce: Mastodon, Lemmy, Friendica, NodeBB, e un commento da Pixelfed e da Misskey (sì, se non sei iscritto si vede solo questo),

Ed eccoci alla prova finale

Sapete che anche questo articolo è “federato”? Se avete già un account del Social WARM, provate a copiare il link di questo post e incollatelo nella casella di ricerca… Cosa succede?

Bello vero? Beh, sappiate che finora avete scalfito solo la superficie delSocial WARM, ma dovreste essere in grado di esservi fatti un’idea delle incredibili potenzialità di questo nuovo mondo.

Adesso faremo il punto di quello che abbiamo imparato, osserverete leggermente più da vicino un bel campionario di software e infine riceverete alcune istruzioni di base da ricordare quando si entra nel Social WARM.

Primo giro turistico senza scendere dal bus: cosa abbiamo imparato?


La prima cosa importante che abbiamo imparato è che gli strumenti con i quali è possibile vivere il Social WARM sono tantissimi e che sono abbastanza diversi tra loro, tanto che a volte questi strumenti sembrano non avere nulla in comune l’uno con l’altro.

Abbiamo visto Lemmy, una specie di Reddit, Peertube, lo Youtube libero, Mastodon, che ricorda il Twitter di una volta, Friendica, che somiglia a Facebook, Writefreely, una piattaforma di blogging minimale e NodeBB, un forum professionale che però è anche federato; ma ce ne sono molti di più: Pixelfed per chi cerca un Instagram senza algoritmi, Piefed e Mbin nati per creare qualcosa di simile a Lemmy, Pleroma, molto simile a Mastodon, o Misskey, ancora più giocattoloso; e ancora Mobilizon e Gancio che servono a pubblicare eventi di calendario, Castopod e Funkwhale dedicati ai podcast, Flohmarkt, un marketplace etico, Owncast per le dirette video, Loops, la risposta federata a Tiktok, Bookwyrm, un’alternativa ad Anobii, Forgejo, per ospitare repository, Wanderer, per condividere sentieri e tracce GPS Bonfire, un ecosistema completo pensato per le organizzazioni cooperative. E infine trovano posto anche piattaforme che già conosciamo per altri meriti, come WordPress, piattaforma leader nel blogging, Ghost, l’alternativa etica a Substack e il pessimo Threads, un progetto di Meta che oggi raccoglie innumerevoli utenti (quasi tutti colati da Instagram) anche se la sua federazione è abbastanza limitata e poco usabile.

Abbiamo anche visto che l’interfaccia di ciascuno di questi software è diversa e che, in base al software attraverso cui siamo entrati, vedremo il Social WARM con occhi diversi.

Possiamo, per puro scopo didascalico, distinguere i software del Social WARM in tre macrocategorie, pur con alcune intersezioni:

  1. Socialverso: l’insieme dei social veri e propri. Si tratta di piattaforme in cui la funzione più importante è quella di seguire altri utenti
  2. Forumverso: l’insieme delle piattaforme simili a forum e focalizzate sull’iscrizione a canali tematici e sulla relativa discussione; qui la possibilità di seguire altri utenti è secondaria o addirittura non prevista
  3. Contentverso: l’insieme delle piattaforme dedicate alla pubblicazione di contenuti: articoli di blog, video, podcast, eventi, dirette, recensioni di libri, etc; benché sia spesso possibile iscriversi a queste piattaforme come semplici fruitori, la finalità principale di chi si iscrive è principalmente quella di pubblicare contenuti


Una rappresentazione di alcuni software del Fediverso nelle tre macrocategorie: socialverso, forumverso, contentverso. La realizzazione grafica riprende quella fatta da EcoFra in occasione di una presentazione di Fedimedia

Software diversi, interfacce diverse


Ora darete un’ultima occhiata ad alcune timeline pubbliche di diversi software. Buona passeggiata:


E le app?


Una buona parte dei software del Fediverso dispone di un’app specifica, ma alcuni software come Mastodon e Lemmy, ne hanno anche più di una.

Al momento, tra quelle che conosco (non sono un grande utilizzatore di app), ce ne sono due che consentono a un utente di “vedere” il Social WARM anche senza iscriversi: Raccoon, un’app per Mastodon e Friendica, e Raccoon for Lemmy, che è ovviamente dedicata all’omonimo software.

Da queste app è possibile selezionare il server di interesse e “navigarlo” in sola lettura per curiosare un po’.

Cose da sapere prima di iscriversi: visibilità, “fediquette” e test


Prima di entrare nel Social WARM è opportuno affrontare alcuni aspetti importanti, ma sappiate sempre che per tutti questi aspetti potete sempre presentare preventivamente ai moderatori i vostri dubbi!

Visibilità


Il primo aspetto da considerare è quello della visibilità: il Social WARM talvolta propone ai nuovi utenti dei profili consigliati, ma non segnalerà mai nuovi profili come il vostro agli utenti più affermati.

L’unico modo per trovare nuovi utenti è… cercarli; e le uniche possibilità che il vostro nuovo account venga notato da qualcun altro è interagire con lui, ossia:

  • seguirlo
  • rispondere a un suo post
  • reagire a un suo post (like o ricondivisione).

