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Il bisogno di verificare il cammino di un anno trascorso non è automatico. In questi giorni spesso si è occupati con le feste con i parenti, con gli amici, con i viaggi programmati.


“L’anno che è passato è stato certamente segnato da eventi importanti: alcuni lieti, come il pellegrinaggio di tanti fedeli in occasione dell’Anno Santo; altri dolorosi, come la dipartita del compianto Papa Francesco e gli scenari di guerra che conti…


It’s Time To Make A Major Change to D-Bus On Linux


Although flying well under the radar of the average Linux user, D-Bus has been an integral part of Linux distributions for nearly two decades and counting. Rather than using faster point-to-point interprocess communication via a Unix socket or such, an IPC bus allows for IP communication in a bus-like manner for convenience reasons. D-Bus replaced a few existing IPC buses in the Gnome and KDE desktop environments and became since that time the de-facto standard. Which isn’t to say that D-Bus is well-designed or devoid of flaws, hence attracting the ire of people like [Vaxry] who recently wrote an article on why D-Bus should die and proposes using hyprwire instead.

The broader context is provided by [Brodie Robertson], whose video adds interesting details, such as that Arch Linux wrote its own D-Bus implementation rather than use the reference one. Then there’s CVE-2018-19358 pertaining to the security risk of using an unlocked keyring on D-Bus, as any application on said bus can read the contents. The response by the Gnome developers responsible for D-Bus was very Wayland-like in that they dismissed the CVE as ‘works as designed’.

One reason why the proposed hyperwire/hyprtavern IPC bus would be better is on account of having actual security permissions, real validation of messages and purportedly also solid documentation. Even after nearly twenty years the documentation for D-Bus consists mostly out of poorly documented code, lots of TODOs in ‘documentation’ files along with unfinished drafts. Although [Vaxry] isn’t expecting this hyprwire alternative to be picked up any time soon, it’s hoped that it’ll at least make some kind of improvement possible, rather than Linux limping on with D-Bus for another few decades.

youtube.com/embed/upKM5mViQrY?…


hackaday.com/2025/12/31/its-ti…



Chamber Master: Control Your 3D Printer Enclosure Like a Pro


Chamber-Master

Having an enclosed 3D printer can make a huge difference when printing certain filaments that are prone to warping. It’s easy enough to build an enclosure to stick your own printer in, but it can get tricky when you want to actively control the conditions inside the chamber. That’s where [Jayant Bhatia]’s Chamber Master project comes in.

This system is built around the ESP32 microcontroller, which provides control to various elements as well as hosts a web dashboard letting you monitor the chamber status remotely. The ESP32 is connected to an SSD1306 OLED display and a rotary encoder, allowing for navigating menus and functions right at the printer, letting you select filament type presets and set custom ones of your own. A DHT11 humidity sensor and a pair of DS18B20 temperature sensors are used to sense the chamber’s environment and intake temperatures.

One of the eye-catching features of the Chamber Master is the iris-controlled 120 mm fan mounted to the side of the chamber, allowing for an adjustable-size opening for air to flow. When paired with PWM fan control, the amount of airflow can be precisely controlled.

youtube.com/embed/ktXHP1pz5N8?…


hackaday.com/2025/12/31/chambe…



Telegram e abusi su minori: perché il calo dei ban nel 2025 non è una buona notizia


Ogni giorno Telegram pubblica, attraverso il canale ufficiale Stop Child Abuse, il numero di gruppi e canali rimossi perché riconducibili ad abusi su minori.

Il confronto più significativo emerge osservando le sequenze di fine anno, in particolare il mese di dicembre, quando i volumi si stabilizzano e i trend diventano comparabili.

Negli ultimi tre anni, quei numeri raccontano una storia interessante – ma solo se li si osserva in sequenza e non come fotografie isolate.

I dati: cosa mostrano le rimozioni di fine dicembre


Confrontando gli ultimi giorni di dicembre (periodo omogeneo e comparabile), emergono tre fasi distinte.

Fine 2023


Negli ultimi giorni dell’anno, Telegram comunica una media di circa:

  • 1.800–1.900 gruppi e canali rimossi al giorno
  • Totale mensile superiore alle 62.000 rimozioni

Un valore che rappresenta una baseline: alta attività repressiva, ma con strutture abusive ancora relativamente stabili e individuabili.

Fine 2024


Nel dicembre successivo il dato cresce in modo netto:

  • oltre 2.200 rimozioni giornaliere
  • totale mensile intorno alle 66.000

L’incremento è nell’ordine del 7–8% rispetto all’anno precedente.
Qui non siamo davanti a una fluttuazione casuale: il trend è coerente, ripetuto, strutturale.

Il fenomeno non solo persiste, ma aumenta in volume e velocità.

Fine 2025


Con la pubblicazione del dato del 31 dicembre, il quadro di fine 2025 risulta completo.