Naturalmente quando qualcuno si accorgerà di voi, vorrà vedere chi siete e se il vostro profilo risulterà vuoto, nessuno vi seguirà: e ricordate che, se quell’utente è su un altro server, potrebbe non vedere i post che avete pubblicato fino a quel momento. Le uniche cose che vedrà sono:

  • le note che avrete inserito nella vostra “biografia”
  • (ma solo per le piattaforme “social”) i post che avrete “fissato in evidenza” sul vostro profilo.


Fediquette


Abbiamo scritto diversi post sulla fediquette e su come funziona la moderazione nel Social WARM, ma sintetizzando al massimo, possiamo dire che è sufficiente l’educazione di base per non avere problemi; ricordatevi che siete ospiti di ambienti digitali gestiti gratuitamente dagli amministratori per creare un’atmosfera piacevole: leggetevi le regole di comportamento previste da ogni server e chiedete sempre delucidazioni ai moderatori del vostro server (di solito li trovate nella pagina principale o in quella con le “informazioni” del server).

Ci sono comunque alcune cose da non fare mai, per non avere problemi con i moderatori e con gli altri utenti:

  • trollare o dare l’impressione di farlo; soprattutto all’inizio, quando non avete una reputazione, evitate le risposte sarcastiche, il linguaggio volgare o violento
  • pubblicare post a ripetizione; chi pubblica troppi messaggi rischia di essere percepito come uno spammer; se avete dubbi sulla definizione di “troppi”, chiedete subito delucidazioni a uno dei moderatori del vostro server
  • pubblicare post con sole immagini non descritte (le immagini possono essere descritte con una funzione apposita: fatelo!) o con solo un link (soprattutto shortlink, link a social commerciali e shortlink a social commerciali!)
  • pubblicare post di autopromozione scomposta, magari al vostro sito pieno di annunci pubblicitari o, peggio ancora, con link referral
  • pubblicare post razzisti, omofobi, sessisti
  • pubblicare immagini e contenuti hot
  • pubblicare materiale copiato dai social commerciali o contenuti generati con l’intelligenza artificiale (magari senza neanche dirlo)


Fare palestra


Ci sono diversi modi per pubblicare contenuti di test. Software come Mastodon consentono per esempio di pubblicare un post con visibilità tale da essere pubblico ma da non comparire nella timeline generale; i server basati su software di tipo forum invece presentano sempre una comunità/categoria dedicata ai test.

Anche in questo caso, come già detto, chiedete ai moderatori.

Una delle comunità di test che potete usare è quella di Citiverse.it e questo è un post di prova che utilizzeremo durante la nostra esplorazione:

citiverse.it/topic/61aecc3e-5f…

Questo e il post visto da Mastodon

feddit.it/post/25846057

…visto da Lemmy

feddit.it/post/25846057/178206…

…e visto da Friendica

poliverso.org/display/96e44936…

Adesso che abbiamo concluso la prima guida stando al posto passeggero, inizieremo a guidare da soli salendo a bordo di Lemmy e lo faremo per diversi motivi:

  • è il software più semplice da usare di tutto il Social WARM
  • presenta alcune potenzialità che aiutano a capire subito il Social WARM
  • presenta caratteristiche che aiutano a capire alcuni limiti del Social WARM

Ci vediamo tra qualche giorno qui con la seconda parte:

Dentro il Social WARM – Parte 2: Lemmy, lo strumento per la discussione strutturata

informapirata.it/2026/01/27/de…


in reply to nilocram

Ciao @nilocram
approfitto per condividere con te degli appunti su una questione che riguarda i post Friendica con il titolo

Formattazione post con titolo leggibili da Mastodon

Come forse saprai già, con Friendica possiamo scegliere di scrivere post con il titolo (come su WordPress) e post senza titolo (come su Mastodon). Uno dei problemi più fastidiosi per chi desidera scrivere post con il titolo è il fatto che gli utenti Mastodon leggeranno il tuo post come se fosse costituito dal solo titolo e, due a capi più in basso, dal link al post originale: questo non è di certo il modo miglior per rendere leggibili e interessanti i tuoi post!

Ecco infatti come un utente Mastodon leggerebbe il tuo post:


Deprimente? Sì, decisamente... In fondo è per questo che stiamo su Friendica e non su Mastodon! 🤣🤣🤣

Gli utenti Mastodon infatti hanno molti limiti di visualizzazione, ma sono pur sempre la comunità più grande del Fediverso e perciò è importante che vedano correttamente i vostri post: poter contare sulla loro visibilità è un'opportunità per aggiungere ulteriori possibilità di interazioni con altre persone.

Fortunatamente, con le ultime release di Friendica abbiamo la possibilità di modificare un'impostazione per rendere perfettamente leggibili anche i post con il titolo. Ecco come fare:

A) dal proprio account bisogna andare alla pagina delle impostazioni e, da lì, alla voce "Social Network" al link poliverso.org/settings/connect…
B) Selezionando la prima sezione "Impostazione media sociali" e scorrendo in basso si può trovare la voce "Article Mode", con un menu a cascataC) Delle tre voci disponibili bisogna scegliere "Embed the title in the body"

Ecco che adesso i nostri post saranno completamente leggibili da Mastodon!

NovaeVitae reshared this.

in reply to Signor Amministratore ⁂

Grazie, @Signor Amministratore ⁂ ho modificato le impostazioni seguendo le tue indicazioni.

Di solito rilancio il mio post di Friendica da Mastodon per cui non avevo mai fatto caso al problema

Fediverso reshared this.

in reply to Signor Amministratore ⁂

@admin io per esempio non ho capito come fate a scrivere post così lunghi. Qui mi rimangono 398 caratteri.
in reply to NovaeVitae

@NovaeVitae 🍉🇮🇹 quella da cui sto scrivendo è Friendica, il "Facebook del fediverso". Se vuoi provarla puoi iscriverti qui

Se invece vuoi provare un Mastodon potenziato che ti permetterà di scrivere post lunghi e con testo formattato puoi provare l'istanza poliversity.it

@nilocram

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rinnovare sito con Hugo


Dopo qualche anno con WordPress provo un sito “statico”. Uno del genere lo avevo già provato a suo tempo. Può sembrare un ritorno all’antico. Ma, a parte che il “minimalismo” non è mai passato di moda anche in Internet, ci sono anche ragioni attuali, oltre il gusto di provare cose nuove.
darchino.ch/2026/01/30/rinnova…

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in reply to Stefano D'Archino

@informapirata Anch'io sto pensando di rinnovare. Ghost ha problemi di accessibilità (belli grossi) e per via di minimal, sto pensando a fare almeno la parte di racconti, con writefreely. Lo farei tutto con quello, se non ci fossero grosse limitazioni per header e footer

informapirata ⁂ reshared this.

in reply to Stefano D'Archino

Idem, ho utilizzato wordpress con gioia per più di 10 anni, anche di più... E da circa un anno e mezzo sono passato ad u sito statico, utilizzao HUGO come framewoerk, ci sono pro e contro, ma in linea di massima mi trovo meglia adesso. Non fosse altro per il risparmio di risorse e tempo non dovendo gestire un db 😀 Secondo me hai fatti una scelta giusta...


Finlandia, l’intelligence militare tra deterrenza Nato e instabilità globale

@Notizie dall'Italia e dal mondo

La Finnish Military Intelligence Review 2026, pubblicata dal Defence Command delle Forze di Difesa finlandesi, offre una lettura strategica del deterioramento strutturale dell’ambiente di sicurezza europeo e globale. Il documento non introduce elementi di rottura rispetto alle valutazioni precedenti, in



sarò anche di parte, tutti lo siamo, ma mi appare abbastanza triste veder etichettata come di sinistra qualsiasi fonte non confermi la propaganda di destra che ci dice che va tutto be e che questo governo è perfetto. ma se niente è perfetto nel mondo, per definizione, a chi crede che il governo meloni sia perfetto non è mai venuto in mente che forse semplicemente tutte le imperfezioni sono nascoste con successo ad a parte dalla sua vista? non è così per tutti gli schieramenti politici, chi di sinistra spesso è molto critico pure per la sua stessa parte politica.... non viene mai l'idea che considerare perfetta la propria parte politica sia già fascismo conclamato? nelle scuole dovrebbero fare una forma di educazione al senso critico così svolta, sicuramente definiti di sinistra, in cui tu prima di dichiari di che parte politica sei, senza mentire, e il gioco consiste nel trovare 3 difetti nella TUA parte politica e 3 PREGI in quella avversaria. questo è vero dibattito. non la certezze assurde di cui glie lettori di destra, eterni perfetti, sono convinti.


200 MILA IN ORBITA: CINA CONTRO STARLINK…

Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy 😁)

Notizia: la Cina ha registrato presso l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni due costellazioni satellitari che insieme dovrebbero comprendere quasi 200mila satelliti.
L'articolo 200 MILA IN ORBITA: giano.news/2026/01/31/200-mila…



Emilio Cozzi – Geopolitica dello spazio
freezonemagazine.com/articoli/…
In Geopolitica dello spazio, Emilio Cozzi affronta un tema che sembra proiettato nel futuro, ma che in realtà definisce già il presente: lo spazio come nuovo terreno di competizione globale. L’autore, noto per la sua capacità di divulgare con rigore e stile, costruisce un libro che unisce l’analisi strategica alla narrazione culturale e tecnologica, mostrando […]
L'articolo


La guerra infinita dei talenti

Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy 😁)

È il talento il fattore fondamentale per comprendere la competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina. L'analisi di Alessandro Aresu.

startmag.it/innovazione/guerra…

Maronno Winchester reshared this.