Negli ultimi giorni del mese i valori giornalieri si collocano stabilmente sotto quota 2.000, con una media compresa tra 1.700 e 1.900 rimozioni al giorno.
Il totale mensile di dicembre 2025 si attesta a 56.341 rimozioni, in calo rispetto sia al 2023 sia al 2024.

Il calo è quindi numericamente reale, ma la sua interpretazione richiede cautela.

Letti superficialmente, questi dati potrebbero suggerire un miglioramento.
Ma è una conclusione tecnicamente fragile.

Migrazioni e alternative: cosa non mostrano i numeri


Dopo le vicende che hanno coinvolto la piattaforma e l’inasprimento delle misure di contrasto, si sono intensificate le discussioni – soprattutto tra utenti attenti alla privacy e in alcune community underground – sulla ricerca di alternative a Telegram. Applicazioni come Signal, Session o SimpleX vengono spesso citate in questi dibattiti, ma non esistono evidenze di una migrazione di massa, nemmeno per quanto riguarda i network legati agli abusi su minori.

Ciò che si osserva è piuttosto una riconfigurazione tattica e frammentata: l’uso di ambienti a bassa visibilità o di canali privati come complemento operativo, non come alternativa strutturale. Telegram continua infatti a rappresentare il principale punto di aggregazione, discovery e rinnovamento delle reti, grazie alla sua ampia base di utenti e alle funzionalità di broadcast, nonostante l’aumento della pressione repressiva.

Meno ban non significa meno abuso


Il punto centrale è questo: i numeri pubblici non misurano il fenomeno criminale, ma il modello di contrasto.

Tra il 2024 e il 2025, i dati osservabili e il quadro normativo europeo risultano coerenti con un progressivo spostamento verso modelli di contrasto più preventivi e automatizzati, già adottati da molte grandi piattaforme digitali.
In assenza di dettagli tecnici pubblici sulle singole pipeline di moderazione, è plausibile che tali modelli includano una maggiore enfasi su interventi anticipati, l’uso di sistemi automatici di riconoscimento dei contenuti e analisi basate su pattern comportamentali e di rete, con l’obiettivo di ridurre la diffusione prima che i canali raggiungano ampia visibilità.

Il risultato è un sistema che intercetta di più prima, ma comunica di meno dopo.

Di conseguenza:

  • diminuiscono i “ban visibili”
  • aumentano le rimozioni silenziose
  • il dato pubblico perde correlazione diretta con la dimensione reale del fenomeno


La frammentazione come strategia


Un altro elemento chiave è l’evoluzione delle modalità operative dei gruppi abusivi.

Oggi si osserva:

  • meno canali grandi e persistenti
  • più micro-canali effimeri
  • uso crescente di DM, inviti temporanei, mirror
  • cicli di vita sempre più brevi

Questo rende:

  • più difficile il monitoraggio tradizionale
  • meno significativo il semplice conteggio dei “canali chiusi”

Il problema non si riduce. Si distribuisce.

La lezione (oltre Telegram)


Questa dinamica non riguarda solo Telegram né esclusivamente il fenomeno degli abusi su minori.

È una lezione più ampia, che interessa chiunque. I numeri, soprattutto quando sono pubblici e ripetuti, rischiano di diventare rassicuranti per abitudine, ma non sempre raccontano ciò che davvero conta. Quando i contatori scendono, infatti, non è automaticamente una buona notizia: spesso significa solo che il sistema ha imparato a nascondersi meglio di quanto il reporting riesca a mostrare.

Conclusione


Tra il 2023 e il 2024 i dati mostrano un aumento reale e misurabile delle rimozioni.
Il 2025 introduce un calo netto sul piano numerico che, letto correttamente, indica un cambio di strategia repressiva, non una riduzione del fenomeno.

In questi contesti, la domanda giusta non è “quanti ne chiudiamo”, ma “quanti riusciamo a non far nascere”.

E questa è una metrica molto più difficile da raccontare.
Soprattutto in pubblico.

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Salutando, al termine dell’udienza, i fedeli di lingua araba, il Papa ha rivolto un saluto particolare ai giovani della Terra Santa, provenienti dal Patriarcato latino di Gerusalemme.


A volte una scelta dice più delle parole che la accompagnano. Quando l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana nomina Leone XIV Personaggio dell'anno 2025 per aver improntato il pontificato a "sobrietà, misura e ascolto, espressione ideale di una Chiesa …


“Il passaggio della Porta Santa, che in tanti abbiamo fatto, pregando e impetrando indulgenza per noi e per i nostri cari, esprime il nostro ‘sì’ a Dio, che col suo perdono ci invita a varcare la soglia di una vita nuova, animata dalla grazia, modell…


Spazio e cybersicurezza: l’ESA indaga su una violazione che coinvolge partner esterni


L’Agenzia spaziale europea (ESA) ha confermato di aver gestito un incidente di sicurezza informatica che ha coinvolto un numero circoscritto di server esterni, rendendo pubblica una violazione che riguarda sistemi non direttamente integrati nella propria infrastruttura centrale.