[2026-02-10] SPACCIO POPOLARE AUTOGESTITO @ Circolo Anarchico Berneri


SPACCIO POPOLARE AUTOGESTITO

Circolo Anarchico Berneri - Piazza di Porta Santo Stefano 1
(martedì, 10 febbraio 17:30)
SPACCIO POPOLARE AUTOGESTITO
Contro l'alienamento delle lavoratrici dei supermercati e lo sfruttamento della catena della logistica, fai la tua parte, passa allo spaccio del Circolo Berneri e diventa attivista nella lotta al consumo di suolo e boicottiamop la grande distribuzione organizzata


balotta.org/event/spaccio-popo…




“Il Perù occupa un posto speciale nel mio cuore. Lì ho condiviso con voi gioie e sforzi, ho imparato la semplice fede del vostro popolo e ho sperimentato la forza di una Chiesa che sa sperare anche in mezzo alle prove”.


"giornalismo" ticinese


Ieri a Bellinzona, la mia città, una donna con disturbi psichici ha minacciato con un coltello il personale di un negozio di telefonia.

Ovviamente aggiungere al titolo dell'articolo "Allah Akbar" aiuta ad aumentare i click.
cdt.ch/news/col-coltello-in-ne…

E pensare che una volta il Corriere del Ticino era un rispettabilissimo quotidiano.
...comunque, non c'era bisogno di buttarla a terra - o siamo a Minneapolis? 🥴🤢

#clickbait #islamofobia #acab #ticino #bellinzona



[2026-02-07] MANIFESTAZIONE NAZIONALE - AGAINST MILANO-CORTINA WINTER OLYMPICS @ Milano


MANIFESTAZIONE NAZIONALE - AGAINST MILANO-CORTINA WINTER OLYMPICS

Milano - milano
(sabato, 7 febbraio 15:00)
MANIFESTAZIONE NAZIONALE - AGAINST MILANO-CORTINA WINTER OLYMPICS
5-6-7-8 febbraio: voi Olimpiadi, noi Utopiadi!
Quattro giorni di mobilitazioni e tre giorni di TAZ per riappropriarci della città pubblica, abbandonata, privatizzata, saccheggiata.

5/2: contestiamo l'arrivo della fiaccola olimpica a Milano
6/2: apertura delle Utopiadi e iniziative diffuse nel giorno della cerimonia di inaugurazione allo stadio Meazza
7/2: manifestazione nazionale
8/2: giornata di sport popolare alle Utopiadi

Nei giorni dell'inaugurazione delle Olimpiadi invernali più insostenibili di sempre, convochiamo una grande manifestazione nazionale sabato 7 febbraio, all'interno di giornate che saranno caratterizzate da iniziative diffuse di contestazione al grande evento privato (sponsorizzato da multinazionali come Leonardo ed Eni, sostenuto da speculatori come Coima) che sta già portando solo debito, cemento in città e montagna, sfruttamento di manodopera e precarietà, rialzo degli affitti, saccheggio di risorse idriche e devastazione delle terre alte.

Le nostre vite non sono un gioco!


puntello.org/event/manifestazi…




Crouching Typewriter, Hidden PC


The finished product

Go back a couple of generations, and rather than a laptop or a luggable, the office accessory of choice was a portable typewriter. As the 20th century wore on, the typewriter became electric before eventually being eclipsed by luggable and laptop computers. On YouTube, [Prototype] is turning back the clock, by turning an old Smith-Corona electric typewriter into a luggable computer– with a stretch goal of still being able to type.

Yeah, just gutting the typewriter and shoving an SBC inside wasn’t ambitious enough for [Prototype]: his goal is a working typewriter and an x86 gaming PC. To facilitate this, he guts the Smith-Corona keyboard, and 3D-prints a new top plate to add a little more vertical space in the old typewriter. The new top does recreate the original layout and the Corona switches get printed adapters to fit them to mechanical switches [Prototype] is using with a vibe-coded Arduino. Why one would bother with ChatGPT when QMK is right there, we could not say, but feel free to skip 6:20 to 15:00 if you’re watching the video but want to avoid that side quest.

Unfortunately, the “get the keyboard working” side-quest is either faked or deferred to video part II, which has not been posted yet. In this video he demonstrates that he can actuate a single hammer with a servo, but that’s a far cry from a working typewriter so, we’re really hoping he comes through on that promise in Part Two. Even if the build stops with just one hammer, that would give the tactile sound-and-feel that other builds turn to solenoids for. Squeezing a small-form-factor motherboard and graphics card into the old Smith-Corona is also going to be an interesting challenge. It’s certainly going to be a step up from using the keyboard as a terminal.

If you like this project but balk at the idea of destroying a working piece of vintage office equipment, it is possible to turn a typewriter into a USB keyboard non-invasively.

If you like this project at all, join us in thanking [Katie] for the tip. Not your cup of tea? Tell us what is, with a tip of your own.

youtube.com/embed/Bgk944awGcQ?…


hackaday.com/2026/01/30/crouch…



Writing an Optimizing Tensor Compiler from Scratch


Not everyone will write their own optimizing compiler from scratch, but those who do sometimes roll into it during the course of ever-growing project scope creep. People like [Michael Moroz], who wrote up a long and detailed article on the why and how. Specifically, a ‘small library’ involving a few matrix operations for a Unity-based project turned into a static optimizing tensor compiler, called TensorFrost, with a Python front-end and a shader-like syntax, all of which is available on GitHub.

The Python-based front-end implements low-level NumPy-like operations, with development still ongoing. As for why Yet Another Tensor Library had be developed, the reasons were that most of existing libraries are heavily focused on machine learning tasks and scale poorly otherwise, dynamic flow control is hard to implement, and the requirement of writing custom kernels in e.g. CUDA.

Above all [Michael] wanted to use a high-level language instead of pure shader code, and have something that can output graphical data in real-time. Taking the gamble, and leaning on LLVM for some parts, there is now a functional implementation, albeit with still a lot of work ahead.


hackaday.com/2026/01/30/writin…



[2026-02-06] UTOPIADI | SPORT POPOLARE - AGAINST MILANO-CORTINA WINTER OLYMPICS @ milano - secret location


UTOPIADI | SPORT POPOLARE - AGAINST MILANO-CORTINA WINTER OLYMPICS

milano - secret location - il luogo sarà comunicato sui canali social
(venerdì, 6 febbraio 00:00)
UTOPIADI | SPORT POPOLARE - AGAINST MILANO-CORTINA WINTER OLIMPICS
5-6-7-8 febbraio: voi Olimpiadi, noi Utopiadi!
Quattro giorni di mobilitazioni e tre giorni di TAZ per riappropriarci della città pubblica, abbandonata, privatizzata, saccheggiata.

5/2: contestiamo l'arrivo della fiaccola olimpica a Milano
6/2: apertura delle Utopiadi e iniziative diffuse nel giorno della cerimonia di inaugurazione allo stadio Meazza
7/2: manifestazione nazionale
8/2: giornata di sport popolare alle Utopiadi

Nei giorni dell'inaugurazione delle Olimpiadi invernali più insostenibili di sempre, convochiamo una grande manifestazione nazionale sabato 7 febbraio, all'interno di giornate che saranno caratterizzate da iniziative diffuse di contestazione al grande evento privato (sponsorizzato da multinazionali come Leonardo ed Eni, sostenuto da speculatori come Coima) che sta già portando solo debito, cemento in città e montagna, sfruttamento di manodopera e precarietà, rialzo degli affitti, saccheggio di risorse idriche e devastazione delle terre alte.

Le nostre vite non sono un gioco!


puntello.org/event/utopiadi-or…



[2026-01-31] Meet the writer - Stefania Bertola @ Vigliano - Biblioteca comunale "Aldo Sola"


Meet the writer - Stefania Bertola

Vigliano - Biblioteca comunale "Aldo Sola" - Largo Stazione, 1, 13856 Vigliano Biellese BI, Italia
(sabato, 31 gennaio 16:00)
Meet the writer - Stefania Bertola
Incontro con Stefania Bertola e presentazione del libro "La rosa e la spina" ed. Einaudi nell'ambito del ciclo di incontri con l'autore organizzato dalla Biblioteca del Liceo del Cossatese e Vallestrona.
La rosa e la spina di Stefania Bertola è un romanzo di narrativa contemporanea che unisce ironia, ritmo e uno sguardo lucido sulla vita adulta. La protagonista, Rosa Soave, ha quasi quarant’anni, un figlio vivace, un lavoro nel supplemento letterario di un giornale e una quotidianità fatta di equilibri precari che saltano all’improvviso quando il marito la lascia… il giorno di Natale. Nel tentativo di rimettere ordine nella propria esistenza, Rosa si muove tra colleghi stravaganti, parenti eco-bio e relazioni complicate, mentre il passato torna a bussare sotto forma di Doralice Spina, ex compagna di liceo e “nemica perfetta”, pronta a incarnare tutte le piccole e grandi spine che rendono difficile andare avanti.
Con il suo stile brillante e riconoscibile, Stefania Bertola costruisce una commedia metropolitana popolata di personaggi vividi e situazioni esilaranti, alcune anche molto attuali e "vicine" a noi, raccontando con leggerezza temi profondi come il fallimento, il cambiamento, la maternità e il bisogno di reinventarsi. La rosa e la spina è un romanzo divertente e sincero, che celebra la complessità delle relazioni e il coraggio di ricominciare, anche quando la vita non va proprio come vorremmo.
Stefania Bertola è nata a a Torino ed è scrittrice, traduttrice, sceneggiatrice e autrice radiofonica. Ha iniziato la sua carriera lavorando per diversi anni nell’ufficio stampa della casa editrice Einaudi e come traduttrice dall’inglese, traducendo autori come Ian McEwan e Philip Roth. Ha esordito nella narrativa con il romanzo Luna di Luxor e da allora ha pubblicato numerosi romanzi, molti dei quali ambientati a Torino e caratterizzati da un tono leggero, ironico e profondo allo stesso tempo. Oltre alla narrativa, Bertola ha lavorato anche per la radio e la televisione, contribuendo a programmi come Titanic(a) e Clic e collaborando come sceneggiatrice per serie tv come I Cesaroni ed Elisa di Rivombrosa.
Ad intervistarla, le ragazze e i ragazzi del progetto Biblioteca del Liceo del Cossatese e Vallestrona che dialogheranno con lei sul libro e sul mestiere della scrittrice.
Sarà presente in sala un punto vendita per l'acquisto dei libri e per il firmacopie finale.
Gli eventi sono realizzati grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella nell'ambito del Bando Eventi.


caosbi.eu/event/meet-the-write…



Giovani internazionali picchiati e deportati


I giovani internazionali giunti a Mêrdîn (Mardin) in solidarietà con il Rojava sono stati arrestati, portati a Istanbul, picchiati e deportati. I giovani internazionali giunti dalla Germania a Mêrdîn per mostrare solidarietà al Rojava contro gli attacchi di HTS, ISIS e gruppi paramilitari sostenuti dalla Turchia sono stati arrestati a Mêrdîn, picchiati e deportati.