La comunicazione ufficiale è arrivata martedì, quando l’ESA ha reso noto di aver individuato un problema di cybersicurezza relativo a server collocati al di fuori della rete aziendale dell’agenzia.

Secondo quanto dichiarato, è stata immediatamente avviata un’analisi forense di sicurezza, tuttora in corso, insieme all’adozione di misure preventive per mettere in sicurezza tutti i dispositivi potenzialmente esposti.

L’agenzia ha precisato che l’incidente ha avuto un impatto limitato. Le verifiche condotte finora indicano che solo una quantità ridotta di server esterni potrebbe essere stata interessata. Si tratta di sistemi utilizzati per attività di ingegneria collaborativa non classificate, impiegate all’interno della comunità scientifica. Tutti i soggetti coinvolti sono stati informati e ulteriori comunicazioni verranno diffuse non appena emergeranno nuovi elementi dall’indagine.

Restano al momento assenti informazioni dettagliate sulle modalità dell’attacco, sull’identità dei responsabili o su eventuali dati sottratti. L’ESA ha chiarito che i server in questione operano al di fuori delle proprie difese informatiche principali e risultano verosimilmente ospitati da partner terzi, nell’ambito di progetti di ricerca condivisi legati a missioni di osservazione della Terra o di esplorazione planetaria.

Pur non trattandosi di informazioni classificate, queste piattaforme possono contenere documentazione tecnica, modelli ingegneristici, dati di simulazione e informazioni di telemetria. Elementi che, se analizzati in modo aggregato, potrebbero fornire indicazioni utili a soggetti ostili interessati a colpire infrastrutture spaziali più critiche.

Secondo diversi analisti di cybersicurezza, l’episodio rappresenta un segnale da non sottovalutare per l’intero comparto spaziale. La dottoressa Elena Vasquez, analista di threat intelligence presso CyberSpace Watch, ha sottolineato come attori statali monitorino con continuità le agenzie spaziali alla ricerca di proprietà intellettuale. Anche dati definiti “non classificati”, ha ricordato, possono essere sfruttati in operazioni di attacco alla supply chain, come avvenuto nel caso dell’incidente informatico che ha colpito Viasat nel 2023, durante l’invasione russa dell’Ucraina.

L’ESA ha escluso ripercussioni sulle proprie attività operative principali.

Non risultano impatti sui lanci di Ariane 6 né sull’elaborazione dei dati scientifici provenienti dal telescopio Euclid. Tuttavia, l’episodio potrebbe portare a un rafforzamento dei controlli di sicurezza sugli endpoint dei partner della comunità scientifica, che includono università e grandi realtà industriali come Airbus.

Mentre le attività di analisi forense proseguono, la scelta dell’ESA di rendere pubblica la vicenda viene letta come un elemento di trasparenza, ma al tempo stesso mette in evidenza la crescente necessità di adottare modelli di sicurezza “zero-trust” anche su reti distribuite e collaborative.

Sono attesi ulteriori aggiornamenti in un contesto europeo in cui aumenta la pressione per l’introduzione di requisiti di cybersicurezza più stringenti nel settore spaziale.

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Depositi Hi-Tech, ma non solo. Come l’IA sta riscrivendo la logistica militare cinese

@Notizie dall'Italia e dal mondo

Una delle conseguenze più lampanti ed estensive dell’integrazione, già avvenuta o che avverrà, dell’Intelligenza Artificiale nelle dinamiche militari è quella di un aumentare in termini esponenziali la complessità di queste ultime, tanto in termini



“Stop al genocidio a Gaza”. Il 2 gennaio a Orvieto


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2025/12/stop-al…
Dalle ore 10,30 seguiremo da PIAZZA Cahen arrivo funicolare (Orvieto) al seguito dei Funkoff nel contesto di Umbria Jazz Winter Dalle 15.30 alle 19.30: SIT-IN per la Palestina presso la ex PIAZZA della CROCE ROSSA (Orvieto)* con

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Bastian’s Night #457 January, 1st


Every Thursday of the week, Bastian’s Night is broadcast from 21:30 CET.

Bastian’s Night is a live talk show in German with lots of music, a weekly round-up of news from around the world, and a glimpse into the host’s crazy week in the pirate movement.


If you want to read more about @BastianBB: –> This way


piratesonair.net/bastians-nigh…



Attacco cyber all’Agenzia spaziale europea (Esa)


@Informatica (Italy e non Italy 😁)
L'Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha confermato di aver avviato indagini su un "problema di sicurezza informatica" che sembrerebbe aver coinvolto "un numero molto limitato di server esterni" utilizzati per attività non classificate. Tutti i dettagli.

L'articolo proviene dalla sezione #Cybersecurity

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La Cina vuole l’autosufficienza nei macchinari per i chip

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Prosegue il cammino della Cina verso l'autosufficienza tecnologica: il governo ordina ai chipmakers di utilizzare macchinari di produzione nazionale, anche se non sono ai livelli di quelli americani e giapponesi. Naura Technology riuscirà a realizzare il sogno



Non ho propositi per il nuovo anno.

Vivrò giorno per giorno.

Come Rambo. 😍

youtube.com/watch?v=_HOafzQTTh…



YEMEN. Dopo il bombardamento saudita, gli Emirati annunciano il ritiro


@Notizie dall'Italia e dal mondo
La decisione è giunta dopo che Riad ha colpito gli aiuti militari emiratini ai secessionisti dello Yemen del Sud, segnando un primo stop all'egemonismo di Abu Dhabi nella regione
L'articolo YEMEN. Dopo il bombardamento saudita, gli Emirati annunciano il ritiro proviene da




INCENERITORE - LE NOCIVITÀ


Video 2 di 11
N 2 Produzione di CO2 e impatto su clima e salute
La pediatra Francesca Mazzoli, oltre 30 anni di professione al San Camillo di Roma, membro di ISDE Italia, in 11 video spiega il problema per la salute derivante dall'incenerimento dei rifiuti.
#Ambiente #Ecologia #NoInceneritore #RifiutiZero #TutelaDelTerritorio #SalutePubblica #RomaPulita #Sostenibilità #CrisiAmbientale



Vi racconto la batosta subita dal gruppo francese OVHcloud

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Un giudice canadese ordina l’accesso a dati europei, facendo saltare in aria la narrativa francese sulla sovranità del cloud. Solo la tecnologia (la criptazione) ci salverà. L'approfondimento di Francis Walsingham.

startmag.it/innovazione/ovh-cl…

in reply to Informa Pirata

Mi manca un pezzo riguardo la criptazione.
Sulla protezione dei dati a riposo (backup, archivi) è facile: carico in cloud i dati cifrati, io ho la chiave, chiunque ottenga i dati cifrati non ci fa niente se io non fornisco la chiave.
Una VM che eroga un servizio? Il provider ha accesso al hw (virtualizzato o fisico) di conseguenza il provider, se richiesto, può banalmente fare un mitm sul mezzo che uso per amministrare la VM e intercettare qualsiasi chiave/codice che io metta a protezione dei dati.
Ho un db in cloud che fa da backend a un sito, la VM in cloud legge, scrive, modifica, ha accesso completo a tutti i dati: in che modo la cifratura può proteggere in uno scenario del genere?
in reply to Informa Pirata

La necessità di una infrastruttura europea nasce principalmente dalla necessità di avere dati di interesse nazionale/comunitario in server nazionali/comunitari. Questa esigenza per non rischiare di non avere più accesso ai dati se uno stato estero (USA tanto per citare qualcosa di concreto!) sul cui territorio i server insistono, li renda inaccessibili.

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[2026-01-24] 365 SCHIAFFI @ TooPiacenza


365 SCHIAFFI

TooPiacenza - Piacenza
(sabato, 24 gennaio 18:00)
365 SCHIAFFI
Sabato 24 gennaio al "Too Piacenza" festeggiamo un anno di collettivo Schiaffo:

Apertura ore 18:00 con:

Cisco (electro ragga dj set)

A seguire: canti di lotta del Cor'occhio dal Barocchio squat.

Inizio concerti ore 20:00 :

Caged

Plague Bomb

Collisione

Putiferio


gancio.cisti.org/event/365-sch…



[2026-01-06] La Firaboga invernale dell'Epifania @ Bisaboga


La Firaboga invernale dell'Epifania

Bisaboga - 21, Via Montasico, Marzabotto, Unione dell'Appennino Bolognese, Bologna, Emilia-Romagna, 40043, Italia
(martedì, 6 gennaio 10:00)
La Firaboga invernale dell'Epifania


agenda.reteappenninica.it/even…




Israele non arretra: da domani 37 Ong internazionali senza più permesso


@Notizie dall'Italia e dal mondo
Colpite anche Medici Senza Frontiere, Oxfam, i Consigli danese e norvegese per i rifugiati, Terre Des Hommes e Caritas International. La scadenza fissata per la cessazione delle attività è il primo marzo
L'articolo Israele non arretra: da domani 37 Ong


in reply to The Pirate Post

Natürlich lügt die #Klöckner. oder sie ist unvorstellbar dumm. Jedenfalls geht es ihr keineswegs um #Neutralität! Sonst wäre sie nicht in der #CDU, die grundsätzlich und stets #geltendesRecht verachtet, #Menschenrechte und #Bürgerrechte gleichermaßen mit Füßen tritt. Kann man gleichzeitig #kriminell und #neutral sein? Ich denke, das geht nicht.