Il 28 gennaio, è stata ordinata l’espulsione di 16 giovani trattenuti a Mêrdîn e condotti a Istanbul via terra. I giovani, allontanati con la forza dall’aereo su cui erano saliti ieri, sono stati condotti alla stazione di polizia dell’aeroporto. Non è chiaro il motivo per cui i giovani siano stati fatti scendere dall’aereo, ma dopo le procedure in stazione, sono stati picchiati e fatti salire su aerei diretti in diverse città della Germania.

Si è appreso che i giovani picchiati otterranno referti medici che documentino le percosse e presenteranno denunce contro le autorità turche nei loro paesi d’origine.

L'articolo Giovani internazionali picchiati e deportati proviene da Retekurdistan.it.



Musk to Epstein: ‘What Day/Night Will Be the Wildest Party on Your Island?’#JeffreyEpstein #ElonMusk


Musk to Epstein: ‘What Day/Night Will Be the Wildest Party on Your Island?’


Here is an email that Elon Musk, current world’s richest man and owner of a gigantic social media network that generated child sexual abuse material on demand, sent to sex offender Jeffrey Epstein on November 11, 2012: “What day/night will be the wildest party on your island?”

At first glance, the latest Department of Justice dump of Epstein documents is at least as horrifying as any of the dumps that came previously. Whether or not—and most likely not—any consequences of any sort come for any of the people who interacted with or were friends with the notorious child sexual abuser, the documents are depraved and continue to show that Musk and many other rich and powerful people have been lying about their relationships with Epstein for years.

In September, Musk tweeted “this is false” in response to a Forbes article based on previously released documents that stated he “planned a trip to Epstein’s private island.” He also wrote “Epstein tried to get me to go to his island and I REFUSED.” Musk had previously been named on Epstein’s calendar as being slated to visit Epstein’s island in 2014.

The emails released Friday show without a doubt that Musk, at the very least, “planned” a trip to Epstein’s island. They also show that Epstein asked Musk if SolarCity, his solar power startup that was eventually folded into Tesla, could electrify the island or his New Mexico ranch.

The newly released documents show that Musk emailed with Epstein over the course of more than a year. In a December 2013 thread called “Christmas and New Year’s,” Musk wrote “Will be in the BVI [British Virgin Islands]/St Bart’s area over the holidays. Is there a good time to visit?”

“I will send heli for you,” Epstein responded. “Thanks,” Musk answered.

“Actually, I could fly back early on the 3rd. We will be in St Bart’s. When should we head to your island on the 2nd?,” Musk said in a follow-up email.

In October 2012, Musk emailed Epstein and said “The world needs more romance […] Talulah [Musk’s second wife] and I are headed to St. Barth’s at the end of the year. I assume you will most likely be on your island?”

Epstein eventually responded in November and offered to send Musk as helicopter: “how many people will you be for the heli to island,” Epstein wrote.

“Probably just Talulah and me,” Musk responded. “What day/night will be the wildest party on your island?”

Another thread between Epstein and Musk was about providing power to two of Epstein’s properties: “is there any one at Solar City that my guys can talk to about electrifying the caribean [sic] island? Or the New Mexico ranch,” Epstein wrote. “Are we in New Mexico?” Musk wrote, adding a colleague to the thread.

These emails are hitting at a time where there is quite a lot going on in the world, and Musk, Donald Trump, and the current class of people in political power have shown that they will suffer very little from essentially any political scandal. And yet, these emails show in black and white that Musk has been lying about his relationship with Epstein, and that’s worth documenting.




Need a Curved Plastic Mesh? Print Flat, Curve Later


Need a plastic mesh in a custom pattern? 3D print it, no problem. But what if one needs a curved plastic mesh? That’s considerably harder to 3D print, but [Uncle Jessy]’s figured out a simple approach: 3D print the mesh flat, then break out a mold and a heat gun.

Of course, there are a few gotchas, but [Uncle Jessy] shares his tips for getting the most reliable results. The important part is to design and 3D print a mold that represents the final desired shape. Then print the mesh, and fit it into a frame. Heat things up with a heat gun, and press into the mold to deform the mesh while it’s still soft. It’s much easier seen than explained, so take a few moments to check out the video, embedded below the page break.
Custom eye inserts become a breeze.
Because the plastic in a mesh is so thin, [Uncle Jessy] says to keep the heat low and slow. The goal is to have the mesh stretch and deform, not melt.

Speaking of heat, when thermoforming, one usually needs to make the mold out of heat-resistant material. But the thermal mass of a mesh is so small that it really doesn’t matter much — there just isn’t enough heat trapped in the mesh to really damage a mold. As long as the mold is reasonably dense, there’s no need to go overboard with making it heat resistant.

The whole process takes a little practice, but since the meshes are so fast to print and use so little plastic it’s easy to experiment a little.

As for the meshes themselves, a simple way to print a mesh is just to print a disc with no top or bottom layers, only infill. Set the infill pattern to honeycomb, for example, for an easy hexagon mesh. We’ve seen a variant of this “exposed infill” idea used to create a desiccant container, and using it to print a mesh pattern easily is a neat trick, too.

Why might one need to reshape a mesh into a curve? Perhaps to custom-fit a costume piece, or make custom eye inserts for masks, as shown here. In any case, it’s a good technique to keep in the back of one’s mind, and if you put it to good use, drop us a tip!

youtube.com/embed/TsG89NgZJO8?…


hackaday.com/2026/01/30/need-a…



Ordering Pizza On Your Sega Dreamcast Is Very Clunky Indeed


If you’re ordering pizza these days, you’re probably using a smartphone app or perhaps still making a regular old phone call. If you’re creative and a little bit tricky, though, you can order pizza right from your Sega Dreamcast. You just need to jump through a few hoops, as demonstrated by [Delux] and [The Dreamcast Junkyard] in the recent past.

You used to be able to order pizza on the Dreamcast natively, all the way back in 1999. However, the modern Domino’s website doesn’t really work on the ancient Dreamcast browser anymore. The simple fact is that web technology has advanced a long way in the last couple of decades, and Sega didn’t exactly spend a lot of time maintaining a browser on a console that died mere months after its rivals hit the market.

Thus, to place a pizza order on the Dreamcast these days, you need to work within its limitations. [Delux] uses the Dreamcast with the Broadband Adapter to access a PC on the local network via the XDP web browser. That PC is hosting Web Rendering Proxy, a tool which converts complicated modern websites into something a simpler machine can parse. From there, it’s a matter of connecting to the Domino’s website, and slowly clicking through the online ordering pages. Between the proxy delay, the Dreamcast’s glacial processing speed, and the clunky Domino’s ordering interface, it takes ages. Never before has adding coupons felt like such a hassle. Still, after 15 minutes of fuss, the order is completed… and a short time later, a hot fresh pizza arrives.

It’s a fun hack, but really it’s the PC running the proxy that’s doing the heavy lifting. In 2026, it’s far more elegant to order a pizza from your Nintendo Wii.

youtube.com/embed/dEMqq7-8K5s?…


hackaday.com/2026/01/30/orderi…



Do Expensive Filaments Make 3D Printed Wrenches Better?


What filament is strongest? The real answer is “it depends”, but sometimes you have a simple question and you just want a simple answer. Like, which material makes the best 3D printed wrench? [My Tech Fun] printed a bunch of options to find out — including some expensive filaments — and got some interesting insights in the process.

His setup is simple: he printed a bunch of 13 mm open-end wrenches, and tested each one to failure by cranking on a clamped digital torque meter until the wrench failed by breaking, or skipping.

[My Tech Fun] tested a total of eighteen filaments, from regular basic PLA, PETG, ABS and ASA, and a variety of carbon fiber-infused filaments including PPA-CF. TPU is included for fun, and there’s also a wrench printed with continuous carbon fiber, which requires a special printer. More on that in a moment. First, let’s get to the results!
PETG wrench reinforced with continuous carbon fiber. The result is extremely stiff compared to without.
Unsurprisingly, TPU fared the worst at 0.8 nM which is roughly “unscrewing the cap of a water bottle” territory. Top performers included the wrench printed with continuous carbon fiber reinforcement (failing at 3.7 nM) and a couple printed in expensive PPA-CF (high-temperature nylon filament with carbon fiber) topped the list at 4.3 nM. Everything else landed somewhere in between, with plain PLA surprisingly outperforming some CF blends.

The continuous carbon fiber wrench was printed on a FibreSeeker printer, which reinforces a print with solid fibers embedded into the plastic instead of chopped particles, and such prints are noticeably more resistant to bending. Check out our earlier coverage for a closer look at what the FibreSeeker does.

This is a good time to mention that the wrench 3D model used is not at all optimized for best results with 3D printing. But that’s okay; this is really about the filaments, not the wrench.

The wrench model is just a way to test things in a familiar and highly visual, relatable way. You can see each one in action in the video below, and seeing [My Tech Fun] turn the wrenches gives a very good idea of just how much force is involved, with a relatable display of just how strong the different filaments are.

youtube.com/embed/b2a1h-bc2Zw?…


hackaday.com/2026/01/30/do-exp…




Lemon’s arrest delivers warning shot to journalists


Dear Friend of Press Freedom,

Rümeysa Öztürk has now been facing deportation for 311 days for co-writing an op-ed the government didn’t like, and journalist Ya’akub Vijandre remains locked up by Immigration and Customs Enforcement over social media posts about issues he reported on. Read on for more of the week’s press freedom stories.

Arrests of journalists Don Lemon, Georgia Fort send unmistakable message


Federal agents arrested journalists Don Lemon and Georgia Fort on charges related to their news coverage of a Jan. 18 protest at a church in St. Paul, Minnesota, in an outrageous attack on freedom of the press.