AUGURI ai lettori di Free Zone Magazine ! Buon 2026
freezonemagazine.com/news/augu…
Non promette miracoli, ma respiri. Ci insegna a chiamare futuro anche ciò che trema. Nel poco che abbiamo cresce una speranza ostinata. E in nuovo anno comincia dove smettiamo di temere.
L'articolo AUGURI ai lettori di Free Zone Magazine ! Buon 2026 proviene da FREE ZONE MAGAZINE.
Non promette miracoli, ma respiri. Ci insegna a chiamare futuro anche


L’offensiva di carta e la pirateria del XXI secolo: il piano di Trump contro il Venezuela


@Notizie dall'Italia e dal mondo
Il New York Times ha diffuso la notizia di un presunto “attacco di terra” nel territorio venezuelano che però non è mai avvenuto
L'articolo L’offensiva di carta e la pirateria del XXI secolo: il piano di Trump contro il



[2026-01-15] ofPCina @ Camere d'Aria


ofPCina

Camere d'Aria - Via Guelfa 40/4
(giovedì, 15 gennaio 17:30)
ofPCina
Il computer ti ha mollato? L'ingresso audio del tuo amplificatore per chitarra si è spaccato? Quel software così indispensabile per la tua sopravvivenza dà i numeri? Vuoi acquistare un nuovo pc ma hai un budget molto basso? L'aspirapolvere ha smesso di funzionare?
Beh raggiungici e cercheremo di rimediare insieme!

cameredaria.net/ofpcina/

ofpcina.net/


balotta.org/event/ofpcina-81



[2026-01-13] Hacklab Iruñerria @ El Hadji gunea


Hacklab Iruñerria

El Hadji gunea - Artikala Kalea 16, (errotxapea) 31014 Pamplona, Navarra
(martes, 13 enero 19:00)

Desde el Hacklab de Iruñerria nos juntaremos cada 15 dias en El Hadji gunea de la rotxapea.

Un encuentro para cacharrear y aprender colectivamente.


hacker.convoca.la/event/hackla…



Vacanze di fine anno da tutto esaurito - Secondo le stime, in Valle d'Aosta festeggeranno 500 mila turisti. La soddisfazione degli albergatori


Tutto esaurito per trascorrere il Capodanno in Val d'Ayas e in tutta la Valle d'Aosta. Cinquecentomila le persone stimate in questi giorni di festa. Il bilancio degli albergatori è già positivo.

Le ultime nevicate hanno premiato anche il sud-est della regione.
Secondo i dati di Unioncamere, crescono le prenotazioni nelle strutture extra-alberghiere

rainews.it/tgr/vda/video/2025/…

@Valle d'Aosta

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Dove festeggiare l'arrivo del nuovo anno, dalle fiaccolate dei maestri di sci alle piazze di molte località della Valle

Come da tradizione, il 30 dicembre è dedicato alle fiaccolate dei maestri in tante località della Valle. le ricordiamo in ordine alfabetico.

Ad Antagnod ritrovo alle 17 ,30 davanti alla scuola di sci. A Cervinia lo spettacolo pirotecnico e musicale inizia alle 21 al campetto del Cretaz. A Champoluc l'appuntamento per la fiaccolata dei maestri e alle 18 alla partenza della Funivia per il Crest. A Courmayeur, partenza sempre alle 18 da Col Checrouit con arrivo a Dolonne. A Gressoney appuntamento al Weissmatten alle 20 e 30. A La Magdeleine si parte dalla piazza delle 5 frazioni sempre alle 20 e 30. A La Thuile la fiaccolata parte dalle 18 e 30 sulla pista di rientro. Lo spettacolo a Pila inizia alle 17, la fiaccolata è in programma alle 18. A Rhemes-Notre-Dame il ritrovo è alle 16 agli impianti di risalita di Chanavey. A Torgnon appuntamento alle 20 e 30 al piazzale Sirt. Infine la fiaccolata di Valsavarenche sarà per le vie del capoluogo.

rainews.it/tgr/vda/video/2025/…

@Valle d'Aosta

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Ancora un furto a Roisan. La denuncia è stata presentata questa mattina, 30 dicembre, ai Carabinieri. Un episodio anche in alta valle

Ancora un furto a Roisan. La denuncia è stata presentata questa mattina, 30 dicembre, ai Carabinieri. Era accaduto anche la Vigilia di Natale, quando lo stesso Comune di Roisan informava sui social della presenza di ladri in zona Le Martinet. Altri episodi erano avvenuti a inizio dicembre.

Una denuncia di furto in abitazione è stata presentata ai carabinieri il 27 dicembre anche a Pré-Saint-Didier. In una recente intervista, il Colonnello Livio Propato, comandante del Gruppo Aosta dei Carabinieri, ha confermato un aumento dei furti in Valle del 40%.

rainews.it/tgr/vda/articoli/20…

@Valle d'Aosta

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Il governo mette le mani sulla ricerca ambientale: un precedente gravissimo
possibile.com/ispra-gallone/?u…
Pichetto Fratin ha nominato ai vertici di Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, l’ex Senatrice di Forza Italia Maria Alessandra Gallone. Una nomina chiaramente politica, la prima rispetto a una tradizione consolidata di tecnici competenti in materia. Un cambio di strategia che premia


[2026-01-06] Corso di duo acrobatico @ Cascina Torchiera


Corso di duo acrobatico

Cascina Torchiera - Piazzale Cimitero Maggio 18, Milano
(martedì, 6 gennaio 19:00)
Corso di duo acrobatico
GallinƏ!
Da questo mese partono ben tre nuovi corsi, per cui correte in cascina, vi aspettiamo con gioia e voglia espressiva!

Da martedì 8 ottobre!


puntello.org/event/corso-di-du…



Il governo mette le mani sulla ricerca ambientale: un precedente gravissimo


Nel palinsesto mediatico di questi giorni, tutto incentrato sulla manovra di bilancio, è passata sotto silenzio una notizia che in apparenza potrebbe non destare preoccupazioni ma che invece, se letta nel contesto della crisi socio-climatica e ambientale, dovrebbe preoccuparci seriamente: il dormiente Pichetto Fratin ha nominato ai vertici di Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, l’ex Senatrice di Forza Italia Maria Alessandra Gallone.

Una nomina chiaramente politica, la prima rispetto a una tradizione consolidata di tecnici competenti in materia. Un cambio di strategia che premia ovviamente l’appartenenza partitica e non la competenza.

Stride e preoccupa la scelta di preferire una figura politica assolutamente non competente a capo di un organismo scientifico come Ispra. La componente antiscientifica della maggioranza viene ulteriormente premiata… Strano che il Ministro alla Sanità Schillaci sia ancora al suo posto.

La strategia politica di fondo è semplice quanto pericolosa: controllare Ispra significa infatti avere margine per orientarne i pareri, spesso vincolanti, in settori cruciali e potenzialmente conflittuali. Già durante la legislatura, la maggioranza ha tentato più volte di limitarne l’autonomia, con il Ministro Lollobrigida tra i più attivi in tal senso e con la Lega che spinge per limitare il peso e il valore scientifico dell’Istituto in materia di biodiversità, sulla caccia e sul consumo di suolo.

Va ricordato che Ispra è una agenzia tecnica dello Stato deputata al monitoraggio ambientale, alla ricerca applicata e alla valutazione degli impatti su aria, acqua, suolo e biodiversità. La sua autorevolezza deriva proprio dall’indipendenza scientifica: pareri e analisi tecniche e scientifiche guidano la valutazione d’impatto di grandi opere e infrastrutture, l’approvazione dei piani antismog, la gestione delle acque e della depurazione, la tutela della fauna. Per questo motivo mantenere una leadership tecnico scientifica politicamente imparziale rispetto al Governo non è un vezzo o un capriccio, ma una condizione essenziale per continuare ad averla operativa al 100% delle sue potenzialità e per poter affrontare la crisi socio-climatica e ambientale che stiamo vivendo e che è scomparsa, qualora fosse mai entrata, dall’agenda politica del Governo Meloni.

Purtroppo non è la prima volta che la destra va ad indebolire le realtà tecnico-scientifiche che si occupano di ambiente.

Emblematica, in negativo, rimane la Lombardia, dove a capo di Arpa c’è una negazionista climatica e come Direttore di Fondazione Lombardia per l’Ambiente è stata messo una persona assolutamente non competente in materia con simpatie per il mondo del negazionismo climatico e non solo.

Non ci aspettavamo certo una attenzione seria nei confronti delle questioni ambientali da parte di questa destra, ma nemmeno ci aspettavamo una strategia rivolta a indebolire e demolire gli enti fondamentali per affrontare le sfide che abbiamo di fronte.

Walter Girardi Cattaneo

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Modestamente posso dire che...c'ero anch'io quel giorno, ad allestire gli hub vaccinali!




Il 27 dicembre 2020 cominciammo ad uscire da un incubo. Per merito della scienza che sviluppò in tempi record il vaccino contro il #Covid19 distribuito in Europa da quel giorno, e grazie al personale medico che sopportò turni di lavoro indicibili per arrivare fino a lì. Senza respiro - RaiPlay raiplay.it/programmi/senzaresp…

@salute


AL.FA (NONOINO) reshared this.