Freedom of the Press Foundation (FPF) Chief of Advocacy Seth Stern said, “These arrests, under bogus legal theories for obviously constitutionally protected reporting, are clear warning shots aimed at other journalists. The unmistakable message is that journalists must tread cautiously because the government is looking for any way to target them.”

“We’ve recently seen that even in the Trump era, public pressure still can work,” Stern added. “It’s time to do it again. News outlets across the political spectrum need to loudly defend Lemon’s and Fort’s rights.”


Alex Pretti’s murder was an attack on press freedom


The murders of Alex Pretti and Renee Good in Minnesota once again show the power of cellphone footage in combating official lies. Solely because footage was so clear that even the Trump administration knew its story wasn’t credible, the party line shifted within hours of Pretti’s shooting from comments about a “terrorist” planning a “massacre” to something akin to “jaywalking is now a capital offense.”

These days, cellphone videographers are a vital part of the news ecosystem, serving as crucial source material for reporters. FPF’s Stern writes about how shooting, killing, censoring, and other targeting of individuals filming news as it unfolds is an attack on press freedom (and an offense against all else that’s good in the world).


Whistleblower Guan Heng granted asylum


A judge on Wednesday granted asylum to Guan Heng, a whistleblower who secretly filmed Uyghur internment camps in China and shared his footage online after arriving in the United States. His footage became crucial evidence for journalists reporting on the camps, including the team at BuzzFeed News that won a Pulitzer Prize.

We said in a statement that those who spoke out against Guan’s deportation case “should carry that momentum to other fronts in the very active battles for the rights of whistleblowers, journalists, and people who film government wrongdoing, whether in China or Minneapolis.” And we called on the Department of Homeland Security to “give serious thought to why an immigration crackdown supposedly intended to target the worst of the worst is endangering the best of the best.”


Las Vegas judge doubles down on prior restraints


District Judge Jessica Peterson managed a remarkable feat: Violating the same bedrock First Amendment principles twice in just over a week.

First, on Jan. 13, Peterson issued a sweeping “decorum order” unconstitutionally restricting what journalists could publish about a sexual assault trial. She walked that back after a letter from the Las Vegas Review-Journal, but, eight days later, kicked the paper’s journalists out of court for not agreeing to her censorial demands.

The Nevada Supreme Court quickly struck down the second illegal order on Wednesday. Peterson could have saved herself some embarrassment if she’d changed course after reading Stern’s op-ed earlier in the week — or better yet, if she’d read the FIrst Amendment.


Unpaywalled reporting informed Chicago during ICE invasion


FPF founding board member and native Chicagoan John Cusack wrote for the Chicago Sun-Times about how the city benefited during the Operation Midway Blitz immigration enforcement crackdown from unpaywalled reporting by Chicago Public Media (which owns the Chicago Sun-Times), the Chicago Reader, Unraveled Press, The Triibe, Block Club Chicago, and others.

In other places, though, paywalls “create a two-tiered citizenry — one that can afford to be informed and one that cannot. Those most likely to be surveilled, policed, detained and deported are least able to afford subscriptions.”

His op-ed highlighted FPF’s event last October featuring fellow FPF board member Katie Drummond of Wired and Joseph Cox of 404 Media discussing the business benefits those outlets experienced after unpaywalling.


What we're reading


One year into President Trump’s second administration, press freedoms are under attack

WFAE
FPF Executive Director Trevor Timm explained how attacks on press freedom are growing. Timm’s greatest concern, he added, is that the government may soon cross the Rubicon of “actually prosecuting journalists for doing their job.”


NY Times Magazine writer subpoenaed over article in federal trial

U.S. Press Freedom Tracker
The court should reject prosecutors’ demand that Jeffrey Toobin testify about his reporting. Forcing journalists to testify about their newsgathering chills reporting and undermines the First Amendment.


The best weapon you have in the fight against ICE

The New York Times
Cellphone footage is an incredibly important source of accountability. Government attacks on those who document the news, whether journalists or not, are attacks on the First Amendment.


Illinois law shielding officials’ personal information amid political violence sparks transparency backlash

Chicago Tribune
A new Illinois law that allows public officials to shield their personal information from the public is “basically a sledgehammer” allowing politicians to carry out censorship, FPF Senior Adviser Caitlin Vogus explained.

Flyer for an online panel discussion of local journalists covering immigration

RSVP here: freedom.press/covering-immigration.


freedom.press/issues/lemons-ar…



Dentro il Social WARM – Parte 3: Mastodon, il social a flusso continuo


Guide a Mastodon in italiano o in altre lingue, ne hanno scritte porci e cani, ma quella che state leggendo adesso non è una guida, bensì una scuola guida


informapirata.it/2026/01/30/de…

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Operazione lupo. Scampoli di verita’ su mafia e dintorni


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/operazi…
Il libro di cui si parla è scritto in buon italiano. Si obietterà: siamo all’ovvio, di regola è così che un libro deve essere scritto. Certo, è un minimo sindacale, ma di questi tempi la regola è quella