Riceviamo e pubblichiamo:

Coordinamento Democrazia Costituzionale - Milano

BASTANO DUE MINUTI: METTIAMO UNA FIRMA CONTRO LA CASTA
Dobbiamo dare un segnale contro la riforma Nordio che non serve alla giustizia ma solo a proteggere la casta dei polit…



L’UNIONE HA DIFFIDATO LA SOPRINTENDENZA, NON AMMISSIBILI EVENTUALI OMISSIONI


I pieni poteri che, nonostante le 25mila firme raccolte e il Giubileo di fatto finito, restano a Gualtieri e incontrano nel codice dei beni culturali uno tra i pochi autentici limiti.
Per questa ragione ieri abbiamo indetto il sit-in alla Soprintendenza Speciale di Roma.
Nell’incontro avuto a San Michele con la Capo Segreteria abbiamo rappresentato le nostre forti motivazioni e anticipato che avremmo provveduto a diffidare la Soprintendete se non fossero terminate le eventuali condotte omissive in relazione alle prerogative istituzionali calpestate da ultimo con i miseri 20 giorni dati per esprimere le posizioni degli enti nella conferenza farsa.
Tuttavia, quando, come in questo caso, c’è il coinvolgimento di autorità preposte alla tutela archeologico e paesaggistica, le conferenze di servizi devono svolgersi in 90 giorni per il loro svolgimento.
Non avendo ricevuto riscontri di alcun genere, nel primo pomeriggio l’Unione dei Comitati contro l’inceneritore ha diffidato la Soprintendente Daniela Porro informandone il Dipartimento per la tutela del patrimonio valorizzazione culturale nella figura apicale del capo dipartimento, soggetto preposto alla vigilanza.

30 dicembre 2025




Perché Meta punta su Manus, la startup Ai di Singapore

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Incurante del pericolo di una possibile bolla dell'Ai pronta a scoppiare nel 2026 Meta ha messo sul piatto oltre 2 miliardi di dollari per accaparrarsi la startup asiatica Manus il cui agente Ai pare superare in intelletto le rivali statunitensi di



Lessons on laying out the 404 Media zine using a relatively weird setup—on Linux, using Affinity, with the help of the Windows translation layer WINE.#zine


The Weird Way the 404 Media Zine Was Built


This post originally ran on Tedium, our zine designer Ernie Smith's wonderful website and newsletter about the Dull Side of the Internet. Check it out here.

I write a lot these days, but my path into journalism, going way back to J-School, was through layout.

For years, I was a graphic designer at a number of newspapers—some fairly small, some quite large. I was a card-carrying member of the Society for News Design. It was one of my biggest passions, and I fully expected to have a long career in newspaper design. But newspapers as a medium haven’t really panned out, so I eventually fell into writing.

But I still adore laying out a big project, conceptualizing it, and trying to use it to visually add to the story that the words are trying to convey. It’s not quite a lost art, but I do think that print layout is something that has been a bit back-burnered by society at large.

So when 404 Media co-founder Jason Koebler, who spent years editing my writing for Motherboard, reached out about doing a zine, I was absolutely in. The goal of the zine—to shine a spotlight on the intersection of ICE and surveillance tech—was important. Plus, I like working with Jason, and it was an opportunity to get into print design again after quite a few years away.

I just had two problems: One, I have decided that I no longer want to give Adobe money because of cost and ethical concerns about its business model. And two, I now use Linux pretty much exclusively (Bazzite DX, in case you’re wondering).

But the good news is that the open-source community has done a lot of work, and despite my own tech shifts, professional-grade print design on Linux is now a viable option.

Why page layout on Linux is fairly uncommon


The meme in the Linux community writes itself: “I would move over to Linux, but I need Photoshop and InDesign and [insert app here] too much.” In the past, this has been a real barrier for designers, especially those who rely on print layout, where open-source alternatives are very limited. (They’ve also been traditionally at the mercy of print shops that have no time for your weird non-standard app.)

Admittedly, the native tools have been getting better. I’m not really a fan myself, but I know GIMP is getting closer in parity to Photoshop. Inkscape is a totally viable vector drawing app. Video is very doable on Linux thanks to the FOSS Kendenlive and the commercial DaVinci Resolve. Blender is basically a de facto standard for 3D at this point. The web-based Penpot is a capable Figma alternative. And Krita, while promoted as a digital painting app, has become my tool of choice for making frame-based animated GIFs, which I do a lot for Tedium.

But for ink-stained print layout nerds, it has been tougher to make the shift (our apologies to Scribus). And Adobe locks down Creative Cloud pretty hard.

However, the recent Affinity release, while drawing some skepticism from the open-source community as a potential enshittification issue, is starting to open up a fresh lane. For those not aware, the new version of Affinity essentially combines the three traditional design apps—vector editor, raster editor, and page layout—into a single tool. It’s pretty good at all three. (Plus, for business reasons related to its owner Canva, it’s currently free to use.)

While it doesn’t have a dedicated Linux version, it more or less runs very well using WINE, the technology that has enabled a Linux renaissance via the Steam Deck. (Some passionate community members, like the WINE hacker ElementalWarrior, have worked hard to make this a fully-fleshed out experience that can even be installed more or less painlessly.)

The desire for a native Linux version of a pro-level design app is such that the Canva subsidiary is thinking about doing it themselves.

But I’m not the kind of person who likes to wait, so I decided to try to build as much of the zine as I could with Affinity for page layout. For the few things I couldn’t do, I would remote into a Mac.

The RISO factor


Another consideration here is the fact that this zine is being built with Risograph printing, a multicolor printing approach distinct from the more traditional CMYK. The inky printing process, similar to screen printing, has a distinct, vibrant look, even if it avoids the traditional four-color approach (in our case, using layers of pink, black, and lime green).

Throughout the process, I spent a lot of time setting layers to multiply to ensure the results looked good, and adding effects like halftone and erase to help balance out the color effects. This mostly worked OK, though I did have some glitches.

At one point, a lime-green frog lost much of its detail when I tried to RISO-fy it, requiring me to double-check my color settings and ensure I was getting the right tone. And sometimes, PDF exports from Affinity added unsightly lines, which I had to go out of my way to remove. If I was designing for newspapers, I might have been forced to come up with a quick plan B for that layout. But fortunately, I had the luxury of not working on a daily deadline like I might have back in the day.

I think that this layout approach is genuinely fascinating—and I know Jason in particular is a huge fan of it. Could I see other publications in the 404 mold taking notes from this and doing the same thing? Heck yes.

A sneak peek at the inside layout of the 404 Media zine.

The ups and downs of print layout on Linux


So, the headline you can take away from this is pretty simple: Laying stuff out in Affinity over Linux is extremely doable, and if you’re doing it occasionally, you will find a quite capable tool.

Admittedly, if this was, like, my main gig, I might still feel the urge to go back to MacOS—especially near the end of the process. Here’s what I learned:

The good: Workflow-wise, it was pretty smooth. Image cutouts—a tightly honed skill of mine that AI has been trying to obsolete for years—were very doable. Affinity also has some great effects tools that in many ways beat equivalents in other apps, such as its glitch tool and its live filter layers. It didn’t feel like I was getting a second-class experience when all was said and done.

The bad: My muscle memory for InDesign shortcuts was completely ineffective for this, and there were occasional features of InDesign and Photoshop that I did not find direct equivalents for in Affinity. WINE’s file menus tend to look like old Windows, which might be a turn-off for UX purists, and required a bit of extra navigation to dig through folders. Also, one downside of WINE that I could not work past was that I couldn’t use my laptop’s Intel-based GPU for machine learning tasks, a known bug that I imagine slowed some things down on graphically intensive pages.
I checked, by the way; this was not a WINE thing, it did this in MacOS too. (Ernie Smith)
The ugly: I think one area Affinity will need to work on as it attempts to sell the idea that you can design in one interface are better strategies to help mash down content for export. At one point while I was trying to make a PDF, Affinity promised me that the file I would be exporting was going to be 17 exabytes in size, which my SSD was definitely not large enough for. That wasn’t true, but it does emphasize that the dream of doing everything in one interface gets complicated when you want to send things to the printer. Much of the work I did near the end of the process was rasterizing layers to ensure everything looked as intended.

When I did have to use a Mac app for something (mainly accessing Spectrolite, a prepress app for RISO designs), I accessed an old Hackintosh using NoMachine, a tool for connecting to computers remotely. So even for the stuff I actually needed MacOS for, I didn’t need to leave the comforts of my janky laptop.

Looking for a Big Tech escape hatch


Was it 100% perfect? No. Affinity crashed every once in a while, but InDesign did that all the time back in the day. And admittedly, an office full of people using Affinity on Linux isn’t going to work as well as one guy in a coffee shop working with a team of editors over chat and email.

But it’s my hope that experiences like mine convince other people to try it, and for companies to embrace it. Affinity isn’t open-source, and Canva is a giant company with plenty of critics, just like Adobe. But there are emerging projects like PixiEditor and Graphite that could eventually make print layout an extremely viable and even modern open-source endeavor.

But we have to take victories where we can find them, and the one I see is that Affinity is a lot less locked down than Creative Cloud, which is why it’s viable on Linux. And in general, this feels like an opportunity to get away from the DRM-driven past of creative software. (Hey Canva, it’s never too late to make Affinity open-source.)

Difficult reporting shouldn’t have to be tethered to the whims of Big Tech to exist. Especially when that tech—on Amazon’s cloud, using Adobe’s PDFs, through Google’s search, over Meta’s social network, with Apple’s phones, and on Microsoft’s operating system—too often causes uncomfortable tensions with the reporting. This is one step towards a better escape hatch.


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